All language subtitles for El Incidente S01 E03

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Original subtitles

Negli episodi precedenti...

Sono dentro.

E non ci sbagliavamo, è qui.

Va tutto secondo i piani.

Dove mi trovo?

In ospedale.

Sei solo svenuta, ma nella tua condizione è normale.

Nella mia condizione?

Sei incinta.

Ma non è possibile.

Mi avevi detto di essere vergine.

- E lo sono. - María, non si può essere vergine e incinta.

Nessuno sapeva che si sarebbe risvegliato. Bisogna essere realisti.

Non voglio parlarne con te, va bene?

- Sono suo fratello. - E sei pure il mio amante, cazzo!

Mio marito è in coma, e sono andata a letto col fratello.

E se fossimo arrivati all'ospedale mezz'ora più tardi,

ora mio figlio starebbe seppellendo suo padre.

Abel!

Ha smontato tutto l'orologio del salone, pezzo a pezzo.

Incredibile!

Domani ti voglio fuori da qui.

Da quand'è che si sbronza così?

Più o meno, da quando te ne sei andato.

Questo stronzo ci manderà in mezzo a una strada.

ULTIMO AVVISO DI PIGNORAMENTO INGIUNZIONE DI PAGAMENTO

Cosa stai facendo?

Non possiamo lavorare insieme!

O io o tu.

E' appena passato tuo marito, a piedi.

Nacho!

Papà.

Non ti ha fatto male?

Male?

Ho le telecamere.

Posizionale il prima possibile, e sii discreta.

E' successo nei dintorni di qualcosa.

Qualunque cosa sia, è alla fine della strada che porta alla discarica.

Sarebbe stato provocato tutto da un'antenna che è là da un anno?

E tu come sai che è lì da un anno?

Ci stanno nascondendo qualcosa.

Rivero!

Oh, no.

Ho visto qualcosa.

Cosa hai visto?

Qualcosa mi ha tirato giù.

Qualcosa?

Qualcuno.

E questo che cos'è?

Cazzo, non è normale.

E ora non farci più stare in pensiero, capito?

Devi pensare al bambino. Non puoi lasciarlo senza un padre.

Sei incinta?

Lasciami spiegare.

Questo bambino...

forse è la scusa di cui abbiamo bisogno per...

per accettare il fatto che siamo ancora innamorati l'uno dell'altra.

Siamo pessime persone.

- Hugo. - Abi?

Abi.

Allontanati.

Hai ucciso Abi.

E non una parola alla mamma, d'accordo?

Non lo so, Alicia, ne ho parlato con tutti,

CHIAMATA IN CORSO. ALICIA FORESTALE

con i colleghi dell'ospedale provinciale,

con i vecchi compagni di università.

Sono anche andato a cena con loro per vedere se si sbottonavano, ma...

Quindi?

Nulla, nessuno ha sentito parlare di casi simili ai nostri...

né di malati di Alzheimer che guariscono all'improvviso...

né di pazienti che si risvegliano dal coma e sono più forti e in salute di prima.

Anzi, quando gliene ho parlato si sono presi gioco di me...

figurati.

Non so, Pablo...

non smetto di pensare che ci sia sfuggito qualcosa.

Un collegamento.

- Un collegamento, a cosa ti riferisci? - Non so, qualcosa...

che spieghi...

come mai proprio quando iniziano a sparire i cani,

proprio quando iniziano a morire i pesci e gli uccelli...

le persone guariscono da malattie incurabili.

Non può essere solo una coincidenza.

Già.

Qualcosa accomuna tutto.

Penso che se trovassimo questo collegamento...

troveremmo la causa di tutto quello che ci sta succedendo.

Qualsiasi cosa sia, di sicuro non lo scoprirai stanotte...

perciò, vai a dormire, riposati...

e domani ci vediamo, va bene?

A domani.

María!

María, cos'è successo?

Cosa fai qui?

Pablo?

Dove mi trovo?

Come sono arrivata qui?

Vieni...

dai, andiamo.

Nacho?

Nacho?

Abi, Abi.

No! No, no...

Lasciami, papà. No, papà. No, fermo, fermati...

- Vattene, vattene via... - Tesoro.

Tranquillo, vita mia.

E' tutto finito...

era solo un incubo, è tutto finito.

- Sembrava vero. - No, non lo era.

Ci sono io con te, tesoro.

C'era un signore...

molto cattivo...

che voleva rompermi il collo.

Vieni, amore, non pensarci più.

Adesso chiudi gli occhi e pensa a qualcosa di bello.

Pensa a noi due che andiamo in bici...

e saliamo insieme sulla montagna...

e poi facciamo una di quelle discese che ti piacciono tanto...

e arriviamo al lago.

Poi arrivano i tuoi amici...

viene Andrés...

e così andiamo a...

Subsfactory e Las montañeras sono lieti di presentarvi:

El Incidente - 1x03 - Agua -

Traduzione e sync: hope95, johanna.p, chiarii94, giuppi, GiorgiaTemerario

Check sync: Asphyxia

Revisione: humarub

www.subsfactory.it

Con quel taglio di capelli...

non ti riconoscerebbe nessuno.

Cosa ci fai qui?

Ma ti sta abbastanza bene, non c'è che dire.

Ti ho fatto una domanda.

Sono preoccupati, perché non hai ancora fatto nulla.

Come, non ho fatto nulla?

- Il paese è pieno di microfoni e telecamere. - Soltanto questo, dopo settimane.

Stai perdendo tempo.

Il paese è piccolo, non è facile agire senza richiamare l'attenzione.

- Bisogna essere prudenti. - Ed efficienti, cazzo!

Penso che non ci sia bisogno di ricordarti...

che la posta in gioco è molto alta.

Sono stati commessi gravi errori in Islanda...

e in Texas.

- E se dovesse succedere anche qui... - Non succederà.

Lo spero.

Sai già qual è il piano.

Ti porto la colazione a letto.

Che cosa ti va?

Sara?

Sara, stai bene, tesoro?

Lo sciacquone fa ancora un rumore strano.

Dopo gli darò un'occhiata.

Stai bene, Sara?

Sara!

Aiuto!

Qualcuno ci aiuti!

Non riesco a ricordare cosa sia successo sull'antenna.

E' come se mi tornassero solo frammenti.

E' normale, Rivero, è per il trauma.

Vedrai che lo ricorderai all'improvviso, quando smetterai di pensarci.

Sì?

Ciao, María.

Beh, no, è che Rivero non c'è, è appena uscito.

Sì, cara, gli dirò di chiamarti.

Va bene. Anche a te, bella.

E adesso cos'è successo?

Mi ha fatto una cosa...

Senti, è meglio se cambiamo argomento.

Allora, dobbiamo controllare il lavoro del veterinario...

verificare il sistema antincendio...

e assistere i tecnici che devono trivellare per vedere dove stabilire l'impianto termale.

Va bene, ma a tutto questo penso io, capito?

Tu resti qui a riposare che sei appena rientrato e non devi sforzarti troppo.

Non lasciarmi qua tutto il giorno a fare fotocopie.

Mi metterei a rimuginare e sarebbe peggio.

Lasciami fare qualcosa, sto bene...

per favore.

Va bene, ma soltanto una.

Vai tu con quelli delle terme e dopo torni e ti riposi.

D'accordo?

Che fai ancora così? Farai tardi a scuola.

Oggi non ci vado.

Cosa? Neanche per sogno, hai finito di passare i giorni in casa.

Vai, ti vesti e a scuola.

Non volevo lasciare di nuovo papà da solo...

con nonno.

Non mi fido.

Lo so, neanch'io vorrei, a dire il vero.

Sai cosa? Lo porto con me in officina.

In officina?

E potrai badarci mentre lavori?

Ma certo.

E tu va' a vestirti, che fai ancora in tempo.

Dai.

- Buon appetito. - Grazie.

Ti porto un altro caffè?

Sembri averne bisogno.

Immagino che...

essere medico di paese dev'essere logorante come lo è il mio lavoro, no?

Io attacco all'alba e...

e chiudo con gli scocciatori dell'ultimo minuto.

Beh, a dire il vero, no, non credere.

Il mio è gratificante.

Il caffè lo vorrei doppio, per favore.

- Molto bene. - Grazie.

Senti...

io abito di sopra.

Se qualche volta ti andasse di bere qualcosa o...

chiacchierare...

Certo.

Ti dispiace se bevo il caffè al bancone?

Scusami.

Che fai?

Ho sete.

Stanotte mi sono svegliata e non c'eri.

Saranno state le cinque o le sei.

Dov'eri?

- Sarò stato in bagno. - Ti ho cercato lì subito.

Sarò sceso a bere dell'acqua.

Ti ho cercato anche in cucina.

Come mai tutte queste domande?

No, niente.

Era solo...

per curiosità.

C'era caldo in camera.

Sono uscito a prendere aria.

OSPEDALE

OSPEDALE

Le analisi non dicono nulla di nuovo, Sara.

Quello che sapevamo già.

Il tumore si è esteso.

Lo svenimento di stamattina non sarà un episodio isolato.

Sfortunatamente, d'ora in poi...

questi episodi capiteranno più spesso di quanto vorrei che fosse.

E, quindi, ora che succede?

Il prossimo stadio sarà il peggiore.

Avrai dolori intensi e...

dovremo cambiare il trattamento con qualcosa di più forte.

Ti prescriveremo alcune dosi di morfina.

Morfina?

Ma non m'intontirà troppo la morfina?

Può darsi. Ma è l'unica cosa che attenuerà il dolore.

Prima di iniziare a prenderla, Sara, ti consiglio di lasciare tutto sistemato.

Mi dispiace dirlo in modo così brusco...

ma penso tu debba sapere la verità.

Siamo vicini alla fine.

Ma deve esserci qualcosa che possiamo fare.

Magari un nuovo trattamento, anche se sperimentale.

Andremo in città, proveremo tutto...

anzi, andremo negli Stati Uniti.

Gli americani sono sempre stati un passo avanti con queste cose.

Non possiamo fare nulla, Agustín.

Mi dispiace davvero.

Senti, Abel.

Rimango io con nonno.

Non serve.

In più, tu avrai da fare e a me non pesa portarlo in officina, papà.

Ma se non ho nient'altro da fare.

- Su, lo porto a prendere una boccata d'aria. - No, no, il nonno viene con me.

Va bene.

Ci vediamo.

Papà, sei tu?

Dai, papà, cosa fai?

Chi c'è là?

Non fa ridere per niente, dannazione!

Chi c'è là?

Nonno!

Nonno, stai bene?

Non lo so.

Saranno state...

le nove, solo che...

non ricordo.

E...

è come ti ho detto.

Ero nella vasca a farmi un bagno.

E dopo ricordo solo...

la tua macchina in mezzo al bosco...

e tu che scendi, facendomi delle domande.

Non puoi immaginare...

quanto sia angoscioso...

svegliarti in mezzo al bosco senza sapere...

come sei arrivato lì.

Cosa credi mi stia capitando?

Non credo sia niente di grave.

Immagino si sia trattato di un episodio

di sonnambulismo, niente di più, non mi preoccuperei.

Come posso essere sonnambula se a malapena dormo?

In più, penso che non sia la prima volta che succede.

Ed è stranissimo, perché non sono stanca.

Quante altre volte è successo?

Dimenticalo, Pablo.

- Me ne vado, ho fretta. - No, no, quante volte?

Dimmelo.

Mi succede qualcosa di strano.

- E ho paura. - Di cosa?

La mia gravidanza.

Non ricordo di essere stata con qualcuno.

Chiederemo un secondo parere.

Parleremo con Pablo, con...

con Tania.

Ci aiuteranno a trovare un altro medico. Uno bravo, uno che costi.

No, Agustín.

Sono stufa di lottare contro questo.

Non voglio passare il poco tempo che mi rimane...

tra ospedali...

avanti e indietro da qui alla città...

con analisi, punture e ancora altre analisi.

E' finita.

A dire il vero...

è un bene sapere quando le cose finiscono...

così possiamo fare quello che non abbiamo mai fatto.

Non ti pare?

Guarda il lato positivo.

E' una fortuna.

Non vedo nessuna fortuna in tutto questo.

Stai male?

No, non ho niente.

Allora...

perché non sei a scuola?

- Ho solo saltato educazione fisica. - Beh, hai fatto male.

Non puoi saltare le lezioni, nemmeno se sono di educazione fisica.

Che ti succede?

E' per l'incubo?

Dai, raccontamela.

Di cosa si trattava?

Di cose. Che importa?

Sì che importa, bisogna parlarne.

E soprattutto se fanno paura, così la paura se ne va.

Sentiamo, c'era Abi, vero?

Ti preoccupa?

Vedrai che ritornerà, tesoro.

Non tornerà.

Sì, i cani sono intelligenti e tornano sempre a casa, vedrai.

Ti ho detto che non tornerà.

Ma perché ne sei così sicuro?

Io e papà lo abbiamo visto...

quando siamo andati a pesca.

Lo avete visto? E perché non me lo hai detto?

Perché non lo avete portato a casa?

Che succede, tesoro?

Hugo.

Papà lo ha ucciso.

Come?

Era intrappolato.

Ferito.

E abbaiava a papà...

perché non lo riconosceva.

E allora papà...

gli si è avvicinato...

e gli ha spezzato il collo.

Mio Dio.

Che succede? Sono venuta prima possibile.

Ci sono altri casi.

E non solo di guarigioni.

Ascolta, quello che adesso ti dirò...

non puoi raccontarlo a nessuno. E lo dico davvero, a nessuno!

Infrangerò il mio giuramento d'Ippocrate e rischio perfino l'abilitazione.

E dai, Pablo. Di me ti puoi fidare. Che c'è?

Allora.

C'è una ragazza in paese che è incinta...

e giura, tieniti forte...

di essere vergine.

- Sì, certo. - Alicia, io le credo.

Le ho fatto delle analisi del sangue...

qualche giorno fa, e non era incinta.

E due settimane dopo, è incinta di quasi sei settimane.

Ma potrebbe esserci stato un errore in laboratorio.

Sì, può darsi, ma...

è una gravidanza piuttosto strana.

Si è svegliata in mezzo al bosco e non sa come ci sia arrivata, non vuole mangiare...

e ha solo sete.

- E suda così tanto che la pelle le si secca. - E' Maria, no?

Rivero, è come un libro aperto per me.

Penso che stamattina avevi proprio ragione.

Se vogliamo sapere cosa sta succedendo...

dobbiamo scoprire che cosa accomuna tutti i casi.

Non so se sia qualcosa di buono, Alicia...

non lo so.

Daniela!

Daniela!

Esther!

Daniela!

- Daniela! Daniela. - Che succede, Esther?

- Che succede? - Pablo...

- Mi sta accadendo qualcosa. - Che succede?

Mamma!

- Mamma, cosa c'è? - Daniela, figlia mia.

- Che succede? - Ci vedo, posso vedere.

Cosa?

Vieni qui, mamma, è fantastico!

Nacho?

Nacho?

Nacho!

Mi fa piacere che si costruiscano finalmente le terme a Valle del Cer,

anche se fosse solo perché darà posti di lavoro.

Quanto pensa ci vorrà a costruirlo?

Circa nove mesi, credo.

- Ma non è certo, io sono solo un incaricato. - Capisco.

Mi occupo solo di trivellare il terreno per trovare la sorgente termale.

Penso che...

incominceremo...

da qui.

Alicia?

Alicia, mi ricevi?

Alicia?

Ti invio le coordinate esatte di dove cominceranno a trivellare.

D'accordo?

Alicia?

Scusi...

si sente bene?

- Sì, sì, grazie. - Iniziamo a trivellare, d'accordo?

Va bene, sì, perfetto.

Papà!

Papà!

Pare proprio che oggi mangeremo da soli.

Cosa ti andrebbe?

Cos'è successo qua, nonno?

Nonno.

Sì...

sì, una visita oculistica urgente.

Sì, lo so già che siete pieni fino al collo.

Senti, ascolta...

- è una mia amica, va bene? - La mia bambina.

Sì, credo di sì, aspetto.

Credevo che non avrei mai visto la tua faccia.

- Va bene, inviami i risultati, d'accordo? - Sei così bella.

Bene, allora è fatta.

Sono riuscito a fissare un appuntamento con un mio amico oculista.

Andiamo in ospedale? Vediamo cosa ci dicono.

E cosa vuoi che ci dicano?

Non ho bisogno di nessun medico per sapere che riesco di nuovo a vedere.

Certo, ma dovranno farti delle analisi per sapere cosa ti è successo.

Lo so, ma vorrei tanto poter tornare a casa con mia figlia.

Anch'io, mamma.

Ma sarei più tranquilla se...

qualcuno ti visita e ci dice perché, dopo tanti anni, hai recuperato la vista così...

all'improvviso.

Va bene, andiamo.

Adoro l'erba che mi fa il solletico ai piedi.

Non mi hai risposto.

Potremmo andare a Buenos Aires, da tuo cugino, l'emigrato.

Lo hai detto tante volte.

E a Venezia, no?

In questa stagione dev'essere proprio bella.

Oppure potremmo fare il cammino di Santiago. Avresti sempre voluto farlo.

Un po' tardi, non pensi?

Non sono in grado di camminare otto ore al giorno.

Non ti capisco.

E' questo che vorresti fare prima di...?

- Solo una merenda nel nostro solito lago? - Non solo una merenda...

voglio fare questo.

Sara? Sara, ma che fai?

Ma dai, ti vedranno!

Il timore che mi vedessero me l'ha impedito a quindici anni.

E a trent'anni.

E pure che mi vedessero a cinquanta.

Ma adesso, non m'importa un fico secco che mi possano vedere!

Forza, entra anche tu.

Io? No, nemmeno per sogno.

Femminuccia!

Femminuccia?

- Non è incredibile? - Non si riesce a spiegarlo, ma è così.

Ha cominciato a vederci all'improvviso.

Pablo l'ha portata in ospedale. Vediamo se le faranno delle analisi.

E' bruttissimo che fai così, Rivero.

Non puoi ignorarla da un giorno all'altro, senza nemmeno spiegarle il perché.

Alicia...

se c'è qualcosa che non sopporto sono le bugie.

E Maria mi ha mentito spudoratamente.

E non mi far parlare, che non vorrei che cambiassi idea su di lei.

Come vuoi.

E va bene, te lo dico.

Pensi che sia normale?

Un giorno mi dice che è vergine. Così, senza che le chiedessi nulla.

Poi, tre settimane dopo, scopro che è incinta.

E non finisce qua. Poi viene a dirmi...

che non sa come le sia potuto succedere, e che non si ricorda di niente?

Hai sentito cosa ti ho appena detto?

Sì. E se fosse la verità?

Dimmi, tu ricordi sempre tutto quello che fai?

- No, ma non... - Ma cosa?

Che sei privo di difetti? Sei perfetto, non fai errori?

- Sì, ma non mi paragon... - Beh, basta, allora.

- Appena puoi, Tania, mi fai un altro caffè? - Sì.

Credo che questi terreni fossero di tuo nonno.

Questo è la via che porta ai pozzi, vero?

Sì, mamma.

E adesso, che facciamo?

Dobbiamo aspettare il risultato delle analisi, ma...

dai, andiamo...

hai sentito lo specialista.

I suoi occhi sono come quelli di una persona normale.

Sono del tutto sani.

Allora non capisco.

Un giorno hai una malattia degenerativa che ti rende cieco...

e il giorno dopo ti svegli guarito del tutto.

Forse l'errore c'è stato nella prima diagnosi.

Può darsi che ci sia stata una compressione del nervo ottico e...

ora qualcosa l'ha eliminata.

- Dov'è tua madre? - Mamma?

Mamma!

Mamma!

Mamma!

Ma cosa fai? Ci hai fatto spaventare!

Venivamo qui nei pomeriggi d'estate.

Tuo nonno mi ci portava con le mie sorelle.

E'...

il più bel ricordo che ho della mia infanzia.

Appesa a quest'albero, c'era la vecchia ruota di un camion.

E noi ci dondolavamo, mentre lui si sedeva all'ombra a leggere il giornale.

Non avrei mai creduto di rivedere questo posto.

Mamma, vieni qua.

No, non mi lasciare papà, che senza rotelle ho paura!

- Ti fidi di me? - Sì.

- Non ti sento! Ti fidi di me? - Sì, da morire!

E allora pedala, Martina! Non ti fermare, pedala!

Ci riesco, papà, ecco fatto!

In ospedale? Ma no, non è niente, veramente, solo lo spavento.

Guarda, anche la caduta più stupida può risultare grave.

Forza, siediti là e lascia che controlli.

Va bene, d'accordo.

Non è grave.

E non credo che questa ferita mi impedisca di servire ai tavoli.

Sono una semplice cameriera, ricordi?

Ti fa male qui?

No.

E qui?

Beh...

non sembra sia altro che una botta.

Te l'avevo detto.

- Beh, vado che devo... - Ana, lasciami fare.

- Ti medico la ferita, non mi costa nulla. - Davvero...

Bel posto.

Sì...

troppo grande per me soltanto.

Ho l'appartamento di sopra chiuso.

Penso sempre che un giorno lo sistemerò, ma...

non so.

Era tutto dei miei genitori.

Ed è rimasto ancora come l'hanno lasciato loro.

Vediamo.

Brucia un po'.

Sai che dicono che le case rappresentano le persone che ci vivono?

Sì?

Tu, per esempio...

ti preoccupi più degli altri che di te stesso.

Si capisce dal letto disfatto coperto dai referti che hai letto ieri fino a tardi.

E i pochi mobili...

Sei venuto per poco tempo, ma sei rimasto coinvolto più di quello che pensavi.

Per pigrizia.

Vado avanti così da quasi due anni.

E neanche la fotografia di una ragazza in vista.

Considerando che non sei proprio da buttare...

sei stato ferito.

Finito.

Senti, sei un'attenta osservatrice, per essere una semplice cameriera.

No...

è che le stanze in cui vivo assomigliano molto a questa.

Bene.

Vado a...

a lavarmi le mani.

Bene, tutto fatto.

Se hai altri sintomi, nausea o...

- qualsiasi cosa mi chiami, d'accordo? - D'accordo.

Grazie.

Ciao.

L'acqua è alta per questo periodo dell'anno.

Non è meglio qui che andare a vedere mio cugino a Buenos Aires?

O le vesciche ai piedi sul Cammino di Santiago?

Il Cammino non avresti potuto farlo con le tette al vento, te lo assicuro.

Sono una donna fortunata.

Al mercato, ci penso sempre, quando le mogli si lamentano dei loro mariti.

Sono fortunata.

Non ricordo di aver passato brutti momenti con te.

Vedere per credere.

Ma se passi la vita a rimproverarmi?

Per gli stivali pieni di fango, perché spremo da sopra il tubetto del dentifricio...

- E' vero, quello mi fa infuriare. - E la tavoletta del water?

E quando russo?

Mille cose per cui ti ammazzerei.

Ma milioni di cose per le quali non ti cambierei con nessuno.

Non credo esista un'altra persona che possa dire che ha avuto una vita...

migliore della mia.

Lasciami!

Vado un attimo all'officina, nonno, torno tra poco.

Cosa fai lì?

Mi dai altra acqua, per favore, Tania?

Mamma mia, passerai tutto il giorno in bagno.

Era disidratato, come se gli avessero tolto l'acqua da dentro.

Mio fratello è lì, ma è come se non fosse lui.

C'è gente che guarisce da malattie incurabili.

Ma non ha senso, Alicia, è autunno,

perché il terreno dovrebbe seccarsi...

o i campi?

Sara?

"So che quando leggerai questo, ti arrabbierai...

"piangerai...

"ti agiterai...

"e griderai per la rabbia e dolore.

"Ma cerca di capire perché lo faccio.

"Non voglio incatenarti al mio letto e condannarti a vedere come perdo le forze...

"la ragione...

"la lucidità.

"Non voglio che mi ricordi imbottita di pillole...

"e forse perfino incapace di riconoscerti.

"Preferisco andarmene sapendo che mi ricorderai com'ero oggi...

"che ridevo, felice...

"amandoti...

"e rimanere così per sempre in quella tua testa dura.

"Ti amo...

per sempre."

Sei molto impegnato o hai un minuto?

No, entra pure.

Come stai?

Come sta tuo nonno?

Volevo parlarti proprio di questo, Pablo.

Ti ricordi che mi hai detto di non farci troppe illusioni,

perché il recupero della memoria poteva essere passeggero?

Beh, credo che ti sbagliavi.

Ha continuato a migliorare?

Io direi anche troppo.

Cosa intendi?

Fa i puzzle...

smonta l'orologio, lo rimonta, rimane...

a guardare l'acqua, assorto. E' molto strano, Pablo.

Stamattina eravamo solo noi due a casa.

Sono andato a prendere una cosa in dispensa e a un tratto qualcuno ha chiuso da fuori.

Come, credi sia stato lui?

Non c'era nessun altro.

Sai perché i malati di Alzheimer perdono la motilità delle gambe?

Perché dimenticano di saper camminare.

E tuo nonno è così da anni, Abel.

Già.

Ma se non avesse così poca memoria come dici tu?

Non lo so, non lo so.

Forse io lo porterei in geriatria e lì...

potrebbero fargli delle prove, monitorarlo, e...

e così, sicuramente...

- sapranno dirti se c'è qualcosa di strano. - No.

No, no, Pablo, non voglio lasciarlo in quel posto.

Ma neanche mi piace lasciarlo solo con Martina, non sapendo cosa gli succede.

- Ma tu cosa credi che gli stia succedendo? - Non lo so, Pablo, è mio nonno.

Ha vissuto tutta la vita con noi e gli voglio molto bene, cazzo.

Ma è come se non fosse più quello di prima.

Il suo sguardo era innocente, quasi infantile, e ora è...

Ora è come se nascondesse qualcosa.

Nascondere cosa?

Senti, non farci caso, sono pazzo anch'io.

Ma credo che non sia così malato come vuole farci credere.

Sara!

Sara!

Sara!

Sara!

Sara!

No, no...

E' l'acqua.

- Cosa? - Ce l'avevamo davanti senza accorgercene.

Ti ricordi quando...

hai fatto le analisi ai pesci del lago?

- Ed erano secchi? - Sì.

- Come fossero disidratati. - Sì.

- Come se gli avessero tolto l'acqua dentro. - Sì, sì.

L'orto di Iván.

E tutto è iniziato con una tempesta.

E' l'acqua l'elemento in comune.

Deve essere così.

Dove sei stato tutto il giorno?

Qui, a casa.

E' una bugia.

Stamattina non c'eri.

Ho cercato in casa e in giardino, non c'eri. E neanche stanotte, quando mi sono svegliata.

Hugo mi ha raccontato di Abi.

Come hai potuto uccidere il nostro cane?

Perché?

Perché l'avrebbe morso.

E' una bugia.

Era ferito...

affamato...

spaventato.

Hugo lo accarezzava comunque, e Abi è diventato aggressivo.

Mi sono spaventato.

Tu che avresti fatto?

Non so, ma non lo avrei ucciso, soprattutto davanti a Ugo.

Stai scherzando, no?

Credi che il nonno stia fingendo di avere l'Alzheimer?

No. Beh, non lo so!

E' come se stesse fingendo.

Come se ci mentisse.

Abel, ma ti senti?

Stai parlando del nonno.

Lo stesso che lasciava tutto per portarci al lago.

Ti ha insegnato lui a fare il meccanico.

E poi, perché dovrebbe far finta?

Da quando, dimmi?

Non lo so, non lo so, dannazione!

Stamattina vedevo solo contorni e forme.

Ma sto iniziando a vedere in modo sempre più nitido.

E' incredibile.

E questo?

Finché non sapremo di cosa si tratta,

non dovremmo lasciare che la gente si avvicini all'acqua.

Ma come si fa?

Quest'acqua è ovunque.

Sono qua.

- Tu. - Tu.

Preso.

Tu. E tu, ecco.

Tu, tu.

E tu!

Tu. Tu...

Fermati, Nacho! Che ti prende?

Che succede? Non mi hai mai mentito. Mai.

Dammi una spiegazione convincente di cosa ti succede,

o dovrai andartene da casa, per favore.

Non intendo andarmene.

Questa è casa mia.

No, questa casa è mia e del Nacho che non uccideva cani!

E non mentiva!

Del Nacho che ci amava e si prendeva cura di noi!

Vattene via da qui.

No.

Vattene da questa casa!

Calmati.

Sei molto nervosa.

Fermo.

Chi sei?

Ascolta, non so proprio come spiegarlo?

So solo che gli sta succedendo qualcosa e non mi calmerò finché non scopro cos'è.

Non so il nonno...

ma tu non sembri più lo stesso.

E' molto peggio di quanto pensassimo.

Perché?

Perché questo paese è stato costruito su una falda acquifera.

Di sicuro dall'acqua non possiamo fuggire.

Dannazione, che cazzo succede adesso?

Maria.

Maria! Cosa ti succede?

Vieni con me.

Vieni...

andiamo.

- Tu. - Tu.

- Preso. - Bravo!

Tu.

Rimaniamo a dormire qui, oggi?

Sì.

Perché?

Io e papà abbiamo litigato. Ma non è niente, i genitori a volte litigano.

Tu non preoccuparti, tanto si sistemerà tutto.

No, io non mi preoccupo.

Mi basta che tu stia bene.

Posso andare a vedere Sara e Agustín?

Ma certo, vai.

- Mamma. - Sì?

Anche a me sembra strano papà.

Questo è a posto.

- Grazie mille. - Di nulla.

Buonanotte.

Alicia!

Che cos'hai, Agustín?

E' Sara.

Si è buttata giù.

E' saltata nella cascata.

Devi aiutarmi, si è buttata dal pontile!

Sono un imbecille, perdonami.

Ciao. Vieni, entra.

Ti senti bene?

Sì, sì.

Credo di aver lasciato un foulard, prima.

- Lo hai visto? - No, non l'ho notato.

E ti dispiace se lo vado a cercare?

No, no, no, prego.

Grazie. Non è di valore, ma ci tengo molto.

Potresti andare più veloce?

Tranquillo, Agustín, la troveremo.

- Sicuro che l'hai vista buttarsi? - Sì.

O no, che ne so?

E' stato solo per un attimo.

Ero lontano, e sono caduto.

E se...

Non posso vivere senza di lei, Alicia.

Su, dai.

Sara!

Stai bene?

Ti sei fatta male?

Non puoi non avere neanche un graffio, avrei giurato di averti visto cadere.

Dove sono?

Che è successo?

Sei caduta nella cascata, non ricordi?

Grazie.

Sicura di non voler andare dal medico?

- Maria, io... - Rivero.

Volevo solo dirti che capisco...

che tu sia arrabbiato con me...

che non mi parli...

che non mi risponda al telefono, e tutto il resto.

- Maria, è che io... - Aspetta.

Lasciami finire.

E' normale...

che non mi creda

Un giorno ti dico che sono vergine.

E il giorno dopo, di essere incinta...

senza sapere come.

Il fatto è che è davvero strano.

Ma è la verità.

Non ti ho mai mentito...

nonostante sia...

spaventata...

e triste...

perché so di averti perso per sempre.

Non posso negare di essere contenta...

che avrò un bambino.

Perché, sì, ce l'avrò.

Questo è certo.

Anche se, per questo, tu...

non mi voglia più.

Invece ti voglio.

Cosa?

Anche se aspettassi tre gemelli...

ti vorrei lo stesso.

Quindi non ti ho perso?

Sono qui...

no?

- Hai mandato il rapporto in centrale? - Sì, ce l'hanno già.

Cavolo! Ho lasciato il casco nel pozzo.

- Tu vai, intanto. - No, dai, ti aspetto.

No, la serata è bella.

Preferisco tornare a piedi.

Forza, allora.

Ci vediamo.

Nel prossimo episodio...

Come sta il bambino? Sta bene?

Sta fin troppo bene. Sei incinta di sette settimane,

ma, per le dimensioni del feto, direi che sei almeno di dieci.

Quel bambino non è mio figlio!

E' Adrián, Miriam.

- Ti giuro, non è mio figlio, non so chi sia. - Calmati.

So che stai mentendo, nonno, tu puoi parlare.

Prima ti ho visto parlare con Nacho.

Perché, nonno? Perché ci menti? Cosa nascondi?

Non lasciarmi sola con loro.

Andiamo. Grazie, dottore.

E' nostro padre, Abel. Devi dargli una possibilità.

Un padre non caccia il figlio come un cane e non lo incolpa per la morte della madre.

Sì, ma almeno lui è rimasto, lei invece stava già per lasciarci.

Cosa hai detto?

Non provo dolore.

Nessun tipo di dolore.

Esther. Che fai, Esther? Esther!

- Lo vedi? - Ma...

Che cosa mi succede, Pablo?

Ramón, Alzheimer.

ANALISI GLICEMICA

Esther...

CARTELLA MEDICA

cecità irreversibile.

- Colpisce prima i malati. - I deboli.

Quindi...

qual è la malattia di Maria?

Ma cosa fa? E' pazza.

E' scalza, e anche in pigiama.

Che cos'è?

Che succede?

La tua famiglia va via da casa perché non può vivere con te, Nacho.

Non so più chi sei.

Sono tuo fratello.

Beh, io non ti riconosco.

Non so chi diavolo sei.

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