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Original subtitles

- Guarda che sono qui. - Ah...

Che fai, mi segui?

Katia, noi andiamo da Claudio.

- Vieni? - Sì.

Sonia!

Salvate il mio bambino, vi prego.

- Cosa vuole ancora? - Devo parlarle di suo padre.

Non mi interessa.

Neanche se può risparmiargli un ergastolo?

Suo padre è innocente. Non ha ucciso Lucia Ferro.

E per quanto ne so io non ha ucciso neanche Mario Ferro.

Mi sono occupato del caso 18 anni fa.

Ma di suo padre non è mai uscita traccia.

Cosa mi sta dicendo?

Si ricorda la prima volta che sono venuto qui

e le ho fatto delle domande sul giorno dell'omicidio?

Mi aveva detto che suo padre aveva dimenticato il cellulare.

Sì, l'ho trovato io sul divano.

Il cellulare non è rimasto a casa quella mattina.

A un certo punto è uscito in qualche modo.

È stato agganciato sul luogo del delitto.

Poi è rientrato.

Mezz'ora prima di suo padre.

Lui non ha mai avuto il telefono con sé.

- Non l'ha uccisa lui. - Mio padre ha confessato.

Ha ammesso di aver ucciso quella donna.

Perché mi viene a dire questa cosa adesso?

Perché mi hanno sospeso per questo.

Vede, Viola...

Ho passato gli ultimi tre mesi a indagare di nascosto.

Sono a un passo dalla verità ma non posso fare niente.

Ho bisogno che vada a parlare con suo padre al posto mio.

Lei era uno di quelli che l'ha arrestato.

Perché adesso è così sicuro che sia innocente?

Perché 18 anni fa non mi sono sbagliato.

Solo che non lo posso provare.

A lei non interessa niente di me o di mio padre,

lei vuole farsi riammettere in polizia.

Mio padre è morto nel momento in cui ha ucciso quella donna.

Adesso se ne vada.

Per favore.

È di suo padre il maglione che ha addosso, vero?

Il mio ne aveva uno quasi uguale.

Quando è morto, l'ho indossato per tre mesi.

Non lo so perché.

Era l'odore, mi faceva compagnia.

E poi un giorno, all'improvviso, ho scoperto che era mio.

Buona giornata.

- Quante ne prendi al giorno? - A sufficienza.

Che cazzo di risposta è? Quante ne prendi al giorno?

- Valeria! - Sei.

Otto.

Dieci se non riesco a dormire.

- Devi smettere subito. - Mi serve.

E tu servi a me.

Servi ai ragazzi, servi a Giacomo, a Costanza.

Adesso mi serve.

È l'unica cosa che mi serve.

Questa e un po' di tempo.

Facciamo una cosa insieme.

- Quante ce ne sono? - Sei.

Sei sono quelle di oggi.

Domani te ne do altre sei.

Poi scendiamo insieme, giorno dopo giorno. Va bene?

Ok.

Dove sono le altre?

- In bagno. - Va bene. Le prendo io.

Pronto?

Arrivo subito.

Hanno trovato un corpo.

Lavinia Olivera, 25 anni. Cubana.

Sembrerebbe un incidente durante un gioco erotico.

- Chi l'ha trovata? - Una delle imprese di pulizie.

- Giada? - Antonio è qui?

- No. - Non è rientrato stanotte.

Vieni, andiamo di là.

- Vuoi dell'acqua... qualcosa? - No.

Eravate insieme ieri sera?

È successa una cosa, un incidente.

La ragazza che era con noi, Lavinia, la cubana, è rimasta...

Stai scherzando?

- Che è successo? - Non lo so.

Si è sentita male, io ho cominciato a soffocare

e sono svenuta.

Quando mi sono svegliata ero in macchina con Antonio.

È morta?

- Dov'è Antonio adesso? - Non lo so.

Mi ha accompagnato a casa e se n'è andato.

- Doveva sistemare delle cose. - Non mi risponde al telefono.

Buongiorno, amore.

Era suo marito quello che si è scopato mia madre ieri?

Oggi non torno, ho l'allenamento.

- La sorella è stata informata. - Buongiorno, ispettore.

Il medico legale ha detto che Lavinia è stata uccisa.

Non è stata la corda a strangolarla.

Questo complica le cose.

Chiudiamo questa storia prima che parta la fanfara.

Tu che novità hai?

Lavinia è in Italia dal 2014, con regolare permesso di soggiorno.

Attualmente disoccupata.

Ha lavorato per un periodo nel locale "La corda rossa".

Poi è stata licenziata.

- La sorella lavora ancora lì. - Ci ha già parlato qualcuno?

È stata avvisata ma non ci ha ancora parlato nessuno.

Allora dopo ci vado io. Che altro?

Quel locale è l'unico a Torino che organizza

questa specie di spettacoli.

- Ehi! - Non è niente.

Non è niente.

Oltre a quello della vittima

sulla corda la scientifica ha trovato altri due DNA,

di un uomo e di una donna. Nessuna dei due è noto.

Valeria, c'è una persona per te.

Dice che ha informazioni sull'appesa.

- L'aspetto nel mio ufficio. - Ok.

Mio marito è scomparso.

Era in quel seminterrato ieri notte.

Io e Antonio siamo appassionati di shibari da molti anni.

Era presente anche lei ieri sera?

No.

Posso chiederle perché?

Quattro mesi fa sono rimasta incinta e ho deciso di smettere.

Per sicurezza.

Suo marito invece ha continuato?

È stata una decisione comune.

Lo shibari è importante per lui, non volevo se ne privasse.

- Ha proseguito con altre donne? - Sì, con una nostra amica.

È la persona che ci ha insegnato a fare lo shibari.

Si chiama Sonia Fabris.

Ieri sera suo marito era con questa Sonia?

Sì.

Perché c'era una terza persona?

Perché alcune figure sono molto complesse

e per farle servono due persone.

Antonio mi aveva detto che aveva trovato qualcuno.

Io sono convinta che sia stato soltanto un incidente.

Antonio è molto esperto.

Ha eseguito molte legature.

Portava sempre con sé il suo coltello, per sicurezza.

- Perché un coltello? - Per tagliare le corde

se qualcosa dovesse andare storto.

Lei non ha idea di dove possa essere suo marito?

No.

L'avrò chiamato cento volte dall'ospedale. Non mi risponde.

Perché dall'ospedale?

Ho perso il mio bambino.

Mi dispiace.

Per favore, ritrovi mio marito.

È una brava persona.

Ha soltanto tanta paura.

Lavinia non è morta a causa delle corde, signora.

Qualcuno l'ha strangolata.

Hai fatto tardi ieri sera.

Buongiorno, mamma. Buongiorno, papi.

Buongiorno.

Papi, chiudi gli occhi.

- Perché? - Dai, chiudi gli occhi.

Ecco qui.

Questa era per ieri sera ma hai fatto tardi.

Quindi ho deciso di riciclarla per questa mattina.

Grazie, è bellissima.

Ecco qui.

Devo chiamarti vostro onore?

Devo fare un paio di chiamate prima di uscire.

Vi dispiace se la finisco nello studio?

No.

Ho bisogno di parlarti.

Ok. Tra un'ora.

- Hai parlato con qualcuno? - No.

È venuta da me la moglie di Antonio.

È sparito.

Sì?

Sì.

Adesso?

No, va bene. Ho capito.

Arrivo.

Era la polizia.

Lei conosceva Lavinia Oliveira?

Sì. L'ho vista esibirsi a "La corda rossa".

È lì che ha conosciuto Antonio e Giada Pinto?

Mi racconti cosa è successo ieri notte.

Antonio mi aveva chiamata un paio di giorni fa.

Aveva trovato una persona per fare una figura a tre.

Com'è morta Lavinia?

Non lo so.

Avevamo cominciato da poco.

Antonio aveva legato entrambe e avevamo iniziato la figura.

Ad un certo punto lei ha perso i sensi.

Io mi sono sentita trascinare verso l'alto

e ho cominciato a soffocare.

L'ultima cosa che ricordo è Lavinia a terra e Antonio che urlava.

Poi sono svenuta anche io.

Quando mi sono svegliata ero già nella mia macchina

con Antonio che mi riaccompagnava a casa.

Ha detto che c'era stato un incidente

e che Lavinia era morta.

- Dov'è Antonio adesso? - Non lo so.

Mi ha portato a casa e se n'è andato.

- Dove? - Non lo so.

Posso andare a casa?

Dai, Marco! Dai!

Su con la gamba, porca puttana!

Nove e dodici, buono. Per oggi basta, ragazzi.

Se sabato corri così, non ce n'è per nessuno.

Mi raccomando, domani non forzare.

Ragazzi, domani qui alle 15 per lo scarico.

Ciao, signorine!

- Ehi! - Ehi.

Scusa per ieri sera, non volevo andare via così.

Ma va', ti pare? Figurati!

- Sabato corri? - 110.

Scusa, c'è mio padre. Devo andare.

A domani.

- Alla fine ce la fai a venire? - Non lo so ancora.

Devo trovare qualcuno che mi sostituisce in cantiere.

- Però mamma viene, eh? - Sai quanto me ne frega!

Posso dormire da te?

- Ma la scuola? - Mi faccio venire a prendere.

- Devo essere in cantiere alle 7. - Dai, non ti do fastidio.

Non è quello, è che... È un periodo un po' complicato.

Facciamo sabato sera, dopo la gara.

Va bene?

Ciao, ho saputo.

- Mi dispiace tanto. - Grazie.

Ho bisogno che mi aiuti.

La ragazza che è morta lavorava qui, me la ricordo.

Vieni.

Mi dispiace tanto per tua sorella.

Se non era per lui,

mia sorella non avrebbe avuto bisogno dei soldi di tuo marito.

Ciao...

Ciao.

Che c'è? Hai fame?

Hai fame, amore?

Quanto vuoi?

Quanto vuoi per il bambino?

Va tutto bene, va tutto bene...

- Dove vai? - Ispettore Ferro.

- Devo parlare con il titolare. - Alex, ci penso io.

Sto cercando la sorella di Lavinia Oliveira.

È lei.

Anche Lavinia si esibiva qui?

Ha fatto alcuni spettacoli qui in passato.

- Era un'artista molto brava. - Si prostituiva?

Aveva bisogno di denaro.

Antonio Pinto era tra questi clienti?

Qui non li ho mai visti insieme.

Antonio e la moglie sono nostri soci da anni.

Non lo credo probabile.

Ha detto che aveva bisogno di soldi.

Aveva avuto un figlio circa un anno fa.

- Era una madre sola. - Dov'è il bambino adesso?

Per adesso è con la sorella.

Andrea.

Stai bene?

Devi stringere i denti.

Il corpo è intatto, nessuna ferita.

Solo qualche escoriazione dovuta alla caduta.

Ci sono telecamere anche dove è stato ritrovato il cadavere?

No, solamente qui e agli accessi carrabili.

- Fatti dare tutte le registrazioni. - Certo.

Mi scusi, ho fatto prima che ho potuto.

- Si accomodi, signora Pinto. - Avete trovato mio marito?

La prego, si sieda.

Cosa è successo?

Abbiamo trovato il cadavere di suo marito.

Era in fondo a una scala di sicurezza di un parcheggio sotterraneo.

Non lontano dal luogo dove è morta Lavinia Oliveira.

Non è possibile!

Mi dispiace, signora.

È stata Sonia... è stata lei.

È stata lei.

- Devo tornare da mio figlio. - Lei mi ha mentito.

Antonio non si è mai mosso da quel parcheggio.

Abbiamo trovato il suo cadavere a 300 metri da quello di Lavinia,

con il collo rotto, in fondo alla scala del parcheggio.

Mi vuole dire come sono andate veramente le cose?

Non lo so, glielo giuro. Lui era in macchina con me.

Perché Antonio ha ucciso Lavinia?

Non lo so, era la prima volta che lo facevamo con lei.

- Lo ha visto mentre la uccideva? - No, non ho visto niente.

Ero svenuta!

Ha aggredito anche lei dopo aver ucciso la ragazza?

Voleva chiuderle la bocca.

Magari l'ha inseguita, l'ha spaventata,

l'ha minacciata e per difendersi l'ha buttato giù dalle scale.

Non ho fatto niente, non ho sentito niente.

- È stato un incidente. - Non è stato un incidente.

Lei è l'unica sopravvissuta, non c'era nessun altro lì.

Non sono l'unica sopravvissuta.

C'era un'altra persona con noi.

Chi?

Chi c'era?

Una persona che conosco.

Ogni tanto mi chiede di assistere di nascosto.

Mi serve un nome.

Anita!

Mi vuoi così?

O così?

- È materiale d'indagine. - Non trattarmi come una stupida.

Vedi?

Leggi.

La notizia è di oggi.

Un giro di prostituzione di lusso.

Raccolgono le ragazze per strada, le addestrano,

poi le vendono a dei sadici che pagano qualsiasi cifra

per sfogare le loro perversioni.

- Gli stiamo addosso da un po'. - Scusami.

Mi dispiace.

Se ti piacciono, mi faccio legare io. Che dici?

Che cretino che sei!

Cerca qualcuno?

- Il signor Porti? - Sono io.

Vorrei organizzare un evento privato.

Affittiamo la sala nel giorno di chiusura.

Non intendo assistere.

Facciamo eseguire le legature da maestri molto esperti.

- Lei... - Voglio essere legato.

- Mi scusi. - Prego.

Sì?

Avvisami.

Marco, dove vai?

Se non corri te, la gara è appesa a un filo.

- Ehi! - Che fai? Tagli la corda?

Lasciali perdere, sono solo degli stronzi.

No, è mia madre che è una stronza.

Stasera vado da mio padre, poi cambio scuola.

Forse è meglio se me ne vado da Torino.

Mi dispiacerebbe.

- No, no, no! - Vieni qua, Marchino!

- Che volete fare? - Legalo!

- Vieni qua! - Lasciatemi, per favore!

Dai che ti facciamo diventare un maestro shibari.

Così se non sfondi nell'atletica, vai a fare gli spettacoli con mamma.

Questa la mettiamo sul gruppo così ti sputtaniamo.

- Bravo! - Perfetto, ragazzi.

- Fai gli spettacoli con mammina? - Vaffanculo, bastardi!

Questo succedeva due ore dopo.

- Voglio parlare con il suo superiore. - Se lo tolga dalla testa.

Ispettore, può uscire un momento?

- Dottoressa... - Esca!

Pinto non è stato ammazzato nel sottoscala.

La scientifica ha appena mandato i risultati delle analisi.

Il corpo è stato spostato.

Con Giordani finisco io.

- Giordani non è l'assassino. - Gliel'ha detto lui?

Ha visto delle cose, è disposto a testimoniare

ma deve essere lasciato fuori da questa storia.

Non la facevo quel tipo di poliziotto, dottoressa.

Quando avrà qualche anno di servizio in più,

capirà i vantaggi della diplomazia.

- Rivoglio la mia vita. - È tuo figlio!

Ah, sì? Davvero?

Non sono il padre perfetto che Marco pensava di avere.

È giusto che lo sappia, che apra gli occhi.

- Marco! - Oh, mio Dio!

Marco!

Marco, ti prego! Fermati!

Fermati!

Non ti avvicinare.

- Amore... - Sei anche un'assassina?

- Ma cosa dici? - L'hai uccisa tu?

- Come ti viene in mente? - L'hai ammazzata tu?

- Marco, ascolta... - Vaffanculo, stai zitto.

Non te ne è mai fregato niente.

Hai sempre fatto tutto quello che ti andava,

- senza mai preoccuparti di me. - Non sono un'assassina.

Era meglio se ci rimanevi tu appesa a quelle cazzo di corde!

Mi fate schifo tutti e due.

Sono arrivato nel seminterrato verso le 2.

Il locale ha due accessi.

Potevo entrare e uscire senza essere visto.

Com'è andata esattamente?

La ragazza ha perso i sensi.

Cadendo ha fatto tendere le corde e ha strangolato Sonia.

L'uomo ha perso il controllo,

ha cercato qualcosa nella sua borsa

e poi in quelle delle donne.

Alla fine ha trovato un coltello nella borsa.

- È riuscito a tagliare le corde. - Chi ha ucciso Lavinia?

Lui.

Non si è accorto che Sonia non rinveniva,

si era avventato sull'altra che nel frattempo si era ripresa.

Hanno discusso ma non sono riuscito a sentire niente.

Poi l'ha strangolata.

Lei era lì e non ha fatto niente.

È accaduto tutto troppo in fretta.

- Com'era la borsetta? - Prego?

La borsetta e il coltello saprebbe riconoscerli?

Sì, sono loro.

Antonio ha ucciso Lavinia

perché ha trovato il suo coltello nella borsetta di lei.

Il coltello glielo aveva preso lei per impedirgli di salvare Sonia.

Era Sonia che doveva morire quella notte, non Lavinia.

Rivediamo tutti i nastri.

Valeria.

Hai dimenticato questa stamattina.

Grazie.

Il giudice Giordani ci teneva a dire che sua moglie

deve essere lasciata fuori dall'indagine.

Vuole sentirlo da lei.

Non uscirà niente.

Questo è suo, può andare.

La Procura della Repubblica, per favore.

Boero, per il dottor Malagò.

Roberto, sono Rita.

Ti interessa un'omissione di soccorso in falsa testimonianza

da parte di un Pubblico Ufficiale? Franco Giordani.

Sì.

Allora ti faccio chiamare da uno dei miei. Ciao.

Si levi di torno, mi deve ancora un assassino.

Amore, ero in udienza. Scusami.

No, faccio tardi anche questa sera.

Non aspettatemi.

Un bacio.

Anita, fermati!

Anita, per favore.

Io e Caterina andremo qualche giorno da mio padre.

Quando saremo di ritorno, vorrei non trovare più le tue cose in casa.

- Che dici? - Non è per quello che fai

o per quello che hai fatto.

È per quello che non hai fatto.

Gli atleti ai blocchi di partenza.

Va bene, lo faccio.

- Posso entrare? - Prego.

Suo padre sta coprendo qualcuno.

Anche se a lei dicesse la verità, potrebbe ritrattarla davanti al PM.

Registrarla è l'unico modo per avere una prova.

Conosco una guardia penitenziaria.

Posso farla entrare con questo senza problemi.

Però lei deve essere consapevole di una cosa.

Registrare un colloquio senza autorizzazione

è un crimine penale.

Se non se la sente, si alzi ed esca da qui.

Noi non ci siamo mai parlati.

Mi faccia vedere come usarlo.

Va bene. Si mette il nastro adesivo per lungo, sul filo

e parte della capsula.

Poi si mette al centro del petto.

Lo accende prima di entrare.

Non si preoccupi del tempo, può registrare per ore.

Signorina Menduni, non è costretta a farlo.

Non c'è nient'altro in questi nastri.

Chi ha portato Pinto lì è stato attento a non farsi riprendere.

Come ce l'ha portato lì sotto?

Gerardo.

Ci sono telecamere nel parcheggio esterno?

Non credo, perché?

L'assassino è passato da lì.

Prego, si accomodi.

- Posso offrirle da bere? - No, grazie.

Avete scoperto qualcosa di nuovo?

Sono qui perché mi racconti come sono andate le cose.

Non capisco. Di cosa sta parlando?

Non capisce?

Abbiamo trovato una traccia di sangue tra i carrelli

nel parcheggio del supermercato.

Dalle analisi risultano un DNA femminile e tracce di endometrio.

È lì che ha perso il suo bambino, vero?

Perché voleva che Sonia Fabris morisse?

Io e Antonio abbiamo sempre condiviso tutto.

Pensavo che se l'avessi lasciato libero di continuare,

saremmo stati ancora più forti.

Suo marito e Sonia avevano una relazione?

Lui voleva lasciarmi.

Dopo tutto quello che abbiamo fatto per avere un bambino,

lui voleva lasciarmi.

Aveva perso completamente la testa per Sonia.

Perché Lavinia?

Doveva sembrare un incidente per tutti, anche per Antonio.

Lavinia era brava, aveva bisogno di soldi.

Doveva soltanto svenire, la corda avrebbe fatto il resto.

- Ma Antonio ha trovato il coltello. - Le avevo detto di nasconderlo.

Non potevo sapere quello che sarebbe successo dopo.

Com'è morto Antonio?

Su quella scala lì.

Dopo aver accompagnato Sonia lui è venuto qua.

Lavinia gli aveva raccontato tutto, per questo l'aveva strangolata.

Aveva preso uno di quei ferri. Era furioso.

Io sono scappata, lui mi ha inseguita...

L'ho spinto giù, non se l'aspettava.

È morto subito.

Perché l'ha riportato al parcheggio?

Volevo che la colpa ricadesse su Sonia.

Ho solo cercato di rimediare.

Deve seguirmi in commissariato.

Posso salutarlo?

Grazie.

Dormono le case, dorme la città...

Che cazzo fai? Mi perquisisci pure adesso?

- Avevamo un patto. - No, tu avevi un patto.

- Hai fatto tutto da solo. - Non è così.

Ci hai provato a metterti nei miei panni

prima di darmi queste cazzo di regole?

Sono solo preoccupato per te.

La verità è che mia madre è morta.

E non gliene frega più niente a nessuno.

La vita va avanti, no?

Bisogna lavorare...

- Non stai ragionando. - Allora vuoi stare con me?

Io senza questa roba non ce la faccio.

Non farlo, non farlo...

- Non farlo. - Perché se no?

Non farlo o finisce ore.

Vuoi ammazzarti con quella merda?

E ammazzati!

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