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Siete in ritardo, andate sul palco.
- Stiamo per cominciare. - Vera... aspetta.
Io non lo sapevo, mi dispiace.
- Io non lo sapevo. - Datti una sistemata.
È una prova importante.
Olga!
Morbide quelle braccia!
Più in alto!
Lavinia, più sciolta!
- Flavio! - Aiuto!
Aiutateci, per favore.
Aiuto!
Flavio, Flavio... Flavio!
Flavio! Flavio!
No!
Flavio Trevisani, 25 anni. È il primo ballerino della compagnia.
Si è sentito male durante le prove, è svenuto.
Quando è arrivato il 118 era già morto.
Mezz'ora dopo si è sentita male anche la prima ballerina.
L'hanno portata al pronto soccorso in codice rosso.
Lei è Vera Cattani. È la direttrice da una ventina d'anni.
Bene.
Sono l'ispettore Ferro della mobile di Torino.
- Piacere. - Mi racconta cosa è successo?
Stavamo provando un passo a due quando...
all'improvviso Flavio si è sentito male.
È crollato a terra e ha cominciato a vomitare.
Mi aveva detto che non si sentiva bene ma io ho insistito.
Abbiamo una prima importante fra due settimane.
Lui era il primo ballerino.
Volevo che fosse perfetto.
È stata colpa mia, ispettore.
- Non poteva saperlo, signora. - Io devo saperlo.
Sono i miei ballerini.
Conoscere i loro corpi meglio di loro stessi è mio dovere.
Mamma!
Mamma!
Hai finito le tue variazioni?
Sì, ma ho dei crampi fortissimi. Vieni!
Adesso non puoi mollare, Yuri.
È arrivata la tua occasione.
Comunque vadano le cose, devi andare fino in fondo.
Basta, basta!
La contrazione involontaria
è un evento comune in caso di avvelenamento.
Quindi è stato avvelenato.
Sì.
Nel sangue e nei tessuti interni
abbiamo trovato una concentrazione molto elevata di Walfarin.
È un farmaco anticoagulante ospedaliero,
- usato anche come veleno per topi. - Come lo ha assunto?
Vista la quantità deve averlo preso per bocca.
Posso?
Sono l'ispettore Valeria Ferro della Mobile di Torino.
Come si sente?
Avrei preferito essere sul palco.
Lei o Flavio avete ricevuto delle minacce recentemente?
Perché me lo chiede?
Perché siete stati vittime di un avvelenamento.
Provi a ricordare se lei e Flavio avete consumato qualcosa insieme.
Devo capire con che cosa siete stati avvelenati.
C'erano delle barrette nel mio camerino.
Le tengo sempre lì.
Flavio ne ha presa una prima delle prove.
- L'ha mangiata anche lei? - Solo qualche morso,
ho vomitato quasi subito.
Era per me quel veleno. Dovevo essere io a morire.
Come fa ad esserne sicura?
È cominciata un mese fa.
All'inizio erano dei biglietti. Una poesia.
La strofa di una canzone.
Io non ho mai risposto.
Non c'era firma, non c'era niente.
Poi sono arrivate cose strane, prima delle rose nere
e poi un body tagliato e macchiato di vernice rossa.
Un mese fa il teatro ha annunciato la stagione.
Io dovevo aprire con "Giselle".
Dopo due giorni è arrivato un altro pacchetto.
Era pieno di sangue.
C'era un cuore vero.
E un biglietto.
- "Il prossimo sarà il tuo", diceva. - Perché un cuore?
Per Giselle.
Lei balla nonostante il suo cuore sia malato.
Ma alla fine del primo atto muore di dolore.
- Ha conservato qualcosa? - Ho ancora qualche biglietto.
Bene.
Manderò un agente a prenderli.
Devo parlarti.
Ciao, Olga.
Accomodati.
Flavio è morto da un giorno
e tu già vieni a battere cassa.
Tuo figlio non è in grado di fare quella parte.
Non lo era due mesi fa e non lo è di sicuro adesso.
Non è vero. L'ho preparato, è perfetto.
Yuri è un mezzo solista.
Tutt'al più un solista.
Non sarà mai un primo ballerino.
Perché?
Questi fantocci sì?
Te li porti a letto e basta o li guardi anche ballare?
Vattene.
Vattene.
Sai qual è l'unica differenza tra me e te?
Tu almeno una volta sei stata giovane.
Io no.
Non era necessario che venissi. Mi fanno uscire.
Ho parlato con il medico.
Dice che volevano tenerti in osservazione due giorni.
- Ma tu hai firmato per le dimissioni. - Cosa ci faccio qui?
- Questa camera già mi dà ansia. - E vuoi tornare là?
Là c'è il mio lavoro.
Lavinia, tu non stai bene.
Sono mesi che non stai bene, non puoi andare avanti così.
Il tuo corpo ti ha appena dato un segnale.
Il mio corpo sta benissimo.
E se non avessero provato ad avvelenarlo,
starebbe ancora meglio.
Vai a casa, per favore.
Ci vediamo qui stasera.
Sull'ultimo biglietto c'erano delle tracce ematiche.
La scientifica ha confermato essere sangue animale.
Abbiamo controllato tutte le macellerie di Torino.
Il macellaio della Crocetta ha venduto un cuore di maiale
a un uomo, due giorni prima della data scritta sul biglietto.
- Allora abbiamo allargato il cerchio. - Fiorai, cartolerie,
negozi di intimo, qualunque cosa sia stato spedito alla Mazza
è stato comprato in zona Crocetta.
- Un po' incauto come stalker. - E non è tutto.
Lavinia Mazza e il marito abitano lì.
Lui si chiama Dario Baldi, ha giocato a calcio in serie B.
Poi ha cominciato a fare il cronista sportivo,
ma senza successo.
Adesso vivono dello stipendio della moglie.
E la coppia pare che abbia qualche problema.
Convochiamolo.
Pronto? Sono Vera. Pronto?
Mamma!
Mamma!
- Sei pronto? - Sì, sono pronto.
Tecnica... tecnica!
Non sei ancora pronto.
Mamma!
Mamma...
Continuo?
Ci sono due serie di impronte su ogni biglietto
oltre a quelle di sua moglie. Doveva stare più attento.
- Come si è procurato il veleno? - Quale veleno?
Le conviene dirmi la verità.
Crede che volessi uccidere mia moglie?
Io non c'entro niente con quella storia.
Le ha mandato venti biglietti in meno di due mesi.
Le ha mandato un cuore di maiale.
Come faccio a credere che non l'abbia avvelenata?
Io ho mandato queste lettere
ma non c'entro niente con la storia del ballerino.
Non saprei neanche dove cercarlo il veleno.
Flavio Trevisani è morto per errore
mangiando una delle barrette che lei aveva preparato per sua moglie.
- Io non so di cosa parla. - Perché la minacciava?
Perché Lavinia è malata.
Sei mesi fa ha avuto un aborto spontaneo.
Il dottore ha detto che il suo corpo ha rifiutato il bambino.
È la danza che la sta uccidendo.
Mia moglie è stata una grande ballerina,
però adesso ha 35 anni, il suo corpo non ce la fa più.
Non regge più lo stress di una vita del genere.
Lavinia soffre di una forma molto precoce di artrosi,
insufficienza renale, affaticamento cardiaco.
Perché le ha mandato queste cose?
Ho provato a convincerla ma non ci sono riuscito.
Allora ho pensato che se si fosse spaventata,
magari avrebbe smesso di ballare.
Buongiorno.
Quando potrò riaverla?
- Agente Rinaldi, squadra mobile. - Lavinia.
Prego.
Mi dispiace ma la stanza rimarrà sotto sequestro
fino al termine delle indagini.
Lo troverete, vero?
Faremo l'impossibile.
Abbiamo trovato le barrette.
È sicura che non ci sia dell'altro?
Sì.
D'accordo.
Per qualsiasi cosa mi chiami.
- Grazie. - Arrivederci.
No! Non è un prosciutto, è una ballerina!
Il prossimo, da capo.
Stop! Non siamo al circo.
Prossimo.
Stop.
Sono pronta, possiamo cominciare.
Lavinia cara, non ci aspettavamo di riaverti così presto.
Sono qui per ballare, non per giocare.
Ricominciamo, abbiamo molto lavoro da fare.
Lavinia, al centro sala. Da capo.
Lavinia, non ci siamo.
Devi essere più precisa, è un momento di commozione.
- Non ce la faccio così... - Di nuovo, da capo.
Non ce la faccio così.
Posso ballare con qualcuno in grado?
Luca, vieni tu.
Ottimo.
Era solo un problema di partner. Per oggi basta così.
Buongiorno, ispettore.
Avete scoperto qualcosa?
Quello che ha fatto è molto grave.
Posso incriminarla per intralcio alle indagini.
Non so di cosa sta parlando.
Non c'è nessun veleno su questa barretta.
- Ma lo stalker lo avete trovato? - È suo marito.
Ha confessato.
Le mandava quelle cose sperando che lei smettesse di ballare.
- Come mio marito? - Come ha assunto il veleno?
Cosa ha mangiato con Flavio?
Ho bevuto uno dei suoi integratori.
Dov'è la bottiglia?
Me ne sono liberata appena arrivata in teatro.
Perché mi ha mentito?
Ieri sera Vera mi aveva chiamata per dirmi
che mi avrebbe tolto la parte per darla a un'altra.
Ho pensato che avere un po' di attenzione
mi avrebbe aiutata a riaverla indietro.
C'è qualcos'altro che sa e ha pensato bene di non dirmi?
C'era una persona nei camerini quando sono uscita.
È la madre di un ballerino che ha lasciato la compagnia
più di un mese fa.
Si chiama Olga Kumarova.
Sei stata tu a contagiare Flavia?
Non so di che cosa parli.
Lo sai benissimo.
- Olga, che cosa vuoi? - Riprendi Yuri in compagnia.
Ho già trovato un ballerino.
Nessuno può preparare la parte in due settimane.
Non costringermi a portare questo a qualche giornale.
Digli di presentarsi questa sera in teatro.
Sì?
Ieri sera è stata vista in teatro, signora.
Suo figlio non lavora più nella compagnia.
Che cosa ci faceva lì?
- Ero andata per vedere le prove. - Nei camerini?
Sono entrata dal retro, il custode mi conosce.
Che lavoro fa?
L'infermiera.
Faccio l'assistenza in casa e in ospedale per gli anziani.
Sa cos'è il Warfarin?
- È una medicina per il sangue. - È anche veleno per topi.
È con quello che ha ucciso Flavio?
Io non ho ucciso nessuno.
Sono andata da Vera per chiederle di dare la parte a mio figlio.
È sua adesso.
- Un bel colpo di fortuna, eh? - Non ho ucciso nessuno.
Sono andata nei camerini solo per parlare con Vera.
Ci conosciamo da trent'anni.
Eravamo due bambine quando abbiamo cominciato a ballare.
Volevo chiederle di riprendere Yuri in compagnia.
Puoi venire un attimo?
Ho fatto bloccare la raccolta della spazzatura
nel raggio di tre chilometri dal teatro.
Gerardo e Luca sono là con quelli della scientifica.
- Il camerino? - C'era tutto tranne il telefono.
Abbiamo verificato celle e tabulati ma è spento.
Ha agganciato per un secondo in zona Barriera dopo l'omicidio.
Dove abita la Kumarova. Chiama Mattei e Rinaldi.
Amore!
Amore, che cosa fai?
So tutto, ho parlato con la polizia.
- Come cazzo hai potuto? - La danza ti sta uccidendo.
Lasciami! Non toccarmi!
La danza è la mia vita, ma lo vuoi capire?
Non sono niente, non sono un cazzo io senza la danza!
Dove vai?
Mi vuoi dire dove vai?
Ti do due giorni. Prendi la tua roba e vattene.
Sei parecchio tesa, Lavinia.
Non è un momento facile.
Ogni tanto penso a quante cose abbiamo dentro.
Quanti pezzi che lavorano in silenzio,
senza che neanche ce ne accorgiamo.
E poi ne basta uno, soltanto uno...
Se hai sfiga, crack.
Finisce tutto.
Che succede?
Hai le ghiandole gonfie. Dovresti fare un controllo.
- Il mio corpo sta benissimo. - Hai un'ora per la mia schiena?
- Perché, non cominciamo? - Ma non sai niente?
Le prove sono rimandate di due ore.
Sei in ritardo.
- Scusi, ho avuto un problema. - Cominciamo.
Conosci la parte, vediamo la tecnica.
Quattro, cinque, sei, sette, otto!
- La quinta! - Sì, scusi.
La quinta!
Glissade, cabriole, pirouette, quarta!
Sei sporco, impreciso... lento!
No!
Niente, non ci siamo. Vediamo delle pirouette alla seconda.
Mi faccia riprovare.
A che scopo? A me serve un primo ballerino.
Sì, pronto?
Non capisco mia madre che c'entra!
Sua madre è sospettata di omicidio.
Abbiamo un mandato per perquisire la vostra abitazione.
Questa è la mia sala prove.
L'abbiamo costruita io e mia madre qualche anno fa.
- Forse lo abbiamo trovato. - È suo questo?
- Veramente no. - Ha mai visto sua madre usarlo?
No, mi pare di no.
Abbiamo finito.
Questo era a casa sua.
E questa è la bottiglietta con cui è stato avvelenato Trevisani.
C'è un piccolo foro sotto l'etichetta.
La scientifica ha trovato il veleno all'interno.
Vuole raccontarmi com'è andata?
Ero al teatro ma non per ucciderlo.
Perché c'è andata allora?
Per ricattarlo.
Flavio aveva avuto il posto senza meritarlo.
Aveva una relazione con la direttrice.
Lo sapevano tutti.
Se lo sapevano tutti, come pensava di ricattarlo?
Flavio aveva l'HIV.
L'ho visto spesso all'ospedale.
Mi sono insospettita, l'ho inseguito.
Ho scoperto che stava facendo le analisi per le malattie infettive.
Per questo sono andata in camerino.
Ho preso il suo cellulare
sperando ci fosse qualcosa per poterlo ricattare.
Come fa ad essere certa che fosse HIV?
C'è scritto tutto lì.
Ci sono tutti i messaggi con Vera.
Anche lei ce l'ha.
Non so chi ha contagiato chi.
È a lei che dovete chiedere.
Siamo ancora tutti spaventati e addolorati
per la tragedia che ci ha colpito.
Eppure chi più di noi
dovrebbe sapere affrontare la morte con coraggio.
Siamo ballerini!
E chi meglio di un ballerino sa oltre all'anima,
e all'arte, quello che davvero ci tiene insieme
sono la carne e il sangue.
Fra due settimane abbiamo uno spettacolo da portare in scena
e un immenso lavoro ancora da fare.
Da oggi ricominciamo a provare davvero, con nuovi ruoli.
Adele farà Giselle.
Che significa?
Lavinia cara,
viste le tue condizioni,
mi pare che la cosa più opportuna sia che tu ti prenda una pausa.
Giselle è mia! Di diritto!
Potevo starmene in ospedale, invece sono qui per provare.
Nonostante abbiano tentato di avvelenarmi.
Avvelenarti?
Sfruttare la morte di un compagno è meschino.
Non è degno di una prima ballerina.
Chi ha ucciso Flavio, voleva colpire lui e basta.
Del perché tu ci sia finita in mezzo credo sia meglio tacere.
Cominciamo la prova.
Tu che ci fai qui?
Credi di poter risolvere le cose così?
La danza è fatica e dolore, non ci sono scorciatoie.
Rivestiti.
Ci vediamo domani alle sette per le prove.
Prendimi.
Quando hai fatto, prendi le tue cose.
Non abbiamo bisogno di te in questa compagnia.
Pronto?
Sì, sono io.
1998.
Lo sa da 19 anni
e non lo ha mai detto a nessuno dei suoi partner.
Lei lo ha contagiato e lui l'ha scoperto.
E lei lo ha tolto di mezzo perché non la denunciasse.
Flavio non sapeva niente.
Il giorno che è morto mi ha chiesto scusa
perché credeva di avermi contagiato lui.
Perché non gli ha detto della malattia?
- Perché era come tutti gli altri. - Che significa?
Che non mi amava.
Lei ha mai trovato qualcuno che l'amasse veramente?
- Se l'ha trovato, è stata fortunata. - Perché lo ha contagiato?
Perché lo amavo, mentre lui no.
Per lui ero solo un mezzo per arrivare in cima alla compagnia.
Non le credo.
Perché l'ha contagiato?
E va bene...
Ho amato un solo uomo nella mia vita.
Era il mio compagno, trent'anni fa.
Allora io ero un astro della danza.
Lui...
un ballerino mediocre.
Ma accanto a me, nella mia luce,
pareva un dio.
Mi ha contagiata lui.
Stava con me ma andava con un uomo.
A lui le donne non interessavano proprio.
Ma io non l'ho capito.
Io...
avevo solo danzato e danzato!
Non sapevo niente!
Ero una stupida.
Lui si è preso la mia luce.
Ma non avrei mai ucciso Flavio
perché era un errore.
L'ho punito, come era giusto.
Perché non mi amava e mi ha usata.
Quante persone ha contagiato?
Tutti quelli che si sono approfittati di me
e non mi amavano.
Anche quell'imbecille del figlio di Olga Kumarova
che lei credeva di potermi imporre come ricatto.
Questi sono gli ultimi, stasera porto via tutto.
Non sono venuta per quello.
È successo qualcosa?
Ho avuto una relazione con un collega della compagnia.
Hanno scoperto che era malato.
Sono stata a fare il test dell'HIV.
Devi farlo anche tu.
E tu come stai?
Mi hanno cacciata dalla compagnia.
Non ho più niente.
Yuri!
Yuri!
Yuri!
Perché è un bravo ragazzo! Perché è un bravo ragazzo!
Perché è un bravo ragazzo!
- Offre la casa! - Ma come offre la casa!
- Devo offrire io. - Esatto!
È il mio compleanno e voglio pagare io.
Dovresti offrirne una per ogni decade.
- Sono 70? 80? - 154.
- Vuoi? - No, grazie.
Come sta tua sorella?
Hai detto che volevi starle vicino.
Io non lo so.
- Perché non provi a parlarci? - Per dirle cosa?
Per capire.
Vale, io voglio che tu sia felice.
Vieni qua.
Grazie.
- Avanti. - Volevi vedermi?
Com'era la festa?
Volevi essere aggiornato. Tieni.
È uno degli studi legali più grossi di Torino.
Fanno di tutto: civile, penale, tributario...
Hanno rappresentato Menduni otto volte negli ultimi dieci anni.
Però, nell'unico processo dove si decide la sua vita
da chi si fa rappresentare?
Bodrino.
Uno sconosciuto, senza nessuna reputazione.
Voleva farsi condannare?
Bodrino è incensurato, nessun PM autorizzerà un'indagine.
Questo vuol dire niente perquisizioni, niente intercettazioni,
niente celle, niente tabulati, niente di niente.
La sai aprire una serratura?
Yuri!
Che succede, amore?
Ehi...
Non ce l'ho fatta. Non sono abbastanza bravo.
E non lo sarò mai.
Perché lo hai ucciso?
Mio figlio non c'entra niente.
Sono stata io a mettere il veleno nelle bottigliette.
Per quello sono andata lì.
Abbiamo la bolla del corriere, il pacco è partito da casa vostra,
quando è arrivato in camerino il veleno c'era già.
Non aveva nessun motivo per tornare nel camerino
se non quello di cancellare le tracce che portavano a suo figlio.
Non è stata lei.
- Perché l'hai ucciso, Yuri? - Lo lasci stare, la prego!
- Lo lasci stare! - Signora, aspetti fuori.
Devo parlare da sola con suo figlio.
Esca!
Per me sarai sempre il più bravo.
L'hai fatto per tua madre?
Era la mia ossessione.
Ho passato due anni a preparare quella parte.
Giorno e notte, solo per lei.
Quando ho saputo che avevano preso Flavio,
mi è crollato il mondo addosso.
E allora hai deciso di eliminare il tuo rivale.
Ho pensato che assecondandola...
forse mi avrebbe lasciato in pace.
Andiamo.
Non mi metterete con lei, vero?
Ciao.
Mi dispiace per quello che è successo ieri.
- Cosa hai fatto al piede? - Una presa venuta male.
Vieni.
Che bel corpo che hai, sarai una grande ballerina.
Girati.
- Quand'è stata per te? - Che cosa?
Che hai capito che saresti stata una ballerina.
Quando ti ho visto ballare per la prima volta.
Avevo dieci anni
e mia madre mi portò a vedere "Giselle", qui in teatro.
Non lo scorderò mai.
- Ahi! Cazzo, che hai fatto? - Muovilo.
Non fa più male!
La lascio in buone mani quella Giselle?
Scusami, credevo fossi già andato via.
Ho caricato le cose in macchina. Ti ho portato le chiavi.
Dove starai?
Da un amico.
Per il momento, poi vedrò.
Ciao.
Magari qualche volta ci vediamo.
Mi piacerebbe tanto.
- Ciao, Viola. - Ancora qua?
- Posso sedermi? - Ho detto quello che so, ispettore.
Mi lasci in pace.
Voglio rimanere da sola.
Valeria.
Chiamami Valeria. Puoi darmi del tu.
E perché?
Non sono qui per farti altre domande.
Ci ho pensato molto.
Anche tu devi sapere la verità.
Trent'anni fa, in Calabria,
tuo padre e mia madre hanno avuto una relazione.
Io sono tua sorella, Viola.
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