All language subtitles for Doc_Nelle_tue_mani_s03e01[supervideo.tv]

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Original subtitles

Andrea, buongiorno. Grazie.

Ti amo.

In bocca al lupo, professor Fanti.

Buon primo giorno da primario.

Grappi.

Buongiorno.

Buongiorno, professore.

Non c'è bisogno di alzarsi, Giordano, non siamo più all'università.

Se però le appunti sulle Anamne si continuano a passarmene.

Vieni dal town.

Ok, aggiornatemi.

Questa notte due ricoveri, uno dal pronto soccorso, uno invece da reparto di...

Dov'è?

E' dentro per una lavanda gastrica.

Perché una lavanda?

Dicevo lasciare questo.

Sto tranquillante.

Non è come pensi.

Agnese.

Amore mio.

Come ti senti? Mi dispiace.

No, pure.

Oggi è importante per te.

Oggi è importante per me.

Calma.

Veloce che... Sarebbero sicure.

Dai, subito.

Professor Fanti, vi raggiungo subito.

Vieni, Andrea.

Ti do il numero del mio collega.

Hai sentito come respira?

E' normale che sia affaticata.

E' una fanno, non è affaticata.

Mi stai pensando.

Che non ha cercato di togliersi la vita.

Ha avuto un valore.

Io devo scoprire nella causa.

Non mi servono psichiatra.

Andrea.

Io la guarisco.

Non perdo anche lei.

Dov'è?

Sì?

Vieni un attimo.

Hai visto Locco?

Non so, non l'ho ancora visto.

Sta arrivando la nuova direttrice.

Dove è finito? Lo so.

Teresa.

Doc?

Non lo so, sparito.

Raggio di un bambino.

La direttrice vorrà parlare con lui.

Cosa le dico?

Prova a chiamarlo.

Sì, per favore.

Ehi.

Piccola.

E tu che ci fai qua?

Hai bisogno di qualcosa?

Dov'è il bagno?

Il bagno?

E' da quella parte.

Ti accompagnate a Teresa? No, grazie.

Ovvio.

Poi se viene fuori quella non via...

Camillo.

Presto, prima che arriva la direttrice.

Buongiorno, direttrice.

Buongiorno.

Il professor Fanti?

Mo' soffrire un caffè? No, grazie.

Il professor Fanti.

E chiamalo dottorissa Giordano.

Dov'è il professor Fanti? Cacciavite.

Ok, vai, apri.

Riproviamo.

Ho visto che stanno meglio le mani.

Domani ti riduco i fans.

Andrea? Chiudi, chiudi.

La dottoressa Marabini.

La nuova direttrice amministrativa.

Piacere.

Se lo fosse non mi eviterebbe.

Che ci fa qui?

Coltivo un orto coi miei pazienti.

La pago per curarli e per dimetterli, non per fargli compagnia.

Appunto.

Piantare un seme da speranza,

la speranza è terapeutica.

Vuole provare?

Questo è un ospedale, Fanti, non una fattoria didattica.

Può essere entrambe le cose.

Basta superare i vecchi schemi.

Sta dicendo che sono vecchi, eh?

Non mi permetterai mai.

Sono dicendo che possiamo cambiare le cose.

Mettere il paziente al centro.

Non le nostre esigenze.

Non le mie, non le sue.

Io voglio solo tenere in piedi questo ospedale.

Va be', non sarà certo un orto a farlo crollare.

Infatti, quello funziona.

Invece il suo reparto è sotto la media in tutto.

Numero di prestazioni, pazienti, sponsor.

Siete sopra solo in una categoria.

Simpatia?

Durata delle degenze.

È così che funziona la medicina interna.

Con l'ascolto serve tempo per conoscere un paziente.

Il tempo di un ricovero costa sempre più caro,

ma non le guarda le bollette di luce gassa a casa.

Io non giudico il suo modo di curare,

ma la sua gestione del reparto non è sostenibile.

Cosa possiamo fare?

Degenze più brevi, meno personale, più prestazioni.

Più prestazioni con meno personale? A sei mesi.

Se non raggiungo l'obiettivo, sarò costretta a chiudere

il reparto e riassegnare lei e i suoi colleghi.

Più prestazioni con meno personale, ti rendi conto?

È così in tutti i reparti, Andrea.

Ci sono meno risorse.

Sì, e il motivo per quei piani alti serve qualcuno

che si intenda di cure, non soltanto di numeri.

Perché non torna a fare la diertrice sanitaria?

Serve qualcuno come te per tenerti extra maraviglia.

Hai parlato con Carolina?

Sì, mi sembra che stia bene a Verona.

Perché? Pensavo te l'avrebbe detto lei.

Cosa?

Che non torna a fare la diertrice sanitaria.

Perché no?

Vieni in chiesa sul Covid, è andata bene.

Sei uscita al test alta.

Sì, ma è stato bello tornare in cossia.

Non sei l'unica a cui piace stare con i pazienti, sai?

Per questo che mi sono innamorato di te?

E così ho più tempo da passare con Manuel.

E Davide.

Chi è Davide?

Professor Fanti.

Agnese, questa è Barbara, la mia nuova assistente.

Piacere.

Piacere.

Cosa mi sono dimenticato oggi?

La firma sulle dimensioni di oggi.

Ma io non me la sono dimenticata.

Prima di rimanere a casa i pazienti, li rivisito.

Se lo ricordi, ne ripariamo.

Perché hanno come gli altri primari?

A quest'ora sono già tutti a giocare al golf.

Non sarà mai come gli altri.

Doc.

È tornato.

Guarda un po' chi si rivede.

Sono tornato solo perché mi hanno implorato.

Dicono che il nuovo primario sia un disastro.

È vero.

Bisogna sempre ricordare di tutto.

Tu stai meglio?

Sì.

Sto imparando a pensare un pochino più a me, un po' meno ad Alba.

Concludi la specializzazione anche per lei.

Buongiorno.

Buongiorno.

Finalmente.

E quanto ci vuole per andarci?

Hai il tempo necessario per essere sicuro che suo figlio sta bene? Stenditi pure.

Ti fa ancora male?

Sei sicuro? Sta benissimo.

È solo pigro.

Non studia, non lavora. Per forza gli vengono i calcoli.

Tuo padre non ha tutti i torti. Un po' di movimento ti farebbe bene.

Movimento? Me lo segno.

Come mai hai lasciato la scuola?

Alcuni mesi fa una sua compagna si è tolta la vita.

Non ce l'avevi detto? Strano.

Un ricordo così bello.

Mi capisco, sai.

Io ho cancellato 12 anni di brutti ricordi e adesso sto molto meglio.

Come hai fatto? Manno sparato.

È un metodo che non ti consiglio perché ha qualche effetto collaterale.

Anche del bruxismo non ci avevi detto? Sarebbe.

Sarebbe che di grigni denti di notte hai la punta dei canini un po' piattita.

Quello l'abbiamo già risolto con l'egopuntura.

Bite.

L'uro... Negativa. Il calcolo deve essere stato espulso.

Parametri di funzionalità renale? Nella norma.

I LQC sono un po' alti.

Niente dimissioni.

Ti teniamo qui.

Come lo tenete qui?

Sì, lo teniamo qui.

Prima quando si è sdraiato ho notato che ha messo

la mano sull'addome come per un dolore abituale.

E poi voglio capire meglio questa cosa dei globuli bianchi.

Ok? A dopo.

Dobbiamo ricontrollare l'URTAC.

Ho paura che possa essere un appendicite magari retorcecale.

Prendi uno specializzando e fate una risonanza.

Sì.

La Marabini non sarà contenta che allunghi una decenza.

Mi spiace per lei. Sono tornato primario ma non voglio tornare quello che era.

Hai fatto prendere un bello spavento?

La prossima volta ti avverto.

Carolina?

È andata la madre.

Vuoi dirmi che è successo?

Ti ho visto uscire e poi mi sono svegliata qui.

Perché che cosa dovrebbe essere successo?

Fammi avere spiro.

Hai dolori?

Solo quando tossisco qui dalla spalla ai colli.

Mi dici?

Vicino a te hanno trovato questa mezz'uota.

E' un buon livello di diazia per nel sangue.

Non molto.

Lo capendo è poi aver interrotto l'assorbimento di altre pastiglie.

Tu davvero non ti ricordi nulla?

Ok. Deve essere stato un valore.

Adesso capiamo perché e sistemiamo tutto.

Sarebbe bello ma non è possibile.

Non più.

Non è strano che sia in affanno nelle sue condizioni.

Parla di un dolore qui tra spalla e collo.

È caduto.

Avrà preso una botta.

Oppure potrebbe essere un dolore riferito.

Un dolore riferito?

Giordano, la Zarinia ha bisogno dei tuoi appunti.

Sì.

Allora per dolore riferito si intende appunto un dolore

percepito in diverse parti del corpo che però non corrisponde alla sede del problema.

Grazie.

E quale sarebbe secondo te la sede del problema?

Qualcosa ai polmoni e col fonendo ho sentito un rumore strano.

Si ma l'hai sentito o hai voluto sentirlo Andrea?

Allora chiediamo subito una cotorace e poi eventualmente faremo un attacco ok?

Devo dirtelo, non sei obiettivo.

Cerchi altre spiegazioni per assolverti.

Per assolvermi da cosa?

Da quello che Agnese ha cercato di fare.

Dai scusa.

Mi è uscita male scusa.

Se Agnese ha deciso di togliersi la vita, hai ragione.

Sarebbe colpa mia.

Ma non ha tentato di farlo.

Nervosa?

Beh normale, sei all'inizio e ti tocca seguire la morire prima.

Dai, andiamo.

Sì.

Buongiorno.

Buongiorno.

Non vedo niente di strano.

Questo?

Cosa?

Posso, ti dispiace.

Prego.

Grazie.

Questo? Niente di che.

Secondo te? Vieni.

No immaginazione, soltanto quello che è davanti agli occhi.

Cosa vedi?

Rick?

Ci sei mancato?

Ah, prima che mi assegni i turni ti ricordo che sono un ex workaholic.

Piacere, mi chiamo Riccardo e sono tre mesi che non faccio straordinari.

Tranquillo.

Ho nuovi schiavi zanni per i turni in più.

Come sono i nuovi?

Cuccioli molto preparati, molto incapaci come eravamo tutti noi.

E sarai tu ad occupartene.

Io?

Sì.

Gabriele ed Elisa hanno fatto un ottimo lavoro e mi aspetto che tu faccia lo stesso.

Sì, che c'è?

Mi sa che me ne vado in Etiopia anch'io.

Non mi scappi, bonvenia.

Va bene, tavole prendi te.

Buongiorno.

Buongiorno.

Buongiorno.

Un attimo.

Disturbo? Scusa.

Devo attaccare.

Ciao.

Buongiorno.

Sono Riccardo Bonvenia con la Gne.

Quarto anno sarò il vostro tutor.

Lo so.

Il mio fascino vi mette in soggezione ma anche io non sono perfetto.

Ragazzi state per cominciare un percorso lungo.

È molto molto difficile.

Però se ce l'ho fatta io

potete farcela anche voi.

Che figata.

Posso farle? Certo.

Se vuoi una protesi tutta tua lo spallo.

Allora ragazzi cominciamo.

Mi serve uno di voi per una risonanza di un paziente.

Tu?

Carelli Martina.

Bene, Carelli Martina.

Cominciamo? Sì, certo.

Prego.

Giulia.

Ciao.

Senti, con queste transaminasi e questi presidenti che faresti tu?

Leggo meglio e ci dico.

Bene.

Ci prendiamo un caffè dopo?

Con calma?

Così ne parliamo? No, oggi no.

Così no.

Tu mando un messaggio al penoletto, ok?

Ok.

Ciao.

Caffè?

Non è con Giulia ma aiuta.

Ormai ho perso la speranza.

Grazie.

Dalle tempo

con gli uomini non è stata fortunata come Teresa.

Chi è questa Teresa fortunata?

La conosco? La conosco io.

Che succede?

Ma niente, che mi evita in continuazione, non so perché.

Avete il risultato dell'ecoturace?

Sì.

L'idecografista dice che è tutto normale ma c'è un'area che ne sembra strana.

Pensiamo ci sia un po' di versamento.

Potrebbe essere.

Cosa può averlo causato?

Un'ufficienza cardiaca?

Cardiogramma è posto.

Pulmonite? Senza febbre.

Problemi renali?

Creatinina zotoreico non è la norma.

Permesso?

Professore, che sorpresa.

Salve.

Avevo appuntamento con il direttore sanitario

e adesso sono passato a fare i complimenti.

E tu il prof adesso.

Buonasera.

Buonasera.

Non sarei qui senza le sue lezioni.

Hai superato il maestro, vai.

Ho sentito che le sue consorze sono sempre molto richieste.

Peccato che non insegni più all'università.

Peccato che non ci sono più istituenti come voi.

A proposito, ho saputo di Agnese.

Come sta?

Ha un piccolo versamento pleurico.

Ci stiamo domandando quale possa essere la causa.

Quando si è svenuta è caduta?

Sì.

Allora è quello?

Un versamento così piccolo è sicuramente dovuto dalla botta.

Poi le cause dello svenimento sono altre.

Allora, quella macchia?

Un piccolo versamento.

Pensiamo si riassorberà da solo.

Perché quella faccia allora?

Perché mi sono accorto di una cosa.

Che io e te non siamo.

Non abbiamo mai parlato davvero.

Di cosa? Di Mattia.

È stato tutto così assurdo.

Però non bisogna piangere davanti a Carolina.

Bisogna tornare a lavorare.

Bisogna correre.

E correre per non pensare.

Correre.

A forza di correre siamo finiti lontani, morimi.

Pensi anche tu che abbia provato ad uccidermi.

Ho parlato con Enrico.

E lui ha detto che

alle coppie come noi farebbe bene fare qualcosa in memoria.

In memoria?

Sì, dice una cosa bella.

Dice che si dimentica da soli e si ricorda insieme.

E a Mattia piaceva un sacco cantare nel coro della scuola di musica.

Perché noi gli intitoliamo un concorso di cori.

Potrebbe essere bello ricordarlo così tutti insieme, no?

Io non ho provato ad uccidermi.

Però non parliamo... E non faccio nessuna buffonata in memoria.

Mattia lo ricordo vivo.

Il resto lo voglio dimenticare.

Perché credimi quando ci pezzo, io... faccio molta fatica.

A non odiarti.

Avevi ragione, non sono obiettivo.

Vuoi che mi occupi di Agnese?

No, voglio che prendi il mio posto.

Forse Agnese ha davvero tentato di togliersi la vita

o forse ha una patologia che non riesco a trovare.

Quello che so è che non voglio più sbagliare come ho fatto con Mattia.

Congratulazioni, Professor Saldoni.

Ho detto fin da subito che Randolph faceva meglio a scegliere te.

No.

No, non lo fare.

Qui non ci serve un primario come gli altri, Andrea.

Uno di quelli da giro rapido in corsia e via.

Qui serve un ropipal.

Serve uno che si appassiona.

Uno che quando sbaglia soffre.

Qui ci servi tu, Andrea.

Qui ci servi tu.

Professor Fanti, le ho portato queste.

I risultati della risonanza.

Abbiamo anche ricontrollato un'attacca.

Non è appendicita elettrocecale.

Buone notizie, quindi.

Sì, ma valeva la pena fare questo esame.

Ora posso dire di no.

In quel letto poteva esserci già un altro paziente.

Uno a cui fare prestazioni meno inutili di questa.

Di questo passo non raggiungerà mai, Joviti.

Se questa notte non ci sono complicazioni, lo dimetto.

Va bene? Voi andate.

Io lo visito ancora una volta.

Dottoressa Giordano.

Sì?

Ho saputo che sta presentando la sua candidatura

per diventare primario in altri ospedali.

Nel caso le farò avere le mie dimissioni con il giusto preavviso.

Fanti lo sa?

Gli lo dico entro oggi.

Peccato.

Avrei affidato a lei questo reparto.

Avrebbe sbagliato.

Fanti un ottimo primario.

Non senza di lei.

Da solo lo porterà alla rovina.

I tuoi esami sono negativi.

Questo vuol dire che forse alcuni tuoi dolori hanno una componente psicosomatica.

Cioè sono pazzo?

No.

Non sei pazzo.

Vuol dire che è stato un momento difficile.

Prima il bruxismo, poi hai lasciato la scuola.

È cominciato tutto dalla scomparsa della tua amica.

Era la tua ragazza, giusto? Smettila.

Magari morirebbe che lo fosse.

Eh, falla finita.

Lo so.

Però parlarne può essere molto utile.

Sai cosa serve utile?

Un colpo in testa come il tuo.

Non sai di cosa parli.

Facile essere felici così.

Perdere i porti ricordi senza neanche la fatica di doverli dimenticare.

Domani ti dimentico.

Mi scuso?

No, no, anzi, vieni.

Sono io l'introso qui.

Piantala.

Questo studio è sempre stato tuo.

Devi solo riavvituare.

Ti ho portato questo.

Cos'è? Alcol?

Molto meglio, ricordi.

Sono le cose che avevi qui prima dell'attentato.

Poi Marco quando ha preso il tuo posto ha messo tu.

Questo cos'è?

Questo te l'aveva regalato Agnese quando sei diventato primario.

La sera ti mettevi un disco sul piatto,

ti stendevi lì e ti rilassavi.

Non vorrei dire che appena farò qualcosa di buono mi premirò con uno di questi.

Non farti buttare giù dalla marabini.

Te l'ho detto, ti devi solo riammientare.

Senti, io lo so che prima della pandemia vuoi vendere via.

Sì.

Grazie per essere riposta.

Per me è vitale poter contare su di te.

A domani.

Roby, Roby, calmati.

Roberto, calmati.

Doc, mi stavo facendo l'ultima visita prima

della dimissione e hai iniziato ad agitarsi.

Ok, una fiora di jazz.

Ci avevamo provato una presistenza.

Tu preparare il tramuscolo, dai.

Sì.

Lo prendiamo uno per parte e proviamo a tenerlo solo.

Con calma, con calma.

Roberto, guardami, sono io.

Guardami, guardami.

Non ti devi preoccupare tutto bene.

Tutto bene.

No, no, non assiediti.

Adesso ti vado a sdraiarti un po'

e non guardare nulla.

Ecco così.

Ok, bene, così.

Aiutatemi.

Più su.

Molto meglio, molto meglio così.

Bravo.

Potrebbe aver assunto delle sostanze di nascosto.

Spiegherebbe astenia, tachicardia,

è stato confusionare.

Martina, tu cosa ne pensi?

Era sudata e la febbre è salita oltre i 40.

Per cui io escluderei un delle rindostanze.

Molto bene.

C'era anche frequenza respiratoria accelerata.

Pensi a una polmonite?

Magari quello di ieri era un dolore pleurico.

Va bene.

Antipiretici e antibiotico da un più spettro.

Intanto emoculture, pulso-simetria,

tacto-race di dimero e demogastanalisi.

Muoveteli.

Martina, ti spiego come si fa.

Poverlick.

Per la Martina mi sembra uno suduro.

Anche tu non sei male.

Visto?

Aspetta di sentire la Marabini

ma non scoprirà che non dimetta il paziente neanche oggi.

Giulia, Giulia, scusa.

Ti posso chiedere un consulto?

Vi.

Donna, 35 anni, senza partner.

Evita sistematicamente un collega.

35 anni anche lui, anche lui senza partner.

Perché, secondo te?

Lei si candidà primario in ospedali di altre città.

Wow.

E le chiedono di restare single?

No.

Non vuole legarsi perché sa che a presto se ne andrà.

Non ci sarei mai arrivato.

Le pazienti sono sempre più imprevedibili.

E che cosa propone come terapia la dottoressa Giordano? Il tempo.

Lei parte e lui stabilisce relazioni con altre.

E che cosa ne dice invece di questa?

Lui e lei escono insieme?

Questa sera?

Zero impegni, zero aspettative?

Lo so, lei potrebbe avere una crisi di rigetto, io però rischierei.

Tu? Eccomi, scusa.

Ma la Marabini ci teneva a esprimermi personalmente

tutto il suo apprezzamento per le mie scelte.

Presto conquisterai anche lei.

No, presto mi caccerà.

Vero che avevi un direttore sanitario in grado di tenere il testa.

Ho detto direttore, non direttrice, direttore maschile.

Proprio per rispetto nei confronti delle tue scelte.

Certo.

Comunque, non ti ho chiamato per questo.

Ehm... Ieri ho trovato queste cose qui.

Il coro degli angeli, un concorso per cori con Mattia.

C'è addirittura il vinile.

È una cosa che avevamo fatto in memoria di Mattia.

Bello.

Non me ne avevi mai parlato.

Scusa che avevo già cominciato a star male, quindi...

Quando abbiamo fatto questa cosa eravamo già separati.

Perché lo chiedi?

Perché di solito le coppie quando non riescono a fare delle

cose del genere poi il trauma lo superano, restano unite.

Purtroppo fra noi non ha funzionato, eravamo già separati.

Peccato.

Comunque non pensarci.

Sono solo brutti ricordi.

Agnese.

Prof.

Come stai?

A dire il vero non lo so.

Ispiraci per tuo figlio.

E te ripene.

La tua Andrea ha sette persone speciali.

Lo supererete questo momento, sono sicuro.

Se hai bisogno di qualsiasi cosa, contasso di me, va bene? Grazie.

È arrivato il tuo dottore.

Grazie per essere passato.

Ancora un debole per te.

E immagino quanto io possa essere attraente in questo momento.

Allora facciamo un'attacca e un'atoracentesi

per controllare il versamento, se si è riassorbito ti dimettiamo.

Allora non ci sono altre spiegazioni?

Ho preso troppi calmati.

Magari ti sei solo sbagliata, hai preso due volte la dose normale.

Ti sei confusa, capita?

Invece per quella cosa del concorso di Cori... Lasciamo stare.

Non voglio forzarti.

La verità è che io non ho mai avuto il coraggio

di abettare che è stata tutta tutta mia.

Sono partito con il nostro figlio e te l'ho riportato senza vita.

È normale che mi odi.

Perdonami amore.

Quando mio padre tornava dai cantiari si faceva curare i graffi da me.

Io ero piccola e gli chiedevo che è stato.

E lui... Una lamiera, un mortello.

Io dicevo cattiva lamiera, cattivo mortello.

E giù dei cerotti.

E poi il mare di Montfalcone se l'è portato via.

E non c'erano più cerotti.

Nei cattivi da incolpare.

Io non ti odio, Andrea.

Voglio solo dimenticare di voltare pagina.

Non ho mai pensato a tuo padre.

A mio padre?

Lui ha lavorato ai cantiari di Montfalcone.

Potrebbe essere questa la causa del versamento pleurico? Amianto.

...

Gli esami sono negativi.

La tua crisi non era dovuta da una polmonite.

E li tiene nella bossa di un vinilo e gli esame?

No.

Questo te l'ho portato per dirti che vivi ragione tu.

E' stato molto facile per me cancellare i miei ricordi.

Colpo in testa e via.

Ma adesso li rivolgo tutti indietro.

Anche l'ultimo sguardo di mio figlio.

Anche se stava morendo.

Anche se era l'ultimo, era suo sguardo.

E io lo rivolgo indietro.

Lui, Mattia.

Non importa quanto faccia male.

Ogni ricordo è prezioso.

Cosa c'entri con la morte della tua compagna?

Perché dovrei centrarci qualcosa?

Perché mentre deliravi chiedevi scusa.

Dicevi mi dispiace.

Cosa hai fatto?

Non ho fatto niente.

E questo è il problema.

Io potevo salvarla e non ho fatto niente.

Lei era un mistero.

E i giorni a vera.

Era una forza della natura.

Quelli da un invece stava a letto e ti chiamava per piangere.

Ma non era... Non era certo colpa tua per queste cose.

Ci sono dei medici.

Se me le aveva chiamato me.

Ma il fatto è che era...

Era un giorno da un.

Non volevo sentirlo.

E non le hai risposto?

Il giorno dopo l'hanno trovata morta.

Si chiamava Rebecca.

Mi dispiace.

Non dormivo più.

Quando ci riuscivo... declinavo i denti.

E mi svegliavo con la schiena rotta.

Quello l'ho risolto con un'amica di mia madre.

Ma poi sono cominciati i dolori alla pancia.

L'amica di tua madre è la dentista che ti ha fatto bite? No, no.

Fa la copuntura.

E mi ha rilassato la schiena.

E questa amica... è un copuntura e certificata professionista?

Ah, ma che?

È una mezza matta, ha fatto un corso online.

Ma è brava.

Così brava che forse ha lasciato un ricordino.

Quando gli abbiamo fatto l'urotac...

cercavamo un calcolo e non ci siamo accorti di questo.

Che cos'è?

È la punta di un aggo per la copuntura.

Come c'è finita lì dentro?

Un aggo si deve essere spezzato?

Ieri ho notato un piccolo rivido sulla schiena di Roberto.

La punta potrebbe essere infetta.

E nel migrare fino a questo punto forse ha forato un'ansa intestinale.

Che ha provocato su volte un'infezione che può spiegare

dolore, febbre, stato confusionale e tutto il resto.

Mi prego non dite a mio marito per colpa della mia vita.

La copuntura è una disciplina seria.

Bisogna rivolgersi a specialisti certificati.

E adesso?

Adesso rimuoveremo la punta con un intervento chirurgico,

modificheremo la zona infetta e speriamo di stare ancora in tempo.

Dimmi sulla verità.

L'esamistologico ha confermato.

Permesso di ottenere gli omi.

Ok.

Mentre curavi le mani di tuo padre, respiravi

il polvere da mianto attaccato ai suoi vestiti.

Quindi era malato anche lui.

Ma essendo morto e negato, non l'abbiamo mai scoperta?

Le fibre da mianto sono rimaste nei tuoi

polmoni e hanno innescato il tumore solo adesso.

Chi...

Che possibilità ho?

E al primo stadio c'è speranza.

Ho paura.

Lo so.

Ma non lo affronteremo insieme.

Non passa la volta.

Ho pensato che hai ragione.

Su cosa?

Il concorso in memoria di Mattia.

Facciamolo.

Dici sul serio?

Se ricorda insieme si dimentica da soli, no?

Sì.

Poi me la racconti la storia.

Certo, amore.

Vai, vai.

Corri in camera.

Vuoi un po' d'acqua?

Che c'è? Non lo so.

Sono.

..

Sono sorpresa.

Non lo so.

Da cosa?

Arriviamo da un concerto in memoria di nostro figlio.

E so di essere malata.

Dovrei essere devastata, invece.

Invece? Mi sento.

..

Non so.

Sveglia.

Ecco.

Come se avessi rieperto gli occhi.

È bella.

Sì.

Cosa vedi?

Vedo un divano da cambiare.

Delle tende da pulire.

Un giubbotto di Carolina che le sta troppo stretto.

Dobbiamo prenderglielo in un nuovo.

Sì.

E un tumore da curare.

Ce la faremo.

Dopo la morte di Mattia era come se non ti vedessi più.

Ora ti guardo.

E ti vedo.

E sento che vivere qualsiasi cosa ci aspetti.

È meglio che dormire.

Federico? È di là.

Federico?

Rapporto?

Allora ragazzi, hai chiamato un professore.

L'operazione a Roberto è andata bene.

Sì, immaginavo.

Questa operazione ha un esito positivo nel 97% dei casi.

E chi l'ha detto?

È una ricerca di Boston.

Se vuoi ti mando il file.

Ok.

Però comunque potevamo cavitare nel 3% sfortunato.

Quindi, questa sera andiamo a festeggiare.

Marmirano? Grazie.

Però io devo riordinare gli appunti.

Io purtroppo ho un infine di famiglia in spiace.

Diretta?

Ma il Marmirano è un posto da vecchio.

Sì, ma comunque è una tradizione.

È una cosa... Possia volta?

A domani? A domani.

Vai, vai, tranquilla.

Figura a te.

Cosa?

Prassi una volta, vero?

Sì, ma se il Marmirano sta là.

Capo?

Caffè?

Sì.

Che ci fai qui?

Ti ho chiamata, ma... né rispondi né richiami.

Sì, lavoravo.

Allora?

Non potresti essere solo felice di vedermi.

Daria.

Mi voglio trasferire qui da te.

Stai scherzando?

Non è giusto che tu puoi stare qui e io invece devo stare su in valle.

Io vivo qui perché qui c'è l'ospedale.

Trovo un lavoro anch'io.

Domani chiamo mamma e papà e glielo spiego.

No.

Senti, non è possibile.

Allora gli dico quello che hai fatto.

Scusami.

Ho tutte e due, ho nessuno.

Ho un regalino per te.

Incredibile.

Una cosa da niente qua di c'era sto secco.

Un po' come i brutti ricordi, no?

Tu più provi a dimenticare, più ti scavano dentro.

Quali brutti ricordi?

No, no, niente, parlavamo delle interrogazioni di chimica.

Esatto.

Ma come dicevo un amico, non importa quanto faccia male.

Ogni ricordo è prezioso.

Significa che torni a scuola?

Vabbè, sempre è meglio che stai qui a guardare niente, no?

I tuoi ricordi, prof, torneranno.

È successo.

Uno svizzero era su un lago, è passato una vela e paf, è tornato colto.

Per me è un po' più difficile.

Mi è passato tanto tempo.

Grazie per come hai seguito il nostro figlio.

No, deve ringraziare lui.

Io ho capito quello che aveva solo perché lui mi ha raccontato la sua storia.

Ti chiederò i diritti quando te la rivenderai al congresso medico.

Ma hai ragione.

Sui diritti?

No, che me la rivenderò.

Grazie, prof.

No, niente prof.

Solo doc.

Dottoressa Marabini?

Dottoressa, un attimo.

Senta, ci ho pensato e non raggiungerò mai i suoi obiettivi.

Non voglio licenziare nessuno e non voglio curare i miei pazienti più in fretta.

Grazie di averlo detto e vi chiamo sei mesi di agonia.

Sì, però avrei un'altra soluzione.

La lotteria?

No, la voce dei pazienti.

Ascolti, negli expedali di tutto il mondo le terapie si assegnano

attraverso i big data, che sono una marea di dati medici incasellati.

È giusto, ma ha un limite. Ogni paziente è unico, non sta in nessuna casella.

Bella scocciatura.

Oh, bella opportunità.

Perché qui possiamo arrivare noi.

Noi chi? Il mio reparto.

Noi pazienti li conosciamo uno a uno, ok?

Il loro stile di vita, personalità, percorso terapeutico,

noi abbiamo molto di più che i dati sulle malattie.

Cosa?

Abbiamo le storie dei pazienti.

In archivia ce ne saranno migliaia, se noi li ordinassimo

potrebbero essere molto utili per i medici di tutto il mondo.

E attirare i fondi.

Lo vedi che dà colpa con me?

Lo sono se il suo reparto torna efficiente e impari.

Mi posso fidare di lei? Si può fidare.

Forse è meglio se prendiamo le scale.

Hai paura che ci vedo insieme?

Ma dai, tanto la memoria non ritorna più. Vieni che lo saluto.

Portatemi un esempio di database dei pazienti degli

ultimi sei mesi e vediamo se il comitato lo prova.

Lo posso facere?

No.

Lo tratti bene, dilettrice.

Fanti è stato il mio studente, meglio di lui solo la dottoressa Tiberi.

Prof, quanto tempo?

Bello vederti di nuovo in camice.

Se resisto.

La insegna sempre?

No, ho lasciato da qualche anno.

Adesso lavoro per la regione.

Scusi, ma per noi amnesi c'è sempre un aggiornamento continuo.

L'importante è non mollare come fai tu.

Bene, mi ha fatto molto piacere vedere.

Anche a me.

Un caffè? Volentieri.

Dottoressa?

Sempre uguale, il professore. Elegante e con un debole per te.

Dai, piantala.

Comunque volevo dirti che...

Ci hai ripensato.

Accetto la carica di dilettrice sanitaria.

Davvero?

Sì.

Cosa ti hai fatto cambiare idea?

Penso di essere brava in quel ruolo e...

Voglio esserti utile.

La marabine ha detto no, a te posso dare un bacio.

No.

Ma mi accontenterò del ricordo dei baci passati.

Addio, Agnese.

Ben svegliato.

Di me non sto sognando.

Non stai sognando?

Ho una cosa per te.

Per la tua nomina primaria.

Cos'è? Scoprilo.

La piastra per le crepe che ho sempre disegnata.

Sì, non so che lo cercavi per il tuo ufficio.

Grazie, bellissima.

Sotto la carta.

Hai fatto il vinile.

È un ricordo che meritava di essere inciso.

Sì.

La vela.

La vela?

Sì.

Il futuro ricordo.

Non è mai restato a me.

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