Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
[donna] Le consiglio un ciclo di 30 giorni per perdere sei chili.
È una ditta olandese di grande prestigio. Confezioni da sei bottiglie
che arrivano direttamente dall’Olanda.
Grazie, arrivederci. Buona giornata.
[cellulare squilla]
Ehi! Ma che fine hai fatto?
Io devo uscire, faccio tardi!
E sì, devi fare sei confezioni da sei entro stasera.
Ma quale truffa, tutta roba naturale.
Dai, tu muoviti a tornare perché Sofia non ha le chiavi.
[liquido viene versato]
[vociare indistinto in lontananza]
[ragazzo] Marianna? Hai visto Sofia?
Dovevamo vederci.
È andata via. Aveva dimenticato qualcosa in palestra.
Perché non vuole più parlare con me?
Dai, Ludo. Non ricominciare.
Se la senti, dille di chiamarmi.
[voci indistinte]
Sig.ra Cosa. Buongiorno.
[sig.ra Costa] Mi scusi, ma devo parlare con il professor Visca.
- [Visca] Buongiorno. - [sig.ra Costa] Buongiorno, professore.
Professoressa, come procede?
Nessuno si avvicina.
Penseranno che sono contagiosa?
No. Non si preoccupi. L'orario di ricevimento è ancora lungo.
[uomo] Buongiorno.
- [uomo 1] Arrivederla, sig. preside. - [uomo 2] Arrivederla.
Ehi, sono a casa.
Me ne sono andata perché ora non mi vogliono nemmeno più parlare.
Ti rendi conto, che gente bassa!
Va be', menomale che almeno i ragazzi mi adorano.
Ci sei?
Fabrizio?
[voce femminile al telefono] Il cliente da lei chiamato
potrebbe avere il telefono spento o non raggiungibile. Si prega di...
[tuoni]
Perché ti è venuto in mente di venire qua? Vattene.
Ma se ero d'accordo con Sofia di venire a quest'ora per parlare con te.
Mi ha detto che ti avvisava lei.
Non te l'ha detto?
La aspetto qui fuori, se vuoi.
Senti, Sofia non la vedo da giorni. Non voglio più vedere nemmeno te.
Hai capito? Vattene.
[tuoni continuano]
[pioggia forte]
[clacson]
[forte colpo]
[Andrea] Ehi. Allora...
A quanto pare è stato travolto da un pirata della strada.
- Ispettore, lei è Valeria Ferro. Il capo. - Salve.
È del commissariato di zona. E lui è il tizio che l'ha trovato.
Giù, in macchina, c'è la moglie.
Professoressa di italiano nello stesso liceo del marito.
È al sesto mese di gravidanza.
[Luca] Ispettore.
È ridotto male.
[Andrea] Fabrizio Cardani, 40 anni. Professore di educazione fisica.
[Gerardo] Nessun testimone.
La pioggia ha lavato via tutte le tracce.
Non ci sono neanche più i segni della frenata.
Se nessuno ha visto niente, non so come lo troveremo.
Avete controllato se Cardani veniva da quell'albergo?
[tutti] No.
Voi restate qui, andiamo io e Andrea.
[Valeria] Prima, però, devo parlare con lei.
[Valeria] Signora, sono l'ispettore Valeria Ferro. Squadra mobile di Torino.
Mi perdoni, ma non mi è stato detto il suo nome.
Antonella Paris.
Sig.ra Paris, lei sapeva perché suo marito si trovava qui?
Sa se aveva un appuntamento?
No. Io pensavo di trovarlo a casa.
Sono tornata prima del previsto, e lui non c'era.
Ma ha provato a chiamarlo?
Sì, ma non ha risposto.
Suo marito, di solito, che mezzo usa per spostarsi?
Una moto nera. Però a casa non c'è, e nemmeno il casco.
Grazie, sig.ra Paris. Per il momento è tutto.
[Valeria] Andiamo a vedere se troviamo questa moto.
[vociare indistinto]
- [Valeria] Buongiorno. - [uomo] Buongiorno.
- Stiamo cercando Fabrizio Cardani. - Cardani?
[rumore della tastiera]
No. Non risulta.
Sa dirmi se era qui per la convention medica? Per l'asta di domani?
So solo che devo ispezionare tutte le stanze
che danno sul parcheggio qui davanti.
Ce ne sono alcune occupate, alcune libere.
Devo vederle tutte.
Vi faccio subito accompagnare.
[uomo] Questa è l'ala ristrutturata.
Su questo piano, l'unica libera è lì in fondo.
[bip]
[uomo] Prego.
[uomo] Oh, Signore!
Chiama il medico legale e la scientifica.
[Andrea] Valeria?
La ragazza è minorenne.
Se la stanza risulta libera, qualcuno li ha fatti entrare di nascosto.
Voglio un elenco di tutti quelli che hanno accesso alle stanze.
Mi ammettono al club.
Lorena mi ha fatto una presentazione fantastica,
- avresti dovuto sentirla. - Se tu sei contenta.
Guarda che non è una cosa da poco, eh.
Tu non ti rendi conto. Aspetta che lo sappia Sofia.
Ho riprovato a chiamarla, ma c'è sempre la segreteria.
Non le hai ancora consegnate?
Eh, tu mi hai detto di prepararle, non di consegnarle.
No. Le aspettano stasera. Lo stesso posto dell'altra volta. Cosa devo dirti di più?
Comunque sbrigati, che fai ancora in tempo.
Dopodomani c'è la cena sociale per le nuove ammissioni.
- Giacca e cravatta, naturalmente. - Scusa, e io cosa c'entro?
Non ne voglio nemmeno discutere.
Sai quanto tempo è che aspetto di entrare dentro quel club?
Appunto, tu. Mica io. Scusami, eh. Poi non è un club solo femminile?
Non siete tutte donne in carriera?
Sì, ma queste sono attività che coinvolgono anche la famiglia.
E poi non vedo perché una donna di successo non debba avere marito e figli.
Non mi puoi lasciar da sola. Nessun marito lo farebbe.
Comunque è l'ultima volta che prendo un permesso in ufficio per il tuo lavoro.
[cellulare squilla]
È Sofia.
Sofia, non puoi immaginare. Indovina?
Scusi, con chi parlo?
Chi è?
[porta cigola]
[tono tastiera digitale]
[Sofia] Non ci sono. Lasciate un messaggio.
[tono tastiera digitale]
[uomo] Ciao.
[Marianna] Non hai fatto la spesa?
Le mele. Sono andato al mercato.
Mi sono fatto la giornata, dalle cinque di stamattina.
Quanto ti hanno dato? Te li sei già giocati?
[sospira] No, Marianna. Eh.
Senti, dammi tregua, però. Non è facile nemmeno per me.
Comunque, forse la risolviamo. Ho messo in vendita la cascina.
Certo, non è che ci si ricavi chissà che.
- La mamma non voleva venderla. - La mamma. La mamma non c'è più.
[tonfo]
Suo marito si trovava in una delle stanze dell'albergo
con una studentessa del vostro liceo.
Sofia Baldi.
Con Sofia?
E perché?
Suo marito è caduto dalla finestra.
Il motivo ancora non lo sappiamo, ma l'impatto è stato...
...violento.
È riuscito a rialzarsi, e a camminare per un po'.
È probabile che, in uno stato confusionale,
abbia preso una direzione a caso. A quel punto...
...un pirata della strada...
E Sofia che cosa ha detto?
Anche Sofia è morta, professoressa.
Ha sbattuto la testa contro uno spigolo.
Lei ha mai avuto sentore di una possibile relazione tra suo marito e Sofia?
Qualche comportamento strano negli ultimi tempi?
Qualsiasi cosa, anche non direttamente riconducibile a Sofia.
Perché dice che avevano una relazione?
C'è qualche segno di rapporto tra di loro?
No. Ma Sofia non era vergine.
Date le circostanze, è un'ipotesi che dobbiamo verificare.
Vi state sbagliando.
Fabrizio non era...
...quel genere di persona.
Se c'è un'altra spiegazione, la troveremo.
Stia tranquilla.
[ragazzo] Marianna?
Sei già stata a casa di Sofia?
No, perché?
Marianna, Sofia è morta.
- Come, è morta? - È stato Cardani.
Li hanno trovati insieme, ti rendi conto?
Cardani?
Non ci posso credere.
[motore dello scooter parte]
[piange]
[passi si avvicinano]
[donna] E se fosse vero?
Antonella, per favore.
Non sarai tu a trovare le risposte.
Adesso non è la cosa più importante questa.
Ma sì che lo è, mamma. Se fosse vero, cosa dirò a sua figlia?
Che ho vissuto per anni accanto ad un uomo che non conoscevo? Che ero cieca?
- Che sono pazza? - No, amore, non sei pazza.
E Fabrizio, forse, semplicemente... non era più l'uomo che conoscevi.
Le persone cambiano.
Ma non così tanto.
Non può essere.
- [rumore di vetri rotti] - [insieme] Ah!
[madre] Ci sono dei ragazzi con lo scooter.
Li riconosci?
No.
Vado a prendere per pulire.
Perché gli facevi usare le stanze dell'albergo?
Chi dice che sono stato io, scusi?
Anche se non risultano chiamate recenti, sul telefono di Sofia c'è il tuo numero.
E allora?
Sei l'unico di quelli che hanno accesso alle stanze
con un collegamento con uno di loro due.
[Valeria] Secondo te possiamo mai credere ad una coincidenza?
Non mi costringere a rilevare le impronte sulla chiave che aveva Sofia.
Gliel'hai data tu, no?
Io volevo solo farle un favore.
L'ho conosciuta qualche sera fa in un bar. Ci siamo scambiati i numeri.
Non c'eravamo mai neanche sentiti.
Oggi viene da me in albergo e mi dice che non sa come fare,
che vuole vedere il suo fidanzato, che non ha un posto.
Che si è ricordata che io lavoravo lì.
- Io le ho dato una mano. - [Valeria] Le hai dato una mano?
- Una minorenne con un quarantenne. - Lui non l'ho visto.
Mi sono fidato.
Che ne sapevo che andavo a mettermi in questo casino?
[Andrea] Ci sono due telefonate di Sofia a Cardani negli ultimi sei mesi.
Viceversa, nessuna.
- [Valeria] E-mail? - [Luca] Nessuna.
Beh, un po' poco per due che avevano una relazione.
Dipende. Si vedevano comunque ogni giorno. Telefono e mail erano un rischio.
Poi lui era il suo professore. Doveva stare più che attento.
Sì, ma lei era una ragazzina.
Su questo diario c'è di tutto. E...
...neanche una frase in codice, una date cerchiata con un cuore,
un disegno allusivo. Niente. [bussano alla porta]
[Gerardo] Ho i risultati dell'autopsia. Confermato trauma cranico per lei.
Ha battuto la testa ed è morta sul colpo.
Il professore, invece, di sano non aveva più niente.
Secondo il medico, sarebbe morto comunque per le lesioni dovute alla caduta.
Anche se qualcuno fosse andato a prenderlo e lo avesse portato subito in ospedale,
avrebbe dato 1 a 5 la possibilità di salvarlo.
Io proprio non riesco a capire perché si sia buttato giù.
Ma, scusa, metti che lei voleva dirlo alla moglie. È un classico.
Hanno litigato, lui l'ha uccisa per sbaglio e si è sentito in colpa.
Meglio ammazzarsi.
[Gerardo] Va be', io vado. Ci vediamo domani.
Vieni con me, Luca?
[Valeria] Vai pure.
[Luca] Buonanotte.
[Andrea] Ciao, Luca.
[Andrea] Cosa stai facendo?
Guardo sotto gli adesivi. Forse li ha usati per coprire qualcosa.
- Continuiamo domani, ok? - Sì, ok. Tu vai.
Io resto altri dieci minuti.
Come se non ti conoscessi.
Te ne vai, che così mi fai perdere solo tempo?
Quando ho finito... vado via. Sono stanca anche io.
Ok.
Come vuoi tu.
[Andrea] Ciao.
[cellulare squilla]
- Giorgio? - [Giorgio] Sei già andata a casa?
No, siamo ancora qui.
Passi da me?
No, abbiamo parecchi testimoni da sentire.
- Va be', allora buonanotte. - Grazie, anche a te. Ciao.
Non sei ancora riuscito a parlarci?
No. Però Lombardi ha detto che non ha notato niente di strano.
Sì, ma se non sta da lui, dove sta?
Potrebbe almeno fare una telefonata, no? Almeno a Costanza.
Che ti devo dire? Non risponde, e non mi richiama.
[Costanza] Papà?
Le manderò un messaggio.
Va bene. Io vado.
- Ciao. Buona giornata. - Ciao. Anche a te.
[passi che si allontanano]
- Perché mi guardi? - [porta si chiude]
Ho provato anche io a chiamarla. Ma non mi ha risposto.
Pensavo che magari potessi sapere se le era successo qualcosa.
No.
Non so niente.
[Lombardi] Ho fatto una gaffe con tuo fratello.
Mi ha chiamato perché non gli rispondi al cellulare.
Era convinto che dormissi da me.
Tu che gli hai detto?
Mi ha preso alla sprovvista, Valeria.
Eh, me lo potevi anche dire che è tre giorni che non passi da casa.
Invece dove dormi?
- Sul divano. - Sul divano.
Quel divano.
Ma mi spieghi perché non sei venuta da me? Invece che accamparti in questura?
Pensavo avessimo fatto pace.
Volevo solo stare un po' da sola.
Ci rinuncio.
Se hai bisogno, sai dove trovarmi.
[ragazzo] Lo avevo sempre sospettato, che mi aveva lasciato per un altro.
Io, una volta, ho anche provato a seguirla, per vedere con chi andava.
E me la sono persa per strada.
Queste cose ti consiglio di non dirle, quando incominceranno a far domande.
- Chi? - La polizia.
[Marianna] Potrebbero pensare che sei stato tu.
Che alla fine hai capito dove andava, e li hai beccati insieme.
Ma che stai dicendo?
Dico solo che qualcuno potrebbe pensarci.
[piange]
[continua a piangere]
[cellulare squilla]
[passi si avvicinano]
È Lorena.
- [cellulare continua a squillare] - Vuoi che ci parli io?
[sig.ra Baldi] Non voglio rispondere.
Io non ce la faccio.
[continua a piangere]
[cellulare smette di suonare]
[tono tastiera digitale]
Eccola.
[Lorena] È terribile, Angela. Siamo scioccate.
A casa mia, poi, Sofia era come una figlia, lo sai.
Ludovico è distrutto.
Io non riesco ancora a rendermene conto.
[Lorena] Non ti preoccupare. Piangi pure.
Le mie condoglianze, Angela.
E, naturalmente, non si preoccupi per la domanda di ammissione.
L'anno prossimo abbiamo tutto il tempo per parlarne.
L'anno prossimo?
Beh, certo.
Credo non sia il caso che lei partecipi domani sera alla cena di rito.
Una ragazza così giovane, plagiata dal suo professore.
È orribile.
Nessuno se n'era accorto,
perché nessuno poteva nemmeno immaginare una cosa del genere.
Beh, non siamo ancora sicuri di come siano andate veramente le cose.
Certo. Anche se, mi chiedo...
Come altro lei pensa di interpretare la loro presenza in una stanza d'albergo?
Mi è sembrato di capire che il professor Cardani fosse molto amato, comunque.
Si dedicava molto ai ragazzi.
Il suo impegno con loro andava ben oltre l'orario scolastico.
Poi, i problemi li risolveva, invece di crearmeli.
Compensava un po' quelli della moglie, ecco.
Perché?
È che la prof.ssa Paris... ha dei metodi di insegnamento bizzarri.
Propone letture insolite.
Soprattutto mette i voti estraendoli a sorte.
Sostenendo che questo sia un modo...
...di insegnare ai ragazzi a concentrarsi più sul percorso, ehm,
piuttosto che sul risultato.
Naturalmente questo fa infuriare molti genitori e anche diversi colleghi.
Grazie per la disponibilità.
Se avesse ancora bisogno di me, non esiti a contattarmi.
Certo, va bene. Grazie.
[Valeria] Quindi nell'ultimo periodo non avete notato niente di diverso in Sofia?
Di sicuro ultimamente aveva sempre cose nuove.
Scarpe, vestiti...
Io l'avevo detto che secondo me glieli regalava qualcuno.
Da come aveva lasciato Ludo si capiva che era uno più grande.
[ragazza 1] Chi pensava a Cardani?
La verità è che Cardani era un idolo.
Ci sta che uno che ha tutte quelle ragazze che gli sbavano dietro,
con qualcuna ci casca.
Ma non è strano che Sofia non vi abbia mai raccontato niente?
[Marianna] Sarebbe stato strano il contrario.
Non poteva mica dirlo a noi che lo conoscevamo.
Doveva rimanere un segreto, no?
- Chi è Ludo? - Ludovico Costa.
È un nostro compagno. Quello seduto lì.
Questo è il mio numero di telefono.
Qualunque cosa vi dovesse venire in mente, chiamatemi. Grazie, ragazze.
[Valeria] Sei tu Ludovico?
Sì.
Di Sofia e di Cardani non so niente.
Ma magari puoi dirmi perché tu e Sofia vi eravate lasciati.
- Veramente è lei che mi ha lasciato. - Quando?
Tre mesi fa.
Quindi tu non eri d'accordo?
Eh, va be'. Si vede che non le andava più, o...
Va be', chi se ne frega, no?
Guarda che non ti sto accusando di niente.
Sto solo cercando di capire se quella tra Sofia e Cardani era una relazione.
Io lo sapevo che aveva un altro.
Ma non sono mai riuscito a capire chi.
Come facevi a saperlo?
Un giorno mi ha chiamato suo padre.
Noi ci eravamo lasciati da poco, e... lui non lo sapeva ancora.
E mi voleva fare la paternale su certe foto che...
- aveva trovato sul... cellulare di Sofia. - Che foto?
Ah, io non lo so.
Non se l'era fatte per mandarle a me.
Ma posso immaginarle.
Perché non me l'ha raccontato?
Perché era una cosa vecchia, e... poi mia moglie non lo sapeva.
Non...
Mi sembrava brutto farglielo... [sospira] sapere così.
Adesso.
E comunque...
Non ho detto a Sofia di cancellarle.
[Valeria] Cosa si vedeva in queste foto?
[con voce tremolante] Niente...
Solo... dettagli.
Qualcosa che, con il senno di poi, possa farle pensare a Cardani?
[sospira] No. No. Erano degli autoscatti.
Fatti da Sofia. Non si vedeva neanche il viso.
Non immaginavo avesse tanta dimestichezza. Non sono riuscito nemmeno ad arrabbiarmi.
Le ho detto semplicemente che era una cosa grave.
Perché ha chiamato Ludovico?
Perché Sofia mi aveva detto che era un gioco che faceva con il suo fidanzato.
Allora... volevo fargli capire che...
...era sbagliato.
Ma lui le ha detto che si erano lasciati?
Eh, ma io non gli ho creduto. Pensavo si vergognasse.
[piange]
Era la spiegazione più facile, no?
E invece dovevo insistere.
[continua a piangere]
Con Sofia... dovevo capire...
Com'era questo cellulare?
In che senso com'era?
Com'era? Colore, marca, modello? Me lo descriva.
Guardi, era così.
Lo avevamo preso assieme. È per questo che ho visto le fotografie.
Perché un giorno, per sbaglio, ho preso il suo.
Grazie.
Può andare.
[porta si apre e chiude]
Che cos'è questa storia del cellulare?
Sul cellulare di Sofia queste foto non ci sono.
- Magari ne aveva un altro. - O magari le ha davvero cancellate.
[Luca bussa alla porta] Ispettore?
La scientifica, all'albergo, ha finito.
Hanno trovato un altro cellulare?
Non direi, no.
Il cellulare di chi?
Ciao. Mi... mi hanno chiamato per un trasloco.
È solo una sostituzione, ma è meglio che niente.
Ah! Vedi che ho dato la disdetta all'abbonamento internet.
Costava troppo. Alla fine del mese lo staccano.
Ma, papà, quello mi serve.
Si può vivere anche senza, eh! Qualche sacrificio lo dobbiamo fare.
E allora perché non smetti di bere e di giocare alle macchinette?
[tintinnio di chiavi]
[tono videochiamata]
- Ehi. - Dormivi?
Stavo per spegnere. Ma ci speravo.
E tu che mi dici, amore? Stai bene?
- Mio padre vuole staccare internet. - Sì. Ci manca solo questo.
Senti, invece io ho parlato con i miei genitori.
Dicono che non c'è nessun problema se vuoi venire qui quest'estate.
Sono contenti.
Costa troppo internet, figurati un biglietto per l'Australia.
Marianna, io ti amo. E voglio fare di nuovo l'amore con te.
Non penso ad altro. Non voglio farlo con nessun altra donna al mondo.
Nemmeno qui, dall'altra parte della Terra.
[sbadiglia] Vado a dormire. Che qui sono le tre.
Ciao, pulce. Ci sentiamo domani.
[baci]
[videochiamata terminata]
[piange]
[ragazzo] Sei di nuovo qua? Ti ho detto di non farti più vedere.
Voglio continuare.
Ma sei impazzita? L'hai capito che cosa sto rischiando io qua?
Stai calmo.
La polizia pensa che avessero una relazione.
Facciamo come con lei.
- Con la stessa chat. - Ma cosa dici?
- Stella Marina è scomparsa. Basta. - Cambio nickname.
Ti prego.
Mi dispiace, non ti posso aiutare.
Senti, se fila tutto liscio, ne riparliamo dopo l'estate. Mh?
Se hai ancora voglia.
Vattene, sparisci. E non ti fare più vedere.
[passi si allontanano]
Che cosa stai facendo?
La mia ammissione al circolo è stata rimandata.
E allora?
Devo far avere una confezione alla Buratti.
Deve sentire di avere un debito con me.
"Domani sera non è il caso."
Ma come si permette? Chi si crede di essere? Sono due anni che aspetto.
Ma come fai a pensare all'ammissione al circolo adesso?
Sofia ci teneva quanto me. E questa è l'unica cosa che posso fare per lei.
Sai quante volte è potuta andarci con Ludovico e Lorena?
Invece avrei voluto portarcela io.
[Angela piange]
Devo dirti una cosa.
Oggi sono stato alla polizia.
Perché?
Mi hanno chiamato loro, perché qualche tempo fa avevo trovato delle foto...
...sconce sul telefono di Sofia, e...
- Ma quando? Perché non me l'hai detto? - Perché lei mi ha pregato di non farlo.
Ma tu dovevi farlo! Avevi il dovere di dirmelo!
Perché potevamo fare qualcosa! Potevamo...
- Ma lo so! - Potevamo capirlo prima!
Lo so. Credi Che non ci abbia pensato? Mi ha supplicato. Tu cosa avresti fatto?
- Io te l'avrei detto. - [campanello suona]
E adesso chi è?
[sig. Baldi] Chi è?
[Valeria] Sono l'ispettore Ferro.
[Valeria] Scusate il disturbo. Posso vedere la stanza di vostra figlia?
- Questi glieli ha comprati tutti lei? - No. Alcuni sono regali che ha ricevuto.
E altre sono cose che si è comprata per conto suo, risparmiando i suoi soldini.
Questo che cos'è?
È un prodotto dietetico olandese.
Io sono la rappresentante per l'Italia.
Lo dava anche a Sofia?
Eh, una volta me lo ha chiesto. Sa come sono le adolescenti.
Comunque è tutta roba naturale.
E poi l'ha presa solo per un periodo.
Questi erano nella stanza di Sofia.
Sai cosa vuol dire per me soldi più albergo?
- Vuol dire prostituzione. - Ma di chi sta parlando, scusi?
[Gerardo] Non cascare dal pero, che ti spezzi una gamba.
Cancellare le tracce dal computer può andare bene per la tua fidanzata,
non per la Polizia Postale, genio.
Vi lascio soli. Andrea sta controllando l'indirizzo IP.
Se non hai più bisogno di me, io me ne andrei.
Sì, puoi andare.
Da circa tre mesi,
chatti su un sito di incontri erotici, che si chiama "Messaggi XXX",
con nickname "Stella Marina", spacciandoti per una ragazzina minorenne.
Quello era soltanto un gioco.
"Ciao Due Di Picche, non ci conosciamo, vero?"
"Niente foto. Meglio la realtà."
"Provare per credere." "Certo, sono qui per questo."
"Vuoi conoscermi, o no?"
"Che ne dici di martedì?"
"L'attesa aumenta il piacere."
"Grand Hotel Atlantic, sulla statale verso Borgaro alle 15."
"Tra un paio di giorni fatti sentire, che ti do il numero della stanza."
Questa, per esempio, è dell'altro ieri.
Come sempre, dai appuntamento in albergo, sempre di martedì o giovedì,
sempre alle 15.
Tu gestivi gli appuntamenti di Sofia, altro che favore ad un'amica.
E questo si chiama sfruttamento della prostituzione minorile.
- Sei nei guai seri. - Quale sfruttamento? Io non la sfruttavo.
È stata una sua idea.
Hai anche altre ragazze?
Ma che dice. Senta...
Era soltanto una cosa tra me e Sofia.
È stata lei a dirmi di quel sito.
Ci è entrata una volta come ospite, si è messa a chattare con uno.
Poi è venuta da me, mi ha chiesto di procurarle una stanza.
- Da allora, abbiamo fatto un accordo. - Le foto gliele hai fatte tu?
Che foto?
Continua.
L'account Stella Marina gliel'ho creato io e lo gestivo io perché Sofia...
...andava a scuola, doveva studiare.
Che bravo. E tu cosa ci guadagnavi?
Da lei non ho mai preso un soldo.
Sofia diceva ai clienti di lasciare 50 euro in più nel comodino per la stanza.
Due Di Picche era Fabrizio Cardani?
Non lo so.
So soltanto che era la prima volta che chattavamo.
Io i clienti non li incontravo mai. Gli davo soltanto l'appuntamento.
E lo comunicavi a Sofia sull'altro cellulare?
No. Niente cellulari, l'ho sempre detto. Sono pericolosi.
Sofia veniva il martedì e il giovedì alle 15,
perché in quei giorni ho il turno di pomeriggio.
E io le dicevo il numero della stanza.
- Se non c'erano appuntamenti? - Se ne andava.
Sì, ma negli ultimi tempi non capitava quasi mai.
- Allora a cosa serviva l'altro cellulare? - Ma quale altro cellulare?
Glielo giuro, non ne so niente del cellulare.
Io le ho sempre detto di non usarli.
Non ci sono gli estremi per un arresto preventivo.
Lui e Sofia erano d'accordo.
Comunque, deciderà il magistrato.
L'indirizzo IP di Due Di Picche corrisponde a casa Cardani.
Hai la prova dell'appuntamento.
Anche se qualcosa mi dice che non sei del tutto convinta.
L'ho convocata io. Ho pensato che le volessi parlare subito.
[Valeria] Sig.ra Paris.
Suo marito e Sofia non avevano una relazione.
[sig.ra Paris sospira]
Ma... Sofia si prostituiva, e...
...suo marito ha preso un appuntamento con lei tramite un sito di incontri erotici.
Non c'è stato uno scambio di foto,
per cui non poteva sapere che si trattava di una sua alunna.
Era la prima volta che la contattava.
Probabilmente ha reagito male... trovandosela davanti,
e sentendosi scoperto.
Di sicuro non voleva ucciderla.
Forse per questo non ha retto.
Non è possibile.
Mio marito non avrebbe mai fatto una cosa così. [piange]
Vi sbagliate.
[continua a piangere]
- [con voce spezzata] Abbiamo finito? - Sì.
Mi dispiace.
Ma stasera andiamo via insieme.
Ho ancora delle cose da fare.
Domani.
Non resterai in questura anche stanotte.
Me lo ha detto la signora delle pulizie. Ti ha vista dormire sul divano.
Perché non hai voluto dirmelo, ieri?
Ho finito tardi. Ho deciso all'ultimo momento.
Non ti va di tornare a casa, vero?
Senti, se ti va, per questa sera te lo posso offrire io un divano letto.
E un bagno vero.
Per stasera ho già risolto.
Certo. Hai già chi ti ospita.
Scusa.
Non ti preoccupare.
Grazie comunque.
[bip]
[rumore della tastiera]
[porta d'ingresso si chiude]
[passi si avvicinano]
[padre] Ti sta bene. Sembri la mamma.
Senti... ho saputo di quella tua amica.
Mi dispiace.
Ma perché non me l'hai detto?
Anche se te lo dicevo, che cambiava?
[Valeria] Il caso non è chiuso.
Non ci sono prove che l'abbia uccisa lui. Né che volesse andarci a letto.
Senti, Valeria. Tu hai risolto un caso difficile.
E, grazie a te,
i colleghi della Postale possono mettere le mani su una rete di pedofili.
La moglie è normale che non possa crederci.
Ma anche tu lo sai che è stato lui.
Dammi ancora due giorni.
[ad alta voce] Allora, il caso è chiuso. Punto.
Beh, allora...
Magari mi prendo qualche giorno di ferie.
Per andare dove?
L'hai detto tu che devo riposare un po'.
No, sai benissimo cosa intendevo.
Non c'è bisogno che torni a casa tua. Vieni da me.
L'abbiamo già fatto. Funzionava. Basta che mi avverti quando te ne vai.
Provo a staccare un po'.
'Sta storia di tua madre ti sta facendo un gran male, Valeria.
[avviso di messaggio]
[donna] Guarda, la madre della prostituta.
E tu come hai fatto a sapere che ero qui?
Queste sono per te.
Me le ha date il collega della Postale.
Tre mesi di chat tra Stella Marina e i suoi clienti.
Quando ti toglierai il vizio di tenermi nascoste le cose, mh?
- Con me non ne hai bisogno. - Non volevo coinvolgerti.
Ma, visto che sei qui, puoi aiutarmi, se vuoi.
Cosa pensi di trovare?
Non lo so. Forse niente.
Te lo dirò quando le avremo lette tutte.
- Hai mangiato? - [Valeria ride]
Sì, le noccioline del bar.
[ride] Appunto.
Ho portato la cena.
[bip]
Davvero vuoi leggerle tutte?
Ti stai già tirando indietro?
Ne avremo per tutta la notte.
[sospirano]
[bacio]
Fermati.
Basta.
- Come basta? - Basta.
[Andrea sospira]
Ma come?
Vattene.
[sospira profondamente]
[geme lievemente]
[cellulare squilla]
[cellulare continua a squillare]
[Lucia] Giulio?
[Giulio] Lucia, che ci fai qui?
[Lucia] Devo parlarti.
[Lucia] Non è più tornata a casa da quel giorno.
Non so se mi ha creduto.
Perché non le hai detto tutta la verità?
Perché avrebbe sofferto di più.
[portiera si apre]
[portiera si chiude]
[Lucia si allontana]
[tono videochiamata]
- Allora ci sei? - Ero sotto la doccia.
Ma ti stavo per chiamare.
Alla fine ce la faccio a venire, Lorenzo. Parto appena finisce la scuola.
Davvero? Che è successo?
Mio padre ha trovato lavoro.
Non ci credo!
Ho saputo di Sofia. Ma è pazzesco! Perché non me l'hai detto ieri?
Ero troppo felice di vederti.
Io lo sapevo che quella era strana.
Non ho mai capito come facevi ad esserci amica.
Cosa c'entra con quello che le è successo?
Amore, faceva la puttana a 15 anni.
E, certo, non ci era costretta.
Una così ha per forza qualcosa che non funziona nel cervello.
Dai, sbrigati a venire. Che poi io là non ti ci faccio più tornare.
Devo andare, dai. Ci sentiamo appena posso.
[fine videochiamata]
[campane suonano]
Angela, quando te la senti, siamo pronti ad andare.
Stasera dobbiamo andare a quella cena.
Hai sentito cos'ha detto?
Secondo me... tu non stai bene.
Io sto benissimo. Sei tu che non stai bene, guardati.
Sembri un morto che cammina. Sono anni che ti tengo a galla.
Quindi stasera si fa come dico io.
- Signori, chiedo sc... - Sì, un attimo.
Se Sofia si è messa in quella situazione,
è solo perché cercava in tutti i modi di non diventare come te.
Si è messa in quella situazione perché tu le hai insegnato
che conta avere i soldi ed essere iscritte al circolo femminile.
E se ho una colpa io, è quella di essermene stato zitto.
Guarda che queste sono cose che aiutano solo a vivere meglio.
E, alla fine, è questo che conta.
Dare a nostra figlia la vita migliore possibile.
Angela, Sofia si prostituiva.
Per inseguire la vita di cui parli tu.
Perché noi non abbiamo mai saputo dargliela quella vita.
Almeno io ci ho provato. [piange]
E tu, invece, dov'eri?
Tu non ci sei mai stato, né per me, né per lei.
Quando lei ha avuto bisogno di aiuto, tu neanche te ne sei accorto.
Se Sofia è morta, è colpa tua, dall'inizio alla fine.
- Signori, possiamo... - Ho detto un attimo.
Chiama tuo fratello, e digli che al cimitero ci vai con lui.
- Tu in macchina con me non ci sali. - Ma cosa stai dicendo? Fermati.
Scusami, sei impazzita?
No, non sono mai stata così lucida.
Io stasera vado a dormire da mia madre.
Domani mattina non farti vedere, perché io torno a casa a prendere le mie cose.
- Fermati un attimo. - Se mi tocchi un'altra volta, ti ammazzo.
[campane in lontananza]
[campane in lontananza]
[ragazza] Hai visto? È uscito oggi.
Mettilo via, c'è la Paris.
- Con che coraggio se ne va in giro? - Basta, Ludo. Lasciala in pace.
- [Ludovico] Che c'è venuta a fare qui? - Non credo siano affari tuoi.
- Ci vediamo in classe. - Lei non può tornarci a scuola.
Mi dispiace deluderti, ma devo.
Nessuno la vuole più. Non le è arrivato il messaggio?
[sig.ra Paris sospira] Quello che mi hai mandato dalla finestra?
Sì. Mi è arrivato.
E ho capito il tuo sentimento.
Ora, per favore, cerca tu di capire il mio.
Io parlavo della petizione.
Quale petizione?
[sig.ra Paris] Vorrebbero cacciare via me, per una cosa che avrebbe fatto mio marito?
Questa petizione era stata presentata già prima del...
...incidente di suo marito.
Lo sa bene. Da tempo c'è ostilità nei suoi confronti.
Solo da parte di chi...
...non ci capisce niente.
I ragazzi mi adorano.
Ad ogni modo, da questa mattina le firme sulla petizione sono raddoppiate.
Eh... Che si proceda.
Faranno la denuncia, e poi... Se la vedranno tra avvocati.
Professoressa, non mi costringa ad usare metodi sgradevoli.
Sì, ci sono i tempi dei tribunali,
ma nel frattempo, io posso renderle la vita impossibile
se lei insiste a volerla rendere impossibile a me.
Perché vuole vivere questo inferno, se se lo può evitare?
Chieda il trasferimento.
Adesso va in maternità.
A settembre ricomincia in una bella scuola, a Torino, o dove le pare,
ma lontano da tutto questo.
- Ah, buongiorno. - [Valeria] Buongiorno.
Prego, si accomodi.
Scusi se non ho avvisato, ma è urgente.
No, no. Nessun disturbo, si immagini. Prego, si accomodi.
Ho appena fatto il caffè. Ne vuole un po'?
Sì, grazie.
[Valeria] Sua moglie?
Se n'è andata di casa.
Sig. Baldi, ho bisogno di sapere dov'era Sofia giovedì scorso.
Non... Non lo so.
Non è che Sofia... mi dicesse molto.
E poi, scusi, non me lo ha detto lei che Sofia...
- ...tutti i giovedì. - Sì. Mh...
Però, magari... Un impegno improvviso, un imprevisto.
Ah, ma certo.
Sì, era in ospedale. Certo, ce l'ho portata io.
Perché Sofia doveva fare una visita ogni sei mesi
per via di una disfunzione metabolica che aveva fin dalla nascita.
- La ringrazio. - Si immagini.
[Valeria] Andrea, vai dai colleghi della Postale.
Chiedi nome e indirizzo di uno dei clienti di Sofia.
Quello con il nickname "Bruto".
[avviso di messaggio]
[tono tastiera digitale]
Hai avuto il nome di Bruto?
Sì, ma non è stato facile convincere il collega della Postale.
- Voleva sapere a cosa ti servisse. - Tu che gli hai detto?
Che gliel'avrei fatto sapere.
L'indagine ora è sua.
Stella Marina prendeva appuntamenti tutti i martedì e giovedì.
Tranne giovedì scorso.
In tutte le conversazioni in chat, diceva di avere già un appuntamento.
Poi la contatta questo Bruto, e prendono un appuntamento proprio per quel giovedì.
Ha cambiato idea?
O le è saltato l'impegno che aveva.
No, ho verificato.
Suo padre mi ha detto che aveva delle visite in ospedale.
- E allora cosa? - Non lo so.
Per questo voglio sapere da Bruto se è andato a quell'appuntamento
e con chi, visto che Sofia non c'era.
Nome e indirizzo di Bruto?
L'ho convocato. È di là che ti aspetta.
- Senti, scusa per ieri, davvero. - No.
Scusami tu.
[sospira]
[ride] Io volevo...
Volevo solo distrarti un attimo dal lavoro.
- [porta si apre e chiude] - [Andrea sospira]
[uomo piange]
Mi scusi. Sono tre anni che aspetto che da un momento all'altro veniate a prendermi.
Ma... È meglio così, guardi.
E adesso... che succede?
Dovrà attendere gli esiti dell'inchiesta.
Per ora io ho bisogno solo di un'informazione da lei.
Giovedì scorso, in quella stanza,
era lei?
No. Per niente.
No, non era lei.
Allora saprebbe descrivermi quella ragazza?
Sì, era...
Era più piccola. Aveva i capelli neri.
E... aveva, sui capelli, delle ciocche colorate.
Di rosso.
Esatto, Miceli.
Vorrei mantenere tutto com'è, telefono e Internet.
Va bene, grazie.
Con che soldi pensi di tenerlo, l'abbonamento internet? Non l'ho capito.
Li trovo io i soldi, non ti preoccupare.
Se sei così brava a trovarli, li usi per qualcos'altro.
Non per internet.
E poi cosa ci fai qui? Dovresti essere a scuola.
Oggi c'è disinfestazione.
Marianna, il telefono...
[uomo] Che posto è questo?
[porta cigola]
[uomo 1] Dai, fatti un tiro anche tu.
- [uomo 1] Brava, così. - [uomo 2] No, no.
[uomo 2] Abbiamo pagato. Ci mettiamo il tempo che vogliamo.
Dai, beviamo.
[Marianna ride]
[uomo 2] Ci divertiamo.
Oh, ce lo fai lo sconto, vero?
[eco di risate]
[uomo 2] Dai, fatti un tiro, sì...
[uomo 1] Dai, un altro giro. [eco della sua voce]
[fischio]
- [uomo 1] A tutti. - [Marianna] Grazie.
[eco della risata di Marianna]
- [vetro a terra] - [uomo 1] Oh, cazzo. Cazzo.
Ehi, svegliati, svegliati, svegliati. Cazzo.
Svegliati, apri gli occhi, dai. Aiutami.
[uomo 2] La prendo. Alziamola.
- Sul divano. - [uomo 1] Muoviti, muoviti. Cazzo.
Non si sveglia. Questa bambina! Dai, svegliati. Cazzo.
Chiama il pronto soccorso, vai.
[uomo 2] Quale pronto soccorso? Questa è minorenne.
- Siamo fottuti. - Ma non con il tuo. Con il suo, no?
Sì, sì.
Cazzo, non c'è. Non c'è. Non lo trovo.
Andiamocene via! Te lo dico io!
- Che cazzo dici? - È stata una cazzata. Andiamocene!
- [passi si allontanano correndo] - [porta si chiude]
[Miceli] Mia figlia non si prostituisce.
Sig. Miceli, non è un'ipotesi.
E non mi dica che lei è quel genere di padre
sempre presente nella vita di Marianna, perché io ho altre informazioni.
[Miceli sospira]
Non è che ultimamente ha notato qualcosa di diverso in Marianna?
Tipo soldi, vestiti...
[Andrea] Ci pensi bene.
Un posto dove potrebbe andare sua figlia.
[Miceli piange]
Papà?
[piangendo] Figliola mia...
[bacio]
[Marianna] L'idea è stata di Sofia.
A me servivano solo i soldi.
La prima volta che sono andata al posto di Sofia,
ha organizzato tutto Alessio.
Era il giovedì che lei aveva la visita medica.
Ma poi, martedì, quando sono tornata per parlargli,
lui mi ha detto di andarmene.
Sei andata in albergo da Alessio il giorno in cui Sofia è morta?
- E ho visto Cardali. - Dove?
Sulla statale. Camminava strano.
È stato solo un attimo, poi...
È passato un camion.
Che camion era? Te lo ricordi?
Mi ricordo la scritta sulla fiancata. Era assurda.
Che scritta?
Odio.
O forse una parte era strappata.
[Andrea] Ci penso io.
Mi dispiace.
Ma come facevo a spiegare che stavo là?
Tu lo sapevi che Sofia e il prof. Cardani dovevano vedersi?
No.
Secondo me era la prima volta che si incontravano.
Ad alcuni clienti, però, lei lasciava il suo numero. Potete controllare.
Non ci sono numeri di clienti sul suo cellulare.
- Dico su quell'altro. - Quale altro?
Pensavo che lo sapeste.
Sofia aveva un cellulare che usava solo con alcuni clienti abituali.
Mi aveva detto di non dirlo a nessuno. Nemmeno ad Alessio.
Dammi il numero.
Ho parlato con la Stradale. Forse sanno che ditta è.
Trasporti Rodio.
Lo mandano a prendere.
Chiama Mattei. Voglio celle e tabulati di questo numero.
- [Valeria] Arrivederci. - [Miceli] Arrivederci.
Io volevo solo andare a Sydney da Lorenzo, papà.
Te ci andrai. Vendiamo la cascina e ti compro il biglietto.
Va bene?
Si è praticamente buttato sotto le mie ruote.
Ho pensato che era qualcuno che si voleva ammazzare.
[bussano alla porta]
- [agente] Ecco, ispettore. - Non potevo evitarlo, capisce?
Firmi qui.
[Valeria] Poteva fermarsi.
Invece ha pensato di fare finta di niente, e di cavarsela così. Ma ha pensato male.
[camionista piange]
[agente] Prego.
[Gerardo con tono di scherno] Lacrime di coccodrillo.
Il secondo cellulare non è più tracciabile,
ma ho celle e tabulati fino al giorno dell'omicidio.
A tempi record, e senza che Lombardi ne sappia nulla.
L'ha comprato nello stesso negozio in cui ha comprato quell'altro con il padre.
Ha detto di averlo rotto, e ne ha chiesto uno dello stesso modello.
I genitori non ne sapevano niente. Comunque abbiamo perquisito tutta la casa.
- Non lo abbiamo trovato. - Perché lì non c'è.
Dammi il telefono.
Ho ricostruito i percorsi di tutti e due i cellulari di Sofia.
Coincidono sempre, fino al giorno precedente l'omicidio.
I due cellulari escono di casa e vanno a scuola, come ogni giorno, insieme.
Ma questa volta solo uno dei due torna a casa con Sofia.
Il secondo, quello segreto, rimane a scuola.
E ci rimane fino al giorno dopo.
Per poi raggiungerla, in albergo, alle 15.
Allora...
Sofia l'ha perso a scuola. Cardani l'ha trovato e lo ha conservato,
evitando di portarselo a casa.
Poi è andato su quella chat, che conosceva di fama,
ha preso appuntamento per il giorno dopo,
e, a quel punto, si è portato dietro il telefono.
Quindi non l'ha contattata per caso. Sapeva.
Ma se Cardani l'ha portato in albergo, che fine ha fatto?
Eh, è lì che ha smesso di essere tracciabile.
Sì, ma dov'è?
Non ce l'aveva Cardani, non ce l'aveva Sofia.
La scientifica non l'ha trovato.
Chi lo ha preso?
[Andrea] Prego.
Cosa vuole ancora da me? Io le ho detto tutto.
Senta, ho sbagliato. Sono pentito. Subirò il processo e tutto.
Ma, nel frattempo, devo cercare di tenermi il lavoro.
La prego. Mi inizia il turno tra mezz'ora.
Tanto non ti servirà a niente. Stavolta ho intenzione di farti arrestare.
Sono due ragazze, non una. Marianna mi ha detto tutto.
- Con lei è successo una volta sola. - Sei a rischio recidiva.
E il carcere preventivo non te lo leva nessuno.
L'ho già segnalato al giudice. Qui fuori c'è una volante che ti aspetta.
Ora dimmi dov'è quel telefono.
No, le giuro. Non so di cosa sta parlando.
Sei entrato in quella stanza prima di noi?
Sì, sono entrato.
Sofia non tornava. Era strano. Così sono andato a vedere.
Era morta.
Io me ne sono andato e ho fatto finta di niente, davvero.
E hai preso il suo cellulare.
No, lo giuro, non ho toccato niente. Ho chiuso la porta, basta.
[Valeria sospira]
Potrebbe essere entrato qualcun altro in quella stanza, prima o dopo di te?
Le chiavi le avevo fatte io. Una... ce l'aveva Sofia, l'altra ce l'avevo io.
Qualcuno dell'albergo con un passe-partout?
Sì, può essere. Ma mi sembra strano. La stanza l'avevano già rifatta.
Quelli della manutenzione, i tecnici, passano dalla reception, e lì c'ero io.
Una signora delle pulizie, che magari aveva dimenticato qualcosa?
L'avevano rifatta il giorno prima quella stanza.
Poi va' a sapere.
Abbiamo finito.
[Valeria] Accompagnalo alla macchina.
O lo ha preso qualcuno dell'albergo,
o è caduto con Cardani fuori dalla finestra ed è volato da qualche parte.
Torniamo all'Atlantic.
[Luca] Qui fuori non c'è.
E se c'era, è finito in mille pezzi e ormai è stato spazzato via.
[Valeria] Mille pezzi, e non ne abbiamo trovato nemmeno uno?
Se hanno mentito, non so più fare il mio lavoro.
Non lo ha preso nessuno dell'albergo.
[cellulare squilla]
- [Luca] È Lombardi. - Non rispondere.
No, ma tanto gli ho detto una balla. Non lo sa che sono qui.
- [Luca] Pronto? - [Lombardi] Mi passi Valeria?
- Lo so che è lì con voi, eh. - Sì.
[Valeria] Dimmi.
Ma perché mi fai fare queste figure di merda? Vuoi fare di testa tua?
Almeno non coinvolgere le altre persone, Valeria.
[ad alta voce] Anche quelli della Postale!
Te l'avevo detto che il caso non era chiuso.
C'era un altro cellulare? E allora?
Cardani l'ha trovato e ha preso appuntamento con la ragazza.
Cos'altro è successo, in due giorni d'indagine?
- Abbiamo trovato il pirata della strada. - Lo so.
È per quello che non ti ho sospesa.
Non abbiamo ancora capito che fine abbia fatto questo cellulare.
[Lombardi sospira]
Cosa vorresti fare?
Riaprire il caso.
Voglio sapere chi ha trovato il telefono di Sofia.
Va be', tu rientri dalle ferie e io domani decido se riaprire il caso.
Tu riapri il caso, e io rientro dalle ferie.
[porta di chiude con forza]
[vociare indistinto, risate]
[donna 1 sussurra] Come si permette a venire qui?
[donna 2 sussurra] Non si vergogna?
[Lorena] Angela, che ci fai qui?
Devo farlo per Sofia.
[donna 3 sussurra] Che faccia tosta.
[Angela] Chiedo scusa a tutti per il ritardo.
Ma non è stata una decisione facile.
Io voglio dedicare questo momento a mia figlia.
[vino viene versato]
[Angela] A Sofia.
[Giulio] Ma perché sei sparita così? Giacomo mi tormenta.
Oggi Costanza non voleva andare a scuola, se non la accompagnavi tu.
E di mia madre non mi chiedi niente?
Tanto lo so che sai tutto. Te lo ha detto lei?
Mi ha raccontato che l'hai portata al lago.
È vero che papà ci voleva abbandonare?
Era tuo fratello. Una cosa del genere te l'avrebbe detta, no?
Cazzo, zio, ma si può sapere a cosa devo credere?
Finora era stata legittima difesa.
Ci ho messo 17 anni per farmi dire che non era vero.
Ora viene fuori che l'ha ucciso perché lui voleva lasciarci.
È questa la verità?
Sì, è la verità.
Io lo sapevo.
Quando pensi di tornare a casa?
Eh...
È passato tanto tempo, Valeria.
Perché non provi a lasciarti tutto alle spalle?
Dai, io ci sono sempre per te, ricordatelo.
[uomo] Scusate, signori. Permesso.
[uomo] Permesso. Grazie.
[Valeria] Mi scusi?
- Per l'asta di monete? - È su, però è già finita.
Grazie.
[donna] In questo albergo ne facciamo una al mese.
[Valeria] E per partecipare bisogna registrarsi? C'è una lista?
No, l'ingresso è libero.
Non c'è modo di sapere chi c'era?
Beh, chi compra viene registrato. Poi ci sono i video.
Mi servono quelli degli ultimi quattro mesi.
[Valeria] Lei era in quell'albergo, un giovedì di due mesi fa.
Chi lo dice?
Il video dell'asta di monete a cui ha partecipato.
E allora?
E allora, in quell'albergo c'era anche Sofia.
A gli occhi di chiunque poteva sembrare solo una ragazza bella e appariscente.
Ma lei la conosceva, e sapeva che era una ragazzina.
E, invece di dirlo ai suoi genitori,
ha deciso di approfittare di lei.
Ma cosa sta dicendo?
Io l'ho vista e basta.
Non avevo mica capito che cosa stesse facendo lì.
L'ha avvicinata quel giorno stesso, oppure a scuola?
Che cosa le ha detto?
Che se non fosse venuta a letto con lei, l'avrebbe detto a sua madre?
- Io non le ho detto niente. - Ha approfittato di lei per due mesi.
Magari non la pagava neanche. La ricattava e basta.
Davvero si credeva tanto superiore agli altri suoi clienti?
Si sbaglia.
Sofia si prostituiva con lei, come con tutti gli altri.
Anzi, probabilmente con lei le faceva ancora più schifo.
Non è così. Non è così.
Io non volevo che si prostituisse. Gliel'avrò detto mille volte!
Perché l'ha uccisa?
È stato un incidente.
Me lo aveva promesso. Lei non aveva bisogno di andare con gli altri.
Glieli davo io i soldi. Tutte le volte che me li chiedeva.
Poi lei ha trovato quel telefono...
...pieno di messaggi e foto destinate a qualcuno dei suoi clienti.
L'ha trovato Cardani.
Me lo ha portato dicendomi che, secondo lui,
era di una delle ragazze della sua classe. Solo che non capiva di chi.
Sofia, nei messaggi, si firmava solo Stella Marina.
E lei che cosa ha fatto?
Ho detto a Cardani che...
...me ne sarei occupato io. Poi sono andato da Sofia.
Lei...
...negava perfino l'evidenza.
E poi... diceva che aveva parlato con quel ragazzo.
Che si era messa d'accordo di non farlo più.
Però voleva indietro il cellulare, e io non gliel'ho dato.
Se quello che diceva era vero, non ne aveva più bisogno.
Ma lei comunque non le credeva?
Il giorno dopo, era martedì.
Sono andato in albergo,
e quando lei è arrivata, l'ho seguita nella stanza.
Appena mi ha visto... [sospira]
...si è infuriata, mi ha detto cose terribili.
E...
Io l'ho colpita.
Ma se non fosse caduta su quello spigolo...
Era un litigio.
Io ho cercato di soccorrerla, ma...
[sospira]
È stata una fatalità.
E Cardani?
Gli avevo detto che avevo verificato
che il cellulare non era di nessuna studentessa.
Evidentemente lui non mi ha creduto ed è entrato in quella stanza
un secondo dopo.
E lei lo ha spinto giù dalla finestra.
È stato un gesto istintivo.
[balbetta] Io... non... capivo che cosa stessi pensando...
Pensava che l'avrebbe denunciata, se fosse rimasto vivo.
Altrimenti avrebbe almeno chiamato l'ambulanza, quando l'ha visto rialzarsi.
Non l'ho visto.
Non ho avuto il coraggio di affacciarmi.
- [sig. Paris sorride] - [Valeria] Aveva ragione lei.
Suo marito era lì per convincere Sofia a smettere.
Grazie.
[porta si apre e chiude]
- [Lucia] Ciao. - [Giulio] Ciao.
- Sei solo? - Sì.
- Giacomo non c'è? - No.
[Lucia sospira] Dammene un goccio.
Tu l'hai vista?
- Ci hai parlato? - Ieri.
Ma ci ho sofferto. Non mi piace mentirle.
Ma tu hai raccontato a Giacomo la stessa storia?
No. No, non ho detto niente.
Certo, prima o poi Valeria e Giacomo si parleranno, perché....
Spero di no.
[avviso di messaggio]
Scusa.
È Valeria.
Che cosa scrive?
Viene a stare da me.
Giulio...
...non deve sapere.
- [bussano alla porta] - [Andrea] Ehi.
[bussano alla porta]
[Andrea] Ci vediamo domani.
[Valeria si schiarisce la gola]
[Lombardi] Senti, Valeria...
Io ho bisogno che troviamo un modo meno conflittuale di relazionarci sul lavoro.
Possibilmente anche nella vita.
Lo so, sono troppo nervosa in questo periodo.
Ma passerà.
Tu dammi solo un po' di tempo, mh?
Va bene.
Hai ragione.
Dobbiamo parlare.
Non funziona più, Giorgio.
Aspetta... Adesso io non avevo intenzione di...
A parte il fatto che non è vero.
Da quando è arrivata tua madre, sì è complicata tutta la faccenda.
Tu ce l'hai ancora con me per quell'indagine.
Mia madre non c'entra niente.
Mi sono solo resa conto che...
Con te non riesco a parlare di tutto.
Invece dovresti essere proprio tu quello con cui posso farlo.
Certo che puoi farlo. Certo che puoi parlare con me, Valeria.
Lo so, ho capito. Hai dovuto indagare da sola.
Ti ho chiesto scusa. Cos'altro devo fare? Si tratta solo di un rapporto di lavoro.
Lascia perdere il lavoro.
- Ma hai un altro? - No.
- Cosa c'entra questo adesso? - C'entra.
È una domanda semplice. Hai un altro? Sennò, cos'è che non riesci a dirmi?
Di cosa non puoi parlare?
Diciamoci che è finita, e basta.
È più semplice.
Non lo so, andiamo a cena, ci prendiamo un bicchiere di vino
e ne parliamo. Mi dici quello che pensi.
È proprio questo il punto, Giorgio. Non ne ho più voglia.
Mi dispiace, non è colpa tua.
[Lombardi ride] Sei sicura? Cioè, finisce così?
Ora devo andare.
[campanello suona]
Vieni, vieni.
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.