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Original subtitles

The Romanoffs 1x07 "End of the Line"

Traduzione e revisione: ZarineSeriali

- Che c'e'? - Stiamo atterrando.

Bene.

Sei riuscita a dormire?

Hai compilato i moduli?

Intendi nelle ultime 16 ore?

Si'.

Atterreremo li' sopra?

Saranno abituati a farlo.

Ricordati di non sorridere.

Come sta Oksana?

Oksana sta bene, ora.

Intende dire, forse...

non e' stata bene in passato?

Stava molto bene nel suo villaggio,

poi l'hanno portata qui e si e' ammalata.

Che cos'ha?

Non preoccupatevi. Ora che siete qui, stara' bene.

Dove siamo?

Avete soldi con voi?

Quanto?

Questi vanno bene.

Possiamo scambiarli in seguito, se vi serve.

Vi servira' acqua potabile per bere e lavarvi i denti.

E, magari, qualcosa da mangiare.

Vi aspetto qui alla cassa.

Amerikanets.

Oreo fasulli o biscotti al burro fasulli?

Prendi qualcosa e basta.

Oddio.

E' un gatto, quello?

Non avete comprato tante cose.

Oh, non abbiamo tanta fame.

Non fatelo piu'.

Non lo sapevamo.

Possiamo rientrare.

No.

Prekratite ulybat'sya.

Significa "non sorridere".

O la gente pensera' siate dei malati di mente.

Forse avremmo dovuto scambiare qui i soldi.

Guarda un po'.

Guarda li'. Non girarti.

Come faccio a guardare?

Sono ovunque.

Allora, ci vediamo domattina alle 8.

Puntuali, mi raccomando.

Non ci restituiscono i passaporti?

No, piu' avanti.

Non preoccupatevi. Mi conoscono tutti.

Questo quartiere e' tranquillo, ma non girate di notte.

Il ristorante serve degli ottimi blinis.

Andate a riposarvi, adesso.

Domani e' il gran giorno.

Funziona.

Sembra quasi il nostro primo appartamento.

E' meglio di quanto pensassi.

Guarda qui.

Stanza con vista.

La ferrovia attraversa tutta la Russia

e si ferma proprio qui.

Figo.

Vai a lavarti, disfo io i bagagli.

Ti prego.

Allora?

Gia'.

Non riusciro' a prendere sonno.

Grazie.

Joe.

Joe.

- Che c'e'? - Sono le 7.

- Di sera? - No, e' mattina.

Dobbiamo prepararci.

Cazzo.

Guarda qui!

Beh...

tieni la bocca chiusa.

Scotta!

Che stai facendo?

Devi lasciare le etichette o saranno inutilizzabili.

Cosi' mi hanno detto, almeno.

Hai preso tutto?

Credo di si'.

- Hai i documenti? - Si'.

Quanto ti stai portando?

Tutto. Non lascio niente qui.

Riesci?

Caviale a colazione?

Poi non dire che non ti vizio.

Mi scusi, possiamo avere un seggiolone?

Pozhaluysta?

Guarda.

Una luce. Si', e' una luce.

Guardalo.

E' cosi' bello.

Dovremmo andare.

Dobroye utra.

- Dobroye utra. - Buongiorno.

Dunque, ci aspettano per le 9.

Ottimo.

Avete portato il modulo I-600?

Si', abbiamo tutto qui.

Mi servira' anche il modulo I-864,

per quando andremo al consolato per il visto IR-4,

e una copia della vostra dichiarazione dei redditi.

E invece...

il modulo I-171H e la conferma dell'ambasciata?

Si', ci occuperemo di tutto prima che ve ne andiate dalla Russia.

Con le nuove leggi, sara' una cittadina americana appena l'aereo atterrera'.

Ha freddo, Anka?

No, sto benissimo.

Guardate.

Oggi che ci siete voi splende il sole.

Hanno tutte la pelliccia.

Le hanno per un motivo, non solo perche' vanno di moda.

Potremmo comprarne una anche per te.

Lei come sta, Elena?

Ho chiamato stamattina.

Sta molto meglio. Era solo un po' di raffreddore.

I russi sono tenaci.

Meno male.

Ci sono molti uomini in uniforme, in giro.

Qui i giovani hanno due alternative:

fare il militare o...

Siamo arrivati.

Mi serve il modulo I-600.

No, voi aspettatemi qui. Vi lascio il riscaldamento acceso.

Mi serve il caffe', la sciarpa

e due tavolette di cioccolato.

Me ne tenga una da parte.

Stai bene?

- Siamo nelle loro mani. - Gia'.

Nelle loro mani sporche di cioccolato.

Sono nervosissima.

Anch'io.

Sai, devo dire che almeno e' un sollievo...

non dover guidare.

Questi li tenga in un posto sicuro.

Vi serviranno in tribunale.

Joe?

La direttrice vi sta aspettando.

Toglietevi le giacche.

Lei e' la direttrice dell'orfanotrofio, la signora Fedunov.

Signora Fedunov,

loro sono Joe e Anka Garner.

Salve.

Piacere di conoscerla. Siamo...

molto contenti di essere qui.

Ora dovreste dare i vestiti che avete portato.

Si', certo.

Spero vadano bene per questa stagione. Quando siamo partiti faceva caldo.

Nei negozi c'erano solo vestiti estivi.

E gli assegni circolari?

Citibank.

Bene.

- Oh, bene. - Prego.

Mettetevi comodi.

La signora Fedunov e' molto felice di vedervi.

E' stata a Los Angeles e ha visitato gli Universal Studios.

Joe, lei lavora li', no?

Si'.

Ma non nel...

- parco a tema. - Si', Joe e' un direttore operativo.

Si assicura che fili sempre tutto liscio.

E lei, signora Garner,

lei ha antenati russi.

Molto alla lontana. Pero'...

Sapete, e' una cosa importante,

per me.

Si', infatti...

- lei e' una Romanov, sapete. - Joe.

I Romanov sono dei santi.

Aiutarono molta gente durante la prima guerra.

Ce l'hanno raccontato a scuola.

Facevano le crocerossine.

L'ho sentito dire.

Ma...

questo e' solo parte del motivo per cui siamo qui.

La signora Fedunov dice che e' un motivo molto bello.

- Dovremmo... - Si', giusto.

Queste sono per lei.

Si figuri.

Possiamo...

Possiamo vederla, adesso?

Adesso aspettiamo.

Ci sono del caffe' e del te' per voi.

Grazie.

Grazie.

Chissa' chi e'.

Forza.

La vostra attesa durata anni e' finita.

Oh, mio Dio.

Eccola qui.

Ciao.

- Ciao. - Ciao.

Ciao, Oksana.

Sei cosi' piccola.

E' bellissima, vero?

Cosa?

Visto com'e' tranquilla con voi?

Non piange nemmeno.

Questa e' la tua manina.

Venite.

Ma ciao.

Questo momento e' tutto per voi.

Aspettero' qui fuori per assicurarmi che non vi disturbino.

Parlatele, giocate con lei, spogliatela pure.

Assicuratevi che sia come la desiderate.

Va bene.

Oh, mio Dio.

E' perfetta.

Dammela.

Eccola qua.

Oh, Oksana.

Ciao.

Quindi,

dovremmo spogliarla?

Immagino che sia solo per accertarsi che sia tutto a posto.

Non e' cosi'?

Oh, mio Dio.

- Ok. - Sono sicuro che stia benissimo.

Elena ha detto che e' stata poco bene, quindi...

Ok, ecco qua, vieni.

Eccoci.

Ok.

Ok.

Oh, mio Dio.

- Ciao, bellissima. - Ciao, dolcezza.

Ciao.

Guarda che c'e' qua.

- Guarda che cos'ha papa'. - Papa'.

Forse non le piace.

- Ciao. - Cos'altro abbiamo...

Una palla?

Ehi!

E' cosi' silenziosa.

E' probabile che sia emozionata.

Si'.

Oh, guarda cosa ti abbiamo portato.

- E' una piccola ape. - Guardala.

E' una piccola ape.

Che cos'e'?

Beh, credi che dovremmo...

Immagino di si'.

Ok.

Ecco qua.

Scusami.

Va tutto bene.

- E' cosi' freddo. - Gia'.

- Scusami tanto. - Ok.

- Cos'e', secondo te? - Non saprei.

Forse, e' solo un eritema da pannolino.

Si'.

Scusami, ahi.

Ok.

Bene.

Eccoti qua.

Eccoti qua.

Guarda qui.

Lo vedi?

Vedi le palline?

E' un sonaglino?

Siete contenti?

Certamente.

Siamo semplicemente molto emozionati.

Ciao, arrivederci!

Ciao, mamma e papa' americani!

Oh, ma ciao.

P'yanitsa.

P'yanitsa.

Zoya.

Salutatevi, per il momento.

Ciao.

Che cosa ha detto?

Sono felici perche' sanno che una mamma e un papa' sono qui.

Va tutto bene,

vero?

Certo.

Benissimo.

Cos'ha detto quella bambina?

"Pee-ya-neet-sa"?

Oh, significa "genitori".

Pensa che Oksana vi somigli.

Perche' non e' stata adottata?

- Chi? Zoya? - Si'.

E' cosi' bella.

Si', e' vero.

E' molto triste.

I genitori di molti di questi bambini sono poveri e non possono mantenerli.

Cosi', li lasciano all'orfanotrofio pensando di tornare a prenderli.

Ma se venisse adottata?

Impossibile.

I genitori devono firmare dei documenti per dare il consenso,

ma non lo faranno mai.

Sono fiduciosi,

ma per niente realisti.

Ma allora,

cosa ne sara' di lei?

Andra' a scuola, come gli altri, fino a 16 anni.

Nella speranza che poi impari un mestiere.

Cameriera,

segretaria.

Altrimenti, finira' in mezzo a una strada come le altre

e noi accoglieremo i loro bambini.

Oh, e' terribile.

Si sente ancora triste in mezzo a tutta questa felicita'?

E' davvero russa.

Voi dovete pensare ad Oksana e alla perfezione che incarna.

E' bellissima, non e' vero?

Si', e' proprio cosi'.

E' solo che...

sembrava cosi' vivace nei video che ci ha mandato.

Mentre oggi, invece...

Dovete avere pazienza.

A volte, il legame non si instaura sin da subito.

Andra' tutto bene...

ve lo prometto.

Elena,

sai qualcosa della madre biologica di Oksana?

Ha diciassette anni.

Viene da un villaggio molto piccolo nel Primorsky Krai,

a cinque ore da qui.

E' molto povera.

La gente che vive li' non possiede nulla.

L'hai incontrata?

Si'.

E' molto bella.

Credo che Oksana le assomigliera'.

Perche' l'ha data in adozione?

Credo le piacessero troppo gli uomini.

Aveva affidato la piccola a sua nonna...

ma la nonna ha invalido.

E' invalida?

Era troppo vecchia e stanca.

Non poteva prendersi cura di Oksana.

Quindi ora e' vostra...

che fortuna.

Molto bello.

E' tutto perfetto.

Signora Garner,

siccome in Russia la donna e' considerata il tutore primario,

il giudice potrebbe farle qualche domanda domani.

O forse no.

Ogni giudice fa a modo suo.

Che genere di domande?

Nulla di difficile.

Dove lavorate? Avete finito di pagare la casa? Avete un'assicurazione sanitaria?

Perche' volete adottare questa bambina? Cose del genere.

Ma non deve mai mentire.

E non deve mai dire che siete venuti in Russia per l'adozione perche' e' piu' facile.

Piuttosto, parli di quanto ama la gente e la cultura russa,

parli dei suoi antenati

o di "Dottor Zivago".

Va bene?

Perfetto. Ora vado.

Queste me le tengo per farne delle fotocopie,

in caso servano.

Se volete...

posso portarvi a fare un giro in citta'.

C'e' una statua di Yul Brynner che e' molto bella

e anche la casa in cui e' nato.

Grazie, ma mi sa che il fuso orario ci ha distrutti un po' troppo

per poter accettare l'offerta.

Capisco.

Stasera possiamo cenare insieme.

Conosco un ristorante cinese che penso vi piacera'.

Oh, sarebbe fantastico.

Bene.

Provate a riposarvi un po', ci siamo quasi.

Se volete fare una passeggiata, vi conviene andare ora, prima che faccia buio.

Si', credo che andremo di sopra a riposarci un pochino.

Tu vai pure.

Io faccio un salto nella sala computer per rispondere a qualche e-mail.

Va bene.

Perfetto. Ci vediamo stasera.

Va bene.

Tieni.

Ok. Va bene, ciao.

Questo qui funziona?

Non lo so. Tra un attimo ho finito.

Devo mandare una mail alla gente a casa per far loro sapere che siamo vivi.

Io e mio marito ti abbiamo vista al ristorante stamattina.

Io sono Anka.

Patricia.

Il tuo bimbo e' davvero adorabile.

Ha degli occhi stupendi.

Non e' vero?

Abbiamo avuto davvero molta fortuna.

Adesso e' di sopra con la nonna a fare il pisolino.

Non saprei dire chi di noi e' piu' stravolta.

Noi abbiamo incontrato la nostra piccolina per la prima volta oggi.

Ma che bello...

- quanto ha? - Sei mesi.

Beh, portatela a casa il prima possibile.

Sto male a pensare a cosa hanno passato questi bambini.

Tuo figlio era...

Per caso ha...

Era malato quando l'avete visto per la prima volta?

Non era malato...

ma aveva delle ustioni da sigaretta sulle cosce.

Riesci a crederci?

Si e' messo a urlare come un matto non appena ci ha viste.

Non posso biasimarlo...

Dei perfetti sconosciuti che gli parlavano in una lingua straniera.

Probabilmente per lui ho un odore strano.

Lui ha un odore strano per me.

Lo stiamo portando via da tutto cio' che conosce...

per quanto terribile sia.

Nostra figlia non ha pianto nemmeno un po'.

Neanche quando...

le abbiamo tolto i vestiti, il che era gia' strano di per se'.

Ha questo...

eritema tremendo.

Ce l'hanno tutti.

Qui ci sono un sacco di persone benintenzionate, ma...

non possono proprio star dietro a cosi' tanti bambini.

Non come lo farai tu.

Tutti mi continuano a dire quanto...

siamo eccezionali a fare questo, ma...

la verita' e' che...

noi siamo fortunati.

Tutto cio' che volevamo era un figlio

e ne abbiamo avuto uno.

E' vero.

Ma, in fin dei conti, sono fortunati anche loro.

Voglio dire,

hai visto questo posto?

Un giorno, vorrei raccontare a...

- mia figlia, da dove viene, ma... - Gia'.

Cosa c'e' da raccontare?

Pronto?

Si', sono sveglio.

Ok.

Scendo subito.

Ti porto il cappotto.

Si'.

Ehi.

Ciao. Lui e' mio marito, Joe.

- Piacere di conoscerti. - Patricia.

Lei e' mia madre, Barb.

Salve.

E quello e' il suo piccolo Austin.

Ciao, Austin.

Dai, saluta...

di' ciao.

Vanno al mercatino delle pulci e han detto che possiamo accodarci.

Pensavo non dovessimo muoverci.

Vera ci accompagnera'.

Gia', e' la fidanzata del figlio di Elena.

Davvero? Un affare di famiglia...

- Volevo una crema per l'eritema di Oksana. - Va bene per me.

Loro vengono con noi.

Bene...

- Dovremmo andare. - Ok.

Mamma,

andiamo.

Quindi tu lavori per Elena.

Non e' la tua futura suocera?

- Come mai? - Ho studiato da assistente sociale.

Mi piacciono molto i bambini.

Incontro delle belle persone...

Mi esercito con l'inglese...

E inoltre Elena mi paga molto bene.

Lo fa anche suo figlio?

No. Dima va ancora a scuola.

Studia per diventare ingegnere del web.

Non abbiamo fretta.

Credo che abbia fame.

E' molto difficile convincerlo a mangiare del cibo vero.

Tutto cio' che gli danno sono le "alette di Bush".

Cosa sono?

Sono quelle parti del pollo che nessun americano mangerebbe.

L'America le rivende qui,

gli orfanotrofi le friggono nel lardo e le danno da mangiare ai bambini.

Va tutto bene.

Le chiamano "alette di Bush" in onore del vostro Presidente che le ha mandate qui.

Sta bene, comunque, ha solo un po' di raffreddore.

Questo e' cio' che pensi tu.

Non si sa mai cosa ti puoi prendere qui.

- Gliel'ho detto. - Mamma, sta bene.

Comunque sia, ormai e' mio.

Me ne prendero' cura qualunque cosa succeda.

Dovresti procurarti un vasino, come quello dell'orfanotrofio.

Non vorrai che faccia dei passi indietro.

Questa e' la crema che dicevo.

Antibatterica...

formula russa, molto efficace.

Grazie, ti ho dato rubli a sufficienza?

Assicuratevi di rimanere uniti.

E attenti ai borseggiatori.

Vera...

cosa significa la parola...

"pee-yaht-neet-sta"?

"Pee-yah-nee-sta"? O qualcosa del genere?

Pyatnitsa? Significa venerdi'.

O forse vuoi dire...

pianista?

No, non credo sia quello.

Forse era piu' come...

"pee-yah-neet-za."

Guarda qua.

Ora sappiamo perche' volevano che lasciassimo le etichette.

Vuoi dire "p'yanitsa"?

Si', si', proprio quella.

Significa "bevitore".

- Tipo di alcolici? - Si'.

Una persona che beve troppi alcolici, tutti i giorni.

Dobbiamo tornare, Elena ci porta a cena.

Si', andate al ristorante cinese.

Vi accompagno io.

Allora, era buono, vero?

E' pazzesco come si possa...

procurarsi del buon cibo cinese praticamente in ogni parte del mondo.

La Cina e' proprio dietro l'angolo.

Non so se e' il caso...

Stiamo festeggiando,

siete una famiglia adesso.

Beh...

Anche alla tua famiglia.

Tua nuora e' deliziosa.

Non e' ancora mia nuora.

- Quasi. - Beh, di certo lei ti ammira molto.

Dice che hai creato...

molte famiglie felici.

E' stata gentile?

Ci ha portati al mercatino delle pulci con la tizia lesbica e sua madre.

E' impossibile.

Cosa?

Ti stai sbagliando.

Donna single, si'.

Uomini single, no.

Gli omosessuali non possono adottare in Russia, assolutamente.

Non e' permesso.

Ehi...

io...

ho comprato queste in hotel.

Mi chiedevo se...

potessi mostrarci...

dov'e' nata Oksana.

Questo e' il suo villaggio.

Qui.

Oh, wow.

E' proprio accanto alla Corea del Nord.

Questo e' l'orfanotrofio.

Siamo solo curiosi, ma se i suoi genitori la rivolessero indietro?

Siete voi i suoi genitori.

Qui non siamo negli Stati Uniti.

Appena adotterete Oksana,

i legami con i suoi genitori naturali verranno legalmente interrotti,

per sempre.

E se Oksana ritornasse...

per cercarli, un giorno?

Se fossi in voi...

non le direi niente.

Bruciate questa mappa quando arriverete a casa...

e dimenticatevi di essere mai venuti a Vladivostok.

Non c'e' nulla, qui, per lei.

Quello che state facendo e' meraviglioso.

Sarete dei genitori fantastici e Oksana avra' una vita d'incanto in America.

Non guardatevi mai indietro.

Brindo a voi.

Nazdorovya.

Ho bevuto troppo.

C'e' qualcosa che non va in quella bambina.

Non possiamo saperlo.

Si', invece, Joe. L'hai vista.

Era apatica. Era silenziosa.

Non puoi saperlo.

Sai, dicono che questi bambini...

non li tiene mai in braccio nessuno.

Non sono bambini come gli altri, devono imparare a stare in silenzio perche'...

nessuno si prende cura di loro.

C'e' qualcosa che non va in quella bambina.

C'e' qualcosa che non va nel suo cervello.

Ne sono certa.

Una bambina di sei mesi dovrebbe farfugliare,

rigirarsi sulla pancia, giocare con le mani e con i piedi.

Mi sono memorizzata quella cazzo di lista, l'ho letta mille volte.

Ricordi che il dottore disse di non giudicare in base a quelle fasi

perche' non sappiamo cos'e' vero.

Magari e' nata prematura.

Probabilmente non e' nemmeno dell'eta' che dicono.

Probabilmente e' ritardata nello sviluppo.

Joe, so che l'hai capito dal momento in cui l'hai toccata.

Anche quando l'abbiamo spogliata, quella bambina e' rimasta immobile...

un corpo morto, muscoli molli.

L'ha detto anche quella ragazzina.

"P'yanitsa."

Non significa genitori, significa alcolizzata.

E' una bambina con la sindrome alcolica fetale.

Cosa?

Si'.

Ho chiesto a Vera.

Elena ci ha mentito.

Perche' avrebbe dovuto mentire su una cosa simile?

Quella bambina voleva solo essere adottata. Avrebbe detto qualsiasi cosa.

C'e' qualcosa che non va in quella bambina!

Lo so.

Cioe', oltretutto, e' la stessa bambina?

Quella nel video aveva come una voglia sul viso. Ricordi? Vicino l'orecchio?

Ho visto quel video centinaia di volte. E' la stessa bambina.

Non posso credere...

che siamo venuti fino a qui per ritornare a casa a mani vuote.

Di che parli?

Di che parli tu?

Non prenderemo quella bambina.

E ti diro' una cosa, se l'hanno scambiata sotto il nostro naso,

- rivoglio i miei 50mila dollari. - Anka,

so che sei arrabbiata, ma non siamo dei clienti, qui.

Siamo venuti per adottare una bambina, a qualsiasi costo.

Siamo dei clienti.

Hai visto Elena e il modo in cui ci hanno trattato.

Tutti quei...

documenti e quei fogli? Sono solo soldi che cambiano mani.

Puoi nasconderti dietro qualsiasi virtu' vuoi.

Ma dai.

Siamo venuti qui per prendere una bambina sana e ci hanno dato quella li'.

E mi sento male, perche' e' terribile quello che accadra' a quella bambina,

ma non ho pagato per questo.

Anka, io non mi sto nascendo dietro alcuna virtu' e nemmeno tu.

Abbiamo detto di volere un bambino, che avremmo fatto di tutto per averne uno

e abbiamo anche detto che avremmo accettato qualsiasi dono mandato da Dio.

Dio?

E' stato Dio a dirci di prendere ogni centesimo che avevamo

e rincorrere qualcosa che non esiste?

Dio ha deciso che tuo cugino Kevin dovesse avesse sei figli

pur non avendo un cazzo di lavoro e suonando ancora in una band.

Guida le limousine, si droga e ha comunque sei figli.

L'ha deciso Dio.

Guidare limousine e' un lavoro

- e Kevin e' un brav'uomo. - Non e' questo il punto!

Quindi non era vero che volevi adottare la bambina?

- Hai detto di si', ma non era vero. - Una cosa e' dirlo,

ma non credevo che sarebbe successo davvero.

La mia opinione non aveva nemmeno grande importanza.

Ma ora te lo posso dire, no.

Insomma,

vuoi essere cremato o seppellito?

Visto? E' una domanda ipotetica.

Non puoi rispondere ora, ma sapro' cosa fare quando morirai.

E quello che voglio io, allora?

Vuoi prenderti cura di un vegetale per il resto della vita?

Sempre che sopravviva.

Allora...

Perche' lo stiamo facendo? Cosa ti aspettavi? E' una responsabilita'...

e non e' facile, nemmeno con un bambino sano.

Ho gia' fatto abbastanza sacrifici, Joe!

Adesso basta!

Ancora ripenso a quando scopavamo sperando di restare incinta.

Poi ci sono stati i libri, i termometri e la fecondazione in vitro.

Di qualsiasi tipo.

Le compagnie di assicurazione, gli ormoni.

Tutta quella speranza e tutta quella sofferenza.

Ogni soldo,

ogni lavoro extra, niente casa, nessuna vacanza.

Sempre a chiedere soldi ai miei genitori.

Sono 15 anni che investiamo in questa faccenda

e una volta qui, ci ritroviamo a mani vuote.

Lo so. C'ero anch'io.

Si', ma non eri tu ad iniettarti piscio di cavallo nelle vene

e milioni di ormoni,

rischiando un cancro alle ovaie o la menopausa precoce.

Lo sai che avrei fatto tutto e lo farei ancora.

Lo so.

Lo voglio anch'io. Ecco perche' non capisco perche' parli cosi'.

Perche' mi sento tradita.

Non posso occuparmi di una bambina con queste problematiche, Joe.

Scusa.

Non sono fatta per questo.

Quindi, se quella volta non avessi perso il bambino

e avessi fatto l'amniocentesi,

magari scoprendo che aveva la sindrome di Down, che avresti fatto?

Non l'avrei tenuto.

Beh, non te lo avrei permesso.

Non me lo avresti "permesso"?

Non saresti stato tu a decidere.

Quindi ora non posso dire la mia?

Sono solo un mediatore come Elena?

Parliamo del nostro futuro e quella bambina non ha futuro.

Non e' colpa mia se non riesci a perdonarti all'idea

di condannare a una vita breve qui quella bambina.

Mi dispiace, ma non mi fa piacere fare la martire come fai tu.

Sai cosa penso?

Penso che provi vergogna.

E penso sia stato cosi' tutto il tempo.

E ora,

siamo qui, dall'altro capo del mondo

perche' tu potessi trovate il figlio perfetto di cui vantarti con tutti.

Questa era la tua idea snob di come dovrebbe essere una famiglia.

Di cosa stai parlando?

Che cosa ci facciamo qui?

In Russia?

Visto che non possiamo averne uno nostro, volevo qualcuno con le mie stesse origini.

I Romanov non erano nemmeno russi!

Erano tedeschi, lo sai anche tu.

Siamo qui perche' tu non volevi un bambino di colore.

Avremmo potuto trovarlo a Los Angeles. Li' ci sono bambini belli e sani.

Stronzate.

Siamo qui perche' tu non vuoi avere qualcuno

che, tra dieci anni, venisse a bussare alla tua porta per riavere il suo bambino.

Non fare tanto il superiore.

Io volevo solo un bambino tutto nostro.

Non mi interessa che tipo di bambino,

vorrei solo che fosse il nostro.

- Perche' mi fai sentire una merda? - Perche' mi hai mentito!

Invece no, Joe. Sono stata perfettamente chiara!

L'unica bugia che ho detto

e' stata quando ci siamo sposati, dicendo che avremmo avuto figli.

Alla fine, si scopre che non posso averne e tu si'.

E ti giuro che non lo sapevo, credimi.

Non puoi fare cosi', pero'.

E tu non puoi fare il santo e parlare di Dio quando so che non sei sincero!

Nessuno sceglierebbe quella bambina!

Guarda mia cugina Victoria.

Il figlio ha l'emofilia e ora passa la vita a entrare e uscire dalle cliniche

di tutto il mondo per cercare di salvarlo.

Il suo matrimonio sta andando a puttane per questo e loro sono ricchi, Joe.

Quindi?

Credi che lo scambierebbe con un altro?

Si'.

Penso preghi per questo tutti i giorni.

Oh, signore.

Non sapevo fossi cosi' pessimista.

Voglio dire, e' una bambina.

A tua madre piacciono solo i maschi.

Sono certo che ti avrebbe scambiata subito, se avesse potuto.

Ma indovina? Non puoi scegliere.

Non e' come andare a fare shopping.

Invece si'.

Perche' ti senti in diritto di farlo. Continui a dargli un prezzo.

Si'. Ha un prezzo.

50mila dollari.

Il che mi da' il diritto di scegliere.

Non e' cosi'.

Non esiste alcuna garanzia, su queste cose.

E' un atto di fede.

E l'unica cosa di cui si e' certi

e' che, nel momento in cui ci hanno messo quella bambina fra le braccia,

e' diventata nostra figlia,

- nonostante tutto. - Tutto questo e' assurdo!

Non ha speranze, senza di noi.

Disse colui abbandonato dal padre.

Esatto. So perfettamente cosa voglia dire essere abbandonati.

Eravamo d'accordo sul prendere un bambino in qualunque caso.

Sei un moralista del cazzo.

Beh, sai cosa?

Non voglio crescere una bambina per vederla soffrire

ogni giorno della vita che, se Dio vuole, sara' corta.

Che c'e'?

Non posso crederci.

Lo so.

E' una situazione tremenda.

No.

Non posso credere che non sapessi che eri cosi'.

Sono tutti cosi'.

Tutto quel tempo passato a parlare di una famiglia.

Ti amo.

Lo so.

Ma se abbiamo passato tutti questi anni insieme, percorso tutta questa strada

e non hai ancora capito quanto sia importante per me,

allora...

non lo so.

Che ci facciamo ancora insieme?

Volevi solo una scusa per lasciare qui quella bambina e non sentirti in colpa.

Se ce ne andiamo senza la bambina, non voglio piu' stare con te.

E' passato di qui un uomo americano con una bella...

barba?

No.

Potrei avere uno shot di vodka

ed un bicchiere d'acqua?

Una bottiglia d'acqua.

Posso aiutarti?

Non voglio essere scortese,

e' che...

Sai, e' cosi' che fai?

Tu...

aspetti che venga qualcuno

o si fissa un appuntamento?

Vuoi compagnia?

Oh, no.

No, e' che sono solo...

curiosa.

E'...

molto semplice.

Proprio come pensi.

E' un lavoro.

No, ma certo,

io...

Da quanto lo fai?

Quattro anni.

Sembra molto tempo.

Penso che lo faro' per altri due anni e poi smettero'.

Oh, bene,

quindi gli affari vanno bene.

Ho un piano.

Mettere i soldi da parte.

Si', hai proprio ragione.

Ti comprerai una bella casa?

- Qui? - Mai.

Voglio scappare il piu' lontano possibile.

Parli molto bene la mia lingua.

Ehi, bello.

Ti sei perso?

Fa freddo, qui fuori.

Andiamo, ti porto dentro.

Vieni qui.

Vieni...

Aspetta, vieni qui. Vieni qui.

Siete molto eleganti.

Il giudice ne sara' felice.

Quali doni vi sono rimasti?

Tre buste di caffe' ed una sciarpa.

Ne avremo bisogno.

Un momento.

Aspetti.

Cosa?

Che e' successo?

Non so che dire.

Non avete idea di quanto desideri un figlio.

Di quel che abbiamo...

passato per...

farlo, per essere qui.

Ma io non...

Non posso.

Non posso farlo.

Mi dispiace.

Ma che succede?

Non sono una santa.

Io non...

Non voglio farlo.

Lo so.

E' solo che...

Non voglio farlo.

Non dice sul serio.

E' solo nervosa. Succede sempre.

Non sono nervosa.

C'e' qualcosa che non va in quella bambina.

Anzi, dubito sia la stessa bambina.

Siete davvero offensivi.

La direttrice ha dedicato la sua vita ad occuparsi di quei bambini

a cui nessuno importa.

Il suo lavoro, e anche il mio,

e' fare in modo che ognuno di loro trovi una casa.

Quella bambina non superera' mai la visita medica per ottenere un visto.

Invece la superera'.

Solo un bambino su mille non supera la visita.

E solo a causa della tubercolosi.

Oksana non ce l'ha.

Pero' Oksana ha qualcosa che non va o sbaglio?

Perche' vi interessa?

La porterete in America, dai vostri dottori.

E loro vi diranno cos'ha che non va, dandole una cura.

Vedrete.

So qual e' il problema.

Non preoccupatevi, sistemero' tutto.

No.

No!

Dovete solo passare piu' tempo con la bambina.

Ve la porteremo.

La porterete con voi in hotel e giocherete con lei.

Senza pressioni.

Cambiero' la data dei voli, sistemero' tutto io.

Nessun problema.

Vedrete. Alla fine andra' tutto bene.

No.

No! Non la voglio piu' vedere, vi prego.

D'accordo, basta cosi'. Smettetela!

Mia moglie e' sconvolta. Non voglio sentire un'altra parola.

Ha detto di no.

Ha tutto il diritto di farlo.

Abbiamo preso una decisione.

Torneremo a casa.

Vi prego.

Lasci che spieghi cos'e' successo alla direttrice, signor Garner.

C'e' stato un malinteso.

Ci vorra' solo un minuto.

La prego.

Poi vi portero' ovunque vorrete andare.

Va bene, ma si sbrighi.

Ho un brutto presentimento.

- Che vuoi dire? - Dobbiamo andarcene.

In fretta.

Come facciamo? Non abbiamo una macchina.

- E per il taxi serve sapere l'indirizzo. - Non mi importa.

Ci faremo dare un passaggio da qualcuno, quanti contanti ti restano?

Non lo so.

Forse 300. Ma non ha importanza.

- Abbiamo lasciato i passaporti in hotel. - Non mi importa. Chiameremo l'ambasciata.

- Come facciamo? Non parliamo russo. - Non conosci questa gente.

Se non ce ne andiamo subito torneranno coi rinforzi e ci porteranno via.

Nessuno sapra' mai cosa ci e' successo.

- Joe. Sbrigati. - Ok, d'accordo.

Per favore.

Dobbiamo andare.

Lei e' Katerina.

Fermi.

Vi faccio una foto, cosi' si ricordera' da dove proviene.

Sorridete.

Dovete alzarvi.

Siete Joe e Anka Garner da Los Angeles, California, Stati Uniti d'America?

- Si'. - Si'.

Riconoscete l'autorita' di questo tribunale?

- Si'. - Si'.

Volete adottare...

Oksana Ivanovna Tyutcheva?

Oksana Ivanovna Tyutcheva?

- Si'. - Si'.

Siete pronti a sostenere tutte le spese mediche di cui avra' bisogno?

- Si'. - Si'.

Il giudice ora ascoltera' la vostra dichiarazione.

Prego.

Uno dei due deve dire qualcosa.

Siamo venuti in Russia...

perche' mia moglie desiderava tanto...

poter conservare la sua discendenza.

E...

ci impegneremo ogni giorno...

a raccontare a nostra figlia delle sue origini.

Della forza...

e della storia di...

questo luogo speciale.

E di quanto siate stati tutti...

davvero eccezionali.

Di grande aiuto.

E gentili.

Vogliamo solo farvi sapere che questa bambina significa...

il mondo per noi.

E'...

un sogno che si avvera.

Non le manchera' mai nulla.

Avra'...

accesso a tutte le migliori scuole.

All'assistenza medica.

E...

a tutto l'amore e il supporto...

di cui avra' bisogno, dai suoi eternamente grati genitori.

Siamo arrivati in Russia come marito e moglie.

Pero'...

grazie a voi,

possiamo tornare a casa come una famiglia.

E per questo, Vostro Onore,

vogliamo davvero...

ringraziarvi dal profondo del cuore.

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