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Original subtitles

GIORNI DI DUBBIO

Al principio, riuscivo a vedere solo il suo volto.

Il suo volto di bambola che avanzava verso di me.

E in testa mi risuonava quella lenta e assurda melodia.

Come una musica che veniva dall'altro mondo.

Poi vidi la stanza. Una stanza circondata di specchi.

Come mi trovavo là?

Era pericoloso e lo sapevo.

Avrei voluto voltarmi e scappare,

ma non potevo.

Come se la mia volontà fosse intorpidita...

e dovessi fare quello per cui mi trovavo là.

Che sogno!

Questi lividi nella gola...

non c'erano ieri sera quando sono andato a letto.

Impossibile.

Non è stato altro che un brutto sogno.

Ma i sogni non sono reali fino a questo punto.

Allora non possono essere venuti nel sogno...

o essermi strangolato da solo mentre sognavo.

Sangue!

Devo essermi graffiato.

Il bottone e quella strana chiave.

C'erano nel sogno.

Ma non li avevo mai visti prima.

E non c'erano quando sono andato a letto ieri sera.

Il bottone non è mio e neanche la chiave.

Eppure sono qui.

Quindi deve essere accaduto.

Il sogno, la lotta, il delitto... Tutto!

Ma come è potuto accadere, senza che me ne rendessi conto?

Forse sto diventando pazzo.

Oltre i tetti, vedevo il fiume.

C'era la tranquillità assoluta.

La confusione era dentro di me.

Il mio stomaco era in preda alla nausea.

Non potevo andare a lavorare.

Non volevo vedere nessuno.

Mi chiama Canal 47362.

Senti, se non vieni perché ce l'hai con me per ieri sera...

- ti chiedo scusa. - E' Stan?

Se stai male è un altro conto.

Per quanto credi che ne avrai?

Non lo so, chiamerò Pee-Wee.

Cos'ha detto? Cosa succede?

Abbiamo quattro dischi da incidere e il tuo ragazzo si dà malato.

Ma cos'ha? E' qualcosa di serio?

Ieri gli ho rifiutato i suoi arrangiamenti.

Billy,sai bene che non farebbe una cosa simile.

Senti bella.

So che gli vuoi bene e anch'io, ma ammetterai che è un po' svitato.

E' quel tipo di svitato che mi piace.

E' un problema tuo. Io devo trovare un sostituto.

Vediamo.

Thomas, Pee-Wee Thomas.

Meno ci pensavo, più stavo male.

Anche quella strana musica continuava ad ossessionarmi.

Dove l'avevo sentita prima?

Improvvisamente la stanza cominciò a girare.

Hotel New Orleans? La stanza del sig. Grayson.

Il sig. Grayson non risponde?

Oh, grazie.

Il nostro genio non è a casa.

- Oh, Billy! - Non ci trovi niente di strano?

No, io no.

Non le bevo queste storie. Lo sostituirò.

Non essere precipitoso. Lascia che prima gli parli.

Cosa credi di ottenere.

Ragazzi, questo pezzo faceva schifo!

Dovevo uscire dalla mia stanza.

Vedere la luce del sole.

Non potevo restare al chiuso.

L'idea della notte, mi terrorizzava.

Camminai tutto il giorno senza meta.

Non mi importava.

Dovevo parlare con qualcuno.

Gina?

Forse mi avrebbe tranquillizzato.

Avevo bisogno di una spiegazione.

René, mio cognato.

Forse lui sarebbe riuscito a darmi una risposta.

- Ciao. - Aspetta un momento...

Ci siamo già visti da qualche parte.

Ciao, sorella.

Stavo parlando di te con René, 10 minuti fa.

Dicevo che se non ti facevi vedere, ti avrei fatto prelevare dalla polizia.

Sei in tempo per la cena, se non lo sai.

Ceni con noi, no?

Sì, certo.

Ti senti male?

Lo dico sempre anche a René che ti trascuri.

Locali notturni, quegli orari...

Stai bene?

Sì, sto bene.

Hai una brutta cera.

Un po' di stanchezza.

Hai lavorato oggi?

Ho inciso dischi.

Bene, me li farai ascoltare.

Dov'è René?

Dove credi che sia?

Nel garage?

Vai a vedere che hobby si è trovato il mio ingegnoso marito.

E' tanto preso che si dimentica di venire a cena.

Digli che saremo a tavola fra cinque minuti.

Glielo dirai?

Ciao, René.

Stan!

Non farmi più di questi scherzi, ci metto poco a tagliarti la testa.

Che te ne pare, eh?

- Stupenda, no? - Bella.

Quando l'hai presa?

Tre settimane fa, un affare.

Da uno con la moglie che ha paura dell'acqua.

Senti, René.

Dovrei parlarti.

- Bene, finisco di... - No, un momento.

Ti è capitato qualche guaio?

René.

Ho un grosso problema.

Sputa.

Non so come cominciare.

Hai litigato con Gina, vero?

Accomodo tutto io.

Magari fosse così semplice.

E di che si tratta?

Tu penserai che sono diventato matto.

Stanotte ho avuto un incubo.

Ho sognato di uccidere un uomo.

Finché è un incubo.

Non so chi era.

E nemmeno dove mi trovavo.

Era una specie di stanza con specchi.

Stavo lottando con lui e...

ad un tratto l'ho colpito con un pezzo di ferro o qualcosa.

E durante la lotta...

lui ha perso un bottone della giacca.

Dopo averlo ucciso, ho chiuso il corpo in uno stanzino e ho preso la chiave.

E' uno strano sogno.

Dopo, quando mi sono svegliato...

beh...guarda.

Stamattina avevo del sangue qui.

No, no. Ascoltami.

Avevo pensato di essermi graffiato nel sonno...

prima che vedessi questi.

Hai i nervi a pezzi.

René, devi aiutarmi!

Ma certo.

Non sai in che stato sono.

Dove hai preso questa?

- Te l'ho detto... - No, la prima volta...

prima che la sognassi.

Allora non hai sentito!

Non hai capito quello che ti ho detto!

Non l'avevo prima che la sognassi.

Non l'ho mai vista.

L'ho trovata quando mi sono svegliato.

Te l'ho detto prima...

lavori troppo e con troppo accanimento.

D'accordo, sei un musicista, col temperamento di artista...

ma non devi tirare troppo la corda.

- René. - Non dico che ti sia ammattito...

però frequentare locali a certe ore... - Basta René!

Non sono ubriaco e neanche matto.

In qualche posto c'è una porta e questa è la chiave.

Dietro quella porta c'è un cadavere.

Non so chi sia o dove sia.

Non so come è accaduto.

Ma è accaduto.

E io devo averlo fatto.

Altrimenti come farei ad avere questi ricordi così forti?

E questi oggetti?

Stammi bene a sentire.

Li avevi già questi oggetti, messi chissà dove...

dimenticati chissà dove molto tempo fa.

Poi ieri sera avrai mangiato un po' pesante...

bevuto un po' troppo...

ed ecco spiegato l'incubo.

E sono venute fuori queste cose che avevi dimenticato.

- No, no, no! - Non dire di no!

I sogni non accadono realmente.

Sta tranquillo.

Se ti fossi azzuffato con qualcuno...

e lo avessi colpito, ti saresti svegliato.

E' avvenuto René, ti dico che è avvenuto.

Te lo sei sognato, non hai fatto nulla.

Senti, perché non ti prendi un po' di riposo?

Hai i nervi a pezzi.

Porta Gina a Biloxi, vai un po' a pesca.

- E' la tua risposta? - Sì.

Prenditi una vacanza?

Non hai da dirmi altro?

Stan, René, venite.

René, ti prego.

Se ti dico che non avevo mai visto queste cose prima...

Non pensarci più.

E non parlarne a Sue, capito? La preoccupi già tanto.

Non mi dai il minimo aiuto, eh?

Naturalmente, no!

Se dovessi arrestarti per un omicidio commesso in sonno...

dovrei farlo mentre sogno anch'io.

Perchè sono fuori servizio quando sogno.

Andiamo, andiamo.

Dopo mangiato sarà tutta un'altra cosa.

Mi vuoi fare un favore?

Sorridi con Sue.

Come al solito.

Questo smalto non attacca mai.

Ti piacciono gli scampi fritti?

Speriamo di si, eh Sue?

Dato che non abbiamo altro

Ti senti meglio, Stan? Credevo stessi male.

Infatti... non mi sentivo troppo bene.

Ti ho chiamato oggi in hotel e non c'eri.

Bill ha cominciato a sospettare.

Non stavo bene per lavorare...

e non abbastanza male per starmene chiuso.

Perché ne fate un dramma?

Sangue!

Lo avevo lavato!

Non so quanto tempo rimasi svenuto.

Ricordo vagamente di aver ripreso conoscenza per un momento...

ed ebbi la sensazione che mi trasportassero da qualche parte.

Poi svenni di nuovo...

e verso mezzanotte qualcuno mi svegliò.

Ti senti meglio?

Ho parlato? Ho detto qualcosa?

No, niente.

Ma ci hai spaventati tutti a morte.

Che devo fare?

Sue sta dormendo.

Ho accompagnato Gina poco fa.

Ti hanno chiesto qualcosa?

Secondo te?

Che gli hai detto?

La verità.

No, non quella che pensi.

Non la storia dell'incubo, la verità vera.

Che hai un bell'esaurimento.

René, come posso farti capire...

Riconosco che la tua storia sia interessante...

ma ha il torto di essere avvenuta qui dentro.

Avanti.

Continua così e diventerò pazzo davvero.

Invece perché non cerchi di aiutarmi?

E come?

Sei un detective. Prendi la chiave e il bottone!

Hai risolto molti casi che avevano meno indizi.

Scopri da dove vengono.

E perché li avevo indosso.

Scopri dov'è la stanza degli specchi.

Lascia andare.

Cerca di dimenticartene!

Non posso!

Sono gli unici indizi che ho per scoprire cos'è successo.

Non è successo niente!

Ti sei talmente autosuggestionato...

che hai preso per sangue lo smalto delle unghie.

Sono scherzi che ti ha giocato la tua immaginazione.

Non può essere.

E senti...

Non raccontare a Sue queste sciocchezze o...

Insomma, non dirglielo.

Si preoccupa tanto per te da quando è morta vostra madre.

Lo so.

E poi ora non sarebbe il momento adatto.

Ora? Perché ora?

Non volevo dirtelo così presto, ma...

aspetta un figlio.

Che bello, René!

E' bello.

Dopo nove anni di matrimonio?

E' meraviglioso!

In quanto al resto, dimenticalo.

Se continui con queste fantasie...

ti porto da uno psichiatra.

Ora su... cerca di dormire

Dormire!

Sapevo che non avrei dormito prima di trovare una risposta.

Passarono quattro giorni senza che scoprissi nulla.

Lessi tutti i giornali.

Neanche una riga sul delitto.

Non riuscivo a capire.

Per tutta la settimana avevo evitato Gina.

Non volevo che anche lei fosse coinvolta in quel...

mostruoso mistero che mi tormentava il cervello.

Se non accadeva qualcosa al più presto...

Eccola!

Quella melodia dell'altro mondo.

Se avessi potuto scoprire dove l'avessi sentita...

sarebbe stata il primo indizio.

Qualcuno dei miei colleghi forse conosceva quel motivo.

Mai sentita in vita mia. Mi spiace.

Un po' strana. Mai sentita.

Sempre la stessa risposta in ogni angolo di Bourbon Street.

Questo motivo sconcertava anche gli esperti.

Mi dispiace Stan, e sì che credevo di conoscerle tutte.

Grazie comunque.

Scusami.

Era lei!

La ragazza nella stanza degli specchi.

Mi scusi.

Diceva qualcosa?

L'ho confusa con un'altra.

Non è molto originale, ma per attaccare...

No, guardi si sbaglia, credevo che le fosse...

...un'altra persona.

Allora io dico: davvero?

E lei: si, sapesse come vi assomigliate.

Di spalle?

Sì, di spalle, è naturale.

E dopo un po' mi chiede: perché non beviamo insieme?

Lasciamo da parte i preliminari?

Cos'era prima che lo bevesse?

Whisky, ha detto lui.

Altri due.

Grazie.

Il più bravo.

Viene spesso qui?

Se non fosse successo niente, avrei ascoltato un po' di musica...

e me ne sarei andata.

Se non succedeva niente.

Come ti chiami?

Joe. Joe May

Ciao, Joe May. Io sono Madge Novick.

Ora...

A cosa brindiamo?

Alla luce del sole.

Ci sto. Alla luce del sole.

Perché alla luce del sole?

Perchè la preferisco al buio.

Anch'io.

La mattina, quando c'è il sole mi sento felice.

Ma quando comincia a fare scuro...

Caro, hai problemi di nervi.

Sono preoccupato per qualcosa.

Dillo a mamma che cos'hai.

Mi prenderesti per pazzo.

Guardati attorno.

C'è un sacco di gente seduta tutta sola,

che crede di trovare compagnia o...

forse un po' di sole in fondo al bicchiere.

A volte penso che tutti quanti siamo un po' pazzi.

Cos'hai da guardare, Oscar?

Forse vorrà riempirci i bicchieri.

Ho un'idea migliore.

A casa mia... forse chiamarla casa è un po' troppo.

E' qui dietro all'angolo.

Berremo qualcosa in pace e potrai raccontarmi i tuoi problemi.

Così ti sentirai subito meglio.

Vuoi?

D'accordo.

Non è molto grande.

Mettiti comodo.

Siediti.

Lì sopra?

E' il mio sangue orientale.

Mi piace stare seduta come un Buddha.

Serviti qualcosa da bere. Io torno subito.

Ciao.

Non vuoi più raccontarmi i tuoi guai?

Che ti succede?

Joe?

Chi è?

Io, René.

Ciao René.

Ancora in questo stato?

So io cosa ci vuole per tirarti su.

Per amor del cielo, René.

Avanti, non essere cocciuto!

Infila questo.

Andiamo a fare un picnic.

Neanche per idea!

Non vuoi festeggiare con tua sorella?

Festeggiare cosa?

La nuova macchina che le ho comprato.

Sono contento per lei, ma non voglio andare in nessun posto.

Vuoi stare tutta la vita nascosto qui?

Ascolta...oggi è domenica...

e non sono di servizio.

Io e Sue ti invitiamo al picnic.

C'è un tegame di riso al curry per te.

Vuoi smetterla di trattarmi come un demente?

Non ho voglia di fare delle gite...

per ridurmi peggio di quello che sono!

Fallo per Sue. Non impensierirla.

O vuoi che mi regali un rampollo col mal di cuore?

Avanti. Così va bene.

Senti René, mi metti in una situazione imbarazzante.

Avanti, poche storie. Andiamo.

Ciao, Gina.

Ciao, Stan.

Ciao Sue, come stai?

- Io, benone. - Bene.

Bella macchina.

Un altro giocattolo per il maritino.

Cosa dici? L'ho comprata per te.

Certo. Non so neanche guidare.

Stan, ti assicuro che non è stata mia l'idea.

Non hai bisogno di scusarti.

Avete fatto benissimo.

Bene, dove si va?

Da qualsiasi parte fuori città.

Hai qualche idea, Stan?

Che ne dite di Bayou Lafourche?

E sia per Bayou Lafourche.

Bayou Lafourche.

Mi rimbalzava in testa.

Io e Gina preferivamo andare al lago, però...

qualcosa mi spinse a dire Lafourche.

Senza dubbio significava qualcosa.

Dimmi, lo sai dove stai andando?

No.

Però ho il presentimento che seguendo questa strada...

troveremo un posticino con erba soffice e un fresco delizioso.

Conoscete qualcuno più cocciuto di lui?

Le formiche saranno fastidiose qui come più avanti.

Quel praticello cos'ha che non va?

Niente, ma sono convinto che un po' più avanti...

Senti, fermati qui!

Sto morendo di fame.

Va bene, amore mio, visto che adesso conti per due...

è normale che tu abbia fame.

Ancora un po'?

No, no. Tre bastano.

Vuoi sapere una cosa...

è il miglior riso che abbia mai mangiato.

E' come lo faceva tua mamma.

Mia madre non è mai riuscita a farlo buono come questo.

Oh, René!

Ehi, ragazzi.

Ce n'è ancora se ne volete.

No, grazie.

Quando torni a lavorare?

Non lo so.

Billy è molto inquieto.

Non posso lavorare.

Riesci a capirlo?

Ti capisco, caro...

ma Billy dice che se domani non torni...

non ti riprenderà più.

Bene, nessuno gli impedisce di farlo.

Non hai fiducia in me?

Perché non vuoi dirmi che cos'hai?

Lo so che non è la tua salute.

Se mi ami, devi confidarti con me.

Dimentica, Gina!

Non puoi aiutarmi.

La miglior cosa che puoi fare è dimenticarmi.

Calma, Susie.

E' terribile!

Lo sai che i tuoni mi spaventano.

Sarà meglio andarcene.

Stan, andiamo, sta per piovere.

Mio Dio!

Non credevo che mi prendesse così in parola!

Il tergicristallo non funziona.

Dovevi provarlo prima di comprare la macchina.

Lo so, lo so.

René, non resisto più.

Fermiamoci al primo posto che incontriamo.

Sì, va bene cara. Però calmati.

Non vedo case intorno.

Quel ponte...

L'avevo già visto prima. Ma quando?

C'è una traversa più avanti.

Passata la curva.

Deve esserci una villa.

Conosci questa zona?

Sei già stato qui?

Ecco la traversa.

Non vorrai farci perdere la strada?

No, no. Continua.

Siamo vicini.

C'è un piccolo viale. Entraci.

Come facevo a saperlo?

Man mano che ci avvicinavamo alla casa...

sentivo attanagliarmi la gola.

Eccolo.

Entra nel viale che ti ha detto.

Usciamo di corsa.

Speriamo che ci sia qualcuno.

Se riuscissimo ad entrare. Sono tutta bagnata!

Sapevo che c'era una chiave da qualche parte.

Cosa fai lì fuori?

Entra e chiudi la porta.

Accendiamo la luce.

No, non quello.

Cos'è? Uno scherzo?

Come mai conosci tanto bene questo posto?

E' uno scherzo, tuo fratello è un mattacchione.

C'è nessuno in casa?

Non farlo!

Stan, hai freddo. Tremi tutto!

Anche tu, Sue.

Cerchiamo di asciugarci...

prima di prendere una polmonite.

Deve essere disabitata da tempo.

Fortuna che sei della polizia.

Non avremo dei fastidi per essere

penetrati così in casa d'altri, vero?

Vediamo se funziona il caminetto.

Siamo fortunati. E' a gas.

Sedetevi lì ad asciugare. O prenderete un raffreddore.

Sono congelata.

Deve esserci una cucina.

Vado a vedere se trovo del tè.

Ti ricordi questo pezzo, Sue?

Era questa.

La musica del mio incubo!

Era quella canzone suonata a velocità ridotta.

L'avevo già sentito prima di allora?

E' stato in questa casa?

Stan, perché non vieni anche tu vicino al fuoco?

E' questo il posto.

Sì, è questo.

Già!

Asciugati la fronte.

Hai la chiave?

Cosa fate lassù voi due?

Non farla salire!

Scendiamo subito.

Sta attenta in cucina, ho messo a bollire l'acqua per il tè.

Va bene, ma smettetela di curiosare in giro.

Guarda.

Era rannicchiato qui davanti quella notte.

Forse usava la fiamma ossidrica.

Sì, vedevo una luce bluastra.

E la sua faccia appariva nello specchio come una maschera.

E lì è dove io...

l'ho nascosto dopo averlo...

- No, no! - Smettila!

Sangue seccato.

Qualcuno si è ferito qui.

Qualcuno è morto.

Vi decidete a scendere o devo venire a prendervi?

Andiamo.

Freud, studio sull'isteria.

Manuale di psicoterapia.

Narcoanalisi.

Il padrone di casa è un medico a quanto pare.

Riporto il vassoio in cucina.

No, lascia stare.

Lo porto io.

Dovrebbe spiovere presto.

Perché non riposi anche tu, come Sue?

Chiudi.

Non voglio che mi sentano.

Siediti.

E ora parliamo dell'altro sogno.

Credi che abbia mentito?

Sapevi dal sogno come venire qui.

E anche dove stava la chiave, vero?

Le tue esitazioni non mi ingannano.

Sapevi anche dell'interruttore dal sogno?

Se non fossi il fratello di Sue...

ti pesterei la faccia fino a cambiarti tutti i connotati.

Ti ho detto tutto la verità.

Sei venuto a chiedermi aiuto.

Perché non hai avuto il coraggio di...

dirmi: senti René, ero in quel posto e ho ucciso uno.

Un tale uomo per tali ragioni.

No! Inventi un sogno!

Rispetterei un uomo qualunque delitto...

avesse commesso, se fosse pronto ad ammetterlo.

Rispetterei anche uno che negasse l'evidenza.

Ma un uomo che si presenta da me...

giocando sul fatto che sono il marito di sua sorella...

abusando della mia buona fede e prendendomi in giro...

- Ma non è così... - Non lo perdono!

Non ho nessuna scusa per lui.

E' il più codardo e lurido verme...

che mi sia mai capitato fra i piedi.

Guarda, René. Guarda.

Stamattina ho trovato questa chiave in tasca.

Guarda, anche questo bottone.

Cercavi la mia compassione, vero?

Volevi farmi credere ai fantasmi per passartela liscia!

Era così! Vero?

René...

E' stato tutto un sogno, eh?

Ma adesso è finito. E' ora di svegliarsi.

Ora mi racconti come sono andati i fatti.

Lo dirai a chi è più in alto di me, a suo tempo.

Ma io voglio saperlo per primo!

Come faccio a dirti quello che non so?

Cosa facevi qui quella notte?

Perché eri qui?

Non sono mai stato qui.

L'uomo che hai ucciso come si chiamava?

Vuoi dirmelo! Vuoi?

Mi vuoi rispondere?

Cosa devo dirti se non so niente?

Perché l'hai ucciso? Perché?

Ho trattato con tipi più duri.

Ti decidi a parlare o ti ammazzo con le mie stesse mani!

Fatevi in là!

Che succede?

Sono io che faccio le domande.

Cosa fate qui?

Ci ripariamo dalla pioggia, soddisfatto?

Non ancora. Identificatevi e fate in svelta.

Faccia da solo.

René Bressard.

Ispettore della omicidi.

Molto lieto di conoscerla, Bressard.

Adesso le dispiacerebbe dirmi chi è lei.

Sono addetto all'ufficio dello sceriffo di questa contea.

Mi chiamo Torrence.

Mio cognato, Stan Grayson.

Ho l'incarico di sorvegliare questa villa.

Sono andato a casa a mangiare qualcosa...

e adesso stavo tornando in ufficio...

Come siete entrati qua?

Credevo di avere chiuso a chiave.

Abbiamo trovato una chiave in un vaso, all'entrata.

Ah sì?

Deve essere un duplicato.

Ho l'originale, non sapevo ne esistessero altre.

Come mai ha l'incarico di sorvegliare questa villa?

Non lo sa?

La settimana scorsa qui è stato commesso un delitto.

Un delitto?

Mi racconti tutto, i delitti sono la mia specialità.

Una sigaretta?

No, grazie.

Ho smesso di fumare neanche un mese fa.

Da allora porto in tasca queste.

Questa villa appartiene ad una ricca coppia, i Belknap.

Lui ha affari importanti..

e fa spesso lunghi viaggi d'affari.

Era via quando è successo.

Da qualche parte in Messico.

Infatti non siamo ancora riusciti ad avvertirlo.

Sua moglie era molto graziosa.

Era?

Aveva un flirt.

Si faceva vedere in giro con un giovanotto.

Il suo nome era Bob Clune.

Era?

Fu il lattaio a trovare il corpo della signora Belknap...

lunedì all'alba, sul vialetto che porta qui.

Morta?

Quasi. Priva di sensi.

Spezzate le gambe, commozione...

lesioni interne. Sfigurata.

Gli fa impressione, eh?

A queste cose non c'è abituato.

Tornando alla donna, com'è successo?

Investita da un auto. L'abbiamo trovata dopo.

Con tracce di sangue e capelli sulle ruote.

Era di Bob Clune.

Così Warner, che è il mio capo...

viene qui per le indagini...

e trova una cassaforte manomessa in una stanza piena di specchi.

Gliela faccio vedere se vuole.

Una stanza con gli specchi?

Sì, forse è un indizio.

Clune sapeva che Belknap...

aveva una bella somma in cassaforte, quando andò in Messico.

Viene qui e tenta di aprirla...

quando la signora lo coglie sul fatto.

Lui la minaccia e lei fugge.

Lui prende l'auto e la segue...

e la mette sotto.

Ma allora, devo tranquillizzarmi.

Io non so guidare e...

René sa questo particolare.

Tieni...prendi una sigaretta.

Sì, grazie.

- Hai del fuoco? - Sì.

Bene...

credevamo che le cose stessero così fino a mercoledì.

Pensavate?

Sì.

Avevamo dato l'allarme per prendere Clune.

Poi mercoledì mattina la signora Belknap si riprende.

La prima cosa che dice è:

Come sta Bob?

Non l'ha ucciso, vero?

Lui?

Sentito questo ci ripresentiamo qua.

Troviamo il corpo di Clune

dietro una delle porte a specchio.

Pugnalato con un punteruolo.

La signora morì quella notte.

Bene, qui siamo rimasti.

Avete una pista per l'assassino?

Più o meno tutto, tranne l'identità.

La donna sembra che l'abbia visto bene.

I dati sono nell'ufficio del mio capo.

Ora devo andare proprio lì. Vi interessa?

Sì. Potrei aiutarvi a rintracciarlo.

Il suo aiuto sarà prezioso.

Grazie.

Vado a dire alle ragazze che ci allontaniamo per un po'.

Mia moglie.

Non si impressioni, è normale per noi.

Lo so.

Non sono abituato a queste cose.

Sì, lo capisco bene.

All'inizio, anche a me faceva questo effetto.

Ho avvertito Gina.

Sue dorme ancora. Andiamo.

- No, io resto qui. - Andiamo!

E' strano, capitano Warner,

che i giornali di New Orleans non abbiano pubblicato niente.

Sono le nostre istruzioni.

Ah sì?

Abbiamo una teoria secondo cui l'assassino

non sapendo che i corpi sono stati trovati,

torni alla casa a dare un'occhiata.

Forse per sapere che ne è stato della Sig.ra Belknap.

Questa è la descrizione che ci ha dato prima di morire.

Gli anni si fanno sentire.

E' ora di mettersi gli occhiali.

Forse questa può aiutare.

Grazie.

L'assassino ha circa 30 anni.

Statura media. Capelli scuri.

Sguardo fisso e allucinato. Come di un malato di mente.

Ha qualche foto di loro?

Della Sig.ra Belknap e di Clune, voglio dire.

Qualcuna scattata in obitorio.

Posso vederla?

Ma certo.

Grazie.

Non piove più.

Potrà andare a fare il barbecue, capitano.

Credo di sì.

Alle 6 sarà tutto asciutto.

Qualche idea?

No, ma forse in ufficio ho qualcosa che fa al caso vostro.

Dagli un'occhiata anche tu, Stan.

Chissà, potresti conoscere queste persone.

Erano loro, i personaggi del mio incubo.

Ora sapevo che non c'era via d'uscita.

Ero un assassino.

E' caduto come un sasso.

Da cosa crede sia dipeso?

Dalla vista dei cadaveri?

Sono cose che lo impressionano, me l'ha detto prima.

Non sta molto bene.

E' soggetto spesso a svenimenti.

- Sì, è da quando... - Non preoccuparti.

Tieni, bevi questo.

Così va meglio.

Lo riaccompagno a casa, gli passerà subito.

- Lo spero. - Grazie.

Non c'è di che. Arrivederci.

Arrivederci.

Grazie, Sue. Senza la pioggia il picnic sarebbe stato meglio.

Riguardati, Stan.

Anche tu. Ti chiamerò.

Salgo un momento.

Lo sai che c'è divieto di sosta.

Mc Bernie è di servizio.

Se fa osservazioni digli di chi è la macchina.

Accompagno Sue a casa, prima di ogni cosa.

Io amo Sue.

Come credo tu ami Gina. Ma sono affari tuoi.

E' mia intenzione di risparmiare questo dolore a Sue.

Non so cosa farà quando lo saprà.

René, che cosa devo fare?

Fuggire.

Ti lascio quest'ultima possibilità.

Se devono prenderti,

voglio che avvenga altrove.

Se sei ancora qui domattina...

ti farò arrestare per duplice assassinio premeditato.

Ancora non so com'è successo.

Non ti chiedo se li hai uccisi.

Sei rimasto di ghiaccio quando hai visto le foto dei cadaveri.

Domani mattina farò il mio rapporto al comando.

E loro riferiranno a Warner.

Ripasserò domattina.

E' meglio che tu sia andato.

Oh, mi perdoni.

Scusi.

Al 15° piano. Su!

Non puoi andare più svelto?

E' già al massimo.

15.

Dovevi lasciarmi.

Non era questo l'accordo. Su, alzati!

Stan.

Non volevo che lo sapessi.

Cosa ti succede?

Deve essere terribile se ti stavi...

Perché, René?

Perché voleva fare questo?

Calmati. Lascia fare a me.

Torna giù e accompagna Sue a casa.

Dille il meno possibile.

Dille che Stan si sente male

e resterò con lui stanotte, d'accordo?

Di qualunque cosa si tratti, digli che io gli starò sempre vicina.

Sì, ora vai giù e occupati di Sue.

René.

Ti ho svegliato?

Che ne è del tuo arresto?

Cosa vuoi sapere?

Se devi arrestarmi domattina, a che serve aspettare?

A niente, forse.

Tieni, fuma.

No, grazie.

Non capisco una cosa...

ti do modo di fuggire...

e tu tenti di suicidarti. Perché?

Non posso sfuggire da me stesso.

C'è qualcosa che non va in me.

Ho ucciso quelle persone.

Non so come, perché e come mai andai là.

Cosa vuoi che faccia.

Non funziona questo lume.

Sarà la valvola.

Com'è capitato l'altra sera al mio vicino.

Ah sì?

Sì. Venne con una candela.

La notte che ebbi l'incubo.

Sì. Era la lampada svitata.

Che dicevi della candela?

A cosa ti riferisci?

Sei stato nella sua stanza?

Eh? No, no. Bussò alla mia porta.

Si affacciò solo per chiedermi...

se da me c'era luce.

Perché è venuto da te?

Non poteva guardare nel corridoio?

Non lo so.

Il corridoio è sempre illuminato.

Forse è su un altro circuito.

E quella notte avesti l'incubo?

Esatto.

Raccontami tutto di quella notte.

Ci fu qualcosa di insolito al night club?

Eravamo tutti eccitati per l'incisione da fare l'indomani.

Suonammo il numero di chiusura come sempre.

Molte grazie.

Suoneremmo volentieri tutta la notte,

ma anche i musicisti devono andare a dormire.

Buonanotte, amici.

Ehi bella, sei stata stupenda stasera.

Grazie, caro.

Ti accompagno a casa?

Hai l'aria stanca.

- Ti senti bene? - Sì.

Ho deciso di usare i vecchi arrangiamenti per domani.

Dici sul serio?

Non ho dormito una settimana per farli.

Forse è questo il guaio. Hai bisogno di riposo.

A me sembrano buoni. Cos'hanno di male?

Se vuoi saperlo, non servono a nulla.

Sono poco commerciali.

- Chi lo dice? - Lo dico io.

Non c'è melodia.

Quando il pubblico non trova la melodia, è morto.

M-O-R-T-O. Morto!

Vuoi continuare a suonare la solita roba antica?

Quando qualcuno fa musica moderna...

Chiedi ai ragazzi.

Loro li hanno provati, che ne pensate?

Sì, non vanno bene.

Troppo moderni.

Tu cosa ne dici.

Non costringermi a mentire.

Tieni, sono i vecchi arrangiamenti per domani.

Quelli antichi.

So che ti dispiace.

Ci vediamo domani.

Poi tornai qui in albergo e...

Sei tornato e ti sei messo a dormire.

No. Quella storia mi bruciava ancora e mi fermai al bar.

Qui sotto.

Non avrei chiuso occhio se prima non mi fossi calmato.

Lì c'era quell'uomo, Britten.

Quello della stanza accanto.

Mi chiamò e mi offrì da bere.

Era un tipo simpatico.

Stava in albergo da una settimana circa.

Lo incontravo spesso in ascensore.

Avrei voluto un brandy...

ma lui insistette per farmi bere un rum.

Sai che a me non piace il rum, ma...

era così simpatico e così l'ho preso per fargli piacere.

Quanti bicchieri hai bevuto?

Solo un paio.

Poi tornai qui e mi misi a letto.

Dormisti subito?

No, lessi il giornale come faccio ogni sera.

La pagina dello sport.

Avevo appena spento la luce, quando sentì bussare.

Chi è?

Harry Britten. Il suo vicino.

Un momento.

Mi scusi, l'ho svegliata?

No, no. Avevo appena spento la luce.

Davvero?

Io sono rimasto senza luce, per questo l'ho svegliata.

Forse un corto circuito.

Lei ha la luce?

Provi.

Sì, deve essersi bruciata la lampadina.

Scusi il disturbo.

Non si preoccupi.

Lei è molto stanco, vero?

Mi sembra molto stanco.

Mi scusi.

Ma niente, sto bene.

Lei è stanco e io l'ho svegliata.

Non si preoccupi.

Aggiunse un paio di frasi...

come se le mormorasse a sé stesso.

Alla fine chiuse la porta e io mi addormentai di colpo.

Un momento.

Sei sicuro che abbia richiuso la porta?

Hai visto che la chiudeva?

Che importanza ha se l'abbia chiusa o no?

Comunque uscì e mi addormentai.

Era affacciato alla porta con una candela in mano,

ripetendo: "Lei è stanco".

E con questo?

"Aveva gli occhi fissi e allucinati".

"Come se fosse un malato di mente".

Cosa?

Oh, pensavo a quello che la Belknap disse a Warner prima di morire.

Hai detto che a volte parlavi con quel tizio?

Di cosa?

Sport, politica...

Un giorno eravamo in ascensore...

ad un tratto tirò fuori delle pastiglie alla menta.

Insistette tanto perché ne prendessi una.

Vuole una pastiglia.

Le prenda, sono buone.

No grazie, non mi piacciono.

Coraggio, le faranno bene.

No grazie, davvero.

Ne provi una, sento che ha la voce un po' rauca.

La presi solo per farlo contento.

Non le potevo soffrire quelle pastiglie.

E avevi preso il rum perché lui te l'aveva suggerito.

Sì.

Stava facendo le prove, forse.

Ti vedo interessato. Cominci a capire qualcosa?

No, niente. Niente che abbia senso, ora.

Tu cerca di dormire, capito?

Dove vai?

Torno alla villa dei Belknap, vedo se riesco a scoprire qualcosa.

Adesso?

Tutta questa strada a quest'ora del mattino?

Devo sapere se quello che penso è vero.

E basta scherzi.

Pensavo che non saresti tornato.

Sono stato lì stamattina presto...

poi sono dovuto tornare di nuovo.

Tieni, guarda questo.

Ebbene?

Chi è?

E' Britten, il mio vicino di stanza.

Britten in realtà è Louis Belknap.

Il marito della donna assassinata.

Allora è stato lui che...

Non è la prova della tua innocenza.

Non ancora.

Ho controllato le tue impronte

con quelle trovate nella stanza a specchi.

Tu sei entrato nella villa dei Belknap.

Hai ucciso Bob Clune e nascosto il cadavere nello stanzino.

E la Sig.ra. Belknap?

Non l'hai uccisa tu.

Tu non sai guidare.

Pensiamo che Belknap ti abbia portato là...

poi ti ha aspettato fuori.

Quando la Sig.ra Belknap è uscita,

il marito l'ha seguita con l'auto di Clune e l'ha investita.

Perché non mi rendevo conto di ciò che stavo facendo?

Forse lo sappiamo.

Ma c'è un solo modo per provarlo.

Mostrare che quanto accaduto allora,

potrebbe ripetersi un'altra volta.

Dovrei tornare nella villa e ripetere quello che feci?

Non esattamente.

Hai ucciso un uomo, Stan.

Per ora sei colpevole.

Dobbiamo provare che non sapevi quel che facevi...

e perché non lo sapevi.

Ma come? Spiegati.

Non abbiamo tempo da perdere.

Hanno rintracciato Belknap. Ha telegrafato a Warner per...

far seppellire la moglie nella tomba di famiglia.

Arriverà in tempo per il funerale.

Mettiti la giacca.

Ero terrorizzato,

ma entrai in quella villa prima che Belknap tornasse dal funerale.

Un paio di amici lo avevano accompagnato.

Io aspettavo sopra, mentre si salutavano.

Perché non vieni a casa nostra per stanotte, Louis?

Sì, vieni da noi.

Non preoccupatevi, sto benissimo qui.

Non vuoi proprio venire?

No, grazie lo stesso.

Buonanotte.

Stava salendo.

Avrei voluto fuggire ma dovevo restare.

Era l'unica possibilità che avevo di salvarmi.

Come è venuto qui?

Mi ci portò lei quella notte.

Ricorda di essere venuto?

Lei sperava di no, vero?

Non è possibile.

Allora come mai sono qui? Me lo spieghi.

Da quanto tempo è nascosto in casa?

Da poco più di un'ora.

La sto aspettando dal funerale.

Chi ha portato con sé?

Solo questa.

Lei ricorda di essere venuto?

E' impossibile, aveva il tipico sguardo del...

Del soggetto ipnotizzato?

Fingevo.

Non vale tanto come ipnotizzatore.

Perché ha fatto tutto quello che le ho detto?

Quando le ho dato il pugnale e detto cosa farne, lei lo ha preso.

Pensavo che alla fine mi avrebbe pagato per farmi tacere.

Se avessi reagito prima, avrebbe usato quel pugnale contro di me.

E sarebbe accaduto. Cosa è andato storto?

Lei scese dalla macchina e io le dissi cosa fare.

Gettai il pugnale in giardino.

In ogni modo, salii su.

Clune stava rubando.

Voleva fuggire con sua moglie, vero?

Sì, sì.

Clune poteva uccidermi...

ma per sbaglio, sua moglie mi mise quel ferro in mano...

e io me ne servì per difendermi.

Questo spiega perché lei è fuggita.

L'ho dovuta travolgere con la macchina.

Non credevo che si fosse sottratto al mio controllo.

Oh, no.

Ero sotto il suo controllo, lei è bravo.

Ma ha appena detto che...

Per smascherarlo.

Non sapevo che facevo quando arrivai qui...

e non l'avrei mai saputo se non avessi visto la sua foto sui giornali.

Era il marito della donna assassinata.

Riconobbi in lei Britten.

Non sono venuto per farmi pagare per ciò che ho fatto.

Non può fare di me un assassino.

Ho ucciso un uomo per legittima difesa...

ma ora dimostrerò la mia innocenza di fronte alla legge,

e le farò pagare quello che mi ha fatto.

- Adesso. Con questa! - No!

No! non lo faccia.

Posso fare qualcosa per lei.

Le darò del denaro e l'aiuterò a fuggire.

Adesso è troppo tardi.

Aspetti.

Solo un minuto. solo un minuto, per farle capire.

Solo sessanta secondi.

Lei non vuole uccidermi.

Quei due tramavano contro di me da mesi.

Lo sapevo. Per questo ho dovuto agire così.

Dovevo farlo!

Non capisce che dovevo farlo?

Lei deve capirmi.

Ci sta riprovando.

Vada su e blocchi lo scalone.

Se quei due l'avessero trattato

come hanno fatto a me, avrebbe fatto la stessa cosa.

- La smetta! - Ancora pochi secondi, la prego.

Lei non vuole uccidermi.

Mi guardi. Mi guardi.

La prego.

Vede. Solo 30 secondi.

Sono sicuro che capirà.

Solo pochi secondi.

- Vado a prenderlo? - No, non ancora.

Deve finire di ipnotizzarlo.

Devo portare una prova sicura ai giudici.

15 secondi.

Ecco. Guardi qui.

Uccidermi non servirà a placare la sua coscienza.

Lei non vuole uccidermi.

Lasci la pistola.

E' molto pesante. Butti la pistola.

La butti, Grayson.

E' troppo stanco per tenerla.

La butti via.

Si sentirà molto meglio.

La lasci cadere.

Forse è meglio che la dia a me, Grayson.

Lei è stanco.

Così va meglio.

Quell'orribile cortina era di nuovo scesa davanti a me.

Non potevo lottare.

Andiamo su.

Non li ha visti?

Per la scala non sono passati.

Cerchiamo nelle altre stanze.

Capitano Warner! Bressard!

C'è una scala qui.

Dividiamoci.

Se vedete qualcosa, gridate.

Sei colpevole. Hai ucciso Clune.

Dammi la giacca.

Scendi in acqua. Là troverai la pace.

Warner, Torrence, da questa parte!

E' andato.

Ti senti meglio?

Sì.

Ora sto molto meglio.

Desidera altro?

Credo che prenderò un altro po' di...pollo.

Ciao, bella.

René.

Ero così nervosa che dovevo tenermi occupata.

Così ho mangiato.

Ti costerà una fortuna.

Potrò pagarlo.

Allora, dimmi... cos'ha deciso il giudice?

Ci sarà il processo,

ma con le prove che ha presentato René,

dice che sarò certamente prosciolto.

Oh, grazie al cielo.

Dovresti essere orgogliosa di tuo marito.

Lo sarò. Se pagherà il conto.

Ordina il tuo!

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