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Zulu
'Notte.
Mamma?
- Tutto bene? - Sì.
E tu? Ti sei divertita?
Come sta la sig.ra Menduni?
La tac ha mostrato un vasto ematoma
nella sfera frontale.
Lo stiamo monitorando.
Ma se non si riassorbe in tempo, dovremo intervenire.
Per farlo, c'è bisogno del consenso informato
da parte di un parente. Lei è la sorella, giusto?
- Cosa intende per "tempi brevi"? - Due o tre giorni al massimo.
Ma se dovessimo operare d'urgenza
sarebbe opportuno aveve il consenso già firmato.
Se mi segue in infermeria, provvediamo subito.
No, io... devo prima parlare con il padre.
Francesca Molino, 37 anni.
E' un'oncologa dell'ospedale.
E' caduta dalla finestra.
Un addetto alle pulizie ha trovato il corpo mezz'ora fa.
- Cos'altro abbiamo? - Ancora poco.
Per quanto ne sappiamo, potrebbe trattarsi di suicidio.
A terra c'era anche questo.
Funziona ancora, l'ultima telefonata l'ha fatta alla sorella ieri sera,
- Simona Molino. - Scusate?
Salve.
Sono Domenico Riccardi, sono il Primario.
Agnese, mia figlia, era l'assistente di Francesca.
Ispettore Ferro, Squadra Mobile di Torino.
La dottoressa aveva dei motivi per togliersi la vita?
Ma no... sul lavoro non aveva nessun problema!
Era stimata da tutti, veramente.
I suoi pazienti la amavano.
Dovremmo parlare con alcuni di loro.
Sono soprattutto bambini.
Francesca gestiva un progetto sperimentale:
immunoterapia sulle leucemie infantili.
E' quello il suo ufficio?
Sì.
Grazie.
Sentite tutti i pazienti delle camere da cui si vede quella finestra.
- Magari qualcuno ha visto qualcosa. - Ok.
Valeria?
Fai prelevare un campione del tessuto di questa tenda.
Portatelo al medico legale per confrontarla
- con eventuali tracce sul cadavere. - Sì.
Forse non si è suicidata.
Abbiamo trovato una denuncia.
Qualche giorno fa la dottoressa è stata minacciata
da un certo Fabio Serra.
E' il padre di uno dei bambini che aveva in cura.
- Cerca di capirne di più. - Ok.
La macchina di Viola è rimasta al deposito giudiziario.
Insomma... bisognerebbe prendere le sue cose...
- ...portarle... - Ci penso io, tranquilla.
Grazie.
Dai Bea, la prima ora abbiamo la Buselli.
Se arriviamo tardi ci ammazza!
Sono 20 minuti che vedo il tuo culo. Lo sai, vero?
Vuoi dirmi che ho un brutto culo?
- Teo cosa dice del tuo culo? - Gli piace.
E quindi?
Non abbiamo scopato.
Stavamo per farlo, però alla fine...
Non è che la prima volta dev'essere per forza...
...su un letto vero, con le luci soffuse,
- e tutto il resto, no? - No.
Però non ho la testa, adesso.
Per via delle analisi?
Dai, quelle andranno bene.
Speriamo!
Sono contenta che ci sei.
- Amore... - Che c'è?
Mi dispiace per sua sorella.
- Ho bisogno di farle qualche domanda. - Sì.
Ieri Francesca le ha telefonato.
Che cosa voleva?
Era molto nervosa e...
...mi ha chiesto di vederci.
Ma non ho idea di che cosa volesse.
Aveva dei problemi con qualcuno?
No... non credo.
Ma perché mi fa queste domande?
Mia sorella non si è uccisa?
Stiamo cercando di capirlo.
Proprio non ha idea del perché volesse incontrarla?
Forse mi voleva parlare di Beatrice.
Ho un tumore benigno alle ossa e mia zia mi stava curando.
Tempo fa, mia sorella si era accorta
che c'era qualcosa che non andava,
e ci ha fatto fare una biopsia.
Stiamo aspettando i risultati.
Scusatemi.
L'autopsia ha rilevato tracce di poliestere
sotto le unghie della vittima, compatibili con la tenda del suo ufficio.
Quindi non è stato suicidio?
Novità su Serra?
Ho controllato il verbale della denuncia.
Lui ha minacciato la Molino
perché lei non aveva accettato il figlio nel banner di ricerca.
Un infermiere mi ha detto di averlo visto ieri sera in ospedale.
Lei si chiama Varvara.
Nessuna balena ha mai fatto un viaggio come il suo.
- Veramente? - Sì.
- Guarda che spruzzo! - Caspita!
Senti, ma... la mamma mi ha detto che ieri
è stata una festa bellissima.
- Tu ti sei divertito? - Sì, ma tu non c'eri.
Ti prometto che, quando starai meglio,
faremo una bella festa in giardino,
con tutti i tuoi amici.
Poi sai che facciamo?
Ti porto anche a vedere le balene.
Ci vuoi venire?
- Sì, certo. - Fabio?
La Molino, nella denuncia, afferma che lei l'ha strattonata
e minacciata di morte.
Erano solo parole.
Ero nervoso.
Anche ieri sera era nervoso?
Un'infermiere afferma di averla vista in ospedale
proprio ieri sera.
Si dev'essere sbagliato.
So che suo figlio sta molto male.
Perché la dott.ssa Molino si è rifiutata di inserirlo
nel suo banner di ricerca?
Diceva che non c'erano più speranze per Arturo.
Lui ieri l'hanno dimesso.
Abbiamo fatto anche una piccola... festicciola
per distrarlo un po'.
Quindi era a casa? Qualcuno puo' confermarlo?
No.
No, perché...
...ho avuto paura.
Paura di cosa?
Di non riuscire a guardarlo negli occhi.
Quindi ho preso la macchina e...
...ho girato, per un po'.
Ed è tornato dalla Molino?
Ascolti...
La volta che mi ha denunciato, io... ho alzato un po' la voce.
Le ho detto delle cose che non dovevo dire.
Ma io non sono più tornato lì.
Mi lasci tornare da mio figlio.
Purtroppo dobbiamo trattenerla.
- Che succede? - Un'infermiera mi ha detto
che non ha voluto prendere le medicine, stamattina.
Ho riprovato io, ma non mi risponde.
Ehi?
Victor?
Come va?
Perché non vuoi prendere le medicine?
Su!
Bea?
E' maligno!
- Te l'avrei detto. - La mail è arrivata ieri!
Bea, stavo solo aspettando il momento di dirtelo.
Bea.
No avvocato, non posso occuparmene io.
E' solo una firma per il consenso all'operazione.
Ho già lasciato i moduli in commissariato a suo nome,
devo solo ritirali e portarli a Menduni.
Grazie avv. Durino, arrivederci.
Salve, sono la moglie di Serra.
Mio marito è qua da più di cinque ore.
Potete dirmi qualcosa?
Mi dispiace signora, non possiamo dirle niente.
Dov'è papà?
Non ti preoccupare. Lo vedrai presto.
Tornate a casa, signora.
- Vi terremo informati. - Va bene.
Vieni amore, andiamo. Grazie.
Papà?
A chi verrà affidato il progetto, adesso?
- Posso farlo io! - Ma ti sembra questo il momento?
Non possiamo interrompere la sperimentazione.
Fidati di me, per una volta.
- Ne parliamo in un altro momento. - Chiedo scusa...
Dovrei parlare con tutti i pazienti delle camere
che affacciano sul cortile.
Da quel lato c'è solo il reparto di oncologia pediatrica.
Va bene.
Queste cose si smagnetizzano.
Chiamo un coll....
- Prego. - Grazie.
Ciao.
Ti va se parliamo un po'?
Perché hai fatto questo disegno?
Victor?
Che cosa hai visto ieri notte?
- Ah, è qui. - Sì.
Posso fare delle domande al bambino?
Deve fare delle analisi, lo sto portando in ambulatorio.
- Se si potesse rimandare... - Victor, non ti preoccupare.
Parliamo un'altra volta, eh?
Sì, grazie.
Mi vuole ancora dire che ieri sera non era lì?
- Io non c'entro nulla! - Perché è andato in ospedale?
Perchè ero arrabbiato, volevo parlarle!
- Perché non me l'ha detto subito? - Non lo so.
Ho avuto paura.
Avevo... non potevo avvicinarmi alla Molino.
- Per la denuncia! - Perché c'è andato?
Volevo supplicarla...
...di ripensarci.
Mio figlio puo' essere ancora salvato!
- Ma lei non ha voluto ascoltarmi. - E lei l'ha uccisa.
Io sono uscito da quell'ufficio,
prima di fare qualcosa di cui mi sarei pentito.
Glielo giuro!
Perché dovrei crederle?
Perché ucciderla...
... non avrebbe salvato la vita a mio figlio.
Valeria, puoi venire un attimo?
Dice che ha visto qualcosa la notte dell'omicidio.
Ciao, Victor.
Io mi chiamo Valeria.
Mi dici cosa hai visto?
Hai visto la dott.ssa Francesca?
Ero nel mio letto.
Ho visto dalla finestra che era caduta.
Hai visto qualcos'altro?
L'altra dottoressa.
- Quale dottoressa? - Agnese.
Che cosa faceva?
Era nella stanza di Francesca, alla finestra.
E guardava giù.
Grazie, Victor.
- Potete andare. - Grazie.
- Arrivederci. - Arrivederci.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Stamattina, il badge di Agnese Riccardi non funzionava.
Fai fare un controllo all'ospedale.
- E i risultati della scientifica? - Niente di risolutivo.
C'è una stranezza, però.
L'hard disk del portatile di Francesca
è stato rimosso.
Francesca voleva licenziarla.
Le aveva disattivato il badge.
Poco prima che qualcuno la uccidesse.
E' stata lei a prendere l'hard disk dal suo portatile?
Che cosa voleva far sparire?
Non so di cosa stia parlando.
Un suo paziente l'ha vista nell'ufficio della Molino, quella sera.
Victor?
- Io non ho fatto niente. - Allora perché era lì?
Va bene.
Ho preso io l'hard disk.
Francesca mi aveva obbligato a dare le dimissioni.
Aveva anche già scritto la lettera per me.
- Ma non l'ho uccida. - Perché voleva mandarla via?
Perché...
...ho sbagliato una diagnosi su una ragazzina di 16 anni.
Sei mesi fa le ho diagnosticato un osteoclastoma benigno.
Ma ho fatto un errore.
E Francesca se n'è accorta.
Sì.
Ma mi ha proposto un patto.
Lei non avrebbe detto niente
e io avrei consegnato le dimissioni per motivi personali.
Certo.
Lei non poteva deludere suo padre.
Come si è sentita quando suo padre
ha messo Francesca e non lei a capo del progetto?
- Male. - E' per questo che l'ha uccisa?
No.
Io...
...è vero, non avrei mai sopportato che mio padre
sapesse che avevo fatto un errore così grande.
Non l'avrei sopporato per me, ma...
...non l'avrei sopportato per lui.
Io, quella sera,...
Quella sera, cosa?
Volevo uccidermi.
Sono salita sul tetto e...
...lì ho visto il cadavere di Francesca.
E ha cambiato idea.
Sono andata nel suo ufficio,
e ho preso l'hard disk.
Ma solo perché sapevo che dentro
c'era la mia lettera di dimissioni.
Dove ha messo l'hard disk?
La storia di Agnese Riccardi potrebbe essere credibile.
Hai trovato il file con la lettera di dimissioni?
Sì.
Ma ho trovato anche altro.
Il giorno in cui è morta,
Francesca ha cancellato una mail di sua sorella, Simona.
Legga.
Perché non me l'ha detto?
Quando ci siamo viste la prima volta lei sapeva già
che il tumore di sua figlia era maligno.
Sì, ma Beatrice non lo sapeva.
Non potevo farglielo sapere così.
Però non me l'ha detto nemmeno dopo.
Perché avrei dovuto, sono cose della nostra famiglia.
Signora, c'è stato un omicidio!
- Perché ha minacciato sua sorella? - Perché ero arrabbiata!
Francesca ci ha sempre rassicurato su tutto.
Ci ha detto che era solo un osteoclastoma benigno.
Che l'avrebbe rimosso quando Beatrice avesse terminato
la fase dello sviluppo.
Poi Francesca ha voluto fare questa biopsia,
io mi sono preoccupata e ho portato le analisi
ad un altro oncologo.
Mi ha detto che il tumore si poteva vedere già sei mesi fa.
Non potevo credere che mia sorella
avesse fatto un errore così grave.
E poi sono arrivati i risultati della bipsia.
Sì.
Non solo il tumore è maligno,
ma è anche molto esteso.
Si poteva fare qualcosa sei mesi fa, adesso non...
Ho bisogno delle analisi di Beatrice.
Mamma.
- Che succede? - Niente, Bea.
Stai tranquilla, non succede niente.
L'altro giorno ho litigato con la zia.
Per questo non ti ho detto niente.
Zia aveva fatto un errore con te.
E io non sapevo come dirtelo, mi dispiace.
- Me lo dovevi dire. - Sì, Bea.
Hai ragione, te lo dovevo dire.
Mi dispiace.
Ma cos'è?
Ho fatto una biopsia.
Cioè?
Ho un tumore.
Però non è niente di grave.
Tutto bene, cioè, mi pare di stare bene.
Ti va con un tumore, scusa?
Vabbè, ho capito.
- Volevo dire che... - Sì, ho capito.
Portami a casa.
Che cosa c'entri con questa storia?
Fabio!
Dimmi dov'eri ieri sera.
Invece di stare con tuo figlio.
Tutto quello che faccio, lo faccio per lui.
- Lo devi accettare, Fabio! - Cosa?
Cosa devo accettare?
- Che mio figlio deve morire? - No.
Che ci rimane poco tempo e che...
- ...dobbiamo dedicarlo a lui! - Non lo vogliono curare!
Prendono solo quelli che si salveranno sicuramente.
- Ma lo sai che non è così. - Arturo?
- Piccolo! - Amore, cosa c'è?
- Respira, su. - Aspetta!
- Prendi le chiavi della macchina! - Dove sono?
Su, vieni qua.
E' fuori pericolo.
- Possiamo vederlo? - Adesso riposa.
Dovrà passare tutta la notte in osservazione.
Dottore...
Quanto gli resta?
Ho visto le analisi e...
In questi casi è molto difficile fare una previsione.
Però...
Mi dispiace molto.
Scusate.
Vieni qua.
Se l'ematoma non si riassorbe in breve tempo,
La dovranno operare.
E, a quanto pare, non è un intervento semplice.
Mi dispiace, dottore.
L'ispettore Ferro, mi ha chiesto di portargli questi.
Ma Nadia è con lei?
Serve il consenso informato,
all'operazione.
L'ispettore ha detto che ci deve pensare lei.
Che devo fare?
Deve decidere.
Ehi?
- Come va? - Meglio.
Ci hai fatto prendere un bello spavento ieri sera, sai?
Cosa stai guardando?
Perché tu e mamma litigate sempre?
- Per colpa mia? - Ma no!
Che colpa tua, Arturo!
Delle volte io e la mamma abbiamo...
...delle opinioni diverse. Ma poi facciamo subito pace.
Ehi?
Sei pronto per una sorpresa?
Ta-da!
Guarda.
Noi ce ne stiamo belli comodi sulla nave,
e seguiamo le balene nel loro viaggio.
Tutto ce lo facciamo.
Le possiamo vedere da vicino.
Non sei contento?
Voi avete paura che io muoio?
Ma che dici, Arturo?
Io non morire.
Non succederà... piccolo.
Non succederà.
Te lo prometto.
- Sei sicuro? - Che dice la mamma... boh!
Certo, dobbiamo fare la foto del passaporto.
Tu ci vuoi sempre venire a vedere le balene?
- O ci andiamo solo io e la mamma? - Dai, papà.
- Che c'è? - Ci andiamo tutti insieme.
Certo che ci andiamo tutti insieme.
Fabio? Grazie.
Andiamo, su.
- Ciao. - Ciao, amore.
Ciao.
- Papà? - Piccolo.
Non preoccuparti.
Andiamo.
Io qui non ci voglio stare.
Ehi?
Non avere paura.
Tu devi guarire. Siamo qui per questo.
Ok?
Forza.
Andiamo.
...ha richiesto una consulenza.
Dr. Ferotti, comunque... vorrebbe che tu lo vedessi.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Serra, che ci fai qui? - Dottore...
Io sono qui per far curare mio figlio.
Guardi.
Su internet ho letto che all'estero,
le malattie come quelle di Arturo, le curano.
Senta, abbiamo già fatto questa discussione.
Dottoressa, la prego. Mio figlio puo' guarire!
Lo faccia entrare nel programma.
- Serra, mi sta facendo male. - Papà, basta.
Serra, per favore! Porti a casa suo figlio.
Non puo' venire qui a dirci che abbiamo sbagliato tutto,
solo perché ha letto due cose su internet!
Sono 30 anni che faccio questo lavoro. Lei che lavoro fa?
Adesso...
Adesso lei cura mio figlio!
Capito?
- Venga! - No.
Nello zainetto c'è una catena.
La metta alla porta e si sbrighi!
Veloce!
L'ospedale ci ha dato l'accesso ai server?
Sì.
Questa è la lastra che ci ha portato la madre di Beatrice.
E' di sei mesi fa.
Cerca il referto della diagnosi che Agnese Riccardi
dice di aver sbagliato.
Eccolo.
Ma è la stessa patologia.
Osteoclastoma benigno al femore sinistro.
- C'è anche la lastra. - Aprila.
E' identica.
Anche il codice è lo stesso.
Un attimo.
Due giorni fa qualcuno le ha scambiate.
Il sistema registra ogni movimento.
- Si puo' anche vedere chi è stato? - Certo.
Ogni medico dell'ospedale ha il proprio account.
Ilario Nicosia, medico chirurgo.
Stampa la lastra.
Due giorni fa qualcuno è entrato nell'archivio digitale della clinica.
Ha preso la lastra di Beatrice Signoli,
lastra in cui era già evidente il tumore,
e l'ha sostituita con la lastra di una paziente di Agnese.
- Non è possibile. - L'accesso è stato effettuato
da un computer del laboratorio.
Lei è l'unico ad aver accesso al database.
E' stata Francesca a chiedermi di sostituire quelle lastre.
Aveva fatto fare le analisi alla nipote,
e si era sbagliata.
Quando ha scoperto l'errore, le ha fatto fare una biopsia.
E ha scoperto che il tumore di Beatrice era maligno.
Così mi ha chiesto di sostituire le vecchie lastre,
con quelle di una paziente con l'osteoclastoma benigno.
Agnese aveva avuto una paziente con quella patologia.
- Pochi mesi fa. - Ma anche la sorella di Francesca
si è accorta dell'errore.
Perché ha accettato di coprire Francesca?
Perché l'amavo.
Avevamo una relazione.
Ma nessuno in ospedale lo sapeva.
E' stato lei a togliere i referti di Agnese
- dall'archivio cartaceo? - No.
Il personale medico non puo' accedere all'archivio fisico.
E chi puo' accedervi?
C'era qualcun altro che sapeva dell'errore?
Chi lo sapeva?
Quando Francesca mi ha detto che la sorella
aveva scoperto tutto, ho avuto paura.
Non avevo sbagliato io i risultati delle analisi.
Non era giusto che pagassi per un errore che non avevo fatto.
- A chi lo ha detto? - C'è un'emergenza alla clinica.
Dobbiamo andare.
Mi serve un nome.
Adesso voi due... curate mio figlio.
- Sig. Serra, non funziona così. - Non mi prendere per il culo!
Arturo puo' ancora farcela.
E tu, ora,... gli salvi la vita.
Tu non startene lì così, fa qualcosa!
Cos'è quello?
Un fattore che stimola la crescita cellulare.
Ma bisognerà aspettare del tempo,
per poter procedere al prelievo delle cellule staminali.
Quanto?
Che cosa succede?
Un uomo si è chiuso nel reparto.
Ha una pistola.
C'è un bambino con lui, il dott. e la dott.ssa Riccardi.
Ci voglio parlare.
- Papà? - Non preoccuparti, piccolo.
Va tutto bene.
Che cosa hai intenzione di fare?
Lo stai prendendo in giro?
E' stato lui a metterci in questa situazione.
Fabio, sono Valeria Ferro.
Se sei disposto a collaborare,
possiamo trovare un accordo.
Che cosa vuoi?
Io non ho bisogno di niente.
Lasciami in pace.
Almeno fai uscire il bambino.
Non hai capito? Io sono qui per lui!
E' con suo figlio. Fate venire la moglie.
Io non volevo tutto questo.
E' che Arturo è la cosa più importante che ho.
Voglio solo che... abbia una possibilità.
- Fabio. - Marina.
Che cosa stai facendo?
Ehi, lo salveremo.
Sistemo tutto io, qui.
Sistemo tutto.
Torniamo a casa, dai.
Risolvo tutto io.
Fabio... ti amo.
Non possiamo fare niente per lui.
Fai quello che ti dico.
Allora?
Ci vuole ancora un po' di tempo.
Non ce n'è più di tempo!
Questa stanza non è attrezzata per il prelievo.
- Dobbiamo spostarci in laboratorio. - Che cazzo dici!
Che cazzo dici, stronzo!
Vuole salvare suo figlio?
State indietro!
State indietro.
Adesso io apro la porta!
E voi ci fate andare in laboratorio! Va bene?
- Sennò ammazzo il dottore! - Va bene.
Vai ad aprire la porta. Prendi le chiavi.
Apri!
Aprila!
Fabio, stai tranquillo. Nessuna mossa azzardata.
Sto posando la pistola.
Fabio... non servirà a nulla.
Il farmaco non puo' funzionare su Arturo.
La sua malattia è ad uno stadio troppo avanzato.
E' solo un bambino.
Che cazzo di medici siete?
Ci dovete provare, che cazzo di medici siete?
Non è così che lo aiuterai.
E come?
Come?
Papà, basta.
- Arturo. - Mamma!
Papà.
Io... voglio andare a casa.
Ti voglio bene, papà.
Dott. Riccardi, dovrebbe seguirmi in commissariato.
Lei sapeva che sua figlia non aveva commesso errori.
Il dott. Nicosia non aveva accesso all'archivio cartaceo dell'ospedale.
Ma lei sì!
E' stato lei a far sparire il referto della paziente di Agnese,
quando si è accorto che le lastre erano state sotituite, vero?
Che cosa voleva fare, proteggere sua figlia?
Agnese ha sempre voluto fare il medico.
Fin da quando era bambina.
Non meritava di perdere tutto
- per l'errore di Francesca. - E' per questo che l'ha uccisa?
Perché non l'ha licenziata?
Ilaria avrebbe confermato che le lastre
erano state sostituite.
Invece lei l'ha uccisa!
Perché?
C'è dell'altro, vero?
Francesca era mia.
L'avevo creata io, dal nulla.
Non sarebbe stata niente senza di me!
E così mi ha ripagato!
Ingannando mia figlia e tradendomi,
con quell'uomo ridicolo.
Quando Ilaria è venuta a raccontarmi tutto,
l'ho capito subito.
Lei non ha nemmeno provato a negare
quando sono andato nel suo ufficio.
Me l'ha detto subito!
Ha implorato, ha supplicato!
Non ricordo nemmeno quando l'ho spinta.
Lo so che ti manca Francesca.
E vorresti che ci fosse lei qui al posto mio.
Forse non sono tanto brava con i bambini.
Però...
...sono una brava dottoressa.
E tu ti puoi fidare di me.
E tu mi farai guarire?
Poi andrò in mezzo al mare, farà freddissimo!
Certo. Tu però copriti bene, eh?
Mi raccomando.
Amore, dobbiamo andare adesso.
- Ma tu non vieni? - Certo che vengo!
Adesso tu vai con mamma, io... vi raggiungo più tardi.
- Copriti bene, mi raccomando. - Sì.
Mi sa che morirò vergine.
- Se vuoi possiamo farlo insieme. - Cosa?
- L'amore. - Noi due?
Anch'io avrei una paura terribile, nella tua situazione.
E so che vorrei avere solo una persona al mio fianco.
Scusa, ho detto una cazzata.
Ma... se cenassimo fuori, stasera?
- Perché scusa, cucino male? - Abbastanza!
Dai, sto scherzando!
Non penserai di cavartela...
Aspetta...
Aspetta.
Pronto?
Sono Giuseppe.
Come hai fatto ad avere questo numero?
Il mio avvocato.
Anzi volevo ringraziarti per averlo contattato.
- Va bene, ora però devo andare. - No Valeria, per favore aspetta!
Valeria!
Forse non dovrei dirtelo, ma...
...potresti stare vicino a Viola il più possibile?
Per favore.
Adesso... lei ha solo te.
Era Giuseppe.
Andiamo a casa.
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