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Precedentemente...
Ho appena parlato con Melody. Vuole rimanere.
Gro, avevamo un accordo. Domani devo andare al lavoro e per lei è un giorno normale.
È mia sorella, deve stare con noi.
Gro si sente ispirata,
e adesso vuole stare solo con Robert e Melody.
Mi hanno offerto un lavoro di ricerca.
- Eccezionale! Proprio quello che sognavi. - All'università di Wageningen.
In Olanda?
Ok...
Lasciami in pace, cazzo!
- Calmati, ora. - Tu non puoi comandarmi!
C'è Villads di là.
- Cos'è questa roba? - È parte di un'installazione.
Volete mettere quella roba nell'acqua potabile?
È un colorante innocuo.
Quindi, ora volete irrompere in una centrale di pompaggio?
E vi manca gente a fare il palo?
Allora vi aiutiamo noi.
Non puoi picchiare la gente!
Malik, che fai?
- Dove sta succedendo questo? - In tutta la zona.
Porca puttana, cazzo!
- Aiuto! - Che succede?
Che cazzo? Non toccate. Potrebbe essere pericoloso.
"L'acqua rossa non è pericolosa. Il Comune vende la nostra acqua."
"Quello non è pericoloso?". Guarda.
Non lo hai colpito tu, lo sappiamo tutti.
Qualsiasi cosa dica la guardia, è circostanziale.
- Quindi non può essere condannato? - In principio, no.
- Tu che dici, Malik? - Va bene.
Seguiteci, per favore.
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Traduzione di SUSI
- C'è nessuno? - Sono arrivati.
- Ciao, Malik. - Ciao.
Che bello vederti. Come va?
- Ok. - Sono contento che tu sia fuori.
- E l'accusa? - L'accusa di violenza è stata ritirata.
- Ne siamo sicuri? - Sì.
La guardia ha visto Malik solo diversi minuti dopo essere stato colpito.
Ha visto altro?
No. Ci prova, ma non riesce a dare una descrizione precisa.
- Ok. Perfetto, allora. - Sì. È eccezionale.
Hai fame? Ti abbiamo preparato qualcosa da mangiare.
No, grazie. Sono a pezzi. Non ho chiuso occhio.
No, no. Va bene. Ti abbiamo liberato un letto,
se vuoi riposarti.
Sei proprio tosto.
Hai fatto le valigie?
No. Le faccio ora.
Te ne dovevi andare, appena rilasciavano Malik.
- Lo faccio. - Ma...?
Voglio salutare Melody, prima di partire.
Emil, Gro ha già cambiato i programmi tante volte.
Non puoi aspettare lei. È necessario che tu te ne vada.
- La guardia non deve vederti. - Sto andando.
- Sarà così strano senza di te. - Ci stai ripensando?
- Non te la senti di mandarmi via? - Sì, sì. Ce la farò.
Non è quello. In fondo ci vediamo già fra un paio di settimane.
- Sì. Meno male. - Che cavolo ci fa quello?
Sembra uno dei miei. Come ha fatto a uscire?
- Mi aiuti? - Sì.
- Se lo aggiri da quella parte... - Sì.
Piano. Piano. Piano! Gli fai paura.
Tu stai fermo qui, io gli giro intorno e lo spingo verso di te.
Dobbiamo spingerlo in un angolo.
Piano. Niente movimenti improvvisi.
Tienilo di là, io lo tengo di qua.
Cazzo, come è agitato.
- Dovevi prendere la roba nel magazzino? - Sì.
- Siamo in ritardo. - Vedrai che ce la facciamo.
Signe? Se n'è andato. È uscito fuori.
Ma cazzo! Quello è un altro!
- Io devo andare, se no perdo il volo. - Certo.
Che dici? Chiedo a uno degli altri di portarmi?
Tieni.
A presto.
- Buon viaggio. - Sì. Stammi bene.
Potresti dire agli altri se vengono ad aiutarmi?
Sì, certo.
È venuto per di qua.
Ce ne sono altri quattro. Come hanno fatto ad uscire?
Dobbiamo arrivargli il più vicino possibile.
Emil, fermati, e Lea può...
Se riesci, falli venire di qua.
Bene, così. Sì.
- Fuggono nel campo. - Fermiamoci un attimo.
Lea, perché non li prendi davanti?
Emil e Lea, se lasciamo uno spazio, riescono a uscire.
- Emil, ce la fai lì? - Sì. È possibile.
- Emil, hai paura? - Ma mi mordono!
- Guarda che mordono, se si arrabbiano. - Ti fanno una gran paura!
Non è certo il migliore da mandargli dietro.
No. Ci sono anche i cardi qui. Porca puttana!
- Li mandiamo verso di te, Lone. - Ci sei, Lone? Bloccali.
- Dagli la mela. - Ma non la vuole.
No! Non li lasciate andare verso Jensen.
- Li vedete? - Ehi?
- Avete bisogno di qualcosa? - Scusa, ma mi sono scappati i maiali.
- Ah, che disgrazia. - Sono qui.
Tirali fuori dai miei campi, prima che si mangino tutto.
Certo.
Ce ne sono altri due, qui.
Prendiamo prima quelli.
Piano, piano, così non si mettono paura.
- Hai chiuso? - Chiudi, Lea.
- Accidenti, che lavoro! - Grazie dell'aiuto.
- Non c'è elettricità. - Allora è per questo che scappano.
Controllo la centralina.
- Emil? - Sì.
Guarda qui. L'hanno distrutta completamente.
- No, no, no! - Chi cazzo l'ha fatto?
Qualcuno che pensa che sia coinvolta nella storia dell'acqua rossa.
- E perché dovrebbero pensarlo? - La gente non è scema.
Lo sanno tutti che i ragazzi stavano qui.
Oppure è stata la guardia. Certa gente non perdona facilmente.
Ripariamo noi la centralina e cancelliamo quello.
- Tu non preoccuparti. - Lo devo dire a Karin.
Non puoi lasciar perdere?
Prima o poi lo verrà a sapere. Tanto vale che glielo dica subito io.
Ok. Cerchiamo qualcosa per lavarla.
Gro? Ciao.
All'ufficio mi avevano detto che ti avevano vista. Allora sei tornata.
Non sono tornata. Do solo un'occhiata a un paio di cose.
Siamo felici di averti qui. Ciao.
- Mi fa piacere vederti. - Altrettanto.
Che opera, eh? Accidenti, sono sulla bocca di tutti!
Scrivono di loro da ogni parte. È fantastico.
Sì, vero.
Gro, ho pensato che magari...
...potremmo riprendere a collaborare con loro. Non eravamo pronti.
È chiaro che hanno qualcosa da dire.
Ti penti di averli buttati fuori a calci?
Eh, no. Non sono stato solo io a decidere.
- No. - Guarda, ci ho pensato su,
e ho la netta sensazione che non dovremmo lasciarci scappare quest'occasione.
C'è di sicuro un qualcosa che dobbiamo catturare.
- E se anche tu potessi prendere parte... - Non hanno più bisogno di me.
- Non c'ero quando hanno lavorato all'opera. - Ok, ma comunque...
- Delle risorse possono sempre fargli comodo. - Vero.
E poi, pensavo, sarebbe bene se qualcuno si occupasse delle patate bollenti,
perché lavorano un po' al limite.
È vero, ma credo che ci pensi Frederik ad aiutarli.
E hanno anche Lone.
In questo caso, due avvocati sono certo meglio di me e te, messi insieme.
Sì. Ho anche ricevuto una richiesta dalla ArtHouse di Kiel...
Sarebbero molto contenti di parlarti di un evento speciale.
- Quando ho finito, lo faccio sapere. - Ok. Pensavo lo dovessi sapere.
Sì.
Cos'è?
Solo un'idea che mi è venuta.
Per qualcosa che vuoi fare tu?
Ok.
Chissà, forse, a un certo punto, te la faccio vedere.
In via confidenziale.
Non è detto che ne faccia qualcosa.
- Ne sarei onorato. - Bene.
Signe, si calmerà. Deve solo riprendersi.
Lo spero.
- Vuoi che venga con te? - No. Va bene.
Ecoterroristi?
Lo cancelliamo. Ci danno una mano gli altri.
- Sono tutti? - Sì, li ho contati.
Chi è andato sul campo di Jensen?
Quei due scuri e anche quei due là, penso.
- Quelli? - Quelli lì.
- Hanno mangiato qualcosa? - Mangiato?
Sì. Hanno mangiato qualcosa delle coltivazioni di Jensen?
Non lo so. Forse un po'.
- Porca puttana! - Ma Karin. Hanno mangiato davvero poco.
Scusa, ma tu sei un'esperta?
Nah...
Signe. Non possiamo lavorare insieme così. È assurdo.
Sono stati dei cretini, mica io.
I ragazzi se ne vanno fra un paio di giorni.
Ok, cocchi.
- Quando cazzo sono venuti? - Deve essere stato ieri notte.
Lo prendi tu?
Non vuoi andare a casa a riposarti?
- È tutto a posto. - Sei sicuro?
- Ciao. - Ciao, Lone.
Che cazzo è successo, Emil?
Viene via?
- Che succede? - Che ci fai qui?
Hanno convocato un'assemblea straordinaria al centro sportivo.
Ci sono alcuni che vogliono che il tuo contratto con la mensa venga rescisso.
- Perché? - Sono furiosi per la storia dell'acqua.
Stai scherzando.
Ti sorprende davvero?
Non possono annullare gli accordi. Abbiamo un contratto.
Ole dice che, se c'è la maggioranza, si può fare.
- Quand'è? - Stasera.
È Jensen.
Ci vogliono almeno 50 firme, quindi non è solo Jensen.
- Senti. Vieni là e scusati. - Per qualcosa che non ho fatto?
- Allora vieni a dire che ti dispiace. - E il magazzino? A chi dispiace di quello?
Forse, se ci avessi pensato prima, non ti troveresti in questa situazione.
È la tua unica opportunità. Vieni e mostragli la Signe che conoscono.
Fagli capire che ti dissoci da tutto quello che è successo.
Dai. Ci vediamo là.
Ciao.
Dagli retta.
No?
Signe?
L'avete letto? "Signe Larsen dà vitto e alloggio a violenti
che mettono a repentaglio la sicurezza di tutti." Sono fuori di testa!
Si comportano come se li avessero minacciati di morte.
Che faccio?
Digli che non vivi qui da molto tempo.
Si sono arrabbiati, perché gli hai dato alloggio.
Nessuno è stato ancora accusato o condannato.
- Perché dovrebbe punirli Signe? - A loro non importa affatto.
Non credo.
- Se ce la giochiamo bene, capiranno. - È un incubo.
- Vuoi che venga io? - Sì. Buona idea.
- Grazie. Ma tu li hai aiutati. - No. Io ho vissuto in casa.
Posso testimoniare che tu non c'eri. E che non sei coinvolta.
- Vengo anche io. - Ok.
Emil, vieni un attimo con me.
Che c'è?
- Quand'è che te ne vai? - Non posso andare via ora.
Invece sì. Devi. Come deciso.
- Non può andare là da sola. - Ci penso io.
È il mio lavoro, no?
Questa storia della guardia mi fa star così male.
Non puoi farci nulla, ora.
È dura andarsene. Non so quando rivedrò Melody.
Né come è la situazione con Gro.
Sì. Al momento le cose sono così,
ma parleremo con Gro, quando tutto sarà più tranquillo.
Ho provato a parlarci, ma non capisce. Non mi ascolta.
- È una discussione che ha bisogno di tempo. - Ne ho un sacco, di tempo.
Sì, ma lei forse no. E tu non puoi permetterti di essere riconosciuto.
No.
- Quando parti? - Dormo a Copenaghen fino a domani.
Andrà tutto bene.
Buon viaggio.
Ciao! Già finita la riunione?
Hanno firmato il contratto.
Bene.
Che fai?
Sto solo guardando del materiale.
- Questo è per te. - Per me?
Accidenti! Ma ci si può guardare attraverso.
L'hai fatto tu? Ma che bello che è!
Sto proprio andando a Grønnegård.
- Ora? - Sì.
Devo cercare della roba, e...
Beh, a Emil manca Melody.
Vengo anche io?
No, la lascio là e torno.
- Che doveva fare? - Non lo so.
- Vieni, Lone? - Sì. Arrivo.
Rispondo, un attimo. Ciao, Solveig.
Tranquilla. Che vuoi dire, cosa sto combinando?
Ora non posso, Solveig. Devo andare a una riunione al centro sportivo.
- Sono pronta. - Sì, ma Frederik è al telefono.
Devo riattaccare. Ora riattacco.
Ti telefono quando è finita. Ciao.
- Scusa. - Va bene.
- Che era? - Sembrava uno sparo.
Ma non c'è nessuno che spara, ora.
- È uno sparo. - Bisogna che vada a vedere.
Voi andate, ci vediamo direttamente là.
Karin? Karin, che diavolo fai?
Li ho liberati nel bosco e li ammazzo.
- Perché? - Perché sono velenosi.
Non possiamo venderli. Almeno moriranno felici e contenti.
Non sappiamo se hanno mangiato tutti dal campo di Jensen.
No. È proprio questo il problema. Che non lo sappiamo.
Se vendiamo un maiale da allevamento etico e si scopre
che non è del tutto biologico, sarà un bel problema. Dovremo chiudere.
Questo è uno spreco. Non sei razionale. Non puoi sparare ai maiali, così!
È proprio il contrario. Spostati.
Addio, piccolino.
No! Cazzo!
Questo deve andare qui.
- Grazie mille. - Ciao.
Ciao.
Come va?
Ho appena parlato con Kim. Voleva riprendervi.
Alla Kunsthallen?
- Sì, siete nelle sue grazie, ora. - Già.
È fuori di testa.
Come ti va?
Bene. E a te?
Bene.
- Hai visto Emil? - No.
Potrei chiederti di andarlo a cercare, insieme a Melody?
- Ma certo. Non è un problema. - Ho delle cose da fare.
- Vieni. - Ti porti la sacca?
Allora andiamo su, a cercarlo in cucina. Emil?
Emil, dove sei?
Ciao.
- Ah. Eccoti qui. - Quando siete arrivate? Dov'è Melody?
Ti sta cercando, insieme a Nick. Hai una motosega?
- Che fai? - Devo partire.
- Quando? - Ora.
- Dove vai? - In Portogallo.
Ho provato a chiamarti, ma non rispondi.
Ok. E quando torni?
Fra due settimane, al più tardi. Così comincia negli Orsetti scout.
- Gli Orsetti? - Sì.
Uniscono i gruppi e ne fanno uno grande.
Si trasferiscono nel nuovo edificio. Te l'avevo detto.
- Fra 14 giorni? - Sì.
Non è... cioè...
Robert ci ha invitate in Germania. Sua figlia compie 15 anni.
- Mi porto Melody. - No, non puoi.
Deve esserci dall'inizio. Hanno organizzato le attività.
È la prima volta che vengo invitata, Emil. È importante.
I figli di Robert sono contentissimi di conoscere Melody.
Saremo tutti nella casa estiva.
Non puoi! Lei non vede l'ora di cominciare.
Inizierà a farsi degli amici.
Li conosce tutti! Possiamo farla cominciare dopo.
No. Non si può.
Senti. Se per te è così difficile,
ce la porto io. Quando torno a casa.
Incredibile!
- Tanta gente, eh? - Sì. Sei un argomento popolare.
- Hai scoperto che era? - Sì. Un'esercitazione.
- Entriamo? - Grazie.
- Non c'è bisogno che tu sia nervosa, ok? - Va bene.
Basta che tu non cominci con la mensa. E non nominare l'azione.
Parla solo del fatto che sei cresciuta qui. Di tua madre, tuo padre e i tuoi amici.
- Ciao, mamma. - Ciao, tesoro.
- Stai bene? - Sì.
- Ciao, Lise. - Ciao.
Ciao.
Oh, no!
- Ignoralo e basta. - Frederik. Ciao.
Frederik?
- Solveig, ora non è il momento. - Dobbiamo parlare.
Ora sto aiutando Signe. Non puoi irrompere in questo modo.
Hai intenzione di difendere tutte le schifezze che avete fatto?
Non mi toccare.
Secondo te, come si sentirà tuo figlio quando scoprirà che eri implicato?
Non ero implicato.
Ti ho visto. Hai ricominciato con le tue fissazioni!
- Non possiamo stare qui a chiacchierare. - Pensi che non verrà fuori?
Andiamo dentro.
- Calmati, ti prego. - Allora?
Vivi con loro. Li tiri fuori di prigione.
- Devi darti una calmata. - Picchiate la gente.
- Ma che cazzo fate? Siete dei criminali. - Solveig!
Non hai intenzione di prenderti nessuna responsabilità?
- Hai un figlio. - Tieni fuori Villads da tutto questo.
Frederik?
Dolce Frederik.
Solveig, lascia perdere.
Pensi di stare con Hannah, quando sei con loro.
Ma non è possibile.
Non è possibile.
Non la riavremo più.
Mai più. Mai più.
Allora. Questa è una riunione generale straordinaria dell'ultimo momento
perché alcuni vorrebbero rescindere il contratto di collaborazione fra Signe Larsen
e la mensa.
Benvenuti.
E, Signe, hai chiesto di avere la parola per prima. Prego.
Grazie, Ole.
Sì. In questo centro ci sono cresciuta...
...con mio padre, che ha giocato e ha fatto l'allenatore, qui, per la squadra,
sin da prima che io nascessi,
e mia madre, che ha sempre lavorato qui, gratis.
Quindi, questo centro lo sento come una seconda famiglia.
Per questo per me è importante continuare la collaborazione
con la mensa e il centro sportivo, per preparare cibo sano e buono
per tutti, a prezzi bassi.
L'acqua rossa ha spaventato anche me.
- Ci ha rovinato i cavoli. - È stato un atto vandalico.
Hai ragione. E io sono contraria a questo modo di fare le cose.
- E allora perché vivono a casa tua? - Che?
Perché vivono a casa tua?
Gli ho dato il permesso di vivere nella mia fattoria, perché ho posto.
- Ma stanno per andare via. - C'è vernice rossa ovunque. La vediamo.
- Perché sono ancora là? - Perché non hanno dove andare.
Quindi non ti importa niente che ci hanno rovinato il bagno nuovo?
Non ti importa che a mia figlia sia venuto uno sfogo sulle braccia?
Ehi!
Se avete qualcosa da dire, aspettate il momento del dibattito. Ok.
Non si può condannare chi non è neanche stato denunciato dalla polizia.
Hanno colpito Verner. Questo non vale niente?
La gente che è a casa mia è pacifica.
Frederik, tua figlia è morta stando con loro. Non sono poi così pacifici.
Chi l'ha detto?
Come fai a proteggerli? Ma che famiglia siete?
Non sapete niente della nostra famiglia.
- Ma che cazzo di gente siete? - Lasciali perdere, Signe.
- Hannah è morta in un incidente. - Smettila, Signe.
Era molto più coraggiosa e intelligente di alcuni di voi.
Hannah, lei... Frederik.
Frederik...
Che diavolo volete, eh?
Hannah lottava per quello in cui credeva. E lo fanno anche i suoi amici.
- E voi che fate? Borbottate. - Stai calma.
- Suggerisco di smettere ora. - Sì, è...
Signe, finiamo ora, ok?
- Qualche obiezione? - No.
Allora procediamo con la votazione.
Vieni. Bevi un po' d'acqua.
Solo un goccio d'acqua. Bene.
Non sei ancora partito?
Gro, ho molti problemi con il modo in cui procedono le cose.
So bene che vorresti più struttura e regole precise.
Stai parlando della vostra vita, ora.
Sì.
Tipico.
Tutto gira intorno a te. Vedi solo te stessa.
Eppure, chi è quello che vuole regole precise?
Non è certo Melody. Insieme siamo state benissimo.
Mi fa piacere.
Non puoi semplicemente lasciar perdere?
Non c'è bisogno che il mondo sia così piccolo.
Forse il mio mondo è piccolo. In effetti mi sono sentito un po' solo,
mentre tu te ne stavi alla Kunsthallen, e Frederik era negli USA.
Voi non c'eravate. C'ero io, qui.
Beh, mi dispiace che ti sia sentito così.
Non è che mi sono sentito così. È stato così.
Ora invece la vuoi per te, e io vengo tagliato fuori del tutto.
Non ti importa un fico secco di tutto quello che abbiamo costruito.
E forse hai anche ragione, ma io non ce la faccio.
E puoi farlo. Sei tu ad avere la patria potestà.
- Non posso fare il genitore in questo modo. - Ma di che parli?
Forse sono io quello che ha un problema, ma non ce la faccio.
Non posso darle quello che vorrei.
Non posso stare dove vorrei.
Smettila di essere così drammatico. Emil...
- Ora lo farai tu. - Che vuoi dire?
Signe la prende il lunedì. Se ti serve una babysitter,
con Lea si trova bene.
Emil, aspetta un attimo.
Emil. Fermati.
Vorrei prenotare un taxi
all'incrocio fra Ågaden e Langkilde. Sì, grazie.
Ehi.
- Allora ci vediamo fra due settimane? - Forse.
Che vuoi dire?
Ti telefono.
Bene. È stata presa una decisione,
con una maggioranza di più di due terzi a favore
dell'annullamento dell'accordo con Signe Larsen.
Non c'è stata infrazione, quindi ci sono tre mesi di preavviso.
Certo, Signe. Ci sono tre mesi di preavviso.
Andrà tutto bene, Signe. Gioca le tue carte.
Signe? Mi spiace per Frederik,
ma spero che tu la consideri una lezione.
Una lezione?
Non puoi pensare di insegnarci come dobbiamo vivere le nostre vite,
quando hai i colpevoli in casa.
Cerca di controllare le tue bestie e te stessa.
- Perché tu, invece, hai tutto sotto controllo? - Faccio quello che posso.
Tu vai in giro a promettere il mondo, ma non hai il becco di un quattrino.
Hai raccontato in giro che stai per fallire?
Non hai pagato la tua quota nel centro. Hai il nome sulla placca...
solo perché il consiglio ti compatisce.
Andiamocene. Su.
- Chi si vede! - Ciao.
- Che bello vederti! - Ciao, amico.
- È un sacco di tempo. - Come stai?
- Bene. Vieni a salutare mia moglie. - Ti sei sposata? Sul serio?
Questa è la mia bellissima moglie, Angie.
Questo è il mio amico, Emil, che ho conosciuto in Brasile.
Piacere.
- Ciao. Emil. - Emilia.
- Vuoi sederti? - Grazie, volentieri.
- Hai fame? - Da lupi!
- A che giocate? - A poker. Sai giocare?
- Sì. - Bene.
- Oddio. È stato violento. - Sì.
Ehi? Gro? Scusa, ma mi ha aperto una ragazza.
Che bello incontrarti! Mi chiamo Vikram Bhardwaj.
Non sono Gro. È mia sorella.
Oh. Davvero? Tua sorella?
Le ho mandato molte email ma non mi ha mai risposto,
quindi sono venuto senza annunciarmi.
Hai fatto bene. Io sono Lone.
Sono un avvocato e sono interessato ai suoi progetti artistici.
Quello in Groenlandia. E ora ce n'è anche uno rosso.
- È possibile parlare con lei? - La sua macchina è fuori, quindi...
Vediamo se la troviamo. Vieni con me.
Attento alla testa.
Forse avremo fortuna. Gro?
Strano. Non so dove sia, ma la troveremo.
Attento qui.
- Forse è meglio se vengo domani? - No.
- Hai fame? - Sì.
Vediamo se troviamo qualcosa, qui.
Ah, ecco.
Così.
Ci manca qualcosa.
- Stappo il vino. Ne vuoi un po'? - Sì, grazie.
- Ho esagerato con Jensen? - Un po', non ti pare?
Devo fargli capire che non può prendermi in giro. Mi sta rovinando l'azienda.
Già.
Signe ha dei problemi con un vicino.
Sai una cosa? Non c'è niente da fare. Impossibile cambiare qualcosa che è successo.
- Non si può cambiare il passato, no? - Vero.
- Non sarà meglio che torni domani? - No, no, tranquillo.
- Dov'è Frederik? - È con degli amici.
Pitu è uno degli artisti.
Ha lavorato al progetto sulla Groenlandia e a quello dell'acqua rossa.
Pitu, questo è Vikram. Sarebbe interessato a parlare con te.
- Pitu. - Piacere, Vikram.
Ciao, Robert.
- Perché Emil se n'è andato. - Gro, vieni qui.
L'ultima volta che se n'è andato in questo modo, è stato via quattro anni.
- Gro? - No, no. Sono qui, va tutto bene.
Va bene. Sì. Ti telefono domani. Ciao.
- Che fai? - Una vasca per gli uccelli.
- Davvero? - Sì.
- È una cosa che fai con Emil? - Sì.
- E gli uccellini vengono a bere? - Sì.
Così gli uccellini vengono a parlare con Thomas.
Piangi, Gro?
Sì, un po'. Solo un pochino.
Mi manca il mio papà.
- Lo sai chi è? - No.
È anche il tuo papà. Era lui che abitava qui.
È Emil?
Buonanotte.
- Quindi lavori per un gruppo indipendente? - Sì. Abbiamo un ufficio in Bruxelles.
E perché siete interessati alla Groenlandia?
Stiamo raccogliendo del materiale sulla compagnia mineraria Argus,
ma non è ancora ufficiale.
Ok. Interessante.
Grazie della cena, Lone.
Perché non lo porti in una camera?
- Dove? - Ci sono un sacco di stanze.
Non c'è bisogno che cerchi un albergo, vero, Signe?
No, infatti.
- Pitu ti trova una camera. Ok? - Ok.
- Grazie mille. - Di niente.
- Diamo un'occhiata ai conti? - No, aspetta! Gli ci vuole un asciugamano.
Tanto vale che lo faccia subito. È carino, no?
Non puoi prendere e sparare ai maiali, così.
Non c'erano alternative.
C'erano un sacco di altre possibilità.
Sei come tutti gli altri.
E come dovrei essere, allora?
Come dovrei essere? Uguale precisa a te?
Mi sono fidata di te. Che cretina che sono stata.
Aksel ha detto che hai una figlia.
È per questo che non la vedi? Perché non vuole essere come te?
Non menzionare mai mia figlia. Capito? Mai.
Io parlo di quello che voglio.
Ho le mie opinioni e ho la mia vita.
E mangio quello che cazzo voglio io. E faccio vivere qui chi voglio io.
- Buongiorno. - Giorno.
Grazie.
- Dov'è Villads? - Ai giochi della gioventù.
- Dove? - Nello Jutland.
Non ne sapevo niente.
Preparo la colazione.
- Non è così fredda. - Sì, invece.
- È gelida. - Secondo me, va bene.
- Dov'è che devi andare? - Portogallo.
Ho proprio bisogno di andare via.
- Un viaggio più lungo? - Forse.
Per me basta.
Allora?
È proprio un piacere vederti.
Altrettanto.
Mi prendo un caffè.
Emil. Scusa.
Vieni a casa, per favore.
Hai ragione. Sei tu quello adatto per Melody.
Non voglio perderti di nuovo.
- Vieni? - No. Troppo freddo.
No, non è vero.
Dai, Emil!
Oddio, è fredda! Cazzo se è fredda!
È fredda. Avevi ragione, è gelata.
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