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Original subtitles

Aveva un'energia vitale incredibile. Ne ero affascinata.

E non è stato facile per lui qui.

Ha attraversato il mare, mezza Africa,

e niente di quello che gli era stato promesso si è avverato.

Penso che Driss stesse scappando da qualcosa o da qualcuno.

Abbiamo tre mesi di ritardo con i bonus. I ragazzi non ce la fanno, non ti seguiranno.

E tu? Tu sei dalla mia parte, no?

- Cazzo, è Micka. - Zoé!

- Pronto? - È dolce tua figlia.

- Che vuoi? - Smettila di rompere i coglioni con la tua diga.

Pensi di poterti occupare di questo psicopatico?

Vermeiren non è venuto?

No, doveva venire ieri, ma mi ha detto che aveva parlato con lei.

Driss, vieni qui!

- Buongiorno, coach. - Smettila di chiamarmi coach. Tieni.

Ho un regalo per te.

Che c'è?

Non ti piacciono le scarpe?

- No, sono molto belle, ma... - Ma cosa?

Coach, si tratta del bonus.

Mi avevi detto che mi avresti dato i soldi oggi.

Soldi... sempre soldi. È questo che vuoi?

Sì, coach.

Sei fatto così, eh? Avanti, provati le scarpe.

No, non sono fatto così, coach.

Mi servono davvero, devo mandarli alla mia famiglia.

Capisco. Capisco tutto io.

Sì... sì.

Ma non ho soldi. Non posso pagarti.

Bisogna vincere le partite per questo!

Per questo ti servono delle scarpe buone.

Avanti, provale.

Ma, coach, sono troppo piccole. È un 35, io porto il 43.

Tagliati il piede, allora.

Scusa, coach... tagliarmi il piede?

Sì.

Forza, tagliatelo.

Avanti! Tagliati il piede! Avanti, taglialo!

Forza!

Così!

Sì! Tagliatelo!

- Papà! - Sì?

Ho fame.

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Traduzione di Hanna Lise e Tilc Nori

Le mostrerò dieci immagini.

E lei mi dirà cosa le fanno venire in mente, ok?

Pensa che sono pazzo davvero, è così?

No, non penso sia pazzo.

È un test proiettivo. Lo facciamo con tutti, lo sa bene.

Risponda spontaneamente, con mente aperta. Senza sforzarsi.

Iniziamo?

Cosa pensa quando vede questa?

Non lo so.

Su.

Si rilassi.

Abeti.

Una foresta di abeti.

Ispettore! Vermeiren ha lasciato il suo telefono qui.

- Andava di fretta, evidentemente. - Non dare l'allerta.

Potrebbe passare da qui. Lo aspettiamo.

Lo fai tu. Lo aspetti qui.

Ok.

Che lavoro di merda il poliziotto... ma quando smetti è ancora peggio.

- Posso fumare qui, va bene? - Sì.

Allora adesso ti interessa il calcio?

- Sì. - Davvero?

D'accordo, chi è il tuo truffatore?

Ronald Vermeiren.

Gioca ancora a calcio?

- Allena la squadra locale. - Immaginavo.

Giocava in difesa per il Lierse. Non era granché.

Ci abbiamo messo un po' a prenderlo.

- Beh, che vuoi sapere? - Tutto.

Il calcio rappresenta il 50% di tutte le scommesse sportive del mondo.

400 miliardi.

Attrae per forza tutte le mafie del pianeta.

Mi spiego: all'inizio, si puntava seriamente.

Un terzo sulla vittoria, uno sulla sconfitta, uno sul pareggio.

Così, qualsiasi cosa accadesse,

recuperavi il 66%. Ottimo per riciclare il denaro.

Poi hanno capito che sarebbe stato ancora meglio sapere in anticipo il risultato.

Quindi, oltre a riciclare i soldi,

hanno cominciato a moltiplicare le puntate per due, tre, dieci. Ed è degenerato.

- Soprattutto in Cina. - Perché in Cina?

Scommettere sul calcio cinese è illegale lì, per questo puntano all'Europa.

Piccoli club in serie minori, preferibilmente, perché non interessano a nessuno.

- Club con problemi finanziari. - Come quello di Heiderfeld.

In genere corrompono diverse persone,

allenatori, difensori, portieri, arbitri.

Pensi Driss possa essersi fatto corrompere?

Vulnerabile, lontano da casa, pagato male... è il profilo perfetto.

I giocatori africani sono il target ideale.

Si prendono cura di lui, diventano amici.

Poi gli offrono soldi, parecchi soldi.

Il ragazzo non è nella posizione di poter rifiutare.

Truccano una partita, che problema c'è? E poi non può tornare più indietro.

Lo tengono per le palle.

Ok.

Sto cercando di immaginare dei clan cinesi a Heiderfeld.

No, gli asiatici non vengono qui.

Beh, raramente. Hanno agganci in tutti i paesi.

In Belgio sono gli albanesi.

Entrano in contatto con i calciatori e non li lasciano in pace.

Pensi che potrebbero arrivare ad uccidere?

Quelli hanno combattuto in Kosovo. Sono capaci di tutto.

Scarabeo.

- Sykarxes? - Sì.

7... 14...

22...

Cos'è "sykarxes"?

È... un animale, un topo piccolo.

66... 144.

- Non esiste, non è francese. - Sì, è francese.

Non significa niente.

Sì, significa qualcosa: un piccolo topo.

- Markus, "sykarxes" è francese? - Beh, non si sente spesso, ma...

Passami il dizionario. Adesso controlliamo.

Syk, syk, syk...

Apri la bocca, aprila!

Sai leggere? Sykarxes! Sentito? Piccolo topo.

Mi senti o no?

Tutto bene?

Zoé?

Entro, ok?

- Posso entrare? - Sì.

Ci ho messo tanto a fare pipì.

- Allora? - Non so, bisogna aspettare.

No, cazzo, no!

Merda!

Niente panico.

Non preoccuparti, andrà tutto bene.

Zoé, andrà tutto bene. Stai calma.

C'è un centro a Bouillon.

Aperto... il lunedì.

È lontano da qui?

No.

Ehi, non preoccuparti. Verrò con te, ok?

Zoé, non sei da sola. Andrà tutto bene.

Ok?

Cazzo, è Micka.

Non rispondere.

Non rispondere.

Pronto?

Sì, sono a scuola.

No, manca un'insegnante. Sono in mensa con delle amiche.

Sì.

Sì, ti amo anch'io.

Dai, continuiamo a cercare. Ok?

I computer di Bruxelles erano lenti Ma questi che sono? Preistorici?

Lo so. È già tanto che abbiamo l'elettricità.

Scusi.

Ho parlato con la moglie di Vermeiren al telefono.

Beh?

È andato a prendere la figlia a scuola.

Doveva portala a casa alle 13 ma non è arrivato.

- Forse è in ritardo. - È quello che pensavo, ma...

Lei si è spaventata visto che l'ha chiamata la polizia.

Ha iniziato a piangere, era inconsolabile.

Vermeiren vede poco la figlia. Sono in causa per la custodia, e...

...ha paura che possa fare qualche stupidaggine.

Oh, merda.

Pronto, mamma?

Non lo so, mamma. Non ne ho idea.

Te l'ho detto, non lo so. Mamma, sto lavorando.

Sì, i broccoli vanno bene. Benissimo.

No, non qui. Non preoccuparti, mangio quando torno a casa.

Mangio quando torno a casa.

De... devo andare, mamma. Devo andare.

Un bacio, mamma.

Non riesco a smettere di pensare a Driss.

Ci penso tutto il tempo.

Lo immagino di notte nel bosco. È orribile.

Sai... penso fosse nei guai qui al club.

Al club?

- Ciao, coach. - A domani, ragazzi.

Che vuoi dire?

Non so...

Forse ha visto qualcosa che non doveva vedere.

Di cosa parli?

Ci sono cose strane.

- Dobbiamo parlare alla polizia. - No, non parliamo del club con loro.

Penso che lo farò.

Ah, sì?

Non parlare del club alla polizia, ok? Non parli con nessuno, tieni chiuso il becco!

- Chiaro? - Certo, sì.

A domani.

Sai che non posso fare niente senza mandato, normalmente.

- Quello che ho fatto per te è illegale. - Adesso hai pure una coscienza?

Basta con le stronzate, fammi vedere cos'hai.

È un numero tedesco, una SIM prepagata.

Non c'è contratto, per questo la Deutsche Telekom non può fornirci il nome.

Mi sembrava troppo facile.

Quello che posso dirti...

è che le chiamate sono passate tutte per il ripetitore A4456.

- Dov'è? - Aspetta...

4456...

Les Epioux.

Les Epioux?

- Il segnale arriva così lontano? - Sono più potenti i ripetitori lì.

Nelle Ardenne hanno un raggio di 10 km, a volte 15.

Così tanto?

Bene. Stampami una lista di tutti quelli che vivono lì.

Non mi spetta farlo.

E questo? Questo ti spetta?

Ti do un'ora.

Non capisco, Rudy.

- Nessuno di loro vive vicino al fiume. - Alain è sicuro.

- Tutte le telefonate arrivano da lì. - Ma è strano.

Deve vivere dall'altra parte della città.

Ma è ossessionato dalla diga.

- Deve avere a che fare col fiume. - Tutti qui lo sono.

Lo so, Rudy, ma alcuni più degli altri.

Se fosse stato Willems, avrei capito. Metà della sua terra sarà inondata.

- Lui ha un motivo. - Beh, non è lui, evidentemente.

Hai un nuovo nemico. Congratulazioni.

Non ho davvero idea di chi sia.

Farò ritardo, devo andare.

Aspetta, dammela.

Ciao!

- Pronto? - Sono Alain.

- Sì? - Penso di avere qualcosa per te.

Dimmi.

- Il numero prepagato tedesco. - Sì?

Il mio amico alla Deutsche Telekom mi ha mandato il file.

- Hai un nome? - Marina Schiller.

- Cazzo. - Cosa? La conosci?

Sì.

- È morta cinque anni fa. - Merda...

- Signor Ruben Bergmans. - Sì?

Qui ha dichiarato che ha passato la sera del 14 marzo con Ronald Vermeiren.

- Non è andato al Carnevale? - No.

- Per niente? - No.

No?

Ha passato tutta la sera col signor Vermeiren?

- Sì, l'ho... - Scusi?

Sì, è esatto.

Cos'è esatto?

Abbiamo passato la serata a casa di Vermeiren.

Cosa avete mangiato?

Cosa ha mangiato a casa del signor Vermeiren?

- Non si ricorda? - No.

Siamo la polizia, signor Bergmans.

Lei è qui per un'indagine su un omicidio.

È una cosa seria, capisce?

Per questo glielo chiedo l'ultima volta.

- Ha passato la se... - No!

- No? - No.

No.

- Non ha passato la serata lì? - No.

- No. - No.

E perché ha detto così, allora?

Me l'ha chiesto il signor Vermeiren.

Il signor Vermeiren?

- Gliel'ha chiesto il signor Vermeiren. - Sì.

Fa male a mentire, signore. Noi siamo la polizia.

La falsa testimonianza è grave.

Ciao, Lucien.

Ciao, Rudy.

Sapevo ti avrei trovato qui.

- Vengo qui tutte le mattine. - Lo so.

Quanto tempo è passato?

A maggio fanno cinque anni.

L'acqua della diga arriverà fin qui.

Cosa farai quando sarà tutto inondato e non potrai più venire?

- Cosa vuoi, Rudy? - Devi smetterla di telefonare alla Fischer.

So che sei tu.

So perché lo fai e lo capisco.

È dura, ma non puoi tormentare la gente così.

Non dirò né farò niente.

Ma devi smettere di telefonare, d'accordo?

D'accordo.

Tua moglie ti amava, sai?

È questo che conta.

Lasciala andare.

Ehi, tigre.

Non rispondi ai miei messaggi?

- Ho problemi di rete. - Ah, sì?

- Che vuoi? - Lo sai cosa voglio.

Una foto del cadavere.

Non posso accedere ai documenti di mio padre.

Cazzate.

- Non so nemmeno se ce ne sono. - Non hai mai visto una serie TV?

Autopsia, scena del crimine...

Ne avrà a centinaia.

Non posso farlo, mi dispiace.

Peccato.

Un vero peccato.

- Metto questa su facebook? - Non posso accedere a quelle carte.

Non posso fare niente.

Tu sei una belva, tigre.

Sono certo che puoi farcela, ok?

Lisbeth, stai bene?

Dov'eri?

Avevamo detto alle 13.

- Mi sono spaventata. - Non mi sono reso conto...

Ti ho chiamato centinaia di volte. Rispondi, quanto ti chiamo!

Non avevo il telefono, l'ho lasciato a casa.

Ronald... ha chiamato la polizia.

Ti stanno cercando.

- Cos'hai fatto? - Niente.

Non ho fatto niente, te lo giuro.

Sai che ti dico? Sparisci.

Sparisci.

Finto corriere?

Albanesi

Peeters.

Posso mostrale una cosa?

Ho analizzato le fatture del telefono di Driss.

Compare molto spesso un numero.

- Trenta chiamate in totale. - Sì?

È Inès Buisson.

So che siete vicini...

Grazie, ma è perché lei gli dava delle lezioni.

Inès l'ha aiutato da quando è arrivato qui. È normale che le telefonava.

Sì, certo, ma mi meraviglia la frequenza. Guardi.

Dunque... ottobre, novembre, dicembre, in media 12 chiamate al mese.

E poi a gennaio niente.

Febbraio, marzo, niente. Fino a quando è morto.

Lo so che non significa niente, ma visto che vi frequentate...

ho pensato di avvisarla.

Ha fatto bene.

Salve, vorrei prenotare un tavolo stasera per due persone.

Peeters. Alle otto.

Grazie.

- Vuole ordinare da bere? - Prendo una birra.

- Avete l'Orval? - Sì.

Ma abbiamo anche Duvel, Maredsous, Grimbergen...

Rochefort, Double Karmeliet,

Triple Westmalle, Double Westmalle, Chimay Bleu...

Prendo un'Orval.

Bene.

Scusi.

Ha mai visto questa persona?

No.

Scusa, non volevo spaventarti.

No, è che ero soprappensiero.

Ti ho preparato il sandwich. Tonno piccante, vero?

- Non l'avevi chiesto così? - Non ho chiesto niente.

L'ispettore Peeters mi ha detto che lo volevi con tonno piccante.

- Non ti piace il tonno piccante? - No, no, è buonissimo.

- Grazie mille. - Ti ho preparato anche della zuppa.

- Ti piacciono le zucchine? - Sì.

Bene, sono del mio orto.

E ti ho portato anche il caffè.

Grazie.

Resto qui con te un po'.

Ok.

Non ti annoi a stare da solo?

No, sono abituato a stare da solo.

Ciao.

Tutto bene?

- Abbiamo fatto dei passi avanti. - Cioè?

Questo ristorante è più elegante del Lunch Garden.

Scusa, non credevo fosse così... vuoto.

Sto scherzando.

Sono davvero contenta tu abbia chiamato.

Sono un po' in imbarazzo per ieri.

- Ma sono venuto io da te. - Lo so.

Ma avevo anche bevuto un po', e...

non pensavo finisse così.

- È stato bello. - Davvero?

Sì.

Non mi hai trovata strana?

Strana? No, perché?

Non so, è stato strano fare di nuovo l'amore con te.

Intendo in senso positivo, ma sei...

- Sono...? - Sei molto più...

Come dire, hai più peli, sei più... robusto.

- Certo, non ho più 18 anni. - Lo so.

Ascolta, lascia stare. Non saprei esprimermi, comunque.

Sospettava davvero di tutti al paese.

Deve essere stancante, sospettare così di tutti.

Stare sempre in guardia.

Possiamo smettere, ora?

Sono stanco.

Naturalmente.

Ci vediamo domani.

Vuole dirmi qualcosa?

No... no, niente.

Secondo me sì. Mi dica.

Mi chiedevo se fosse incinta.

Non deve rispondere.

Sì, lo sono.

Quattro mesi. È femmina.

L'ho messa incinta.

- Prego? - Inès, l'ho messa incinta.

Quando?

Quando eravamo ragazzi, ad Heiderfeld.

Eravamo troppo giovani. Decidemmo di non tenerlo.

E dopo, me ne andai.

Non ci siamo visti per più di vent'anni.

Grazie, basta così.

Posso farti una domanda su Driss?

Certo. Che vuoi sapere?

Eravate amici?

Relativamente, sì.

Ti chiamava spesso?

Sì, quando dovevamo organizzare gli appuntamenti.

E siete rimasti in buoni rapporti fino alla fine?

Sì. Perché lo chiedi?

Perché a gennaio ha smesso di chiamarti.

Cosa...

Ho visto le fatture del telefono di Driss.

Lo scorso autunno ti ha chiamata cinque o sei volte alla settimana.

E da gennaio, neanche una telefonata. Perché?

Cosa stai... indaghi su di me?

No, ma ho visto il tuo numero su quelle fatture.

- Non ci credo... - Inès...

- Per questo mi hai invitata qui? - Inès, sono dalla tua parte.

Non è contro di te, è per lui. Cerco di capire, tutto qui.

Ho investito molto in quella relazione.

Ci vedevamo due o tre volte alla settimana. A volte tutti i giorni.

Parlavamo molto di lui, del Togo, della sua famiglia.

Pensavo che Driss si stesse innamorando di me.

Un giorno cercò di baciarmi.

Provai a chiarire le cose, ma...

se non ha capito, o non ha voluto capire, non lo so.

Ma si arrabbiò.

Era quasi aggressivo,

allora decisi di tagliare i ponti con lui.

Ero molto affezionata a lui.

Ma non era amore.

Gelato al litchi?

Grazie.

- Pronto? - Abbiamo Vermeiren. È in custodia.

Devo andare.

È importante, è per lavoro.

Mi... mi dispiace.

Perdonami.

- Che sta dicendo? - Niente, è ubriaco.

Avanti.

- Tienilo fermo, René. - Sì!

È completamente ubriaco.

Che c'è?

Dov'eri venerdì 14?

- A casa. - No, non eri a casa.

Dov'eri?

Ero a casa col mio amico Ruben.

Abbiamo parlato col tuo amico Ruben.

Lui si ricorda diversamente.

Allora...

dov'eri?

Ehi!

Dov'eri? Perché non sei venuto alla prova della grafia?

Non potevo.

Ero con mia figlia.

C'era del sangue nel tuo bagno.

Sono caduto.

Basta con queste stronzate.

È vero, sono caduto.

Ascolta, sappiamo delle partite truccate.

Sappiamo dei cinesi, di Driss. Sappiamo tutto.

Quindi dicci dov'eri venerdì 14.

A casa.

Passerai la notte qui, Ronald.

Ero a casa.

Lo giuro, è vero.

Non ho ucciso Driss.

Sai cosa faremo? Io vado a letto. Tu rifletti.

Torno domani e mi racconti una storia migliore.

Buonanotte.

- Voglio telefonare. - René?

Voglio telefonare!

Sì?

Markus, ascolta.

Non so se posso venire per la partita di domani.

- Dobbiamo annullare, Ronald. - No...

No, dobbiamo giocare.

Qualsiasi cosa succeda, dobbiamo giocare.

Ok.

Giocheremo.

- Ok, basta. - Ma...

Pronto?

- Ciao. - Ciao.

- Tutto bene? - Sì.

- Cosa guardi? - Schifezze.

Interessante.

- Fanno schifezze in TV? - Zitto.

Ehi, spostati un po'.

- Hai lavorato finora? - Sì. Beh, più o meno.

- E a te com'è andata a scuola? - Bene.

I corsi sono buoni?

Non molto, specialmente quello di fiammingo.

A Bruxelles facevo schifo. E qui parlo meglio della prof.

Sono esausto, vado a dormire.

- Dovresti andare anche tu. - Guardo altri cinque minuti.

- Vero, non vorrai perderti il finale. - Vai a letto!

Ciao, famiglia! Che dite?

Che dite? Che dite, famiglia?

Ho i soldi, ho i soldi!

Afi, che ti dicevo? Eh, Afi?

Ho i soldi. Ho trovato un nuovo lavoro.

Giovedì vado con questi alla Western Union.

Te li mando giovedì, ok?

La settimana prossima, se faccio la stessa cosa,

te ne mando di più, il doppio. Ok?

Afi, che ti dicevo? Che ti dicevo?

Ti mando un bacio enorme. Afi, bacia mamma per me, ok?

Ehi!

C'è qualcuno qui? Voglio parlare con l'ispettore Peeters!

Ragazzi...

...vorrei indossaste questi oggi in ricordo di Driss.

Al braccio destro.

Giocheremo questa partita per lui.

Non è facile, lo so, e vi ringrazio, ma non possiamo perdere.

Dobbiamo giocare e mettercela tutta.

Avanti, andiamo.

Sono state truccate delle partite a Heiderfeld.

Penso che Driss fosse coinvolto.

È iniziato appena partita la stagione, ad ottobre.

Una domenica mattina, vennero due cinesi alla partita.

Erano con un terzo uomo, un albanese.

Disse che era un recruiter.

Disse a Markus

che i cinesi avevano un club in Kazakistan.

Era vero?

Ne dubito.

Fecero delle foto da lontano.

Non parlavano con nessuno. Quelli non erano lì per comprare.

Erano lì per truffare?

Penso di sì.

Due settimane dopo vidi l'albanese che gironzolava nel club.

Lo vidi parlare con Driss al parcheggio.

Tentai di parlare con Driss, lo avvertii.

Conosco questa gente, conosco i loro metodi.

È mafia, sono pericolosi.

Ma dopo di ciò, Driss non fu più lo stesso giocatore.

Forza, ragazzi, per Driss!

Ok.

Diciamo che tu non sei coinvolto.

Dov'eri quella notte?

Ero al Musketeer. È un bar.

C'è stata una rissa e mi sono ferito ad una gamba.

- Tutto qui? - Sì.

Perché non l'hai detto prima?

Perché ero ubriaco.

Sono stato sobrio per 18 mesi. È la condizione per vedere mia figlia.

Per favore, non dite niente.

Se il giudice sa che ho bevuto,

non rivedrò più Lisbeth.

E ho bisogno di vederla, è l'unica cosa che mi rimane.

E com'è fatto questo finto recruiter?

È un po' più basso.

Sì, aspetta.

Il mento più piccolo.

E le sopracciglia più scure.

- Cos'hai fatto? - Cosa?

Kevin, ti ho visto. Ti ho visto.

- Visto cosa? - Hai perso la palla tre volte.

Potevamo evitare quel gol.

Allora perché non li hai fermati?

Sei con loro?

- Con chi? - Merda...

- Ivo, sei fuori. - Hanno ucciso Driss, Kevin!

L'hanno ucciso!

- Uccideranno anche te. Devi smetterla! - Lasciami!

Mento più piccolo.

- Così? - Sì.

E più scuro... sì, così.

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