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(Claudia) Ogni giorno gli scrivo che mi ama.
< Lui mi intima di lasciarlo in pace.
< Io gli rispondo: "Lo vedi che mi ami?"
< Lui scrive: "Piuttosto che tornare da te, mi uccido".
< Io gli scrivo: "Questa è una chiara dichiarazione d'amore".
Buongiorno, signora Patrizia! Come sta Tobia?
Ha un po' di tosse. Abbaia in modo strano.
- Gli ha dato il mucolitico? - Sì, ma...
Saluta la professoressa, guarda che carina!
Cosa c'è? Ciao!
Ciao, Tobia.
Lucia, com'è andata l'udienza ieri?
Dopo 15 anni di matrimonio, solo cattiverie!
- E il mio avvocato è rimasto zitto. - Cambia avvocato.
- Ti aiuto a trovarne uno bravo. - No! Poi mi fa vincere.
Io voglio perdere! Io non voglio i figli.
Non voglio i suoi soldi, non voglio la casa.
Io non voglio niente! Voglio solo un po' di libertà.
- Te la meriti, sei grande. - Anche tu.
(Claudia) La mia ossessione amorosa non mi distoglie dal mondo, anzi...
..tutto mi si imprime nel cervello. < È l'iperproduzione di ossitocina...
..l'ormone del fisionomismo e dell'amore.
< Riconosco chiunque abbia incontrato negli ultimi dieci anni.
< Mi ricordo tutto.
< Questo è stato un grave problema tra noi.
< Lui, invece, dimentica tutto. Anche che mi ama ancora.
< Per questo glielo devo scrivere.
< Altrimenti chi lo tiene in vita il nostro amore?
< Io arrivavo sempre in anticipo. Anche questo, forse, è stato un problema.
< Lui era sempre in ritardo, e non ricordava un cazzo.
< E poi non gli finiva mai il credito, perché lui ha l'abbonamento.
La macchina è rotta e ho solo schede da 50 euro.
- È un furto! - Non è colpa mia.
Ma se io non ho credito nel telefono, i messaggi mi arrivano lo stesso?
- Penso di sì. - No! Da ieri ho mandato 28 messaggi.
Non ho ricevuto risposta, perché poi ho finito il credito.
Allora ho pensato: "Se lui è all'estero, devo avere credito per ricevere i messaggi".
- Boh, penso di sì. - Infatti, anche secondo me.
Cinquanta euro.
Perché io non so dov'è.
Ha capito qual è il problema? Io non so dov'è.
Sono sempre cinquanta.
- La foto non va qui. - È carta, signora.
Sotto, ma sopra potrebbe essere nitrato d'argento ed è tossico.
Credo che il nitrato non si usi più da molto tempo.
Ma forse qui sopra c'è qualcosa di estremamente tossico.
Comunque, grazie dell'informazione. Buongiorno.
(Claudia) Lei non capisce. "Only you and me" non va più bene.
Non c'è più "you", c'è "only me".
Sì, ma io non voglio parlare con lui.
Cioè, non ci posso parlare. Devo essere onesta.
Lei ha una bella voce.
Mi ricorda molto... va bene, niente.
Sì, ma io devo attaccare, perché sto facendo tardi.
Lo so, è l'ossitocina.
(Claudia) A quest'ora, lui dev'essere già sveglio.
< Questa è un'ora buona.
< Lui, a quest'ora, si sente solo.
Per esempio, noi vediamo che è anche il vuoto di guerre...
..a consentire la nascita della letteratura moderna.
< Quando la guerra si interrompe, il romanzo epico...
..che fino ad allora aveva narrato di morti, di eroi, di battaglie...
..si ferma...
Ed ecco il vuoto.
< Da esso, dal vuoto, nasce la letteratura moderna.
Il romanzo entra nelle stanze, nelle case,...
..nei segreti, nel mondo femminile...
..e la narrazione amorosa trova spazio...
No! Scusate! Ma io questa cosa non la posso più sentire.
Da 10 anni, per sviluppare questo discorso sul vuoto, lei si basa su esempi infondati.
- Io non sostengo nulla di infondato. - Invece sono infondati e tendenziosi.
Perché cercano di relegare l'amore e soprattutto le donne.
- Lasci parlare il professor Leoni. - Non sono infondati!
Tendenziosi, ma dipende anche da chi li giudica.
Posso dimostrarlo, perché fin dall'antichità, dall'Iliade...
..la guerra costituisce il tessuto della narrazione amorosa.
Mentre lei sta cercando di separare la narrazione epica da quella amorosa.
Così lei separa anche le donne dal luogo dove accadono gli eventi...
..che mandano avanti la storia. - Per favore, professoressa!
Lasci terminare chi la precede. Lei interverrà a tempo debito.
Perché? Stiamo cercando di costruire un dialogo.
È più interessante questo di una conferenza che sembra una messa cantata.
- Forse anche al professore interessa... - No, abbia pazienza.
- Pazienza un cazzo! - Cazzo?
BRUSIO
Scusate, non volevo dire "cazzo".
Se mi lasciate finire...
L'arte della guerra è la trama, mentre qui ciò che...
Lasciamo aperto il microfono alla professoressa.
- Scusi, io non conosco il suo nome. - Strano, insegno qui da 8 anni.
Quindi lei ha atteso 8 anni per insultarmi.
Tanta pazienza va premiata, anche se lei ha un temperamento...
..un po' impaziente.
Kafka sostiene che l'impazienza è il peggiore dei vizi.
Non che io sia per forza d'accordo.
Invece agli scrittori piace solo la puzza dei propri stronzi.
Qui stiamo degenerando!
- Mi hai dato dello stronzo? - No, è Bukowski.
- Non che io sia per forza d'accordo. - Tra Kafka e Bukowski...
..c'è una sostanziale differenza. - Anche tra te e Kafka.
RISATE DEL PUBBLICO
(Claudia) Poi, andammo a pranzo.
Perché ti eri innamorato di quella se era così?
Lei è venuta a casa mia e ha messo a posto il mio armadio.
- Era una che si prendeva cura di me. - Scusa se ti interrompo...
Quella cosa che hai sulle spalle è forfora?
- Io ho un problema con la forfora. - No, è un maglione chiné.
È lana mélange. Sono puntini, non vanno via.
Era interessante il concetto di cui parlavi.
Molto nuovo il concetto della donna oblativa, curativa.
Non lo conoscevo, molto nuovo, molto bello.
Non è un concetto e non è nuovo. Sai qual è il tuo problema?
Siamo già a questo? Tu mi dici qual è il mio problema?
- Bene, qual è il mio problema? - Non deponi mai le armi.
Sei sempre sul... capito? Sul piede di guerra.
Stamattina ero impaziente.
È un modo diverso di esprimere lo stesso concetto. Qui c'è un concetto.
Quale concetto?
Che sei stronza.
- Tu pensi veramente che io sia stronza? - Sì.
Anche tu lo pensi di me, no?
Io sì.
E quindi siamo pari, no?
Va bene, dai...
- Non giriamoci troppo intorno. - A cosa?
Credo di... essermi innamorata di te.
Addirittura! Quando, scusa?
Adesso. Mi succede così...
Ti guardo e...
- E ti amo. - Ho capito, ma...
Di solito è una cosa che presuppone un tempo.
Oh! Ma sai, non è che...
- Ma non si dice così. - Non l'ho mai detto così, però è la verità.
- È la verità. - La verità è estremamente relativa.
È la verità in questo momento, è l'euforia del carboidrato, del vino.
Non hai capito, è senza rimedio, è così.
Io ti guardo e so che vorrei stare con te per sempre.
- Per sempre. - "Sempre" è forte. Fa paura così.
Fa paura in qualunque modo tu lo dica.
Ahi! Mi sono fatta male!
La voglio vedere prima io.
(Claudia) Apro. - Sì.
- Bellissima. - Ti piace? - Sì, molto.
È piccola, ma è molto carina.
In quella zona c'è la muffa.
Bisogna fare un po'...
Secondo me, noi possiamo vivere insieme qui.
- Perché non togli il casco? - Ah, sì! - Con quel casco...
Cade un po' a pezzi.
Non ho mai avuto voglia di sistemarla. Non è un posto dove vengo da solo...
- Però con te io potrei... - Con me? - Sì.
- Facciamo anche i lavori? - Sì.
- Scrocchiami la schiena. - Respira...
- Stringi più forte. - Respira bene, profondamente.
Butta fuori. CLAUDIA ESPIRA
VOCI NON UDIBILI
(Diana) Claudia.
< Che stai facendo?
Sei scomparsa. Ti cerco da giorni, non rispondi neanche ai messaggi.
- È successo qualcosa? - Eh...
Dovresti avvertire la Facoltà quando decidi di non venire.
Sì, cerca di capire, stavo male.
Mi dispiace, ma qui bisognerebbe avvertire sempre.
- Sai qual è il tuo problema? - Ricominci?
Hai la sindrome della prima della classe. Infatti sei diventata associata prima di me.
- Tu. - Non mi puntare il dito.
Non sopporto quando mi punti il dito.
Hai una brutta ricrescita, stai di merda.
Beh, dipende, ci sono intere popolazioni...
Tu sei antropologa, dovresti saperlo.
Si lasciano crescere i capelli bianchi proprio come segno di battaglia...
- Stai di merda lo stesso. - Sì.
Hai tre centimetri di capelli bianchi.
- Sono tre, dici? - Io dico di sì.
Che vogliamo fare? Non lo so...
- Ti prendo appuntamento con Ludwig? - È un parrucchiere?
No, è Io psichiatra di mia madre.
È uno bravo. Specializzato in nevrosi ossessivo-compulsiva.
Secondo me, se gli chiediamo una ricrescita...
..ti puo' aiutare!
(Diana) Accidenti!
C'è una luce bellissima. Usciamo?
- No, vieni qui. - Dai, usciamo.
- No, stiamo in casa. - No...
È un peccato, fuori è bellissimo.
- Se non vuoi venire, vado io. - Dove vai?
- Faccio una passeggiata, guarda che luce! - Ci sono i lupi, è pericoloso.
- Sì, certo. -Vieni qua! - Sto attenta. - Dove vai?
- Alziamo un po' il livello, professore! - Stupida!
Non abbiamo più l'età per queste cose.
A me piace qui, qui.
(Claudia) Qui.
Chissà come sarebbe un figlio nostro!
(Claudia) Tu dici sempre di non avere aspettative. Giusto?
Di vivere il presente. Andiamo negli alberghi, nei ristoranti, va bene...
Non possiamo dire cosa faremo domani. Però possiamo dire, cioè, tu puoi dire...
..che noi non avremo mai un figlio. Questo lo puoi dire tu, giusto?
- Mi sembra che siamo felici così. - No! Nessuno è felice senza un futuro.
Io ti sto dicendo la verità.
Questa è la verità? Eh? Io e te non avremo mai un figlio.
Tu oggi decidi, tu oggi vuoi decidere...
..di togliere una serie di possibilità, vuoi tagliare via tutto.
< Sai cosa fai oggi? Oggi ci uccidi. - Sono le tre del mattino.
Io domani devo lavorare, sono stanco.
Devo scrivere una cosa difficile, non so neanche se sono capace di farlo.
Anche io domani devo lavorare, ma per me...
Scusami, ma per me, al mondo, non c'è niente di più importante di questo.
Io non sto dicendo che non ne voglio parlare in assoluto.
Ti chiedo di parlarne domani, così questa cosa eviterà di distruggere...
..le nostre giornate di lavoro. - Non c'è niente di più importante!
Non c'è il lavoro di domani, abbiamo distrutto il tuo lavoro, il mio...
..abbiamo distrutto le nostre vite, tutto.
- Abbiamo buttato tutto nel pozzo. - Io devo dormire. - No, tu non...
Scusami, tu non dormi adesso! Tu non puoi dormire.
Non puoi lasciarmi morta sanguinante e dormire. Tu non puoi dormire.
- Lo vedi che sei violenta? - Non è vero.
- Fai la vittima e sei una persona violenta. - Io non sono una vittima.
Io non faccio la vittima. Stiamo parlando di nostro figlio.
Non stiamo parlando di alcun figlio. Non abbiamo un figlio, grazie a Dio!
Io non posso rimanere prigioniero di un sogno che non mi appartiene!
Sono stanco, devo lavorare, non so più come dirtelo.
- Non siamo d'accordo su niente, figuriamoci su un bambino! - Che dici?
Prigioniero? Ma chi sei? Pronto, c'è qualcuno qua dentro?
(Flavio) Aiuto! - Di chi parli? Che lingua parli?
Guardami, ci amiamo, voglio un figlio, è semplice.
- Io non lo voglio. - No? - No, non lo voglio.
Io non voglio fare un figlio con una persona come te, che se ne frega degli altri...
..che non ascolta, sei una specie di ruspa che travolge tutto.
Vuoi arrivare al tuo obiettivo... Non piangere, per favore.
Le lacrime no! Non piangere, ti prego.
- Perché piangete tutte di notte? - Tutte chi?
- Dalle tre alle cinque del mattino. - Chi sono queste tutte del cazzo?
Claudia! Per cortesia, ti fermi?
CLACSON (Flavio) Dai, basta!
- Sali! - Vai via! Vai via!
< Claudia!
< Ti prego!
Ti prego, sali. Andiamo... Dove vai? Vieni qua.
Cosa fai? Claudia! Cosa fai?
RUMORE DELLA CHIUSURA CENTRALIZZATA
Apri? Mi fai salire, per favore?
Mi fai salire in macchina, per cortesia?
Ti prego! Perché fai così? Qual è la tragedia?
Posso entrare?
Cosa vuoi che faccia?
(Claudia) Ripenso al suo sguardo.
< Era uno sguardo di terrore e una supplica.
< Nel ricordo trattengo qualcosa di quello sguardo che mi costringe ad amarlo.
Anche le calze.
L'altra calza.
(Flavio) Via!
Va bene così? Posso salire?
(Claudia) A ripensarci, che fatica inutile era stare sempre nella battaglia.
- Sei matto. - E tu, invece?
(Flavio) Ho freddo.
(Claudia) Ma era una questione di principio.
(Claudia) Tu mi devi dire la verità.
- Io ti ho detto la verità. - Infatti. Hai fatto bene a dirmela.
Tu me la devi dire sempre, solo che, se io non riesco a sopportarla...
..tu mi devi lasciare l'opportunità di andarmene. - E io te la lascio.
Ecco...
Allora, io vado.
Ciao.
SQUILLO DEL CELLULARE
(Claudia) Flavio. Come va?
Secondo me, non è affatto arrivato il momento di andare.
(Flavio) Hai fatto tutto da sola. - Lo so, però facciamo pace.
Ti prego, facciamo pace. Dai, facciamo pace.
Cancelliamo tutto, siamo stati troppo stupidi.
Noi ci amiamo, facciamo pace.
Se una persona prova una cosa così grande, che deve fare?
Non si può interrompere, noi ci amiamo, no? Ci aiutiamo.
Pronto? Flavio?
Pronto? Flavio!
(Nina) La guerra viene combattuta e Galeotto è prossimo alla vittoria.
< Quando Lancillotto, in incognito, piomba sul campo di battaglia.
< Galeotto lo vede e, senza nemmeno conoscere il suo nome, ne rimane affascinato.
< Lo osserva con meraviglia per tutto il corso della battaglia...
..arrivando a dire tra sé che non avrebbe mai più combattuto...
..se questo avesse dovuto comportare la morte di un simile cavaliere.
< E quando le truppe si ritirano nei vari accampamenti...
..Galeotto raggiunge Lancillotto e lo invita a dormire nella sua tenda.
All'inizio Lancillotto è un po' perplesso.
Ma poi acconsente in cambio di un dono obbligante, una promessa in bianco...
..che l'obbligato deve accettare senza conoscerne l'oggetto.
E quando Galeotto vede che Lancillotto si è addormentato...
..si sdraia accanto a lui, silenziosamente, per non svegliarlo.
Lancillotto dormirà per tutta la notte, mentre Galeotto non chiuderà occhio...
..perché continuerà a pensare a un modo per non doverlo abbandonare mai più.
Qual è l'oggetto di questo dono obbligante?
Rinunciare a combattere per sempre.
Per Galeotto, essendo il cavaliere più potente...
..del proprio e dell'esercito avversario, è una rinuncia enorme.
Perché hai scelto questo corso su Galeotto e la rinuncia alla guerra per amore?
Non c'è obbligo di frequenza e io sono studente lavoratore.
- Che lavoro fai? - Ballerina. - Ballerina.
Ho biennalizzato questo esame. L'anno scorso ho seguito quello su...
.."Ferita e cura nella lirica di Bernart de Ventadorn".
- Sì? - Non si ricorda di me?
No.
Strano, mi ha dato 30 e lode.
- Bene. - Poi ci siamo anche viste...
..alla cena per il saluto alla professoressa Labate, che andava in pensione.
- A casa mia? - Sì.
Cosa ti piace del mio corso?
Il fatto che lei non ha assistenti.
Allora, io direi che anche oggi...
..30 e lode, perché sei molto preparata.
- Grazie. - Ti faccio i miei complimenti.
Ecco, complimenti.
Grazie.
Molto bene. Mi è piaciuto molto.
VOCI NON UDIBILI
(Claudia) Io ricordo tutte le persone che vedo.
< A volte mi sembra di impazzire. Se potessi, svuoterei la memoria.
< Quella sera avevi un paio di stivaletti con la cerniera e una gonna assurda.
< Troppo corta, non ti stava neanche bene.
(uomo) Ti sei tinto la barba? (uomo) Sì, solo la barba, però.
< Le basette non le ho toccate. La tinta rinforza la barba.
< La rende più lucida. (Flavio) Non si vede per niente. - È vero.
Sentite come è morbida. Se volete, vi porto da questo barbiere bravissimo.
Un tipo all'antica, che usa ancora i panni caldi.
Provo una grande nostalgia...
..per quando voi uomini parlavate solo di donne, motori e calcio.
Ma non è mai esistita quell'era.
Neanche l'Età dell'Oro.
Ma questo non ci impedisce di rimpiangerla.
C'è una Mangano di periferia...
..abbracciata a un ragazzo romano di Testaccio.
Oro e maestria.
VOCE NON UDIBILE
È proprio bravo!
LUCIA RIDE
- Perché ridi, Lucia? - Sono felice, sono innamorata!
- La causa? Sei rimasta bloccata? - Sì.
- Hai chiamato qualcuno? - Sì, ora arrivano.
- La causa come è andata? - Molto bene, ho perso tutto.
La casa non la voglio, i figli non li voglio, non voglio niente.
- Di chi ti sei innamorata? - Lui ha 38 anni, è un fiore.
Però è rumeno. È un problema, vero, professoressa?
- No, non direi. - Infatti io lo amo.
- E lui ti ama? - Certo, altrimenti io perché lo amo?
Certo, altrimenti io perché lo amo?
L'uomo che mi ha invitato ieri a cena aveva sette tipi di tisane.
La rosa canina, la camomilla, la passiflora...
- Le scatole erano in ordine cromatico. - Tecnicamente, l'ho lasciato io.
- Si sa, uomo con tisana non scopa. - Mi stai ascoltando?
- Sì, vedrai che torna. - No! Stavolta non torna.
Concentrati, per favore. È andato via, io sto morendo.
Sei in fin di vita da sette anni!
Adesso stavo parlando io delle tisane, per una volta volevo inserirmi...
- Non so se è possibile, posso? - Sì, quale hai scelto?
- Coca e rum a casa mia. - Non devi bere da sola.
Quella sei tu, è una tua proiezione. Non ero sola, indovina chi è tornato.
(in inglese) "Sei sveglia?" - Sì. - Stesso messaggio alle due di notte?
- E tu eri... - E io ero sveglia.
- Ero molto sveglia. - Questo ragazzo non doveva sposarsi?
Si è sposato. Lei ha 18 anni, sta lì, lo aspetta.
C'è un'attrazione così forte... e poi io non sono gelosa.
- Lui ha dei sensi di colpa... - Sta con un'altra? Dimmelo!
- Flavio? - Sì, lo sai e non vuoi dirmelo. - Non so niente.
- L'ho capito da come hai detto "Io non sono gelosa". - Parlavo di me.
- No, era riferito a me! - Che c'entri tu? Parlavo di me!
- In questo voi siete uguali, siete insopportabili. -Voi chi?
Tu e quell'egocentrico, narcisista, anche un po' stronzo...
..del tuo ex fidanzato. - Perché hai detto stronzo? Cosa sai?
Perché hai detto ex? Allora tu sei sicura che sia finita.
Sei stata tu a dirmi che questa volta è veramente finita.
Funziona così, è il gioco delle parti.
Io dico: "È finita" e tu dici: "No, vedrai che torna".
- Ma io te l'ho detto. - Devi insistere! Perché non insisti?
Perché non insisti, Diana?
Adesso non fare così, non cominciare a urlare. Respira...
- Cerchiamo di lavorare sulla comprensione. - Sì, il tema ricorrente era...
..i limiti che lui metteva al nostro amore.
Il fatto che procrastinava, che non voleva figli...
..che non si voleva prendere responsabilità.
Un'altra cosa che lo faceva infuriare...
..era quando io lo mettevo a disagio davanti agli altri. Non lo sopportava.
- Io sono una che mette a disagio? - No! A disagio?
- Sei così accogliente, così calma. - Infatti.
Lo penso anch'io.
< Siccome erano anti-americani, all'inizio li avete presi in simpatia.
Ignorando il loro atteggiamento verso le donne...
..unico popolo oppresso di cui non vi è mai fregato niente.
- È arrivato il momento Fallaci. < Tu dillo. - Cosa?
Dillo che nel 1978 sei andato a una manifestazione...
..con la foto dell'Ayatollah Khomeyni. - Ero un bambino, mi ha portato mio padre.
Eri un bambino, non un cretino. Ma sei sempre stato così.
Non hai mai avuto il coraggio di contraddire i padri!
- Che fatica! - Da quando sei nato, tutte le colpe del mondo sono tue.
(Claudia) Non c'è niente da ridere. < Era una battuta!
- Una battuta che non fa ridere. < Non rido più.
No, ridi, è molto divertente.
(Claudia) Però, secondo me,...
..la volta vera è stata quella del ricostituente.
- Che cosa c'entra il ricostituente? - Sì, i dettagli sono importanti.
Era un periodo che prendevo gli psicofarmaci, però non glielo dicevo.
Io li prendevo per smettere di avere paura di perderlo.
(Claudia) Sarei morta senza di te.
< Sarei morta senza di te.
(Claudia) Xanax, Lexotan.
(Flavio) Cosa prendi? (Claudia) Benzodiazepine.
Un ricostituente naturale.
Molto naturale, c'è la papaya, lo zenzero fermentato...
..e cose varie, mi fa molto bene.
Sono un po' stanco in questo periodo, lo compreresti anche a me?
Compratelo da solo.
Lo vendono in tutte le farmacie.
(Claudia) In quel momento preciso...
..quando gli ho detto di comprarlo da solo, lui ha deciso di lasciarmi.
< Sono sicura, è stato in quel momento.
Una storia d'amore, che dura da sette anni, crolla per una cosa così?
- Sì. - Sì?
Ha capito che non volevo prendermi cura di lui. È vero.
Possiamo prendere in considerazione l'ipotesi che forse sia meglio così?
Certo, possiamo anche prendere in considerazione l'ipotesi...
..che, se non ci fosse stato il Big Bang, sarebbe stato meglio per tutti.
Non so cosa farmene di questo pensiero, visto che sono qui viva e soffro molto.
- Che fai? - Era lì.
L'ho visto. Fanno le cose di vetro, poi ci mettono il ferro, e non si vede bene.
Per favore, Claudia. Che fai?
Era lì. Vieni.
- Poteva essere chiunque. - So quando è lui, lo so sempre.
Era lì. Cazzo, è lui!
Guarda tu. Aspetta, non guardare, sta con una.
Hai visto? L'hai visto?
Sta con una.
- Non riesco a parlare. - Non devi parlare, bevi.
- Gliel'hai detto tu che venivamo qua? - No. Stai giù, l'acqua ti fa bene.
- È destino. - Sei diventata fatalista?
- Il fato mi si manifesta, cazzo! - Scusa, Claudia...
Flavio è membro onorario del CDA di questo posto.
- È normale che lui sia qui. - Noi non veniamo mai qua.
- Hai insistito tu per venire qui. - Non è strano? Non è destino?
Questo destino si chiama "Internet", o no?
(Claudia) Ah! - No, niente! - Hai visto chi è?
- È una famosa? - È Mara Semeraro.
Presentava la conferenza il giorno che ci siamo conosciuti. È una congiura!
Io non respiro più.
- Stai calma. - Io oggi muoio. Mi sento male.
- Scusi, si ricorda di me? - Di lei? - Infatti, non si ricorda.
Mi guardi bene.
Certo, lei è quella che ha dato dello stronzo al professor Leoni.
- Che lungimiranza! - Ci dovevamo sposare.
- Non lo immaginavo tipo da matrimonio. - Perché?
Conosce la ragazza che sta con lui, quella con quel vestito orrendo?
Lei sia superiore, vada da lei e le dica che ha un abito orrendo.
Non sono capace. Mi ha lasciato praticamente sull'altare.
Non proprio sull'altare, noi non siamo credenti.
Ma se me lo avesse chiesto, sarei andata in chiesa.
Non è vero, non sei voluta venire al Battesimo di mio nipote.
- Non è la stessa cosa. - Comunque, è meglio prima che dopo.
Mio marito mi ha lasciato dopo 5 anni di matrimonio, che avevo pagato io.
- No! - Sì, era su tutti i giornali.
- Con una ragazzina di vent'anni. - Poverina, è una cosa brutta.
Per voi personaggi famosi è anche peggio che per gli altri.
Perché dici così? Allora lo sai che mi ha tradito!
- Stavamo parlando di lei. < Lascia!
C'erano le foto su tutti i giornali di loro due nudi sullo yacht.
- Era uno yacht, vero? - E lo yacht è mio.
- Non ci posso credere. - Pazzesco!
E in cinque anni di matrimonio nemmeno un orgasmo!
Adesso dicono tutte che non vengono più.
- A me piace ancora tanto. - Piacerebbe anche a me.
- Perché tu fingi. - Qualche volta!
- No, bisogna sempre dire la verità! - La verità è noiosa, cara professoressa.
A volte è meglio dire una bugia, funziona e ferisce meno.
- Quant'è vero. - Lei mi sta dando tanto coraggio.
Mi presta il rossetto?
Glielo regalo.
Grazie, Mara!
Ti metti il rossetto di nascosto, prima di andare a dormire?
Non me lo metto di nascosto, me lo metto e basta.
- Te lo metti nei momenti più strani. - Perché?
- Adesso era un momento... perché? - Non so.
Non c'è bisogno, stai benissimo così, sei perfetta così come sei.
- Senza rossetto? - Sei bellissima.
- Non ti piace? - Mi piaci tu! Sei bellissima.
- Davvero? - Sì. - E poi? - E poi...
- E poi non mi annoio mai con te. - Veramente?
- Mai. - Davvero? Neanche io.
- Mai? - Mai. - Però ti dà fastidio se metto il rossetto.
- È assurdo, vero? - Baciami, baciami.
- No, perché ero... - Cosa?
Non devi avere paura, va bene? Sono le tue paure che ti fottono. Capito?
È stato per il ricostituente?
Sì.
Flavio ha pensato che non volessi prendermi cura di lui! Non è vero!
Prendermi cura di lui era l'unica cosa che volevo!
Perché non l'ho fatto? Perché non ci sono riuscita?
Io l'amavo più della mia vita, ma non potevo farlo...
..perché avrebbe significato arrendermi, consegnarmi!
Avrebbe voluto dire...
..devozione.
CANTICCHIANO "SETTEMBRE" DI ALBERTO FORTIS
(Flavio) Tremo. È spaventosa questa casa di notte.
(Claudia) È la nostra casa.
L'unica cosa che c'è di tuo in questa casa è una coperta.
È bellissima questa casa.
Troppo isolata, nel nulla.
Chissà perché dovevamo sempre stare da soli.
Quant'è bella la mattina, amore!
Ciao! Sei già arrivato. Stavo scendendo per venirti incontro.
- Come hai fatto a trovare il piano? - Li ho fatti a piedi.
- Tutti? - Posso entrare ad asciugarmi?
Certo, vieni.
Scusami, c'è un po' di disordine.
Ecco...
- Questi? - Per te.
Puoi darmeli.
Grazie, sono molto belli.
Li metto qua.
Profumano. Grazie.
Vieni, portiamo questi in camera.
- Spogliati. - No. - Dai! Sei tutto bagnato.
- Ti do una cosa asciutta. - Pioveva in campagna.
Non ho un cattivo rapporto con il mio corpo, però spogliarmi...
Ho una piccola tendenza al rachitismo, qualche difetto, dei nei, una scoliosi...
..produco tantissima lana dall'ombelico.
Penso che tu sia abituata a un diverso standard di tonicità muscolare.
- È molto tempo che non vado in palestra. - Da quanto non ci vai?
Sei, sette anni.
Allora, io mi volto mentre tu ti spogli. Non ti guardo, okay?
Va bene.
- Meglio? - No.
Allora metti questo.
Leggi "Lupo Alberto", prima di addormentarti?
- Sì. - Perché "Lupo Alberto"?
Perché era il fumetto preferito di mio padre quando ero bambina.
- Di tuo padre? - Sì. - Bene.
Mio padre si chiama Alberto, quindi c'è una connessione con il lupo...
Quelli erano i fumetti alla mia altezza nella libreria, quindi li potevo leggere.
- A me piaceva tanto Enrico la Talpa. - Certo, Enrico la Talpa!
- Enrico la Talpa è importante. - È importantissimo.
Quanti anni ha tuo padre?
- Tu di che anno sei? - 1965. Uguale vero?
No.
(Claudia) Io sono come la Stasi, mi ricordo tutto.
< Anche quello che ricordavo nel momento di cui mi sto ricordando.
< Anche tu hai la mania di arricciarti i capelli.
< Perché tutte ci tormentiamo un ricciolo di capelli tra le dita?
SEGNALE DI CHIAMATA DAL COMPUTER
(Nina dal monitor) Ormai ho dato l'esame. Esci a cena con me, professoressa?
Mercoledì alle nove, per esempio?
Fammi sapere.
(Flavio) Andiamo in campagna?
- Quando? - Questo fine settimana.
Ho una casa vicino Roma, un posto piccolo, ma tranquillo.
Allora...
Io, per il fine settimana...
..nella tua casa in campagna, vicino Roma, in un posto piccolo, ma carino...
..non ci vengo.
In compenso, professore, se lei chiedesse la mia mano...
..io accetterei.
(Claudia) Non immaginavo che invecchiare volesse dire vedersi crescere la barba.
< Non me l'aspettavo.
< È una guerra impari contro un nemico che si riproduce a ogni sterminio.
< Tu li devi estirpare uno a uno.
< Uno a uno, come i giorni che passo senza di te.
< Non avrei dovuto accettare l'invito di una mia allieva. Alla mia età!
< Sono ridicola, sono fuori allenamento. E poi che futuro potremmo avere?
< Ci sarebbe anche il fatto che è una donna, una mia allieva.
< Però ha dato l'esame.
< Poi c'è lui. Oddio, eccolo!
< Il pelo singolo, duro e nero. Quello che non vedi.
< Resta lì, mentre tutti parlano, lo fissano e sai che è lui.
< Il suo momento, il suo trionfo su di te. Quello lo devi estirpare alla radice.
< Ecco, come fa lui. Prima c'eri, poi non ci sei più.
< Ti strappo alla radice come un pelo. Però i peli tornano, sempre.
< Adesso glielo scrivo.
< Gli ho scritto: "L'amore tra noi non finisce, perché io non voglio".
< Da un altro punto di vista, è un concetto simile a quello del pelo.
Testosterone.
Sistema farmaco-pornografico.
Valore sul mercato eterosessuale.
Come abbiamo visto nella prima lezione, viviamo in un sistema etero-capitalista...
.. basato sul... (insieme) Primato del testosterone.
Non sento.
(insieme) Primato del testosterone!
Per questo motivo la logica temporale dei generi è asimmetrica.
Una donna di 45 anni esce dal mercato sessuale.
Un uomo resta nel mercato fino ai 65 anni.
Impariamo a calcolare l'età reale di una donna nell'economia etero-capitalista.
Aggiungete 15 anni al suo equivalente maschile.
Sottraete due anni per ogni supplemento di bellezza...
..chirurgia estetica, tette nuove, labbra rifatte.
- Secondo me, peggiorano. - Silenzio.
Aggiungiamo due anni per ogni handicap sociale...
..divorzio, disoccupazione, figli a carico. Non capite?
Facciamo un esempio pratico.
- Cecilia. - Dai, dai.
- Quanti anni hai, Cecilia? - 44.
44. Aggiungiamo 15 anni al suo equivalente maschile.
Scusi, 15 anni mi sembrano troppi. Io direi 10, Cecilia sta bene.
- È bellissima. - 15! È il sistema etero-capitalista.
- Allora non avete capito niente. - Per forza 15, ho capito.
- Sei sposata? - Divorziata. - Più 2.
- Più 2. - Figli?
Più 4.
- Lifting? - No. - E si vede.
(Claudia) È bellissima!
Un po' di silenzio. Che tipo di contratto hai, Cecilia?
- A progetto. - A progetto... - Più altri 2.
E fa... 44 più 15 più 2 più 4 più 2.
67 anni.
No, adesso stiamo esagerando!
È la vera età di Cecilia sul mercato sessuale.
A meno di non passare all'economia lesbica parallela.
Lì, a 45-50 anni, siete ancora delle adolescenti.
Lì domanda e offerta sono molto più equilibrate.
Scusi, professoressa. Forse lei sottovaluta che, per esempio...
..nella terra dei miei nonni ci sono le balere.
Nelle balere il sistema etero-capitalista non conta, perché lì c'è l'amore.
- È vero. - C'è l'amore a qualunque età.
(Nina) Claudia. - Ciao.
- Hai visto? Sono venuta. - Sono contenta.
- Alla fine sono... ciao. - Ciao.
È molto... il locale è molto...
- È proprio un locale. - Sì, è dove lavoro.
- Fai la ballerina, certo. - Oggi è chiuso.
Ho pensato che fosse meglio, così non incontriamo nessuno.
- Siamo solo io e te? - Sì.
- Però se è un problema... - Cosa? - Se è un problema che...
No, no, no. Per niente, mi piace.
Scusa, ma... il bagno?
- Il bagno è in fondo a destra. - Arrivo!
Questo cos'è?
- È una colonna. - Vedi i posti come sono...
Ho sbagliato a invitarla, è ubriaca. Ho fatto una cazzata.
Non mi devo appoggiare. Mi gira tutto.
Mia madre mi diceva sempre di non appoggiarmi nei locali pubblici.
Se non mi appoggio, mi piscio nelle mutande.
Mi prenderò la malattia di qualcuno che scopa tanto.
Meglio così. Mi appoggio, mamma!
Mi sto appoggiando in uno squallido locale di periferia.
Tutto bene?
Non è vero che mi appoggio. Lo dicevo per mia madre.
Non ce la posso fare, scusami. Magari un'altra sera. Io oggi...
Vado. Scusami, scusami.
Tutto bene?
No. Sto malissimo, sto per morire.
Però, ti prego, dammi un altro bacio.
- Ma sei sicura? - No. Non lo so...
Mi sento...
..come risucchiata.
- Non è una cosa bella. - No, è tremenda.
Qui parliamo di cose tremende. Serie!
Dammene un altro.
Serie...
Molto...
Molto serie.
Non si scherza con l'amore.
No.
Sei bellissima.
- Siete sicuri? - Sì.
Sì!
Da questo momento avete sei mesi per decidere la data del vostro matrimonio.
Facciamo una foto.
Vai, vai.
Aspetta.
Vai.
- Aspetta. - Vai, vai.
(Claudia) Dopo averla scampata tante volte, dopo esserci persi, ritrovati e perdonati...
..così tante volte, pensavamo di essere invincibili.
< Tanto da fare una tripla piroetta all'indietro...
..nel vecchio sogno del matrimonio.
(Claudia) Ma io dico...
< Non lo sai ancora che le donne non vengono in questo modo?
Alla tua età non l'hai ancora capito? Eppure te l'ho spiegato tante volte.
Ho capito, ma non è detto che, se tu non venivi...
..non vengano neanche le altre.
Loro godono molto, ma non vengono.
- La sai la differenza? - Certo che la so.
Però io ho studiato l'anatomia femminile ed è estremamente variabile.
È un microcosmo di una certa complessità.
So che c'è una zona, a circa 3 centimetri di profondità...
..nella parte anteriore della vagina che, se opportunamente stimolata...
..è responsabile degli orgasmi vaginali. - Interessante.
Solo che dovresti avere il pene ricurvo come il manico di un ombrello.
Smettila! Sempre con queste cazzate.
Piuttosto, da quando sto con lei, per la prima volta...
..mi capita di essere più felice per essere stato all'altezza...
..che di essere semplicemente felice.
Non riesco a lasciarmi andare, ad abbandonarmi.
Poi ho queste odiose preoccupazioni legate alle dimensioni, alla durezza...
A lei non importa niente di questo.
Non le importa delle prestazioni, della durezza, della lunghezza.
Lei ti ama e basta.
Ho capito, tesoro mio, però c'è la virilità...
..e c'è la malattia virile con i suoi millenni di possesso, di vanità, di paure.
Tesoro mio, anche a te sono le tue paure che ti fottono.
- Tutto bene? - Sì. - Ti volevo chiedere...
Non che io sia un uomo che chiede, anzi...
Evito di farlo, però in questo caso specifico...
Sei venuta?
- Hai fame? - Abbastanza.
(Claudia) Finge!
L'erotismo ha bisogno anche di un po' di finzione, credimi.
- Io sto parlando d'amore. - L'amore e l'erotismo sono la stessa cosa.
- Scusi. - Sì, è per fortificazioni?
No, per sortilegi amorosi, materassi a nolo e pignattini.
E processi inquisitoriali del XVII Secolo tra Salento e Bologna.
- È per me. - Che corso stai facendo? - È molto interessante.
Ci può attendere un attimo fuori, per cortesia? La chiamo io.
- Quindi? - È come quando in casa hai un quadro che ti piace tanto...
..e sai che non è l'originale...
..ma non devi andare fino a Parigi, prendere un aereo, la metropolitana...
..fare la fila al museo, arrivare tutta sudata davanti al tuo originale...
..guardarlo dieci minuti al massimo e poi andare via.
Ce l'hai a casa tua, è una bellissima copia, ti piace tanto...
..lo guardi tutti i giorni e sei felice, ma non è meglio così?
Ti voglio bene, ma che ci fai con una copia se non hai mai visto l'originale?
Io non ho mai visto l'originale? Io l'originale non l'ho mai visto!
Lasciamo stare. Prego, si accomodi!
CAMPANELLO
- Ciao. - Ciao.
- Sei Nina Arceri? - Sì.
- Questi sono per te. - C'è un biglietto. - Sì.
- Ti dispiace leggerlo? - No.
"Non posso essere felice con te."
Mi dispiace, ecco.
Però vedrai che ne trovi uno migliore.
Va bene, grazie.
< Ciao.
Anche se mi mandi i fiori, io lo so quello che vuoi.
Tu non hai bisogno di qualcuno che ti stia sopra.
E non hai neanche bisogno di qualcuno che ti stringa tra le sue braccia forti...
..per farti sentire al sicuro.
E soprattutto non sei brava a farglielo credere.
Per questo non riesci a tenerti un uomo.
Comunque, anche io sono fatta per avere un solo amore e forse non sei tu.
Si chiamava Laura.
E tu un po' le somigli.
(Claudia) Anch'io ho un solo amore, e non sei tu, ballerina.
(Claudia) Sei ridicolo alla tua età con lo zaino. (Flavio) È più comodo.
- Sai che giorno è domani? - Martedì.
- Domani scadono i sei mesi. - Ne abbiamo già parlato.
- È un grande progetto, devo partire. - Certo.
E il nostro matrimonio?
Fai la valigia, almeno! È umiliante essere lasciate da un uomo con lo zaino.
Posso usarla? Fa un po' freddo.
Va bene.
- Finalmente ne sono uscita. - Sono contenta. - Mi sento molto bene!
- Infatti sei molto bella. - C'è una persona. - Dimmi chi è.
- Non posso dirtelo. - Dimmelo, ti prego.
Però mi sento proprio bene. È finita.
- Sono sopravvissuta, ce l'ho fatta. - Sono contenta.
Allora prima che te lo dica qualcun altro, te lo dico io.
Cosa?
Si chiama Giorgia. Stanno per sposarsi.
- Ah, sì? È già incinta? - Beh, io questo non lo so... Claudia!
Ciao! Grazie!
< Sei bellissima!
Abbiamo scelto la semplicità.
Auguri!
VOCE NON UDIBILE
Mi fanno male i piedi con queste scarpe!
< Guarda che scarpe!
(Flavio) Vedrai, questa volta sarò felice.
< Sarò felice di cenare a casa.
< Sarò felice di addormentarmi con Giorgia davanti alla TV...
..di conoscere le sue amiche, di accompagnarla a comprare i vestiti...
..di parlare del suo nuovo lavoro, di aiutarla a fare la spesa.
< Sarò felice.
(Claudia) Fate bene, perché non si può non difendere questo posto.
Anche se ci dicono che non funziona, che sta morendo.
Invece io dico che va difeso ancora, contro tutto e tutti.
Quello che studiamo non è solo una cosa che "studiamo".
È qualcosa che ci costituisce.
Se uno dice: "Io non me ne occupo, perché non mi occupo di politica"...
Ma la politica è tutto. Quello che facciamo, quello che siamo è politico.
Noi dobbiamo difendere questo posto come se fosse il nostro amore.
(studente) Che c'entra l'amore? - Non lo so, però non è male.
- Non perdi mai il vizio di fare cazzate. - Ti faceva schifo il discorso?
No, non mi faceva schifo, anzi...
Però lo sai come funziona, loro occupano a prescindere.
Se provi a toccare qualcosa di questa università, che non funziona, loro occupano.
E fanno bene. Perché, se voi continuate a mettere le mani...
..su qualcosa di così prezioso, qualcuno dovrà pure insorgere e difenderlo.
Non c'è niente da difendere. Non lo capisci?
C'è da costruire qualcosa di nuovo ed è quello che sto facendo.
Hai visto la reazione di giubilo?
- Non cambi mai. - Non parliamo di lavoro, non litighiamo.
- E la casa come sta? - Bene.
La quercia ha le foglie arrotolate.
- Arrotolate come? - All'ingiù.
Franco dice che è un parassita.
- Io penso che possa essere un insetto. - Sarà un insetto. - Sì.
E il riccio c'è ancora?
Il riccio viene di notte e io... non mi fermo più volentieri a dormire.
Non so perché.
(Claudia) Come sei invecchiato, amore mio. Hai gli occhi un po' tristi.
(Flavio) Sono tanto stanco, amore mio. Lei è così giovane e questo è faticoso.
(Claudia) Non ti manca mai di fare l'amore con me, di parlare, litigare con me?
(Flavio) Mi mancano tutte e tre queste cose, ma con lei non soffro più.
Mi sono sposato, lo sai?
Lo so.
- Lo so. Sì. - E cosa ne pensi?
Ho sempre creduto nel matrimonio.
Comunque, lo vedo che stai bene. Sei serena.
Sì, sto bene. Sto benissimo.
Non mi domando più perché ti ho amato così tanto.
- Non bisogna più farsele queste domande. - E che domande bisogna farsi?
Sei bella.
Cerca di stare bene, abbi cura di te.
Io ti auguro di avere una figlia femmina...
..che sia bella e intelligente come te.
Ti auguro di vederla crescere felice.
Finché un giorno incontrerà un uomo come te.
Allora, la vedrai piangere e disperarsi e la sua autostima disintegrarsi.
Odierai quell'uomo, perché ti assomiglia.
Ma non potrai aiutare tua figlia, non potrai salvarla da questa maledizione.
Perché il mondo non sarà cambiato e tu sarai troppo vecchio.
Però mi auguro anche che Lea sarà forte e saprà combattere...
..e alla fine risorgerà.
- E Lea chi sarebbe? - Chiamala Lea, no?
È un nome che mi è sempre piaciuto. Bellissimo.
(Claudia) E dire che ho sciupato anni della mia vita, che ho voluto morire...
..che ho avuto il mio più grande amore per un uomo che non mi piaceva...
..che non era il mio tipo. No, questo è Proust.
< Tu eri il mio tipo, eccome.
< Ma è successo a noi come a tutti. L'amore se n'è andato.
< E oggi ti perdo.
< Adesso se mi fermo e ci penso, lo accetto.
< Alla fine, cazzo... anche i Beatles si sono lasciati!
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