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Original subtitles

Che ci fai qui?

Pronto?

Dove?

Sì, arrivo subito.

Paola!

Paola! Ma dove vai?

Devo passare.

- Per favore... - Non posso, mi dispiace.

Non posso.

Sì, Gerardo.

Sì.

Arrivo subito.

No, l'avviso io.

Ti raggiungo tra un po'.

- L'avete già identificata? - Susanna Bianco.

40 anni, il cadavere è stato trovato intorno alle 5.30

da quegli operatori della nettezza urbana.

Viveva con il figlio in un appartamento qui vicino,

insieme ad altre quattro donne, una ragazza, un neonato

e alcuni operatori di un centro antiviolenza.

- Una casa rifugio? - Sì, di quelle per i casi più gravi.

- Deve durare molto questa cosa? - Quale cosa?

Non sono Sherlock Holmes ma voi lasciate tracce ovunque.

- Lombardi non deve saperlo. - Nessuno deve saperlo.

Possiamo concentrarci sul lavoro adesso?

Comunque siamo contenti per voi.

Gli operatori della nettezza urbana prima di trovare il cadavere

sono incappati in un litigio tra automobilisti.

Sono intervenuti e hanno chiamato il 112.

Uno dei due stava massacrando di botte l'altro.

Indovinate un po' chi era il picchiatore?

- Thomas Novak. - Il marito di Susanna Bianco.

Esatto che però non avrebbe dovuto sapere l'indirizzo della moglie.

C'è una telecamera di sorveglianza che punta verso la tangenziale.

Ho già fatto richiesta per il nastro.

Scusi.

Marcella Sarri, direttrice del centro.

Ispettore Ferro.

- Lui è Federico. - Ciao.

- Andiamo, Stella. - Voglio stare con lui.

Grazie.

- Anche tu vivi qui? - Sì, con mia madre.

Sedetevi.

Devo vederla?

E' necessario per il riconoscimento.

Non voglio vederla.

Lo faccio io al posto suo.

Non dovrete vederla, nessuno dei due.

Troverò il modo.

Tu e tua madre dormivate qui?

L'hai vista uscire stanotte?

Quando ti sei accorto che non c'era?

Mi sono svegliato e ho visto il letto vuoto.

Allora sono andato da Stella per stare un po' con lei.

Non ti sei preoccupato che tua madre non ci fosse?

No. Ha sempre dormito poco, è sempre stata così.

Diceva che la notte era l'unico momento in cui si sentiva in pace.

- Quando lui dormiva. - Lui è tuo padre?

L'ha uccisa lui, vero?

- Che cosa ci fa qui? - Sono l'avvocato di Thomas Novak.

Stavo cercando un bagno, sono finita qui per caso.

Io sono l'ispettore Valeria Ferro, la responsabile dell'indagine.

Paola Ferrario.

Quindi il signor Novak ha bisogno di un avvocato.

No, Thomas mi ha chiamato per l'incidente d'auto.

In realtà il mio assistito è estraneo all'omicidio di Susanna Bianco.

Non pensa che dovrei assistere all'interrogatorio, ispettore?

Posso rivolgere a un sospettato tutte le domande che voglio

senza la presenza di un avvocato.

Quello che non posso fare è verbalizzare le sue risposte.

Se lo faccio confessare senza di lei, dovrò farlo confessare di nuovo.

Ho detto qualche inesattezza?

- Prego, avvocato. - Grazie.

Voglio vedere mio figlio.

C'è un provvedimento restrittivo nei suoi confronti.

Dopo quello che è successo ieri il giudice non cambierà idea.

Mi ha presa per i capelli e mi ha sbattuto la testa sul tavolo.

Se l'è presa con me e mi ha spento la sigaretta sul braccio.

Mi ha afferrata per il collo

e mi ha costretta ad avere un rapporto sessuale.

La sua specialità era quella di prenderla per il collo.

Ero uno stronzo, bevevo molto.

- Ma ora sono cambiato. - E' diventato un assassino.

Non sei tenuto a rispondere.

Non l'ho uccisa.

Come faceva a conoscere l'indirizzo di Susanna?

Me lo aveva dato lei.

Un mese fa mi aveva telefonato.

Ci siamo incontrati in un bar vicino alla stazione.

Stanotte ero lì perché avevamo un appuntamento.

Susanna aveva deciso di tornare a casa con me.

Ho aspettato in macchina più di un'ora.

Ho pensato che Susanna avesse cambiato idea.

Allora me ne sono andato.

Perché suo figlio non sapeva niente?

Federico sarebbe venuto, siamo sempre andati d'accordo.

Non mi risulta.

Anche lui l'ha denunciata per maltrattamenti.

E' stata Susanna a costringerlo a denunciarmi.

Io non l'ho mai toccato.

Com'è che questa favola a lieto fine si è conclusa

- con sua moglie morte strangolata? - Non l'ho uccisa.

- Possiamo andare adesso? - Lo tratterrò per 48 ore.

Lei può aspettare nell'atrio.

- Ha confessato? - Non ancora.

E' uscito un articolo con l'indirizzo della casa rifugio.

- Ho già avvisato il centro. - Scusa un attimo.

- Vale? - Non potevo rispondere...

- Tua madre è scomparsa. - Cosa?

Ha lasciato tutto qua: portafoglio, documenti, cellulare.

Ha preso solo i soldi per andare a comprare il pane.

- Quando è uscita? - Da quasi due ore.

Sei sicuro che non avesse altro da fare?

No, ha detto: "Vado e torno."

- Magari ha incontrato qualcuno. - A parte noi, qui non ha nessuno.

Sono andato al supermercato e ho fatto il giro del quartiere.

Faccio diramare una foto a tutti gli ospedali,

chiedo a Lombardi di mandare una volante a fare un giro.

Vedrai che ci stiamo preoccupando per niente.

- Tu mi hai detto la verità? - Su cosa?

Sul sangue che hai trovato nella casa al lago.

E' stato un errore della scientifica o c'è qualcosa che non so?

- Perché dovrei nasconderti qualcosa? - Perché lo fai sempre.

Per proteggermi.

Mi hai mai visto così felice come in questo periodo?

- Sei andata via di casa. - Sono andata perché sono felice.

Tra me e mamma è tutto risolto.

E sono sicura che appena metto piede in questura,

tu mi chiami e mi dici che la mamma è tornata.

Vado a fare il caffè.

- Vuoi? - Sì, grazie.

Pronto? Pronto?

Chi cazzo sei? Che vuoi da mia moglie?

Hai saputo?

Cosa?

Hanno pubblicato il nostro indirizzo sui giornali.

Dobbiamo sgombrare subito.

Stronzi!

Ester... non rispondi?

- Non è lei. - Come no? L'ho visto.

Ho provato a chiamarla, ha risposto il marito.

Non hai fatto già abbastanza casini, eh?

Sono preoccupata, ho paura che il marito sospetti qualcosa.

E telefonandole pensi di risolvere qualcosa?

Ho perso oggi la mia migliore amica.

Perché mi tormenti?

Ascolta, Ester aveva...

Aveva già preso la sua decisione.

Dobbiamo aspettare, no?

Si rimetterà in contatto con noi.

Se non riuscisse a farlo? Se non potesse farlo?

Troveremo un'altra soluzione,

ma pensiamoci alle cose prima di farle, d'accordo?

E Federico? Cosa ne sarà di lui?

Posso?

Stella, ci lasci da soli?

Vai ad aiutare tua madre a fare le valigie.

- Come va? - Devo prepararmi anche io?

Certo.

Però adesso non potrai più stare con noi, capisci?

Ti hanno trovato una sistemazione, in una casa famiglia.

- Voglio stare con Stella. - Lo so.

Purtroppo non è possibile.

Sei minorenne, il giudice ha deciso così.

Però potrai telefonarle.

Ti prometto che ti verrò a trovare con lei tutte le volte che vuoi.

Prepara le tue cose.

Allora?

Puoi far diramare una foto di mia madre a tutti gli ospedali?

- Non aveva i documenti con sé. - Certo. Perché non vai a casa?

- Qui andiamo avanti noi. - Preferisco lavorare.

Sicura?

Va bene.

- Come stai? - Bene.

L'autopsia ha confermato che Susanna è morta

per strangolamento tra le 4.30 e le 6.30 del mattino.

Purtroppo non ci sono tracce di DNA estranee alla vittima.

I tabulati di Novak e Susanna Bianco sono arrivati?

Sì, non risultano telefonate tra loro.

Ha mentito.

C'è anche qualcun altro che non ci ha detto tutto.

Perché sei andata via di casa stanotte?

Lorenzo, scusami se non ti ho risposto.

E' stata una nottata infernale. Hai saputo, no?

Sì. Mio padre mi ha mandato ad occuparmi del caso.

E' un omicidio e tu non hai abbastanza esperienza.

Lo conosco meglio di chiunque altro nello studio,

- l'ho sempre seguito io. - Lo conosci molto bene, vero?

Dove sei stata tutta la notte?

Davvero credi che non mi sia accorto di niente?

- Te lo scopi? - No. Che cosa dici?

Avvocato Ferrario, posso parlarle un attimo?

Sono l'avvocato Greco, il titolare dello studio.

- Mi occupo io del caso adesso. - Buono a sapersi.

Ma io devo parlare con lei.

L'aspetto nel mio ufficio, è quella porta lì.

Va bene.

Lorenzo, vai a casa per favore. Ti spiego tutto ma vai a casa.

Dodici chiamate senza risposta

tra le 23 e l'una di notte.

Cosa doveva dire di così urgente al suo cliente?

Dov'era ieri notte?

Era con Novak.

Ha una relazione con lui?

Ce l'avevo.

In realtà...

Siamo stati insieme solo una volta.

E poi non mi ha più voluta vedere.

Non mi rispondeva più al telefono.

Non si presentava agli appuntamenti per parlare della causa.

Ieri sera dovevamo vederci per cena, ma non è venuto.

E lei lo ha chiamato dodici volte.

Io sono tornata a casa però...

Non lo so cosa mi è preso e quindi sono uscita di nuovo.

Sono andata a casa sua.

Quando sono arrivata, lui stava salendo in macchina.

- Che ore erano? - Non lo so.

Molto tardi. E l'ho affrontato.

Gli ho chiesto perché mi stesse trattando così.

- Lui era molto nervoso. - E l'ha presa per il collo?

No...

Quello gliel'ha fatto lui, vero?

Ha detto qualcosa di Susanna?

Io... io gli ho chiesto dove stesse andando.

E lui mi ha detto: "Vado da quella stronza."

Posso darle un consiglio?

Si dimentichi di Thomas Novak.

Stella, dobbiamo andare.

- Vieni! Dai, andiamo! - Stella!

- Stella! - Federico!

- Stella, dove vai? - Federico! Fermati!

5.35.

Lei scende dall'auto e va verso la casa rifugio.

Dopo un quarto d'ora succede questo.

Lei è nervoso e picchia quell'uomo.

Mi ha mentito, non ha aspettato Susanna in macchina.

E' arrivato, è sceso e l'ha uccisa.

Non l'ho uccisa.

Non risulta nessuna telefonata tra lei e Susanna.

Mi ha mentito anche su questo.

- E' questo. - Roberto Nesta.

- Chi è? - Un mio collega di lavoro.

Gli ho chiesto di comprarmi una scheda a nome suo

- per darla a mia moglie. - Perché non me l'ha detto subito?

Perché è vero che non mi ha cercato Susanna.

Sono stato io a trovarla ma è vero tutto il resto.

Ci siamo visti, ci siamo sentiti. Aveva deciso di tornare con me.

Perché un'altra scheda telefonica?

Susanna diceva che qualcuno le controllava le telefonate.

- Chi? - Non lo so.

Qualcuno che lavora al centro.

- Cos'ha fatto in quel quarto d'ora? - Sono andato di fronte alla casa.

Volevo entrare ma non ho avuto il coraggio.

Ho aspettato, sperando che lei uscisse.

E poi me ne sono andato.

Io non l'ho uccisa.

Federico è scappato insieme a Stella.

Ho già avvisato le volanti. Con lui come va?

Verificate se Roberto Nesta ha comprato una scheda

a suo nome per Novak.

Ok.

Avevo chiesto a Lombardi di fare domanda

per le telecamere di sorveglianza vicino casa di tua madre.

Vedrai, la troveremo.

No, dai, ti prego.

Stella...

Fede, no.

Io voglio farlo.

Ti giuro che ci riesco prima o poi.

Lo faceva spesso?

Quando era troppo ubriaco però non ci riusciva.

Lavoravo tutti i pomeriggi in un bar.

E sai come spendevo tutto lo stipendio?

In bottiglie di gin.

Le infilavo nella credenza.

Speravo se le scolasse tutte fino a farsi scoppiare il fegato.

- Mi porti via? - Va bene.

- A Cuba. - Perché a Cuba?

Una volta Carmen mi ha fatto vedere le foto dei suoi parenti.

Sembravano tutti felici.

Allora andiamo a Cuba.

Ti avevo detto di restare qui. Dov'eri?

Ho visto il trolley, sei stata da Ester.

La tiene chiusa in casa come un animale.

Le ha levato persino il telefonino. Dobbiamo chiamare la polizia.

Ti ha detto di chiamare la polizia?

Cosa ti ha detto Ester?

Queste le lasci al portiere domattina.

E poi ti prendi una settimana di riposo.

Basta cazzate, Alessia.

Prendi le tue cose e vattene.

Le immagini delle telecamere vicino casa di tua madre.

- Le vediamo insieme? - Giacomo mi aspetta a casa.

- Le guardo insieme a lui. - Va bene.

- Giorgio, grazie. - E di cosa?

Vieni?

- O vuoi andare a dormire? - No, vengo.

Vale, vieni qua.

Guarda, è mamma.

E' la strada vicina al supermercato.

Chi è?

Chi è?

- Zio. - Ciao.

Entra.

Posso parlare un attimo con Valeria e Giacomo?

Certo.

No, resta.

- Tanto gli direi tutto comunque. - Che c'è, zio?

Tu hai riaperto il caso.

Io sono andato a parlare con Lucia.

Volevo capire se mi aveva mentito.

Mi ha risposto che non c'era niente da nascondere.

Però... io non le ho creduto.

Ho iniziato a seguirla.

La notte in cui l'hai interrogata in questura, io stavo là sotto.

Quando è uscita, l'ho seguita. Si è incontrata con un uomo

sotto i portici di Piazza San Carlo.

Hanno discusso e lei è andata via.

A quel punto ho seguito quell'uomo.

Quale uomo?

So solo che è il proprietario di questa ditta.

Non mi andava di restare con le mani in mano,

ho riguardato le immagini della telecamera

che ha ripreso sua madre.

Guardate questa macchina.

Diciotti minuti prima.

La stessa macchina.

In due ore e venti attraversa lo stesso punto sei volte.

Ma dopo che Lucia è passata non si vede più.

- Sapete che penso? - Che perlustrava il quartiere.

Aspettava lei. Fai un controllo sulla macchina.

Questa è la macchina con cui è stata rapita mia madre.

E' stata rubata in zona Crocetta tre ore prima della scomparsa.

- E io cosa devo fare? - Se Menduni era lì all'ora del furto,

vuol dire che è stato lui.

Dammi qualche ora.

Signora Sarri!

Salve.

Federico e Stella? Li avete trovati?

Non ancora.

- Posso farle qualche domanda? - Certo.

Thomas Novak sostiene che la moglie gli avesse detto

che un operatore del vostro centro le controllava le telefonate.

- Lei ne sa qualcosa? - Non è stato lui?

E' quello che sto cercando di capire.

- C'è qualcosa che vuole dirmi? - No, non credo che...

Non crede cosa?

Una delle mie volontarie si sta comportando in modo strano.

Su di lei giravano voci nella casa

riguardo il rapporto tra lei e Susanna.

Quali voci?

- Ve lo ha detto la Sarri? - Sì.

Che stronza!

- E' vero quello che ha detto? - Certo.

Susanna era una donna dolcissima, fragile.

Mi sono innamorata di lei. Allora?

Susanna la ricambiava?

Ci siamo date solo un bacio.

Da quella volta ogni volta che mi incontrava, cambiava direzione.

Non era ancora pronta.

Per cosa?

Per capire che gli uomini sono dei gran bastardi.

Davvero pensate che possa averla uccisa io?

Le controllava il telefonino?

Perché?

Avevo paura che si sentisse ancora con il marito.

Lo faceva?

- Non lo ha mai ammesso. - Secondo lei?

Sa quante volte sono tornata io da mio marito?

Quattro volte.

Mi ci è voluta una settimana di coma in ospedale per lasciarlo.

Perché noi torniamo sempre.

Finché non ci facciamo ammazzare.

Ciao.

Che cosa volevi fare?

Gli hai inviato un documento riservato con l'indirizzo della casa rifugio?

Hai permesso a quell'uomo di uccidere sua moglie.

Il collega di Novak ha confermato.

Tre settimane fa Novak gli ha chiesto di comprare una SIM per la moglie.

Forse Susanna voleva tornare veramente con il marito.

Ma se è così perché il figlio non ci ha detto niente?

Senti, Fede.

So dove trovare i soldi per andare a Cuba.

Li rubiamo a mio padre.

Tiene sempre un sacco di soldi in contanti.

Ci andiamo appena fa buio.

Chi cazzo sei?

Dove vai?

Ester, dobbiamo andare via subito.

- Come sei entrata? - Ho rubato le chiavi.

Non abbiamo molto tempo.

Resta qui e controlla che non arrivi.

Sbrigati!

Vieni via con me.

Devo vestirmi.

Dopo. Ho la tua valigia in macchina.

Sta arrivando tuo padre!

Che fai? Dai, andiamo!

- Che cazzo fai? - Lo ammazzo.

- Lo ammazzo. - Stella...

- Stella, no! - Fede! Fede!

Che cazzo vuoi da noi due?

Lavoro nel centro antiviolenza, ci ha contattato tua moglie.

Era stanca di essere massacrata di botte tutti i giorni.

- Lo so come ti senti adesso. - Che cazzo ne vuoi sapere?

Invece lo so perché mio marito era come te.

Non puoi essere fiero di quello che fai.

Lasciala andare.

Vuoi lasciarmi?

Sì.

Ester no!

Ispettore, non c'era bisogno che venisse.

Ce ne possiamo occupare noi.

Che succede?

Ci vediamo dopo.

Questa l'hai persa dal trolley di tua madre,

quando sei tornato indietro per rimettere i vestiti nell'armadio.

Quando ti ha detto che sareste dovuti tornare da tuo padre?

Mi ha svegliato e mi ha portato fuori.

Doveva dirmi qualcosa di importante.

Ho visto le valigie.

Le aveva già preparate prima.

Non potevo tornare da lui, non so cosa mi è preso.

Non riuscivo a fermarmi.

L'ha sempre saputo che era stato suo figlio, vero?

Quando è sceso dalla macchina per andare a cercare sua moglie

ha trovato il suo cadavere ed è scappato via.

Sa che cosa avrei fatto io al suo posto?

Mi sarei preso la colpa.

Perché le mani attorno al collo di Susanna sono anche le sue.

Andiamo.

Mi hai scopata solo per rubarmi questo, eh?

Hai mai provato qualcosa per me?

- Rispondi! - Calmati!

- Rispondimi! - Calmati!

- Allora? - Vieni.

Le celle e i tabulati di Menduni corrispondono.

Quando hanno rubato quella macchina lui era lì.

- Come hai convinto il PM? - Non l'ho convinto.

Infatti questa storia non esce da questa stanza.

- Grazie. - Non c'è di che.

Cazzo...

Cazzo!

Mamma!

Mamma!

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