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- Allora ? - Questa è la ricetta segreta della mia nonna torinese.
Come diceva lei, "ci vuole il tempo che ci vuole".
Facevi prima a farmi la cassoeula.
Ti farò anche quella, ricetta di mia madre però.
Adesso che lascio Medicina, potrò venire più spesso.
- Vieni quasi tutte le sere ! - Sarò il medico di una squadra.
Non avrò più straordinari, forse avrò qualche trasferta.
Avrò molto più tempo per me.
Quindi hai deciso di andartene per davvero ?
Dopo tutto quello che hai fatto ?
Giorgio, non smetto di fare il medico.
Vado a farlo in un posto dove non muore una persona al giorno.
- Adesso assaggia. Ti sei lamentato, adesso assaggia. - Sì.
- Mmm... - Mmm ?
Però secondo me dovresti dire alla tua nonna torinese
che noi qui a Milano usiamo un pochino più di sale.
Non è un errore, l'ho fatto per te ! Il sale alza la pressione.
(con voce ovattata) Giorgio !
Appoggia la testa. Giù, ecco. Fermo.
Giorgio, scotti, hai la febbre.
- No, sto bene, sono solo due linee. - Aspetta, ecco qua.
Che hai qua ?
-Quando te le sei fatte queste ? -Non so, Riccardo, non sento dolore.
- Non è il tuo ex professore ? - Sì, è candidato alla Regione.
Non è così affidabile come vuole fare credere.
[SQUILLI DEL CELLULARE]
- Carolina. Ci vediamo su, facciamo il giro letti insieme ? - Sì.
Ciao, tesoro, dimmi. Sei partita, tutto bene ?
No, è un po' che non parlo con la mamma, perché ?
Stai divorziando ?
Avevo detto a Carolina di non parlarne con nessuno.
Io non sono nessuno. Allora ?
E' già difficile così, non mi va di parlarne.
Che è successo ? E' una decisione che andrebbe presa insieme.
- Avete adottato un figlio. - Che c'entra ? A te che importa ?
- Non mi volevi morta ? - Certo che ti voglio morta.
Sei anche la madre di mia figlia. Se hai bisogno, posso aiutarti.
Ho solo bisogno di lavorare. Ho mille cose in arretrato.
- Dormo male da giorni. - Quindi non stai bene.
Sto divorziando ! Forse ti sei dimenticato, ma non si sta bene.
E' una cosa mia e di Manuel.
Se mi vuoi aiutare, torna in reparto. Grazie.
Devo trovare il modo di dirlo a Pietro.
Posso dirglielo io, se preferisci.
Glielo avevo anche promesso, solo che credevo che volessi farlo tu.
- Sì, voglio dirglielo io. - Okay.
Devo solo capire come.
Anni 61, diabete di tipo 2 da oltre 10 anni curato con attenzione.
Febbre, leggera cefalea, dolori muscolari nella schiena.
- Ho l'influenza. - Senti qualcosa ? - Davvero, non perdete tempo con me.
Ho il piede diabetico, ipoestesia, dolori muscolari.
Ho la polineuropatia simmetrica distale sensomotoria
come tanti diabetici. - Dimenticavo, Giorgio è un medico.
Sto bene, ho solo i nervi un po' rovinati dagli sbalzi glicemici.
Lo sai benissimo, la neuropatia non causa cefalea e febbre.
Hai una ferita aperta, potrebbe essere un'infezione.
Ti prego, mi conosco, vivo con il mio corpo da 60 anni.
Lo saprò, no ? Ho solo un po' di influenza.
Quando posso andare a casa ?
Ti diamo un antipiretico e un antibiotico.
Ti teniamo in osservazione. Se stasera stai bene, vai a casa.
Scusa, sono stato trattenuto. Hai iniziato il giro visite ?
- Ho visitato il paziente di ieri, è il padre di Alba. - Giorgio ?
- Sì. - Neuropatia diabetica. - E cefalea e febbre.
- Potrebbe non essere niente. - Ha il piede diabetico e un'ulcera.
-Segni di infezione sulla ferita ? -No. -Non sa da quanto ha la ferita.
Può essere osteomielite, spondilodiscite.
- Ha mal di schiena. - I muscoli dorsali sono rigidi. - Grazie.
- Martina, che ne pensi ? - Scusate, mi ero distratta. Ho dormito poco.
Per verificare le infezioni
farei esami del sangue con Ves, emocoltura e dosaggio di Pct e Pcr.
- Se troviamo qualcosa, Tac e scintigrafia ossea. - Bene.
- Tutto okay con Carolina ? - Sì.
- Voleva salutarmi perché era in partenza. - Okay.
Mi concedi questo giro visite ?
Anche una cenetta in un posto carino ?
- Sei già stato da Elisabetta ? Come va ? - Siamo alla fine.
Lei riesce a rimanere tranquilla, io stavolta davvero faccio fatica.
- Ciao. - Ciao, Pietro. Ciao, Alessandra.
- La mamma come sta ? - Come ieri. - Quindi non bene.
Vabbè, vado da lei.
Aspetta, facciamoli stare dieci minuti da soli.
Ti offro un caffè, vieni.
Glielo avrà detto, secondo te ?
Davvero vuoi portarti Pietro a Londra ? A Milano ha la sua vita.
Poi... da sola come fai ?
Ehi, anche io ho la mia vita a Londra.
Pietro si ambienterà. Devo solo capire come fare con il lavoro.
Quello sarà più un casino. Se penso a quella merda del padre...
- Lo conosci ? - No.
So che vive a Milano, ha un buon lavoro.
Ha una fidanzata modella, non hanno figli.
Che problemi avrebbe una persona così ?
Io per mia sorella farei di tutto, ma per me è un po' più complicato.
Scusa, hai detto che ha la fidanzata modella ?
Ha proprio un'agenzia lui, da quello che so.
Di tutto ciò che ho detto hai registrato solo quello ?
Tutti uguali voi uomini oh.
Questa la tengo io. Ti prego, Pietro, fai i compiti.
Farebbe qualsiasi cosa pur di non farli.
- Bugiarda. - Bugiardo tu.
Adesso vai, la zia ti sta aspettando.
Ah, il mio bacio ?
- Ciao, nano. - Ciao.
Che c'è, perché mi guardi così ?
Il padre di Pietro è mio fratello, per questo lo conoscevi.
- Mi hai mentito per tutto questo tempo. - Te lo ha detto lui ?
- No, tua sorella. Perché non me lo hai detto tu ? - Perché dovevo ?
Samuele non ne ha mai voluto sapere niente.
- E' come se non fosse suo padre. - Adesso è diverso.
- Dobbiamo chiamarlo... - Che credi ?
- Credi che non ci abbia provato ? - Gli hai parlato di Pietro ?
- Sì. - E ? - E non ne ha voluto sapere niente.
E' mio nipote, Elisabetta. Pietro è mio nipote.
Almeno per questo potevi dirmelo, no ?
Potevamo dire la verità anche a lui. Se io sono suo zio, può stare da me.
- Posso prendermi io cura di lui al posto di Samuele. - No.
Tu non sei ufficialmente suo zio.
Samuele non ha mai riconosciuto il bambino.
Anche se non ci fosse un consanguineo
lo darebbero in adozione e troverebbe una vera famiglia.
Non te lo daranno mai.
Come vedi dirtelo avrebbe solo complicato le cose.
- Quindi che si fa ? - Magari aspettiamo ancora una settimana.
Vediamo come evolve la situazione.
Barbara può diventare pericolosa per sé e per gli altri, lo hai detto tu.
La prossima volta potrebbero non essere le gomme.
Enrico, Teresa ha ragione.
Devi fare la denuncia e poi andare dalla Marabini e spiegarle tutto.
E' un fallimento professionale.
Pensavi di riuscire a curarla. Ho sbagliato ad assecondarti.
Tu sei la causa della sua malattia.
Non vorrei causarle problemi con la polizia. Io parlerò con la Marabini.
- Prima vorrei dirlo a lei. - Dovrai dirlo anche a lui.
- Io devo andare. Fatemi sapere, se posso fare altro. - Grazie.
- E' scappata appena ti ha visto. - Mmm.
Mi raccomando, vacci piano con lei. Mi sembra che soffra parecchio.
- Non è per me, sta divorziando. - Sì ?
Forse non avrei dovuto dirvelo.
Aspetta, tu cerchi di riconquistarla per anni
e appena torni con Giulia divorzia ?
Non mi interessa. In questo momento Agnese è come se non esistesse.
Tu come sai di Giulia ?
- Siamo in famiglia. - Dài, su.
Non siete ragazzini che fate le cose di nascosto.
All'inizio, anche voi non avete detto nulla.
Poi arriva un momento in cui non se ne può fare a meno, no ? Ciao.
- Secondo te la ama ancora ? - Non può.
- Non riesce a perdonarla. - Purché non faccia soffrire Giulia.
Giorgio, la febbre è salita.
Gli indici infiammatori fanno pensare a un'infezione.
Quindi ? Volete trattenermi ancora qui ?
Giorgio, onestamente, tu da medico ti dimetteresti ?
Almeno datemi la stanza di Alba, così magari me la sogno.
Mi dispiace, è occupata.
Aumento l'antipiretico e avviso Teresa che allunghiamo il ricovero.
Scusami.
- Potresti abbassare un po' le luci? Mi danno fastidio. - Sì.
Va meglio così ? Giorgio ?
-Fotofobia e letargia. -L'infezione è più ampia di quanto sembrasse.
-Può essere encefalite. -Non possiamo escludere un batterio.
Teniamo l'antibiotico e chiedete una Tac entro stasera.
Serve una rachicentesi. Dov'è Martina ?
Doveva uscire, me ne occupo io.
Giorgio mi ha detto che passa da lui quasi tutte le sere. Lo sapevi ?
- No. - E' ancora "workaholico" per te ?
Gli parlerò.
- Come procede ? - Bene. - Male !
- Stiamo smaltendo i pazienti della prima settimana. - E' noiosissimo.
Pensate che raccogliere tanti fatti privati sulla vita dei pazienti
possa aiutare nelle diagnosi ? - Lo pensano anche gli investitori.
Da ora in poi è una cosa che andrà fatta sempre.
Se inserissimo i dati dei pazienti alla fine di ogni giorno ?
- Sarebbe molto più efficiente. - Ottimo, fatelo da domani.
E' una vostra responsabilità.
Ma tu zitta mai ?
- Meno male che fra poco me ne vado. - Dove eravamo rimasti ?
"Il paziente vive da solo, non ha molte relazioni sociali."
"Spesso va dal medico per farsi ascoltare."
Che allegria.
[MUSICA]
- Che ci fai qui ? - Voglio parlarti di Elisabetta e di suo figlio.
Nexxt, spegni la musica.
Alla fine te l'ha detto, eh ?
Tu invece ?
- Hai preferito fare finta di niente per 12 anni ? - Ascolta, Damiano.
Se sei venuto per farmi la predica, te ne puoi andare.
Io e lei siamo stati chiari fra di noi.
Io non lo volevo, lei sì. Fine.
Hai ragione, non sono venuto qui per giudicarti.
Allora che cosa vuoi ?
Elisabetta si è aggravata.
Morirà, è questione di giorni.
Il bambino si chiama Pietro.
Non vuoi almeno conoscerlo ? So che ti sto chiedendo una cosa enorme.
-Hai già detto di no a lei. -Perché non voglio figli. -Pensaci.
Pietro è un ragazzino forte, indipendente per la sua età.
Avrà bisogno di qualcuno che si prenda cura di lui.
Tu sai che significa perdere la mamma troppo presto.
Mi dispiace, Damiano.
Troverà qualcuno che si prenda cura di lui molto meglio di me.
[SCATTO DI SERRATURA]
- Ehi. - Ciao, Damiano. - Ciao.
- Scusate, vi ho interrotti. E' successo qualcosa ? - No.
Era in zona e sta provando a fare il fratello.
Magari ci riesce.
Lei non sai di Pietro, vero ?
No e non deve saperlo.
Non c'è più la giovane dottoressa di prima ? Come si chiama ?
Martina Carelli non c'è, è uscita. Ha un seminario.
- E' la tua ragazza ? - No. - Però ti piace ?
Prima sembrava che la evitassi apposta davanti a me.
E' vero, all'inizio mi piaceva. Un po'.
E' che io non riesco neanche a immaginare di tradire Alba.
Riccardo, Alba non c'è più.
- Lo dici tu a me, che vuoi farti mettere nel suo letto? - E' diverso.
Alba era mia figlia, la mia unica figlia.
Ora che è morta...
la mia vita è finita.
Tu una vita ancora ce l'hai. Puoi andartene da questo ospedale
incontrare una ragazza, farti una famiglia.
Lasciami Alba.
Non perdere tempo con me, io sto solo aspettando di morire.
Se avessi un po' più di coraggio, lo lascerei fare al diabete.
- Ci mette troppo tempo. - Non lo devi dire neanche per scherzo.
Dài, stenditi. Vieni.
- Piano. - Mmm...
- Che succede, ti fa male ? - Ah !
C'è rigidità nucale. Prova a muovere tu la testa.
Muovi la testa in avanti, Giorgio !
Chiama Medicina, sospetta meningoencefalite ! Girati, Giorgio.
Ecco, così, piano.
- Con quale paziente sei ? - Con Giorgio.
- Nel senso, sono molto preoccupato per lui. - Anche io, siamo medici.
Siamo anche persone con una vita.
Non siamo medici migliori, se smettiamo di viverla.
Infatti io adesso sono qui.
Sono esattamente un'ora, 21 minuti e 14 secondi.
- Mi sa che il workaholico sono io. - No, sei oltre.
Anche tu hai passato giornate a lavorare e nottate a scrivere.
Hai fatto un gran lavoro. Ho letto l'articolo.
Lo pubblicheranno di sicuro, brava.
Che ci mangiamo ? [VIBRAZIONE DEL CELLULARE]
E' Riccardo, Giorgio ha la meningite.
- Ora è in isolamento e sedato. - Emocolture ? - Già partite.
- La Tac ? - La abbiamo sospesa, la ripetiamo domattina.
-La rachicentesi ? -Stavo per farla. -E' tutto sotto controllo ? -Sì.
Forse ho sbagliato a chiamarti.
- Ho interrotto qualcosa ? - No, tranquillo.
Eravamo a cena, ma a parlare di lavoro.
Va bene, vai a riposarti. La rachicentesi la faccio io.
Tu hai fatto tutto quello che potevi fare.
Non è solo la meningite. Dopo il Covid Giorgio non è stato lo stesso.
Prima la solitudine, la morte della Martelli.
Erano divorziati, ma erano ancora molto legati.
Poi Alba. Da lì lui non si è più ripreso.
Si sta lasciando andare.
Sono stato inutile per tutto questo tempo.
"Incapacità di farsi sentire, paura di morire."
"Solitudine, ansia."
Ansia, ansia, ansia in tutte le salse.
Mamma mia, sembra più uno sportello di psicologia clinica.
Sì, ma chi non ha l'ansia oggi ? Il futuro è talmente incerto.
Scusa, io semmai ho ansia del presente.
Non vedo l'ora che finisca tutta questa roba
il semestre, la specializzazione.
- Non vedo l'ora che arrivi 'sto cazzo di futuro.
Guarda lui. Non avrei mai pensato che potesse lasciare Medicina.
- E' incredibile. - Nemmeno io.
Tra un po' questo reparto sarà a corto di uomini.
- Lavoreremo senza distrazioni. - Lo so.
Noi siamo una tentazione continua.
No, siete incapaci di mantenere la concentrazione.
- Pizza e birra e finiamo da me come ai vecchi tempi ? - Meglio di no.
Se mi chiama mio padre, devo mentirgli di nuovo e non mi va.
Scusa, fammi capire bene. Mentirgli su che cosa precisamente ?
Dopo tutto ciò che è successo con mia sorella
piuttosto che pensarmi con un ragazzo italiano mi manda in Cina.
Scusa, se tu ti innamori davvero
lasci perdere per non fare dispiacere tuo padre ?
Quando e se succederà, ci penserò, okay ?
Ora possiamo finire questo, per favore ?
Mancano i questionari di gradimento.
Fede, ma questo ? Avevi notato questa notifica ?
No, sarà un aggiornamento. Non aprirlo o non finiamo più.
E' una segnalazione del reparto informatico.
C'è stato un accesso sospetto al database qualche settimana fa.
Guarda.
- E' andata bene ? - Sì, sono un po' stanca.
Il prossimo viaggio ce l'ho tra un po'.
[VOCE NON UDIBILE]
Grazie per avergli dato il permesso di dormire qui.
Io non credo che glielo dirà.
Vuole goderselo così finché c'è tempo.
[VOCE NON UDIBILE]
- Ciao. - Ciao. - Aspettavi me ?
Quindi la memoria non è tornata, ma qualcos'altro sì ?
Ci stiamo riprovando, pazienti permettendo.
- Va bene. - Mi dispiace molto per Elisabetta e per suo figlio.
- So che ti sei affezionato tanto a lui. - "Affezionato", già.
Ci hai fatto caso che contiene la parola "zio" ?
Comunque grazie e...
Buon appuntamento.
- Mamma, che cos'hai ? - Oggi mi sento solo un po' strana.
Mamma ! Mamma ! Mamma !
Ehi, è tutto okay.
Sono solo molto stanca. Mi sono addormentata un attimo.
- Marti, basta, chiudi quel libro. - L'esame è dopodomani.
Almeno mangia qualcosa.
- Lo hai studiato cento volte. - Si vede che non è bastato.
[NOTIFICA DAL CELLULARE]
- E' lo psicopatico ? - Sì.
Sì, ma finirà presto. Io mi laureo e noi ce ne andremo.
Io questo non dovrò mai più vederlo.
-Caffè doppio ? -Non ho dormito un granché stanotte.
E' andato bene l'appuntamento ?
Non siamo arrivati nemmeno a ordinare la cena.
- Andrea è corso da un paziente. - E' nel personaggio, no ?
-Una volta non era così. -Credo che Andrea sia sempre stato così invece.
- Che ne sai ? Nemmeno c'eri. - Me l'hanno detto.
- Vita privata zero, giusto ? - No, cioè, sì.
Per lui il lavoro veniva prima di ogni cosa.
Era diverso, lui non parlava con i pazienti.
- Ne parlavamo insieme. - Eccitante.
- Scusa. - Avevamo anche dei nostri momenti.
Adesso non avete più i vostri momenti ?
Perché ne sto parlando con te non lo so, guarda.
A me sembri tu quella cambiata invece.
Sei partita facendo la sua assistente.
Sei cresciuta con lui, come lui, invece poi sei andata avanti.
C'è stato Lorenzo, il bambino, il Covid, io.
Adesso sei a tanto così da diventare primaria.
E' come se tu avessi vissuto una vita intera.
- Anche lui però. - Dici ? Che era lui prima ?
Un primario malato di lavoro.
Che cos'è adesso ? Un primario malato di lavoro.
Ci vediamo.
[VERSI]
Oddio...
- Sono così grave ? - Meningite probabilmente.
Non abbiamo ancora individuato il patogeno.
Giorgio, io un po' ti conosco.
Non ci credo che non hai voglia di vivere.
Non ci siamo visti per anni.
Potresti anche evitare di interessarti a me.
Ormai sei mio paziente. Non posso farci niente, sono fatto così.
Anzi, sono cambiato rispetto a quando mi conoscevi tu.
Ma va' ! Tu lo sei sempre stato.
Un pochino più antipatico forse, ma hai sempre solo pensato ai pazienti.
Un po' come Fabrizia del resto.
In questo tu e mia moglie eravate uguali.
Incapaci di trovare un equilibrio.
E' stato difficile rinunciare a Fabrizia
quando ha deciso di andarsene in America a tutti i costi.
Io e Alba potevamo anche seguirla, ma lei non sarebbe mai cambiata.
Noi non eravamo come lei, eravamo diversi.
- Noi volevamo vivere. - Allora fallo.
Per Alba, per Riccardo che si è molto legato a te.
Riccardo si sente in colpa per la morte di mia figlia.
Lui pensa in qualche modo di dovermi risarcire.
Non è il Riccardo che conosco io.
Quello che conosci lascerebbe Medicina Interna ?
Eviterebbe poi di innamorarsi a 30 anni ?
Poi il problema sarei io ?
Pensaci... [BATTITO CARDIACO ACCELERATO]
- E' in desaturazione. Cannule. - Sì, facciamo l'ecotorace. - Okay.
- Primo ! - Hai visto ? E io ultima. - Perché sei debole.
Quando stai bene, arrivi tra i primi cinque.
- Riccardo ! Come stai ? - Peggio di te, guarda che faccia da funerale.
No, è che dovevo andare a visitare un paziente
allora ho detto: "Vi faccio un saluto."
- Non dovresti essere a scuola ? - Mia madre è in ospedale.
- Grande giustificazione ! - E' solo un'eccezione.
Ogni tanto può capitare.
A proposito di eccezioni, sai che mi andrebbe tanto per colazione ?
- Due brioche alla crema. Ti va di prenderle ? - Vado. - Grazie.
Lui non sa che sto per morire.
Perciò non dirglielo.
- Quando lo scoprirà ? - Quando lo scoprirà...
Io sarò morta.
Lui avrà un sacco di tempo per piangere e io...
Io avrò un sacco di tempo per essere morta.
Dall'ecotorace sembra non esserci nulla di polmonare.
C'è qualcosa che va avanti nonostante l'antibiotico.
Sono solo 24 ore dalla prima somministrazione.
- La Tac ? - E' negativa, ma aspettiamo i risultati del liquor.
Aspettiamo, lo teniamo monitorato.
- Riccardo dov'è ? Lo aggiorni tu ? - Ci penso io.
Noi abbiamo una cena in sospeso.
Giulia, io lo so che non è facile avere a che fare con me.
- Io ero così anche prima ? - In un certo senso.
- Abbiamo una possibilità. Sai come fare. - Doc.
- Scusa, hai un minuto ? E' successa una roba. - Sì.
Ah, dov'eri ? Ho provato a chiamarti, non rispondevi.
- La tua segretaria non lo sapeva. - Ho ritirato delle cose per Manuel.
-Spero nulla di grave. -No, i richiami per le vaccinazioni.
Che cosa c'è ?
C'è stato un accesso sospetto al database dei pazienti di Medicina.
Qualcuno di esterno all'ospedale, ma con le password. Lo sapevi, no ?
- Perché dovevo saperlo ? - Volevo cambiare le password.
Mi hanno detto che lo hai fatto da poco. Pensavo che fossi al corrente.
No, lo faccio in modo precauzionale. E' una cosa da fare ciclicamente.
- Infatti non ci sono stati più accessi. - Bene.
Speriamo che non sia stata una fuga di dati significativa.
Ascoltami, Agnese, tu rimani la mia direttrice sanitaria.
Dobbiamo comunicare in modo civile.
Dobbiamo lasciare i problemi personali fuori, io per primo.
- Okay. - Bene.
- Che ci fai qui ? - Volevo parlarti.
- Vorrei conoscere Pietro. - Arrivi adesso ?
- Io ti ho chiamato giorni fa. - Ora sono qui.
Io potrei morire da un momento all'altro.
E' una questione di giorni, se non ore.
- Come "ore" ? - Me lo sento.
Perciò è una questione di cui dovrei discutere con mia sorella.
Io non ho più tempo.
Pietro ! Pietro, aspetta !
Rincorrilo !
- Ehi! - Me lo avevi promesso! - Che? - Che se moriva, mi avvisavi!
- Che è successo ? - Ho fatto un casino.
Pietro è scappato. Ha scoperto la verità sulla mamma.
- Ci penso io, Doc. - Andrea.
Se hai un minuto, dovrei parlarti di una cosa.
- Riguarda Barbara. - Certo.
- Sono stato un idiota, ho peccato di superbia con lei. - Non ci credo.
Lei che ti veniva a cercare, i dubbi di Teresa.
- Non mi sono accorto di nulla ? - Avevi già i tuoi pensieri.
- A proposito, come va con Agnese ? - Con Giulia, vorrai dire.
Agnese non è più un mio problema.
Non direi, se dopo tanti anni e dopo Giulia non riesci a perdonarla.
[VIBRAZIONE DEL CELLULARE] Scusa.
E' la sicurezza. Sì ? Dove ?
Mi avevi detto che non moriva ! Ti odio !
- Mi dispiace, abbiamo fatto il possibile. - Tanto che te ne frega ?
Tu stasera torni a casa tua e fai il cavolo che vuoi, mica è tua mamma !
Le voglio molto bene anche io. Me ne frega eccome di lei e di te.
Sai perché sono diventato un dottore ?
Mia madre aveva deciso di studiare Medicina, era il suo sogno.
Solo che poi è morta.
Io ho continuato il suo sogno.
Fare il medico è come averla con me tutti i giorni.
Fate una lista delle cose che le piacciono.
Poi quando lei non ci sarà più...
potrai fare le cose e sarà come averla con te sempre.
Le piacciono i fumetti, il gelato.
Mi ha sempre detto che voleva diventare veterinaria
solo che studiare con me era un po' difficile.
E a te piacerebbe ?
Sì, tanto.
Quando è morta tua mamma, eri da solo ?
No, io sono stato più fortunato.
C'erano mio papà e mio fratello piccolo.
Per lui è stato più difficile.
Non gli siamo stati vicini come dovevamo.
Soprattutto io.
Il mio papà non so nemmeno chi sia.
Però c'è tua zia, ci sono io.
Ci sono anche io.
- Tu chi sei ? - Io sono...
Sono il tuo papà.
Tu questo lo conosci ?
Sì.
Eccoti, dove eri ?
C'è il risultato della rachicentesi.
Non c'è infezione nel liquor di Giorgio.
Dobbiamo aspettare l'emocoltura.
- Tu lo hai visto? Come va con l'ossigeno? - Non ci ho parlato.
Se vuole lasciarsi andare, non starò lì a pregarlo.
Di là c'è una madre che sta morendo per davvero.
Ha un figlio che non ha un padre. Che cosa fa ?
- Mangia brioche alla crema. - Anche Giorgio potrebbe morire.
Almeno sarà contento.
Ric, non tutti hanno il dono di Elisabetta.
Non dobbiamo smettere di stare loro vicino
anche quando fanno finta di volerlo.
Serve la ventilazione meccanica.
- Giorgio ! - Ric, in Intensiva. - Sì, subito ! Apri la porta !
Giulia, scusami solo un secondo.
So che non è il momento migliore, ma oggi dovrei uscire prima.
- Domattina ho chiesto un permesso. - Stai bene ? - Sì.
-E' un piccolo problema con mia sorella, ma stavolta risolvo. -Okay.
[NOTIFICA DAL CELLULARE]
Me lo pubblicano !
- Mi pubblicano la ricerca. - Bravissima !
Così ora potrai partecipare al concorso a Roma !
Non dirmi che vuoi rinunciare per Andrea.
Scusa. Io ed Enrico sappiamo. Pensavo che te lo avesse detto.
No, ha sempre qualcos'altro a cui pensare. E' fatto così.
Se davvero voglio provarci con lui, forse dovrei rinunciare.
Ci saranno altre occasioni magari a Milano o più vicine.
Certo, tu puoi benissimo rinunciare.
Lo hai fatto per tutta la vita ed eri felice così.
Non c'è niente di male, se è ancora quello che vuoi.
L'importante è essere chiari, no ?
Ci siamo, vero ? Sei pronto a uscire allo scoperto ?
No, io devo solo parlarti.
Ho provato a essere professionale, a curarti, ma non è servito.
Ma l'amore non si cura, l'amore si vive.
Barbara, tu hai un disturbo psichiatrico.
Hai già avuto un episodio simile perciò eri in aspettativa.
Ho cercato di aiutarti, ma non sono stato in grado, ho fatto peggio.
Dopo le ruote, devo segnalarti in direzione.
Dirò alla Marabini che se spezziamo il circolo vizioso, tu puoi farcela.
Tu devi solo uscire da questa ossessione.
Ti faranno trasferire e dovrai curarti.
Conosco un collega bravissimo, vorrei affidarti a lui.
Mi dispiace.
Samuele ! Sei impazzito ? E' tutto il giorno che ti cerco !
Ho estorto alla tua segretaria che eri in ospedale ! Che è successo ?
- E' per te ? - No, io sto bene.
- Allora che ci fai qui ? - L'ho fatto venire io.
Samuele ha un figlio, lo ha appena scoperto.
-E' di questo che gli dovevo parlare ieri. -Un figlio ? Con chi ?
E' stato prima di conoscerti, una storia di poca importanza.
La madre glielo ha tenuto nascosto. Lo ha voluto crescere da sola.
Okay.
- Perché sei qui ? - Perché la madre sta morendo, Luna.
[DIALOGHI NON UDIBILI]
E' quello il bambino ?
Sì, si chiama Pietro, abbiamo parlato un po'.
- Non capisco che vuoi fare. - Vorrei fartelo conoscere.
- Mi hai detto che non volevi figli. - Pensa, già ne avevo uno.
Ora rimarrà da solo.
Ascolta, non dobbiamo decidere subito, okay ?
Possiamo prenderci del tempo, scegliere con calma.
Okay ?
Mi dispiace, Agnese, è tornato.
Pensavo che dopo tanti anni non fosse...
E' un tumore che può impiegare anni a svilupparsi.
- Vale lo stesso per le recidive. - Che cosa facciamo ?
Le terapie sono progredite, no ? Tu stesso mi avevi dato sei mesi.
-Le cure hanno funzionato. -Agnese, la recidiva è un'altra cosa.
E' molto difficile.
- Allora ? - Le cefalosporine non hanno funzionato.
Gli ho cambiato antibiotico.
Non riusciremo a essere efficaci finché non capiremo che ha.
- Non c'è niente nel liquor ? - Forse non ci hanno visto niente.
Non è facile. Mi hanno garantito che le emocolture arriveranno domani.
"Domani" ? Domani potrebbe essere tardi, Doc.
Giorgio potrebbe essere morto.
Non sono neanche andato a parlargli perché sono un cretino.
Sono un inutile cretino, ecco che sono.
Meno male che me ne vado presto da qua.
- Non è colpa tua, se è morta Alba. - Intanto io sono qui e lei è morta.
- Sai qual è l'unico modo per rimediare davvero ? - No.
Non è soltanto vivere, non basta.
E' vivere facendo il nostro meglio.
- Io lo sto facendo. Me ne vado. - Sarebbe il tuo meglio ? - Sì !
- Tu sei un medico internista nato ! - E' inutile !
E' inutile, è tutto inutile ! Questo è inutile !
Guarda Elisabetta ! Perché ? Rispondimi, perché ?
Te lo dico io, perché alla fine la stronza vince sempre.
Tutto questo non posso più sopportarlo. Non ce la faccio.
Ce n'è soltanto una di morte che tu non riesci a sopportare.
Una.
Ma la stronza vince, se tu butti via il tuo dono.
Tu ce l'hai come ce l'ha Elisabetta.
- Se ce l'avevo, l'ho perso. - Non è così.
- Sì. - No, io non ci credo.
Ehi, dovreste andare alla 11.
Bibite gassate mai, eh ? Solo succhi di frutta.
Non so quanto la conosci tu, ma su queste cose è una rompipalle.
Però nel resto è la migliore.
Che succede qui ? C'è una festa ?
Hanno saputo che una rompipalle se ne va.
Sai che mi farai morire dal ridere così ?
Mi sono sempre piaciute le famiglie numerose.
- Non me ne frega niente. Che me ne faccio senza di te? - Ssh.
Non dire così, io sarò sempre con te in ogni cosa.
Vieni qui.
Anche tu.
Io non so come fai.
So che esaudisci i desideri.
Lo sai che cosa ci vorrebbe adesso ?
Gelato.
Ric.
- Ric ! - Lo so !
Non possiamo fare più niente per lei.
Se riesco a trovare il patogeno nel liquor di Giorgio
almeno una non gliela diamo vinta alla stronza.
Non oggi.
- Per te devo andare ad aiutarlo ? - Lo hai già fatto abbastanza.
Io e te dobbiamo parlare un po'
ma non a cena, qui ci riesce molto meglio.
Io lo sapevo che ti avrebbero pubblicato, brava.
Sai che farò domanda per quel primariato, vero ?
E che tra noi le cose non stanno funzionando ?
Sì, lo so.
Non riesco a trovare un equilibrio, non ancora almeno.
Io non voglio che tu lo trovi.
Io voglio che tu resti ciò che sei, ciò che vuoi essere.
Sono io che non lo voglio più.
Tu hai detto che quello che avevamo era molto importante.
Lo era e non è cambiato, ma noi sì.
Io di sicuro e anche tu non sei rimasto quello che eri prima.
In certe cose sei meglio.
Con i pazienti sei meglio.
Discutere è cento volte più interessante
che trovarmi sempre d'accordo con te.
Lavorare insieme è così bello
che forse l'ho confuso con ciò che avevamo prima.
Anche a me piace molto lavorare con te.
Forse il fatto che tu te ne vada...
Non so, forse anche io l'ho scambiato per qualcos'altro.
- Non me lo ricordo. - Non importa, quel tempo è passato.
Per me ciò che abbiamo è molto più importante.
Me lo porterò a Roma e ovunque.
E' incredibile, sei sempre un passo avanti a me.
- Se vuoi discutere, mi chiami ? - Ovvio.
[VOCE NON UDIBILE]
[VOCE NON UDIBILE]
[VOCE NON UDIBILE]
Il prossimo è Carelli.
Pensavo che ci avesse rinunciato dopo tanto tempo.
Dunque, iniziamo con una domanda di fisiopatologia respiratoria.
E' un batterio, Listeria monocytogenes.
Perciò le cefalosporine non funzionavano.
- Sei sicuro ? Lo avrebbero visto con la rachicentesi. - Sì.
Ci ho messo ore a trovarlo.
E' un piccolo patogeno in basse quantità, ma lui è immunodepresso.
- Come se l'è preso ? - Carne cruda.
E' un amante della tartare. Credo che dovrà cambiare macellaio.
- Ampicillina e gentamicina per endovena. - Già date.
- Quanto ci vorrà, Doc ? - Funzionerà, sei stato bravo.
- Giro visite ? - Giro visite.
- Grazie. - Prego.
Che succede ? E' stato il farmacista, ha fatto qualcosa ?
Marti, non ti ho mai vista reagire così.
Ti ha molestata ?
Tu lo sai che per qualsiasi cosa ci sono
ti ascolto e sono qui per parlare.
Tanto te lo dice lui, se non ci esco. Io non ci esco con quello.
Ti sta ricattando per uscire con lui ? Stai scherzando ?
Scusa, che cosa hai paura che dica ?
Sono stata bocciata, Ric, di nuovo.
- Non ce la faccio a laurearmi, non ci riesco. - Okay.
E' un esame, no ? Stai prendendo la seconda laurea, quindi...
Io non sono laureata in Medicina.
Come "in Medicina" ? Aspetta, scusa, non sto capendo.
E' per colpa di Patologia Sistematica 3.
La prima volta che l'ho dato mi hanno bocciata.
Da quel momento è un inferno.
Studio, ho un attacco di ansia e mi bocciano...
- Stai lavorando in ospedale? - E' stato un errore!
Mi hanno assunta per il Covid e si sono scordati ! Cerco di rimediare !
Hai fatto una cosa gravissima ! E' un reato ! Devi dirlo subito !
Non ci riesco ! Distruggerei tutto quanto !
I miei genitori si sono indebitati !
Chi se ne frega ! Siamo medici !
Lavoriamo con la vita delle persone, è imperdonabile !
Ascoltami bene.
O lo dici tu o lo dico io e senza neanche chiederti di uscire.
Guardami !
Stalle lontano, è chiaro ?
Se ti rivedo ancora, ti spacco la faccia e sono armato.
Vai, dài.
Ehi, Lancillotto, mi dicono che il tuo paziente si è svegliato.
Wow !
- Mmm... - Bentornato, che ti piaccia o no.
Riccardo ti ha salvato la vita.
- E' una meningite da Listeria. - Tu la chiameresti "influenza".
Alba è stata fortunata ad averti.
Anche io.
Però da ora in avanti dovrai fare a meno di noi.
- Che cosa vuoi dire, Giorgio ? - Che mi rimetto in sesto.
Che diamine, non sono poi così vecchio
ma comunque troppo
per essere la persona che frequenti di più dopo il lavoro.
Riccardo, tu devi riprendere in mano la tua vita.
Io sono sicuro che se Alba fosse qui
ti direbbe le stesse cose.
- Comincia da quella ragazza. - Quale ragazza ?
Grazie per il consiglio, ma quella no.
Ho smesso con le colleghe.
Scusa, se dici che te ne vuoi andare...
Non me ne vado più.
Ho capito che ci morirò qua dentro da internista.
Allora, bisogna festeggiare perché il vostro tutor è tornato.
- Non se n'è mai andato, ha fatto finta. - Sì.
Come quando tu hai finto di saperti staccare dai social.
No, sto solo studiando. Tra poco ci sono le Regionali.
- O i cinesi non votano ? - Simpatico.
- Basta che non votino Bramante. - Chi è ? - Un ex medico.
Punta tutta la campagna sulla sanità.
Ha anche dei social media manager fichi, online va fortissimo.
Non gli credete, io lo conosco.
Sembra che anche lui conosca noi, Doc.
- Cioè ? - Se senti le sue interviste
le frasi che usa, la scelta delle parole
sembra che abbia parlato con i nostri pazienti.
L'accesso non autorizzato. Potrebbe essere stato lui ?
Pensi che sia possibile ?
- Perfetto. - Bene, non cambierà mai.
Già. Sono contenta che rimani.
Al lavoro.
- Bramante, Agnese ? Sul serio ? - Di che parli ?
Capisco farsi una storia con lui, ma vendergli le storie dei pazienti?
Se questa storia viene fuori, il mio reparto chiude !
L'ospedale è a rischio ! Perché lo hai fatto ?
Ti ha ricattato ?
Hai ancora una storia con lui, per questo stai divorziando.
L'ho fatto per te, Andrea.
- Che stai dicendo ? - Non ti ho detto la verità.
Volevo proteggerti dai tuoi ricordi, ma io non ce la faccio più.
Portami a casa e ti dico tutto.
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