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[radio] Qua e là, la neve è bianca!
La, la, la!
Amedeo, passo.
[radio] Torna pure al paese, passo.
Ok, allora non passo per la pista.
[radio] Prendi la scorciatoia del Crest o rovini una pista battuta.
Ricevuto!
Cazzo!
Che cazzo ho preso?
[squilli di cellulare]
Che c'è, Italo?
Abbiamo un problema con le piste a Champoluc.
- Dov'è Champoluc? - Su, in Val d'Ayas.
- Cos'è la Val d'Ayas? - La valle sopra Verrès.
- Cosa è successo? - È stato rinvenuto un cadavere.
Un cadavere. Va bene, vieni a prendermi a casa.
Non citofonare.
Vai a casa? Cosa è successo?
Niente, un rompimento di coglioni al decimo livello!
- Di cosa si tratta? - Niente. Lavoro, Nora.
- Potresti essere più gentile? - No, non posso essere più gentile.
Fuori sta nevicando e devo andare in mezzo alle montagne.
Ci vediamo più tardi?
- Non lo so, provo. - Ti aspetto.
Ciao, amore.
- Ciao. - Ciao.
- Che è successo? - Niente, devo andare in montagna.
Un posto infame, Champoluc.
- Un freddo! A quest'ora troverò i lupi. - Pure gli orsi bianchi!
Con questo andrà meglio?
Le scarpe? Ancora queste?
Ecco.
- Ciao. - Ciao.
Se nevica qui, immagino lassù. Quanti metri sono?
1500.
1500 metri.
- Che si fa a 1500 metri? - Si scia.
Questa è una rottura di coglioni dell'ottavo livello.
Perché?
- Quanti sono i livelli? - Sono dieci.
Tanto per capirci al sesto c'è andare per negozi, pagare l'affitto.
Al settimo livello abbiamo i centri commerciali, il commercialista.
All'ottavo livello c'è parlare in pubblico, riferire ai magistrati.
Nono, i tabaccai chiusi.
Fare appostamenti con agenti che non si lavano.
Al decimo?
Al decimo ce n'è solo uno.
Omicidio sul groppone.
Quella è una rottura di coglioni del decimo livello.
Ecco, vede quella luce in mezzo agli alberi? È lì.
Con tutti gli sciatori che passano per questa pista
- nessuno ha visto il cadavere? - Quella non è una pista.
Cos'è?
Una scorciatoia, ci passano solo i gatti delle nevi.
Eccone uno, ci porta su lui.
Madonna che freddo!
- Ce la fa, dottore? - Lasciami.
Le avevo detto di comprare scarpe adatte.
Per favore.
- Con quei cazzo di canotti non cammino! - Venga.
- Buonasera. - Buonasera.
Piede sul cingolo e mano sulla staffa.
Salve, sono Luigi Bionaz. Il capo dei gattisti.
Piacere.
- Non ci ribaltiamo con questo? - Tranquillo, lo guido da una vita.
- Buonasera, dottore. - Salve.
Io e Casella siamo saliti per mettere in sicurezza l'area.
Questo?
Lo guidava Amedeo Gunelli, ha trovato il cadavere.
Cosa controlla, dottore?
- Casella! Pisci sulla scena del crimine? - Non la tenevo più.
Lei conosce il mio problema, la prostata.
- Poi quello non l'hanno ammazzato qui. - Vaffanculo, Casella!
Italo, non gli dici nulla?
- Non l'ho visto. - Venga.
Porca puttana.
Dottore, se non le dispiace, io rimarrei qui.
Sì, rimani qui.
- Dottore. - Ti rendi conto?
Uno piscia sul luogo del crimine e l'altro ha paura dei cadaveri!
- Cos'è? - Sono le piume della giacca a vento.
Qui non posso fare più nulla, devo portarlo nella sala autoptica.
Siccome che fa freddo e mi sono rotto i coglioni
scendo a valle a bere qualcosa di caldo. È un uomo.
- Hai studiato per dire questa cosa? - È un maschio.
Circa 40 anni. Qui c'è l'orologio.
È fermo alle 7.05, ma non so dirti se sia l'ora del decesso
o se si sia rotto per qualche motivo.
Secondo me si è fermato quando gli è passato sopra quel mostro.
Bella intuizione investigativa. Nessun documento.
- Sai una cosa, Schiavone? - Dimmela, Fumaga'!
Vedi?
- Cazzo! - Il sangue.
Gela a zero gradi. Qui fa meno 15 ed è ancora liquido.
È morto da poco.
- Sangue fresco, morto caldo. - Alberto.
Perché non ha i guanti?
Vogliamo meditare su questa cosa?
- Ora me lo scrivo. - Scrivi.
- [rombo di motore] - Arrivano.
Andiamo, questi rompono i coglioni.
Sono arrivati i marziani! Occhio che cado.
La scena del crimine, abbiamo inquinato le prove.
- Mi dice cosa abbiamo qui? - Lei è il magistrato?
- No, sono sua nonna! - Abbiamo un uomo di circa 40 anni.
- Chi è? Niente documenti? - No, niente.
Mi descriva cosa abbiamo perché ne ho già le palle piene.
Sul corpo è passato un gatto delle nevi, lo ha maciullato.
La testa è schiacciata con fuoriuscita di materia cerebrale
e un braccio staccato a circa un metro.
Basta! Si diverte?
Ha chiesto una descrizione particolareggiata.
Omicidio?
Probabile, con la fortuna che mi ritrovo!
- Posso darle un consiglio? - Sì.
Se lavora qui, con quelle scarpe rischia l'amputazione ai piedi
per avvenuta cancrena!
Io la conosco, Schiavone. So molte cose su di lei. La avverto.
- Poche cazzate. - Io non faccio cazzate, dottore.
Quello che so io è diverso.
- Era Baldi, quello è mezzo matto. - Ho visto.
Avere a che fare con un magistrato pazzo che livello è?
Otto.
Così ti verranno i geloni!
Domani vai a comprare delle scarpe adatte.
Altrimenti in pochi giorni dovranno amputarti i piedi.
- Io odio le scarpe adatte. - Quelle scarpe sono da buttare!
Ne ho tre paia.
Mai sentito un freddo del genere. Oddio.
Questo letto è duro. Quanto è duro, Mari'?
Vuoi mettere il nostro attico a Roma?
- Senti che bella parola che ho trovato. - Dimmi.
"Agucchiare. Verbo transitivo, cucire o ricamare qualcosa.
Si può anche usare quando si lavora con l'ago senza particolare voglia."
Dici? In poche parole vuoi dire che io qui ad Aosta agucchio?
Che scemo!
Dormiamo.
- Buonanotte. - Non agucchiamo neanche un po'?
[squilli di cellulare]
- Dormi? - Sebastia'.
- Come stai? - Sono mesi che non ci sentiamo. Dov'eri?
- Meno sai meglio è. - Che si dice a Roma, a Trastevere?
Cosa si deve dire? Vinciamo lo scudetto anche quest'anno.
- Senti, vengo a trovarti. - Ottimo.
Quando vieni?
Domani sera, arrivo con il treno delle 17.
- Ci sei? - Certo.
- Copriti, fa freddo. - Sì, papà.
- Perché vai da Rocco? - Un affare niente male.
- Non complicargli la vita. - Adele, tranquilla. Lui non vede l'ora.
Mi sembra che ci siamo.
Bene, il punto vita è bellissimo.
- Lei cosa dice? - Mi piace tanto, Nora.
- A te? - Non lo so, mi gonfia un po'.
- Questi tipi di abiti devono fare... - Buongiorno.
Buongiorno! Sentiamo il parere di un uomo. Che ne dice?
Mi sembra bellissima. Salve. Scusa un attimo.
Scusate, torno subito.
- Questo mi piace di più. - Non mi convince, lei cosa ne pensa?
Non lo so, io metto solo gli spilli.
Stiamo insieme stasera?
Non posso.
Ho un impegno improcrastinabile.
Per questo sei passato adesso? Perché stasera hai altri impegni?
- Arrivederci. - Questo le piace?
No, mi sembrava meglio l'altro.
Arrivederci, grazie.
Dottore.
- Sì. - Dottore.
[dialetto sardo] Il questore deve parlare con i giornalisti.
Deruta, che hai fatto? Che è successo?
Non lo so.
Hai messo la testa nella tanica dell'olio?
- Dottore, non lo so. - Non ti lavi?
- Certo che mi lavo. - Però non ti asciughi.
Prima di venire al lavoro aiuto mia moglie al panificio.
Deruta, io vado in ufficio. Per nessun motivo devi disturbare.
Va bene.
- Chiaro come l'acqua. - Perfetto.
D'Intino, cercavo proprio te. Abbiamo un corpo non identificato.
Vedi se ci sono delle denunce di scomparsa.
[dialetto abruzzese] Non ho capito.
- Come? - Non ho capito il quid.
Abbiamo questo corpo non identificato.
- Devi vedere se ci sono delle denunce. - Come si chiama?
- Chi? - L'uomo che è sparito.
Se sapevo come si chiamava, lo chiedevo a te?
Dottore, davvero?
Devo cercare qualcuno che è scomparso e non si sa chi è?
- Di dove sei? - Abruzzo, forte e gentile.
Non conosci qualche ministro,
fratelli preti o cugini che possono riportarti in Abruzzo?
C'è Antonio che fa il custode al santuario di San Gabriele.
Non credo che basti. Perché giri con questa pistola?
Sei l'unico che gira armato per i corridoi.
Bisogna stare sempre pronti. C'è l'ISIS...
Mavaffanculo!
[dialetto romano] Passa questa cosa!
- Avete capito dove mi hanno mandato? - No.
- Ad Aosta. - Porca puttana.
- Ti lamenti? C'è anche il mare. - C'è la neve.
- A Ostia c'è la neve? - Quale Ostia? Ad Aosta!
Sei davvero ignorante.
- Porca puttana! - Il mare!
Dove sta Aosta?
- Sta a nord. - Sopra Torino, no?
- No, di più. - Ragazzi, voi mi preoccupate.
Sì, ma la regione.
- Val D'Aosta! Piemonte. Mai sentito? - No.
- Ti è morta la maestra? - [bussano alla porta]
- Dottor Schiavone! - Che cazzo fai? Non devi disturbarmi.
- Ha ragione, ma il questore sta salendo. - Vai.
- Vaffanculo! - Istantaneamente.
- Eccoci qui. - È un'ora che la cerco.
- Devo salire io da lei? - Ha ragione.
Andiamo nel suo ufficio.
- No, non si può. - Perché?
- Ci sono gli imbianchini. - Come?
Sì, un'imbiancata ogni tanto.
- Perché non ne so niente? - È una mia iniziativa. A mie spese.
Mi sorprende.
- Sì. - Riferisca, forza.
C'è poco da dire. Ancora non conosciamo l'identità del morto
né la dinamica dell'accaduto.
- Ora cosa dico a quei "giornalai"? - Di avere pazienza.
Non ne hanno. Sono pronti a mordermi il culo come cani.
- Ma la stimano tutti. - Non dica stupidaggini, Schiavone.
Li conosco. Quando mi date notizie più confortanti?
Ci vorranno 48 ore.
- Ventiquattro. - Trentasei.
Schiavone, tratta come se fossimo a Porta Portese? 36, 24, 41!
Ho detto 24!
Dottore Schiavone, se non le dispiace, io resterei qui.
No, adesso vieni con me e ti godi lo spettacolo.
- Hai voluto fare il poliziotto... - Veramente no, è una storia lunga.
- [bussano alla porta] - Avanti!
Sei tu, ciao. Venite. Mettete questi, vi aspetto di là.
Bambini, veloci! Non ho tempo da perdere, devo giocare a calcetto.
- Ecco! - [conati di vomito]
Fuori uno.
- Vuoi un cioccolatino? - Alberto, per favore.
Mamma mia. Ora che siamo soli... Ci hai lavorato?
Ho fatto dei puzzle di mille pezzi molto più semplici di questo.
Come hai fatto?
Piano come fanno i restauratori con un capolavoro.
Anche questo è un capolavoro, l'ha fatto Dio.
- Va bene. - Comunque, qui abbiamo...
Un tatuaggio.
C'è scritto: "Ma vidvisavahai".
- Che significa? - È un mantra indù.
Significa: "Possa nessun ostacolo frapporsi tra noi."
Come lo sai?
Io studio!
- Qui sotto abbiamo le ipostasi... - Traduci, Albe'.
- Le ipostasi, dai! - Non lo so, io ho fatto Giurisprudenza.
- Se dicessi "usucapione"... - Dicesi usucapione
il mezzo con il quale l'effetto del possesso di un bene...
- Dai, "ipotesi"... - Ipostasi! Sei sordo?
Si formano quando il cuore smette di battere.
La pressione diminuisce e il sangue segue la via della gravità.
Alla gravità ci arrivi?
- Sì. - Bene.
Il cadavere era supino e il sangue è defluito qui, sul dorso.
Quando sono arrivato, si stavano appena formando.
Che vuol dire?
Per formarsi ci mettono due o tre ore.
È stato ucciso due o tre ore prima che fossi lì. Tra le 18 e le 19.
Qui c'è il fatto strano.
Questo era incastrato nella trachea.
Forse perché gli è passato sopra un gatto delle nevi?
No.
La trachea è intatta. Lo ha ingoiato.
- Oppure gliel'hanno fatto ingoiare. - Forse.
- A che ora è morto? - Attento che ti bagno. Direi alle 19.
- Lo hanno ammazzato tra le 18 e le 19. - Sì, per amor di precisione.
Per amor di precisione si può capire come l'hanno ammazzato?
Per amore di precisione il mio compito è leggere i cadaveri.
Tu devi capire perché lo sono diventati.
- Perché sei sempre più stronzo? - Perché ti frequento.
Togliti, gli faccio il bagnetto.
Grazie, Italo. Mi sei stato di grande aiuto.
- Mi dispiace, ma io glielo avevo detto. - Oh!
Fermo, ho dimenticato questi.
Erano nella tasca interna del piumino.
Un pacchetto di sigarette Three Star Light
e un guanto da sci marca Arctic. Mamma mia quante storie!
Reggilo tu.
Un guanto l'abbiamo trovato, l'altro? Boh!
Questa è una rottura di coglioni di livello dieci con laude.
Con laude?
La madre di tutte le rotture di coglioni!
Dottore, poco fa è venuta Luisa.
- Luisa chi? - Luisa Pec.
Ieri sera il marito non è tornato a casa, neanche stamattina.
Eh?
Neanche stamattina.
- Dov'è? - Chi lo sa, dottore!
- Il marito se n'è andato. - Dov'è Luisa Pec.
Non avevo capito. È nel suo ufficio, il marito è sparito.
Va bene, ma tu continua a cercare.
Non è detto che Luisa Pec sia la persona giusta.
Ha ragione.
Parla in dialetto abruzzese Vattene, D'Intino!
Dottore, se vuole, parlo con D'Intino e glielo tengo lontano.
Non preoccuparti, Italo.
D'Intino è il mezzo che usa Dio per punirmi.
Perché lei dev'essere punito?
Diciamo che Roma non era più la città per me. Ordini dall'alto.
- Sì, ho capito. - Io non credo.
Però va bene così.
- Salve. - Salve.
- Eccoci. Vicequestore Schiavone. - Luisa Pec.
- Stanotte suo marito non è rientrato? - No, non è rientrato.
Come si chiama?
- Leone Micciché. - Micciché.
- Non è un cognome di queste parti. - No, è di Catania.
Abbiamo uno chalet a Cuneaz.
Dov'è?- Sulle piste.
Trecento metri dopo l'arrivo della cabinovia.
Ieri sera mio marito è sceso in paese a piedi come sempre.
Non lo vede da ieri sera?
- La disturba? - No.
Sono abituata, Leone fuma.
Magari si è fermato dagli amici, ha bevuto un po'.
- Dottor Schiavone, giusto? - Sì.
Io sono stata in tutti i posti che frequenta Leone.
Ieri sera non l'ha visto nessuno.
Io voglio vedere il corpo che avete trovato.
Non ce la faccio più a stare con questa angoscia.
- No. - La prego.
Non è un bello spettacolo, è ridotto abbastanza male.
- Non è più riconoscibile. - Non importa, voglio vederlo.
Leone ha un tatuaggio sul petto.
Che succede?
Niente, prendevo le sigarette. Che tipo di tatuaggio?
Ce l'ho anche io, lo abbiamo fatto insieme.
È un mantra indù. "Ma vidvisavahai" che significa...
Sì. "Possa nessun ostacolo sorgere tra noi."
Come fa a saperlo?
Deruta e D'Intino, voglio le schedine di notifica
di tutte le persone che hanno alloggiato in alberghi, pensioni
e case in affitto nella Val d'Ayas.
- Bene, non si preoccupi. - Bene.
Tralasciate i gruppi parrocchiali, i familiari. Riferite alla Rispoli.
- Lei coordina. - Bene, non si preoccupi.
Perché la Rispoli?
È più alta in grado, va bene? Poi è più intelligente di voi due.
- Ecco perché. - Via.
Caterina, tieni d'occhio Stanlio e Ollio. Poi fammi un favore.
Chiama l'ufficio postale della Val d'Ayas
e fatti mandare la posta di Leone Micciché.
Sì, ricevuto.
Va bene.
Lo so, Italo. Lo so.
Va bene, andiamo.
Mustela nivalis linnaeus. Comunemente detta donnola.
Catturato da giovane può essere facilmente ammaestrato
e divenire compagno domestico.
Tu sembri una donnola.
- Sì? - Sì.
- È una cosa bella? - La donnola è un animale furbo.
È intelligente, si mimetizza.
Sono il primo che incontra che somiglia a una donnola?
Nel corso della vita ho incontrato tante donnole.
Però nelle Forze dell'Ordine mai, sei il primo.
Quanto prende un agente di polizia al mese?
Poco, dottore.
Poco.
Non ci sono orari. Anche farsi una famiglia diventa difficile.
- Perché mi fa queste domande? - Perché sei in gamba.
Potresti fare di più.
- Più di quello che faccio? - No.
Di più, molto di più.
- Questo è un rompimento di coglioni... - Livello?
- Secondo te? - Nono?
- Minimo. Bravo, Pierron. - [accento francese] Pierron.
Eh?
- Si dice Pierron. - Maffavanculo!
- Cazzo. - Lo vede?
- Buongiorno, vicequestore. - Buongiorno.
Oggi non andiamo con il gatto, ma con questo.
Sempre più difficile.
Piano!
Puoi andare più piano?
Oh! Vuoi rallentare?
Piano!
- Questo è il rifugio di Luisa. - Cazzo!
- Al ritorno guido io! - Perché? Paura?
No, no, mi piace. È divertente. Aspettatemi qui.
- Salve.- Salve. - Vicequestore Schiavone.
- Omar Borghetti. - Piacere.
- Sono un amico di Luisa. - Bene!
- Prego, entri. - Grazie.
Le piace? Era la baita dei miei nonni.
Era ridotta una catapecchia prima.
Venga, mi segua.
Questa è la parte ristrutturata. Questa invece è la parte nuova
che diventerà un ristorante. Venga, mi segua.
Prego, si accomodi.
- Posso offrirle qualcosa da bere? - Grazie.
Lei può bere in servizio?
Sì! Io bevo solo in sevizio.
Ecco.
- Grazie. - Prego.
Eccola prima dei lavori.
- Avrà speso un patrimonio. - Circa 400.000 euro.
Glielo dico io prima che me lo chieda. Qui lo sanno tutti.
Se questo posto è così, lo si deve a lui.
Povero Leone. Povero amore mio.
Mio Dio, mi scusi.
- Niente, non si preoccupi. - Scusi.
Non si preoccupi.
È che io così non ce la faccio.
Non riesco a stare qui senza di lui.
Questo posto è suo. Me lo ha regalato lui. È suo.
Mi scusi se le faccio questa domanda, ma...
Leone ha mai avuto problemi con gente del Sud?
Lui, la sua famiglia...
- Intendo criminalità organizzata. Roba... - Mafia?
No!
No, no! Suo padre era un militare e non aveva più nessuno in Sicilia.
- Né parenti né affari. No. - E con la gente di qui?
No.
No!
Ho la sensazione che lei mi nasconda qualcosa.
Qualche giorno fa Leone ha avuto un piccolo diverbio con Omar,
il maestro di sci che lei ha incontrato prima.
Ma niente di grave.
- E perché ha avuto questo diverbio? - Non lo so.
Forse solo per un po' di gelosia. Non lo so.
Pensi che tre giorni fa abbiamo cenato tutti insieme.
- Ah! - Ecco... Sì, Leone era geloso.
Però esagerava.
Lei non gli ha mai dato motivo di essere geloso?
Io lo amavo, dottore.
- Grazie. - Dottore!
La prego, prenda quel bastardo che ha ucciso mio marito.
Lo faccia per il figlio che aspetto da lui.
- Lei è incinta? - Sì.
Ah! Allora, auguri.
- Divertente questo coso! - Sì, per lei che guidava.
Ciao, Luigi!
- Lo conosce bene? - Il maestro Omar?
- Siamo amici da anni! - Che rapporto ha con Luisa?
- Allora? - Omar era...
Va bene, tanto lo sanno tutti!
Omar era il fidanzato di Luisa, poi Leone gliel'ha fregata.
- E lui? - Lui l'ha presa abbastanza sportivamente.
Ora sono tanto amici! Anche se secondo me la ama ancora.
Marinelli!
- Schiavone. - Come va?
- Su avete fatto un casino. - C'è qualcosa di interessante o no?
Tabacco. Ce n'è abbastanza. Vedi?
Ora facciamo le ricerche.
Questo è tabacco di sigarette Three Star.
Le fumava Leone. Abbiamo trovato un pacchetto vuoto vicino al cadavere.
C'erano tracce di urina, le ho fatte analizzare.
Lascia perdere, sono di un nostro agente. Di...
- Casella. - Casella!
- Avrà problemi di prostata! - Porca miseria!
E anche tracce di scarpe con la suola liscia.
Siete peggio di una banda di elefanti.
Sotto le frese c'era un po' di tutto. Sangue, vomito
due denti... E anche questo.
Non dirmi che anche questo è roba vostra!
No.
Questo è un guanto di pelle Arctic. L'altro era accanto al cadavere.
- È importante? - Fondamentale.
Veniamo a noi.
È un tir che passa la frontiera, porta mobili etnici.
Viene da Rotterdam e va diretto a Torino.
A noi del tir interessano solo due casse.
Che c'è dentro le casse?
- Maria. - Quanta?
- Qualche chilo. - E com'è la storia? Come...
- Come vuoi fare? - Semplice!
Lo fermiamo, controlliamo il carico, troviamo lo schifo e tu lo arresti.
Poi in questura del carico cosa arriva, arriva!
Il resto viene a Roma con me.
- Viene da Rotterdam? - Sì.
Allora avrà due conducenti. Si danno il cambio durante il tragitto.
- Una divisa in più farebbe comodo. - Serve uno fidato. Ce l'hai?
Certo che ce l'ho!
Tu hai 5000 da improntare?
Cinque per lui e 40 per te.
Affare fatto!
- Oh! - Sì.
A figa come stiamo messi?
E dai! Sono in gita!
Guarda. Ho una che l'ho fermata un paio di volte.
Guarda che roba!
- Questa? - No, lei. Ha un giro di moldave.
- Ah! - Vanno bene le moldave?
Sono le meglio. Non parlano.
- Ci penso io! - Niente, non ho monete.
Tabaccai di merda!
- Non hai mai le monete! - Chiusi a quest'ora.
Levati!
- Che devi fare? - Levati!
Che devi fare?
Che cazzo fai?
- Molla le sigarette! - Fermo!
- Guarda che cazzo stai combinando? - Aspetta!
Era questo l'impegno improcrastinabile?
Guarda questa stronza!
Che ha detto? Seguila, no?
Ma dove vado? Non è moldava! Questa parla.
- Sì? - Eh!
Però è una bella figa!
- Lo so. - Oh!
[musica dalla Tv]
Perché guardi queste stupidaggini?
Le ragazze sono belle.
Cretine, ma belle. Mi ricordano quando avevo la loro età.
Tu eri bella, ma non sei cretina.
Correggi, Rocco! "Eri bella, ma non eri cretina."
Suona meglio, no?
Amore mio, io vado a letto. Spegni tu?
Non farti fregare dai ricordi!
Salve!
C'è qualcuno?
Salve. Posso aiutare?
Mi servirebbero un paio di scarpe di quelle che reggono la neve.
Magari non quei canotti con i lacci...
Quelli che avete di solito!
Allora...
- Sì! - Vediamo.
- Sì. - Vediamo un po'.
Ecco. Cosa ne pensa di questi?
Fanno schifo, ma sono meglio di quelli. Posso provarli?
Certo.
Lei è qui per quello che è successo al Crest?
Sì. Piacere. Vicequestore Schiavone.
Annarita Pec.
- Pec? - Sì.
Come Luisa. Stesso cognome. La moglie di Leone.
Sì.
Siamo cugine. Di terzo grado però! Qui siamo tutti un po' parenti.
Ma quello che è successo è stato un incidente oppure...
- Oppure! Senta, le tengo. - Va bene.
Prendo anche questi.
Arctic di pelle. Ottima scelta.
- Cosa riprende quella telecamera? - È una webcam per il meteo.
- Dov'è? - Sta sopra, alla partenza dell'ovovia.
Ho capito. Che lei sappia è attiva 24 ore su 24?
A sinistra in alto c'è il garage. Bravo.
- A destra c'è la scuola maestri. - Sì, quella è l'entrata dell'ovovia
- che poi porta alle piste. - Cerco le foto del giorno dell'omicidio?
- Sì, bravo. - Ok! Eccole.
Ok.
Qui gli impianti hanno chiuso. Non c'è più nessuno.
Adesso prendi quella del giorno prima allo stesso orario.
Mettile vicine. Vediamo un po'...
- Ecco qui. - Notate niente?
A me sembrano tutte uguali.
- Ah! La scuola di sci. - La porta è aperta.
Il giorno dell'omicidio la porta era aperta.
Sì.
Mercoledì alle 17.40 la porta era chiusa.
Prendiamoci le foto.
Italo, io e te andiamo alla scuola di sci.
Va bene?
- Buonasera. - Buonasera.
- Salve. - Salve. Volete prenotare una lezione?
Non sia mai! Senta, può chiamarmi il suo collega sdraiato...
Vicequestore Rocco Schiavone.
Questura di Aosta. Polizia. Polizei, police...
Di dove cazzo è lei? Mi chiama il suo collega?
Mi scusi, signorina.
- Eccoci qui! - Per la storia di giovedì notte?
Tu sei veramente una volpe! Perspicace.
Sentite, a che ora chiudete la sera?
- Alle 4. - Alle 4? E giovedì chi ha chiuso?
L'altro ieri? Ho chiuso io. Erano circa le 16.45.
Forse prima. Quando sono andato via, c'era l'ultima linea dell'ovovia.
Ho capito.
Chi chiude la sera è lo stesso che riapre la mattina o...
Sì, è sempre lo stesso. Infatti ieri ho aperto io.
Ah! E come ha trovato la porta?
Chiusa. Perché?
Oltre a chi è di turno chi ha le chiavi del posto?
- Omar. Il responsabile della scuola. - Dov'è?
È uscito, sta facendo lezione con l'altro gruppo.
Scusi un attimo. Ma a lei non hanno insegnato l'educazione?
Si vuole togliere gli occhiali quando parla con le persone? Eh!
Li rimetta pure.
Vediamo di convocare questo Omar Borghetti che voglio parlarci.
Va bene. Forse non ce ne sarà bisogno.
- Salve. - Salve.
Proprio lei cercavo. Ha due minuti? No!
Quando un poliziotto le chiede se ha due minuti
- non è bello guardare l'orologio. - Dica!
- Lei ha le chiavi della scuola? - Sì. Perché?
Che rapporti ha con Luisa?
Perché me lo chiede? Questo è un paese piccolo.
- Io e Luisa eravamo fidanzati. - Poi è arrivato Leone.
- No, se pensa che io... - Io non penso nulla.
Non penso assolutamente niente.
- Adesso in che rapporti è con Luisa? - Ottimi.
Siamo rimasti buoni amici. E mi dispiace per Leone.
- Anzi, se vuole sapere la verità... - Io sono qui per questo.
Per sapere la verità. Mi dà un documento, per favore?
- Perché? - Vede che non ci siamo?
Se un poliziotto le chiede un documento
lei lo esibisce senza fare troppe storie. Funziona così!
- Prego. - Grazie.
Grazie. Ora posso andare o dovete ammanettarmi?
Hai capito, Italo? Abbiamo un comico qui. Arrivederci.
- Arrivederci. - Arrivederci!
- Hai memorizzato l'indirizzo? - Saint Jacques Chemin de Recet 2.
Bravo, Pierron!
Aspettami qui.
Questa è la piantina del rifugio di Leone e Luisa. Capisci?
No.
Questo è il progetto di Omar per la baita di Luisa.
Poi è arrivato Leone, l'ha battuto sul tempo e con i soldi.
Omar ha un rodimento dentro che tu non hai idea!
Ha chiuso tutto bene?
- Sì. Non scoprirà che siamo entrati. - Siamo?
Va bene! Che sono entrato.
- Non ti piace lavorare con me? - No, tantissimo.
È che vorrei fare un po' di più.
Per fare un po' di più dovrei fidarmi di più di te.
- Tu di me già ti fidi, Rocco. - Tu sei una donnola!
Eh! Tu sei una bella donnola. Sei un bel paraculo.
Quanto te, Rocco!
- Posso darti del tu? - Già lo hai fatto?
In questura preferirei che mi dessi del lei.
Sì, sì, va bene.
- Ma tu vuoi fare una cosa con me? - Certo! Di cosa si tratta?
- Una cosa illegale. - Quanto illegale?
- Parecchio. - Tipo... Rubare?
Tipo rubare, sì! Rubare ai ladri. Va bene?
E quando cominciamo?
- Stasera. - Stasera?
Stasera. Dai!
Sebastiano, questo è Italo. La divisa di cui ti parlavo.
[in francese] Gli amici dei miei amici, sono miei amici.
Incantato.
Parla italiano qui.
- "Che cazzo ne so"! Ciao. - Ciao.
Allora... Il camion si riconosce facilmente
perché è bianco e ha la scritta Kooning.
- Ci siamo? - Che strada fa?
Il tir lascia l'autostrada dopo il traforo verso le 11
e va sulla Statale 26. Deve fare uno stop a Courmayeur.
Ma noi dobbiamo fermalo prima. A Entrèves. Che è qui.
Ma secondo te è stato Omar a uccidere Micciché?
- Diciamo che è un buon candidato. - Perché era innamorato di Luisa?
Potrebbe. Per amore si possono fare anche cose terribili.
E tu ne sai qualcosa?
Ne so qualcosa, sì.
Magari è per questo che ti hanno trasferito qui.
No, quella è un'altra storia.
- Ti va di raccontarmela? - C'era un coglione che da 30 anni
violentava ragazzine.
Io l'ho beccato e invece di consegnarlo come si dovrebbe fare,
l'ho preso a cazzotti.
Con il risultato che ora cammina con una stampella
- e non ci vede da un occhio. - Porca miseria!
- Ti hanno denunciato? - No.
Il padre del coglione è un uomo molto potente.
Poteva farmi il culo e me lo ha fatto.
Quante erano queste ragazzine?
Sette. E una si è tolta la vita qualche mese fa.
Tira fuori la paletta, eccoli.
Tira fuori anche la pistola.
- Tu perché non l'hai mai? - Non la porto più.
Buonasera. Scendete, per favore?
- Fuori! Dai! - [in inglese] Veloci.
- Tutte e due da questo lato. - [in inglese] Da questo lato.
Le chiavi del rimorchio.
- [in inglese] Chiavi. - Ah, ok.
- [in inglese] Gli italiani sono bravi. - Dai!
Non abbiamo tutta la notte.
- Buffon! - Ma vaffanculo! Dai!
Avanti. Via! Dietro.
[parole incomprensibili]
- Aprite! - [in inglese] Apro?
Apri! Sì.
Buonasera a tutti!
Buonasera!
- Ecco Sebastiano. - Buonasera.
- E questo cos'è? - Un container dentro un altro container.
- Ma cos'è questa roba? - Dai, prendi la scaletta.
Veloci. Dai, vai ad aprire.
Tirati indietro, per favore. Vai.
Apri!
Dai!
Oh!
Mortacci vostra!
Andate a fanculo!
Buonasera.
La mamma.
- Sono maliani. - Che facciamo qui?
Andiamo a controllare dentro.
- Ok. - [in inglese] Aspettate un po' qui.
Ernest ci ha dato la sola! Ecco cos'è.
- Non mi convince. - Che c'è?
Aspetta un attimo.
Sette, otto, nove, dieci,
undici, dodici, tredici quattordici e quindici.
- Sono quindici. C'è un doppiofondo. - Davvero?
- Che cazzo fai? - Andiamo a prendere il cric.
Ma che dici?
- Prendiamolo a criccate! - Non basta!
Qui ci vuole un attrezzo, non il cric! Ancora?
Rocco, stavano andando a Torino. Il loro contatto li aspetta lì.
Poveracci. Andiamo, ragazzi, tutti in fila per due. Dai!
- Seguite me. - Dai. - In fila per due.- Andate.
[bussano alla porta]
Buonasera. Vicequestore Rocco Schiavone.
- Emilio Marris, pensionato alle Poste. - Possiamo entrare?
- Prego. - Grazie.
Mamma mia! Io ho solo una stanza per gli ospiti.
Non deve ospitarli. Deve tenerli solo un po' al caldo
- mentre finiamo il lavoro nel camion. - Avranno fame.
È questione di poco. Emilio, posso chiederti una cosa?
- A questo punto! - Hai un frullino?
Per tagliare il metallo?
- Il metallo. - Sì, ma non lo presto. Devo usarlo io.
- Va bene. - È molto geloso della sua attrezzatura.
Fa bene.
- Grazie, Emilio. - Non la presta.
Posso riprenderlo? Tanto ormai tu avrai caldo, no?
Ecco qui! Questo è una bestia.
- Un mitragliatore! - Emilio!
- Gliel'ho detto. - Andiamo.
- Faccio strada. - Prego.
[Emilio canticchia]
Lascia.
- Bravo, Emi'! - Eh! - Bel lavoro.
Oh!
Mamma mia! AK-47.
- Chiamiamo la polizia. - Emilio, siamo noi la polizia. Emi'!
- Ora vai a casa. - Sono contento di avervi aiutato.
Bell'avventura! Se avete bisogno, chiamate.
- Mi raccomando. - Grazie di tutto.
Ma porca miseria! Devo chiamare l'Interpool. È un arsenale.
Certo, bisogna sequestrare il camion.
Oh! Buddha seed.
Buddha seed! Guardate.
Ecco.
Vedi? Bravo, non ci hai ridato la sola.
Sebastiano.
- Eh? - E questa?
Non lo sapevo, ti giuro.
Tu sai che non voglio averci un cazzo a che fare con questa merda.
Ci rifaccio la striscia della strada, io.
Ma dai!
Hai capito?
- [clacson] - No...
Oh!
Li mortacci tua!
Stai scherzando?
- E dai! - Ma mi conosci!
- Proprio perché ti conosco. Dai! - Sì, allora giochiamo. Bravo.
- Dai. - Tieni.
- No... - E dai.
Ma neanche un presente?
Volevi un presente?
- Per una serata con gli amici. - Una serata?
Sei proprio il peggio.
- Tieni, Italo. Te li sei meritati, bravo. - Grazie.
Tutto a posto, capo.
Missione compiuta.
Ora buttiamo giù un po' di gente dal letto.
[squilli di cellulare]
- Sì? - Dottor Costa, sono Schiavone.
Che succede? Che ore sono?
Abbiamo sequestrato un carico d'armi. È un colpo grosso.
Cosa?
È stata una soffiata. Ho agito d'impulso se no l'avremmo perso.
Dobbiamo indire una conferenza stampa. Lei sarà dei nostri?
Non credo di avere il tempo. Sono ancora sul caso Micciché.
- E poi... - [rumore di motore]
Cosa? Non ho capito. Schiavone?
[rumore di motore]
Mi prende in giro?
Le armi le hai riconsegnate?
E quei poveretti?
Erano maliani.
Li ho portati al loro appuntamento.
Come mai dall'Olanda venivano in Italia?
Infatti secondo me non ci hanno capito molto. Ma cosa dovevo fare?
Quello che hai fatto, amore mio.
Ti metterai nei guai, Rocco.
Più di così?
Non capisco una cosa. Sul TomTom c'erano due indirizzi.
Uno di un'area di servizio sull'autostrada vicino a Torino
e l'altro in Montenegro, che forse era la destinazione delle armi.
Ma perché l'indirizzo di Torino? Così ho chiesto all'ente autostrade
di vedere se quel camion fosse transitato in quel punto.
E ho chiesto le immagini della stazione di servizio.
Le immagini?
Sì, anche le immagini. Lei non ci crederà.
- A cosa? - Le immagini non c'erano.
C'è stato un guasto all'interno del sistema informatico della A5.
L'hanno riparato, ma non è rimasta neanche un'immagine di ieri notte.
- Che peccato. - Sì.
- Quando il diavolo ci mette le coda... - O il culo.
Dico bene, Schiavone? Lei mi porti l'assassino di Leone Micciché
e io dimenticherò la storia del container. È un consiglio da amico.
[Baldi ride]
Comunque sto seguendo la pista dell'amante ferito.
Tale Omar Borghetti.
Volevo mostrarle una cosa.
Belli.
Questi sono gli stessi guanti
e della stessa marca che usava Leone Micciché il giorno dell'omicidio.
Posso darle la dimostrazione di una cosa?
- Che cosa vuole dimostrare? - Adesso lo vede.
Dunque.
Quando Micciché è arrivato all'appuntamento con l'assassino,
probabilmente ha fatto due chiacchiere
- e ha fumato una sigaretta. - Bene.
Ecco, ha fatto così.
Però noi l'abbiamo trovato senza guanti. Perché?
- Perché doveva accendersi la sigaretta. - Sì.
Ma per accendersi una sigaretta basterebbe togliersi un guanto solo.
Capisce?
Il lavoro che facciamo noi è usurante.
- Perché non vai a lavorare? - Con permesso.
Un giorno di questi esaminerò questo veleno.
No, lascia stare. Certe cose è meglio non saperle. Si vive meglio.
Tu puoi dirlo forte.
Hai qualcosa di sensazionale da mostrarmi?
Sì, due cose di estrema importanza.
Sul frammento di fazzoletto trovato nella trachea del cadavere
che tra l'altro è uno dei pochi organi rimasti intatti
ci sono delle tracce ematiche che abbiamo fatto esaminare.
Fammi indovinare. È il sangue di Leone Micciché?
No.
Non è solo del gruppo A Rh-, cioè quello di Leone.
Ce n'è un altro?
Gruppo O Rh-. È il sangue di un uomo.
Forse è dell'assassino che si è ferito durante la colluttazione.
Oppure è il sangue di una vecchia ferita. Ma credo sia dell'assassino.
Mi sembra un'ottima notizia.
Ce n'è un'altra. Ricordi il tabacco trovato sul luogo?
- Sì, quello sbriciolato. - Non è della Three Star.
Aspettate un attimo qui.
Vai. Tu?
- Punto io. - Jack...
- Omar Borghetti? - Sì.
- Posso parlarle un attimo? - Sì.
Ragazzi, scusate.
Ve lo riporto subito.
- Tu come ti trovi con lui? - Bene.
Sì, è un tipo a posto.
Secondo me dovrebbe farsi un po' curare perché è isterico.
Perché?
L'altro giorno ha dato di matto perché il tabaccaio era chiuso.
Dai.
- È il nono livello. - Cosa?
No, lui ha tutta una classificazione per le sue rotture di coglioni.
Dal sesto fino al decimo.
- Qual è il decimo? - Casi da risolvere. Omicidi, in generale.
Ti segni pure queste cazzate? Fate proprio una bella coppia!
A me viene in mente un'altra persona con cui fare una bella coppia.
Pensa che io sia un coglione? Il progetto del rifugio con Luisa
- che Leone le ha scippato... - No.
Io non sono venuto qui a cambiare aria e a prendere il fresco.
Qui c'è un'accusa di omicidio, coglione.
Allora mi faccia le domande e si tolga dal cazzo.
Tenga.
Siamo partiti con il piede sbagliato.
Lei cosa ci faceva di giovedì, il giorno dell'omicidio, in quell'ufficio?
Giovedì non ero là.
Inoltre non sono mai in ufficio dopo le 16.30.
Grazie.
Solo lei ha le chiavi. Lo capisce?
A parte chi è di turno, solo lei ha le chiavi.
- Chi altri può avere aperto? - Non lo so.
Lei rischia un'accusa di omicidio.
- Allora voglio un avvocato. - Va bene, facciamo così.
Domani mattina, appena lei si sveglia
troverà un bell'avviso di garanzia, così potrà chiamare il suo avvocato.
E io, questa sua vita già di merda...
Gliela renderò un inferno.
Tanto sono arrivato adesso ad Aosta. Non ho un cazzo da fare.
Capisce? Ci vediamo.
No, ascolti. Io non sono mai stato all'ufficio della scuola di sci.
Ero da Luisa, dovevo parlare con lei.
Ma certo, lei non ha mai dimenticato Luisa.
No...
L'ha trovata incinta e ha perso la testa.
No, Luisa amava Leone.
Non c'è mai stato spazio per me, anche adesso che Leone è morto.
Io e Luisa siamo come due fratelli.
Di cosa voleva parlare con Luisa?
Luisa ha un debito con me. Quasi 100.000 euro.
Mi ha detto di aspettare un mese e poi avrebbe onorato il debito.
- E poi? - Poi basta, sono andato via.
Ho messo gli sci e sono tornato giù in paese.
No, la ringrazio. Non ho mai fumato.
Mi scusi per...
Per lo schiaffo.
Mi è partito.
È un periodo di merda.
Ciao.
Alberto, ecco le analisi del sangue che mi hai chiesto.
Brava, ti devo un caffè.
Allora...
Il gruppo sanguigno trovato sul fazzoletto che mi hai dato ieri sera
è 0 Rh-.
È uguale a quello che c'era nel frammento di foulard rosso
che era nella trachea della vittima. A chi appartiene?
A Borghetti. Il maestro di sci.
- Questo lo riprendi? - Magari prima fatelo lavare.
Quante storie! Dai, andiamo.
- Arrivederci. - Arrivederci.
- Ciao! - Ciao.
- Salve. - Vicequestore!
Ah! Vedo che cominciamo ad azzeccarci.
- Come va il lavoro? - Bene, grazie.
Guarda Borghetti come ride con il suo foulard rosso.
- A quando risale questa foto? - All'inizio della stagione.
Ho capito. Voi avete armadietti con gli effetti personali?
- Sì. - Dov'è quello di Borghetti?
Di qua. Prego, mi segua.
Grazie.
Però si apre solo con la chiave che ha Omar.
Può chiedere direttamente a lui.
Eccolo qui.
Stavo cercando proprio lei.
- Salve. - Salve.
Può aprire il suo armadietto, per favore?
Sì.
Ecco qua.
- Posso? - Prego.
Dov'è il fazzoletto rosso che ha nella foto?
Deve essere qua.
Però non c'è.
Non c'è perché è stato ritrovato sul cadavere di Micciché.
- Sul cadavere? - Sì.
- Magari non è il mio. - Magari.
Ma purtroppo ho una notizia da darle.
Sul fazzoletto sono state trovate delle macchie di sangue
con il suo gruppo sanguigno.
- Ma come? - È brutto, vero?
È una brutta situazione, la capisco.
Le tracce di sangue trovate sul fazzoletto rosso sono di Borghetti.
Questo lo incastrerebbe.
Va bene. Ma?
Ma Leone Micciché...
Su quella scorciatoia Micciché si stava fumando una sigaretta.
Ma sul luogo del delitto sono state trovate tracce di tabacco.
- Quindi? - Omar Borghetti non fuma.
E chi se ne frega! Il tabacco era della sigaretta di Leone.
No, Leone Micciché fumava sigarette Three Star Light.
Da sempre.
Aveva anche un pacchetto vuoto in tasca.
Invece il tabacco che è stato trovato sul luogo
era di un'altra marca.
Questo vuol dire soltanto che c'era un'altra persona.
- Che fuma, ma non fuma Three Star. - E ha offerto la sigaretta a Leone.
Dottore, si è fatto un'idea?
Sì.
Omar Borghetti avrebbe un movente.
Gelosia, un debito...
Ma perché aspetta tre anni?
- Ci sono novità nella posta di Leone? - Sì, questo è interessante.
Sono delle analisi che ha fatto Micciché.
Guardi.
La spermiocoltura.
Un ml di liquido.
- Zero spermatozoi. - Esatto.
Azoospermia. Come minimo dovrebbero essercene 20 milioni.
Insomma, Leone Micciché non poteva avere figli.
Esatto.
Chi ha prescritto le analisi?
Alfonso Lorisas, di Champoluc.
Il poveraccio aveva scoperto la tresca e così si è fatto le analisi.
L'assassino l'ha saputo...
- Potrebbe filare, no? - Sì.
Quindi sarebbe un omicidio passionale.
Già.
I soldi non c'entrano niente.
Buongiorno.
Mi stava cercando?
- Salve. - Prego.
Si accomodi.
- Grazie. - Allora, come posso aiutarla?
- Lei conosce Leone Micciché? - Certo, lo conosco.
Anzi, lo conoscevo. Poveretto, era una brava persona.
- Mi ricordo quando... - Sì, va bene.
- Era anche a conoscenza del suo problema. - Sì, aveva il varicocele.
Rischiava la sterilità. Quindi gli prescrissi quelle analisi.
Lei ha detto a qualcuno che lui fosse sterile?
No.
- Ma il paese è piccolo e qui... - Sì, siete tutti parenti. Lo so.
Senta, dottor Lorisas.
C'è di mezzo un omicidio.
Se lei mi nasconde qualcosa, siamo nel reato penale.
Italo, in tutta questa storia c'è ancora una cosa che non torna.
Quel coglione l'ha detto alla moglie.
Sai chi è?
Annarita Pec, quella del negozio di sport.
Sarebbe la cugina di Luisa.
Sicuramente è andata a dirglielo.
Andiamo sul luogo del delitto. Manca ancora una cosa.
- Hai una bustina? - Sì.
Eccola.
Come stai?
Hai mai posseduto un cane?
No.
Dovresti prenderne uno. Ti insegnerebbe moltissime cose.
Tipo che la giustizia non esiste.
Le cose accadono perché devono accadere.
La giustizia è un concetto del tutto umano.
E come le cose umane, spesso l'uomo sbaglia.
Dottore.
Abbiamo i mandati.
Perché i mandati?
Perché gli assassini sono due.
- Grazie. - Di niente.
[prete] Oggi queste parole non ci sono di grande conforto.
Oggi bisogna che ognuno di noi, la comunità, si stringa intorno a Luisa
e a tutti gli amici di Leone
che l'avevano accolto tra le nostre montagne.
Luisa mi ha chiesto di potere dire due parole su Leone.
Prego, Luisa, vieni.
Le parole di don Giorgio sono state belle.
E sincere.
È vero. Uno pensa che condividendo il suo dolore con gli altri
magari si soffre di meno.
Leone era mio marito.
- E io aspetto un figlio da lui. - [mormorio]
- Vi dico questo perché... - No.
Lei deve dire la verità.
- La sto dicendo. - No, non è la verità.
Signor vicequestore, la prego, qui siamo nella casa del Signore.
Ecco, appunto. Siamo nella casa del Signore.
Lei ha appena detto che non bisogna mentire.
Siamo davanti alla bara di Leone.
- E io so chi è stato. - [mormorio]
Io sono vecchio.
Ma certe cose le so.
So che se quel peccatore è qui in mezzo a noi
è meglio che abbandoni la casa del Signore.
Luisa Pec, mi segua, per favore.
Prego.
Luigi Bionaz, mi segua anche lei.
È impazzito?
Non mi faccia usare metodi che in chiesa sarebbero come una bestemmia.
Lei è pazzo.
Stai buono.
Fermo.
Il telefonino, Italo. È importante.
Senta, dottor Schiavone.
Se io le dico una cosa importante che inchioda Luigi, poi lei mi aiuta?
Giovedì sera, alle 17.15, Luigi mi ha chiamata sul cellulare.
Era sconvolto. Mi disse di raggiungerlo alla scorciatoia
perché era successo un disastro.
Io sono arrivata quando Luigi stava ancora seppellendo Leone.
Mi ha detto che era morto e che avremmo dovuto cercare di proteggerci.
È una cazzata.
Sì, questa è una grande cazzata.
Anche lei sa che è una cazzata.
Leone Micciché si incammina lungo la via principale, verso il paese.
Probabilmente è stato chiamato dal suo stesso assassino.
Leone si avvicina e Luigi gli offre una sigaretta.
E si toglie i guanti.
Attenzione, toglie tutti e due i guanti. È una cosa importante.
Li ha tolti tutti e due perché doveva rollare la sigaretta.
E così Luigi, a tradimento,
colpisce Leone.
Lo colpisce forte.
Ma non lo uccide. Luigi lo prende e lo trascina
fino alla scorciatoia del Crest. E qui ci viene in aiuto Luisa Pec.
Lei ha preso le chiavi di Omar.
Ha aperto l'armadietto alla scuola di sci e ha preso il fazzoletto.
No, io non c'entro.
Si faccia dare il mio cellulare.
Tra le foto ce n'è una che non lascia dubbi.
C'è Luigi, davanti a un mucchio di neve, che sta seppellendo Leone.
E l'ha fotografato lei?
Cosa potevo fare? Non volevo che finisse così, non volevo ucciderlo.
Ma vaffanculo.
Ho pensato che se avessi fatto una fotografia
poi se fosse successo qualcosa, mi avrebbe aiutata.
Ma vaffanculo!
Non voglio più parlare con te.
Con te io non voglio più parlare.
Leone Micciché stava per avere la certezza
che il figlio che aspettava Luisa Pec non era il suo.
Era di Luigi.
E adesso torniamo alle sigarette.
Scusami, eh.
Hai offerto queste a Leone.
Questa...
È stata trovata una trentina di metri sopra il luogo del delitto.
Controllavi che Amedeo Gunelli facesse bene il suo lavoro.
Aspettavi che passasse sopra il cadavere di Leone
con quel cazzo di gatto delle nevi. Sì o no?
Questa sigaretta è tua. Basterà esaminare la saliva.
L'avrò buttata dalle piste e sarà finita lì per caso.
No.
- Non si passa lì per caso. - Micciché è stato ucciso dal mezzo
- guidato da Amedeo Gunelli. - Un omicidio senza arma del delitto.
- Bravo, Luigi! - No, non è andata così.
A breve nascerà il figlio di Luisa Pec, Luigi.
Lo capisci?
E lì c'è il DNA.
Hai mai sentito parlare di DNA, Luigi?
[piangendo] Io non volevo.
Io non volevo. È stata Luisa che...
È stata Luisa che ha voluto... Io non volevo.
Sa cosa diceva un poeta inglese?
Che le donne sono il piatto degli dèi se a condirle non è il diavolo.
Invece lei è un santo, dottor Schiavone?
[Schiavone ride]
No, io sono un figlio di puttana, signora.
Io sono un figlio di puttana.
Ma con questo fatto ci faccio i conti tutto il giorno.
Tutto il giorno. Quando mi specchio.
Quando guardo questo cielo grigio, questa città.
Ma io...
Io non ho innocenti sulla coscienza.
Io, di innocenti sulla coscienza, non ne ho.
[la porta si chiude]
Ho saputo. Li hai presi.
Sì.
Stai bene?
Sì.
Sei tanto bravo a scoprire le bugie, ma non a dirle.
Quando risolvo un caso...
Mi sento sempre sporco.
- È come se fossi io l'assassino. - È normale, amore mio.
Se lavori nella palude per cercare i serpenti
ti trasformi in una bestia anche tu. Il fango diventa casa tua.
E così puzzi di morte e di cose andate a male.
Lo so, ma a me questa cosa mi fa stare male. Tanto male.
Ti tocca campare, Rocco.
Mi manchi, Marina.
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