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- Che c'è? - Stai lì.
Sì?
No, non abbiamo ancora trovato niente.
Va bene, ciao.
Adesso lo ritrovano, vedrai.
Lo ritrovano.
Amore...
Non fa niente, amore.
Ehi.
- Come stai? - Che ci fai qui?
Possiamo cambiare domanda almeno per oggi?
Dove le hai messe?
Dove sono?
- Sai cosa mi piacerebbe fare? - No.
Mi piacerebbe che andassimo a fare colazione.
- Dove sono? - E poi a fare una passeggiata.
- Dove le hai messe? - Due chiacchiere...
- È una vita che non lo facciamo. - Stai complicando le cose.
- Io pensavo di aiutarti. - No, mi stai facendo incazzare.
- Dove sono? - Io non ce l'ho.
Tirale fuori, forza!
Che cazzo guardi?
Firmami l'esonero mensile.
- Firma tu, è uguale. - Io non firmo più niente da oggi.
Ammetti che piuttosto che lavorare preferisci dormire tutto il giorno.
Ok.
- Che cosa stai facendo? - Non posso lasciarlo lì.
Non puoi spostarlo, Barbara.
Prima sospettavamo un duplice rapimento.
Adesso è omicidio.
Barbara, dobbiamo chiamare Torino.
Voglio solo pulirlo.
Vai a prendere qualcosa in macchina.
Dimmi perché non vuoi chiamare Torino?
Lasciami stare, voglio fare qualcosa per mio nipote.
Barbara, è morto.
Tu non conosci suo padre, io sì da anni.
Ed è una merda.
Vorrei essere io a prenderlo.
Lo devo a mia sorella.
- Irene. - Barbara, novità?
Sì.
- Simone è lì con te? - Sì, è qui con me.
Matteo non c'è più.
Mamma...
Amore!
Amore!
Che stai facendo?
Sono arrivati gli altri?
Sì. Hanno chiamato dal commissariato.
Hanno visto Ettore alla farmacia.
- L'ho visto in fila e vi ho chiamato. - Matteo sta male!
Ha avuto un attacco d'asma, ha bisogno di...
- Tirati su, pezzo di merda. - Che cosa state facendo?
Portalo in commissariato e chiama Torino.
Io volevo solamente parlare con i miei figli.
Pronto? Sì, Gerardo.
Ehi!
Apri, per favore.
Valeria.
Dai, devo andare in questura.
Valeria?
Valeria!
- Piacere, ispettore Russo. - Agente Alessi.
Capisco il coinvolgimento emotivo.
Ma è molto grave che lei abbia spostato il corpo.
Lo so, la vittima è suo nipote.
So anche che il padre è andato a prelevare lui e il fratello
a scuola, nonostante l'ordinanza restrittiva a suo carico.
So che non sembrerò molto professionale
ma ho bisogno che sia ben chiara una cosa.
Ettore Nardi è un pedofilo, un assassino.
Non sono successe che disgrazie da quando ha messo piede
nella nostra famiglia.
A quando risale la scoperta degli abusi?
A tre mesi fa, circa.
La maestra di scuola di Matteo aveva chiamato mia sorella
perché aveva notato delle stranezze.
Matteo non giocava più, era distratto.
Faceva dei disegni strani.
- Perché è stato accusato il padre? - È stato Simone.
L'altro mio nipote del fratello maggiore di Matteo.
Dopo una serie di colloqui con l'assistente sociale
ha raccontato tutto: il padre abusava di loro nei week end
in cui li teneva.
- Dov'è ora l'altro suo nipote? - A casa con mia sorella.
Per fortuna è riuscito a scappare
altrimenti, per farlo tacere, avrebbe ucciso anche lui.
Dobbiamo setacciare la zona, qui e vicino la farmacia.
Cosa stiamo cercando.
Quando Ettore Nardi è stato arrestato,
indossava abiti puliti,
il che è improbabile considerando il luogo del delitto.
Si sarà cambiato e avrà gettato i vestiti sporchi da qualche parte.
La lascio alla sua famiglia.
Scusate. Buonasera, commissario.
Agente Alessi, per caso sa darmi qualche indicazione
su dove posso trovare Jacopo Nardi?
Perché Jacopo?
La proprietaria del residence è stata contattata da Jacopo
qualche giorno fa per prenotare la camera in cui Ettore
ha portato il bambino.
Dice che Jacopo è un habitué.
Vive in una cascina, all'altezza dello svincolo per San Nazzaro.
Grazie.
Ancora una cosa.
Voi siete stati i primi ad arrivare qua, giusto?
Sì.
Per caso avete trovato l'inalatore di Matteo?
Perché Ettore, come alibi, ci ha raccontato
che è corso in farmacia perché Matteo non l'aveva con sé.
- No, non abbiamo trovato niente. - Va bene, grazie.
Questi te li manda Michela.
Lavati e stirati.
Pensavo peggio.
È stato Andrea.
Vuoi qualcosa?
Non so cosa c'è.
Stai davvero facendo qualche passo avanti
o è solo che la casa è più pulita?
La seconda.
Tu?
Io abbastanza bene.
Mi sforzo.
Anche perché ci sono Michela, Costanza...
la scuola, il corso di nuoto. L'hai risolto tu questo?
- Sì. - Davvero?
No.
Lasciami in pace, dai.
Perché non vuoi che ti aiuti?
Siamo rimasti solo io e te, Vale.
Io non ce la faccio più a vederti così.
Ma certo.
A un certo punto finirà.
Mi dimenticherò che mia madre è morta ammazzata
e riprenderò a sorridere per la gioia di tutti voi.
Domani.
- Domani cosa? - Domani ti alzi,
ti metti carina e accompagni Costanza al parco.
Io e Michela abbiamo da fare per qualche ora.
Lo prendo come un sì.
Ma non ci siamo già passati di qui?
Mi aiuti qua?
Questo è vuoto.
Guarda.
Aspettami qui.
Ispettore,
lo incriminerete, vero?
Per ora stiamo cercando di stabilire cosa è successo.
È il lasso di tempo che va dal rapimento all'omicidio.
Solo che ci mancano degli elementi.
Mio figlio sta così da quando è tornato a casa, dopo il rapimento.
Ho tentato di fargli qualche domanda ma non mi ha risposto.
Non potremmo rimandare, per favore?
No, signora, mi dispiace.
Simone, quando papà è venuto in macchina a prendervi
ti ricordi che scarpe aveva?
Come mai gli fa questa domanda?
Suo marito non aveva fango sulle scarpe
quando è stato arrestato.
Simone, ehi.
Ricordi se Matteo aveva l'inalatore per l'asma?
Sì, ce l'aveva.
Gliel'ho messo io nello zaino prima di portarli a scuola.
Ma perché?
Suo marito ha detto che lui mentre erano in macchina
si è lanciato fuori dallo sportello aperto
trascinando con sé il fratellino.
Hanno corso per un po', poi Matteo è rimasto indietro
perché è rimasto senza fiato.
Ha detto che dieci minuti dopo essere arrivati in albergo
Matteo ha avuto una crisi d'asma.
Lui ha cercato l'inalatore, non l'ha trovato
ed è corso in farmacia per procurarselo.
Che succede?
Sì.
Ci sono novità, ispettore.
Torno subito.
Li abbiamo trovati in un cassonetto vicino all'hotel Cristal.
Sono di Ettore, gliele ho viste addosso decine di volte.
Signora Nardi, potrebbe uscire un attimo?
Li riconosce?
Sì, mi sembrano di Ettore.
Ma...
- Vieni qua, stai calma. Respira. - Cosa ha detto l'ispettore?
Ettore è andato a comprare lo Zephir in farmacia?
- Irene, stai calma. - Non posso stare calma.
- Vado da Simone. - Fai tu il riconoscimento di Matteo?
Lo stanno aspettando a Torino per l'autopsia.
Papà.
Perché lo avete messo in questo brutto posto?
Signor Jacopo Nardi?
Sovraintendente Mattei e agente Rinaldi,
squadra mobile di Torino.
Dovremmo farle qualche domanda, possiamo entrare?
Prima dobbiamo sederci e toglierci le scarpe.
Dobbiamo solo farle qualche domanda, ci vorrà un minuto.
Mamma dice che non si può entrare in casa con le scarpe.
Se no poi bisogna pulire e ripulire.
- E non sta bene. - Va bene, signor Nardi.
Lei frequenta spesso il motel Crystal?
Risulta a suo nome la camera
in cui è stato portato il piccolo Matteo Nardi
prima di venire ucciso.
- Io non ho prenotato stanze. - Ne è sicuro?
Perché a noi risulta il contrario.
Dovrebbe seguirci in commissariato.
Pezzo di merda!
Nardi!
Cazzo!
Gerardo, è sparito!
Aspettami!
- Andiamo, stiamo partendo. - Partendo per dove?
Jacopo è scappato.
Barbara!
Queste Jacopo Nardi le portava poco prima di scappare.
L'ho visto togliersele prima di entrare in casa.
- Che faccio? Vado avanti? - Agente, prego.
Posso assistere? Seguire l'indagine mi fa stare meglio.
Le scarpe di Jacopo sono consumate ai margini esterni.
Come quelle trovate nel cassonetto.
Eccole.
Sì, ma qui viene il bello.
Queste le abbiamo trovate nella cascina dei Nardi.
E come puoi vedere le suole non sono consumate.
Scarponcini da trekking... uguali.
Ma di due numeri diversi.
Una con la suola consumata e l'altra no.
Le scarpe nel cassonetto appartengono al fratello.
Se queste sono di Jacopo, vuol dire che ha ucciso Matteo.
Oltre agli scarponi e all'inalatore
quali altri indizi hai seminato che non ho visto?
Tu sei pazzo. Riparti, dai.
Quello che hai fatto è molto più che grave.
Dovresti fare rapporto.
Ho solo aiutato la verità.
Perché ce l'hai tanto con tuo cognato?
Che fai?
Perché mi ha fatto questa.
Ha schiacciato il pulsante...
Infanticidio nel novarese.
Stamane è stato ritrovato il cadavere del piccolo Matteo Nardi.
Le indagini si concentrano sul padre del bambino,
Ettore Nardi. L'uomo, in stato di fermo,
era stato denunciato per sospetti abusi sessuali sui minori.
Sul caso indaga la Squadra Mobile di Torino.
Valeria Ferro!
Fa bene a spaventarsi, lo sa? Fa ossigenare i muscoli.
Piacere di conoscerla, ispettore. Sono Rita Boero.
Sostituisco Lombardi per tutto il periodo della sospensione.
Mi parlano tutti benissimo di lei, ispettore Ferro.
Come sta?
Per il momento mi limito a sopravvivere.
Valeria!
Salve, ispettore Russo. Come mai qui?
- È venuto per me, stiamo insieme. - Ah, bene!
- Avete trovato Jacopo Nardi? - No, ancora no.
È cresciuto in quei campi, questo gli dà un vantaggio notevole.
Certo.
Mi tenga informata.
Nessuno sporgerà denuncia, quando vuole può tornare a casa.
Ah, Valeria!
Spero di rivederla presto.
Lei non mi sembra una persona che si limita a sopravvivere.
Tutt'altro.
Va bene, ho capito.
Ho fatto una cosa molto brutta, non dirò più che siamo fidanzati.
- Continui a fraintendere. - Allora spiegati.
Te ne frega solo di te, Valeria. Ed è un peccato.
Hai un talento vero per questo lavoro.
Sei un poliziotto come ne nasce uno ogni cent'anni.
- Stiamo dando fondo ai paroloni. - Continui a non capire.
Mi sforzo come un matto e ottengo la metà dei tuoi risultati.
Là fuori c'è un sacco di gente per cui il tuo aiuto farebbe la differenza.
Avresto dovuto vedere il cadavere di quel bambino.
Ne ho visti abbastanza di cadaveri.
- Sei arrabbiata con me, mamma? - No, amore.
Perché dovrei esserlo?
- Ho provato a portarlo con me. - Lo so.
Tu sei stato bravissimo.
Sono tanto fiera di te.
Matteo mi ha lasciato la mano.
Ho provato a tenerlo, lo giuro.
Però aveva le mani scivolose.
Basta, basta.
Se non lo lasciavo, Matteo era ancora vivo.
No, amore. Non è così.
Sei bravissimo. Non c'entri niente, capito?
- Mamma... - Amore, sei bravissimo.
Calmati.
Ssh...
Ti ho comprato un regalo.
La vitamina a forma di animaletto.
Quelle che ti piacciono tanto.
Ne vuoi?
Posso chiederti una cosa?
Hai detto a papà che Matteo aveva cambiato medicina?
Perché sei andato a comprare lo Zephiren?
Come facevi a sapere che Matteo aveva cambiato farmaco?
Me l'ha detto lui.
Cosa volevi fargli?
Volevi toccarli ancora?
Io non ho mai toccato nessuno.
E tu mi devi credere.
Allora? Cosa volevi fare?
Volevo convincerli a dire la verità.
Quale verità?
Io non ho capito.
Perché tuo fratello è scappato? È stato lui?
Chi ha ucciso Matteo?
Zia, apri!
Signora, è sua la bambina col cappottino grigio?
L'ho vista allontanarsi con un uomo.
Costanza...
Costanza.
Costanza!
Costanza!
Costanza...
No!
Mi scusi, non volevo spaventarla.
Volevo solo portarla a vedere la tana degli scoiattoli.
Questa è mia figlia Vittoria. Giocano sempre insieme.
Mi scusi.
- Tu stai bene, piccola? - Io sì. Cosa succede?
Niente, adesso andiamo a casa.
Mi scusi, mi sono spaventata.
- No! - Sì.
Andiamo ad aprire a papà.
Zia.
- Vieni giù un attimo. - Cosa c'è, amore?
Non diciamo niente a papà dello scoiattolo.
- Ciao, tu. - Ho truccato zia da femmina.
La zia è femmina.
Non ci credo, stai ridendo.
Il potere dei bambini.
- Andiamo? - Sì.
- Giacchetta? - Sì.
- Tieni. - Grazie.
- Ti sei divertita? - Sì, tantissimo.
- Ciao. - Ciao, amore.
- Ciao, zia. - Ciao.
Simone è stato rapito. Vieni con me?
Vi raggiungo.
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