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- Ciao. - Margareta!
I socialdemocratici hanno bisogno del ristorante per la veglia delle elezioni.
- Ma è prenotato dall'Associazione dei Medici. - Ma gli ho già detto di sì.
- Ma che cavolo...? - Dobbiamo approfittare di questa occasione.
- Ciao, Helga... - Era ora ti facessi vedere.
- Lei e Peter faranno a metà? - No.
- Alcune volte bisogna fare delle scelte. - E io le ho fatte.
- Venite. Alleluja! - Alcool, Dio. Cosa verrà dopo?
- Niente. Dio mi ama per come sono. - Per chi sei veramente?
- Io stessa ho vissuto lì. - Hai tappato la bocca a Wallin.
- Ti va di parlare ancora? - Non... non lo so.
Britt?
Per colpa tua mi hanno cacciato da qui.
Mi devi soldi! Trova lavoro per i miei uomini o dovrai pagarmi tu!
- Gli hai promesso un lavoro? - Assolutamente no.
- Faccio questa cosa per te da cinque anni! - Perché lo dici solo ora?
Non siamo mai insieme, cazzo!
- E doveva essere qui? - È solo la festa... Calle!
Helga. Helga!
Ehi, che succede?
- Cos'è successo? - Ha avuto un ictus.
Non si è ancora svegliata, ma le abbiamo dato degli anticoagulanti.
Ma ce la farà?
Non lo sappiamo ancora. Faremo tutto il possibile.
- Possiamo entrare a vederla? - Giusto qualche minuto.
Grazie.
- Come sta? - Vive, Stig.
È stato così improvviso. Un attimo prima era come sempre e l'attimo dopo...
Senti... entriamo a vederla. Vieni con noi?
No. È meglio se c'è solo la famiglia.
Vieni, se cambi idea.
Traduzione di Hanna Lise
Episodio 19 Maggioranza assoluta
Non mi ricordo com'è stato quando papà è morto.
Io sì.
Il giorno dopo mi sono tirato su e ho aperto il ristorante come sempre.
Parli come se fosse già morta. Mamma non può morire così.
No. Non è da lei.
Tra poco si sveglierà e inizierà a brontolare...
perché non ci siamo seduti su quelle sedie dure.
Forse non è necessario stare qui tutti e tre. Potremmo fare a turno.
- Faccio io il primo turno. - Dopo vengo io.
- Avvisami se succede qualcosa. - Sì, certo.
- Hai un certificato di proprietà? - Era nel cru... cru...
Minchia, come si chiama?
- Il cassetto piccolo. - Cruscotto?
- Hai visto chi ha dato fuoco alla macchina? - No. Ma sospetto di una persona.
Si chiama Curt Ragnarsson. Lui...
Curt... Ragnarsson? Perché sospetti di lui?
Mi ha minacciato. Vuole che assuma i suoi uomini al lavoro.
Qualcuno può confermarlo?
No.
Non hai mai litigato con un collega? Nessuna discussione?
No, assolutamente no.
- E Ragnarsson è il mio unico nemico. - Parleremo con lui.
Ma probabilmente è stato uno dei tuoi amici. Queste macchine fanno invidia.
Vaffanculo, va'!
Ehi, che hanno detto della macchina?
Sanno chi può essere stato?
- Angelo! Che ti hanno detto? - Che lo troveranno.
Quindi sanno chi è stato? - No, non lo sanno!
Se ho detto che lo troveranno, non lo sanno!
Senti, scusami.
- Io ti avevo detto di non comprarla. - Grazie. Vado a prepararmi.
- Bel colore. - Sì, molto bello.
- Ciao. - Ciao.
- Lavori di nuovo qui? - Sì, così pare.
Ci serve personale in più. Sonja è la migliore che abbia avuto.
- Concordi? - Certo.
La tua vita è invidiabile. Ho letto dei tuoi tanti premi.
Non credere a tutto quello che leggi. Come va a te e Åke?
La nostra vita è l'opposta rispetto alla tua. Piuttosto comune.
Raccontami quanto sia comune.
Beh, ci svegliamo. Åke va in ufficio, io porto i bambini a scuola.
Ceniamo alle sei. E guardiamo un po' di televisione prima di andare a dormire.
E poi si ricomincia. Tutti i giorni.
Tutti?
Tranne i giovedì, quando Åke gioca a ping pong dopo il lavoro. Bello, no?
A me sembra meraviglioso. Soprattutto il ping pong.
Direttore. Ho saputo che sua madre è in ospedale. Come sta?
È in buone mani.
Sì.
Speriamo per il meglio, Roos. Mamma non si arrende tanto facilmente.
Questo è sicuro. È sicuro.
Scusa se mi emoziono, ma io... io...
Mi controllerò. Ma la signora Löwander è sempre stata qui.
Grazie, Roos.
- Maggan, aspetta. Vai pure. - Vado un po' di fretta.
- Tutto bene stamattina? - Sì, tutto bene.
Le voci si diffondono.
Palme vuole che prepari il dibattito elettorale per la TV.
- Il dibattito non lo fa Erlander? - Vuole una visione più giovane.
- Lo fai con me? - Io? No, per me puoi cavartela da sola.
Ma... purtroppo no.
- L'agenda di Britt è piena. Ha bisogno di me. - Maggan...
saluta Palme e ringrazialo da parte mia. Ma purtroppo non posso.
Ciao. Scusa il ritardo, mi ha trattenuta Arne.
Che vuole adesso? Che parli con Norra Bantorget?
- Volevano aiuto per il dibattito in televisione. - Scherzava?
No, diceva sul serio.
Siamo nel bel mezzo della campagna elettorale, e improvvisamente ha bisogno di te.
- Cosa abbiamo oggi? - Abbiamo una riunione alle 11...
- Mi spiace, ma non posso prestarti Maggan... - Sono Erlander.
Primo Ministro? Buongiorno. No, Erlander non disturba mai.
Capisco. Assolutamente, possiamo organizzarci.
Grazie. Arrivederci.
Devi andare subito a Rosenbad.
- Sei sicura? - Il Primo Ministro ti sta aspettando.
- Beh... dopo pranzo hai un incontro... - So leggere, ora vai.
Primo Ministro... Margareta Nilsson.
- Signorina Nilsson, ci rivediamo. - È un grande onore trovarmi qui.
- Palme e Lindström stanno arrivando. Un caffè? - Grazie, con piacere.
Si sieda pure.
- Ho prenotato a nome Ragnarsson. - So chi è lei, Ragnarsson.
Il tavolo è pronto, mi segua.
- Grazie. - Prego.
- Che ci fai qui? - Beh, sono venuto a mangiare.
Che si fa in un ristorante?
- Sei stato tu a distruggere la mia macchina. - Me l'ha detto già la polizia.
All'inizio ero deluso.
Ma dopo la nostra conversazione, io e la polizia abbiamo concordato che sono tutte fandonie.
Non ti ho fatto niente.
Credi di poter mandare i miei uomini da Mirko senza conseguenze?
- I tuoi? - Sì.
- Dammi 10.000 corone e siamo pace. - 10.000?
Guardami. Mai.
- Andrò alla polizia. - Prego.
Vedremo se ti crederanno.
O forse penseranno che stai infastidendo un vecchio malato.
Angelo...
- Che succede? - Niente.
Ciao, tesoro.
- Sono felice che tu sia potuta venire. - Appena ho potuto.
Come sta?
Beh, sai com'è la nonna. Non si arrende facilmente.
Ciao, nonna.
Sono Christina.
Ho portato cibo dal ristorante. Pensavo potessimo mangia...
- Ciao, Maggan. - Ciao, come va?
Mi fa piacere tu sia venuta.
Britt è di cattivo umore oggi. Spero riuscirai a risollevarla.
- Ciao. - Ciao, che ci fai qui?
- Sono venuta a lasciarti questo. - Grazie, ma ho già fatto.
Posso vedere?
Se guardi qui, avrai una visione più completa.
E anche qui.
- Quando l'hai scritto? - Stanotte.
Grazie.
Mamma... mamma, mi senti? Mamma.
Sei in ospedale. Hai avuto un attacco.
Aspetta, chiamo la dottoressa.
Si è svegliata. Può chiamare la dottoressa?
Tranquilla, ora viene la dottoressa.
Può aspettare fuori? Grazie.
- Torno subito. - Signora Löwander?
Così. Respiri, signora Löwander. Respiri.
Buongiorno, signora Löwander.
- Io... - No, non c'è bisogno che parli, ora.
Calma. Calma, signora Löwander.
Come sta?
Il lato sinistro è paralizzato. Non sappiamo se resterà così.
Possiamo solo aspettare e vedere come si sviluppano le cose.
- Posso entrare? - Certamente. Ma deve riposare.
Tranquilla, mamma, sono qui. Stenditi bene, devi riposare, ha detto la dottoressa.
Tavolo onorario al centro. Altri tavoli ai lati.
Abbiamo la lista dei posti? Grazie.
Mi spiace sia dovuta venire con me al lavoro.
- Mi diverto. - Ti diverti? Sicura?
Al cento per cento.
- Com'è la tua calligrafia? - Non male.
Puoi aiutarmi con i posti?
Vuoi qualcosa?
Cosa?
Pap...
Papà?
Cosa?
Non capisco cosa dici, mamma.
I documenti?
I documenti?
- Löwander. - Sono io. Mamma si è svegliata.
- Come sta? - Confusa e agitata.
- C'è un testamento. - Un testamento?
- Dovrebbe essere in casa. Puoi cercalo? - Vado subito.
- Gli altri lo sanno? - No, solo io.
Non dire niente finché non lo troviamo.
No. Fai presto.
- Calle. - Ciao.
Mamma si è svegliata. Puoi occuparti di Christina?
Ci vediamo dopo. Salutami Helga.
È sveglia, ma si sente stanca. Fa fatica a parlare, ma ci prova.
Mammina...
- Che bello vedere che ti sei svegliata. - Ci hai fatto spaventare tantissimo.
Che c'è, mamma?
- Noi... - Adesso siamo tutti qui.
Mantieni la calma. Cerca di riposare un po'.
- N... - Mi occupo di tutto io.
- Non devi preoccuparti. - Sì.
Cerca di dormire un po'.
- Di cosa devi occuparti? - Lasciamola dormire.
- Decidiamo chi rimane. - Rimango io.
D'accordo.
Ciao.
Due cocktail di gamberetti!
Due polpette al banco!
- Finirai presto? - Siamo a metà serata.
- Posso andare a casa. Conosco la strada. - Di sabato sera a Stoccolma?
- Non esiste. Tua madre mi ucciderà. - Un arrosto! Un baccalà!
- Dove sono le patate? - Quattro minuti.
- Rubi i drink? - Scusa, me ne vado.
No! Non dirò nulla. Vuoi qualcosa?
Aspetta qui.
- Prova questo. - Grazie.
L'ha detto lui. Ce lo portiamo a casa, no?
- Erlander è brillante. - Però sembra un po' freddo.
- Maggan ha preparato il discorso. - Non solo io.
Comunque mi sembra abbia fatto un ottimo lavoro. Brindiamo!
Cin cin.
Che hai? Che ti senti?
- Che succede? - Non si sente bene.
Christina!
- E tu chi sei? - Bernt. L'ho solo aiutata.
Lo sai che ha 15 anni? Sparisci!
Christina... stai bene?
- Che ci facevi di sopra? - Volevo solo sentire della musica.
- Che hai bevuto? - Qualcosa di giallo.
- Il club non è adatto alle quindicenni. - Scusa.
Per favore, non dire a mia mamma o a Calle che ero lì.
Vedremo.
Stefan, carne sul bancone!
Calle... Christina è stanca, la accompagno a casa.
- Sicura? Finisco tra mezz'ora. - No, no, nessun problema.
La accompagno io.
- Ecco le chiavi. Grazie mille! - Questo e altro per la famiglia.
Due macedonie!
Acquavite e soda. Un quarto, grazie.
- Ti conosco. - Non credo.
- Conoscevo Bojan, dell'Oscarshof. - Ah, sì.
È passato tempo, non ricordo.
Tu eri il direttore. Ti ho visto diverse volte.
Prego.
La verità è che...
mi hanno detto che lavoravi qui.
Pensavo che forse potevamo vederci.
Vattene.
- Chiedo scusa se... - Mi spiace. Per favore, vattene.
Ti prego.
Ma... come può farci questo? Eh? Toccava a noi, adesso.
Non vuole farci avere il controllo.
Distruggiamolo.
Il testamento è scomparso prima. Non abbiamo nulla da perdere!
Nessuno può dire il contrario! Forse nemmeno è valido questo coso!
Calmati. Calmati! Se ti calmi possiamo pensare!
E quando mamma mi chiederà del testamento?
Le dirai che l'hai cercato ovunque ma non l'hai trovato.
- Potrebbero esserci delle copie. - Non possiamo farci niente in quel caso!
Ma adesso possiamo distruggere questo!
- Non è affatto giusto! - Lo so bene!
No. E ci metterà in difficoltà per il resto delle nostre vite.
Ci meritiamo un'opportunità.
- Senti i calci. - È un ballerino.
Lo portiamo a ballare.
E magari invece fa contento il papà e diventa un calciatore.
- Centrocampista. Vuoi un po' di camomilla? - Così lo calmiamo un po'?
Cos'è stato?
- Cos'è? - Non è successo niente, non ti muovere.
No, Angelo, cos'è? Cosa c'è scritto in quel biglietto?
Niente.
Perché mi hai portato al ristorante?
- Aspettami qui. - Ma dormiremo qui?
Sì, c'è una stanza in cui puoi stare.
- Ma sei sicuro che ce la prestano? - È per poco, non deve saperlo nessuno.
Angelo, ma non è meglio chiamare la polizia e basta?
Io risolverò questa faccenda, ok? Non devi preoccuparti, Luisa.
Ecco, puoi stare qui tranquilla. Coricati, sarai stanca, immagino.
- Ma tu non resti a dormire? - Devo fare una cosa, torno subito.
No. Non lasciarmi da sola.
- Guarda che qui dentro sei al sicuro. - Non voglio rimanere da sola.
Va bene. Sto qui.
Sì, ma non per accontentarmi. Perché è normale. Ok?
Resto qui.
- Ciao. - Come va?
Nessun cambiamento. Ha dormito tutta la notte.
Vai a casa adesso.
Chiama, se succede qualcosa.
Di recente inizio a dubitare di essere sul giusto percorso della mia vita.
Tutto ciò che tocco si distrugge.
Credo tu stia cercando un significato da dare alla tua vita.
Sì.
- Hai detto che sei stato un gran peccatore. - Sì.
Ero infelice e bevevo. Non ero sincero con mia moglie. Io...
Credo dovresti raccontare a tutti la tua testimonianza, Gustaf.
Le storie di come Dio entri nella vita degli altri e la cambi...
sono molto forti.
Ci sono cose del mio passato che non possono essere perdonate.
Dio perdona tutto. Non giudica nessuno.
Ricevi il suo amore. Significherebbe molto per la nostra comunità.
- Andiamo stasera? - Stasera?
Hanno cambiato l'orario del servizio per permettere a tutti di andare a votare.
- No, devo stare con mamma. - Ah, va bene. Verrò dopo, allora.
Poi andremo a votare Hjalmar Mehr e i suoi escavatori.
O appoggi noi, e dai a tutti la stessa opportunità.
Signorina Nilsson.
- Anche voi abitate a Vällingby? - La casa è molto grande per tutti e due.
- Andrete al DK stasera? - No, purtroppo.
Peccato. Mi piacerebbe festeggiare con voi la vittoria elettorale. Buona giornata.
Buongiorno. Margareta Nilsson.
Gli invitati arriveranno presto, dobbiamo sbrigarci.
Tutto bene?
- Ciao. - Ciao.
Grazie per aver portato Christina a casa stanotte.
- È stato gentile da parte tua. - Sì, ma dovresti badare a lei.
Sì. Era con Calle, ma...
Ieri l'ho trovata al club che vomitava per aver bevuto.
- Calle, dobbiamo parlare. - Devi aspettare.
No! Non posso aspettare, ti devo parlare ora.
Porta tutto questo di là.
Che sia veloce. Che è successo?
Ester mi ha detto che ha trovato Christina ubriaca.
Ubriaca? Ma come?
Per questo Ester l'ha riportata a casa. Perché non mi hai detto niente?
Se l'è inventato. E comunque che ci posso fare? Devi badare tu a tua figlia!
- Perché non sono pronti? - Stavamo aspettando...
- Devono stare qui! - Facceli preparare prima!
Ieri sei andata al club? E hai bevuto?
- È stato... - Non mentirmi!
- Sì. - Immagina se tuo padre lo scoprisse!
Beh?
Dannazione!
Mi fa piacere farlo nel mio vecchio posto di lavoro. Scusi. Buonasera!
- Benvenuta, è un piacere rivederti. - Grazie, anche per me.
- Benvenuta. - Grazie. Avete organizzato molto bene.
Spero sia di vostro gradimento.
Primo Ministro!
Signora Löwander, signorina Nilsson. Grazie per averci salvato.
- Devo cercare il nostro tavolo. - Sì. Britt e Svante sono seduti lì.
Allora, andiamo lì.
- Buonasera. - Ciao.
Prego, Aina.
Non è libera quella.
No. No, certo che no. Scusate.
Compagni di partito... ho appena ricevuto i risultati delle elezioni.
La campagna distruttiva di Högern ha fallito!
Il popolo si è espresso. Vuole un cambiamento e continueremo a darlo!
Grazie per la vostra dedizione e il vostro lavoro!
Non solo abbiamo vinto le elezioni, ma abbiamo avuto la maggioranza!
- Un brindisi alla Stoccolma moderna! - A Stoccolma!
Il Primo Ministro ci ringrazia per il servizio ed il cibo, che ha definito di alta classe!
Ora chiudiamo la cucina e festeggiamo i risultati!
Ottimo lavoro. Salute.
È fantastico! Che bello!
- Che gran risultato! - L'unione ha permesso tutto ciò.
- Adesso non dobbiamo fare nessuna alleanza. - No, per noi sarà più facile.
- Com'è andata agli altri? - Margareta, stavamo parlando.
Sì, scusa. Non volevo interrompervi.
- Salute. - Salute.
È stato un vero piacere averti qui con noi.
È stato divertente tornare.
Non pensi mai di tornare seriamente? Dico sul serio.
- Ethel va in pensione quest'anno. - Ci penserò.
Mi sa... che devo andare.
- Ti accompagno a casa. - Non c'è bisogno.
Ma ci mancherebbe.
Va bene.
Ho pensato fosse una buona idea
lasciarla portare a casa Christina. Ester e Nina non sono molto amiche.
Vai a chiedere scusa a Nina, e dai la colpa ad Ester. Sembrava molto turbata.
Non è così facile.
State passando un brutto momento?
Sì.
Litighiamo sempre.
Tutte queste cose, interviste, premi, inaugurazioni...
A lei piacciono. E chiedono di lei.
Io mi trovo al suo fianco e...
sono terrorizzato.
Ho paura di dire la cosa sbagliata. Paura di commettere errori.
Cerco di nascondere di essere uno cresciuto in povertà.
Calle... tu sei...
l'uomo migliore del mondo.
- Vuoi qualcosa? - No, grazie. Sto bene.
- Che succede? - Uscite! Subito!
- Che è successo? - Ha chiamato Gustaf.
- Dobbiamo andare in ospedale. - Ok. Scusate.
- Ethel, hai visto Calle? - No, è andato via poco fa.
- Gli puoi dire che sono in ospedale? - In ospedale? Ok.
Angelo...
Angelo...
Che succede?
- Chiama un'ambulanza! - Troppo tardi.
Serve acqua. Prendete asciugamani. Tranquilla. Respira.
Respira. Non smettere di respirare.
Spingi! spingi!
Dov'è?
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