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Andiamo!
(SARRACINO FISCHIETTA)
Accidenti! Che disgraziati! Mi hanno rubato la macchina!
- Era un'auto rossa? - Sì. Ha visto i ladri?
- No, l'auto. Ho parcheggiato lì. - Cosa ci stanno a fare le guardie?!
In questa strada non passano né guardie diurne né notturne!
Pensano solo a fare contravvenzioni!
- Comunque gliela troveranno. - Sì, senza ruote, batteria e radio!
- Se pesco quei delinquenti... - "Gli mette il sale sulla coda"?
- Io li prendo senza sale! - Denunci subito il furto al commissario!
Il commissario sono io!
Il commissario si è fatto fregare la macchina!
- Hai mai fatto il piantone? - Signornò. Cosa devo fare?
Nessuno deve entrare dal commissario senza prima essere annunciato.
Rispondi "Comandi" quando ti chiama.
(balbettando) Sono di fresca nomina, al primo giorno di servizio...
Mamma mia...
- È buono il commissario? - Dipende.
Se ha dormito bene, è una brava persona. Eccolo.
- Buongiorno, dottore. - Buongiorno, dottore.
- Bene, sembra tranquillo. - (Sarracino) Di Sabato!
Ha dormito male. Vieni, ti presento.
(Sarracino) Avanti!
- Ha chiamato? - No!
- Strano, avevo sentito... - Allora perché me lo domandi?!
Noi ci perdiamo in chiacchiere mentre i ladri rubano le auto indisturbati.
- Recrudescenza. - Chi è? - Agente Pappalardo, di fresca nomina.
- Cos'hai detto? - (balbettando) Recrudescenza.
- Ha l'asma? - No, è balbuziente. - E lo mandano qui da me?
- Non deve esserci questa recrudescenza, capito?! - Signorsì!
(PAPPALARDO ASPIRA) Ha un aspirapolvere in bocca?
- Parla con il risucchio. - Non deve farlo. Non risucchiare!
- Bisogna sorvegliare! Soprattutto le auto! - È una parola...
- Se le mettessero in garage non le ruberebbero. - Non me ne parlare!
Invece sono "pidocchiosi", vogliono risparmiare!
"Pidocchioso" sarai tu, capito?!
Io lascio la macchina in strada perché il garage è lontano!
(PAPPALARDO ASPIRA) Zitto, per carità!
- Non dicevo a lei, chi oserebbe rubarle l'auto? - Me l'hanno rubata.
- Anche il Pinocchietto dietro? - Sì!
- Esigo che me la ritroviate integra, senza un graffio! - Provvederemo!
Telefonate ai vigili urbani, ai commissariati, ai pompieri!
Chiamate la stradale, bloccate strade, autostrade, confini!
- Dichiariamo guerra? - Sì, ai "topi" d'auto!
Portatemeli qua, voglio guardarli in faccia uno per uno!
(SARRACINO GEME) Quella cosa chi l'ha presa?
Vai a prendere quella cosa sulla mia sedia. Sono dolori, vi compatisco.
- Anche lei ne soffre? - Sì, per questo mi sono permesso di usarla.
- Non deve farlo, la mia è personale, ci tengo. - Eccola qua.
- Me la sono fatta fare su misura. - Per questo non mi ci trovavo.
Ecco fatto! La vita acquista tutto un altro aspetto!
A proposito, ha mandato a ritirare alla dogana quel mio pacco...
- Il pacco con le supposte? - Sì. - Ho mandato un agente. - Bravo.
- Vediamo le novità. - Eccole.
Ubriachezza molesta, una contravvenzione al foglio di via,...
..una rissa con ingiurie e percosse in via... "Biscio"...
"Biscio"? Nel nostro rione esiste una via che si chiama "Biscio"?
- Non mi risulta. L'ha scritto lui. - Posso? - Un momento.
(balbettando) È la prima traversa di via Garibaldi.
- Si scrive Bixio, Nino Bixio! - Appunto.
L'appunto te lo faccio io! Bixio si scrive con la "X"!
- (balbettando) Come la schedina... - Non aspirare!
- Per cortesia, non fatelo parlare! - Stai zitto!
- Questore! - Dove va?! - Presidente della repubblica!
Qui non c'è nessuno, siamo abbandonati!
- (balbettando) Questo è il commissariato! - Questo balbetta...
- Vuole parlare col commissario? - Dov'è? - Nella sua stanza. - Bene.
- Dove va? - Dal commissario! - Non è quella la sua stanza!
- E qual è?! - Calma! - Come faccio? Vogliono ammazzarmi!
- Allora parli con il brigadiere. - Che c'è?
- Siete il brigadiere? - Sì, Di Sabato.
Non posso aspettare fino a sabato.
- È il mio cognome! Che c'è? - Niente. - Allora perché siete qui?
Mi vogliono ammazzare! Assassinio premeditato!
- Calma. - Se ci penso... - Venite, andiamo dal commissario.
- Sono in un bagno di sudore. - Volete entrare con l'animale?
- Avete detto: "Venite". - Appoggiatelo lì. - No!
- Affidiamolo a lui. - A lui?
- Poi non mi parla più, ho bisogno che abbia la lingua pulita. - Su...
Un momento. Gennarino? È confuso, non capisce più niente.
Non dimenticare ciò che mi hai detto, ho bisogno di te come testimone!
- (pappagallo) Testimone! - Esatto. Andiamo.
- Chi c'è qua? - Come? - Di chi è la tana, chi ci sta "attendato"?!
Attentato? Qui c'è il commissario!
- Che ci vuole a bussare? - Busso io. - Togliete il cappello!
- Togliete il vostro! - Mi vogliono ammazzare, non levo il cappello!
- Dite: "Permesso". - Permesso? - Avanti.
- Lo dite voi? - L'ho sentito. - Io no!
Che succede?! Questa non è un'osteria! Di Sabato!
Chi strilla?! Di Sabato!
(GRIDA CONFUSE)
- Il signore è qui per una denuncia. - L'avete perquisito? - No.
È schedato? Le impronte digitali? È recidivo? È un evaso? Chi è?!
- È un'emergenza! - Si tratta di un assassinio!
- E me lo porti senza manette?! - Ma per carità! - Assassino!
- Volete farmi ammazzare in manette? - Chi vi ammazza?
- Vogliono ammazzare me! Toglietemi le manette! - Non le ha!
- Vogliono ammazzarla? - Sì! - Sono contento! - Ah, sì?
"Mi invita a nozze", io scopro gli assassini!
- Mi fa piacere, sono qui per questo. - Non si muova.
Di Sabato, mi sembra un tipo strano, tienilo d'occhio.
Se ti chiamo, dagli una botta in testa e mettilo a tacere.
- Ho sentito! - Non riguarda lei! - Ora mi ascoltate?
- È sicuro che vogliono ammazzarla? La calunnia è un reato. - Giuro!
- Chi vuole ammazzarla? - Il veterinario! - Ah, sì?
Dopo che gli ho dato l'auto, l'appartamento,...
..conto in banca, pellicce, abiti, gioielli!
- Al veterinario? - E perché? - Capisco. Questi sono tipi strani.
Invece di farsi curare da un medico, si fanno curare dal veterinario,...
..al quale fanno poi dei regali.
- Mi avete preso per una bestia? - Solo una bestia va dal veterinario.
- Ma non li ho dati al veterinario! - E a chi?
A quella traditrice di mia moglie!
- Non è chiaro. - Le ho dato tutto ciò che voleva!
- Se voleva un posacenere di diamanti io glielo prendevo. - Addirittura?
"Voglio il portasigarette d'oro tempestato di rubini",...
..e io glielo prendevo!
- "Voglio l'accendino d'oro"... È d'oro? - Sì.
- Io glielo portavo e lei lo prendeva! - E lei lo posava!
Di Sabato, questo è un cleptomane, tienilo d'occhio. È un mariuolo.
- Ho sentito. - Seduto! Cosa fa?! - Ha detto: "È un mariuolo"!
- Sono cose che non la riguardano. - Allora mi stia a sentire.
- "Voglio l'uccello a tre teste", e io glielo portavo. - A tre teste?
"Voglio la scimmia", e io gliela portavo.
- "Voglio la bestia rara", e io gliela portavo. - Dottore!
È un esempio, non ti arrabbiare. Sei una bestia rara? No!
- La mia casa era diventata uno zoo, e sapete perché? - No.
Perché a lei serviva un pretesto per portare una bestia dal veterinario!
Senta, "veniamo al nocciolo".
- Dov'è? - Cosa? - Il nocciolo.
"Veniamo al nocciolo", non mi faccia arrabbiare, ho da fare!
Anch'io, questi mi vogliono ammazzare! Veniamo al fatto!
- Veniamo al fatto! - Ma quanto parla questo!
- Lo lasci parlare. - Deve proprio? - È il mio braccio destro!
(piangendo) Stamattina mia moglie è uscita con la banale scusa...
..di portare il cagnolino dal veterinario.
- Non pianga. Ripeta, non ho capito. - Ho il cuore in gola. - Ripeta!
Stamattina mia moglie è uscita con la banale scusa...
..di portare il cagnolino dal veterinario.
Ci sono! Hai capito cos'ha fatto la moglie?
- Lei è un disgraziato, un infelice! - Cos'avete saputo?
La moglie è uscita con la scusa della banana e l'ha portata al veterinario.
- Il regaluccio... - Ha portato...? - Ma come, gli porta una banana?
Chissà perché gliel'ha portata! Quante cose non so!
- Le donne sono "occulte"! - Sciagurata!
- Stamattina mia moglie è uscita con la banana... - Sì, con la banana.
- Chi ha detto "banana"?! - L'ha detto lei. - No, lui!
- lo?! No, l'ha detto lui! - Non è mica sordo!
Prefetto! Federale! Insomma, come dite voi...
- Sono un commissario, non offendete. - Voglio parlare a quattr'occhi!
- È una richiesta ufficiale? - Signorsì! - Io l'accolgo.
- Di Sabato, vieni qua. Lui prima ha detto... - Ha detto "banana"!
L'ho sentito anch'io, ma adesso ritratta.
- Ritratta la banana? - Stai pronto per la botta in testa.
Senta, forse abbiamo una prova che sua moglie la tradisce: la banana.
- Ci risiamo! - Ma la prova che vogliono ucciderla, chi ce la dà?!
Gennarino mi ha detto: (con tono acuto) "Ti fanno fuori!"
- Chi è Gennarino? - Il testimone chiave!
- Lo mandi subito a chiamare! - È qui, l'ho portato con me.
- Lo porti qui! - Sì!
Ma non fategli un interrogatorio "di terzo grado", perché non reggerebbe.
Ora mi insegnate come si fa a interrogare?!
- Per farlo parlare, dovete fargli una grattatina sulla testina. - lo?!
Se non parla, dovete farla sulla pancina.
Davanti però, so no si commuove e fa i bisognini in mano.
- A me? Al commissario? - Sì. - Chi è questo "fetente"?!
- Gennarino, il mio pappagallo. - E io dovrei interrogarlo?!
Ma lei ha le pigne in testa?! Di Sabato, caccialo via!
- Dottore! - Di Sabato! - Lasciatemi prendere Gennarino!
- (pappagallo) Cornuto! - Mettetelo a verbale, ha detto "cornuto"!
- Via, via! - (pappagallo) Cornuto!
Non c'è libertà né democrazia! Siamo abbandonati! Viva il popolo!
Io dovrei interrogare un pappagallo? In che mondo viviamo?
(SQUILLI DEL TELEFONO)
Pronto? Commissario Sarracino!
Commissario, è lei in persona? Sono il commendator Lancetti.
Dovrebbe venire subito da me, ho ricevuto una lettera minatoria.
Via Turati 25. La prego, venga lei, si tratta di una minaccia di morte.
(SIRENA)
- Calmati, Filippo. - Tutto si sistema.
- Credi? - Basta pagare. - Certo, basta pagare!
Per lui è facile, i soldi sono i miei.
- Lui fa parte della famiglia. - Sono tuo cognato.
Purtroppo. Ma io ho sposato lei, non te.
"Ha un piede nella fossa" e pensa al denaro.
- Ma che dici?! - Se non paghi, quello t'ammazza!
- Credi? - Non ricordi di quello fatto a pezzi perché non ha pagato?
Poi mi dici di stare calmo! Ma lo capite che si tratta di 5 milioni?!
Sai in quale girone dell'inferno finiscono gli avari?
Vicino a quello dei parassiti come te!
- Non maltrattare questa creatura. - Quale creatura? - Lui!
Ah, lui! Povero "cocco"! (CAMPANELLO)
- Eccolo! - Sarà il commissario. - Non c'è pace, vado a leggere fuori.
- Posso prendere la tua Mercedes? - Fa' pure. - La mia 600 non va.
- Non va mai. - Bisogna rifarla. - Ma certo. - Ti prego, Filippo.
- Eccolo! - Manette? - Ma no! Commendator Lancetti?
- Magari! Io sono il cognato. - Ah, bene. - Sono io Lancetti.
- Grazie di essere venuto. - Prego. - Le presento mia moglie.
- Piacere. Il mio brigadiere. - Ci aiuti. - Sono qui per questo.
"Lancetti, so tutto di te, vita morte e miracoli."
"Se vuoi evitare uno scandalo, lunedì deposita 5 milioni in banconote..."
"..nel cestino del terzo lampione da sinistra di viale Tiziano."
"Uno che ti conosce molto bene."
- Ora che siamo soli e la signora non ci sente... - Dica.
- Ci vuol dire che cosa nasconde? - Niente.
- "Chi non ha peccati scagli la prima pietra." Scagli questa pietra. - Su.
Non saprei dove scagliarla.
La mia vita si svolge tutta tra lavoro, casa e chiesa.
- Durante questo tragitto tra casa e chiesa... - E chiesa e casa!
- Qualche avventura... - No. - Un'amante... - No, no. - Su!
- Commendatore, si confessi al suo commissario! - E al brigadiere!
Vi garantisco che alle donne non ci penso nemmeno.
- Ho capito. - Cosa? - No, niente. Hai capito, questo è... - Già.
- Cosa intende dire? - Queste cose vanno a finire così.
- Frequentava quell'ambiente, ma resisteva. - Quale ambiente?
Poi, contro la sua volontà, ci è cascato.
- Eccone un altro. - Aumentano! - Non capisco, si spieghi!
- Ci capiamo noi! - Ah, ora ho capito anch'io.
Guardi, io sono un marito esemplare e un lavoratore onesto.
- "Ha sbagliato strada"! - Ha sbagliato lei, non noi!
Io sono un impresario edile e non...
(SQUILLI DEL TELEFONO) Dev'essere il ricattatore.
- Fermi tutti! - Risponde lei? - No, lei! L'autorizzo!
Pronto?
(con voce nasale) Sono io, carogna. Hai fatto male a chiamare la polizia.
C'è chi sorveglia la tua casa, so tutto. Porta i soldi o t'ammazzo!
Va bene, farò come dice lei.
- Cos'ha detto? - Ha saputo che ho chiamato la polizia. - Bene.
Ha detto che se non vado da solo a portare i soldi, mi ammazza.
- Ci vada! - E se mi ammazza? - Lo lasci fare, poi interveniamo noi.
- Commissario... - Non ha capito. - Interveniamo prima!
- È disposto a collaborare con la polizia? - Sì. - Bene!
Al lavoro.
- Stia giù. - Non ne posso più di stare qui dentro. È indispensabile?
- Ha accettato di collaborare, quindi collabori! - Devo farlo qui dentro?
- Guardi dal buco. - E cosa devo fare?
- Se vede un sospetto, mi avvisi. - Va bene. - Giù!
- Vada piano! - Giù! Porca miseria!
- Commissario! - Che c'è? - Non vedo nessuno! - Stia giù!
C'è un tipo sospetto che si avvicina.
- Dov'è? - Vicino al lampione, lo vede?
(Sarracino) Sì, eccolo.
- Fate l'indifferente. - Lo vede? - No, non vedo nessuno!
- Non lo vede? - No! - Raddrizzagli il buco.
(SARRACINO FISCHIETTA) (Lancetti) Eccolo! Lo vedo bene!
- Lo conosce? - No! - Allora è una fregatura.
- Cosa fate qua? - Scopiamo. - Ah, scopate! - Sì.
- Dite di scopare! Quella cos'è? - Cos'è? - Quella cosa dei cavalli.
- Proprio così. - (Lancetti) La cosa dei cavalli no!
- Chi ha parlato? - Il mio collega. - lo!
- Manette? - Non ancora, non abbiamo le prove.
- Che cosa bofonchiate? - E allora? Lei chi è? Cosa vuole?
- Dovete fare il vostro dovere! - Lo stiamo facendo!
- Sono un funzionario della nettezza urbana. - Ah, sì?
- Mettete quella roba nel bidone! - È un "mondezzaro"! - Già!
- Vai! - Posso caricare? - "Mondezzaro"?! - Sì.
- Vedrete che guaio vi faccio passare! - Non si arrabbi.
- Aprite! - Ah! Aiuto! - Stia giù!
- E quello chi è? - Io sono il commendator Lancetti!
- Avete visto? - Lo dica a tutti! - Cos'è questa buffonata?!
Io sono un commissario di pubblica sicurezza in servizio!
Per colpa di questo signore è andato a monte un appostamento!
- Per forza, mi butta addosso quella roba! - Quella roba porta fortuna!
- Vorrei vedere lei al mio posto! - Se non collabora, è tutto inutile!
- Andiamo! - Mi scusi! - Venga fuori! - È una parola!
(Lancetti) Mi aiuti!
- Sei qua tu? - Ora cosa facciamo?
- Agiremo per conto nostro. - Forse è meglio.
- Fa' mettere sotto controllo il telefono di Lancetti. - Va bene.
- Novità? - Deve andare lei alla dogana, quel pacco è stato fermato.
- Perché? - Perché è roba sospetta.
- Chi lo dice? - L'ispettore Mastrillo. Pare sia un pignolo.
- Si accomodi. - Grazie.
- Carlini! - Comandi, ispettore! - (ridendo) Venga, venga.
- Annusi. - Come? - Annusi! - È profumo.
Francese! Se non me ne accorgevo, lo faceva passare per "bergamasco"!
- Voleva dire "bergamotto"? - Non stia a sottilizzare!
Non possiamo aprire tutti i pacchi.
Io ne apro uno ogni tanto, quando "subdoro"! Nessuno mi fa fesso!
- Applichi la multa. - Subito.
Chi è questo signore? Non posso perdere tempo!
- È il commissario Sarracino. - Permette, commissario Sarracino.
- Tanto piacere. - Molto lieto. - Fortunato sono io. - Io, io.
- Dottor Mastrillo, ispettore di dogana. - Molto lieto.
- Qualcosa non va? - Sì, mi avete fermato un pacco, non capisco perché.
- Chi si è permesso? - Quel pacco dalla Svizzera. - Sì.
- Lo vada a prendere. Subito. - Grazie, dottore.
- È suo? - Sì. - "Brevo"... - In effetti ho poco tempo.
- Intendo dire, mi compiaccio. - Ah, "bravo"! Avevo capito "breve".
- Si accomodi. - Grazie. Ecco fatto.
- Dottor Sarracino... - Non ha... - La sedia? - No, lasci perdere.
- Ecco fatto. - Lei si fa arrivare i pacchi dalla Svizzera!
- E fa il commissario? - È proibito a un commissario? - Altroché!
- È questo? - Sì. Adesso ci facciamo quattro risate!
- Perché dal pacco esce il pulcino? - Che spiritoso!
- Lei sa leggere? - Cioè? - Può leggere anche senza occhiali?
- Io leggo comunque. - Ora ridiamo, legga cosa c'è scritto.
- C'è una barzelletta? - Non faccia lo spiritoso. Cosa c'è scritto?
- "Effetti personali usati". - Bene, ci siamo!
Lei mi insegna che "effetti personali" sono:...
..camicie, cravatte, colletti, mutande e pedalini!
- Dove sono queste cose? - Ha ragione, ma...
Qui ci troviamo di fronte a delle scatolette "chiose"!
- Scatolette...? - "Chiose". - Non è possibile. Permette?
- Queste sono svizzere. - Ma sono "chiose". - Ma non vedo...
- Sono ermeticamente "chiose"! - Ah, chiuse! - Non sottilizzi!
Scatolette ermeticamente chiuse con una scritta in tedesco:...
.."Contenente apparentemente medicinali".
- Nessuno mi fa fesso! - Ma nessuno vuole farlo fesso!
- Non c'è bisogno, lei è già... - Vuole dire che lo sono? - No...
Potrebbe trattarsi di morfina, marijuana, "cacaina"!
- Dove sta questa "cacaina"? - Qui dentro. - E chi l'ha fatta?
- In Svizzera. - Allora uno svizzero ha fatto... Voleva dire "cocaina"!
- Cos'ho detto? - "Cacaina". - No, "cacaina".
- "Cacaina", ho sentito bene! - Vuole insegnarmi l'italiano?!
No, è questione di lingua. Garibaldi, cos'hai fatto?
- Cosa dice? - Parlo con un amico. - Lo lasci stare! - Basta!
Ispettore, cosa crede?! Sono un commissario, non un "Pinco Pallino"!
Adesso contrabbando cacca... cocca...
- Non si inalberi! - Invece sì, lei insiste! Non sono un delinquente!
Non sarà morfina, marijuana o "cacaina". Mi dica lei cosa c'è.
- Cosa c'è? - Sì, cosa c'è? - È un medicinale.
Questo l'abbiamo assodato. Ma di che medicinale si tratta?
- O santo... Permette? - Che c'è?
- Non voglio... - Dica. (SARRACINO FARFUGLIA)
- Ha parlato? - Non ha capito? - Farfuglia! Cosa dovrei capire?
(SARRACINO FARFUGLIA)
- Non la capisco, cosa dice?! - Sto parlando sottovoce!
- Lo mandi via questo. - Va bene! Bastava dirlo chiaramente!
Carlini, va' a fare altre cose. Ecco, chiudiamo anche la porta.
Vuole dirci questa cosa confidenziale?
- Mi scusi, prima ho avuto un po' di soggezione. - Capisco.
Con me può parlare liberamente, sono un uomo!
- Come, prego? - Sono un uomo! - Ah, sì? - Ah, no?
- No, dico, è un uomo come me, quindi che vergogna c'è? - Bene. "Dong"?
- Cosa? - "Dong", dica! - lo? Sì: "Don".
- Dica! "Dong"! - "Don"!
- Dica, "dong"! - Più alto forse? "Don"!
- Non deve fare la campana! Dica! Parli! - "Dunque"! - Sì!
- Diceva "don"! - Se dico "dong", dico "dong"! - "Dico-don-dico-don"!
- Mi prende in giro? - Non mi permetterei.
- Su, non ho tempo da perdere. - Neanch'io. - Si sbrighi.
Deve sapere che ho una piccola "afflizioncella".
Devo assolutamente...
Devo ricorrere a quelle svizzere, quelle italiane non mi fanno niente.
Nemmeno a parlarne, quelle svizzere invece...
- Non capisco cosa vuole dire. - Non capisce? - No, fa solo...
Lei mangia tutto?
- Mangio regolarmente, come ogni cristiano. - Beato lei.
Quindi quando è quel momento... (VERSO DI SODDISFAZIONE)
- Se ho mangiato bene sono soddisfatto! - La invidio.
Io invece devo mangiare in bianco, e nonostante questo...
Allora... la "svizzerotta". Ha capito?
Mi dispiace, non ho capito niente.
- Supponiamo... - Con me deve parlare di cose reali! Niente supposte!
Supposte! Me l'ha tolta di bocca!
Per soggezione non osavo nominare questo aggettivo.
- Lì dentro ci sono le supposte. - Le supposte! Il farmaco! - Sì.
(MASTRILLO RIDE) Che scherzoso! Spiritoso!
- Per questo faceva così col dito. - Sì, perché capisse...
- (ridendo) Ah, commissario! - (ridendo) Sembra una barzelletta!
Mi dispiace, supposte o non supposte, una piccola multa gliela devo fare.
- La pago, non cascherà il mondo! Quant'è? - 37.000 lire.
- È rimasto paralizzato? - Ha detto 37.000 lire? - Sì.
- Scherziamo? - C'è la frode. - Ma quale frode?!
- C'era scritto "effetti personali". - Non mi faccia arrabbiare!
Lo sa che ho contratto questa afflizione a causa del servizio,...
..stando delle ore seduto dentro una "pantera" o dietro una scrivania!
Correre avanti e indietro, "dormire peggio, mangiare male"!
Sempre al servizio dello Stato! Sono supposte parastatali!
Statale o parastatale, le supposte non le mette se non paga la multa!
Certo, ti do 37.000 lire così sull'unghia!
Non a me, allo Stato! Badi a come parla!
Io vivo del mio stipendio, che si sappia una volta per tutte!
Anch'io, cosa crede?! Non mi è mai successa una cosa del genere!
Le altre volte cosa le è successo?!
- Me ne sono arrivati centinaia di questi pacchi! - Bravo!
- "Bravo" un corno! - Allora deve pagare cinque volte l'ammenda!
- Ah, sì? - Sissignore! - Allora se le tenga lei!
- Non ho bisogno di supposte! - Ora no, ma soffrirà come soffro io.
- Badi a come parla! - Lei è cattivo!
Certe cose sono in agguato, e quando spuntano,...
..lei farà i saltini e saranno dolori!
Carlini, lo porti fuori!
Vorrei sapere chi ha fregato la macchina del commissario!
Lavoravamo tranquilli e andiamo "a tirare la coda al can che dorme"?
È un forestiero o un principiante.
Comunque mi ha fatto perdere mezza giornata! Ecco il commissario!
(VOCIARE CONFUSO)
Silenzio! HO DETTO: "SILENZIO"!
- Deve parlare il commissario! - Qui stiamo perdendo tempo!
- "Sorcio", sta' zitto! - È lui! - Come sempre!
Ragazzi, che facciamo? Questa macchina viene fuori o no?!
Non può essere uno di noi! Noi siamo professionisti seri!
Rubiamo l'auto a una "madama"?!
Io non sono una "madama", capito?! Sono il signor commissario!
Noi sappiamo tutti i numeri di targa dei funzionari di polizia!
La mia me l'hanno data da pochi giorni.
Noi siamo aggiornati! Ditegli la targa!
(insieme) Commissario Sarracino, Auto FIAT 1100 ultimo tipo,...
..rossa bordeaux, foderine rosse,...
..radio e accendisigari elettrico, pupazzo Pinocchio,...
..targata Roma 566491!
Di Sabato, ha capito? Scommetto che il numero di targa lei non lo sa.
Se vi serve un'auto, ve la troviamo noi!
- Una Jaguar, una Cadillac, una Mecedes... - Io voglio la mia!
- Dovete farmela trovare davanti al portone di casa! - È difficile!
Per te no! Ricordi quando rubarono l'auto al presidente Batista?
Gliela trovasti in 10 minuti! Un po' di buona volontà!
Per ricompensa, ti faccio parlare con l'avvocato prima di sbatterti dentro.
Al lavoro! Voglio la macchina! (VOCIARE CONFUSO)
Allora, io e te alla Garbatella!
Il "Duo Monnezza" al Trullo e "Il Zozzone" a Porta Portese!
Ho perduto la fiducia, la macchina non la trovo più.
Abbiamo incaricato ladri specializzati, internazionali!
Chissà in quale nazione del mondo è finita!
- Posso parlare? - Parla. - Cosa devo dire?
- Hai chiesto di parlare. - Non ero io. - E chi era?
Ancora lei in mezzo ai piedi?!
- Non ne posso più! Chi l'ha fatto entrare?! - Io no.
- Questo poveraccio non c'entra! - Come, "poveraccio"?!
- Ho trovato aperto. - E perché è entrato?!
- È un ufficio di ordine pubblico. - E se io stavo facendo qualcosa?
- Cosa si fa in un commissariato? - Che cosa? - Mi volete sentire?!
- Io la mando al manicomio! - In manicomio?
- Di Sabato, chiama il manicomio! - Telefono al manicomio! - No!
Con tutti i guai che ho oggi! (VOCIARE CONFUSO)
- Lei non deve tornare più qui! - Ho capito!
L'ho già cacciata una volta! Devo cacciarla di nuovo?!
- Una volta ho avuto pazienza, la seconda no! - Cosa vuole?!
- Ho portato le prove del delitto perfetto! - Dove sono? - Qui!
C'è dentro un altro pappagallo? Una scimmia? Un somaro?!
Badate, non sono un somaro!
Ho ricevuto questa boccetta, in cui presumo che ci sia del veleno!
- Da cosa lo deduce? - Da ciò che scrivono i giornali!
- Lasci stare i giornali! Li conosciamo i giornali! - Già.
- Me l'hanno mandato loro! - Loro chi? I giornalisti?
- Mia moglie e il veterinario! - Non capisco.
Sentite che lettera ho ricevuto. Credete che stia scherzando?
- Gli occhiali, maledizione! - Qui bisogna chiamare il questore!
Lasciate stare, a quest'ora chi volete trovare?
Ecco qua! Non distraetemi! "Egregio cavaliere Alfredo Fiore."
- Sono rappresentante di bibite e liquori. - Un "bibitaro".
Ma che dite? Sono un commerciante regolare!
"Alfredo Fiore, rappresentante bibite e liquori, Via Betulle 10, Roma."
"La nostra ditta le offre la rappresentanza..."
- State fermo con i fogli! - Qui sono nel mio ufficio! - Mi distrae!
"..la rappresentanza del nostro bitter, di cui alleghiamo campione."
"La preghiamo di assaggiarlo..."
"..per conoscere il suo parere prima di metterlo in commercio."
- Capito? - Che c'è? È una comunissima lettera commerciale!
- Le offrono un affare! - L'affare volevano farlo loro!
Hanno pensato: "Questo lo assaggia, e se ne va al Creatore!".
Poi avrebbero fatto il comodo loro!
- "Loro"! Ma chi sono questi? - Mia moglie e il veterinario!
- Ah! Questa è una sua psicosi! - Psicosi? - È uno "psicopàta"!
Comunque lascio qui la boccetta e voi dovete farla analizzare!
È un mio diritto e sopratutto un vostro dovere!
Io rispetto la Costituzione! Voi siete al servizio del popolo!
Con i soldi delle tasse mangiate voi, Di Sabato, di domenica!
Vi comprate case, pellicce, gioielli. So che avete comprato anche l'auto!
- VADA VIA! - VIA!
Ha saputo che ho comprato l'auto!
L'ho vinta al "Telefortuna" e me l'hanno già fregata!
Sì, l'ha vinta al "Telefortuna"!
- Buongiorno, don Amilcare. - Buongiorno.
- Ecco. Posso stare tranquillo? - Se non sta tranquillo un prete...
- Sa, qui c'è un viavai di ladri... - Per questo ci siamo noi. - Già.
Mio caro don Amilcare, veniamo al sodo: che cosa vuole?
- Le ho portato questo fagottello. - Che roba è? - Apra e vedrà.
È forse l'argenteria rubata tre giorni fa alla signora Arditi?
- Come ha fatto a capirlo? - Questione di naso! - Bravo.
Dove l'ha trovata?
Sull'inginocchiatoio del confessionale.
(SARRACINO RIDE)
Come ha fatto a capire che si trattava di roba rubata?
- Questione di naso. - Anche lei? - Proprio così. - Mi dia il nome.
Evidentemente lei non ricorda che esiste il segreto della confessione.
- Lei confessa che il ladro si è confessato?! - Non confesso.
- Sia gentile, confessi. - Non posso confessare.
Che prete è, se non confessa?
Io confesso in chiesa. Non vengo qui a confessarmi a lei.
- La sua potrebbe sembrare una complicità. - Perché?
Quando ha confessato il ladro, non l'ha visto attraverso la grata?!
Io non guardo, ascolto. Bado all'anima.
- Mi dica il nome dell'anima. - Le anime non hanno nome.
- E chi arresto io?! L'anima... - Rispettiamo le anime, la prego.
Io rispetto le anime, ma voglio il corpo del ladro!
Se la roba è restituita, il ladro non esiste, è esistito.
Sarebbe troppo comoda! Pentirsi non basta, don Amilcare!
Chi ha commesso un reato deve essere punito! Il pentimento non giova!
Permette? Se lei ha un coltello in mano, è un assassino?
- Risponda, è un assassino? - No.
- Diventa assassino se col coltello uccide qualcuno! - Che paragone!
Il coltello io lo prendo per tagliare il pane, per mangiare!
- Evidentemente quello l'ha fatto anche lui per mangiare. - Ah, sì?
Don Amilcare, mi faccia una cortesia: dia un'occhiata a queste foto.
Volentieri.
Bene, facciamo dello sport. Lei va pure a sciare.
- lo? - Sì, si è fatto la fotografia con lo zucchetto di lana.
- Queste sono foto segnaletiche! - Vedo, ha la faccia da delinquente.
- Io ho la faccia da delinquente? - Senza occhiali...
- Li metta e guardi. - Comunque ci somiglia.
- Questo mi sembra di riconoscerlo. - È lui? - Sì, è lui.
- Mi dica il nome. - Giovanni Morbidoni, detto "Mani di Fata".
- Ecco la denuncia. - Ma no, questo non ruba neanche nel quartiere.
Ha il telefono di questo?
- Vuole metterlo in guardia? - No, deve farmi un lavoretto.
Non ho ancora capito che razza di prete è lei.
Arrotonda la questua con qualche colpetto?
La serratura della cassetta delle elemosine si è incastrata,...
..e questo con due dita me la apre subito.
E per tirare il collo a una gallina chiama il mostro della Salaria?
Non faccia l'ironico, per cortesia.
- Questo lo tolga dal fascicolo. - Perché?
- Si tratta di una pecorella smarrita tornata all'ovile. - Ah, sì?
Questa faccia da criminale la chiama "pecorella"? Questo è un "caprone"!
Quando lo incontro, lo arresto "a priori"!
Si beva questa bottiglietta, sta sempre sotto il gomito!
Lei non arresta nessuno! Quella "pecorella" è un impiegato!
- Al ministero? - A cimitero!
(ridendo) Così fa "casa e bottega", ammazza la gente e poi la sotterra.
- Non crede ai ravvedimenti, vero? - Si figuri. - Le confesso una cosa.
- Mi dica. - È una cosa che non sa nessuno. - Mi fa piacere.
- Potrà esserle di insegnamento. - Mi dica, io ascolto. - Grazie.
Da piccolo sono stato per tre anni in un riformatorio.
Ora si spiega tutto! Lei è nato delinquente! Mi scusi, eh?
Poi è stato toccato dalla Grazia ed è capitato qui per mia disgrazia!
Lei non capirà mai niente! Buongiorno!
Che fa, se ne va così? Non mi dice niente?
Cosa vuole che le dica? Pace e bene.
- Pace e bene un... Quasi lo dicevo. - Non lo dica.
Lei mi fa rabbia: a lei i delinquenti confessano tutto e a me niente!
- Si faccia prete. - E lei si faccia commissario.
Se io fossi commissario e scoprissi chi ha rubato l'argenteria...
- Non guardi il dito, guardi me. - Guardo lei.
- Guardando il dito non scopre niente. - Va bene.
- Non lo manderei in prigione. - Perché? - Lasci stare il dito!
Perché è un uomo pentito e non ruberà più.
Invece uscendo di prigione sarebbe avvelenato e condannato a delinquere.
- Viene a farmi la predica?! - Sì.
Anche a me piacerebbe che il mondo fosse abitato da gente per bene!
Mi dica una cosa, se il mondo...
- Ecco il dito! Cosa cerca?! - Mi ero abituato a vederlo!
E dove lo metto? Vuole prendere le impronte?!
- Me lo mette sotto al naso! - Dove devo metterlo? - Se lo metta...
Attenzione, eh! Adesso lo levo e le dico quello che devo dirle!
Che mestiere farebbe in un mondo abitato da gente perbene?
Quello che farebbe lei se non avesse anime da salvare!
- I poli si toccano! - Li stacchi, per piacere! - Non mi faccia male!
- Don Amilcare! - Cos'altro c'è? - Voglio domandarle una cosa. - Dica.
- Lei che sa tutto... - Tutto cosa?
- Lei che ci sta in mezzo, vivacchia... - Io non vivacchio!
- Insomma, bazzica! - Su, dica quello che vuole dire.
- Non si offenda. - Per carità. - A un "coso"... - Un "coso"?
Insomma, a un mio amico stamattina hanno rubato la macchina!
E cosa vuole sapere da me? (SARRACINO RIDE)
Sa, lei è in mezzo...
- A Roma rubano 50 auto al giorno, come vuole che io... - Sono tante.
- Che auto è? - Una 1100 nuova, rosso bordeaux!
- È forse foderata di rosso? - Esatto!
- Dietro c'è un Pinocchietto? - Sì! Chi l'ha presa? - Non lo so.
Allora perché ha detto che c'è dietro il Pinocchietto?
- Non si arrabbi. - Io mi arrabbio! - Mi faccia parlare.
Io purtroppo... Oddio, ringrazio il Cielo.
Io vado su una bicicletta, una vecchia Bianchi,...
..e guardo sempre i signori che viaggiano in automobile.
- Ah, sì? - Perciò so che quell'auto è sua.
Be', i signori... La vinsi al "Telefortuna".
Ha avuto la fortuna di vincerla e ora ha avuto la sfortuna di perderla.
- Abbia pazienza, il mondo va così. Ma che fa? - Me la trovi!
- Ciao. - Ti saluto.
Uno, due, tre, quattro...
Sei scemo?! Cinquanta "sacchi" per una macchina nuova?!
- Nuova? Smontata. - Non possiamo aprire un autosalone di auto rubate.
- Me l'ha pagata come al solito. - Aumentano tutti i prezzi, noi no.
- L'amore per questa francese ti ha rincoglionito. - Io l'ho raddrizzato.
- Prima l'hai raddrizzato, poi l'hai ammosciato! - Merda!
- Ehi, non farmi la pernacchietta! - (in francese) Chiudi il becco!
Buono, Pecorino, non ti ha offeso.
Le francesi hanno la pernacchietta facile.
- Prima ha detto "merda"! - Hanno facile pure quella!
Buongiorno, figlioli.
Don Amilcare, che gradita sorpresa.
Non cominciamo a dire le bugie, giovanotto.
Vedo che gli affari vanno bene.
- Stiamo facendo una colletta, il Pirata si sposa. - Auguri. - Grazie.
- E chi sposi? - La signorina Jacqueline.
Permettetemi di farvi tutti i miei più affettuosi auguri.
La signorina Jacqueline, se non sbaglio, sarebbe quella ragazza...
..meglio conosciuta alla passeggiata archeologica...
..con l'appellativo de "la bolognese della Senna".
Non ci si può redimere? Se mi ha toccato la Grazia...
Ti toccano tutti tranne la Grazia!
- Giovanotto, te ne vai? - Ho un appuntamento.
Falla aspettare. Ti vengo a trovare, invece di essere contento te ne vai.
Questi soldi sono per caso...
..il ricavato della vendita dell'auto di un certo commissario?
- Per chi ci avete preso? - Per dei gentiluomini.
- Scusi, ma... - Mi togli i soldi dalle mani?
- Vi mettete a picchiare? - Sì, e non so quando finisco.
Gliel'abbiamo detto, sono i soldi della colletta, mi devo sposare.
Anche tu sei maleducato. Non si tolgono i soldi dalle mani.
Vi siete messo con la polizia?
Tu vai a fumare e a bere lì dietro, se no creo un incidente diplomatico.
Questo sportello rosso bordeaux da quale macchina è stato staccato?
Pecorino, ne sai niente?
(ridendo) Ah, sì, quello sportello deve essere... sì, sì...
- Chi se lo ricorda? - Io ti raddrizzo il naso!
Ragazzi, se non esce fuori l'auto del commissario, io vi gonfio!
Il commissario!
- Buongiorno, commissario. - Buongiorno.
Ora, da bravi figlioli, riprendiamo da capo. Chi ci ha creato?
(insieme) Ci ha creato Dio.
- Chi è Dio? - (insieme) È il Creatore del cielo e della terra.
E dove si trova la mia macchina?
- (insieme) ln cielo, in terra e in ogni luogo. - Bravi.
Come mai da queste parti, commissario?
Piuttosto lei, don Amilcare: come mai da queste parti?
- Come vede, sto esercitando il mio ministero fuori sede. - Ah, sì?
- Sta facendo lezione di catechismo nel covo dei ladri. - Esatto.
"Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto."
- Ha cambiato religione? - Lei non cambia mai. Perché mi ha pedinato?
- Per pura curiosità. - Ah, sì?
Mi sono detto: "Voglio vedere cosa fa di bello oggi don Amilcare".
Sto esercitando il mio ministero, insegnando il catechismo.
Se vuole partecipare si unisca a noi, altrimenti se ne vada.
- Io devo lavorare alla redenzione di queste anime. - Schedate!
Guarda caso, nessuno di loro era in commissariato con i "topi d'auto"!
- Stavamo studiando il catechismo. - No, come fregare il prossimo!
- Ama il prossimo tuo come te stesso. - Io questo prossimo non lo amo!
Se tiene mano ai ladri della mia auto, l'arresto per favoreggiamento!
Non si arrabbi, commissario.
"Prete avvisato è mezzo salvato." Capito?
Ho capito.
Allora, ragazzi... Alzati, il commissario se n'è andato.
- Cosa vogliamo fare? Volete che finisca io a Regina Coeli? - No.
- Se prima volete ridarci i soldi... - Ah, giusto.
Li avevo messi in tasca per non farli vedere al commissario.
Riprendiamo il discorso: viene fuori questa 1100 rosso bordeaux?
- C'è una complicazione. - Quale? - Abbiamo già venduto le ruote.
- È facile, te le fai ridare. - Chi si ricorda chi è?
- Le prendiamo da un'altra macchina! - Non finirà mai questa storia!
- Non vi ricordate proprio? - No. - Vediamo se vi torna la memoria.
Proviamo con le capocciate! Chissà che vi torni la memoria!
(GRIDA CONFUSE)
- Pronto? - Giochi a nascondino nei bidoni dell'immondizia?
Ma le pare? Lo chiama "gioco" quello?
Se non vuoi morire, porta i soldi a Villa Borghese stasera alle 10:00,...
..Viale Platone, siepe a destra della statua di Venere.
- Vieni senza polizia, capito?! - Verrò solo, glielo prometto.
Verrò solo, senza la polizia.
Commissario, qui Spampinato.
Lancetti ha preso un appuntamento con il ricattatore.
Gli porterà i 5 milioni stasera alle 10:00 a Villa Borghese.
Ho capito. E bravo il commendatore!
- Posso andare a casa? - No, mi servi. Hai sentito?
- Lancetti ha deciso di pagare senza avvertirci! - Ah, sì?
Come posso proteggere i cittadini, se non collaborano?
Secondo me, ha paura dello scandalo. Avrà qualcosa da nascondere.
- Lo penso anch'io. Noi interverremo a sua insaputa. - Benissimo.
Per il caso Ceresi come mi sono travestito? Da pompiere!
Sì, e per lo scandalo dei "balletti rosa", da monaco cercatore.
- Per l'adulterio della moglie del salumiere, da idraulico. - Esatto.
- Cos'altro abbiamo? - Una palandrana col tricorno.
Cosa ci vado a fare a un funerale a Villa Borghese?
Villa Borghese di notte da chi è frequentata?
Dai "cosi" e dalle "cose". (ridendo) Ho trovato!
- Qualche cosa faremo! Vieni! - Andiamo!
Andiamo.
Permesso?
- Buongiorno. - Buongiorno. - I signori desiderano?
- Vorremo acquistare delle calze. - Abbiamo solo calze da donna.
- Appunto, calze da donna. - Si accomodi.
- Questo tipo le va bene? - Vediamo un po'.
- Che ne dici? - Mi sembrano troppo velate.
Una volta le misi per il caso di quell'Alberto, e si vedevano i peli.
Esiste il depilatore. Si depilano le donne, non possiamo farlo anche noi?
- Dico bene? - Non so. - Ne prendo due paia.
Potrebbero smagliarsi mentre me le infilo.
- Desidera altro? - Sì, un modellino, qualcosa di vistoso.
E poi una parure completa: sottoveste, mutandine e reggiseno.
- Che misura? - Terza.
Prima portavo la seconda, ma sono ingrassato un po' sui fianchi.
- Ma, scusi, sono per lei? - Sì. - Ah, va bene.
(Sarracino) È facile "mettere su della ciccia" senza accorgersene.
- Nylon va bene? - No, per carità!
- Non appena metto un indumento intimo... - Un indumento?
- Sì, se è di nylon mi si arrossa la pelle. - Allergia.
(Sarracino) Dici che è allergia? Non ci avevo pensato.
- Tu ti trovi bene col nylon? - Sì, sopratutto col pagliaccetto.
Questione di pelle.
Come vede, è tutta seta. Le va bene questo reggiseno?
- Me lo allaccia? - Certo. - Non ti sembra un po' grosso?
- Sta bene col seno grosso. - Faccio il tipo "maggiorato", "alla Lollo".
- Le va questa come sottoveste? - Vediamo. La stoffa è buona. - Sì.
- Ci vorrebbe uno specchio. - Qua, dottore.
- Qui poi va fasciata... - Anche il modello non è male.
Non mi piace il colore. Preferirei in nero, fa più sexy!
- Il viola va di moda quest'anno. - Il viola no, mi porta "scalogna"!
Lo sa che se indosso qualcosa di viola, non becco più nessuno?
- Che schifo! Che vergogna! - Contessa! - Non tornerò mai più!
Contessa, aspetti!
Basta, vada in un altro negozio, mi rovina la clientela!
- Per chi ci ha presi? - Cos'ha capito?
Ho capito benissimo. Ora chiamo il mio uomo. (in francese) Pipì, vieni.
- Può chiamare chi vuole... - (in francese) Vieni subito!
- Come viene? - Non lo so.
- (in francese) Eccomi. Cosa c'è, tesoro? - (in francese) Guarda!
- Il commissario della supposta! - L'ispettore Mastrillo!
- Mi sa dire cosa fa qui? - Dovrebbe dirmelo lei, non le pare?
Non sono tenuto a darle spiegazioni. Mi sto provando un reggiseno.
- Cose d'ufficio. - Proprio così. - Non si arrabbi.
La contessa Bartoli l'ha visto così ed è scappata via scandalizzata.
- Mi ha fatto perdere una cliente. - Come dice? Ha perduto...?
Mi è scappato. Ho detto "una cliente".
Ispettore Mastrillo, mi dice cosa fa in questa boutique?!
Se devo essere sincero, arrotondo.
Ah, sì? Arrotonda? Con la signora che la chiama "Pipì"?
Io chiamo il mio uomo come voglio!
Non parlare mai quando parlano gli uomini, capito?
- Soprattutto quando parla un commissario solerte! - Sarracino.
- So che si chiama Sarracino. Ho detto "solerte". - Va bene.
Lei saprà di certo che un funzionario dello Stato,...
..un ispettore di dogana non può esercitare altre attività!
Gliel'ho detto, commissario. Siamo umani e ragionevoli.
Io guadagno più o meno quello che guadagna lei, 150.000 al mese!
- Cosa ci faccio, la "berra"? - Cosa? - La birra.
Arrotondo facendo l'amministratore della signora Durane.
Che chiama Pipì il suo amministratore!
(ridendo) Non deve sottilizzare.
La signora è forestiera, non parla bene l'italiano.
Non le viene di chiamarmi col mio nome, Giuseppe.
Pepè non riesce a dirlo e le scappa Pipì.
Ma prima la signora ha detto che lei è il suo uomo!
Gliel'ho detto, è forestiera, le è scappato.
Quante cose scappano alle forestiere.
- Chi è "cusso"? - Il mio brigadiere. - Scusi, non la conoscevo. - Prego.
Le consiglio di farle imparare l'italiano.
Potrebbe "mettere nei pasticci" un uomo sposato che arrotonda!
Però, che commissario! Ne vada orgoglioso, brigadiere!
- Non faccia apprezzamenti. - È un segugio, ha visto che ho la fede!
Amico mio, vedo tutto!
Ho visto la fede, la straniera, la boutique!
- Di Sabato, io non ci vedo chiaro. - Nemmeno io.
- È pure antipatico, mi ha chiamato "cusso". - Significa "questo". - Ah.
- Quel Mastrillo "mi puzza". - Avete ragione.
- Bisogna indagare sulla sua vita privata. - Ci penso io.
- Ora perché non mangiate qualcosa? - Mi si è chiuso lo stomaco.
Allora prendete il vostro aperitivo. Ve lo servo io.
- Il nostro mestiere non è apprezzato da nessuno. - È un mestieraccio.
- Sì, è infame. Basta. - Bevete. - Un mestieraccio infame.
- E questa roba? - Mettila di là. - Ci penso io.
- Pronto? - Pronto! - Reparto celere?
- No, sono io. - Io chi? - Quello dell'altra volta.
- E chi sarebbe? - Stanno succedendo cose grosse!
- C'è un comizio? Sciopero? Botte? - No, a casa mia!
- Vuole che mandi i pompieri? - No, per carità.
- Dove abita? - In via San Clemente, ma adesso sono alla finestra.
- Lei telefona dalla finestra? - Lasciate il telefono! - Che c'è?
- Io sono qua. Ci siamo. - "Ci siamo" un corno!
- Appunto! Li ho scoperti! - Ora scavalchiamo le finestre?
Per forza, ha dato ordine di non farmi passare!
Cosa devo fare per non vederla più? La mando in carcere a vita?
La faccio fucilare? Cosa devo fare? Non ne posso più!
Mi dovete ascoltare, io sono il popolo, pago le tasse!
- Anch'io rappresento il popolo e pago le tasse. - Allora ascoltiamoci.
- Li ho sorpresi! - Chi? - Mia moglie e il veterinario!
- Stia fermo. - Sono amanti! - Chi? - Mia moglie e il veterinario!
Il tarlo della pazzia le sta scavando il cervello!
Non sono pazzo, li ho sentiti!
Ho sentito Rosa e Cavallo al Gallinaccio!
- Non ho capito. - Rosa e Cavallo al Gallinaccio!
- Chi è Rosa? - Mia moglie.
Va a cavallo al Gallinaccio? Siamo al circo equestre?
- Il Gallinaccio è un ristorante. - E il cavallo chi è? - L'amante!
- Rosa è l'amante di un cavallo? - Cavallo è il cognome dell'amante!
- E si spieghi! - Ho sentito dire: "Questa volta ce l'abbiamo fatta".
Intendevano dire che hanno fatto fuori me col bitter avvelenato!
La sua è una psicosi! Il bitter non è avvelenato, glielo garantisco!
- L'avete fatto analizzare? - No, ora lo mando. Ma non è avvelenato.
- Dov'è il bitter? - Oh, mamma mia, qualcuno...
- Sì, qualcuno l'ha bevuto! - Chi l'ha bevuto?
- Quello di chi è? - Questo me lo portano ogni giorno dal bar.
No, questa è la boccettina che ho portato io!
- C'è scritto, leggete! Me la ricordo! - Oddio...
(balbettando) Ho bevuto il bitter avvelenato?
- Oh, mio Dio! - Vi sentite male? Lo sapevo!
Con la vostra morte avrò la prova per far arrestare quei due assassini!
Assassino sarà lei! Di Sabato, "ho le doglie"! Ho i dolori!
Sta morendo! Venite! (SARRACINO GEME)
- Commissario! Commissario! - Di Sabato!
- Il polso è regolarissimo. - Lo stomaco? - Regolare.
- Le fa male la pancia? - No... Sì, un po'...
- Io sento "pum-pum"... - No, è regolare, è quello del cavaliere.
(SARRACINO GEME) Per me non ha niente.
- Sarà un caso di suggestione. - Dice? - Sì. - Suggestione?
- Ho bevuto quel bitter. - E allora?
Mi è venuta una languidezza di stomaco. Sento un morso qui.
- È la fame! - Languore e suggestione.
Potrebbe essere un avvelenamento a scoppio ritardato.
Lei si chiama Cavallo, vero?
No, Fiore. Cavallo è l'amante di mia moglie. È bene che lo sappiate.
- Lei è entrato dalla finestra mentre parlavo al telefono. - Sissignore.
Voglio ricostruire tutto il fatto.
Come cittadino sono a vostra disposizione.
Bene. Lei è entrato da lì mentre io telefonavo lì.
Vi ho disturbato perché era una faccenda urgente.
Salga sulla sedia. Voglio vedere com'è andata.
- Io stavo di faccia. - A me servirebbe al contrario.
- Di spalle? - Sì, voglio vedere una cosa.
Attenzione, uno, due e tre!
Ahi! È una vergogna, ricorrerò al popolo!
Ricorra a chi vuole, al Popolo, al Giornale d'Italia, al Corrierino!
Lei per me rappresenta un caso chiuso!
Se vuole, ricorra pure alla senatrice Merlin!
(RUMORE DI VETRI INFRANTI)
- Commissario Sarracino, vero? - Sì. - Si accomodi. - Grazie.
Grazie di essere venuto. Io sono il colonnello Lamazza.
- Colonnello...? - Lamazza. Sono un detective privato. - Lei?
Sarei venuto in commissariato, ma non volevo destare sospetti.
- Sa, sono molto conosciuto. - Non l'ho mai sentita nominare.
Perché io agisco in incognito.
Ho voluto parlare con lei, perché, conoscendo la sua fama...
- È un fenomeno, non sbaglia mai! - Ho commesso anch'io qualche errore.
Senta, mi dica di che cosa si tratta.
- Si tratta di un nuovo caso Landru. - No!
- Lei ci vede bene? - Sì. - Venga con me un momento.
Venga qua. Guardi là.
- Ha visto? - È una villa. - Lì dentro avvengono cose misteriose!
Aspetti, arriva! Vede la macchina?
- Quello chi è? - Il proprietario, Landru!
Stando in questo bar, ho visto che alle 16:00 entrano delle donne.
- Che c'è di strano se entrano delle donne? - Niente, se uscissero vive!
- Escono morte? - Non escono più! - È sicuro? È una cosa grave!
Sicurissimo! Sarei già intervenuto, ma io non ho poteri legali!
- Per questo ho chiamato lei. - Ha fatto bene.
Il difficile è entrare senza destare sospetti.
Lei mi fa ridere. E io? Vede?
Non siete quelli di ieri!
- No, siamo quelli di oggi. - Quelli di ieri sono malati. - Già.
Bene, entrate.
- Vieni. - Il dottore vi aspettava.
Scusate, il ragazzo è inesperto.
No, di là no! La stanza da incartare è quella!
- Non c'è niente da incartare di là? - No!
- Qualche riparazione... - No! - Come non detto.
Entrate. Se volete qualcosa, dovete chiamare me.
Non dovete lasciare questa stanza per nessuna ragione, altrimenti...
(MINACCE IN CINESE)
- Capito?! - Cos'ha detto? - "Buon lavoro." Va bene.
(MINACCE IN CINESE)
Chang!
- Chi sono? Non li ho mai visti. - Sono nuovi. Gli altri sono malati.
Proprio adesso dovevano venire? Speriamo che non ci disturbino!
- Non si preoccupi, dottore. - È tutto pronto di là?
- Sì, nei minimi particolari. - Bene! Vieni!
Viene gente, al lavoro!
- Non faccia chiasso! - Al lavoro!
- Ma lei è veramente un detective? - Sì! - Sarà...
- Che si fa? - Si lavora. Se ci vede a non fare niente "mangia la foglia".
- Vuole fare il tappezziere? - Sì. - Io non l'ho mai fatto. - Neanch'io.
Io sono un commissario, ma bisogna arrangiarsi.
(ESPRESSIONE DI DISAPPUNTO)
Senta, io ho poca pazienza e sono nervosissimo.
Faccia una cosa, vada giù e tenga fermo. Io invece tengo fermo qua.
Dunque... (TOM STARNUTISCE)
- Ci mettiamo a scherzare? - Mi prudeva il naso.
Non se lo faccia prudere! Tenga qui!
- È un momento delicato, rischiamo di non uscirne vivi. - Mamma mia.
Bisogna reagire. Fermo! Non tiri giù, abbia pazienza.
Ora si mette a fare le pernacchie?! Oh, santo Dio!
Collega, cerchi di sapere cosa succede qui fuori.
(sottovoce) Commissario!
- È passato! - Chi era? - Un gatto!
- E per un gatto... - Un gatto nero! - E con questo?!
- Guardava in cagnesco! - La smetta di fare il buffone!
Lavoriamo! Se viene quello con la barba o il cinese, "siamo fritti"!
- Lamazza! Ha sentito un trambusto? - No.
- Fuori stanno "trambustiando"! È sordo? - No!
Da questa parte. Vediamo.
- Qui c'era una porta. - Non c'è più. - Ci hanno murati vivi!
- Ci hanno chiusi dentro?! - La finestra!
- Qui c'era una finestra o mi sbaglio? - L'hanno portata via?
- No, ci hanno murati vivi! - Aiuto! Aiuto! - Stia zitto!
- Che c'è? Cos'è successo? - Abbiamo dato una prima mano.
- Stiamo lavorando. - Una prima mano, eh? - Sì.
Va bene.
(sottovoce) È lo squartatore, zitto.
(COLPI DI MARTELLO)
Stavolta sono in trappola!
(COLPI DI MARTELLO)
No, la cassa non serve più.
Ma come? Non si deve sotterrare la baronessa?
No, ho cambiato idea.
Ho deciso di farla tagliare a pezzi dal gobbo dopo averla seviziata!
- Allora portiamo via la bara? - No, potrà servire per qualcun altro.
Cos'è successo alla ragazza?
Ha visto lo scheletro della cantante ed è svenuta.
Risvegliala! Questa dobbiamo ucciderla con il chiodo!
Bisogna impedire questo assassinio!
Non c'è nessuno! Dove sono andati?
Perbacco! Prima la bara era vuota, ora hanno messo il coperchio.
Devono averci messo il cadavere. Guardi se c'è qualcuno.
- Chi è? - Sono il detective!
- Il morto ha risposto. - Che dice? - Ha detto: "Chi è?".
Guardi se c'è qualcuno dentro.
- Vede? Non c'è nessuno. - Eppure l'ho sentito.
(UNA DONNA GRIDA) Il morto è di là.
(sottovoce) Non mi faccia ridere! Piano, piano...
Stanno per compiere l'assassinio, dobbiamo agire! È armato?
- No. - Si armi!
Mani in alto! Siete tutti in arresto!
Avete rovinato la migliore sequenza del mio fotoromanzo!
- Ma allora qui fanno i fumetti! - Che differenza c'è?!
Dove mi ha portato, con tutto quello che ho da fare?!
- Le donne sparivano! - No, venivano a lavorare!
Eccolo! È la terza volta in un mese che scappa dal manicomio!
(Di Sabato) Avete letto tutto ciò che ho saputo sull'ispettore?
- Sì, cose dell'altro mondo. - Già.
- È sicuro? - Ho parlato con il portiere!
L'integerrimo ispettore Mastrillo, a 150.000 lire al mese!
Appartamento, superattico, argenteria, mobili antichi!
Maggiordomo e due camerieri!
Quattro boutique, tre per la moglie e una per l'amica che lo chiama Pipì.
Come fa a fare tutto questo con 150.000 lire al mese?!
Il portiere ha detto che vince spesso al Totocalcio, che ha un sistema...
Lo chiama "sistema"! (COLPI ALLA PORTA)
- Avanti! - C'è il dottor Mastrillo!
- Dottore! - "Casca come il cacio sui maccheroni"! Fai entrare!
- Si accomodi. - Disturbo? - (Sarracino) Ma quale disturbo!
- Se parlate di cose vostre, posso aspettare. - Cose d'ufficio.
Come sta? Che piacere! Di Sabato, dà una sedia al dottore!
- È qua. - Prego. - Grazie, dottore. - Che piacere.
- Ha visto cosa le ho portato? - È un altro bitter? - No.
- Sono quelle cose... - Ho capito. - Che pensiero gentile che ha avuto.
Queste cose mi commuovono! Neanche un fratello l'avrebbe fatto!
- Non è niente, per carità. - Grazie.
Ci siamo conosciuti in queste strane "cirquestanze"...
Però mi hanno fatto capire tante cose!
Non posso permettere che un "impiagato" come lei...
- "Impiagato"? - "Impiagato" dello Stato. - Ah, impiegato!
- Non posso permettere che paghi una multa di 37.000 lire. - Grazie mille.
- Dovere, per carità, lei vive come me... - Eh, sì.
- Arrotondando. - Lei però arrotonda molto bene.
- Quella casa, servitù, maggiordomo, la Cadillac... - Cadillac!
- Quattro boutique! - Quattro! - E l'amichetta! - L'amichetta!
- Che cosa crede lei? Crede che sia felice? - No?
Io sono un disgraziato! Con chi dovrei prendermela?
- È il "feto" che ha voluto così. - Eh? - Il fato. - Sì.
- Ormai mi trovo in queste "cirquestanze"... - Dieci stanze!
- Devo mantenere per forza questo tenore! - Ah, sì?
- Mantiene anche un tenore? - Che cosa ha capito?
- Questo tenore di vita. - Scusi, tenore di vita.
- È un disastro, caro dottore. - Lei si lamenta, ma io la invidio!
- Caro Mastrillo... Permette che la chiami così? - Sono onorato.
Magari potessi conoscere anch'io quel sistema!
Manterrei il tenore, la soprano, il baritono, il basso! Tutta l'opera!
- Parla del Totocalcio? - (ridendo) Chiamiamolo Totocalcio!
- "Como"? - No, qua a Roma!
- Io ho delle amicizie, delle "porte aperte", capisce? - Certo.
- Dicevo, "como", pure lei... - Sì, sì!
- Possiamo rimanere a quattr'occhi? - Sì. - mandiamo via "cusso".
Sì... bene.
- "Cusso"! - Da voi non me l'aspettavo!
Scusa, Di Sabato! Io mi allontano con il dottore!
Se mi cercano, torno subito. Prego, da questa parte.
- (Mastrillo) Con permesso, brigadiere. - Quant'è antipatico!
- Entri, entri! - Andiamo a parlare nel gabinetto?
Zitto, è l'unico posto tranquillo.
Gli uffici sono pieni di gente, non si potrebbe parlare liberamente.
- Segga. - Posso parlare in piedi. - È meglio da seduto.
- Mi dica, il suo sistema com'è? - Quello del Totocalcio?
Totocalcio?! Io l'ho capito subito, voglio entrare in questo suo affare!
Se non me lo dice, faccio saltare in aria tutto!
- Come fa a fregare i soldi alla dogana? - Come ha fatto a capirlo?
Mastrillo, non sono un fesso! Allora, come fa?
Ormai sono stato scoperto e devo parlare.
- Che commissario in gamba! - Modestamente.
- Voglio sperare di avere a che fare con un uomo "comprensivo". - Ah, sì!
- E anche pratico, diciamolo! - Mastrillo, vuoi sapere la verità?
Mi sono stufato di fare l'impiegato statale a 150.000 lire al mese!
- Voglio evadere! - Bravo! Capisco benissimo, ha ragione!
- Però se n'è accorto troppo tardi. - Che vuoi fare?
- Io me ne sono accorto 4 anni fa! - Meglio tardi che mai!
Com'è questo sistema di fregare i soldi alla dogana?
- È "l'uovo di Colombo". - Dove si vendono queste "uova di Colombo"?
- Dalla Svizzera... - Arrivano le uova? - No, gli orologi.
- Mettiamo il caso che arrivi una partita di orologi da Ginevra. - Sì.
Io faccio la bolletta falsa, non la registro, e "mi pappo" i quattrini!
- (ridendo) Che idea! C'è il sale qui dentro? - Modestamente.
- Hai qualche complice? Qualcuno che copre? - Sono solo, non sono fesso!
(RISATA) Bravo, Mastrillo!
- Indovini cosa mi sono "pappato" in due anni. - Che ne so?
- Indovini! - Non sono il mago di Napoli! - Un miliardo!
(ESPRESSIONE DI APPREZZAMENTO) Che ti credevi "ca chera"?
- "Ca chera"? - Cosa credevi che fosse? - Ah, sì. Un miliardo!
Se in due anni "mi sono pappato" un miliardo, in quattro anni io e te...
- Permetti che ti dia del "tu"? - Sì.
In 4 anni, con la collaborazione di un commissario solerte,...
..noi due apriamo una "benca"!
- Una "benca"? - "Mastrillo e Sarracino, Benca Popolare".
- Banca Popolare! - Ci sei? - Ci sono! - Affare fatto, andiamo!
- Aspetta un attimo. - Tiri la catena? - No, devo fare una cosa.
Pronto, Spampinato, hai registrato? Fammi sentire.
(Mastrillo) Indovini in due anni cosa mi sono "pappato".
(Sarracino) Che ne so? Non sono il mago di Napoli!
(Mastrillo) Un miliardo! Che ti credevi "ca chera"?
- Pipì, ci sei cascato! - Hai fatto il disco...
Credevi davvero che volessi diventare tuo socio?!
Io prendo 150.000 lire al mese ma sono un commissario onesto!
Spampinato, manette!
Ho fatto la fine dell'ortolano! La supposta è finita dietro di me!
Cosa credevi, "ca chera"?! "Al fresco"!
- Ha portato i soldi e se n'è andato. Che ore sono? - Le 10:00.
- Vada via, bisogna cambiare cliente. Mi mandi Spampinato. - Subito.
- Ciao, cara. - Te ne vai così? Non mi fai il solito regalino?
- (sottovoce) Quale regalo? - Si usa, no?
- Tieni. - Mi dai solo 500 lire?
Dottore, vi siete guardato allo specchio?
"Pidocchioso"! Addio, moro!
(SARRACINO CANTICCHIA)
Teresina... Quanto sei brutta, hai pure i baffi!
- È bello questo morto di fame! - E ti ribelli?!
La signorina è in mia compagnia.
Voleva che andassi via con lui. Non ci vengo con te!
Ma chi ti vuole? Tienitela stretta, quella befana!
Imbecille, villano! Mi ha chiamato "befana"!
- Non ha tutti i torti. - Come sarebbe?
(sottovoce) Abbracciami! No, qua no, qua no!
Un tipo sospetto.
- Arrestatelo! - Manette? - Ma stavo facendo un bisogno!
- Ma quale bisogno? - Zitta, zozzona!
Zozzone sarai tu! Io sono un commissario!
- Questi sono ladri! Aiuto! - Corri, prendilo!
- Non sparare! - Il pacco è qui, quello effettivamente stava...
- "Abbiamo preso un abbaglio." - (Spampinato) Fermo! - Lascialo!
- Prendilo, questo delinquente! - No, non c'entra!
È un semplice sporcaccione! Se ne vada!
Ringrazi il cielo che non la deferisco all'autorità giudiziaria!
- Abbiamo fatto un buco nell'acqua. - Rimetta il pacco dove stava.
- Vedrà che prima o poi "il pesce abbocca"! - Speriamo!
(SARRACINO CANTA)
Lo tenga forte, lo voglio guardare in faccia! Ma questo lo conosco!
- È il cognato del commendatore! - Mascalzone! - Chi è lei?!
Sono il commissario Sarracino!
Ah, eri tu! Mi ero nascosto per vedere chi era!
Ebbene sì, sono stato io.
- Ha confessato, chiami il commissario. - Eccola! - Non lei!
- Sono il commissario Sarracino in servizio! - Signora, lo arresti!
- Ma quale "signora"! - Sì, ero io il ricattatore. Mi sono vendicato.
Gli ho fatto sposare mia sorella e lui mi torturava!
Non è vero, lo trattavo bene! Ha sempre vissuto sulle mie spalle!
I soldi che gli passavo non gli bastavano più e mi ha ricattato.
- Chiamiamolo uno scherzo! - Ah, lo chiama "scherzo"!
Qui ci sono le prove! Ma non sono scemo, avevo messo biglietti falsi!
- Biglietti falsi? Come li ha avuti? - È passato tanto tempo.
- Voglio sapere la provenienza! - Non ricordo. - Non sa rispondere?
- "Con un piccione abbiamo preso due fave"! - Manette? - Sì!
Un ricattatore e uno spacciatore!
Una pattuglia ha avvistato la sua macchina al quartiere Flaminio!
La mia macchina? Andiamo!
- Qui non si può più andare avanti. - È senso vietato?
- Per accontentarvi rischio di essere cacciato dalla banda. - Perché?
Se fosse stato un orologio, un ferro da stiro, una bicicletta...
- Ma riconsegnare una macchina è un peccato. - Non devi pentirtene.
Ogni atto di generosità ha sempre la sua ricompensa.
Speriamo. Tra benzina e batteria "ho gia cacciato cinque sacchi".
La ricompensa che intendo io...
..è quella che avrai un giorno, quando non ci sarai più.
Quindi per riavere questi soldi devo aspettare di morire!
Sei lontano dalla purificazione!
- Per Via della Purificazione ci sono solo sensi vietati. - Non mi capisci.
- Chi mi dà i cinque "sacchi"? - Vuoi che te li dia io?
- Devo chiederli al commissario? Quel figlio... - Pecorino!
- Vedrai, il commissario ti darà... - Sei mesi, sono pure recidivo.
- Perché ti fermi? - Sì, consegnate voi la macchina.
Quando sei in mia compagnia non devi avere nessun timore.
Anche se vado con voi in commissariato,...
..mi vengono i sudori freddi e il mal di testa.
- Anch'io non ci vado volentieri. - Vedete?
- Tieni, queste sono le 5000 lire che hai speso. - Grazie!
- Vedi di prendere la strada giusta. - Cercherò la strada giusta. - Bravo.
- Ma con tutto questo traffico... - Ma va' a quel paese!
Sei sicuro che l'auto sia stata avvistata in questa zona?
La pattuglia ha detto che era diretta in Corso Francia.
Sono 10 minuti che giriamo e non si vede niente!
Accidenti, come corre se uno spinge!
Che ripresa! Altro che l'ambulanza che portavo in tempo di guerra!
- Eccola! - Sì, è lei! Dietro c'è il Pinocchietto!
Accelera! Devo dare una lezione a questo malvivente!
Ahi, che botta!
Me lo dovevo immaginare che era lei!
- Ho l'impressione di conoscerla. - Sono il commissario Sarracino!
- Molto avvenente! - In servizio!
- Come giustificate l'uso della mia auto? - Io andavo...
- Dove andava non mi interessa! - Invece sì. Andavo al commissariato.
- Bravo! - Al suo commissariato.
- Allora doveva andare da questa parte! - Di là non si passa più.
- Da ieri è direzione vietata. - Però l'ho trovata con le mani nel sacco!
Non mi dica che questa l'ha trovata ai piedi del confessionale!
- In un certo senso... - Io non sento storie, ha capito?
Se non vuole essere incriminato per favoreggiamento,...
..venga in commissariato a dirmi i nomi dei complici, maschi e femmine!
- Ahi! - Si sente male, eh? - Per forza, il "cozzo"!
- Avanti, monti sulla "pantera"! - La "pantera" è rotta.
- Allora salga sulla mia macchina. - Non vorrà condurla lei?
- La macchina è mia! - Che figura faccio, sono un uomo!
- E io cosa sono? - In servizio diventa un essere indefinibile.
- Come sarebbe a dire?! - Salga di là. - Ma guarda un po'!
È inutile che insista, il nome non posso dirglielo.
Anche perché non lo conosco. Del resto, la macchina l'ha riavuta.
Non basta, voglio avere anche il ladro!
Il ladro non esiste, esiste solo un pentito.
Ci hai fatto riconsegnare l'auto! Ora dobbiamo rifarci!
No, lo scippo lo fate voi!
Don Amilcare ti ha fatto uno dei suoi discorsetti?
- E tu hai abboccato! - È vero, da domani mi metto a lavorare.
Ehi, arriva una macchina.
- Cosa le succede adesso? - Si è fermata.
È colpa di quei suoi protetti! Me l'hanno rovinata!
- Va' a vedere che tipo di coppia è. - Noi aspettiamo qua.
È l'ultima volta, da domani mi metto a lavorare.
Vedo girare tutto, "mi si abbaglia la vista". Mi porti da un dottore.
(Don Amilcare) Vogliamo finire sulla cronaca?
Andiamo in parrocchia e vediamo cosa si può fare.
Se arriva qualcuno, cosa diciamo? Che stiamo studiando il catechismo?
- Hai capito?! - Chi c'è? - Don Amilcare in pieno "pomicio"!
- Sei sicuro? - Sulla macchina che abbiamo restituito!
- Maledizione! - È la fine del mondo!
- Faccia presto. - Si era ingolfata. - La "sgolfi".
(Don Amilcare) Ci ho rimesso anche 5000 lire. Andiamo dal mio dottore.
(Sarracino) Sì, mio salvatore.
- L'ha chiamato Salvatore? - Forse quando va con le donne cambia nome.
Ci fanno pure il "concilio economico"!
- Roba da matti! - Che macello! - Andiamo a rubare! - Sì, andiamo!
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