All language subtitles for Sugar.2024.S01E08.Farewell.720p.ATVP.WEB-DL.DDP5.1.H.264-NTb_track23_[ita]

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Original subtitles

Tre parole.

Ecco la parte migliore.

Una chiamata per informarli...

che l'incubo è finito.

- Tranquilla. Va tutto bene. - Fanculo. Fanculo.

È tutto ok. Vieni.

Tre parole.

Ho trovato Olivia.

Ti aiuto. Aggrappati a me.

Su, coraggio.

Tutto finisce.

John o Jack per gli amici?

In genere John.

Almeno per i vecchi amici. Per i conoscenti sono Scottie.

La chiamerò signor Ferguson.

Uh, no, non mi piacerebbe affatto. No, no.

Dopo questo pomeriggio,

Scottie sarebbe più appropriato.

Se non addirittura John.

Pronto?

Cosa?

Arrivo subito.

Oh, la mia bambina.

Va tutto bene.

È finita.

Va tutto bene, tutto bene.

È tutto finito.

Sei al sicuro.

È tutto finito.

Gli epiloghi sono strani.

Li vedi arrivare, eppure non puoi farci nulla.

Per fortuna il caso è chiuso.

Beh, non ancora del tutto.

Lo so, lo so.

Mi sono impuntato, ma è deformazione professionale.

Non lasciamo nulla al caso.

Devo sbrigarmi.

Ci vediamo dopo.

Tutti dobbiamo farlo.

Merda.

Favorisca patente e libretto.

Subito.

Correvo troppo?

Un pochino, ma non l'ho fermata per questo.

- Il paraurti posteriore è a penzoloni. - Davvero?

La prego, si fermi alla prima stazione per farlo controllare, sig. Miller.

- Se dovesse cadere in strada... - No, certo. Grazie mille.

Forse ho urtato il marcia...

Qui pattuglia 33. Abbiamo un possibile 1-54, una Tesla.

Uomo con ferita d'arma da fuoco sulla 118.

- Ehi. - Che ci fai qui?

Buongiorno. Anche per me è un piacere vederti.

- Scusa. Buongiorno. - Tutto a posto?

Sì, è solo che Henry fa il testone.

- Ha quei momenti. - Già.

Non abbiamo...

avuto modo di...

Sono contenta che tu l'abbia trovata.

Sul serio?

Ovvio.

- Credevi di no? - Ormai non so cosa pensare di te, Ruby.

Non scherzo.

Probabilmente ci stanno cercando perché hai smascherato Pavich.

E ora dobbiamo sparire tutti.

Hai fatto quello che ritenevi necessario, dunque...

Esatto.

- Dobbiamo levare le tende oggi stesso. - Lo so.

Non tardare per l'evacuazione. Miller è già in strada.

- Ok. - L'ultimo volo è al tramonto.

Scrivi fino all'ultimo, eh?

Che vuoi dire?

- È solo l'inizio. - Il nostro studioso.

Mi conosci troppo bene.

Quindi siamo al capolinea, eh?

- Bon voyage. - Già.

Come ti senti?

Bene, credo. Provo sentimenti contrastanti.

Vale anche per me.

Ti credevo dai Siegel a farti lanciare petali di rosa.

È la prossima tappa. Ma non mi aspetto grandi feste.

Hai quello che ti ho chiesto?

- Il... - Il lettore.

Giusto. Ah, la mia memoria.

Ce l'ho qui.

- Che poi, a cosa ti serve? - Eh?

A che ti serve? Siamo in partenza.

C'è qualcosa che voglio...

- verificare. - Riguarda il caso, vero?

Non era chiuso?

Al TG dicevano che...

Com'è che si chiamava?

- Ryan Pavich. - Giusto.

...sarebbe un vero mostro.

Ha torturato decine di persone. Ah-ah!

Aspetta.

Credi che non sia il vero colpevole?

No, no, è stato lui.

E allora cosa?

Qualcosa. Non lo so.

Credi che mi sia impuntato?

Credo che hai salvato una vita e,

qualsiasi colpa tu abbia, la tua tenacia nel fare del bene è...

fenomenale.

- Grazie, Henry. - I petali di rosa te li meriti.

Grazie.

E come ci andrai?

- Non con la Corvette? - Magari.

- Mi passi a prendere? - Sicuro.

Ci vediamo più tardi.

- Grazie. - Di nulla.

Prova, prova.

Una delle mie massime preferite? "Attenti a ciò che è noto."

Siate sempre curiosi.

Lasciatevi sorprendere.

È fondamentale. Io, ad esempio...

per tanto tempo ho creduto di conoscermi.

"Sono uno sfegatato di baseball, detesto il tennis", e così via.

Ma era un pensiero limitante.

E più faccio queste cose,

più mi rendo conto che in realtà non avevo idea

di tutte le altre attività che potrebbero piacermi o meno.

Per esempio...

non mi facevo un patito di martelli, finché non mi sono scoperto tale.

Quindi... Insomma...

- No, no. - ...siate di larghe vedute.

No, no, ti prego!

E falla finita!

Piantala!

All'inizio, mi rimproveravo...

Sig. Sugar.

- Come sta? - Benissimo, grazie.

Lieto di vederla. Le siamo grati del suo impegno per Olivia.

- Il sig. Siegel la attende. - Grazie.

- Mi dà un minuto? - Certo.

- Margit, le mie condoglianze. - Grazie, Sugar.

Sa, ho ricevuto le condoglianze di moltissime persone

eppure, per qualche ragione, il dolore non diminuisce.

Posso immaginare.

Beh...

Per noi, però, la sua verità resta un mistero.

Perché tiene tanto a questo caso?

Eppure gliel'ho spiegato.

Già. Giusto.

Lei è solo un investigatore privato dal cuore d'oro

alla ricerca di una povera riccona.

Una ragazza messa in pericolo da suo figlio.

Suo fratello.

Non di proposito, ma da incosciente. E sospetto che lei sapesse dei...

Sa, un po' di tempo fa l'ho visto in Il Ragazzo All'angolo.

Era... Ci sapeva proprio fare.

Vero.

Era brillante.

Concordo.

Ancora condoglianze.

Grazie.

- Grazie, Carlos. - Non c'è di che.

Disturbo? Volevo salutarla.

Ma quale disturbo.

Anzi, ho una proposta per te.

Ti offro un lavoro. Capo della sicurezza dell'intera azienda.

- Ah, sì? - È un impiego facile facile.

Dovrai rintracciare i pirati della rete e accompagnare le star in clinica.

E qualsiasi cifra ti paghino i committenti come me,

la raddoppio.

- Un'offerta molto generosa. Grazie, ma... - Sul serio?

- Ok. - Oh, scusa.

Era...

Sì, certo, sono una rarità.

Ma quando ti capita, è meraviglioso. Una sensazione stupenda.

Un semplice "grazie" sarebbe davvero riduttivo da parte mia.

Sembra una donna forte.

Lo è.

Superare il trauma, però, sarà un lungo percorso. Per entrambi.

Si è aperta sui fatti?

Sui... No, non ancora.

Beh, è una reazione normale.

- Posso? - Certo.

Non ha detto neanche una parola su quanto è accaduto nello scantinato?

Te l'ho detto, neanche una.

- Perché me lo chiedi? - Non lo so.

Non so. C'è qualcosa...

Il corpo di Clifford Carter.

L'istinto mi dice

che dietro la sua sparizione ci sia la sua mano.

- Questa è una... - No, la prego, non dica niente.

Meno coinvolgiamo la polizia, meglio è.

Concordo.

Per questo ho chiamato il 911 solo una volta fuori da casa di Pavich.

- Grazie per la discrezione. - Si figuri.

Oltre a tutto il resto.

Non stare più sul chi va là.

Ce l'hai fatta. È finita.

Quasi.

Queste...

sono sue, giusto?

Ho riconosciuto l'abito di Rachel,

lo stesso di sua moglie Lorraine in Venti del cambiamento.

Le ha scattate lei, giusto?

Come puoi esserne sicuro?

Ho visto l'abito nella vecchia camera di Lorraine

e ho capito che erano state scattate lì.

Ho fatto due più due.

Era uno spirito libero, un po' come Lorraine.

Ecco cosa mi ha conquistato di lei.

Era infelice... e io non ho resistito alla tentazione.

Abbiamo chiuso dopo che...

- Beh... - È rimasta incinta.

Mi stai chiedendo se Olivia è mia figlia?

No, signore, non è affar mio.

È amata.

Il resto non conta.

Garbo e tatto...

fino alla fine.

- Arrivederci, sig. Sugar. - Arrivederci, Carlos.

- Sugar, Miller si è fatto vivo con te? - Per ora no.

Avvisami nel caso, ok? Sto andando al punto di ritrovo.

Io faccio un altro paio di tappe

e poi passo a prendere Henry. Ci vediamo lì.

Ok. A dopo.

All'inizio, mi rimproveravo questa scelta.

Avevo mille possibilità.

Il banchiere, l'avvocato, aprire un cazzo di centro yoga.

Eppure, eccomi a fare questo.

Non mi do più il tormento.

Ho trovato la pace.

Qualsiasi cosa sia... questo che faccio,

più di ogni altra cosa...

mi fa sentire vivo.

- Ma ciao. - Sicura di prenderlo con te?

Mangia il suo peso in braciole di maiale.

- Oh, siamo sicuri. Eccome se lo siamo. - Grazie.

Ti va di entrare per salutarci?

No, mi stanno aspettando.

Ho fatto la limonata. Entri e basta.

Andiamo. Bravo. Bravissimo.

Ora ne bevo circa quattro litri al giorno.

Diventerò una diabetica sobria.

- Sono fiero di te. - Anch'io.

E fai bene.

- Salute. - Salute.

- Ottima, eh? - Caspita se lo è.

Dunque, te ne vai per non tornare mai più?

Mai dire mai, ma...

- sarà un lungo viaggio. - Sei tornato per vedere tua sorella?

No, io non...

Lei è...

L'hanno portata via... molti anni fa.

Cosa? "Portata via"? Che significa?

Non abbiamo mai scoperto... chi o...

Diciamo che... è la ragione per cui faccio questo lavoro.

Oh, Sugar.

Mi dispiace.

Grazie.

Meglio che vada. Mi aspettano.

Sì.

Non dovrei...

Tutto bene?

Ho fatto una gaffe?

Cos'hai?

Prendimi le mani.

Ok, cominci a farmi paura.

Non averne.

Prendile.

Tutto bene?

Non mi sono mai rivelato a una persona. Non dovrei.

È severamente vietato.

Ma non me ne pento.

Sugar, ci danno la caccia.

Ma chi?

- Gli umani di cui ti ho parlato. - Che vogliono?

Liberarsi di noi, affinché il nostro patto resti segreto.

- Sta' attento e sbrigati, ok? - Sì.

Mi fa sentire vivo.

L'impulso che suscita vedere qualcosa

e sentire di doverla avere a ogni costo.

Per me, quella sensazione è tutto.

Già. Ma c'è una parte sfiancante.

La loro resa, gli scongiuri di ucciderle. Ho mai detto che sarebbe stato facile?

Senza vita, senza lotta, senza opporsi...

qual è il senso?

Non sei d'accordo?

Senza lotta, senza opporsi...

qual è il senso?

Non sei d'accordo?

Non sei d'accordo?

- Di cosa vuoi parlarle? - Dell'accaduto.

- Di cosa potrebbe aver visto. - Non credo che sia pronta.

Lo so e odio insistere, ma...

Forse restano dei punti oscuri.

Chiedi a lui.

È il padre.

Non so chi altri...

Cioè, lei...

è l'unica sopravvissuta.

Per merito tuo.

Chiedi pure. Deciderà lei cosa dire.

Chiaro.

- Ehi. - Ehi.

- Ti dispiace se mi siedo? - No, accomodati.

Grazie.

Sono John.

So chi sei.

Papà diceva che hai delle domande.

Sì. So che sei reduce da un inferno...

Chiedi e basta.

Non era da solo, vero?

No, c'erano lui...

e qualcun altro.

- Posso mostrarti una foto? - Sì.

Era lui l'altro?

SENATO STATUNITENSE

Non so. Potrebbe.

Non lo so. Non lo so.

- Non ne sei sicura? - No. Io...

Avevo una luce puntata in faccia,

quindi non l'ho mai visto in volto,

né l'ho sentito parlare.

Ma sei sicura che ci fosse qualcun altro?

- Sì. - E come mai?

Io...

Lo sentivo scrivere.

- Scriveva? - Sì.

- Non ha mai parlato? - Mai.

- Prendeva solo appunti? - Sì.

- Spero che sia d'aiuto. - Assolutamente.

E anche tanto.

Grazie.

Se c'è altro che posso...

No, solo...

Ti auguro una vita meravigliosa.

- Ciao. - Ciao.

Più di ogni altra cosa, mi fa sentire vivo.

L'impulso che suscita vedere una cosa

e sentire di doverla avere a ogni costo.

Per me...

L'impulso che suscita vedere qualcosa...

Vedevo questa cosa...

...e sentire di doverla avere a ogni costo.

...e pensavo: "Dev'essere mia".

Per me, quella sensazione è tutto.

È così strano.

Non sei d'accordo?

Non quello.

Per favore, fai attenzione.

Dunque, ora lo sai.

Immaginavo che sarebbe stata solo questione di tempo.

Stavi lì e guardavi?

Osservare e rapportare ogni aspetto.

Te ne sei stato lì con le mani in mano.

E invece no. Ho appreso.

Per te sarà sadico, ma esiste altro modo per imparare?

- Dove sei adesso? - Non te lo dirò.

- Ruby ci aspetta all'aeroporto. - Sai che non verrò.

- Non puoi restare. - E chi lo dice?

Ci danno la caccia.

L'ho sentito.

Ma il gioco vale la candela.

Qui è tutto così confuso, disordinato... E poi quanta rabbia, quanta malvagità.

Non c'è solo questo. C'è molto, molto di più.

Io devo stare qui.

Non è vero.

Proprio come te.

Sai che anche tu devi restare.

- Che significa? - Oh, John.

- Meglio che vada. - Henry, aspetta.

Segui i petali di rosa.

Djen l'ha rapita lui.

È viva?

È qui?

Osserva e rapporta.

Così da non ripetere i loro errori.

Prendete Henry, intrappolato in una spirale di violenza.

E io, invece?

Sono tanto diverso?

Mi piace stare qui.

Mi piace provare sensazioni. Soffrire,

assaporare, toccare, sognare, amare, odiare.

Sono diventato più umano?

Come Henry?

Devo sbrigarmi.

Devo trovarlo.

Che stai facendo?

Alexandra.

Non hai un costume?

Sì, ma, ecco...

Non qui.

Io non entrerei al posto tuo. Ci sono gli squali.

Ok. Grazie.

Troverò Henry Thorpe.

Non importa quanto ci vorrà. Lo troverò.

Sapevamo di Pavich.

Un'idea di Henry.

Ma io l'ho assecondato.

E gli altri con me, per la missione.

- Non sapevo di Djen. Io... - Lo so.

Lo so.

Sugar, tutto bene?

Sì.

Davvero?

La mano? Le voci?

Niente voci.

Ne sei sicuro?

È l'ultimo volo.

Sì.

Eccetto Thorpe, sono andati via tutti.

Lo so.

È solo un vestito.

Forse.

Con tutta probabilità è già morta.

Probabile.

Ma Henry è vivo, è qui, e ce l'abbiamo portato noi.

Ora cerca persone come lui, possibili mentori o allievi.

Poi, stando qui, ho capito che aveva ragione su di loro.

Per tanti versi.

Adoro casa mia.

Mi mancherà.

Come mi mancherai tu.

Davvero.

E così gli altri. Però...

questo posto...

questa gente...

Chi più chi meno, mi piacciono.

Sono come loro.

Buon rientro.

Ah, mamma mia.

L'epilogo di un film è strano.

Puoi prevederlo.

FINE

Eppure, dopo tanti pianti e risate, i titoli di coda ti colgono di sorpresa.

Prima o poi, però,

le luci si riaccendono, ci si riveste

ed è ora di andare.

Sottotitoli: Emanuele Tranchetti

DUBBING BROTHERS

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