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A New York, nell'arco di un anno, dal luglio del 1976,
sei giovani sono stati uccisi, altri sette feriti,
con la stessa arma, una calibro .44.
Il caso era stato chiuso.
È stato riaperto.
Un uomo ha ricostruito una nuova dinamica degli omicidi.
È Maury Terry, giornalista dei quotidiani Gannett.
Sapevo che c'erano delle incongruenze nel caso di David Berkowitz.
La confessione era un inganno.
Producevo What's Happening America,
una striscia giornalistica mensile.
Dissero: "Devi conoscere un tipo.
Si chiama Maury Terry e ha una storia interessante
sul coinvolgimento del Figlio di Sam con una setta satanica".
Dissi: "E come mai 15.000 agenti, uomini e donne,
della Polizia di New York non ci sono arrivati?"
Ci sono voluti anni. Ho seguito molte piste, vicoli ciechi...
Non sapevamo chi fosse Maury.
Ci espose le sue teorie. Aveva una risposta per ogni domanda.
Gli dissi che gli avrei dato un'opportunità.
Che lo avrei sostenuto, ma che lo avrei anche contestato,
perché non gli credevo sulla parola.
Ci servivano dei riscontri
e ripercorremmo le fasi dell'inchiesta di Maury.
Cominciammo a Yonkers,
dove vivevano Berkowitz e i Carr.
Andammo alla stazione di pompaggio.
Era tappezzata di simboli satanici.
Fu uno spettacolo singolare.
Poi andammo a Minot, nel Nord Dakota.
Negli anni, mi ero occupato di argomenti truci,
ma quella volta, non vedevo l'ora di tornarmene a casa.
C'era un'atmosfera strana, inquietante.
Un mio amico diceva sempre:
"Se ti senti osservato, non sempre sei un paranoico".
E noi ci sentimmo osservati tutto il tempo.
Maury non venne con noi.
Non volevo alle mie spalle
a suggerire cosa dire a chi intervistavo.
Dovevamo esserci solo io e loro.
In base alle informazioni che avete raccolto,
credete che John Carr temesse di essere arrestato?
Gli intervistati ci hanno riferito che John era il leader del gruppo.
Che ha ucciso un pastore tedesco,
proprio qui, dietro quell'edificio.
E che bevevano sangue.
Non una sola persona, a Minot,
disse una parola, una frase
diversa da ciò che Maury Terry ci aveva detto.
Sorvegliammo le registrazioni per tutta la notte
perché non ci fidavamo di nessuno.
Erano informazioni esplosive.
Erano attendibili e le mandammo in onda.
Ci hanno voluto mettere alla prova.
Ci hanno chiesto di suffragare la nostra tesi.
E noi abbiamo accettato. Sono Maury Terry.
UNA DOCUSERIE ORIGINALE NETFLIX
Credo che David Berkowitz non abbia agito da solo.
Credo che abbia avuto dei complici,
che lo hanno aiutato nell'esecuzione dei crimini.
RIAPERTA L'INDAGINE SUL FIGLIO DI SAM
Maury riuscì a convincere
il Procuratore distrettuale del Queens a riaprire il caso.
Il punto è che...
Fu una conquista.
Un procuratore, un soggetto autorevole nell'esercizio della legge,
prese la parola e disse: "C'è dell'altro in questa storia".
Fu un traguardo importante per Maury,
perché avvalorava le sue tesi.
Santucci e i suoi ispettori
diedero visibilità mediatica alle mie ricerche
e fecero venire a galla nuove informazioni.
Ispettore George Byrd, distintivo n. 901, ufficio del Procuratore.
Stiamo conducendo un'indagine su John Carr.
Quanto al coinvolgimento di John nell'occulto,
non lo nego... Sarei stupida a negarlo
E vi dirò di più.
Non m'importa infangare il nome di mio fratello.
Voglio giustizia.
Fece scalpore.
"Santucci riapre il caso del Figlio di Sam."
Stronzate.
Se pensavano avesse dei complici, perché non l'avevano detto prima?
Perché dopo, col senno di poi?
Ha detto di aver agito da solo.
Le nostre indagini lo hanno confermato.
Durante le perizie psichiatriche prima del processo,
gli psichiatri hanno confermato che agiva da solo.
Santucci riaprì il caso
per promuovere la sua immagine politica.
La polizia e i procuratori che hanno lavorato sul caso
sostengono l'assenza di prove di eventuali complici,
definendole sciocchezze.
Voleva mettersi questa storia alle spalle.
Berkowitz era in carcere e non c'erano stati altri omicidi.
Avevano preso il loro uomo e il caso fu chiuso.
Speravo che la polizia di New York avrebbe riaperto le indagini,
ma mi sbagliavo.
E mentre Santucci conduceva le sue indagini,
io continuavo la mia.
Mi occupai dell'altro vero figlio di Sam.
L'enigmatico Michael Carr.
Prima della sua morte,
avevo scoperto che Michael aveva problemi di abuso di droga e alcol
e che per vincere le sue dipendenze, era entrato in Scientology.
Ho parlato con molte persone che conoscevano i Carr
e ho scoperto che, inizialmente, John e Michael erano scientologisti.
APPLICAZIONI DELLA DIENETICA
9878 CLEAR
Michael Carr era uno scientologista.
Uno scientologista di alto livello.
Ci sono le prove.
Ma, come John, Michael aveva altri interessi spirituali,
tra cui l'interesse per l'occulto.
Un nome continuava a far capolino nelle mie ricerche,
un'organizzazione nata in seno a Scientology
e incorporata dal movimento occultista.
Un gruppo misterioso.
Si facevano chiamare...
La Chiesa del Processo del Giudizio Finale.
Noi siamo i servi di Dio, nientemeno
Per il giudice di tutta l'umanità
E l'amore che porta la sua presenza
Lodiamolo in coro
La Chiesa del Processo del Giudizio Finale fu fondata nel 1963,
quando Robert e Mary Ann De Grimston
si incontrarono al L. Ron Hubbard Institute for Scientology di Londra.
Il credo di Scientology...
Noi crediamo che tutti gli uomini…
Studiavano per diventare auditor.
L'auditing di Hubbard equivale a una seduta psicoanalitica,
dove si ripercorre la propria vita per capire i propri traumi.
E a quanto pare, erano anche bravi.
Ma volevano di più.
Qualcosa di più estremo.
Lasciarono Scientology.
E fondarono il Processo.
All'inizio era una tecnica psicoterapeutica.
Ci permetteva di liberarci
delle idee che limitavano le nostre menti.
E mentre ce ne liberavamo,
emergevano nuove informazioni spirituali.
Più tardi decisero di lasciare la città.
Di riconnettersi alla natura.
E si trasferirono in Messico.
In Messico ci fu un uragano.
Venti e piogge si abbatterono sul Paese a 300 chilometri orari.
I villaggi vicini furono distrutti.
Per loro fu il segno di una apocalisse imminente,
l'annuncio della fine del mondo.
Fu questo il significato dell'uragano, per i De Grimston.
Oscuri, pericolosi, trasgressivi.
Amanti delle pratiche estreme.
Non separavano il Bene dal Male.
Credevano nella fusione di Bene e Male.
La piccola e media borghesia dovevano scomparire.
Volevano il caos, la distruzione.
Volevano seriamente mettere fine al mondo.
La creazione umana, le ambizioni umane, le convenzioni umane, le leggi umane,
dovranno essere distrutte
per far posto a una nuova era e a un nuovo stile di vita.
Vogliamo la fine e un nuovo inizio.
Vogliamo la fine del mondo così com'è ora.
La struttura delle cose attuale giungerà alla fine
in questa epoca.
Il Processo voleva diffondere questi messaggi.
Tenevano conferenze.
Proiettavano film che incitavano alla violenza, all'odio.
Indossavano mantelli neri.
Indossavano delle croci d'argento molto appariscenti.
E si accompagnavano spesso a cani da pastore tedesco.
I pastori tedeschi divennero il simbolo del Processo.
La predilezione per i pastori tedeschi del Processo mi colpì.
I cani uccisi vicino casa di Berkowitz,
sacrificati dai gruppi di Yonkers e Minot,
erano dei pastori tedeschi.
Difficile convincersi che si trattasse di pure coincidenze.
Ma la dottrina del Processo si diffuse ben oltre Londra.
Decisero di inviare dei gruppi negli Stati Uniti.
Fondarono dei gruppi a Los Angeles.
New York.
New Orleans.
San Francisco.
Si insediarono a Haight Ashbury.
Di Haight Ashbury, quartiere di 40 isolati a San Francisco,
si è cominciato a parlare nel gennaio del 1966
come la mecca degli hippy.
Guarda caso, anche Charles Manson viveva lì.
In California, cinque membri di una setta, incluso Charles Manson,
che ne era il guru o sommo sacerdote,
sono accusati dell'omicidio di Sharon Tate e altre sei vittime.
Una setta mistico-hippy
che disprezza la società borghese e conformista.
Tutto intorno
Si fanno chiamare "La Famiglia" ed erano all'incirca 20, 30 persone.
Per la polizia, sono una setta pseudo-religiosa.
Vivevano qui.
In un set cinematografico abbandonato a 30 km da Los Angeles.
Manson incitava alla guerra razziale. La chiamava Helter Skelter.
Alcuni pensano
che Manson si ispirò alle profezie del Processo,
come quella apocalittica, ad esempio.
A molti di loro interessava liberare le loro menti.
Erano i precetti di Scientology, che poi divennero quelli del Processo.
Manson fece sua un'ideologia che era già esistente.
La assimilò.
Da lì prese l'dea di Helter Skelter, di guerra razziale apocalittica.
Manson esercitò quell'influenza sui membri della Famiglia,
perché si sottostimavano e lui li fece sentire persone migliori.
Persone importanti.
Anche se avessi voluto andarmene, non avrei potuto.
Ero uno strumento nelle mani del diavolo. Non so spiegarlo meglio.
Gli ovvi legami con l'occulto mi condussero a Ed Sanders,
l'autore de La Famiglia,
ritenuto il saggio più illuminante mai scritto sul clan Manson.
Cosa pensava di ottenere con quel libro?
Beh...
Speravo che lo leggessero i giovani.
Questo tizio è responsabile di 10, 15 omicidi.
Omicidi con cui voleva, a suo dire, placare Satana.
Credo che negli Stati Uniti si sia diffuso
un certo satanismo violento.
Incontrai Sanders e la moglie
in un campo di mirtilli selvatici nell'Upstate New York.
Ci vedemmo all'aperto, su richiesta di Sanders.
"È un argomento troppo sgradevole per parlarne altrove", mi disse.
Le sette sataniche sono una realtà in California.
Ce ne sono diverse.
Non so quante, ma ci sono.
Si fanno di anfetamine, di LSD,
e credono di poter scatenare la fine del mondo.
Nel suo libro, Ed Sanders parla dei legami di Manson con il Processo.
Manson collaborò al numero della rivista The Process dedicato alla morte.
Manson ha scritto un articolo per voi. Scrive:
"La morte è pace da un mondo folle e rifugio nel paradiso del sé".
Lei è d'accordo?
Credo sia una definizione giusta della morte, sì.
E due membri del Processo
sono a andati a trovare Manson in carcere.
Sanders era convinto che Manson appartenesse
a una frangia segreta del Processo, in California,
ma ritirò le illazioni quando il Processo denunciò il suo editore.
Inoltre, Manson scrisse una lettera a Sanders
in cui sosteneva che lui e il leader del Processo
avevano partecipato a una festa a casa Polanski
pochi mesi prima degli omicidi.
Nel 1974, il Processo si eclissò e si divise in piccoli gruppi.
E un'altra setta emerse a nord di New York.
Il gruppo che oggi chiamiamo "I Bambini".
All'inizio trovavo bizzarra l'idea che il Processo avesse influenzato
la setta del Figlio di Sam.
Ma mi ricredetti quando scoprii i legami fra le due sette.
Anche I Bambini adottarono la dottrina del caos?
E se Manson agì sotto l'influenza del Processo,
come Sanders sosteneva,
Berkowitz aveva ricoperto un ruolo simile nei Bambini?
Ci sono delle analogie fra gli omicidi di Manson
e la strage di David Berkowitz.
Ha seminato il terrore sparando a 13 persone e uccidendone sei,
tutte coppie.
Sette persone brutalmente uccise sotto i fari di Hollywood.
Manson e Berkowitz usavano la violenza per diffondere il panico.
Ho paura di uscire in auto, di fare qualsiasi cosa.
Il mondo sta impazzendo.
Sia la Famiglia che i Bambini avevano nomi che richiamavano la famiglia.
Inoltre, giustificavano i loro crimini con riferimenti all'occulto e al diavolo.
Qualcuno ha sentito dei canti provenire dal retro.
Una setta mistico-hippy
che disprezza la società borghese e conformista.
Una delle vittime ha detto: "Chi sei?"
Tex ha detto: "Sono qui per fare un lavoro per il diavolo".
I Carr, il Processo, Manson, i Bambini.
Ero disceso in una spirale di follia
molto più inquietante di quanto pensassi.
E di lì a poco avrei scoperto che le mie teorie erano fondate.
In quel periodo, Maury ricevette la lettera.
Mi disse: "Non ci crederai se te lo dico".
La lettera era stata spedita dal carcere di Attica,
dal prigioniero numero 78-A-1976.
Era una lettera di Berkowitz. Il Figlio di Sam in persona.
Quando ce la mostrò, rimasi sbalordito.
Mi sbalordì che Berkowitz scrivesse a Maury.
Ma evidentemente aveva qualcosa da dirgli.
"Ho commesso quei crimini", scrisse Berkowitz,
"ma non da solo."
Ammise di far parte di una setta
e che ci fossero altre persone dietro gli omicidi.
"Posso dirti con certezza che John Carr, uno dei membri, è deceduto."
"Molti altri si sono sparpagliati in giro per gli Stati Uniti."
"Quindi ci siamo solo io e te."
Alla fine della lettera di Berkowitz c'era un avvertimento.
"Maury, per quanto circostanziate saranno le tue prove,
la gente non ti crederà mai."
SALUTI, DAVID BERKOWITZ
Pensai: "Hai capito! Maury aveva ragione".
Stava seguendo la strada giusta.
E questo lo motivò a perseguire quella strada
perché sapeva che erano coinvolte altre persone.
Che dovevano essere punite.
Berkowitz sapeva di essere considerato un pazzo.
Ma voleva che il mondo sapesse della setta
e non fui l'unico a cui lo disse.
Ricevetti una chiamata da Minot.
Era il vice sceriffo Terry Gardner.
Aveva appena ricevuto una lettera misteriosa.
L'ho aperta. Dentro c'erano vari documenti.
La prima cosa che mi capitò fra le mani fu una foto.
Era un ragazzo con indosso una tonaca da seguace del diavolo.
Gardner ricevette anche un libro da Berkowitz,
Anatomia della stregoneria.
Al suo interno, c'erano delle scritte agghiaccianti.
"Arlis Perry, cercata, inseguita e uccisa."
"Inseguita fino in California. Stanford University."
Gardner mi chiamò dopo neanche un'ora.
"Maury, chi cazzo è Arlis Perry?"
STANFORD, CALIFORNIA
All'inizio degli anni '70,
il campus della Stanford University era più o meno tranquillo.
C'erano goliardate e roba del genere.
Era il tipico campus universitario.
Il 13 ottobre, era un sabato,
ero a casa, a letto, quando ricevetti una chiamata dal campus.
Dissi: "Cosa c'è?"
"Commissario, abbiamo trovato una ragazza in chiesa."
Era morta. Per overdose o forse era un suicidio, dissero.
Mi infilai in auto e mi precipitai alla Memorial Church.
Non credevo ai miei occhi.
Ne avevo visti di omicidi nella mia carriera,
ma mai niente di così sinistro.
Il suo corpo era per metà sotto una panca.
Era nuda dalla vita in giù e aveva le gambe divaricate.
Notai subito che c'era una macchia sui suoi jeans.
Vicino al corpo c'erano due ceri, lunghi 1 metro e mezzo.
Uno dei ceri era stato inserito nella sua vagina.
L'altro era infilato sotto la camicia e il reggiseno,
fin su al collo.
Aveva un rompighiaccio di 13 cm conficcato nel cranio.
"Questo non è un suicidio", dissi.
Arlis Perry, 19 anni, sposatasi due mesi fa,
è stata trovata morta alla Memorial Church domenica mattina.
Era sdraiata sul pavimento, sotto una croce.
Non riuscivo a crederci.
Avevano profanato il corpo di quella donna in un modo raccapricciante.
Quelle violenze erano un messaggio.
La vittima viveva nel campus con suo marito.
Il marito ne aveva denunciato la scomparsa alla polizia di Santa Clara, ieri sera.
Arlis era molto religiosa. Era di Bismarck, Nord Dakota.
A quanto pare, era andata in chiesa a pregare.
Arlis fu rinchiusa in chiesa con il suo assassino.
L'aggredì da dietro,
la uccise e fuggì dalla porta sul retro.
Una guardia, notando la porta aperta, ha trovato il corpo della donna.
Prelevammo i ceri che le erano stati inseriti nel corpo
per rilevare le impronte.
Confrontammo le impronte con quelle di Stephen Crawford,
la guardia che l'aveva trovata,
ma non combaciavano.
Indagammo su altre persone, senza scoprire nulla.
La polizia non ha nuovi indizi, né sospettati.
Il marito, i parenti e gli amici
hanno commemorato Arlis Perry, 19 anni, nella cappella di Stanford,
dove Arlis è stata brutalmente uccisa.
Per lei, le tribolazioni di questo mondo sono finite
e la morte è giunta.
Dopo il rinvenimento del corpo, portammo il decano in chiesa
e vide la scena.
La sua prima impressione fu che era stata opera del diavolo.
Avete trovato candele e oggetti che fanno pensare a un rituale?
Non posso affermarlo con esattezza, al momento.
Non ho una risposta.
Un giorno mi ha chiamato Maury Terry.
Voleva espormi le sue teorie.
Berkowitz gli aveva detto che Arlis era stata presa di mira
da una setta del Nord Dakota,
che l'aveva seguita fino alla Bay Area per poi ucciderla.
Accadevano molte cose strane nel Nord Dakota.
Soprattutto vicino la base aerea di Minot.
Sono girate delle voci a Bismarck, dopo la morte di Arlis.
Che lì ci fosse, presumibilmente, una setta
e che lei fosse andata da loro con un'amica per convertirli.
C'erano speculazioni che Arlis, con la sua chiesa,
andasse da loro per provare a convertirli
e che forse aveva visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere.
Ma senza informazioni specifiche, come potevamo procedere?
Nel 1981, ho ricevuto una lettera scritta da Berkowitz.
Diceva che aveva delle informazioni sul caso di Arlis Perry.
Disse di aver preso parte a un rituale nel Queens,
e che, durante il rituale, un uomo si alzò
e disse di aver ucciso Arlis Perry o di conoscere chi lo aveva fatto.
SAPEVA MOLTI PARTICOLARI...
LUI E LA SUA CRICCA AVEVANO UCCISO SPESSO
Quindi ci precipitammo a New York.
La lettera di Berkowitz incuriosì la Polizia di Santa Clara.
Volevano interrogare il famigerato Figlio di Sam,
ma li supplicai di non farlo.
Berkowitz mi aveva scritto
che non voleva rilasciare dichiarazioni ufficiali.
Temevo che se avessero insistito, lui non avrebbe più parlato.
Ma i detective di Santa Clara facevano il loro lavoro.
Al tempo Berkowitz era rinchiuso nel carcere di Attica.
Arrivammo senza avvisare e il direttore ci portò nella sala dei colloqui.
Pensiamo che potrebbe avere delle informazioni
utili all'indagine che stiamo conducendo.
Abbiamo ricevuto delle telefonate da Maury Terry.
Pensa che l'omicidio sia stato opera di una setta.
Beh, non sono un esperto.
Le sette sataniche non operano con modalità precise.
Pensavamo che di lì a poco ci avrebbe fatto dei nomi,
ma lui, a un punto, si fermò e disse: "Se vi dico altro,
loro diranno che sono una spia".
Sapevo che qualcuno aveva cercato di ucciderlo in carcere.
Gli avevano tagliato la gola. Aveva una brutta cicatrice sul collo.
Poi lui disse: "Se faccio dei nomi, uccideranno mio padre".
Uno di voi pubblicherà quello che dico, e loro ucciderebbero mio padre.
Capisco che lei sia preoccupato per suo padre.
Capisco benissimo che lei deve essere cauto.
Abbiamo delle informazioni
e non sappiamo se sono informazioni fondate
o le invenzioni di qualcuno che vuole scrivere un articolo.
Le informazioni che ci ha dato Maury Terry hanno un fondo di verità?
Non comunico con il signor Terry.
Non l'ho mai chiamato e non gli ho mai parlato.
Non ho mai parlato con lui.
Al tempo io e il mio collega
pensammo che Terry non sapesse niente.
Che volesse solo farci perdere del tempo.
E a quel punto chiudemmo la cosa lì.
C'era un prezzo da pagare
per questo colloquio con il Figlio di Sam.
La polizia di Santa Clara se ne andò a mani vuote.
"Vi avevo avvertiti", dissi.
"Berkowitz vi ha espresso le sue paure.
Ve ne avevamo parlato anche noi."
Dovetti contattare Santucci, il procuratore,
che aveva subito molte pressioni per aver riaperto il caso.
Seppi che anche Santucci voleva interrogare Berkowitz,
ma il reo confesso Figlio di Sam
gli aveva fatto sapere che non avrebbe collaborato.
Maury voleva vedere David, voleva parlarci.
Così andammo all'Attica a fargli visita.
E David non volle vederlo, quindi il viaggio a Buffalo fu sprecato.
Qualche giorno dopo, ricevetti un'altra lettera.
"Caro Maury, non posso impedirti di perseverare con questa indagine.
Non posso impedirti di pubblicare le tue scoperte.
Qualunque cosa tu faccia sono affari tuoi.
Sono in una posizione precaria.
Non sono un informatore.
Devo tacere perché queste sono le regole,
le regole dei detenuti di Attica."
Ero furioso.
Ero stufo della gente che non mi ascoltava.
Avevo spiegato che Berkowitz non avrebbe collaborato.
Ora non voleva né collaborare su Arlis
né su tutto il resto.
Il castello di carta che avevo costruito stava crollando.
Fu la fine delle comunicazioni tra di loro.
Maury era frustrato.
Ricordo la sua reazione quando perse Berkowitz
e cercava di capire come proseguire l'indagine.
Era così concentrato sul Figlio di San,
che non gli importava nient'altro.
Vivevamo insieme a Scarborough, New York.
Era un appartamento su due piani.
Al piano di sopra c'erano due camere da letto
e in una appesi gli stralci degli articoli sulla cattura
e quelli di "Non ho agito da solo",
e tutti gli altri che aveva.
Nella nostra stanza degli ospiti.
Era così ossessionato da questo caso
che spesso io guardavo la TV
e lui parlava al telefono con qualche poliziotto in pensione
o qualcuno che aveva un'informazione sul caso.
Era sempre alla ricerca di qualcuno che avesse nuove informazioni.
Poco dopo ricevetti una lettera da un informatore del carcere.
Lo chiamammo Vinny.
Aveva letto le cose che avevamo pubblicato.
Era stato nell'Attica quando c'era anche Berkowitz.
Passai la lettera a Maury.
Ne fu contentissimo.
Vinny disse di sapere tutto sulla setta.
Non conoscevo Vinny prima che Zuckerman mi desse la lettera.
Mi interessava la sua vicinanza a Berkowitz.
Ma furono i riferimenti alla setta
a catturare la mia attenzione.
I detenuti sono soli in carcere e si raccontano le loro vite.
Vinny disse che Berkowitz si era confidato con lui in carcere.
Gli aveva detto come operava la setta, i membri,
chi faceva da palo e chi sparava.
Vinny scrisse che le attività della setta includevano droga e pornografia.
Ma c'era qualcosa di molto peggio.
L'omicidio di Stacy Moskowitz fu più di un semplice atto di violenza.
Aveva un movente più oscuro.
L'omicidio di Stacy Moskowitz era stato filmato.
Fu un video orchestrato dall'inizio alla fine,
un video snuff,
da vendere al miglior offerente.
Nella lettera,
Vinny diceva che gli assassini usarono nomi in codice,
incluso chi aveva filmato l'agguato,
un certo Ron Sisman.
HALLOWEEN, 1981, NEW YORK QUATTRO ANNI DOPO LE AGGRESSIONI
Negli anni '80, c'era il caos a New York.
Tutti conoscono lo Studio 54. C'erano locali per tutti i gusti.
Tutti sniffavano cocaina.
E se l'avevi, c'era la folla intorno a te.
E Ron ce l'aveva.
Ron viveva a Manhattan. Era un "playboy", diciamo.
Gli piaceva filmare le ragazze.
Giravano voci di serate promiscue a casa sua.
La notte di Halloween, Ron Sisman ed Elizabeth Platzman,
una studentessa del Massachusetts, cenano in un bel ristorante
sulla Ninth Avenue.
Poi tornano a casa sua, in un edificio di arenaria rossa.
E mentre salgono le scale, qualcuno li spinge.
Furono entrambi freddati con un colpo di pistola alla nuca.
Furono trovati a faccia in giù sul pavimento.
L'appartamento era sottosopra.
Sembrava l'avessero perquisito da cima a fondo,
come se stessero cercando qualcosa.
La polizia avviò un'indagine,
ma il caso rimase irrisolto.
Nella lettera, Vinny diceva
che Sisman era amico di un tizio a cui piacevano i video strani,
un uomo che viveva in una sontuosa villa a Southampton, Long Island,
che nella lettera, appariva sotto il nome in codice "RR".
Avevo lavorato nel settore edilizio nella zona degli Hamptons
e conoscevo persone in quella cerchia.
Io e Maury pensammo...
"Southampton, RR, dovremmo..."
Ci guardammo negli occhi e dicemmo: "Roy Radin?"
Il milionario Roy Radin non si fa mancare nulla:
una villa, l'autista, vino, donne e tanti, tanti soldi.
Uno stravagante playboy, alto 1,80 per 130 kg di peso,
famoso per le feste sexy
nella sua villa di 72 stanze, a Long Island.
Roy Radin era un festaiolo degli Hamptons.
Famoso per le feste in stile Studio 54, a base di sesso e cocaina.
Una delle stanze della sua casa era grande quanto mezzo campo da basket
e l'intera stanza era un letto.
Un letto di pelle.
C'erano cuscini ovunque
ed era chiaramente un'immensa alcova destinata alle orge.
L'ultima festa in questa villa sulla spiaggia è degenerata in violenza.
L'attrice Melonie Haller è stata stuprata e picchiata
dopo essersi rifiutata di partecipare a un'orgia.
La madre dice che la ragazza è stata picchiata da due uomini e donne
e violentata da Roy Radin.
Durante la perquisizione,
la polizia ha trovato un video con la Haller.
Vinny sosteneva che Roy Radin avesse un ruolo cardine,
di primo piano, nella setta.
Maury non stava nella pelle.
Quella, per lui, fu una notizia strepitosa.
"Era il tassello mancante. Darà una svolta all'inchiesta."
Ora tutto tornava.
Ma io non ci credevo.
Sapevo che, in genere,
le informazioni ottenute dai detenuti non erano utili.
Quindi mi dissociai dall'inchiesta.
Zuckerman non vedeva i nessi, ma io sì.
L'omicidio di Sisman ad Halloween, il video di Melonie Haller,
le droghe, la perversione, il caos.
Maury pensava che Roy Radin fosse il leader della setta di New York.
E un giorno, fu trovato morto, col cervello schizzato.
Il milionario Roy Radin è stato ucciso.
Il corpo è stato gettato in un canyon in California.
Gli spararono alla nuca.
Ogni nuovo indizio sembrava portare a un altro vicolo cieco
e a un altro cadavere.
Prima, John Carr a Minot.
Poi suo fratello Michael, a New York, e ora Radin a Los Angeles.
C'era del marcio in tutta questa storia.
Qualcuno anticipava e boicottava sempre le mie mosse.
Annullai immediatamente le vacanze
e prenotai due biglietti per la West Coast per me e G.
Maury voleva parlare con la polizia di Los Angeles.
E così andammo dalla polizia.
Secondo il rapporto della polizia,
Roy Radin voleva produrre un film di gangster, The Cotton Club.
Il signor Radin stava producendo e finanziando
il film The Cotton Club.
Riferii alla polizia di LA cosa avevo scoperto a New York
e mostrai loro tutte le prove.
Sapevo che dietro il suicidio c'era dell'altro.
Bastava solo fare dei collegamenti.
La polizia ci ha creduto.
Dissero: "Va bene",
e disegnarono su un pezzo di carta…
le indicazioni al luogo del ritrovamento del cadavere.
Imbocchiamo la strada.
E c'era un canyon, in fondo.
C'era un grande albero.
Mi affacciai e vidi il corpo. Era stato ucciso lì.
Il suo corpo era stato lì, a cuocere al sole, da un mese.
Emanava l'odore pungente dei sigari.
Maury si arrampicò su un albero,
e urlò...
"G, vieni, non crederai ai tuoi occhi".
E tira fuori una Bibbia…
Una Bibbia, a neanche 6 metri dal luogo in cui l'uomo era stato ucciso.
Aperta su una pagina che recita:
"Mangiamo e beviamo, poiché domani morremo".
Analizzai questa coincidenza.
Perché mai credete
che quel tesoro fosse nascosto sotto l'albero della vittima?
A 96 chilometri dalla città,
nel bel mezzo del nulla?
Per lui, quella Bibbia era la conferma che la pista della setta era giusta.
E ora, voleva che la verità venisse fuori.
E quella fu la sua missione.
FERITI A MORTE
Non avevo creduto a Berkowitz quando dichiarò di aver agito da solo.
E quei sospetti mi avevano condotto a una pista pericolosa,
che portava dalle fogne di New York
ai campi innevati del Nord Dakota.
Dal profondo silenzio di una chiesa di Stanford
alle decadenti dimore di Long Island…
E tutto per scoprire una terribile verità.
Dietro il caso del Figlio di Sam c'era una organizzazione omicida
che andava da Manson a Berkowitz e oltre.
Ha seminato il terrore sparando a 13 persone e uccidendone sei.
Sette persone brutalmente uccise sotto i fari di Hollywood.
Era come qualcosa mi ordinasse...
Praticavano rituali.
...strangolato e accoltellato alla testa.
Ed era ora che il mondo sapesse.
AGGUATI DEL FIGLIO DI SAM
UN'INCHIESTA SULLA SETTA SATANICA PIÙ PERICOLOSA D'AMERICA
Il libro è stato pubblicato nel giugno del 1987.
Fu emozionante.
Nel suo libro, Ultimate Evil, il giornalista investigativo Maury Terry
sostiene che Berkowitz agisse per conto di una setta satanica.
Quando seppi che Maury aveva pubblicato il libro,
pensai: "Hai capito, il Maury!"
Mi ha fatto piacere.
Dopo dieci anni di ricerche, Terry sostiene in un nuovo libro
che Berkowitz si addossò le colpe della setta.
Al libro non serviva pubblicità.
Quando la gente lesse il libro e lo recensì,
fu un gran bel momento.
Alcuni non furono d'accordo con tutte le sue teorie,
le criticarono,
ma, nel complesso, il libro fu un successo.
Stacy Moskowitz è stata l'ultima vittima di Berkowitz.
Ora sua madre è convinta che non l'abbia uccisa il Figlio di Sam.
- Maury Terry lo sa meglio di me... - È l'autore di un libro.
Sì, The Ultimate Evil.
Ma io gli credo.
Non crederò mai che fu Berkowitz a uccidere mia figlia.
Perché no?
Perché è fisicamente impossibile.
Deve leggere il libro per capire.
La gente leggeva il libro
e contattava Maury per dargli delle informazioni.
Dicevano:
"C'è una cosa che deve sapere."
All'epoca, Maury Terry fu identificato con il caso del Figlio di Sam.
La gente parlava di lui.
Andava a parlarne in TV.
Mi sta dicendo che ci sarebbe una rete nazionale
dietro tutti o alcuni di quegli omicidi?
Sì, so che esiste una rete.
E la sua esistenza è indubbia.
Torniamo tra poco.
Il libro gli valse consensi alle sue teorie.
Ma per lui non era abbastanza. Voleva di più.
Voleva che tutti ne parlassero
e che riconoscessero i suoi meriti.
Culti del diavolo, satanismo, occultismo.
Sembra che i crimini più singolari e atroci degli ultimi tempi
conducano a quei fenomeni.
Restano molti interrogativi aperti sul satanismo in America.
Episodi irrisolti di torture e omicidi.
Si ipotizza che oggi ci siano 2.000 sette negli Stati Uniti,
e che circa 2 milioni di persone
ne facciano parte.
Jennifer McLogan racconterà
come la gente abbia paura che i satanisti prendano i loro figli.
La cosa più inquietante
è che i satanisti si sono infiltrati in ogni livello della società.
Avvocati, politici, agenti di polizia.
Negli anni '80,
sul satanismo si diffuse una vera nevrosi, dilagò un'isteria collettiva.
Un poliziotto di Chicago dice
che le gang sono roba da asilo rispetto ai crimini satanici.
Nei momenti di incertezza storica si cercano dei capri espiatori,
e il capro espiatorio, allora, fu il satanismo.
Ragazzo intelligente, di buona famiglia.
Cosa lo spinge a fare una cosa così terribile e tragica?
Vorrei saperlo anch'io.
Sappiamo solo che nel novembre scorso,
Tommy si era avvicinato al satanismo.
LA BIBBIA SATANICA
Il satanismo è sempre stato popolare. Mi spiego?
Ne parlavano continuamente tutti, non solo i media.
Che fosse reale o meno, poco importa. Più spaventa, più intriga.
Oggi parleremo di sette sataniche e dei figli d'America.
Oggi è con noi l'ispettore Kurt Jackson,
esperto di crimini satanici.
Lui e Maury Terry, l'autore di Ultimate Evil,
hanno indagato su una rete organizzata di sette sataniche.
Maury cominciò a collaborare con Geraldo Rivera
che conduceva un talk show
e cercava storie che facessero ascolti.
Sette sataniche. Aumentano ogni ora, ogni giorno.
Oggi, con noi...
Geraldo dava visibilità a quelle teorie perché facevano ascolti.
Maury stava per pubblicarle.
Maury, credi che sia vero?
Sì, Geraldo.
Mi occupo del caso del Figlio di Sam da dieci anni, ormai.
Ho le prove.
Dietro gli omicidi del Figlio di Sam c'era una setta satanica
e quell'organizzazione comprendeva la setta del Figlio di Sam,
chiamiamola così. È vero.
Oggi, a People Are Talking, parleremo di satanismo
e adoratori del diavolo.
Abbiamo tre nuovi ospiti.
Maury Terry, giornalista investigativo
e autore del libro The Ultimate Evil...
Fece scalpore.
Maury non se ne accorse, in un primo momento.
E Herman Slater, un sommo sacerdote e stregone
proprietario di un negozio esoterico a New York.
Signor Slater, lei si definisce uno stregone.
- Sono uno stregone, sì. - Lo è.
I talk show a cui partecipava mettevano Maury in cattiva luce.
Vendere libri è una cosa.
Ma la tua credibilità professionale è un'altra cosa.
La paura del satanismo dilagava nel paese.
Il satanismo dilaga in America e in Canada.
In ogni scuola,
c'è almeno un adolescente satanista.
Giochi come Dungeons & Dragons
incorporano pratiche occulte all'interno del gioco.
È un giocattolo satanico?
È usato per rappresentare l'occulto, sì.
Nel cartone, il Grande Puffo disegna un pentacolo,
una stella magica a cinque punte.
Accende candele su ogni punta, danza nel pentacolo, canta...
La situazione degenerò.
E mi rincresce dirlo,
ma il libro di Maury Terry seguì quell'onda.
Crede nel satanismo?
Nel satanismo come pratica, sì, assolutamente...
Ho passato gli ultimi dieci anni a inseguire la verità.
Che si trattasse di giornali, programmi radio o talk show diurni,
questa era la mia occasione per arrivare a quante più persone possibile.
Che ci creda o no è irrilevante...
Io dico che, se non possiamo esorcizzare il demone,
lo uccidiamo e distruggiamo la casa e il corpo che lo ospitano.
Torniamo subito.
Ma malgrado i miei sforzi,
la vera storia finiva per essere oscurata dal panico e dalla paura.
Anche se molti casi erano ritenuti infondati,
sapevo che la setta su cui avevo indagato esisteva realmente.
O almeno così pensavo.
Ordinati quattro arresti
per l'omicidio su commissione di Roy Radin, del 1983.
Sembra che il movente dell'omicidio sia stato un film, The Cotton Club.
Radin è stato ucciso per un dissapore di natura finanziaria,
per un film che gli era costato 35 milioni di dollari,
un film che avrebbe reso Radin un produttore di Hollywood.
Dissero che la causa dell'omicidio fu The Cotton Club
e anche un furto di droga.
Non fu una setta satanica a ucciderlo.
Fu ucciso per una controversia finanziaria sulla produzione del film.
Saltò fuori che Radin non era morto per un video snuff.
Lo uccisero l'avidità e la cocaina.
Non ammettevo di aver preso un abbaglio sul legame con la setta,
ma intanto, il danno era stato fatto.
Maury era distrutto.
Era così ossessionato da questo caso.
Eravamo sposi novelli, ma…
non durò...
il matrimonio.
Non c'è mai stata una relazione perché lui era sempre al telefono.
Ci sposammo perché con Maury era "o tutto o niente".
Non gli bastava essere amici.
E quello avremmo dovuto essere, amici.
Ma tutti facciamo degli errori.
Divorziammo, ma io gli volevo bene e credevo in tutto ciò che faceva.
Non credo che Maury fosse soddisfatto all'epoca.
Non era contento. Voleva andare fino in fondo.
Ma non era facile,
nessuno lo ascoltava più.
Il libro di Maury Terry è pieno di speculazioni,
basate su teorie cospirazioniste
e su cose che la gente si era immaginata,
le sette, la banda di assassini e tutto il resto.
Dietro ogni crimine c'è una teoria cospirazionista.
Gli davano del pazzo e so che lo frustrava
perché aveva bisogno di gente che credesse in lui per l'indagine.
Ero a un punto morto, professionalmente e personalmente.
Non capivo perché tanti ignorassero
le mie scoperte,
perché non vedevano ciò che io vedevo.
Tirai fuori la prima lettera che mi aveva scritto Berkowitz
e fissai quelle pagine.
"Maury, per quanto circostanziate saranno le tue prove,
la gente non ti crederà mai.
Non solo quest'uomo, ritenuto un pazzo, aveva ragione...
Sapeva tutto...
da sempre.
AGGUATI DEL FIGLIO DI SAM
Nella mia storia personale con la polizia di New York,
ho toccato vari aspetti dell'occultismo e del satanismo,
e, intanto, ho costruito un buon rapporto con David Berkowitz.
David Berkowitz è diventato cristiano.
È stato quello a legarci.
Andavo a trovarlo in carcere
e siamo diventati amici.
Parlavamo di varie tematiche religiose.
Ho tenuto l'amicizia segreta.
Poi un amico mi disse di Maury Terry e del suo libro
e comprai subito il libro.
Ne ero affascinato.
Chiamai Maury e parlammo per un quarto d'ora.
Gli raccontai del mio legame con la polizia di New York.
Gli dissi: "Indovina con chi ho cenato?"
Lui mi dice: "Con chi?" E io: "David Berkowitz".
Lui rimase in silenzio.
Non ci credeva.
Mi disse: "Dici che a David darà fastidio se vengo a trovarlo con te?"
Gli dissi: "Scrivigli".
CARO DAVID
Un giorno Maury mi chiama.
E mi dice che ha trovato un modo per parlare con Berkowitz.
"Dimmi", gli dico io.
Mi disse che Berkowitz aveva avuto una rinascita spirituale.
Ora era un cristiano. Aveva visto la luce.
Mi chiese se la cosa mi interessava,
se mi interessava ottenere un'intervista con David Berkowitz.
Organizzammo un incontro
nel carcere di Sullivan, nell'Upstate New York.
Non ci credevo. Berkowitz non parlava con nessuno da 16 anni.
Stava succedendo realmente?
Era una roba grossa. Grossissima.
Ci fecero entrare.
C'era una grande attesa per l'arrivo di Maury.
Era come se Sherlock Holmes si trovasse faccia a faccia con Moriarty.
Maury aveva vissuto per quel momento per anni, ossessivamente.
Lo aspettiamo.
Ed eccolo che arriva.
Ciao, Maury. Come va?
Sottotitoli: Gabriella Pierro
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