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1 UNA SERIE ORIGINALE NETFLIX

Vedi quelle telecamere lassù?

Un po' più indietro.

All'entrata c'è un controllo ai Raggi X.

Ispezionano le borse.

MUSEO DI ARTE OTTOMANA

È impossibile far entrare o uscire qualcosa di nascosto.

Hanno messo telecamere in strada, giardini, muri, stanze, ovunque.

Ogni cazzo di posto!

Ci sono nove uomini della sicurezza.

Fanno il cambio turno quando è chiuso, ma sono sempre in nove.

Signore, è vietato scattare fotografie.

Mi scusi.

La sala sicurezza?

Serve una password per entrare.

Non sappiamo neanche cosa ci sia lì dentro.

Posso aiutarvi?

Ehm... Noi...

Stiamo cercando I bagni.

Dovete usare I'altra porta.

- Grazie. - Grazie.

Stanza dei server.

- Vado in bagno. - È qui.

STANZA DEI SERVER

E il pugnale?

Il pugnale è esposto in un'altra stanza.

Una stanza a parte.

L'area più sicura del museo.

Tutti gli oggetti compreso il pugnale sono protetti con sistemi d'allarme.

Nella stanza dove è esposto il pugnale ci sono

le telecamere e due uomini che non lasciano mai la stanza.

Qualche buona notizia?

Penso che sia impossibile rubare quel pugnale.

Tutto è possibile, Zeynep.

Troveremo un modo per prendere quel pugnale, a ogni costo.

Come facciamo in queste condizioni?

Ho un piano.

INGRESSO SALA ESPOSIZIONI

Ci incontriamo dove abbiamo detto.

E poi corriamo!

Che ne pensate?

- Sarebbe questo il piano? - Sì.

Di notte tagliamo I cavi.

Il giorno dopo tu torni travestito da tecnico.

Papà aspetta fuori, in macchina.

Con radio, aggeggi e cose del genere.

Tu hai visto troppi film.

Allora hai un'idea migliore?

No, penso solo che stiamo correndo un po' troppo.

Ci serve un piano migliore. Dobbiamo fare più ricerche.

Per esempio, seguire gli uomini della sicurezza uno per uno.

Dove vivono? Quali sono I loro punti deboli?

Certo. Tutto questo è fondamentale.

Cosa mangiano e bevono? Mangiano I fagioli bianchi col riso?

Preferiscono il karnıyarık o I peperoncini?

- Sono tutti dettagli importanti. - Zeynep.

Non abbiamo tanto tempo, tesoro. Ci serve una soluzione più rapida.

Allora torniamo al mio piano.

È troppo pericoloso.

Ma non abbiamo altra scelta.

Cosa?

Che stai dicendo? Seguiremo questo piano?

Penso che valga la pena provare.

Gli serve il pugnale per ucciderlo.

Non ha nemmeno un buon piano di fuga.

Ok, diciamo che hai preso il pugnale. Esattamente come uscirai di lì?

Beh...

Ci penseremo.

- L'hai sentito. - E se tornassimo al museo?

Penso che ci sia qualcuno che può aiutarci.

Ceylan.

Secondo Timur, lei conosce il museo molto bene.

Anche lei è una Fedele.

Fantastico. Un'altra Fedele.

Dove troviamo questa Ceylan?

Ok, tesoro. Ora sono fuori. Ho il giorno libero.

Ok, ti chiamo dopo. Ciao.

Baci.

Come va con Leyla?

Bene, tutto ok.

Quindi sei innamorato di lei?

Dove vuoi arrivare?

- Non dovevi tenere d'occhio Mazhar? - Quello non è cambiato.

Quindi Leyla è solo un contorno.

Non parlare di lei così.

Io non mi impiccio della tua vita come fai tu.

Cosa ho fatto?

Perché Erdem è così interessato a te?

Mi ha offerto un lavoro.

E ho accettato per avvicinarmi a Mazhar, ma era troppo tardi.

- Ah, è così? - Sì.

Perché non sono come te.

Io cerco davvero di tenere d'occhio Mazhar.

Comunque, dopo che ci saremo liberati di lui, andremo ognuno per la sua strada.

- Speriamo. - Speriamo.

Chiedo a lui.

- Salve. - Salve.

Stiamo cercando Ceylan. La conosce?

È al banco che vende biancheria.

- È quella lì? - Sì.

Grazie.

Reggiseni belli!

Venite, signore!

Vendo all'ingrosso.

Che cosa guardi? Stronzo.

Sul serio?

Certo che voi Fedeli vi nascondete davvero bene.

- Non siate stupide, è un affare! - Ceylan?

- Che succede? - Ehi! Non scappare.

Vieni qui! Non scappare!

Vieni qui!

Che fai?

Ferma!

Limoni!

Levatevi!

Ceylan, ferma! Non scappare, Ceylan!

Vai sul retro!

L'ETERNO È DIO

Vieni qua!

Aspetta!

- Aiuto! - Non vogliamo farti del male.

Zitta.

Non è niente.

Una questione di famiglia. Cerchi di capire.

Buona giornata.

Non urlare!

Non urlare. Non ti faremo del male. Ok?

- Va bene. - Aiuto!

- Che cazzo! Zitta, ragazzina. - Basta! Smettila!

Calmati. Ok?

Che razza di pazza sei?

Non urlare, ok?

Fratello, se mi tieni sottosopra e mi scuoti,

cadrà solo una lira sul pavimento.

- Oddio! - Sono I soldi per il simit.

Non vogliamo I tuoi soldi, ragazzina. Solo chiederti una cosa.

Non vi manda Kadir Scarface?

- E chi è? - Chi è?

Allora vi manda Dirty Melahat.

Ci manda Kemal.

Oddio! Vi manda Kemal I'Enigmista.

Calmati! Kemal è mio padre.

Kemal il farmacista.

Ho rubato una bottiglia di colonia mentre

compravo antidolorifici I'altro giorno.

- Quindi è il farmacista. Capisco. - Non posso farcela.

Vergognatevi!

Tutte queste storie per una bottiglietta di colonia!

Ok, pagherò. Non dico niente...

Vuoi stare zitta un attimo?

Io sono una Fedele, come te.

Bene.

- Tutto ok adesso? - E il belloccio?

Che cazzo è questo?

Wow, fantastico. Dove te lo sei fatto fare?

È il tatuaggio del Protettore, ragazzina. Lui è il Protettore.

- Davvero? - Giuro.

Wow. Fammelo rivedere.

- Andiamo. Abbiamo delle domande. - È vero.

Certo. Potete chiedere quello che volete.

Mio padre ha messo il pugnale nel museo.

Lavorava nella sicurezza.

E c'era un altro pugnale.

Lui I'ha sostituito con quello magico. È stato tipo uno scambio.

Capito?

E nessuno lo ha mai notato?

No. Sono tutti stupidi.

Se appendi una foto di questo vecchietto e dici che è Solimano il Magnifico,

potrebbero accorgersene dopo tre mesi, forse.

Dov'è tuo padre adesso?

È morto.

- Lo ha ucciso I'Immortale? - No.

Una notte, era ubriaco ed è caduto in mare nel Bosforo.

Le mie condoglianze.

Ormai mi sono abituata. Non rattristarti.

È la vita. Che possiamo farci?

Diventerai una donna molto forte.

Mi basterebbe essere come te.

Puoi insegnarmi qualche mossa? Potrebbe essermi utile nel quartiere.

Certo.

Senti, Ceylan.

Hakan deve trovare I'ultimo Immortale e ucciderlo.

Come posso aiutarvi?

Ascolta.

Abbiamo un piano per entrare nel museo e prendere il pugnale.

Sappiamo come entrare.

Ma non sappiamo come uscire.

Quindi ci serve un piano di fuga.

Papà una volta mi ha detto che questo sarebbe servito a qualcuno.

Ecco.

Cos'è?

Aprilo.

Così?

Apri. Gira.

Cos'è?

La password per la porta sul tetto.

È in arabo. Che dice?

Non è arabo. È ottomano.

E cosa dice?

2357. La password.

2357.

Ma non so come potrai scappare dal tetto.

Dimmi, sai volare?

Sa volare?

Sì, quali sono le date?

Ok, va bene.

Sì, Leyla.

Sig. Erdem.

Come va con Santa Sofia?

Stanno continuando a lavorare.

Se le cose vanno bene, sarà tutto pronto entro la data stabilita.

È una mia impressione o c'è qualcosa di diverso in te?

Cosa intende?

Per la prima volta da tanto tempo stai sorridendo.

Mi chiedo se I'amore ha bussato alla tua porta?

È una cosa recente.

"Amore" è una parola grossa.

Molto bene.

Chi è il fortunato? Lo conosco?

È Hakan Demir.

Hanno una relazione da un po'.

Non mi sembra di averlo chiesto a te.

- È solo che... - Solo cosa?

Devi parlare solo quando ti faccio una domanda.

Non superare il limite.

I rapporti sentimentali interni alla compagnia cambiano le dinamiche.

- Lei non approverebbe... - Cosa non approverei?

Non approvo la tua insubordinazione.

- Ti piace qui? - È molto fico.

Senti un po'.

Mi avevi promesso di insegnarmi qualche mossa.

Va bene. Allora, colpisci.

Ok.

Com'era? Andava bene?

Sì, ma non funzionerebbe nel mio quartiere.

Sai perché? Perché estraggono un coltello.

Ah, sì?

Allora tu estrai il tuo. Vediamo che succede.

Bene. Fai così quando qualcuno ti punta contro un coltello.

Dove hai imparato queste mosse?

Quando mia madre morì, mio padre mi comprò un violino.

Forse pensava che la musica avrebbe aiutato.

Ma io presi quel violino

e lo feci a pezzi contro il muro.

Il giorno dopo mi mandò a lezione di judo.

Oh! Buongiorno.

Ciao.

Ho parlato con mio padre.

Cominciamo stanotte.

Bene. Allora finiamo domani?

- Tu stai con noi domani. - Davvero? Per fare cosa?

Quello che ti riesce meglio.

È Mazhar.

- Abbiamo controllato I rapporti? - Sì.

Bene, allora possiamo inviarli agli avvocati.

Sì, sig.na Sancak.

- Vengo nel tuo ufficio tra poco. - D'accordo. Grazie.

- Signorina. - Sig. Demir.

Avevi detto che oggi non ci saresti stato.

Mazhar mi ha chiamato.

Perché?

Non lo so. Ha detto che vuole parlarmi.

Penso che ti veda come un rivale. Stai attento.

Un rivale?

Come è possibile? Ho appena iniziato a lavorare qui.

Il sig. Erdem usa altri criteri per valutare le persone.

Penso che potrebbe nominarti capo della sicurezza.

Sul serio?

Pensaci.

Ti porta ovunque vada.

Si sta gradualmente allontanando da Mazhar.

Se avessi visto quello che è successo oggi, capiresti.

Cos'è successo?

Sta arrivando Mazhar. Parliamo dopo.

- Signore. - Sig. Demir.

- Andiamo. - Dove andiamo, signore?

A prendere un po' d'aria.

Ci vediamo stasera?

- Stasera mi vedo con gli amici. - Domani?

Domani va bene.

Hai mai usato una pistola?

Caricata a salve.

- A Capodanno. - No, durante una rissa in strada.

Per spaventarli.

Tieni.

Lì c'è il bersaglio.

Spara a quello in mezzo.

Di nuovo.

Di nuovo.

Perché il sig. Erdem si fida tanto di te?

Dovrebbe chiederlo a lui.

Ha detto che vede qualcosa in te.

Lui è un importante uomo d'affari.

Dobbiamo fidarci del suo istinto.

Io mi fido solo del mio istinto.

Cosa volete fare?

Voi due, tu e Leyla.

State cercando di fregarmi?

No, nient'affatto.

Se vuoi il mio posto, devi prima uccidermi.

Pensi di riuscirci?

Non voglio il posto di nessuno.

Seguo solo la mia strada.

Dove sei stato?

A esercitarmi con Mazhar. Dobbiamo andare. Sei pronta?

Io sono sempre pronta, caro mio.

Ah, sì? Davvero?

Questo mi è mancato.

Cosa?

Niente.

Piano. È laggiù.

Dobbiamo andare di qua. Il pannello di controllo è lì.

Aspettiamo. Presto rientreranno.

E se quelli dentro escono?

Non è il momento di litigare. Aspettiamo e basta.

Non fare il superiore.

Cazzo.

Hakan.

Tu non mi conosci affatto. Devi starmi a sentire.

Non puoi rompermi le scatole così.

Ok, ho capito. Sei una dura.

E ti conosco molto bene.

Come fai a conoscermi? Eh?

Dimmelo.

Te lo dico io. Tu non mi conosci. Non sai proprio niente di me.

Il tuo atteggiamento da dura è solo una corazza.

Hai sollevato un muro per colpa della tua rabbia. Combatti tutto e tutti.

Combatti e ti senti forte quando vinci.

Eppure, dentro di te c'è una bambina che piange.

Tu non lo vedi.

Ma io sì.

- Continuiamo? - Se permetti.

Bene.

Andiamo. Veloce!

Quale?

Sette e otto.

Andiamo.

Proviamo gli auricolari.

Dottore, lo abbiamo fatto tante volte. Funzionano.

Hakan, senti. Se qualcosa va storto...

Dottore, andrà tutto bene. Vado e prendo il pugnale. Ok?

Calmati. Mi rendi nervoso.

Te lo dico nel caso qualcosa vada storto.

Ascolta, quello che conta sei tu, in ogni caso.

Quello che conta è che tu prenda il pugnale.

Così da poter uccidere I'Immortale.

Grazie.

Salve.

- Devo riparare il sistema d'allarme. - Oh! Benvenuto.

- Ha fatto presto. - Sì, non c'era traffico.

Ok.

Il sistema è nella stanza di sicurezza.

È strano. Di solito non abbiamo grossi problemi.

- Lo sistemo subito. - Prego.

- Mi è piaciuto. - Tayfun?

Questo è il tecnico. Aiutatelo.

- Salve. - Salve.

Non so cosa fare.

Posso portarti alla stanza dei server.

Prima controllo qui.

Poi vediamo.

Ok. Come vuoi. Puoi fare quello che vuoi.

Dopotutto è il tuo lavoro. Vero, Neco?

Esatto.

Vuoi un po' di tè?

Con piacere. Lo prendo.

Wow!

Guarda che bambola!

Cavolo se è bella. Stupenda.

Passerei un'intera settimana a letto con lei.

Lo giuro.

Non dirlo a mia moglie.

Ma che cazzo?

Dottore.

Sono nella stanza di sicurezza. Li ho sistemati.

Bel lavoro. Stai andando bene.

- Ora accendo la connessione. - Ok.

Si sta connettendo.

CONNESSIONE

Ok. Ora il video è attivato.

- Scarica il virus nel sistema. - Ricevuto.

Ti osservo da qui.

Secondo te va tutto bene?

Finora sembra di sì.

Stai pronta.

Inizieremo tra un minuto.

Ora, le telecamere e il sistema d'allarme si spegneranno

appena attiverai il virus.

Ok, dottore. Sono pronto.

Se sei pronto, iniziamo.

INVIO MESSAGGIO

Il telefono! Il mio telefono è sparito!

- Era proprio qui! - Ne è sicura?

- Sì, sono sicura. È sparito. - Signora, si calmi.

Anche il mio.

Anche il mio. Sono sicuro che lo avevo in tasca.

Fate qualcosa, per favore! Avanti!

Eccola. Sta scappando! Fate qualcosa!

Vieni qui! Ferma!

- Non scappare! - Prendetela!

Che state facendo? Mi fai male! Lasciatemi!

- Guardate nella borsa. L'ha rubato lei. - Non è vero!

State violando la mia privacy.

Mi lasciate andare?

- Cosa sono questi? - Chi cazzo li ha messi qui?

Merda.

- Di che parlate? - Sporgerò denuncia.

- Non lascerò correre. - Ascoltatemi!

- Cammina. - Vi dico una cosa. Vergognatevi!

Non mi ascoltate! Mio papà è in prigione!

- Signore, aspetti. - Dico davvero!

Vergognatevi!

Ne ho abbastanza!

Non voglio più vivere.

Non vi avvicinate!

Non voglio ferire nessuno. Allontanatevi!

Prendetelo! Avanti! Muovetevi!

Non vi avvicinate!

Allontanatevi!

- Mi ucciderò! - Dottore, cosa hai fatto?

State lontani o sparo!

State lontani da me!

Cazzo.

Là!

Fermo. Non muoverti.

Ha volato? Dove cazzo sono finiti I proiettili?

È andato nel parcheggio.

Deve essere successo qualcosa.

Hakan! Hakan, cos'è successo?

Cos'è successo?

Dimmelo. Ho visto mio padre che entrava. Cos'è successo? Sta bene?

L'ha fatto per farmi prendere il pugnale

Devo tornare lì.

Zeynep, andiamo! Ci sono poliziotti ovunque.

Non sappiamo se è vivo o morto. Non posso lasciarlo lì.

Ho detto di non andare. Non ti permetto di rischiare la vita.

- Lasciami. - Non possiamo fare niente.

- Hakan, ti prego. - Dobbiamo andare.

La polizia sta arrivando.

L'ho visto entrare.

Mi ha guardata come se...

Cose se non ci saremmo più rivisti.

Il dottore è intelligente.

Troverà un modo per provare la sua innocenza.

Non andavo d'accordo con mio padre prima della morte di mia madre. Lo sapevi?

Litigavamo sempre.

Ci urlavamo contro tutto il tempo.

Ogni giorno era un incubo.

Ma c'era mia madre.

Lei ci teneva uniti, povera donna.

Papà e io eravamo come rampicanti aggrappati allo stesso muro.

Poi mia madre morì.

Non sapevamo cosa fare.

Eravamo insicuri. Persi.

Poi abbiamo imparato ad aggrapparci I'uno all'altra.

Hakan, non sono pronta per questo.

Cosa farò senza mio padre?

È in ritardo?

Non ci scommetterei. Penso che non verrà.

Questo ragazzo deve imparare le buone maniere.

Ma immagino che ci sia una buona ragione.

Non posso contattarlo, il cellulare è spento.

Odio I telefoni che vengono spenti.

Ma odio di più quelli che vengono accesi.

Ti piacerebbe farmi compagnia?

Grazie.

Su, dai.

Non pensarci troppo.

Mi dispiace. Sto rovinando anche la sua serata.

Nient'affatto.

Allora, dimmi. Che succede?

I rapporti FED sono stati resi noti. Avrei mandato una e-mail.

No. Lascia perdere queste cose. Non voglio parlare di rapporti.

Cosa succede a te?

Come sta tua madre?

Sempre al solito.

È viva. Ma non sono sicura che quella si possa chiamare vita.

Tu fai del tuo meglio, a quanto vedo.

Non essere giù per le cose che non puoi cambiare.

Non è colpa tua.

In realtà, è colpa mia.

La notte dell'incidente, ero io a guidare.

Il dottore uscirà di lì in un modo o nell'altro.

Ce la farà.

Altrimenti, lo faremo noi. Lo rapiremo.

Ma tu devi essere forte, ok?

Cos'è successo a quella donna forte, quella dura che sfida il mondo?

Smettila! Non voglio più essere forte!

Pensi che sia facile?

Pensi che sia facile stare in silenzio, trattenere la rabbia,

non urlare ogni volta che sei ferita?

Non è facile.

No. So che non lo è.

Per niente.

Ma credimi.

Andrà tutto bene.

- Il dottore uscirà. - Andiamo, Hakan.

Non ci credi neanche tu.

Non lasceranno mai andare mio padre e tu lo sai.

In realtà io e te siamo simili, lo sai?

Io incolpo me stesso per ciò che è successo a Rüya.

Pensavo fosse colpa mia, ma...

Credimi, non porta a niente.

Smettila di tormentarti.

Pure quello un incidente d'auto?

No. Ehm...

Rüya è stata aggredita.

Qualcuno con un coltello.

E non ho potuto proteggerla.

"Tutte le famiglie felici si somigliano.

Ogni famiglia infelice invece è infelice a modo suo."

Una frase di Tolstoy.

Alle famiglie felici.

E anche a quelle infelici.

Ho corso troppo con Hakan.

Leyla, su. Non ci pensare.

Sono sicuro che ha una valida ragione.

Non voglio più fare sbagli.

Sbaglia invece.

E non fare un solo sbaglio. Fanne diversi.

Sbagliando cresci.

E un giorno capirai

che quella che chiamiamo esperienza è la somma di quegli sbagli.

Sei arrabbiata con me perché ho lasciato il dottore lì?

Tu ancora non hai capito niente, non è vero?

Ancora non sai quanto sei importante.

Mio padre ha fatto quello che doveva, e io sono fiera di lui.

Sii fiero di lui anche tu.

Ucciderai I'Immortale con il pugnale, per mio padre

e per tutti quelli che abbiamo perso, Hakan.

Devi farlo.

Va bene, ok.

Lo prometto.

Otterrò vendetta per tutta questa sofferenza.

Ok.

Non piangere.

Sottotitoli: Valeria Presti Danisi

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