All language subtitles for The.Sons.of.Sam.A.Descent.into.Darkness.S01E01.720p.WEB.h264-DELAYED

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Original subtitles

Nell'estate del 2017,

ho ricevuto tre scatole

da Maury Terry, un giornalista investigativo.

Nella sua vita, Maury ha scandagliato le pieghe più oscure del crimine.

Un uomo ha ricostruito una nuova dinamica degli omicidi,

il giornalista Maury Terry.

- Oggi è con noi Maury Terry. - Diamogli il benvenuto.

Ma un caso continuava ad ossessionarlo.

Furono alcuni dei crimini più terrificanti della storia di New York.

A New York continua la ricerca del killer della calibro .44,

una delle più grandi cacce all'uomo della città.

Ha seminato il terrore sparando a 13 persone e uccidendone sei.

Il killer ha sfidato le autorità in due missive

in cui si firma "Il Figlio di Sam".

La polizia sa che la gente è arrabbiata e ha paura.

La polizia crede che quest'uomo sia il Figlio di Sam.

Il suo nome è David Berkowitz.

Per i newyorkesi, fu la fine di un incubo.

Ma per Maury, era solo l'inizio.

Maury intuì qualcosa che nessun altro aveva intuito.

Fu molto più della storia di un omicida reo confesso.

Il Figlio di Sam è ancora libero.

Il pericolo è reale.

Maury aveva intuito cose che erano ignote ai più.

Queste persone praticavano dei rituali. Bevevano sangue.

Era una grande organizzazione.

Il loro credo consisteva nel seminare caos e terrore.

E, cosa più importante, era reale.

C'è un legame tra gli omicidi di Manson e quelli del Figlio di Sam?

Restavano molti interrogativi aperti,

ma il caso fu dichiarato chiuso.

Voleva che il mondo sapesse la verità. Divenne un'ossessione.

Scavò il pozzo della verità e alla fine, ci rimase dentro.

Maury uscì un po' di senno.

Sapevo che c'erano delle incongruenze

nel caso di David Berkowitz.

- Ne era convinto. - Può provare che aveva torto?

No. È questo il punto.

Ci sono voluti anni. Ho seguito molte piste, vicoli ciechi,

e ora siamo giunti a una conclusione.

Il suo lavoro di una vita era in quelle scatole.

E la risposta a questo mistero e alla sua ossessione

giaceva lì, da qualche parte.

Ignorano la verità che si cela dietro il caso.

Sì, ma è una verità che conduce a odio e distruzione.

E una volta addentratisi in questa storia, è impossibile uscirne.

UNA DOCUSERIE ORIGINALE NETFLIX

Buonasera.

Ogni sera, in questo paese,

dai 70 agli 80 milioni di americani si siedono davanti alla TV,

e per molti di loro, la diversione serale si tinge di noir.

E in quelle avventure, anche i casi polizieschi più intricati

si riducono a una durata di 30 minuti o un'ora.

Nella vita reale, non è così.

Era l'estate del 1977.

Un'estate che ricorderò per tutta la vita.

Avevo quasi 31 anni e lavoravo nei sobborghi di New York

come redattore per la rivista aziendale dell'IBM.

In città regnavano la confusione e un senso di oscuro presagio.

Ero inquieto, cercavo risposte.

Non immaginavo che la mia curiosità mi avrebbe trascinato

in una delle più assurde e terrificanti esperienze mai vissute,

un caso folle che avrebbe cambiato la mia carriera e la mia vita,

per sempre.

A causa della crisi, New York è afflitta dall'impennata del costo dei prestiti,

dall'aumento del tasso di disoccupazione e da un calo delle entrate.

Gli abitanti di New York sentono dirsi continuamente

che è la città più sporca, caotica e infestata da topi e crimini del Paese.

E che se avessero del sale in zucca, se ne andrebbero.

Prostitute, tossicodipendenti, occupazioni abusive

e crimini di ogni genere affliggono la città.

In quel periodo, lo stato di New York versava in condizioni penose.

La città, i quartieri, erano in uno stato di degrado.

Non era il posto migliore in cui vivere, ecco.

L'anno scorso sono stati denunciati quasi 11.000 crimini.

Uno per ogni 15 abitanti.

Quattromila persone sono state aggredite, rapinate, stuprate o uccise.

Voglio ammazzare uno.

Lo ammazzo.

- Non... - Lo ammazzo.

Per la polizia, era una situazione insostenibile.

Rapine, omicidi, rinvenimenti di cadaveri...

la situazione stava per diventare ingestibile.

New York era nota come "la città del divertimento".

Ma per i sindacati di polizia e pompieri, ora New York è "la città della paura".

Il sindaco Abraham Beame intende licenziare 10.000 poliziotti,

pompieri e agenti di sicurezza

per superare la crisi economica cittadina.

SBIRRI A CASA!

Non si assumevano più poliziotti.

C'erano tagli del personale e delle ore lavorative.

Insomma, era un momentaccio.

Poi, in un momento già difficile, in cui la città era vulnerabile,

qualcuno si mise a sparare.

29 luglio 1976.

Donna Lauria, 18 anni,

era in auto con Jody Valenti, di fronte a casa sua.

Raggiunta da due proiettili sparati fuori dal finestrino, è morta sul colpo.

Mia moglie ha gridato: "Le hanno sparato!"

Sono uscito, ma lei era già morta.

Non c'era nessuno in giro. Mia figlia aveva 18 anni.

Ed è questo che mi strazia: solo 18 anni.

RAGAZZA UCCISA IN AUTO NEL BRONX

Sparare a qualcuno senza un motivo...

fa clamore, ma a New York, succede spesso.

Quindi non stranì nessuno.

E poi successe ancora.

AEROPORTO DI LAGUARDIA 23 OTTOBRE 1976, 3 MESI DOPO

Era un venerdì sera come tanti.

Il bar brulicava.

La gente beveva, si divertiva.

Rosemary entrò nel bar.

Ci stavamo frequentando, quindi ce ne andammo insieme.

Erano circa le due meno un quarto.

Salimmo sulla sua auto e ci fermammo davanti a casa sua, sulla 159esima.

Ci stavamo fumando una canna.

E all'improvviso,

fu come se l'auto fosse esplosa.

I finestrini esplosero.

I frammenti di vetro mi si conficcarono nelle mani.

Urlai: "Metti in moto. Andiamocene!"

Mi svegliai alle 4 di mattina.

Avevo la testa avvolta in metri e metri di garza

e mi scoppiava.

Arrivano due ispettori.

Uno di loro dice: "Chiamo i tuoi?"

E io: "Se torno entro le 7:00, mia madre non si accorgerà che non c'ero".

Lui mi dice: "Figliolo, ti hanno sparato in testa.

Oggi non torni a casa".

Erano aggressioni prive di un movente.

Il movente non era né il furto né altro.

Erano omicidi gratuiti.

Due giorni dopo il Ringraziamento, all'una del mattino,

Donna DeMasi e Joanne Lomino erano sulle scale

della casa di Joanna, a Bellerose.

L'assassino spara.

Colpisce Donna al collo e Joanne nella schiena.

Sopravvivono entrambe, ma Joanne Lomino resta paralizzata.

Dopo quell'aggressione,

la polizia richiese un identikit.

In genere l'identikit rappresenta fedelmente

i tratti somatici di chi poi viene catturato.

Succede mai che non lo rappresenti affatto?

Non spesso.

Spesso sono molto fedeli all'originale.

Le vittime erano sempre giovani.

Coppie che cercavano un po' di privacy in luoghi appartati.

Ed erano aggrediti indiscriminatamente.

30 GENNAIO 1977 2 MESI DOPO L'ULTIMA AGGRESSIONE

Christine Freund, 26 anni, è stata uccisa

senza un motivo apparente.

Ho sentito un'esplosione

e mi sono girato immediatamente.

Chris si è accasciata su di me.

L'ho afferrata e ho iniziato a urlare: "Chris!"

Per la polizia non c'è un motivo.

Nessun sospettato. Nessun movente.

Lavoravo nella 15esima Squadra Omicidi, nel Queens.

Ci dissero che c'era stato un omicidio

fuori dalla stazione di Forest Hills.

Vidi i danni provocati dagli spari.

Le dimensioni del proiettile sul cruscotto dell'auto erano insolite.

Avevo visto proiettili di ogni tipo,

ma mai uno di quelle dimensioni.

Non sapevo cosa pensare.

È la seconda aggressione di questo tipo verificatasi negli ultimi mesi.

Non sappiamo ancora se ci sia una correlazione.

8 MARZO 1977, CINQUE SETTIMANE DOPO

Era buio pesto. Ho visto gente accalcarsi in un punto.

Poi ho intravisto un corpo per terra, immobile.

Una bella ragazza, nel pieno della gioventù. Uno strazio.

Virginia Voskerichian, 19 anni. Studiava alla Columbia University.

Uccisa sulla via di casa.

È stato un colpo sparato a bruciapelo.

Virginia è caduta sul marciapiede.

Il sangue le sgorgava dalla ferita sul volto.

Questa è una zona con un basso tasso di criminalità.

Lo pensavo anch'io.

È una bella zona. Mi piace vivere qui.

- Ma quando ci sono due aggressioni... - Due aggressioni?

Mi riferisco all'aggressione di un mese fa.

È successo proprio qui, dietro l'angolo.

Qualcuno ha ipotizzato una possibile correlazione

fra questo omicidio

e quello della sig.na Freund, del 30 gennaio.

Le indagini condotte finora non avvalorano

l'ipotesi di una correlazione fra le due aggressioni.

Ho cominciato a vederci chiaro

quando il perito balistico ha chiamato

confermando un riscontro.

L'arma usata era una Charter Arms calibro .44.

Era la stessa pistola.

Quando l'ho sentito, ho detto: "Oddio.

Questa è una circostanza insolita."

Destò paura e sospetti e un senso di allarme.

Abbiamo rilevato

che in tutte le aggressioni è stata usata una calibro .44.

Perciò il sindaco esorta chiunque abbia delle informazioni

su persone in possesso di una calibro .44, a mettersi in contatto con noi.

Al tempo pensammo si trattasse di un serial killer.

Ecco l'identikit dell'uomo sospettato di alcuni dei più atroci omicidi

in cui si è imbattuta la polizia di New York.

La polizia lo ha definito: "Il killer della calibro .44",

che è l'arma usata nei delitti.

L'assassino ha colpito cinque volte dall'estate scorsa.

Le sue vittime sono giovani donne dai capelli scuri lunghi fino alle spalle.

Quando divenne ovvio che si trattava di un serial killer,

sui giornali non si parlava d'altro, tutti i giorni.

La paura attanaglia la città.

Strade e quartieri sono deserti a tarda notte.

I giovani non si appartavano più.

Non si riunivano più.

Alla polizia fu ordinato di salvaguardare la sicurezza dei giovani.

Prima parcheggiavamo davanti a casa

per darci un ultimo bacio, ma ora non più.

Ci si sentiva in pericolo ad appartarsi in luoghi isolati,

ma anche a camminare per strada.

Non si era al sicuro da nessuna parte. Quella era la paura.

La paura si insinuò in ogni casa.

Le giovani donne del Queens e del Bronx

temono che il killer torni a colpire.

Di giorno, avvolgono i capelli in un foulard o li portano raccolti.

Ho paura di uscire in auto, di fare qualsiasi cosa.

Lui può essere ovunque.

Ho pensato di tingermi i capelli di rosso. Davvero.

Perché avere i capelli castani, lunghi alle spalle...

Le donne vengono da lei per farsi accorciare i capelli?

Sì.

Vogliono un taglio corto, anche se non è adatto al loro viso.

La dinamica delle aggressioni...

quell'avvicinarsi all'auto delle vittime e far saltare loro le cervella...

mancava di logica.

Dovevamo cercare una persona? O due?

Non lo sapevamo.

È una grande città.

E non è facile trovare qualcuno in una grande città.

A New York continuano le ricerche del killer della calibro .44,

una delle più grandi cacce all'uomo della città.

Come chiunque a New York,

seguivo con attenzione il caso del killer della calibro .44.

Non avevo strumenti per analizzarlo.

Non ero un esperto, come tanti.

Ma leggendo i giornali e guardando la TV,

ero ossessionato dal mistero dell'identità di questo killer.

Non lo sanno.

E, soprattutto,

mi chiedevo dove avrebbe colpito la volta successiva.

Maury era bravo con i giochi di parole.

Sapeva decifrare i messaggi criptici e gli enigmi.

Aveva una memoria infallibile.

Ascoltavamo molti 45 giri.

E Maury sapeva sempre chi cantava, il titolo della canzone,

la casa discografica

e il posto in classifica della canzone in quel momento.

Io non ricordo cosa ho mangiato a colazione.

Maury ricordava tutti i punteggi delle squadre che seguiva,

tipo i Giants.

Aveva una memoria di ferro.

Ricordava tutto.

Era molto inquisitivo.

Un giorno gli dissi:

"Non mi sento a mio agio con te".

Lui mi chiese cosa volessi dire e io gli dissi: "Mi sembri un poliziotto.

Con te mi sento sempre come se fossi sotto interrogatorio."

Lui: "Faccio così?" E io: "Sì, lo fai sempre".

Era fatto così. Era la sua natura.

Richiede una certa forma mentis, essere così.

17 APRILE '77, SOLO 4 SETTIMANE

Ieri il killer ha colpito ancora.

Nel Bronx, a due isolati dalla prima aggressione.

La diciottenne Valentina Suriani

e il suo fidanzato, il ventenne Alexander Esau,

erano nell'auto di lui, sulla Hutchinson River Parkway.

Alle tre del mattino, tre proiettili trapassano il finestrino.

Valentina viene raggiunta alla testa e muore.

Alexander riceve due pallottole in testa. È morto ieri, alle 21.

Lasciò una lettera sulla scena dell'omicidio Suriani-Esau.

Era indirizzata a me.

"A Joe Borrelli, della Omicidi del Queens."

"Mi ha profondamente ferito che mi abbia definito un misogino."

"Non lo sono."

"Ma sono un mostro."

"Io sono il Figlio di Sam."

"Quando padre Sam si ubriaca, diventa cattivo. Picchia la famiglia."

"A Sam piace bere il sangue."

"'Vai e uccidi', comanda padre Sam."

"Io sono il mostro Belzebù, il gigante paffuto."

"Adoro perdermi nelle pieghe della notte, alla ricerca di prede."

"Signor Borrelli, signore, io non voglio uccidere più."

"No, signore. Basta. Ma devo onorare il padre."

"Ricordate queste mie parole, poliziotti."

"Ci rivedremo."

"Nel nome del sangue, il Mostro."

Quel linguaggio, quello stile, non li avevo mai visti prima di allora.

Inquietante. Il commissario Borrelli aveva quattro figlie.

All'insaputa del commissario,

decidemmo di sorvegliare la sua casa.

Se uno psicotico scrive una lettera con riferimenti satanici

e la manda alla polizia, è una provocazione.

Era un affronto.

Erano tutti terrorizzati.

La polizia non sapeva che pesci prendere e seguiva varie piste.

Ma come entri nella mente di un killer così?

Il Dr. Harvey Schlobergberg della polizia di New York,

uno degli psicologi criminali più famosi del Paese

crede che il killer abbia delle disfunzioni sessuali.

...per lui, l'unica forma possibile di appagamento sessuale

è cacciare e uccidere.

Per lui è un equivalente del sesso.

In senso analitico, simbolico, sparare equivale a venire

e la pistola, ovviamente,

è un simbolo fallico.

In una lettera alla polizia, si è definito "Il Figlio di Sam".

Cosa significherà?

Abbiamo formulato varie ipotesi sul significato di quelle parole.

Ai tempi della guerra del Vietnam, i "Figli di Sam"

erano i figli dello "Zio Sam".

Poi c'è anche la pista del satanismo.

"Figlio di Sam" significa "Sam, il Diavolo".

Non sappiamo cosa voglia dire.

Perché un assassino scrive una lettera?

In primis, perché vuole essere ascoltato.

"Lo faccio per un motivo.

Voi non lo capite. Ve lo spiego io."

C'era una sorta di dialogo fra l'assassino,

la polizia, e in ultimo, un giornalista.

Ha scritto spesso sulla polizia di New York.

I poliziotti assegnati a questo caso sono diversi, speciali?

È uno di quei casi che mettono sotto pressione chi ci lavora.

Li fa ammattire.

Jimmy Breslin era la voce e il volto del Daily News.

I cittadini di New York lo riconoscevano.

E compravano quel giornale, il Daily News, perché ci scriveva lui.

Jimmy Breslin del New York Daily News,

ha scritto un articolo sul killer.

Scrisse un articolo in cui intimava al Figlio di Sam di smetterla.

E il Figlio di Sam ha risposto con una lettera.

CARO SIG. JIMMY BRESLIN

Quando Jimmy Breslin riceve la lettera,

non la consegna immediatamente alla polizia

perché prima voleva pubblicarla sul giornale.

Una lettera agghiacciante scritta di pugno dall'assassino.

"Saluti dalle fogne di New York,

grondanti di escrementi di cane, vomito, vino stantio, urina e sangue."

"Signor Breslin, signore, non creda

che siccome sono sparito da un po', io non ci sia più.

Al contrario, io sono ancora qui,

a vagare di notte, come un fantasma.

In attesa di cosa ci riserva il futuro, la saluto.

Ci rivedremo al prossimo omicidio.

Nel nome del sangue, saluti dalle fogne. La Creazione di Sam' .44."

La lettera conteneva degli strani soprannomi.

Il Duca della Morte. Il Re malvagio.

E anche: "John Wheaties, stupratore e soffocatore di ragazzine".

Il linguaggio di un killer che giocava a un gioco mortale.

È inquietante.

Perché ora so che lui legge cosa scrivo

e lo farà ancora, da qualche parte là fuori.

Prima che la polizia riceva la lettera,

Jimmy Breslin ha il mondo giornalistico ai suoi piedi.

Una storia seria per tutti, ma soprattutto per Jimmy Breslin.

L'assassino ha scelto Breslin come suo portavoce.

Fu il primo caso

in cui la stampa decideva se pubblicare le informazioni in suo possesso

prima ancora di passarle.

Una pagina disgustosa del giornalismo americano,

si specula sugli omicidi...

Non dovevamo pubblicare la lettera?

Beh, non sa cos'è il giornalismo.

Erano in atto molti cambiamenti.

Forse la più grande trasformazione mai vista

a New York e nel giornalismo.

C'erano solo tre giornali.

Il New York Times, il New York Daily News e il New York Post.

E ai tempi non c'erano né Internet né i social.

Non c'erano i canali di news.

Fu una grande opportunità per il Daily News.

La qual cosa non faceva saltare dalla gioia il New York Post.

All'epoca, Murdoch stava costruendo il suo impero.

Voleva dei titoli

che impressionassero, facessero scalpore e allarmassero.

Perché vendevano bene.

Il terrore vendeva.

IL KILLER: UCCIDERÒ ANCORA

LA LETTERA È IL PRIMO VERO INDIZIO

Per quanto cercassi di ignorare l'isteria dominante in città,

il panico cresceva intorno a me.

La probabilità che un cittadino

fosse ucciso dal Figlio di Sam era remota,

ma i fatti non fanno vendere i giornali.

Una lezione che imparai fin troppo bene.

All’epoca Maury lavorava all'IBM.

Era il direttore della loro rivista. A Yorktown, New York.

Una volta mi raccontò dei suoi inizi nel mondo del giornalismo.

Fu nel 1968, all'epoca dell'assassinio di Martin Luther King.

Era alle prime armi e lavorava per un giornale locale.

Era un periodo di grandi tensioni negli Stati Uniti.

In seguito all'omicidio di Martin Luther King,

scoppiarono disordini nel Paese.

Tornavo da un servizio per un torneo di basket, a Port Chester.

Due isolati di New York erano ormai un campo di battaglia.

Le fiamme e i tumulti dilagavano

con lanci di mattoni e bottiglie verso polizia e pompieri.

Trascorsi la notte in strada con loro. Avevano solo 21 anni.

Poi tornai in redazione per scrivere un resoconto dei tumulti.

Ci furono ingenti danni materiali e 19 arresti.

Ma i giornali non ne parlarono e diedero un'altra versione dei fatti.

Insabbiarono il tutto, come se niente fosse mai successo.

Mentendo.

E lui lo sapeva.

E la cosa lo demoralizzò.

Riportò i fatti.

Riportò la verità.

E loro demolirono il suo articolo e costruirono un'altra verità, distorta.

Si arrabbiò.

Non lo dimenticò mai.

Si disse che mai più un suo articolo

sarebbe stato deformato o ritoccato.

Credo lo animasse

un profondo senso di giustizia.

Ne sono convinta.

Voleva andare al fondo delle cose e raccontare la verità.

La polizia di New York sta cercando

il Killer della calibro .44 da quasi un anno.

Stanotte ha colpito ancora, ferendo una giovane coppia in auto.

È stato il settimo attacco in 11 mesi.

La polizia riferisce il solito schema: un'auto non lontana da un locale,

una coppia, lei castana, capelli lunghi,

raggiunti dai proiettili di una calibro 44 che trapassano il finestrino.

Sal Lupo e Judith Placido sono sopravvissuti,

ma un proiettile ha mancato di soli 2 cm la spina dorsale della ragazza.

Ricordo l'agguato vicino il club Elephas.

Fu a Bayside, nel Queens, a circa due chilometri da dove vivevo.

Judy Placido aveva i capelli lunghi e scuri.

Successe così vicino a casa,

che cominciai ad aver paura di uscire.

I giovani non andavano più a ballare. Temevano gli agguati del Figlio di Sam.

I ragazzi temevano che le loro fidanzate fossero le prossime.

I mariti temevano per le mogli. Lo spray al peperoncino era esaurito.

La gente si armava.

Aleggiava la paura. Ci si guardava alle spalle.

E parliamo di otto, nove milioni di persone.

Era una polveriera. Non si sapeva quando sarebbe esplosa.

La notte scorsa l'elettricità è mancata in tutta l'area metropolitana di New York.

Per alcune migliaia di cittadini

è stata un'opportunità per fare razzie.

Una notte illuminata dalle fiamme dei piromani,

trafitta dal riso beffardo dei ladri e dai pianti delle loro vittime.

In migliaia hanno saccheggiato e incendiato la città,

terrorizzando i vicini.

Il buio ha avvolto tutto

liberando pulsioni vili in cittadini fino ad allora pacifici.

Un serial killer è ancora a piede libero in città,

e la gente si riversa nelle strade per rubare,

mentre interi quartieri vanno a fuoco.

E l'origine di tutto ciò fu la sensazione che la città fosse fuori controllo.

E la situazione degenerò sempre più.

22 LUGLIO 1977, UNA SETTIMANA PRIMA DELL'ANNIVERSARIO DEL PRIMO AGGUATO

Siamo pronti?

È una domanda che i newyorkesi si pongono ultimamente.

Siamo pronti per un altro blackout, il dirottamento di un autobus

un attentato o un altro omicidio del killer della calibro .44?

Gli inquirenti avevano il forte sospetto

che lui avrebbe colpito ancora, un anno dopo la prima aggressione.

"Dimmi, Jim, cosa farai il 29 luglio?"

Non dimenticare Donna Lauria. Era una ragazza molto, molto dolce."

Cominciò con la lettera a Breslin.

L'aggressione a Donna Lauria, la prima, fu il 29.

Si temeva che avrebbe colpito nel giorno dell'anniversario.

E tutti, polizia inclusa, si prepararono a quell'evenienza.

È cambiato il motivo che lo spinge a uccidere.

Ora è più un giocare al gatto e al topo.

Avrei dovuto andare a una festa, ma non ci vado.

- Perché? - Ho paura.

Quello è fuori. Ammazza la gente. Sarei stupida a uscire.

Ha già fatto sapere che venerdì notte succederà qualcosa.

Uccide con la luna piena.

Sabato sarà luna piena

e venerdì è il 29, l'anniversario della morte di Donna Lauria.

Meglio non correre rischi.

29 LUGLIO 1977, L'ANNIVERSARIO

Da un anno, uno squilibrato si aggira indisturbato per la città.

Spara alle giovani coppie: mentre si abbracciano in auto,

sulle scale di casa o per strada, di notte.

E stasera ricorre un anno dall'inizio di quell'incubo.

Presidiammo tutto.

Ponti, parcheggi e aree dove le giovani coppie si appartavano.

Ci fu un dispiegamento capillare di poliziotti

e dell'intera task force, composta da oltre 300 unità.

Tutti al lavoro.

Abbiamo a che fare con un uomo astuto,

che pianifica bene le sue mosse.

E quando agisce, non sbaglia.

Pianifica gli omicidi,

pianifica il suo arrivo e la fuga dalla scena del delitto.

Facemmo indossare delle parrucche agli agenti

in modo che sembrassero delle donne, nelle auto.

Uno degli agenti disse al collega:

"Stanotte, tieni gli occhi aperti mentre mi baci".

Una battuta aiuta a smorzare la tensione.

Allo scoccare della mezzanotte, la città entrò in agitazione.

L'intero dipartimento di polizia dava la caccia al Figlio di Sam,

in uno degli scenari più lugubri mai visti a New York.

La polizia si apposta nei quartieri dove il killer ha ucciso in passato.

Travestiti da gente del quartiere, pattugliano la città dentro auto civetta

fermando chi è ancora in giro dopo la mezzanotte.

- Come va? Sei della polizia? - No.

- Hai un documento? - Sì, ecco.

La polizia ha inseguito

l'auto di un uomo sospetto che cercava di seminare gli agenti.

In un attimo, l'uomo è stato circondato da cinque auto della polizia

e una decina di agenti.

Dobbiamo fare così.

Non lo abbiamo mai fatto, ma ora dobbiamo farlo.

- Capisco. Va bene. - Grazie.

Era l'ennesimo falso allarme in un caso con centinaia di falsi allarmi.

Ma ogni uomo va fermato,

nella speranza di fermare il killer prima che colpisca ancora.

- Credo sia il centro, sulla mappa. - Che pistola è?

- Una .38. - Una .38?

- A me sembra una pistola d'ordinanza. - Non conosci nessuno con una .44?

Vi preoccupa l'anniversario?

Ci preoccupiamo ogni giorno e ogni notte.

Ma crediamo

che il Bronx e il Queens siano presidiati massicciamente.

Sono ottimista.

Non possiamo solo sperare...

Non ci si affida alla fortuna. Ci si prepara.

Ma la notte passò.

E non successe nulla.

Non so quanti agenti eravamo quella notte.

Pensammo solo: "Ringraziando Dio, non ha ucciso nessuno".

Si è mai imbattuto in un assassino così?

Dodici, 14, 16, 18 ore. Certe notti non tornavamo neanche a casa.

È logorante. Davvero.

Cosa serve per catturarlo?

Fortuna.

Essere al posto giusto nel momento giusto, credo.

È molto frustrante.

Ogni notte, quando perlustriamo la città

tutti speriamo di trovare quest'uomo,

di avvistarlo per strada. Dopo un po', diventa logorante.

- Commetterà un errore. - È quello che serve?

Esatto. Un errore.

Lo prenderanno. Qualcuno lo prenderà.

31 LUGLIO 1977, UN ANNO E DUE GIORNI DOPO L'OMICIDIO DI D. LAURIA

Abbiamo sentito quattro colpi e capito subito che erano spari.

Poi un clacson ha cominciato a suonare incessantemente.

E abbiamo visto quest'uomo che urlava: "Mio Dio, aiutatemi".

Il ragazzo si era accasciato.

Era coperto di sangue.

E la ragazza era coperta di sangue.

Una scena orribile.

Stacy Moskowitz, 20 anni, bionda.

Robert Violante, vent'anni anche lui,

entrambi colpiti da due proiettili in testa

in un'auto, a Brooklyn.

Un anno e due giorni dopo il primo agguato

il Figlio di Sam ha ucciso a Brooklyn, per la prima volta.

La dinamica, quella di sempre.

La polizia ha cinque identikit dell'omicida, tutti diversi.

Ma la fortuna stavolta è dalla loro parte. Qualcuno, domenica, lo ha visto.

Ho visto un ragazzo uscire dal parco.

Aveva i capelli chiari, spettinati.

Ha sparato, ha lasciato la pistola per terra ed è fuggito.

È fuggito da dove era venuto, dal parco.

La polizia teme che l'assassino si sia trasferito in un nuovo quartiere.

Dei testimoni hanno visto una Volkswagen gialla nei paraggi,

ma non è stata ritrovata.

Un sollievo per la polizia. Gli esperti balistici hanno confermato

che l'autore del delitto è il Figlio di Sam

e non un altro folle in cerca di un momento di infamia.

Un poliziotto mi ha detto: "Non riusciamo a prenderne uno,

immagina se fossero due".

"NESSUNO È AL SICURO" IL FIGLIO DI SAM

Le condizioni di Stacy Moskowitz si sono aggravate

e i genitori sono stati convocati in ospedale.

Quando il chirurgo ha detto ai Violante che il figlio potrebbe perdere la vista

la sig.ra Violante ha dato un pugno al muro e si è messa a piangere.

Sto pregando per lui.

Ok, andiamo.

Gli ho detto: "Evita il Queens".

E lui mi ha detto: "Lo faccio per te e mamma. Uscirò a Brooklyn".

E lì l'hanno trovato.

Miss Moskowitz ha subito un intervento di otto ore

ed è in condizioni critiche.

Ha il 50% di probabilità di sopravvivere.

Anthony Robinson, un amico di Miss Moskowitz, si è rivolto al killer.

Innanzitutto, sei malato.

Sei pazzo.

Vai in giro a sparare la gente.

La polizia pensa

che il Figlio di Sam usi delle parrucche.

Alcuni testimoni dicono abbia i capelli ricci. Altri, lisci.

Recentemente pare li avesse biondi.

Ma la migliore descrizione dell'uomo

l'ha fornita l'ispettore capo John Keenan,

che ha descritto il folle omicida

come un uomo astuto, intelligente, che sa pianificare un omicidio.

Il killer della calibro .44, a piede libero da un anno e tre giorni

ha rivendicato un altro omicidio.

Stacy Moskowitz, una bella ragazza bionda di 20 anni,

è stata la sesta vittima in questa atroce catena di omicidi.

All'ospedale, suo padre era sconvolto.

Ho perso una persona che amavo tantissimo.

Una brava figlia.

Quell'animale ha spezzato la vita di una ragazza,

ha reso cieco un ragazzo, ha ucciso altri giovani

e continuerà a uccidere…

Un animale del genere dev'essere preso.

La gente del quartiere non lo tollererà.

Vogliono prenderlo, perché conoscono quelle famiglie.

Voglio che sia torturato.

Non semplicemente arrestato, voglio che sia torturato.

So che ce la stanno mettendo tutta, ma forse non è abbastanza.

Forse devono chiedere aiuto al governo federale.

La polizia avrebbe dovuto sorvegliare

i luoghi in cui le coppie si appartano.

Potrebbe essere uno di noi.

Dobbiamo spingere l'amministrazione

a fare quello che avrebbe dovuto fare da tempo.

Mai la polizia aveva ricevuto tanta pressione a risolvere un caso.

Il più famigerato assassino seriale fu Jack lo Squartatore.

Il suo nome è sinonimo di terrore e di morte violenta.

Eppure Jack lo Squartatore aggredì cinque donne, tutte prostitute,

nel quartiere Whitechapel, a Londra, nell'arco di tre mesi, nel 1888.

Il cosiddetto Figlio di Sam ha già superato Jack lo Squartatore

uccidendo più persone.

L'ufficio della squadra speciale divenne un delirio

dopo l'uccisione della Moskowitz.

Il telefono non smise di squillare per 24 ore.

Ovunque andassimo, la gente ci criticava.

I vicini, gli amici, ci criticavano. "Cosa state facendo?"

Se ci feriva? Beh, sì, certo.

DIPARTIMENTO DI POLIZIA CITTÀ DI NEW YORK

- Va bene. - Procedi.

Oggi diffonderemo il nuovo identikit

del killer della calibro .44,

costruito in base alle descrizioni

fornite dai testimoni dell'omicidio del 31 luglio.

Come spiega le differenze fra questo identikit e i precedenti?

Come vede, ci sono delle differenze,

ma noi vediamo anche una somiglianza fra questo e i precedenti.

Questa volta abbiamo più testimoni che hanno visto il killer

e siamo sempre più vicini a identificarlo.

Commissario, gli uomini che svolgono le indagini hanno pensato alla possibilità

che ci siano due assassini?

Che ci sono due Figli di Sam

che si conoscono e agiscono insieme?

No, non abbiamo motivo di pensarlo.

- No? - No.

Va bene.

La caccia al Figlio di Sam precipitò nel caos.

La gente aveva perso fiducia.

Non credo stiano facendo un buon lavoro.

- La polizia? - Sì. Ne sono convinto.

Se riuscissi ad acciuffarlo io, sarebbe un'altra storia.

I politici erano sotto pressione.

Devono consegnarlo a noi madri, non alla polizia.

Vogliamo pensarci noi, a modo nostro.

Intanto la polizia rincorreva fantasmi in tutta l'area metropolitana.

Un ispettore della task force ha così commentato la situazione:

"Sappiamo meno oggi di quanto ne sapessimo ieri".

La polizia voleva disperatamente nuove informazioni.

9 AGOSTO 1977 NOVE GIORNI DOPO

Dopo l'agguato di Brooklyn,

mi fu assegnato l'incarico

di indagare sui mandati di comparizione emessi quella notte.

Andai al distretto a controllare il registro dei mandati,

e, sì, c'era un mandato di comparizione.

C'erano il nome e l'indirizzo dell'uomo,

David Berkowitz, di Yonkers.

La prima cosa che pensai fu:

"Che ci faceva un ragazzo ebreo di Yonkers a Brooklyn?"

Chiamai il dipartimento di polizia di Yonkers per ottenere più informazioni

e, fortunatamente, quella sera,

la ragazza che mi rispose al telefono si chiamava Wheat Carr.

E appena pronunciai il nome "David Berkowitz",

lei mi disse: "Posso aiutarla.

Lo conosco. Vive dietro casa mia".

Mi disse che Berkowitz aveva sparato al loro Labrador nero,

che era il cane di suo padre, Sam.

Appena sentii "Sam", pensai:

"Bene".

PAPÀ SAM

Ebbi la netta sensazione

che fosse il ragazzo che cercavamo.

Quando l'ispettore mi chiese come fosse andata

gli risposi: "Credo proprio che lo abbiamo trovato".

Quindi quattro ispettori si diressero da Brooklyn a Yonkers

e sorvegliarono la sua casa, in Pine street.

Lo cercavano, ma completamente alla cieca.

Non sapevano che faccia avesse David Berkowitz.

Ma trovarono la sua auto.

Guardarono attraverso il finestrino

e nel retro, videro il calcio di una pistola.

La polizia aprì l'auto senza un mandato di perquisizione.

E nel vano portaoggetti,

trovarono una lettera scritta dal Figlio di Sam

in cui diceva che avrebbe sparato in un club a Long Island.

Arrivò un vicino, che era un vice sceriffo.

Gli chiesero: "Vive qui?"

"Sì."

"Conosce questo David Berkowitz?"

"So chi è. Posso identificarlo."

Gli dissero: "Si sieda nell'auto. Se esce dall'edificio, ce lo indichi".

Verso le 8:45, un uomo uscì dall'edificio.

Lo guardai e dissi ai due agenti:

"Credo sia lui. Sta venendo verso l'auto".

Lui aprì la portiera. Mi dissi: "È lui", e scesi dall'auto.

Tirai fuori la pistola e la puntai verso di lui.

Gli dicemmo: "Fermo. Polizia. Spegni l'auto.

Scendi dall'auto. Metti le mani sul tetto."

Gli chiesero: "Lei è David Berkowitz?"

E la sua risposta fu:

"No, sono il Figlio di Sam. Mi avete preso".

- Agente! - Avanti.

Continua a filmare.

Sig. poliziotto!

- Con me. - Sì!

Eccolo.

- Piano. - Vieni qui.

- Via! - Allontanatevi.

- Una foto, per favore. - Da questa parte, prego.

Vi prego. Fate attenzione.

Vi prego, così vi farete solo male.

Perché l'avete fatto entrare dal retro?

Non è giusto.

- Lo avete nascosto? - No, è lì dentro.

Quindi non rompete le palle. È fatta.

Mi ascolta o vuole parlare solo lei?

Dalla testa in giù misura 172 cm. Dai capelli, 175 cm.

Lo stanno perquisendo.

Saprete gli altri dettagli più in là.

Vi diremo quando andrà in tribunale.

Avete quasi causato una rissa.

Di quale idiota è stata l'idea?

Vaffanculo! Idioti a chi?

Vieni a dirmelo in faccia, pezzo di merda.

Non mi provocare.

Vi abbiamo dato tutte le occasioni del caso e le avete sprecate.

- Ripeterà la dichiarazione? - Non ci provare.

Può fare un'ultima dichiarazione?

Ora il caso compete al Procuratore distrettuale.

Non più alla polizia. Va bene?

Lo abbiamo catturato. La polizia ha fatto il suo lavoro.

E d'ora in avanti se ne occuperanno i Procuratori

dei distretti in cui ha commesso i suoi crimini.

Non possiamo dirvi altro.

Per fotografarlo quando esce, dovrete aspettare 6 o 7 ore.

O cinque o sei.

Assicuratevi di esserci quando esce. È tutto.

La polizia crede che quest'uomo sia il Figlio di Sam.

È David Berkowitz, 24 anni, impiegato postale. Viveva da solo.

Sorrideva mentre lo portavano dentro.

È una Bulldog calibro .44.

Gli agenti hanno mostrato la pistola trovata nella sua auto.

Dal laboratorio confermano che è quella usata nell'ultimo omicidio.

Silenzio!

Sono lieto di annunciare

che gli abitanti di New York ora possono tirare un sospiro di sollievo

perché la polizia ha catturato

un uomo, identificandolo come il Figlio di Sam.

Sto benissimo.

La polizia ha fatto un ottimo lavoro. È il miglior corpo di polizia del mondo.

Ha visto il Figlio di Sam. Cosa ha provato?

Mi ha sorpreso che fosse di quell'altezza.

È un uomo piazzato, massiccio.

Non somiglia agli identikit più recenti.

Quando entrai, mi guardò e disse: "So chi sei."

Io: "E chi sono?" Lui: "Sei Borrelli. Ti ho scritto una lettera".

Tutte le prove conducevano a lui. Avevamo la sua confessione.

E i riscontri della perizia balistica.

Ero sicuro che fosse il nostro uomo.

Il sindaco Beame entrò nell'ufficio del capo.

Gli andai incontro.

Gli dissi: "Il dipartimento di polizia ha una regola.

Gli alcolici non sono ammessi dentro la centrale.

Ma credo che oggi infrangeremo quella regola".

Lui tirò fuori 200 dollari dalla tasca e me li diede.

Disse: "Godetevi la serata".

Abe Beame aveva comprato whisky e birra.

E ci concedemmo uno strappo alle regole.

Io mi intrufolai nella stanza.

Mi sedetti di fronte a Berkowitz e... non sapevo cosa aspettarmi.

Ma lui raccontò con estrema gioia cosa aveva fatto e perché.

"Sam" era un essere di 6.000 anni che gli parlava attraverso un cane,

e gli ordinava di uccidere.

E così lui andava in giro tutte le sere,

aspettando il segnale.

Ieri sera, David Berkowitz, 24 anni,

dipendente postale, esce da casa sua, a Yonkers

e mentre mette in moto l'auto, si ritrova circondato dalla polizia.

E dice: "Mi avete trovato".

La notizia della cattura del Figlio Di Sam fece il giro del mondo.

- È finita. Cosa prova? - È bellissimo.

È un vero sollievo per la mia famiglia.

Mio marito mi ha chiamato stamattina alle 7:30, dal New Jersey.

"Lo hanno preso!" È davvero un gran sollievo.

- Dio sia lodato. - Siamo felici.

È finita. Siamo contentissime.

Quando il caso fu risolto,

la gente ci trattò come mai prima di allora.

La gente adorava, rispettava il dipartimento di polizia.

Gli ispettori non dovettero pagarsi da bere per un bel po'.

Fu un sollievo per tutta la città.

Mentre New York celebrava la cattura dell'assassino,

c'era qualcosa nell'arresto di David Berkowitz,

questo mite impiegato delle poste, che non mi quadrava.

Cosa ha provato quando l'ha saputo?

Mi ha scioccato. Non riuscivo a crederci. Stento ancora a crederci.

Era un ragazzo mite, faceva il suo lavoro.

Le persone con cui ho parlato non sospettavano di Berkowitz.

35 Pine Street a Yonkers. Un bell'edificio in un bel quartiere.

Nell'appartamento 7E, viveva David Berkowitz.

Nessuno lo conosceva, ma tutti sapevano chi era.

Silenzioso. Strano, forse, ma sicuramente non un omicida.

Lo conoscevi?

Sì, era gentile, un brav'uomo.

Diceva sempre: "Ciao, come va?"

Non avrei mai immaginato che fosse il Figlio di Sam.

L'avrò visto nell'edificio. Un sacco di gente va e viene.

Ma l'identikit non gli somiglia per niente.

Come i miei vicini,

ero sconvolto che il killer della calibro 44 vivesse nel mio quartiere

nella mia città natale, Yonkers.

Maury era incredulo.

L'assassino viveva a meno di un chilometro da casa sua.

Maury era il tipo che metteva in dubbio tutto.

Mentre la stampa si crogiolava della notizia,

io continuavo a pensare a questo fantomatico Figlio di Sam.

Non somigliava affatto agli identikit.

Com'era possibile che tutti quei testimoni si fossero sbagliati?

Credo che, poco dopo l'arresto, Maury si disse:

"La polizia ha arrestato un uomo, ma non corrisponde agli identikit".

IDENTIKIT TESTIMONE PRIMO AGGUATO 29/7/1976

La polizia liquidò la cosa dicendo che spesso i testimoni si sbagliavano.

E i testimoni si sbagliano, è vero, ma fino a un certo punto.

Non fino al punto di scambiare Berkowitz per un biondo alto uno e ottanta.

L'intuizione di Maury era giusta.

Chi altro era coinvolto?

Berkowitz dice di aver preso ordini da un cane di nome Sam.

Un cane che apparteneva a un vicino, Sam Carr.

Questa è la casa di Sam Carr, a Yonkers.

È appena sopra quella del killer della calibro .44.

SERVIZIO DI ASSISTENZA TELEFONICA

Salve. Sono Jimmy Walker di ABC news. Lei è il sig. Carr?

- No. - Scusi il disturbo.

Nessun disturbo. Non è qui.

- Non c'è? - No. Mi scusi.

Signora?

La polizia di Yonkers fornirà tutte le informazioni

e rilasceranno una dichiarazione.

- Possiamo parlare col sig. Carr? - No.

Il mio istinto mi diceva che il cane demoniaco non era tutto.

Ma cosa c'entravano i Carr con quella storia?

Volevo parlare con la famiglia,

quindi cercai il loro numero sull'elenco e trovai un tale "John Wheat Carr",

che viveva allo stesso indirizzo di Sam Carr.

Il nome non mi era nuovo.

Rilessi la lettera del Figlio di Sam a Jimmy Breslin, ed eccolo lì.

Non ci credevo.

Questo John Wheat Carr

e il "John Wheaties" della lettera erano la stessa persona?

Qualche giorno dopo, un amico mi diede una foto di John Carr.

La confrontai con uno degli identikit e non credevo ai miei occhi.

Alla polizia era sfuggito qualcosa di importante.

L'esito positivo di questa indagine

spiega perché il Dipartimento di Polizia di New York

sia da tempo considerato il migliore.

Ufficialmente, il caso era chiuso.

La caccia era terminata.

La polizia aveva il suo uomo.

Per il mondo, David Berkowitz era il Figlio di Sam.

Mi sento più tranquilla per le strade di New York.

Posso uscire la sera, andare in discoteca.

Mi sento più tranquilla quando esco la sera.

E se ci fosse stato dell'altro?

E se John Wheat Carr, il vero figlio di Sam Carr, fosse coinvolto?

E se questo incubo fosse appena iniziato?

Sottotitoli: Gabriella Pierro

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