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Zulu
Un ictus.
Una parte di me pensa che se mamma morisse, la nostra vita sarebbe più facile.
Sei stata al club ieri? Non mentirmi!
- Nina e Peter se lo divideranno? - No.
- A volte bisogna fare delle scelte. - Ed io l'ho fatta.
C'è un testamento da qualche parte in casa sua.
- Vuole continuare a controllarci. - Distruggiamolo.
Abbiamo vinto e abbiamo anche la maggioranza!
- Che gran risultato! - Margareta, stavamo parlando.
Hai mandato i miei uomini da Mirko.
- Dammi 10000 corone e siamo a posto. - Mai!
Risolverò questa faccenda. Luisa, non ti preoccupare.
Ho iniziato a dubitare sul percorso che ho scelto nella mia vita.
Credo dovresti parlare della tua testimonianza alla comunità.
Sono cinque anni che faccio questa cosa per te! Ho mandato all'aria la mia carriera!
Inaugurazioni, premi. A lei piacciono tutte queste cose.
Cerco sempre di nascondere il fatto che sono nato in povertà.
Spingi! Spingi!
- Che succede? - Uscite dalla stanza subito!
- Hai visto Calle? - Era andato via.
Gli dici che sono in ospedale?
Ora riposa in pace.
- Ehi! - Dove sei stato?
Sono tornato a casa.
- Come sta? - È morta un'ora fa.
Tesoro mio...
- È qui? - Sì.
Devo andare a casa.
Parliamo più tardi.
Traduzione di Hanna Lise
Episodio 20 Il funerale
Stamattina presto, nostra madre Helga ci ha lasciati per sempre.
Il funerale ci sarà la prossima settimana. La cena si terrà qui al ristorante.
- Qualche domanda? - Condoglianze, direttore.
Grazie.
Beh, è tutto.
- Peter, possiamo parlare? - Certo.
- Ragnarsson è morto. - Cosa?
- Omicidio, dicono. - No.
Se avessero voluto uccidere qualcuno, Ragnarsson sarebbe stato il primo della lista.
Volevo solo dirti che...
che avete sempre avuto ragione. Tu, Ester e Calle.
Non riesco ad ascoltare gli altri, e penso solo a me stessa.
In quanto al lavoro, non mi tirerò indietro, e il ristorante sarà la mia priorità.
- Ora ricominceremo da zero. - Non credo.
No?
Abbiamo ereditato da mamma, ci saranno nuove condizioni.
- Non ci ho ancora pensato. - Davvero?
No, ieri notte mamma era ancora viva, perché avrei dovuto pensarci?
Ester ed io avremo la maggioranza.
Cosa?
Adesso è valsa la pena l'acquisto della parte di Gustaf, eh?
- Non di Gustaf, di Henriette Winters. - Per questo hai fatto tutto di fretta?
Andavi di fretta perché volevi togliermi fino all'ultimo centesimo!
Per poterti comprare tutto!
È meglio essere chiari.
Non ci sarà posto per te al DK.
Ho costruito questo ristorante insieme a te.
È la mia vita.
Ora è mio ed è il turno di Ester. È ora che ti faccia un'altra vita.
Capisco.
Vuole che testimoni la mia conversione ad un incontro.
- Ok... ma non è un'idea stupida? - Vedrò come fare.
Non sono stato onesto. Io...
Gli ho detto degli abusi, ma non dei miei impulsi.
- Non l'ho detto, perché ora sono guarito. - Non devi dirlo.
Hai ragione. Non c'è bisogno che si sappia.
- Per il bene di Märten. - Già.
Ciao, tesoro.
- Come stai? - Mi hanno cacciata.
- Cosa? - Peter mi ha cacciato dal DK.
- Non può farlo. - Sì, adesso ha la maggioranza.
Ma...
- Svensson Löwander. - Ciao, sono Sonja.
- Momento sbagliato? - Sì, un po'.
- Dovremmo vederci, credo. - Sì.
- Domani, all'una? - Sì.
- Bene, scusa il disturbo. - Ci vediamo.
Era Sonja.
Björn ha litigato, domani dobbiamo andare dal direttore.
- Ciao. - Ciao, come stai?
Non avrò scocciato Erlander la notte delle elezioni?
Senti, devo parlarti un attimo.
- Va bene oggi pomeriggio alle 16? - Sì.
- Di che si tratta? - Il tuo futuro qui in ufficio.
Quando eravamo giovani, eravamo come te e Nina.
- Capisco. - Ma non abbiamo mai avuto il vostro coraggio.
Helga non ce la fece. Chissà, a quest'ora saremmo stati felici.
Non esistono formule magiche per la felicità.
Lo vuoi un buon consiglio?
Se ti incazzi con qualcuno, non amareggiarti anno dopo anno, come ho fatto io.
- Quando è il funerale? - Giovedì prossimo. La cena sarà qui.
- Posso prepararla io. - No.
- Mi offro io. - Devi andare al funerale tu.
Odio i funerali. Comunque non ci sarei andato.
No? Nemmeno a quello di Helga?
- Credi non sia capace di preparare una cena? - No, non dico questo.
Voglio pensarci io!
Backe?
Ho pensato la stessa cosa, ma non ho potuto rifiutare.
- Era il più caro amico di Helga. - Dio ci protegge.
Per questo sarei molto contento se rimanessi in cucina a controllare.
Capisco.
Probabilmente preparerà i piatti che piacevano di più a Helga.
- Ho capito, andrà tutto bene. - Grazie.
- Luisa. - Eh? Sì?
- Ha parlato. - Ma che ha parlato!
- No, ha parlato, ha detto "papà". - Ha detto papà?
- Ognuno crede quello che vuole. - No, no.
Mi ha parlato, vero? Perché è un genio.
È il nuovo Da Vinci, Il nuovo Bernini, il nuovo Giuseppe Verdi.
- Il nuovo... - Angelo. È un Rigano. Direi che può bastare.
Vado io.
Noi invece ce ne stiamo qua, vero?
Polizia. Stiamo cercando Angelo Rigano.
- Stavi aspettando qualcuno? - No.
È la polizia.
- Volete del caffè? - No, grazie.
Un uomo di nome Curt Ragnarsson è morto.
- Sì. - Lo conosceva?
Non lo conoscevo, ma noi...
"Ma noi" cosa?
Quando sono venuto in Svezia mi ha trovato un lavoro.
Sette anni fa.
Da allora non ha avuto nessun contatto con lui?
Sì.
Ma l'ho già detto ai suoi colleghi.
E cosa ha detto?
Ragnarsson mi ha cercato due settimane fa...
e voleva che assumessi al lavoro due dei suoi uomini. E...
- Lei cosa ha detto? - Che non potevo farlo.
Non c'entro niente con l'omicidio!
Che ne sa che è stato un omicidio?
È...
Non lo so io. Lo dice la gente.
Forse penserete che vado di fretta.
Ma Helga mi ha chiesto di redigere un nuovo testamento.
- Quando? - Un mese fa.
Se lo portò via ma non l'ha mai riportato firmato.
- Qualcuno di voi l'ha visto? - No, io no.
- No, nemmeno io. - Neanche io.
Cercate nell'appartamento di Helga. E anche nella cassetta in banca.
- Ma cosa diceva il testamento? - Purtroppo non posso rivelarlo.
L'appartamento e la banca. Vai alla banca, Nina?
No, è meglio che ci vai tu. Io e te ci andremo a casa insieme.
Ok, ci sentiamo.
- Hai trovato qualcosa? - No, solo qualche foto.
- Hanno incendiato la sua macchina. - Esatto.
Al collega ha detto che sospettava di Ragnarsson.
Sì.
- Perché? - Era arrabbiato.
Voleva che lo pagassi.
- Doveva del denaro a Ragnarsson? - No.
Le aveva prestato soldi per la macchina?
No. L'ho comprata con i miei soldi.
Le consiglio di non lasciare Stoccolma.
Dovrà essere reperibile.
Angelo, che hanno detto?
Gli hai raccontato del mattone che ci hanno lanciato dalla finestra?
Stai bene?
Bene, siete pronti?
Certificato delle azioni.
Ipoteche del ristorante.
- E questo? - Cambiali.
Gioielli.
- Sì. - È tutto.
- Ciao. Avete trovato qualcosa? - No.
- Non c'è nessun testamento, ok? - No, solo non l'abbiamo trovato.
Forse non c'è mai stato.
Allora perché Aaronsson parla di un testamento?
Non lo so, Nina, ma non lo sapremo mai. Noi dobbiamo andare.
- Anche io. Tu rimani? - Sì.
- Buongiorno, Hjördis. - Buongiorno. Condoglianze.
Grazie. Non deve più lavorare per noi, naturalmente.
- Ma le pagheremo tutto il mese. - Grazie.
Nina è di sopra, può lasciarle le chiavi.
Buona giornata.
Hjördis? Grazie per tutto quello che ha fatto per mamma.
Hjördis, ciao.
- Mi spiace molto. - Grazie. Grazie mille.
Devo dirle una cosa.
- Sono molto felice di vederti. - Anche io.
Dobbiamo parlare di quello che è successo.
- Sonja, io... - È stato un grande errore.
Sì.
- Amo la mia famiglia. - Anche io.
Nina ed io abbiamo avuto dei problemi, ma la amo.
E non ho bisogno di lavorare al DK. Cambierà qualcosa con Björn?
- No. - Bene.
Ho sentito delle voci nella stanza della signora Helga, e sono entrata.
E ho visto la signora Löwander.
- Ester? - Sì.
Non ho detto nulla, non mi ha mai considerata, perciò...
Ovviamente.
Era davanti allo scrittoio.
E credo che la signora Löwander abbia preso qualcosa da lì.
All'inizio ho pensato ai toast con funghi. A Helga piacevano tanto.
Potremmo anche prepararli con burro, formaggi e aringhe.
- Perché? - Sono buoni.
No! Meglio toast con funghi.
- E cocktail di gamberetti? - Toast con funghi!
Ho pensato anche alla salsa beurre blanc. Le piaceva sempre aggiungerla.
Alla fine li servivo con uova di trote e fagioli dolci.
Anche un filetto di manzo al forno potrebbe andare bene.
È uno dei tuoi piatti paradisiaci e alla gente piace...
Sì, ma a Helga non piaceva il manzo.
Pensava fosse volgare. "Polpette per nuovi ricchi", diceva.
Sì, ma è facile da fare.
Se sei tanto ostinata, serviremo soufflé di prugna come dessert!
Niente soufflé. Non per cento persone.
Cancellalo, non faremo nessun soufflé! Mi fai impazzire.
Se il pensionato mi può scusare, ho del lavoro da fare.
Due di tre. Non è male.
Sì?
- Stai bene ora? - Sì, entra. Chiudi la porta.
Allora...
Erlander vuole fare dei cambiamenti al governo visto il risultato delle elezioni.
Vuole affidarmi il Ministero dell'Istruzione.
Che bello, congratulazioni!
- Immagino avrai accettato. - Sì.
Qui verrà il mio successore, quindi il tuo lavoro non sarà più con me.
- Deve decidere chi viene al posto mio. - Oh, certo.
E sai chi sarà?
Mehr ha l'ultima parola. Ma ho suggerito una persona.
Te.
Io?
Nessuno può fare questo lavoro meglio di te.
E soprattutto sai che lavoro di merda è, più di ogni altra cosa.
- Grazie, Bitt. Sono molto felice. - Bene.
Ho pensato quindi ad un'altra questione...
che in realtà ha a che fare con quello che è successo prima, e...
Non credo che...
possiamo continuare insieme. Intendo, in privato.
No...
Se io starò al governo e tu qui al Municipio...
ci sarebbero troppe cose in gioco.
Non è sempre stato così?
È meglio se continuiamo ad essere solo amiche.
- È incredibile! - Già. Hjördis non ha motivo di mentire.
- No, certo che no. - C'è da non crederci.
Peter è capace di qualsiasi cosa, lo sappiamo bene.
Se hanno distrutto il testamento, è perché li danneggiava.
Evidentemente avresti avuto la maggioranza.
La signora Löwander era nello studio della signora Helga, e aveva qualcosa in mano.
Credo una cartella di cuoio, o qualcosa di simile.
È stato lo stesso giorno in cui hai chiamato me e Gustaf
e hai detto che mamma si era svegliata.
- Beh, cosa vuoi dire con questo? - Che facevi nell'appartamento, Ester?
Io...
Mamma cercava un borsello e ha chiesto ad Ester di venire.
- Per questo è entrata nello studio. - Per cercare un borsello?
- Piuttosto inverosimile. - Non lo trovavo.
Hjördis ha visto Ester con una cartella di documenti.
Si nota la differenza tra una cartella e un borsello. No, Hjördis?
Mi sembra fosse una cartella.
- Hjördis, le sembra? - Sì.
Ma non ne è del tutto sicura?
- Potrebbe essere così. - Hjördis.
Hai detto di aver visto una cartella nelle mani di Ester.
Basta così. Stai insinuando che mento?
Se ha visto Ester, perché non ha detto niente?
È stata una cosa veloce. Forse avrei dovuto parlare.
No, non dovevi dire niente.
- Forse ha preso lei il testamento? - Peter, ora stai esagerando.
Siete voi che esagerate. State dicendo che abbiamo preso il testamento di mamma!
Hjördis, cerca di ricordare.
Eri dietro alla porta e mi hai vista. Sei sicura di quello che hai detto?
Quello che stai dicendo dovrai ripeterlo in un tribunale. Pensaci.
Non sono sicura.
No. Certo che non lo sei, perché hai visto un borsello.
- Mi spiace. Non posso... - Non è colpa tua.
Non voglio più sentire una maledetta parola sull'argomento.
Non preoccuparti, Hjördis.
Tutto fa pensare che abbiano distrutto il testamento.
- Ma non posso provare niente. - È davvero incredibile.
Domani mi licenzio.
Potresti aspettare che facciamo il funerale.
Va bene.
- Com'è andata dal direttore? - Cosa?
Tu e Sonja dovevate andare dal direttore di Björn.
Ah, sì. Non era niente di grave.
Tutto a posto.
- Stiamo cercando Angelo Rigano. - Chi devo annunciare?
Deve esserci un malinteso.
Angelo.
Abbiamo un testimone. Ti hanno visto sulla scena del crimine.
Non l'ho ucciso io.
Ti sei visto con Ragnarsson la notte del 15?
Sì, ma non è venuto.
- Perché non ce l'hai detto? - Non me l'avete chiesto.
Perché dovevi vederti con Ragnarsson?
- Per dargli i soldi. - Ma non avevi come pagarlo.
Ha minacciato me e la mia famiglia.
Hanno lanciato un sasso dalla finestra.
Questo non me l'avevi detto.
Sembra che escano sempre nuovi dettagli nella tua versione.
Amore, non preoccuparti. È stato solo un malinteso, si risolverà.
Di che cosa ti accusano, Angelo? Eh?
Ragnarsson è morto.
Questi pensano sia stato io.
- Angelo... - Non preoccuparti, io ci sono sempre per voi.
Se sei stato tu, Dio ti perdonerà.
Io sarò sempre con te.
- Vi amo. - Anche noi.
Oggi chiuso
Ethel, puoi venire?
- Non so se manca il sale. - È per la trota iridea?
- Stig! È immangiabile. - Immangiabile? Che dici?
Non possiamo servire questa roba, Stig.
Per favore, dobbiamo iniziare daccapo. Ci penso io, Stig.
Aiutami, servono scalogno e vino. Scalogno e vino, vuoi aiutarmi, per favore?
Dovresti vedere la tua faccia! È stata un'idea di Calle farmi controllare da te?
- Idiota. - Ethel, Ethel, Ethel...
Non sono così vecchio come credi. Che dici di questo?
Mangiabile.
Vorrei dire alcune parole su mia madre, Helga Löwander.
Credo mia madre sarebbe stata molto... felice
di vedere tanta gente riunita qui in sala da pranzo.
Perché qui si sentiva come a casa.
Mamma era molto orgogliosa del suo ristorante.
Pensava che agli ospiti sarebbe piaciuto molto venire qui.
Il cielo sa che io e mamma abbiamo avuto i nostri momenti difficili.
Forse molti qui dentro hanno sofferto per le decisioni prese da mia madre.
Ma la ricordiamo anche per il suo grande amore e il calore che sapeva dare.
Non so se gliel'ho mai detto, ma...
ma era il più grande esempio per me.
Perciò...
Scusatemi.
Un brindisi.
A mamma.
Sai cosa penso quando mangio questa torta?
- Stai pensando: "Non male". - Esatto.
Grazie per il pranzo, è stato tutto ottimo. Gli ospiti hanno gradito molto.
- Ce l'abbiamo messa tutta. - Complimenti.
- Tu puoi andare. - No, non vado da sola.
- Vieni con me. - No, vado a casa.
Non esiste.
- Stig, smettila. - Esatto, è un ordine, Backe.
Ordine? Io non lavoro qui, non puoi ordinarmi un cazzo.
Non vengo!
Va bene. Ethel.
- Che ha fatto? - Deve essere una facile.
- Cioè? - Non è andata da sola a casa.
E con chi?
Qualcuno se l'è portata a letto?
L'hanno vista insieme a...
- Allora, con chi? - Con lo chef.
- State parlando di me? - Chef!
Sonja è la mia ex-moglie, la accompagnavo a casa, pettegoli del cazzo!
Me ne vado. Grazie mille per oggi.
Margareta, che bello vederti.
Margareta, pensi che il servizio sia stato soddisfacente?
- È andato benissimo, non poteva andare meglio. - Salutami la signora Gahn. Devo sistemare qui.
- È stato un piacere. - Anche per me, Roos.
- Grazie per essere venuta, Margareta. - Grazie, Peter.
- Grazie per oggi. - Prego.
Che idiota...
- Ehi. L'ho lasciato dormire qui. - Va bene.
È così dolce.
- Sto qui con lui. - D'accordo, Gustaf. Buonanotte.
È come se non fosse morta.
Anche durante la cena mi sembrava ci sentisse parlare.
So esattamente cosa avrebbe detto sul cibo...
sugli invitati e sul mio abbigliamento.
Sembrava fosse lì con noi.
Svensson Löwander.
Ciao, Stig. No, nessun problema.
Sul serio?
Stig, è meglio se lo dici direttamente a Nina.
Sì, te la passo.
Ciao, Stig.
Me l'aveva dato Helga per firmarlo come testimone, e poi è successo.
Lei... ti ha lasciato tutto.
Tranne la quota prevista per legge.
Ero assolutamente sicura ereditassi tu.
- Capisco se ci sei rimasto male. - No. No.
Adesso hai la stessa quantità di Peter ed Ester.
- E tu hai il voto decisivo. - Allora chiamiamo Aronsson.
Il giudice ha detto che sei libero. Non erano tue le impronte digitali.
Ma sei comunque un sospetto. Ricordatelo.
Angelo?
Angelo, grazie a Dio!
Sei bellissima.
- Come stai? - Sono tornato.
Sono tornato a casa.
Papà è tornato a casa.
- Benvenuto. - Grazie.
Salve, Aronsson. Prego, sedetevi.
- Beh, si tratta della divisione, immagino. - Sì, e piuttosto decisiva, a quanto pare.
È stata trovata una copia del testamento.
Backe l'aveva ricevuto da mamma per firmarlo.
Helga lascia la maggioranza a Nina.
Due terzi.
Naturalmente, la vostra parte rimane.
Starai facendo i conti, Peter. È proprio come pensi tu:
io e Gustaf abbiamo la maggioranza.
- Impugneremo il testamento. - Non penso che...
Mamma non era nel pieno delle facoltà mentali.
Sì, lo era. L'ha firmato tre settimane fa.
- Non sembrava per nulla confusa. - Lo impugneremo.
- Peccato per voi che ci fosse una copia. - E tu smettila con queste accuse del cazzo!
Non è finita qui.
Ora sarò io la direttrice. Peter dirigerà l'Oscarshof e l'Henriksdal.
Questo è il risultato della divisione dei beni.
Sono incredibilmente felice e orgogliosa di restare al DK con voi...
il personale migliore di Stoccolma.
Grazie.
- Bentornato. - Grazie. Sono pronto.
Confessare a Dio è parte fondamentale
per unirci alla natura della sua beatitudine.
Qui possiamo rinunciare alle nostre maschere ed essere fedeli l'un l'altro.
Confessare a Dio è parte fondamentale
per unirci alla natura della sua beatitudine.
- Prego, signore. - Non ci siamo presentati.
- Mirko Kostelic. - Angelo Rigano.
Abbiamo una conoscenza in comune. O meglio, avevamo. Curt Ragnarsson.
Immagino ti sia tolto un problema di torno.
Uno dei nostri fratelli ha deciso di testimoniare il cammino della sua salvezza.
Gustaf, prego.
Alleluja!
Che farai col programma?
Credo che lo farò.
Farà bene al ristorante. Posso delegare ad altri i miei compiti.
Ma quello posso farlo solo io.
E poi... voglio gestire il ristorante con te.
Io e te.
Devo dirti una cosa.
Ho fatto una stupidaggine.
Una grossa stupidaggine.
Nina.
Nina!
Alla prossima stagione!
Can't find what you're looking for?
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