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Original subtitles

The Romanoffs 1x04 "Expectation"

Traduzione e revisione: ZarineSeriali

Scusi?

Scusi?

- Scusi, vuole una mano? - Oh, si'.

Sarebbe fantastico.

Oh, che carina.

Grazie.

Faccio io.

E' parecchio complicato.

Posso farcela.

Wow.

Entri pure.

Mamma?

Non mi aspettavo che saresti arrivata prima di me.

Arrivo sempre prima di te.

E' molto intenso.

Voglio dire, e' buono. Ha un buon profumo. Pero'...

mi da' fastidio tutto, in questo periodo.

Perche' non mi hai mandato un messaggio? Ero di sotto a perdere tempo.

Mamma, se ti avessi mandato un messaggio, saresti andata nel panico.

Puo' essere.

Come ti senti?

Benissimo.

Non ho mai sentito nessuno al tuo mese di gravidanza dire una cosa simile.

Non voglio lamentarmi,

visto che tutti ce l'hanno con me perche' non voglio accelerare il parto.

Nessuno ce l'ha con te.

E' solo che...

- Sai, piu' aumenta il ritardo... - Sai una cosa?

Il bambino nascera' quando sara' il momento.

E' come un frutto che sta maturando.

E comunque la data prevista e' una cavolata. Io e Justin scopavamo di continuo.

Non so quando sia successo.

Allora, avrai fame.

Oh, dovresti andare a prendere i genitori di Justin al JFK alle 14:30.

Cosa?

Perche' non ci va Justin, a prendere i suoi genitori?

Non puoi mandare un'auto?

Sai come sono fatti.

Voglio che ci vada tu perche' io non posso andarci e Justin e' a Singapore.

Stai scherzando?

Ha rimandato il piu' possibile. Che problema c'e'?

Dovrebbe essere qui.

E se dovesse donare il sangue o roba simile?

Cosa?

Non lo so.

Ok, d'ora in poi non sarai piu' da sola ad occuparti di tutto.

Ci saro' io.

No, mamma,

invece mi occupero' di tutto da sola,

dato che, ad essere sincera, e' proprio quello che volevo.

Ok.

Ok.

A volte mi chiedo proprio da chi tu abbia preso.

Cosa vorresti dire?

Doveva essere un bel momento.

Hai detto che volevi passare del tempo con me e ora ti comporti da stronza.

Perche' non ti capisco.

Non capisco come ragioni.

Sono un tipo pratico, come te.

No, invece.

Sei retrograda.

Solo perche' non mi comporto come hai fatto tu, non significa che sia sbagliato.

Ci lascerebbe ancora un minuto?

Non si tratta di giusto o sbagliato, ma di avere dell'amor proprio.

Nemmeno la nonna era cosi'.

Hai rinunciato a tutto per essere una...

Lo dico e basta:

una casalinga ricca,

stupidamente convinta che sia un vanto non avere un lavoro,

prendere il cognome del marito e permettergli di fare il cazzo che vuole.

Non so come ho fatto a crescere qualcuno che pensi sia meglio vivere nella comodita'

piuttosto che essere indipendente.

Forse sono all'antica.

Pensavo che sarebbe stato bello fare colazione con mia madre.

Non pensavo che avrei scatenato in te questa rabbia femminista.

E c'e' di peggio.

Guarda qua.

26 dollari per dei cazzo di cavolfiori?

Qui non ci entra nemmeno un passeggino.

Mi correggo. Rabbia socialista.

Trovo assurdo...

che tu dia per scontato che io molli tutto e vada in aeroporto a meta' giornata.

Ora diro' una cosa che tu non dirai mai.

Devo andare a lavorare.

Beh, fai finta che io sia entrata in travaglio, cosi' non devi andarci.

Anche se so che i tuoi senzatetto vengono prima di me, nella tua lista.

Mi manca quella ragazza universitaria che si preoccupava di avere troppi privilegi.

Sono cresciuta.

E, si', avevo tutto.

E mi hanno fatto credere che non avessi nulla perche' le altre persone non avevano nulla.

Ma l'obiettivo principale e' essere felici, giusto?

Non e' quello che dici sempre?

Devi fidarti di me. Cosi' non sarai felice.

I tuoi figli cresceranno e poi se ne andranno, e a te non restera' nulla.

Non avrai fatto...

nulla.

Avro' cresciuto dei figli meravigliosi.

E non so cosa mi riservera' il futuro,

ma sei tu quella che ha tutto.

Hai sempre avuto tutto e ti fingi altruista,

ma sono tutte stronzate.

Perche' sei tu quella viziata.

Tutto deve andare come vuoi tu e soprattutto...

ti devi sempre sentire moralmente superiore, ma sai una cosa?

Non lo sei.

Che significa?

Significa...

che se tu fossi davvero una cosi' brava persona,

smetteresti di giudicare tutti e ti preoccuperesti solo di te stessa.

Signore?

Ancora un minuto?

No, siamo pronte.

Mamma?

Grazie della colazione.

Ti scrivo le informazioni del volo.

Ci penso io, Chris!

Este es probable la llamada.

Allora...

e' arrivato il momento?

No, ma ti avevo chiamato prima.

Oh, scusami.

Tesoro,

puoi farmi un favore?

Ho una giornata piena.

Puoi semplicemente...

farmi sapere quando succede?

Sapevi che tuo genero e' a Singapore?

Davvero?

- Perche' l'avrebbe fatto? - Perche' lei gliel'ha permesso.

E dice che le sta bene.

Probabilmente e' vero, la conosci.

Non ti da' fastidio?

Ti senti un po' meglio?

Sono agitata. Abbiamo fatto colazione e...

abbiamo litigato.

E' stata colpa mia.

Devi calmarti. Torna a casa o vai in palestra, non so, rilassati e basta.

Fai qualcosa per distrarti, non ci puoi fare niente.

Giusto, sono solo una pazza emotiva e nevrotica.

Dolcezza,

mi dispiace, non voglio interromperti, ma sono con un cliente.

Lo sai che voglio che mi chiami se succede qualcosa, ma devo proprio andare.

Stronzo.

Sapevo che avresti chiamato.

Novita'?

No, nessuna.

Ieri notte ho sognato che era successo.

Non ti sento, dove sei?

Aspetta.

Ho sognato che aveva avuto il bambino.

Era un maschietto, comunque.

Lo sappiamo gia'.

Davvero?

Allora, come sta?

E' tranquilla,

come un...

boa constrictor mentre digerisce un elefante.

- Quindi non sanno quando succedera'? - No.

Siamo gia' a una settimana oltre il termine.

Oh, grazie.

Sto cercando di farmi un'idea della sequenza temporale.

Chi e'?

L'editore.

Vado un attimo fuori.

Volevo solo chiederti un paio di cose.

Beh, c'e' pochissimo campo.

Mi senti?

Si'.

Dove sei?

Sto camminando vicino alla Carnegie Hall.

Beh, sei proprio dietro l'angolo, fermati li' che ti raggiungo.

Ho un sacco di cose da fare.

No, non e' vero.

Voglio vederti.

Ok.

DA ELLA: Terminal 5. Grazie!! Baci

Ehi.

Ci prendiamo un caffe'?

No, sono nervosa, camminiamo un po'.

Allora, che succede?

Beh, non vuole che le inducano il parto, per cui non ne abbiamo idea.

E' tutto in sospeso e sto cercando di non...

perdere la testa.

Beh, a te piace tenere tutto sotto controllo.

Piace a tutti.

Sai, sono felice di vederti.

Niente di nuovo?

Oltre ad aver venduto i diritti del mio libro?

- Davvero? Di quale? - Quello sui Romanov.

Vogliono farci una miniserie in Europa.

Wow, e' fantastico.

Sto cercando di capire come evitare che mi taglino fuori.

- Che vuoi dire? - Voglio scriverla io.

Ne saresti capace?

Se riesco a scrivere un libro pensi che non riesca a scrivere una serie TV?

Non ne ho idea.

Voglio ringraziare di cuore Julia Wells per aver sempre creduto in me.

Oh, basta, lo sai che credo in te.

Ho chiamato Eric. Mi sorprende che non te l'abbia detto.

Avra' una quota?

No.

- Ecco perche' non me l'ha detto. - Beh, possiamo festeggiare nel Berkshire.

Verrete anche voi?

Gia', so che sarebbe strano e ho detto a Eric che rimanevamo in citta',

ma lui ha insistito, cosi'...

Guarda dove siamo.

SALA DA TE' RUSSA

Prendiamoci una vodka e dei blinis, sarebbe perfetto.

Non saprei.

E dai.

Possiamo fingere di essere due estranei, proprio come allora.

Julia.

Che c'e'?

Tutto bene?

Certo, e' solo che non ho fame.

Sai una cosa? Te lo dico io cosa possiamo fare.

Ehi.

Guarda qua.

I ROMANOV: FORTI E BRUTALI

Un dollaro.

Perche' non lo firmi? Varrebbe come minimo il doppio.

Forza, entriamo.

Tutti questi pensieri.

Qui dentro hanno l'"Odissea" e anche...

"Come preparare il Martini perfetto".

Riassume tutta la civilta' occidentale, non e' vero?

L'80 percento di chi ha avuto il 90 percento di questi pensieri e' morto.

Oh, Daniel.

Ti spaventa ancora?

I libri di Tolstoj sono qui, ma lui no.

Nessuno di noi ci sara'.

Ma alcuni lasciano qualcosa in piu'.

Non e' per questo che la gente scrive.

Nel frattempo, tu daresti qualsiasi cosa per essere Tolstoj.

Probabilmente e' vero.

Pensi che dovrei prendere uno di questi libri per scrivere una sceneggiatura?

Non avevi detto di saperlo fare?

A quanto pare bisogna salvare un gatto o qualcosa del genere.

Senti, so che non sai quando succedera', ma promettimi che mi chiamerai.

Certo, chiamero' tutti.

- Parlavo di me. Io dovrei esserci. - Cosa? No.

- Non se ne parla. - Perche' no?

Dici sul serio?

Perche' mi guardi cosi'?

Cosi' come?

Mi guardi come se provassi qualcosa, ma ti comporti come se non mi conoscessi.

Non ne voglio discutere, Daniel.

Con chi altro dovrei parlarne?

- Siamo sulla stessa barca. - Col cazzo.

Oh, sai cosa ti dico? No.

Julia.

Julia.

No.

Giusto, bisogna sempre fare come vuoi tu.

Non riesci a metterti nei miei panni?

- Perche' non puoi lasciare tutto cosi'? - Hai deciso tutto tu.

Tu mi hai tagliato fuori e io sono stato al gioco, dall'inizio alla fine.

Voglio solo farne un po' parte anch'io.

Ciao.

Ciao.

Allora, sei gia' diventata nonna?

No, non ancora.

Ma caspita, nonna suona proprio sexy.

Stai scherzando?

Ti odieranno tutti per avere un nipote con il fisico che ti ritrovi.

Scusami, sono di pessimo umore

e sinceramente, e' la prima volta che qualcuno mi chiama cosi'.

Beh, e' meglio che ti ci abitui.

Mio nipote non potrebbe chiamarmi semplicemente Julia?

Oh, e' un maschietto?

Eric non me l'ha detto. Mi ha chiesto solo di mandargli l'abito per il battesimo.

Davvero?

Si'.

Ha detto che e' stata Ella a chiederlo. Che ti piaccia o no, la discendenza continua.

Oh, a proposito, ricordi il libro sui Romanov che ha scritto il nostro amico Daniel?

Quello per cui Eric gli ha fatto consulenza?

Ci faranno una miniserie.

Oh, ho odiato quel libro. E' il peggior genere di storia da salotto.

Credevo che ne saresti stata entusiasta.

A Eric e' piaciuto, ma ho pensato che lo dicesse solo perche' sono amici.

Non c'e' niente di peggio degli storici

che ipotizzano cosa passasse per la testa della gente 300 anni fa.

Non ci riusciamo neanche ora...

E' vero.

Come stanno i ragazzi?

Stanno bene.

Julia, va tutto bene?

No. No, affatto.

Non e' solo la storia della nonna e neppure...

Ella che si comporta come se tutto il mondo ruotasse intorno a lei.

Che sta combinando?

E' una snob.

Beh, credo che ce l'abbia nel sangue.

Non lo so,

mi ero appena abituata a essere una madre.

Insomma, l'ho deciso io, credo, ma anche quando fai delle cose

sembra sempre che ti stiano solo succedendo per caso.

E ora c'e' questo effetto a cascata, una cosa...

dietro l'altra, di continuo. Cos'ha a che fare con me?

Insomma, il via l'ho dato io...

ma ero giovane, non sapevo che cosa stessi facendo e ora...

Beh, non sono piu' giovane, non e' cosi'?

Lo so.

Ancora adesso non sappiamo cosa stiamo facendo.

E non possiamo piu' far finta di non avere alcun controllo, perche'...

si tratta della nostra vita.

Non mi stai aiutando per niente.

Scusami.

Aspetta un attimo.

Scusami!

Non hai pensato che forse quella sedia mi serviva? Non hai neanche chiesto.

E se stessi aspettando qualcuno?

Dannati Millennial.

Katherine?

Avresti dovuto dirmelo, Julia. L'ho dovuto scoprire per caso.

- L'ho guardata ed era la copia di mia madre. - Me l'hai gia' detto.

- Perche' ti comporti come se non fosse vero? - Perche' non ha importanza.

Perche' avrei dovuto dirtelo? Cosa sarebbe cambiato?

Avrei voluto avere una possibilita', avremmo potuto costruirci una vita insieme.

Ho preso una decisione.

Senza di me.

Eric voleva davvero una famiglia, tu volevi solo me.

- Non sapevo di poterla avere. - Giusto.

Non ci avevi mai pensato.

Quindi e' colpa mia? Un ottimo esempio di istinto di sopravvivenza.

Vuoi davvero che lo dica?

Tu non sei Eric.

Forse e' per questo che stavamo insieme, ma e' anche per questo che non ci stiamo piu'.

- Allora perche' mi hai chiamato? - Sei stato tu a chiamare me.

E perche' hai accettato di vedermi?

Cazzo!

Aeroporto JFK.

Che terminal?

Glielo dico quando saremo quasi arrivati.

Devo andare a prendere i miei consuoceri. Volevo prendere il treno per Brooklyn

e da li' andare in macchina, ma mi sono distratta.

Lo finisca o lo butti.

Sul serio?

Si'.

Va bene?

Mi paghi.

Aspetti qui.

Aspetti qui, non blocchi il tassametro, non voglio i taxi dell'aeroporto. Torno subito.

- Lasci qui la borsa. - No.

Ciao!

Buongiorno, nonnina.

Buongiorno anche a te, nonnina.

- Nessuna novita', vero? - No.

Allora, com'e' stato il giro in aereo?

- Intendi il volo? - Rapido.

Mi dimentico sempre quanto sia vicino.

- Lo e' anche la nostra macchina. Venite. - Ci penso io.

- Io mi siedo davanti. - C'e' spazio qui dietro.

Non fa niente.

Sono contenta che non sia ancora successo.

Ora che siamo arrivati in citta', forse riusciremo ad essere presenti.

- Dove? - All'ospedale.

No.

Non vuole nessuno quando dovra' partorire.

Davvero?

Dovrebbe esserci qualcuno con lei.

Gia', suo marito.

Ma e' a Singapore.

So che avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di non doverci andare.

Ma non l'ha fatto.

Non posso andarci nemmeno io che sono sua madre.

Mi sembra un po' pericoloso.

Piu' tempo il bambino rimane dentro e piu' e' probabile che qualcosa vada storto.

E' un'adulta. Puo' decidere da sola.

Nascono bambini tutti i giorni.

Non capisco perche' questo dovrebbe essere tanto speciale.

Siamo solo emozionati, tutto qui. Tu non lo sei?

Certo che lo sono. Cazzo se sono emozionata.

Non c'e' niente che io possa fare e vale anche per voi, perche' indovinate?

Non e' il vostro bambino!

E' tutto a posto?

- Si'. - Oh, meno male.

Volevo...

farvi le mie scuse.

Non ti preoccupare, va tutto bene. So che sei in ansia.

Ci sono gia' passata. Sei preoccupata per tua figlia.

Ma non hai la minima idea di quello che proverai non appena vedrai questo bambino!

E' completamente diverso da avere figli tuoi.

Perche' quando nascono i tuoi, quanto ci vuole prima che inizino le paure?

Ma con i nipoti...

non sono un problema tuo. Non sarai mai in ansia.

Non dovrai mai punirli ed educarli.

E non dovrai mai neanche litigarci. E' solo gioia.

Pura e semplice gioia.

E non e' finita qui,

chiedilo a Ron.

Ti vogliono molto piu' bene che ai loro genitori!

Oh, tesoro, non dire cosi'.

- Mi hai convinta. - Dico solo che...

se credi che il giorno in cui e' nata Ella sia stato il piu' bello della tua vita,

aspetta di vedere questo bambino.

E' cio' per cui vive ogni genitore, senza nemmeno saperlo.

Sei molto dolce.

Grazie per la comprensione.

Non avrei dovuto farvi pagare il taxi.

- Ehi, non mi offendere. - Intendi di nuovo?

Andiamo a cena fuori.

Scommetto che se scegliamo un ristorante abbastanza raffinato verra' anche Ella.

Forse hai ragione.

- Ne parlo con Eric. - Oh, non puoi avere programmi per stasera.

Prenotiamo alla reception e ti scriviamo.

Tu sei nelle nostre vite,

sei stato in quella di Ella e ci sarai in quella del bambino. Aspetta solo un po'.

Fino a quando saremo di nuovo in campagna insieme

e mi tocchera' sopportare un'altra vacanza in cui dovro' essere il finto zio strano?

Mi sono perso tutto.

- Non e' vero! - Si' che lo e'!

Sono dovuto rimanere in disparte tutte le volte.

Perche' tu sei in disparte!

Hai idea di quanto mi faccia soffrire?

Ho praticamente visto la mia vita passarmi accanto

e guardare un altro che se ne impossessava.

Tenga il resto.

Ehi.

Come stai, nonna?

Fottiti.

Spero che non abbia avuto il bambino oggi.

Abbiamo davvero bisogno di te.

Ancora nessun bambino.

Non voglio parlarne.

Va tutto bene?

Sono qui per questo.

Ti occupi tu delle ammissioni?

Certo.

AMMISSIONI

Salve.

Lei e' Gary Beethoven?

Non e' il mio vero nome.

Va bene.

Beh, il mio vero nome e' Julia Wells.

Mi servono delle informazioni per riempire questi moduli

e poi ci prenderemo cura di lei.

Non posso dirglielo.

E' completamente privato,

- nessuno lo... - Loro...

dicono sempre cosi',

ma invece stanno ascoltando.

Questo posto e' del tutto sicuro.

Non so come aiutarla se non mi dice almeno il suo nome.

Non credo sia una buona idea.

Controllano i miei pensieri.

E anche i suoi.

Con me puo' parlare.

Chiamate un'ambulanza!

Mi serve un'ambulanza!

Grazie. Grazie mille.

Stai bene?

Si'. Ciao.

Che ci fai qui?

Mi ha chiamato Eric.

- Da Londra? - Si', era molto preoccupato.

Mi ha chiesto di riportarti a casa.

Dovresti sederti.

Fammi prendere dei piatti.

Ti ringrazio davvero, ma ora puoi andare.

Voglio solo andare a letto.

Eric mi ha chiesto di restare.

Non vuole che tu rimanga sola.

Davvero?

Non l'ho mai sentito cosi'. Stava piangendo.

E poi,

dato che hai una commozione cerebrale,

ha detto che e' meglio che tu non vada a dormire.

- Il dottore ha detto che va bene. - Eric mi e' sembrato sicuro.

E' la sua cazzo di nonna.

Le Romanov sono delle streghe.

Questo e' poco ma sicuro.

Ma per sicurezza,

faro' tutto il possibile per farti divertire.

Davvero, non ho fame.

Fa niente, possiamo anche solo fissare il cibo.

Allora, sei pronta a raccontarmi cosa e' successo?

Non sono tuo marito. Non posso impedirti di lavorare in quel posto,

nessuno potrebbe.

Sono stata una stupida.

Non dovremmo mai chiudere la porta.

E' la regola numero uno.

Ma era spaventata e cosi' giovane e...

ogni volta che arriva una donna in quello stato penso...

a Ella e...

vorrei solo prendermene cura.

Hai infranto la regola perche' e' quello che fai sempre.

Pensavo che mi avresti fatta divertire.

Ho un trauma cranico, sono gia' stata punita.

Avevo prenotato un tavolo al Rainbow Room,

ma non credo che ti vada.

Come sta Lisa?

Che c'e'?

Ci stiamo lavorando, non e' un granche'.

Vorrei dire che e' tutta colpa sua, ma...

E' solo che...

Non lo so.

E' scattato qualcosa dentro di me e...

ho iniziato a provare cosi' tanta rabbia.

Non ha mai voluto avere figli e ora e' troppo tardi.

E mi dava fastidio, ma nemmeno questo e' il vero motivo.

Ci siamo allontanati.

O forse andava male fin dall'inizio,

il che spiegherebbe tante cose.

Sembrerebbe una crisi di mezza eta'.

Non ci pensi mai?

Non lo so. Insomma, oggi mi hanno quasi uccisa

quindi ho per la testa l'idea della mortalita'.

Non parlo di questo.

No.

E' stato tanto tempo fa.

Ora sono molto felice.

Hai ricevuto l'invito per il matrimonio?

Si'.

E lo apprezzo.

Ma cavolo, come mi sono sentito vecchio.

Non lo dire a me.

Ma la vita va avanti.

E' questo lo scopo, no?

Si', credo di si'.

Sembra che...

a te sia andato tutto per il verso giusto.

A volte mi sembra che tu sia riuscita a farla franca e io no.

Cosi' va meglio?

Non lo so.

Lo sa, ora hanno dei dispositivi.

Capisco.

Questo posto e' del tutto sicuro.

Anzi, ora le diro' una cosa che non ho mai detto a nessuno.

Mi sono sposata a 27 anni,

poi sono rimasta incinta

e non era di mio marito.

Era del suo migliore amico.

Posso fidarmi di lei, vero?

Cosi' non gliel'ho mai detto.

Mia figlia e' cresciuta.

Mio marito e' stato un padre fantastico.

Non mi sono mai dovuta preoccupare.

Voglio dire, la adora.

Ora lei e' incinta.

Mio marito e' cosi' emozionato di diventare nonno.

Anche se, indovini un po'...

Non lo sara' davvero, no?

E l'altro uomo, invece, lo sara' davvero...

ma in realta' non lo sara' mai,

giusto?

Tutta questa storia mi da' la nausea.

Perche' l'ho fatto?

Vorrei dire che e' stato perche' ero giovane.

Ma e' stato cosi' intenso...

e passionale e proibito...

E lo amavo davvero.

Forse lo amo ancora.

Lo amo ancora, si'.

Si puo' amare piu' di una persona per volta, lo sa?

Cosi' in tutti questi anni ho creduto di avere tutto, ma ora...

mi sembra di non avere niente.

Sono una moglie di merda.

Sono una madre di merda. Sono vecchia.

Non saro' mai piu' la tipa sexy, non scopero' mai piu' come allora.

Saro' una nonna e basta.

Allora,

adesso tocca a lei.

Anche io devo dirle una cosa.

Bene.

Non voglio il vostro cibo.

Ma conosce un tizio che si chiama Eddie Van Halen?

- Jules? - Sono qui!

Ciao.

Hai un buon odore.

Vorrei solo mettermi a letto, ma dobbiamo andare a cena fuori.

Dove?

Da Daniel...

con Ron e Marilyn.

Fantastico.

E dobbiamo pagare noi perche' loro hanno pagato il taxi e...

potrei essere stata un po' sgarbata.

Ok.

Vado a cambiarmi.

Perche' non mi hai detto che Daniel e Lisa verranno con noi in campagna?

Oh, lui aveva detto di non voler venire, ma...

so che di solito dice di no per i soldi

ed e' cosi' orgoglioso.

Quindi pagheremo per loro?

Ascolta, voglio bene a Daniel.

E so che gliene vuoi anche tu.

E uno dei motivi...

e' che non e' mai cresciuto.

Questo lo rende molto divertente,

ma significa anche che bisogna prendersi cura di lui.

Ha appena venduto i diritti del suo libro.

Ci faranno una cosa per la televisione.

Io non faccio i conti in tasca a nessuno e lui non e' uno sconosciuto.

Posso dire solo che noi possiamo e lui no. Noblesse oblige.

Wow.

Questa e' l'esatta definizione di condiscendente.

Sono cosi' stanca di queste stronzate sui Romanov.

Ora, di colpo, la discendenza continua ed e' tutto cosi'...

elitario, aristocratico...

Noblesse oblige? Ma ti senti?

Sei solo nervosa per il bambino.

- Non litighero' con te. - E ora tratti me con condiscendenza!

Devo dirti una cosa.

Che succede?

Tanto tempo fa, ho commesso un errore.

E te l'ho tenuto nascosto.

Gia' al tempo era grande, ma...

ora e' enorme.

E ti amo cosi' tanto che non posso piu' nascondertelo.

Ok.

Ella non e' tua figlia.

Io e Daniel abbiamo avuto una storia.

E' finita da piu' di vent'anni, ma non sapevo che fare.

Continuavo a convincermi che non fosse importante,

che col tempo sarebbe diventato piu' facile, ma...

e' diventato sempre piu' difficile.

Non volevo perderti allora e non voglio perderti adesso.

Sei il miglior...

padre e marito che si possa avere.

Meriti di sapere.

Lo so.

L'ho sempre saputo.

E non importa.

La adoro.

E' sempre stata mia figlia.

E la cosa piu' importante...

e' che ho te.

Alla fine, che differenza fa?

- Towson. - Esatto.

Universita', 800 dollari.

Questa universita' della California ospita

l'Istituto Hoover sulla guerra,

la rivoluzione e la pace.

- Conner. - E' Stanford?

- Esatto. - Universita', 1200 dollari.

- Spicca tra le altre scuole... - Ehi.

Stai bene.

Mi dispiace.

Tranquilla.

Volevo solo dirti...

Ti senti bene?

Sarai un nonno fantastico.

Andrai alla grande anche tu.

Quindi non ha detto niente? Non ha dato nessun indizio?

Oh, sono certo che Ella sappia gia' il nome del bambino, ma abbia deciso...

di non dircelo.

E probabilmente non l'ha detto nemmeno a Justin.

Oh, Justin ha chiamato oggi,

forse riesce a prendere un aereo domani,

quindi e' possibile che ce la faccia ad arrivare in tempo.

E' fantastico.

E' molto emozionato.

A quei due ragazzi viziati.

Al principe e alla principessa.

Che c'e'?

Tutto bene?

Torno subito.

Tesoro?

Ti senti bene?

Cosa c'e' che non va?

Lei e' molto fortunata.

Il dottor Rothis e' il migliore e ha un posto libero domani.

Sara' la prima di domattina. Uscira' subito.

Non posso farlo adesso.

Non ha molta scelta.

E' fortunata ad essere arrivata in tempo.

Deve riposarsi,

quindi consiglio a tutti di tornare a casa.

Non deve preoccuparsi, e' un'operazione di routine.

Dovete credermi, non potrebbe essere in mani migliori.

Grazie.

Fanculo.

Julia,

se il tuo corpo ti parla, devi ascoltarlo. Non puoi discuterci.

Come se non mi sentissi gia' abbastanza vecchia. I calcoli?

Scherziamo?

- Corro a casa a prendere la tua roba. - No, torna domattina.

- Domani sara' una lunga giornata. - No.

Torno subito. Chiuso.

Ciao, papa'.

Quindi nulla? Non senti ancora nulla?

No.

Il dottore dice che il bambino sta bene.

Mi dispiace per tutto questo.

Voglio dire, so che non mi vuoi li',

ma voglio comunque essere la prima a vederlo e adesso potrei perdermelo.

Non essere stupida,

quando il bambino nascera', rimarra' qui

per il resto della tua vita, ok?

Lo so, ma l'anestesia totale...

Lo fanno tutti i giorni.

Non hai niente di cui preoccuparti.

Non e' vero. Le cose possono andare male.

Hai paura?

Ho paura di non conoscere mio nipote.

Vuoi chiamarlo?

Faccio io.

Ciao.

Si', no, no, nessuna novita'. Puoi parlare?

Domani mi operano.

Non e' nulla di grave.

Calcoli.

Gia'.

Fa molto male, ma adesso va meglio.

Lo so, anch'io.

Ok.

Lo faro'.

Ti amo anch'io.

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