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Original subtitles

The Romanoffs 1x08 "The One That Holds Everything"

Traduzione e revisione: ZarineSeriali

- Scusi, posso aiutarla? - Si', la ringrazio.

Merci.

Grazie mille.

Bonjour.

Parla la mia lingua?

Sono mortificata. Questo e' il suo posto?

Temo di si'.

Beh...

Non vorrei darle disturbo,

ma avevo richiesto un posto al finestrino e sono tutti occupati.

Patisco il viaggio. Le dispiace se resto qui?

No, nessun problema.

Se non si puo' fare altro...

So che i controllori francesi sono molto rigorosi.

In quel caso, faccia parlare me.

E' un piacere incontrare un gentiluomo come lei.

Puntualissimi.

Adoro viaggiare in treno. Lei che ne pensa?

Fin da quando ero piccola, lo trovavo davvero emozionante.

Come se potesse accadere qualunque cosa.

Indubbiamente.

Per qualsiasi domanda o informazione riguardante...

Lei vive a Londra?

A Los Angeles.

A Los Angeles?

Ma e' fantastico.

Scommetto che lavora nel mondo del cinema.

Diciamo di si'.

Oh, santo cielo.

Quando raccontero' ai miei amici di aver viaggiato accanto a...

Mi chiamo Candace, comunque.

Jack.

Mi invidieranno tantissimo.

Mi dica...

e' un attore?

Cioe', dovrei riconoscerla?

Sono uno sceneggiatore.

Il lavoro piu' difficile, senza dubbio.

Voglio dire, tutte quelle pagine bianche...

E' da li' che nasce tutto, vero?

Conosco qualcuno dei suoi film?

Non credo.

Anche se, devo essere sincera, andare al cinema non mi fa impazzire.

Adoro la mia televisione,

anche se ora tocca pagare per vederla, sa?

Mi piace quel telefilm con i vampiri che viaggiano nel tempo.

Oh, si', alla gente piace molto.

Io la adoro, senza dubbio.

C'e' quell'attore tenebroso e affascinante...

Quello che interpreta il cacciatore.

Com'e' che si chiama? Samuel.

Samuel qualcosa.

Samuel Barlow. Lo conosco personalmente.

Sta scherzando?

E com'e'?

Piacevole come lo immagina. E' in una miniserie che ho scritto da poco.

- E' stato divertente lavorare con lui. - Beh, la vedro' sicuramente.

Di cosa parla?

Vorrei tanto vedere quell'uomo a cavallo.

Beh, accadra'.

E' una serie in sei episodi sulla famiglia reale russa,

i Romanov.

Incredibile.

Vedremo se lo sara'.

No.

E' incredibile.

Forse non ci credera',

ma io ho conosciuto un Romanov.

Non sa quante persone me l'hanno gia' detto.

Ma lui lo era davvero.

Cioe', aveva le porcellane, i gioielli e le icone dipinte.

Sua nonna gli ha raccontato tutto.

Anche lei sarebbe dovuta essere li', sa?

I Bolscevichi li hanno assassinati tutti.

Anche i bambini.

Si', questo lo so.

Certo che lo sa.

E' davvero interessante.

Allora, come mai era a Parigi?

State "girando"?

No, sono di ritorno da Ginevra.

Questioni di famiglia.

- E' sposato? - Fidanzato.

Ma che ragazza fortunata.

Allora?

Non mi vuole chiedere nulla a me?

Puo' scusarmi un attimo?

Vado un attimo a fumare.

Non si puo' fumare sul treno.

Spero di non darle fastidio.

Ma no, si figuri.

Torno subito.

Mi darebbe una birra?

Sono passati e mi sono permessa di prendere un cocktail speciale per entrambi.

E' stata molto gentile.

Dovremmo brindare, sa?

Al suo imminente matrimonio e al successo.

E alla splendida vita che l'aspetta, mi creda.

Me lo sento. Sono un'esperta in materia.

Dobbiamo guardarci negli occhi, perche' porti fortuna.

Quel Romanov di cui le parlavo...

era un'anima in pena, poveretto.

Mi scusi, devo proprio mettermi in pari con del lavoro.

E' una storia che vale la pena sentire, glielo assicuro.

Dunque,

suo padre si era innamorato di una donna bellissima che pero' non era sua madre.

Lei era un bel po' piu' giovane, ed erano molto innamorati,

ma fini' tragicamente, tra loro.

Allora questa storia riguarda lei.

Cosa glielo fa pensare?

Sono uno scrittore.

Le persone mi raccontano spesso delle storie, e riguardano sempre loro.

Beh, non sono ancora arrivata alla parte migliore.

Questa e' la storia di un omicidio.

Avrebbe dovuto dirlo subito.

Ah, buono a sapersi.

Un consiglio da un professionista.

Dov'ero rimasta?

Ah, si'.

Quindi...

il padre fini' per sposare la bella ragazzina,

ovviamente.

E trascorsero molti anni felici insieme, prima che lui si ammalasse di cancro.

Il figlio non aveva mai digerito che il padre si fosse risposato,

ma voleva comunque riappacificarsi prima che il vecchio se ne andasse.

Fai fatica a parlare?

Non e' niente.

Vivi ancora a Brixton?

Non piu', da anni.

Vivo a Notting Hill.

Giusto.

Allora, come ti stai mantenendo?

Beh, un po' di questo, un po' di quello.

Valutando le varie opzioni.

E' una via accidentata.

Puoi finire a farlo per tutta la vita, se non fai attenzione.

Allora, cosa dicono i dottori?

Sai come sono.

Secondo loro, sarei gia' dovuto morire da un pezzo.

Ma e' perche' non conoscono Ondine.

Ovviamente, neanche lei puo' opporsi alle leggi naturali.

E' riuscita a tenermi lontano, pero'.

Vedo che continui a incolpare gli altri dei tuoi problemi, anziche' te stesso.

Non l'hai mai conosciuta davvero.

Non le hai mai dato una possibilita'.

Perche' lei preferiva fingere che io non esistessi.

E tu avresti fatto qualunque cosa per renderla felice.

Sara' colpa mia, allora.

E' questo che sei venuto a dirmi?

Cosa vuoi veramente?

Non lo so.

Ho sentito che stavi per morire.

Ed eccoti qua.

Sei mio padre.

Ho pensato fosse doveroso dirci addio.

Non diventare sentimentale.

Mi ero fatto un'idea di questo momento.

Era un po' diversa.

Vuoi che ti dica quanto sono fiero di te.

Vuoi che ti dica quanta gioia mi hai regalato, immagino.

Che non sei una delusione,

che non hai sprecato la tua vita.

Ma non posso.

Perche' questo non e' il momento di iniziare a mentire, no?

Molto bene, allora.

Non potevi concederci neanche un momento da soli, vero?

Ora sai perche' lui non ti voleva qui.

Eri tu che non mi volevi.

Non hai mai voluto la mia presenza. E ora aspetti solo che lui muoia,

cosi' potrai finalmente avere tutto.

Sarai soddisfatto, ora che hai incupito le sue ultime ore con il tuo rancore.

Ora capisco perche' questa visita era cosi' urgente. E' chiaro che sei drogato.

E' un po' tardi per fingere che ti importi.

Vattene, ti prego.

Non voglio che tuo fratello ti veda in questo stato.

Oh, fottiti.

Quelle sono di tuo padre. Gli servono.

Hai paura che non muoia abbastanza in fretta? Perche' non dai fuoco alla casa?

Fuori di qui.

CIBO TRE VOLTE ALLA SETTIMANA

Ma il passaggio e' troppo lungo.

Interviene il numero 10.

Il battitore sorveglia la palla.

Tenta il passaggio. Stavolta e' corto.

Palla intercettata, si riprende da centrocampo.

L'ala destra prende palla, la mette al centro.

E tira.

Rimbalza sulla testa del difensore. Il difensore perde palla.

E la palla torna agli avversari.

Vediamo cosa succede ora.

Thompson...

Thompson la passa indietro.

La passa indietro a Peters.

Peters si porta avanti.

Bella giocata.

Ti va di provarci?

Va bene.

Ciao.

Mi chiamo Simon.

Come sapete, ho provato a togliermi la vita.

Ma ho fallito miseramente.

Ovviamente.

E...

Mi spiace, forse oggi non e' giornata.

Beh, una volta hai detto...

di non esserti mai sentito a tuo agio.

Strano, qui nessuno si e' mai sentito cosi', vero?

Di' solo cio' che ti passa per la testa.

Ci ho provato sul serio.

Non solo a fare cio' che ci si aspettava da me,

ma molto di piu'.

Sono andato a Cambridge, ero il migliore del mio corso...

Ho vinto tutti i premi possibili.

Pensavo di poter aggiustare le cose dall'esterno.

Speravo che il successo,

di qualunque genere, li avrebbe colpiti.

Mi avrebbe reso ben accetto.

Chi vuole la torta?

- Io! - Io!

- Hai la macchina fotografica? - No. Dov'e'?

George...

guarda chi c'e'.

Bella festa...

Non vi siete proprio dati limiti.

Beh...

lui e' tutto per noi.

George.

E' bello vederti, figliolo.

Come sei premuroso.

Stai molto bene.

Ti prendo dello spumante.

Sei in forma.

Scusa se non siamo venuti per la laurea.

Oh, lo so, per via della madre di Ondine.

Si', grazie al cielo, sta meglio.

Grazie.

E' veramente un po' bel tipo, vero?

Fai ciao al tuo fratellone.

Come mai Ondine porta gli orecchini di mamma?

Beh...

Se avessimo avuto una figlia,

sarebbero passati a lei.

Facciamoci una foto di famiglia.

Geniale.

Ti spiace?

La sai usare?

Lo capiro'.

Loro erano una famiglia e...

io non ne facevo parte in alcun modo.

Per cui decisi di andarmene il piu' lontano possibile.

Mi trasferii dall'altra parte del mondo.

Il mondo della finanza era il Far West all'epoca

e i laureati di Cambridge erano i candidati piu' quotati.

Come uomo d'affari,

a Hong Kong,

era facile nascondersi.

Ero solo un'altra scintillante ape operaia

in un alveare che trasudava soldi.

Mi svegliavo col cuore che mi batteva forte

e sorridevo a qualunque novita'.

Per la prima volta,

senza esserne spaventato...

e forse un tantino spavaldo, perche'...

tutti sapevamo che ce la saremmo cavata.

Che problema hai?

Sei perfetto.

Sei pazzo.

Ti sto salvando la vita.

Ti dico cosa mi salvera' la vita.

Lewis sta per tornare a Londra.

- L'hanno licenziato? - No.

Prendera' 300mila l'anno.

Sembra buono, vero?

Non e' certo migliore di te.

Beh, io sono felice qui.

Quindi noi hai programmato nulla per il futuro?

Che vuoi dire?

Beh, hai pensato a cosa farai?

Intendo, dopo tutto questo.

Beh, dopo cosa?

Dai, sai cosa voglio dire...

No, non lo so.

Non vuoi una vita vera?

Beh, questa non e' vera?

Ho...

fatto la proposta a Kiera, ieri.

Ci sposiamo.

Vorrei che mi facessi da testimone.

Da cerimoniere, sai,

l'addio al celibato.

Organizzami un addio adeguato.

No.

Non fare quella faccia.

Che faccia?

Non so, hai il muso.

Sii felice per me.

Adoro come fai finta di pensare al mio futuro,

mentre in realta' pensi al tuo.

Mi dispiace, e' stata una sciocchezza.

Ma non e' che sia una sorpresa, sapevi che sarebbe successo.

In realta', no.

Gesu' Cristo...

sei proprio impossibile a volte.

Non farlo.

Non devi far finta di essere qualcosa, solo perche' gli altri se lo aspettano.

Non significa che non mi importi di te...

ma e' cosi' che deve andare.

Ascolta...

lo sapevi che non sarebbe potuta continuare per sempre.

E perche' no?

Simon...

seriamente.

# "Rock You Like A Hurricane" # # degli Scorpion #

# "Eternal Flame" # # delle The Bangles #

Vai!

Christopher!

Chi e'?

Che ci fai qui?

Che cazzo di problemi hai?

Ehi, ehi, ehi. Ma che fai?

Lasciami! Sei disgustoso.

- Hai rovinato tutto! - Di che parli?

Simon mi ha detto tutto!

Aspetta. Aspetta. Non so di cosa stai parlando.

Da quanto mi menti?

- Kiera, cosa ti ha detto? - Il matrimonio e' cancellato.

Non esiste che sposi un depravato come te!

Ascoltami, potresti...

calmarti un attimo?

Calmati un attimo, ok?

Non toccarmi, cazzo.

Ti prego. Piccola...

devo sapere cosa pensi che sia successo.

Ha detto che sei andato in un locale con delle escort, ieri sera,

e che ti sei fatto fare un pompino da una di quelle troie!

- Ehi, sta mentendo. - Mi ha avvisato che l'avresti detto.

Perche' sa che lo conosco.

Credimi, non puo' evitarlo. E' solo un bugiardo.

E' il tuo migliore amico.

Si', so che e' strano...

- ma penso si senta minacciato da te. - Perche'?

Sono molto gentile con lui.

Penso solo...

che sia troppo attaccato a me.

Si', mi ha detto cose che non ha mai detto a nessuno.

Ha avuto un'infanzia davvero complicata.

- Questa non e' una scusa. - Senti, lo so, ma ascoltami.

No. Mi ascolti, per favore?

Va bene.

Quando era piccolo...

i suoi genitori erano molto felici e benestanti.

Sua madre era una duchessa o robe simili.

Era una discendente dei reali russi...

quelli che sono stati uccisi.

Simon stravedeva per lei.

Lei era fragile e molto riservata.

Quindi, qualche volta, chiamavano una tata.

I tuoi saranno a casa presto.

Dovresti andare a letto o si arrabbieranno.

Ondine?

Perche' ti trucchi?

Cosi' sembro piu' carina.

Ma sei gia' carina.

Beh, voglio sembrare il piu' carina possibile.

Mi fa sentire speciale.

E se fossi un maschio?

I maschi non si truccano, Simon.

Perche' no?

Perche' e' cosi'.

E se anche io volessi sentirmi speciale?

Dovrai trovare un altro modo.

Mamma!

Beh, cosa ci fai ancora sveglio tu?

Voleva aspettarvi.

Sai che lo adoro.

George?

Devi portare Ondine a casa.

Giusto.

E tu, zuccherino mio...

fila a letto.

Buonanotte.

Buonanotte.

E lavati i denti.

Gli piaci.

E lui e' molto selettivo, sai.

I suoi orecchini sono stupendi.

Sono antichi?

Grazie.

Si', pesano un quintale.

Erano di mia nonna.

Un regalo da parte dello zar russo.

Beh, almeno questo e' quello che abbiamo detto alla compagnia di assicurazioni.

Grazie ancora, alla prossima.

Bene. Il treno e' in partenza.

Non fermarti al pub.

Ci sono io ad aspettarti di sopra...

Perfetto.

Ciao, zia.

Oh, Simon...

vai di sopra a giocare.

Dov'e' la mamma?

E' impegnata.

Vai di sopra a giocare.

Che mi aspettavo?

L'ho accolta in casa mia.

L'unico colpevole qui e' lui.

- Come puoi dirmi... - Come io posso dirti?

- che ero con lei... - Mi hai tradita con un'altra!

Un'altra? Cosa? Non riesco a credere che tu

- mi stia accusando di qualcosa... - Sei un bugiardo!

- Cristo! - Stai dicendo delle assurdita'!

Smettila.

Smettila di mentirmi, George.

Ma senti cosa dici? Non posso confessare di aver fatto qualcosa che ti sei inventata.

Oh, non provarci neanche.

Sai che lo so e ora non riesci neanche a fare l'uomo e ad ammetterlo!

Evidentemente con te non si puo' ragionare. Vado al pub.

Certo, ti pareva. Vai pure!

Vai da lei! Vattene via dalla tua moglie fuori di testa!

Simon...

tesoro...

mi dispiace.

Va tutto bene.

La mamma ti vuole bene.

Tu vai a dormire...

domattina andra' tutto meglio.

Un buon sabato sera a tutti voi!

Se sentite i piatti suonare, sapete cosa succede ora!

E' ora di "Pick of the Pops"!

Daremo il via alle danze stasera.

Abbiamo un brano un po' istruttivo per tutti voi ragazzi e ragazze.

"How Do You Do It?", il singolo di debutto della band di Liverpool

Gerry and the Pacemakers.

Mamma?

Mamma?

Aiuto!

Qualcuno mi aiuti!

Aiuto!

Aiutatemi, vi prego!

Preparate la pompa quattro! Ci sono delle persone all'interno!

Stia indietro, e' per la sua sicurezza.

Vi prego, fatemi passare!

Fatemi passare. Simon!

Simon, dov'e' tua madre?

- Papa'! - Stai fermo!

Resta con me.

Signore, deve indietreggiare.

Ma mia moglie e' la' dentro.

Questa e' casa sua?

E lei dov'era?

Al pub. Il mio vicino Harold e' venuto a chiamarmi.

Mi dispiace molto. Dov'e' la camera da letto esattamente?

Non siamo riusciti a far parlare suo figlio.

Il Signore disse: "Io sono la risurrezione e la vita.

Chi crede in Me...

anche se muore...

vivra'.

E chiunque vive e crede in Me, non morira' mai".

"Ma io so che il mio Redentore vive...

e che alla fine si levera' sulla Terra.

Lo vedro' io stesso; i miei occhi Lo contempleranno...

e non un altro".

"Non abbiamo portato nulla nel mondo...

non ne possiamo neanche portar via nulla".

"L'Eterno ha dato, l'Eterno ha tolto".

- La mamma e' li' dentro? - Benedetto sia il nome del Signore.

- Si'. - "Il Dio dei tempi antichi

e' il tuo rifugio.

- Sei sicuro? - e sotto di te

- stanno le Sue braccia Eterne". - Si', sono sicuro.

- "Ne' morte ne' vita... - Come fai a saperlo?

"Ne' altezze o profondita', ne' alcun altra creatura,

- potra' separarci dall'amore di Dio, - Ho controllato.

che e' in Gesu' Cristo, nostro Signore".

Che aspetto ha?

"Se viviamo,

viviamo per il Signore e se moriamo,

moriamo per il Signore".

- Non so come tu possa dormire la notte. - Belinda, ti prego.

Lei sapeva tutto.

Le hai rovinato la vita.

Hai cominciato a farlo il giorno stesso in cui l'hai sposata.

Lo so.

Ora che l'hai persa,

ti piangi addosso.

L'hai tradita.

Lei hai mentito, l'hai trattata come se non valesse niente.

In quella bara, ci dovresti stare tu.

Pensi che non lo sappia?

"Non ricordarti dei peccati della mia gioventu', ne' delle mie trasgressioni

ma nella Tua benignita'

ricordati di me,

oh Eterno, per amor della Tua bonta'.

Poiche' nella casa del Padre mio vi sono molti posti.

Lui guidera' il Suo gregge come un pastore.

Radunera' con le braccia le pecorelle

e le accogliera' nel Suo grembo.

Non sia turbato il vostro cuore

e non abbiate timore.

Abbiate fede in Dio

e abbiate fede anche in me.

L'eterno riposo, dona loro, o Signore,

e splenda ad essi la luce perpetua".

Eccoti qua.

Hai visto?

Non male.

Possiamo ancora fare le cose...

come devono essere fatte.

Cosi' e' tutto in ordine...

e impeccabile.

Grazie, papa'.

Ti insegnero' a farlo da solo.

E' piu' difficile fare il nodo alla cravatta di qualcun altro.

Sei pronto?

Bene, ora vai.

Verro' a prenderti a fine giornata.

Simon, non c'e' niente da temere.

Una nuova scuola e' un nuovo inizio.

Ehi, Re Tut.

Dopo di me, Re Tut.

Buon pranzo, Re Tut.

Ma perche' mi chiamano tutti Re Tut?

Perche' tua mamma e' morta.

Scusami.

RATHBURY SCUOLA PRIMARIA PRIVATA

Allora?

Com'e' andata?

Mio padre e' morto?

Cosa?

Oh, no.

No, certo che no.

Tua padre sta bene.

Ha avuto da fare a lavoro

e cosi' mi ha chiesto di aiutarlo.

Perche' l'ha chiesto proprio a te?

Ecco...

Ho intenzione di prendermi cura di te

d'ora in avanti.

Ti piacerebbe?

Per quanto tempo?

Per tutto il tempo che tu e tuo padre avrete bisogno di me.

Ti preparero' una colazione come si deve.

Ti aiutero' con i compiti.

Verrai a vivere da noi?

Beh...

ti piacerebbe?

Simon...

ora che la tua mamma...

non c'e' piu',

il tuo papa'...

si sente molto solo.

E questo lo rende triste.

Tu vuoi bene a mio padre?

Si'.

Certo.

Voglio bene a tuo padre.

E...

mi piacerebbe venire a vivere con voi per prendermi cura di entrambi.

Perche' ti trovavi li' mentre la casa andava a fuoco?

Di che parli?

Ti ho vista.

No, non e' vero.

Si', invece.

Simon...

cosa vuoi sapere esattamente?

Va' avanti.

Saro' lieta di risponderti.

Sei stata tu a dare fuoco alla mia casa?

Con dentro la mia mamma?

No.

No, certo che no.

E il fatto che tu possa aver detto una cosa simile mi ferisce profondamente.

A dire il vero...

sono molto arrabbiata.

E se sei veramente convinto di aver detto la verita',

perche' vorresti farmi arrabbiare?

Se mai ne parlerai ancora,

anche solo una volta...

ti strappero' la lingua dalla bocca.

Cosi' non potrai piu' dire niente...

a nessuno.

Andiamo.

Ti compro un gelato.

No! No!

No. Cosi' ti verra' di nuovo fame.

Non ho intenzione di mettermi a cucinare nel bel mezzo della notte.

Allora moriro' di fame.

Vieni qui.

- Pancetta? - Si', grazie.

Ma guarda un po'.

Hai fatto tutto da solo.

Ti avevo detto che era indipendente.

Si', lo vedo.

E' davvero indipendente.

E credo che sia pronto.

Non e' cosi', figliolo?

Per cosa?

Beh...

E' una tradizione della famiglia Burrows da molte generazioni.

E devo dire che, fin'ora, la tua educazione non e'...

stata delle migliori.

Quindi ho deciso che dal prossimo semestre, andrai alla scuola pubblica.

E quando sarebbe?

In autunno.

Dove?

Beh...

Proveremo un po' ovunque, ma Cheltenham e' perfetta secondo me.

Quindi dovro' andare via?

Davvero perspicace.

Vogliamo solo assicurarci che tu riceva la migliore educazione possibile.

Ed avrai quello che vogliono tutti i bambini, la liberta'.

E' stata una tua idea?

Certo che no.

Ondine non ha mai cercato di sostituire tua madre.

Sa che la mamma sara' sempre presente nei tuoi ricordi.

Nei nostri ricordi.

E che questo sarebbe quello che avrebbe voluto anche lei.

Meriti di essere felice.

Tutti lo meritiamo.

Vi sposerete?

Questo non c'entra assolutamente nulla con la mia decisione.

Non era quello che volevi?

Cosi' lo mandarono in una scuola lontana.

Se la passava bene.

Ma non supero' mai la cosa.

E' la verita'?

E' quello che mi ha detto.

Come fai ad essere sicuro che non sia anche questa una bugia?

Forse perche' spiega tante cose su di lui, del perche' sia cosi'.

E' davvero terribile.

Mi dispiace tanto per lui.

Ma non riesco a credere che mi abbia detto quelle cose.

Ma ha senso, non e' vero?

Voglio dire, guardati.

Abbiamo un futuro insieme.

Lui non ha nessuno. Come credi che lo faccia sentire?

E' innamorato di te.

Puo' darsi.

Ascolta, non giustifico quello che ha fatto.

Si e' visto portare via un'altra persona cara.

E ha pensato solo a se stesso.

Quindi cosa facciamo?

Fingiamo che non sia successo nulla?

Esatto.

E' la sua specialita'.

Lo vidi per un po' al lavoro, quando torno' dalla luna di miele.

Poi venne trasferito.

Prima a Tokyo.

E poi non so dove.

Non siamo rimasti in contatto.

Mi ricordo che spesso mi svegliavo nel bel mezzo della notte

e immaginavo di avere le sue braccia intorno a me.

E soffrivo.

Cosi' tanto che iniziai a prendere dei tranquillanti.

E a bere sempre di piu'.

Poi sono tornato qui, perche' mio padre stava morendo.

Poi...

Sapete tutti cos'e' successo dopo.

Sono felice di essere vivo.

Anche se e' difficile.

Pero'...

credo di aver, piu' o meno...

accettato il fatto che...

Non saro' mai piu' cosi' in confidenza con nessuno e che...

nessuno mi amera' mai.

Come potrebbero?

In fondo, cosa sono?

Non lo so nemmeno io.

Mi piacerebbe potermi sentire meglio.

A volte mi chiedo se non sia chiedere troppo.

Mi sentiro' mai come tutti gli altri?

Si sentono sempre tutti bene? Oppure

sono solo bravi a vivere la giornata senza porsi domande esistenziali...

e chiedersi cosa pensa di loro la gente.

Ho...

smesso di chiedermi certe cose, faceva troppo male.

Ma ho imparato a lavarmi i denti senza guardarmi allo specchio.

E' l'unico modo per evitare di rovinarmi la giornata.

Grazie,

Simon,

per averlo condiviso.

Brittany, ti va...

di parlare?

Finalmente hai parlato.

Come ti senti?

Esposto.

Stai andando a lavoro?

Quindi vuoi essere chiamato Simon?

No, voglio essere chiamato Re Tut.

E' successo davvero?

Chi inventerebbe una cosa simile?

Mai sottovalutare l'ingenuita' crudele di uno scolaretto inglese.

Mi piace il nome Dana.

Ti sta bene.

Beh, mia madre aveva un'amica.

E' morta di cancro al seno quando avevo 12 anni,

ma mi faceva sempre indossare i suoi guanti.

Aveva capito che mi piacevano troppo.

Non ho avuto questa fortuna.

Ondine ha preso le cose di mia madre

e poi mi hanno mandato via,

quindi ho iniziato a rubarle.

Ti hanno mai scoperto?

Sono molto bravo ad essere invisibile.

Beh, io ti ho visto, oggi.

Possiamo lasciar stare?

E' una cosa strana della terapia di gruppo.

Perche'...

capisci quasi piu' cose

ascoltando gli altri parlare.

Capisci che, al contrario degli altri,

devi annunciarti al fottuto mondo,

per poter essere quello che sei.

Lo so, lo so.

La vita e' ingiusta.

Non so se lo sai davvero.

Perche' sei ancora... Spero tu non mi fraintenda,

ma parli come fossi una vittima.

Beh, a volte mi sento tale.

Non lo sei.

Sei molto coraggioso.

Tutti, in quella stanza, lo sono.

Nessuno ci da' credibilita'.

Siamo solo trans, finocchi, froci

o comunque vogliano chiamarci.

Ma possiamo sopportare piu' di chiunque altro.

Guarda.

Ne ho una li',

ne ho una sul fianco, piu' piccola e...

ne ho una sulla coscia.

Sai cosa sono?

No.

Fratture esposte.

Ero sulla strada principale con un amico,

la notte in cui il West Ham ha vinto la FA Cup.

E l'unico modo di festeggiare che avevano

era strapparmi la parrucca e rompermi letteralmente le ossa,

fino a perforarmi la pelle.

Come se cercassero di girarmi al rovescio.

E' terribile.

Ma io non sono una vittima, no?

Il tuo cuore e' spezzato,

ma guarira', come le ossa.

Tornera' piu' forte.

Ma devi prendere il controllo.

Devi contrattaccare

e devi lottare per te stesso.

Perche' nessun altro lo fara'.

Quindi...

"sii uomo".

Non e' questo il problema?

Lo so.

A volte siamo i primi a sbagliare.

Vogliamo essere aggraziati,

vogliamo indossare

trucco e bei vestiti, vogliamo...

qualcuno che ci prenda, quando sveniamo.

Ma le donne non sono cosi'.

Questo e' quello che gli uomini dicono di loro.

Pensa alla donna che vuoi diventare.

Tutti ne abbiamo una.

Lei e' piu' tosta di cento ultra' violenti.

Mia madre.

Scommetto fosse forte.

Per niente.

Ma la amavo.

Diceva sempre

che ero il suo zuccherino.

Ciao, Ondine.

Ciao, Ondine.

Ciao, Ondine.

Ciao, Ondine.

Simon.

A stento ti ho riconosciuto.

Posso entrare?

Si',

certo.

Vuoi del te'?

No, grazie.

Non posso restare molto.

Sei un po' cambiato.

Sono chi sono sempre stato.

Solo che adesso lo vedi.

Si',

beh...

credo di aver sempre saputo bene chi fossi.

Spiegherebbe molte cose...

se tu, tra tutti quanti, fossi l'unica ad avermi capito.

Forse e' cosi'.

E forse e' il motivo per cui vedo

che sei ancora spaventato.

Tu, invece...

non sei per niente cambiata.

Beh, grazie.

Allora...

cosa ti porta qui?

Sono venuto per riprendermi gli orecchini di mia madre.

Sicuramente sai di quali sto parlando.

Tuo padre li ha dati a me.

Sono un cimelio di famiglia.

Appartengono a me.

Se ti servono dei soldi,

- sarei felice di aiutarti. - Non voglio soldi.

Voglio quello che e' mio.

Nient'altro.

Mi dispiace, ma...

non sono tuoi.

Sono destinati alle donne della famiglia.

Puoi anche vestirti da donna,

ma questo non vuol dire che tu lo sia.

Della famiglia?

Io sono discendente dei Romanov.

Tu fai solo finta di esserlo.

Non ti chiedo altro.

Dopo tutto quello che hai fatto.

Di nuovo con questa storia. Non sono il motivo per cui sei diventato cosi'.

Se avessi amato tua madre, avresti rischiato la morte per salvarla dall'incendio.

Mio figlio l'avrebbe fatto.

Non me ne vado senza gli orecchini.

Mi dispiace,

ma non sono qui.

Sono in una cassaforte a Ginevra.

Mamma?

Sono qui.

Non sapevo avessi invitato qualcuno.

Si unisce a noi per pranzo?

Jack, lui e'...

Simon.

Tuo fratello.

E' bello rivederti.

Ti ricordi di lui?

Non cosi'.

Ne e' passato di tempo.

Jack e' uno sceneggiatore.

Ha scritto uno spettacolo su Robespierre che stanno mettendo in scena al Royal Court.

E porta ancora ogni settimana sua madre fuori a pranzo.

Che cosa ti porta da queste parti?

Volevo solo fare un saluto.

Ma credo che sia meglio che io vada.

- Se vuoi, puoi unirti a noi. - No.

No, Simon deve occuparsi di alcune cose.

O almeno ci deve provare.

Simon?

Adesso mi faccio chiamare Candace.

Sei tu.

Ciao, fratellino.

Cosa vuoi da me?

Ho letto del tuo fidanzamento e di tutto il tuo successo

e sono dovuta venire a trovarti.

Non mi sento bene.

E' colpa del veleno.

Te l'ho messo nel drink.

Cosa?

Fossi in te, non andrei nel panico. Cosi' finisci soltanto per accelerare le cose.

Non capisco.

Beh...

Avrei potuto uccidere Ondine, ma...

e' un po' troppo tardi, non trovi?

Dopotutto, ormai e' una signora anziana. Che differenza farebbe?

Esattamente.

Ho capito che l'unico modo in cui potevo ferirla davvero

era togliendole la cosa che amava di piu'.

Proprio come lei ha fatto con me.

Povera Ondine.

Dovra' soffrire per gli anni che le restano senza il suo adorato figlio.

Aiuto.

Qualcuno mi aiuti, per favore.

Nessuno ti puo' sentire.

E credimi,

anche se ci riuscissero, non farebbe alcuna differenza.

Ormai e' troppo tardi.

Sai,

e' quello che succede quando raggiungi una certa eta'.

Diventi invisibile.

Ma, a quanto pare, e' un vantaggio.

Voglio dire,

se mi avessi guardato con attenzione quando ti sei seduto,

non sarebbe successo niente di tutto questo.

Signore e signori, benvenuti a Londra.

Sono le 14:28, ora locale.

Arriveremo presto alla stazione di Saint Pancras.

Ricordate di portare con voi i beni personali e i bagagli all'uscita dal treno.

Permesso, signore.

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