Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
[musica drammatica]
[vociare di bambini]
[sirena]
[in siciliano] Bambini, via!
[Tina] Rocco.
Allora io vado, l'autobus parte tra poco.
- Sì. - Ci vediamo stasera,
ma non so a che ora torno. Abbiamo tanti esami.
Anzi, chiama tu, Caterina, per sentire come sta.
- Ci penso io. - Va bene.
- Ciao. - Ciao.
Tina?
Buona giornata.
[musica drammatica]
[Elvira] Giovanni!
Giovanni, forza! Sei chiuso in bagno da mezz'ora!
- Che cos'è questa confusione? - Papà, faccio tardi!
Sì, dici sempre così e poi ce la fai, su! Forza!
Ciao, papà.
- Spicciati, Giovanni! - [Elvira] Finalmente!
Papà, se aspetti, esco con te,
vedo un collega che mi aiuta con la tesi.
- Eh, ma veloce, però. - Va bene.
[musica continua]
Paparcuri.
Ho lasciato la ricetrasmittente nell'auto di scorta.
- La prendi? - Ci penso io.
- Portala nella blindata. - Sì.
[telefono squilla]
Pronto? Ciao.
Sì, sto per uscire.
Ah. Mi passi a prendere tu?
Va bene. Ciao. Viene a prendermi il collega.
Papà, scusami, lo aspetto qui.
- Ciao. Ciao. - Ciao.
[uomo radio] 102, avanti.
[musica tensiva]
[uomo radio] Carreggiata interna…
[musica continua]
[brusio dalla radio]
[musica triste]
[battute mute]
[battute mute]
[musica continua]
[telefono squilla]
[rumore di passi]
Pronto?
No, Rocco, no.
Papà.
[rumore di fogli sul pavimento]
[musica continua]
[musica in crescendo]
Sei sicura di voler rimanere da sola qui?
Sì, sono sicura.
Mi aiuta, anche se è doloroso.
È sempre stato un posto speciale per te, questo.
Se accetto la proposta del Procuratore capo, la nostra vita cambierà, Manlio.
Lo so, è una decisione difficile.
Dovrò vivere sotto scorta, come papà.
Prenditi il tempo giusto per capire.
E quando avremo dei figli?
Si troveranno nelle stesse condizioni in cui sono stata io per anni.
Caterina.
Qualsiasi cosa tu decida, io starò sempre con te.
Perché sono sicuro che prenderai la decisione giusta.
[musica dolce]
Caterina, sono tre i mestieri più belli del mondo
e cominciano tutti con la "M".
Medico,
magistrato e maestro.
- Non a caso ho sposato una professoressa. - E io un magistrato.
Se ti posso dare un consiglio, fai la professoressa,
così dedichi più tempo alla famiglia.
[Rocco] C'è tempo.
Una cosa alla volta. Ora pensiamo alla maturità.
Grazie, papà.
Anzi, stasera mi aiuti a ripassare il greco?
Pure?!
[Elvira] Caterina, mi aiuti a finire il disegno?
Arrivo.
Caterina!
"Rendere forte una tesi debole".
[Caterina parla in greco antico] Non ha bisogno di aiuto.
[Rocco] Tina!
Grazie.
[musica drammatica]
Domani c'è una festa a casa mia.
- Guai a te se non ti presenti! - Non so se posso.
"Non so se posso?". Se non vieni, non faccio niente.
[clacson]
Aspetta, mio padre.
[Salvatore] E allora?!
Non vuole che salga sulla moto.
E dai, Caterina, hai 18 anni! Ancora così sei combinata?!
Caterina!
Vieni! Non facciamo aspettare la mamma.
Quel ragazzo non va al liceo.
Si chiama Salvatore Russo e fa il primo anno di architettura.
Lo conosco da una settimana, è un bravo ragazzo.
Domani sera fa una festa.
- Non ci puoi andare. - Perché?
Perché è sconveniente. Non voglio che vai in moto.
Te l'ho detto tante volte.
[musica in diffusione]
- Buonasera, signorina. - Sig. Russo.
A quest'ora ci si presenta?
Solo ora sono riuscita a liberarmi.
- Ti stavo venendo a cercare, lo sai? - Guarda che devo ritornare a casa presto.
- E a che ora? - Alle undici.
Ma come alle undici?! Alle undici inizia la festa!
- Mio padre non vuole che torno tardi. - Ah, tuo padre!
[Salvatore] Ti ci accompagno io, a casa.
Hai visto chi ha portato stasera Salvatore?
La figlia del giudice.
L'ho visto.
[musica continua]
Grazie, Salvatore.
Sei stato gentilissimo.
Fermati un altro poco!
Non posso, davvero.
- Ciao. - Ciao, Cenerentola.
[uomo] Angela!
Fermati! Angela, ti prego!
- Camurria, papà! - Dove vai a quest'ora?
E basta!
Vai, vai.
Caterina, sai dove stanno andando?
- Lo conosci, quello? - No, mi dispiace.
[musica drammatica]
[sveglia]
Buongiorno.
Buongiorno, papà.
[Caterina sospira]
Dormito bene?
- Guarda qua. - Solo un po' preoccupata.
Di che cosa?
Ho paura di non prepararmi bene per la prova d'italiano.
Uh! All'età tua pensavo che la maturità fosse una montagna insuperabile,
poi piano piano è diventata una collina.
Tieni a posto, piuttosto, i quaderni.
Buongiorno. Oggi Giovanni non vuole andare a scuola.
A me non vuole dire il perché. Forse con te ci parla.
Che è successo? Perché?
Sono arrabbiato, perché ieri ti hanno offeso.
A me?
E perché?
Il fratello grande di Andrea
ha detto che non lasci in pace le persone per bene
e che farai una brutta fine.
Perché ce l'ha con te?
Non li devi sentire. Il lavoro che fa papà
è normale che a qualcuno non piaccia.
Papà è come un arbitro.
Ti stanno simpatici gli arbitri?
Eh!
Però servono.
Se no, la domenica non si gioca, no?
- Tu però non vai mai allo stadio! - [ridendo] Non ci vado mai!
La città è il mio stadio.
E io lì faccio le espulsioni, do i cartellini gialli, i rossi…
E se la gente litiga, cerco di capire chi ha ragione, chi ha torto.
Se ci sono dei problemi, che cosa fa l'arbitro?
Fischia!
[fischia] E papà fischia.
[sospira] Non ti devi preoccupare.
Va' a scuola.
[tasti della macchina da scrivere]
Lei non ricorda. Mh?
Non ricorda di possedere 28 palazzi.
Ventotto.
Mh. Queste sono le visure catastali.
[voce robotica] In effetti, il mio nome c'è.
In effetti.
- Lei faceva il facchino alla stazione? - Sì.
Poi cosa è successo? Sono caduti soldi dal cielo?
Al Totocalcio vinsi, dottore.
- Tutti fortunati vincitori a Palermo, eh? - Tutti!
E la ricevuta l'ha conservata?
Non credo.
- La posso cercare, però. - Ecco, bravo, cerchi.
Dica al suo assistito che se la vincita non è provata, lo indago per riciclaggio.
Va bene? Ci rivediamo domani mattina qui, alle nove?
- A disposizione. - Con o senza ricevuta.
- Benissimo. - Va bene?
Andiamo.
- Arrivederci, a domani, allora. - Ossequi. A domani.
Oh, vicequestore, colonnello, prego, accomodatevi.
Prego.
Finito il verbale, me lo porti.
Quel signore di 80 anni che avete incrociato
è il quinto smemorato che interrogo da ieri.
Gente senza guadagni che possiede nominalmente mezza Palermo.
Faccio delle ipotesi.
E mi permetto di condividerle.
Veramente la prassi vorrebbe che fossimo noi a decidere
in che direzione devono andare le indagini.
Infatti i miei sono solo suggerimenti, che sia chiaro.
L'ascoltiamo volentieri.
Va bene. Dunque…
Ecco.
Questa zona della città,
edificata negli ultimi anni, spesso in spregio al piano regolatore,
è frutto di capitali ingenti,
riciclati, dell'edilizia, grazie anche ai nostri amici smemorati.
Un flusso spaventoso di denaro,
di denaro che diventa sangue, perché viene dall'eroina.
- Lo smercio è in continua crescita. - Mh, certo.
Eh, sì.
Naturalmente dietro c'è la mafia.
So benissimo che in certi ambienti della città
questa parola non deve essere pronunciata.
Vero?
Si preferisce chiamarla "criminalità".
Io direi "criminalità organizzata uguale mafia".
E dietro a tutto questo,
c'è questo signore qua.
Stefano Bontate.
Si fa chiamare il "Principe di Villagrazia", anche se nobile non è.
Bontate è molto noto in città.
È membro della Palermo bene.
È un uomo molto potente,
non si è mai fatto di indagare su uno così.
E lo facciamo noi.
Sempre che siate d'accordo.
Indaghiamo su di lui
e sui galantuomini che lavorano per lui.
I fratelli Russo.
Suggerimenti, per carità.
[campanella suona]
[Caterina] Sembra il cantante dei Queen, vero?
Sembra uno dei Queen. [ride]
Ciao.
[battute mute]
Angi, non sei venuta a scuola oggi?
Senti, Caterina.
Con i miei in questo momento non ci prendiamo tanto.
Ti volevo chiedere se mi puoi prestare dei soldi.
Te li restituisco appena posso.
- E come, no? Certo. - Grazie.
Attenta al professore, che ti vede.
- Che mi interessa? - Che problemi hai a casa?
No, le solite cose. Come sempre, sempre uguale.
Aspetta, già te ne vai?
Facciamo due passi, no? Non ci vediamo da un sacco di tempo.
È vero.
Vieni, dai.
[Angela] È troppo bello, qua. Sembra di non stare a Palermo.
[Caterina ride] [Angela] Ci vengo spesso.
È il mio rifugio segreto.
[Caterina] Ti ricordi quando ci portavano qua, da bambine, a giocare?
[Angela] Sì.
Però quando esci, ti ritrovi questo schifo di città addosso.
[Caterina] Invece a me piace.
E anche tu ti ci trovavi bene.
Perché non mi rendevo conto.
Appena finisce scuola, me ne vado.
Io invece voglio rimanere qua, a studiare.
Ma sì, resta qua.
Ma restaci!
Sposati. Fai figli.
[a voce alta] Fatti ibernare, Caterina!
Perché mi tratti così?
Ti ho fatto qualcosa e non me lo ricordo?
Scusa. Non c'entri niente tu.
Non è che c'entra il ragazzo dell'altra sera?
Quello con la moto, con cui sei scappata via da tuo padre.
Ma no, quello è solo un amico.
L'ho conosciuto in piazzetta.
Quest'estate andiamo in India. In moto.
- Vero? - Vero.
Lui è l'unico che mi capisce.
Io non sopporto più nessuno.
I miei mi soffocano, non sento che…
Ho bisogno di sentirmi libera, capito?
Ma è normale.
A volte anche io ho problemi a casa.
[Salvatore] Caterina! Sei qua?
- Ciao, Salvatore. - Bel picciotto.
Cos'hai capito?!
- No, ma resta. - No, vai, Caterina.
[Caterina] Papà?
- Ciao. - Ciao.
Ho sentito alla radio le tracce dell'esame. Quale hai scelto?
"Carlo Cattaneo e la sua concezione degli Stati Uniti d'Europa".
- Mh. - Papà.
Io penso di aver fatto bene.
Poi, un passo alla volta.
Hai fatto bene.
Ascolta, Caterina, ti devo dire una cosa.
All'alba hanno arrestato diversi trafficanti di eroina.
C'erano il papà e lo zio di Salvatore, con cui ti ho visto al lungomare.
Capisci perché non volevo che andassi a casa dei Russo?
Me lo potevi dire.
Non posso rivelare nulla che riguardi il mio lavoro.
Nemmeno a tua figlia?
Anzi, non escludo che questo sia un modo per arrivare a me.
Non credo proprio. Salvatore non c'entra con le colpe dei suoi.
E chi ha detto questo?
Anche se credo che, in una famiglia come quella,
poco sia lasciato al caso.
- Senti, papà. - Eh.
Io a quella festa ci sono andata e Salvatore l'ho anche rivisto.
Non è successo niente, se è questo che vuoi sapere.
Siamo solo usciti un paio di volte.
Mh. Hai fatto male.
Non potevo saperlo.
Caterina, questa città è zuppa di mafia.
In questa città quello che sembra significa sempre un'altra cosa.
Tu devi pensare due volte a quello che dici e due a quello che fai.
- Si può fare un errore? - No, non si può!
E se si fa, almeno non si ripete.
Caterina!
- Caterina, hai visto Angela? - Sarà in classe a fare il tema.
No, non c'è. Non s'è presentata.
Avevi ragione, Rocco.
A dirci di stare attenti alla droga.
Droga?
Caterina, ti viene in mente qualcosa su dove possa essere andata?
Angela?
Angela?
Angela?
Angela?
Angela.
Angi?
[musica triste]
Angela, no!
Papà.
No! [piange]
Angela era una delle ragazze più intelligenti che abbia mai conosciuto.
[ragazzo] Non si direbbe, visto quello che le è successo.
In fondo se l'è cercata.
Se l'è cercata?
Forse è la droga che se l'è andata a cercare. O no?
Angela era una ragazza come voi.
Le stesse fragilità, gli stessi bisogni.
Si è illusa
di poterli colmare con la droga.
O almeno questo le hanno fatto credere quelli che trafficano in eroina.
La mafia!
La mafia! La mafia!
- [ragazzo] Che c'entra la mafia? - Che c'entra la mafia?
È lei che realizza sulla vostra pelle enormi guadagni.
Qualcuno qua pensa che i mafiosi siano uomini d'onore?
Questa è una voce
che hanno messo in giro loro.
I mafiosi sono vigliacchi e assassini.
E lo spaccio di droga
è un delitto di lesa umanità.
Imparate a pensare con la vostra testa.
Perché, vedete, le idee, le parole, la cultura possono
aiutare a cambiare il mondo.
- Il mondo? - Noi siamo solo ragazzi!
E io credo in voi ragazzi.
Io credo nella vostra fragilità, ma anche nella vostra limpidezza.
E nella vostra coscienza.
In voi ragazzi gli stimoli morali sono più alti
e drammaticamente più veri.
Proteggete la vostra vita!
- Noi magistrati, soli, non ce la faremo. - Ci sta chiedendo di diventare spie?
Vi sto chiedendo di non cedere alla rassegnazione, al silenzio.
Io mi rendo conto che l'omertà
è paura per la propria vita. L'omertà, eh? Altra parola…
Ma che vita è una vita che cede alla sopraffazione?
Alzate la testa.
E provate a renderla formidabile,
la vostra esistenza.
E provate
a fare così!
[musica drammatica]
Papà!
Papà!
- Ho capito quale sarà la mia "M". - Mh.
Voglio diventare anch'io magistrato.
[musica continua]
[brusio]
Buongiorno.
Buongiorno.
Signorina, s'è persa? Ha bisogno d'aiuto?
Conosco la strada. Sono Caterina Chinnici, la nuova uditrice.
La figlia di Chinnici. La accompagno?
No, la ringrazio.
Hai visto? E meno male che è arrivata anche la Grazia.
Tanto la Giustizia ce l'abbiamo già.
[Caterina] Papà, posso sapere chi mi seguirà?
[Rocco] Sorpresa!
Tutti convocati per il caffè. Fra dieci minuti, giù!
Ora che è arrivato il momento, ho un sacco di dubbi.
Avrò a che fare con mostri come Bontate, Inzerillo.
- E se poi non ce la faccio? - Sarai un bravo magistrato.
Lo dici perché sono tua figlia.
No, lo dico perché sei uno spirito indipendente.
Hai profondità di giudizio.
E sei anche più ostinata di me.
[uomo] Avanti!
- Giudice Borsellino. - Caterina!
- Le presento la dott.ssa Chinnici. - Paolo!
[Caterina tossisce]
Ora ho capito perché lo chiamano "Palazzo dei veleni".
Diciamo che contribuisco come posso.
Dott. Borsellino, la dott.ssa Chinnici potrebbe, ove lei lo ritenesse opportuno,
svolgere il suo uditorato presso il suo ufficio.
Eh, dott. Chinnici! [sospira]
- Che cosa le devo dire? - E che cosa mi devi dire?
Visti gli atti di ufficio,
dal momento che nulla osta alla sua richiesta,
la mia risposta non può che essere affermativa.
- Benvenuta, Caterina. - Buon lavoro.
Che piacere!
Allora, da dove vogliamo cominciare?
Arrestiamoli tutti.
[musica drammatica]
- [Caterina] Facciamo una foto. - Sì.
Papà, togli gli occhiali. [Borsellino ride]
Sorridete.
Ho deciso.
Torno a fare il magistrato, qui a Palermo.
Lasci la Commissione Parlamentare Antimafia?
Sarò più utile qui.
- Sono contento se torni, Cesare. - Anche io.
Soprattutto adesso che Bontate è di nuovo a piede libero.
Si è alleato col clan di Totò Inzerillo.
Ho portato un po' d'acqua.
- Grazie, Caterina. - Grazie.
Eh, sono loro
la raffineria di eroina per tutta l'Europa.
Posso rimanere?
- Certo, sei un magistrato anche tu. - Grazie, dott. Terranova.
Non ci possiamo nemmeno immaginare
il movimento di denaro che riescono a produrre.
[Terranova] Non solo.
Totò Inzerillo è imparentato col clan Gambino di Brooklyn.
È cugino di primo grado di John Gambino.
Quindi legati dal vincolo più forte, quello del sangue. Figuriamoci.
Vi rendete conto che informazioni di questa portata
noi ce le dobbiamo scambiare in campagna?!
È la prima volta che parliamo assieme delle indagini.
- Non si è mai fatto. - Ora lo facciamo.
Anzi, da domani lavoriamo proprio sull'ipotesi
che il terminale del traffico di eroina possa non essere soltanto l'Europa,
ma anche l'America.
E che da lì, i proventi tornino indietro per Bontate e il cugino Inzerillo.
E non solo a loro. [sospira]
Che c'è, Cesare, non ce lo puoi dire?
La Commissione Antimafia non l'ha ancora reso ufficiale,
ma è soprattutto per questo che torno.
I palermitani non sono più i soli a comandare.
Adesso ci sono anche i corleonesi, i "viddani", come li chiamano.
- Comanderebbero assieme? - Adesso sì.
Io li conosco, i corleonesi.
Sono diversissimi dai palermitani, ma ugualmente pericolosi.
Li guida Salvatore Riina.
Totò, "u curtu".
- Da tempo latitante, pluripregiudicato. - Da tempo latitante, pluripregiudicato.
Capite bene che queste informazioni noi le dobbiamo sapere da Roma?
E Bontate, in tutto questo, che fa?
Per ora è lui che guida il gioco.
È protetto da massoneria e politica.
[Rocco] Mh.
- Buonasera, dottore. - Buonasera.
Ciao Cate, mi sa che sono in anticipo.
Non ti preoccupare, sono pronta.
Il tempo di prendere la borsa.
Lui è Vincenzo, l'ho conosciuto domenica a cena.
- Molto lieto. - Molto lieto.
- Lo prende un caffè? - Sì.
- Ci mettiamo un minuto. - Anche noi.
Ce lo porti nello studio?
Ci porti anche due biscottini.
Ma perché deve fare l'interrogatorio a tutti?
Caterina ci sta andando al cinema, mica se lo deve sposare!
Vorrà capire che tipo di ragazzo è. Non lo sai com'è fatto tuo padre?
Nessuna delle nostre amiche è sottoposta a un controllo simile.
Nessuna delle vostre amiche è figlia di un giudice.
E Caterina, che è più grande di te, non sta facendo tutte queste storie.
- Perché lei è quella brava. - Non è vero!
Ma sì, a te va sempre bene quello che fa papà.
Capisco solo perché lo fa.
Non voglio rendergli le cose più difficili di quelle che sono.
[Rocco sospira]
Il ragazzo è per bene. Lo puoi frequentare.
- Un filino noioso, però… - Non mi pare.
Alle 23:00 a casa, comunque.
- Ma sono un magistrato… - Magistrato e figlia mia, va bene?
Alle 23:00 a casa.
Visto?
Ma che ridi, tu?
[Rocco sospira]
Sono arrivate conferme dalla polizia americana.
[musica tensiva]
John Gambino spaccia eroina su tutta la costa orientale.
Eh? Adesso anche gli americani hanno capito
che tutto parte da qui.
Inzerillo,
Bontate,
costa americana.
E mister Gambino. Mh?
[Borsellino] Un giro d'affari planetario.
Solo a Palermo ci saranno almeno 3000 eroinomani.
È una vera strage.
Eh, sì.
Bisognerebbe colpirli lì, nei movimenti finanziari.
È lì.
Non abbiamo gli strumenti legislativi adatti. Lo sai, Rocco.
- Non abbiamo la legge. - Se l'avessimo…
[colpi alla porta]
Avanti!
- Buongiorno a tutti, signori. - Buongiorno.
- Dott.ssa Chinnici, sempre più bella! - Buongiorno.
- Barra, buongiorno. Come andiamo? - [Barra] Io benissimo. Voi?
Sempre al lavoro! I primi ad arrivare e gli ultimi ad andar via.
- [Rocco] Ognuno ha i suoi vizi. - Eh!
Vi passo un'indagine delicata.
Abusi del piano regolatore.
In Procura ci siamo stati dietro per mesi, ma secondo me è poca cosa.
Ve ne renderete conto anche voi.
Ci stanno di mezzo dei consiglieri comunali
che sono persone per bene.
Stiamo attenti a non fare errori.
I giornalisti non aspetterebbero altro.
Ma figurati, ci mancherebbe.
Sto organizzando un torneo di tennis,
noi della Procura contro voi dell'Ufficio Istruzioni.
- Se vi andasse, sarebbe un onore! - No, io ti ringrazio.
- Tu, Rocco? - No, per carità! Io solo pugilato!
- Però in televisione. - Sì, capirai.
Buon lavoro. Dottoressa!
- Arrivederci. - Arrivederci.
Hai capito, adesso?
Caterina? Mh?
È un modo per farci pressione.
- Quel riferimento ai giornalisti? - Mh.
"Statevene tranquilli. Andatevene al mare".
Ci sono tre tipi di colleghi:
assenteisti, i tira a campare… [sospira]
…e i collusi.
Collusi-tennisti.
[Rocco sospira]
E tu vivi così, papà?
Coi lucchetti? I tipi come quello?
E a casa, non hai mai detto niente?
Ci si fa l'abitudine, no?
Non raccontare queste cose alla mamma.
Chissà che film si va a fare. Per carità!
Anzi, vieni con me. Eh?
Ti devo presentare una delle poche persone di cui ti puoi fidare. Vieni.
[musica drammatica]
Il Procuratore capo Gaetano Costa
è uno dei pochi alleati che abbiamo in questo palazzo. Ricordalo.
È un uomo rigoroso e per questo motivo isolato.
Viene da Caltanissetta.
È stato partigiano.
Cosa che, in certi ambienti, non è molto apprezzata.
Dott. Chinnici, ci avete ripensato?
- Lo facciamo, questo torneo? - Mi dicono che servi benissimo.
Eh…
- Anche uno come Barra lavora con lui. - Costa è appena arrivato,
non ha fatto in tempo a scegliere i collaboratori.
- Ti disturbo? - No, prego!
- Ti posso presentare mia figlia? - Oh, finalmente!
- Dott.ssa Chinnici, benvenuta. - Piacere.
Procuratore capo Gaetano Costa.
Prego, accomodatevi.
Ancora fumo. Fumo, sempre fumo.
- Ho sentito parlare solo bene di te. - Grazie.
- Stavo per venirti a cercare. - Per la nuova inchiesta?
No, ormai quella è in mano tua.
No, è per Terranova.
Hai saputo che potrebbe diventare capo dell'Ufficio Istruzione?
Come no! Cesare me l'ha accennato di persona.
Ha detto che gli stanno facendo una battaglia terribile al CSM.
Io spero che Terranova ce la faccia.
Con lui Procura e Istruzione potrebbero darsi una mano a vicenda.
Cesare non guarda in faccia a nessuno.
Non ci potremmo augurare capo migliore di lui.
- No? Sei d'accordo? - Sì.
È stato il primo a mettere nero su bianco
che due ex sindaci palermitani erano collusi con la mafia.
[spari]
[musica drammatica]
[uomo TV] Un nuovo omicidio si è aggiunto alla lunga catena di delitti
che insanguinano la nostra città.
Cesare Terranova, magistrato e deputato eletto per due volte al Parlamento,
uno dei maggiori esperti del fenomeno mafioso,
è stato barbaramente assassinato.
Con lui è stato ucciso il maresciallo Lenin Mancuso,
da anni assegnato alla protezione del giudice.
Il magistrato lascia la moglie, mentre Mancuso lascia,
oltre alla consorte, anche quattro figli.
Da Palermo, il servizio della nostra redazione.
[redattore] Come tutte le mattine, dopo le otto,
il maresciallo Mancuso è passato dalla casa di Terranova
per prelevarlo e condurlo al Palazzo di Giustizia.
Il giudice si è messo alla guida,
il maresciallo Mancuso si è seduto al suo fianco.
In una via secondaria,
hanno trovato la strada sbarrata da lavori in corso. Era una trappola.
Terranova lo ha subito intuito…
[rintocchi di campane]
[musica triste]
Non avevano mai colpito così in alto.
Ho parlato poco fa con il questore.
Pare che l'omicidio sia opera dei corleonesi.
Hanno voluto ammazzare un nemico che sapeva molto di loro
e dimostrare così di poter spadroneggiare a Palermo.
Adesso bisognerà vedere che cosa faranno Bontate e Inzerillo.
Dovranno dimostrare di essere ancora loro
i padroni di Palermo.
Noi siamo ancora vivi.
[rombo di elicottero]
Il Consiglio Superiore della Magistratura.
Mi propongono di diventare capo dell'Ufficio Istruzione.
È il posto che stava per occupare Terranova.
Sì.
Mi danno 24 ore di tempo per decidere.
Un ultimatum.
Cesare non l'hanno ucciso perché capo dell'Ufficio Istruzione.
Ma perché uomo dell'Antimafia.
E magistrato scomodo.
Perché, per la mafia tu sei comodo?
In fondo non farei
un lavoro così diverso da quello che ho fatto fino a oggi.
Invece no.
Non è così.
Non è più così.
Con l'uccisione di Cesare è come se avessero superato un limite
e tu lo sai. E ora sarà tutto diverso.
Invece te lo ricordi come eravamo felici, quando tu eri pretore, a Partanna,
all'inizio della tua carriera?
Sì, ma era un'altra Sicilia, un'altra epoca.
Ma che cosa sta diventando questo Paese?
[colpi alla porta]
Mamma, papà?
- Vieni, Caterina. - Posso?
- Sì, entra. - Cos'è, non riesci a dormire?
No, non ci riesco.
Stavamo parlando di Partanna.
Quanto stavamo bene lì.
Uh, e che cos'è, la serata della nostalgia?!
Non puoi chiedere un po' più di tempo, prima di decidere?
No.
Però pensaci. Promettimi che ci pensi.
[musica triste]
[Rocco sospira]
[musica incalza]
[rombo di elicottero]
I suoi assassini li dobbiamo catturare tutti.
Se la mafia ha cambiato strategia, la dobbiamo cambiare anche noi.
Non ci limiteremo più a valutare le prove che altri ci mettono sul tavolo.
Saremo noi stessi a dare impulso alle indagini.
Perché un magistrato
ha uno sguardo più ampio.
Questa è una cosa che non si è mai fatta!
Le indagini competono alle forze dell'ordine.
E invece le faremo anche noi.
La nostra nuova arma sarà la specializzazione,
io assegnerò i processi di mafia a ognuno di voi, sempre gli stessi,
in modo da creare un gruppo affiatato, preparato.
Un pool.
Te la ricordi quella chiacchierata che facemmo…
a San Ciro, con Cesare?
Come, non me la ricordo?
È una delle ultime volte che l'abbiamo visto vivo.
Ti ricordi quanto fu importante condividere tutte quelle informazioni?
Nessuno di noi dovrà lavorare più in solitudine.
Consigliere, ciò mortificherebbe la natura solitaria del magistrato.
No.
Al contrario. La esalterebbe.
Perché il lavoro del singolo
sarebbe inquadrato nel lavoro del gruppo.
Io sono d'accordo.
Rocco ha ragione.
Secondo me tutti assieme possiamo essere molto più forti.
Che ne sappiamo noi?! Non si è mai fatto, lo dite pure voi!
Pensateci bene.
Quando un magistrato viene ucciso,
tutto il suo lavoro, le sue conoscenze, le sue competenze muoiono con lui.
Invece noi condivideremo tutto.
E se uno di noi dovesse…
qualcun'altro potrà continuare le indagini.
Sarà così.
Io vi affiancherò,
vi supporterò.
Sarò, come posso dire, un padre.
Sempre che Caterina non si ingelosisca, però, eh!
Aspetta.
Alle inchieste voglio che ci lavori gente come te.
- La verità? - Mh.
Mi sarei offeso se non me l'avessi chiesto.
E sto pensando anche a un tuo vecchio amico.
Il migliore ad analizzare i bilanci. Hai capito.
- Buona giornata. - Buona giornata!
Rocco, in effetti, io mi occupo di cause
che si trascinano avanti con sentenze mai definitive e durano decenni.
Giovanni, ho sempre immaginato che la sezione fallimentare ti stia stretta
e che ti attiri di più il penale.
È uno spreco dell'intelligenza, uno come te,
con le conoscenze così approfondite dei meccanismi finanziari, su!
Ma perché non vieni all'Ufficio Istruzione?
Sì.
- Però devi fare la richiesta. - La richiesta l'ho già fatta.
Ah.
E nemmeno me lo dici?!
Era per velocizzare i tempi. Li conosci al Consiglio Superiore, no?
Comunque, se la cosa non ti va bene, possiamo sempre bloccare tutto.
Era quello che volevi, Giovanni.
È un'occasione unica.
Me l'avevano detto che decidi sempre tutto tu!
Eh.
Dobbiamo avviare
delle indagini finanziarie in tutte le direzioni,
senza riguardi per nessuno.
- Significa mettere il naso nelle banche. - [Rocco] Esattamente, sì.
Scatenerai un bordello!
È quello che dobbiamo scatenare, eh.
Ho portato un po' di caffè.
Brava.
Grazie.
Insomma, quanto ci deve mettere il Consiglio Superiore della Magistratura
per dirti di sì?
[musica triste]
[auto in avvicinamento]
[clacson]
- [Giovanni] Caterina! - Ragazzi!
Me lo sentivo che ti avremmo trovata qui.
Anche noi non riusciamo a stare lontani da questo posto.
È stato troppo importante.
Manlio dov'è?
Manlio
mi ha accompagnato e poi gli ho chiesto di lasciarmi sola.
Siamo di troppo?
Ma no! Ormai che siete qua, rimanete, no?
- Pensavo di restare uno, due giorni. - [Caterina] Anch'io.
Volevo rimettere un po' a posto.
Io ho già cominciato.
[Elvira] Giovanni, prendi i bagagli in macchina.
Ci vado subito.
Allora?
- Com'è andato il viaggio? - Bene. Ce l'abbiamo fatta ad arrivare.
Tu sei sicura che non preferisci restare da sola?
No, tranquilla, non ti preoccupare.
Sono contenta se restate.
Guarda che meraviglia!
Sono sicura che stare insieme ci darà più forza.
E poi, a me
questo posto ha il potere di calmarmi.
Fa stare bene anche me.
[Caterina sussulta]
Ma lo sai che ore sono?!
È mezzanotte e mezza.
E non lo sapevo che il film finiva a quest'ora.
Ho deciso di rimanere.
- Mi hai fatto preoccupare! - Mi dispiace, papà.
Ma sono stufa di sottostare alla regola che devo rientrare alle 23:00
- e che mi controlli! - Abbassa la voce!
Non ho uno straccio di fidanzato perché devi fare l'interrogatorio a tutti!
Hai sentito come mi si è rivoltata contro?!
Sì, piano, Rocco, però! Calmati. È normale.
- Che cosa è normale? - Piano! Abbassa la voce.
Che abbia bisogno di più libertà.
È da piccola che vuole accontentarci, soprattutto a te.
È colpa mia se non trova un fidanzato,
con tutti i ragazzi che le girano attorno e bella com'è?! Vogliamo scherzare?
Tu sei proprio sicuro che è così, eh?
Sicuro?
Anche tu dai ragione a lei?!
Rocco, per favore. Ci pensi su. Andiamo a dormire.
E chi dorme più?!
Basta! È tornata!
Papà?
Scusa per il tono.
Io capisco le tue preoccupazioni, ma anche tu devi capire.
No, sono io che ti devo chiedere scusa.
Sono io che devo capire.
Prendi il caffè, che si fredda.
[uomo] Sì, è un conto di un nostro cliente.
Lei dovrebbe mettere a disposizione del dott. Falcone
tutti i movimenti storici di questo conto.
No, questo non me lo può chiedere.
È un segreto bancario.
Senta, guardi, lei può fare come crede.
Io, però, la informo che per il reato di favoreggiamento
è prevista la pena di detenzione ad anni quattro.
Cosa vogliono sapere?
[musica drammatica]
Guarda, Caterina,
sono talmente arroganti, sicuri di sé,
che non si preoccupano nemmeno delle tracce che lasciano.
Ognuna di queste girate, di questi assegni,
ci può raccontare una grande rete di illeciti. Mh?
Senta, lei, nello scorso febbraio,
ha ricevuto un versamento di 220 milioni. A fronte di che cosa?
Era la restituzione di un prestito.
C'è una cosa bizzarra, però. Lei, nello stesso giorno,
ha suddiviso quei 220 milioni in una serie di libretti al portatore,
che sono stati a loro volta girati sui conti di Inzerillo e Bontate.
Come se lo spiega?
Ha capito la domanda?
[musica triste]
Avete una bella famiglia!
[telefono squilla]
Pronto?
Giudice Chinnici, sono l'avvocato Messina.
Lei lavora molto, giudice. Fa male alla salute.
Dovrebbe agitarsi di meno
e stare più tranquillo.
[in siciliano] Si faccia una bella vacanza con la sua famiglia.
Sa, non vorrei le capitasse qualche guaio,
come capitò all'altro giudice amico suo.
- Rocco? - Mh?
- Che volevano? - Niente. Hanno sbagliato numero.
[musica tensiva]
[campanello]
- Visto, mamma? Avevo ragione. - Sì, sei stato bravo.
Aspetta che vado ad aprire.
- Rocco, ma chi è? - Non ti preoccupare.
- Buongiorno, consigliere. - Buongiorno, maresciallo.
Maresciallo Trapassi.
Appuntato Bartolotta.
Da oggi avrò l'onore di essere scortato da loro.
Da domani, aspettatemi giù al portone.
Io ho indicazioni di venirla a prendere a casa.
- Parlerò io col comandante. - Da oggi seguirà le procedure.
Non sosterà alle finestre né sul balcone.
- Non userà la sua auto. - Ma…
domani come facciamo con la partita di basket?
- Ci organizziamo. - Abbia pazienza.
Ci sono precauzioni anche per voi.
Di notte, non rientrate in auto da soli, fatevi accompagnare.
Girate intorno al palazzo,
controllate se non ci sono delle vetture ferme
con delle persone a bordo.
- Quindi ogni volta che usciamo… - Sì.
E nel caso ci fossero persone sospette, rimanete in auto,
non avvicinatevi al portone,
cercate un telefono e chiamate il comando.
Ci pensiamo noi.
- Vogliamo andare? S'è fatto tardi. - Sì.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Non vi preoccupate, ne parliamo stasera.
Non avevo capito che papà fosse in pericolo fino a questo punto.
Amore, papà sa quello che fa
e la sua forza deriva anche da noi.
Se saremo saldi, lo sarà anche lui.
Siamo d'accordo? Dai.
Finisci di prepararti.
Mh?
[musica triste]
[musica continua]
[sirena]
Vieni con me, seguimi.
Ho la certezza…
Vieni con me.
Ho la certezza di essere spiato.
E questo è l'unico posto in cui ti posso parlare con tranquillità.
Sto aspettando i riscontri di un'inchiesta molto importante.
- Sei preoccupato perché non arrivano? - Esatto.
La Mobile sta per incriminare vari costruttori, tutti insospettabili,
che hanno truccato gli appalti delle grandi opere pubbliche.
Da loro posso risalire fino ai politici che li hanno usati.
Ci vogliono le prove, Gaetano.
Lo sanno anche i sassi, a Palermo,
della collusione tra politici locali e mafiosi.
Sai la differenza tra noi e Piersanti Mattarella qual era?
Piersanti Mattarella queste cose le poteva dire,
e in qualche modo le ha dette. Lo hanno ammazzato per questo!
Noi, per poterle dire, abbiamo bisogno di prove.
Lui in persona mi aveva chiesto di occuparmi di quest'indagine.
Ora però, Rocco, dobbiamo stare attenti e agire insieme, parallelamente.
Dobbiamo stare attenti, sì.
Ma dobbiamo fare presto.
Contaci.
Ho rinviato le ferie per aspettare quest'inchiesta.
Eh.
[sirena dell'ambulanza]
[musica tensiva]
[uomo TV] A quattro giorni di distanza dalla strage alla stazione di Bologna,
nella Basilica in Piazza Maggiore,
alla presenza del Presidente della Repubblica, Sandro Pertini,
e di tutte le autorità civili ed ecclesiastiche,
si sono svolti i funerali di sette delle 80 vittime.
[telefono squilla]
L'arcivescovo Zuppi è andato col pensiero e la preghiera
a chi, sopravissuto, soffre nel corpo e nello spirito
per la perdita di persone care.
Pronto?
[uomo TV] Al termine del rito liturgico, il cardinale Poma…
[urlando] No!
No!
[musica drammatica]
[porta sbatte]
[uomo] Signori, allontanatevi. Non vi avvicinate. Fermi!
Indietro! State indietro!
- Allontanatevi! - Dovete stare indietro, per favore!
- Fai spostare questa! - Signora, che fa?
- Abbiate rispetto! - Non vi avvicinate! Indietro! Fermi!
- Levami questa! - Indietro!
- Fate passare! - Vada via!
- Consigliere. - Si allontani!
Il dott. Costa
si era fermato a una bancarella per cercare qualche libro.
È stato colpito alle spalle.
Con una calibro 38.
[musica continua]
[tuoni]
L'inchiesta che Gaetano aspettava è sparita.
Non si sa che fine abbia fatto.
[sospira] È stato lasciato solo.
E a Palermo chi è solo muore.
[Borsellino] Rocco, qui hanno tutti paura.
So che qualcuno del nostro ufficio chiederà il trasferimento.
Mi sa che rimarremo in pochi.
Sei preoccupato per Caterina?
Quando l'ho incoraggiata a fare il concorso in magistratura,
chi si aspettava che sarebbe scoppiata la guerra?
Questa è una guerra dove si muore da una parte sola.
Caterina è tosta come te.
Non se ne andrebbe nemmeno se glielo chiedessi io.
Di che cos'altro hai bisogno, Rocco, per capire che sei diventato un bersaglio?
Io ho sposato un uomo di legge
e mi ritrovo con un uomo al fronte, come se fossi in guerra.
La dobbiamo affrontare assieme questa cosa, Rocco.
Perché non pensi a farti trasferire? Ce ne andiamo via da Palermo.
Promettimi che ci pensi, ora che andiamo a San Ciro, ti prego.
[vociare di bambini]
Non ci puoi stare alla finestra, Rocco. T'hanno detto che non ci puoi stare.
[musica dalla radio]
[brusio dalla radio]
Ragazzi.
Dobbiamo aiutare papà a decidere se restare a Palermo
o andarcene.
E dove poi, mamma?
Forse ci sarebbe un posto alla Procura di Torino.
Come faccio a ricominciare da un'altra parte? Non è facile.
Anche per me. Lasciare gli amici…
Io lo capisco, ma non vi chiedo questo, adesso.
Non dobbiamo pensare solo a noi, dobbiamo pensare anche a papà.
E questo sarebbe un modo
per allontanarlo da questa situazione di rischio.
Potrebbe essere più libero,
non avere più la scorta.
E lui che dice?
Lui per ora non dice niente.
Ma magari, se siamo tutti insieme a chiederglielo…
[Tina] Rocco, ho parlato un po' con i ragazzi.
E loro sarebbero disposti a partire.
Certo, rinunciare a questo mare e a San Ciro sarà dura.
Ma se serve, lo faremo.
Però, però,
sappiamo che la decisione spetta a te.
Palermo è la nostra città.
Questa è la nostra vita.
Mi ci vedi a nord, nella nebbia?
No. Direi di no.
[Giovanni] Avremmo dovuto chiedergli di andare via.
Sarebbe andato tutto diversamente.
Eh, lo so.
Anche io ci penso sempre.
Non l'avremmo mai convinto.
Papà ha fatto la vita che ha voluto.
Da uomo libero.
Fino alla fine.
Caterina, che hai?
Tu non sei venuta qui solo per ricordare papà.
Non è vero?
Adesso capisco come si sentiva papà.
[musica triste]
Il Procuratore capo mi ha offerto di seguire un'indagine di mafia.
Caterina.
Mi ha dato un po' di tempo per decidere, capisce la situazione in cui sto,
però gli devo rispondere.
E tu che pensi di fare?
Non lo so.
[musica continua]
Papà!
Vieni a fare il bagno, è bellissima!
[Tina] Dai, Rocco!
Ti prendi un'insolazione!
Vuole fare un favore alla mafia?
Consigliere.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Poco fa è stato ucciso Stefano Bontate.
Per la prima volta sono stati usati fucili mitragliatori d'assalto.
Armi da guerra.
Hanno alzato il tiro.
[Rocco sospira]
Quelli gli hanno fatto
lo sfregio di ammazzarlo il giorno del suo compleanno.
È un chiaro segnale.
Dell'inizio di una nuova guerra…
di mafia.
Salvatore Riina.
Lui non la vuole più spartire, la torta coi palermitani.
Mh?
Ora i palermitani risponderanno, ci saranno altri morti.
Non possiamo aprire questo spiraglio, almeno?
Figurati, la polizia vuole mettere addirittura i vetri blindati!
Per avere un ventilatore, bisogna fare la domanda a Roma!
Di Lello, vai a vedere se ne trovi un altro più tardi, va bene?
Partiamo da quello che abbiamo.
Va bene?
Queste sono le foto che abbiamo fatto scattare ai funerali di Stefano Bontate.
Ecco.
[musica triste]
[Di Lello] Scusate, chi sono questi due?
Questi sono Nino e Ignazio Salvo.
Sono due imprenditori,
legati a una certa parte della Democrazia Cristiana.
Sono cugini.
E da 20 anni,
da quando hanno ricevuto l'appalto per la riscossione delle tasse,
sono diventati padroni di Palermo.
- Sono potenti e ammanicati. - Non solo.
Hanno ricevuto cifre enormi dai contributi europei per l'agricoltura,
grazie alle loro amicizie politiche a Palermo, a Roma…
[Di Lello] Scusatemi,
ma per un non siciliano come me, non è facile orientarsi.
Il povero Costa cercava un trait d'union tra mafia e politica.
E i Salvo sono un'autostrada.
Ma di rinforzo ci dovevano mandare un continentale?!
Questo passa il convento!
Ma vedrete che, tempo un mese, di Sicilia ne saprò più di voi siciliani.
[Falcone ride]
Ecco.
Questa combinazione tra Stefano Bontate e i cugini Salvo è molto interessante,
e si sposa con l'intuizione di Cesare Terranova, vi ricordate?
Ce ne parlava spesso.
Dei rapporti fra Bontate, politica e massoneria.
E Gaetano Costa l'aveva capito anche lui!
Li hanno uccisi tutti e due, Gaetano e Cesare.
[Rocco] È come se,
oltre ai due livelli della mafia che noi già conosciamo,
ce ne fosse un terzo.
Un terzo livello.
Fatto di affermati, stimati professionisti, legati alla politica,
che agiscono però nell'ombra,
favorendo i rapporti, le relazioni, le conclusioni degli affari.
Un terzo livello come i Salvo.
Un terzo livello come i Salvo e chissà come quanti altri.
E su questo terzo livello…
nessuno ha mai indagato.
Un caffè al vetro per il consigliere Chinnici,
uno macchiato per il dott. Borsellino,
uno doppio per il dott. Falcone
e un ristretto per la dottoressa. Giusto?!
Giuseppe, sei un fenomeno. Ti ricordi tutto.
Hai la memoria di un elefante.
La settimana prossima, mio figlio si laurea.
A forza di caffè l'ho fatto studiare.
Devo tutto a lei, dottore. Non la ringrazierò mai abbastanza.
Non devi ringraziare nessuno. Solo la tua onestà.
- Ce li porti al tavolo? - Ma certo. Accomodatevi.
- Questi li paga il dott. Falcone. - Proprio a me oggi? Ma perché?
- Di cosa ti deve ringraziare, chi è? - È un ex detenuto.
L'ho conosciuto in carcere, quando ero pretore a Partanna,
però ho capito subito che aveva una sostanza umana buona.
E allora, quando è uscito, l'ho aiutato a trovare un lavoro.
Proprio qui?
Io qui conosco.
Non ti preoccupare, garantisco io.
Caterina, se ti limiterai a leggere le carte, non basterà.
Non ti dimenticare mai che davanti c'è un essere umano.
Chinnici.
Mi chiedevo, ma tu la sai
la voce che gira per Palermo?
Chi tocca i Salvo muore.
[Rocco] Ah.
E…
com'è che te ne esci con questa frase, adesso?
[Barra] L'ho sentito dire.
Vox populi.
Un consiglio.
Ti ringrazio, Barra, ma non abbiamo bisogno dei tuoi consigli.
Invece io dico di sì. Perché voi dell'Ufficio Istruzione
dovete smetterla di rovinare l'economia siciliana
con le vostre indagini a sproposito.
Solo perché vi piace mettervi in mostra, stare alla ribalta.
Invece tu come intendi contrastare il dilagante fenomeno mafioso?
- Andando a giocare a tennis al circolo? - La mafia!
La mafia! Tu la vedi dappertutto, questa mafia.
È un'ossessione, la tua.
Come per quell'altro ossesso di Costa.
Tu non ti devi permettere di nominarlo, Gaetano Costa, hai capito?
Miserabile.
È anche per colpa di gente come te
che Gaetano è stato ammazzato.
Io ti querelo, Chinnici.
Io ti mando un'ispezione, quanto è vero che mi chiamo Barra!
E mandacela, l'ispezione, miserabile.
Aspettiamo l'ispezione del dott. Barra, così la facciamo uscire, questa verità.
- Va bene? - Sì.
- Papà? - Sto bene.
Scusate, ma…
Barra come fa a sapere che stiamo indagando sui Salvo?
Anche Inzerillo lo hanno ucciso.
Un'altra offensiva dei corleonesi.
Stanno vincendo la loro guerra.
I palermitani hanno dalla loro la famiglia Gambino,
non finirà così presto.
Adesso che finirai l'uditorato,
dovrai indicare una sede.
Chiedila lontano dalla Sicilia, dammi retta.
[colpi alla porta]
Avanti.
- Consigliere, buongiorno. - Di Giovanni, come andiamo?
Bene, grazie.
- Dottoressa. - Buongiorno.
Nella tasca dei pantaloni di Inzerillo abbiamo trovato il numero di telefono
di una società dell'ingegnere Lo Presti.
Lo Presti? E chi è?
Incensurato. Imparentato con i Salvo.
- Ha sposato una loro cugina. - [Rocco] Mh.
- E mettiamo l'utenza sotto controllo. - Benissimo.
- Buona giornata. - Grazie.
Imparentato con i Salvo.
[Di Giovanni] Dopo due settimane che controllavamo il telefono,
è arrivata una telefonata dal Brasile,
da parte di un certo Roberto.
Vi faccio ascoltare solo la parte più interessante.
Eccola.
[Roberto] Ingegnere. Dica a Nino che non è possibile.
[Lo Presti] Mi scusi, Roberto, ma Nino insiste.
Dice che solo lei può sistemare la faccenda.
[Roberto] Lo capisco, la situazione è davvero brutta.
Troppi picciotti stanno morendo.
[Lo Presti] Il viaggio l'organizzerebbe da qui.
E lei sarebbe solo. Nessuno saprebbe niente.
Il Nino di cui si parla è Nino Salvo.
E la "faccenda" che si deve sistemare è la guerra di mafia.
Mh.
E perché uno come Nino Salvo, che comanda mezza Palermo,
ha così a cuore che finisca questa guerra?
E chi è questo Roberto?
Secondo i nostri informatori, si tratta di Tommaso Buscetta.
- Eh! - Un pezzo da novanta.
Lo so chi è.
Vi avevo detto che mi sarei messo in pari.
È lui. Vero?
Eh, già, è proprio lui.
[Rocco] Ricapitoliamo: i corleonesi danno la scalata a Palermo,
sterminando il clan di Inzerillo e di Bontate.
Giusto?
Nino Salvo, per fermare la mattanza,
chiede addirittura aiuto a un latitante che vive in Brasile,
Tommaso Buscetta.
Perché?
Forse perché hanno paura che, durante la guerra, fanno meno affari.
O forse hanno fretta di salire sul carro dei vincitori.
Qualunque sia la verità, facciamocelo dire da Nino Salvo.
No, Rocco, aspetta. Pensiamoci bene.
Prima di spiccare un mandato, cerchiamo prove più robuste.
Rischiamo che lo mettiamo dentro e poi lo dobbiamo subito tirare fuori.
E così magari roviniamo tutto il lavoro che abbiamo fatto finora.
E va bene.
Aspettiamo.
- Papà? - Eh?
Senti, alla fine,
ho scelto come sede Caltanissetta.
Esattamente quello che ti avevo detto di non fare, Caterina.
La Procura più vicina a Palermo.
Eh.
Sei ostinata.
Chissà da chi ho preso!
[rintocchi di campane]
Sempre a lavoro, si vede che è la figlia di Chinnici.
Buongiorno!
Buongiorno.
E il giudice dov'è?
Il giudice sono io.
- Da una settimana. Le dispiace? - No.
È che il giudice, voglio dire, il suo predecessore,
mi aveva affidato una consulenza.
Mi scusi, sono l'ing. Manlio Averna.
Allora ingegnere, torni la settimana prossima.
E vediamo di risolvere la questione.
La ringrazio. Buon lavoro.
Scusi, giudice, mi stavo chiedendo,
se aspettassi che finisca,
posso invitarla a bere un caffè?
[musica dolce]
- Allora? - Che è?
- Sei pronto a conoscere mio padre? - Prontissimo, dai.
- Ok. - Come sto?
Bene.
Dai.
[Caterina sospira]
[campanello]
Eccoli! Ragazzi?
Rocco!
- Ciao, cara! - Ciao, mamma.
Benvenuto, molto lieta, sono la mamma.
Molto piacere, Manlio.
Lei è Elvira, e quello è Giovanni.
- Mi vuole… Grazie. - È una sciocchezza.
E lui è il mio grande papà.
- Buongiorno. - È un onore conoscerla.
- Com'è andato il viaggio? - Bene, grazie.
Sì.
Pranziamo all'ingresso?
No, certo. Accomodatevi in soggiorno. Io finisco di preparare.
- Venga con me, ingegnere. - Sì.
- Mi può chiamare Manlio. - Manlio.
Sì. Caterina, entra, gioia.
Però tuo padre oggi poteva evitare di fare il solito interrogatorio, no?
- Se non lo facesse, non sarebbe più papà. - Lo so.
Però dovrebbe capire che ormai sei grande, autonoma.
Che figura ti fa fare con Manlio?
Tranquilla, l'ho preparato.
Ma ti piace?
Mi pare un bel giovanotto.
Ma non è solo bello, mamma!
Non è solo bello, eh? Guarda come ti brillano gli occhi!
Stavolta ti sei innamorata, vero?
[porta si apre]
[Rocco] Dino Ferrari 206 GT. Grande modello.
Anno 1967.
Lei era un bambino.
- Allora? È pronto? - [Tina] Sì, sedetevi. Chiamo i ragazzi.
Mi piace.
Ha un'intelligenza vivace.
È un uomo buono. È giusto per te.
- Eh, ma io lo sapevo già. - Eh!
[Rocco] Ha caldo?
- No. - Si tolga la giacca.
Grazie.
Venga!
[uomo TV] Sono passati pochi giorni
dall'insediamento del Generale dalla Chiesa alla Prefettura di Palermo,
l'uomo cui lo Stato si rivolge per sconfiggere
la nuova emergenza del Paese, la mafia.
[uomo 1] Il generale ha sconfitto il terrorismo, sconfiggerà i mafiosi!
Devono dargli tutti i poteri che ha chiesto.
[uomo 2] È la speranza di tutti i siciliani onesti!
[uomo TV] Non mancano le polemiche.
Ieri sera nel corso di un'affollata conferenza stampa,
Ignazio e Antonino Salvo hanno protestato contro la perquisizione
ordinata dal nuovo prefetto alla Satrix, società di famiglia.
Dott. Salvo, mi scusi, ha qualcosa da dichiarare?
Se non ci rinnovano l'appalto per le esattorie regionali, sarà un guaio.
Se arrivano a minacciare fino a questo punto,
si devono sentire davvero forti.
Adesso è contro i Salvo che ti sei messo?
[uomo TV] Da Palermo è tutto. A voi in studio.
[donna TV] Ringraziamo il nostro inviato da Palermo, passiamo alle notizie da Roma.
A quanto pare, non sono il solo.
Viene lo sconforto, dottore.
Per vedere approvata la sua legge, Pio La Torre è dovuto morire.
No, perché adesso i mafiosi si mettono ad ammazzare pure i deputati.
Qualcosa si muove, Bartolotta.
Ora che contro i Salvo c'è anche Dalla Chiesa…
E comunque, Pio La Torre ci ha lasciato una legge intelligentissima, appropriata.
Una legge rivoluzionaria.
Perché ci consentirà di lavorare sui beni dei mafiosi,
di operare sequestri sui loro beni.
Il denaro.
È l'unica cosa che conta per la mafia.
E allora, seguite i piccioli e trovate i mafiosi.
[Caterina ride]
Beati voi, che avete ancora i figli piccoli.
Non è facile vedere un altro uomo che entra nella vita di vostra figlia.
Anche se quel ragazzo è la cosa migliore che mi potessi aspettare per Caterina.
Io sono talmente geloso che già mi preoccupo.
[Rocco ride]
[musica tensiva]
- Lì c'è qualcuno! - In casa, consigliere!
[musica in crescendo]
[Trapassi] Ferma! Fermi!
[Bartolotta] Fermo!
[Trapassi] Fermi! Carabinieri!
[Bartolotta] Carabinieri! Fermi!
[Trapassi] Fermi!
Guarda che c'è qua.
[Trapassi] Salvato'.
[in siciliano] Ha capito.
[Bartolotta] Era appostato da chissà quanto tempo.
Consigliere, mi dispiace dirlo, ma questo luogo non è più sicuro.
Temo che non potrà più frequentarlo.
[musica triste]
Mi dispiace, papà.
Vai, Caterina.
[musica in crescendo]
[Caterina] Quanto ha sofferto, papà,
a non poter tornare più qui.
[auto in avvicinamento]
Che ci fa, qua, mamma?
[Tina] Ciao!
- Ciao, mamma. - Ciao, Giovanni.
- Ciao, mamma. - Ciao.
Tesoro, perdonami, tua madre mi ha chiesto di accompagnarla qui.
- Hai fatto bene. - Tu come stai?
Bene.
Com'è andato il viaggio?
- Ragazzi. - Sì.
- Ciao, Manlio. - Abbiamo portato della roba.
- Mamma. - Ciao.
Che ci fai con tutta questa roba?
Da stanotte dormo qua. Mh?
E ci voglio passare tutta l'estate.
È sempre così bello.
Questo posto fa parte di noi
e deve tornare a essere il cuore della nostra famiglia.
[musica dolce]
Senti, Manlio mi ha detto.
Ne vuoi parlare un po' con me?
- È una decisione difficile, mamma. - Lo so, amore.
Da un lato sento di avere la stessa impronta di papà.
E allora un impegno così gravoso non mi peserebbe.
E dall'altro?
Dall'altro ci sono dei ricordi terribili.
Che non riesco a cancellare.
Quando papà ha ricevuto la notizia dell'assassinio di Dalla Chiesa,
ero con lui.
E lo guardavo.
E gli ho letto negli occhi la certezza che il prossimo sarebbe stato lui.
[musica triste]
Così non si può più vivere.
È stato qualcuno che abbiamo a fianco,
infiltrato nei ranghi dello Stato.
[Rocco] Dalla Chiesa indagava sui politici collusi a Palermo e a Roma.
Ora di ciò che ha fatto non rimarrà più niente.
Come noi, anche lui sospettava dei Salvo.
Almeno questa volta, abbiamo l'identikit
di questo giovanotto, 25-30 anni, mh?
Mi ricorda Mario Prestifilippo, uno degli uomini dei corleonesi.
[in siciliano] Lui, mh?
In genere gira con Pino Greco, detto "scarpuzzedda",
e Nino Madonia, il "killer dagli occhi di ghiaccio".
Di una cosa sono convinto, però.
Il delitto di Dalla Chiesa è simile a quello di Piersanti Mattarella
e di Pio La Torre.
Stesse modalità di esecuzione: l'uso di fucili mitragliatori.
Praticamente, un'azione militare.
Chi ci dice allora che, se le armi e gli assassini sono gli stessi,
non dovrebbero essere gli stessi anche i mandanti?
[valzer dalla TV]
[uomo TV] Obiettivo della missione Apollo 13 era sbarcare sulla Luna,
per la terza volta nella storia dell'umanità.
[telefono squilla]
[telefono squilla]
- Pronto? - [uomo] È il tribunale.
Il tribunale della mafia che parla.
Abbiamo condannato Rocco Chinnici.
L'ammazzeremo.
L'ammazzeremo ovunque si trovi.
Lascia stare.
Sono anni che ripetono le stesse cose.
- Non ti preoccupare, siamo ancora qua. - Sì.
[valzer continua]
[Rocco sospira]
- Ti porto a ballare questa sera. - A ballare?
- Non ci siamo andati mai. - Cominciamo stasera!
No, tu non puoi uscire, non hai manco la scorta.
Ma noi abbiamo fantasia, no?
Rocco.
Eh!
Che bel vestito che ha, questa sera, signorina.
- Grazie, pure lei non è male. - Ah, sì?
- È molto elegante. - Grazie! Molto gentile.
La facciamo una scappata a San Ciro?
Sì, va bene. Mi porti a San Ciro, che mi faccio il bagno!
[Rocco ride] Vuoi fare il bagno? Sai che ti dico?
- Stasera il bagno me lo faccio pure io! - No!
- Sì. - Sei sicuro? Oddio! Mi gira la testa!
- Gira pure a me! - Attento!
- Sei bravo, a ballare! - Prego, signorina.
[valzer continua]
[battute coperte dalla musica]
[musica tensiva]
[battute coperte dalla musica]
Buongiorno, papà.
Buongiorno.
Ho sognato
che entravi in acqua tutto vestito.
Non hai niente di meglio da sognare?
Tu come stai? Come vanno le indagini, me lo puoi dire?
Ma sì! Tanto fra qualche giorno sarà su tutti i giornali.
L'identikit dell'uomo che ha ucciso il Generale dalla Chiesa
è stato riconosciuto dalla moglie di Piersanti Mattarella
e anche da uno degli agenti di Pio La Torre.
Ora è quasi certo che c'è un legame stretto fra i tre attentati.
Però, per essere completamente sicuro, ho ordinato la maxi perizia sulle armi.
Arriverà fra qualche giorno.
Questi sono enormi passi avanti.
Sono passi avanti. Sì.
Va bene.
- Com'è buono, questo caffè. - Mh.
- M'è mancato, tutto questo. - Puoi venire quando ti pare.
Anche dopo il matrimonio.
Sarà più complicato.
Papà. Io e Manlio abbiamo trovato
un appartamento al primo piano del palazzo.
- Così ti veniamo a trovare più spesso. - Ah, bene!
Così me lo porti tu, il caffè, eh? [ride]
Collega.
[marcia nuziale]
Scusi, lei chi è?
Scusi, chi cerca?
[battute mute]
Chi è? Che vuole? Perché è salito?
Dove va? Chi è, lei?
[brusio dalla radio]
[musica tensiva]
Era un uomo di media statura, sui 30.
Capelli neri, due occhi strani,
né celesti né verdi.
Occhi chiari, comunque.
Dottore, come il ghiacchio.
Occhi di ghiaccio! Stefano ha visto troppi film.
Andate a casa.
Stefano, grazie. Buona serata.
- Buonasera. Grazie. - Buonasera.
La perizia balistica sulle armi usate nel delitto Dalla Chiesa.
Uno dei due kalashnikov ha sicuramente ucciso Inzerillo,
e probabilmente Bontate.
L'altro è stato certamente usato in altri delitti di mafia.
È la prova definitiva che c'è una regia sola.
Ed è sempre la stessa.
È quella là, certamente.
Sto aspettando le ultime verifiche.
Poi credo che potremo procedere all'arresto dei cugini Salvo.
Vi devo informare che quest'estate le ferie
slitteranno pericolosamente.
Dicci qualcosa di più, però.
No, per scaramanzia, non vi dico ancora niente, Giovanni.
Ci manca un tassello.
Un tassello solo per dimostrare
che i cugini Salvo sono l'anello di congiunzione tra politica e mafia
e che a Roma,
c'è qualcuno che muove le fila.
E gioca la partita.
E così, attraverso i Salvo,
arriveremo finalmente al centro del labirinto.
Facciamo attenzione a non farci divorare dal Minotauro.
- Abbiamo il poeta! - È mitologia.
[musica drammatica]
[Rocco sospira]
Trapassi, buonasera. Mi scusi il disturbo a quest'ora.
Le devo chiedere un favore. Lo farei da solo, ma come sa bene,
non posso uscire.
Si tratta di mio figlio.
Mi hai fatto sembrare un criminale!
Davanti ai miei amici, la mia fidanzata…
Eravamo rimasti d'accordo che saresti rientrato presto.
- Eh? - Ma mandare i carabinieri!
- E non c'era altro modo! - Non ce la faccio più a stare in gabbia.
Molti miei amici si spaventano a frequentarmi.
Si vede che non sono buoni amici! Non farmi urlare.
Dopo stasera, chi esce più con me?!
Giovanni, sei diventato grande. La situazione tu la devi capire.
E tu devi capire che così non si può più vivere!
- Che è? Ti faccio ridere? - No, non mi fai ridere.
È che dico la stessa cosa anch'io.
La dico ai miei colleghi,
al Consiglio Superiore della Magistratura.
È così, tu litighi con me e io litigo con loro.
E loro che fanno per cambiare?
- Niente, come te. - No, fanno tante cose.
Papà, però così è esagerato! Non erano neanche le undici.
Hai ragione, ma mi agito se non vi ho a casa.
Penso sempre che possa succedere qualcosa.
Che devi fare? Ti è capitato un padre all'antica.
[Tina] Nell'ultimo periodo tuo padre era preoccupato.
Anche se rimaneva sempre lui. Forte, come una quercia.
[Caterina] Siete stati una coppia meravigliosa.
[Tina] Eh, sì.
Anche se non è stato sempre facile per me convivere con il suo lavoro.
E neanche per lui con la mia paura.
Mi ricordo che una volta ho pensato:
lui ha fatto la sua scelta,
ma io no.
I miei figli, no.
Poi, però, mi sono sentita egoista.
Che stai dicendo, mamma?
Caterina, dico che ci devi riflettere bene.
Perché la tua scelta condizionerà la vita di tuo marito.
[Caterina] Però è stata una bella vita, mamma.
Sì.
Anche la mia.
Ed è tuo padre che l'ha resa bella.
[Tina] L'ultimo periodo è stato così straziante.
La mattina, quando ci salutavamo,
non sapevamo se ci saremmo rivisti.
Il nostro è stato come…
un lunghissimo addio.
Sai, anch'io ho detto addio a papà, senza saperlo.
Due giorni prima che lo uccidessero.
[colpi alla porta]
Papà!
Ehi, Caterina!
- Ce l'hai un minuto per tua figlia? - Che fai?
- Ma come? Senza cravatta? - Eh, senza cravatta!
Coi vetri blindati, con questo caldo, mi vuoi far tenere la cravatta?
Siediti. Come andiamo?
- Manlio come sta? - Eh, lui bene.
Lui.
Tu no?
Il Procuratore mi ha offerto un'indagine di mafia.
Ah.
Adesso dovrai vivere sotto scorta pure tu.
Eh, lo so.
Infatti non so cosa fare.
Non ho molto tempo per decidere.
Deciderai secondo coscienza.
E qualsiasi sarà la scelta, sarà giusta.
Ce l'ha un senso tutto questo, papà?
A volte me lo domando pure io.
Un magistrato deve lavorare. Questo è il suo dovere.
Ha un senso che un uomo non si tiri indietro
di fronte a un sacrificio a cui sa di andare incontro.
Tu non ti devi preoccupare di niente.
Io rifarei
tutto quello che ho fatto.
[musica drammatica]
[battute mute]
[musica triste]
Ti voglio bene, mamma.
Anch'io.
Manlio!
- Manlio! - Caterina.
Che c'è?
Dimmi. [Caterina ride]
Che c'è? Che ridi?
Ho deciso di accettare l'incarico.
Non potevo fare diversamente.
Hai fatto bene.
Hai fatto bene.
Hai fatto bene.
Attento!
[Elvira canticchia]
[musica in crescendo]
[brusio indistinto]
[Tina sussulta]
[brusio indistinto]
[musica continua]
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.