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[portiera si apre e chiude]
[portiera si apre e chiude]
[antifurto disattivato]
[motore dell'auto parte]
[rumore di levigatura del legno]
[risate e vociare indistinto]
[ragazzo] Dov'è Vanessa?
Non si sentiva bene ed è andata a casa.
Vi siete messe d'accordo? Ecco perché non mi volevi più qui.
Così lei può andare a scopare in giro mentre tu la copri.
[cameriere] C'è qualche problema?
Che cazzo vuoi? Sto parlando con lei.
[donna] Stefano? Se non te ne vai, chiamo la polizia.
Ma te la scopi anche tu?
Non so di cosa parli, ma è meglio se te ne vai.
[donna] Stefano.
[vetro sbatte contro oggetto metallico]
[cellulare squilla]
[con tono seccato] No, eh. [sbuffa]
- [tono tastiera digitale] - [telefono squilla]
[voce femminile] Stiamo trasferendo la chiamata alla segreteria telefonica.
Sì, Gloria? Ciao, sono papà.
Ehm, senti, tesoro. Tu non puoi chiedermi di coprire un legno così bello
con questa schifezza. Eh?
Guarda che se proprio vuoi commettere questo peccato mortale,
non avrai la mia assoluzione.
Bene, dai. Ti voglio bene lo stesso. [bacio]
Ciao, amore. Buonanotte. Buonanotte.
[porta si chiude]
[uomo] Ciao.
Ciao.
[sospira]
- [uomo] Com'è andata la cena? - Bene. Sei tornato presto.
Sì.
Eh, ci mancava il quarto. Non abbiamo giocato.
- Vieni a dormire? - Sì. Arrivo.
[sospira profondamente]
[tonfo di oggetti caduti]
[tonfo di oggetti caduti]
[vetro rotto]
[acqua che scorre]
[sospira profondamente]
[vociare indistinto]
Perché c'è l'ambulanza?
[Gerardo] L'ha chiamata la donna delle pulizie.
Poverina, pensava che la vittima avesse avuto un malore.
È lì con Luca.
- Non aveva visto la ferita. - [Valeria] Quale ferita?
[Andrea] Un piccolo foro sotto l'ascella. Non ho mai visto un modo così di uccidere.
- Come si chiama la vittima? - Gloria Severini.
Quarantacinque anni e separata.
Viveva qui con il figlio di 20 anni, Stefano.
- Lo avete avvertito? - Lo stiamo... cercando.
Così ci spiega perché non è stato lui a chiamarci.
Era a casa stamattina. La donna delle pulizie lo ha visto.
E lui non l'ha nemmeno salutata.
Trovatelo.
[rumore metallico delle posate]
- [uomo] Buongiorno. - Buongiorno a lei.
Non si può passare, mi spiace.
Scarico questa roba e me ne vado. Mia figlia mi sta aspettando.
Ehi, vuol far morire di fatica un povero vecchio?
In che palazzina deve andare?
La 2F, mia figlia abita lì. Gloria Severini.
Passi pure. Ehm, parcheggi subito dopo il nastro.
- Va bene. - [Luca] Grazie.
- [Severini] Cos'è successo? - Lei è il padre di Gloria Severini?
Sì. È successo qualcosa a mia figlia?
[Valeria] Mi dispiace, non avrebbe dovuto scoprirlo così.
Devo chiederle la cortesia di non toccare niente.
[con voce rotta] Non posso nemmeno abbracciare mia figlia?
Non ora.
- Quando è successo? - Ieri notte.
- [affannato] Chi è stato? - Ancora non lo sappiamo.
- Com'è entrato? La porta è stata forzata? - Siamo appena arrivati.
Quando avrò informazioni più precise, sarò felice di condividerle con lei.
Perché li avete messi in una busta?
È probabile che sia stata uccisa con un oggetto lungo e appuntito.
No, non con questi.
Questo è balsa, un legno tenero. Si spezza subito.
Lo so perché li ho fatti io. Gliene regalavo uno ad ogni compleanno.
Sono molto belli.
[Andrea] Prego, sig. Severini.
[Severini piange]
[passi che si allontanano]
[tono di accensione]
[Andrea] Ehi, abbiamo rintracciato il figlio.
Ha fatto irruzione nella scuola della fidanzata.
Voleva farle una piazzata di gelosia. Lei si chiama Vanessa.
Fatelo portare in questura. Se non ne parla lui, non ditegli niente.
Voglio essere la prima ad ascoltare la sua reazione.
- Fate venire pure la ragazza. - Ok.
Vanessa, perché hai telefonato a Gloria ieri notte?
Perché lo vuole sapere?
[Valeria sospira] Sei l'ultima persona con cui ha parlato.
Per me è importante avere più dettagli possibili
per capire come sono andate le cose.
C'entra Stefano?
No.
Perché lo pensi?
Avete parlato di lui?
Per questo me l'hai chiesto?
Qualunque cosa mi dirai, rimarrà tra me e te.
Te lo prometto.
Stefano aveva scoperto che non ero a lavoro, come gli avevo detto.
Faccio la cameriera al chiosco di Piazza Verdi.
Prima Stefano veniva ogni sera, ma poi Giovanna glielo ha proibito
perché mi impediva di lavorare. È per questo che ho usato una scusa.
Ieri però ci è andato lo stesso, e Giovanna mi ha telefonato per avvertirmi.
- Chi è Giovanna? - La proprietaria.
Ma io non stavo facendo niente di male. Ero andata a ballare con delle amiche.
Stefano non vuole che esci con le tue amiche?
No. Pensa che, se esco da sola, è per rimorchiare.
È molto geloso.
[Vanessa piange]
E, dopo che Giovanna ti ha avvertito, tu hai chiamato Gloria?
Avevo paura di tornare a casa. Ero sicura che mi avrebbe aspettato lì.
- Lo fa sempre. - Avevi paura di cosa?
È violento?
- Ti picchia? - [Vanessa continua a piangere]
Ogni tanto mi dà solo qualche schiaffo.
Qualche schiaffo è picchiare.
Perché hai chiamato Gloria?
Era l'unica con cui mi confidavo. Ai miei Stefano non piace.
Cosa vi siete dette?
Mi ha detto di stare tranquilla. Ha detto...
Ha detto che Stefano era a casa, e che ci avrebbe parlato lei.
Ha detto così? Ha detto che era a casa con lei?
Sì.
Cioè, non ha detto che era con lei. Ha detto solo che era a casa.
Ti sembra che abbia risposto da un posto al chiuso?
Non lo so, ero in discoteca.
Perché mi fa tutte queste domande?
Te l'ho detto.
Ho bisogno dei dettagli, per capire come sono andate le cose.
Dov'è Stefano? Posso vederlo?
Certo, devi solo avere un po' di pazienza.
Prima devo parlargli.
Puoi aspettare qui, se vuoi.
Se vuole, può raccontargli tutto. Tanto lo so che non è stato lui.
[Valeria] Ha chiesto della madre?
[Gerardo] No, pensa che lo abbiamo portato qui per il casino che ha fatto a scuola.
O così vuole farci credere.
- [Valeria] Quello chi è? - [Gerardo] Boh.
- [Valeria] Chi è? - Lorenzo Ferretti.
L'ex-marito di Gloria.
- [Valeria] Lo avete avvertito voi? - No, dei vicini di casa.
- È lei la responsabile qui? - Sì, sono l'ispettore Valeria Ferro.
Mi dispiace molto per la sua ex-moglie.
Perché non posso vedere mio figlio?
Potrà farlo tra qualche minuto.
Dite tutti la stessa cosa. Ma mi spiegate che cosa succede?
Sig. Ferretti, sua moglie è stata uccisa a casa sua, ieri notte.
Abbiamo motivo di credere che anche Stefano fosse lì,
ma non è stato lui ad avvertirci.
Ci sarà sicuramente una spiegazione.
Sicuramente è come dice lei.
Ma finché non avremo scoperto come sono andate le cose,
non posso farla parlare con suo figlio. Lo capisce?
[Andrea] Venga, le offro un caffè.
[Stefano] Non vi sembra di... esagerare?
Che cosa ho fatto di male? Volevo solo parlare con la mia ragazza.
Non sei qui per quello che è successo a scuola.
Davvero non sai perché sei qui?
È stata Giovanna a chiamarvi?
A che ora sei tornato a casa, ieri notte?
- Che c'entra? - A che ora sei tornato?
Non lo so. Non mi ricordo.
Sei tornato prima delle 23:09.
Vuoi sapere perché ti dico un orario così preciso?
Perché alle 23:09 Vanessa ha telefonato a tua madre.
Era spaventata, perché sapeva che eri stato al bar e non l'avevi trovata.
E tua madre le ha risposto che tu eri a casa.
Ecco perché so quando sei tornato.
- Avete parlato con Vanessa? - Eri a casa quando tua madre è rientrata?
Io? No.
- Ma perché parla di mia madre? - Eri nervoso.
Avevi litigato con Vanessa.
Tua madre ha preso le sue difese, e hai perso la testa. È andata così?
- Ma di che cazzo sta parlando? - Tua madre è morta, Stefano.
È stata uccisa a casa vostra, ieri notte, alle 23:25.
Sedici minuti dopo aver detto a Vanessa che tu eri a casa.
[con voce rotta] No, io...
Hai dormito a casa. Poi stamattina ti sei fatto una doccia,
e la signora delle pulizie ti ha visto uscire.
E tua madre era lì. Distesa sul pavimento.
Dimmi, Stefano, che cosa dovrei pensare, secondo te?
Io... No.
- Non è vero. - Mettiti a sedere.
[Stefano] Dov'è mia madre?
- Dov'è? - [Valeria si lamenta, sedie cadono]
Oh, ma che cazzo fai?
[Valeria] Lascialo.
[Valeria respira affannata]
Lei non c'era quando sono rientrato.
[con voce flebile] Non è vero che è morta. Io...
Io mi sarei accorta di lei.
- Perché mi dite che è morta? - Stefano...
Non avrei nessun motivo per mentirti.
Mi dispiace.
[Stefano piange]
[motore dell'auto si spegne]
[cancello sbatte]
[geme per lo sforzo] Ah!
[porta si chiude]
- [oggetti metallici cadono a terra] - [porta sbatte]
[passi si avvicinano]
[uomo] Gloria ancora non è arrivata?
No, avvocato Persico. Posso fare qualcosa per lei?
Mi serve la pratica Lettieri.
- Posso cercargliela io. - Sì. Veloce, però. Mi serve subito.
Sì.
- [cellulare squilla] - [Lettieri] Pronto?
- [bussa alla porta] - Posso?
[Lettieri] Grazie, arrivederci.
L'ho trovata.
Dr. Persico, la pratica.
Gloria è morta.
Era la polizia. È stata assassinata ieri notte.
Lo dici tu agli altri?
Non saprei cosa dire io.
- Certo. - Grazie.
Voi due eravate amiche, no?
Sì.
Beh, allora ti avrà parlato di noi.
Sai come siete fatte voi donne.
Quando vi incazzate esagerate sempre tutto.
Verranno a fare un sacco di domande.
Quindi non c'è bisogno di tirar fuori quella vecchia storia, d'accordo?
Poi sarai stanca di prendere spifferi là fuori all'ingresso, mh?
Saprò come ripagarti.
Non dirò niente.
Ecco, brava.
[batte sulla tastiera]
[Stefano piange]
Perché pensi che tua madre abbia detto a Vanessa che eri a casa?
[con voce rotta] Non lo so.
Potresti aver lasciato le luci accese?
Magari lei, vedendole da fuori, ha pensato che tu eri a casa.
Non mi ricordo. Ero... ero nervoso quando sono uscito, e...
e... non lo so se le ho lasciate accese.
Perché hai rotto il telefonino?
Perché Vanessa non mi rispondeva.
Quindi l'hai chiamata che eri già dentro casa?
Sì.
In cucina c'era un portaposate rovesciato. Sei stato tu?
No, no. Non credo.
Dentro c'erano tre spiedini di ferro.
Mia madre...
...cucinava spesso gli spiedini.
Diceva che uno era poco, e che tre erano troppi.
[ride]
Ne mangiavamo sempre due a testa.
È stata uccisa con uno di quelli?
Forse.
Tu sapevi che tua madre ieri era uscita,
per questo non l'hai cercata quando sei tornato, no?
Lei usciva tutte le sere.
Sai dov'era andata?
[sussurrando] No.
Frequentava qualcuno, in questo periodo?
Non lo so. Noi...
...noi non ci parlavamo molto. Era...
Vivevamo assieme, però...
Non ci incontravamo quasi mai.
[Stefano sospira]
Ma...
Era ancora viva quando... quando sono entrato?
Avrei... avrei potuto salvarla?
Dobbiamo aspettare i risultati dell'autopsia.
Ma credo proprio di no.
Me lo dirà? Dopo l'autopsia.
Certo.
[bussano alla porta]
- Puoi venire un attimo? - [Valeria] Non ora, Mattei.
- Penso che dovresti venire. - Aspettami qui.
[porta si chiude]
[Mattei] Guarda.
[Valeria] Perché quelle manette?
Ha sfondato la porta dell'appartamento dell'ex-marito di Gloria.
- Ha messo tutto a soqquadro. - Perché?
Non l'ha detto. Vuole parlare solo con te.
[tintinnio di chiavi]
[Valeria] Venga, sig. Severini.
È stato quel bastardo ad uccidere mia figlia.
[Valeria] Lorenzo Ferretti?
L'ex-marito di Gloria?
Sì, lui.
Perché è entrato in casa sua? Cosa cercava?
Un mazzo di chiavi di casa di mia figlia. Se l'è sicuramente tenute.
È con quelle che è entrato.
È l'ex-marito.
Non credo avrebbe avuto problemi a farsi aprire.
Due settimane fa,
Gloria mi chiese di cambiarle la serratura.
Io avrei dovuto farlo subito, invece di perdere tempo con i miei stupidi mobili.
Avrei dovuto anche capire che, quando me lo chiese, aveva paura.
Se lo avessi fatto, mia figlia sarebbe ancora in vita.
Le ha detto che era per via di Lorenzo che voleva cambiarla?
No, ma io so che era per lui.
Quell'uomo è capace di tutto.
Sembra innocuo, sfigato.
Ma è tutta una finta. È tutta una finta! Quel bastardo!
Perché è così convinto che sia stato lui?
Mia figlia era una donna piena di vita.
Ma quando era con lui, diventava un'altra persona.
Era nervosa, triste.
Lui le ha tolto la voglia di vivere.
E Lorenzo non ha mai accettato che adesso Gloria potesse vivere una vita felice.
È per quello che l'ha uccisa.
Gliel'ha dette Gloria queste cose?
No, mia figlia non parlava mai dei suoi problemi. Se li teneva per sé.
Era già così da quando era bambina.
Perché mi guarda così?
[Severini ride]
Lei crede che io mi stia inventando tutto, eh?
Ma non è così. Io lo so che è stato lui.
Lo so, e basta.
Sig. Severini, non mi sta dando molti elementi.
Ma li cerchi!
Torni da lui. Lo interroghi.
È il suo lavoro, no? E allora lo faccia.
Che cos'è che ha fatto?
E perché?
È convinto che sia stato lei ad uccidere Gloria.
Cosa?
E voi ci credete?
È un'accusa pesante.
Sono costretta ad approfondire.
È assurdo!
Io pensavo che... che lei non ce lo avesse neanche un padre!
Non si è mai occupato della figlia.
E adesso pretende di sapere?
Ma... lui non sa niente di me e di Gloria.
Allora me lo dica lei.
Com'erano i suoi rapporti con Gloria?
[Ferretti sospira] No, senta...
Io non parlo della mia vita privata per colpa di un vecchio pazzo.
E poi non so neanche quando è successo. Neanche come.
Voi continuate a non dirmi niente.
È successo ieri notte, gliel'ho detto prima.
Intorno alle 23:30.
Appunto.
Io ero al cinema.
- Quale cinema? - Il Roxy.
Dovrei avere ancora...
Scusi, eh. [rumore metallico di monete]
Ecco. Eccoli qua.
I biglietti.
Come mai sono due? C'è andato con qualcuno?
Diciamo che avevo un appuntamento con una donna, ma...
Poi... Insomma, non è proprio un periodo felice.
Lei mi ha dato buca e... il film me lo sono dovuto vedere da solo.
Lei vuole sapere che rapporti avevo con Gloria?
[sorride]
Quando lei mi ha lasciato, pensavo di non riuscire neanche più a vivere.
Lei e Stefano erano la mia famiglia.
Abbiamo litigato, certo, ma come fanno tutte le coppie quando si separano.
Poi la vita va avanti,
il tempo passa e ti rendi conto che quella resta comunque la tua famiglia.
Io e Gloria... abbiamo costruito un rapporto diverso.
Ci volevamo bene.
E volevamo bene a nostro figlio.
Mi ha anche prestato dei soldi... Sarà dieci giorni fa.
Ormai è un anno che sono in cassa integrazione.
Gloria mi aiutava.
Capisce? Come avrei potuto farle del male?
Ma lui queste cose non le sa. Lui non può saperle.
Perché non si è mai occupato della figlia.
Adesso posso vedere Stefano?
Dovrà pazientare ancora un po'.
[Ferretti sospira]
Lei ha ancora un mazzo di chiavi di casa di Gloria?
[sorride] No. Non ce l'ho più da quando ci siamo separati.
Controlli anche questo, se vuole.
[porta si chiude]
Mi dispiace tanto.
Come stai?
Dove sei stata ieri?
Stefano, per favore. Non adesso.
Dove sei stata?
Ero in discoteca con delle amiche.
Quali amiche?
Giada e Veronica.
E chiamale. Ci voglio parlare.
- No, non le chiamo. - E allora dammi il telefono.
- Le chiamo io. - No.
- Dammi il telefono. Dammelo! - Stefano, per favore. Basta.
- Dammelo! - Stefano!
Hanno appena ammazzato tua madre. Ma... come fai a pensare a questo?
È colpa tua se è morta.
Se non andavi a fare la troia in giro, io mi sarei accorto di lei.
Ho dormito con mia madre morta nel salone, capisci?
Avrei potuto anche salvarla, se solo non mi incasinavi la testa,
come sempre.
Ma tu sei pazzo. Io... io me ne vado.
[Andrea] La cassiera del cinema si ricorda perfettamente del padre di Stefano,
perché ha perso il telefono ed è tornato dentro a cercarlo a spettacolo finito.
Approfondite comunque sui rapporti con l'ex-moglie.
E fai una richiesta per i tabulati del cellulare di Stefano.
- Pensi ancora che sia stato lui? - No.
Mi servono per stabilire l'ora esatta in cui è tornato.
E scoprite dov'era Gloria ieri sera, prima di rientrare a casa.
Sig. Severini, può andare.
Era al cinema. Abbiamo verificato. Non può essere stato lui.
Vi sta ingannando. Lui è bravo con le parole.
Senta, lo hanno visto.
All'ora del delitto non poteva essere a casa di Gloria.
[Severini ride]
Vi sbagliate.
[Valeria] Allora? Cosa mi dici?
La ferita mortale è quella sotto l'ascella sinistra.
Un unico colpo.
Sferrato con molta forza da un destrorso.
L'arma è penetrata fra due costole e ha perforato il polmone sinistro.
Due centimetri in meno e si sarebbe salvata.
Hai avuto gli spiedini dalla scientifica?
Sì. La ferita è compatibile.
Li stanno esaminando per vedere se trovano tracce di sangue.
Ne manca uno.
Probabilmente quello che ha usato, e che poi ha portato via con sé.
È stata molto sfortunata.
Se non fosse svenuta, avrebbe potuto chiedere aiuto.
Non è morta subito?
No. Ci saranno voluti almeno 20, 30 minuti.
Si sarebbe potuta salvare.
Se qualcuno l'avesse soccorsa subito, forse sì.
Ma perché me lo chiede?
Il figlio è tornato a casa poco dopo e non si è accorto della madre.
Non sei obbligata a dirglielo, no?
[porta si apre]
[Ferretti] Eh, mi sa che questa è andata.
[porta cigola]
Devo avere una catena da qualche parte.
Possiamo chiuderla, per il momento, con quella.
Ma da quanto vivi qui?
Non ti sei mai chiesto perché ultimamente
ti ho sempre invitato a mangiare fuori, eh?
Ma perché nonno ti ha accusato?
Perché è un vecchio pazzo...
...che non mi ha mai sopportato.
Stefano.
Tu lo sai. Con la mamma è andata come è andata.
All'inizio ci ho sofferto, ma... poi ho continuato sempre a volerle bene.
Non l'avrei sfiorata mai, neanche con un dito.
- Tu questo lo sai, vero? - Certo, papà.
Eh, ecco. Tu devi pensare questo. Non ai deliri di un vecchio pazzo. [ride]
Ehi.
Guarda che noi due ce la faremo, eh.
Quello che è successo alla mamma...
...non ci deve bloccare.
Anzi, lo dobbiamo fare per lei.
[porta si apre e chiude]
Ciao.
Ma non hai preparato niente?
Cosa c'è?
Gloria.
Gloria... cosa?
L'hanno uccisa.
Ma che dici?
Stamattina in ufficio non arrivava mai.
E poi ha chiamato la polizia e ci ha avvertito.
È successo ieri notte. L'hanno uccisa a casa sua, Matteo.
[piangendo] Io... non sono... Non riesco ancora a crederci. Io non...
Ma tu lo sapevi già da stamattina?
Ma perché non mi hai avvisato?
Io... Non so. Non...
[continua a piangere]
- Ero sconvolta, non ci ho pensato. - [urlando] "Non ci ho pensato"? Cazzo!
Roberta!
Ma perché alzi la voce così?
Guarda che Gloria era la mia migliore amica, eh.
Non riesci ad immaginare come mi possa sentire io adesso?
Cosa ti importa se non ti ho avvertito prima?
[commosso] Sì, scusami.
[Matteo] Hai ragione. Hai ragione, scusami.
[donna sospira]
[pianto proveniente da oltre la stanza]
[pianto continua]
[sospira]
[forte tonfo]
[eco delle martellate]
[forte tonfo]
[forte tonfo]
- [Matteo] Io vado. Ciao. - Sì
- Ci vediamo alle 11? - Perché?
Perché? Te lo sei dimenticato?
Sono due settimane che abbiamo fissato la visita.
La visita, mh.
Sì. Eh, mi sono confuso, va bene? Eh.
Passiamo più tempo in quel posto che a casa nostra.
Poi non è che la mia presenza lì sia così indispensabile.
Scusa. Sai, questa storia di Gloria...
- ...mi ha un po' sconvolto. - Ha sconvolto anche me, cosa credi?
Sì, lo so.
Va be', adesso...
Vado in ufficio e...
- ...e chiedo se mi danno un permesso, eh? - Va bene.
- In ogni caso ti chiamo. Ciao. - Ok. Ciao.
[porta si apre e chiude]
[Valeria] Abbiamo scoperto dov'era Gloria prima di rientrare a casa?
[Andrea] Ancora no.
I tabulati di questa donna sono più fitti di un elenco telefonico.
Ma con le celle abbiamo circoscritto la zona.
Era tra Porta Palazzo e via Stradella. E c'è una cosa interessante.
Andando indietro con il tempo,
abbiamo scoperto che il suo telefono agganciava questa zona tutte le domeniche,
più o meno fino all'una di notte. Una specie di appuntamento fisso.
Solo che la notte dell'omicidio è andata via molto prima.
Ho approfondito i rapporti con l'ex-marito.
La separazione era consensuale. Ho parlato anche con alcuni vicini.
Sembra non avessero particolari conflitti neanche quando erano sposati.
Abbiamo rintracciato la donna che doveva vedersi con Lorenzo al cinema.
Tale Federica Giardini, e ha confermato.
- I tabulati di Stefano? - Se ne sta occupando Rinaldi.
[bussano alla porta]
Parlavate di me?
- Luca, i tabulati di Stefano? - Ah, sì.
Aveva un contratto con una di queste nuove compagnie telefoniche
che non hanno ancora un accordo con il Ministero. Ci vorrà un po' di tempo.
- Bene. - [bussano ad un'altra porta]
- Allora? Avete sentito la mia mancanza? - Dovresti aiutarci.
Devi fare pressione con una compagnia telefonica per dei tabulati.
- Rinaldi ha tutti i dettagli. - Faccio subito. Ci vediamo dopo.
[Valeria] Giorgio?
Posso venire a dormire da te stasera?
Cosa è successo? Hai di nuovo litigato con tua madre?
- Mi sei mancato. - Mh.
Anche tu.
Scusate se vi interrompo.
Quell'uomo dice che era con Gloria la notte del delitto.
Io e Gloria siamo andati a ballare al "Copacabana".
È... un locale latino americano vicino a Porta Palazzo.
Avevate una relazione?
- Sì. - Perché si è presentato solo ora?
La fede se l'è tolta perché sperava di non dovermelo dire?
[ride leggermente]
Senta, io non sono qui per giudicarla.
Ma la sua posizione è molto delicata.
Le consiglio di essere sincero.
Roberta...
...mi ha detto solo ieri sera che cosa era successo.
Roberta è sua moglie?
Sì.
E lei come lo ha saputo?
Loro lavoravano insieme nello stesso studio legale.
Ed erano...
Insomma...
...molto amiche.
Dopo l'ha accompagnata a casa?
No. No, ci siamo salutati fuori dal locale.
- Ci andavate tutte le domeniche, vero? - Sì.
Ma come...
Siamo risaliti ai movimenti di Gloria dal suo telefono.
Mia moglie la domenica va a cena con delle amiche conosciute su internet.
Sono... tutte donne che stanno provando ad avere un figlio.
Eh... E anche io e Roberta ci stiamo provando.
Come mai siete andati via così presto?
Le altre volte siete rimasti in quella zona molto più a lungo.
Immagino non vi vedevate solo per andare a ballare.
Prendevate una stanza in un albergo?
Sì.
E come mai non l'avete fatto stavolta?
Gloria...
...era un po' stanca.
Sig. Fresi, non è bravo a mentire.
Io le avevo detto che volevo lasciare mia moglie.
E Gloria, invece...
...mi ha risposto che non dovevamo più vederci.
Evidentemente era più importante l'amicizia di Roberta che il mio amore.
È tornato a casa subito dopo?
Sì.
Non è che per caso ha fatto una deviazione fino a casa di Gloria
per convincerla a cambiare idea?
Non l'ho uccisa io.
Io l'amavo.
Va bene, sig. Fresi. Può andare.
Ma si tenga a disposizione.
E... dovrete dirlo a mia moglie?
Per il momento, no.
[porta si apre e chiude]
Sembra sincero.
Sì, ma procuriamoci comunque le celle del suo telefono,
per controllare i suoi spostamenti.
- Siete già stati allo studio legale? - Rinaldi e Mattei sono là ora,
Di' loro di mandarmi la moglie.
[voce femminile] Il cliente da lei chiamato potrebbe avere il telefono spento
o non raggiungibile. Si prega di riprovare più tardi. Grazie.
- [donna] Hai sentito dolore questo mese? - No.
Perdite?
Ho visto un po' di sangue nelle mutandine quando sono tornata a casa,
il giorno dell'inseminazione.
- Però, poi, più niente. - Tutto a posto.
- Ora rilassa i muscoli e respira. - Ok.
[Roberta sospira]
Brava.
Così.
[bip elettronico]
Mi dispiace.
Non devi arrenderti.
Ci possiamo riprovare.
Eh?
- [Vanessa] Ragazze, ci devo parlare. - [ragazze, insieme] Va bene. Ciao.
Ti devo dire una cosa importante.
Ci ho pensato per tutta la notte, e...
Voglio che andiamo a vivere insieme.
Ma, Stefano, vado ancora al liceo.
Non subito. Dopo l'estate.
Ci possiamo prendere una casa in affitto.
Così puoi controllarmi meglio, no?
Cos'hai? Ti ho detto una cosa bella, no?
Ma per me non è bella. Possibile che non lo capisci?
Io non lo volevo fare così.
Non adesso.
Fare cosa?
Io non voglio più stare con te.
Ho paura, quando sto con te. Ho paura. Non vedo l'ora che tu te ne vada.
Hai un altro?
- Perché deve esserci sempre un altro? - Chi è?
Nessuno. Io non ti amo più.
Sai cosa mi diceva tua madre, quando andavo a piangere da lei?
"Quand'è che ti decidi a lasciarlo?"
Tua madre mi diceva così e ti voleva un bene dell'anima.
[grida] Che cazzo c'entra mia madre?
Per favore, lasciami in pace.
- [bussa alla porta] - [Valeria] Avanti.
[Valeria] Roberta Fresi?
Prego, si accomodi.
Grazie di essere venuta.
Non deve essere facile per lei.
L'avvocato ci ha detto che lei e Gloria eravate molto amiche.
Non riusciamo a scoprire con chi fosse uscita Gloria, l'altra sera,
prima di rientrare a casa.
Sappiamo solo che è andata in un locale vicino a Porta Palazzo, il "Copacabana".
C'eravate mai state insieme, qualche volta?
No, non ci vedevamo più, fuori dall'ufficio.
Posso chiederle perché?
Ma eravamo sempre amiche.
È solo che... da quando Gloria si era separata dal marito,
beh, lei faceva una vita da single. Facevamo vite diverse.
Le parlava mai delle sue relazioni sentimentali?
Qualche volta.
Sapeva se frequentava qualcuno in questo periodo?
Magari ci è andata con lui in quel locale.
No.
Almeno non mi ha...
Non mi ha raccontato niente di nessuno. Scusi, posso avere un bicchiere d'acqua?
Ho la gola secca.
Abbiamo finito. Se vuole, può andare a bere.
Grazie della disponibilità.
Mi dispiace non essere stata utile.
Non si preoccupi. Arrivederci.
[Roberta] Arrivederci.
Gerardo?
Roberta Fresi sa che il marito la tradiva con Gloria.
Trovate i nomi delle amiche con cui doveva andare a cena domenica sera
- e fate un controllo. - Ok, dai. Ci penso io, va.
[motore dell'auto parte]
[motore dell'auto si spegne]
Allora? Mi dici che cosa vuoi?
Cosa credi, di essere invisibile, con quel cazzo di furgone?
- [forte tonfo metallico] - [Ferretti] Ah!
[motore dell'auto]
[Ferretti geme e si lamenta]
[Severini] Ti sei calmato? Mh?
- [Severini] Mh? - [Ferretti si lamenta]
Allora, tu hai ucciso mia figlia. Mh?
Puoi darla a bere a tutti, con la tua faccia da sfigato, ma non a me.
Eh, no.
Io, se ti ho invitato qua, è perché tu prenda le tue responsabilità.
Capito? Cosa facciamo? Attenzione.
- Ce la facciamo a strappare i baffi? - [Ferretti geme di dolore]
Ecco qua.
Bravo, eh.
Slegami, brutto stronzo.
Perché non mi affronti da uomo? Così ti spacco la faccia, cazzo.
Non l'ho uccisa io tua figlia.
Stavo al cinema.
Non te lo ha detto la polizia?
Beh...
Allora? Sai cosa facciamo?
Adesso... facciamo il numero di tuo figlio.
E tu gli dici che stai fuori per qualche giorno, eh?
Però fa' attenzione,
perché se non lo fai, o fai il furbo, io ti ficco un chiodo in testa.
Che cosa devo dirgli?
Non so che cosa dirgli.
Non so, puoi dirgli che...
...dopo aver vissuto un anno come un parassita alle spalle di Gloria,
hai deciso di trovarti un lavoro. Eh?
Ma tu credevi veramente che, quando Gloria mi ha chiesto dei soldi,
io non avessi capito che erano per te? [ride]
- [tono tastiera digitale] - [telefono squilla]
- [Valeria] Giorgio? - È ancora dentro. Farà tardi.
Valeria.
Non avevamo un programma questa sera io e te?
[Lombardi sbuffa]
Mi dispiace, Valeria, ho un sacco di...
- [donna] Buona serata. - [Lombardi] Notte.
- [Lombardi] No, no. Non qui. - [Valeria] Sì. Shh.
- No, tesoro. Non qui. - La tua segretaria è andata via.
[Lombardi, con tono canzonatorio] Valeria...
[ridono]
Comunque hai avuto un tempismo perfetto, sai.
Ero sul punto di piangere annusando la tua maglietta.
- Saresti stato tenero. - No.
Sarei stato patetico.
[Valeria sospira] Senti...
È un po' che volevo chiedertelo...
Tu non hai mai avuto dubbi su mia madre?
- Di che tipo? - Sulla sua colpevolezza.
No, perché?
Ho riletto il verbale dell'interrogatorio che le avevi fatto tu,
- quello in cui ha confessato. - Cos'è che hai fatto?
Né tu, né il giudice avete creduto al movente che vi aveva dato lei.
L’hai scritto tu di tuo pugno che Lucia secondo te mentiva
quando diceva che aveva ucciso mio padre perché lui l’aveva aggredita.
Certo che mentiva. Come fanno tutti i colpevoli quando li incastri.
Si inventano un movente per avere uno sconto della pena, lo sai benissimo.
- Lasciami finire. - No che non ti lascio finire.
- Avresti dovuto chiedermelo. - È l'omicidio di mio padre.
Valeria, cosa abbiamo fatto fino ad adesso?
Hai fatto l'amore con me per ammorbidirmi e mettermi sotto torchio
- come fai con i tuoi indiziati? - Non è così.
E invece sì che è così.
E io non ci posso credere.
Monica mi ha detto che mia madre le aveva detto di essere innocente, in carcere.
Ma chi, quella squinternata che ha ammazzato la madre con 20 coltellate?
Ma veramente dai retta ad una così?
Non aveva motivo di mentirmi in quel momento.
E se anche fosse? Quanti carcerati conosci che giurano di essere innocenti?
Sì, ma mia madre aveva confessato.
[ad alta voce] Aveva confessato perché era colpevole.
Quando sono entrato in quella casa perché Lucia ci ha chiamato
per denunciare la scomparsa di tuo padre...
...era evidente che mentiva.
Abbiamo trovato il cadavere nel lago.
Abbiamo trovato il coltello con le sue impronte.
E lei ha confessato.
Perché avrebbe dovuto farsi 17 anni di galera, se fosse stata innocente?
Sì, ma perché tu non hai voluto scoprire il vero movente?
- Perché non mi serviva il vero movente. - [a voce alta] A me sì!
Io ho bisogno di sapere perché mia madre ha ucciso mio padre.
[urla] E allora vai a chiederlo. Parla con lei.
Ma non venire qua dentro a dirmi che ho fatto male il mio lavoro.
Perché tu non hai il coraggio di affrontarla!
[cellulare squilla]
È il tuo.
- Sì? - [Andrea] Sei in ufficio?
No, sono uscita un attimo, ma arrivo subito.
Roberta Fresi non era a cena con le amiche.
- Sei sicuro? - Sì, me lo hanno confermato.
- Ok, convocatela. Io arrivo. - Ok.
- Giorgio, senti, io non... - Va bene, guarda. Puoi andare.
[leggero tonfo]
[porta si chiude]
[Matteo] Ciao, amore.
Ci sei?
Ieri mi sono dimenticato di mettere il telefonino in carica.
Si è scaricato subito.
Sono stato in giro tutto il giorno. Com'è andata la visita?
Perché ti sei vestita così?
Sono incinta.
[ridono]
- Ce l'abbiamo fatta, amore mio. - [Matteo ride di stupore]
- È meraviglioso. - Sì.
Dobbiamo festeggiare. Portami a ballare.
Voglio andare in quel posto latino americano dove mi hai portato una volta.
No, va be', ma... Tu dovrai stare un po' a riposo. Che ha detto la dottoressa?
Quando mi ha dato la notizia... Io, non so. Mi sono sentita sollevata.
Io ci ho pensato tanto. Negli ultimi tempi io sono stata una cattiva moglie.
- No, che dici? - No, invece è così.
Perché ero troppo ossessionata dall'idea di avere questo bambino. Ti ho trascurato.
Però adesso voglio che cambi tutto. Voglio farti felice.
- Ma io sono felice. - Di più. Più felice.
- Più di così? [ride] - [ride] Sì. Dai, portami a ballare.
[ridono]
[musica latino americana]
- [Roberta] Un altro, dai. - Piano, piano. Basta.
[Roberta] Aah! [ride]
- [musica si ferma] - [applausi]
[Matteo] Andiamo, su!
[musica latino americana riparte]
- Dove vai? No, no. Ancora! - Dai!
- [Matteo] Dai, basta! - [Roberta] Ancora un altro!
- [Matteo sospira] - [Roberta] Uuuh.
- Dov'è? Questo. - Stai bevendo troppo, Roberta.
- No, no. - Nelle tue condizioni non ti fa bene.
- Cosa ci mettono in questi cosi qua? - Cosa vuoi che ci mettano? Basta, su.
È buonissimo. Ne voglio un altro.
- Dai, basta! - Un altro!
- Non sei contento, se mi ubriaco un po'? - No.
Dai, così stasera, quando torniamo a casa, mi fai tutto quello che vuoi.
- Va bene, te ne prendo un altro. Uguale? - Uguale a quello.
- [Matteo] Un altro. - [barman] Uguale?
[musica latino americana continua]
[cellulare squilla]
- Pronto? - [Andrea] Sig.ra Fresi?
- Sì, sono io. - Deve venire in questura.
- No, ma adesso però non... - No, deve venire in questura adesso.
- Posso venire domani mattina? - Non ci costringa a venire a prenderla.
- Va bene, no, no. Allora vengo subito. - Va bene.
- [Matteo] Chi era? - Eh?
- Chi era? - No, niente. Non...
Che è successo? Dove vai?
Era Federica. Ha detto che Angela ha avuto un aborto spontaneo.
- Un aborto? - Sì, andiamo tutti insieme all'ospedale.
- Aspetta, ti accompagno. - No, no. Prendo un taxi.
Ho combinato un disastro, vero?
Devo ancora capire cosa ha combinato esattamente.
Si sieda.
Dov'era la notte in cui Gloria è stata uccisa?
Abbiamo parlato con le sue amiche.
Non era a cena con loro, come aveva detto a suo marito.
E sul computer di Gloria abbiamo trovato le mail di Matteo nel cestino.
Qualcuno ce le ha messe dopo che Gloria è stata uccisa.
Pensavo di averlo svuotato.
Non lo ha fatto.
È così che aveva scoperto che Gloria e suo marito avevano una relazione?
Sì. Una volta che Gloria era in malattia, io...
ero andata al suo posto e le avevo trovate.
Dov'era la notte dell'omicidio?
Li ho inseguiti.
Non lo so perché.
Volevo vederli insieme.
E poi che cosa ha fatto?
Poi sono rimasta fuori dal locale, ad aspettare.
Quando loro sono usciti e si sono salutati, io... [sospira]
...ho seguito Gloria fino a casa sua.
Volevo affrontarla.
Le volevo dire che non era giusto quello che stava facendo.
Era la mia migliore amica. Non poteva trattarmi così.
E poi siete salite a casa sua per discutere?
No, non abbiamo discusso.
Quando io sono scesa dalla macchina, lei era già entrata nel portone.
Io sono rimasta lì come una cretina a pensare se...
...citofonare o no.
Poi... me ne sono ritornata a casa.
Non ho neanche avuto il coraggio di parlarle.
Mi deve credere, perché è la verità.
Roberta, lei mi ha già mentito una volta.
Perché ha cancellato quelle mail?
Perché si è messa in questa situazione?
[piangendo] Io non volevo perdere mio marito.
Gloria non c'era più.
Io speravo che prima o poi l'avrebbe dimenticata.
Che cosa vi ha detto, quando è venuto qui?
L'ho seguito, anche dopo.
Vi ha detto che la amava molto?
Questo lo deve chiedere a lui.
Potete dirgli tutto voi?
Lo potete chiamare e raccontargli tutto? Perché io non ce la faccio.
Ne è sicura?
Come vuole.
Grazie.
[porta si apre e chiude]
[Stefano] Sono Stefano.
Sì, passami Vanessa.
Passami Vanessa, ti ho detto.
Gliel'hai fatto spegnere tu il telefono?
[a voce alta] Giovanna?!
[Stefano] Ehi!
- È questo qui che ti scopi? - [cameriere] Dai, levati dal cazzo.
- Ti scopi la mia ragazza? - Dai!
[gente grida]
[cameriere si lamenta]
[Vanessa] Stefano! Lascialo!
Lascialo!
[Vanessa] Stefano! Ah!
- [Stefano] Vanessa! - [Vanessa] Vattene.
[vociare della gente attorno]
[porta si apre]
Ti hanno detto tutto?
[piangendo] Non sono neanche incinta.
Non lo so perché te l'ho detto.
Forse perché avevo paura che, anche se Gloria non c'era più,
mi avresti lasciato lo stesso.
Non ti avrei mai lasciato.
La ami ancora?
No.
Io amo solo te.
Non so che mi è preso.
Ho perso la testa.
Dici così solo perché Gloria non c'è più.
No, Roberta.
Io, quella sera...
Non te l'hanno detto?
Io, quella sera, l'avevo lasciata.
Le avevo detto che non dovevamo vederci mai più.
- Davvero? - Certo.
Io voglio stare con te.
Voglio fare un figlio con te.
Possiamo riprovarci. Possiamo dimenticare questa brutta storia.
E ricominciare.
Mh?
- Mi perdoni, amore mio? - [Roberta sospira]
[Matteo] Sì?
[piangono]
[donna] Ho visto i sigilli strappati, e vi ho chiamato.
- [Andrea] Grazie, signora. - [donna] Arrivederci.
Stefano?
Devi venire in questura.
Quel ragazzo ti ha denunciato.
- Gli ho fatto molto male? - È in prognosi riservata.
Ma, per fortuna, ti sei fermato in tempo.
E Vanessa?
Lei sta bene.
[Valeria] Almeno fisicamente.
- Non vorrà più vedermi, adesso. - [Valeria] Non posso darle torto.
Vuoi telefonare a tuo padre?
Sarà preoccupato.
No, lui è fuori Torino per lavoro, e... [sospira]
...e ha il cellulare sempre spento.
- Quando è andato via? - Mi ha chiamato ieri sera.
E ha detto che stava fuori per qualche giorno.
Voi andate. Io vi raggiungo dopo.
Vieni.
L'avete fatta l'autopsia?
Sì. Tua madre era già morta quando sei arrivato.
Non avresti potuto fare niente per lei.
[tono tastiera digitale]
[voce femminile] Il telefono della persona chiamata potrebbe essere occupato...
[tono tastiera digitale]
[vibrazione del cellulare]
- [Severini fischia] - [Ferretti] Mh?
[Severini ridacchia]
[Severini fischietta]
[Severini] Allora... adesso, con questo qua, ti spacco le ginocchia, mh?
- Va bene? - [Ferretti si lamenta]
Oppure, magari, vuoi confessare?
[Severini] Mh? Confessiamo?
Bene! Bene, bene.
[martello viene poggiato]
Eccoci qua.
[Severini] Uh, ecco!
- [Ferretti respira faticosamente] - [Severini] Ecco qua.
- [Severini] Ecco. - Sei solo un vecchio pazzo.
Io sono innocente.
[sputa]
[Ferretti si lamenta e grida]
- [tonfo del martello] - [Ferretti urla]
[urla continuano]
[Ferretti continua a urlare]
[campanello]
Guardi che non c'è nessuno.
[Valeria] Salve, signora. Sono della polizia.
Lei, per caso, sa dirmi... dove posso trovarlo? Quando torna?
No. È da ieri mattina che non si fa vedere.
Stanotte, neanche è rientrato.
- Ne è sicura? - Certo che sono sicura.
Ha mai provato a vivere sopra ad un falegname che soffre di insonnia?
Stanotte ho dormito come una bambina.
- Grazie dell'informazione. - Prego.
[vibrazione cellulare]
Pronto?
Sig. Severini, sono l'ispettore Ferro, della squadra mobile. Ricorda?
Senta, io... dovrei chiederle di venire subito in questura.
Guardi, adesso non posso, perché... sto facendo un lavoro.
[Valeria] Non riesce a liberarsi?
Il fatto è che il cliente vuole che finisca oggi.
Ma perché devo venire?
Suo nipote ha picchiato un cameriere del bar dove lavora la sua fidanzata.
Il giudice ha disposto il rilascio solo sotto tutela di un parente.
E Stefano mi ha detto che il padre è fuori Torino.
[sospira] Guardi, adesso non ce la faccio proprio. Magari più tardi.
Quel ragazzo sta attraversando un momento molto difficile.
Se lei non riesce ad arrivare in tempo, sarò costretta a mandarlo in carcere.
È questo che vuole per suo nipote?
Vediamoci all'ingresso di Parco Zecchini.
- Ecco, facciamo lì fra mezz'ora. Le va? - Perfetto. A fra poco.
Bene, grazie. A dopo, grazie.
Mattei, prepara un decreto di rilascio sotto tutela, a nome Stefano Ferretti.
[Gerardo] Ok.
- Metti come tutore Vittorio Severini. - Tutore? Ma è maggiorenne.
- Lo so, ma tu fallo lo stesso. - Ok.
- E sbrigati. Ciao. - Ciao.
[Valeria] Grazie di essere venuto.
Non ho tanto tempo.
Deve solo mettere due firme.
[affannato] Ho... la penna nel furgoncino.
[Severini] Ecco.
Grazie.
- Allora ci vediamo più tardi. - Arrivederci.
- [Andrea] Torno subito. - [agente] Ok.
- Salve. - Salve.
Posso aiutarla?
Vorrei parlare con la poliziotta di ieri.
L'ispettore Ferro. Non è qui in questo momento.
Vuole dire a me?
Io...
Ho un'informazione che penso possa essere utile per le indagini.
[tintinnio di chiavi]
Mi scusi, dov'è l'uomo che è entrato poco fa?
È andato in bagno.
Cazzo!
- Andrea? - [Andrea] Sì?
Sono vicino alla stazione Dora.
Devi cercare subito un collegamento con Vittorio Severini, il padre di Gloria.
- Qualunque posto riconducibile a lui. - Aspetta.
Forse l'assassino è l'avvocato dove lavorava Gloria.
- Aveva una copia delle chiavi di casa. - Sicuro?
Sì, me lo ha detto la Fresi.
Manda qualcuno a prenderlo, ma prima fai quello che ti ho detto.
Ok.
[cellulare squilla]
- Andrea? - [Andrea] L'ho trovato.
Severini lavorava nella falegnameria dei fratelli Gamba.
Dammi l'indirizzo.
- Docks Dora. - Ok, ce li ho. Perfetto, grazie.
[motore accelera]
- [Ferretti] Stammi lontano! - [Severini] Fermati! Stronzo!
- [Ferretti urla di dolore] - Vieni qua!
Dove andavi?
- [Severini] Dove cazzo andavi tu? - [Ferretti geme]
Lasciami!
- Sh, silenzio! Silenzio. - [Ferretti] Aiuto!
Lasciami!
[Valeria] Vittorio!
Non si avvicini, o l'ammazzo!
Va bene. Ma lei stia calmo.
Dille che l'hai uccisa tu mia figlia.
Non l'ho uccisa.
Aveva ragione lei.
L'assassino aveva le chiavi di casa, ma non è lui.
Lo abbiamo trovato.
È un avvocato dello studio dove lavorava sua figlia.
- Non è vero. Lei sta mentendo. - No.
Lei aveva ragione.
Ha soltanto sbagliato persona.
Lo abbiamo preso.
È tutto finito.
[Ferretti respira affannato]
State abusando del vostro potere. Sono un avvocato, conosco i miei diritti.
- Non mi potete trattenere. - Posso trattenerla fino a 48 ore,
ed è quello che farò se non si toglie quell'espressione arrogante dalla faccia.
- Ha avuto una relazione con Gloria? - Gliel'ha detto Roberta?
Risponda alla mia domanda. Ha avuto una relazione con Gloria?
Era una bella donna. Mi ci sono fatto un giro.
Non la chiamerei una relazione.
[Persico] Mh.
A me risulta il contrario.
Mi risulta che lei ha provato a licenziarla,
ma che ha dovuto riassumerla subito dopo, perché ha minacciato di farle causa.
A quel punto lei ha iniziato a tormentarla. Sul lavoro, nella vita.
La riempiva di telefonate, la aspettava sotto casa. Si chiama reato di stalking.
Sono tutte esagerazioni.
È vero che ha sottratto le chiavi di casa di Gloria e si è introdotto in casa sua?
Non le ho sottratte. Le aveva dimenticate in ufficio e gliel'ho riportate.
E gliel'ha riportate aprendo la porta, senza suonare?
- Ormai ce le avevo. - Ha fatto una copia di quelle chiavi?
- Cosa? - Ha fatto una copia di quelle chiavi?
No.
Dieci giorni fa Gloria aveva chiesto di cambiarle la serratura di casa. Perché?
- Non lo so. - Ha fatto una copia delle chiavi?
- Ascolti... - [a voce alta] L'ha fatto, o no?
[sospira] Forse le avevo detto di averla fatta quando gliel'ho riportate.
Così, per spaventarla un po'. Ma non era vero.
Dov'era domenica sera alle 23:25?
- Credete davvero che sia stato io? - Dov'era?
Non lo so. A casa, credo.
C'è qualcuno che può confermarlo?
No, ero da solo.
Aspetti.
Aspetti, dove va?
Non l'ho uccisa io! Aspetti!
[sospira]
La chiamiamo fra qualche istante, sig.ra Fresi.
Bene, grazie.
Beh... io il mio dovere l'ho fatto.
[Matteo] Dove vai?
A casa.
Io non lo voglio un figlio da te.
Non voglio neanche te.
Non tornare stasera. Ti lascio le cose in portineria.
[passi che si allontanano]
[musica latino americana]
Le va di ballare?
No. Scusi, ma sono un po' stanca.
- [musica si ferma] - [applausi]
[musica riparte]
[Valeria sospira]
- [bussano alla porta] - Avanti.
[Andrea] Ha appena telefonato il PM.
Tra qualche minuto ci faxa il decreto di perquisizione.
Per celle e tabulati dovremo aspettare ancora un po'.
Ma finalmente sono arrivati i tabulati di Stefano.
Anche se oramai servono a poco.
23:27.
Dove vai?
Beh, cosa volevi sapere?
Puoi dirmi se questa ferita è uguale a quella sotto l'ascella?
A occhio, sono molto simili.
Ma sembra molto più vecchia.
Che c'entra con l'altra?
Non ti ho svegliato per una valutazione a occhio.
Ok.
[uomo] Questa è molto meno profonda dell'altra.
Ehi!
[Valeria] Che c'è?
Chiunque l'abbia medicata, ha fatto un macello.
È rimasto qualcosa dentro.
[Valeria] Che cos'è?
[uomo] Vediamo.
Puoi mettermelo in una busta?
Perché no?
[Stefano] Salve.
[Valeria] Ciao.
Come sta?
Imbottito di antidolorifici.
Tua madre aveva una piccola cicatrice su un fianco.
Per caso ti ricordi come se l'era fatta?
Sì. Si era ferita con un ferro che spuntava da una recinzione.
Ed era ancora sposata, quando è successo?
Sì. Ma perché?
Niente, è solo una curiosità.
Torna da tuo padre adesso.
[tono tastiera digitale]
Andrea? Raggiungimi a casa di Gloria.
Fatti dare dalla scientifica i cinque fermacapelli di legno, e portali con te.
A dopo.
[Andrea] Ehi.
Ma perché mi hai fatto venire?
L'assassino era ancora qui in casa quando Stefano è rientrato.
[Andrea sospira]
Sappiamo che Gloria è tornata da sola.
Sappiamo che Stefano ha provato a telefonare a Vanessa,
prima di rompere il cellulare. Alle 23:27.
Due minuti dopo che Gloria era stata aggredita. Solo due minuti.
L'assassino non sarebbe mai potuto uscire senza essere visto da Stefano.
Si è nascosto qui da qualche parte,
e ha aspettato che Stefano andasse in camera sua per scappare via.
Quindi se troviamo una copia delle chiavi a casa dell'avvocato,
- abbiamo risolto il caso. - Non è stato l'avvocato.
- Hai portato i fermacapelli? - Sì.
[Valeria] Combacia.
Dobbiamo trovare una traccia della presenza dell'assassino.
L'ho appena aggredita.
Sento la porta che si apre.
Dove mi nascondo?
[porta cigola aprendosi]
Chiama la scientifica.
Non ci sono tracce.
Su nessuna delle due maniglie.
- Mi scusi, ispettore. - Prova qui.
Più o meno dove ti sei poggiato tu.
Stava per cadere come te.
Avete buttato via la chiave della cella?
È agli arresti domiciliari.
Ha più di settant'anni.
Lei, però, è abbastanza giovane da restarci vent'anni.
È il massimo della pena per omicidio di primo grado premeditato.
Ma di che cosa sta parlando?
E che cos'è?
L'impronta che ha lasciato quando è entrato nello sgabuzzino per nascondersi.
Abbiamo trovato anche una goccia di sangue.
È di Gloria.
Mi immagino sia caduto dallo spiedino che ha usato per ucciderla.
Come ha fatto a resistere a tutte queste torture senza confessare?
Perché non sono stato io.
Non ho bisogno della sua confessione.
Il PM ha ritenuto sufficiente gli elementi che gli abbiamo dato.
Questo... è il decreto di arresto con la sua firma sopra.
È finita, sig. Ferretti.
Ma è falso.
Non mi avete neanche preso le impronte digitali.
Come fate a sapere che sono le mie?
Le abbiamo ricavate dal suo passaporto.
- Ero al cinema. - Certo.
È entrato nel cinema, e ci è tornato solo a fine spettacolo
con la storiella del telefonino, per farsi notare.
È l'elemento che ha fatto propendere il PM per la premeditazione.
Non ho premeditato un bel niente.
Dovevo veramente andare al cinema con quella stronza che mi ha dato buca.
Mi è andato tutto male da quando Gloria mi ha lasciato.
Ho perso il lavoro.
Vivo come un barbone.
Le donne mi danno buca.
Prima... la mia vita era normale.
Non riuscivo a guardarlo il film.
Per questo sono uscito.
Mi sono diretto verso casa sua. Volevo parlarle.
Volevo chiederle di rimettersi insieme a me.
Ma lei non c'era.
E io sono entrato.
Aveva ancora le chiavi?
Non le ho mai tolte dal portachiavi.
E le dirò anche un'altra cosa.
In quei minuti... in cui la aspettavo a casa nostra,
io ero felice.
Ma poi lei è entrata.
Mi ha trattato come un ladro.
Mi minacciava con quel cazzo di spiedino, urlandomi di uscire da casa sua!
Io gliel'ho strappato di mano.
E l'ho colpita.
Lo mandi via, per favore. Lo porti via.
[Valeria] Stefano!
[campanello suona]
- Salve, sig. Severini. - Salve. Prego, si accomodi.
Venga.
Grazie.
- Vuole qualcosa da bere? - Io...
- Veramente io devo andare. - Venga, venga.
Sono venuta solo per chiederle scusa.
Aveva ragione lei, e io non le ho dato ascolto.
Ah. Sì, ma lei lo ha fatto confessare.
Io non ci sono riuscito.
E poi...
Le ho riportato questi.
Oh, grazie.
Allora arrivederci.
Signorina?
Lo sa perché son solo cinque?
Perché io ho fatto il padre solamente negli ultimi cinque anni.
Prima non ci sono mai stato per lei.
Né per lei, né per sua madre.
Non potrò mai perdonarmelo.
[voci indistinte]
[Vanessa] No, no. Aspetta.
Aspetta, aspetta.
Ci devo parlare io.
Non ti preoccupare.
No, guarda, non sono venuto per chiederti scusa
o per farmi perdonare.
Cioè, sì. Per chiederti scusa, sì.
Ma non come facevo prima.
Io non voglio che tu torni con me.
Fai bene a non voler stare con uno... come me.
Ti ho portato un po' di cose che hai lasciato a casa mia.
Dovrebbe esserci tutto, però, se poi manca qualcosa, fammelo sapere.
Ti fa male?
Solo un po'.
Ho... Ho saputo di tuo padre. Mi dispiace tanto.
Io non voglio diventare come lui.
Spero tu trovi qualcuno che ti ami nel modo giusto.
[passi si avvicinano]
Ciao, Valeria.
Sali in macchina, per favore.
È successo qualcosa?
Sali in macchina.
Dove andiamo?
Dove stiamo andando?
Non riconosci più la strada?
Dove l'hai ucciso papà?
Dove l'hai ucciso?
Qui.
Perché?
E non mi raccontare quella cazzata della legittima difesa,
o che papà era geloso, perché non ci crede nessuno.
[Valeria] Lo sai come mi ha ringraziato la tua amica Monica?
Mi ha detto che sei innocente.
Che sei stata tu a dirglielo.
Mente.
Mamma, tu non hai mai detto la verità, e io lo sento.
Che cosa nascondi?
Va bene.
Continua così, tanto lo scopro da sola.
Ti dirò la verità.
Non è stata legittima difesa.
Voleva lasciarmi.
Mi ha detto che se ne sarebbe andato.
E io...
Non lo so, non potevo vivere senza di lui.
Sono... come impazzita.
È questo che è successo.
Adesso ti fermerai?
[piange]
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