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Original subtitles

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[tuono]

No, anche oggi no!

[sveglia]

[uomo] Campionessa? Sveglia che è ora, dai.

È brutto tempo, papà.

Meglio, così ti alleni col vento.

Dai, forza.

Serena, quante volte ti ho detto di non mangiare queste schifezze?

Forza che è tardi.

Leo? Leo, che fai?

- Ti si fredda il latte! - Ho deciso, nonno.

Oggi parto e vado in India a cercare mamma e papà.

Sì?

O la borsa o la vita. La borsa rimane qui.

E se non fili a scuola perdi anche la vita.

Avanti. Mascalzone!

[Tato] Accendi speaker comodino ospiti.

Playlist hard rock. Volume massimo.

[musica hard rock]

- Cos'è? - [Tato] Spegni, grazie.

- [musica si interrompe] - Puoi liberare mamma, per favore?

Vorrei non andare a scuola, ma purtroppo è obbligatorio.

Scusami. Lui è mio figlio Tato.

Tato, lui è…

- Filippo. - Filippo.

[donna] Buongiorno.

Di chi è il compleanno oggi?

Tanti auguri!

Vediamo se hai fatto il bravo.

Allora sei diventato proprio grande!

Come no! Ha cambiato il lenzuolo.

Brutta spia, questa me la paghi!

[verso canzonatorio]

[Anna] Possibile che a nove anni fai ancora la pipì a letto?

Tanti auguri fratellone pisciolone.

[Carlo] Due e novanta.

Due e novantuno.

Due e novantadue.

Due e novantatré.

Serè, non mollare. Arriviamo almeno fino a 500.

Da grande mi ringrazierai. Dopo Serena Williams, Serena Lombardi.

Leo, oggi non puoi partire per l'India.

"Di Venere e di Marte non ci si sposa e non si parte".

Oggi è venerdì, quindi non puoi.

Ricordate che fra una decina d'anni, io sceglierò la vostra casa di riposo.

E tu ricordati, che tra una decina di minuti,

saremo noi a scegliere il tuo collegio.

Se ci gira.

E vi gira?

Ci gira, sì. Come una trottola.

Però! Fenomeno il piccoletto.

Allora, arrivederci.

Ci vediamo stasera, se ti va.

Aspetta, fammici pensare…

Mi va.

Attiva antincendio porta d'ingresso.

Cosa?

Spegni, grazie. Falso allarme.

Vado a scuola, mamma.

Casa domotica due, Filippo zero.

- Papà. - Eh?

Ti sei scordato qualcosa?

No, perché? Il telefono ce l'ho, il portafoglio pure.

Ho tutto. Sbrigati che è tardi.

Stasera vengono i miei amici per un pigiama party per il mio…

Il mio?

Oddio, giusto.

Per il tuo compleanno. Tanti auguri, Marcolino.

Scusami. Ciao, amore.

Ciao.

Ragazzi, sbrigatevi. Vi aspetto in macchina.

Se tu fai il pigiama party, io dove dormo stasera?

Con mamma e papà. Non sei contenta?

Sono contenti loro, almeno io non bagno tutto il lettone.

Non è colpa mia.

Nemmeno mia.

- Oggi ti sei allenata? - Sì, due ore con mio padre.

Ragazzi, guardate. Sto diventando virale in America!

Sarà uno a cui è partito il like per sbaglio.

Se arrivo a un milione di followers mi pagano pure.

Hai solo noi come followers.

Ecco l'altro follower. Pronti?

[Marco] Ciao!

Datemi una M! Datemi una A!

Datemi una R! Datemi una C!

Datemi una O.

- Tanti… - Auguri…

[insieme] Marco!

Grazie, amici.

- Dai, andiamo. - [Leo] Sì!

[pensiero di Marco] Francesca, ti amerò sempre.

Da grande ti sposerò e saremo moltissimo felici.

Ok.

- Buon compleanno, Marco. - Grazie.

Grazie,

ma io vorrei che tu scrivessi il tema.

Eri tanto bravo, cos'è successo?

Mi prometti che non lo fai più?

- Va bene. - Bene.

Questo è il Marco che piace a me.

[Marco] Passala, Ivan.

Tu col mio pallone non ci giochi.

Lo sanno tutti che sei una capra e che sei il cocco della maestra.

Non è vero! Capra ci sarai.

Ve ne dico un'altra. Sapete cosa fa tutte le notti?

La piscia a letto.

[insieme] Piscia a letto!

- Sei un bugiardo. - Lo ha detto sua sorella a mia sorella.

[grida indistinte]

- Chi è stato? - [tutti] Lui!

Ti pareva? Sei sempre tu Poggi.

Però era mio!

Ci vediamo in presidenza per una bella nota.

[preside] Ciao, Francesca.

Poggi mi ha dato una pallonata in faccia.

- Se vuoi lo dico al Preside. - Casomai dillo ai nonni.

- Questo bambino è troppo vivace. - È sfortunato, lo sai.

Non è giustificato in eterno.

"Scusate, ho svaligiato una banca, ma sono tanto sfortunato".

[preside] Il bed and breakfast come va?

Bene! Ho solo una stanza libera. Anzi, se conosci qualcuno…

Francesca, posso venire io a vivere con te?

Ne riparliamo quando sarai grande.

Ma da grande ci posso venire, è confermato?

Sì, certo, è confermato.

[preside] È confermato anche che è finita la ricreazione.

Anche tu, agevola.

Prego.

- Agli ordini, signor Preside! - Vai.

Vi è piaciuta la capricciosa?

- [Serena] Insomma. - Certo, chi non ama le pizze surgelate?

Ecco, bene.

- [Anna] Prendo la torta. - Almeno quella è vera.

[Claudio] Senti, signorino,

la maestra mi ha detto che non fai più i compiti. Come mai?

Mmh…

Allora?

Papà, non mi strillare adesso, ci sono i miei amici.

Ti strillo perché sono tuo padre e pago il mutuo di questa casa.

Come no! È da due mesi che non lo paghi.

Questi non sono problemi tuoi. Quando io parlo tu zitto e muto. Chiaro?

È chiaro?

Hai detto: "Zitto e muto".

Ho fatto un figlio spiritoso.

Pure tu, però… le pizze surgelate.

Rosticceria e alimentari non ci fanno più credito.

Vuoi i dettagli?

Mi stai facendo pesare il crollo delle vendite degli immobili?

Ti faccio pesare che non ne vendi uno da mesi.

E stai sempre in giro.

Sto sempre in giro, ma mica mi diverto.

[Serena] Ho lo stomaco che mi brontola.

- Chiediamo un prestito a tuo fratello. - Cosa?

Posso chiederglielo io, ha sempre avuto un debole per me.

Porti l'accendino?

Che significa: "Ha sempre avuto un debole per me"?

Ecco qua!

Ma mamma, mi avete fatto questa? A me la zuppa inglese non piace.

[Anna] Scusa, mamma si è proprio scordata.

- A voi piace? - [insieme] No.

- Infatti c'è il liquore. - Solo un po'.

L'importante è spegnere le candeline ed esprimere il desiderio.

Esatto.

Papà, a proposito di desideri, il mio regalo?

- Eh? - Il mio regalo?

Il tuo regalo, certo! Ci ha pensato mamma, vero?

Sì! Ti abbiamo preso…

una bella tuta!

[Claudio] Wow!

Ma che regalo è una tuta? Mi avevate promesso l'hoverboard.

Marco, non cominciamo, quella roba costa troppo.

Ma che ci vuole, i soldi si prendono dal bancomat. No?

Si prendono dal bancomat se prima ce li metti dentro.

Sennò devi chiedere un prestito.

Perché non l'avete chiesto?

Perché non lo abbiamo chiesto?

Ora il problema della zuppa inglese sono io?

- Basta! Volevo l'hoverboard. - [Claudio] Marco!

[vociare confuso]

Dove andate? Marco!

- [Anna] Dove andate? - [Tato] Aspettatemi.

Complimenti.

Basta, non li voglio più vedere.

Non piangere, ci siamo noi.

Facci posto e dormiamo tutti nello stesso letto abbracciati.

Non vi conviene.

Ivan ha detto la verità, me la faccio ancora sotto di notte.

Non ne posso più!

Voglio diventare grande.

Anch'io non vedo l'ora.

Anch'io, in effetti.

Lo dite a me?

Aspettate, ho un'idea!

- [Anna] Le cose cambiano. - [Claudio] Sì?

[Anna] Sì, cambiano negli anni. Quindi?

- Mi sono imborghesita, e allora? - Esatto.

E comunque è proprio vero, ho scelto il fratello sbagliato.

Oddio, che ho detto!

Esprimi il desiderio, dai.

Tutti insieme.

[Serena] Non giocherò mai più a tennis.

[Tato] Non farò dormire nessuno con mamma.

[Marco] Sposerò finalmente Francesca.

[Leo] Vado a cercare papà e mamma, ma prima gonfio di botte il Preside.

[insieme] Voglio diventare grande.

Ehi.

Oh!

Dove sono i miei amici? Voi chi siete?

Io sono Tato. Non so dove sono i suoi amici, signore.

- Ma lei chi è? - Sono Marco. Questa è la mia cameretta.

[Leo] Mi fate dormire?

Ma lei perché ha addosso il pigiama di Marco?

Ma…

Ma tu! Ma noi…

Siamo diventati grandi!

Eccoli.

Già cominciano questi.

Non vedo l'ora che diventi grande questo ragazzino.

[Marco] Serena, svegliati.

[Serena] No. È sabato, non è giusto.

Serena, sei diventata grande.

[Serena] Papà ho sonno, non mi va di allenarmi.

Serena, dai!

[Tato] Quanto sei cresciuta.

E bene pure.

Ma che è?

- [grida di Serena] - Mamma mia, che è?

Silvietta, vai di là e digli di stare zitti che sennò…

Sennò cosa?

Non devi essere precisa. Digli: "Sennò". Loro capiscono.

Dov'è finita la vera me? Questa non sono io.

Ma sì! Ognuno è sé stesso, solo che siamo cresciuti di botto.

Guarda qua.

Secondo voi quanto sono alto?

Fammi vedere.

- Mi sono venuti i peli! - Fammi vedere.

Anche a me, guarda. Ho il pizzo come mio padre.

Eh?

Ma ti immaginavi così, da grande?

Io? No, non così.

Invece tu sei cresciuta bene. Guarda come sei gonfia qui.

Pensate a quello che vi si è gonfiato a voi.

- Già. - [Leo] Fa' vedere.

Che roba!

Ammappelo!

- Sì, si è gonfiato anche a me. - Non è vero!

E tu?

Ognuno guardi i suoi gonfiori, per favore.

- Dovete stare zitti, sennò… - Vai, vai.

Aprite. È anche camera mia.

Non si può entrare Silvietta, va' via!

Papà, sei lì dentro?

[insieme sottovoce] La voce!

[con voce stridula] Ma no, che papà! Scherzavo, non c'è papà qua.

Sono Marco, tuo fratello. Pussa via. Va' via! Parola d'ordine?

Non c'è mai stata.

E adesso c'è, guarda un po'! Va' via, nana spiona.

Voglio solo il mio Ciccio Bello, Adesso chiamo mamma.

No, che mamma! No.

[Marco] Dove sta Ciccio Bello? Eccolo.

Ciccio Bello.

- Risolto. - Ma che risolto? Come ci torno a casa?

Sono anni che esprimo desideri e non è mai successo niente.

Adesso chi lo dice a mia mamma?

Chi lo dice a mio padre? Oggi avevo il torneo Under 10.

Dove vado così?

Non possiamo farci vedere così. Vestiamoci e scappiamo.

Ok. Dai!

Ragazzi, abbiamo un problema.

[sussurrando] Venite! Misuratevi i vestiti negli armadi.

- Shh! - Shh!

Perché tuo papà mette solo giacche orrende?

Da quando ti intendi di moda?

Mettetevi quello che trovate, che vi piace.

[Anna] Ragazzi, per favore.

Nascondetevi!

[Anna] Ma quale parola d'ordine! Vogliono sempre scherzare.

Ragazzi, adesso basta. Ragazzi?

- Ragazzi? - Mamma!

Il pesciolino è diventato un tonno.

Sarà solo cresciuto. Con tutto quello che gli dai da mangiare.

Ma dove sono tutti gli altri?

Non lo so, infatti li sto cercando.

Forse sono al parchetto a giocare.

Erano così scalmanati stamattina.

Dov'è papà? Pure lui è andato al parchetto?

Papà torna presto.

Dai, vieni a fare colazione con mamma.

Brava, amore.

[non riesce a fischiare]

[sussurrando] Uscite!

Sbrigatevi! Prendete i vestiti.

- La borsa di mia madre. - Che fai?

- [Serena] Se ne accorge. - [Tato] Sei un ladro.

[porta che si apre]

Ehi?

[Claudio] Ciao, patatina. Come va?

Ti sembra normale quello che hai fatto con gli amici di Marco in casa?

E basta! Ti lamenti e critichi in continuazione.

E dai! C'è la bambina.

"E dai! C'è la bambina."

Ma per favore.

- È diventato tutto così piccolo. - [Marco] Il pavimento è così lontano.

Mi dovete dare del lei. Mi dovete chiamare signor…

[Serena] Guarda, li prendo tutti.

Record! Campionessa mondiale.

- Dai, sotto! - [Tato] Sotto.

No!

[Marco] Aspettate. Devo fare una cosa.

Che fa? Scusi? Signore?

- [Marco] Devo prendere questo. - [commesso] Ma questo cosa?

Fermo, suona l'allarme. Dove va? Stia fermo.

- È questo qua. L'hoverboard. - Non può prenderlo dalla vetrina!

- [Marco] Ecco i soldi. - Questi non bastano.

Mamma aveva solo questi in borsa.

- Mamma? - Sì.

Mamma…

Magari lei ha una carta di credito?

- No! - No. Mamma?

- Sì. - Sì!

- Lei ha un bancomat? - [insieme] No!

- Mamma? - [insieme] Sì!

Allora, questo resta qui.

Poi passa mamma e paga.

- Ma no! - Sì.

Ieri ho fatto nove anni e niente hoverboard.

Oggi che sono grande, lo volevo comprare e non bastano i soldi.

- Perché lei è brutto e cattivo! - Non fare così.

- Scusate… - L'ha fatto piangere. Contento?

- L'ho fatto piangere? - Non si fa così.

Non si fa così.

- Brutto e cattivo. - Cattivo sì, ma brutto no!

- Più brutto che cattivo. - [commesso] No, più cattivo.

Le va bene che non chiamiamo la polizia.

- Brutto e cattivo. - [Tato] Ha ragione.

La gente è matta.

Anna, non voglio la sua elemosina.

Invece, se c'è una cosa che a me piace è proprio l'elemosina.

- [vibrazione del cellulare] - Chi è?

- Ciao, Carlo. - [Carlo] Ciao, mi passi Serena?

Serena non c'è, sono scesi al parchetto a giocare.

Ci faccio un salto io, così la recupero che oggi ha un torneo.

Va bene. Ciao.

Forse non è successo soltanto a noi.

Magari succede a tanti bambini.

Tipo quello là.

[Marco] Magari, al primo quadrimestre stava in seconda B.

- Che ne sai? - [squilli del cellulare]

Aiuto. È la mamma, che faccio?

Aspetta! Non rispondere.

Se rispondi pensa che sei un ladro che ha rubato l'iPad.

- Ma l'iPad è mio. - Ma tu non sei tu, per lei.

- Giusto! - Sei…

Che schifo.

Ma le patatine ti piacevano.

Non mi piacevano neanche prima. Lo facevo per fare dispetto a…

Scusate?

Lui.

Avete visto un gruppo di bambini? Stanno sempre insieme.

Sono tre maschietti e una femminuccia un po' cicciottella.

Non sono io!

- Sì, infatti dicevo bambini. - Non siamo noi!

- Non siamo noi. - Non siamo noi.

- Non siamo bambini. - Ho capito. Dicevo dei bambini piccoli…

- Glielo avremmo detto, no? Non siamo noi. - Non siamo noi.

Grazie. Grazie.

Comunque, non si dice in giro che tua figlia è cicciottella. No, no!

Ma che vuoi? Chi ti conosce?

[Anna] Commissario, sono otto ore che non abbiamo notizie.

Ho stampato delle foto di Marco.

Grazie.

Avremo bisogno delle foto anche degli altri bambini, ovviamente.

Mando subito un messaggio agli altri per avvertirli.

[campanello]

- Novità? - C'è la polizia.

- Gesù! Perché? - L'ho chiamata io.

Comunque, io ve lo dico, se è successo qualcosa a Tato, vi ammazzo.

Speriamo che non ce ne sia bisogno.

Scusi, era così, per dire.

Non lo dica, almeno davanti a me.

Comunque, adesso trasmetteremo le foto a tutte le pattuglie.

Li troveremo a giocare in un parco, sicuramente.

In quello qui sotto non li ha visti nessuno oggi.

Vi consiglio di dare un'occhiata, ho visto gente poco raccomandabile.

[Milena] Non mi risponde.

- [commissario] Ha un telefono suo figlio? - No, un iPad.

Però ha disattivato la localizzazione.

Gli altri bambini hanno un cellulare?

- Marco no. - Nemmeno Serena.

[commissario] Non vi preoccupate.

Sono solo dei bambini che hanno voluto fare una cosa da grandi.

Allora, amici, io vado a vivere da Francesca.

- E noi? - Voi vi arrangiate.

Ma non avevi detto: "Staremo sempre insieme"?

Sono cose che si dicono da piccoli.

Poi, da grandi si sa, ognuno si fa i fatti suoi.

È Francesca che mi ha detto di andare da lei. Me l'ha confermato!

Anche quelle sono cose che si dicono. E poi che gli racconti? Ti sei visto?

La verità.

Andrò da lei e le dirò:

"Ciao, Francesca, io sono Marco Marinelli della quarta B.

Sono cresciuto di botto e vengo a vivere con te".

Non sei più Marco Marinelli della quarta B.

- Sembri un bidello extralarge. - Oh!

Serena, vieni con me? Così magari mi aiuti.

Vabbè.

Ciao.

Amici, devo andare, l'amore della mia vita mi aspetta.

Aveva detto che stavamo sempre insieme.

Stai tranquillo,

non ce la farà mai.

Ciao.

Come ti chiami?

Silvia, ma mi chiamano tutti Silvietta.

A me non piace.

Io mi chiamo Brunilde.

Mi chiamano tutti Bruna, ma io preferisco Brunilde.

Ti posso fare una domanda?

Se sei buona sì.

Tuo papà quando si arrabbia picchia tuo fratello?

- No! - No.

- Ma ieri gli ha dato uno schiaffo? - No, però gli ha urlato davanti a tutti.

Beh, insomma…

Che fai?

È ancora grande. Quando torna piccolo il mio pesciolino?

Tranquilla, è normale. Diventerai grande anche tu.

Ma ti avverto che poi piccola non ci torni, purtroppo.

Caramella?

Sì.

Sì?

Siamo venuti per l'annuncio della camera in affitto.

Salve, benvenuti.

- [Serena] Permesso. - Avete prenotato con l'app?

No, siamo venuti direttamente.

Lo vedo. Voi siete i signori?

Signori chi?

Noi siamo i signori?

Siamo i signori. Da oggi siamo signori, sì.

No, vuole sapere il nome.

Marco.

Ha anche un cognome?

Sì, ho un cognome, ma è diversissimo. È totalmente diverso.

Infatti è…

Aladino!

Marco Aladino.

Aladino? Come il mio cartone preferito.

Ma dai? Anche…

Francesca Martini, piacere. Lei è la signora Aladino?

- No, non siamo sposati. - Non potevamo.

Stavamo con i nostri genitori fino a stamattina.

Ah, ecco.

- Comunque piacere, io sono Rihanna. - Rihanna?

Sarebbe Arianna,

però mi faccio chiamare Rihanna perché è la mia cantante preferita.

Piace molto anche a me. Vi faccio vedere la casa.

Sì.

[Francesca] Da questa parte.

- La cucina condivisa. - [donna] Hi!

- Si è fatta male. - Si sarà scottata col tè.

Di qua!

Sì, maestra. Cioè, lei fa la maestra?

Sì, come fa a saperlo lei?

A scuola abbiamo trovato questo…

Avete dei figli in qualche classe?

- Noi? Figli? - No, figli no.

Noi siamo solo amichetti.

Ma dalla prima elementare.

Da una vita allora.

No, dalla prima elementare.

- Sì. - Perché quanti anni ci dà?

Lei avrà una cinquantina d'anni, no?

Non lo so. Lo chiede a me?

Io meno di lui. Che dice, di meno?

Mi state prendendo in giro o avete bevuto?

- Bevuto? - Ma che bevuto!

- Mica possiamo bere. - Non ce lo danno.

- [Serena] Che bello. - Sì, questo è il soggiorno.

Vi mostro la stanza. Prego.

- [insieme] Grazie. - Prego.

- Grazie. E daje! - Yes!

Sì.

Ho libera questa matrimoniale.

Io dovrei dormire con lui?

- [Francesca] È un problema? - Fa ancora la pipì a letto!

No, no!

- No… - Lei ha problemi di incontinenza?

Non è per farmi i fatti suoi, ma i fatti sono suoi e le lenzuola mie.

No, mi prende in giro

perché mi facevo la pipì a letto, ma quando ero bambino!

Pensa, sembra ieri!

Guarda quanti vestiti.

Sì, sono stati lasciati qui dagli ospiti precedenti.

- Ma non si leva? - No, sono mensole.

Fisse. Non si sfilano, no.

Scusate! Mi sono ricordata di essere in parola con un'altra persona,

non sono sicura di potervi lasciare la stanza.

Ma come, aveva detto che ce la dava.

E noi dove dormiamo stanotte?

E io che ne so?

[campanello]

Scusate. Torno subito.

[Francesca] Eccomi!

- Claudio, che succede? - Ciao.

Marco, è scappato di casa! Non lo troviamo più.

[Claudio] Lo abbiamo cercato ovunque.

È papà!

Siamo stati fino ad ora con la polizia.

Scappato di casa? Quando?

È scappato di casa, sì. Non lo so, stamattina credo.

È colpa mia! Ieri era il suo compleanno e l'ho trattato malissimo.

L'ho sgridato davanti ai suoi amichetti.

- Vieni qui. - Amore mio ti prego aiutami.

Ma che…

Ma che la bacia? L'ha baciata? L'ha baciata!

Si è baciato, hai visto? Si è baciato!

Ho due persone di là per una stanza,

torno subito.

Con le bocche si sono baciati.

Scusate?

[Francesca] Cos'ha?

No, è che ha ricevuto una brutta notizia su suo padre, e…

Qualcosa di grave?

- Grave? - Sì.

Gravissimo!

[Francesca] Mi dispiace.

Io la stanza ve la darei, ma ho bisogno di una cauzione.

- Cauzione… - Di un deposito.

Che hai un deposito te?

No, ho la mia cameretta.

- Pure io. - I soldi.

I soldi! Dagli quelli di tua madre.

Eccoli, sono tutti.

Sono di mamma.

- Vi mantengono ancora i vostri genitori? - Naturale!

Certamente! Ma per legge.

Grazie per averci dato la camera.

- Prego. - Signora ma…

- Martini. - Martini!

Signora Martini.

[incomprensibile]

Sta' zitto!

- [commesso] A domani ragazzi. - [inservienti] A domani.

Ma è un paradiso!

No, per te è l'inferno!

- Sei morto! - No, ho lo scudo interstellare!

[vibrazione del cellulare]

Pronto, chi è?

[con voce artefatta] Tuo marito si bacia con la maestra di Marco.

Sì, lo so.

[Anna] Ma non glielo dica, abbiamo già troppi guai.

Ma come lo sai?

Ma come lo sa? Ma non lo deve sapere. Lo sa!

Ma come lo sa? È pazzesco! Lo sa!

La situazione si è aggravata?

Aggravatissima.

Mia madre lo sa!

Lo sa.

- Ti va una tisana? - Tisana?

Mi fa schifo la tisana! La tisana a quest'ora?

Voglio la cioccolata con la panna spray.

- Non ce l'ho la panna spray. - Ecco! Ti pareva!

Non ce l'ho lo spray!

Allora mio padre… e va bene, mia madre invece lo sapeva!

Io chiedo la cioccolata spray,

"No non ce l'ho, ho la tisana". Non la voglio la tisana.

Non la voglio!

Io voglio la cioccolata con la panna spray!

Domani la compro la panna spray, ok?

Giura?

Giuro.

E qua?

Ma sono matti! Ma che ci fate qua?

Sveglia!

Bambacioni!

Ma che ci fate qua? Avrete fatto mille euro di danni.

- Non siamo stati noi. - [commesso] Chi è stato?

- Non lo dica al Preside. - Ma che preside,

io chiamo la neuro, voi siete matti.

Ahi!

[Francesca] Altro caffè?

- Caffè? - No, una domanda.

Maestra, per caso avrebbe posto per due nostri amici?

Allora, intanto chiamami Francesca, ok?

Purtroppo non ho posto, perché loro si fermano un'altra settimana.

Loro?

Vado al lavoro, ci vediamo dopo.

Hai capito? Loro si fermano un'altra settimana.

- Oh! - Eh?

Hai capito che si fermano un'altra settimana?

Un'altra settimana.

Il secchio è pieno! Iniziamo!

Vai piano!

[grida in tedesco dell'uomo e della donna]

Un'altra settimana?

- Sono andati via senza dire niente? - Sì.

Qualcosa hanno detto ma in tedesco, non abbiamo capito niente.

- [Marco] No. - Mannaggia, non ci voleva.

E poi maestra, guarda caso,

ci sono venuti a trovare quei nostri amici che cercavano una stanza, si ricorda?

Sì.

Salve, piacere.

Io sono Ronaldo.

E io di più. Io sono…

Thor!

Nientemeno!

Allora, benvenuti.

- Bravissimo, Thor. - Bravo!

Suonare con le mani così grandi è facilissimo.

- Di chi è il pianoforte? - Era di mia nonna, così come la casa.

Io ho preso qualche lezione, ma…

Io ho imparato su Youtube. Cosa vi suono?

Achille Lauro?

Lo ascolta sempre la mamma in radio, ma io non le conosco.

- Quanti anni ha tua mamma? - Trentacinque.

- Trentacinque, quando è nato Thor. - Ne aveva.

Ne ha molti di più, almeno il doppio!

Suonaci qualcosa che sappiamo tutti.

♪ Il caffè della Peppina ♪

♪ Non si beve la mattina ♪

♪ Né col latte, né col tè ♪

♪ Ma perché, perché, perché? ♪

♪ La Peppina fa il caffè Fa il caffè con la cioccolata ♪

♪ Poi ci mette la marmellata Mezzo chilo di cipolle ♪

♪ Quattro o cinque caramelle Sette ali di farfalle ♪

♪ E poi dice: "Che caffè!" ♪

♪ Il caffè della Peppina Non si beve la mattina ♪

♪ Né col latte, né col tè, Ma perché, perché, perché? ♪

Ma perché, perché, perché?

Ma perché io e te non parliamo? Vieni Ronaldo.

- Vieni piccolino! - Mi fai male!

[Marco] Ronaldigno, vieni che dobbiamo parlare.

Perché abbracci la maestra? È mia!

È anche la mia maestra e piace anche a me, mi è sempre piaciuta.

Non ti è mai piaciuta!

E poi non vale, queste cose si dicono da piccoli.

È troppo facile dire le cose dopo.

Ma dov'è scritto?

Tutte le volte che la vedo, mi si muove tutto qualcosa dentro.

Ma se ti è sempre stata antipatica

perché ti metteva scarso al compito in classe!

Mi vuole bocciare per stare ancora un anno insieme a me!

[Marco] Ora t'ammazzo!

- [lamenti di Leo] - Bastardo!

[Marco] Ti devi arrendere!

[Teo] Ma che fate? Ma basta!

[grida indistinte]

Ronaldo che fai? Lascialo!

È stato lui! Ha cominciato lui! Perché sempre io? Ha cominciato lui!

Perché picchi Thor? Pensavo foste amici.

Non picchiavo lui, picchiavo lui. Poi lui è arrivato e…

E perché litigavate voi due?

Per una femmina.

Per una femmina? Assurdo!

Perché assurdo? Non ti piacciono le femmine?

Non mi sembra carino mettere in difficoltà il tuo amico.

È ovvio che non gli piacciono le femmine.

A nessun maschio piacciono le femmine.

A me un pochino…

Pure a me. A te no?

[Francesca] Per favore!

Thor ha il diritto di essere gay senza dover spiegare niente a nessuno.

Cosa sono io, scusa?

Tu sei gay, no?

[verso di constatazione]

E…

gay, nel senso di…

Dai!

Ti va di darmi delle lezioni di piano?

- Ci sto. - [Francesca] Ok.

Ronaldo, se sei omofobo, io e te avremo un grosso problema.

No, ma io non…

Cosa sono io?

- Omo… - [Francesca] Omofobo.

Non so cosa vuol dire omofobo.

Omofobo è una brutta persona che non sopporta i gay.

Brutta persona!

A dopo!

Cosa significa gay?

[assistente elettronico] L'aggettivo gay, definisce nell'uso comune,

una preferenza verso persone del proprio sesso.

Io ho sempre preferito i maschi alle femmine,

che tra l'altro abbiamo sempre detto che ci fanno schifo.

Grazie!

Esclusa te che sei del gruppo.

Non ho capito. Sono gay solo io?

Voi non preferite i maschi?

Preferite… Cioè, se uno vuole essere…

Proprio preciso…

[insieme] No!

Ma siete sicuri?

Certo che siamo sicuri!

Perché tu ti senti diverso adesso da prima?

No, io sono uguale.

Siete voi che da grandi siete diventati diversi.

Io stasera dormo con Tato, voi fate come vi pare.

[Serena] Ciao.

- [Serena] Andiamo, dai. - Siamo diversi. Capito?

Me lo sentivo.

Sono quattro, non possono essere scomparsi.

Prima di sabato sono spesso nei video e poi spariscono.

Non si vede nemmeno che escono di casa.

Dove sono finiti questi ragazzini?

Mi spieghi perché siamo venuti qui?

Gli faccio passare la voglia di punire sempre e solo me!

Quello ti sospende, anzi, ti denuncia!

Non hai detto che avevi nostalgia, che volevi tornare a scuola?

Se ti dicevo la verità non mi accompagnavi.

Scusi, Enza! Cioè, bidella che io non conosco.

No, ma lei è Enza!

Ha la faccia da Enza.

Il Preside è in ufficio?

No! Stanno tutti in assemblea. Sono spariti quattro ragazzini.

Ma non avete la TV?

Come la TV?

Lascio la parola al Commissario che vi farà alcune domande. Prego.

Buongiorno ragazzi, come sapete alcuni vostri compagni non si trovano più.

Sono: Serena Lombardi, Leo Poggi, Tato Verdini e Marco Marinelli.

Quando qualcuno scompare si chiama la polizia.

E la polizia siamo noi.

Ma anche noi abbiamo bisogno del vostro aiuto.

Se sapete o avete un'idea di dove potrebbero essere…

- L'abbiamo fatta grossa stavolta. - Venite da noi a dircelo,

perché potrebbe essere molto importante per ritrovarli.

Va bene?

[alunni] Sì, va bene.

Mi ero accorta che questo mio alunno, Marco, si era innamorato di me.

Te ne eri accorta?

Sì, ma non sapevo se dirlo o no ai suoi genitori.

Gliel'ho detto e alla fine mi sono innamorata del padre.

Buffo, no?

No, per niente.

Questa dove porta?

Ai vecchi rifugi del palazzo.

[Marco] Rihanna!

Non puoi interrompere così, stiamo parlando di cose importanti.

Per favore.

Dicevi di questo padre, spiegami.

Sai, è la prima volta che sto con un uomo sposato.

Non pensavo fosse così complicato.

È complicato perché ti sgrida?

No! Anzi, è molto gentile.

E non so se lo fa perché mi ama, o perché si sente in colpa.

- Capisci cosa voglio dire? - No!

Però secondo me è in colpa, molto in colpa!

Chissà a cosa serve questo tubo.

Ti ho detto di non interrompere! Stiamo parlando di una cosa importante.

La porta, il tubo… Per favore!

Scusa, dicevi?

Si può sapere cosa vuoi fare a casa tua?

Ora li sistemo io!

- Ma chi? - Quelli che dormono con mamma.

- E quanti sono? - Uno alla volta, ma li cambia spesso.

Intanto picchio quello di oggi, magari si sparge la voce.

Non si possono picchiare i grandi. Finisci in galera!

Parli tu che volevi picchiare il Preside.

Ora tocca a me. E tu mi dai una mano.

[Milena] Chi è?

Polizia.

- Buongiorno. - Buongiorno, mà!

Ma lei è la signora Verdini, giusto?

Sì, avete notizie di mio figlio?

Stiamo indagando. A casa è sola?

No, sono con un amico.

Siamo qua per lui infatti.

Ma Tato lo conosce appena.

E questo è grave.

Perché vuol dire che è a casa con uno sconosciuto.

Non si fa. Ce lo chiama per favore?

- Sì. - Vada, vada.

Ora glielo fa vedere super Tato!

- Dobbiamo solo spaventarlo. - Sì.

Buongiorno, posso aiutarvi?

Buongiorno.

C'è qualche problema?

Problema? No, no! Nessun problema.

Ci penso io. Lei si chiama?

- Filippo. - Come Filippo il Bello, il re di Francia.

- L'abbiamo studiato. - Sì, sì.

- Lei è residente qui? - No, vivo a Milano.

- Se vive a Milano, stia a Milano. - Sono qui per lavoro.

Non si può stare nelle case degli altri. È proibitissimo!

Posso chiedervi i vostri distintivi?

Lei può chiedere quello che vuole.

Tranne i distintivi, non ce li danno più. Ci mettono dei microchip sottopelle.

Mi sembra una cazzata, scusate.

Uno, non si dicono le parolacce. Due, chiamiamo la polizia?

- Che siete voi. - Che siamo noi.

Siete venuti per me, ok. Mi spiegate per quale motivo?

C'è qualcosa che riguarda il ragazzino?

Tato. Si chiama Salvatore, ma Tato va benissimo.

Lei l'ha mai minacciato, offeso?

Al contrario, credo che quello scemetto ce l'abbia con me.

Scrivi, scemetto, lo ha offeso davanti a testimoni.

Scemetto è un vezzeggiativo. A me piace scemetto, non è grave.

Non è grave? È gravissimo! Lei è messo molto male.

E anche tu non stai tanto bene oggi.

[citofono]

Scusatemi un attimo.

Aspettavate qualcuno?

Che io sappia, no.

Chi è?

Sono i vostri colleghi.

- Poliziotti? - [Milena] Chi sennò?

Abbiamo la macchina in doppia fila. Andiamo, sennò ci fanno la multa.

Venga, sergente, venga.

[Tato e Leo] Arrivederci.

Non si preoccupi, Tato sta bene.

E lei come lo sa?

Eh?

Io…

Le brutte notizie arrivano subito,

non è arrivata, quindi vuol dire che sta bene.

[Leo] Andiamo. Arrivederci.

Complimenti per questa vestaglietta, si intona al colore degli occhi,

è proprio perfetta.

- Grazie. - Ciao Filippo, ci vediamo presto.

Vi va di giocare a Monopoli?

[Marco, Tao e Leo] Sì!

Prima qualcuno mi può dare una mano?

Sì. Non iniziate senza di me.

Io sono il cilindro.

Che devo fare?

Io lavo e tu asciughi?

Asciugo, sì.

- Ma a lei piace fare la maestra? - Rihanna, ti prego, dammi del tu.

Scusi… scusa.

Comunque sì, anche se a volte sono troppo vivaci…

E finiscono dal preside.

[Francesca] Infatti. Ma non potrei stare senza di loro.

Sono molto preoccupata per questi alunni scappati di casa.

Sono scappati degli alunni, e chi sono?

Si chiamano Leo, Tato, Marco, e Serena.

[Francesca] Sono molto amici.

Ma se questi quattro bambini, stessero su una torre altissima

alta 300, 700 metri,

con un burrone sotto, e tu dovessi buttarli…

- Buttarli? - Buttarli…

Scaraventarli, strozzarli…

Insomma, devono morire tutti meno che uno,

tu chi salveresti dalla torre?

Per una maestra sono tutti uguali.

- Tutti uguali. - [insieme] Eh!

A voi posso dirlo, ho un debole per Marco.

È troppo dolce.

Marco…

Hai sentito?

Ha un debole per Marco!

Tiè!

C'è un po' di colla?

- Mi togliete una curiosità? - Sì.

- Voi che lavoro fate? - Ma che lavoro! Noi andiamo a scu…

- Siamo disoccupati. - [Marco] Disoccupati.

Mi dispiace. Prima che facevate?

- I figli. - I figli.

No, io il nipote.

Capisco.

Se volete, posso aiutarvi a cercare un lavoro.

Lo dico anche nel mio interesse, non vi posso tenere qui se non mi pagate.

- Che studi avete fatto? - Terza elementare.

Tutti promossi.

Tutti.

- Tutti. - Tutti.

Cioè, tutti e quattro la terza?

Volevamo anche finire la quarta, ma non è stato possibile.

Infatti secondo me l'anno lo perdiamo.

Ma c'è qualcosa di cui vi intendete? Qualcosa che vorreste fare?

Sì! Il collaudatore di videogiochi.

Io la popstar.

Io l'astronauta.

E io il supereroe, gay!

Ok!

Magari iniziamo con lavori più normali.

Elicottero in arrivo. Ricevuto. Grazie, base.

K-15 ad Aquila 17.

Lo so che sembra un po' eccentrico, ha avuto una vita movimentata.

Ha fatto il calciatore, il pilota di caccia,

il meccanico di Formula Uno ed altro.

- Adesso se la passa un po' male. - Ma si è mai occupato di bambini?

No, ma secondo me ha un talento naturale. Fidati.

[Marco] No!

Ok.

- Difendetevi voi, se pot… - Pinuccio? Allora noi andiamo.

- Ciao, mamma. - [Francesca] Buon lavoro!

E adesso Pinuccio, difenditi se hai coraggio!

Bang!

[gemendo] Dite a Francesca…

che l'amo.

- Ma quindi lui è il tuo nuovo… - No! No, figurati. Andiamo.

[Carlo] Benissimo, brava.

Facciamo rimbalzare la palla e la lanciamo di dritto, ok?

Ciao!

Ciao, posso chiederti una cosa?

Vai un attimo a giocare di là, arrivo subito.

[Carlo] Buongiorno, ci conosciamo?

No. Mi chiamo Rihanna.

Rihanna, piacere. Sono Carlo.

Come posso aiutarti?

Io sto cercando lavoro, ma so solo giocare a tennis.

Hai il tesserino da maestra?

No, però mio padre diceva che io sono più brava dei maestri.

Sicura che non ci conosciamo, hai qualcosa di familiare.

Non ci conosciamo. Comunque, quanto pagate qui?

Mi servono i soldi per la stanza.

Il giusto, ma senza tesserino non so se…

Giochiamo un set, se vinco io, mi assumi.

Wow. È leggerissima, batto io.

Quindici a zero. Sono assunta?

- [Francesca] Professor Poggi. - Buongiorno, maestra.

Ci sono novità?

No, purtroppo no.

Dopo la fuga di Leo, la nonna non si alza quasi più dal letto.

E io ho avuto un abbassamento della vista.

Come faccio ad accudirla, a fare tutte le faccende…

Mi dispiace professore,

se ha bisogno di una mano posso spargere la voce.

Magari.

Aspetti, forse ho la persona giusta.

Signor Ronaldo, noi non ci aspettavamo un uomo.

Sinceramente.

Su questo non posso farci niente, però sono bravissimo.

E poi so tutto di voi.

In che senso scusi?

Lei, signora Marta,

ama le repliche della Signora in Giallo e i documentari sui felini.

È specializzata in cannelloni, buonissimi ma poco digeribili,

ama innaffiare le piante e andare a cavallo, ma ha l'artrosi.

Va nei boschi a cercare funghi ma è negata e non li trova.

Lei, signor Ugo, fuma la pipa,

guarda tutte le partite di basket,

gioca a burraco online però perde e dice che è un complotto,

odia passeggiare nei boschi, ma ci va per fare contenta sua moglie.

Legge romanzi lunghi e noiosi

e ha insegnato a leggere a suo nipote a quattro anni.

Ha fatto indagini su di noi?

No, è una dote, capisco le persone da piccoli indizi.

Come Sherlock Holmes.

E adesso nascondetevi.

Adesso vi trovo.

Tutti in posizione.

Grande Cuda!

Vai. Brava.

Vai.

Bravissima.

Avete portato i soldi della spesa?

- Sì. - Va bene.

Prima una cosa importantissima.

Gran Premio.

Olé!

Pronti, partenza, via!

[Serena] Si parte.

Vai.

Matti! Ma che fate?

[commesso] Ma che fate?

[Anna] Potete appendere questi manifesti?

Mamma!

Sono la mamma di uno dei bambini della TV.

- Sono scomparsi. Mio figlio… - [cassiera] Certo, signora.

Si sono allontanati. Grazie.

Grazie per la spesa. Se facciamo una festa siamo a posto.

Prego, Francesca.

Sono contenta che abbiate un lavoro e che guadagniate.

Però, scusate.

Lui suona, lei gioca a tennis, lui gioca coi bambini,

l'unico che lavora sono io. Possiamo fare a scambio?

Ma manco per niente.

Vuoi sempre le mie cose.

I nonni sono i tuoi e te li tieni.

Loro si saranno anche affezionati, sarebbe una cattiveria.

[Francesca] Sì, infatti.

Sai, Ronaldo, avevano davvero bisogno di qualcuno che li aiutasse.

Il nipote li faceva impazzire. Un disastro!

- Hanno detto così? - Più o meno.

Marco, ti ho trovato un nuovo cliente.

Bene! Grazie.

Sono contenta, mi fa piacere.

- Scusa, non so perché l'ho fatto. - No, tranquilla.

Fallo quando vuoi, insomma…

E chi sarebbe questo nuovo cliente?

Lo so, manca anche a me.

Vedrai che torna presto.

Silvietta? Mamma va a fare la spesa.

Ciao, mamma.

- Aspetti tu il baby-sitter? - Sì.

- Ciao, sei Marco? - Ciao.

Sì, sono Marco.

Non pensavo fossi così grande.

Non è stata colpa mia. A un certo punto sono diventato così.

In che se… Ma sei Marco il nuovo baby-sitter?

Il nuovo baby-sitter, sì.

Non sono Marco, sono Marco il nuovo baby-sitter.

Ah! Ok.

- Sono Anna, piacere. - Piacere.

- Sono la mamma di… - Di Marco.

- Di Marco e di Silvietta. - Silvietta!

E dentro c'è mio marito Claudio.

Oggi sta a casa.

Sì. Sta a casa, sì.

Ci vediamo dopo.

- Sì. - Io vado.

- A dopo! Ciao. - A dopo.

- [Claudio] Buongiorno, benvenuto. - Buongiorno.

Non nominare Francesca qui dentro. Ci siamo capiti?

Ci siamo capiti.

Ma perché lei tradisce mamma… la mamma dei suoi figli?

Ma come ti permetti? Fatti i fatti tuoi.

Ma sono fatti miei.

Dimmi tu se devi farmi la predica. Sei il suo fidanzato?

Purtroppo no.

Ah, ora si spiega tutto. Sei geloso?

- Andiamo. - Di qua.

E tu come lo sai?

Se non avete cambiato la stanza, è di qua.

Silvietta! Come Stai?

Lasciami! Quanto sei appiccicoso. Sai giocare con i Lego?

Sono campione del mondo di Lego.

Silvietta, papà esce. Fai la brava.

- Senti, per merenda le dai… - Latte di avena e Nesquik.

- Esatto. Trovi tutto in… - In alto a destra, in cucina.

Come fai a saperlo, scusa?

Il Nesquik sta sempre in alto a destra.

C'è il sale grosso, l'olio e poi il Nesquik.

Vabbè. Vado.

Ciao, vai.

Allora…

Non ci posso credere!

L'hoverboard!

Fermo! Che fai?

Lo voglio aprire per giocarci.

Non si tocca, è di mio fratello.

Magari a tuo fratello piace se qualcuno lo apre e ci gioca, no?

Se lo tocco, poi quando torna si arrabbia e mi fa piangere.

Ti faceva piangere spesso?

Sì, ma se torna non lo faccio più arrabbiare.

Ma tu non lo hai mai fatto arrabbiare.

Ti prometto, che se torna tuo fratello, non ti farà più piangere.

E perché non torna?

Perché…

Perché non può.

- E tu che ne sai? - Lo so.

Sono un baby-sitter con i superpoteri.

Giochiamo con i Lego, che stanno in quel cesto azzurro.

- Come fai a sapere anche questo? - Ho i super poteri!

- Mia figlia mangiava di nascosto. - Lo so… cioè immagino.

Volevo che riuscisse in quello in cui non sono riuscito io.

Perché, facevi i tornei? Ma non me lo hai mai detto.

Quando dovevo dirtelo, scusa?

Io ero una promessa. Non l'ho mantenuta, però insomma…

Per questo sono finito a fare il maestro.

Tu, piuttosto, se avessi fatto agonismo saresti potuta diventare forte.

Papà mi costringeva, però a me non andava tanto.

Spero che tu non ce l'abbia ancora con lui, dopo anni…

Però tu non hai idea dei sacrifici che bisogna fare.

Io ho rinunciato a tutto, lavoro anche di notte.

Da quando mia moglie mi ha lasciato, è…

Ma perché se n'è andata? Se posso chiedere.

Non è una grande storia.

Lei è canadese, stavamo insieme da un mese quando è rimasta incinta.

Poi da un giorno all'altro è tornata in Canada.

Hai capito la matta?

E mi ha lasciato da solo con Serena che aveva un paio di mesi.

Lei è tutta la mia vita.

Però mi sa che mi odia.

Ma lei non le poteva capire queste cose.

E poi neanche le sapeva, forse.

Sì, scusami, non volevo.

È che…

Allora, quando vuoi, ci abbracciamo.

Va bene?

Sì. Quando vuoi tu anche, nel senso…

Senti, ti va un giorno di questi di uscire a cena?

- In che senso? Io e te? - Sì, noi due.

Ma io e te tipo fidanzati? Come Lilli e il vagabondo?

Sì… No! Senza esagerare, poi chissà…

Non vorrei che sembrasse una frase fatta, però con te mi sento davvero a casa.

Troppo a casa. Troppo a casa.

- No. - Troppo a casa!

A casa era una metafora…

Non so cos'è una metafora, però troppo a casa.

- Ma allora: "Mi abbracci quando vuoi"? - Troppo a casa.

- Vabbè. - Ciao.

[non udibile]

- Tutto bene? - Sì.

Si è addormentata subito perché era stanca.

- Però ci siamo divertiti molto. - Menomale.

Da quando suo fratello è scappato è di pessimo umore.

È molto legata a suo fratello Marco.

È l'amore della mia vita lui…

E lui lo sa.

Lo sa?

Sì.

O magari no.

Dici?

A volte sono un po' dura con lui, per farlo reagire.

È sbagliato! Sbagliato.

Non si fanno reagire così i bambini. Non bisogna mai essere duri.

- No? - No.

I bambini vanno curati, accarezzati, coccolati.

Poi vanno fatti mangiare, nutriti con cose buone,

cioccolata, caramelle e tante patatine.

E poi i regali.

Ma non vestiti, scarpe…

Che ci fanno?

Giocattoli. Tanti giocattoli. E non solo a Natale, no.

- Così si viziano troppo. - No!

No. Anzi, tutt'altro.

"Si viziano" è un'idea dei grandi.

- Ai bambini vanno fatti dei regali. - Lo dici perché sei esperto?

Baby-sitter!

Peccato non averti conosciuto prima. Saresti piaciuto tanto a Marco.

- Ma dove ti ha trovato mio marito? - Da Francesca.

Da Francesca…

Sì, Francesca, però non…

Non Francesca Francesca…

Un'altra Francesca.

Una che credo si chiami Carla…

Non ti preoccupare, tanto io so tutto.

Comunque, si sono lasciati per fortuna.

- Si sono lasciati? - Sì.

- Sì? - Da quando Marco è scappato,

io e mio marito ci siamo riavvicinati, ci siamo rimessi insieme.

- E vai! Vai… - Che entusiasmo.

Sì, sono felice.

Come mai?

Perché io sono appassionato di famiglie felici.

- Specialmente questa. - Grazie.

Prego.

[Leo] È pronto in tavola.

Veniamo.

[Leo] Eccoci.

Grazie.

C'è un po' di disordine, ma poi metto a posto.

Ecco.

Cos'hai preparato di buono?

[Leo] Di primo…

Panini tonno, pomodoro, doppia maionese e origano.

Buonissimi.

Di secondo…

Crocchette di pollo fritte.

- Ah! - Molto fritte.

Troppo fritte?

Sono un po' curiosa, c'è per caso anche un dessert?

Beh! Lì mi sono superato.

Ho preso le Smarties!

Sono buone le Smarties.

Ah…

Ho anche stirato.

C'è questa camicia… qua c'è un buchino.

Ma se la si mette nel pantalone non si vede.

Una domanda. Ha mai fatto il badante prima d'ora?

No. Voi siete i miei primi badati.

Lo avrei giurato.

Due cavie.

Ma se uno non inizia non impara mai. Lo dice sempre mia nonna.

Lo dico sempre anch'io a mio nipote.

Venga con me che le insegno come si usa il ferro da stiro.

Ma il pranzo?

Pazienza.

Mi scusi signor Ronaldo, due minuti che il ferro si deve scaldare.

Grazie per non avermi cacciato.

Prego.

Questa casa sembra vuota senza mio nipote.

- Era un bravo nipote. - No, affatto!

Ci faceva dannare. Ma poi lo conoscerà.

Però era tanto intelligente.

Simpatico, gioioso, divertente e curioso.

Ultimamente aveva deciso di andare a cercare i genitori in India.

Magari è uno che, se decide una cosa, poi ci riesce.

Non è questo il caso.

Perché?

Mio figlio e sua moglie, hanno avuto un grave incidente

quando Leo era ancora piccolo.

Non abbiamo ancora trovato il coraggio di dirglielo.

Ma quindi non sono in India?

No.

Sono finiti fuori strada in motocicletta all'Argentario.

Cosa fa? No, mi scusi… Ma no, caro.

Non sapevo che lei fosse così sensibile!

Mi scusi.

Ha perso i genitori anche lei da giovane?

Sì, in motocicletta all'Argentario.

- Ma che coincidenza! - Che brutta coincidenza.

[nonna] Mi dispiace.

Francesca, ma ora che sono gay,

Ronaldo e Marco, saranno lo stesso miei amici?

Ma certo!

E posso tenerli ancora per mano?

Questo magari no. Non siete più dei bambini.

Infatti. Mannaggia.

A chi lo dici.

C'è una persona che vorrei presentarti.

- Penso che potrebbe piacerti. - È uno a cui piace stare mano nella mano?

Chissà!

Ti va di insegnarmi questo pezzo al piano?

Ma mi segui! Cioè segui il tuo alunno…

- Tato. - Tato si chiama!

Lo segue mezza Italia da quando è scappato.

Due milioni di followers. Che bravo!

Scusa un attimo.

Guardate.

Sono diventato un influencer!

No, Tato è diventato un influencer.

Tu sei Thor, non puoi pubblicare più nessun video.

- Dai andiamo. - È l'ultima volta.

Sì, andiamo.

[si schiarisce la voce]

Francesca, Marco voleva sapere se ti vuoi mettere con lui.

Sì.

Hai vinto Marco.

Sei un genio che lo fai dire a lei.

Puoi dire a Marco che prima usciamo e poi vediamo come va.

- Marco, Francesca ha detto che… - Ho sentito.

Ha sentito.

[Marco] Grazie.

[Leo, piangendo] Ciao, ragazzi.

Perché piangi?

Sono morti mamma e papà.

Oddio, com'è successo?

Un incidente in moto, all'Argentario.

Otto anni fa.

Mi dispiace…

Ma sta ancora così?

Guardate!

Guardate!

Noi…

Cioè loro quelli che…

Si è aperta una nuova pista

che porterà a una svolta nelle indagini. Ma passiamo anche…

Non volevo allarmarvi prima del tempo,

ma a questo punto siamo certi che si tratti di un rapimento.

[Carlo] Come un rapimento?

Noi non abbiamo soldi, non siamo ricchi.

Neanche io. Ma perché? Cosa sperano di ottenere?

La fate parlare, per favore.

Commissario, anche se non sa niente, ci dica quello che sa.

Qualcosa sappiamo.

Se i bambini fossero scappati a piedi,

non sarebbero sfuggiti alle telecamere del quartiere.

[commissario] Sono presenti fino a sabato e poi nulla.

Abbiamo rinvenuto un sacchetto con i pigiami dei bambini strappati,

- segno di una probabile colluttazione. - Come una colluttazione?

Non c'erano tracce di sangue, quindi niente di grave.

Sul sacchetto non c'erano impronte digitali dei bambini.

- Solo quelle di un adulto. - Oh, Gesù!

Che non corrispondono a nessun criminale schedato.

Ma perché li hanno rapiti?

Questa è una buona domanda. Sinceramente è incomprensibile.

In Italia sono circa 20 anni che non avviene un rapimento.

Oggi tra intercettazioni, GPS, telecamere, rapire qualcuno è quasi impossibile.

Quindi, Commissario, ci sta dicendo che li troverete presto? Giusto?

Sì, ci stiamo lavorando.

Però, questa persona risulta non avere un cellulare,

una carta di credito, un bancomat, un nome, un cognome.

Ecco, se non avesse lasciato quelle impronte, io direi…

che questa persona non esiste.

- [Tato] Attaccala bene! - [Marco] Sì.

No, no. È storta così!

- Ma è messa bene! - No, va a filo…

Ragazzi andiamo?

Sì.

Come mai avete scelto il luna park?

Perché, tu quando esci dove vai?

No, era così, per dire. Il luna park va benissimo.

Anzi, scusate l'attesa. Di solito il mio amico è puntuale.

Corrado!

Ciao.

Lui è Marco, e lui invece è Thor.

Thor! Che bel nome.

Potente.

Corrado e io lavoriamo alla stessa scuola. Lui è un preside moderno…

Vedi, moderno.

Non per vantarmi, ma gli alunni mi amano.

- Sì? - Immagino!

Thor invece è un pianista bravissimo.

- Andiamo? - Sì.

Sai,

vorrei un uomo che non dimentichi mai il bambino che è in lui.

Che sia grande, ma allo stesso tempo molto dolce.

Non so se mi spiego.

- Grande, ma molto dolce. - Sì.

Ho capito.

Torno subito.

Marco?

Marco?

Ma chi sei tu?

Così misterioso, con questo nome…

Una domanda difficile.

- Posso portare la giustificazione? - Certo.

Una curiosità mia.

Ma a scuola sanno che…

Solo Francesca.

E perché?

Domanda difficile. Posso portare la giustificazione?

Eccolo qui! Grande e molto dolce.

Grazie!

Non mi regalavano un lecca lecca da trent'anni. Grazie.

Preferivi lo zucchero filato?

Tu non hai dimenticato il bambino che è in te?

E chi se lo scorda?

Perché buchi i palloni?

E come lo sai?

Tutti i presidi bucano i palloni.

Beh, a volte bisogna bucare un pallone sennò i bambini non capiscono.

Secondo me, se non li buchi, i bambini capiscono meglio.

I bambini capiscono tutto.

Secondo me, li buchi perché non sei felice.

Ma io sono felice.

Non si dicono le bugie.

Lo so, ma a volte con una bugia è tutto più facile.

- Occhio. - A cosa?

[grida]

Fra poco farà buio…

Forse è meglio rientrare casa.

Tu hai paura del buio?

No.

E tu?

Di cosa hai paura tu?

Beh…

Da ragazzino avevo paura…

dell'uomo nero.

Di mio padre, tanto.

E poi, avevo…

- Sono gay! Sono gay! - Anch'io!

Ed eccoci qua…

Ed eccoci qua.

- Ci torniamo domani al luna park? - Certo.

Ci torniamo quando vuoi.

Ma non hai freddo senza pigiama?

Sì, un po'…

Mi scaldi tu?

Accendiamo una stufetta?

- Vieni. - Io?

Vieni!

E con che ti scaldo?

Ti va di giocare un po' con me?

Con la palletta?

Senza palletta.

La palletta…

Ho capito.

Ho capito!

Chiudi gli occhi.

Chiudi gli occhi, non li aprire.

Non barare.

- Quanti sono? - Non lo so.

Erano quattro.

- Girati poco, così. - Così?

Uno a zero per me.

- No, vai via. Questo è mio! - Ahi!

[battute indistinte]

Insomma, sono orfano come Harry Potter.

E faccio lo sguattero come Cenerentola.

- Che era orfana pure lei. - Infatti.

Io invece non posso lavorare più

perché mio padre si vuole fidanzare con me.

Con me si vuole fidanzare il Preside. Mi sembra peggio.

Sarai contento tu Marco che ti sei fidanzato con la maestra.

- Insomma… - Perché insomma?

Perché…

A parte con questa storia dei baci che mi vuole sempre dare,

che ci mette pure la lingua umida di saliva,

e a me fa schifissimo.

Poi, stanotte ha pure voluto fare la lotta nel letto.

Bello! Chi ha vinto?

- Nessuno, non è che ci sono i punti. - Come no?

- No! - Che la fate a fare la lotta?

È quello che le ho detto anch'io.

E poi, a un certo punto,

si è voluta spogliare, si è levata tutta la vestaglia.

Infatti, secondo me, ha preso il raffreddore.

Diciamocelo, essere grandi fa schifissimo.

È peggio della zuppa inglese.

Ragazzi, guardate! Siamo di nuovo in TV.

Sentiamo cos'ha detto il commissario Giardone.

Purtroppo, a questo punto siamo certi che i bambini siano stati rapiti.

Non posso rivelare ancora nulla,

ma le indagini stanno andando avanti,

il cerchio intorno ai rapitori si sta stringendo.

Non è vero che siamo stati rapiti. Ma poi chi sono i colpevoli?

Cosa dice 'sta cretina?

Mi sa proprio che i colpevoli siamo…

Noi!

…entro 24-48 ore al massimo prenderemo questi criminali.

Questi sono gli unici sconosciuti usciti dall'immobile il giorno della scomparsa.

Ma non mi sembra che abbiano dei bambini legati con loro.

Lo vedo, Lo Cascio. Lo vedo…

Però sono gli unici quattro che non abitano lì.

In effetti, hanno facce da delinquenti.

Facce da deficienti.

Ed è questo che mi preoccupa di più.

Dai! Dobbiamo aiutare la polizia a ritrovare i bambini.

Che siamo noi.

Sì, lo so.

Lo capite che rischiamo di andare in prigione

per il rapimento di noi stessi?

Beh? Gli diciamo chi siamo.

Non sarà mica vietato trasformarsi in grandi.

Non ci crederanno mai.

Ha ragione Marco, per uscire da questa storia c'è un solo modo.

- Questi quattro ragazzini… - Che siamo sempre noi.

- Sì… - [insieme] Devono tornare!

Ragazzi, mi chiedevo, se esiste un incantesimo…

Esisterà un contro-incantesimo.

Allora… Attenzione.

[in coro] Voglio ritornare piccolo.

Voglio ritornare piccolo.

Voglio ritornare piccolo!

Ma cosa state facendo in camera mia?

Ti avevo detto di contare fino a mille.

Io so contare solo fino a dieci.

Perché ho oggi siete venuti in quattro?

- Oggi c'è un'offerta. - Sì, sì.

Paghi uno e prendi quattro. Loro tre sono gratuiti.

Adesso torna a guardare la TV. Io ti seguo, dai! Ti raggiungo.

Tu sei Leo, tu sei Tato,

tu sei Serena e tu Marco!

E va bene, sono Marco.

Come hai fatto a indovinare?

Il pesciolino è diventato un tonno,

e tu sai dove sono i miei giocattoli.

Come siete invecchiati male però.

Grazie.

Ma come avete fatto? Vi ha aiutato una fata?

No…

Abbiamo espresso un desiderio troppo forte e ci siamo ritrovati così.

- Eh… - Chissà quante cose potete fare ora.

Io non vado più a scuola,

mi sono fidanzato, ho un lavoro e non faccio più la pipì a letto.

Però adesso abbiamo un sacco di problemi.

Dobbiamo guadagnare un sacco di soldi per pagare la casa, le cose…

E la polizia pensa che siamo stati rapiti.

- Ma non siete stati rapiti, siete qui! - [Marco] Eh!

Però, scusate…

Che cosa si chiede quando si è rapiti?

- Scusa. - Sì, scusa…

Quando si è rapiti, che cosa si chiede?

- Dove sono finiti i rapiti. - Anche quello.

Ma cosa chiedono i rapitori?

Il riscatto!

- Brava! Il riscatto. - [Leo] Il riscatto.

Come chiedere il riscatto per bambini rapiti?

[voce femminile] Non capisco. Riformulare la domanda.

[scandendo] Come chiedere il riscatto per bambini rapiti?

[voce femminile] Non capisco. Riformulare la domanda.

Lascialo stare, tanto lo so fare io. L'ho visto fare in un film.

Il problema non è chiedere il riscatto.

Ma quando loro ci danno i soldi,

noi come facciamo a dargli i bambini?

Che siamo noi. Lo devi dire sempre.

- Intanto ci teniamo i soldi. - E quanto chiediamo?

Tantissimo.

Cinquecento euro?

Cinquecento euro? Ma che 500 euro. È poco!

Se chiediamo poco, pensano che non siamo bravi rapitori.

Dobbiamo chiedere tanto…

Mille euro!

No, di più!

Mille e due…

Mille…

Tremila! Tremila a bambino!

Che tremila a bambino fa…

[parole incomprensibili]

Dodicimila euro! Dodicimila euro, con lo sconto diecimila.

Sempre se non ci arrestano prima.

Tutto bene?

Oggi mi sembri un po' strano.

E…

No, è che oggi ho lavorato molto.

Ho giocato con i bambini tutto il giorno

e quindi sono un po' stanco.

No, no.

Oggi niente lotta,

ho un po' di mal di testa.

Ok.

Buonanotte.

Abbiamo rapito Marco, Leo, Serena e pure Tato.

Se non ci date diecimila euro, gli tagliamo le orecchie

e poi gli uccidiamo.

- Li uccidiamo. - Gli uccidiamo!

Non "gli". Gli senza la G.

Dopo la stacco.

Portateceli!

[non riesce ad articolare le parole]

Portateceli domani in banconote da cinque euro.

A mezzogiorno al ponte di ferro.

Perché al ponte di ferro?

Perché queste cose si fanno nei posti isolati.

Non mi interrompete sempre!

Ponte di ferro, vicino la scuola.

Però scuola con la C.

- Scrivetela voi se siete tanto bravi. - Shh!

Che ti abbiamo fatto adesso?

Ha detto la maestra che se mi trattate male è omofobia.

Ma non è che non ti si può più dir niente.

E comunque, anche se ti piacciono i maschi, scuola si scrive con la C.

[porta che si chiude]

Missione compiuta.

- Ti ha visto qualcuno? - A me?

Mi conoscete, no?

Lo conoscete?

È il baby-sitter di Silvietta.

Le impronte digitali sulla busta dei pigiami sono le sue.

- Il rapitore è lui. - Lui?

Ma io gli ho lasciato pure le chiavi di casa.

Come le chiavi di casa?

Abbiamo individuato anche dei complici…

Gli altri due!

Si sono presentati a casa mia fingendosi dei poliziotti!

Ma chi sono?

Quello con la barba è il nostro badante.

Che bada poco e male.

Quella è la nuova maestra di tennis del mio circolo.

Scusate, non sto capendo. Che senso ha tutto questo?

Prima vi rapiscono i bambini e poi entrano nelle vostre vite?

A rigor di logica, dovrebbe essere il contrario.

Mi scusi, è evidente che sono dei balordi, che aspettate ad arrestarli?

No, questi sono pericolosi, proprio perché balordi.

La cifra ridicola che hanno chiesto per il riscatto ne è la prova.

Lasciatemi fare il mio lavoro, ho un piano.

E quale sarebbe questo piano?

Semplice.

Prendiamo i soldi del riscatto,

li portiamo qui nel nostro covo, e poi ce li dividiamo.

Mi sembra un po' troppo semplice. Se ci seguono?

Ci seguono…

Ma noi abbiamo i bambini in ostaggio.

"Abbiamo" è un parolone. Che abbiamo…

Comunque, dobbiamo andarci in maschera e in macchina.

- È vero. - Ma se non abbiamo neanche la patente.

Non ci arresteranno per quello.

Dai, su. Coraggio.

Andiamo. Vieni con me, Tato?

Se proprio devo.

E come ci andiamo?

Con la macchina di mio padre.

[Marco] Li avete portati i soldi?

Sono qui.

Come stanno i bambini, signor Aladino?

[Marco] Ma io non sono Aladino, io sono una vecchia.

- Vecchia… - [commissario] La smetta.

Sappiamo benissimo chi è, conosciamo molte cose su di lei.

Compreso il fatto che sembra essere un ottimo baby-sitter.

[Marco] Ah…

Vedo che siete informati.

Voi sapete fare bene il vostro lavoro,

ma lo sappiamo fare anche noi il nostro lavoro.

Che sarebbe?

[Tato] Rapire i bambini.

Di professione proprio.

- Posso togliermi 'sto piccione che non… - Vabbè, toglitelo.

Non respiravo, scusi.

Apra! Vogliamo controllare.

Sono i diecimila che avete chiesto.

Tutti in banconote da cinque.

Adesso diteci dove sono i bambini.

E che lo veniamo a dire a voi?

Ve lo diremo fra un'ora, un'ora e mezza…

- Quando ci pare! - Ecco!

[Marco] Quando saremo al sicuro.

- Vai. - Eh?

[Marco] E non seguiteci.

E non seguiteci!

[Tato] Sennò i nostri complici…

uccidono i bambini.

Perché i nostri complici sono cattivissimi.

Più cattivi di Jafar.

- Più cattivi di Ursula. - Di più.

Più cattivi di Crudelia Demon.

- Ma più cattivi… - Basta!

- Sì, basta. - Più cattivi di tutti.

Basta. Noi andiamo.

[commissario] Comodi.

Più cattivi di Crudelia Demon.

Commissario, ma li lasciamo andare via così 'sti scappati di casa?

Ho sempre quel piano, Lo Cascio. Ricordi?

[Lo Cascio] Infatti dicevo…

No!

Ma che è? Ma porca…

Ma certo! I poliziotti non sono mica scemi come noi.

Calma! Adesso ci laviamo e ci puliamo.

Facciamo in fretta prima che arrivi Francesca!

Se si leva questa roba.

Respiriamo, abbiamo tutto il tempo.

E se dentro ci hanno messo un segnalatore?

- [insieme] "Segnalatore"! - Sì, segnalatore.

Ce ne saremmo accorti, no? Se ci seguivano.

[commissario dall'altoparlante] Arrendetevi. Siete circondati!

Liberate i bambini senza fargli del male e vi prometto uno sconto sulla pena.

Venite fuori con le mani alzate.

Commissario!

La scansione termica indica che all'interno ci sono solo i rapitori.

- Non c'è traccia dei bambini. - Meglio.

Ragazzi in posizione. Aspettate il mio segnale.

Mi scusi.

Scusi, ma che succede?

Pare che i rapitori dei bambini della TV, si siano nascosti in quell'appartamento.

- Quello? - Sì. Dicono che ci abiti una maestra.

Eh sì!

Dentro!

Non li vedo più, che succede?

[commissario] Che succede?

- [poliziotto] Commissario, sono fuggiti. - Merda!

Che bello, siamo tutti blu come i Puffi.

Sì, non vedevo l'ora di essere la puffetta mentre la polizia ci cerca!

Ragazzi, questa è la porta dei rifugi.

La dobbiamo aprire.

Attento! Sei sicuro che ci sia un'uscita?

No.

Andiamo!

Commissario.

La signorina dice di essere la proprietaria della casa.

[Francesca] Sì. Ho un bed and breakfast.

- Mi sembravano persone perbene. - Le spiegazioni dopo.

- La casa ha un'altra uscita? - Certo.

- Dove conduce? - In quel palazzo lì.

- Scusi? - Prego.

La macchina! La macchina!

A ladro! A ladro!

- A ladro! - Ragazzi sono loro, seguiamoli.

[Tato] Ce l'abbiamo fatta!

Sì, infatti! Siamo ricercati, colorati da puffi, su una macchina rubata.

Manca solo l'altoparlante sul tetto che dice:

"Donne, è arrivato il rapitore, rapisce i bambini".

Vogliamo aggiungere che non abbiamo documenti né soldi?

[Leo] Occhio!

- [Marco] Derapata a sinistra. - [Serena] Attento!

Si sono macchiati pochissimo.

Ma sei scemo? E se c'è un segnalatore?

L'avrebbero messo nella valigetta, mica nei soldi.

Come sarebbe fatto questo segnalatore?

È tipo una sim telefonica.

Simile a questa?

Ma sei fuori?

Io t'ammazzo!

- Questa è omofobia! - Allora ti riempio di botte.

- Omofobia e bullismo! - Serena, menagli tu.

- [Tato] Ahi! - [Marco] Ragazzi, calma.

Può darsi che era disattivata, su!

E poi non ci segue nessuno, mi pare.

[sirena della polizia]

[Leo] Ti pare male.

Reggetevi forte.

[grida]

[Marco] Reggetevi!

- [Leo] Che fai? - [Marco] Reggetevi!

[grida]

[Marco] Questo vale almeno cento punti.

[Serena] Ma che fai?

Se non li prendo tutti perdo il bonus e non mi si ricarica la potenza.

- [Serena] Ma chi te l'ha detto? - [Marco] È il regolamento!

[Marco] Attenzione, derapata a destra.

- Reggetevi! - [grida]

- Un camion! - Frena!

Camion con rimorchio. Vale almeno 50 punti!

E fuori uno.

La prossima volta rubiamo un fuoristrada.

Non ci sarà una prossima volta.

[Tato] Attento!

[Marco] E levati!

Levati!

[Serena] Vai, vai!

E fuori due!

Fermatevi!

Fuori tre! Game Over.

[Leo] Va bene, sei stato bravo, ma adesso?

Adesso mi sa che abbiamo un problemino.

Livello due. Sono pronto.

- [Marco] Destra! - [Tato] Piano! Ho paura!

Meno male che l'hai detto tu per primo, ho paura anch'io.

Allora anch'io ho paura.

[Marco] Un trattore!

- [Serena] Attento! - [Marco] Oh, Dio!

[Marco] Trattore e paglia, 200 punti.

[urla]

C'è il burrone, c'è il burrone!

- Aiuto! Non voglio morire! - [urla indistinte]

[sirene della polizia in avvicinamento]

Uscite fuori!

- Non fateci del male. - Non vogliamo morire.

Sono in un momento di confusione, non sparate.

- Non li abbiamo rapiti noi… - I bambini.

I bambini… Noi siamo i bambini.

- Evviva! Siamo noi! - Siamo noi!

- [insieme] Ce l'abbiamo fatta! - [grida di gioia]

[insieme] Evviva!

Come state? State bene?

- Mai stati meglio. - Dove sono i rapitori?

- Chi? - I delinquenti che vi hanno preso.

Ah, quelli. Bella domanda, brava.

- [Marco] Ehm… - Ma come siete vestiti?

Ci hanno messo questi, che ne so.

- Sapete dove sono adesso? - Sono scappati.

Scappatissimi.

- In quale direzione? - Di là.

No, più di là.

Ottimo! Va bene.

Pattugliamo la zona! Sono a piedi, non possono sfuggirci.

[Lo Cascio] Andiamo.

- [commissario] Sono armati? - No, ma uno è gay.

Ottimo.

In tanti anni di servizio, non ho mai incontrato delinquenti così stupidi.

Bella, come ti permetti?

- Sono persone meravigliose. - Molto intelligenti.

Ragazzi, non sta parlando di noi, ma dei rapitori.

Ah! Grazie di averci salvato dai rapitori,

che non siamo noi, ma sono loro.

Scommetto una PS5 che non li troverete mai.

Facciamo una a testa.

Scommettiamo.

Hai già perso.

Lo vedremo.

[campanello]

- [Tato] Mamma! - Amore!

Amore mio.

Mamma, una curiosità, hai per caso qualcosa contro i gay?

Io? No amore, perché?

Niente, così. Ne riparliamo quando sarò grande.

Va bene.

[Serena] Papà!

Vieni, piccola.

Ciao!

Amore, ti giuro che non ti obbligherò più a fare niente.

Io invece volevo dirti una cosa.

Dimmi. Tutto quello che vuoi.

Mi aiuti a diventare una campionessa?

Certo, amore mio.

- Leo! - Tesoro.

Amore del nonno!

Ti vedo e ci rivedo.

Questi, non servono più. Via!

Scusaci tesoro,

ma non sapevamo che Ronaldo, il nostro badante,

facesse parte della banda che ti ha rapito.

- Ma no! Non mi ha rapito lui. - No?

Ma com'era?

Era come vorremmo che diventassi tu da grande.

[nonna] Sì, una persona speciale.

Allora, io sarò anche più speciale.

Ho anche imparato a stirare!

Silvietta! Guarda chi è tornato.

Marco!

L'hoverboard!

Ci voglio giocare anch'io.

No, è mio e ci gioco io.

E io dico a mamma e papà che sei diventato grande di nascosto.

- È un ricatto? - Sì.

[grida di gioia]

[voci non udibili]

[tutti] Marco, Leo, Tato e Serena!

Mica ho capito, erano i tuoi inquilini i rapitori o no?

Non lo sa nessuno.

Fatto sta che Marco è sparito.

Anche Thor.

Che poi, in effetti, è un nome un po' finto.

Già.

Mi dispiace però, perché era così…

Non mi viene l'aggettivo,

Sembrava un bambino.

Non ho mai trovato un uomo così.

Neanch'io.

Giocate fuori però.

[tutti] Grazie!

[pensiero di Marco] Francesca,

certe volte succedono delle cose che non le puoi capire,

ma ci devi credere e basta.

Fai uno sforzo, chiudi gli occhi e dì:

Ci credo.

Se hai otto anni è facile,

per te che sei grande invece deve essere molto difficile,

ma se ci provi davvero ci riuscirai.

- [alunno] Ciao, maestra. - [Francesca] Ciao.

Ciao, maestra.

- Buona giornata! - Sì.

- Ciao, maestra. - Ciao.

- Ciao, maestra, a domani. - A domani!

Sei tu?

Marco, aspettami.

Francesca!

♪ Voglio diventare grande come papà ♪

♪ Per fare tutto ciò che mi va ♪

♪ Stare fino a tardi a guardar la TV ♪

♪ Guidare l'auto in giro in città ♪

♪ Gelato quando voglio La pizza nel menù ♪

♪ Non voglio andare a scuola mai più ♪

♪ Mai più, mai più, mai più ♪

♪ Se per ogni cosa c'è un'età ♪

♪ Noi siamo pronti e preparati ♪

♪ Non servirà aspettare Sappiamo cosa fare ♪

♪ Siam piccoli, ma bravi più di voi ♪

♪ Per ogni cosa c'è un'età ♪

♪ La fidanzata da sposare La casa da comprare ♪

♪ Sappiamo cosa fare! ♪

♪ Siam piccoli, ma bravi più di voi ♪

♪ Voglio diventare grande come papà ♪

♪ Per fare tutto ciò che mi va ♪

♪ Stare fino a tardi a guardar la TV ♪

♪ Guidare l'auto in giro in città ♪

♪ Le corse coi carrelli Le giostre al luna park ♪

♪ Il conto in banca di Tony Star ♪

♪ Tony Star, Tony Star, Tony Star ♪

♪ Se per ogni cosa c'è un'età ♪

♪ Noi siamo pronti e preparati ♪

♪ Non servirà aspettare Sappiamo cosa fare ♪

♪ Siam piccoli, ma bravi più di voi ♪

♪ Per ogni cosa c'è un'età ♪

♪ La fidanzata da sposare La casa da comprare ♪

♪ Sappiamo cosa fare! ♪

♪ Siam piccoli, ma bravi più di voi ♪

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