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Il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile.
Si prega di riprovare più tardi.
Carmine, che è successo?
- Ha preso la scossa. - Oddio!
Ma che è successo?
Dentro il forno...
Hai qualcosa per me?
Forse.
- Cento come al solito? - Duecento o niente.
Centocinquanta e la smetti di rompermi i coglioni.
C'è stata una richiesta di visita per Menduni, l'altro giorno.
A che nome?
Viola Menduni.
Per questo te l'ho detto.
Hai fatto bene.
- Ehi. - Abbiamo un morto e un ferito.
La vittima è un uomo adulto, alto circa un metro e ottanta.
- Non è stato identificato? - No, è un pezzo di carbone.
Lo hanno trovato nel forno dei mattoni.
- E il ferito? - C'è stato un guasto
intorno alle otto del mattino.
Stava smontando dal turno di notte quando ha sentito l'allarme.
È andato a controllare e il quadro elettrico è esploso.
- Dov'è? - Lo stanno portando al pronto soccorso.
Ha preso una scarica a 380 volt.
È un miracolo che sia ancora vivo.
- Testimoni dell'incidente? - Nessuno.
Le telecamere di sorveglianza sono state spente alle 21.
- Questo non è normale, vero? - No.
- Chi lo ha trovato? - Lui.
L'ho trovato io.
- Sono l'ispettore Ferro. - Carmine Bracco,
- responsabile amministrativo. - Bernardo Rivetti, il proprietario.
Mio figlio Claudio non si trova da ieri sera.
Il suo telefono è staccato.
Ma la sua auto è ancora parcheggiata lì fuori.
- Suo figlio lavora qui? - Sì, è il direttore generale.
Dovrebbe sottoporsi all'esame del DNA.
Capisco.
- Signor Rivetti, prego. - Sì.
Ho trovato questo video.
- È lui Claudio Rivetti? - Sì.
- E l'altro chi è? - Rami Quede.
Il tecnico del forno,
quello che ha avuto l'incidente questa mattina.
- Dove va? - Alla quercia, penso.
È un ristorante qui vicino, Rivetti ci va sempre.
Ha preso la macchina poco dopo.
- Un'ora dopo rientra. - E dopo dov'è andato?
Nel suo uffici, credo.
A volte si ferma fino all'una di notte. Lì non ci sono telecamere.
Chi rimane in ditta per il turno di notte?
Soltanto Rami Quebe.
Non è stato un incidente, vero?
L'autopsia ha rilevato una frattura pregressa
all'altezza del cervelletto.
È stato ucciso poco prima.
Probabilmente volevano nascondere il corpo.
Cosa mi dice di Rami Quebe?
È un bravo tecnico.
Non ha mai avuto conflitti con mio figlio.
Non che io sappia.
Chieda a lei che lo conosce bene.
- Sì, l'ho fatto assumere io. - Anche lei lavora alla Rivetti?
Lavoravo.
Sono stata responsabile amministrativo per cinque anni.
Era stato mio marito a chiedermelo.
Poi mi sono messa in proprio e ho fondato un'agenzia interinale.
Rami non c'entra niente.
Come no!
Signor Rivetti, abbiamo trovato una telefonata tra lei
e suo fratello, ieri intorno alle 19.
Claudio mi ha chiamato mentre andavo in ufficio.
Che cosa le aveva detto?
Avevamo litigato.
- Posso chiederle perché? - Ogni tanto succedeva.
- Niente di grave. - Niente di grave?
- Ti ha cacciato di casa. - Basta così Francesco.
Posso restare da sola con la signora?
Come vuole.
Che testa di cazzo!
Ieri sera suo marito e Rami hanno avuto una discussione.
Claudio ieri ha trovato degli SMS.
Io e Rami stiamo insieme.
È uscito di casa come una furia, mi ha detto di andarmene.
Dovevo vedermi con Rami questa mattina, dopo il turno.
Per capire cosa fare. Ma non è mai venuto.
- Da quanto tempo va avanti? - Due anni.
Due anni.
Non è stato Rami, mi creda.
Rami Quebe ha ripreso conoscenza, puoi parlarci se vuoi.
Grazie.
Sono l'ispettore Ferro.
Stanotte alla Rivetti è stato ucciso un uomo.
In ditta c'era solo lei.
- Chi è? - Claudio Rivetti.
Non faccia finta di non saperlo.
Io non ho fatto niente.
Signore Quebe, sappiamo di lei e di Emanuela.
Claudio ieri ha scoperto tutto.
L'ha aggredita o magari ha minacciato di licenziarla.
Lei si è sentito perso e l'ha ucciso.
Abbiamo parlato di lavoro.
Come sempre.
Ho visto le registrazioni delle telecamere.
Non sembrava una discussione di lavoro.
Senti, poliziotta.
Io sono arrivato in Italia su un barcone.
Per sette anni ho raccolto pomodori, poi ho incontrato Emanuela.
Io la amo.
Pensi davvero che mando tutto a puttane così?
Il movente e nessun alibi.
E voi non avete prove.
Ma tanto per voi è facile, no?
Gli africani sono tutti assassini.
Se fosse morto un suo connazionale, avremmo indagato nello stesso modo.
Lo vedi questo?
Ogni grano di questo, è un nome di Allah.
Io le sto giurando che non ho ucciso nessuno.
Per quanto riguarda quello che è successo stanotte,
io non voglio sapere niente.
Emanuela.
Ti ho accolto in casa mia, ti ho dato un lavoro,
ti ho trattato come una figlia,
invece dovevo fidarmi del mio istinto.
- Che cosa gli hai detto? - Quello che mi ha detto Claudio.
Che ti scopavi il negro.
Povero Rivetti. Si è saputo che cosa è successo?
Non ancora.
Intanto però l'azienda è chiusa.
Devo cercarmi un lavoro?
Vedrai che è questione di qualche giorno.
Comunque, possiamo approfittarne per stare un po' insieme.
Scusate, solo un momento.
Sì.
No, qualcosa è andato storto.
Un operaio è finito in ospedale.
No, non ha visto niente.
Certo.
Dite che garantisco io.
Sono venuta appena ho sentito il messaggio.
- Che è successo? - Viola vuole parlare col padre.
Pensi che abbiano scoperto qualcosa?
In quattro mesi di carcere non si sono detti una parola
e adesso chiede un colloquio a una settimana dalla sentenza?
È pur sempre suo padre. Cosa vuoi che faccia?
Parlaci il prima possibile e convincila a non andare.
Giuseppe si è fatto venire dubbi una volta,
non voglio che Viola gli faccia tornare strane idee.
Ti ho fatto le lasagne, sei troppo magra.
- Devi mangiare. - Sono contenta di vederti.
Fortuna che sono io a venirti a trovare.
- Se fosse per te... - Vieni, mangiamo insieme.
Non posso, devo fare delle commissioni.
Sono solo passata a vedere come stai.
Cos'è quello sguardo?
È passato uno della polizia
e mi ha fatto delle domande su papà.
- Chi? - Un certo Lombardi.
Secondo lui papà è innocente.
L'abbiamo abbandonato senza pensarci un secondo.
Viola, è lui che ha abbandonato noi.
Però lui dice che papà non aveva il telefono quel giorno.
E che quando quella donna è stata uccisa, lui non c'era.
Forse ha confessato soltanto per coprire qualcuno.
Mi ha chiesto di andare a parlarci in carcere.
Questo ti ha detto? Perché non ci va lui?
Non può, è stato sospeso.
Però è sicuro che papà è innocente.
Dovrei andarci con il microfono nascosto.
Tu ci vuoi andare?
Io devo sapere la verità.
Allora?
Hanno controllato la zona produttiva degli uffici.
Nessuna traccia di sangue da nessuna parte.
Da qualche parte devono averlo ucciso.
Ho chiesto di controllare il piazzale esterno.
Claudio Rivetti non era uscito per andare a cena la sera dell'omicidio?
Sì, perché?
E se è stato ucciso fuori di qui?
Chiamali, fatti mandare qualcuno per controllare l'auto.
Ho buttato le pillole.
- Dovrei crederti? - È la verità.
Non tocco niente da due giorni.
Mi dispiace per come mi sono comportata.
Non fare cazzate, metti a rischio il lavoro di tutti.
Vaffanculo, Andrea.
Tracce di sangue.
Fatti dare l'indirizzo del ristorante dove ha cenato Rivetti.
Oh, papà!
Che cavolo ci fai qui?
Vestiti e vieni con me.
Adesso?
Ti aspetto fuori.
Dobbiamo fare i mattoni a mano.
Tu sei impazzito. Non vedi che è tutto ghiacciato?
Non sono impazzito.
Se tu mi aiuti, possiamo farcela.
La Rivetti non ha mai chiuso un solo giorno.
E non succederà neanche stavolta.
Andiamo a casa.
Abbiamo già abbastanza casini.
Datti da fare.
Papà... papà!
Guardati. Fai pena.
- Non dovevi dirmi una cazzata. - Non dico cazzate!
Il negro ha visto tutto.
Sai cosa significa questo?
Non ho detto niente prima perché Rami...
- Non dovevo fidarmi di te. - Ha visto!
La prossima volta questa sarà carica.
C'è un'altra cosa che devi fare.
Mi avevate chiesto di distruggerli.
E adesso ti chiediamo di rimetterli a posto.
Slegalo.
Che gli fai a Rami?
Lui non ci va dalla polizia.
Il gestore ha confermato che ieri Claudio ha cenato qui.
Poi l'hanno visto uscire verso le 20.30.
- C'era qualcun altro della Rivetti? - Praticamente mezza azienda.
Hanno una convenzione con il ristorante.
Andrea, ci sono delle tracce di sangue. Falle analizzare.
Forse è stato ucciso qui. Io vado in ospedale da Rami.
Ispettore, doveva fare delle analisi. Lo riportano tra dieci minuti.
- Ok, grazie. - Prego.
Devo prelevare il signor Quebe per le analisi del sangue.
Non è venuto un suo collega a prenderlo?
Non è possibile.
Ti prego...
Io non ho detto nulla. Non ti ho tradito, credimi.
Vattene da Torino! Vattene!
Quello non era un infermiere, era qua per ammazzarti.
Vattene.
Dov'è Rami Quebe?
L'ho vista in ospedale.
L'ho vista anche nelle telecamere di sorveglianza della Rivetti
dopo l'incidente.
L'ha vista anche Rami Quebe mentre occultava il cadavere.
Per questo l'ha minacciato e dopo ha deciso di eliminarlo.
Non ho fatto niente io.
La riconosce questa?
È una finanziaria.
La usiamo per le operazioni off-shore.
Infatti ogni mese la Rivetti paga una parcella di 10.000 euro.
Solo che abbiamo verificato ieri:
la Fintorino ha versato 50.000 euro sul suo conto.
Si stava preparando alla fuga?
Questa azienda è una scatola cinese.
Una piccola truffa per mettersi in tasca i propri soldi.
Claudio l'aveva scoperta.
Magari ha minacciato di denunciarla.
Ed era andato a cercarlo al ristorante.
L'ha ucciso e poi ha riportato il corpo nello stabilimento.
Per sua sfortuna Quebe ha visto tutto.
- Se confesso, mi dà le attenuanti? - Forse.
Ma posso rinviarla a giudizio anche senza.
Io con Rivetti volevo solo parlarci.
Pensavo ci saremmo messi d'accordo per delle cifre così.
Dopo cena l'ho raggiunto al parcheggio del ristorante.
Mi ha aggredito.
Diceva che lo avevo tradito.
L'ho spinto, è caduto per terra e ha perso conoscenza.
Sono andato nel panico.
E l'ho fatto fuori.
Un corpo umano brucia a 800 gradi circa.
Per questo ho alzato la temperatura del forno.
Notizie dall'ospedale?
Lo stanno mettendo sottosopra ma di Quebe nessuna traccia.
Recupera le telecamere di sorveglianza.
Mi devi dire altro?
Non so se hai smesso davvero con quella merda.
Io voglio sapere cosa siamo. Io e te che cosa siamo?
Pensavo volessi chiedermi scusa.
Di cosa dovrei scusarmi?
Quand'è l'ultima volta che siamo stati insieme?
Mi sembra di avere a che fare con un muro, Valeria.
Lavori venti ore al giorno
e se non lavori dormi perché sei strafatta di quella merda.
Non abbiamo un cazzo di momento insieme da troppo tempo.
Cosa siamo?
Dimmi cosa siamo! Amici?
Siamo fidanzati? Siamo due che scopano?
Valeria, che cosa siamo?
Non siamo niente.
Prego, signora.
- Temevo non saresti venuta. - Dov'eri?
Non capisco.
Ti ho chiamato tutto il giorno quella mattina ma non rispondevi.
Dov'eri?
Sai benissimo dov'ero. Perché me lo domandi?
È venuto un poliziotto.
Dice di aver ricostruito gli spostamenti del tuo telefono.
E che il tuo telefono era in casa quando sono rientrata.
Ma tu non c'eri. Sono sicura che non c'eri.
Ti ho anche chiamata appena sono arrivata.
Papà... dov'eri quel giorno?
Dove?
- Ti ha detto il poliziotto di venire? - No, sono stata io.
Sono venuta io.
Stai coprendo qualcuno, eh?
Ero in casa quando mi hai telefonato, tesoro.
Quando sei arrivata, mi sono nascosto.
Avevo ancora le mani sporche di sangue.
Ma ti ho visto rientrare.
Mi sono cambiato, sono uscito dal retro
e sono rientrato per farti credere che fossi arrivato in quel momento.
Non sto coprendo nessuno. L'ho fatto.
E basta.
Devi venire alla fornace con me.
Non ho dormito tutta la notte, sono distrutto.
Puzzi d'alcol.
Tuo fratello è un morto da un giorno
e tu vai in giro a sbronzarti.
È il mio lavoro, papà.
Gestisco locali, ricordi?
L'alcol è il mio settore.
È un po' come...
l'argilla per i tuoi mattoni del cazzo.
- Il lavoro non sai cos'è! - Ma sei impazzito?
Lasciami!
Tu non sai nemmeno dove sta di casa il lavoro!
Cammina.
È gelata, cazzo!
Ho il cancro, Francesco.
È un carcinoma maligno al quarto stadio.
Potrebbe essere l'ultima cosa che facciamo insieme.
A Claudio l'avevi dertto?
Il cancro.
No. Aveva già troppe grane, non volevo dargli anche questa.
Lui avrebbe saputo cosa fare.
Non c'è molto da fare.
Hai paura?
No.
In fondo una vita ce l'ho avuta, no?
E poi sono curioso di vedere cosa c'è dall'altra parte.
Tu però mi devi promettere una cosa, Francesco.
Devi riportare questa azienda com'era una volta.
Fuori da tutto questo schifo.
Non sono stato io.
Vuoi davvero vivere così?
Andiamo in Francia, ce lo siamo detti mille volte.
È arrivato il momento di farlo.
Dammi un po' di tempo per pensare.
Non c'è tempo.
Sì o no.
Sei come tutti gli altri.
Amore!
Non è stato un incidente.
Ha visto la macchina?
Saprebbe riconoscerla?
Era grigia, una station wagon.
La macchina era ferma in un parcheggio,
vicino all'ufficio di Emanuela Rivetti.
Abbiamo verificato la targa, risulta intestata
a un consorzio di imprese già segnalato
per le infilitrazioni 'ndranghetiste.
- Portatemi Carmine Bracco. - Ok.
Voglio parlare con un avvocato.
Per dirgli cosa?
Convincerlo di un omicidio che non ha commesso?
Io lo so perché lo sta facendo, Carmine.
Hanno minacciato di uccidere sua moglie e sua figlia.
Prima l'hanno usata per i loro affari
poi quando Claudio ha scoperto tutto, lo hanno ucciso
e hanno costretto lei a darsi la colpa.
Sa chi è la vittima in tutto questo?
Lei non è andato da Rami in ospedale per parlargli,
l'ha fatto scappare.
Solo che loro sono stati più bravi.
Carmine, lei è solo una pedina.
È sacrificabile.
Può continuare a prendersi la colpa tanto loro continueranno.
Oppure fa mettere sua moglie e sua figlia sotto protezione.
Nessuno le troverà mai.
Io non sono un affiliato.
Avevo bisogno di soldi, sono stato io a cercarli.
E loro mi hanno trovato il lavoro alla Rivetti.
Cosa faceva per loro?
Smaltimento dei materiali di risulta.
I mattoni sono perfetti per nascondere le tracce.
I Rivetti erano d'accordo sin dall'inizio.
Sono delle brave persone.
Li hanno presi per la gola, erano disperati.
Se i Rivetti erano d'accordo, perché Claudio è stato ammazzato?
Non sono stati loro.
È tutto aperto. Vado?
Papà?
Papà?
Papà?
Papà, vieni!
- Che hai? - Niente, è passato.
Siediti.
Sto bene, Francesco.
Permesso?
Francesco Rivetti?
Sa qual è la cosa che fa più male?
Quando mi sono messo nei casini con quella gente
mio padre e mio fratello non c'hanno pesato un secondo
prima di mettergli in mano l'azienda.
Come ha fatto a perdere tutti quei soldi?
Come succede a tanti.
Investimenti sbagliati, un paio di locali falliti.
Quando ti serve aiuto, loro ci sono sempre.
Solo che poi diventi roba loro.
Claudio non è mai stato d'accordo sin dall'inizio.
È stato papà a convincerlo.
Mi racconti di quella notte.
Cluadio mi ha chiamato.
Aveva rotto con la moglie.
Diceva che era colpa mia
e che quella volta avrebbe denunciato tutto sul serio.
Ero convinto che mi avrebbero ucciso.
Avevo bevuto, pippato...
L'ho aspettato fuori del ristorante, ho perso il controllo.
Quando mi sono reso conto di quello che avevo fatto,
ho chiesto aiuto a Carmine per far sparire il corpo.
Solo che Rami aveva visto tutto.
Mi dispiace per lui, non c'entrava niente.
Viola, l'ho cercata... aveva il cellulare spento.
Bastardo! Sei un figlio di puttana.
Mi hai usato soltanto per fare i cazzi tuoi.
- Si calmi. - Non mi calmo!
È stato lui ad ucciderla.
Era in casa quando sono rientrata.
Si è nascosto perché aveva le mani sporche di sangue.
Non era vero niente.
Io ci ho creduto come una cretina.
Non ti voglio più vedere.
Sei uno stronzo!
Le ho portato un regalo, dottore.
È stato bravo.
Sono babà, direttamente da Napoli.
Io ho fatto la mia parte. Viola non parlerà.
Lasciatemi in pace.
Come vuole.
Si riguardi, dottore.
- Buongiorno. - Ah, buongiorno.
Credevo arrivasse nel pomeriggio, stavo andando via.
Ho saputo che ha fatto molto bene qui.
Speriamo ci sia modo di lavorare insieme.
- Arrivederci. - Arrivederci.
Andrea.
Ti posso parlare?
Sono una stronza.
Non volevo dire quello che ho detto.
Io ci tengo.
Tengo a te, tengo a noi.
Il tempo che passiamo insieme è l'unico in cui sono serena.
Solo che non so come si fa.
Questa è l'ultima.
Non ti ho mentito.
Voglio che la tenga tu.
Andiamo a casa.
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