All language subtitles for The.Sons.of.Sam.A.Descent.into.Darkness.S01E02.720p.WEB.h264-DELAYED

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Original subtitles

UNA DOCUSERIE ORIGINALE NETFLIX

Silenzio!

Sono lieto di annunciare che gli abitanti di New York

ora possono tirare un sospiro di sollievo

perché stamattina la polizia ha catturato

un uomo che ritiene essere il Figlio di Sam.

10 AGOSTO 1977 ARRESTO DI BERKOWITZ

IL GIORNO DELL'ACCUSA SEI GIORNI DOPO

A Brooklyn, lo hanno formalmente accusato di essere il Figlio di Sam.

Ha sparato a una ragazza in un'auto parcheggiata, a Brooklyn.

L'ultimo di sei omicidi,

tutti commessi con una calibro .44, secondo la polizia.

È stato scortato in tribunale da otto veicoli.

La polizia temeva che la gente lo attaccasse.

La folla ha fischiato mentre lo portavano via dal tribunale.

Non poteva andare meglio.

Quando fu accusato, tutti dissero: "Abbiamo il mostro.

Ora le strade di New York sono più sicure.

La polizia ha preso il mostro".

Spero che la mia vita ora torni alla normalità.

Non devo più dormire con una pistola in mano.

È un crimine senza senso. È solo un maniaco, un animale.

Che fine merita il Figlio di Sam?

E me lo chiede? La morte.

Punto.

Il padre di Berkowitz, 68 anni, era scosso durante la conferenza stampa.

Quando ha saputo di suo figlio, qual è stata la sua reazione?

Ho pianto.

Basta così.

Tutti sapevano che era colpevole.

Il pubblico voleva infliggergli una morte dolorosa.

Se fosse uscito dalla porta principale, 42 persone lo avrebbero crivellato.

Berkowitz era circondato da decine di agenti e ispettori in divisa.

In aula, ha accennato un lieve sorriso,

lo stesso del giorno dell'arresto.

Se riconosciuto colpevole, dovrà scontare l'ergastolo,

ma si dovrà accertarne l'eventuale infermità mentale.

C'è una differenza sostanziale

fra l'essere psicotici e l'essere incapaci di intendere e di volere.

Uno psicotico non è necessariamente infermo di mente.

Quindi un uomo che dice di ricevere ordini da un cane...

Il giudice ha disposto la perizia psichiatrica.

Berkowitz potrebbe restare qui per 30 giorni

in un'area sorvegliata del Kings County Hospital di Brooklyn,

dove sarà valutata la sua sanità mentale.

Ero stranamente intrigato dal caso del Figlio di Sam.

Forse perché viveva a Yonkers, il mio stesso quartiere

o perché non capivo come un solitario 24enne

avesse ingannato la polizia così a lungo.

Ma una domanda mi consumava la mente più di tutte:

Perché?

Lei conosce bene persone come lui. Ci sono migliaia di...

Mi permetta di correggerla. Nessuno conosce bene un omicida seriale.

Quali domande gli porrà oggi, al Kings County Hospital?

Il tribunale mi ha ordinato di accertare la sua sanità mentale.

- Siamo... - Scusi.

Vogliamo anche capire,

in parole povere, cosa lo faccia scattare.

Dopo pochi colloqui preliminari con David,

lo dichiarano affetto da disturbo antisociale,

un perdente

incapace di stare con le donne.

Non aveva mai avuto una ragazza.

David aveva fatto il servizio militare in Corea.

Berkowitz è stato un poliziotto ausiliario dal '70 al '73.

Dopodiché ha fatto il servizio militare.

Lì è stato addestrato all'uso delle armi.

RAGAZZA SCOMPARSA SI TEME SEQUESTRO

Dall'esame psichiatrico di David Berkowitz,

lo psichiatra evinse una profonda rabbia verso le donne.

Aveva scoperto da poco che era stato adottato.

E quando trovò la sua vera madre, lei non lo accettò.

Uccidere era la sua valvola di sfogo.

Ma gli inquirenti dissero: "Rinchiudiamolo, caso chiuso".

Una notte, eravamo in una mensa

e lui disse a una delle ragazze che lavoravano lì:

"Non dovresti portare i capelli lunghi,

perché il Figlio di Sam uccide le ragazze con i capelli lunghi".

Il nocciolo della storia fu: "L'avevano adottato. Odiava le donne".

Non so se ci sia un elemento sessuale nel suo caso.

Nella gran parte dei serial killer, c'è.

Legano le donne, le umiliano o le uccidono.

Berkowitz, sparava e poi scappava.

La domanda del perché lo facesse resta insoluta.

Continuo a chiedermelo. Perché?

In aula hanno ascoltato la registrazione del colloquio con lo psichiatra.

Non avevo nulla contro quelle persone. Non le conoscevo.

Erano solo persone. Non le odiavo. Non ero arrabbiato con loro.

Perché l'hai fatto, allora?

Me l'ha detto Sam. Mi ha usato.

È stato lui a ordinarmelo. L'ho fatto per lui. Per il sangue.

Berkowitz dichiarò che un cane gli aveva ordinato di farlo.

Ha detto agli psichiatri

che prendeva ordini da Sam, un cane millenario.

I giornali, prevedibilmente, dedicarono le prime pagine alla notizia.

Dimmi di più di questo Sam. È un cane?

Sam è un essere di 6.000 anni che è quasi umano,

e che parla a lui attraverso il cane.

È il cane di Sam a dirgli cosa vuole Sam.

Si pubblicava ogni dettaglio sul Figlio di Sam. Faceva notizia.

La sua storia aveva gli elementi giusti per fare notizia.

La gente voleva sapere.

Nelle scorse settimane, a New York,

il Figlio di Sam ha avuto una copertura mediatica

pari alle nozze di Elizabeth Taylor e Richard Burton.

Nel giornalismo è cruciale mantenere l'attenzione

dopo i primi articoli.

Il primo giorno si scrive "Preso!" sulla prima pagina del New York Post.

Ma cosa si scrive il giorno dopo, e quello dopo?

LE RAGAZZE MI EVITAVANO

Qualsiasi informazione che potesse incrementare le vendite

andava verificata.

Quando c'è una saturazione di emittenti televisive emergenti

e di giornali,

come faccio a distinguermi

dalla concorrenza?

Pensavo interessasse ai lettori.

Questa storia scatena la curiosità della gente. E noi...

Crede sia una curiosità sana?

- Quella per l'omicidio? - Sì.

Berkowitz ha detto agli psichiatri che obbediva a demoni

e a un cane millenario di nome Sam.

Avevo assorbito ogni dettaglio possibile,

pagine e pagine di articoli...

e ore di programmi radio e televisivi.

Aveva passato il messaggio ufficiale alla nazione.

Berkowitz il matto obbediva al demone Sam, che gli parlava attraverso un cane.

Eppure la stampa, drogata di sensazionalismo,

trascurò altri elementi della storia che divergevano

dalla narrazione dominante.

Maury non era il tipo che si accontentava di un semplice "sì" o "no"

e si lasciava un dubbio alle spalle.

Il fatto che la polizia di New York o chiunque altro

dicessero: "L'assassino è lui,

a Maury non bastava.

Maury pensava ci fosse dell'altro.

Ci sono persone che amano andare al fondo delle cose.

Lui era una di quelle persone.

Era scettico per natura.

Io e Maury ci conoscevamo dall'asilo.

Abbiamo fatto le elementari insieme.

Abbiamo frequentato lo stesso liceo.

E siamo rimasti amici intimi da allora.

Yonkers era una città industriale, operaia. Cattolica.

Maury si avvicinò alla religione da piccolo.

Praticamente viveva a meno di un isolato da una chiesa.

A volte si doveva alzare alle sette di mattina

per sostituire il chierichetto che non si era presentato.

Maury aveva uno spiccato senso della morale.

Gli avevano insegnato cos'era giusto e cos'era sbagliato,

giusto e ingiusto.

Maury non era un chierichetto molto disciplinato.

Le regole non gli piacevano molto.

Era fatto così.

Maury era determinato,

e quando qualcosa catturava il suo interesse,

quando voleva delle risposte o perseguiva un obiettivo, non mollava.

Lavorare in IBM aveva i suoi vantaggi,

ma se scrivo un altro articolo su computer,

forniture,

o laser,

potrei finire per strangolarmi.

Sapevo che avrei scoperto qualcosa sul Figlio di Sam...

qualcosa di grosso.

Nel 1977, lavoravo come capocronista per l'editore Gannett.

Maury provò a convincermi a pubblicare una storia su Berkowitz

secondo cui Berkowitz non agiva da solo.

Pensava che molti elementi della storia conducessero a John Carr.

A Forest Hills, in uno dei suoi agguati,

l'omicida chiese delle indicazioni alle due ragazze,

poi puntò la pistola verso di loro e sparò.

Sopravvissero entrambe e lo videro.

Lo avevano sentito parlare.

E con le loro testimonianze si tracciò un identikit

che ricordava il viso di John Carr.

Con i capelli che gli coprivano parzialmente il viso.

Maury cercò il numero dei Carr sull'elenco telefonico,

e trovò il nome di John Wheat Carr.

Il nome catturò subito la sua attenzione

perché "John 'Wheaties'" compariva nella lettera a Breslin.

La cosa interessante

era che John Carr aveva frequentato lo stesso liceo mio e di Maury.

Era un ragazzo tranquillo, un po' strano.

Non aveva molti amici.

Lo chiamavamo "Wheaties", dal nome della sorella, Wheat Carr.

I Carr vivevano a Yonkers, nella stessa strada di Berkowitz, più giù.

Non avevo più pensato a John dai tempi della scuola, 16 anni fa,

e ora cercavo tutte le informazioni possibili su di lui

e su suo fratello minore.

Amici e vicini raccontarono varie storie inquietanti

che alimentarono i miei sospetti.

Com'è che si chiamava il cane? Harvey, sì.

Lo vedevo spesso insieme a Sam Carr,

nel retro del suo furgone.

In giro si raccontava che Sam non fosse una bella persona.

Nessuno ne parlava granché bene.

Era un uomo molto autoritario.

Avevo sentito che maltrattava i figli.

Li picchiava.

A volte li rinchiudeva in soffitta per punirli.

Maury vide dei riferimenti agli abusi nelle lettere.

Le lettere del Figlio di Sam.

Le allusioni erano palesi.

"Papà Sam mi tiene rinchiuso in soffitta."

"Picchia la sua famiglia."

E naturalmente, "Sono il Figlio di Sam".

Era un omaggio velato alla vita dei veri figli di Sam,

al vecchio che odiavano.

Fu "John "Wheaties" a scrivere la lettera?

Tutto torna. Il Figlio di Sam.

Forse è stata una confessione.

"Voglio fare il bravo. Confesserò tutto. Prendetemi se potete."

Sfidava gli inquirenti a decifrare il suo messaggio criptico.

Era una sfida. Era il gioco dell'assassino.

Leggendo le lettere, non si può non ammettere che tutto torna.

Ci sono delle corrispondenze che sono semplicemente lampanti.

Maury non aveva dubbi,

ma io non ci credevo.

Era una storia farraginosa, basata su speculazioni più che su fatti.

La storia che lui cercava di vendermi, per me non funzionava.

Ma lui volle vedere il mio capo

e ci riunimmo tutti nell'ufficio del direttore.

Maury era molto convincente.

Avrebbe dovuto fare il rappresentante.

Bartley e la sua redazione non mi diedero il via libera,

ma mi incoraggiarono a indagare.

Quel giorno, lasciai IBM per dedicarmi al giornalismo full-time

e mi tuffai anima e corpo in questa indagine.

Maury beveva caffè e fumava senza sosta.

Parlava velocemente e spesso.

Alla redazione del Gannett, Maury piaceva.

Gli permisero di indagare su quella storia quanto e come volesse

e per il tempo necessario, e più indagava, più la storia si complicava.

Io e Maury lavoravamo insieme.

E nella nostra prima inchiesta insieme

indagammo se nell'agguato Moskowitz,

Berkowitz avesse agito da solo.

Stacy Moskowitz, 20 anni, bionda.

Robert Violante, vent'anni anche lui,

feriti con due proiettili in testa, a Brooklyn.

La polizia crede che il killer sia sopraggiunto dal parco.

Le prime notizie sull'omicidio Moskowitz mi preoccuparono.

I lineamenti di Berkowitz non combaciavano

con quelli dell'identikit della polizia.

Rintracciamo Tommy Zaino, testimone chiave dell'aggressione.

Non ho creduto fosse Berkowitz allora, e non lo penso ora.

Una testimone fornì degli indizi cronologici.

Vide Berkowitz uscire da una Ford Galaxy per prendere il tagliando del parcheggio.

Abbiamo la distanza dal parchimetro al luogo dell'agguato.

Questa è Cäcilia Davis.

Mentre portava a spasso il cane, Snowball, ha visto Berkowitz.

Ho camminato fino alla Belt Parkway.

Sono tornata, ma il cane non voleva tornare a casa

perché ha la fidanzata da quella parte.

Mi giro e vedo l'uomo sbucare da dietro l'albero.

Alle 2:33 del mattino, la sig.ra Davis vede un uomo a 40 metri da casa sua.

È un giovane uomo che lei identificherà come David Berkowitz.

Lui le passa accanto, a un metro di distanza

e la gela con lo sguardo.

Aveva un sorriso compiaciuto, come quello che gli ho visto in TV.

Alle 2:35, due minuti dopo, ma cinque isolati più in là

Tommy Zaino vede uno sconosciuto che tira fuori la pistola,

si accovaccia e spara quattro volte

nell'auto di Robert Violante.

Il tizio ha fatto saltare in aria quei ragazzi in quattro secondi.

Cronometrammo i suoi spostamenti decine di volte.

E non sembrava plausibile che fosse stato lui.

Non poteva essere lui, perché l'ho visto prendere il tagliando.

Non ce l'avrebbe mai fatta a tornare al parco.

Berkowitz non poteva riuscirci in quel lasso di tempo.

Commettere l'omicidio, prendere il tagliando e scappare.

Qualcun altro aveva sparato,

mentre lui faceva la guardia.

I testimoni hanno avvistato una Volkswagen gialla in zona.

Qualcuno ha visto e seguito una Volkswagen gialla

non lontano dal luogo dell'omicidio Moskowitz.

Berkowitz ha una Ford.

Secondo me c'erano altre due persone,

forse tre.

E non è azzardato ipotizzare

che John e Michael

erano coinvolti nelle aggressioni del Figlio di Sam.

SERVIZIO DI ASSISTENZA TELEFONICA CAR

Maury era convinto che i due fratelli Carr fossero coinvolti.

Ma io non volevo dar credito a quella storia.

C'è una barriera legale. Si chiama diffamazione.

Non eravamo il New York Post.

Bartley m'irritava.

Un po' di scetticismo è normale, ma se avessimo avuto ragione

e l'assassino di Stacy Moskowitz fosse ancora libero di uccidere?

Portai il materiale al New York Post.

Volevano pubblicarlo

e sapevano come creare lo scoop.

Andarono alla fonte, all'ospedale psichiatrico di Brooklyn,

dove era detenuto il Killer della calibro .44.

Il Figlio di Sam in persona.

Il New York Post aveva una fonte,

un certo Jim Mitteager, che era diventato amico di Berkowitz.

Mitteager era un detective della polizia di New York

licenziatosi per diventare investigatore privato

e ora aveva contatti con il più famoso criminale degli Stati Uniti

dimostrati da foto e conversazioni registrate

trapelate dall'ospedale psichiatrico.

Cosa provavi quando sparavi? Cosa sentivi?

Era come un orgasmo?

- Niente. - Niente di sessuale?

No.

- Ma uccidere ti faceva stare bene? - Sì.

- Ti piace fare sesso con le donne? - Mmm.

- Trovi l'omicidio più eccitante? - Sì.

Sembrava che Berkowitz avesse voglia di parlare.

E pochi giorni dopo, diede a Mitteager uno strano biglietto.

PER ME ERANO DEMONI, NON UMANI.

LA LORO UMANITÀ È UNA FACCIATA.

"La gente vuole il mio sangue, ma non ascolta ciò che ho da dire."

"Questa è una cospirazione!"

"Ci sono altri figli là fuori."

"Che Dio aiuti il mondo."

Il biglietto forniva un altro pezzo del puzzle,

e la vicenda si faceva più intricata.

Berkowitz aveva menzionato un complice,

e io e Zuckerman mettemmo la nostra tesi nero su bianco.

Era ora di presentarsi alle autorità.

Io e Maury andammo dal Procuratore di Brooklyn.

Eugene Gold era un Procuratore distrettuale affermato.

E riuscire a convincerlo a riaprire le indagini sul caso

sarebbe stato per noi motivo di orgoglio.

Parlammo con un vice procuratore distrettuale.

Gli esponemmo la nostra tesi.

"Vogliamo che riapriate il caso.

Sono stati trascurati degli elementi e forse aveva dei complici."

Maury gli consegnò dei documenti.

Pensai fossero convincenti.

C'erano troppi interrogativi aperti.

Dovevamo capire cos'era successo veramente e chiudere il caso per sempre.

E loro dissero diplomaticamente: "Grazie, ma... no".

Uscendo dall'ufficio, capii di essere stato un ingenuo.

Pensavo fossimo tutti dalla stessa parte, ma mi sbagliavo.

Più che scoprire la verità sul caso,

le autorità volevano coprirsi il culo.

Perché la polizia non prese in considerazione quegli indizi?

Secondo Maury, la polizia voleva chiudere il caso,

perché sapeva di non aver fatto abbastanza.

Maury scoprì che la polizia

aveva ignorato determinati indizi.

Furono superficiali, trascurarono degli indizi.

Commisero degli errori.

Durante l'arresto, la polizia perquisì l'auto di David senza un mandato.

Trovarono le armi, e per un paio di ore dopo la perquisizione

cercarono un giudice che firmasse il mandato di perquisizione.

Ma il mandato si firma prima della perquisizione.

Senza un mandato, le prove non possono essere usate in tribunale

perché sono state ottenute illegalmente.

Si temeva che il caso scoppiasse.

Forza, procediamo con…

Le prove.

Spesso la polizia era stata sbrigativa in questo caso.

Ok, va all'auto del capo.

Nonostante i riferimenti nelle lettere, non interrogarono mai John Carr,

il vero figlio di Sam.

Fu uno dei crimini più gravi della storia di New York,

ma la polizia aveva condotto un'indagine superficiale dopo l'arresto.

Non vedevano l'ora di chiudere il caso, dopo l'arresto di Berkowitz.

Dopo l'arresto, portarono di corsa Berkowitz in tribunale,

raccolsero subito la sua confessione e lo mandarono in ospedale psichiatrico.

I poliziotti ne uscirono da eroi, e fine della storia.

L'esito positivo di questa indagine

spiega perché il Dipartimento di Polizia di New York

sia da tempo considerato il migliore.

La superficialità degli inquirenti mi sorprese,

ma almeno ora sapevo il perché.

E i motivi trascendevano la semplice incompetenza.

Prima che l'inchiostro delle impronte di Berkowitz si asciugasse,

la polizia organizzò la più imponente cerimonia di promozione

della storia di New York.

Quell'anno Abe Beame si ricandidava per le elezioni.

Mi ricandiderò per le elezioni a sindaco della città di New York.

New York aveva già i suoi problemi.

L'arresto di Berkowitz e la fine della catena di omicidi

era abbastanza per loro.

La reputazione era salva.

Ci furono promozioni.

E a pagarne il prezzo fu la giustizia.

Maury era determinato.

Non si sarebbe fermato finché non avesse ottenuto delle risposte.

Cos'altro era successo?

Cos'altro avremmo potuto scoprire continuando a indagare?

Nel quartiere dei Carr,

un ragazzino mi mostrò un potenziale indizio.

Mi condusse a un sentiero

dietro il palazzo di Berkowitz e la casa dei Carr.

Sotto i nostri piedi c'era l'Acquedotto di Croton,

un sistema di tunnel centenario che si snodava sotto il fiume Hudson…

e sotto l'Untermyer Park, un vecchio parco.

L'Untermyer Park era un parco bellissimo.

Ci andavamo ai tempi del liceo.

Era isolato, buio di notte.

Dopo gli omicidi del Figlio di Sam, ci andai con Maury.

Voleva mostrarmelo.

C'erano graffiti sui muri.

E trovammo animali morti nell'acquedotto, in un tunnel.

Abbiamo trovato due pastori tedeschi.

Hanno ucciso un cane in Warburton Avenue.

Abbiamo trovato un cane. Gli avevano mozzato un orecchio.

I cani erano stati brutalmente mutilati.

Inoltrandoci, ci imbattemmo in un edificio decrepito.

Una vecchia stazione di pompaggio, nel cuore del parco.

L'edificio era ridotto malissimo.

C'erano macchie di sangue per terra.

Scritte con il sangue sui muri.

La mia guida dice che chiamano questo posto "la caverna del diavolo".

Qualcuno ha sentito dei canti provenire dal retro.

Due addetti alla sicurezza sono scesi a dare un'occhiata

e hanno visto persone con delle torce.

Abbiamo trovato dei cappucci e due mantelli,

uno grigio e uno nero.

Si diceva che lì si riunisse

un gruppo che si faceva chiamare "I Bambini".

C'erano state segnalazioni di una setta dedita a rituali estremi,

persone in costumi e tonache che praticavano rituali satanici.

Furono trovate le carcasse di pastori tedeschi sacrificati.

C'era un altare. C'era del sangue.

Quelli non erano giochi satanici adolescenziali.

Era qualcosa di molto più sinistro.

Dopo i tanti film visti sui culti satanici

trovavo risibile l'idea di una setta,

ma le testimonianze oculari erano innegabili

così come i cani mutilati.

Il tutto a pochi chilometri dalle case dei Carr e di Berkowitz...

Era ora di indagare il lato oscuro delle arti occulte.

Mi dà una definizione dell'occultismo?

Posso darle la definizione letterale di occulto, ovvero "nascosto".

È lo studio delle cose invisibili.

È vivere al di là delle convenzioni e dei vincoli morali imposti.

Verso la fine degli anni '70, era diventato uno stile di vita.

Fu assorbito dalla cultura di massa.

Band heavy metal come i Black Sabbath...

e Rosemary's Baby.

- Ave Satana! - Ave Satana!

Satana è suo padre!

Oddio!

In quell'epoca, l'occultismo si divise in due fazioni.

Il lato positivo, luminoso, della cosiddetta "New Age"

con la meditazione e lo yoga.

Ma ci sono persone attratte dal lato oscuro di queste pratiche.

Ne amano il carattere estremo.

Trasgressivo, a tratti scioccante. Eccessivo in tutti i sensi.

Trovano il mondo normale noioso o troppo restrittivo,

o pensano che il mondo non li capisca.

È un modo di sentire.

Si desidera una sorta di utopia anarchica

e la si realizza attraverso il proprio stile di vita.

Non mi sorprende che spesso, le cose sfuggissero di mano.

Era perfino plausibile

un'improvvisa esplosione di violenza.

Atti di violenza gratuiti

giustificati da un'ideologia che trova il mondo orribile.

Le azioni umane hanno le ragioni più assurde.

Nei delitti del Figlio di Sam,

le lettere inviate alla stampa e alla polizia

erano piene di richiami all'occultismo.

"Belzebù", il demone noto come il Signore delle mosche.

"Brat", ovvero folletto o piccolo diavolo.

"Ci rivedremo."

Le stesse parole proferite da Satana nel libro Black Easter.

Ci sono delle strane coincidenze,

come il nome della discoteca, l'Elephas,

che ricorda Eliphas Levi, lo stregone nero.

Basta cercare questi dettagli e li si trova.

Sono riferimenti comprensibili da chi li usa, che gli altri non colgono.

E c'è il dettaglio più lampante di tutti.

Il simbolo del Figlio di Sam è un talismano occulto del XIX secolo

disegnato da Eliphas Levi.

Sul bordo del talismano c'è scritta la parola "Berkaial",

che mi ricordava "Berkowitz".

E anche "Amasarac".

Sapendo che i satanisti usavano scrivere le parole al contrario,

ho guardato il simbolo in uno specchio.

Al contrario, si leggeva come "Carr". "Sam."

"Berk."

"Sam", "Carr", il simbolo.

Erano tutti lì.

Maury pensava che la lettera collegasse Berkowitz all'occultismo.

Nella lettera, c'erano riferimenti al luogo in cui praticavano i rituali.

Il sentiero tra casa Berkowitz e casa Carr conduce alla caverna della setta.

Nel quartiere, chiamano quel sentiero "le fogne"

o VSF, "vicino al sentiero delle fogne".

Maury notò un riferimento all'acquedotto nella lettera di Breslin.

"Saluti dalle fogne."

CARO SIG. JIMMY BRESLIN, SALUTI DALLE FOGNE DI NEW YORK

Maury fece una scoperta decisiva

che aprì una nuova pista nelle indagini.

Scoprì una rete.

Una rete che si estendeva sempre più.

Ricordo che, all'epoca,

ero convinto che quelle non fossero fantasie,

elucubrazioni prive di fondamento.

Berkowitz sembrava frequentare

i gruppi satanici di Untermyer Park.

E non è azzardato fare due più due

e affermare che, probabilmente, anche i fratelli Carr erano coinvolti.

Avevano tutti partecipato agli agguati del Figlio di Sam?

Come vedette, autisti o aggressori?

Con Berkowitz in carcere, ci si chiede "Chi è rimasto, lì fuori?"

Il puzzle cominciava a prendere forma, ma mi servivano conferme,

e per averle, dovevo tornare da Berkowitz.

Ma prima che lo dicessi, Mitteager sganciò una bomba.

Tirò fuori dalla borsa delle foto scattate in ospedale.

Disse: "Il Post sta per pubblicarle".

Guardai quelle foto incredulo.

"Jim, appena le pubblicano,

succederà un casino di dimensioni mai viste."

Il Post portò il caso mediatico del Figlio di Sam

a dei livelli inaccettabili.

Pubblicammo "Sam dorme", sulla prima pagina del New York Post.

Era una foto di Berkowitz nella sua cella,

che dormiva.

C'era una generale curiosità verso di lui. Nessuno lo aveva visto.

Pensammo fosse un grosso scoop.

E il mondo esplose.

Sarà un caso da Primo emendamento

se il New York Post e altri giornali

saranno accusati di aver pagato per ottenere le foto di Berkowitz.

Scoppiò il caos.

Le reazioni alle foto non si fecero attendere.

Fu aperta un'indagine sulla fonte delle foto.

Ero preoccupato.

Il Procuratore distrettuale di Brooklyn, lo stato, la polizia,

volevano punire i responsabili.

Supponendo che il direttore o l'editore abbiano stanziato i soldi,

quel giornale o quella rivista sarebbero penalmente perseguibili?

Seguì un'indagine approfondita

per stabilire chi avesse trafugato le foto dal carcere.

Maury disse: "È la fine", e così fu, in effetti.

Quando seppero che in carcere c'era una talpa, fu la fine.

Nessuno poté più avvicinare Berkowitz.

Avrei scoperto verità allucinanti se avessi potuto parlarci,

e ora, lui era irraggiungibile.

Ma non mi scoraggiai.

Come dice il detto: "Quando si chiude una porta, se ne apre un'altra".

11 FEBBRAIO 1978

6 MESI DOPO L'ARRESTO DEL FIGLIO DI SAM

Una delle più copiose nevicate mai viste si era abbattuta sul nordest.

Nelle settimane precedenti, ero passato davanti alla casa dei Carr

sperando di avvistare lo sfuggente John Carr,

scomparso nei giorni dopo l'arresto di Berkowitz.

I vicini mi dissero la marca e il modello dell'ultima auto di John.

E un bel giorno, la vidi.

Parcheggiata nel vialetto.

Il figliol prodigo, John Wheaties, era tornato a casa.

La settimana dopo, passai davanti la casa,

ma l'auto, ricoperta dalla neve, non si era mossa.

Il sabato successivo mia madre mi chiamò in uno stato di agitazione.

"Maury, devo dirti una cosa."

Aveva letto un articolo sul giornale del mattino.

"Quel ragazzo che cercavi, John Carr…

è morto."

John Carr,

il ragazzo somigliante all'identikit del Figlio di Sam in mano alla polizia,

era stato trovato morto a Minot, nel Nord Dakota,

per un improbabile suicidio.

Il fatto sollevò dei dubbi.

Dubbi che avvaloravano le teorie di Maury.

Perché Minot?

Minot è fredda e desolata.

È una città dove nessuno andrebbe mai. Allora, lui perché c'era andato?

Fu un incidente? Un suicidio? Un omicidio?

Maury pubblicò la sua teoria del coinvolgimento di Carr

negli omicidi del Figlio di Sam

e accusò la polizia di aver ignorato gli indizi.

Il Post pubblicò la storia di Carr in prima pagina.

Ora le autorità non potevano più ignorare le nostre indagini.

Ma quella notte, una notizia catturò la mia attenzione.

Riguardava Mitteager.

Era stato arrestato.

Il New York Post e altri quotidiani

sono accusati di aver comprato le foto di Berkowitz.

La foto di David Berkowitz, il Figlio di Sam,

con il titolo "Sam Dorme".

La questione potrebbe finire in tribunale.

Il momento scelto per l'arresto fu alquanto dubbio.

Mi chiesi inevitabilmente

se non fosse una punizione per aver informato il pubblico su Carr.

Le porte si chiudevano intorno a me.

E il peggio doveva ancora venire.

New York, oggi.

David Berkowitz non seguirà la linea difensiva dei suoi avvocati

e ammetterà di essere il Figlio di Sam.

Berkowitz sarà portato qui,

al tribunale di Brooklyn, stamattina.

Si dichiarerà colpevole per gli omicidi del Figlio di Sam.

In aula siederanno i sopravvissuti agli agguati

e i genitori delle vittime.

È scoppiata una rissa al settimo piano.

Berkowitz ha preso a calci e morsi gli agenti che lo scortavano.

Si è anche lanciato verso una finestra.

Era visibilmente agitato e aveva lo sguardo stravolto.

Poi ha sbigottito i presenti in aula urlando:

"Stacy era una troia. L'ammazzerei ancora".

La sig.ra Moskowitz si è alzata e ha urlato: "Animale!"

Violante ha urlato: "Meriti la morte, verme!"

ed è scoppiato a piangere.

Le guardie hanno portato via Berkowitz.

Mai visto niente di simile.

Un imputato che fa una simile scenata in tribunale.

Quell'uomo è pazzo.

E lei cos'ha detto, signora Berkowitz?

- Moskowitz. Non mi chiami più Berkowitz. - Mi scusi.

- Cos'ha detto, sig.ra Moskowitz? - L'ho chiamato "bastardo".

Ho una rabbia tremenda dentro.

La sua è stata solo una provocazione, il chiamare Stacy…

come l'ha chiamata.

Maury voleva convincere il pubblico

che Berkowitz non fosse il solo esecutore degli omicidi.

Ma quando Berkowitz confessò, tutti pensarono:

"È fuori come un balcone. È pazzo da legare".

E dopo quell'exploit, nessuno avrebbe mai pensato

che ci fosse un'altra verità,

diversa da quella raccontata dalla polizia.

Berkowitz si è dichiarato colpevole di sei omicidi

e del ferimento di sette vittime.

Dopo la scenata in tribunale,

la perquisizione e l'arresto illegali non preoccuparono più la polizia.

Non avevano più bisogno di prove.

Non si doveva più stabilire se le modalità fossero state lecite o no.

Aveva ammesso tutto.

Andata. Caso chiuso.

Tra due settimane,

Berkowitz riceverà probabilmente la massima pena erogabile

dai 25 anni all'ergastolo, per ciascun omicidio.

IL FIGLIO DI SAM: "VOLEVO UCCIDERLI"

La morte improvvisa di John Carr, l'arresto di Mitteager

e la confessione pubblica di Berkowitz furono un fatale rovescio di fortuna.

La mia indagine, ora, era a un punto morto.

Ho conosciuto Maury Terry nel 1978.

La prima sera

era un po' trasandato.

Aveva capelli folti e li portava pettinati in avanti,

come nei primi look dei Beatles.

Era povero in canna e depresso.

Ma i suoi discorsi mi intrigavano.

Il caso del Figlio di Sam non aveva precedenti a New York

e io al tempo avevo l'età giusta per capirne la portata

e la pericolosità.

La sera del nostro primo appuntamento,

Maury passò a prendermi.

Non ha mai avuto un'auto nuova in vita sua, mi spiego?

Era una vecchia Impala verde.

Verde scuro. Brutta.

Indossava pantaloni di poliestere

e una giacca marca Members Only.

La moda e le tendenze non gli interessavano.

Andammo allo zoo del Bronx, il mio appuntamento galante più originale.

Era un tipo originale e mi piaceva per questo.

A un punto disse: "Oggi è il 17 aprile.

Esattamente un anno fa,

Alexander Esau e Valentina Suriani sono stati uccisi.

Vuoi vedere dove sono stati uccisi?"

Il caso del Figlio di Sam lo intrigava.

Sostai nello stesso punto buio e isolato di Valentina e Alex.

G non aveva paura. Anzi, era incuriosita,

colta da un profondo rispetto.

La strada era deserta.

Il fioco baluginio del lampione si riverberava su di noi da lontano.

Ascoltavo ciò che mi diceva.

E gli ho creduto.

David Berkowitz non aveva agito da solo.

Per me era plausibile.

Fu un momento commovente. Essere seduti in un'auto,

nello stesso punto in cui due persone erano state uccise.

Mi baciò e io lo baciai.

Eravamo in auto e alla radio mandarono "Dust in the wind".

Io dissi che per lui niente era perduto ancora

e che tutto era polvere nel vento,

ma le sue tesi no, non erano polvere nel vento.

Restammo seduti a lungo, in silenzio.

Ripercorsi con la mente gli ultimi otto mesi.

La mia era stata una vita così ordinaria, fino ad allora.

Ma indietro non sarei più tornato.

E all'improvviso tutto divenne chiaro.

Sì, la mia inchiesta era a un punto morto a New York

ma c'era ancora una strada,

dritto nel cuore dell'America.

Minot, all'epoca, contava circa 35.000 abitanti.

Si scendeva sotto lo zero in inverno,

che il vento faceva percepire come -40 o 50.

E c'era una base aerea a nord della città.

Maury venne a trovarci.

E io ero nel dipartimento da pochi anni.

In auto, esposi agli agenti le mie teorie su John Carr.

Decidemmo di iniziare la ricerca

nell'unità abitativa della base aerea

dove fu rinvenuto il corpo di Carr.

Sono un poliziotto in pensione del Nord Dakota.

Lavoravo per lo sceriffo della contea di Ward.

Ci racconta cosa è successo quella notte?

Un uomo entrò nell'unità abitativa della base.

Ci andai anch'io, mi avvicinai

e dissi che ero Glenn Gietzen dell'ufficio dello sceriffo.

Poi... bang!

Sentii il rumore di uno sparo, dentro, ed entrai subito.

La sua ragazza mi portò in camera da letto.

Era riverso al suolo.

La pistola era scivolata via.

C'era sangue sul soffitto.

C'erano frammenti di cranio e materia cerebrale sul muro.

Fu identificato come John Carr, di New York.

Chiunque sapeva chi fosse il Figlio di Sam, all'epoca.

Scoprii che quel John Carr era il figlio di Sam Carr

e immediatamente feci due più due.

Cosa stava succedendo?

Perché era venuto fin lì? A fare cosa?

Perché si uccise, invece di farsi arrestare?

I due poliziotti del Dakota organizzarono dei colloqui

con gli amici di John Carr.

Rintracciammo e interrogammo molte persone

e uno degli interpellati dichiarò che Carr e Berkowitz si conoscevano.

Scoprimmo che Berkowitz era andato a Minot, una volta.

Ricorda di aver visto David Berkowitz?

Sì.

- Ricorda dove l'ha visto? - A casa di Sloat, al Nido del Falco.

C'era anche John?

Sì, era lì.

Capisco.

Persone vicine a John ci riferirono

che l'avevano visto scrivere il...

Come si può dire? Il logo? Il logo del Figlio di Sam...

su un elenco telefonico.

Varie volte, prima dell'arresto di Berkowitz.

Lo scrisse sul retro di un elenco telefonico di Minot.

Vedete il simbolo del Maschile in alto?

C'è anche il simbolo del Femminile.

Questo sembra un serpente. Dovrebbe essere una "S".

Taylor riferì che Carr disegnò quel simbolo

quattro mesi prima che fosse pubblicato sui giornali.

Dovevamo ancora parlare a qualcuno.

Lee Slagter, uno psicologo.

Ho conosciuto John Carr nel febbraio del 1978.

Si rivolse alla clinica spontaneamente, senza la richiesta di un medico.

Era decisamente agitato, sconvolto.

Gli chiesi di sedersi, si sedette.

Poi camminò avanti e indietro e si sedette di nuovo.

Gli chiedo: "Perché sei qui?"

Lui dice: "Credo che qualcuno voglia uccidermi".

"Qualcuno vuole farmi del male."

Mi dice che forse era nei guai con la giustizia, a New York.

A quel punto disse che conosceva David Berkowitz,

il Figlio di Sam, il killer.

Che aveva delle informazioni

che la polizia avrebbe trovato utili.

Le rivelazioni che seguirono furono scioccanti.

Disse di aver partecipato a rituali magici.

C'erano state voci di simili pratiche a Minot e dintorni.

Di simboli satanici dipinti sugli alberi e cose del genere.

Non so se fosse vero o meno.

Hanno detto che John era il leader del gruppo.

Che ha officiato dei rituali in varie occasioni.

Che una volta ha ucciso un pastore tedesco,

proprio dietro quell'edificio. C'erano due case laggiù.

E che bevevano il sangue.

Pare bevessero sangue e urina da un calice.

Terrificante.

Maury aveva rilevato attività simili a New York.

Uccisioni rituali di animali.

Non sapevamo quanto queste pratiche fossero diffuse.

- Avete trovato altri cani lì? - Sì.

Non noi,

ma altri hanno testimoniato i ritrovamenti.

Un amico di John

ha fatto imbalsamare l'orecchio di un pastore tedesco.

Ho la ricevuta dell'imbalsamatore.

Hanno ucciso un cane in Warburton Avenue.

Abbiamo trovato un cane. Gli avevano mozzato l'orecchio.

Non erano azioni di un singolo, ma di una rete di persone.

Si rischiava di sollevare un vespaio.

Non ci volle molto a stabilire un legame fra Sam Carr, John Carr

e il Figlio di Sam, Berkowitz.

Si conoscevano.

E da lì, è facile trarre delle conclusioni.

Era un'associazione criminale.

Un gruppo con membri in tutto il Paese.

Se John Carr era coinvolto,

forse, a un punto, fu considerato inaffidabile,

qualcuno che, se preso, avrebbe perso il sangue freddo

e confessato tutto sugli omicidi del Figlio di Sam.

Credo che John sia stato costretto a togliersi la vita.

O gli hanno detto:

"Ucciderò te e anche la tua ex moglie,

ucciderò tua figlia, tua madre e tuo padre,

e anche tua sorella e tuo fratello".

Sembrano indizi esplosivi per un'indagine iniziata a New York.

Il fatto che abbiate scoperto

che John Carr era il leader di un gruppo satanico

e che conosceva Berkowitz.

Qual è stata la reazione della polizia di New York

quando l'ha saputo?

Non hanno seguito la pista.

L'ho trovato un po' strano.

Il ragazzo potrebbe essere coinvolto in una serie di omicidi.

Per settimane, la polizia di Minot inviò rapporti verificati

all'ufficio del Procuratore di Brooklyn.

Rapporti comprovanti che Berkowitz conosceva Carr

e che era stato a Minot.

Forse non si sono fidati.

Forse hanno pensato: "Cosa ne sanno, nel Nord Dakota?

Sì, ho avuto l'impressione...

che ci considerassero due poliziotti di campagna,

ma non è così.

Prima New York e ora Minot.

Tutte le mie scoperte

suggerivano un legame tra questa setta e i crimini del Figlio di Sam.

E ora, John Carr era stato trovato morto in circostanze sospette.

Avevano anche ucciso uno dei loro membri?

Pensieri che mi assillarono tornando a New York

e una volta lì, mi fu comunicata una notizia scioccante.

UCCISI ENTRAMBI

Michael Carr stava guidando sulla West Side Highway, a New York…

e morì in un incidente stradale sospetto.

C'erano tracce di pneumatici e pezzi di un'altra auto,

come se un'auto lo avesse mandato fuori strada.

VERO FIGLIO DI SAM MORTO IN UN INCIDENTE STRADALE

Pare che si fosse diretto con l'auto su un palo,

uccidendosi.

Non ti schianti per sbaglio su un palo a 150 km/h.

Non succede.

John Carr, Mike Carr, tutti sospettati,

morti "accidentalmente".

Ci sono troppe coincidenze qui.

A volte bisogna aprire gli occhi per vedere la verità.

Le scoperte fatte a Minot

furono linfa vitale per le indagini di Maury Terry.

Era pronto a pubblicarle.

SETTA SATANICA DIETRO GLI OMICIDI DI SAM

Le pubblicammo.

Ricordo che, all'epoca,

ero convinto che quelle teorie avessero un fondamento.

Le pubblicammo e chiedemmo ai lettori:

"Sono solo coincidenze?"

Date le recenti scoperte a Minot,

L'editore Gannett era finalmente disposto a darmi carta bianca.

Per la prima volta,

i crimini del Figlio di Sam erano collegati a una setta.

Sapevo che erano informazioni esplosive,

e che gli articoli avrebbero destato un gran clamore.

La sconvolge

che un agente della polizia del Nord Dakota

crede che John Carr facesse parte di una setta satanica

e che ci fosse un secondo killer?

No, per niente.

Pensavo già che Berkowitz non agisse da solo.

C'è una setta dietro i crimini. Credo di sì.

Come mai non è stata avviata un'indagine per verificare questa pista?

Si tratta di una setta. Lo so.

Le strade sono sicure?

Per i cittadini, per la polizia?

O per il nostro buon vecchio Procuratore?

Eugene Gold, Procuratore di Brooklyn, non ammette la pista della setta

e ha rifiutato un'intervista per la terza volta.

Il Procuratore non apprezzò affatto la mia storia,

ma non capii come l'avessero presa gli altri Procuratori.

Il procuratore del Queens convocò una conferenza stampa.

L'ultima volta che avevo smontato la versione ufficiale,

Mitteager era finito in manette.

E ora... toccava a me?

Ho passato due anni della mia vita

a indagare su uno dei casi più famigerati della storia degli USA

e ora, pochi minuti avrebbero potuto cambiare tutto.

I pensieri mi si accavallavano nella mente mentre Santucci entrava in sala.

Credo che David Berkowitz non abbia agito da solo.

Credo che abbia avuto dei complici,

che lo hanno aiutato nell'esecuzione dei crimini.

Il Procuratore del Queens riaprì l'inchiesta sul caso del Figlio di Sam.

Ero finalmente riuscito a smuovere le acque.

Indagarono sulla rete criminale che avevo scoperto,

braccando la setta che si nascondeva nell'ombra.

Ma quello che non sapevo

è quanto erano lunghi i tentacoli di questa setta.

Come va, Charlie?

- Bene. E tu? - Bene.

Sottotitoli: Gabriella Pierro

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