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- Attento ! - Scusi.
- Signora, deve pagare le paste. - (ANGELlNA) Passer� mio marito.
Suo marito � come il tram, dovrebbe passare, ma non passa mai !
(ANGELlNA) lmpertinente ! Come vi permettete ?
- Che facciamo, balliamo la samba ? - Scusi.
(ANGELlNA) Signora Carmela !
Carmela ! Mi lasciano sempre sola !
(ANGELlNA) Avanti.
Finalmente ! Oddio, che male !
La schiena !
Venite. Venite avanti.
Oddio ! Come mi fa male la schiena !
Prendete un cuscino e mettetelo qua.
Fate presto.
Un po' pi� gi�.
Di lato.
- Va bene cos� ? - Aahh !
- Voi non siete la levatrice. - No, io...
- Aiuto ! - Si calmi, io cerco il signor Antonio, il sarto.
Non si entra nelle camere delle signore. Carmela !
Stiamo facendo il bagno al bambino, veniamo subito.
Non si tratta cos� una puerpera !
E' la prima volta che faccio la balia,
ma se sono tutte come lei, sar� l'ultima.
Non ho mai visto una puerpera come lei.
- Dice che sta male. - Ma no ! Sono passati 20 giorni !
Si alzer� dal letto dieci minuti prima del battesimo.
- Chi � ? - Boh ! - Cerco il signor De Pasquale, il sarto. - Ah.
- Prenda il borotalco, per piacere. - Dov'� ? - L� sopra.
- Sai... - Dove ? - Sul camino.
ll signor De Pasquale � contento della nascita del bambino.
- Ecco. - Ma questo � zucchero !
- E' stata una fortuna. - Perch� ? - Cambier� tutto.
Oggi arriva la suocera, era contraria al matrimonio,
ma ora che � nonna, porter� tanti soldi.
- Viene per il battesimo. - E il signor De Pasquale ?
Sar� contento, non ha un soldo !
Sbrigati, devo portarlo fuori.
CAMPANELLA
Piano. Piano !
- Che � successo ? - Si � rotto il vetro.
- Ti prenderei a schiaffi ! Stai attento ! - E' colpa sua.
Non importa, metter� un vetro nuovo...
..con scritto ''Tot� De Pasquale e Figlio''.
- Che � successo ? - Niente, rinnoviamo i locali.
Finalmente ! Guardi questo vestito !
Bello ! Chi gliel'ha fatto ?
Ecco l'erede. Permette ?
Piripiri ! Guarda che ti ha portato pap� !
Guarda... No, questa no.
- Dove vai ? C'� il battesimo ! - Mancano ancora tre ore.
- Allora... - (ANGELlNA) Antonio ! - Mi scusi.
- Ma... - Ho capito.
E' un po' abbondante. Stringilo.
- Come stai ? Hai fatto altri figli ? - Mi sento tanto male.
Bene. Tua madre ti vedr� un po' sciupata,
si commuover� e aprir� la borsa !
Guarda che bella culla.
Mi raccomando, sii gentile con mamma e con Matteo.
Stai tranquilla, Matteo non mi � antipatico, lo odio.
- Hai trovato il compare per il battesimo ? - Ancora no.
- ll primo che compare, sar� il compare. > Principale.
- ll signor Raffaele... - Vengo subito.
- Allora, che c'� ? - Guardi come � corto.
- Secondo me va bene. - Va bene ? - Forse tira un po' la fodera.
- Succede. - Ma la fodera non c'� !
Va bene, la metteremo.
- Ma io ho un appuntamento. - Ci vada.
Ma questo sembra un vestito per un bambino !
Questo abito la ringiovanisce.
E poi ha scelto lei questo modello.
Venga a vedere.
- Lei lo voleva cos� ? - S�.
Confrontiamo le misure.
Circa 25 centimetri. lnvece io l'ho fatto un po' pi� grande.
Ma non si preoccupi. Salga.
Sistemeremo tutto. Metteremo un elastico al ginocchio.
Se metter� dei calzettoni a quadri, sar� elegantissimo.
Non voglio un vestito sportivo, voglio i calzoni cos�.
- Ma questa � la stoffa mia. - No, sembra.
La sua � nera a righe grige, la mia � grigia a righe nere.
Lasci fare a me. Raddrizzeremo un po' la spalla.
Devi rivoltare la manica.
Poi qui facciamo cos�.
Togliamo il collo... Ecco fatto.
Tira gi�.
Accorciamo un po' la manica. Anzi no, la allunghiamo.
CAMPANELLA
Continua tu.
- Scusi, signore. - Mi lasci lavorare.
- Questa � casa mia. - Anche le mura ? - Purtroppo no.
- lo rappresento il cavalier De Simone. - De Simone ? Non ricordo.
- Gli deve 320 mila lire per stoffe e fodere. - Ah, s�.
- Faremo un sequestro. - Lei � un usciere ?
lo sono l'avvocato Espinaci !
- Spinaci ! Come va ? - Mi conosce ?
- La vedo spesso. - Dove ?
- Al mercato. - S�, ci vado spesso. - lo sono fisionomista.
- lo vado dentro... - Nella cesta.
- Nella baracca dove c'� una mia cliente. - E le vende gli spinaci.
- lo non vendo, difendo ! - Gli spinaci !
Non difendo gli spinaci ! Non faccia lo spiritoso, sono avvocato.
- Avvocato lei ? - Certo !
Mattacchione ! Mi faccia il piacere !
Non si approfitti della bont� altrui. ''Ogni limite ha una pazienza''.
Sono un avvocato, ho la laurea.
- Falsa ! - Cosa ? - C'� stato anche il processo.
- Lei vuole provocarmi. - Una pi�, una meno... - Andr� fino in fondo !
- Ci vada ! - E ricordi che... - La laurea � falsa.
- No ! Cosa c'� qui dentro ? - Non si pu� entrare ! - Mi lasci passare.
- Angelina ! - Peppino ! Che fai qui ?
Aspetta, non mi guardare, sono in disordine. Ho una brutta faccia !
Chiudi gli occhi. Aspetta.
Sono puerpera. Sapessi quanto soffro !
- Vieni avanti. - Non l'avrei mai immaginato !
- Ricordi ? - Quanto tempo � passato !
- Tua madre ? - Sta bene. Arriva oggi.
- Sei sua moglie ? - S�. - Poverina !
- Come si permette ? - Noi siamo cresciuti insieme.
- Come ? - Siamo stati bambini insieme.
Che strano !
- Lei � stato bambino ? - Certo.
Mi faccia il piacere !
Per rispetto alla nostra amicizia, non proceder� per vie legali.
- Contento ? - Contentissimo, ''avvocato'' !
- Sei avvocato ? - S�, guarda chi � avvocato !
- Come ? - Dicevo che � avvocato. E' un principe del Foro.
E' come un sorcio, � conosciuto in tutti i ''fori''.
- Perbacco. - Che c'� ? - S� !
- Sar� il compare. - ll compare di chi ?
Di nostro figlio ! Oggi c'� il battesimo.
- Tu sei la puerpera ? - S�. - E il... - ll ''puerperino'' ?
E' andato a fare una passeggiata.
- E' ai giardini. - Ai giardini. Avvocato !
RlNTOCCHl Dl CAMPANE
Devo andare, oggi c'� il battesimo.
Anch'io devo andare. Quando ci rivediamo ?
- Non lo so. - Perch� ? - Non sono libera.
Perch� ? Non mi dici mai niente di te, non so neanche dove abiti.
- Non posso dirtelo. - Perch� ? - Perch� verresti a cercarmi.
- Ludovico, io ho un marito. - Hai un marito ?
- Allora non verrai stasera ? - Beh...
Oddio, c'� mio marito !
Se ci trova insieme, ci ammazza !
- Sei qui ! Perch� sei scappata ? - Non sono scappata.
Lasci la tua creatura e allatti il bambino di un'altra !
''Malafemmina'' !
- Ma che fa ? - Sapete perch� i signori danno i figli alla balia ?
Perch� fin da piccoli imparino a succhiare il sangue dei poveri.
Sto male !
Guardate che avete fatto !
- Scusi, cos'� successo ? - Un uomo ha picchiato la moglie.
Mi pu� fare un piacere ?
- Pu� tenere il bambino ? - Lei � matto ! Ne ho gi� cinque !
- Evviva il pupo ! - Evviva il pupo !
- Caro Broccoli. - No, Espinaci.
- Broccoli, spinaci, � uguale. - Non � uguale. - Sono sempre erbaggi.
Poich� siamo compari, mi dica la verit�.
- E' davvero avvocato ? - Di nuovo ! - Lei si crede avvocato.
- lo sono avvocato ! - Antonio ! - Non lo dir� a nessuno. - Cosa ?
- Signor Antonio, c'� una persona. - Vengo.
- Cavoletti, vengo subito. - Espinaci ! - Sono sempre erbaggi !
- Matteo ! Sei solo ? - S�, ti dispiace ?
- No. Dov'� mia suocera ? - Arriva a mezzogiorno.
- Bene. Ti ha dato da portare qualcosa ? - Non sono un facchino.
Non intendevo le valigie, ma soldi.
No, per� mi ha detto di dirti che...
- Tu che vuoi ? - Volevo sapere...
- Vai via. - Sto parlando con Matteo. - Ma io... - Vai via !
Lei non si impicci. Vada dentro !
- Scusa. Che ti ha detto ? - Vorrebbe che io facessi il compare.
- Tu il compare ? - S�.
- E il bambino che dir� ? - Lui non parla.
Adesso no, ma quando sar� grande si arrabbier� con me.
Comunque accontenter� Donna Lucrezia.
- Posso vedere la comare ? - No. - Scherzi ? lo sono il compare.
- Matteo ! Vieni. - Come stai ? - Meglio.
- E mamma ? - Viene a mezzogiorno, l'ho gi� detto al compare.
- Ma il compare sono io. - Certo, Lattuga.
- Espinaci ! - Lattuga, spinaci ! Sono sempre erbaggi.
E' il compare di Cresima di mia moglie.
Ah, bene ! Caro compare.
- Compare bello. - Levati ! - Che maleducato !
- ll compare sono io ! - Certo, caro Matteo.
- Lui � il compare di matrimonio. - Ah, va bene,
- caro compare ! - Comare bella !
- Compare bello ! - Carissima comare.
- Compare mio. - Comparissimo caro !
- Compare mio. - Mio ! - Un momento ! Facciamo un brindisi al pupo ?
Doveva gi� essere qui. Non gli sar� successa una disgrazia ?
No, avr� incontrato qualcuno della sua et�
e avr� scambiato qualche vagito con lui. Stai tranquilla.
- Principale, c'� la balia. - Bene !
Venite a vedere che bel pupo !
- Ecco i compari. Dov'� il pupo ? - Non lo trovo pi�.
- Che dici ? Dov'� ? - Non lo trovo pi�.
Come ? Disgraziata, parla !
- Dov'� ? - Piano ! Spaventate la comare.
- lo ti ammazzo ! - (ANGELlNA) Antonio, che succede ?
Niente, stiamo giocando con il pupo.
Quanto � carino ! Parla ! A chi l'hai dato ?
- L'ho dato a Ludovico. - Chi � ? Dov'� ?
- Quello che ieri stava con te ? - S�. - Allora so dov'�.
- Fa il cameriere da... Come si chiama ? - Come si chiama ?
A Via dell'Arco Antico, sopra la trattoria 'O Sole Mio.
- Di fronte alla sala da t�. - Ognuno ricordi una cosa.
- lo ricorder� l'Arco Antico. - lo la trattoria 'O Sole Mio.
- lo la sala da t�. < Antonio ! - S� ? - Che fa il bambino ?
- Sta qui. - lo non lo sento.
- Sta leggendo. - Portalo qua.
- Devono cambiargli le fasce. - (insieme) S�, � vero.
No, portalo qui, lo voglio vedere.
- Subito ! - Che le portiamo ? - Non lo so.
Annibale, vieni, ho un'idea.
- Fatti dare il bambino dei signori Romolini. - Non me lo daranno !
- S�, ti conoscono. - Ma non mi salutano mai.
Perch� sono professori, hanno tante cose a cui pensare. Corri !
Antonio, perch� non piange ?
Come, non lo senti ? Sta piangendo.
U� ! U� !
- Signora, mi manda il signor Antonio. - Si accomodi.
U�, u�, u� ! Stai buono ! Fa i capricci.
Fa i capricci. U�, u�, u� ! Mamma !
- Gi� dice ''mamma'' ? - l bambini di oggi sono precoci.
Me l'hanno dato.
Bene ! Quanto � bello !
l neonati sono tutti uguali.
Donna Carmela, portate il bambino alla mamma.
(SOTTOVOCE) Copritelo.
- (ANGELlNA) Voglio vederlo subito. - Eccolo !
(SOTTOVOCE) Vada.
- L'avete cambiato ? - S� !
- Ecco il suo bambino. - Amore mio !
- Vado con i compari a vedere se in chiesa � tutto pronto. - Bello !
- Andiamo. - Speriamo che non si accorga che � una femmina.
Femmina ? Come facciamo ?
Tra un'ora la signora Romolini viene a prenderla perch� parte per Marino.
- Faremo presto. - Dobbiamo tornare prima che arrivi donna Lucrezia.
Dobbiamo ricordare l'indirizzo. lo ricordo Via dell'Arco Antico.
- 'O Sole Mio ! - Sta in fronte a te.
- Non datemi del tu. - Chi vuole darvelo !
- Maleducato, io sono un avvocato ! - E io... - Basta !
- Pisello, la smetta. - Espinaci ! - Spinaci, piselli, � lo stesso.
Vogliamoci bene !
VOCl CONClTATE
Bettina.
- Tieni il cane. - E' tuo il bambino ? - No.
- Di chi � ? - Se sapessi... - Che carino ! - Non avete finito ?
- No, manca una parete. - Ora andiamo a mangiare.
Stasera sar� tutto finito.
- Carino ! E' vostro ? - No ! - Scusate !
Che carino ! Dove l'hai trovato ?
- Stavo ai giardini... - (AMELlA) Uno, due, tre...
- Chi c'� con la signora ? - ll signorino Ernesto, l'amante.
Se li trova il cafone, poveri loro !
Uno, due tre, quattro...
Non bere troppo cognac, amore.
Uno, due, tre, quattro...
- Sai che ti fa male. - Non ti importa di me.
lnvece s�. Sai che amo solo te.
Allora lascia quel cafone di Achille.
- No, mi mantiene. - E' un violento, � stato al manicomio !
- Credi che torner� dopo la scenata di gelosia che ti ha fatto ? - Certo.
Torna sempre.
Non pu� vivere senza di me. Mi adora, poverino !
- Scommetto che verr� anche oggi. - Anche oggi ? - S�.
Verr� da un momento all'altro.
- Spero di no. - Hai paura ? - Paura per lui.
Cattivone !
Non so dove abita, so solo che si chiama Maddalena.
E' quella piccola, giovane, con il naso all'ins� ?
- La conosci ? - S�. - Dove abita ? - Via del Colosseo 31 .
- Che piano ? - Non lo so. - Vado subito. - Vengo anch'io.
- Se chiama la signora ? - Torner� subito. - Andiamo.
- Via Arco Antico � questa. - La trattoria ? - Eccola.
- La sala da t� ? - Eccola. - Allora il portone � questo.
- S�. - Andiamo.
E' qui vicino.
Vai sulla destra e poi domanda.
- Ecco il portone. - Andiamo.
- Lasciami ! - Maleducato !
- E' questo il momento per fare queste cose ? - No.
- Tu resta qua. - E' meglio che vi accompagni un legale.
Un legale voi ? Mi faccia il piacere !
Sbrigatevi prima che arrivi donna Lucrezia.
Achille ha deciso di sposarmi.
- Tu non lo farai ! - Allora sposami tu.
Magari ! Mio padre non vuole, vuole farmi interdire !
Tutti contro il nostro amore !
- ll mio bambinone ha paura del pap�. - Tu non lo conosci !
- Caro. Tesoro ! - Cullami. - S�.
Ninna nanna... SUONO lNSlSTENTE DEL CAMPANELLO
- E' Achille ! - Adesso che facciamo ?
- Calma ! Non si suona cos�. - Come si suona ? - Cos�.
- Ravanelli, io devo trovare mio figlio ! - Macch� Ravanelli !
Nasconditi !
No l� ! Sotto al letto.
- ll letto � troppo basso. - Allora sotto il tavolo.
Dov'� Bettina ?
Bettina, dove sei ?
Eccomi, caro.
- Chi siete ? Cosa volete ? - Mio figlio, signora.
- S�, vuole suo figlio. - Mio figlio. - Lei � suo padre ?
- S�, sono suo padre. - E io l'avvocato Espinaci.
- Come sa che suo figlio � qui ? - Ci siamo informati. Permesso.
- Prego. - Prego.
- Ma signori ! - Dov'� ?
- Cosa volete da lui ? - E' mio, lo voglio.
- E' anche mio ! - Da quando ? - Dalla prima volta che l'ho visto.
Gli ho voluto subito bene. E' tanto bello, tanto caro !
Modestamente � mio figlio.
ln nome della legge, dica dov'� !
La smetta, suo figlio ormai vuole pi� bene a me.
Come pu� dirlo ?
Poco fa l'ho stretto al petto, l'ho cullato, l'ho abbracciato.
Quanto amore c'era nei suoi occhi, nei suoi begli occhi.
Ha gli occhi del padre ! Mio figlio, da qui in su � uguale a me.
- Poi si � messo a piangere. - No ! - Era disperato !
Prima aveva bevuto mezza bottiglia di cognac.
Mezza bottiglia di cognac ? Lo vuole ammazzare ?
Non l'ammazzebbe neanche una bottiglia intera.
(lNSlEME) Signora, una bottiglia di cognac ! Lei � un'incosciente !
- Dov'� mio figlio ? - ln camera mia.
- Sul letto ? - No, sotto il tavolo. - Certo � ubriaco !
- Ci vuole un avvocato vero. Lo vada a cercare. - lo sono un avvocato !
- Volete farmi causa perch� vostro figlio fa l'amore con me ? - Eh ?!
- Fa l'amore con lei ? - Un ragazzo di 7 giorni ?
Fa l'amore con lei un ragazzo di 7 giorni ? 7 giorni !
- Di chi state parlando ? - Di suo figlio. - S� !
- Lei indebitamente lo trattiene in casa ! - Non capisco. Ernesto !
Oddio ! L'hanno gi� battezzato !
(AMELlA) Ecco tuo padre !
E' gi� cresciuto !
Non � mio padre !
- Dov'� mio figlio ? - Non lo so ! - Ce lo dica o le faremo causa !
- Causa a chi ? - A lei, a lui, a tutti quanti !
Facciamo causa anche a mio figlio ! Rivoglio mio figlio !
La mia balia l'ha dato a un cameriere... si chiamava Ludovico !
- Cerca il bambino ? - S�. - Ludovico l'ha portato a casa vostra.
- Davvero ? - S�. - ll Cielo sia lodato.
ll Cielo sia lodato. Permetti ? Lodo il Cielo.
- ll Cielo sia lodato ! - Che succede ? - Bettina, mi spiegherai !
Signora, la prego. Mi lasci lodare il Cielo.
Compare, lasci lodare il Cielo anche a me.
Mi faccia il piacere... la mia LODlTUDlNE � umana !
Sia lodato !
CLACSON
Ma che vuoi ? Vai via !
- Non ti potevi spostare ? - Perch�, la piazza � tua ?
FlSCHlO
- A chi fischi ? - Agli amici miei. - Dove stanno ? - L�.
Signora, la ringrazio tanto e... COTANTO.
- Mi scusi. - Di nulla, � stato un equivoco.
- Suo marito veste bene. - Non sono suo marito.
No ? Perbacco, l'avrei giurato.
- E' il suo amico, vero ? State bene, fratelli ! - Arrivederci.
COLPl ALLA PORTA - Oddio ! - E' lui !
- Chi ? - Achille, il mio protettore. Se mi trova con 3 uomini mi ammazza.
Che protettore !
Aprite !
- Che devo fare ? - Aspetta. Nasconditi, amore. Anche voi.
- Perch� ? - lo sono un legale. - E io padre di un figlio.
- Ma chi lo spiega ad Achille ? E' stato al manicomio. - E' un pazzo ?
Amelia ! Bettina !
Apri !
- Ho un'idea. Vai ad aprire. - Bettina, non andare !
- Bettina, vai. - Non aprire, te lo ordino in nome della legge.
State tranquilli, ci penso io. Vai.
Bettina !
- Perch� non aprivi ? - Datemi il tempo. - Non rispondere !
Amelia ! Dov'� Amelia ?
- Chi c'� in casa ? Amelia ! - Sono qua, caro. Perch� urli ?
- Perch� non avete aperto subito ? - Non ti abbiamo sentito.
Prendi il cappello del signore.
- Avete mandato via Ludovico per stare sole ! - Non siamo sole.
- Non siete sole ? - No, ci sono due uomini.
- Cosa ? - Due uomini.
Non scherzare, sai che sono stato al manicomio.
RUMORE lNDlSTlNTO
- Allora � vero. - Te l'avevo detto. - Uscite fuori !
Uscite fuori !
Scusi.
Ma...
Stupido !
- Perch� ridete ? - Scusi, ma ridevano tutti.
Stupido, eravamo con loro.
Vieni, gelosone mio !
- E' pericoloso farmi questi scherzi. - Davvero ?
- Ha ragione. - Voi che c'entrate ?
- Lui voleva... - (ACHlLLE) Fate presto e andate via. - Andiamo.
- No, prima finite il lavoro. - Scusi.
Amore mio.
- Cara Cipolla, la cosa � complicata. - Espinaci !
- Sono sempre erbaggi ! - Macch� erbaggi !
- (ACHlLLE) Lavorate ! - Scusi, ma lui voleva fare un orto.
- Guarda che deve fare un avvocato ! - Avvocato ! Lavora.
- Non so fare questo lavoro. - Guarda me.
Guarda come si fa.
Si butta tutto via ?
ANTONlO FlSCHlETTA
Siete bravo.
Abbastanza.
- Sono ANClCLOPEDlCO. - Enciclopedico.
Dove lo metto ? Scusa.
Prendi quel lembo.
Cos�. Piano.
- Che fai ? Hai incollato la scala. - lo ?
- Non sono stato io ! - Neanch'io.
Fermo.
- Mi avete incollato. - Scollati.
E adesso ?
E ora chi ci scolla ? Ma che avvocato sei !
- Cretino ! - lo non ho mai fatto il pittore.
Scusi, ma � un principiante !
- All'inizio non credevo fossero due operai. - Chi credevi che fossero ?
- Non so... - Sono degli operai bravissimi.
Andiamo. Via !
- Oddio ! - E' giovane.
- Non � il momento di fare i salti. - lo non faccio i salti !
- Bisogna lavorare, la vita � dura. - Macch� lavorare !
- Cara lnsalata. - Macch� insalata !
- Collega, dammi la carta. - Macch� collega !
- Dovrei aspettare te ? - Ma guarda questo !
- Su. - Che c'� l� ? - Oddio ! Aiuto !
E' il pennello.
Amore, senti.
E' la colla. Accidenti, quanto � forte !
- Carlo ! - Scusi.
La carta !
- Caro. - Andiamo di l� ?
- No ! - Perch� ? - E' meglio controllarli.
Hai ragione, vediamo come lavorano.
Achille ! Amore mio, tesoro,
voglio farti sentire i miei progressi al pianoforte.
Adesso suono musica classica. Ascolta.
MUSlCA CLASSlCA
Achille.
Ora suono la samba. E' divertente, vero ?
- Che stanno facendo ? - Lasciali fare.
- A ognuno il proprio mestiere. - Voglio vedere che combinano.
Achille ! Amore !
- Che fate ? - Tappezziamo.
- Anche il soffitto ? - Perch� no ?
Achille, non sei gentile a non ascoltarmi.
- Chi ha spento la luce ? - lo no.
ANTONlO FlSCHlETTA
Hai visto come si fa ?
Piselli ! Verdura !
Cavoletti !
- Scusate, qui c'� una botola ? - No, perch� ?
ll mio compagno � scomparso.
- Che scherzi sono questi ? - Scherzi da tappezziere.
- lo non sono tappezziere. - Neanch'io. - lo sono avvocato !
- Non sei tappezziere ? - No, ho accompagnato lui.
- E tu chi sei ? - Sono...
Sei venuto qui e hai portato anche l'amico !
- Sei il suo amante ! - No !
lo sono stato in manicomio, ti ammazzo !
- Si rivolga al mio avvocato. - Ma che dite ? - Aiuto !
Questo � un sopruso !
Si sono affacciati qui.
Volevi prendermi in giro !
Eccolo ! Tienilo stretto !
Lasciami !
- Che � successo ? - Mi tengono ! - Bravi, tenetelo forte !
- Torna al manicomio ! - Carogna !
- Vigliacco ! - Andiamo via !
- Tenetelo ! - Andiamo.
No, quello � mio.
Signora, scusi tanto.
- Achille ! - ll Cielo sia lodato !
Presto !
Oddio ! Lode al Cielo.
- Achille caro. Amore mio. - Traditrice ! lo ti strozzo !
Chi � ? Ma questa � una cooperativa !
Achille, no ! Ti prego !
No ! Aiuto !
- No ! - Non mi scappi pi� !
Disgraziati ! Ora vengo su e vedrete !
- Andiamo a casa. - Ma quelli mi hanno fatto male.
- Se vai lass�, ti ammazzano. - A me ? - Andiamo !
- Ho un appuntamento ! - ''La gatta frettolosa fece i gattini ciechi''.
LA PORTA Sl APRE
- Dorme. - Meglio, cos� non si accorge del cambio.
La signora Romolini vorr� la sua creatura.
Non ricorder� neanche di avercela prestata.
- Pap� ? - Eh ?
Non sei pronto ? Dobbiamo andare a Marino.
- Non era Frascati ? - E' vero, il nonno sta ad Ariccia.
- Guarda sull'elenco telefonico l'orario per Nettuno. - S�.
- Avete preso tutto ? - S�, stai tranquillo.
- ll thermos con il latte per la pupa ? - Eccolo.
- Allora andiamo. - Andiamo.
- Che fa, esce dalla finestra ? - Ma � notte.
- Le persiane sono chiuse. - La bambina ?
E' vero, la bambina !
- Eccola. - Adesso possiamo andare.
Portiere.
Portiere !
- Scusi, chi cerca ? - Volevo sapere...
Chiudi. Non con la penna !
- Hai spento il gas ? - S�, l'ho acceso.
- Buon viaggio. - Buona Pasqua.
- lo devo riportare questo. - Pap�, la bambina !
- Perbacco ! - E' vostra ? - Certo !
- Me la dia. - Potevate darcela prima. - Che gente !
- La mettiamo qui ? - S�. - Ma questa non � Teresina !
- E' vero ! - Che hanno combinato ? - Quanto sono distratti !
lo non sopporto la distrazione !
LA BAMBlNA PlANGE
Che hai, angelo mio ?
- E' bagnato. - Bisogna cambiarlo.
- Ci penso io. - No, voglio farlo io ! Prendi il pannolino.
Aah ! ll mio maschio � diventato femmina !
Mi sento male ! Mi sento male !
Faccia presto. CAMPANELLA
Queste sono cose inaudite !
- Scusi, � successo un pasticcio. - Questo non � nostro.
- Dov'� Teresina ? - Di l�, in camera da letto.
- Dove vai ? - Ha detto in sala da pranzo.
- Non vedi che l� c'� lo specchio ? - Dov'� ? - L�.
lo l'avevo detto !
Ecco Teresina ! Questo � della signora.
Vieni, amore della mamma !
- L'avevo capito subito. - Per fortuna !
Stavo per portarla a Marino, no a Frascati, no a Nettuno.
- A Fregene. - Ad Ariccia.
Santina !
Hai visto un cameriere ? Una specie di uomo con un bambino ?
- S�, � venuto poco fa. - Bene ! Andiamo.
- Ma l'ha dato ai Romolini. - Quelli lo chiuderanno nell'armadio,
- o lo faranno cadere dal balcone ! - Sono andati a Marino.
- Con la creatura ? - S�, da cinque minuti.
- Che ore sono ? - Le dieci. - A mezzogiorno viene mia suocera.
- Sono rovinato ! Andiamo a Marino. - Andiamo.
- Allora scusi. - Prego. - Era importante, � mia figlia,
- sua cugina... mia zia. - E' tua nipote.
La nostra Teresina � qui !
- Sono gi� le 1 1 ! - Abbiamo perso il pullman.
- Prenderemo il taxi. - Buongiorno.
- Arrivederci. - Arrivederci.
- Arrivederci. - Arrivederci. - Arrivederci.
Andate, � tardi. Buon viaggio.
Ehi ! Ma � lei che deve partire.
E' vero, ho le valigie. Allora perch� sta l� ? Si sposti !
- E vai ! - Attenzione !
Togliti !
- Scusi, signor vigile, dov'� la casa dei Romolini ? - L� sotto.
- No, l� sopra. - No, sotto !
- No, sopra ! - Calma !
Tu vai con lui e tu con lui. lo vado dall'altra parte.
- Ci vediamo tra un quarto d'ora in piazza. - Va bene. - Andiamo.
Ecco, potete andare. Divertitevi !
- Avanti ! - Ciao.
- Ciao, pap�. - Ciao, nonno. Ecco Teresina.
Che carina ! Ti somiglia. Andiamo dentro.
Evaristo, i bagagli.
- Esterina ! - S�, signor Arturo.
- Prendi i bagagli. - Dalla a me, nonno. - No, la tengo io.
Dia a me, signore.
- Quant'� ? - 3.000 lire.
- Non vuole il resto ? - Quant'� ? - 2.000 lire.
Scusi. Tenga, arrivederci.
- Ho pagato poco. - Quanto ? - 2.000 lire. - E' caro.
- Entrate. Salite la scala. - Va bene.
Teresina.
Ma perch� il nonno � venuto qui a Roma ?
- Boh ! - Chiss�.
- Dove andate ? La scala � questa. - Quella � la scala di servizio.
Ehi ! Dove vai ?
- l Romolini stanno l�. - Grazie. - Prego. Buongiorno.
Per� !
Ecco il mio cappello da pesca.
- La giacca � mia. - E il cappello � mio.
Dov'� la mia giacca ? Questa � stretta.
- Queste sono tue. - S�.
Questa � la mia borsa della spesa !
- Mi fai accendere ? - S�.
- Grazie. - Giovannino ! Anche tu qui !
- C'� anche il cane da guardia ! - Scusate.
- Signor De Filippo. - De Pasquale. - Venga, signor Di Gennaro.
- De Pasquale ! - De Felice. - De Pasquale !
C'� un guaio. Voi avete il mio bambino e la vostra � a casa mia.
- Non ce ne siamo accorti ! - Si accomodi.
- Si sieda sulla poltrona. - Non posso, non vede come � molleggiata ?
- Dovremo imbottirla. - lo voglio il mio bambino.
- Antonino, prendi il bambino. - Va bene.
Devo fare presto, tra 20 minuti c'� il pullman.
Noi dobbiamo andare a Marino. No, ci siamo gi�.
Dov'� la mia giacca ?
- E' questa ? - S�, - Grazie. Molto gentile.
- Posso offrirle qualcosa, signor De Laurentiis ? - De Pasquale !
- Scusi, signor De Paolis. - lo sono De Cosis !
- Vuole un bicchierino di liquore ? - Non ha visto l'etichetta ?
Non si preoccupi, poich� siamo distratti,
mettiamo il liquore nella bottiglia del veleno per topi,
- e il veleno nella bottiglia del liquore. - No, cara.
nella lattina della benzina.
- E dov'� la benzina ? - Qui. - Vuole ?
No, grazie, ho gi� fatto il pieno.
- Eccola. - Cos'� ? - La sveglia.
- lo non la volevo. - Allora la riporto di l�.
- Accidenti ! - Attento al liquore. - Voglio mio figlio !
- E' dal nonno. - Dov'� ? - Qui vicino, alla casa del coso.
Del coso ? Cosa ? Ma lei parla a caso.
- E' la casa del padrone. - Allora vado. Un momento.
- lo avevo una giacca. - E' vero. - Non fate scherzi.
- Che figura ! - La troveremo.
La giacca mi serve.
- Che fa ? - Dov'� il signor De Angelis ?
- De Pasquale ! - Bussano.
- Che fa lass� ? - lppica.
SUONO DELLA SVEGLlA
Pronto ? Casa Romolini. Pronto ?
Non risponde. Pronto ?
Non � un telefono, � una sveglia !
- Sono le 1 1 e mezza. - E' ora di andare a letto. - Buonanotte.
Fermi tutti ! La mia giacca ?
(lNSlEME) Buonanotte, signor De Carlo.
Macch� De Carlo ! lo mi chiamo De Cos... Non mi ricordo pi�.
De Pasquale ! Con la P come Livorno !
Dov'� ?
Eccola ! Accidenti !
Amore del nonno !
Cuc� !
Cuc� ! Pipp� ! Did� !
- Lei � il nonno dei Romolini ? - S�.
- Questo bambino � mio. - Ma...
Mi aspetta il pullman. Sono d'accordo con i parenti.
- Ma che dice ? - Stia zitto, villico ! - Fermo !
- Aiuto ! - Mi lasci andare, villano !
(NONNO) Fermo ! Aiuto !
Fermo !
Aiuto. Aiuto !
- Aiuto ! - Non si fanno le serenate a quest'ora, � mezzanotte.
- Che succede, signor Arturo ? - Aiuto !
- Che � successo ? - Mi ha rubato la creatura !
- Chi ? - Quello ! - Chiamiamo qualcuno. - Che c'� ?
Mi ha rubato la pupa !
- Che succede ? - Hanno rubato la nipote.
- Chi ? - Uno che � scappato. - Prendiamolo !
- ll mio bambino � solo a casa. - Avvertiamo gli altri.
- Eccolo. Fermo ! - Chi � ?
- Lascia quella creatura. - No, � mio.
- Spacchiamolo in due ! - Questo bambino � mio.
- Ammazziamolo. - S�. - Lasciatemi parlare !
- No, devi morire ! - Aiuto ! - Fermati, mascalzone !
Assassino, fermati !
- Ha girato qua sotto. - Andiamo.
- Ancora non l'avete preso ? - Chiss� dove si � nascosto.
Se lo prendo, gli do un'accettata in faccia. Andiamo di qua.
lL BAMBlNO PlANGE
Presto, da quella parte !
Avanti ! Correte !
- lo non ho trovato i Romolini. - Neanch'io.
- Lo sapevo. - Macch� sapevate ! - Tenga gi� le mani.
URLA E VOCl CONClTATE
lo li ho visti, cercavano i Romolini. Eccoli.
S�, c'� anche l'altro.
Prendiamoli !
Ce l'hanno con noi !
- Non l'hanno preso. - Deve essere un pazzo, un mostro.
Ha rovinato la festa di Marino
e ha fatto venire le convulsioni a mia moglie.
- Ci vorrebbe la pena di morte. - Basta l'ergastolo. A Porto Longone.
- No, ci vorrebbe la pena di morte, anzi la tortura. - Biglietto !
- Signore ! - Dice a me ? Scusi.
- Dove va ? - A Porto Longone.
- Come ? - No, rispondevo al signore.
- Ciampino o Roma ? - Roma. Permesso.
(ANTONlO) l passaggi dovrebbero essere sgombri.
Scusi.
Grazie.
(CON ACCENTO TEDESCO) Attento !
Dicono che abbia gi� rubato un bambino a Frosinone.
- Bisognerebbe spaccargli la testa ! - Dovrebbero darlo alle donne !
- Lei che ne dice ? - Quali donne ?
Le madri lo farebbero a pezzetti !
No, sono cose da uomini. Se lo prendessi, io...
- E' armato ed � alto due metri ! - lo non avrei paura.
- Non � alto, � basso. - L'ha visto ? - No, me l'hanno detto.
lo ho sentito che � alto.
- lo l'ho visto. - (DONNA GlOVANE) Davvero ? Che tipo � ?
Ha un bel viso. Occhi belli, grandi.
Lineamenti delicati.
No, � strabico, ha la bocca grande e i denti lunghi.
E' brutto, la bocca sembra un forno.
- lo l'ho visto. - Ciampino !
Ciampino ?
PARLA lN TEDESCO
Non si arrabbi, sicuramente anche al suo Paese piove.
Vai a mori' ammazzato !
Bisognerebbe controllare quelli che hanno un pacco o una valigia.
Chiss� dove ha nascosto quella creatura !
Mi hanno detto che ha un cappello grigio.
- Grigio ? - E' poco per riconoscere una persona.
Anche il mio � grigio. E anche quello del signore.
- Che colore � ? - Nero. - No, � grigio.
Era nero, l'ho fatto tingere grigio.
ll colore non � sufficiente, che forma aveva ?
- Aveva lo spacco in mezzo. - All'inglese, con i bordi rialzati ?
- S�, con lo spacco. - No, era rotondo e schiacciato in mezzo.
No, aveva le falde in gi�, ''alla pecorara''.
(DONNA GlOVANE) No, aveva le falde in gi�.
Non si capisce niente !
Qualcuno dice che ha lo spacco, qualcuno che � dritto,
- un altro che � storto ! Boh ! - Ma no, era tutto rovinato.
- Un cappellaccio ! - No, l'uomo era senza cappello.
Ma che dici ? lo l'ho visto, aveva il cappello !
Ti ho detto che era senza cappello ! Lo riconoscerei tra mille persone.
Potrebbe anche stare qui in mezzo a noi.
E' lui !
- Smetti di fare il buffone ! - Va bene, mi sono sbagliato !
- Si pu� sbagliare, vero ? - Certo.
Testina d'abbacchio !
- Sono contento che la pensi come me. Ti saluto. - Buongiorno.
Se invece di essere tu, fossi lui,
lo prenderei cos� e lo strozzerei !
- Mostro preistorico ! - Metta gi� le mani !
- Lascia la creatura che hai rubato ! - Gi� le mani !
Ti ammazzo come un cane !
Scommetto che l'hai nascosto nel cesto.
lnfatti, eccolo !
Ma poich� invece di essere lui, sei tu,
- qui c'� roba da mangiare. - Come ?
Oddio ! E' sceso !
Signorina. Signorina !
Signorina ! ln quella cesta c'�... Signorina !
La cesta !
Biglietto.
- Signore, biglietto. - Mi lasci stare.
- Deve darmi il biglietto. - lo ce l'ho.
- Allora me lo faccia vedere. - Sono affari miei. - No, sono miei.
Non mi offenda, io sono un libero cittadino ! Che vuole da me ?
- Mi dia il biglietto. - Crede che facendo cos� far� carriera ?
- Mi dia il biglietto. - lo ho fatto il militare a Sondrio.
- E allora ? Mi dia il biglietto. - Basta !
- Costa 30 lire. - Tenga il resto.
- Buongiorno. Dove lavora Fernando ? - Sta all'ultimo piano. - Grazie.
- Fernando ! - Che c'� ?
- Ti ho portato il pranzo. - Mettilo nel secchio.
Va bene.
Gigetto, tira su.
Ciao.
- Dov'� il cesto ? - Quale ?
- ll mio. Questo � il suo. - L'ho mandato su da mio cognato.
Oddio, lo faccia fermare !
- Che c'era dentro ? - Un bambino. - Madonna santa !
Allora quello �... Aiuto !
Ehi, voi ! ll mostro � salito su adesso !
- Davvero ? - S�, aveva il bambino nella cesta.
Gli spacchiamo la faccia !
Ho fame ! Speriamo che non ci sia il brodo.
- Ma sono matti ! - Pensano che siamo cannibali ?
- Poverino ! Come � carino ! - Chiss� di chi �.
ll...ba...bbi...
FARFUGLlA
- Che dici ? - ll pupo ? - ll bambino � mio.
Sull'autobus la ragazza ha scambiato il cesto.
Antonia � proprio una stupida ! Dovremo mangiare all'osteria.
- Ci dispiace. - Andiamo.
Figlio mio. Figlio mio !
Hai visto che ha fatto pap� per ritrovarti ?
- Come si dice a pap� ? > Brutta carogna !
Non si dice cos� a pap�.
- Mi somiglia, vero ? - No. - Ma io sono il padre.
Davvero ?
- Posa la creatura. - Posala. - Non fate scherzi.
- Fermi. - O ti butti di sotto o ti buttiamo noi. - Buttati !
Non posso, sono dieci piani !
Allora ti buttiamo noi.
- Buttati ! - Prendi questo !
- L'hai preso ? - (ANTONlO) No ! l mattoni no !
Buttati o ti buttiamo noi !
Eccolo ! Non scapperai ! Vuoi una spinta ?
- Ora sei in trappola. - Daglielo forte in testa !
Buttati.
- Dai, si sta rompendo il tubo. - Guarda che faccia !
Forza ! Buttati !
- Ciao, pap�. - Ciao, nonno. Ecco Teresina.
Che carina ! Ti somiglia. Andiamo dentro.
Evaristo, i bagagli.
- Esterina ! - S�, signor Arturo.
- Prendi i bagagli. - Dalla a me, nonno. - No, la tengo io.
Dia a me, signore.
- Quant'� ? - 3.000 lire.
- Non vuole il resto ? - Quant'� ? - 2.000 lire.
Scusi. Tenga, arrivederci.
- Ho pagato poco. - Quanto ? - 2.000 lire. - E' caro.
- Entrate. Salite la scala. - Va bene.
Teresina.
Ma perch� il nonno � venuto qui a Roma ?
- Boh ! - Chiss�.
- Dove andate ? La scala � questa. - Quella � la scala di servizio.
Ehi ! Dove vai ?
- l Romolini stanno l�. - Grazie. - Prego. Buongiorno.
Per� !
Ecco il mio cappello da pesca.
- La giacca � mia. - E il cappello � mio.
Dov'� la mia giacca ? Questa � stretta.
- Queste sono tue. - S�.
Questa � la mia borsa della spesa !
- Mi fai accendere ? - S�.
- Grazie. - Giovannino ! Anche tu qui !
- C'� anche il cane da guardia ! - Scusate.
- Signor De Filippo. - De Pasquale. - Venga, signor Di Gennaro.
- De Pasquale ! - De Felice. - De Pasquale !
C'� un guaio. Voi avete il mio bambino e la vostra � a casa mia.
- Non ce ne siamo accorti ! - Si accomodi.
- Si sieda sulla poltrona. - Non posso, non vede come � molleggiata ?
- Dovremo imbottirla. - lo voglio il mio bambino.
- Antonino, prendi il bambino. - Va bene.
Devo fare presto, tra 20 minuti c'� il pullman.
Noi dobbiamo andare a Marino. No, ci siamo gi�.
Dov'� la mia giacca ?
- E' questa ? - S�, - Grazie. Molto gentile.
- Posso offrirle qualcosa, signor De Laurentiis ? - De Pasquale !
- Scusi, signor De Paolis. - lo sono De Cosis !
- Vuole un bicchierino di liquore ? - Non ha visto l'etichetta ?
Non si preoccupi, poich� siamo distratti,
mettiamo il liquore nella bottiglia del veleno per topi,
- e il veleno nella bottiglia del liquore. - No, cara.
nella lattina della benzina.
- E dov'� la benzina ? - Qui. - Vuole ?
No, grazie, ho gi� fatto il pieno.
- Eccola. - Cos'� ? - La sveglia.
- lo non la volevo. - Allora la riporto di l�.
- Accidenti ! - Attento al liquore. - Voglio mio figlio !
- E' dal nonno. - Dov'� ? - Qui vicino, alla casa del coso.
Del coso ? Cosa ? Ma lei parla a caso.
- E' la casa del padrone. - Allora vado. Un momento.
- lo avevo una giacca. - E' vero. - Non fate scherzi.
- Che figura ! - La troveremo.
La giacca mi serve.
- Che fa ? - Dov'� il signor De Angelis ?
- De Pasquale ! - Bussano.
- Che fa lass� ? - lppica.
SUONO DELLA SVEGLlA
Pronto ? Casa Romolini. Pronto ?
Non risponde. Pronto ?
Non � un telefono, � una sveglia !
- Sono le 1 1 e mezza. - E' ora di andare a letto. - Buonanotte.
Fermi tutti ! La mia giacca ?
(lNSlEME) Buonanotte, signor De Carlo.
Macch� De Carlo ! lo mi chiamo De Cos... Non mi ricordo pi�.
De Pasquale ! Con la P come Livorno !
Dov'� ?
Eccola ! Accidenti !
Amore del nonno !
Cuc� !
Cuc� ! Pipp� ! Did� !
- Lei � il nonno dei Romolini ? - S�.
- Questo bambino � mio. - Ma...
Mi aspetta il pullman. Sono d'accordo con i parenti.
- Ma che dice ? - Stia zitto, villico ! - Fermo !
- Aiuto ! - Mi lasci andare, villano !
(NONNO) Fermo ! Aiuto !
Fermo !
Aiuto. Aiuto !
- Aiuto ! - Non si fanno le serenate a quest'ora, � mezzanotte.
- Che succede, signor Arturo ? - Aiuto !
- Che � successo ? - Mi ha rubato la creatura !
- Chi ? - Quello ! - Chiamiamo qualcuno. - Che c'� ?
Mi ha rubato la pupa !
- Che succede ? - Hanno rubato la nipote.
- Chi ? - Uno che � scappato. - Prendiamolo !
- ll mio bambino � solo a casa. - Avvertiamo gli altri.
- Eccolo. Fermo ! - Chi � ?
- Lascia quella creatura. - No, � mio.
- Spacchiamolo in due ! - Questo bambino � mio.
- Ammazziamolo. - S�. - Lasciatemi parlare !
- No, devi morire ! - Aiuto ! - Fermati, mascalzone !
Assassino, fermati !
- Ha girato qua sotto. - Andiamo.
- Ancora non l'avete preso ? - Chiss� dove si � nascosto.
Se lo prendo, gli do un'accettata in faccia. Andiamo di qua.
lL BAMBlNO PlANGE
Presto, da quella parte !
Avanti ! Correte !
- lo non ho trovato i Romolini. - Neanch'io.
- Lo sapevo. - Macch� sapevate ! - Tenga gi� le mani.
URLA E VOCl CONClTATE
lo li ho visti, cercavano i Romolini. Eccoli.
S�, c'� anche l'altro.
Prendiamoli !
Ce l'hanno con noi !
- Non l'hanno preso. - Deve essere un pazzo, un mostro.
Ha rovinato la festa di Marino
e ha fatto venire le convulsioni a mia moglie.
- Ci vorrebbe la pena di morte. - Basta l'ergastolo. A Porto Longone.
- No, ci vorrebbe la pena di morte, anzi la tortura. - Biglietto !
- Signore ! - Dice a me ? Scusi.
- Dove va ? - A Porto Longone.
- Come ? - No, rispondevo al signore.
- Ciampino o Roma ? - Roma. Permesso.
(ANTONlO) l passaggi dovrebbero essere sgombri.
Scusi.
Grazie.
(CON ACCENTO TEDESCO) Attento !
Dicono che abbia gi� rubato un bambino a Frosinone.
- Bisognerebbe spaccargli la testa ! - Dovrebbero darlo alle donne !
- Lei che ne dice ? - Quali donne ?
Le madri lo farebbero a pezzetti !
No, sono cose da uomini. Se lo prendessi, io...
- E' armato ed � alto due metri ! - lo non avrei paura.
- Non � alto, � basso. - L'ha visto ? - No, me l'hanno detto.
lo ho sentito che � alto.
- lo l'ho visto. - (DONNA GlOVANE) Davvero ? Che tipo � ?
Ha un bel viso. Occhi belli, grandi.
Lineamenti delicati.
No, � strabico, ha la bocca grande e i denti lunghi.
E' brutto, la bocca sembra un forno.
- lo l'ho visto. - Ciampino !
Ciampino ?
PARLA lN TEDESCO
Non si arrabbi, sicuramente anche al suo Paese piove.
Vai a mori' ammazzato !
Bisognerebbe controllare quelli che hanno un pacco o una valigia.
Chiss� dove ha nascosto quella creatura !
Mi hanno detto che ha un cappello grigio.
- Grigio ? - E' poco per riconoscere una persona.
Anche il mio � grigio. E anche quello del signore.
- Che colore � ? - Nero. - No, � grigio.
Era nero, l'ho fatto tingere grigio.
ll colore non � sufficiente, che forma aveva ?
- Aveva lo spacco in mezzo. - All'inglese, con i bordi rialzati ?
- S�, con lo spacco. - No, era rotondo e schiacciato in mezzo.
No, aveva le falde in gi�, ''alla pecorara''.
(DONNA GlOVANE) No, aveva le falde in gi�.
Non si capisce niente !
Qualcuno dice che ha lo spacco, qualcuno che � dritto,
- un altro che � storto ! Boh ! - Ma no, era tutto rovinato.
- Un cappellaccio ! - No, l'uomo era senza cappello.
Ma che dici ? lo l'ho visto, aveva il cappello !
Ti ho detto che era senza cappello ! Lo riconoscerei tra mille persone.
Potrebbe anche stare qui in mezzo a noi.
E' lui !
- Smetti di fare il buffone ! - Va bene, mi sono sbagliato !
- Si pu� sbagliare, vero ? - Certo.
Testina d'abbacchio !
- Sono contento che la pensi come me. Ti saluto. - Buongiorno.
Se invece di essere tu, fossi lui,
lo prenderei cos� e lo strozzerei !
- Mostro preistorico ! - Metta gi� le mani !
- Lascia la creatura che hai rubato ! - Gi� le mani !
Ti ammazzo come un cane !
Scommetto che l'hai nascosto nel cesto.
lnfatti, eccolo !
Ma poich� invece di essere lui, sei tu,
- qui c'� roba da mangiare. - Come ?
Oddio ! E' sceso !
Signorina. Signorina !
Signorina ! ln quella cesta c'�... Signorina !
La cesta !
Biglietto.
- Signore, biglietto. - Mi lasci stare.
- Deve darmi il biglietto. - lo ce l'ho.
- Allora me lo faccia vedere. - Sono affari miei. - No, sono miei.
Non mi offenda, io sono un libero cittadino ! Che vuole da me ?
- Mi dia il biglietto. - Crede che facendo cos� far� carriera ?
- Mi dia il biglietto. - lo ho fatto il militare a Sondrio.
- E allora ? Mi dia il biglietto. - Basta !
- Costa 30 lire. - Tenga il resto.
- Buongiorno. Dove lavora Fernando ? - Sta all'ultimo piano. - Grazie.
- Fernando ! - Che c'� ?
- Ti ho portato il pranzo. - Mettilo nel secchio.
Va bene.
Gigetto, tira su.
Ciao.
- Dov'� il cesto ? - Quale ?
- ll mio. Questo � il suo. - L'ho mandato su da mio cognato.
Oddio, lo faccia fermare !
- Che c'era dentro ? - Un bambino. - Madonna santa !
Allora quello �... Aiuto !
Ehi, voi ! ll mostro � salito su adesso !
- Davvero ? - S�, aveva il bambino nella cesta.
Gli spacchiamo la faccia !
Ho fame ! Speriamo che non ci sia il brodo.
- Ma sono matti ! - Pensano che siamo cannibali ?
- Poverino ! Come � carino ! - Chiss� di chi �.
ll...ba...bbi...
FARFUGLlA
- Che dici ? - ll pupo ? - ll bambino � mio.
Sull'autobus la ragazza ha scambiato il cesto.
Antonia � proprio una stupida ! Dovremo mangiare all'osteria.
- Ci dispiace. - Andiamo.
Figlio mio. Figlio mio !
Hai visto che ha fatto pap� per ritrovarti ?
- Come si dice a pap� ? > Brutta carogna !
Non si dice cos� a pap�.
- Mi somiglia, vero ? - No. - Ma io sono il padre.
Davvero ?
- Posa la creatura. - Posala. - Non fate scherzi.
- Fermi. - O ti butti di sotto o ti buttiamo noi. - Buttati !
Non posso, sono dieci piani !
Allora ti buttiamo noi.
- Buttati ! - Prendi questo !
- L'hai preso ? - (ANTONlO) No ! l mattoni no !
Buttati o ti buttiamo noi !
Eccolo ! Non scapperai ! Vuoi una spinta ?
- Ora sei in trappola. - Daglielo forte in testa !
Buttati.
- Dai, si sta rompendo il tubo. - Guarda che faccia !
Forza ! Buttati !
Hai chiuso la porta e la finestra ! lo soffoco !
Per avere un po' di fresco, in Algeria teniamo le imposte chiuse.
E in ltalia aperte.
PAROLE Dl PROTESTA lN FRANCESE
E' caduto laggi�.
- Adesso ci penso io. - Presto !
- E' caduto. - Andiamo.
Hai avuto paura ? lo s�.
- Fermo ! - E' il compare !
Salite.
- Ho trovato il bambino. E' qui nella cesta. - Bene. Salite.
Fermo ! Accidenti, � scappato ! Se lo prendo... !
- Che fai, prendi a schiaffi me ? - Scusa.
E' Carnevale ?
- Sono tutti in chiesa, � arrivata sua suocera. - Accidenti !
- Signor De Pasquale, io sono ancora cos�. - Si copra, sporcaccione !
Andiamo.
Una cerimonia magnifica. Arrivederla, reverendo.
- Che bel bambino ! - Arrivederla e grazie.
Un battesimo senza il padre e con un compare come questo !
- Dov'� quel buffone ? - Mamma, � diventato una persona seria.
- Ma va' ! - Davvero, ora � una persona seria. - Smettila !
- Evviva ! Eccomi. - Finalmente ! - Qui c'� il bambino.
Non sai che mi � successo ! ll cornicione, mi volevano linciare,
- le botti, le botte. - E' ubriaco. - lo ? - (MATTEO) Donna Lucrezia !
- Sei ubriaco anche tu ? - No. - Non vedrete pi� n� me n� i miei soldi !
- No, lasci i soldi ! - Mamma !
- Non potevo venire senza bambino. - Ma l'abbiamo gi� battezzato.
- Cosa ? E questo chi � ? - La bambina dei Romolini.
- Chi ha fatto il compare ? - lo.
Dopo tutto quello che ho sub�to per colpa vostra !
Vi sequestrer� tutti i mobili e vi citer� per danni.
- lo sono avvocato. - Avvocato ! Mi faccia il piacere !
- Vedremo ! - Avvocato degli erbaggi !
PERNACCHlA Che gente !
- Che nome gli avete dato ? - Fermo, Tranquillo e Placido.
Povera creatura. Domani sequestro tutto.
- Ehi ! - Che c'� ? - Bisogna portare via il carro. - Lo porti via.
Eccoli !
- E' lei ! - Ecco la mia Teresina ! - Non si fanno queste cose !
- Questa � mia. - No, signora, la sua � sul carro.
- Queste cose non si fanno. lo posso adire ! - Adisca !
Eccola. Teresina.
Aahh !
Fermo, Tranquillo e Placido.
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