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Il paziente non respira più. Fede, tracheostomia.
- Sì. - Ci siamo solo noi qui, forza.
[BATTITO CARDIACO ACCELERATO]
- Quella era un'arteria. - La pressione cala. - Tampona.
Tampona.
[BATTITO CARDIACO ASSENTE]
Okay, debriefing.
Il paziente è morto.
Forse era presto per una simulazione complessa.
Sono 20 minuti che vi cerco.
Vi pregherei di tenere i cellulari a portata di mano.
Toglierebbe un po' di realismo alla simulazione, no ?
In reparto c'è un paziente urgente vero.
Tu con Bonvegna, gli serve una mano con il database dei pazienti.
Andiamo, forza.
- La prossima volta andrà meglio. - "La prossima volta" ? - Certo.
Riproveremo finché non ci riuscirai, è fatto apposta. Tranquillo.
- Non sembri tranquillo. - Questo va nella valutazione del semestre.
- Bella idea ha avuto Fanti. - E' per aiutarci.
Quando mai dovrò fare una tracheostomia ? Mai.
- Perché ti preoccupi tanto ? - Se non esco con il massimo dei voti
mio padre mi lascia qui altri sei mesi o peggio.
Sai quanti ne ho di eredi pronti a farmi le scarpe ?
Che ne sai tu ?
Sento scottare dappertutto. Scotta troppo.
Prima che ti sei ustionato per davvero non sentivi niente.
- Come è possibile ? - Come si è ustionato ?
Ha preso una teglia bollente senza guanti e non sentiva nulla.
- Lavorate insieme ? - Sì, in panetteria.
- Lui è il titolare e io sto al banco. - Si sieda, per favore.
- Ah ! - No, non si riesce. La devo sedare per visitarla.
Vi prego, datemi qualcosa e poi lasciatemi andare.
Così non va da nessuna parte. Devo farle degli esami.
Non ha capito, se non apro, perdo l'incasso.
Tre giorni così e chiudo del tutto la panetteria.
Come fa ad aprire, scusi ? Lo vede anche lei come sta.
Vuole che chiamiamo qualcun altro, un parente o una compagna ?
Trova una compagna con i miei orari. Ho un forno.
Sto lì dentro sei giorni a settimana, giorno e notte.
Dateci qualche minuto e torniamo.
- Vuoi che chiami tuo fratello ? - Non ci pensare neanche. - Va bene.
Il paziente confonde caldo e freddo.
Certi punti sono ipersensibili, altri insensibili.
- Di che si tratta ? - Neuropatia sensitiva ?
- Acuta o cronica ? - Per il paziente è una novità, quindi acuta.
- Cause possibili ? - Il diabete, una malattia autoimmune.
- Una patologia ematologica. - Poi ?
- Una malattia infettiva. - Chiedevo a lui.
Sappiamo poco per una diagnosi differenziale.
Ne sapremo di più dopo qualche esame.
Fate sangue, Tac total body, chiedete un consulto a Neurologia
e fate screening per le malattie genetiche associate alla neuropatia.
Lentini si deve difendere da solo.
Se lo proteggi fuori dalla stanza, a che servono le simulazioni ?
Hai ragione, dicevo solo che dovremmo visitare meglio il paziente
prima di ordinare esami. - Ci riesci ?
Dacci il tempo di capire se possiamo dargli qualcosa.
Immagino che tu abbia tanti impegni.
- L'unica cosa che dovrei fare è parlare con Agnese. - Di che ?
- Il database da presentare alla Marabini non è pronto. - Di questo.
- E' domani sera. - Sì. - Non sapevo che si facesse ancora.
Io e Agnese ci siamo andati per qualche anno, poi abbiamo smesso.
Il concorso lo fanno ancora.
Il primo ricordo è tornato ascoltandone il vinile.
Quindi domani sera vuoi andare.
- Con Agnese. - Non osi chiederglielo.
E' la tua vita e devi fare il possibile per recuperare la memoria.
Una giornata insostenibile, non ne uscirò vivo.
Se vuoi una foto di Riccardo, basta che ti fai un profilo social.
- Non guardavo nessuno. - Sì.
E la Giordano non ci ha chiesto 200 esami.
- Per un anno non hai detto a nessuno che non hai una gamba ?
- Sì. - Come facevi ? In pratica, non so, dove ti cambiavi ?
Qui ! Arrivavo prima degli altri.
Non è difficile tenere un segreto, se nessuno sospetta niente.
Come hai fatto a tenerti dentro una cosa così ?
Ecco, se potessi tornare indietro, direi subito tutto a tutti.
- E' il database per le storie dei pazienti ? - Sì.
- Per quando lo vuole la Giordano ? - Per ieri.
Non ce la farò mai, non ho il tempo di metterci la testa.
E' Cesconi, c'è un paziente per noi.
Non ce la farò mai, Giulia mi ucciderà. Andiamo.
Hai avuto un attacco ischemico dopo attività fisica intensa.
La Tac non ha rilevato aree ischemiche.
- Ci racconti come è andata ? - Gioco a pallanuoto.
Stamattina ho fatto un provino a Genova per la Pro Recco.
- E' una delle squadre più forti, complimenti. - Grazie.
Da una vita aspettavo un provino così.
Tornando in treno mi sono sentita male e sono finita qui.
Stanno arrivando i miei genitori.
E' stata un'ischemia cerebrale transitoria, la chiamiamo Tia.
- E' molto rara alla tua età. Bevi, fumi ? - No, assolutamente no.
- Sostanze ? - Le pare ? - Domande che facciamo a tutti.
Scusi, è che studio Scienze Motorie e mi alleno tutti i giorni.
Non ho tempo per queste cose. Faccio una vita un po' noiosa.
- Fai una vita sana. - Perché mi è successa questa cosa ?
E' molto facile avere un'embolia.
Basta un trauma al petto o un'immersione azzardata.
- E' successo. - Se è un embolo o un trombo, la cosa si è risolta.
Per questo la Tac non l'ha vista. E' andata bene.
Acido acetilsalicilico. La teniamo in osservazione.
- Ti facciamo vedere dal cardiologo. - Entro domani esco ?
- Non vorrei perdermi l'allenamento. - Vediamo come va.
- Ah ! - Ti fa male questo piede ? - Sì.
Stamattina ho preso una gran botta, sott'acqua succede.
- Proprio sulla gamba che mi fa male da un po'. - "Un po'" quanto ?
Dipende.
A volte faccio fatica a camminare e prendo antidolorifici.
- Non è niente, è un vecchio strappo che non passa. - Da quanto ?
Qualche mese.
Potrebbe essere la malattia di Raynaud.
- E' tipica nelle donne tra i 15 e i 30 anni. - Non spiega l'ischemia.
Potrebbero essere due eventi indipendenti.
- Non sono comuni, è improbabile che non siano collegati. - Beh ?
Io sono bello e bravo. E' improbabile, non impossibile.
Se fosse la malattia di Buerger ?
Una vasculite che colpisce uomini fumatori sopra i 35 anni ?
- Tre cose che Laura non è ? - E' improbabile, non impossibile.
- Spiega tutti i sintomi. - Buerger ha senso.
- Facciamole l'Abi. - Eh ? - L'Ankle-brachial index.
Un esame per verificare la differenza di pressione tra arterie.
- E' utile. - Bastava dire "Ankle-brachial index".
[VIBRAZIONE DEL CELLULARE]
- Scusate, devo rispondere, mio padre sta poco bene. - Vai.
Hai visto ? E' impossibile !
- E' in contatto con un medico che le fa le diagnosi. - Magari è brava.
- Perché è sempre al cellulare ? - Ha un fidanzato molto innamorato.
Mi raccomando l'Abi, se hai capito che è.
Ankle-brachial system... Index.
- Andrea, che ti serve ? - Come hai fatto ?
Sei l'unico che non bussa mai. Allora ? Che ti serve ?
Il concorso per cori è domani.
- Lo so. - Ci andiamo insieme come una volta ?
Come quando ci stavamo separando, vuoi dire ?
O le volte in cui ci siamo andati da separati ?
- Era così insostenibile che abbiamo smesso. - Lo so.
E' una cosa che facevamo insieme.
Ho avuto il primo ricordo con quel disco.
Stesso posto, stessa poltrona, stesso camice.
Forse rivivendo il concerto mi tornerà tutto
ma devo farlo nello stesso modo, con te.
Ti prego, è la mia vita.
La tua vita è qui, in questo reparto, con queste persone.
- Ciò che ricorderai ti farà solo male. - Voglio che mi faccia male.
- Non sai di che parli. - E' mio figlio. - E' anche il mio.
Non ho bisogno di venire al concerto.
- Penso a Mattia ogni giorno. - Anche io e rivoglio tutto di lui.
Sei fortunato ad avere dimenticato quello che hai passato per Mattia.
Vai in giro a tormentare le persone che ci hanno messo anni a superarlo.
Lasciami in pace.
- Scusi. - Sì ? - E' il professor Fanti ? - Sì, Doc, salve.
Sono Bernardo Maggi, cerco mio fratello.
- Mi hanno detto che è nel suo reparto. - Sì.
- Venga. - Grazie.
- Prego. - Grazie.
No... Tu che ci fai qua ?
Vattene ! Lo hai chiamato tu ?
- Sì, ho pensato... - Hai pensato male.
Oh, ti ho detto di andare ! Non ti voglio vedere !
Non ti vedo da tre anni e sei il solito stronzo.
- Che è successo tra voi due ? - Che le importa ? - Curiosità.
Possiamo darci del tu ?
- Okay, vorrei visitarti, se possibile. - Piano, eh.
- Ho ancora male dappertutto. - Ci provo, promesso.
- Guardami. - Okay.
Ultimamente hai fatto qualcosa di insolito, tipo un viaggio ?
- Sai come funziona una panetteria ? - Ci si sveglia presto.
Un po' più che presto. Mi sveglio alle 23, panifico tutta la notte.
La mattina sto in negozio.
- Torno a casa e dormo. - Sembra molto dura. - Lo è.
Ma mi piace.
(farfugliando) Era il lavoro di mio padre, ci sono cresciuto.
- Mal di testa ? Ti succede spesso ? - No.
Vai a dormire il pomeriggio. Per farlo ti aiuti con qualcosa ?
Beh, qualche sonnifero.
Vorrei vederli. Sono qui ?
- Perché non lo hai detto subito ? - Che cambia ?
Senza questi non dormo.
- Questi sono barbiturici, non sono sonniferi. - Quello che è.
Ho provato di tutto, non funziona niente. Ho provato anche l'erba.
- Chi te li prescrive ? - Un amico, un cliente.
Forse ti mandiamo a casa.
- Matteo abusa di barbiturici per dormire. - Un'intossicazione ?
La neuropatia è un sintomo raro, ma è possibile.
Sì e ha sonnolenza, difficoltà ad articolare la parola
irritabilità, sintomi tipici.
Potevi aspettare il tossicologico.
Con i tagli che ha chiesto la Marabini, volevo fare più in fretta.
- Liberiamo un letto. - Aspetteremo il tossicologico.
- Appena arriva, iniziate la disintossicazione epatorenale. - Sì.
Hai parlato con Agnese ?
Sì, ma è un no, non verrà.
Tranquilla, troverò un'altra vela.
- Ehi, tutto okay ? - Paziente difficile. - L'amnesico ?
- Tu ? Stai bene ? - Sì, bene, tutto bene.
- Sicuro ? - Sì, sto bene, grazie.
[NOTIFICA DAL CELLULARE]
- Ci saranno conseguenze ? - Intanto verifichiamo la diagnosi.
Ditemi se posso continuare a giocare.
La pallanuoto è tutta la mia vita.
Se è Buerger, non è guaribile, ma curabile.
Se ti alleni bene, puoi tornare a giocare.
Nelle ultime ore il dolore è aumentato a livelli...
Non so come tu abbia fatto a resistere tanti mesi.
Vedevo il fisioterapista ogni giorno, non era preoccupato.
I dottori ci hanno detto che era solo un brutto stiramento.
Purché passi, qualunque cosa sia.
[VIBRAZIONE DEL CELLULARE]
- Mi hanno presa ! - Brava !
- Alla Pro Recco ? - Sì ! Vado a chiamare il mio allenatore.
- Piano. - Devo dirlo a...
- Papà. - Sta avendo un altro attacco ischemico.
Laura, vieni giù con me, piano, guardami.
Guardami, Laura.
Dove sei ? Ti ricordi dove sei ?
Prova a dirlo ! Laura, sveglia !
Guardami, Laura !
Si è stabilizzata e l'attacco è passato da solo.
- Il prossimo potrebbe non passare. - E' strano.
E' piena di antitrombotici e non è Buerger.
- Ha la gamba che le fa sempre più male. - Qualcosa chiude l'arteria.
[VIBRAZIONE DEL CELLULARE]
- Ha detto che fa fatica a camminare. - A che pensi ?
Non è strano che nel suo stato riesca ad allenarsi
e a superare un provino con la Pro Recco ?
- E' brava. - O ha un intrappolamento dell'arteria
poplitea compressa per via dei muscoli dei polpacci ipertrofici.
Tesi quando cammina, meno quando nuota.
- Fa più fatica a camminare. - Con la botta presa è peggiorata.
Ric, facciamole l'ecocolordoppler dell'aorta
e tensiometria doppler degli arti inferiori.
Martina, diamole eparina e antiaggreganti piastrinici.
Non dirle niente. Allertiamo Chirurgia.
Se è l'arteria, domani facciamo risonanza e la operiamo. Brava.
L'ha rifatto ! Qualcuno le suggerisce le diagnosi !
- Smettila o inizierò a pensare che ti piace. - E' strano ! - Smettila.
Il tossicologico. I livelli di barbiturici non sono preoccupanti.
Forse abbastanza per un corpo provato dal lavoro. Migliora ?
In effetti sì. La neuropatia è in attenuazione ed è più vigile.
Okay. Come ti senti ?
Meglio. Ho ancora male dappertutto.
Proviamo a richiamare tuo fratello ?
- Perché insisti ? - Tu perché non vuoi rivederlo ?
Ti conviene rispondere, ti prenderà per sfinimento.
Siamo cresciuti al forno con mio padre.
Lui ci ha insegnato il mestiere, noi volevamo continuare a farlo insieme.
- Quindi eravate molto uniti. - Sì.
Poi papà è mancato all'improvviso e Bernardo ha mollato tutto.
Si è rifatto la sua carriera fuori.
Comunque è molto bravo, lavora in uno stellato.
Ha pure vinto un premio.
- Che cos'è ? - Aspetta un attimo, no.
- Oh. - Piano, piano.
- Ehi, due minuti e sono da te. - Sì, certo.
Cesconi, abbiamo fatto in fretta a dimenticare la Giordano.
Bravo, non vedevo questo movimento in reparto dai tempi di Lazzarini.
- Grazie. - Prego. - Buona serata. - A te.
- Ciao. - Ciao.
E' sempre stabile, l'atassia sembra rientrata per ora.
Non basta un'intossicazione da farmaci per spiegare i sintomi.
- Forse era un attacco ischemico ? - Improbabile.
La successione dei sintomi è anomala.
- Un problema neurologico. - Sì. Sembra epilessia secondaria.
Ciò che causa l'epilessia causa la neuropatia.
- Sì, ma non sappiamo che cosa. - Dunque...
Forse è una malattia genetica, ma per lo screening ci vuole tempo.
Intanto vediamo di escludere un tumore.
Fategli risonanza magnetica, elettroencefalogramma
e una visita neurologica più specifica.
- I risultati come prima cosa domattina. - Sì.
Andiamo subito.
Sì.
[DEI BAMBINI CANTANO "WE ALL GO BACK TO WHERE WE BELONG"]
[BUSSANO ALLA PORTA] Sì.
Ehi.
Per ora è stabile e domani avremo i nuovi esami.
Bene, grazie.
Per domani avrò smaltito la roba
e avrò cinque minuti per andare a vedere come sta.
Non è bello per Matteo affrontare tutto questo da solo.
Ha cacciato via il fratello.
Si è sentito abbandonato da lui da anni.
[DEI BAMBINI CANTANO "WE ALL GO BACK TO WHERE WE BELONG"]
[MUSICA SI INTERROMPE]
Il primario non fa mai straordinari. Dài.
- Eccola. - Grazie.
Ah !
Agnese ti ha detto perché non vuole accompagnarti ?
Dice che lo fa per me, che ricordare la morte di Mattia mi farebbe male.
- Forse ha ragione. - Per niente, Giulia.
Io Mattia me lo ricordo vivo.
Sento la sua voce, il suo abbraccio.
E' un dolore che è tutto qui, sempre.
Intorno c'è un vuoto che non riesco a riempire con nient'altro.
Credo che ricordare mi aiuterebbe a convivere un po' con il dolore.
Sì, hai ragione, sono d'accordo.
- Vacci lo stesso al concerto. - No, non servirebbe a niente.
Non lo sai, non puoi dire così.
Non voglio andarci senza di lei.
[DIALOGHI NON UDIBILI]
- Guarda che ore sono ! - Avevi altro da fare ? - Sì, tu ?
Io non vedo anomalie. Portali al neurologo, per favore.
- Io intanto sistemo. - Va bene.
- Non ti ho nemmeno sfiorato. - Non ti avevo visto.
- Posso ? - Sì, certo.
- Fai piano, per favore. - Sì.
Quindi non andrai al concerto.
- Buongiorno anche a te. - Lo so che hai paura di soffrire.
Ti sta chiedendo aiuto perché ne ha bisogno.
- Io no. - E' a tanto così dal recuperare la sua vita.
Perché non capisci ? Gli vuoi bene, lo hai aiutato.
Perché no adesso ? Sembra che tu non voglia che recuperi la memoria.
No, sei tu che non capisci.
Per lui non c'è niente di bello da ricordare in quel periodo.
A parte te, ovviamente.
E' per questo che insisti ?
Chi è che ne ha più bisogno, lui o te ?
Voglio solo che sia felice in ogni caso e farò di tutto per aiutarlo.
Lo convincerò ad andare da solo al concerto.
Magari la memoria gli torna lo stesso.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Cesconi ! Dimissioni !
- Come è andata ieri sera ? - Male per colpa tua. - Colpa mia ?
So che in segreto sei innamorato di me
ma sono una donna impegnata ormai. - Ho smesso di vedere Giulia
e ho giurato di non fare come Lazzarini.
Cioè ? Rimanerci sotto per dieci anni ?
- Correre dietro a tutte per non pensare a lei. - Okay.
- Io che c'entro ? - Hai fatto una battuta su Lorenzo.
Ho capito che sto facendo esattamente come lui.
Dopo faccio le dimissioni. Ci vuole tempo per lasciare andare qualcuno.
Cesconi, i risultati di Laura.
E' l'arteria poplitea, aveva ragione Martina.
- Il suo suggeritore. - E' la ragazza della pallanuoto ?
- Dalle sei urla dal dolore e chiede di darle qualcosa. - Ci pensi tu ?
Ho un'arteria deviata, perciò sento un male mostruoso ?
Sì, è nel corridoio muscolare sbagliato.
Da questo dipendono le ischemie transitorie.
- Si può fare qualcosa ? - Sì, signora.
Intanto le facciamo l'antidolorifico morfinosimile.
Ecco. Ti farà stare meglio in attesa dell'operazione.
Ecco. Dobbiamo fare una risonanza ai tessuti per valutarne lo stato.
- Sono poco irrorati da mesi. - Mi operate ?
Quanto tempo impiego a riprendermi ? Quando posso tornare a giocare ?
- E' un'operazione semplice, ti riprenderai presto. - Grazie.
Il neurologo conferma l'epilessia. Eeg e risonanza sono negativi.
Abbiamo neuropatia ed epilessia, ma nessuna causa evidente.
Niente febbre né infezioni. Tac ed esami sono a posto.
Ipotizziamo una malattia autoimmune.
- Aspettiamo lo screening genetico ? - Intanto sento il fratello.
Può aiutarci a ricostruire l'anamnesi familiare.
Magari esce qualcosa.
Non abbiamo malattie in famiglia.
Mamma si è risposata e vive all'estero.
Papà è morto di infarto, ma fumava molto.
Scusi, ma ho un servizio tra un'ora.
Bastava una telefonata, non c'era bisogno di farmi venire.
Pensavo che volessi parlare con tuo fratello.
Gli ho dato una possibilità.
Sì, ma quando ti ha aggredito, era confuso dai sonniferi.
A me ha detto che ci è rimasto male
quando hai deciso di non lavorare con lui.
- Vi ha raccontato questo ? - Sì, perché ? - Matteo mi ha cacciato.
Il nostro sogno era prendere in mano il forno insieme.
- Morto papà, Matteo mi ha tagliato fuori. - Ah.
- Adesso sta male. - Quando è morto papà, stavo male io.
- Matteo mi ha lasciato solo. - E' molto in difficoltà con il forno.
Potresti provare ad aiutarlo lì, in fondo ci siete cresciuti insieme.
In che senso ? Mio fratello lavora un casino, i clienti ci sono.
E' quello che ha detto lui.
Arrivederci.
[VIBRAZIONE DEL CELLULARE]
Caro ! Grazie per avermi richiamato, aspetta.
Potrei andarci da solo, ma non servirebbe a niente.
Meglio, almeno non ricordi quando ti ho distrutto l'auto.
- Non scherzare. - Scusa.
Verrei con te, se non avessi il doppio turno.
- Per favore, chiama la mamma e convincila. - Papà. - Per favore !
- Perché fai così ? - Te lo devo rispiegare ?
Hai detto a mamma "vieni o non riavrò la memoria" ?
- Sì, più o meno. - Ci credo che non vuole venire !
- Che c'è di sbagliato ? - Tu non pensi a Mattia ?
Certo che sì, ma che c'entra ?
Penso che a mamma farebbe piacere che tu andassi per lui e non per te
e per recuperare un passato che non ci sarà mai più.
Dài, su, bambini ! La ciabattina !
Dài, la ciabattina.
[RISATE]
Bravissimi.
- Aiuto ! - Adesso le altre.
Bernardo.
- Che ci fai qui ? - Posso chiederti un favore ?
- Che c'è ? - Ho parlato con il fratello di Matteo.
Non collabora e nemmeno mia figlia.
Non proverà a convincere Agnese.
Forse sa che sarebbe inutile, però tu ci hai provato.
Non ti resta che andarci da solo. Chi può dirlo ?
- Vado da Matteo. - E' in tachicardia ventricolare.
[BATTITO CARDIACO ACCELERATO]
Ciò che ha gli è arrivato al cuore. Fate venire qualcuno da Cardiologia.
Sto messo male, vero ?
Non ci vuole un genio.
- Ti devo chiedere un favore. - Sì. - Fai venire mio fratello.
Me lo prometti ?
[BATTITO CARDIACO ASSENTE]
- E' in arresto. - Il defibrillatore. - Forbici.
- Okay. - Pronti.
Vai.
Sette, otto, nove, dieci. Vai.
Dài !
Spostati, faccio io.
Via tutti ! Scarico !
[BATTITO CARDIACO REGOLARE]
[DIALOGHI NON UDIBILI]
Lentini va formato in un altro reparto.
Uccide un manichino, figuriamoci un paziente.
Fagli un favore, fallo trasferire.
Tanto sa che è qui di passaggio.
Hai deciso di smentire la Giordano oppure no ?
- So quanto vali, non si arriva qua per caso. - No, ha ragione lei.
Non pensavo a questo, quando ho fatto Medicina.
Mi dispiace.
Che gli succede ?
Ho controllato i conti al forno.
Papà ha lasciato un sacco di debiti, forse di gioco.
- Non lo sapevi ? - No.
Per me mio padre era un eroe. Ci ha cresciuti da solo con la nonna.
Avremmo dovuto lavorare anni per ripagare tutti i debiti.
Cioè... è quello che sta facendo Matteo.
- Per questo ti ha cacciato ? - Sì, si è sacrificato al mio posto.
Mi ha fatto fuori e si è preso tutto sulle spalle.
Mi ha spinto a farmi la mia vita.
Io lo odiavo perché pensavo che mi avesse rubato una vita felice.
Quella vita non esisteva, era solo un passato che idealizzavo.
Non c'è nulla di male a desiderare
che le cose tornino come erano quando eri felice.
Sì invece, se non ti fa vivere bene il presente.
Si sveglia, vero ?
Non avevo capito niente.
Se oggi muore, non me lo perdono.
Non hai buttato giù il progetto ? Ti aiuto ?
- No, non mi serve, grazie. - Okay.
A breve arriva la risonanza di Laura.
Ho ordinato un antitrombotico di nuova generazione per lei.
Ho letto che ha meno effetti collaterali.
- Spero che non ti dispiaccia. - No, perché ?
Perché dovrebbe dispiacermi ? E' Damiano il medico titolare.
- Sì, a lui l'ho chiesto, è d'accordo. - Bene.
[SQUILLI DEL CELLULARE]
Lei la deve smettere di suggerire alla dottoressa Carelli !
- Scusi, lei chi è ? - Che fai ?
- Era una ragazzina. - Era Daria, mia sorella !
Vive con me qui a Milano. E' appena arrivata e mi chiama sempre.
Viene dalla Val Brembana, al massimo può suggerire come fare il burro.
Tu sei veramente uno stronzo.
[VIBRAZIONE DEL CELLULARE]
- I risultati della pallanuotista, avverto Cesconi. - Eh ?
Avverto Cesconi !
Anzi... credo che sia il caso di chiamare anche Fanti.
Sì.
La necrosi dei tessuti è troppo avanzata.
Bisogna dirlo alla ragazza.
- Ci penso io. - No, devo farlo io.
Le avevo detto che sarebbe andato tutto bene.
Negli ultimi mesi la gamba è rimasta senza ossigenazione
perché non passava abbastanza sangue.
Negli ultimi due giorni l'arteria è rimasta chiusa.
Sì, infatti il dolore è aumentato a livelli...
I tessuti sono andati in necrosi.
- Sai che cosa vuol dire, Laura ? - Volete tagliarmi la gamba ?
Non è possibile ! Ci deve essere un modo !
No, mi dispiace. Vedrai che con il tempo...
Quale tempo ? Mi alleno da dieci anni per diventare professionista !
Così non mi rimane niente !
Che ne sai tu di che vuol dire non avere una gamba ?
Lasciatemi in pace.
Ric ! Perché non le hai detto che anche tu non hai una gamba ?
- L'avrebbe aiutata a capire. - No, l'ho aiutata di più così.
- Non mi sembra. - Sì.
Ci sono dei pazienti che hanno bisogno di qualcuno da odiare.
- Tu sei disposto a farti odiare in questo modo ? - Sì.
Anche questo vuol dire fare il medico.
Ah, a proposito.
Mi dispiace di avere dubitato di te. Scusa.
- Davvero pensi di andartene ? - Che resto a fare ?
Tra sei mesi la mia valutazione sarà insufficiente. Evito di soffrire.
- Devo lavorarmi mio padre. - Hai tempo per imparare.
- Possiamo esercitarci insieme. - Non è questo il punto. - Qual è ?
Prendete tutto troppo sul serio.
- E' sempre una questione di vita o di morte. - Lo è. - Appunto.
Non fa per me. Ora scusa.
Nessuna anomalia. La causa deve essere un'altra.
Se ci pensiamo ancora, tiriamo giù altre ipotesi
prima che arrivi lo screening genetico. Vuoi che resti ?
Dipende. Stavi andando al concerto ?
- Allora vai, in bocca al lupo. - Crepi.
Non mi aspetto niente, lo faccio per Mattia.
Anche se comunque chi può dirlo, no ?
[DIALOGHI NON UDIBILI]
[DIALOGHI NON UDIBILI]
Cambiato idea ? Hai parlato con Carolina ?
Ho capito che se ti ritorna la memoria
in quel momento vorrei essere con te.
[CANTANO "WE ALL GO BACK TO WHERE WE BELONG"]
- Grazie. - Prego.
Allora ? Qualche ricordo ?
- No. - Mi dispiace.
Non fa niente.
Stasera ho costruito un ricordo nuovo bellissimo.
Sono felice di averlo fatto con te.
[DEI BAMBINI CANTANO "WE ALL GO BACK TO WHERE WE BELONG"]
Che ci fai qui ? Non era mica uno stronzo ?
Lo è, ma spero che si riprenda. Voglio lavorare con lui.
Mah, io veramente non capisco.
Hai una carriera pazzesca
e vuoi lavorare in una panetteria di Turro ?
- Ti sembra strano ? - Vedi tu. - Lì è casa mia.
Sto nel quartiere, cucino per gente che conosco, li faccio felici.
Voglio farlo da sempre. Ce lo avrai anche tu un sogno, no ?
L'idea è prendere lo studio oculistico di mio padre.
Non siamo poi così diversi.
Qui salvate vite, ma un sogno è un sogno.
Mmm.
- Hai dormito qui ? - Come è andata al concerto ?
Bene, è venuta anche Agnese.
Non ho ricordato nulla, ma non importa, i ricordi torneranno.
Non posso vivere aspettando che succeda.
La pallanuotista si è svegliata, ma non vuole parlare con nessuno.
- Forse tu sei l'unico che la può aiutare. - Riccardo ?
Ha detto che non se la sente.
Okay.
Perché non le vai a parlare ? Laura ha bisogno di te.
Per dirle che cosa ?
Alla sua età io ero un ragazzino spaventato
che non vedeva al di là della sua gamba.
Lei è una donna alla quale si è appena infranto un sogno.
Non devi essere il Riccardo di ieri, ma di oggi.
Oggi io sono un medico. Non servono due gambe per fare il medico !
A un atleta sì.
Con che faccia le dico che deve ricominciare a vivere ?
Con la tua. Tu non sei solo un medico.
Sei una persona che è in grado di parlare con le persone
di capirle, di soffrire con loro.
Dipende da ciò che ti è successo a 16 anni ? Secondo me sì.
La tua ferita te la porterai sempre dietro e non è la sola.
Tu sei meglio di così.
La nostra storia non serve a nulla
se non ci insegna a essere le persone che siamo qui oggi adesso.
Vai a fare ciò che sai fare.
Che fai ?
Che vuoi ? Sei venuto a vedere che è un mostro inutile ?
"Un mostro inutile". Inutile per chi ?
Questa è la domanda. Per la tua squadra ?
Perché non puoi aiutarli a fare punti in campionato ?
Sì, mi dispiace.
Però...
Puoi giocare in altri campionati.
Quello che ti ha portata fino a dove sei arrivata oggi
non sono le gambe.
E' questa.
E questo.
Passerai dei mesi terribili.
Avrai voglia di sparire.
Non parlerai più con nessuno, non vedrai nessuno.
- Poi qualcosa cambierà. - Che cosa ?
Un bel giorno ti sveglierai
e ti accorgerai che non pensi più alla gamba persa, alla vita persa.
Questo semplicemente perché ne starai vivendo una nuova.
Questo succederà, te lo giuro.
Questo me lo ha regalato una persona speciale.
Quando è successo a me, io avevo più o meno la tua età.
Tienilo. Prendilo.
C'era un biglietto, quando me lo ha regalato.
Diceva...
"Se non puoi camminare, vola."
Allora tu nuota.
Nuota, Laura.
Chi ha detto che non si può nuotare con una gamba e mezza ?
Scusate, un attimo di attenzione, per favore. Vieni. Entrate.
Mi chiami gli specializzandi, per favore ? Bene.
Grazie, scusate.
Questa è Medicina Interna.
Lavoriamo per salvare la vita dei pazienti e curiamo i loro corpi
ma non solo.
Ogni paziente è unico, è una persona.
Se curiamo solo i loro corpi, guariscono soltanto a metà.
Quindi... ogni volta che indossiamo un camice
ricordiamoci che prima di essere medici
siamo persone che curano persone.
Grazie per avercelo ricordato.
[APPLAUSI]
- Scusate, vorrei farvi vedere una roba. - Certo.
Ho chiesto un consulto a Oftalmologia.
Dall'esame del fundus è risultata una retinite pigmentosa.
Un restringimento dell'iride per l'accumulo di pigmenti.
- Può portare alla cecità. - Lo sappiamo, grazie.
- Come l'hai notata ? - L'altro giorno non mi ha visto
finché non gli sono passato con la mano davanti.
Ha il campo visivo tubolare, gli manca la visione periferica.
La retinite è un sintomo di poche malattie. Non l'avevamo notata.
Bene.
Neuropatia, epilessia, problemi cardiaci
e adesso retinite pigmentosa.
Questi sintomi assieme non hanno senso, a meno che...
La malattia di Refsum ?
- O malattia da accumulo di acido fitanico. - E' rara.
Il corpo non metabolizza l'acido
della carne dei ruminanti e del latte.
Si accumula nei tessuti e compromette i sistemi.
Nervi, encefalo, cuore, occhi.
L'andamento è imprevedibile.
Senza Federico, non l'avremmo scoperto.
Lentini, devo ricredermi per oggi.
- Vai a cambiarti. - Forse si era vestito per l'occasione.
Prima di festeggiare, verifichiamo. Vieni.
Ehi.
E' una bella sensazione, eh ?
Allora ? Vuoi ancora andartene ?
- Quindi si guarisce ? - Sì, ma dovrai fare più dolci vegani.
- Va bene. - A parte gli scherzi, la cura è lunga.
Raramente ci sono progressi nei primi mesi
anzi, all'inizio si tende a peggiorare.
Se è così, devo chiudere.
Tra debiti, fornitori e bollette riesco appena a starci dietro ora.
- Prendo in mano il forno. - Non ci penso neanche. - Zitto.
Ho sempre voluto lavorare nel forno di papà e me lo hai impedito finora.
Ricominciamo da zero, okay ?
- Non sembra un granché. - Sì, sembra il pane che fai senza di me.
[BATTITO CARDIACO REGOLARE]
[BATTITO CARDIACO ACCELERATO] No, no, no !
Dài, dài, dài.
[BATTITO CARDIACO ASSENTE]
Ho finito.
- Che cosa ? - Ho steso il progetto per il database.
Te lo dovevo. L'ho mandato all'ufficio informatico.
Non penso che ci metteranno molto a darci il programma.
- Grazie. - Grazie a te.
Oggi ho scoperto che non basta essere un bravo medico.
Bisogna essere anche una persona vera.
Tu lo sei.
Allora ? Come va in ospedale ?
Hai conosciuto qualche nuova collega ?
No, nessuna.
- Giornata pesante ? - Lavoro in ospedale, lo sono tutte.
- Non essere drammatica. - Mentire sempre lo rende più difficile.
Potevi pensarci prima di mollare Medicina a un esame dalla laurea.
Tieni duro, okay ? Se ti scoprono, ci tocca tornare in valle entrambe.
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