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Original subtitles

Ero in ufficio, un lunedì mattina.

E alcuni colleghi dell'ufficio stavano parlando.

E quando entrai, uno di loro disse:

"Potrebbe essere un parente di John."

E un altro disse: "Non hai un fratello di nome Peter?"

E io: "No, ma ho un figlio di nome Peter."

"Vive a Heaton?" E io risposti: "Sì."

Al che uno dei ragazzi mi mostrò il quotidiano del mattino

con la foto della sua casa in prima pagina,

che riconobbi subito.

E dissi: "Oh mio Dio!

UN NUOVO INIZIO PER LA COPPIA, MA PER STRADA - PAURA

Questo è mio figlio."

LA POLIZIA INCASTRA LO SQUARTATORE MARITO 30ENNE OGGI ALLA SBARRA

UNA DOCUSERIE ORIGINALE NETFLIX

GENNAIO 1981

Cinque anni e mezzo dopo la prima aggressione,

la polizia del West Yorkshire ha potuto annunciare la cattura di un uomo.

Cosa può dirci?

È stato interrogato rispetto...

agli omicidi dello Squartatore dello Yorkshire.

RONALD GREGORY COMMISSARIO, POLIZIA DI WEST YORKSHIRE

Si prevede che comparirà

davanti al tribunale di Dewsbury...

domani.

È giusto dire che la caccia generale per il cosiddetto Squartatore

è ora archiviata?

Giusto.

Può dirci se ha un accento Geordie?

Non posso dirlo, perché non l'ho sentito parlare.

Ma posso dirvi che siamo molto felici...

degli sviluppi in questa fase.

Assolutamente felici.

- Potrebbe... - Davvero felici.

Anche George è felice.

Alla fine, venne catturato per puro caso.

Non fu un buon lavoro di polizia a catturarlo.

Fu un incredibile colpo di fortuna.

LA GIOIA DEI CACCIATORI DELLO SQUARTATORE

GEORGE AVEVA MAI RISO COSÌ?

- Sì. - Assolutamente felici.

Ieri sera, al quartier generale di Sheffield,

i capi di polizia hanno invitato la stampa a parlare con i due uomini

che hanno fatto l'arresto venerdì, che ha portato a questo recente sviluppo.

Il sergente Ring e io eravamo di pattuglia e ci siamo imbattuti nel veicolo.

Stavamo pattugliando un'area frequentata da prostitute.

Abbiamo visto una Rover parcheggiata. Ci siamo avvicinati.

C'era una donna in macchina con lui?

Sì.

Ho visto che era molto nervoso.

Era spaventato e gli ho detto:

"Non devi preoccuparti. Non ti farò del male." E lui rise.

Poi è arrivata la polizia

e quando ha capito che era la polizia, si è pietrificato.

Se la polizia non fosse venuta, probabilmente avrebbero trovato un corpo

in quella discarica.

Perché lo pensi?

Perché lui... è lo Squartatore

e...

io sono una prostituta.

E secondo voi, è stato un buon lavoro di polizia semplice e diretto

che vi ha permesso di aiutare la Squadra dello Squartatore in questo modo?

Un normale lavoro di polizia.

GRAZIE BEN FATTO "LAVORO DI POLIZIA"

"UN NORMALE LAVORO DI POLIZIA"

CONGRATULAZIONI.

Va bene, signore e signori, prima di tutto

posso confermare informazioni che non ho dubbi che molti di voi avranno già.

Ovvero che l'uomo

che ci sta aiutando nelle nostre indagini

è il signor Peter William Sutcliffe,

di 35 anni.

Un camionista...

di Garden Lane 6, a Heaton, Bradford.

Lo presero in custodia.

Avrebbe potuto dire: "Non dico altro. Voglio un avvocato.

Voglio questo e quello." Disse: "No."

E poi rilasciò una dichiarazione volontaria.

Delineò tutti i suoi omicidi.

Iniziò con Wilma McCann e continuò con tutti gli altri omicidi.

E ne parlò nei dettagli: dove si trovavano,

cosa indossavano le vittime,

cosa aveva detto loro, cosa gli avevano risposto,

in quale auto era,

quali strumenti e quali armi aveva usato,

dove se ne era liberato,

tutto.

Molto diretto, come se...

come dettare una riunione in ufficio.

Cinque anni a uccidere persone.

A uccidere persone,

ucciderle in modo selvaggio,

mutilandole.

Mentre Sutcliffe confessava tutti questi crimini,

era chiaro ed evidente che...

la polizia del West Yorkshire era sulla giusta linea di indagine.

Riconobbe le tracce dei suoi pneumatici.

Riconobbe l'importanza degli avvistamenti dei veicoli.

Sapeva dell'indagine sulla banconote da cinque sterline.

Disse che era tornato per cercare di recuperare quella banconota

perché capì che si poteva risalire a lui.

La polizia non ha ancora detto quando l'uomo apparirà in tribunale.

Ieri, in una conferenza stampa piena di gente,

il commissario del West Yorkshire, Ronald Gregory, ha fatto capire

che potrebbe essere oggi a Dewsbury

e quando il tribunale ha aperto, alle 10, era quasi assediato.

Le notizie si sono sparse per la città e a metà mattina

una folla di 150 o più persone era sul marciapiedi

sperando di intravedere l'imputato.

L'uomo, Peter Sutcliffe, nato nel 1946,

è un uomo sposato che vive a Branford.

La polizia è stata chiamata diverse volte per spostare la folla,

poi si è saputo che l'udienza non sarebbe ancora avvenuta.

E la decisione non sarebbe stata annunciata fino a oggi pomeriggio.

Eravamo in tribunale a chiederci

perché quel ritardo, perché rimandavano di continuo.

Il numero di persone presenti stava diventando un problema di sicurezza.

La rabbia degli ultimi cinque anni si stava diffondendo sulle strade

e si sentiva che succedeva qualcosa, là fuori.

Non ci aspettavamo quel numero di persone,

ma ciò che ci mostrò

fu la forte sensazione del pubblico rispetto a quest'uomo.

Quest'uomo che aveva distrutto la vita di molte famiglie.

Quindi ci fu un'ondata di sollievo,

ma anche di vendetta.

LO SQUARTATORE È UN CORDARDO! IMPICCHIAMOLO.

Una folla enorme si è radunata per tutto il giorno

nelle strette strade davanti al tribunale di Dewsbury.

La polizia ha isolato una parte del centro città,

mentre quasi 2.000 persone si spintonavano per poter osservare meglio,

molte sparse lungo la strada.

Fu solo quando arrivò il furgone della polizia,

che ci si rese conto, nel silenzio di quella vecchia aula di tribunale,

quante persone dovevano esserci fuori,

perché esplosero letteralmente.

Le urla, le grida aumentavano il nostro senso di agitazione

per quello che stavamo per vedere.

Sutcliffe è stato condotto in aula ammanettato a un detective in borghese

e circondato da agenti in uniforme.

Salì su per quei gradini al buio e per poco non lo mancai.

Tu?

Era un uomo insignificante.

Non c'era niente in lui

che attirasse l'attenzione o che portasse a guardarlo due volte

se non avessi saputo chi fosse e cosa aveva fatto.

E finora non avevamo visto la sua faccia.

Quando avevo 14 anni,

venni aggredita.

Era il 27 agosto del 1975.

Ricordo il martello...

che mi sbatté sulla testa così forte per cinque volte,

ma ricordo che poi scese qui alla nuca.

Mi colpì alla nuca...

non forte quanto in cima.

Ma sì, mi provocò diverse fratture nel cranio

e una anche alla base del collo.

Quelle furono le ferite che riportai.

Due anni dopo, nel 1977,

c'era...

un altro aggressore che andava in giro a uccidere donne.

IL KILLER DI JANE POTREBBE DETESTARE LE DONNE VIZIOSE

Il mio istinto mi diceva che quello era l'uomo...

che mi aveva aggredita.

Così andai alla stazione di polizia di Keighley.

E loro sorrisero.

Dissero: "Oggi ti vuoi divertire."

La trattarono come una battuta.

Invece di prenderla sul serio.

Credo abbiano sempre pensato che il mio fosse un caso isolato

perché non ero una prostituta.

Non gli diedero importanza.

Anni dopo, catturarono lo Squartatore.

QUESTO È L'ASSASSINO

Ricordo di aver visto le sue foto sul giornale per la prima volta.

Ricordo di aver detto a mia madre: "È lui."

Dissi: "È lui, non c'è dubbio. È sicuramente lui."

L'ASSASSINO

Lo riconobbi.

E non volevo riconoscerlo.

Non volevo vedere quella faccia.

L'uomo che mi aveva aggredita, pensavo sarebbe stato

qualcuno che non avevo mai visto prima.

E con mio grande shock, lo riconobbi.

Stavo consegnando i quotidiani, quindi lo lessi sui giornali.

E non sembrava la persona che avevo in testa.

Non sembrava... quel mostro,

quel personaggio della Marvel...

quello spaventoso Squartatore dello Yorkshire.

Non lo sembrava.

E forse è uno dei motivi per cui l'ha fatto franca.

Era molto discreto ma credo sia piuttosto normale.

Non sembrava essere distante in alcun modo.

Non era certo in cerca di compagnia.

Ma non era uno che faceva di tutto per evitarla,

si faceva i fatti suoi.

Ed era il tipo di persona decisa, se lo incrociavi per strada.

Impegnato, coinvolto in qualcosa.

Era solo un amabile simpaticone. Non era per nulla...

Sa, sono ancora senza parole, non posso crederci, ad essere sincera.

Mi diceva sempre:

"Non hai amici che...

amici con cui poter uscire."

Ma nessuno dei miei amici si è mai preoccupato

perché non c'era conversazione con lui.

Era molto silenzioso. Credo allontanasse le ragazze.

Era un ragazzo di bell'aspetto, ma...

credo che dopo esserti seduto e avergli parlato un po', lui...

si tirava indietro.

Ti sentivi a disagio con lui, perché non parlava.

C'era un insaziabile appetito di informazioni su quest'uomo.

Chi era? Cosa l'ha causato? Cos'è successo nella sua vita?

Quello che si cercava di fare

era costruire un quadro di quest'uomo

dalla culla, quasi,

al giorno dell'arresto.

Sutcliffe è nato e cresciuto a Bingley.

Suo padre, John Sutcliffe vive ancora a Bingley,

...un gran lavoratore, non aveva idea di cosa fosse successo.

Era un bambino piccolo, pesava meno di due chili e mezzo quando è nato.

Di conseguenza, ci volle molto per crescere

e mettersi in pari con gli altri bambini.

Anche quando arrivarono altri figli, lui era l'unico

sempre attaccato alla gonna di sua madre.

Evitava la compagnia degli altri ragazzi,

perché sembravano sempre troppo grandi per lui.

Potevi passare dal cortile della scuola durante la ricreazione del pomeriggio

e lo avresti visto sempre lì da solo, in un angolo.

Ma non ha mai avuto obiezioni ad andare a scuola a quell'età.

Si era adattato e andava regolarmente, nessun problema.

C'era un solo modo per stare con un bambino gentile e timido,

cioè essere essere gentili con lui. Lo siamo sempre stati.

Ha mai sospettato che Peter fosse il responsabile?

Assolutamente no.

No, non più di quanto nessun altro padre avrebbe sospettato del proprio figlio.

Se l'avesse conosciuto, si sarebbe reso conto

che probabilmente era l'ultima persona al mondo di cui sospettare.

Voglio dire, ogni tipo di...

aberrazione mentale che gli farebbe fare queste cose.

Dopo il suo arresto ci fu il desiderio

che diventasse il mostro.

Doveva essere completamente estraneo alla cultura da cui proveniva.

E io pensai che non potesse essere vero.

Le persone non si formano completamente

senza alcun legame con la società in cui crescono.

Facendo un po' di ricerche sul suo passato,

la cosa fondamentale che notai era che era cresciuto in un ambiente

dove il disprezzo per le donne veniva normalizzato.

E l'idea che le donne sono vittime... Era già tutto lì.

Il padre di Sutcliffe era stato violento.

E aveva picchiato sua madre.

I ragazzi cresciuti in una famiglia violenta

spesso resistono al genitore violento,

di solito è il padre, e a volte si schierano dalla parte della madre,

e pare che Sutcliffe lo abbia fatto, da bambino.

La gente lo chiamava "mammone", lo chiamavano "femminuccia".

E credo abbia identificato qualsiasi cosa relativa alle donne e alla femminilità

con la debolezza.

E a un certo punto, cambiò diventando lui stesso l'uomo violento.

E credo che questo fosse il suo modo di essere un uomo.

Credo sia stato solo quando gli animi si calmarono, dopo l'arresto,

prima del processo.

Solo allora iniziavi a guardare ciò che avevi

e iniziavi a capire.

Quanto la polizia del West Yorkshire avesse faticato,

che l'indagine era andata male.

Uno degli esperti che aiuta la polizia ad analizzare il nastro sulla voce crede

di aver isolato l'area da cui viene la voce.

E quanto è piccola la zona che avete isolato?

Penso si possa parlare di circa un 1,5 km quadrati.

La cittadina di Castletown.

I detective che lavoravano al caso dicevano:

"Se non ha un accento Geordie, lasciate perdere."

Sono Jack.

La ricerca del Geordie fu un disastro.

Sutcliffe poi mi disse che pensava fosse uno scherzo.

Sapeva di essere al sicuro, o almeno lo pensava.

Ridusse, in larga misura,

tutte le altre linee di indagine,

che avrebbero catturato quest'uomo prima.

Immagino che i tuoi ragazzi ti stiano deludendo, George.

Quando sentii che era Peter William Sutcliffe,

fu come se qualcuno mi avesse colpito al petto dall'interno.

ANDY LAPTEW POLIZIA DI WEST YORKSHIRE

Salii in auto...

Andai alla stazione di polizia, nel mio armadietto...

scavai nei miei vecchi quaderni...

Guardai il periodo, lo trovai.

Peter William Sutcliffe, interrogato.

Non soddisfatto.

CASA DI PETER SUTCLIFFE

Avevo bussato alla porta.

Ci fece entrare, era appena sceso dal piano di sopra.

Gli dissi: "Peter, frequenta delle prostitute?"

"No...

per niente.

Non ne ho bisogno.

Sono sposato da poco.

Non frequento prostitute.

Per nulla."

SONIA SUTCLIFFE MOGLIE DI PETER SUTCLIFFE

Poi passammo alla parte dei criteri di eliminazione.

"Peter, lei è andato in visita

a Manchester

nel tal giorno."

Dissi: "È stato avvistato un uomo nel suo veicolo.

Ricorda dov'era in quella data, nel giorno in questione?"

Lui disse: "Sì, inaugurammo la casa nuova, C'era tutta la mia famiglia.

Portaia casa i miei genitori e tornai."

Di scarpe portava il 38,5,

molto simile al numero dell'aggressore.

E notai che uno degli stivali era usurato sulla suola destra.

Il che era un punto evidente sulle tracce lasciate, le impronte.

Quando dissi: "Dovremo tornare a farle visita."

Lui disse: "Va bene."

Scrissi il rapporto,

lo portai all'ufficio del capo...

e gli spiegai tutto quello che mi infastidiva.

Dissi: "La cosa più allarmante è l'identikit di Marilyn Moore.

È identico."

"È un Geordie?" E io dissi: "No.

È di Bradford. È di queste parti.

Ma è un'incredibile somiglianza."

E andò su tutte le furie.

Cominciò a urlare e imprecare: "Chiunque menzioni ancora quel c... di identikit,

dirigerà il traffico per il resto della sua carriera."

E me ne andai con la coda tra le gambe e finì lì.

Dimenticato.

POLIZIA METROPOLITANA DI WEST YORKSHIRE

Peter Sutcliffe era un uomo

che per cinque anni aveva ingannato un intero corpo di polizia.

I detective lo interrogarono non una, non due,

non tre, ma nove volte.

Questo è il più grande pasticcio della storia della polizia.

Avevamo un uomo

che era stato avvistato più di 50 volte nel quartiere a luci rosse,

che era stato interrogato fino a nove volte dalla polizia.

Disse di aver perso il conto.

La banconota da cinque sterline con cui ha pagato a una prostituta

era stata fatta risalire ai Trasporti Clark, dove lavorava.

Era Natale del '77 dopo che la banconota da cinque sterline

venne trovata su una prostituta a Manchester.

Arrivarono e chiesero a tutti della banconote da cinque sterline.

Ovviamente interrogarono Peter Sutcliffe.

Sì, e all'epoca

portarono via Peter per ulteriori interrogatori.

Fu la polizia di Manchester a farlo.

Ci si scherzava, lo si chiamava "lo Squartatore."

E lui a volte rispondeva, a volte no...

Ora è un po' triste, no?

Quindi anche lei girava per l'ufficio chiamandolo "Squartatore."

Era in ufficio...

al lavoro era il suo soprannome, il che è piuttosto triste.

Ogni volta, ancora e ancora... Sutcliffe...

E non era nemmeno tra i primi 40 sospettati.

Ora, credo ci sia qualcosa che non va.

Erano così legati a questa teoria che era un assassino di prostitute,

che qualunque cosa succedesse

riuscivano a trovare un modo per aggrapparcisi.

Anche quando si sbagliavano.

È sicuro che sia questo il movente?

E non sia... Potrebbe essere qualsiasi donna?

Ma le prostitute sono solo le donne più vulnerabili di notte?

No, credo...

Dalle indagini che abbiamo condotto, sembra proprio che...

selezioni le donne per strada.

Seguendo quella strada, interpretarono il caso in modo totalmente sbagliato

e così, le donne che pensavano fossero "vittime per errore",

non vennero ascoltate.

Pensavano avessero sbagliato.

E quindi, escludevano delle prove importantissime di testimoni oculari.

Tutti i detective erano uomini.

Avevano formazioni limitate e molto simili.

Avevano pregiudizi molto simili, ed entrarono nel caso

senza comprenderlo per niente.

Loro stavano inseguendo Jack lo Squartatore.

Se stai cercando una figura del mito vittoriano,

è improbabile che la troverai in un camionista di Bradford.

APRILE 1981

Il processo era previsto in West Yorkshire

dove lo Squartatore ha commesso gli omicidi,

ma, a causa del sentimento locale, i tribunali hanno deciso di trasferirlo

all'Old Bailey di Londra,

scena di alcuni dei più famosi e drammatici processi per omicidio.

L'Old Bailey, allora e oggi, simboleggia la giustizia britannica.

Era l'assassino più famoso

della Gran Bretagna, e sarebbe stato processato lì,

sotto quella bilancia della giustizia.

POSTO PER ASSISTERE AL PROCESSO DI:

LA REGINA CONTRO PETER WILLIAM SUTCLIFFE

Sutcliffe accusato dell'omicidio delle 13 donne ha negato le accuse di omicidio,

ma si è dichiarato colpevole di 13 accuse di omicidio colposo

per capacità di intendere e di volere.

È stato anche accusato di sette accuse di tentato omicidio

che ha ammesso.

La corte ha nominato una giuria di 12 persone, sei donne e sei uomini

per pronunciarsi sul mistero dello Squartatore dello Yorkshire,

i motivi per cui il camionista Peter William Sutcliffe ha ucciso 13 donne

e ha cercato di ucciderne altre sette.

L'immenso interesse pubblico nel caso dello Squartatore

era evidente al tribunale London Central Criminal.

Ieri sera si è formata una fila, mentre persone da tutta la Gran Bretagna,

tra cui alcune dello Yorkshire,

hanno sfidato il freddo e la pioggia nella speranza di sedersi in galleria

Alcuni hanno passato qui la notte.

Un uomo è stato lì per due giorni.

Sono state prese misure di sicurezza straordinarie

per evitare l'eccessiva manifestazione di astio

constatata all'epoca dell'arresto.

La sicurezza organizzata fuori dall'Old Bailey.

La polizia controlla l'identità di chi vuole assistere al caso.

Da stamattina, c'era il doppio della gente

rispetto ai posti pubblici per partecipare al caso.

Peter Sutcliffe è colpevole.

Il processo non dovrebbe durare a lungo,

c'è l'incognita dell'incapacità di intendere e di volere,

ma una sola certezza: non verrà condannato a morte.

Il processo di Peter William Sutcliffe è finalmente iniziato.

Nell'aula, i funzionari hanno preparato i reperti

tra cui diversi martelli, coltelli, cacciaviti e un seghetto.

Nei primi due giorni si parlò di ciò che aveva detto negli interrogatori

nei dettagli più terribili e scioccanti.

FERITE PROFONDE FINO A 20 CM

FERITE CON CACCIAVITE A STELLA

Ma la galleria pubblica era piena di parenti

e di sopravvissute, e dovevano ascoltare.

FRENETICHE COLTELLATE

CONTINUAVA A GEMERE

L'atmosfera cambiò solo quando Sutcliffe andò alla sbarra.

Mancavano otto minuti alle 12 quando l'avvocato difensore,

James Chadwin,

ha annunciato di voler chiamare Sutcliffe al banco dei testimoni.

C'era molta tensione.

Tutti sembravano agitati.

Ci sarebbe stata la possibilità di sentire l'uomo in persona.

Ricordo perfettamente

che la corte era in totale silenzio.

Tutti volevano cogliere ogni parola che quest'uomo stava per dire.

Sutcliffe ha detto che la sua missione di uccidere

iniziò qui al cimitero Bingley

dove da adolescente lavorava come becchino.

"Ero in piedi in una fossa aperta a riposare dallo scavare.

DICHARAZIONE DI PETER SUTCLIFFE (LETTA DA ALAN WHITEHOUSE)

Sentii una voce

simile a una voce umana,

ma con le parole confuse.

Sembrava provenire da una lapide.

Mi arrampicai e mi diressi verso la tomba.

La cosa mi sembrò meravigliosa.

Credetti, e ci credo ancor oggi, che fosse la voce di Dio.

Guardai giù nella valle

e pensai al paradiso, alla Terra e all'universo...

e a quanto siamo tutti insignificanti.

Ma io mi sentii così importante.

Perché ero stato scelto per ascoltare la parola di Dio."

Disse che sentiva delle voci

venire dalle lapidi che gli dicevano di uccidere ogni prostituta.

La loro tesi arrivò alla conclusione che...

era pazzo.

Il primo dei tre psichiatri ha pubblicato una lista di 19 segni e sintomi,

che gli hanno dato la diagnosi finale di schizofrenia paranoide.

C'erano le prove psichiatriche di questi tre illustri uomini...

tutti passati dal banco dei testimoni e...

dissero che era uno schizofrenico paranoide.

Si vedeva la polizia infuriata per questo.

Videro...

Peter Sutcliffe andarsene verso un'esistenza piuttosto comoda,

in un reparto di massima sicurezza, non in una vera prigione.

I moventi dell'omicidio sono molti e vari,

e spesso i più bizzarri

si fanno avanti quando un accusato viene processato.

Come oggi all'Old Bailey di Londra

dove una giuria deve decidere la sanità mentale di Peter Sutcliffe,

l'uomo chiamato lo Squartatore dello Yorkshire.

PAZZO O CATTIVO?

Il compito dell'accusa era di smontare questa tesi.

Justice Boreham ha detto alla giuria che se non avessero accettato

la storia che Sutcliffe sentiva la voce di Dio,

doveva essere giudicato colpevole di omicidio.

BUGIARDO O FOLLE?

Giravano un sacco di storie

sul fatto che avesse le conoscenze per simulare la schizofrenia paranoide.

Anche perché la moglie Sonia aveva ricevuto una diagnosi

con le stesse condizioni, qualche anno prima.

Nel suo rapporto, il dottor Milne ha rivelato che un tempo

anche Sonia aveva sofferto di schizofrenia.

Anche se si è ripresa,

il dottore ha detto di aver trovato, durante i suoi tre colloqui

che era suscettibile, molto tesa, instabile e ossessionata dalla pulizia.

Avrebbe conosciuto i sintomi. Sapeva come simularli.

Avrebbe saputo ingannare o cercare di ingannare gli psichiatri.

Nella sua esperienza, qualcuno può fingere con successo i sintomi

di una malattia psichiatrica acuta,

non solo con un medico, ma più di tre?

Credo sia possibile, ma devono sapere molto di psichiatria.

Devono sapere molto sui disturbi che gli psichiatri affrontano.

Era mio figlio.

È ancora mio figlio.

Non voglio perdonarlo per quello che ha fatto.

Spero solo che un giorno...

qualcuno capisca la sua mente.

E chiunque sarà,

spero ci dia una spiegazione logica di cos'è successo.

C'era la tesi per la quale solo un pazzo

farebbe ciò che lui ha fatto.

RIDOTTA CAPACITÀ DI INTENDERE E DI VOLERE

Iniziò con...

sospette prostitute.

Uccise un paio di ragazze... se così si può dire, innocenti.

Poi, verso la fine, non erano più prostitute.

Uccideva solo delle donne e uccideva giovani donne.

Quindi questa cosa della missione di Dio

di liberare il mondo delle prostitute era una sciocchezza.

"Dovete decidere", disse Harvers alla giuria

"se quest'uomo ha cercato di gettare fumo negli occhi ai medici."

In quasi tutte le altre circostanze,

si accetterebbe la probabilità che i medici avessero ragione.

Sapeva che le avrebbe uccise.

Non è stato un incidente.

BERYL LEACH MADRE DI BARBARA

È stato deliberato.

Non deve uscire mai più.

MAGGIO 1981

Mentre la tensione cresceva,

anche la folla fuori aumentava, in attesa del verdetto.

La giuria doveva deliberare.

Ed fu la discussione...

più complessa che avrebbero dovuto fare sulle malattie mentali.

A me sembrava una decisione molto complessa.

E poi dissero: "L'imputato si alzi, per favore."

Dopo sei ore, la giuria ha deciso che, in senso assoluto,

Sutcliffe sapeva cosa stava facendo.

La giuria rifiutò la colpevolezza di omicidio colposo

per capacità di intendere e di volere.

NEIL JACKSON FIGLIO DI EMILY

Il Sig. Justice Boreham ha detto: "Ho suggerito un periodo minimo

di 30 anni prima della libertà condizionale.

È un periodo insolitamente lungo.

Ma a mio giudizio, sei un uomo insolitamente pericoloso."

COLPEVOLE DI OMICIDIO!

DONNE CONTRO LA VIOLENZA

Alla notizia, la Sig.a Beryl Leach, madre dell'11esima vittima

è uscita dal tribunale nel soleggiato pomeriggio.

Come si è sentita quando l'hanno portato via

per essere messo dietro le sbarre per così tanti anni?

Non posso dire di essere felice.

Non è una situazione felice.

Preferirei che non ci fosse e che Barbara fosse ancora con noi.

Poi è arrivata la signora Doreen Hill.

La figlia uccisa, Jacqueline, è morta lo scorso novembre.

E se ci fosse stata la pena capitale,

avrebbe sperato che fosse stato impiccato?

Sì, ma molti hanno detto

che l'impiccagione sarebbe stata poco per lui.

Stasera Sutcliffe è nella prigione di Wormwood Scrubs, West London.

Presto verrà trasferito

in un carcere di massima sicurezza, forse Godfrey nel Leicestershire.

Lo Squartatore dello Yorkshire, il più famoso e pericoloso

assassino di massa britannico, è dietro le sbarre.

Il Ministro degli Interni ha detto

ai parlamentari che la polizia del West Yorkshire ha commesso gravi

errori di giudizio durante le indagini sul caso dello Squartatore.

Il Sig. Whitelaw ha detto che senza quegli errori, gli omicidi

successivi non si sarebbero mai verificati.

La signora Doreen Hill potrebbe fare causa

al signor Ronald Gregory, il commissario della polizia del West Yorkshire,

per negligenza sulla morte della figlia Jacqueline,

tredicesima donna uccisa da Peter Sutcliffe.

George Oldfield, all'età di 57 anni,

diventerà capo dei Servizi Operativi,

responsabile del traffico e dei casellari giudiziari.

Tutte le persone coinvolte nell'indagine dello Squartatore

vennero trasferite, escluse, ostracizzate e incolpate.

Il commissario del West Yorkshire, Ronald Gregory, lascia la polizia.

Andrà in pensione a giugno.

Gregory pensava di essere messo alla gogna

per il fallimento della polizia del West Yorkshire.

Ha messo le mani sull'istituzione e ha detto:

"Ok, ci farò un po' di soldi e comprerò una casa in Spagna."

"I NOSTRI CONSIGLIERI ERANO CERTI DI VENIR NOMINATI IN POCHI GIORNI"

Tutto ha un valore commerciale. Se i giornali vogliono pagarmi, va bene.

È passato dall'essere un leader molto forte,

uno che tutti ammiravamo...

al "Perché lo ha fatto?

Perché ha venduto una storia così?"

Ma lo fece.

Ci sono ancora degli agenti che fanno i furbi con questa continua denuncia.

È tutto qui, è tutto quello che fanno, da quando è successo, denunciano.

E io sto cercando di mettere le cose in chiaro.

- Non ho altro da dire. - Grazie mille.

MARZO 1984

Lo Squartatore, Peter Sutcliffe, è stato trasferito a Broadmoor,

l'ospedale di massima sicurezza

dalla prigione Parkhurst sull'isola di Wight.

Il Ministro degli Interni Leon Brittan ha detto che Sutcliffe soffre

di una grave forma di malattia mentale.

Tre anni dopo, Peter Sutcliffe riuscì a convincere le autorità

che all'epoca non sembrava pazzo, ma ora lo era sicuramente.

E gli serviva un posto in un'unità psichiatrica sicura.

Peter Sutcliffe venne giudicato colpevole di essere un assassino,

non qualcuno che soffriva di una malattia mentale.

A Broadmoor, la vita è più tranquilla.

Perché non sei dichiarato un "cattivo",

ma un pazzo e quindi hai più privilegi.

La televisione,

telefonate, hai più visitatori.

E sai una cosa? È inaccettabile.

L'interesse della polizia per lo Squartatore non è ancora finito.

Dopo il processo,

il responsabile della Squadra dello Squartatore negli ultimi mesi,

ha detto che sperava di parlare ancora con Sutcliffe di altre questioni.

Mi era stato affidato il compito di indagare

su potenziali omicidi e tentati omicidi

e poi interrogarlo.

Avevamo eliminati un tot. Ne avevamo venti che avrebbe potuto aver commesso lui,

ridotti a dieci che probabilmente aveva commesso.

Riesaminammo tutti questi reati.

Vidi le vittime sopravvissute e ebbi più informazioni su quello che aveva fatto.

E così, quando andai a trovarlo, avevo tutte queste informazioni.

Ero nella stanza ad aspettare,

la porta si aprì e arrivò quest'uomo.

E sembrò sinistro.

Sentii il dolore che aveva causato.

Provai rabbia nel vedere un individuo

che aveva fatto tutto ciò, starsene lì in piedi,

come se non gliene importasse nulla.

Alcune delle cose che mi disse...

è come se fosse stato orgoglioso nel ricordarle.

Era davvero come se fosse...

il suo trofeo, il suo grande momento.

Io non avevo prove forensi.

non avevo niente. Era solo questione di parlare con lui

e fargli dire qualcosa che non aveva voluto dirmi.

Ero determinato a farmi dire qualcosa...

e alla fine ci riuscii.

NOVEMBRE 1992

Arrivò un agente.

Pensai: "Cosa vuole dirmi?"

Mi disse: "Peter Sutcliffe ha fatto una confessione...

a Keith Hellawell.

Ha fatto due confessioni, tu sei stata la prima.

Chiesi: "Verrà condannato per la mia aggressione?"

E l'agente disse:

"Non ha senso accusarlo per la tua aggressione

perché è già stato accusato di altre 13."

Io dissi: "E io? Io non vedrò che viene fatta giustizia?

Voglio che sia accusato di qualcosa che lui...

senza dubbio mi ha fatto."

Riportò a galla la rabbia.

Non mi ero resa conto di quanto fossi arrabbiata finché non arrivò la polizia.

Ma dopo quest'esperienza,

iniziai a capire che non potevo lasciare che influisse sulla mia vita.

Non voglio vivere una vita odiando la gente.

Voglio vivere la mia vita e…

fare cose belle, pensare a cose belle,

perché alla fine dei conti, non ne valgono la pena.

La polizia dello Yorkshire non ne vale la pena.

No.

Confessò ciò che aveva scelto di confessare.

Ci sono ancora dei crimini che ha commesso e lo sa.

Ma credo che se li porterà alla tomba.

E crederà, nel complesso, di aver vinto.

L'indagine sullo Squartatore ebbe un effetto molto drammatico,

soprattutto sulle donne nel nord dell'Inghilterra.

Credo che la prima cosa che fece fu far sentire insicure le donne

e far capire quanto fosse nostra responsabilità occuparci di noi stesse,

perché la polizia non lo avrebbe fatto per noi.

POTREBBE ESSERE L'UOMO DELLA PORTA ACCANTO

Quello fu l'inizio per le donne nell'opporre resistenza e dire:

"No, perché non dovremmo girare di notte? O alle due del mattino

senza doverci preoccupare che qualcuno possa aggredirci?"

Quindi penso...

abbia cambiato la percezione delle donne, di come viviamo in questa cultura.

E ha avuto un effetto davvero radicale su un'intera generazione di donne.

In qualche modo, questo caso ha definito il West Yorkshire.

Sono passati 40 anni e la gente lo ricorda ancora come se fosse ieri.

Se possiamo fare qualcosa, è rispingerlo

nell'oscurità

e far emergere le donne.

E concentrarci

su ciò che queste donne avrebbero potuto avere.

Quanto erano forti e toste.

E come hanno incontrato un codardo una notte in una strada buia.

NEL 1981, SUTCLIFFE CONFESSÒ L'OMICIDIO DI MARGUERITE WALLS

UCCISA NELL'AGOSTO DEL 1980

DIVENNE LA 13ESIMA DONNA

UCCISA PER MANO DI PETER WILLIAM SUTCLIFFE

Sottotitoli di: Francesca Zanacca

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