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1 UNA SERIE ORIGINALE NETFLIX

Un prezioso pugnale è stato rubato dal Museo d'Arte Ottomana

durante una rapina ieri mattina presto.

I criminali hanno sopraffatto gli uomini della sicurezza.

I ladri non sono ancora stati identificati.

Non avvicinatevi!

Basta!

- Voglio morire! - Avanti

Via! Entrate!

Cerchiamo ovunque!

Grazie.

Controllate di sotto.

Tu controlla qui. Andiamo.

Perquisite gli scaffali.

...una registrazione amatoriale,

un uomo di nome Kemal Erman ha distratto

I presenti con un tentativo di suicidio.

Si sospetta che sia un complice.

Hai controllato il lato sinistro?

Guarda dappertutto.

Non avvicinatevi! Basta!

Un pugnale inestimabile è stato rubato dal Museo d'Arte Ottomana ieri.

Il pugnale fu fabbricato circa 600 anni fa

per ordine di Maometto il Conquistatore...

Io sto qui. Tu guardali sugli schermi.

Va bene, ragazzi. Andiamocene.

- Allora? Se ne sono andati? - Vieni qui.

Quello era I'ultimo.

- Se ne è andato. - Ok. Andiamo.

Aspetta. Non possiamo andare. Potrebbero essere ancora nei dintorni.

Dobbiamo scoprire se il dottore sta bene.

Hakan. Certo, anch'io voglio salvarlo.

Ma non possiamo semplicemente andare alla polizia.

- Non preoccuparti, manderemo un altro. - Potrebbero essere ancora qui.

Ho un'idea. Ho un piano.

Kemal. Il padre di Zeynep.

È stato arrestato in quel museo.

Hai finito di spiare Hakan e or a inizi con loro?

Hakan potrebbe essere coinvolto in quella rapina.

È accertato che Kemal abbia partecipato al colpo?

No.

Ma è molto probabile.

Probabile?

Anni fa, sei stato accusato di un omicidio che non avevi commesso.

Se si fossero prese in considerazione le semplici probabilità,

or a saresti in prigione.

Hakan sta cercando di ottenere qualcosa.

C'è lui dietro a tutto.

Ha parlato con un giornalista.

Con chi?

Yasin Karakaya.

Ha fatto domande su di me.

Ha chiesto ad Hakan di dargli informazioni sulla holding.

Come fai a sapere queste cose?

Me le ha dette Hakan.

Mazhar.

Non capisco cosa ti sta succedendo.

Non sei più in grado di usare la ragione, eh?

Mi occuperò io del giornalista.

Ho sospettato di Hakan sin dal primo giorno.

Non lo voglio intorno.

Allora vai altrove.

Vai al cantiere navale. Occupati di quello.

Il cantiere navale?

- Non c'è niente... - Il discorso è chiuso.

Ti suggerisco di osservarlo invece di cercare di trovargli delle colpe.

Potresti imparare da lui.

Pronto. Yasin, dove sei?

Sto venendo in ufficio.

Dobbiamo parlare.

Sarò lì tra cinque minuti. E parleremo.

No. È urgente. Ascolta.

C'è qualcosa che non va?

Perché diavolo ti sei impicciato degli affari di Faysal Erdem?

- Non capisco. Cosa ho fatto? - Perché lo hai fatto?

Perché sei così ossessionato da lui?

Stai prendendo le pillole?

Cosa c'entra questo con le mie medicine? È irrilevante!

Sto solo facendo il mio lavoro.

Ti ho avvertito più volte.

Se giochi col fuoco, ti brucerai.

- Ma tu non mi hai mai ascoltato. - Va bene.

Parlerò con Erdem. Mi scuserò.

È troppo tardi. Ha chiamato la proprietà del giornale.

E ha chiamato me.

Non puoi tornare in ufficio, la tua roba ti verrà spedita.

Signore, per favore.

Per favore, non mi faccia questo.

Se gli ho dato così tanto fastidio, allora sono sulla pista giusta.

Smascheriamo insieme gli affari sporchi della Cavidan.

Sarebbe uno scoop!

Mi dispiace, Yasin.

Lo sai che sei come un figlio per me.

Però non c'è nulla che possa fare.

Non dipende da me.

Va bene. D'accordo.

Peggio per te.

Altri giornali saranno felici di pubblicare la mia storia.

Yasin, figliolo.

Credo che tu non abbia capito.

Sei sulla lista nera di Erdem.

Nessuno ti assumerà più. La tua carriera è finita.

Sì.

Mehmet.

Cos'è successo stavolta, Ceylan?

Oh, fratello, non hai idea.

Lo sai che abbiamo le ore d'arte a scuola.

Facciamo lavoretti artigianali eccetera.

Allora io ho fatto dei ciondoli di ceramica.

Li stavo vendendo al museo per fare due soldi.

E sai cos'è successo?

Indovina.

Te lo dico io.

È arrivato un idiota correndo come un pazzo

e sai che ha fatto alle mie ceramiche, I

miei ciondoli, tutto il mio duro lavoro?

Li ha rotti!

Che razza di idiota!

Eccolo! Riconoscerei la tua brutta faccia ovunque!

Ora ti prendo a calci!

- L'hai fatto apposta! - Ceylan, ferma.

- ...allontanati. - Lasciami stare!

- Piantala! - Lo odio! Dio!

- Basta. - Stronzo!

Non ho fatto niente, ok?

Cioè, guarda il casino che ha fatto!

- Cioè... - Andiamo, signorina.

Poi dicono che I'arte non fa passi avanti!

Hakan, dobbiamo parlare di ieri.

Intendi della cosa del museo?

Sai esattamente di cosa sto parlando.

Sì?

Stai parlando di tuo padre. Ce ne occuperemo.

Non temere. Lo faremo uscire.

Va bene. È ovvio che non vuoi parlare.

Ma è stato solo un attimo.

Ho un messaggio da zio Kemal.

Cosa ha detto?

Che Hakan deve stare alla larga.

Non esiste. Non posso lasciarlo qui.

E non lo faremo.

Ma ha ragione.

Sei troppo importante.

Non sei al sicuro adesso e forse ti stanno cercando, Hakan.

- Tu sei importante. Sei... - Il Protettore. Sì.

Lasciami decidere quali rischi correre.

Probabilmente I'Immortale sa che il pugnale è stato rubato.

Potrebbe sospettare di te visto che non sei lì.

Dovresti andare al lavoro.

- Voi cosa farete? - Non lo so.

Penso che ci incontreremo con gli altri Fedeli. Forse qualcuno può aiutarci.

Forse conosco qualcuno.

Ha conoscenze dappertutto ed è ricco.

Quanti Fedeli ci sono?

Andiamo.

Sig. Dragusha.

Hakan ti metterà nei guai.

- Dovresti stare lontana da lui. - Cosa intende, Mazhar?

Chiedi al sig. Erdem. Ti spiegherà lui.

Sa che non farò una cosa del genere.

Se vuoi sapere dov'era ieri sera, cerca sulla scrivania del sig. Erdem.

Lì troverai le risposte.

Pannocchie arrostite! Compratele!

Ok. È lì.

Chiedi di Timur.

Ok.

Perché non vieni con me?

Gli devo dei soldi.

Se vengo con te, non ci aiuterà finché non lo pago.

C'è qualcuno a Istanbul a cui non devi dei soldi?

A voi.

Ci vediamo.

Ehi.

Hai cinque lire? Prendo le vongole.

Sig. Erdem?

Leyla?

Sig. Erdem, io...

Stavo cercando dei documenti.

Sì?

Sei davvero brava a mentire, eh?

Mi dispiace.

Vergognati.

Ora capisco.

Solo I'amore fa fare cose così stupide.

Per questa volta chiuderò un occhio.

Grazie.

Ehi, dove vai?

- Sto cercando Timur. - Perché lo stai cercando?

Non sono fatti tuoi.

La nuova accompagnatrice?

Non voglio rubare il lavoro a tua madre.

Vattene, dai.

- Sei la figlia di Kemal? - Sì.

Timur?

- Ti dà fastidio? - Un po'.

Ho visto I telegiornali.

Avete preso il pugnale. Molto bene.

Tuttavia, avete lasciato lì Kemal.

Non tanto bene.

Sono venuta qui per sapere se puoi aiutarci.

Dicono che Timur ha conoscenze dappertutto.

È vero?

Forse.

Conosci qualcuno della polizia?

Per favore.

Siediti, stai seduta.

Non ti arrabbiare subito.

Sei come tuo padre.

Ok. Vi aiuterò.

Ma sai...

Tutto ha un prezzo.

Cosa vuoi?

Buongiorno.

- Faysal Erdem! - Sig. Erdem!

- Faysal Erdem! - Ehi!

- Calmati. - Muoviti!

- Mettiti lì. Mani in alto! - Calma.

Muoviti. Mani in alto.

Calmati. Chi sei?

Chi sono?

Hai rovinato la mia vita, ma non sai nemmeno chi sono, vero?

Sono Yasin Karakaya.

Tu mi hai fatto licenziare.

- Chi ti ha mandato qui? - Nessuno. Mani in alto.

- Calma. - Mani in alto!

Ok. Calma.

Mi dirai ogni singola cosa.

Tutti I tuoi affari sporchi,

come hai fatto uccidere Gökhan Gültekin, tutto.

Yasin.

Metti giù la pistola.

Facciamolo contemporaneamente.

Qualunque cosa sia, possiamo parlarne.

Ah, sì? Adesso vorresti aiutarmi?

Getta I'arma e mani in alto.

Metti giù la pistola!

- Yasin, non devi farlo. - Mettila giù!

- Mettila giù! - Va bene

Va bene.

Ok. Calmati. Tranquillo. Ecco fatto.

Senti, non sei lucido in questo momento. Parliamone.

Mi dirà tutto.

Tutti I suoi imbrogli saranno smascherati.

Io lo smaschererò.

Non dimenticare, la penna è più forte della spada.

- Yasin. - Il tuo capo è un despota!

- Stai bene? - Sì.

- Cosa andiamo a fare lì? - Tu non vieni.

- Perché no? - Non puoi fare niente.

- Ma io... - Me ne occuperò io.

Puoi fidarti di me.

Aspetta alla farmacia.

Arriveremo presto.

Tutto bene?

- Ecco. Grazie. - Dobbiamo parlare anche con lei.

Certo.

Leyla.

Vogliono parlare anche con te.

Avevo paura che restassi ferita.

Parliamo dopo che ho finito con la polizia?

Aspetterò.

Sig. Erdem. Mi dispiace.

Non ho avuto il tempo di chiamare aiuto. Ho visto Yasin e...

Hai fatto la cosa giusta.

Siamo vivi grazie a te.

Grazie.

Mia moglie I'ha dipinto prima di morire.

Ma non è riuscita a finirlo.

Aveva molto talento.

Sì, è vero.

Aveva un forte attaccamento a Santa Sofia.

Come se ne fosse innamorata.

Lei amava Santa Sofia e io amavo lei.

Leyla è come una figlia per me.

Cosa farei se le accadesse qualcosa?

Non voglio che le si spezzi il cuore.

Non dovresti ferire le persone che tengono tanto a te, Hakan.

Le ho fatto compagnia quando le hai dato buca.

Abbiamo parlato.

Era distrutta.

Sì. Mi sta trattando con freddezza.

Sistemerò tutto.

Ok.

Non lasciare il dipinto incompleto.

I dipinti incompleti rendono sempre tristi.

Mi scusi.

Sì, Zeynep.

Hakan. Faremo uscire mio padre.

Sul serio?

Vieni subito al rifugio. Ci vediamo lì, ok?

Ok. Va bene, arrivo.

Sig. Erdem, se non occorre altro, io...

- Prego. - Grazie.

- Va bene così? - Sì.

- Grazie. - A lei.

Sig. Erdem. Sa dove è andato Hakan?

Penso che sia andato da Zeynep. Ha appena chiesto il permesso di andare.

Come hai fatto?

Niente domande, niente bugie.

- Papà! - Tesoro!

Stai bene.

Avevo detto di stare alla farmacia.

- Ovvio che non I'avrei fatto. - Un momento...

È opera tua?

Già.

Tocca a te mantenere la promessa.

Un patto è un patto.

Certo.

Cosa? Qual è il patto?

Vuole incontrare il Protettore.

Andiamo. Ci sta aspettando al rifugio.

Avresti dovuto chiedere a me.

Ti ho chiamato, ma non hai risposto. Immagino che fossi ammanettato.

Dio mio!

Non è un Fedele? Ha il diritto di incontrare il Protettore.

È vero.

Giusto, Kemal?

Stai bene, sì?

- Sto bene. - Oh.

Dottore.

Avevo paura di perdere anche te.

Sto bene.

Ti sei preso cura di Zeynep mentre non c'ero. Ti ringrazio.

Beato te che sei stato lontano dalle sue torture.

Io sono qui. Lo sapete, vero?

Posso sentirvi.

Sembrate una famiglia felice.

Adorabile.

Timur è un Fedele, uno dei veterani.

Papà è uscito grazie a lui.

- Io sono Hakan. Piacere. - Piacere mio, Protettore.

Allora, grazie ancora di tutto, Timur.

Avrai da fare. Ti lasciamo andare.

Speriamo di rivederci.

Fammi sapere se hai bisogno di qualcosa.

Certo.

È proprio un serpente.

Un pitone!

Sono finalmente riuscito a vedere il tuo famoso rifugio.

È una bellezza.

Come pensi che reagirebbe Hakan

se scoprisse che I suoi fratelli sono morti per causa tua?

Kemal, stai esagerando.

Non li ho uccisi io.

Ma eri responsabile di loro.

Il Maestro non sa delle tue azioni.

Sai molto bene cosa è successo a Derya.

Sei stato tu che I'hai fatta espellere per un motivo simile.

Smettila di parlare di cose che non conosci.

La situazione di Derya era del tutto diversa!

Comunque, fai attenzione.

Non vorrai fare la sua stessa fine.

Ti chiamerebbero il "Fedele Caduto".

Dio non voglia.

Non preoccuparti per me.

So badare a me stesso.

Non ne dubito.

Eppure, sembra che tu non abbia le risposte per molte delle tue domande.

Guardati, è così ovvio.

Sei in un vicolo cieco.

Non sai cosa fare.

Arrivederci, Timur.

Derya sarà anche una decaduta, ma conosce molte cose.

Può rispondere alle tue domande.

Non la vedo dal giorno in cui fu cacciata via.

- Non so neanche dove sia. - Amico mio!

Ecco a te.

FARMACIA

Grazie.

Possiamo parlarne?

Di cosa?

Del peso che mi hai messo addosso dicendo di non confondermi.

Ok, certo. Parliamo. Ti ascolto.

Ecco...

È stato un errore.

Ci siamo fatti prendere dal momento.

Niente di importante.

Stai ripetendo quello che ho detto io. Perché parlare allora?

Davvero? Non mi è permesso dire come la penso?

Certo che puoi dire come la pensi.

Sì. Hai ragione.

È capitato.

Ci siamo fatti prendere dal momento.

Esatto.

Comunque tu hai una ragazza. Perché non vai a mostrare affetto a lei?

Sì.

Mi sta trattando con freddezza.

Avrà pensato che le ho dato di nuovo buca, andando via.

Devo farmi perdonare.

Vuoi un consiglio?

No. Non mi serve.

Ti farai perdonare al telefono?

Vai a parlarle faccia a faccia.

Scusati per quello che hai fatto.

Dille che ti importa di lei.

E dimostrale che sei serio.

Hai ragione.

Vado.

Hakan.

Portale qualcosa.

Grazie.

Voleva vedermi, signore?

Oggi ho rischiato di essere ucciso.

Mi dispiace.

Grazie.

Non hai altro da dire?

Hakan avrebbe dovuto agire in maniera più intelligente.

- L'avevo avvertita... - Smettila con Hakan!

Yasin non sarebbe riuscito a entrare nell'edificio se ci fossi stato io.

È esattamente questo che non capisco.

Come ha fatto un pazzo con una pistola

a superare tutti gli uomini della sicurezza

e arrivare così vicino a me?

Non sei tu il responsabile dell'edificio?

Sono I tuoi uomini. Li hai addestrati tu, giusto?

Lascia il tuo ufficio domani.

Mi sta licenziando?

No, non ti licenzio.

Ti ho detto che avresti sempre avuto un lavoro in questa holding.

Ma ti degrado.

Ora sarà Hakan il capo della sicurezza.

Quindi sarò ai suoi ordini?

Sarai ai miei ordini. Proprio come prima.

Però, Hakan ti riferirà I miei ordini.

Gerarchia.

La conosci.

Lei mi ha fatto una promessa!

E la sta infrangendo!

Puoi andare.

Sig.na Sancak, posso parlarle un attimo?

Leyla! Ho bisogno del suo aiuto!

Per la tua collezione.

Leyla.

Mi dispiace per ieri.

E per oggi?

Dovevamo parlare, e tu sei scomparso.

Sì, lo so.

Dovevo andare. Era importante.

So che sei andato da Zeynep.

Ascolta, non voglio mentirti.

Sì, ero con Zeynep, ma non è come pensi.

- Sul serio. - Ok. Quindi non vuoi mentirmi.

Lascia perdere oggi.

Dimmi dov'eri ieri notte.

Non posso dirtelo.

- Senti, or a sono qui. Non basta? - Non basta.

Hai tenuto le distanze da quando ci siamo conosciuti.

Nascondi sempre qualcosa.

Non ci sei quando ho bisogno di te.

Non voglio una cosa così.

- Se non sarai sincero... - Ma io voglio essere sincero.

Allora dimmi.

Senti.

C'è solo una cosa che devi sapere.

Io ti amo.

Non basta, Hakan.

Leyla?

Leyla.

Apri la porta, ti prego.

Leyla?

Leyla, almeno fammi spiegare.

Per favore, Leyla.

Va bene.

Resterò qui finché non apri la porta.

Leyla?

Cosa mi hai fatto?

Cloroformio.

Avrai un leggero mal di testa.

Ma considerata la situazione, non importa.

Giusto?

CHIAMATA METİN ALYZLAR

Salve, sig. Alyzlar.

Capisco. Mi dispiace.

Lo correggerò e rimanderò. Lo avrà tra 15 minuti.

Non mi sei piaciuto sin dal primo giorno.

Anch'io non sono pazzo di te.

Dov'è il pugnale?

Il pugnale? Quale pugnale?

Non mentirmi.

Mazhar.

Faccio quello che mi chiedi di fare.

Seguo I tuoi ordini.

- Ti ho perfino detto del giornalista. - Sì.

Me I'hai detto. E allora?

A causa della scarsezza di informazioni che mi hai fornito

ho ucciso uno stupido ragazzino invece di Yasin.

Il mio rapporto con Erdem è rovinato.

Mi ha sbattuto fuori.

Quale stupido ragazzino?

Quello con I capelli ricci.

Sai di chi sto parlando, perché I'hai messo tu a seguirmi. Vero?

Cazzo, hai ucciso Emir?

Hai ucciso Emir?

Io ti ammazzo, Mazhar!

Ti ammazzo! Mi hai sentito?

Così si chiamava Emir.

Già. Povero ragazzo, non aveva idea di cosa stava per succedergli.

Avresti dovuto vedere com'era scioccato...

...quando ho stretto la corda attorno al suo collo.

Tremava come una foglia.

Tu morirai, cazzo! Non mi sfuggirai.

Pagherai per tutta la sofferenza che hai causato!

Non gli ho fatto molto male. Tranquillo.

Ma ne farò parecchio a te.

Questo è certo.

Io...

Vedremo chi è il capo qui, sig. Demir.

Non dimenticare, figliolo.

L'Immortale può essere ucciso solo col pugnale.

Cazzo.

Cazzo.

Cazzo.

Cosa ho fatto?

Hakan?

Posso spiegare.

Sottotitoli: Valeria Presti Danisi

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