All language subtitles for La Liceale seduce i Professori (Alvaro Vitali, Lino Banfi DVD-Rip))

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Original subtitles

Porca miseria!

Porca zozza!

- Porca puttana, che fai? - Porta fortuna.

Stai fermo che mi d� fastidio. Quanta fretta! lo voglio mangiare.

Fra un po' comincia un programma in TV.

Fanno lanci protonici, missili perforanti... Goldrake!

"Mortacci tui"!

Mi becchi sempre I'occhio all'estrema destra!

Ecco che famiglia mi � capitata: Una moglie disgraziata se ne va...

...e mi lascia un cognato mangiapane a tradimento!

Pap�, ti avevo detto che aveva un fratello balordo.

- Bella gratitudine! E io che ti faccio da madre. - Da madre?!

Tu sai che sono rimasto perch� disapprovo mia sorella.

- La verit� � che qui mangi e bevi. - Sono stronzo? - Indovina.

- Vai ad aprire. - E' il telefono.

- Allora vado io. - Dai!

- Vado io. - Vai a rispondere!

Maledizione a voi! Perch� non v'ammazzate?

"Hallo"? Qui casa Presta Laricchiuta.

- Sono Nicolino. - Come stai? Non pensavo fossi tu.

- Tutti bene a casa? - Certo. - Come va la mia nomina?

- Cammina. - Fermiamola, sono tre anni che cammina sempre.

- Non per accorciare i tempi... - Mando Angela a studiare da te.

Come vuoi, ma manca un solo trimestre alla fine della scuola.

Sono sicuro che in un ambiente sano come il vostro...

...Angela, almeno in questi 3 mesi, ritrover� la voglia di studiare.

Qui a Roma, lei si distrae molto. Allora?

- Va bene. - Ne ero certo. Grazie. La faccio partire subito?

- S�, s�. - Vorrei salutare tua moglie. - Quale moglie?

Come "quale moglie"? La tua seconda moglie, Amalia.

La sorella della moglie di mio cognato, noi siamo quasi parenti.

La chiamo, non so in quale ala della casa sia.

E' nell'ala destra, eccola. Amalia, amore?

C'� Nicolino che ti vuole salutare.

- Ma sei scemo? - E' quello del ministero, il mio parente.

- Di' che sei Amalia. - Ma non c'�. - Fai una voce da castrato.

Eccola, Nicolino, stava facendo le faccende.

- Come va, commendatore? - Va bene.

- Tu come stai? - lo bene, grazie.

- Domani arriva Angela. - Mi fa piacere. - E' un disturbo?

- Nessun disturbo. - Cos'� successo alla tua voce?

Ho degli alti e bassi, si sono allentate le corde.

- Il contrabbasso di tua madre! - Riguardati, mia cara.

- Saluti a tutti. - Grazie tante e ossequi alla signora. "Bye- bye".

- Pap�, ma chi � questa Angela? - Una parente, tu non la conosci.

Nel 1754, il tuo bisnonno Oronzo emigr� in America...

...e incontr� zia Imelda, che spos� poi in Canada.

- Ora ti racconta tutta la Bibbia. - Insomma, � una nostra parente.

Tu dormirai nello stanzino di sopra e lei in camera tua.

Ci mancava questa rompiscatole di Angela!

Se assomiglia a Nicolino chiss� che scorfano sar�.

Per�, se assomiglia alla mamma... E' buona, la mamma!

Ha due "tettole" che mi fanno impazzire.

Figurati! Ma che mi frega? Tanto io vado da Fedora.

Quella mi aspetta... Quattro, cinque... otto!

Ah! Ma dove... Maledetto! Ah! Il calcagno!

"Bailate, bailate"!

"Ol�, guapa"!

"Ma quello cos'ha, stasera"?

- Cos'hai? - Ci mancava Angela, mia cugina.

Sar� pure racchia!

S�, magari!

- Quando mi porterai a casa tua? - Mi farebbe comodo, amore.

Ti racconto ancora la cronistoria della mia famiglia?

Mio figlio era un orfano felice,

poi ho sposato quella disgraziata di Amalia e lui si � ingelosito.

Amalia � scappata e si � offeso, in pi� mio cognato � a casa nostra.

Se porto anche te, quello s'incazza definitivamente.

- Tu sei il padre e lui il figlio. - Ma tu non sei lo Spirito Santo.

Comincia! Tac, tac, tac. Chi � il personaggio della settimana?

Tac, tac, tac.

- Tarzan! - Ti piace? - Certo. lo sono la tua Jane!

- Vai nella foresta, forza! - S�, subito...

- Tarzan, c'� un coccodrillo! - Vuole ammazzare la mia "Jenny"?

- Aiuto! - Mi tuffo in mare! Ahh!

Mi sono rotto il ginocchio. Dammi la pancia, coccodrillaccio!

Tisquarcio. Sangue di coccodrillo, divento mandrillo. Ecco la scimmia.

- Che fai, coccodrillaccio? - S�, bravo. - Vuoi sfuggirmi?

Ti vuoi mettere sopra di me? No, io mi metto sopra di te!

Disgraziato, maledetto, vuoi ammazzare Jenny?

Ti do 40 pugnalate, 57 pugnalate, 84 pugnalate!

- S�, cos�! - 91... Quante pugnalate? Ne voglio dare una.

Una e buona. Cosa me ne frega? Tieni, coccodrillaccio!

I signori viaggiatori che hanno preso il treno per Cerignola...

...sono pregati di riportarlo sul primo binario.

I viaggiatori provenienti da Roma hanno la coincidenza...

- Eccola! - Mia nipote � una studentessa, quella � una monaca.

lo conosco una monaca che studia sempre.

- Nicolino � democristiano. - Che cazzo... - Amen. - Pace e bene.

Se fosse repubblicano, la figlia si vestirebbe di foglie d'edera?

- Arriva la posta? - Eccola. Abbiamo finito una mano a tresette.

- Dai, scarica. - Adesso mettono la posta dentro le valigie?

No, generale, questa � roba mia.

Durante il viaggio, la signorina ci ha pelati a tresette.

- Dev'essere questa. - "Mortacci, com'� bona"! - Questo lo dico io.

- Ciao, tu sei Pasquale, vero? - "Bella mia"!

- No, zio Pasquale sono io. - Oh, scusa. - "Bella di zio tuo"!

- Non hai la faccia da prete, ma da pacioccone. - Mica tanto.

- "Stronzolo". - Hai visto? - Che sagome! Uh, Bartolomeo!

Signorina, dimentica I'uccello.

Ho viaggiato con lui per non lasciarlo solo nel bagagliaio.

- E' una cornacchia? - E' un merlo indiano e sa parlare.

- Ciao, stronzi. - Ci ha riconosciuto.

Arriva il Prof. Cacioppo.

Buongiorno, ragazzi!

- Sei stato tu? - No, � stato lui. - Ma io...

- Sei stato tu? - Scusa, pap�... - Pap�, un cazzo!

- Andate a posto, "stronzoli"! Tu vieni, qua. - lo? - Vieni qua.

Siamo pari.

Ciao, ragazzi!

Buoni, buoni, seduti.

Questa signorina � Angela Mancinelli.

E' mia nipote e vostra compagna di classe per questo trimestre.

Grazie. Va bene, va bene, grazie.

Basta. Non siamo al Festival di Sanremo!

Siediti qua.

Volevo dirvi un'altra cosa: lo sono molto conosciuto...

- Sei uno schianto. Benvenuta. - Come ti chiami? - Irma.

Sono conosciuto per la mia calma, ma se m'incazzo, porca puttana...

...io vi spezzo e vi spacco la testa, chiaro?

Sei stato tu? Debosciati maledetti!

Meno male che oggi non avete fatto il solito scherzo.

- L'hanno fatto, professore. - Signor preside, lei � qua? - S�.

La prossima volta, venga in orario, cos� non succedono questi scambi.

lo sono stato...

#... un po' raffreddato! #

# Ma il colpo, io I'ho beccato! #

Se s'incazza, canti, professore.

- Arrivederla. - Mi spiace.

Perch� ridete?! Silenzio!

Non voglio sentire volare una "moscola"!

Questa � I'ora del cappuccino. Adesso arriva Salvatore.

Be'!

- A... me... rica... - Noi, ecco... Lui? lo?

Tutt'e due.

Vieni qua, tu. Dammi I'elastico. Apri le mani... Apri le mani!

- Ahi! - Vai al posto.

Zitti... che... Ho detto zi... zitti che lui...

"Cosa, mi volete fottere?"

Mamma!

Chi � pre... preparato, venga.

- Professore! - Tu! Mi... miracolo!

Che miracolo! Volevo solo dire che ieri Gino ha visto un UFO.

- Ah, s�? Com'era? - Com'era, Gino?

Bello, grande, rotondo.

- Era fe... fe... fe... - Era fesso? - No, era fermo?

- S�, poi ha mandato un fascio di luce azzurrina. - E che luce!

Bellissimo, e dove I'avete visto?

- Verso il mare. - Lo fregano sempre con gli UFO.

- Il professore � un fissato. - Sono ragazzi simpatici.

- Tuo cugino Marco � carino, vero? - Anche gli altri non sono male.

Lui � il pi� carino, e poi io sono la sua ragazza.

- Perch� non state nello stesso banco? - Lui ancora non lo sa.

Lasciamo perdere stronzate come le interrogazioni.

Voglio spiegare le ga... ga...

- Le galline? - Le galassie!

# Si chiamano galassie quei sistemi nello spazio. #

# Mille eserciti di stelle. #

# Cento miliardi in una massa di gas e anche di polvere!" #

Bravo! Bravo!

- Salvatore! - Ah!

Oh, quanto mi dispiace! Ora vieni su.

- Mi sono fatto male. - Dimmi che cazzo stavi facendo al campanello.

L'accordavo col corista perch� calava di mezzo tono.

- Ho I'orecchio sensibile. - Come mai? Hai fatto Santa Cecilia?

Sei bello, sei dolce, mi piaci. Che bella cravatta, � a righe.

Andiamo alla luce, io sono un preside presbite.

- Pure! - Prendo gli occhiali. E' bella questa cravatta.

- Guarda l�. Ha le righe storte, ora le raddrizziamo. - Aiuto!

Non reagire! lo sono il preside e tu il bidello, sei un subalterno.

- Se reagisci, t'ammazzo. - Certo. - Guarda l�.

- Salvatore, forse hanno suonato alla porta. - "Bip"! "Bip"!

Sei tu? Hai ingoiato il corista?

Sono contento!

Ogni volta che fai una stronzata, posso localizzarti.

- Vai a pulire i cessi! - "Bip, bip, bip, bip"!

Questo non mi convince.

Ha la faccia da incrociatore, da traditore, da Giuda "Iscariotola".

L'ultima cena che faremo insieme, mi bacer� e mi tradir�.

- Ciao, ci vediamo domani. - Non ci provare con Marco. - Ok.

- Ciao, non ci siamo presentati. - Abbiamo tempo.

- Tuo padre vuole che mi porti tu. - Lui vuole mantenere le distanze.

- Beato lui! - Chiss� cosa combinano stanotte.

- Non combineranno niente, Marco ha altro a cui pensare. - Stronza.

Sta arrivando. A posto. Butta la sigaretta!

Oggi forse si avvera il mio sogno, divento direttore di banda.

Silenzio. Fatemi fare bella figura col sindaco. Sull'attenti!

- Buongiorno. - Comandi. Shhh!

Caro preside...

- Scusi. - Grazie di far parte del nostro complesso cittadino.

- E' per noi un insegnamento e un motivo d'orgoglio. - Grazie.

Anch'io sono felice di servire il pentagramma di questa banda,

appartenuta al compianto maestro Michele Sciasciamocca.

A lui rivolgo un "mestolo" ricordo, faremo 50 minuti di raccoglimento.

Ora parliamo di cose pi� allegre.

Ora ci dir� il nome del nuovo maestro della banda...

Cari amici, ora vi comunico il nome del nuovo maestro.

E' un grande talento che lavora qui e ha il diploma di maestro di banda

conseguito al conservatorio musicale di Napoli.

A lui affido la direzione della banda. Venga, maestro.

Grazie.

Buongiorno.

Ecco Giuda "Iscariotola". E' venuto a riscuotere i trenta denari.

Dio, credo di morire!

- Amici, vi presento il maestro Salvatore Pinzarrone. - Grazie.

Venga, preside. Ancora una parola.

Sottolineo la dedizione e il senso democratico del Prof. Laricchiuta,

il quale, fedele alla disciplina musicale,

� ben felice di mettersi umilmente agli ordini del suo bidello.

Arrivederci e buon lavoro a tutti.

- Eccoci qua. Prima di tutto, buongiorno! - Buongiorno.

- Lei vada a posto. - Per piacere.

- Vada, vada! - Vado, vado. - S�, vada.

Si metta al suo posto. Mi sa che il preside � un po' invidioso.

Ragazzi, cos'avete in repertorio?

In refettorio, abbiamo pasta e fagioli.

Cominciamo bene!

Dicevo, cos'avete in repertorio?!

- Tutto, anche la marcia trionfale dell'Aida. - Cominciamo con quella.

Mi raccomando, ragazzi, un'entrata rigorosa.

Tutti assieme, va bene? Pronti? Uno, due e tre!

ALT!

Non sento il basso in "mi".

- Signor preside, forse non la sa? - La so, la so.

lo conosco Giuseppe Verdi a memoria, maestro!

Maestro e direttore.

Benone, allora daccapo. Uno, due... e via!

Il basso pi� alto!

Pi� forte il basso!

Cos� siamo fuori tempo. Voglio bene il "pa... ta"...

# Pa, ta, pa, ta, pa, pa, pa, pa, pa, ta, ta... #

- S�. - Perch� il "pa" � la nota del basso. - Giusto.

Dovete contare il tempo di pausa. Pronti? Uno, due... via!

- Questa s� che � musica. - Stronzo, cafone!

- Bravi! - Coglione, schifoso, cornuto!

Bravi, bravissimi! Cos�!

- Presuntuoso, merdoso! - Bravi, bravi!

E' possibile che non ci sia? Mah!

Angela? Angela?

Angela?

Mamma benedetta, che "chiappole"!

Che capezzoli!

Porca puttana, uno viene in camera da letto per fare quattro parole...

...e si aspetta di trovarla con una pelliccia o un cappotto...

...invece questa ha solo la pelle.

Perch� pensi sempre a quello? Fai schifo, Pasquale mio!

Ce I'hai qua, hanno ragione le femministe.

"Maschio represso, ti taglieremo il sesso!"

"Sei brutto, sei mulo, lo prenderai nel c... "

Che ore sono? E' meglio che me ne vada.

Questa � buona lo stesso, per�.

Bella, bella, bella! Non mi sfuggi, tanto c'� tempo.

Dove vai on quelle "tettole", per "tettoli"?

Ora vado da Fedora. Sono sudato come un coccodrillo neozelandese.

Vado da Fedora e ne faccio quattro.

Uno vestito da Corsaro Rosso, uno vestito da Dracula...

Lasciamo perdere.

- Al ladro! - Non sono stato io!

Ma quale ladro? Disgraziato! Sono io, non mi riconosci? Zitto!

Una doppietta! L'ho ammazzato.

Angela! Angela! Angela!

Missili perforanti! Raggi protonici! Forza, dai!

"Ma li mortacci... "

Dagli un calcio o una botta in testa!

Oddio, quella si sveglia!

- Come ti � venuto in mente? - Non importa, ma parla piano.

- Ti fa male? - Un po'.

Vedo la chiave che si sposta ed � chiaro che mi metto paura.

- Sembrava un film dell'orrore. - Scusami, ma...

- Cos'avevi in mente? Non ci pensi a Irma? - Che c'entra quella?

Non devi farle un torto e io non amo i sotterfugi.

Se un ragazzo ha delle intenzioni, che me lo dica.

lo volevo solo uscire dalla finestra.

Pap� esce e chiude a chiave il portoncino.

Questa era la mia stanza e da qui � facile uscire.

Non c'� un'altra finestra?

No, � I'unica vicino alla grata. E' come una scala.

- Volevi davvero solo passare? - Giuro. - Volevi uscire con Irma?

Che c'entra Irma? Esco ogni sera per suonare con gli amici.

Se la sa mio padre, mi uccide.

- Tua madre non lo sa? - E' morta quando sono nato.

- Allora, quella che � ai fanghi non � tua madre? - E' la matrigna.

Non � ai fanghi, se I'� squagliata, ma pap� vuole salvare le apparenze.

- Marco? - S�?

- Sei un bravo ragazzo. - Vado, se no mi rompi un altro vaso in testa.

Non ci ha neanche provato. Questo posto dove suona dev'essere forte.

- Sei venuta a vedere? - Ciao.

- Siete forti, ma non c'� nessuno che vi d� una mano? - E' al bar.

- Quello � un morto di sonno. - A che ora suonate "Il silenzio"?

- Dacci una mano tu. - Conoscete "Come vuoi, con chi vuoi"?

- Come no. - Ora vi far� ascoltare una canzone fantastica.

E' un ritmo vertiginoso della disco-music internazionale.

S'intitola "Come vuoi, con chi vuoi".

# Facile restarsene fuori, fare i duri e dire di no. #

# Facile restare a guardare, per quello che ne so. #

# Starsene da parte a dormire, ridere soltanto a met�. #

# Meglio far I'amore e andare alla ricerca della felicit�. #

# Quando vuoi, come vuoi. #

# Come vuoi, con chi vuoi. #

# Quando vuoi, come vuoi. #

# Dove vuoi, con chi vuoi. #

# Quando vuoi, con chi vuoi, se lo vuoi, dove vuoi, come vuoi. #

- # Dove vuoi, con chi vuoi. # - # Dove vuoi, con chi vuoi. #

# Dico che piuttosto che niente, meglio tutto e subito qui. #

# Meglio un s� o un no prepotente, che un mezzo e mezzo "n�". #

# Meglio un rischio di fregatura, che una crisi d'identit�. #

# Pur di respirare un'emozione pura, senza se e senza ma. #

# Quando vuoi, come vuoi, dove vuoi, con chi vuoi. #

# Quando vuoi, con chi vuoi, se lo vuoi, dove vuoi, come vuoi. #

- # Dove vuoi, con chi vuoi. # - # Dove vuoi, con chi vuoi. #

Seduti! Silenzio!

Vedo una nuova alunna.

- Sono Angela Mancinelli e vengo da Roma. - Ero gi� informato.

- Ripetente? - Se era informato, dovrebbe saperlo. - Spiritosa.

E' anche molto divertente. Venga, s'accomodi.

Vediamo in che condizioni si trova.

Non mi riferisco a quelle fisiche, che mi sembrano eccellenti.

Spiritoso, ma poco divertente.

Silenzio. Vedo che ha la battuta pronta.

- Lasciamo da parte le schermaglie e parliamo di cose serie. - Certo.

Noi stiamo ripassando il programma del secondo anno. Cosa ricorda?

- Era molto noioso. - Preferisce la storia moderna? - Nemmeno.

E' sempre uguale: Gente al potere e povera gente al macello.

Per questo la storia va studiata, per non ripetere gli stessi errori.

- Forse, ma finora non � servito. - Comunque la storia va studiata.

- La prossima volta verr� interrogata. - E' come le dicevo.

C'� gente che ha il potere e gente che va al macello.

Vada al posto.

- Brava, Angela, I'hai fatto secco. - Laricchiuta!

La tua approvazione non serve, la signorina � gi� presuntuosa.

- Va bene. - Hai fatto le ricerche sulla Guerra dei Cent'anni?

- Le sto facendo. Quelli ci hanno messo cent'anni. - Silenzio!

Le aspetto per domani, altrimenti ne parler� al preside.

- Che cattivo! Potrebbe dargli pi� tempo. - Lei faccia silenzio!

- Anzi, venga qui. - Volentieri.

- Mi parli di Enrico VIII. - Con piacere.

E' il pi� interessante rappresentante dei Tudor.

Sadomasochista, romantico, maniaco sessuale, vigoroso, intelligente...

Spese la sua vita alla ricerca dell'amore ideale...

...affrontando 6 matrimoni, scomuniche, rimorsi e suocere.

- Salvatore! - Oddio!

Cos� mi piaci. Devi dire: "Comandi, signor preside".

La scuola � un'altra musica.

Siccome sei diventato direttore della banda e io no... Sai com'�.

- E' il destino che I'ha voluto. - No, � lo "stronzolo", il sindaco.

- Lo disfo con una pugnalata. - Lei � sempre il preside.

Visto che tu sei diventato direttore di banda e io no...

...la gente pu� pensare che fra noi c'� un odio atavico, invece no.

- "Ba, ba, ba"... - Cosa nascondi dietro le spalle?

- Abbozzavo una nuova marcia. - Su Roma? - No, per la mia banda.

Perch� dici "la mia banda"? Suono anch'io nella banda, no?

- Be'... - Come sarebbe? Non suono bene, forse? - Benissimo. - Ecco.

- Fammi leggere. - Certo.

E' carino.

- E' in battere. - E' in levare. - E' in battere.

- E' in battere. - # Pa, pa, pa, pa, pa... #

- E' in levare! - Hai sbagliato una "biscromola".

- E' in levare! - Il finale � bello, � pi� maestoso. Tieni.

- Gi� sento che � bello. - S�.

Cos'�?

Sono i piatti, alla fine.

Signor preside, I'ho sentita un po' calante. Senta questo.

Hai comprato il nuovo corista?

- No, I'ho recuperato. - "To lass, to pass, to cass".

Tu non capisci un cazzo. Fammi risentire.

- Ha ringoiato il corista? - S�.

E' un ciclo ascendente e discendente.

Tu devi scrivere la musica, maledetto? Ma che ne sai?

10.000 lire di multa perch� scrivi la musica nelle ore di lezione,

10.000 per oltraggio a Stravinski, e 40.000 perch� sei antipatico.

Ho studiato musica per una vita, otto anni di riformatorio!

Ora pulisci i cessi. Questa � la tua grande orchestra, dirigila.

Mi scusi, signor preside. E' uno scherzo dei ragazzi per me.

Tieni, quello che � tuo � tuo! Vai a pulire i gabinetti!

Disgraziato, maledetto! Non voglio pi� vederti!

Sparisci, "stronzolo".

lo scherzavo!

- Chi �? - Sono Marco. - Entra, � aperto.

- Ciao. - Ciao, devi passare? - Dovrei uscire, ma sono nei guai.

Non ho ancora preparato la ricerca sulla Guerra dei Cent'anni.

Se non la porto, Casalotti lo dice a pap�, che picchia con la cinghia.

- Posso fare qualcosa? - Che vuoi fare? E' un casino.

Aspetta, dovrei avere un libro.

Mi raccomando, corto.

- L'ho trovato. E' un libro su Giovanna d'Arco. - Che ci faccio?

Nella prefazione c'� una sintesi della Guerra dei Cent'anni.

Anche Giovanna d'Arco faceva parte della Guerra dei Cent'anni?

- Anch'io I'ho saputo adesso. - Lo dovrei copiare.

- Per� quelli mi aspettano. - Ti serve un servizio completo?

- Dammi, per stasera rinuncio a venire con voi. - Scusa.

lo, Enzo e Gino siamo ripetenti proprio per storia e filosofia.

Ci bocceranno anche quest'anno, Casalotti � una belva.

- Me ne sono accorta. - Abbasso Casalotti!

L'hanno trasferito qui da Milano e si sente come un boss al confino.

- Cos� si sfoga con noi. - Poveretto. - Poveretti noi!

Marco, mi � venuta un'idea.

Anche lui � un uomo in carne e ossa ed � pure molto carino.

- Che vuoi fare? - Fargli prendere una bella cotta e farlo addolcire.

- Pensi che non ne sia capace? - Certo, io me la sono quasi presa.

Per� quello non si fa avvicinare, � un orso.

- Se chiedessi lezioni private? - Che forza! Sei proprio in gamba.

- Per� sono un po' geloso. - Marco, non ci provare, capito?

Stasera non mi dai il bacetto?

- Ora vai. - Va bene. - Vai a suonare.

- Pasquale? - Che c'�? - Aspettami, vengo con te.

Va bene, vieni con me. Ti pareva! Viene con me.

- Che fai? - Mi devo camuffare, questo � un paese disgraziato.

Gi� dicono che ho 25 amanti, se poi ti vedono, diventi la 26esima.

- Devo parlarti. - Allora mi metto gli occhiali. E' una cosa grave?

- Devo prendere lezioni di storia e filosofia. - Sono impegnatissimo.

Non dicevo con te, ma vorrei che ne parlassi con Casalotti.

- Cos� potrebbe essere un po' pi� indulgente. - Sei "furbastrola".

- Casalotti non � scemo, ha un cervello che "trottola". - Come?

- E' intelligente e colto, non � fesso. Non posso. - Ti prego.

Se me lo dici cos�... posso.

- Buongiorno, signor preside! - Che ti dicevo?

- Che vai cercando? - Buon Natale, signor preside.

- Buon Natale? - Natale � passato. - Buona Pasqua.

- Pasqua deve arrivare. - Volevo salutare questo pezzo di Pasqua.

- Tu salutami quella Quaresima di tua sorella. - Sono figlio unico.

- Ci vediamo alle prove. - Prova ad andare a fare in culo. - Grazie.

Hai visto che paese di "merdola"? Mi riconoscono tutti.

Andiamo a scuola. Guida tu.

- Fammi vedere. - Ma che fai?

Sei entrato?

Bravi! Non mi avete chiamato!

E' Salvatore! Zitti!

Sapete che fa? Scrive musica. Ora gli diamo una fregatura.

- Avete visto lo "stronzolo" del bidello? - No.

- Se lo vedete, mandatelo subito in presidenza. - S�, signor preside.

Ragazzi, andiamo a cercarlo.

Avete visto com'era incazzato?

Proprio ora che mi � venuta I'ispirazione! Come parla questo?

Oddio, i calzoni!

Tu mi fai morire d"'infartolo"! Soffro di extrasistole al cuore!

lo sono il preside!

Come mi fanno provveditore agli studi se la mia amante viene qua?

- Non cambiare discorso. Chi � quella ragazza? - Quale ragazza?

- Tu credi a un postino "stronzolo" e cornuto? - S�.

E' un'allieva. Sono preside e ho duemila allieve, va bene?

Lo sai che non ti tradirei mai, amore.

Ti sei truccata da uomo, ma se ne accorgono che sei donna.

Lo dice anche il proverbio giapponese...

..."Zizza prominente, pericolo imminente".

- Vai, non mi far arrapare. - No, finch� non mi dici chi � quella!

Ah! La mano! Come morde questa maledetta, disgraziata, gelosa.

- Ti dico la verit�: � una mia stretta parente. - Oh!

lo ti presento a lei e le dico che sei mia cugina, va bene?

- Cos� va bene, amore... - Vattene, per�.

- Mi cercavi? - No!

Che vuoi, tu? Perch� non bussi prima di entrare?

Bene! Disturbo? Altrimenti me ne vado.

No, stavo parlando col ragioniere. Ragioniere, non siamo pi� ragazzi.

- Abbiamo quarant'anni, mentre suo figlio ne ha venti. - Quaranta?

- Non sai quanti anni ho? - Ci diamo del tu, ragioniere?

- S�, brutto burino caciottaro. Tieni questa! - Ma che fa?

Pi� sono froci e pi� sono maleducati.

No, � perch�... Chi � frocio? Perch� hai detto che � frocio?

- Nessuno � frocio! - Ahi! - Non t'immischiare e vattene!

Scusi, ragioniere, ma � meglio che se ne vada. Dopo ne parleremo.

S�, ma la storia non finisce qui, cretino! Prendi quest'altra!

- A casa facciamo i conti. - Dove? - Abita nel palazzo dirimpetto.

- Signor preside, sar� ragioniere, ma ha un bel culo! - E' vero.

- Gi�... Ho rotto I'incantesimo? - No, tu hai rotto le palle.

Ecco, si muove... Ecco fatto.

- Chiudi la porta. - S�.

Rompicoglioni! Frocio travestito! Alle prove lo faccio nero!

Tanto sono sempre io il maestro, e questa marcia � da suonare...

Alla faccia tua e di quel figlio di mignotta!

Chiama la mamma!

- Lo sai che sono innamorata cotta di te? - Di chi?

- Di te, ma tu non mi fili per niente. - lo... ho da fare.

Poi ho la scuola, la banda, I'orchestrina e...

- Ora scusa, ma devo andare. Ciao. - Ciao.

- Ciao, Gino. - Ciao.

Non perdere tempo, tanto quello � cotto.

- Non mi guarda nemmeno. - Che ti frega? Ti guardo io.

- Tu mi guardi e non favelli. - Favello, favello! Monta.

- Dove andiamo a "favellare"? - Cosa credi? lo amo Marco.

D'accordo, io ti alleno.

Suo zio mi ha detto che ha bisogno di ripetizioni.

Volevo scusarmi per come mi sono comportata in classe.

Non importa, � acqua passata.

Per reagire alla timidezza, a volte faccio la spavalda.

Per essere timida, si difende abbastanza bene.

Comunque, parliamo di cose serie.

- In quale parte del programma si sente pi� debole? - In tutto.

Forse perch� con gli altri non sono mai riuscita ad appassionarmi...

...ma con lei � tutta un'altra cosa.

Meglio cos�. Faremo un ripasso generale, seguendo il testo.

Vuole che legga io?

Scusami, non sapevo che eri qui. Mi scusi, signorina.

- Le pare? - Tolgo il disturbo!

Anche lui abita qui in subaffitto e non lo avevo avvertito.

Mi sembra molto simpatico e dev'essere anche buono.

E' un ottimo amico e un insegnante eccellente. Stavamo dicendo...

- Permesso? - Avanti. - Professore, ecco il t�.

- Uno solo? Lo prende, signorina? - S�, grazie. - Si accomodi.

Veramente, I'avevo preparato per lei.

- Allora ne faccia un altro, per piacere. - Va bene.

E' la padrona di casa. E' una brava donna, ma piuttosto primitiva.

Non � male ed � abbastanza giovane.

- Scommetto che si � innamorata di lei. - Cosa dice?

Cosa c'� di strano? Non � facile trovare un uomo interessante.

Lasci andare... e cominci a leggere.

- Ecco, commendatore. Come si sente? - Meglio.

- Con i tranquillanti, non ho pi� le visioni. - Bene.

Sei bella!

Sei bella...

- Dimmi qualcosa. - S�, sono le 20:29.

- Che dici? Dimmi se sei felice. - Certo, ma mancano 30 secondi.

- Dimmi che mi ami. - S�, ti amo, ma � tardi. - Che c'entra?

Ah! Aiuto! Oddio, I'acqua!

- lo cercavo di dirtelo, ma non mi facevi mai finire! - Forza.

Ricominciano le visioni!

Sembra la stagione delle piogge.

- Signorina Mancinelli! - Buongiorno.

Ho pensato che sarebbe meglio non vederci a casa mia.

- Sa... c'� la padrona di casa. - Dove ci vediamo?

- Vediamoci qui alla stessa ora, poi decideremo. - D'accordo.

Angela? A quanto vedo funziona. Come si comporta? Ci prova?

- Macch�! E' serissimo. - Allora si � preso la cotta, poveraccio.

- Perch�? - Soffrir�, io ne so qualcosa.

Da quando sei arrivata, io... Non so come dire, ma...

- Sta' zitto, buffone! - Perch� mi dici cos�?

- Se ti metti con me, io mi faccio anche bocciare. - Bello sforzo!

Buonasera, ragazzi, a posto.

Scusate il ritardo, ma ho dovuto fare delle partiture.

Distribuiscile, che cominciamo. Forza, ora diamo una prima lettura.

E' una marcia che sognavo da tempo, non ci dormivo la notte per farla.

Mi raccomando, forza con i piatti e la grancassa.

Pronti? Uno, due... via!

Qualcuno ha voglia di scherzare? Ma io sono un figlio di mignotta!

Non si preoccupi, ognuno ha la mamma che si merita. Da capo.

- No! Da capo lo dico io! - Lo dica lei, da capo. - Da capo.

Da capo. Che fai con quei piatti? Mi sembri un'anima in pena.

Non si staccano, forse qualcuno ci ha messo della colla.

Non perdiamo altro tempo.

Ragazzi, mi raccomando. Uno, due...

No!

Non sento quel fraseggio del basso in "mi". Cos'�?

- Non sento nulla. Vuole fare un assolo? - Ragazzi, ragazzi!

- Sta male? - Sto benissimo. Tu sei testimone.

- Sta bene... S�, la vedo. - Calma.

- Ha anche il cravattino? - Fermo, Salvatore. Ah! T'ammazzo.

Signor preside, a scuola comanda lei, ma qui comanda lui.

- Dammi il tamburo, gli faccio I'occhio a tamburello. - Daglielo.

- Calma. - Si asciughi il sudore. - S�, maestro. - Il sudore!

- Ce I'ha il fazzoletto? - S�, ce I'ho.

Ecco il fazzoletto. Ora asciughiamo il sudore al nostro preside.

- Fatemelo ammazzare. - Stia calmo. - Lo ammazzo, una volta sola.

Poi sto fermo per 400 giorni. Ora gli spezzo I'occhio e...

- Ahhh! - Ecco qua. - Mi sta rompendo il fazzoletto!

- Fammi reagire. - Meglio di no. - Gli spezzo solo un ginocchio.

- Se lo mangia? - No, mi sfogo.

Il nostro preside ci fa ascoltare un assolo di Giuda "Iscariotola".

Crostaceo!

- Pronti? - S�. - Pronti? - S�! - Uno, due...

Soffi! Soffi!

Bravi! Se siete stati voi tre, questa volta I'avete imbroccato!

Qui possiamo stare tranquilli.

Quando aspetto Marco viene Gino, quando aspetto Gino vieni tu.

- Non sar� una cosa organizzata? - No, � il destino. - Sar�.

- Adesso cosa vorresti fare? - lo penso, dunque esisto.

- Non pensare, baciami! - Come? Dici a me?

Da questa riflessione prende I'avvio la teoria cartesiana.

Cartesio pone come principio supremo del sapere la certezza...

- E' lui? - Eh... - Attraverso il mondo e I'esistenza di Dio...

- Mi segue, signorina? - Altroch�, � un discorso molto affascinante.

- Sono tutta un brivido. - Ha freddo? - No, sto benissimo.

Continuiamo, ma stia attenta, altrimenti perdiamo tempo.

Sar� la suggestione del chiaro di luna, ma lui ci sa fare.

- Non pensare a lui adesso, pensa a me. - Parlami di filosofia.

- lo sono un materialista e un mazziniano. - Cio�?

Cio� pensiero e azione.

Questa non � una rapina, � un camuffamento per amore.

- Ciao, bella. - Ti sembra I'ora? Mi stavo addormentando.

- Ho fatto tardi perch� di I� c'� Angela. - Chi? - Angela.

Ho detto che tu sei mia cugina paterna da parte di mamm�...

- Mi sembra giusto. - Bella! Ora te la chiamo.

- Angela? - La porta! - lo e lei siamo parenti.

- Piacere. - Che simpatica! - Cara... - E' deliziosa.

Ecco... Va bene, basta. Oh! Oh! "Break, break".

- Sei un tipo, eh? - Sono proprio un tipo. - Accomodatevi. - Grazie.

Non ci si vede da un po', Pasquale. Tua moglie come sta?

Quella figlia d'una mignotta se I'� squagliata!

- Mi dispiace! In questo tappeto c'inciampano tutti. - Tutti chi?

- Tutti... Comunque, sedetevi. - Siediti, Angela. - Grazie.

- Tu mettiti comodo. - Sto seduto vicino ad Angela. - Come vuoi.

- Allora hai detto tutto ad Angela. - Che c'entra Angela adesso?

- Ha detto che Amalia � scappata. - Angela sono io... - E' vero!

Abbiamo incasinato la situazione.

- Amore, non hai freddo? - No, perch�?

lo ho un caldo terribile, questa mi d� fastidio.

E' una giacca di marca. Leggi questa rivista femminile.

- Non mi piace. - Disgraziata, leggi! - Tratti cos� la nipotina?

- E' una bestia. - Dovresti cercare di dominare quel caratteraccio.

- In fondo ci vogliamo tanto bene. - Vi offro un liquorino. - Grazie.

- Se fai lo stronzo, non vedi una lira. - Che ho detto?

Niente, ma hai guardato. lo ti spezzo la cataratta!

- Bellissima, dolcissima! - Serve qualcosa, Pasquale? - No.

- Ne hai portati due? - S�. - Vieni a parlare, cara.

- Sai cosa pensavo? - Cosa? - Ci sediamo tutt'e tre.

Soffro di "solitudinemania" ed � meglio che sto in compagnia.

- Pasquale, stavo parlando con la tua nipotina. - Parlale.

Una ragazza come Angela non ce la vedo in una casa di maschiacchi.

- Perch� non vieni qui? Mi terrai compagnia. - S�, magari!

- Devo stare con lo zietto, ormai gli sono affezionata. - Che stella.

- Lo vedrai lo stesso. - E la scuola?

Farai come sempre. La mattina vai a scuola e la sera vieni qui.

Bene, cos� sar� libero di dedicarmi completamente...

- A cosa? - All'enciclopedia giapponese... - S�. - In tedesco.

Vedrai, staremo bene insieme. Puoi venire da stasera, se vuoi.

- Certo. - Ma no... - Facciamo da domani, devo preparare le valigie.

- Come vuoi, cara. - Ovviamente, dormirete insieme? - Certo.

Tanto, fra donne...

Fedora, me ne dai ancora un po'? Mi sento un peso alla testa...

- Guarda che se fai lo stronzo, io ti "spalleggio". - Come?

Ti affetto le palle e te le faccio mangiare trifolate.

Ma, zietto! Tanto, fra donne...

Signorina Angela?

Buongiorno, professore.

Stasera pu� venire a casa mia, cos� non rischia il raffreddore.

La mia padrona di casa � partita per Napoli, cos� non ci disturber�.

Stia tranquilla, in casa c'� sempre il Prof. Cacioppo.

- Comunque sarei sempre tranquilla. - Grazie. A stasera. - Arrivederci.

- Ci sono novit�? - S�, stasera la vuole a casa sua.

- La padrona di casa � partita. - Allora si scioglie! - Non credo.

- Ha precisato che c'� Cacioppo. - Te la senti di rischiare?

- Dovrei avere paura di un uomo? - Che facciamo con Cacioppo?

- Ci vuole un UFO che lo rapisca. - Inventiamolo noi. - Siete matti?

Che ci vuole? La moto di mio fratello ha un fanale potentissimo.

Poi basta trovare uno stronzo che vuole un po' di soldi.

Quello ce I'ho io.

Il professore seduto alla sua scrivania...

...stava leggendo alla luce di una lampada da tavolo.

Improvvisamente, la luce si spense.

Minchia! Signora Concitto, una candela!

Avevo detto una candela!

Oddio! Oddio... Cos'�? Sono loro!

Sono gli UFO! Gli UFO!

Gli UFO! lo non balbetto pi�!

Precipitevolissimevolmente...

E' merito loro. lo lo sapevo, sono amici.

Un incontro ravvicinato del terzo tipo.

Testa di minchia, sapiens! S�, s�, s�, vengo...

Vengo, io sono amico. Amico bello, bellissimo!

Che? Mi sembra di volare! lo volo! Non ho paura!

- Dove lo portate? - Da Ignazio, ci sono dieci corse pagate.

E' bellissimo, ma quando arriviamo alle galassie?

Mentre i prussiani invadevano la Francia...

...la comune, dominata da Murat, favor� la reazione popolare.

In tre giorni, oltre mille persone vennero massacrate.

- La vedo turbata, I'argomento le d� fastidio? - No, dica pure.

- E' preoccupata per qualcosa? - Cacioppo non si � fatto vivo.

- Di solito non esce, ma non c'� motivo di preoccuparsi. - Forse.

Per� restare sola con un uomo giovane e bello come lei...

...e che parla in modo cos� affascinante...

Lasci andare, signorina. Semmai lei � affascinante.

Rispettare le allieve � per me un punto d'onore, non abbia paura.

lo ho paura di me stessa... e poi una donna innamorata � fragile.

Professore, mi porti via di qua, voglio divagarmi.

Ha ragione, forse � meglio.

- Chi �? - Sono io, Angela.

- Buonasera, cara. - Ciao.

- Com'� andata la lezione? - Quale? - Quella di filosofia.

Ah, s�! Oddio! Come sono stanco... anzi, stanca.

- Dimmi, carina, hai cenato? - S�, prima degli UFO. - Gli UFO?

Gli "Ufonotti"... A lezione abbiamo parlato degli "Ufonotti".

- Non si dice Ugonotti? - E' vero, come sono ignorante in geografia.

- Allora, se hai cenato... subito a nanna. - S�, s�.

- Ora ti aiuto a spogliarti. - Non importa, faccio da me.

S� che importa, tu mi piaci tanto!

Ti piacciono le donne?

No.

- Oddio, I'hai trovato? - Chi cerca trova!

Scusa, ma era un segreto. Non dirlo a nessuno, nemmeno a Pasqualino.

- Non ci penso nemmeno. - Allora, che aspettiamo? Diamoci dentro!

- Noi volevamo due aranciate. - E' un omaggio dell'orchestra.

Che c'entra I'orchestra?

Guarda... Pacini, Fusecchia e Laricchiuta.

Sono bravi ragazzi, si guadagnano la giornata. Ciao!

Speriamo non facciano pettegolezzi.

Salve, Angela, ci dai una mano?

- Sono occupata, non vedi? - E' il tuo ragazzo?

- S�, si chiama Carlo. - Beato te, Carlo, "buena suerte".

- Ti dispiace se ho detto cos�? - No.

Carlo, devo dirti la verit�.

Sta accadendo qualcosa di meraviglioso, ti rendi conto?

- Certo. - T'importa ancora molto dei pettegolezzi?

Me ne strafrego!

# Ho attraversato un altro giorno con i miei soliti problemi. #

# E io... e poi... chiss�... #

# Un senso impreciso, la voglia delusa. #

# L'incontro improvviso, un gesto, una scusa... #

# lo, regolarmente, far� come sempre. #

# Un po' di casino... #

# Ma tu stammi vicino. #

# Stammi vicino. #

# Ti ho ritrovato puntualmente. #

# E' la mia crisi quotidiana con i s�, con i no, chiss�... #

# La resa totale, il mito distrutto... #

#... di me buona a niente, capace di tutto. #

# Chi semina vento, raccoglie tempeste. #

# Questo � il mio destino. #

# Ma tu stammi vicino. #

# Stammi vicino. #

# Sar� una piccola borghese, un po' "out", un po' decadente. #

# E noi, e poi... non so. #

# E' I'io possessivo che stava in agguato. #

# Un fatto elettivo, ormai superato. #

# E probabilmente star� dando il via a un altro casino. #

# Ma tu stammi vicino. #

# Tu stammi vicino! #

Allora, Laricchiuta, ti ricordi dov'� nata Giovanna d'Arco?

Dove?

- Domr�my. - Do-re-mi. - Che diavolo dici?

Che diavolo dici?

E' Domr�my, figliolo, Domr�my.

Capisco che per un musicista sia un lapsus giustificato.

Del resto, questo � nozionismo.

Ti ricordi di chi erano le voci che sentiva Giovanna d'Arco?

Erano... le voci della coscienza.

Lei diceva che erano di Santa Caterina o di Santa Margherita...

Fra un po', se lo bacia pure.

- Quanto manca alla fine? - Due minuti.

Sta' attento alla campanella.

Ma cos'�? Eppure non c'� nulla. Che hanno fatto qui sopra?

Se li acchiappo, li faccio...

- Oh, scusi... - Salvatore? - S�?

Cosa fai sempre attaccato al campanello?

- I ragazzi me I'hanno manomesso. - Anche tu mi hai manomesso, qui.

Oggi � San Bonifacio e sono buono.

Suona il campanello, che � ora.

- Qui comanda lei, ma l� � un'altra musica. - Vedi la differenza?

lo sono democratico e tu sei "stronzolo". Lo suono io.

Oggi � San Bonifacio e lo faccio.

Ammettiamo che I'abbiano manomesso.

Non sapevano che I'avrei suonato io, la pernacchia non era per me.

Mah!

In un circuito a corrente continua...

...tra forza motrice "V", corrente "I" e resistenza "R"...

...sussiste I'uguaglianza...

- Gliel'ho detto di non entrare durante la lezione. - Levati!

- 'Sto carabiniere... - Lo vedi il tuo rampollo? - Di chi � il cane?

Il tuo frugoletto I'ha raccolto per strada...

...e ha fatto il guinzaglio con le cravatte di tuo marito, mio figlio.

- E' un bambino di cuore. - Grazie. Sembra anche a me.

Allora te lo porti a casa insieme al cane. Io il cane non lo voglio.

Ti saluto, bella!

- Ancora qui? - Dove devo andare? - Vattene!

Si metta in testa che questa � una scuola, non una caserma!

Non ci fare caso, mamma, � matta.

- Ora, Paoletto, fallo tacere. - Lo porto fuori? - S�, tesoro.

Su, vai... bravo.

Dov'eravamo rimasti? Stavamo parlando...

Oddio!

Ti hanno sbranato! Leggo gi� la notizia.

"Un maestro cane � stato ammazzato da un cane ammaestrato".

- Salvatore, sono mortificata. - Non si preoccupi, sto bene!

Anzi, colgo I'occasione per invitarla al mio concerto.

- Ci tengo molto a lei. - Grazie, verr� con piacere.

- Non sento il basso in "mi"! - Megalomane di "merdola"!

- Signor preside, ci ha messo la sardina? - Di tua sorella!

Avanti, tutti insieme!

Pi� forte! Il basso pi� forte!

Non importa, facciamo senza il basso. Lo facciamo mazziare.

- Che c'�? - Signor preside, fa il prestigiatore?

- Continuate a suonare! - Oddio, salvate il gattino!

Eccoti! Ahhh!

- Bravo, cane. - Ma sei scemo? Quello � il direttore della banda.

- Grazie, Salvatore. Il cane ti ha fatto male? - No.

- E' simpatico Salvatore, vero? - E' dolce.

Sa cos'ha di bello, nudo? Niente, fa schifo.

- Allora? Ci vieni? - Stasera toccherebbe a Marco.

Lui non mi vuole, ma io sono tanto innamorata di lui.

Irma, ti devo confessare una cosa.

Non � vero che se la fa con Angela. Facevamo apposta... Scusa.

- Stronzi! - Irma, dove vai? Aspetta! Irma!

- Piangi? - Sono venuta con voi per vendicarmi, e lui � innocente.

Che t'importa? Cosa vuoi che sia una pomiciatina in pi�?

- Se ti do un biglietto, glielo dai? - Certo, anzi, ho un'idea.

La sua camera � al piano rialzato e la finestra � sempre aperta.

Se fossi in te, entrerei in camera sua e mi ficcherei nel letto.

- Fantastico! - Sei proprio cotta. Sapessi come lo invidio.

Angela! Angela!

Amore, da quando sei arrivata, ci siamo incasinati tutti.

Parente o non parente, togliamoci questo dente.

- Signor preside, che onore! - E tu cosa ci fai qua?!

Sono a casa o a scuola? Con queste due "giberne", che fai?

In fondo non sono mica tanto "acci"...

"Acci" tuoi e di tuo nonno. Sei buona da morire, Irma.

- Sei venuta a trovare Angela? - L'aspettavo per studiare.

Studiate a letto? Con queste due tette... lo ti do un cazzotto!

Facciamo un patto, fra me e te.

Facciamo un patto fra me... e te.

Anzi, facciamo due patti, fra me e te. Ahh!

- Madonna, che morso! Da dove sei entrata? - Dalla finestra.

- E dalla finestra esci. - Frocio! Frocio!

Tu farai una brutta morte. Aspetta.

- Vattene. Hai sentito il merlo? - Peccato, gi� che c'eravamo!

Non mi "sfrogoliare", che ti salto addosso! Non ti vergogni?

- Chiuda gli occhi mentre mi vesto. - Li ho chiusi.

Anzi, sbarrati. Ah...

Sbrigati! Non sono di "ghisola" e neanche di ferro.

Vattene, vattene! Che figura! Che figura!

- Da "stronzolo". - E' vero, per questo t'ammazzo.

Ti prendo la lingua, te la "strappico"... lingua di passero.

- Ciao, a domani. - Ciao.

Ti faccio diventare I'uccello dalle piume di cristallo.

Faccio una spremuta di merlo! Dove vai? Vieni qua.

- Vieni qua, disgraziato! - Pasquale? - Chi �?

- Che stai facendo a Bartolomeo? - Stavo spremendo...

Quest'uccello sta male, � giallo. Forse ha I'epatite virale.

Ma che epatite! Che ci fai qui?

- Che ci faceva la signorina De Pettis nel tuo letto? - Irma?

- Era nuda come un verme solitario. - Dev'essere carina, nuda.

- Ha un bel personalino. - Indubbiamente, � buona.

E' una brava ragazza... ma qui succedono cose troppo strane.

Allora, che facevi qua?

Ero venuto perch� ho sentito I'uccello che fischiava...

...come a dire: "Non respiro!".

Ti ho capito, Pasquale. Vieni qua, sediamoci.

- Parliamo di questa tua passione per me. - Veramente? - S�.

Pasquale, tu sei simpatico, brillante e pieno di vita.

- Saresti I'uomo ideale per me. - Veramente? - S�.

Ci ho pensato tante volte. Sei cos� bello, fresco, robusto.

Con questa bocca sensuale, fai venire voglia di darti...

...tanti piccoli baci.

Mi sono accorta di come mi guardi. Mi piacciono gli uomini cos� forti.

- "Thank you". - Dev'essere bello essere stretta dalle tue braccia.

Mi sento stravolto e capovolto.

- Per�... a me piacciono le donne. - Non ho afferrato questa cosa.

- Mi spiace per te, ma non so che farci. - Dici sul serio?

Ti piacciono le donne? Madonna benedetta, non pu� essere.

Un pezzo di "bernardola" come te! Perch� mi accarezzi, mi palpi?

Che deve dire la gente? Che alla nipote del preside piacciono le...

M'ammazzo, mi spezzo le orecchie. Non posso crederci.

- Chi �? - Sono Marco.

- Ma vaffan... - Sotto il letto. - S�, come gli amanti. - Vai.

- Dopo ne riparliamo. - Zitto! - Forse ti sei sbagliata.

Io non entro qua...

- Avanti. - Scusa, Angela, sono gi� in ritardo. - Sch...

In ritardo... a far che?

La versione di latino, ho dimenticato il vocabolario.

Ce I'ho io il vocabolario. Ora te lo do.

- Mi � sembrato un gridolino. - Sar� stato Bartolomeo.

Certo che � un merlo incredibile.

- Ora vai a finire la versione. - Grazie, ciao. - Ciao.

Ah! Mamma benedetta! Ha un ferro da stiro ai piedi.

- Ti sei fatto male? Ti faccio un impacco? - No, grazie.

Non � qua che mi fa male, e neanche qua.

E' qua che mi fa male, mi hai fatto male tu.

Con una revolverata, avrei sentito meno dolore.

Io ho 43 anni, non sono un ragazzo di 15 anni da prendere in giro.

Ho capito tutto di te e quello stronzo di mio figlio.

T'inventi un sacco di fesserie... "Mi piacciono le donne"...

Dovevi dirmi: "Mi fai schifo, sei brutto e sei obeso".

Avrei gradito di pi�. Ora non dire niente... Cosa?

Non ti preoccupare, io sono un uomo vero e so perdere.

Ciao... Ahh!

Quando li ho interrogati, ho capito che non studiano e se ne fregano.

Fanno anche gli arroganti! Non li sopporto pi�.

- Sono ragazzi, potresti essere pi� indulgente. - Lo faccio per loro.

- Agli esami, con la commissione non si scherza. - Hai ragione.

- Ci vediamo come al solito. - Aspetta, ti do un passaggio.

- Non hai paura delle chiacchiere? - Chi se ne frega!

Figlio di puttana! Oggi ha ricominciato con i 2.

- Quello ci boccia un'altra volta. - Possiamo bloccarlo. - Come?

Frego a pap� la macchina col foto-flash...

...e appena star� con Angela, gli facciamo delle foto compromettenti.

- Lo ricattiamo! - Angela non ci star� mai, � cotta pure lei.

Ad Angela non diciamo niente.

Alla prima occasione, facciamo delle foto di nascosto.

Ormai la pera � matura. Prima o poi, quelli... "vaffete"!

- Che bello. - Sediamoci qui. - S�, certo.

- Aspetta, c'� un po' di sabbia. - Non importa.

- Tu non hai freddo? - Con te � impossibile.

- Spero non mi parlerai di storia o filosofia. - Semmai di teologia.

Oh, no!

- Non avere paura, ormai ci sei riuscita. - A far che?

A farmi innamorare. Non � questo che ti eri ripromessa di fare?

All'inizio � stato come un gioco, una sfida.

Mi davi fastidio con quelle arie da sapientone.

Avrei voluto farti... chissacch�!

Venite... Sch!

- "Quatto, quatto". - State gi�, che se ci vedono, siamo fregati.

Lasciamo stare. Non voglio "reggere il moccolo", � una carognata.

Vieni, vieni. Madonna... e cos'�?

Ora cosa pensi di me?

Ora non penso pi�, sono innamorata.

- Tu mi vuoi bene davvero? - Certo, io ti amo.

- Dammi quella macchina. - Dagliela, dagliela!

Non siete neanche dei mascalzoni.

Siete solo un branco d'idioti!

Carlo, ascolta, ti giuro... Io non ne sapevo niente!

Tu vali ancora meno di loro!

Che cazzo hai combinato con 'sta macchinetta?

Cari concittadini, vi porto il mio saluto.

In questo solenne momento lasciamo che la natura ci avvolga...

...nel suo abbraccio di madre affettuosa.

Rendiamole omaggio ponendo nella terra questo tenero virgulto...

...simbolo del nostro amore e della nostra speranza.

Questo alberello crescer� e diventer� un grande albero...

...proteso verso il cielo a ringraziare il Signore.

- Preside, a lei. - A me?

Italiani, concittadini, vigili urbani, extra-urbani, interurbani.

- L'ora solenne sta per scoccare. - E' tardi. - Anzi, � scoccata.

Siccome � tardi, voglio ringraziare il nostro primo cittadino,

che ha fatto questo breve discorso.

- Ma se parla da tre ore. - Breve in senso di "brevi manu".

- Vai a posto. - Che hai detto? - Vai a posto.

Non mi dare del tu, che ti spezzo le ginocchia! Dammi qua.

Tieni, maledetto!

- Professori, proseguiamo. - Guarda che mi ha fatto!

Uno, due... via!

Su, su!

Forza, forza!

Bravi, avete fatto "bora-bora"!

Stro... stro... stronzi!

- Irma, hai visto Paoletto? - No. - Professore, lei I'ha visto?

- Chi � Paoletto? Quella testa di ca... ca... - Cosa vuole dire?

Di caro bambino... Non I'ho visto. lo ho da fare. Scendete, scendete!

- Vuoi continuare tu? - lo devo mantenere I'albero.

Mi hanno preso per il duce?

Amici, ve lo dico con sincerit�, � stata dura...

...ma mi sento orgoglioso e felice.

Da oggi, per merito mio, in questo giardino, in questa citt�...

...c'� un albero in pi�.

Mamma, hai visto? Sono stato io.

Non posso passartela, Nicolino, sta facendo gli orali.

- Buongiorno. - Che vuoi, "crostaceo"? - A chi?

Non a te, Nicolino, a un maledetto bidello che mi perseguita.

- Se vuoi, lo faccio trasferire. - No, perch� farlo trasferire?

Salvatore � una brava persona. Se no, io con chi mi sfogo?

- Secondo te, Angela se la caver� agli esami? - Ma certo!

- Poi, con gli argomenti che ha... - Semmai fai il mio nome.

Ci si puliscono il culo. Ciao.

Grazie, signor preside, di non avermi fatto trasferire.

Quando divento direttore di banda, con chi mi sfogo?

Tu suonerai nella mia banda un triangolino piccolo cos�.

Ogni volta che sbaglierai, dir�: "Salvatore, hai sbagliato nota!".

Poi ti sputer� in un occhio. Tu devi solo obbedirmi.

- Se dico di stare, stai. Se dico di andare, vai. Ora vai. - Dove?

- Al solito posto. - A fare le pulizie? - A fare in culo.

- Ciao. - Signor preside... - Vai via!

- Volevo dire... - Vattene, maledetto! - Ma...

D'Annunzio � la parte boccaccesca dell'uomo ideale di Yung...

...anche perch�, oltre ad essere un puttaniere, era anche finocchio.

- Davvero? Attivo o passivo? - Le dir�...

Se preferisce, attivo, passivo e deponente.

- Ha uno sviluppo particolare. - S�, su due fronti paralleli.

Allora, Leibniz diceva... Dunque, Leibniz diceva che...

- Allora, ti ricordi cosa diceva? - Diceva che...

- "Le monadi non hanno finestre. " - Diceva...

"Le monache non hanno finestre".

- Certo, sono monache di clausura. Vai. - Pap�, ma come cazzo parli?

- Ci vediamo I'anno prossimo. - Mi dispiace, ma ho dovuto farlo.

Per carit�, se ci vuole ci vuole.

Mi dispiace, ma ho voluto farlo. A casa ti spezzo i piedi.

- Allora? - Hanno fregato pure me. - Meno male, pensavo ci tradissi!

Si sente preparata, signorina?

- Non troppo. - E' mia nipote. - Parliamo un po' di storia?

- Come vuole. - Le chiediamo una cosa molto semplice.

Parliamo della figura di Napoleone.

- Com'era Napoleone? - Era cattivo e testardo.

- Aveva due grandi occhi verdi, era bello e altissimo. - Prego?

Si riferisce alle foto che abbiamo visto di Napoleone da piccolo.

Era altissimo e slanciato, poi col tempo si � accorciato.

In Corsica trottava. Due volte nella polvere, poi nella terra...

- E' carina questa! - S�, va bene.

- Signorina, cosa sa di filosofia? - Che penso, quindi esisto.

Pensare non � sufficiente, bisogna anche riflettere e volere.

- Bisogna programmare il futuro. - Lei ha programmato il suo?

Signorina, le domande le faccio io.

Procede o si ritira? In tal caso ci vediamo I'anno prossimo.

- Sar� difficile, perch� sono gi� incinta di due mesi. - Eh?!

Professore!

- Vuoi dire che quella volta, al mare... - S�, pap�.

Tombola, quaterna e cinquina. Adesso s� che sono cazzi amari.

Signor preside, questo mi d� lo spunto per fare la nuova marcia...

Maledetto, cammina! Scusate. Vedi se questa ti piace.

Via, maledetto! E' un disgraziato che vuole dirigere la banda.

Vattene!

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