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Ciao.
Tutto bene?
[ansiti e gemiti]
Così mi fai male.
Mi fai male.
[porta si apre]
Alla fine li porti via tutti?
Vuoi darmi la cartella?
Sig. Dalmasso, per qualsiasi cosa ha il mio numero.
- Non si faccia problemi a chiamare. - Grazie.
E prenda in considerazione un centro privato.
Ce ne ne sono di ottimi. Anche vicini.
Privati costano.
- Arrivederci. - Arrivederci.
- [Rinaldo] Andiamo. - Ciao, Azzurra.
[rumore forte di pioggia]
- [Marco] Asia, levati. - Mi hai fatto paura.
Stai giù che riprendo subito.
[Marco] Non riprendi niente, che ti sei messa in testa?
Questo è un tatuaggio complicato.
Scusami, andiamo di là e ti finisco il lavoro, ok?
- [cliente] Ci vuole ancora molto? - Tranquillo, è quasi finito.
Dov'è Graziano?
Non lo so, non risponde al telefono.
- Glielo direi, ma non lo farò. - Grazie, che gentile!
[Marco] Il tatuaggio non è lo schizzo di un bambino. È qualcosa di sacro.
È qualcosa che rimane per sempre nella pelle delle persone.
Ti sei dimenticata cosa ti ha insegnato Graziano?
Che cazzo hai fatto alla mano?
[Asia sospira] Pulendo la macchinetta mi sono tagliata.
Ti devi lavare le mani prima di metterti i guanti.
Pronto, polizia?
Zia, fragole o cioccolato?
- Cosa? - Fragola o cioccolato?
- Non lo so, per cosa? - Per la torta della mia festa.
Vieni.
Ha invitato tutta la classe. Ci distruggeranno la casa.
- [Giacomo] Ci sarai, vero? - Ci provo.
La mamma non ti fa sempre quella al cioccolato?
Sì, ma mi piace anche con le fragoline e con la panna.
Io preferisco al cioccolato.
Va bene, allora la facciamo al cioccolato.
- Eh, però non so... - Non ti preoccupare.
Io intanto la preparo e poi per la festa decidi tu.
Dai, andiamo a fare la spesa.
[Costanza] Va bene.
Saluta.
- Ciao. - Ciao.
[schianto della ciotola]
Oddio, mi dispiace.
Scopa e paletta sono in veranda.
Sì, lo so.
Stai attenta, non ti fare male.
Aspetta, aspetta.
Vediamo se qualcuna si salva.
[squilli di cellulare]
Andrea?
Ciao, Valeria. Ci hanno chiamato da La Morra.
Forse c'è stato un omicidio. Stiamo andando lì.
Ti veniamo a prendere?
No, no.
- Vengo lì io. - Ok.
Ciao, a dopo.
Vado a La Morra, c'è stata un'emergenza.
- [Lucia] Torni a cena? - No, farò tardi.
[Il motore perde i colpi]
[Valeria] No, cazzo!
No, no!
[Il motore non si avvia]
[Rinaldo] È inutile che mi guardi così, ho detto che devi mangiarla tutta.
A costo che resti lì fino a stasera.
Al centro facevi sempre così?
Non ti hanno insegnato che il cibo non si spreca?
Dai. Dammi.
Apri la bocca, dai.
Oh, brava.
Visto che se vuoi, ce la fai.
Un altro, dai.
Apri la bocca.
Dai!
[Azzura si lamenta]
[sputa]
Dai!
[Azzurra ansima]
Ispettore.
Non è troppo vecchia quella macchina per girare?
Ho chiesto il tuo parere?
Te la porto io dal meccanico, vieni.
Mai nominare invano l'auto del capo, non si tocca!
- Mario Cattaneo, piacere. - Valeria Ferro.
Mi dispiace per l'incidente, ma sei arrivata al momento giusto.
Graziano Torri.
Dice che stiamo perdendo tempo, che sua moglie è viva.
Ha detto 100 volte che non l'ha uccisa lui,
perché altrimenti non ci avrebbe chiamati.
Come se i colpevoli non chiamassero mai la polizia.
Ma c'è un particolare in più.
Secondo lui la moglie si è sentita male, è incinta.
Dice che l'ha scoperto proprio oggi.
- Avete chiamato gli ospedali? - È la prima cosa che ho fatto,
ma non risulta da nessuna parte.
Ho chiamato il suo ginecologo, ma neanche lui ne sapeva nulla.
- Di qua. - [Valeria] Voi aspettate qui.
[Cattaneo] Vieni, ti faccio vedere il garage.
A Torri non importa nulla della moglie, lo sanno tutti.
- [Andrea] Tutti chi? - Tutti qui in paese.
L'ha sposata solo per i soldi.
L'ha tradita così tante volte
che l'unica cosa che gli restava da fare era toglierla di mezzo.
Dobbiamo scendere. Di qua.
[Mario Cattaneo] Guardate. La calce era fresca.
Si è indurita
perché abbiamo aspettato l'autorizzazione del magistrato.
- Ora però possiamo rompere. - Cominciamo pure.
Come puoi seppellire tua moglie nel garage di casa tua?
Solo un pazzo potrebbe farlo.
[rumore martello pneumatico]
[Cattaneo] Anche là?
Qui non c'è nessun cadavere.
[Cattaneo] Basta, basta.
Non capisco.
Grazie del lavoro.
Ora lasciamo alla Scientifica.
Le ricerche le coordini tu.
C'è un fiume qui, andrei a darci un'occhiata.
Va bene.
[pioggia e tuoni]
[Valeria] Torri, dov'è sua moglie?
Vorrei saperlo anch'io.
Dov'è sua moglie?
- Mi prende in giro? - Risponda alla domanda.
Dovrebbe dirmelo lei dov'è.
Perché c'era della calce fresca nel suo garage?
Sto rifacendo parte del pavimento, ma cosa c'entra con mia moglie?
La voleva seppellire lì?
Ma che cazzo dice?
Ha scavato la fossa nel garage,
ma ha cambiato idea e l'ha coperta di calce.
- Ma cosa sta dicendo? - Dove l'ha portata?
- L'ha buttata nel fiume? - Cosa sta dicendo?
Lei non dovrebbe stare qui, dovrebbe cercare mia moglie.
Si metta seduto.
[Graziano sbuffa]
Cosa ha fatto stamattina?
- Sono andato a correre. - A che ora?
- Alle nove e mezza. - Sua moglie era in casa?
Sì e quando sono tornato, non c'era più.
A che ora è tornato?
Verso l'una.
Ha corso per più di tre ore?
Sì.
- Stamattina diluviava. - Mi piace correre sotto la pioggia.
E poi ero felice.
Perché era felice?
Perché Alessandra oggi mi ha detto che aspetta un figlio.
- Dov'è andato a correre? - Nei campi fuori La Morra.
E quando è tornato a casa, cosa ha fatto?
Sono andato in garage, perché volevo finire il lavoro.
Ha corso per tre ore e poi fradicio di pioggia,
- è andato subito in garage. - Sì, esatto.
Poi sono entrato in casa e ho visto il sangue.
E Alessandra era sparita.
L'ho chiamata al cellulare, non rispondeva e ho chiamato voi.
A che ora si è accorto che sua moglie non c'era?
Verso le due e mezza, credo.
Senta...
non creda a quello che dicono di me in paese.
Io ho fatto degli errori, ma è acqua passata.
Negli ultimi tempi, io e Alessandra...
ci siamo riavvicinati, davvero.
Posso andare? Devo andare da mia figlia.
Casa sua è sotto sequestro. Ora c'è la Scientifica.
Finché non arrivano i risultati, non si muove da qui.
[Laura] Ma quando arrivano?
- Dovevano arrivare per cena. - Sì.
Ma papà ha chiamato e dice che sono rimasti a Torino
per prendere un inchiostro che qui in paese non si trova.
- Perché non mi hanno portata? - Per non farti perdere scuola.
Ma domani mattina ti vengono a prendere loro, ok?
E per stanotte ce la caviamo io e te.
Guarda.
È il libro preferito di papà.
Aspetta, eh... Ecco qua.
Anche io voglio un tatuaggio. [Marco ride]
Sì, ma sei ancora piccola adesso.
Un giorno avrai un tatuaggio bellissimo.
Sai...
molte persone vengono qui perché ormai è diventata di moda.
Ma tuo papà mi ha insegnato che farsi un tatuaggio
è un modo per trasformare il corpo.
Le gambe, le braccia e la schiena
diventano una mappa
che puoi usare per gli avvenimenti importanti della tua vita.
O per date o persone o cose che vuoi ricordare per sempre.
Tu quanti tatuaggi hai?
I miei non sono un granché. E poi io preferisco farli agli altri.
Senti, perché non disegniamo un bel tatuaggio per papà?
E glielo facciamo trovare pronto per quando arriva, eh?
- Bello come quelli del libro? - No, più bello.
[bussano alla porta]
Azzurra!
Porca miseria, tutte a me mi capitano.
Azzurra, apri!
Ma ti senti bene?
Cosa è successo? Ma perché piangi?
Non voglio più stare qui da sola.
Lo so, tesoro. Ma ti ci devi abituare, dai.
Tieni, asciugati.
Credi che mi diverta a lasciarti a casa da sola?
Ma devo lavorare,
ti sei chiusa in bagno e io sono già in ritardo.
Che lavoro fai?
Rispondo al telefono, otto ore di fila.
E posso andare al bagno solo una volta.
Danno uno stipendio da fame
e mi trattano pure come una bestia.
Adesso scusami, se no la devo tenere fino a stasera.
[Bussano alla porta]
Avanti.
Abbiamo i tabulati.
Ieri ha fatto due telefonate alla moglie.
Alle 13.15 e alle 13.22.
Hanno chiamato il 118 dal numero di casa.
Sì, alle 9.47.
[voce centralino] Pronto, 118.
Pronto chi parla?
[Alessandra] Aspetti un attimo.
[passi che si allontanano] [scatto di serratura]
[centralino] Pronto? È ancora lì?
Va tutto bene?
[linea si interrompe bruscamente]
La risentiamo?
No, è inutile.
[Valeria] Torri, perché non ha detto la verità?
Non so di cosa sta parlando.
Dell'ora in cui ha telefonato a sua moglie.
A me risultano due chiamate, la prima alle 13:15 e l'altra alle 13:20.
Mi sarò confuso.
Ieri...
è stata una giornata molto difficile per me.
Ieri ha detto di essere tornato a casa alle 13:15 e di essere andato in garage.
Perché avrebbe chiamato sua moglie dal garage?
Non lo so, non mi ricordo, forse volevo dirle che ero rientrato.
Ma non l'ha chiamata alle 14:30, quando è salito e ha trovato il sangue.
Cosa le importa a che ora ho chiamato?
- Perché non l'ha chiamata? - Non lo so.
C'è del sangue in casa sua, sua moglie è scomparsa
e lei non prova a chiamarla?
Ho chiamato la polizia.
Ha mai picchiato sua moglie?
Ma che cazzo dice?
Risponda, l'ha mai picchiata?
Senta, questa cosa è durata anche troppo.
Non abbiamo finito.
Quando facevate sesso, la legava?
Ad Alessandra piaceva o la costringeva?
Abbiamo trovato delle manette in camera sua.
Le usava con Alessandra o con le altre donne?
Quando ha iniziato a tradire sua moglie?
Lei non ha mai amato Alessandra, vero?
L'ha messa incinta per sbaglio. Allora l'ha sposata,
così poteva mettere le mani sui soldi del padre.
Stavolta...
questo bambino...
è la prova dell'amore che c'è tra me e mia moglie.
Ma non è una prova per me.
[bussano alla porta]
Ispettore.
Sono arrivati i risultati della Scientifica.
Alessandra è incinta, nel sangue c'erano tracce di liquido amniotico.
- Nell'auto di Torri hai trovato nulla? - Niente, è pulita.
[Luca] Lombardi sta arrivando, dice che non possiamo trattenerlo.
Niente cadavere, niente omicidio.
Dobbiamo rilasciarlo.
Intensifichiamo le ricerche.
Allora, papà viene a prendermi?
Papà sarà qui alle cinque puntuale.
Ma tu fai la brava.
Guarda, c'è Laura.
Sua madre è morta. L'ha ammazzata suo papà.
Senti, ho cambiato idea, ti va di saltare scuola oggi?
Così possiamo finire il tatuaggio per papà. Dai.
[Valeria] Il cellulare di Torri si è agganciato dal fondo valle.
Ci vorrà un po' per coprire tutta la zona che ha percorsa ieri.
Non dovevamo rilasciarlo così presto.
Avrei già dovuto rimandarvi a Torino.
Se me ne vado perdo la presa su Torri.
Ti do 48 ore, non una di più.
Anche perché non abbiamo i soldi per tenervi in albergo.
Non vedevi l'ora di stare lontana da Torino, eh?
- Ti prego, non ricominciamo. - A te fa comodo non discuterne,
a me no.
Ho sbagliato.
Ti ho chiesto scusa. Cos'altro devo fare?
Io non ti avrei mai costretta a restare.
Non c'era bisogno di scappare come una ladra.
Al padre di Alessandra non piace come lavoriamo.
Darà 200.000 euro a chi ritrova la figlia. Viva o morta.
Domani uscirà l'articolo sui giornali.
Ci mancava solo questa.
Fagli cambiare idea o qui diventa un Far West.
Alla mia età, mi fai dormire con un ragazzino come Rinaldi.
Io mi sistemerei in una singola, che dici?
Lombardi ci dà 48 ore. Ce la puoi fare.
[Valeria] Sig. Cravero, possiamo ancora ritirare la sua offerta.
Capisco cosa sta provando in questo momento.
Non saranno i soldi a riportare indietro sua figlia,
Visto che per i miei soldi è successo tutto questo,
con i miei soldi deve finire.
- Cosa vuol dire? - Che io non ritiro l'offerta.
Se aspetto voi, potrei morire senza rivedere mia figlia.
Stiamo facendo il possibile per ritrovare Alessandra.
Tutti noi ci auguriamo che sia viva e che stia bene.
Alessandra è morta.
Lei sa quanti anni ha mia nipote?
Adesso dovrà vivere con l'uomo che ha ucciso sua madre.
Ma lui non avrà niente, non avrà i miei soldi.
Se non era per me, Alessandra gli firmava tutte le carte.
Ma io l'ho capito, sa? L'ho capito subito!
Se non può avere i soldi, perché pensa sia stato lui?
[squilli del cellulare]
Ciao, Giacomo.
- Stavo per chiamarti io. - Allora, vieni?
Non ce la faccio a venire alla festa, sono bloccata qui.
Lo sai che Costanza ci rimane male.
Scusa, adesso devo andare. Ciao.
- [Roberta] Pronto? - Amore.
Finalmente, stavo per morire di paura.
Cos'è successo? Perché non mi chiamavi?
Roberta, calmati. Adesso ti spiego tutto.
Li ha fatti quasi tutti Graziano.
Sono bellissimi, no?
Secondo voi Graziano è cambiato negli ultimi tempi?
A me sembra sempre lo stesso.
No, non sono d'accordo.
Secondo me è cambiato.
- Sono cambiate le sue priorità. - E quali sarebbero adesso?
Per lo più la famiglia. La moglie, la figlia Laura.
E poi il lavoro.
Ha investito molto in questo laboratorio,
e sta andando molto bene.
Ha investito molto anche economicamente?
No, intendevo come passione.
Anche perché di soldi se ne vedono pochi.
E prima invece quali erano le sue priorità?
Veniva meno in laboratorio, per esempio.
Voi sapevate cosa faceva?
Noi siamo solo i suoi assistenti.
Aveva molte amanti.
Le stiamo interrogando.
Vi ha mai chiesto di coprirlo con sua moglie?
Certo che no.
A me sì.
Ma è stato molto tempo fa.
Sapevate che Alessandra è incinta?
Non lo sapevo.
No, neanch'io.
Se qualcuno le ha fatto male è responsabile due volte.
Ecco, è finito.
Sei stata bravissima.
- Ciao. - Ciao.
- Io mi chiamo Valeria. - Io Laura.
- Cosa hai disegnato di bello? - Sissi, la mia gattina.
Non sapevo ne avessi una.
È scappata ieri mattina e ancora non è tornata.
Speriamo che torni presto.
Grazie per la collaborazione.
Vieni, dai, andiamo a finire il disegno.
Oplà!
- Cosa voleva quella rompicazzo? - Ehi, piano con le parole.
Laura,
stasera vengo qui e ti porto tante cose buone da mangiare.
Non lo sapevi?
Graziano mi ha invitato a cena.
[Mattei] Chiedo scusa, arrivo subito.
Ma che avrà questo Torri? Si è fatto mezzo paese!
Manco fosse Sinatra. E le picchiava pure.
- Hanno detto che le picchiava? - Non tutte, ma qualcuna sì.
Secondo loro gli serviva per eccitarsi.
Cos'altro è venuto fuori?
Quello che ha detto Torri è vero, sono storie vecchie,
manco si sentivano più. Queste qui non c'entrano niente.
Torri ha fatto tutto da solo, senti a Gerardo.
Però ho quasi finito, questa è la penultima.
Lo sai chi mi rimane?
La moglie di Cattaneo.
- E ci credo che lo odia. - Vacci piano con lei.
Senti, volevo chiederti,
per quella camera poi non se ne fa niente?
Come mai ci tieni tanto?
Io mi preoccupo per Luca, mica per me.
Io russo talmente forte che quello rischia un trauma, eh?
Hanno cambiato il contratto di matrimonio 15 giorni fa.
- Hanno la comunione dei beni. - Non risultava da nessuna parte.
La modifica è recente, il database non era aggiornato.
Ma qui sul registro c'è.
La Scientifica ha controllato l'auto?
Sì, l'auto è ancora sotto sequestro, perché?
Perché se non è andato a correre,
cosa ha fatto per tre ore nei campi, sotto al diluvio?
- Di certo non l'ha portata in braccio. - Appunto.
Devono mettere sotto sopra quell'auto.
Devono guardare anche nel tubo di scarico.
- Sei riuscita a fare la spesa? - Sì.
Ho preparato delle cose buonissime a casa.
Dobbiamo solo scaldarle.
Grazie.
Mi hai salvato, davvero.
Non potevo chiedere a Marco di nuovo di tenermi Laura.
Non mangi con noi?
Devo vedere l'avvocato, pensavo l'avessi capito.
[Laura] Papà.
Ecco la stellina!
Vieni qui.
Ascolta, io devo andare via.
Ti lascio con Asia, ma torno presto, va bene?
Vai, va'.
[Graziano] Ehi !
Mi hai spaventata.
Ti devo parlare.
Di cosa?
Volevo chiederti scusa per ieri.
Se sono sembrato strano, non era per te.
Tu mi piaci, lo sai.
Non importa per ieri.
Cos'hai, eh?
- Oggi sei tu che sei strana. - No.
Perché?
Guarda che ieri, quando sono venuto qui...
non sapevo che mia moglie era scomparsa.
L'ho scoperto quando sono tornato a casa.
Adesso mi crede anche la polizia.
Anzi, se vengono a far domande,
tu non rispondere.
Quelli ci mettono poco a cambiare idea, ok?
Sì, certo...
[motore si avvia]
Cazzo.
[la porta cede]
Ci ho messo più del previsto, scusa.
Adesso tu vieni di là.
[Graziano] Ho capito.
Ho aspettato a mangiare fino alle undici.
Dove cazzo sei stato?
Dall'avvocato, Asia, mi sembra di avertelo detto.
Si sta con l'avvocato fino all'una di notte?
Stavi scopando con una troia, altro che avvocato!
Chi è questa troia? Dimmelo.
- Chi è questa troia? - Nessuno.
- Chi è? - Non urlare, cazzo!
Credevo che adesso sarebbe cambiato tutto.
Adesso cosa?
Adesso che tua moglie non c'è più.
Che cazzo c'entra mia moglie, Asia?
Asia, che cosa hai detto? Che cosa hai detto?
Lasciami!
[Laura] Papà!
Amore.
Perché litigavate?
Non stavamo litigando. Dormi adesso.
Papà.
Perché non torniamo a casa?
Perché a casa nostra c'è la polizia.
Aspettiamo altri due giorni, poi possiamo tornare.
La mamma è morta, vero?
Chi te le ha dette queste brutte cose? Asia?
No. Oggi è venuta la polizia
e ha fatto un sacco di domande a Marco e ad Asia.
Cosa hanno chiesto?
Non lo so, io stavo disegnando Sissi.
Ti piace il disegno?
Sì, stellina è bellissimo.
- È bellissimo. - È per un tatuaggio.
Vieni, vieni qui.
[Graziano sospira]
Non hai risposto alla domanda sulla mamma.
La verità è che non so dov'è la mamma.
È qui vicino a noi, eh?
Ma non lo so dove.
- E Sissi è con lei? - Sì, sì.
Credo proprio di sì.
Le hai messo i croccantini fuori?
Ha la ciotola piena.
Grazie, papà. Ti voglio bene.
Anch'io ti voglio bene, amore.
"Una volta su due arriva in ritardo."
"Una volta su due", ma quando?
Papà, non mangi?
Mi hanno fregato con questo discorso.
Mi hanno fregato.
Vuoi leggere?
Ma porca puttana!
Hai visto? C'è anche la TV.
Posso venire con te?
Te l'ho detto, tesoro.
Quello che devo fare non è roba per bambini.
[Azzurra ride] Beh, che c'è da ridere?
Dai, lascia, lascia.
Se hai fame, ci sono i panini.
[Azzurra ridacchia] [Rinaldo sospira]
Togli la giacca, dai, fa caldo.
Ci vediamo stasera, ok?
L'orsetto?
L'orsetto?
L'avrò lasciato a casa, tesoro.
Ma gioca con la bambola, è lo stesso, dai.
[Azzurra] L'orsetto!
L’orsetto!
[Andrea] Quanta roba aveva in auto, questo?
Guarda qui.
"Mi dispiace per il paraurti, sono uscito male dal parcheggio,
"colpa della pioggia.
"Le lascio il mio telefono in caso il danno le sembri importante.
"Ancora molte scuse. Filippo Bianchi."
Pronto, il sig. Filippo Bianchi?
Sono l'ispettore Ferro, Squadra Mobile di Torino.
Non si preoccupi, non è successo niente di grave,
ho solo bisogno di un aiuto da parte sua.
L'altro ieri ha tamponato il paraurti di una macchina.
Si ricorda dov'era e a che ora?
Grazie, scusi il disturbo. Arrivederci.
Si ricorda benissimo, è un vicino di Torri.
È uscito di casa verso le 11 e l'auto era dietro la sua.
Quindi Torri non l'ha usata.
Allora cosa è andato a fare?
Dove vai?
Voglio rifare il percorso che ha fatto Torri.
[avviso di sms]
Buongiorno, posso aiutarla?
Sono l'ispettore Ferro della Squadra Mobile di Torino.
Posso farle qualche domanda?
Alessandra Torri dovrebbe essere vostra cliente. La conosce?
Non credo, no.
È la donna che è scomparsa due giorni fa, giusto?
Sì, è lei.
Invece il marito, Graziano Torri,
è mai venuto qui?
Centra lui con la scomparsa di sua moglie?
Da quanto tempo avevate una relazione?
Quando vi siete visti l'ultima volta?
Ieri sera.
A che ora?
[Mirella sospira]
È venuto qui nell'orario di chiusura.
Mi deve raccontare che cosa è successo.
Anche un dettaglio può essere importante.
Da un po' veniva qui a fare dei regali per sua moglie.
E poi è nata un'amicizia, insomma...
lui mi piaceva.
Solitamente veniva a casa mia,
ma l'altro giorno è venuto qui.
E io l'ho portato nel retro.
Non so perché l'ho fatto, non faccio queste cose.
Ma lui era strano e di colpo si è fermato.
Guardava il vuoto, stava zitto.
E poi è scappato via come un pazzo.
Ieri è tornato qui, ha detto che voleva parlarmi.
- Ma mi ha solo messo paura. - Cosa le ha detto?
Che se qualcuno faceva domande, non avrei dovuto dire niente.
- [Cravero] Desidera? - Non mi riconosce?
Che ci fa lei qui?
Sono venuto a cercare sua figlia.
Ma lei odia mia figlia.
Senta, non ho tempo da perdere con lei.
Cosa vuole?
Se la trovo, voglio i soldi del premio.
Se ne vada o chiamo la polizia.
Mi ha sentito?
Se ne vada!
Io troverò tua figlia
e tu mi darai i soldi.
[Graziano sospira]
L'ho parcheggiata nella via qui dietro.
- Grazie. - Figurati.
- Senti, è tutto chiaro, no? - Chiarissimo.
- È un problema badare a Laura? - No, figurati, anzi,
- vorrei poter fare di più. - Magari fossero tutti come te.
Graziano...
non ti ho detto una cosa di Asia.
La mattina che è scomparsa Alessandra,
sono tornato in negozio
e lei aveva le mani sporche di sangue.
Ha detto che si era tagliata pulendo la macchinetta,
ma io non le credo.
Pensi che...
Non lo so,
non voglio neanche pensarci.
- Prendi questi. - No, sono troppi.
Prendi questi soldi che ti servono in questi giorni.
Non spenderteli tutti, eh?
Grazie.
[Valeria] Ho sbagliato con Torri.
Dovevo farlo crollare, a costo di tenerlo qui una settimana!
E invece ho rispettato le regole e mi sono fatta fregare!
- Posso parlare? - No!
Può aver spostato il cadavere, ha avuto un giorno intero.
Ascolta Valeria. Ho parlato con il questore,
stanno allertando i commissariati del Piemonte.
Ci sono posti di blocco alla frontiera con la Francia.
Torri non va da nessuna parte
e tu non hai sbagliato niente.
Perché se lui scappa,
è la prova che avevi ragione.
Davvero resti qui fino a stasera?
Certo.
Se tu non ci sei, qualcuno li deve mettere sotto.
Come "se io non ci sono"?
Penso che tu debba andare a casa.
E se ti muovi, fai ancora in tempo.
Vieni qui.
[grida felici di bambini]
[Urlo di Giacomo che gioca]
Volevo ringraziarti per tutto ciò che hai fatto.
Non ho fatto niente.
Per Valeria, per Giacomo. Grazie.
È bello rivederti.
- Lucia! - Dimmi, Costanza.
Giochi alla caccia al tesoro? Possono giocare anche i grandi.
- No, io non sono brava. - Dai, non fa niente, ti aiuto io.
- Zio, glielo dici anche tu. - No, non c'è bisogno, dai.
- Zio, lo sai che lei vive con noi? - Che bello, no?
[Rinaldo] Azzurra!
Oddio.
Azzurra!
- Buonasera. - Mia figlia!
Ha 17 anni, ne dimostra meno. È bionda, alta così.
Ah, Azzurra, certo!
Venga con me.
Azzurra, ma vieni via subito!
- Chiedi scusa ai signori. - Scusa di cosa?
Per una volta che qualcuno apprezza la mia cucina.
Papà, ho mangiato la pasta con il tartufo.
Mi hai fatto spaventare. Ti avevo detto di stare in stanza!
Andiamo, dai. Scusate.
Come ha potuto lasciare una ragazzina da sola
in una stanza d'albergo tutto il giorno.
Anche chiusa a chiave?
Senta, io non sono il padre.
Il padre è lei.
Però sua figlia è speciale.
Credo meriti di meglio.
Scusate, ancora... Andiamo, dai.
[Valeria] Grazie.
[voci felici da dentro casa]
[Valeria] Ciao, piccola.
Buon compleanno.
Ciao, zia.
Scusa, ho fatto tardi.
Ma c'è ancora la torta.
Vieni, siediti qui.
Non ce l'ho fatta a comprarti il regalo,
te lo prendo domani, va bene?
Ehi! Fai il muso dopo tutti i regali che hai ricevuto?
Guarda un po' là.
- [Valeria] Vi siete divertiti? - Divertiti?
Immagina 20 bambini scatenati.
Io sto a pezzi.
Ti abbiamo aspettata.
[Giulio] Allora, vogliamo spegnere queste candeline?
[Costanza soffia]
Dai, di più!
- Più forte! - Dai, tutte!
Di più, ancora! [risate di Michela]
[tutti] Ohh!
[Graziano] Non volevo che mi chiamassi
solo perché Alessandra poteva sospettare qualcosa.
Tutto qui.
Ok. Ti credo.
Non sai cosa darei adesso per sapere che è viva.
Ma perché, potrebbe esserlo?
No.
E tua figlia?
Io non sono pronta per fare la madre.
E per essere la mia donna sei pronta?
Dobbiamo essere prudenti.
Se no penseranno che l'hai uccisa per stare con me.
Sì, lo so.
No, sono seria.
Non dobbiamo né vederci né sentirci.
Non devi più chiamarmi, neanche dalla cabina.
- Sarà difficile. - Sì. Ma ne varrà la pena.
[Michela] Finalmente dorme.
Grazie.
[Michela sospira stanca]
Ha parlato solo di te. Si è innamorata.
"Che buona la sua torta", "Che bello il suo regalo..."
Ero quasi gelosa.
Per la prima volta festeggi insieme a noi
il compleanno di Costanza e sei già perfetta.
Allora, come ci si sente?
[Giacomo] Cosa stai dicendo?
Bene.
Quando devo interrogare qualcuno,
se capisco che non sta dicendo la verità
gli rifaccio la domanda anche venti volte.
Gliela ripeto fino a farlo impazzire.
Funziona quasi sempre. O impazzisce o mi dice la verità.
- Allora? Come ci si sente? - Valeria, ora smettila.
Come ci si sente?
Bene.
Come ti senti?
Sono felice di stare con voi, che siete la mia famiglia.
Certo.
- Come ti senti? - Valeria, basta.
Non hai capito che sta mentendo?
Te lo chiedo l'ultima volta.
Come ti senti?
Te lo dico io.
Non ti senti per niente bene a stare in mezzo a noi.
Anzi, ti senti male, ed è giusto, perché sarebbe pazzesco il contrario.
Io l'ho capito appena ti ho vista.
E tra parentesi, quello di solito è il mio posto.
Ho detto: "Chi è quell'estranea seduta con la mia famiglia?
Io non la conosco."
E non la conosco perché non ha fatto parte della mia vita.
Quando a 15 anni, Davide mi ha lasciata
e io piangevo tutti i giorni,
non c'eri tu a dirmi che queste cose passano.
Non c'eri...
quando mi sono laureata.
Quando sono entrata in polizia. Quando mi hanno operata,
Giacomo mi teneva la mano, non tu.
E io ogni volta, come una cretina...
avrei voluto che ci fossi tu.
Sapevo che era impossibile, ma ci speravo.
E lo sai perché?
Da piccoli ci dicevi che l'amore della nostra famiglia
sarebbe durato per sempre.
Infatti siamo di nuovo tutti qui. Tua madre aveva ragione.
Ah, sì? Tutti?
E mio padre dov'è?
Perché io non lo vedo.
Forse è sceso a comprare le sigarette?
La verità è che l'amore non è durato per sempre.
Anzi lo vuoi un consiglio?
Se Costanza ti chiede cosa significa "per sempre", dille...
che non significa nulla, che è una parolaccia.
E assicurati che lo ripeta ai suoi figli e ai suoi nipoti,
così un giorno finalmente sparirà dalla faccia della terra, per sempre!
[Bussano alla porta]
[sospira] Sì?
Posso?
Entra, entra.
Volevo parlarti.
Basta che non mi chiedi anche tu come mi sento.
Allora?
Non tenere conto quello che ha detto Valeria.
Io penso che possiamo ricominciare.
Scusa, non riesco a trovare le parole giuste.
Hai sentito cos'ha detto Valeria.
Dovrebbe perdonarmi e non lo farà mai.
[Giacomo] Io voglio provarci.
Tu?
Perché sei sempre così buono con me?
Forse perché da bambino ho pensato di essere molto cattivo.
Ti ricordi che quel giorno ci avevi sgridato
perché eravamo spariti nel bosco?
Poi tu e papà avete litigato.
E io mi ero fissato che...
le cose dopo erano andate in quel modo...
per colpa nostra.
Non ti ho mai detto dove ci eravamo nascosti.
Nel nostro rifugio segreto.
Laura, ho detto di no.
Per favore, Marco.
Te l'ho detto, sei troppo piccola e tuo padre non me lo perdonerebbe.
Figurati se sa che non vai a scuola neanche oggi.
Non glielo diciamo. Gli diciamo una bugia.
Tu sai dire una bugia a papà?
Guarda che fa male.
[macchinetta in funzione]
Ti piace?
Adesso lo riempiamo.
Ti voglio bene, Marco.
Anch'io ti voglio bene, stellina.
Mi hai chiamato "stellina", come papà.
[Rinaldo] Ehi! Ma caschiamo in acqua.
[Azzurra ride]
Cosa fai?
Stai indietro, che è pericoloso!
Dammi qua, dammi.
Andiamo, dai.
Ehi!
Andiamo, dai.
Andiamo.
Scusa se ti ho fatto tornare,
il cellulare della Torri si è acceso, ha mandato un segnale.
- Lo abbiamo rintracciato? - No, ci sta provando Mattei.
- Dove arriva il segnale? - Dalla zona del centro.
[Cattaneo] Non può essere lontana da qui.
[Marco] Perché ieri non sei venuta?
Ancora? Cos'è, un interrogatorio?
Se non vieni al lavoro, devi giustificarlo.
Di sicuro non a te.
In questo momento io sono il responsabile.
Si vede che sei il responsabile.
Appena sei solo, fai un tatuaggio a una bimba di sette anni.
Ehi...
Ti stai annoiando? Andiamo a fare un giro?
Tu non vai da nessuna parte. Laura non ci viene con te.
[suona il campanello] [ragazzo] Si può?
Prego.
Sei tu il responsabile, no?
Graziano non c'è?
No, oggi no. Puoi dire a me.
Andiamo a fare un giro?
[ragazzo] Pensavo di farne un altro sotto questo.
- Hai già un'idea? - Pensavo a un tribale.
Va bene.
[Valeria] Il segnale è in zona, muoviamoci.
Io provo a chiamarla.
[squilli di cellulare]
Dai, rispondi.
[Rinaldo] Dai, sbrigati.
Siediti.
[squilli di cellulare]
[Andrea] È tuo questo telefonino?
[Azzurra] No, lo ha trovato papà nel fiume.
Dov'è tuo padre ora?
Sig. Dalmasso, perché ha il cellulare di Alessandra Torri?
Io non c'entro niente.
[donna] Signore, aspetti!
Maledetto! Cosa hai fatto? Dimmi dov'è!
[Andrea] Sig. Cravero, per cortesia.
Dimmi cos'hai fatto, dimmelo!
Non è successo niente, è tutto a posto.
Sig. Dalmasso,
lei c'entra con la scomparsa di Alessandra Torri?
No.
Il sig. Cravero non pare pensarla così.
- Quella è un'altra storia. - Quale altra storia?
- Lo chieda a Cravero. - No, voglio saperlo da lei.
Mia figlia non è sempre stata così.
A sei anni era una bambina normale, come tutte le altre.
Bionda, pareva un angelo.
E poi è successa la tragedia.
Il giorno del suo compleanno siamo usciti a festeggiare.
Quando siamo usciti dal ristorante,
abbiamo attraversato sulle strisce.
È una cosa importante, sa? Noi eravamo sulle strisce.
Ma l'auto andava così veloce che non le avrà nemmeno viste.
Mia figlia era a due passi, lì davanti a me.
L'ha presa in pieno.
Una bella botta, sa?
È viva per miracolo.
Ecco perché è così.
E la sig.ra Cravero non ha fatto neanche un giorno di prigione.
Eppure noi eravamo sulle strisce, la colpa era sua.
Sa come va la vita.
Suo padre aveva molti amici,
io praticamente nessuno.
Al processo l'avvocato ha accusato me e mia moglie
di volercene approfittare,
perché abbiamo chiesto i danni.
Ma secondo lei quello subito da mia figlia non è un danno?
Io ho la scorza dura, sa?
Ma mia moglie non ce l'ha fatta a superare quel dolore.
Le ripeto la domanda.
C'entra qualcosa con la scomparsa della Torri?
No.
Allora perché è venuto fin qui? Lei non vive a La Morra.
Per l'articolo sul giornale.
Per la ricompensa a chi la trovava.
Invece ho trovato il telefonino, lì vicino al fiume.
Pensavo mi potesse aiutare, per questo l'ho tenuto.
In fondo tutto quello che è successo
è la prova che esiste una specie di giustizia divina.
[Laura ansima]
Cos'è successo?
Dov'è Asia?
C'è Marco qui adesso, è tutto a posto. Shh!
Stellina,
dimmi, cos'è successo?
Ricordi la poliziotta che è venuta al negozio l'altro giorno?
Le devi dire le stesse cose che hai raccontato a me, ok?
Laura...
puoi venire.
Io non mi muovo, stellina. Ti aspetto qui.
Asia ha detto che mamma è morta e che ora devo chiamarla "mamma".
Ti ha spiegato perché dovresti chiamarla così?
Perché viene a stare con noi e si sposa con papà.
Ti ha detto qualcos'altro?
Me lo vuoi dire?
Ha detto che stavo per avere un fratellino,
ma ora che mamma è morta non lo posso più avere.
Davvero ti ha detto così?
Grazie, Laura. Mi hai raccontato cose importanti.
Abbiamo finito, ti accompagno fuori.
Manda qualcuno a prendere Asia Moruso, l'assistente di Torri.
Ok.
- Grazie. - Voi due aspettate qui.
[Rinaldo] C'era una ragazza nel negozio.
L'ha portata via la polizia, cinque minuti fa.
Ma era da sola?
Sì.
Per il tatuaggio deve ripassare, oggi non è possibile, mi spiace.
Senti.
Io lo so che l'hai uccisa te.
Tranquillo. Non lo dico a nessuno. Rimane tra noi due.
Devi solo dirmi dove hai nascosto il cadavere.
Chi cazzo sei? Sparisci, va'.
Ho bisogno di quei soldi. Li dividiamo.
Che cazzo stai dicendo?
Dimmi dov'è il cadavere!
Che cazzo stai dicendo?
Ti spacco la faccia!
Leva le mani, ti spacco...
Papà!
Basta, basta, basta, smettila.
Cosa ci fai qui?
Amore, che è successo?
Asia ha detto che mamma aspetta un bambino.
- Dov'é? - Chi?
- Asia, dov'è? - È dentro, la stanno interrogando.
- Oh! Che cazzo fai? - Che cazzo le hai detto?
Che cazzo le hai detto?
Lasciala!
Lasciala!
Asia!
Voleva ammazzare anche lei?
Ha strangolato anche Alessandra?
Mia figlia non doveva sapere che aspettava un fratello.
Torri, lei è sparito per una giornata intera.
Dov'era?
- A Torino. - A fare cosa?
A cercare Alessandra.
Perché a Torino?
Perché ha delle amiche lì,
speravo che fosse andata da loro.
Era l'ultima possibilità.
Sono partito per disperazione, qui stavo impazzendo.
Mi aiuti a uscire da quest'incubo, la prego.
Ahi! [Azzurra ride]
[Rinaldo] Scherzo.
Piangi, papà?
Pensi che pianga?
Ma no!
[Rinaldo piange]
[segnale acustico]
C'è nuovo messaggio in segreteria.
[Lucia] Ciao, Valeria.
So che stai lavorando, non voglio disturbarti.
Ma continuo a pensare a ieri sera e a quello che mi hai detto.
Amore mio, non ho tradito la mia promessa.
Non chiedermi altro, non cercare di sapere altro.
Un giorno capirai quanto amore c'è nel cuore di una madre.
Asia sta bene, solo un brutto spavento.
Dove stai andando?
- Voglio risentire la chiamata al 118. - Perché?
Ripartiamo da zero.
Forse è l'ultima cosa che Alessandra ha fatto da viva.
- E Torri? - Lascialo andare.
[centralino] Pronto? 118.
Pronto? Chi parla?
[Alessandra] Aspetti un attimo.
[passi che si allontanano] [scatto di serratura]
Pronto? È ancora lì?
Aspetti un attimo.
[scatto della serratura]
Aspetti un attimo.
[passi che si allontanano] [scatto di serratura]
[centralino] Pronto? È ancora lì?
[Graziano] Grazie.
Ci vediamo domani?
[squilli di cellulare]
Pronto?
Salve.
Sì, ogni tanto viene a prendermi. Si ferma anche a colazione.
No, Asia mai. Perché non ha la macchina.
Ma perché me lo chiede?
[Valeria] Buonasera, Marco.
Volevo farle qualche domanda, posso entrare?
- C'è qualche problema? - Solo qualche domanda di routine.
Entri.
- Mi asciugo i capelli, mi aspetta? - Va bene.
[rumore dell'asciugacapelli]
[Marco] Pssst!
Sei accusato di omicidio di primo grado
e occultamento di cadavere.
Sai cosa ti aspetta?
Quello che non sai è che Graziano rischia il carcere come tuo complice.
Ti stai chiedendo perché?
Nel garage di Torri abbiamo trovato una buca identica
a quella che tu hai scavato per seppellirci Alessandra.
Sarà difficile convincere il PM che l'idea non era di Torri.
Che prima aveva scelto casa sua, poi approfittando della tua devozione,
- ha preferito la tua cantina. - No, no.
L'idea è stata mia, Graziano non centra niente.
Se è così, raccontami come sono andate le cose.
Quel giorno stava piovendo
e ho pensato che Graziano potesse gradire un passaggio.
Ma quando sono arrivato, lui non c'era.
Mi è venuta incontro lei con i vestiti sporchi di sangue.
Mi ha detto: "Marco, meno male che sei arrivato".
Era sconvolta, non l'avevo mai vista così.
Continuava a gridare: "Aiutami, ti prego, aiutami!"
Mi ha chiesto di portarla in ospedale,
aveva avuto un'emorragia. Temeva di aver perso il figlio.
L'ho fatta salire in auto e ho guidato verso l'ospedale come un pazzo.
Volevo salvarla.
Cos'è successo dopo?
Lei ha... cominciato a delirare.
Subito credevo fosse per la paura di perdere il bambino,
ma non era quello.
Diceva che Graziano voleva ucciderla. Credevo scherzasse, ma era seria.
Continuava a dire che voleva chiamare la polizia.
Che dopo l'ospedale dovevamo andare in commissariato.
- Hai pensato che lo avrebbe fatto? - Certo che l'avrebbe fatto.
Diceva che Graziano voleva avvelenarla.
Che era salva per miracolo.
Che era morto il gatto leccando il caffellatte della colazione.
Poi in garage ha trovato la buca?
Sì, sì...
Era convinta che volesse seppellirla lì dentro.
Io ho capito che se fosse venuta la polizia,
le avrebbero creduto.
Perciò la vita di Graziano era nelle mie mani.
Allora ho fermato l'auto e l'ho strangolata.
Sono tornato a casa, ho buttato il corpo sul mio letto.
Sono uscito, ho buttato il cellulare nel fiume,
poi sono andato al lavoro.
Ma sono tornato a casa solo la sera dopo,
perché la notte dovevo stare con Laura.
Quando sono tornato e ho visto il cadavere sul letto
ho pensato anch'io di usare l'idea della buca,
quindi sono andato in cantina, ho spaccato il pavimento,
ho fatto a pezzi il corpo con una sega elettrica.
Ho mischiato la calce con i pezzi.
Credo che sia stata un'ottima idea per coprire le tracce.
Voglio parlare con Graziano.
[si sveglia spaventato]
[Valeria] Era tutto pronto, vero?
Tutto pronto per cosa?
Ha cambiato idea all'ultimo momento,
quando Alessandra le ha detto che era incinta.
Prego, l'ascolto.
Il caffellatte con il veleno, la buca nel garage.
Ma prima che il piano entri in azione, Alessandra le dà la grande notizia.
Aspettavate un figlio.
E allora tutto è cambiato.
Ha rovesciato il caffellatte così Alessandra non l'ha bevuto.
E poi è andato a correre.
Non perché era felice,
ma perché si è sentito un mostro.
È andata così, vero?
Non ci sono prove, Torri.
Lei uscirà pulito da questa storia. Sono io che voglio sapere las verità.
È andata così?
Arrivederci, ispettore.
E Sissi?
Sissi è scappata, stellina.
Domani andiamo insieme a prendere un gatto nuovo.
Dove stiamo andando, papà?
Andiamo a casa?
[bussano alla porta]
Avanti.
[bussano ancora]
Avanti!
La mamma se n'è andata.
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