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Nell'episodio precedente...
- Che c'è? - C'è molto silenzio.
Mi chiamo Alicia Riquelme.
E quando tutto ha avuto inizio, ero guardia forestale nella Valle del Cer.
Sono stata la prima ad accorgermi che stava succedendo qualcosa.
Qualcosa di terrificante.
Sono tutti morti.
- Non staccherò la spina a mio marito. - Tania...
Spiegaglielo, Pablo, che non sembra capire.
- Senti, bisogna essere realisti. - Non voglio parlarne con te, va bene?
- Sono suo fratello. - E sei pure il mio amante, cazzo!
Mio marito è in coma, e sono andata a letto col fratello.
- Tanti auguri! - Abel!
- Sei venuto! - Nonno, saluta tuo nipote!
Cosa sono queste urla, Martina?
Ciao, papà.
Ti ho detto di non mettere più piede in questa casa.
Domani ti voglio fuori da qui.
Da quand'è che si sbronza così?
Più o meno, da quando te ne sei andato.
Ciao.
La lavanderia, lì c'è tutto. Se ti serve qualcosa, dimmelo e te lo porto.
- Senti! - Dimmi.
Mi chiamo Ana.
Tania. Benvenuta.
Devi svegliarti.
Ti prego, papà...
Non vivrai in casa mia!
- Sono tuo figlio. - Hai ucciso tua madre!
Abel!
Dove mi trovo?
In ospedale.
Sei solo svenuta, ma nella tua condizione è normale.
Nella mia condizione?
Sei incinta.
Ma non è possibile.
- Mi avevi detto di essere vergine. - E lo sono.
María, non si può essere vergine e incinta.
Lo so bene.
Sennò perché sarei così angosciata, che a malapena esco da casa.
Siete stati rapidi! Ciao, amore.
Papà!
Mi sei mancato tanto.
Devi analizzare questo per me.
Ne abbiamo trovate più di duecento così.
- Così come? - Morte.
Non saresti più tranquillo sapendo che quella gente non è in pericolo?
No, perché il pericolo di cui parli è solo nella tua testa.
CHIAVI
- Da quanto tempo sta così? - Beh, sarà più o meno una settimana.
- E' incredibile. - Si vede solo questo.
Dà i brividi, no?
Cazzo...
- Nessuno sapeva che si sarebbe svegliato. - Io!
- Tu lo sapevi? - Sì!
E se fossimo arrivati all'ospedale mezz'ora più tardi...
ora mio figlio starebbe seppellendo suo padre.
Non essere ingiusta, per favore!
Cazzo!
Sono dentro.
E non ci sbagliavamo, è qui.
NOTE. RONZIO? ELETTRICITÀ E' COMINCIATO... CHI E' CHI?
La tempesta si è già scatenata, nello stesso identico modo delle altre volte.
MARIA INCINTA. C'È RELAZIONE?
Va tutto secondo i piani.
NACHO E' IL PRIMO
Abel!
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El Incidente - 1x02 - Dioses del averno -
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Ciao, María.
- Stai bene? - Sì.
Ciao.
Sei riuscito a parlarle?
No.
Dai, mangia qualcosa.
- No, non ho fame, grazie. - Dai, forza.
Senti, hai parlato con quel paese in Islanda?
- Husavík? - Quello del ronzio.
Ho chiamato tre volte ieri e due volte stamattina.
Nessuno ha risposto.
Né il commissariato né i pompieri...
e nemmeno altri numeri trovati su internet.
Allora, ho chiamato direttamente l'ambasciata islandese e ho parlato con una segretaria.
Cosa ti ha detto?
Che mi avrebbe fatto contattare.
Finora, però, niente.
HUSAVIK, ISLANDA
HUSAVIK, ISLANDA
Niente?
No.
Non so, forse con il fuso orario...
Che ore sono adesso in Islanda? Le...
Ma no, Rivero, no.
Abbiamo provato a tutte le ore.
Qualcosa non va in quel paese, sembra che non ci viva nessuno.
E poi, all'ambasciata non vogliono che facciamo domande, è chiaro.
Ci stanno nascondendo qualcosa.
Ciao.
Il solito.
Ecco qui, grazie.
Torno subito.
Senti.
- Dimmi. - Sai a che ora apre l'officina mio padre?
Quando gli pare e piace.
Scacco matto!
Pablo dice che non si tratta di virus, no?
Beh, allora vedi di togliere subito i cartelli dal lago.
L'assenza di virus non significa che abbiamo una spiegazione per quello che succede.
Ho solo bisogno di più tempo.
Allora, mi sembra che tu non abbia ancora capito quanto sono importanti queste terme.
Te lo spiego.
Posti di lavoro.
Per tuo marito, per i miei figli, per i figli di tutti quelli che vivono in questo paese.
Forse, non ti interessa il loro futuro?
Proprio perché mi interessa, voglio scoprire cosa sta succedendo.
Quello che succede è che i ragazzi devono lasciare il paese in cerca di lavoro.
E i genitori spendono fino all'ultimo centesimo dei propri risparmi.
E i nonni devono mantenere tutti quanti con la loro pensione.
Ecco cosa succede.
Togli quei cartelli.
Punto e basta.
Che cazzo.
Abel!
Senti...
come sta tuo nonno?
Sembra meglio, no?
Puoi ben dirlo.
Avresti dovuto vederlo stamattina, ha smontato tutto l'orologio del salone.
Pezzo a pezzo.
Pezzo a pezzo?
Incredibile!
Vero, nonno?
Sei diventato un genio.
E' appena passato tuo marito, a piedi.
Cosa?
Nacho!
Papà! Papà!
Papà!
VIETATO L'ACCESSO
Capo.
Non dar retta al sindaco.
L'importante è che non si siano diffuse malattie tra gli animali della regione.
Ma anche se non si tratta di malattie, non è da escludere che si tratti di altro.
Mi sentite?
Dimmi.
È successo qualcosa di molto grave alla cooperativa.
Nacho?
Nacho!
Accidenti!
Nacho?
Nacho?
Nacho!
Oddio!
Mi è preso un colpo, Nacho!
Dov'eri?
Abbiamo una sega?
Una sega?
E a cosa ti serve una sega?
Per mettere a posto una sedia...
che è rotta.
Ma non devi metterti ad aggiustare sedie,
né andartene in giro come ti ho visto fare.
Sei uscito da un coma di due anni da appena tre settimane!
- Sto bene. - Non mi importa se stai bene!
Il medico ha detto di prendere le cose con calma e devi starlo a sentire!
Hai capito?
Oddio...
scusami.
Non volevo alzare la voce.
Ho solo tanta paura di perderti ancora, Nacho.
- E dici che si è formato all'improvviso? - Te lo giuro.
Abbiamo sentito un boato, siamo corsi a vedere cosa succedeva...
e abbiamo trovato questo.
Grazie a Dio, alla bambina non è successo niente.
Sì, per fortuna, perché qui ci sono...
all'incirca trenta metri.
Attento, Rivero!
Cosa fai? Sei impazzito?
- Mi dispiace, capo. - Dio mio!
Soffro di vertigini.
Aspetta, ti porto un bicchiere d'acqua.
- Va bene. - Dai, siediti.
- Siediti, appoggiati lì. - Sì, sì.
- Stai bene? - Sì, sì.
Il terreno è pieno di crepe.
E la crepa continua per di là.
- Ti sei ripreso, Rivero? - Sì, sì.
Vieni con me, accompagnami.
Questa parte è completamente secca.
Sarà stato per l'aumento di temperatura che c'è stata prima della tempesta.
- Quel giorno faceva caldissimo, ti ricordi? - E si inaridisce una parte e l'altra no?
Somiglia a una di quelle siccità gravi.
Nonno, cosa dici?
Diamo una ripulita?
Cosa stai facendo?
Anche se ti permetto di vivere a casa mia,
non pensare che quest'officina sia tua.
Non puoi venire qui e comportarti come se fossi il padrone, capito?
Fare il padrone è mettere a posto un'officina che nemmeno ti preoccupi di aprire?
L'officina è mia e ci faccio quello che voglio.
No.
No!
No, finché resta l'unica fonte di guadagno per mantenere mia sorella e mio nonno.
Non ho intenzione di lavorare con te, Abel.
Non possiamo lavorare insieme!
O io o tu.
Un succo, per favore.
- Un succo? - Sì.
E' qui per un'escursione?
Sì, esatto.
- Dimmi. - Ho le telecamere.
Posizionale prima possibile, e sii discreta.
Non preoccuparti, nessuno ha sospetti.
E credi che tutto questo sia causato dall'aridità del terreno?
Non lo so, Rivero dice che in Israele...
sono comparsi crepacci simili quando si è ritirato il Mar Morto, però...
Sì, ma non ha senso, Alicia. È autunno, perché il terreno dovrebbe seccarsi...
o i campi?
Non so cosa sta succedendo, ma credo che tutto abbia a che fare
con gli animali morti due settimane fa.
Beh, adesso che ci penso,
ricordi quando mi hai portato quel pesce per farmelo analizzare?
Era disidratato, come se gli avessero tolto l'acqua dentro.
Ricordi che...
- gli ho pizzicato la pelle e sembrava... - Sì.
Quasi essiccato, raggrinzito?
Non so, all'inizio pensavo che...
fosse conseguente alla morte, ma...
se invece ne fosse la causa?
Qualcosa che non vediamo.
E già.
Ma il fatto che non riusciamo a vederlo non significa che non ci sia.
Capo!
Capo!
- Parla, Rivero. - Ascolta.
Stavo pensando...
Ricordi cosa ci ha detto Daniela degli uccelli caduti vicino al chiosco?
Sì, perché?
E i pesci, sulla riva accanto alla scuola di vela?
E la fattoria di Salvador? Beh, sai già dov'è quella fattoria,
come pure la cooperativa di Iván...
Sì, ma perché me lo stai dicendo?
Beh, capo...
perché credo che abbiamo pensato a lungo a cosa è successo e come,
ma non ci siamo soffermati su dove.
È successo tutto nei dintorni di qualcosa.
- Nei dintorni di cosa? - Bah, non lo so.
Ma qualunque cosa sia, è alla fine della strada che porta alla discarica.
Vuoi sapere cosa c'è laggiù? Beh, io sì.
Va bene, Rivero. Ci vediamo là.
- Rivero? - Capo!
- Rivero... Attenzione... - La ricezione, cazzo.
Vediamo cos'è.
Che fai qui?
Rivero, dove...
Capo...
non ci crederai mai.
Non sai intorno a cosa è successo tutto.
Forza, Rivero.
Puoi farcela.
Dai. Forza.
Forza.
Ti è mai successo che, d'un tratto, ti pare di non riconoscere più uno che conoscevi?
- Nacho. - Sì, Nacho.
Non è solo per l'atteggiamento, è che...
si mette a fare cose strane, all'improvviso.
In che senso?
Beh...
si è messo in testa di aggiustare tutto.
Tutto.
Ripara le sedie, perfino la cuccia del cane! Solo che...
non è tanto questo che mi preoccupa. Sono preoccupata soprattutto per...
come si comporta con Hugo.
Sai...
erano pappa e ciccia, e adesso...
nemmeno lo considera.
Non lo considera?
Quanto a me, figurati, nemmeno mi guarda.
Né una carezza né un bacio, niente.
Non mi guarda neanche.
Capisco.
Insomma, tuo marito si è dato al bricolage,
il figlio non lo considera minimamente, e non vi fate una scopata nemmeno il sabato.
Beh, è un marito del tutto normale, Tania.
No, dico sul serio.
Non dev'essere facile riaprire gli occhi dopo due anni.
Per niente facile.
Perché non gli dai tempo?
Papà?
Mamma!
VALLE DEL CER LAGO CER
Così dovrebbe bastare, in attesa che tuo fratello venga a vederti la ferita.
Nacho.
Volevo dirti che mi sento un po' confusa da te.
Sei diverso e...
forse io ho corso troppo nel volerti a casa così presto.
Non so, non sembriamo più gli stessi.
E noi due siamo stati fantastici insieme.
Guardo come siamo ora, e...
mi sento un po' depressa.
Ma dipende da me, che sono così impaziente.
Ti lascerò più tempo, però. Lascerò più tempo a tutti e due.
Perché vale la pena di recuperare quello che avevamo.
Latte, e poi a letto.
Forza.
Non ti ha fatto male?
Male?
Rivero!
Rivero?
Rivero!
Rivero!
Rivero?
No, no!
Rivero. No, no, no, no.
Uno, due, tre, quattro, cinque.
Uno, due, tre, quattro, cinque.
Ciao.
Ciao.
Non so proprio come comportarmi.
Un giorno parliamo di come raccontarlo a Hugo e...
di pianificare una vita insieme, e il giorno dopo Nacho torna a casa.
E tutto cambia.
Sto qui da quasi due anni.
Ero venuto per...
prendermi cura di mio fratello, aiutarvi e...
e poco a poco mi sono innamorato di te...
e della vita con te...
e con Hugo.
Non so, ho sentito che quella vita mi apparteneva.
Ma, in realtà, non è mai stata mia.
So che non parleremo con Hugo e che...
non verrò a stare a casa tua.
E, soprattutto, so che non passeremo il resto della nostra vita insieme.
Quella vita non è mia, ormai.
Perciò...
penso che sia meglio dirci addio.
Addio, Tania.
Svegliati, Daniela!
C'è qualcuno in casa.
E' solo la finestra, mamma.
No.
Riconosco il rumore di una finestra, e non era uguale.
E cos'hai sentito?
Non l'ho solo sentito, l'ho percepito con chiarezza.
E c'era qualcuno in casa, te lo giuro.
Va bene, mamma, tranquilla.
Chiamo la polizia.
Ma quello cos'è?
Alzati.
- Cosa fai? - Su, alzati e datti una mossa.
- Oggi devi occuparti del nonno. - Chi sei tu per darmi ordini?
Lasciami stare.
Non ti rendi conto, papà? Non ti stai accorgendo di niente!
Tuo padre attraversa un buon momento, sai?
A volte sembra persino che stia recuperando la memoria.
E te lo stai perdendo...
come ti perdi tutto.
Senti, non è un ordine.
Martina va in gita e io devo andare a lavorare.
Vedi un po' tu cosa fare.
Le ferite superficiali non sono gravi.
Tagli e lividi, ma nessun osso rotto.
C'è da aspettare, però, e vedere come va. Potrebbero esserci complicanze.
Complicanze...
di che genere?
E' ancora presto per dirlo, ma ha un trauma cranico encefalico.
Potrebbe trattarsi di una lieve perdita di memoria,
come di lesioni fisiche più gravi...
oppure difficoltà a camminare di nuovo.
Ma non facciamo previsioni affrettate.
Dobbiamo pensare che per ora risponde bene ai trattamenti.
Ancora una cosa.
Sai se lo hanno aggredito?
E' per i segni sulla gamba.
All'inizio pensavamo fossero dovuti alla caduta, ma...
poi ci siamo accorti che coincidono...
con le dita di una mano...
come se qualcuno lo avesse afferrato con forza.
Beh, non so, là non c'era nessuno...
o almeno io non l'ho visto.
- Grazie. - Scusa, mi porteresti un altro bicchiere?
Certo.
Cos'è, non mangi?
Non ho mai fame, ho solo...
sete.
Ma io credevo che le donne incinte mangiassero come maiali, no?
Ecco qui.
Grazie.
María, non puoi restare senza mangiare.
Mangia qualcosa.
No, no, no...
grazie.
Va bene, d'accordo.
Alicia.
Ciao, dimmi.
Rivero?
Cosa?
Quando?
- Ma sta bene? - Cosa succede, María?
Vengo subito lì.
María?
María! María!
La guardia forestale ha scoperto l'antenna.
E' arrivato il momento di fermarla.
Ecco, così...
bene.
Non sembra che ci sia...
alcuna lesione grave.
In ogni caso, non sarebbe male andare in ospedale per fare una bella radiografia.
No!
Preferisco che non mi facciano radiografie.
Perché?
Sono incinta.
Beh, congratulazioni.
Di quanto sei?
Cinque settimane.
Cinque settimane?
Strano.
Ti ho fatto delle analisi tre settimane fa e non...
non mi risulta una gravidanza.
Avranno fatto impicci nel laboratorio.
A volte succede.
Fatto sta che sono incinta.
Va bene.
Visto, nonno, sembra che so ancora maneggiare con i motori!
Mi hai insegnato bene.
ULTIMO AVVISO DI PIGNORAMENTO INGIUNZIONE DI PAGAMENTO
Questo stronzo ci manderà in mezzo a una strada.
Ciao, nonno!
Mi sono persa qualcosa?
Lavori qui, adesso?
Beh, sì, che te ne pare?
- E che ne dice papà? - Papà dice un sacco di cose.
Ma vuoi sapere il bello? Oggi ho guadagnato 40 bigliettoni, e sai che?
Andiamo subito da Tania a mangiare tre belle bistecche di manzo e ce li spendiamo tutti.
- Che ne pensi? - E me lo chiedi? Forte!
Nonno, ce ne andiamo a mangiare bistecche!
Papà.
Da quando sei uscito dall'ospedale...
sei strano.
Prima non eri così.
E' vero.
Prima ero imperfetto.
Commettevo errori.
Ora sono migliore.
A me piacevi di più prima.
Dici così adesso.
Ma sarai come me un giorno.
Sarai migliore.
Quando le cose si fanno bene...
finiscono bene.
Ma quando si fanno male...
finiscono male.
- Ha abboccato! - Prendi la rete.
Ha abboccato, papà!
È il pesce più grande che abbiamo mai preso!
Lo vedi?
Se fai come ti dico...
andrà tutto bene.
Secondo la polizia, la porta non è stata forzata.
E poi, è impossibile che qualcuno sia entrato dalle finestre.
Avete notato se manca qualcosa?
No, nulla.
Ed è strano.
Dunque, Esther.
Cosa hai sentito esattamente? Un colpo, un respiro...
No...
non ho sentito nulla, era...
più che altro era una presenza, sai? Come se percepissi di non essere da sola.
Ma se la polizia è venuta, e dice che non c'è da preoccuparsi, allora non preoccupatevi.
- Infatti. - In ogni caso, se avete bisogno, chiamatemi.
D'accordo?
So cosa ho avvertito.
Alicia...
mia madre è cieca da quando aveva dodici anni...
Non si sbaglia mai su cose così.
E quello cos'è?
Beh, quello è un altro problema.
Non so se dipenda dalla pioggia di questi giorni, o...
da qualche tubo rotto.
In case così vecchie, non si sai mai. Se non è una cosa...
- è un'altra. - Dai, aiutami.
Aspetta.
Attenzione.
Cazzo.
Fossi in te chiamerei l'assicurazione...
perché non è normale.
Daniela mi è parsa molto sicura di quanto dice sua madre. E ha ragione.
I ciechi lo sentono. Se lei dice che c'era qualcuno, c'era di sicuro.
- Due cornetti da portar via. - Certo.
Sono entrati i ladri da Daniela?
Sì, ma non hanno preso nulla. È stato lo spavento, più che altro.
Arrivederci.
- Arrivederci. - Arrivederci.
Hai novità su Rivero?
Smettila di rimuginarci sopra.
Non è stata colpa tua.
Sai che forse aveva ragione?
Riguardo l'antenna.
Forse ha causato tutto quello che ci sta succedendo ultimamente.
Nessuno sa bene cosa possano causare quelle onde, ma...
alcuni medici dicono...
che possono provocare tumori, malformazioni nei feti...
Non mi sono mai piaciute tante chiacchiere intorno alla Valle.
Ma è tutto sotto controllo, ci sono le revisioni e tutto il resto.
Sì, certo. Ma nel dubbio, ho chiesto che le facciano un controllo.
Per stare tranquilli.
D'accordo.
- Arrivederci. - Arrivederci.
OSPEDALE
OSPEDALE
Scusi, sono venuta a trovare Julián Rivero, è un paziente in terapia intensiva.
E' della famiglia?
No, sono un'amica.
- Mi dispiace, sono ammessi solo i familiari. - Ma è molto importante.
Capisco, ma sono queste le regole.
E' davvero molto importante, devo vederlo subito.
- Sì, ma le ho detto... - No, ascolti!
L'ultima cosa che gli ho detto...
è che avevo fretta e non potevo parlare con lui.
E non era vero.
Avevo solo paura di perderlo se avesse scoperto che sono incinta.
Le chiedo solo...
di farmi entrare nella stanza...
così posso dirglielo.
Per favore.
Spiegami perché hai dovuto chiamare un esperto per analizzare l'antenna.
Ascolta...
su Internet ho scoperto che alcune antenne possono
generare sbalzi di tensione e un aumento della temperatura.
Forse perciò sono impazziti gli animali.
Non ricominciamo con la storia dei pesci, dei cani e di tutte le altre stronzate.
Prima era colpa dei fulmini...
poi di un'infestazione...
e adesso di un'antenna.
Cos'altro c'è nella lista?
Sapevi che tutte le antenne del Paese sono nel registro
della Segreteria di Stato per le Telecomunicazioni?
Allora?
Allora, la nostra non è registrata.
Quindi nessuno sa che esiste,
di conseguenza nessuno viene a controllarla,
motivo per cui non sappiamo se le onde che emette sono nocive o no.
Tu mi dirai che sono lì da un'infinità di tempo.
Sì, tutte. Tutte tranne una.
Una che è nuova e fiammante.
E che qualcuno ha installato senza permesso, a quanto pare.
Ma ti rendi conto di cosa dici?
Sarebbe stato provocato tutto da un'antenna che è lì da un anno?
E tu come sai che è lì da un anno?
Hai dato tu il permesso.
Saprai almeno a cosa serve, no?
Nemmeno quello.
Certo, è da maleducati chiedere quando ti corrompono, no?
Prima cosa, quei soldi non li ho intascati io,
sono stati usati per ristrutturare la scuola e sistemare la strada.
Seconda cosa.
Un'altra insinuazione simile...
e ti sbatto a raccogliere cicche di sigarette nella boscaglia.
In questo paese nascono quindici bambini all'anno.
Spero per te che nessuno di loro si ammali per colpa dell'antenna.
Non so tu...
ma io non dormirei sonni tranquilli.
Che ne so.
Sto girando in tondo da un'ora, ormai mi riconoscono persino le capre!
Non me ne frega niente! Ascolta una cosa...
se tra dieci minuti non trovo il paese,
torno indietro e mandate qualcun altro a controllare quell'antenna del...
Salve.
Ti serve una mano?
Sì, per fortuna è passato qualcuno.
E' che si è fermata la macchina e non c'è verso di farla ripartire.
Mi accompagneresti verso Valle del Cer?
Ma certo.
Dai, sali.
Pensa, anch'io vado lì ma mi sono perso.
Perfetto.
Tutto sommato...
ci aiuteremo a vicenda.
Esatto, è il nostro giorno fortunato.
Bene, lì ho finito.
Stasera la provate di nuovo, stesso discorso per le finestre.
E se volete stare più tranquille, non so, potete mettere fuori qualcosa di metallo,
così si sente se qualcuno si avvicina.
Ho già detto a Daniela che dobbiamo chiudere tutto, di notte.
Comunque, per qualsiasi cosa, chiamatemi e arrivo subito.
In realtà sono molto più tranquilla ora che so che hai cambiato la serratura.
Perché ti giuro...
che qui c'era qualcuno.
Grazie mille, Abel.
Figurati.
Qualcosa non va?
Niente, delle foto, qui sopra...
sono del compleanno di Martina di un anno fa.
Esther...
tu sai cos'è successo?
Cos'è successo, quando?
Quella sera, dopo il compleanno, quando tua figlia mi ha lasciato.
Non so cos'è successo, ma tre ore dopo averle scattate
mi ha detto di non volerne più sapere di me.
Non lo so.
E dire che ho provato a chiederglielo.
Ma appena viene fuori l'argomento...
non sai quanto si arrabbia.
Se potessi vedere questa fotografia, Esther.
Sapessi, il viso, il sorriso...
Come si può smettere di amare qualcuno nel giro di tre ore?
Non è possibile.
Né in tre ore...
né in un anno.
Altrimenti perché conserva ancora tutte quelle cose?
Tieni i pesci.
Hai visto come tirava?
E' enorme.
Peserà almeno tre chili.
Avevi ragione.
Quando le cose si fanno per bene, finiscono bene.
Vuoi che ti riveli il segreto per farti andare tutto bene?
Per essere migliore?
Per essere come me?
Dove sono le banderuole?
Dovevi prenderle tu.
Andiamo al lago.
E fai esattamente quello che ti dico.
Andiamo.
Ciao.
Hai sentito?
Andiamo, Hugo.
- Hugo! - Abi?
Hugo!
Abi!
Che ti è successo?
Stai bene?
Tranquillo.
Guarirai presto, d'accordo?
Bello.
Quanto mi sei mancato.
Abi.
Allontanati.
Hugo.
Allontanati.
Tranquillo, Abi, è papà.
Cos'hai fatto?
Che c'è?
Ormai hai finito le scuse per non parlarmi?
È l'unico modo che ho per cacciarti dalla mia mente.
Beh, sarà difficile.
Ho un ritardo.
Apri la portiera, Hugo.
Apri la portiera, Hugo.
Apri la portiera.
Apri la portiera, Hugo!
Hai ucciso Abi.
Era ferito.
Apri la portiera.
E non una parola alla mamma, d'accordo?
Di' qualcosa, ti prego.
Sei sicura che è...
Che è tuo?
Sì, Pablo, è tuo.
Va bene, d'accordo, non arrabbiarti.
Davo solo per scontato che tu e Nacho, beh...
Scusami, non avrei dovuto dirlo. Mi dispiace.
Nacho non mi ha nemmeno sfiorata da quando è tornato.
Va bene, tranquilla, sì? Prendiamola con...
con calma, forse non è poi così male, no?
No, non è poi così male, certo. Nacho è tuo fratello.
Abbiamo avuto una storia mentre lui era in coma.
- Siamo persone orribili. - Sì, siamo delle persone orribili.
Siamo pessime persone, e io per primo.
Perché ti assicuro che voglio molto bene a mio fratello.
E mi dispiace, ma mi ha riempito di gioia quando hai detto che non stata con lui.
E che questo bambino...
che porti dentro, Tania, è mio.
È mio, cazzo.
E tu la pensi come me.
Non hai paura.
La tua è speranza.
Perché questo bambino qui dentro...
non so, forse è la scusa di cui abbiamo bisogno...
per accettare il fatto che noi due...
siamo ancora innamorati.
No, Pablo, no.
Pablo, no...
Pablo, no, fermo.
Non posso, Pablo, no.
Allora...
vediamo come sta il paziente.
Sembra non ci siano lesioni. Prova a muovere le gambe.
Bene, questa notte rimani in osservazione.
Ma se la situazione rimane stabile, domani ti lascio uscire, va bene?
Grazie mille, dottore.
Grazie.
Allora...
hai fame?
La cucina sarà aperta a quest'ora?
Vado a chiedere alle infermiere, vediamo cosa possono darti.
Grazie.
Beh...
sembra che si sia tutto risolto, no?
Ci hai fatto prendere un bello spavento, Rivero.
Che ti è successo in cima a quell'antenna?
Lo ricordi? Sei scivolato o cosa?
Rivero?
Ho visto qualcosa.
E mi sono spaventato.
Cosa hai visto?
Non lo so.
Ma so di non essere scivolato.
Lasciami!
Qualcosa mi ha tirato giù.
Qualcosa?
Qualcuno.
Grazie.
A saperlo, mi sarei buttato prima da quell'antenna.
Non essere stupido.
- Ti tolgo la flebo, va bene? - Sì.
Bene, e ora non farci più stare in pensiero, capito?
Devi pensare al bambino.
Non puoi lasciarlo senza un padre.
Torno dopo.
Lasciami spiegare.
Sei incinta?
Sì.
Ma ti prego, lasciami spiegare.
Ti prego!
Rivero.
Ti prego, non arrabbiarti.
Vattene.
Mamma!
Tesoro.
Com'è andata?
Benissimo.
Guarda cosa abbiamo pescato.
Accipicchia, tre!
Non me ne avete mai portati tre.
Vi siete divertiti, allora?
Tantissimo. Non è così, Hugo?
Va' a farti una doccia, forza.
Oggi ho avuto una giornataccia, lo sai?
Anch'io avrei voglia di ubriacarmi,
fino a dimenticare tutto e arrendermi come hai fatto tu.
Ma non posso, altrimenti in pochi mesi ci toglierebbero l'officina e la casa.
Dell'officina non m'importa, ma questa casa...
è tutto quello che mi resta di mamma.
La ricordo ancora lì, in piedi, che cucinava.
O mentre riposava su questo divano.
Cavolo, papà, l'abbiamo vegliata proprio qui quando è morta.
Ti chiedo solo di darmi una mano, va bene?
Che è un bel casino affrontare questa situazione da solo.
PABLO FALSO ALLARME
PABLO FALSO ALLARME
TANIA FALSO ALLARME
Sono incinta.
Di quanto?
- Cinque settimane. - Che strano.
Ti ho fatto delle analisi tre settimane fa e non...
non mi risulta una gravidanza.
MARIA BEJARANO GARCIA CARTELLA CLINICA
STAMPA IN CORSO
NACHO DOPO 23 MESI SI RISVEGLIA DAL COMA.
SORPRENDENTE RECUPERO DELLA FORZA NELLE MANI E NEI PIEDI.
SI RIALZA DOPO UNA SETTIMANA DAL RISVEGLIO. DOPO TRE SETTIMANE FA LUNGHE CAMMINATE.
Dov'eri?
RAMON SANTOS LOPEZ CARTELLA CLINICA
REGRESSIONE DELL'ALZHEIMER. CASO ANOMALO.
DUE ANNI DOPO L'INIZIO DELLA FASE ACUTA COMINCIA A RECUPERARE...
LA MOTILITA ' DELLE MANI.
Pablo.
Stavo tornando a casa e ho visto la luce accesa...
Cos'è questa roba?
E' qualcosa che mi frulla nella testa da un po' di giorni.
Credo che noi due dovremmo parlare, no?
Nel prossimo episodio...
E' strano, Pablo.
Ero andato a prendere una cosa in dispensa e a un tratto qualcuno ha chiuso da fuori.
- Chi c'è? - Credi sia stato lui?
Non c'era nessun altro.
Sara!
Penso tu debba sapere la verità. Siamo vicini alla fine.
- María! - Dove mi trovo?
Sara!
Sara!
E' Sara. Si è buttata giù.
Devi aiutarmi, si è buttata dal ponte!
Succede qualcosa di strano.
La mia gravidanza.
Non ricordo di essere stata con qualcuno.
Penso non ci sia bisogno di ricordarti...
che la posta in gioco è molto alta.
Sai già qual è il piano.
- Mamma, che c'è? - Daniela, figlia mia.
- Posso vedere. - Cosa?
I cani sono intelligenti e tornano sempre a casa, vedrai.
Ti ho detto che non tornerà.
Ma perché sei così sicuro?
Perché papà lo ha ucciso.
Come?
Credi che il nonno stia fingendo di avere l'Alzheimer.
No. Beh, non lo so!
Ma credo che non sia così malato come ci vuole far credere.
Vattene immediatamente da casa mia.
No.
Fermati.
Chi sei?
www.subsfactory.it
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