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Calle è il futuro.
So quando devo levare le tende. Addio.
È un disastro con i lavapiatti.
- Chi è stato di quelli? - Angelo.
È questo impulso che non riesco ad evitare. Cerco di resistere, ma non riesco a controllarmi.
- È molto depresso? - Molto.
Allora potremmo valutare l'elettrochoc.
Gustaf!
- Che gli avete fatto? - Niente. Gli abbiamo dato un calmante.
Britt Gahn mi ha chiesto di lavorare come segretaria.
- Quando inizi? - Ho deciso di accettare.
Styrbjörn Hansen. Abbiamo un'idea per un programma in TV.
- Attento alle dita. Ne hai solo dieci. - Eccolo il programma. Loro due insieme.
- Abbiamor egistrato delle perdite. - Volete farci scontare i giorni persi?
Nina si incaricherà del club. Oscarshof deve smettere di competere.
- Fammi venire a Parigi. - Non lasciarmi, cerchiamo di risolvere.
È per papà.
Cinque anni dopo 1962
Pronti... iniziamo!
- Un sapore davvero delizioso. - Mi fa piacere.
Uscite a comprare un pollo bello grosso e provate a cucinarlo così.
Oh, il direttore di programmazione.
Oggi festeggiamo la cinquantesima puntata di "Mio marito lo chef".
- Dobbiamo brindare, ovviamente. - Grazie. Si può dire che è stata una cottura lenta.
Salute! Ci vediamo la settimana prossima con l'ultima puntata della stagione.
Grazie! Perfetto.
La signorina Molin del Journalen vuole farvi alcune domande.
Sì, una domanda alla signora Löwander...
- Salve, possiamo chiedere un autografo? - Sì, certamente.
Grazie mille.
- Ciao, sei di Kar de Mumma-Revyn? - Sì.
- Che succede il giovedì? - Kar de Mumma-Revyn.
Giusto...
- Ci andiamo? - No, io no. Non posso.
No.
Hanno chiesto per quanto tempo continueremo.
- Hai risposto "finché sarà divertente". - Sì, lo so.
- 50 puntate sono abbastanza per me. - L'hai già detto.
Sono stufo di rispondere sempre alle stesse domande degli stessi giornalisti idioti.
- Tu no? - Sì, ma lo faccio per il ristorante.
Credi quello che vuoi, ma lo faccio per questo.
- Non verrai giovedì? - No.
Traduzione di Hanna Lise
Episodio 18 Il sermone
Un ricordo nel giorno delle elezioni.
Herbert Söderström l'ha progettato da lungo tempo.
Tutto comincia con Mina e Mona...
i due calcolatori elettronici che dal 1960 hanno dato ai comunisti...
- Credi che papà verrà a casa? - No.
Che succede?
Niente? Impossibile, stavate bisbigliando.
Anitha, dimmelo.
Karin vuole sapere se papà verrà per il suo compleanno.
- Vedremo. - Non puoi chiederglielo?
No. Non c'è il telefono dove sta lui.
Suzanne Goldstein parla a Genova
Sbrigatevi o arriverete tardi a scuola.
Vieni.
Il Partito popolare chiede giustizia per le donne
- Trovato qualcosa di nuovo? - Sì, questo.
Giustizia per le donne?
Parlano di riforme, ma al tempo stesso vogliono abbassare le tasse.
Sono più bravi di noi a sollevare questioni.
Cosa sai di Carl Gustaf Wallin? Oggi abbiamo un dibattito.
- Non dovevi vederti con Almström? - No, sarà con Wallin.
Wallin è più trasparente.
Sì, ma è debole a Norrmalm*. (*distretto di Stoccolma)
Hai sentito che stanotte è andata a fuoco la Casa del Popolo?
- Non possiamo più fare la serata lì? - Non credo proprio.
E dove ci riuniremo allora?
- Come va con gli antipasti? - Due antipasti.
Due antipasti al banco!
- Qualcosa non va? - Lamentela di un cliente.
Oh, mannaggia.
- Pesce troppo cotto. Salsa salata. - Il pesce non è per niente male.
Guarda, perfetto.
- Limone tagliato male. - Tagliato male?
- Era molto irritato. - Vado a parlargli.
- Ecco lo chef. - Qualche problema con i piatti?
Ti ho fregato, stronzetto!
- Chef Backe. - In pensione, si può dire.
- Stai bene, sei abbronzato. - Sì. Maiorca.
Bentornato.
- Il pesce era troppo cotto? - No! Era buonissimo.
- Ti presento Gunnel. - Carl Svensson.
Gli ho insegnato tutto quello che so.
E quindi c'è voluto parecchio tempo. Riportami quel piatto.
Con piacere. Buon appetito.
- Segretaria del Consiglio Nilsson! - Come sta?
Non posso lamentarmi.
- Ciao. Scusate il disturbo. - Margareta!
- Buongiorno. Come stai? - Bene, e tu?
- Non volevo interrompervi. - Tranquilla.
È andata a fuoco la Casa del Popolo. Non possiamo più farci la veglia delle elezioni.
Quindi stiamo cercando un posto nuovo.
- E allora ho pensato al DK. - Bene!
So che è con breve preavviso...
Devo parlarne con la famiglia. Sai com'è.
Capisco.
Stiamo vedendo anche altri posti, servirebbe una risposta in breve tempo.
- Assolutamente, vado a dirglielo. - Erlander sarebbe felice.
Ci sentiamo.
Margareta... va bene.
- Sicuro? - Sì. Assolutamente.
- Vi daremo il benvenuto alle 16. - Grazie.
- Non è possibile. Abbiamo già una prenotazione. - Di quante persone?
Sono 75. L'Associazione dei Medici.
Ma è una riunione dei socialdemocratici per le elezioni.
Non possiamo deludere l'Associazione dei Medici.
Ma ho detto già di sì a Margareta.
Nina, ma cavolo...
Bisogna cogliere questa opportunità. In qualche modo faremo.
Parlane con Ester.
- Venite! Alleluja! - Alleluja!
Vi chiederete perché dovete venire. Perché Dio vuole schiacciare il vostro orgoglio.
Siate umili di fronte a lui. Accoglietelo. Amen.
Dio è dalla vostra parte.
Dio e lo Spirito Santo sono qui con voi. E molti di voi lo sentono.
Alleluja!
Lo Spirito di Dio si muove in voi. Grazie alla sua gloria e alla sua pace.
Dio...
Toccami.
Entra in me. Amen.
Alziamo le nostre mani al cielo, chiudiamo gli occhi!
E guardiamo il suo volto che si rivolge a noi!
- Apritevi a Dio e al suo Spirito, Alleluja! - Alleluja!
Alleluja.
- Grazie per questo meraviglioso sermone. - Dio era con noi.
- Herman. - Gustaf.
- Astrid. Lui è Mårten. - Ciao, Mårten.
Come ti è sembrata? Troppo rumore?
- Siete da molto tempo con noi? - È stata mia moglie a farci venire qui.
- Ho mantenuto la mia fede fin dall'infanzia. - Io non ci pensavo molto.
Ho vissuto una lunga vita nel peccato ed ero molto infelice.
- Ma Gesù mi ha trovato. - Tutti siamo peccatori.
- Ha detto una cosa molto giusta. - Quale?
Gesù mi ha trovato, non "ho trovato Gesù".
- Bene, grazie per essere venuti. A presto. - Grazie.
Papà.
- Papà. - Ciao, tesoro.
Dormite, ci vediamo domattina.
Sogni d'oro.
Grazie.
Non sai quanto è bello tornare a casa.
È bello che ci manchiamo.
Quante volte si ripete il servizio militare?
- Vuoi che vada via di nuovo? - No. Stavolta non ti lascio andare più.
- Come vanno le bambine? - Bene. Sono bambine gentili.
Karin sarà felice visto che sei qui per il compleanno.
Io pure.
Si chiede perché devi fare l'addestramento visto che la guerra è una brutta cosa.
E Anitha le dice: "Se ti addestri per diventare bravo in guerra,
nessuno oserà dichiararci guerra." Karin ha giocato alla guerra tutta la settimana.
Hai visto Stickan?
- Stickan? No, perché? - Calle l'ha visto ieri.
- Davvero? E dove? - Al ristorante.
- Era con una donna. - Una donna? E chi era?
Non lo so. Calle ha detto che era una bella donna.
Non so, mamma. Forse Stickan ha ritrovato la sua giovinezza.
- Buongiorno, mamma. - Buongiorno.
- Sei tornato? - Da poco.
- Prego. - Grazie.
- Volevi dirci qualcosa? - Sì. Margareta Nilsson è venuta qui ieri.
I socialdemocratici non hanno un posto per riunirsi la notte delle elezioni,
per questo gli piacerebbe stare da noi.
- Ma abbiamo l'Associazione dei Medici. - Sì, ma gli ho detto di sì.
Cosa?
Era responsabilità di Ester. Non potevi prendere questa decisione da sola.
- La nostra elite politica vuole venire da noi. - Questo cosa c'entra?
Capisco il tuo punto di vista,
ma a volte bisogna prendere delle decisioni velocemente.
Chi si occupa di informare l'Associazione dei Medici, io o tu?
- Ci penso io. - Bene.
È stata una vera mancanza di rispetto!
- Hai ragione. - E va sempre peggio!
E Helga è sempre dalla sua parte!
- Verranno i socialdemocratici. - Capisco.
Senti, mi spiace non essere stata d'accordo con te.
- Quanti saranno? - Circa 130.
Bene. Allora non posso registrare l'ultima puntata del programma.
- No... - No, devo dare priorità al ristorante.
Ciao, Helga.
- Ti sei deciso a venire ora? - Cosa?
Hai salutato tutto il personale di cucina, e me no.
Io... mi fa piacere vederti. Ti trovo bene.
- Che hai fatto con la tua signora? - Signora?
- Ti riferisci a Gunnel? - Oh, si chiama così?
Ho avuto come un colpo, appena l'ho vista.
- È stato come un colpo in testa. - Che modo brutto di descriverlo.
Immagina di conoscere la tua anima gemella nell'autunno della tua vita.
Anima gemella? Grazie, Hjördis.
Comunque... l'ultima volta che l'ho vista mi sono inginocchiato e le ho detto:
"Gunnel, vuoi sposarmi?"
E immagina... ha detto di sì.
Ti sposerai con una persona che hai conosciuto una settimana fa?
- Beh, non sei felice per me? - Io...
- Congratulazioni. - Grazie.
Scusi.
- Angelo! - È bellissima.
Ma non possiamo permettercela, abbiamo detto di aspettare.
Però guarda, è molto elegante, gli specchietti cromati, è sicura.
- Non lo metto in dubbio, ma non possiamo permettercelo. - Faccio gli straordinari.
- Ma che straordinari! - Li faccio.
- Giura. - Giuro.
Ora... posso avere l'onore?
- È bellissima. - Lo so. È la migliore sul mercato questa.
Forse non proprio la migliore, ma la migliore per noi.
Guarda che bella!
- Buongiorno, direttore. Disturbo? - Ragnarsson. Da quanto tempo.
Sentita la mia mancanza?
- Come ti va la vita? - Magnificamente. Spero anche a te.
Anche l'Henriksdal è diventato tuo. Dopo l'Oscarshof.
- Come posso aiutarti? - Io dico come Kennedy:
Non chiedere cosa possa fare il ristorante per te,
ma cosa puoi fare tu per il ristorante.
Ti posso aiutare con i lavapiatti. Ci sono un sacco di jugoslavi.
Ho già i lavapiatti.
Bene. Avete chi vi aiuta?
- Sì, certo. Mirko Kostelic. - Chi cazzo è?
Si occupa di tutte le scartoffie. Collabora benissimo con l'Associazione dei Ristoranti.
- Costerà parecchio. - Costa quel che costa.
Ma per l'Henriksdal, o l'Oscarshof, non hai posti vuoti?
Mi spiace, Curt. I tempi sono cambiati.
Sì, ricevuto.
Va bene. Buon lavoro.
- Ciao. - Ciao.
- Bella macchina. È nuova? - Sì.
- Un cameriere può permettersela? - Sono maitre adesso.
Maitre addirittura?
- Congratulazioni. - Grazie. Devo andare al lavoro.
Allora ti serve aiuto per i sandwich.
Ho un paio di ragazzi che sanno farli. Grandi lavoratori.
- Grazie, ma siamo già pieni. - Angelo, ascoltami!
Mi hai fottuto e per colpa tua ho perso una montagna di soldi!
O mi trovi lavoro per i ragazzi, o mi ripaghi tu. Chiaro?!
- Ciao. Andate via? - Sì, una piccola gita.
Gesù Cristo, sei il pane della vita. Benedici il nostro pane quotidiano.
Accogli la nostra famiglia, i nostri amici e i nostri simili nel tuo amore.
Grazie per aver mostrato al tuo agnello il giusto cammino, verso la famiglia.
Tutti guardano verso te, Signore. Dai il cibo nel momento giusto.
- Dallo a tutti coloro che hanno fame. - A proposito di fame...
- Ti apprezziamo, Dio Padre e ti ringrazia... - Gustaf, si raffredda.
- Amen. - Amen.
- Serviti pure, Magnus. - Grazie.
- Ti disturba, Magnus? - Cosa?
- La preghiera, il fatto che siamo pentecostali. - Papà.
Sono solo curioso di sapere cosa pensa Magnus della fede e di Dio.
Non devi rispondere ora, puoi pensarci con calma.
- Sembra molto buono. - Grazie.
- Buonasera. - Buonasera.
Devo darti delle piccole informazioni prima del dibattito con Wallin. Sei libera ora?
Non potevi scegliere momento migliore.
- Hai fame? Mangiamo qualcosa? - Non ho molta fame. E tu?
Beh, abbastanza.
C'è nessuno?
Sono qui! Arrivo.
- Verrà qui? - No.
Non possiamo uscire?
- Mi ha già vista nuda prima. - Ma non me.
- Maggan! Che ci fai qui? - Ci esercitavamo prima del dibattito.
Molto bene. Che dici di Carl Gustaf Wallin?
Maggan. Non mi piace giocare a fare l'uomo. Ma Maggan è brava in questo.
Ti do argomenti validi da tirare fuori, che c'entra fare l'uomo?
Il dibattito è stasera?
- Sì, e sono felicissima. - Torno a casa.
- Non rimani a cena? - No, devo preparare delle cose.
Non devi andare via ogni volta che torno a casa.
Non mi interessano le vostre cose.
- Dovrei fingere di non saperlo? - Sì.
O no...
Tutti i grandi politici hanno degli amanti.
- Per Albin aveva due famiglie. - Due famiglie, ma non cenavano insieme.
Ma siamo più progressisti noi.
Insisto che rimanga a cena.
Va bene, rimango.
Maggan, salute.
Vado a cambiarmi.
Comunque, potresti almeno vestirti.
Dobbiamo approfittare al massimo della situazione. Ho un sostituto per Calle.
- Un altro chef? - Che vuoi dire?
Posso fare io stessa il programma. Ora posso dimostrare di saper fare qualcosa.
Nina, non sei Ria Wägner. Ci serve un vero cuoco.
A chi hai pensato?
Parli del diavolo...
Nina, ti presento Anders Wickman, chef di cucina dell'Henriksdal.
- Ciao, piacere. - Piacere mio.
- Non ci siamo mai conosciuti. - No, Anders è tipo un Calle da giovane.
- E hai tempo per farlo? - Lo chef Björk mi ha dato il giorno libero.
Non è facile questo.
- Non potremmo usare il solito menù? - E come fai? Saranno più di cento.
- Dobbiamo fare qualcosa di più facile. - A cosa pensavi?
Non lo so.
Niente di troppo costoso. Non è il momento giusto.
Abbiamo passato momenti peggiori. Come il Natale del '32.
Tutta la città era bloccata per la neve. Non arrivavano i rifornimenti.
Riuscimmo comunque a preparare un buffet natalizio dove ognuno si serviva da solo.
- Ecco cosa serviremo. - Un buffet natalizio?
No! Non siamo mica a Natale.
Ma serviremo un rinfresco bello grande.
- Un rinfresco per un partito? - Esiste qualcosa di più svedese?
Forse non è un'idea tanto stupida.
Uno, due. Uno, due.
Prego. Benvenuti.
- Dov'è? - Starà per arrivare.
Hai visto Britt?
- Carl Gustaf Wallin. Margareta Nilsson. - Segretaria del Consiglio.
Piacere, signorina.
- Dov'è la signora Gahn? - Sta per arrivare.
- Dovremmo iniziare. - Certamente.
Prego.
- Spero ti piaccia. - Grazie.
- E grazie per l'invito. - Era il minimo che potessi fare.
Sono nuova a Stoccolma, a parte Stig non conosco nessun altro.
Mi fa piacere che abbiamo questa conoscenza in comune.
Non so come avrei fatto senza di lui.
Scusi se mi intrometto, ma non state andando troppo di fretta?
Ah, col trasloco, intende?
No, no, ho dovuto per forza trasferirmi da Halmstad. C'erano troppi ricordi.
Quindi vi state trasferendo insieme?
Insieme? Con chi?
I cittadini di Stoccolma sono stanchi di continuare a pagare tasse
e vedere i loro quartieri rasi al suolo dalle escavatrici dei socialdemocratici!
Un voto per la destra è un voto per Stoccolma!
- Bravo! - Grazie.
Ed ora tocca alla signora Gahn. Se si decide a presenziare.
Lei vive nel quartiere di Klara che vuole preservare?
- Non si tratta di dove vivo io. - No, infatti.
Cos'è questo romanticismo riguardo Norrmalm che il Partito della Destra sente tanto?
- Non è questione di romanticismo... - Si tratta di immobili costruiti male...
da costruttori amici del suo partito
che si sono riempiti le tasche speculando.
Io non intendevo...
Appartamenti antiquati con cimici, gabinetti esterni e ratti nei cortili.
Io ci ho vissuto lì e posso affermare
che il romanticismo per i quartieri non è certo dovuto alla preoccupazione per i residenti.
Il Partito della Destra non ha alcun programma
per i cittadini, a differenza dei socialdemocratici.
Altro whisky.
- Perché non va a casa, invece? - Cosa?
- Ha davvero bisogno di bere? - Che cazzo vuoi? Dammi un whisky.
Ero nella sua stessa situazione. L'alcol non è la soluzione.
La mia situazione? Che diavolo ne sai?
Sta seduto qui da solo e beve, per la terza sera consecutiva.
Credo sia infelice. Vuole di più dalla vita, ma non sa cosa.
Anche io stavo così. Finché non ho trovato la luce.
- Hai trovato la luce? Sei fedele? - Sì. Pentecostale.
Pentecostale e barman. Non ti sembra che qualcosa non vada?
No, al contrario.
Non ci metto più piede qui, cazzo.
- Sei stanca? - No, sto bene.
- Si inizia a vedere la fine. - E verrà assunto altro personale.
Non mi riferivo alle elezioni, ma al buffet.
- Ah... pensavo ti divertisse l'idea. - Sì, mi diverte molto.
È solo che lavoro ormai da tantissimi anni.
Non ci sono tante occasioni per mangiare pezzi di aringhe.
Forse puoi dirmi cosa ti preoccupa, invece.
Io e Nina abbiamo discusso.
Speravo per la registrazione in TV. Questo evento mi ruberà tutto il tempo.
Possiamo fare a meno di te per qualche ora. Non credo sia questo.
Devo continuare.
Oh, Calle! Cercavo proprio te.
Volevo solo ringraziarti per aver organizzato questo buffet per la veglia delle elezioni.
- Sì, ce ne occupiamo io e Ethel. - Bene.
Porteranno il tuo menù direttamente all'Henriksdal, se per te va bene.
Sì, d'accordo.
Björk sembra tranquillo. Ha prenotato Wickman per il programma in televisione.
- Anders Wickman? - Sì, esatto.
Ti sostituirà nel programma con Nina.
- Scusa, pensavo lo sapessi. - No.
Devo...
- Gustaf. Come stai? - Tutto bene.
Abbiamo qualche lamentela. Clienti che pensano che tu predichi.
- Non predico, li tratto come esseri umani. - La gente vuole solo bere.
E possono bere mentre parliamo.
Potremmo evitare di parlargli di Dio mentre bevono?
Siamo d'accordo?
- A volte mi manca il vecchio Gustaf. - Ma dai. Mi sa che sei il solo.
In realtà, hai sempre la stessa energia.
Prima era il lavoro, poi l'alcool, e ora Dio. Dopo cosa sarà?
Niente. Dio mi ama per come sono. Non mi serve altro.
È sicuro? Che lui ti ami per come sei?
- Il mio vero essere. Devi rispettare... - Veramente sono felice per te.
Vedo che ti senti molto meglio, ma devi smettere di fare la predica ai clienti.
- Ciao. - Ciao.
Vuoi sederti qui?
Adesso lo incolliamo così, e così.
Dorme come un sasso.
È venuto un cliente stasera...
si chiedeva se è normale che faccia questo lavoro essendo pentecostale.
Certo, puoi essere più utile lì che altrove.
Non lo so.
Non lasciare che un cliente qualsiasi ti deprima.
Buonasera.
Peter mi ha parlato, oggi.
Ogni giorno in quel ristorante mi vengono in mente i miei fallimenti.
Non devi pensarci, Gustaf.
Hai ricevuto Dio. Non importa nient'altro.
No.
Però se vuoi fare un altro lavoro, basta che lo dici.
Devo venire a sapere da Ester che mi sostituiscono?
- Io non c'entro niente. - E quindi?
Volevo fare il programma da sola, ma Styrbjörn non ha voluto.
E quello che dice lui è legge! Wickman non sa nemmeno cucinare le patate.
Io credo che andrà tutto bene. D'altra parte, non puoi farlo tu!
L'ho fatto per cinque anni solo per te!
Mi sono fregato la carriera come chef!
- Perché l'hai fatto, allora? - Non ci vediamo mai, cazzo!
Mi lasci sempre per ultimo.
Buona fortuna con Wickman.
- Proviamo? - Certo.
Che buon sapore.
- Non dovremmo aggiungere del cognac? - No.
- Mio marito ci aggiunge sempre il cognac. - Non dovresti fidarti ciecamente di lui.
Si può fare tranquillamente una zuppa senza cognac.
Allora si può fare la zuppa anche senza brodo.
Ma che sapore avrebbe poi?
Taglia!
- Nina, devi rispettare la sceneggiatura. - La zuppa di gamberetti è più buona col cognac.
- Ma l'interazione non funziona. - Ma non va bene così.
Si sente insicuro. È la prima volta che si trova davanti ad una telecamera.
- E l'ultima volta, se me ne vado. - Abbiamo lo studio fino alle 17.
Non possiamo semplicemente seguire il copione?
- D'accordo. - Grazie. Sei la migliore.
Fai come gli americani: "Fingi finché lo finisci". Di nuovo!
Prego, iniziate pure.
- Vuoi provare? - Con molto piacere.
Che buon sapore.
- Troverai lavoro. - Non c'è lavoro.
- Chiedi ad Angelo. - Non c'è lavoro.
- Ce l'ha detto lui! - Angelo, bene.
- Dicono che gli hai promesso un lavoro. - No.
- Ragnarsson ha detto che ci trovavi un lavoro. - Ragnarsson?
Ci penso io.
Non posso aiutarvi. Se volete lavorare qui, dovete parlare con Mirko Kostelic.
Davvero incantevole, Gunnel.
- La mia Gunnel? L'hai conosciuta? - Sì, è venuta a prendere un caffè.
- Sei pallido. Ti senti male? - Di cosa avete parlato?
Di alcuni segreti, come fanno le donne.
- Quali segreti? - Mah, soprattutto di matrimoni.
- Non ci sarà nessun matrimonio. - No, e nessun fidanzamento.
- No. - Allora perché me l'hai detto?
Non lo so. Non era premeditato.
Sembravi gelosa. E la cosa mi piaceva.
- Ti fa piacere che sia gelosa? - È così strano?
Vuol dire che un po' ci tieni a me.
Stig...
Ci tengo tanto a te.
- Com'è andata la registrazione? - Bene.
Quel Wickman è stato un errore.
- Devi scusarmi. - Scuse accettate.
Sarebbe stato meglio farti fare il programma da sola.
Lo so.
- Ti va di fare un altro programma? - Credo basti così.
Ho un'idea. Organizzazione di feste.
Inviti gente interessante: artisti, attori.
Prepari il pranzo, mescoli bibite, parli con gli invitati.
Alcuni di loro appaiono spontaneamente in un'atmosfera rilassante.
E Calle?
Beh... non deve esserci per forza.
L'ho pensato solo per te.
Pensaci.
DK non potrebbe sperare in pubblicità migliore.
- Abbi cura di te. - Anche tu. Ci penserò.
- Eccoti! - Che piacere vederti.
- Porca miseria, quanto parlano di te. - Perché?
"La donna che ha tappato la bocca a Wallin."
Grazie, ma Britt ha sostenuto gran parte del dibattito.
Lo hai messo fuori gioco.
- L'ho già elogiata abbastanza. - Ti va di fare un altro comizio?
Beh... non lo so.
- Vivi a Vällingby? - Sì.
- Puoi farlo domani? - Sì, penso di sì.
Ma certo!
Ottimo. Allora rimaniamo così. A presto!
- Hai provato i miei sandwich? - No, ne ho fatti di nuovi.
Perché?
Se metti il paté sul pane molte ore prima...
- il pane si fa umido e perde la croccantezza. - Ah, non lo sapevo.
- Non mi piace questo Wickman. - Si comporta come una star del cinema.
Fai tanto l'arrogante, almeno impara ad usare bene il coltello.
- Mi piace quando difendi Nina. - Non è necessario.
E adesso una pausa pubblicitaria.
- Lei e Peter fanno ancora a metà? - No.
Te l'ho detto prima. A volte bisogna scegliere.
Sì, e io l'ho fatto.
Grazie per la serata. "Mio marito lo chef"... era l'ultima puntata?
- Sì, abbiamo mollato. - Ti eri stancato?
- Sì, mi sono stancato. - Nina farà un altro programma.
Ah.
- L'hanno detto alla TV, dice Ester. - Ne sai più di me.
- Buon lavoro. - Grazie.
Crepes per il tavolo 12!
# Oh, che bello quando Stoccolma è verde... #
# lentamente attraversiamo la città. #
Britt?
Britt!
# Oh, e di notte si sentono risate. #
# E un uomo attraversa la città. #
# Un profumo di fieno da qualche bella isola dell'arcipelago... #
# furtivamente in silenzio nella città. #
# Proprio come il tuo braccio, così leggero e caldo... #
# porta il vento estivo sulla mia guancia. #
# E la notte si ferma, scompare. #
# Ombra, silenzio, vento. #
# È così breve e scivola via silenziosamente... #
# quando i tordi si svegliano in città... #
- Calle! - Ciao.
- Cos'è? - Una festa di chiusura con il team.
- E doveva essere qui? - No. È la festa... Calle!
# Si ferma e guarda un cigno. #
# Tutto è silenzio e io chiedo di essere baciata. #
# Lentamente attraversiamo la città. #
# A Västerbron, nella rosa celeste. #
# Un tram va solo e vuoto. #
# Tutte le case dipingono la notte con le luci. In segreto gli alberi fioriscono.#
# Qui un milione di vite ascoltano quel suono... #
# che Stoccolma suona per loro. #
# Vanno lontani, molto lontani da qui... #
# ma Stoccolma è casa. #
# Ovunque andremo, so che Stoccolma è nostra. #
# Quando andiamo a casa attraversando la città. #
# Andiamo con una melodia tranquilla, insieme per la città. #
# Poi ci fermiamo ad ascoltare il cinguettio degli uccelli. #
# Sentiamo il profumo delle violette. #
# E felici passeggiamo di gran lena. #
# Finché albeggia un sole luminoso. #
# Oh, è bello quando la mia Stoccolma è verde. #
# Lentamente una notte in città. #
# Un bacio che inizia a vagare di nuovo. #
# Lentamente attraversiamo la città... ##
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