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La gente è pazza?
Nessuno pensa alla possibilità di essere libero?
Andare dove vuoi.
Come vuoi.
Tutti abbiamo un destino.
lo sono ladro di nascita.
Non credo in "questo è tuo e questo è mio".
Ho avuto dei buoni esempi.
l miei genitori sono brave persone.
La mamma non riusciva a concepire finché un giorno un medico le disse:
"Signora, provi a pregare Dio.
Egli provvede a ciò di cui il mondo ha bisogno."
E così eccomi qua.
Un inviato del cielo.
Una spia di Dio.
- Ciao, mamma. - Ciao.
E quella moto?
Me l'ha prestata un amico. Cosa cucini?
Milanese col purè.
Buono!
A te prestano sempre qualcosa?
Sì, mamma, sono affidabile.
È pericoloso andare in moto, Carlitos.
Non preoccuparti. Sono prudente.
E se la rompi?
La devi poi ripagare al tuo amico?
Noi non abbiamo tanti soldi.
È finita la maionese.
Ti amo, mamma.
- Come va, papà? - Suoni davvero bene, eh?
Non mi esercito da un sacco di tempo. Le dita si irrigidiscono.
Senti, Carlos, volevo parlarti di una cosa.
Hai appena cominciato questa scuola...
È una nuova opportunità.
- Non sprecarla. - Sto andando bene.
Tua madre mi ha detto che oggi sei arrivato con una moto.
Sì. Me l'ha prestata un amico. Ma gliel'ho già ridata.
Volevo parlarti di questo.
Non voglio più che porti cose prestate, capito?
Basta.
Non usare più cose che non sono tue.
- E se mi fanno un regalo? - Neanche. Non accettarlo.
Tu hai le tue cose... e quello che non hai:
tranquillo, pazienza.
Te Io guadagnerai lavorando.
Carlitos!
- Sei la mia fidanzata? - No, te la chiamo.
Marisol, è arrivato Carlitos.
- Ciao. - Ciao.
- Cos'ha? - Sei un egoista.
Sono passata alla tua scuola, ma non ti ho visto.
Non vado più Iì. Ora sono al tecnico industriale.
Mi piace perché non bisogna studiare tanto come nell'altra.
Sai che non riesco a concentrarmi.
Qui in giro dicevano che eri al riformatorio.
- Chi Io diceva? - La gente.
La gente...
Devi stare attenta alla gente.
Sei stato al riformatorio o no?
Sì, ci sono stato un po',
ma è stato un malinteso.
Adesso sono un uomo libero.
Guarda cosa ti ho portato.
Per me?
Grazie, è bellissima.
Era della mia mamma quando era giovane.
Mi ha detto: "Dalla a Marisol per tutto questo tempo in cui non vi siete visti."
Vuoi un tiro?
Vuoi un tiro?
Cosa vuoi, stronzetto?
Aspettate qui il preside.
Se mi sporchi i pantaloni, te Ii faccio pulire con Ia lingua.
Mi hai dato un bel pugno.
Dovrò metterci una bistecca.
Devi essere davvero idiota per cercare di bruciarmi.
Ti piace farti picchiare o cosa?
Una femmina avrebbe fatto di meglio.
Dovevi vedere la tua faccia.
- Grazie. - Di niente.
Dove l'hai preso?
Non preoccuparti. Puoi tenerlo.
Sei carino, eh, biondo?
- Mi ricordi una mia ex fidanzata. - Tieniti anche il disco.
- Hai mai rubato qualcosa di grosso? - Un elefante.
- Non mi dire. - È così.
Anche macchine, ma solo per farci un giro.
Meglio così che essere il proprietario.
Faccio un giro e la lascio Iì con le chiavi dentro.
Che se la prenda qualcun altro. Così non ho problemi di parcheggio.
Sei un bel tipo, biondo.
Devi conoscere mio padre.
Posso chiederti una cosa?
Non chiamarmi più "biondo".
E come vuoi che ti chiami? Sei biondo.
Carlitos.
- Ciao. - Ciao, mamma.
Lui è Carlitos, un compagno di scuola.
- Ciao, Carlitos. - Ciao.
Benvenuto.
Non chiamarlo "biondo".
- Vuoi bere qualcosa? - Un'aranciata va bene.
D'accordo. Non ti piace che ti chiamino "biondo"?
Di' a tuo padre che abbiamo visite. Vieni, andiamo in cucina.
Buone queste patate.
Ti sei dimenticato del tuo amico?
Vieni, Carlitos. Lui è mio padre.
- Salve. - Come va?
Bene.
Siediti.
- Vuoi delle patate? - No, grazie.
Da quale circo sei scappato?
- Hai mai sparato? - No.
Ti piacerebbe provare?
State attenti.
Qua dentro?
Non c'è problema. Una casa di famiglia.
- Sei mancino? - Destro.
La destra... Così.
Il dito fuori dal grilletto.
Chiudi la bocca.
Respira dal naso.
Rilassa l'ano.
Che bella sensazione!
- Sono quelle che usa la polizia. - Che ne sai?
È vero.
Una volta stavo rubando dei jeans su una terrazza
quando è uscito un militare a spararmi con una di quelle.
Mi sono preso uno spavento.
- Sei un topo? - Cos'è un topo?
Uno che ruba nelle case vuote, senza armi.
- Sei un traduttore, adesso? - Non vedi che non capisce?
Per me rubare è naturale. L'ho sempre fatto.
Se trovo qualcuno, Io saluto come se fossi a casa mia.
Però... a volte bisogna correre.
E dove vendi le cose che rubi?
Niente... Le regalo in giro. Per fare bella impressione alla gente.
Non sparate qui dentro, andate in cortile.
Ho un sacco di vestiti che mi stanno grandi. Veli porto.
Volevo darli a mio padre, ma non ha voluto.
- È un uomo onesto. - Anch'io sono un uomo onesto.
Cosa ridi?
- Basta. - Picchi tuo padre, figlio di puttana?
Basta, fermi.
- Fermi! - È un maleducato!
Basta!
Posso sparare ancora?
No, le pallottole sono care.
Rapiniamo un'armeria?
- Ne conosco una che è facilissima. - Anch'io.
Ma io so come entrarci.
Aspettami, Carlos.
Questa aspirapolvere, Patricia, è meravigliosa.
È comoda, leggera... Prendila.
Arriva in tutti gli angoli.
Quelli che non si raggiungono facilmente.
Ed è silenziosa.
- Posso provarla? - Certo.
È leggera, visto?
- Aspettate, mancano le pallottole. - No, andiamo.
Solo un minuto, fate un giro se volete.
È tutto tranquillo.
Fantastico!
Guarda...
Come avete fatto a prendere tutto?
Carlitos, ascoltami un attimo.
Quello che hai fatto oggi è stato grande,
ma non farlo mai più.
Non è quello che avevamo concordato.
Ma non avevamo concordato niente. Eravamo rimasti...
Eravamo rimasti che entravi, vedevi il posto, informavi Ramòn,
che stava fuori a fare da palo.
E non che saresti uscito con 500 pistole in tasca. Così, senza avvisare.
Ci stiamo giocando la vita.
Appunto! Bisogna andare fino in fondo!
Cosa prendiamo, dieci pistole del cavolo?
A me sembra che quello che stanno cercando di dirti
è che devi fare le cose come hai fatto, ma con più attenzione, tesoro.
L'hai chiamato "tesoro"?
Senti, Carlos.
Se continuiamo a lavorare insieme, ci sono dei codici da rispettare.
Certo!
- Cosa mangiamo? - Perché ridi?
Niente.
Ragazzi, volete una pizza?
Carlitos, vieni con me, prepariamo una pizza.
Ascolta. Non posso farmi beccare dalla polizia un'altra volta.
E se ti prendono mentre lavori con me, tua madre mi taglia le palle.
Questo ragazzo è un genio.
Se Io addestriamo bene possiamo fare una fortuna.
Ma bisogna fare le cose bene. Non il casino di oggi.
Non preoccuparti, mi ascolterà.
Potremmo essere una banda perfetta.
Ascolta.
Da adesso in poi, gira con questo documento.
Carlos Brown... Charlie Brown!
Vediamo il tuo.
Roberto Sànchez.
La tua parte, Charlie Brown.
Non dici niente?
Grazie.
Sai quanto devi lavorare per guadagnare quei soldi?
Il mondo è dei ladri e degli artisti.
Tutti gli altri devono lavorare, capito?
No. A chi avete venduto tutte quelle armi?
Non alla polizia.
Comunque non fare troppe domande.
Sono gli stessi che ci hanno dato la dritta sul vecchio.
Dicono che vive da solo in una casa a San Isidro.
Però è uno che non esce molto, dovremo fare il lavoro con lui dentro.
Ha un cane?
Che me ne frega del cane? Lo prendo a calci.
Non è così facile. Un cane ti può fottere.
Senti, genio...
La soffiata è di una persona affidabile
che conosce la casa e non ha parlato di cani.
Salve.
Dove sono i soldi?
Ehi!
Vecchio!
Si sente bene?
Carlos?
Svegliati. Non ho sentito la sveglia, è tardi.
Carlos?
Dai.
È un giocattolo.
È finta.
Sembra vera.
Pensi forse che ti punterei contro un'arma vera?
Stringi!
Stringi forte!
- Chi vive qui? - Non Io so. Vediamo.
E se arrivano i proprietari?
Nessun problema. Diciamo che stiamo cercando un gatto.
Siete molto sicuri di voi.
Loro Io sono. Hanno lasciato tutto aperto.
Perché hai un'arma?
La strada è strana.
Non puoi andare in giro senza niente.
E poi è anche per la tua sicurezza.
Cosa dico ai tuoi se ti succede qualcosa?
Una per te e l'altra per tua sorella.
È vero quello che dicono delle gemelle?
Cosa?
Che quello che sente una, Io sente anche l'altra.
Dipende. Deve essere qualcosa di molto intenso.
Chiudi la bocca.
Respira con il naso.
Rilassa l'ano.
Tutto bene, ragazzi?
Sì .
Volete qualcosa?
Qualcosina da mangiare.
Da bere?
- Birra. E voi? - Sì, birra.
Vi lascio tutto nella galleria.
Ehi, Ramòn... Sei sveglio?
Lasciami dormire, porca puttana!
Non ti hanno insegnato a bussare?
Scusa, dovevo fare la pipì.
Entra.
- Non ci riesci? - No.
Prova da seduto.
Ramòn mi ha detto che hai ammazzato un tizio.
In realtà è morto da solo.
Ma tu prima l'hai aiutato e gli hai sparato?
Sì .
Allora ho capito bene. L'hai ammazzato.
L'abbiamo ammazzato.
In che senso?
Io, Ramòn...
tu.
Siamo una squadra, no?
Può darsi...
Non possiamo tenere qui tutta questa roba, ci mettono dentro...
- Ciao. - Ciao.
Posso prendere qualcosa da bere?
Certo, tesoro, quello che vuoi.
Con permesso, eh?
Vuoi che ti prepari un panino?
No, grazie.
- Che sete! - Già.
Non riuscivo a dormire.
Vieni. Perché?
Stavo pensando.
Non dovresti pensare.
Ramòn mi ha detto che state uscendo con delle ragazze.
Sì. Sono gemelle.
E come sono le ragazze a quell'età?
Non hanno molta esperienza, no?
Come baciare e...
- Perché? - Non so...
Credo.
Almeno, non dappertutto.
A quell'età, io non facevo quello che faccio ora.
Forse.
Vorresti provare con me?
A me piace tuo marito.
Diglielo.
Cosa fai? Mi hai lasciato Iì fuori, come un idiota...
Sembri Marilyn Monroe.
Sembro Ia mia mamma da giovane.
Ti stanno bene.
Grazie.
Il Che e Fidel.
Evita e Peròn.
Ehi!
- Cosa? - Non avere fretta.
Ma stiamo svaligiando una gioielleria!
No. Siamo vivi.
Perché non te la godi?
Me la sto godendo. Me la sto godendo...
Ramòn! Vieni!
Guarda.
Col cazzo che la apri quella.
Bisogna bucarla da dietro, è più sottile.
Prendiamo la fiamma ossidrica.
- No, tu sei fuori! - Ci vuole un secondo.
Andiamo e torniamo. Se vuoi vado io.
Sì! Io resto qui, nel caso arrivi qualcuno.
- Allora vai tu. Abbiamo un paio d'ore. - No, andiamo!
Dai!
- La chiave devo lasciartela? - No, la tieni tu.
Noi non siamo responsabili se succede qualcosa.
Voi aprite e chiudete.
Quanti giorni vi fermate?
- Quanto tempo ci fermiamo? - Cento giorni.
Lascio un deposito per cento giorni.
Grazie.
Non tirare fuori le nostre cose davanti a tutti, cazzo!
- Va tutto bene. - Sì, per te va sempre tutto bene.
Abbiamo tutto con noi. Vuoi che la vecchia ci veda?
Ti curi troppo del giudizio degli altri.
Cosa c'è, ragazzi? Tutto bene?
Benissimo, capo.
Lo vedi quel frocetto laggiù?
Lo chiamano Federica. È un collezionista d'arte.
È pieno di soldi.
Pare che paghi dei malviventi perché si lascino succhiare l'uccello.
- Tu te Io sei fatto succhiare? - Sei pazzo?
Te Io dico perché dobbiamo piazzare i quadri.
Mio padre vuole sbarazzarsene.
Ogni volta che si fa con quella merda, crede che vengano a perquisirci la casa.
- E perché lo fa? - Che ne so...
Scusa. Hai da accendere?
Come stai, Ramòn?
Come fai a sapere il mio nome?
Me l'ha detto un uccellino.
- Ehi, scemo. - Cosa?
- Ti aveva chiesto il mio nome? - Chi?
Il frocetto!
Volevo dirtelo, ma te ne sei andato.
- Tu sei... - Cosa?
Il peggior socio del mondo.
- Ho qualcosa che potrebbe interessarti. - Non ho dubbi.
- Posso fartelo vedere. - E posso toccare?
Non ancora.
Come facciamo?
Ti aspetto fuori. Andiamo a casa mia con qualche amico.
Andiamo.
Va bene se sei frocio, eh?
Ma devi essere più discreto.
Che cazzo hai detto?
Che se siete froci...
Meno male che c'eri tu, o non so come avrei fatto.
Cosa dovevo fare? Non mi hai detto niente. Gli sei saltato addosso.
Di cosa dovevo avvisarti? Non hai visto che ci ha preso per froci?
Dai, succhiacazzi.
Ascolta, adesso torniamo e gli facciamo il culo.
D'accordo.
Ciao... Siete venuti.
Entrate.
Permesso.
Attento.
- Che nome ti ha dato tua madre? - Carlos.
Di origine germanica.
Sì, mia madre è tedesca.
Che nome orribile. Però significa "uomo libero".
È bello.
A me piace il mio nome. Me Io hanno dato in onore di Gardel.
Aspettate.
- Sono cose rubate? - No.
Non fatemele neanche vedere. Non ne voglio sapere di cose rubate.
- Forse conosci qualcuno a cui interessano. - Sì, al proprietario.
Mi piacciono i delinquenti, Ie storie malate, ma...
non voglio partecipare a nessun reato.
D'accordo, ma ormai è tardi perché le cose sono già qui.
Carlos, rendi onore al tuo nome.
Sentiti libero. Ma non rubarmi niente. Va bene?
Sì .
Sempre a parlar male della gente...
No, la gente parla male di se stessa, attraverso me.
- Tutto ciò che ti avanza è mio. - Il tuo corpo, per esempio.
Disperata la farfalla non vuole più niente,
neanche posarsi sulla sua rosa...
Federica dice che ho la stoffa dell'attore.
Vuole mandarmi a studiare recitazione.
Ed è amico del produttore di "Sàbados para la juventud",
mi farà recitare in televisione.
- Non va bene se vai in televisione. - Se divento famoso, smetterò di rubare.
Cosa vuoi che dicano? "Quello della TV mi ha derubato?"
- Mi lascerai solo, vero? - Non essere sentimentale.
Puoi fare il mio agente.
E i quadri?
Glieli ho piazzati. Adesso è un problema suo.
Qualcosa mi deve dare.
Mi sono intascato due cosette. Tu hai preso qualcosa?
No. Mi aveva chiesto di non rubare niente.
Sono loro che ti hanno picchiato?
Non Io so. Credo di sì.
Non potevi aspettarmi?
- Potevamo parlarne, almeno. - Per me sono questi.
- Andiamocene. - Aspetta. Parliamo.
Sai che non credo che siano morti?
Se fosse tutto uno scherzo? O no?
- Chi è? - La receptionist.
Una chiamata per il signor Carlitos.
Chi è?
Sono Ramòn. Tu chi sei?
Carlitos.
- Che voce... - Mi sono appena svegliato.
Che succede? Non dormi più qui?
No, sono da Federica, mi ha aiutato a provare delle cose...
Stiamo andando a Canale 9. Ti ho chiamato per dirti di accendere la TV.
Molto bene, dicci il tuo nome e cosa ti piace fare.
Mi chiamo Ramòn Peralta e mi piace tutto ciò che è legato al mondo dello spettacolo.
Il canto, la recitazione, la fama...
Che pupazzo!
Ramòn Peralta vuole essere famoso. Questo e il tuo sogno?
SÌ.
O fare una pubblicità di sigarette, così, per iniziare.
E dato che fumo, mi verrebbe naturale.
La faccia ce l'hai. Mi immagino che le ragazze non ti manchino.
Ora...
Ramòn... Il tuo cuore è felice?
Hai una fidanzata?
No... ma valuto offerte.
Ragazze, eccolo qua. Ramòn Peralta, vent'anni, scapolo.
E canterà per noi... Forza!
Tu sei perfetto?
No.
Vuoi rubarmi i pensieri?
Meno male, perché il nemico esiste. Non è uno scherzo.
- Pronto. - Pronto, mamma.
- Ciao, come stai? - Benissimo.
È stato incredibile. Ho appena finito.
Ha chiamato ancora Ia mamma di Carlitos. Vuole sapere qualcosa di lui.
Digli di chiamarla, per favore, o quella donna ci metterà nei guai.
Non parlare a quella megera! Mi avete visto?
Dove?
Dove? In televisione! Te l'avevo detto che era oggi.
Ah, certo, ti abbiamo visto.
- E come vi è sembrato? - Carino...
- Non vi è piaciuto, vero? - Non è che non ci sia piaciuto.
Papà era sorpreso, a me è piaciuto.
Abbiamo fatto alcune osservazioni, poi te le diremo.
No, non serve, a tutti è piaciuto molto.
Eri un po' nervoso? Ma forse ce ne siamo accorti solo noi.
Non è facile recitare dal vivo.
Appunto per questo, rifletti meglio su cosa vuoi fare.
Il tuo papà si è un po' vergognato.
E lui cosa cazzo ne sa?
Non gli è piaciuto?
Che importa...
Non capiscono niente di arte.
Sono delinquenti.
A me è piaciuto.
- Davvero? - Sì.
Sembravi Frank Sinatra.
Carlos mi ha detto che lavora per lei. È vero?
Sì. Ci dà una bella mano.
Non è un'attività ufficiale, diciamo...
- Ma guadagna dei soldi... - Sì, guadagna molto bene.
Mio marito ed io abbiamo visto Ramòn in televisione.
Pensavamo che Carlitos fosse Iì con lui.
No, no... Questa cosa ci preoccupa.
Perché...
Una pazzia, Ramòn si è messo in testa di fare l'artista.
È uno stupido...
Io non so cosa fare per togliere Carlitos dalla strada.
Ho paura che qualche delinquente me Io ammazzi.
Credo che andrò a fare la denuncia.
No, non Io faccia.
La polizia non serve a niente. Peggiora solo le cose.
Penseranno che i ragazzi siano in un giro strano e non Ii vedremo più.
Se succedesse qualcosa a mio figlio, non so cosa potrei fare.
Ramòn è grande.
Ma Carlitos sembra un bambino.
- Non si può neanche difendere. - Stai tranquilla, si faranno vivi.
Ti prometto che non gliela farò passare liscia.
Quando tornano, mi sentiranno.
Non so se i nostri figli debbano andare in giro insieme.
- Buon pomeriggio. - Ti accompagno.
Lancia ancora qualcosa e ti meno.
Prendi per General Paz, qui è pieno di controlli.
Passo dal Bajo.
D'accordo.
Cosa cazzo fa questo idiota?
- Porca di quella puttana! - Te l'avevo detto...
Documenti e libretto.
Non ho i documenti, porca troia...
Carlos Brown.
SÌ, o Charlie Marrone.
I tuoi documenti e il libretto.
Ho dimenticato i documenti, agente, ma ho tutto in regola, Io giuro.
- È un attore. - Scendete dall'auto.
- Sono a casa, posso andare a prenderli... - Scendete!
Ci sono tre possibilità per girare senza documenti.
O sei un guerrigliero, o hai rubato l'auto,
o sei mezzo scemo.
È mezzo scemo.
Ho solo dimenticato i documenti a casa.
- A quale organizzazione appartenete? - Nessuna.
Sembriamo terroristi? Noi non...
Non sappiamo niente di queste cose. La politica non ci interessa.
Io voglio diventare poliziotto.
Chi cazzo ti ha chiesto niente?
Allora...
Se ci fa andare a casa mia possiamo prendere i documenti...
Sei stupido o fai lo stupido?
Nome completo e documento.
Ramòn Peralta.
10-2-6-O-O-5-6.
Agente...
- Posso parlarle da solo un minuto? - Ti ho detto di tacere.
Potrebbe essere di interesse per il suo superiore.
Portati via Peralta.
Cosa fai? Metti via.
- Posso sedermi? - No.
Senta, agente...
Io non conosco molto bene quel tizio. Non metto la mano sul fuoco per lui.
Ma mi sembra un bravo ragazzo. Posso andare a prendere i suoi documenti.
Facciamo una cosa.
Io mi tengo la tua carta d'identità, nel caso facessi il furbo.
Mentre faccio qualche domanda al tuo amico, tu vai a casa,
prendi i suoi documenti e torni qui.
Va bene.
Se entro un'ora non sarai qui, verremo a cercarti, Brown.
E al tuo amico darò un po' di elettricità.
Un'ultima cosa... Voglio molto di più di quello che hai Iì.
- Porterò tutto quello che ho, agente. - Vai.
È tornato Carlitos.
Fai finta che non sia successo niente.
Non è successo niente.
- Avevi fame. - È il mio piatto preferito.
Scusa se sono sparito.
Io ormai ho perso Ia speranza con te.
Chiedi scusa a tua madre, è lei quella che soffre.
Scusa, mamma.
Va bene. Non è morto nessuno.
L'importante è che tu sia tornato.
Sarebbe bello andare in vacanza quest'estate, no?
Non stiamo passando il nostro momento migliore.
Invece questo è un grande momento.
- Questo cos'è? - È tuo. Aprilo.
Cos'è, Héctor?
- Dove hai preso tutti questi soldi? - Dove Ii prendono tutti.
Non so dove Ii hai presi, ma devi restituirli.
Non ti lasciano. Non si può tornare indietro. Bisogna andare avanti.
- Perché non restituisci il tuo stipendio? - Io lavoro per guadagnarmi i soldi.
Anche il mio è un lavoro. E abbastanza rischioso.
Di cosa state parlando?
Non Io so. Di cosa stiamo parlando?
Carlos, sono tuo padre e ti ho fatto una domanda.
Sei mio padre, ma io guadagno di più.
Héctor, a te è chiaro che lavoro fa?
Se non Io restituisci, Io porto io stesso al commissariato.
Sei pazzo? Ci arresteranno tutti.
Scusate.
- Cosa ci fai con quello? - Non so. L'ho trovato.
Ehi!
- Offrimi un bicchiere di vino. - E chi ti conosce?
Cosa? Non me Io vuoi offrire?
Cosa c'è? Vuoi parlare d'amore?
Odio i poveri.
Anch'io sono povero. Ma Io nego e ciao.
Buona questa. La userò.
Guarda chi c'è!
Miguel, ti presento la mia signora. La mia ex.
Beatrice la Traditrice?
Dammi i soldi che prendo del vino.
Sono tornato a cercarti al commissariato.
Davvero? Non ti ho visto.
Sono stato Iì fino all'altro giorno.
Quando sono arrivato ho capito che era un'imboscata.
Dai, ciccione... Quanto ci metti?
Quanto ci mette questo cameriere...
E quel tizio?
Un amico che ho conosciuto dentro.
Uno più lurido non c'era?
Io viaggio sempre. Se ti muovi è meglio.
Prima o poi cadi, ma almeno conosci dei posti.
- Anche tu sei un ladro? - Il migliore di Buenos Aires.
Davvero? Hanno fatto un concorso?
È una cosa di famiglia... come lui.
Mio padre Io hanno ammazzato gli sbirri. È una leggenda della malavita.
- Caspita... - Sì, gliel'avevano giurata.
Un ladro deve morire con una pallottola. È il suo destino.
"Prieto il Pazzo", Io chiamavano. Tuo padre di certo sala storia. Chiediglielo.
- Certo. - Hai conosciuto José?
Sì, Miguel sta lavorando con noi.
Tuo padre cosa fa, principe?
Fotografo sociale e venditore porta a porta.
Un avventuriero.
- Andiamo in albergo? - Sì.
- Sei ancora in affitto là? - Sì, hanno persino cambiato Ia TV.
Puoi venire, principino.
In Cile lavoravo in un circo
e c'erano quelli che imitavano "l tre marmittoni".
Molto meglio di questi.
- Sono arrivati. - Andiamo.
No, faccio da solo. Poi ti darò la tua parte.
- Dove vai? - Devo uscire.
Ci vediamo a La Biela, domani alle 11:00. Abbiamo un lavoretto.
A quell'ora sono occupato.
Che tipo incredibile!
Gli organizzo tutto e non mi dà neanche un centesimo.
Sì, si crede chissà chi.
A La Biela Io porta il frocio che l'ha tirato fuori dal commissariato.
Gabriela, Graciela...
Eravamo al commissariato e mi fa: "Adesso viene un amico e ci tira fuori."
Io mi vergognavo a uscire con quel tipo.
Sembravamo due finocchi, due schifose puttane.
E poi in macchina gli ha fatto promettere di smettere di rubare.
Io ero seduto dietro, non ci credevo. Sembrava una scena d'amore.
Quella checca se Io porta a Parigi.
Non ci credo che dorme.
Carlitos, dai, scemo!
Eccolo!
Mani in alto! Mani in alto, figlio di puttana!
Stai tranquillo e non ti facciamo niente.
Dove tieni la pistola, porca puttana?
Non guardarmi, figlio di puttana! Abbassa Io sguardo.
È un'offesa per noi, che rischiamo la vita,
vedere la gente sottomettersi così, fare l'impiegato...
Non ci hai mai pensato? Devi dare più valore alla tua vita.
- Andiamo. - Dammi un sorso.
- Com'è andata? - Non benissimo.
- Cos'è successo? - Chiedi a Grilletto Felice, qui...
Ciao, José.
Ciao, Migue... Tutto bene?
- Sicuro? - Sì.
Andate in cortile, vi porto qualcosa da bere.
- Ti serve aiuto? - No, faccio da sola.
Guarda che culo stratosferico...
Le rompo il culo alla signora.
- Non abbiamo contato i soldi. - Allora?
Se ne sono andati da soli e si sono presi Ia borsa.
Abbiamo fatto tutto il lavoro noi, com'è la divisione?
Grazie. Magari avessi una madre come te.
Carlitos, i ragazzi dicono di andare a bruciare l'auto.
- Da solo? - Sì, da solo.
- Come va? - Me ne stavo andando.
Vieni, accompagnami.
Sono già stato un bel po'.
Perché non facciamo qualcosa? Adesso siamo rimasti noi.
Ramòn e Ia sua bella famiglia ci stavano per fottere.
UN'ORGANIZZAZIONE PER LE ADOZIONI DEPILA SCIMMIE E LE FA PASSARE PER NEONATI
- Che fine hai fatto? - Tu non mi aprivi.
Ti aiuto?
Miguel...
Miguel.
L'hai aperta?
Sì. Non c'è niente.
- Come non c'è niente? - E vuota.
Sembri Marilyn Monroe.
Ehi...
Non credo che fosse vuota, sai?
Vado al chiosco. Vi serve qualcosa?
- Comprami un pacchetto di sigarette. - Lavati la faccia prima di uscire.
Torno subito.
- Mi dia due pacchetti. - Va bene.
E una caramella.
Ecco il signore delle moto!
Lei è Carlos Robledo Puch?
- Sì, sono io. - Conosce Miguel Prieto?
Miguel Prieto... No. Chi è?
Incendio, rapina, due morti...
Hai bruciato la faccia del tuo amico con la fiamma ossidrica.
Se continui a fare il furbo, ti attacchiamo l'elettricità alle palle.
Vuoi che Io faccia o mi racconti tutto quello che è successo?
Va bene. Però mandi via questo tizio.
Voglio che resti tra noi due.
Va bene?
Mi offre una sigaretta?
Ma chi cazzo ti credi di essere, stronzo?
Voglio fumare.
Mi hanno preso le mie.
FOLLIA, AMORE E MORTE
L'ANGELO BIONDO SI È DICHIARATO COLPEVOLE DI 11 OMICIDI E 42 RAPINE
DUBBIA SESSUALITÀ DELL'ANGELO NERO E DEL SUO COMPAGNO DI CRIMINI
PARLA LO SCIACALLO CON LA FACCIA DI DONNA
lo non ho dubbi che questo ragazzo sia nato assassino.
C'è una cura per la bestia umana?
Questo e un esemplare raro,
che ha rotto le teorie Iombrosiane che legano il criminale nato
alla bruttezza fisica.
Brutto, scuro, con orecchie grandi, rozzo.
Ora bisogna vedere se la sua presunta deviazione sessuale
abbia influito sulle sue azioni.
La società dà la responsabilità ai genitori dell'invertito
per non averlo controllato né avergli posto dei limiti.
Potrebbero anche finire in carcere.
Un avvocato ha contattato tuo padre per farci una proposta.
Vuole chiedere l'infermità mentale per evitarti l'ergastolo.
Volete farmi passare per pazzo?
Credi che una persona normale avrebbe fatto quello che hai fatto tu?
Sì .
Il cucchiaio non Io puoi cagare.
Ti devono aprire come un tacchino per tirarlo fuori.
E dopo, sei mesi in isolamento.
È così...
Mi è costato caro il giochetto.
- Stai attento. Vado in bagno. - Sì, signore.
Fermo, cazzo!
Pronto?
Pronto, mamma? Sono io.
Carlos! Stai bene?
Sì, sto bene.
Non puoi continuare a scappare.
Devi costituirti.
Vieni a casa.
Con chi sei?
Con tuo padre.
Voi state bene?
Hai una voce strana.
Noi sì.
Ma non voglio che ti succeda niente di male.
Vorrei vederti.
Dove sei?
A casa di Ramòn. Non c'è nessuno, sono solo.
Puoi venire subito?
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