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(Per ordine del grande faraone Ramsise VIII,...)
(..mi accingo a scrivere la storia del divino Totokamen,...)
(..inviato dagli dei a salvare l'Egitto in un grave momento.)
(La sua comparsa tra i mortali θ avvolta nel mistero.)
(Secondo alcuni giunse a Tebe su dei cocchi, avvolto in una nube d'oro.)
(Altri dicono che abbia disceso il Nilo su una grande nave...)
(..dalla quale sprigionava una musica divina.)
(Secondo altri θ giunto dal deserto in uno sfrenato galoppo di cavalli.)
(La veritΰ θ nota solo agli dei, che la custodiscono gelosamente.)
- Alt ! > Cosa c'θ laggiω ? - Sono qua, sono io. Non ce la faccio piω.
Un giorno di marcia per arrivare a Tebe. Il deserto mi ammazza !
- La colpa θ tua. - Perchι ? - Noi eravamo a Menfi,...
..io mi esibivo in piazza, e guadagnavamo abbastanza.
- Hai voluto venire qui, ora arrangiati. - Bella riconoscenza !
Ti ho tolto dal fango, dove stavi tu,...
..ti ho procurato una scrittura a Tebe, e la colpa θ mia ?
- Ma sei tu che ti lamenti, io sto benissimo, sono comodo. - Per forza.
Sei a cavallo, riparato dal sole... piω comodo di cosμ !
- Ricorda che l'invidia θ la nemica dell'amicizia ! < Anche l'egoismo !
Scendi, io non ce la faccio piω.
Tu pretendi che io, che non sono un comune mortale, cammini a piedi ?
A forza di sentire la balla sulla tua nascita inventata da me,...
..che racconto al pubblico solo per dare importanza al tuo numero,...
..cominci a crederci.
Non mi voglio soffermare su questa cosa della nascita,...
..ma ricordati che io sono un artista !
Hai sentito, Ciccio ? Dice che θ un artista !
Ragli
- Bravo, Ciccio. - Cos'ha detto ? - Stiamo parlando di cose nostre.
- Giΰ, fra di voi vi intendete. - Scendi, mi fanno male i piedi !
Eccolo ! Due passi a piedi mi fanno bene, aiutano la digestione.
- Sono due giorni che non mangiamo ! - Ho la digestione lunga. - Bravo.
Hop ! Hop !
Trombetta
- Uno... - Uno... - Due.. - Due... - Tre. - Tre.
"Versare un dito di aceto assaporato con topi."
- "Aggiungere 3 unghie di ramarro." - Sono finite, divina faraona.
- Ci sono occhi di pulci ? - Ce ne sono rimasti 6. - Mettili tutti !
Ora, l'ingrediente piω importante: sangue di tigre.
O luce della luna, sei certa che funzionerΰ ?
Posso non riuscire negli sformati al formaggio,...
..ma un filtro della cattiveria preparato da me θ senza confronti.
Forti colpi
- Sarΰ lui. - E' pronto ? - Sμ. - Versalo nell'anfora del vino.
- Mia faraona, ti ringrazio. - Alzati, Maciste.
- Vieni, riposati. - Ho ancora forza per affrontare un intero esercito !
Lo so, ma θ meglio riguardarsi. Siedi.
Grazie di avermi aiutato a fuggire dalla prigione. Non avevo scelta.
Il divino faraone tuo marito non voleva credermi.
Ti avrebbe fatto uccidere nel sonno, per non farti alleare col re assiro.
Non lo avrei mai fatto ! Chi ha messo in giro questa calunnia ?
Io. E se ti ho aiutato θ per uno scopo. Spiegagli tutto, Baitan.
Partirai stanotte per la capitale dell'Assiria e andrai dal re Karibω.
Ti darΰ il comando del suo esercito e invaderai l'Egitto.
No, mai ! Non tradisco il faraone, anche se mi ha gettato in prigione.
- Perchι ? - Perchι amo sua figlia Nefertite.
Ah, lo sospettavo. Sei innamorato di quella sciocca della mia figliastra.
Anche tu sei uno sciocco. Segui i miei consigli e avrai molto di piω.
- Un trono. - E me stessa. Regneremo insieme.
Ora capisco: il faraone vuole vedere se sono fedele.
Scommetto che θ nascosto da qualche parte per sentire cosa rispondo.
Ebbene, la mia risposta θ una sola: evviva il faraone Ramses !
Sei molto intelligente. A guardarti, non si direbbe.
Hai indovinato: era una prova e tu l'hai superata.
- Ora sarς ammesso a palazzo ? - Sμ. Portate del vino per l'ospite.
Devi brindare alla salute del faraone.
Verso aggressivo Dov'θ il faraone ? Voglio sbranarlo.
Lo avrai, Maciste, se farai come ti dico.
- Sono il tuo schiavo, ordina e spacco tutto. - Bravo !
- Dimmi, sei ancora innamorato di Nefertite ? - Di quella stupida ?
Sei tu la luce delle stelle, sei tu la donna che voglio.
Per te mi unirς agli Assiri, e tornerς vincitore a Tebe...
..PER BUTTARE GIU' DALLE FINESTRE QUEL FARAONE DEL CAVOLO !
Non ti affaticare, mio caro. Risparmiati per imprese piω grandi.
E ora va'. Kimen !
Il mio fedele Kimen ti accompagnerΰ oltre il confine. Sii prudente.
Non sarai geloso di quel bestione ?
Ci servirΰ per conquistare il trono per me e per te.
Quanto durerΰ l'effetto del filtro che ha bevuto ?
Durerΰ un mese, abbastanza perchι vinca e ci offra la corona.
Benvenuto, gran dignitario.
Quale onore per il mio modesto locale !
- Lo svago rinfranca dalle fatiche della politica. - Capisco.
- A destra o a sinistra ? - Al centro ! Prudenza, amico mio !
- Giusto. Prego. - Cosa ci offri questa sera di bello ?
Numeri eccezionali, maschili e femminili.
Balletti di tutti i colori: verdi, rosa, bianchi... Per tutti i gusti.
- Sμ. - Cosa bevi, degnissimo ? - Il solito. - Ho capito: gazzosa.
Musica ritmata
Ecco fatto.
- Venite, padrone ! - Che succede ? - Il finimondo. - Dove ?
- Di lΰ, in camerino. - Con permesso.
- Sono impazziti ? - Sμ ! - Ma sanno con chi trattano ? - E che ne so ?
- Hai chiamato l'impresario ? - Sμ ! - Eccolo ! - Chi urla cosμ ?
Sono io, e ne ho ben d'onde ! Qui si abusa e si "strabusa" !
- Cos'θ successo ? - Guardi il suo nome sulla locandina !
Ha i geroglifici piω piccoli di quelli di Peppino del Cairo !
Io sono una vedette e ho diritto di avere i geroglifici grandi !
- Peppino del Cairo θ un urlatore. - E io sto parlando sottovoce ?!
- Lui non urla ? - Crede che io non sappia urlare ?
# Blll le mille bolle blu... #
- # Con 24.000 baci... # - Silenzio ! - Urliamo tutti.
Non facciamo scandali, stasera c'θ il gran dignitario del faraone.
- Eh, il dignitario ! - Lei non sa chi sono io ! - Lo sa chi sei tu !
- Non lo so. - Te l'ho scritto io. - Lo sai. - Non lo so.
- Fermi con le mani ! - Non mi metta le mani addosso.
- Sappiamo tutti di chi θ figlio ! - (canzonatorio) Sμ, figlio !
- Lei si permette di trattare cosμ una star internazionale ? - Bravo !
- Tarantenkamen. - Dimmi. - Andiamo via. - Subito !
Non potete, abbiamo il gran dignitario in sala.
- Se lo faccia lui lo spettacolo ! - Volete rovinarmi ? - Sμ. - Sμ.
- Ma il pubblico ha pagato. - Non ce ne importa. - Andiamo via.
- Avete un contratto ! - Ah sμ ? Allora sa cosa le dico ? - Senti.
- Che andiamo via lo stesso. - Sμ ? - Sμ. - Sapete cosa vi rispondo ?
- Non insista. - Non pregare. - Sapete cosa vi rispondo ?
- Abbiamo detto no ! - ANDATE VIA. TUTTI E DUE. VIA !
QUELLA E' LA PORTA, VIA DAL MIO LOCALE. NON VI FATE PIU' VEDERE.
- Che modi sono ? - Stiamo parlando. - Siamo artisti. - Che maniere !
- Chi gliel'ha detto che andiamo via ? - Lui !
- Come ti sei permesso ? - L'ho detto per scherzo. - Non ha capito.
- Scherzava. - Era uno scherzo. - Vai ad annunciare il mio numero.
- Lo fai tutto al completo ? - Anche di piω. - Vedrai che successo !
- Stasera si rivoluzionerΰ l'Egitto. - Modestamente.
Lei deve scusarlo. Sa, questi amministratori...
- C'θ il gran dignitario in sala. - Devono giustificare la "pagnotta".
Sa, io sono un attore e se mi vedo aizzato, sbraito !
Volevo sapere una cosa, confidenzialmente.
A titolo di "cronico", volevo sapere una cosa:...
..questo gran dignitario θ piω grande di me ?
- "Ssss" ! - E' piω grande di me ? - "Ssss" !
- (sottovoce) E' piω grande di me ? - Perchι parli piano ?
-Ha fatto "ssss". -Per dire "molto". Viene subito dopo il faraone.
- Perbacco ! - Ha diritto di vita e di morte su tutti.
Vi consiglio di lavorare molto bene stasera, altrimenti lui...
Ah sμ ?
> Totokamen, in scena ! - Vengo !
Signori, ragazzi accompagnati e guerrieri a metΰ prezzo,...
..lo spettacolo a cui assisterete θ unico in tutto il globo !
Per la prima volta qui a Tebe, il divino Totokamen...
..darΰ una dimostrazione dei suoi poteri eccezionali !
La sua forza non ha limiti, i suoi poteri non hanno confini,...
..egli θ imbattibile, infrangibile, "indistruggibile" !
Ma non ci perdiamo in chiacchiere !
Ho il piacere di presentarvi l'uomo dai muscoli irascibili,...
..l'uomo sempre imitato e mai raggiunto: Totokamen !
Risatine e mormorio
Silenzio ! Perchι questo mormorio ? Vi aspettavate un colosso ?
Ma ve l'ho detto, Totokamen non θ un comune mortale.
Egli θ mortale, ma non θ un comune. Guardatelo !
< Dove sono i muscoli ? - Vi ho parlato di muscoli irascibili !
I suoi muscoli ora non si vedono perchι lui θ calmo.
Ma non appena si arrabbia... Arrabbiati !
Versi animaleschi Ancora un po'. Ancora !
Fai vedere il muscolo ! Guardate, signori.
Guardate, signori, che potenza !
Stop ! Calmati !
Per darvi una dimostrazione della sua forza erculea,..
..il divino, il potente Totokamen, adesso, sotto i vostri occhi,...
..piegherΰ questa pesantissima sbarra di ferro pieno !
C'θ qualche incredulo che vuole osservare la sbarra ? Eccola !
Osservate, θ ferro. Tocchi, θ ferro.
Qualcun altro vuole constatare ? Lei, signora, constati. E' ferro !
Nessun altro vuole constatare ? E' ferro, mantengo la mia parola !
- Senta se θ ferro ! Sei pronto, divino ? - Sμ. - Prendi !
(sottovoce) Sei pazzo ? Se mi andava sui piedi, me li rompeva.
Vai, immenso, e che Amon ti protegga.
Versi di sforzo
Forza. Dai !
Dai !
Dai !
Dai !
Applausi
Calma, signori. Capisco il vostro entusiasmo e la vostra titubanza.
Voi vi domanderete come mai un uomo cosμ gracile abbia tanta forza.
Per forza ha tanta forza ! Bello sforzo !
Egli θ il figlio del dio Amon ! Brusio
Questo essere racchiude in sι tutte le forze della natura !
Egli θ un vulcano: le sue viscere sono incandescenti,...
..la sua saliva θ incendiaria !
Sputa per terra.
Brusio di reazione Perς, eh ?
La fiamma θ bella, ma non c'θ fiamma senza fumo. Sprizza fumo.
- Come ? - Fai i "fumetti". - Sμ. - Su, bene.
Ancora... dai... dai...
< Hop ! - Hop !
Parole non udibili
Se il divino Totokamen θ pronto, vi darς l'ultima prova dei suoi poteri.
- Sei pronto, divino ? - Pronto. - Pronto. - Pronto. - Pronto.
- Pronto, chi parla ? - Sono io: Tarantenkamen. - Cosa vuole ?
- Dobbiamo fare le catene. - Sμ, le catene. - Vedete come si diverte ?
- Per lui questo esercizio θ uno scherzo ! - Hai controllato bene ?
- Sμ, ne dubiti ? - A Menfi non dubitai e non riuscii a liberarmi.
- Tranquillo. - Questa pesa. - E' truccata. - Pesa piω delle altre.
- Gira. - Ecco. - Gira ancora.
- Gira ancora. - Giro. - Gira. Ancora...
Pesa. Abbiate un po' di pazienza. Piano, siamo alla fine. Eccoci !
- Ora chiudo con questo lucchetto. - No, lascia perdere.
- Do ai signori la chiave e io me ne vado ! - No, ehi !
In un minuto, l'uomo piω forte del mondo frantumerΰ le catene. Voilΰ !
Hop !
Versi di sforzo
Pensi che sia davvero figlio di Amon questo piccolo uomo tanto forte ?
Dovrei sentire il faraone per poter dare un giudizio.
- Vengo da palazzo. - Ebbene ? - Maciste θ fuggito. - Quando ?
- Mezz'ora fa, ha travolto le guardie. - Sono perduto !
Hop !
QUEL MALEDETTO FORZUTO, PIENO DI INGANNI E DI MENZOGNE,...
..PER ANNI HA PRESO IN GIRO L'INTERO EGITTO !
MA ORA BASTA ! ME LA PAGHERA'.
- Ce l'ha con noi ? - Porca miseria. - Come facciamo ? - Scappiamo. - Sμ.
Grido di Maciste Allarme !
Altolΰ !
Dite al faraone che la sua ora θ suonata.
- Calmati, alla tua etΰ non fa bene agitarti troppo. - Ma che calma ?!
Maciste ha varcato il confine ! Tra poco sarΰ qui con l'esercito assiro.
- Li respingerai con i tuoi guerrieri. - E chi li guiderΰ ?
- Ci vorrebbe un altro... Come si dice ? - Forzuto. - Sμ, bravo.
- Non ce n'θ neanche un nel mio regno ? - Il popolo θ denutrito.
- Non cominciamo con la politica. - Sere fa ho visto un tipo...
- Chi ? - A vederlo non si direbbe, ma ha una forza eccezionale.
- Portalo qui ! - Non θ facile. - Gli darς tutto ciς che vuole.
- Ma θ il figlio del dio Amon ! - Ne sei certo ?
- Lo assicurano tutti. - Cosa puoi offrire al figlio di un dio ?
Se θ il figlio del dio Amon, ha il dovere di aiutare l'Egitto !
Maestΰ, sguinzaglierς le mie guardie per tutto il regno e lo troverς !
> Popolo di Tebe, gente della cittΰ e delle campagne,...
..uomini, donne e ragazzi di tutto il regno, ascoltate !
Per ordine del faraone, si ricerca l'eccellente figlio del dio Amon.
Chiunque incontri l'essere divino, ne segnali la presenza.
Il suo nome θ Totokamen, statura media, con tendenza al piccolo.
Circola accompagnato.
In ginocchio.
Avanzate !
- Che bella questura ! - Ma no, θ la sala del trono del faraone !
- Se ci portano dal faraone, θ grave. - L'avrai fatta grossa.
- Io non ho fatto niente. Sarai stato tu. - Io no ! - Allora ?
- Non parlare. Di' che non sai niente. - Ci chiudiamo nel mutismo.
- Bravo. - Io ho chiuso. - Eh, θ ferragosto. - E' ferragosto ? - No.
- Io non ti capisco quando parli. - Zitto.
- Chi θ dei due ? - Lui ! - Lui ! - Eccolo ! - Io ? No...
- E' lui ! - Ma io sono innocente. - Tu, prode... - Non ho capito.
- Tu, prode... - No, "non mi prode". "Ti prode" ? - No. - "Non ci prode".
Prode Totokamen, so che vuoi essere chiamato "divino".
- Ti proclami figlio di Amon, vero ? - E' lui che dice questa malignitΰ.
- Suo padre era un po'... farfallone. - E' vero.
- Ebbe un'avventura extraconiugale da cui nacque lui. - Modestamente.
- Ciς che conta θ la paternitΰ. - Giΰ. - Avvicinati, Totokamen.
- No. - Vai. - No. - Vai. - Mi vergogno. - Vai ! Cammina !
- Vieni. Vieni. - Come si dice ? - Buongiorno, faraone.
Fai la riverenza. Ora dici anche la poesia e non se ne parla piω.
"In questa giornata sμ dolce e sμ bella, il faraone con le ancelle..."
- No ! - Non ne so altre. - Avvicinati.
- Faccio le scale ? - Sμ. - Vai, vai.. - Uno, due, tre... Eccomi !
- Valoroso Totokamen... - Sμ ? - Tu sei l'uomo che cercavo. - Sμ ?
Guiderai l'esercito per combattere gli Assiri, guidati da Maciste.
Io non posso combattere ! Sono obiettore di coscienza !
Egli obietta perchι conosce la spaventosa forza del suo braccio.
- Io sono un "obiettivo". - Con un colpo puς abbattere un esercito !
- Bum ! - Me lo assicuri ? - Te lo assicuro. - Te lo assicura.
Perς, guardandolo bene, mi sembra un po' gracilino.
E' vero, ho fatto la cura dell'olio di fegato di merluzzo, ma...
- E' allergico. - Giΰ. - Ricorda che egli θ figlio di un dio !
Giΰ, θ vero.
- Valoroso Totokamen, tu mi ridai vita e speranza. - Be', sa...
Accetta questo incarico e avrai da me onori e gloria.
- (sottovoce) Ringrazia. - Ringrazio per gli onori e per la gloria.
Ma non si vive di solo pane. In questa casa, c'θ da mangiare ?
- Rimarrai a palazzo e avrai tutto ciς che vuoi. - Bene. - Tutto ?
- Tutto. - Proprio tutto tutto ? - Tutto.
- Se dice tutto, θ tutto. - Anche se uno volesse... Lei permette ?
Parole non udibili
- Domandaglielo. - Non si offende ? - Perchι dovrebbe ? - Glielo dico ?
Glielo dico nella tromba di Eustachio.
Parole non udibili
(ridendo) Sei proprio figlio di tuo padre ! Sμ, avrai ciς che chiedi.
- E' andata. - Bene. - E ora ti presento alla mia famiglia. - Sμ.
- Ringrazia, mi raccomando. - La faraona, mia seconda moglie.
- La faraona ! Che bella ! - Non fare gaffe. - Che bella faraona !
L'avevo scambiata per una padovana ! Che bella faraona !
Lei ha avuto buon gusto. Lei no, il faraone θ racchio.
- Hai fatto la gaffe. - L'ho voluta fare. > Questa θ mia figlia.
- Figlia di primo letto. Nefertite. - Ne... ? - Nefertite.
Come mi dispiace ! Lei dovrebbe stare a letto al caldo !
- Perchι ? - Con la nefrite... - Ma no, θ Nefertite !
- Ora vi faccio visitare il parco e il palazzo. - Bene, maestΰ.
- Cosa ci fa visitare ? - Parco e palazzo. - Ha detto "porco".
- Porco e palazzo. - Parco e palazzo !
- Ma dov'θ questo porco ? - Nel palazzo ! - Cammina !
Questo piccolo uomo puς essere cosμ forte da abbattere Maciste ?
- Se θ figlio di Amon, la sua forza non ha limiti. - Dobbiamo scoprirlo.
- Ma come ? - Mettendolo alla prova. Stanotte entrerai nella sua stanza.
Lo legherai con 18 canapi, come fu legato Maciste quella volta.
Vedremo se saprΰ liberarsi.
Ohi ! Ohi ! I miei arti inferiori !
Ma come si fa ? 450 stanze, e ce le ha fatte visitare tutte !
Abbiamo fatto piω di 70 chilometri egiziani a piedi !
Il faraone ci tiene a mostrare il palazzo agli ospiti di riguardo.
- Altro che riguardo, θ una faticata. - Una maratona !
- I muscoli delle gambe non ce la fanno piω. - No, no. - I polpacci !
- Ma che polpacci ? - I polpacci. - No, gran divino !
Invoca il tuo "babbo" Amon e vedrai che ti sentirai piω forte di prima !
- Tu dici ? - Come no ? - Me lo consigli ? - Certo. - Lo invoco ?
- Prova ! - "Babbo", fa' che io sia piω forte di prima.
"Bababababbbo". "Bababababbbo"...
- Che cos'ha ? Ha freddo ? - No, invoca il "babbo".
- Ma che fai ? Sii naturale, se no se ne accorge. - Sto pregando.
- Naturale. - Piω naturale di cosμ ! - Non cosμ. - Bussano. Chi θ ?
- E' il gran dignitario. - Cosa vuole ? - Non lo so.
- Volevo augurargli la buonanotte. - Cosa vuole augurarmi ?
- La buonanotte. Sei sordo ? - Buonanotte.
- Domani cominceremo a studiare il piano di battaglia. - Ah !
Che fretta ! C'θ tempo ! Nessuno ci corre dietro ! Domani, dopodomani...
- Perchι precipitare le cose ? - Perchι ?
C'θ un detto: "La gatta frettolosa fece i gattini egiziani ciechi" !
- Non lo fare arrabbiare. - Non mi fare arrabbiare ! Senti un po'.
Ricorda al tuo faraone che non si dimentichi la promessa.
- Il faraone mantiene sempre le promesse. - A volte i faraoni... !
- Non si sa mai, possono distrarsi. - Dormite bene.
- Dove dormiamo ? Non vedo letti ! - Dobbiamo dormire per terra ?
- Ma non possiamo ! - No, ecco il letto ! - Bellissimo !
E' un po' piccolo, perς. Come facciamo a dormirci in due ?
- Perchι, vorresti dormire con me ? - Io con te ? - Ma sei scemo ?
Divino, questo θ il tuo letto. Il suo θ lΰ.
- Volevo ben dire. - Grazie. - Buonanotte.
Buonanotte.
Buonanotte.
- Buonanotte anche a te. - Buonanotte, figlio di Amon.
- Che gli dei ti proteggano. - Grazie.
Questo θ il mio letto ? Com'θ possibile ? Scherziamo ?
- Tarantenkamen ! - Che c'θ ? - Tarantenkamen ! - Che succede ?
- Vieni subito qua ! - Non gridare ! - Questo θ un catafalco !
- Ma no, θ un letto da generale. - Questo θ un superattico.
- Si vede che i generali dormono in alto. - Io voglio dormire in basso !
- Fai un saltino. - E se mi rompo la testa ? - Cosa vuoi fare allora ?
- Dov'θ il tuo letto ? - Di lΰ. - Com'θ ? - Non l'ho ancora visto !
- Fammelo vedere. - Perchι ? - Non ti riguarda. - Lo voglio sapere.
- Lo voglio vedere. - Ma perchι ? - Non insistere. - Cosa vuoi fare ?
- Ho un'idea. Che magnificenza ! - Spiegami l'idea.
Io dormo qua e tu vai a dormire sul catafalco !
Si sente russare
Ma dove lo mettono ?
Laggiω in fondo.
Per Amon !
Chi θ lΰ ? La "faraoncella" ! Cosa fai tu qui ? Cosa vuoi ?
Perchι sei qui ? Parla !
- Eh ? - (piangendo) O prode Totokamen, non ucciderlo !
- Uccidere chi ? - Maciste. Non θ cattivo, non θ colpa sua.
Quel lazzarone si θ alleato con gli Assiri !
- Sμ, ma lui θ dolce e generoso. - Ragazzina, guardami negli occhi.
Tu lo ami !
- Sμ, - L'avevo capito. - Lo amo piω di me stessa.
- Fallo per me, risparmialo ! - Non posso.
Mi metti in imbarazzo, non posso !
Ho dato la parola al faraone che lo annienterς, lo distruggerς !
(piangendo) No, ti scongiuro, abbi pietΰ di me ! Abbi pietΰ di lui !
Nefertite piange Su... cosa sono queste... ?
Non piangere, mi fai commuovere.
Non piangere, stai su. Sorridi. Quando sorridi sei cosμ carina.
- E va bene, farς come vuoi tu. - Grazie, divino !
Cosa fai ? Mi baci la mano ? Non sono mica l'abate Faria !
- Allora ? - E' soprannaturale. Si θ liberato subito. E' incredibile.
- Allora puς essere pericoloso davvero ? - Purtroppo sμ.
Ma io ho fiducia in Maciste. Neanche il figlio di Amon puς batterlo !
- Taci. - Perchι ? - Non puoi disprezzare il potere di Amon.
Anzi, noi dovremmo portare doni al tempio di Amon, farcelo amico.
- (sottovoce) E bisogna mettere paura al figlio. - Ci penso io.
Tarantenkamen ! Tarantenkamen !
Tarantenkamen, sveglia !
Questo dorme come un somaro. Tarantenkamen, sveglia !
- Che fai ? - Chi θ ? - Voltati. - Chi θ ? - Voltati !
- Ma che hai fatto ? - Lasciami ! Se no come mi alzo ?
- Ma chi ti tocca ? Sei legato ! - Che hai fatto ? - Questa θ bella !
- Non ho mai visto un uomo che prima di andare a letto si lega. - Sμ eh ?
- Avevi paura di cadere ? - Giΰ. - Su. - Sei stato tu. Scioglimi.
- Io ?! Come osi fare questa insinuazione ? - Chi, allora ?
Sto pensando... Sμ, ci sono ! Sarΰ stato un emissario di Maciste.
- Ma che c'entra Maciste ? - Maciste ci teme ! O meglio, mi teme !
Infatti poco fa ho incontrato la sua fidanzata, la "faraoincina",...
..la quale ha implorato pietΰ per lui !
Ma cosa c'entro io ? Scioglimi !
Maciste ha mandato un emissario a legare te credendo di legare me !
MACISTE, "UDI", M'HAI FATTO UN BAFFO !
Guarda che quello legato sono io ! Mi vuoi sciogliere ?
Un momento, qui c'θ un equivoco. Il legato sono io.
Tu sei legato, ma ufficiosamente. Ufficialmente, sono legato io.
Io sono legato e non ce la faccio piω. Scioglimi !
- Sei tu che devi sciogliere me ! - Ma non mi posso muovere !
- Allora facciamo una cosa: ognuno si scioglie per conto suo. - No !
- Arrangiati e crepa ! - Aspetta, vieni qua. - Farabutto. - Vieni qua.
- Vieni qua, Totokamen, scioglimi ! > No ! - Figlio di Amon !
- Qui era chiuso Maciste. - Che brutto posto. - E' fuggito da lμ.
- Dopo il terremoto ? - Cosa ? - Qui c'θ stato un terremoto.
- Ma no, θ stato Maciste. - (insieme) Maciste ? - Per evadere.
- Giΰ, θ evaso - Quando ? - L'altra notte. Guardate.
- Maciste θ scappato con il vaso da notte. - No, di notte. - E il vaso ?
La sua forza non conosce limiti. Guardate come ha piegato le sbarre.
- Lui ? Con le sue mani ? Dice sul serio ? - Sμ, dico sul serio.
Ma... questo θ ferro pieno.
Di che ti meravigli ? Lo piegavi anche tu in teatro.
- Ma quelle erano sbarre truccate. - No ! - Come ?
Voleva dire che si truccava prima di andare in scena e piegare le sbarre.
- Piegavo le sbarre. - Capisco. Guardate questa nicchia.
- Carina ! - C'era una divinitΰ ? - Il bassorilievo θ antico ?
- Recentissimo. L'ha fatto Maciste. - Maciste fa le sculture ?
Un soldato gli sbarrava la strada e lo ha scaraventato contro il muro.
- Oh ! - Ma tu puoi fare di piω, divino.
Se lo avesse scaraventato lui, il soldato sarebbe passato di lΰ.
- Non ne dubito. Ma c'θ dell'altro. - Abbiamo visto abbastanza.
Devi vedere ! Cosμ quando incontri Maciste sei edotto !
- Sono... ? - Sei edotto. - Sei e otto ? Fa 14. E io me ne vado !
- No ! Cosa ci porti a vedere ? - Prego.
- C'θ un piatto di spaghetti ? - Finiscila.
Guardate. Questa θ la prova migliore di quello che puς fare Maciste.
- Oh ! - Che spettacolo meraviglioso ! Quante donne !
- Cosa fanno ? - Piangono. - Perchι ? - Perchι sono vedove.
- Cosa fanno lμ tutte riunite ? - Cos'θ, il sindacato vedovile ?
Sono le vedove dei soldati uccisi da Maciste. 32, tutti in un colpo solo.
Lamenti delle donne
Hai capito ? 32, tutti in un colpo solo.
Se fossero stati due colpi, sarebbero state 64 vedove !
- Che ti importa ? Sei sposato ? - No. - E allora ? - Sono celibe.
- Giΰ, che mi importa ? - Che ti importa ? - Che mi importa ?
- C'θ qualcos'altro da vedere ? - Andiamo. - Vogliamo le emozioni !
- Capito ? - No. - I medici devono trovare una malattia corporale.
- Una malattia... ? - Corporale. - Ma io di corpo sto bene.
Lo so, ma cosμ eviti di partire per la guerra e incontrarti con Maciste.
- Sμ. - Poi θ facile vederti malato. Con quella faccia !
- Vedi che faccia fai ? - Che faccia faccio ? - Una "facciaccia". - Sμ ?
Non ti riconosco piω !
- Io ti voglio bene e ti sono amico, ma te lo devo dire. - Dimmelo.
- Tu eri brutto ? - Be', mi arrangiavo. - Sei peggiorato. - No ?
- Sμ, sei diventato cadaverico ! - No ?! - Tu non ti vedi, ma...
Hai gli occhi infossati, lo sguardo senza espressione.
- Il naso si θ allungato. - Si θ allungato ? E di quanto ? - Oh !
- La bocca θ storta. - La bocca... - La "bazza" θ lunga. - Lunga...
- E' sceso il pallore. - Dov'θ sceso il "pallone" ? - In faccia ! Bianco.
- Ho il "pallone" bianco in faccia ? Levamelo ! - Sei paurosamente...
- Oh, mamma mia. - Tu mi impressioni.
- Ho paura a dirtelo. - Cosa ? - Ma devo dirtelo ! - Dimmelo.
Non posso tacerti la veritΰ, anche a costo di offenderti. Ti offendi ?
- No. - Giura. - Giuro. - Qua la mano. - Sμ. - Ripeti con me.
Giuro sulla nostra amicizia che non mi offendo.
Tu fai schifo.
- Non ho capito. - Fai schifo ! - Io ? - Sμ. - E tu ?
- Io sto bene. - Fai schifo lo stesso ! Che modo di parlare ?
- A un amico si dice... ? Ma va' via ! - Mi avevi giurato che...
Sono in queste condizioni e devo andare a combattere contro Maciste !
- Perchι tremi cosμ ? - Io sto morendo. - Non esagerare !
- Sto morendo dalla paura ! - Questo l'avevo capito.
Bisogna trovare una malattia che non si veda dall'esterno.
- Cosμ che non si possa fare la diagnosi. - Una prognosi riservata.
- Bravo ! - Bravo, eh ? - Sμ ! - Che ne dici di due prognosi riservate ?
- Non scherzare. - Una di scorta ! - No ! Bisogna creare la febbre.
- Sai dov'θ il termometro ? - Lassω. - Ci penso io. - Che fai ?
- Lascia fare a me. - Che fai ? Fai il termometro arrosto ?
- I medici non se ne accorgono. - Il termometro arrosto si vede, perς.
Gong Arrivano. Metti il termometro.
- Dammelo. - Lamentati. Naturale. - Sμ.
- Ahi ! Ahi ! Ohi ! Ohi ! - Come soffre il mio amico !
Totokamen, ti ho portato i migliori medici del mio regno.
- No, non voglio vedere medici. - Ti guariranno subito. - No, no...
Ha la febbre forte. Poverino. Adesso io resto solo, senza nessuno.
Povero amico mio, che febbre da cavallo. Guardate.
- Com'θ possibile ? Piω di 40 ! - 43 e rotti ! - Piω gli spiccioli.
- Ahi ! Ohi ! Ohi ! - Strano, θ gelato. - E' febbre fredda.
- Ma se hai detto che ha 43 ! - 43 sotto zero. - Adesso vediamo.
- Ahia ! Ahia ! - Piano. - Dove ? - Qui, verso l'appendice.
E' un dolore terribile che sale, fa due giri intorno al collo,...
..poi scende di qui e si va a fermare nella caviglia sinistra.
- E' una circolare. - Se ti tocco la caviglia... - Ahia ! Ahia !
Il dolore torna su, arriva al collo, fa due giri a ritroso,...
..poi scende di qui e va al posto di partenza.
- Al deposito. - E' grave. Tu cosa proporresti ?
- Un'operazione. - Certo. E dove opereresti ?
Ma θ facile, all'addome !
- Non ti preoccupare, tanto non capiscono niente. - Ma...
Prendo un coltello e faccio un taglio da qui a qui.
- Ahi ! - Ti ho fatto male ? - Per forza, col coltello. - Calmo.
- Una volta aperta la pancia... Reggi i lembi. - Ecco fatto.
Ficco le mani nell'addome e tiro fuori il pacco intestinale.
- Oh ! - Tira ! - Oh ! - Venga ! - Oh, mi fa male !
Come pesa questo pacco intestinale ! Non si direbbe, con quel fisico !
- Lo appoggio sul tavolo operatorio. - Piano. - E scarto i pezzi. - Sμ.
- Dov'θ il fegato ? - Qua. - (insieme) Fegato qua, fegato lΰ...
- Fegato fritto e baccalΰ ! Ma sei matto ? - La febbre lo fa delirare.
Il fegato qua, la milza lΰ, il cuore lo regge lui, perchι θ delicato.
- Apri le mani. - Piano. - Ecco. - Che bel cuore. Un momento !
- Che c'θ ? - Senti. - Per forza, se no saresti morto. - Giΰ.
Fatto questo, tiro fuori l'intestino.
- Un po' di pazienza, perchι θ lungo 9 metri. - Giΰ.
- Poi lo sciacquo in una soluzione antisettica. - Antisettica.
Gli do una bella sciacquata e lo metto al sole ad asciugare.
Una volta asciugato, lo guardo cosμ, per rintracciare il bacillo.
- Qua non c'θ, qua non c'θ... - Eccolo ! Ho visto le zampette !
Vigliacco ! Eccolo qua. Lo metto sul tavolo operatorio.
- Prendo un martello e gli tiro una martellata in testa ! - Poverino.
- Frattura del cranio, il bacillo θ estinto. - Estinto.
Rifaccio il pacco, lo rimetto nella pancia del paziente... Apri.
Lo rimetto nella pancia, cucio... L'operazione θ riuscita !
Ma il malato θ morto. Siete matti ? Non sono mica un capretto !
Mi si taglia, si prende l'intestino, il bacillo... Io non mi opero !
Se dovete operare, sbrigatevi. Maciste avanza come una furia.
I morti sono cosμ tanti, che i contabili non possono piω contarli.
- Perciς operate: un taglietto, due punti e via. - Sarΰ fatto. - Sμ.
Signor faraone, come posso andare in guerra con la pancia imbastita ?
Figlio di Amon, tuo padre ti proteggerΰ.
E' possibile che ogni volta che apri bocca combini un guaio ?
- Che ho fatto ? - Come ti θ venuta in mente l'operazione ?
Dopo un'operazione cosμ, ti daranno almeno 30 giorni di convalescenza.
- Hai sentito cosa ha detto il faraone ? - Lascia perdere !
Di andare in guerra lo stesso perchι sono il figlio di Amon !
Un'altra tua invenzione ! Non so cosa ti farei !
- Allora cosa vuoi fare ? - Scappare. - Non θ facile.
- La reggia θ piena di guardie. - Allora scappiamo dal cunicolo.
- Cos'θ ? - Ogni reggia ha una porta segreta che conduce a un cunicolo !
- E dove va a finire il cunicolo ? - Nella fogna. - Lo sapevo !
- La fogna sbocca in mare, verso la libertΰ ! - Come troviamo la porta ?
Tastando, ogni porta segreta si trova tastando. Io tasto. Tu tasti ?
- Sμ, ed egli tasta. - Noi tastiamo... Non fare lo spiritoso !
- Chi θ ? - Sono io che tasto. - Credevo fosse qualcun altro.
- Tasta lΰ, tasto io qua. Vai avanti a tastare. - Non si trova niente.
- Porca miseria ! - Che c'θ ? - Questo θ d'oro ! - E' d'oro ?
- Hai ragione. - Lo sapevo che finiva cosμ. Prendo questo.
Ladro. Tasta. Finirai in galera.
- Sei sicuro che le porte si trovano tastando ? - Sμ. - Non trovo niente.
Ho trovato ! Dov'θ ? Tarantenkamen ! Tarantenkamen !
- Ho trovato il cunicolo ! - Hai trovato il cunicolo ?
- Bada a dove metti i piedi. - Non posso andare avanti, qui θ chiuso.
- No, θ un muro morto. - Cos'θ ? - Un muro morto. - Mamma mia !
- Rasenta. - Io rasento sempre. - Attento. - Che c'θ ?
- Un altro morto. - E sono due.
- Vieni avanti. - Io sono sensibile a queste cose. - Vieni avanti. - Sμ.
- Credo di averlo trovato. - Meno male. - Aspetta... - Meno male.
- Niente da fare. - Perchι ? - E' cieco. - Due morti e un cieco !
- Il muro θ cieco ! - Io rasento. Sto rasentando. - Piano. - Un altro.
- Hai trovato un altro muro morto ? - No, un muro gobbo. - Toccalo.
Che schifo di cunicolo: due morti, un gobbo, un cieco. Ma dove siamo ?
- Non lo so, mi ci hai portato tu. - Io ? Tu rasenti ? - Sμ.
- Ah, qui θ rotto. - Entra. - Si entra ? - Guarda cosa c'θ lμ. - Sμ.
- Guarda se ci sono altri morti. - No.
Qui θ vuoto. Ci dev'essere la porta.
- Ah, la porta ! - Si apre ! - Entra.
Divino Totokamen ! Vieni avanti. Che gioia rivederti in piedi !
- A chi il merito della tua guarigione ? - Alla fogna. - Fogna ?
- Nell'"infognatura" di combattere Maciste, θ guarito. - Bene !
- Allora puoi partire subito per combattere contro Maciste. - Certo.
Non posso. Sono ancora debole. Ho bisogno di 7 mesi di convalescenza.
Mio prode, tu non hai bisogno di convalescenza, sei un uomo di ferro.
- Coraggio, mio eroe. - Sμ.
Quando tornerai vittorioso, ti darς mia figlia in sposa.
- Io ringrazio, ma non θ il caso. - Perchι ?
Sua figlia θ tanto giovane, io potrei essere suo padre.
In Egitto θ usanza che la moglie sia molto piω giovane del marito.
- Ma... - Il fatto θ che, essendo divino, deve sposare una divinitΰ.
Giΰ. Non volevo offenderla, ma non posso sposare una mezza calzetta.
- Mia figlia una mezza calzetta ?! - Una calza intera, un calzettone !
Ma data la mia nascita, posso sposare solo una dea.
- Se avesse una dea... - Giΰ in fondo ha ragione.
- Non abbiamo una dea sottomano ? - Al momento no, c'θ penuria di dee.
- Sei fortunato, c'θ penuria di dee. - Una dea con la peluria no !
- Sμ, coi baffi ! - Nemmeno coi baffi. - Con la barba ! - Neanche !
- Niente. - Senza niente. - Niente doni, maestΰ.
- La sua opera θ pia e generosa. - Sμ ! Io sono dell'opera pia !
- Sμ, soccorso invernale. Ma che dici ?! - Quale soccorso invernale ?
- Grazie. - Prego. - Questo che cos'θ ? - Li avevamo...
- Li avevamo presi per fartene dono. - A me ? Grazie. - Prego.
- Sono proprio uguali ai miei. - Be', "omonomia".
- Ah ! - La vuoi finire ? - Ma hai visto... ?
Smettila. L'abbiamo scampata bella !
Valoroso e generoso Totokamen, il mio esercito θ pronto a tutto.
- Bene. - Non aspirano ad altro che farsi massacrare per te.
- Benissimo, maestΰ ! - Sei amico del giaguaro tu ? Grazie, maestΰ !
Ma io non voglio l'esercito ! La truppa mi impedisce i movimenti.
Ho bisogno di avere le mani libere per fare a Maciste un grugno cosμ !
Mi creda, preferisco affrontarlo da solo, col mio fedele Tarantenkamen.
- Che c'entro io ? - Zitto, ho un piano.
Come vuoi tu, purchι mi liberi di Maciste.
- Partiremo domattina al primo canto del gallo. - No, non al primo canto.
- E va bene, al secondo. - Neanche ! - E quando ? - Stasera, al tramonto.
- Perchι ? - E' meglio per il mio piano. - Festeggiamo la partenza.
- Evviva Totokamen ! - (insieme) Evviva Totokamen !
- Viva io ! Viva lui ! - Eh, viva noi ! - Viva l'Egitto !
- Sei ferito ? - No. - Ti sei fatto male ? - No.
- Visto ? Il padre lo ha salvato. - No, θ stato questo. - No, no...
- E' invulnerabile ! - Rintracciate il colpevole e portatelo da me !
- Sarΰ fatto. - Che sia giustiziato, vivo o morto ! - Ma che dici ?
Come no ?
- Mio eroe... - Che c'θ ? - Parti e torna vincitore.
- Cosa mi ha fatto ? - Ti ha insignito. - No. - Come no ?
Verso di disgusto Maestΰ, noi andiamo e torniamo.
- Le serve niente dal tabaccaio ? - Sμ, le sigarette ! Andiamo !
- Partiamo ! Partiamo ! - Datti un tono. Marziale.
Parole non udibili
Sono le 5:00. Svegliate Maciste.
Maciste russa
- Uno. - Due. - Tre. - Quattro. - Cinque.
Salute a te, o invincibile conquistatore di Tebe.
- Ah, l'abbiamo conquistata ! - No, Tebe θ lontana, ma la conquisterai.
- Anche se dovrai affrontare il figlio di Amon. - Il figlio di chi ?
Il figlio del dio Amon. E' a capo dell'esercito egiziano.
Ride Io sono il figlio della pietra !
Io sono una montagna ! Lo schiaccerς !
Che stanchezza e che caldo.
E' un giorno che marciamo, e Maciste non si θ visto.
Ma che Maciste ? Sei impazzito ?
Credi che abbia accettato sul serio di combattere contro Maciste ?
- Ma noi siamo andati a destra, verso Maciste. - E allora ?
Adesso andiamo a sinistra e arriviamo a Menfi.
- A casa. - A casa. - Meno male ! - Senti un po'. - Che c'θ ?
- Fammi ascoltare con l'orecchio. - Volevi ascoltare col naso ? - No.
Ci dev'essere qualcuno che ci segue. Voltati, guarda un po'.
- C'θ qualcuno ? - Ah !
> C'θ l'esercito dietro di noi !
- Ma va', tu vedi doppio ! - Guarda !
Eh, no, il faraone mi sentirΰ, questa θ mancanza di fiducia.
- Ci ha fatto pedinare ? - "Pettinare" ? - Cose da pazzi !
- Torniamo indietro. Glielo voglio dire in faccia al faraone ! - Sμ.
- Su, fai il bravo. - Totokamen, cosa c'θ che non va ? - Rispondi.
- Ho sbagliato ? - Girati ! - Perchι non risponde ?
- E' arrabbiato con te. - Perchι ? - L'hai offeso nel suo amor proprio.
- Diglielo tu. - No. - Diglielo. - No. - Fai il bravo ! - Uffa.
- Vuoi la caramella ? - Cosa vuoi ? - L'ho offeso nel suo amor proprio ?
- Gli hai messo dietro un esercito, gli hai mancato di fiducia. - Ma no.
- L'ho fatto per proteggerlo ! - Lo senti ? - Erano i soldati migliori !
Ma che "esercito d'Egitto" mi stai raccontando ?
Avevo detto che non volevo le truppe perchι mi intralciano i movimenti.
Non so combattere con l'esercito di dietro, e neanche davanti !
Io combatto da solo, anche se il nemico si chiama Maciste !
Maciste mi fa un baffo !
Cosa credi, di avere a che fare con un soldato da strapazzo ?
SAI CHE TI DICO, FARAONE ? LA GUERRA TE LA FAI TU E LA TUA FAMIGLIA.
- Tiθ ! Andiamo ! - Calmati. Ci penso io. Lo convinco io.
> Ma guarda un po' ! - Vieni qua. - Ma va'...
- E questi due che fanno ? - Sono soldati. - Congedateli !
Cose che capitano soltanto... nel mio regno.
Urlo di rabbia
< Ma sono donne queste ? Lo sapete che le voglio grasse ! Via !
Grida confuse delle donne FUORI ! FUORI !
- Sei donne grasse per il generale. - Su, svelte. - No, non voglio !
- Su, camminate ! - Presto ! - Su, avanti !
Avanti ! Anche tu, entra.
I bocconcini migliori se li "pappano" i capi, e sei per volta.
E noi qui fuori al freddo a fare la guardia.
Guardatelo, l'incoerente !
La terra sta sprofondando sotto i piedi, la catastrofe θ imminente,...
..le nostre teste non valgono niente e l'incosciente cosa fa ?
- Pizzica e pilucca. - Ma nel frattempo la mia mente lavora.
Certo, tu sei quello che pensa sempre !
- Maciste si sta avvicinando a Tebe ! - Che mi importa ?
- Non ti importa ? - No. - Ora il faraone di ordinerΰ di combatterlo.
- Io non ci vado, marco visita. - Tu sei il figlio di Amon !
BASTA CON QUESTA STORIA ! MI AVETE SCOCCIATO ! Ora lo dico a tutti !
- IO NON SONO FIGLIO DI AMON, SONO UN TROVATELLO ! - Zitto.
NON CONOSCO AMON, MI E' ANTIPATICO, GLI FAREI DUE OCCHI COSI'.
- A te e a lui. - Urla, cosμ viene il faraone e ti taglia la testa.
Non scherziamo.
Dovrai dire che non puoi combattere senza l'autorizzazione del genitore.
Ascolta il mio piano.
- Adesso io vi precedo nel tempio... - Oh !
Smettila, "oh" θ un'esclamazione che non c'entra niente.
- "Oh" ti θ antipatico ? - No, ma non c'entra. - Va be', ho capito.
- Dunque, io vi precedo nel tempio... - Eh. - Pure "eh" ?
- Hai detto di non dire "oh". - Mi danno fastidio le esclamazioni.
- Ho capito. - Entro nel tempio e mi nascondo nella statua del dio Amon.
- Ah ! - Basta con le vocali ! - Ti infastidisce tutto il sillabario ?
- Sμ. - Al bando le vocali. - Entro nella statua del dio Amon...
- Zeta ! - Lasciami parlare, ti prego !
Quando arriverai tu con il faraone e il suo seguito,...
..avanzerai con incedere solenne...
..e ti dirigerai tranquillo, sicuro, con fare compunto,...
..verso la statua del dio Amon.
< Quando sarai giunto ai suoi piedi,...
..nel piω religioso silenzio, tu invocherai il padre tuo...
..e io ti risponderς: "Tu sei mio figlio..."
"..e il figlio del dio Amon non puς combattere con un mortale."
< "Ci penso io a Maciste. Come si muove, lo fulmino !".
- Che ne dici del mio piano ? - Magnifico, straordinario.
- Modestamente... - Ma guarda tu, alle volte...
- Che stai dicendo ? - (ridendo) Alle volte uno... - Parla chiaro !
- (ridendo) Alle volte un fesso ha una buona idea. - Sμ, scherza tu !
Gong
- Divino figlio di Amon, Maciste θ alle porte di Tebe. - Ehi !
- Cosa pensi di fare ? - Chiudiamo le porte, cosμ lui rimane fuori.
Bussa e noi rispondiamo: "Non c'θ nessuno".
- Io penso invece che sia giunto il momento di agire ! - In che senso ?
- Combattere, affrontare Maciste e ucciderlo. - E' una parola !
- Come ? - E' una parola che dovrΰ dire il suo "babbo". - Il "babbo".
- Lui deve dargli il permesso. - Sa, io sono figlio di famiglia.
- Cos'θ questa storia del permesso ? - E' per rispetto verso il padre.
- E' doveroso. - E se Amon dice di no ? - Allora io...
- Perchι dubiti, mio divino ? Tuo padre θ un dio di buon senso. - Sμ.
- Sono sicuro che approverΰ, oppure provvederΰ lui stesso. - E come ?
- Con una tempesta, un ciclone, una peste, un terremoto... - No, no.
- I mezzi sono tanti. - Allora ti lasciamo solo, a parlare con lui.
- Ma cosμ... - Cosμ non θ possibile. - No.
- Amon va invocato con una grande cerimonia nel tempio. - Perbacco.
- In pompa magna. - In pompa magna !
Non pompa, ma magna. Non magna, ma pompa.
Mio padre non pompa, non magna, non fa niente ! Sta a digiuno !
- Tutti quanti dovrete sentire ciς che dirΰ il suo "babbo". - Certo.
> Quando avrΰ luogo la cerimonia ? - Non c'θ fretta. - Ma subito !
- Tu sei pronto ? - Prontissimo. - Anche seduta stante.
- Disponete per la cerimonia. - (sottovoce) Vai.
- Vieni, o divino. - Senz'altro.
< Ehi, tu ! Come sei entrato ? - C'era la porta aperta.
- Non si puς. Che vuoi ? - Fare una preghiera al padre del mio amico.
- Non si puς. - E' urgente, si tratta di vita o di morte.
- Ordine del faraone, sta per iniziare la cerimonia. - E ora ?
- Cosa ? - Come si fa ? Quello ora viene. - Quello chi ?
- Deve venire... - Via ! Tornerai dopo la cerimonia.
Un momento, io devo fare la voce dentro...
Che Dio ce la mandi buona !
- Ecco tuo padre. - Dov'θ ? Papΰ ! - Ma come ?
Non riconosci le sembianze di tuo padre scolpite nella pietra ?
- Eccolo lΰ. - Sμ ! Mio padre, la voce del sangue !
Invoca il suo assenso, e se sarΰ favorevole, chiedi protezione.
Sμ. "Babbo dio", mi ascolti ?
< Parla, dilettissimo figlio.
"Babbo", sei proprio chi dico io ?
< Certo, ma avvicinati, figliolo, cosμ non ti sento. - No ?
- E' un po' sordo, data l'etΰ. < Vieni avanti. - Posso ? < Certo.
"Babbo" !
< Fermati lμ ! - "Babbo", io devo combattere contro Maciste.
Lo posso distruggere o ci pensi tu ?
No, ci devi pensare tu.
"Babbetto", non ci siamo capiti, o forse io non sono stato chiaro.
Posso distruggere Maciste o ci pensi tu ?
Ho capito benissimo. Anche se sono tuo padre, non sono scemo.
< Va', combatti, fa' onore alla tua stirpe. Comportati da eroe.
< Ora avrai un segno della mia protezione.
- Grazie. < Fai due passettini a sinistra. - Subito.
< No ! Quella non θ la sinistra ! - E' vero, scusi.
< Troppo lunghi ! Ma non indietro, vieni avanti.
Va bene qui ? Ah !
- Miracolo ! - Il dio Amon θ con noi.
Gli ha mandato la spada della vittoria per sconfiggere Maciste.
Ecco la tua spada, divino Totokamen. Vai fiducioso, hai vinto la prova.
Genuflettiti ai piedi della statua di tuo padre.
Ringrazialo, anche a nome del popolo di Tebe, per la grazia concessa.
Sμ. Io vado. "Babbo" !
"Babbo", ti ringrazio e mi prostro.
Divino.
- Divino. - Chi θ ? - Sono io. - "Babbo", dove sei ? - Sono qua.
- Non ti vedo. - Sono qua ! - Dove sei ? - Sono qua !
Mascalzone. Sono vivo per miracolo.
Per poco questa spada non mi trafiggeva il cranio.
- Guarda che io non ho potuto fare niente, ero impedito. - Impedito ?
- Sμ. - Non eri tu che parlavi dalla statua ? - No.
- Ma allora sono veramente figlio di Amon ! - Ma no ! - Sμ !
- Non ti illudere, dev'essere stato un imbroglio. - Imbroglio ? - Sμ.
L'imbroglione sei tu ! Vigliacco.
Fino ad oggi hai nicchiato sul mistero della mia nascita.
Vedi ? Il "babbo" mi ha dato la spada. Grazie, "babbo" !
Non dare retta a questo, θ una carogna.
"Babbo", ti ringrazio, non sono piω un trovatello !
Sai cosa ti dico ? Maciste, la tua ultima ora θ suonata !
- Che ore sono ? - Non lo so. - Non lo sa.
Che sia mandato subito a Maciste un messaggero con queste notizie.
Primo: le armi dei soldati egiziani siano conficcate...
..nelle parti molli del cosiddetto uomo piω forte del mondo, Maciste.
- Non ti sbilanciare. - Lasciami fare.
Secondo: il faraone da me protetto potrΰ togliersi la soddisfazione...
..di usare la pelle di Maciste per farne dei scendiletti.
- Non ti sbilanciare. - Lasciami fare.
- Terzo e ultimo ! - Tu "vendi le cravatte". - Io vendo le cravatte !
Non vendo cravatte. Terzo e ultimo:...
..io, autentico figlio del dio Amon,...
..mi toglierς la soddisfazione di fare pranzo, colazione e cena...
..con le frattaglie di Maciste ! - Non ti sbilanciare.
Io sono invincibile, imbattibile, immortale.
Basta che io alzi questa spada e chiunque cadrΰ morto ai miei piedi.
- Ti sei sbilanciato. - Porca miseria.
> 24.001, 24.002, 24.003, 24.005,...
..24.006, 24.007, 24.008, 24.009, 24.010,...
..24.011... - Maciste. - ..24.012, 24.013... - Maciste. - 24.014...
Cosa vuoi ? Cosa fai qui ?
Sono venuta qui per supplicarti di deporre le armi.
E' tuo padre che ti manda ? O quel vigliacco di Totokamen ?
- 24.015, 24.016... - Ma non puoi combattere contro il figlio di Amon.
Ti ucciderΰ !
Urlo aggressivo
Tutti i vostri dei riuniti non potranno mai abbattere Maciste !
- Io sono il figlio della pietra ! - Io non ti riconosco piω.
Rinsavisci, Maciste. Io ti amo, fallo per il nostro amore.
Maciste ride Di quale amore parli ?
- Io amo la tua matrigna. - Non θ vero, non θ possibile !
Siederς con lei sul trono dopo aver conquistato l'Egitto.
Me lo ha promesso.
Ora capisco: quella strega, coi suoi incantesimi,...
..ha fatto di te lo strumento della sua ambizione...
..e ha distrutto il nostro amore.
Ti supplico, Maciste, torna in te.
Non parlare male della bellissima faraona ! Amo lei, non te.
Vattene. Vattene ! VATTENE VIA !
24.019, 24.020, 24.021...
- Disturbo ? - Sμ.
Perchι mi ami tanto, figlia della luna ?
Padre, lei θ la colpa di tutto, la causa delle nostre sciagure.
- Cosa dice questa pazza ? - Tu hai stregato Maciste con un filtro.
Gli hai promesso te stessa e il trono se uccide mio padre.
- L'accusa θ grave. Discolpati. - Tu credi a lei e non a me.
Attento, padre, questa donna continua a ingannarti.
Tu lo inganni. Chi ti ha detto questa vile bugia ?
- Maciste. - Maciste θ qui ? Dov'θ ? - Sono andata nel suo campo.
Mentre tu sei in ansia per il tuo popolo,...
..lei si reca nel campo nemico per tramare contro di te !
- Non θ vero. - Guardie ! - Non θ vero, padre mio !
- Figlia indegna ! - Non credere a lei.
- Imprigionatela ! - Come, la principessa Nefertite ?! - Sμ.
- Padre, credi dunque a lei ? - Ma io non...
Sono la tua sposa, la tua donna, il tuo riposo, mio guerriero.
- Arrestate la principessa. - Tu sbagli, padre !
Povero padre mio !
Adesso va' a riposarti.
- "Adbula, kabdula, cenala, filius", Amon. - Amon.
- Amon, "palos, filobus, benedict filus". Amon. - Amon.
- "Amos, athos, photos"... - Tarantenkemen !
- Che c'θ ? - Smettila con questo incenso.
- Quante volte devo dirti che io sono "incensurato" ? - Va bene.
Cos'θ ?
Grazie.
- Cosa fai ? Stai quasi cadendo ! - Pesa, devo abituarmi.
- Tarantenkamen, hai messo la corazza ? - No.
- Mettetegli la corazza ! - Perchι ? - Si avvicina l'ora del cimento.
- Mi devo armare anch'io ? - Sμ, questo non θ un semplice cimento.
- E che cos'θ ? - E' un "cimento armato". - Cimentati tu !
Ho sempre diviso tutto con te, anche in questo frangente...
..voglio dividere con te onori e glorie !
- Hai messo la corazza ? - Sμ. - Ti sei corazzato ? - Sμ.
Allora si parte ! Signori, "in corazza" ! Via !
Datemi qualcosa per affilarmi i denti.
Un masso per sciogliermi i muscoli pettorali.
Questo sassolino θ un insulto ! Ne voglio uno piω grosso !
- Ma sono i tuoi uomini ! - Ah, giΰ, θ vero.
Maciste, il nemico avanza ! Dobbiamo fare un piano di battaglia !
- Maciste, stai pensando ? - No. - Allora perchι stai cosμ ?
- Non chiedermi di pensare, non ci sono abituato ! - Va bene. Ascolta.
Totokamen guiderΰ l'esercito tebano.
Alle spalle avrΰ la cavalleria e la fanteria. E' la strategia normale.
- La adottiamo anche noi ? - No. Tu resterai in fondo allo schieramento.
Perchι ? Voglio scontrarmi subito con quel cialtrone !
Ricordati che θ il figlio di Amon !
Se dovrΰ superare la cavalleria e la fanteria,...
..quando arriverΰ da te, sarΰ spompato. Capisci ?
- No. - Lo sapevo. Non fa niente. Segui i miei consigli e andrΰ bene.
- Allora, tu... - Presto, il nemico arriva ! - Ah, θ l'ora !
Ricordati, fermo nelle retrovie. Totokamen cadrΰ nella trappola.
Versi aggressivi
Tebani, salutate in Totokamen il condottiero dell'impero !
To-to-ka-men ! To-to-ka-men !
TEBANI DI TEBE, SOLDATI, RICHIAMATI, RIFORMATI...
- No, i riformati no. - I RIFORMATI NO.
QUELLI RESTINO A CASA.
VI HO RADUNATI IN QUESTO PUBBLICO DESERTO...
..PER ANNUNCIARVI CHE L'ORA DELLA RISCOSSA E' GIUNTA.
POPOLO DI TEBE, VUOI COMBATTERE CONTRO L'ASSIRO,...
..SECOLARE NEMICO DELLE NOSTRE GENTI ?
- Sμ ! - BENE. HAI FIDUCIA IN ME... Mannaggia la miseria !
- Vai. - ..COME TUO CONDOTTIERO ? - Sμ ! - Bravo, vai forte.
POPOLO DI TEBE, SAI TU CHE LA GUERRA COMPORTA...
..TANTI SACRIFICI E OGNI GENERE DI "PRIVATIVE" ?
- Eh, θ arrivato il tabaccaio ! - E' ARRIVATO IL TABACCAIO ?
- No ! - Non θ arrivato. Non si fuma. - Vai avanti !
TEBANI... TEBANI...
- Tebani ! - Giornali ! - Giornali ! - Cestini da viaggio !
- Non siamo mica alla stazione ! - Vai avanti col discorso !
TEBANI, ABBIAMO LANCE, SPADE, FRECCE, MORTARETTI...
- "Tric e trac" e "castagnole". - "TRIC E TRAC" E "CASTAGNOLE".
E CON QUESTE ARMI POTENTI...
..NOI SPEZZEREMO I RENI...
- A chi ? - A MACISTE E I SUOI COMPAGNI. - Bravo !
- A ROCCO E I SUOI FRATELLI ! - No. Grida di entusiasmo
- VALOROSO SOLDATO TEBANO, MIO PADRE DA LASSU'... - Attento.
..TI GUARDA E TI PROTEGGE.
- "ARMIAMOCI E PARTITE." IO VI SEGUO DOPO. - Ma che dici ? - Stai zitto.
- Avanti ! - Via.
Via.
Hai rovinato tutto con quel discorso che hai fatto.
- Andiamo, Maciste ci aspetta. - Aspetta te, non me. - Pavido !
Vieni con me, se vuoi raccontare ai posteri lo scontro tra due giganti.
Sμ. Avviati a piedi, io ti seguo col cocchio.
Porca miseria, questi combattono !
Vicegenerale, vuoi l'onore di abbattere questo soldato assiro ?
Il mio grado non me lo permette, io posso abbattere da colonnello in su.
Fai tu che stai andando bene.
Vicegenerale, ho visto un generale nemico laggiω.
- E' andato di lΰ ? - Sμ. - Io vado di qua. Grazie per l'informazione.
- Ma dove vai ? Sbagli strada ! - Impicciati dei cavoli tuoi !
Tieni, brutto schifoso ! A te e anche a te ! Vittoria !
Padre, sei con noi !
Eh, no ! Permetti cadavere ?
Tombola !
No, ho fatto cinquina.
Urla di rabbia
DOV'E' TOTOKAMEN ? QUANDO ARRIVA ?
- Presto. Ora si sta battendo con la nostra avanguardia. - NON RESISTO !
I MIEI MUSCOLI VIBRANO. SE NON MI SFOGO, SCOPPIO.
Allora va'. Totokamen combatte da un pezzo, speriamo sia stremato.
Eccomi, Totokamen ! La tua ora θ giunta !
Versi aggressivi
"Babbo", ti ringrazio !
Vigliacco, voltati...
..e guarda i connotati di chi sta per spedirti all'altro mondo.
Verso di stupore di Totokamen Figlio mio !
- Tuo figlio ? - Sμ. - Sei Amon ? - Macchι Amon ! Sono tuo padre !
- Tu menti per la gola ! - Bellezza mia, guardami !
Sono Sabachi, il tuo babbo emigrato in Assiria quando eri fanciullo.
Tu "rimenti" per la gola ! Mia madre si unμ a un dio !
- L'avrΰ fatto dopo che sono partito. - Non offendere !
- Insomma, non ci credi ? - No. - Ne vuoi una prova ? - Sμ.
- Tu hai un neo ! - Dove ? - A sinistra dell'ombelico.
- E' vero ! Come lo sai ? - Sono tuo padre. - Ah, giΰ !
Urla aggressive di Maciste
- E' il lupo mannaro ? - E' l'urlo di guerra di Maciste. - Urla male !
- Ora cosa facciamo ? - Scappa ! - Tu cosa fai ? - Scappo con te.
- Diserti ? - Sμ. - Nel deserto ? - Sμ. - Diserto anch'io ! Andiamo !
Si salvi chi puς !
Verso di dolore
- Chi va lΰ ? - Mi arrendo ! - Io mi sono giΰ arreso. - Sei tu ?
- Cosa fai ? - Scappo. - Perchι ? - La battaglia si fa cruenta.
- E tuo padre ? - E' scappato. - Ma che dici ? - Dopo ti spiegherς.
- Andiamo, qui avanzano tutti. - Io non avanzo niente. - Nascondiamoci.
- Dove andiamo ? Ci inseguono. - Giΰ.
- Vedo un fusto ! - Maciste ! - No, un fusto d'albero vuoto. - Sμ.
Ficcati ! Ficcati che poi mi ficco io.
Urla aggressive AVANTI ! ALL'ATTACCO !
Ah ! Tu scappi ? Vigliacco ! A noi due !
Divino Amon, so che la spada che hai dato a tuo figlio,...
..si abbatte sui nostri nemici con la potenza della folgore.
Egli avanza con la furia prodigiosa e distruttrice di mille uragani.
- Tuttavia, ti prego di assisterlo ancora. > Potente faraone !
- Vengo dagli spalti della cittΰ. - Racconta ! Avanzano, vero ?
- Dio Amon, ti ringrazio. - No, mio signore, retrocedono.
- Retrocedono ? - Sono giΰ sotto le mura.
- Totokamen resiste ? - Retrocede in testa a tutti. - Retrocede ?
Allora Tebe θ perduta ! Gli Assiri faranno strage di noi.
Non disperare, siamo protetti da Amon.
Non mi parlare di lui: lo farς cancellare dal calendario !
Va' ! Fai uscire mia figlia dal carcere.
Se dobbiamo morire tutti, voglio che mia figlia muoia con me,...
..vicina a suo padre.
Su, dai. Un faraone che piange ! Devi dare l'esempio.
Comportati con coraggio, come faccio io.
So che sei nobile e fiera, ma non mi dispero per la mia sorte.
- Saprς morire da faraone. - E io da faraona.
- Padre ! Che succede ? - Maciste θ alle porte e l'esercito θ in fuga.
Vieni, figlia mia. Dividi la mia sorte.
Maledetto il giorno in cui Maciste θ fuggito. Quanto tempo θ passato ?
- Domani fa un mese. - Ti sbagli, oggi scade il mese.
- No, ho tenuto i conti ! - Anch'io !
Anch'io, ma l'amore segna il tempo meglio dei calendari.
E' partito il primo, domani θ il 31...
A parte il fatto che siamo in novembre e novembre ha 30 giorni,...
..ma perchι vi interessa sapere se θ passato un mese o no ?
- Ancora poche ore d'effetto. - Di che ? - Volevo dire "d'affetto".
Ancora poche ore d'affetto per te, e poi la fine.
> Gli Assiri !
Stanno arrivando gli Assiri ! Aprite le porte !
- "Chi c'θ, c'θ. Chi non c'θ, non c'θ." < Totokamen ! - Che c'θ ?
Finalmente mi renderai conto del tuo comportamento.
- Cos'θ successo ? - E me lo chiedi ? - Be' ?
Un tribunale di guerra ti giudicherΰ quale disertore.
< A morte !
Oh ! Basta ! Quale "a morte, a morte" ?
Faremo tutti una morte sola, "in condominio" !
- Il tempio diventerΰ un obitorio. - Hai tradito tuo padre ! - No !
- Sei un pusillanime ! - Badi a come parla ! - Ti sei ritirato !
Non sono un "puzza l'anima" ! La mia θ stata una ritirata strategica !
Urla di Maciste
Grida di paura della gente
Urla aggressive di Maciste
> Sappiate che ho solo bussato alla porta, per il momento.
Dove sei, Totokamen ? Dove ti nascondi, "ranocchio del deserto" ?
- Che c'θ ? Chi ti ha chiamato ? - Preparati a morire !
Ti schiaccerς come un insetto. Versi scimmieschi di Totokamen
Verso aggressivo di Maciste
San Gennaro !
Suono del gong San Gennaro !
Non abbatterti, che vai forte. Vedi ? E' giΰ legnoso di gambe !
> Non "incassare". Lavoralo a fegato. - Lavoralo... ? - A fegato !
- Gioco di gambe, finta di corpo e arrivi con "l'uno, due". - Sμ.
- Se il "due" non arriva... - Piglio l'autobus ! - No ! - Cosa piglio ?
- Lo prendi d'incontro. - Come ? - Lo prendi d'incontro. - Io ? - Sμ.
- Sei pazzo ? - Fallo. - Non sono abituato.
- Quando arriva, tu... - Piglio un'accelerata !
- Quando arrivi ? - Domani, e lo frego. - Sono qui dietro. - Sμ.
Perchι li hai interrotti ? Spero che non finisca l'effetto del filtro.
Non li ho interrotti... Suono del gong
Versi aggressivi di Maciste Eccolo !
Ho detto che sei morto !
> E' inutile che scappi ! Ora ti agguanto per il collo e vedi !
(Figlio di un cane !)
Ah ! Sei lμ, vigliacco ! Ah !
< Stai fermo, mi fai cadere !
Cosa fai lassω ? Fermati !
- Scendi ! - Non posso, non ho tempo !
> Devi scendere, se vuoi combattere. Avanti ! Scendi, se hai fegato !
- Dai ! Vieni giω ! - Non sono fesso ! - Ah !
- Vieni su ! < Devi scendere ! Non mi abbasso a salire da te.
AH ! Allora ti farς scendere io !
> Spacco tutto e vedrai !
- Maciste ! - No ! - Amore mio, come ti senti ? Ti ha fatto male ?
Amore, dove sono ? Che θ successo ? Non ricordo piω niente.
Non cercare di salvarti dicendo di non ricordare.
- Tu hai tradito. - No, θ falso ! Lo giuro ! - L'hanno stregato.
- Sono stati loro ! - No, θ stato lui ! - E' stata lei !
- Cosμ mi amavi, figlia della luna ? - Dov'θ Totokamen ? - Giΰ.
Dov'θ Totokamen ? Dov'θ il mio salvatore ? Totokamen !
Totokamen canticchia
- Ehi ! Tarantenkamen, sveglia ! - Eh ? - Guarda cosa fa Edoardo !
- Cosa c'θ ? - "A lavar la testa all'asino, si perde il sapone".
Hai insegnato al tuo asino a mangiar le uova ? Ora siamo senza pranzo.
E' colpa tua, perchι vuoi fare sempre come ti pare e piace !
Stavamo cosμ bene ! Eravamo nelle grazie del faraone, avevamo tutto !
- Non capisco perchι hai voluto andartene. - Non lo capisci ? - No.
Siamo vagabondi ! La nostra vita θ all'aria aperta. Siamo indipendenti.
- Abbiamo avuto la fortuna di domare Maciste ! - Millantatore !
- L'ho domato io ! - Tu o io θ la stessa cosa. - Come sarebbe ?
- Fai tu i salti ? No, li faccio io ! - A proposito di salti...
- Toglimi una curiositΰ. - Piantala.
- Hai sempre avuto i piedi piatti. - Non offendere.
Sei un poltrone, per farti venir via ci volevano le tenaglie.
- Cosa ti ha fatto fare quei salti ? - Il coraggio della paura !
- Piglia la pentola. - Non ci avevo pensato ! - Andiamo, Edoardo.
- Non si chiama Edoardo, si chiama Francesco. - Si chiama Edoardo.
Gli cambia il nome e poi dice che non cammina ! Vai piano.
(Cosμ come era apparso, misteriosamente,...)
(..Totokamen il divino, lasciς la terra d'Egitto.)
(Si pensa che abbia raggiunto suo padre sul carro alato del sole.)
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