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Original subtitles

Avete visto che mare, Senato'? 'Na tazza d'olio.

S�, ma piena de cocce de cocomero, quelli de Capua ce buttano tutto.

Nunzia, portame l'olio de cocco, che oggi me voglio coce.

Stamo messi male, a un giorno de biga da Roma, guarda che paradiso,

altro che Ostia. - Ecco a voi.

- L'aperitivo, bravo. - Gennar�, ma quando se magna?

M'� venuta 'na fame. - Quanno se magna, l'anno der ca?

Tra mezza clessidra. Ho preparato i polpetielli affogati.

Delicatissimi. Me raccomando, poco aglio che dopo pranzo

c'ho un incontro ravvicinato co' 'sta cernia.

- A Cesare, sta' bono. - C'abbiamo mezza clessidra...

Che dolore! Che grande dolore! Ma che sei matta?

Passiamo insieme il fine settimana, ti ribelli?

A me me fraga cazzi del fine settimana.

Oh, io so' Senatore, te butto nella vasca delle murene.

Ma falla finita, non c'ho tempo da perde, me voglio sistema'.

C'hai parlato co' tu' moglie? - Ancora no.

Arrivo a Roma e ce parlo, damme tempo.

E poi de che te lamenti? Te tratto come 'na signora, t'ho dato casa,

10.000 sesterzi al mese. Te do me stesso...

Che sei gelosa della mia signora? 'A panzona?

Non la calzo dalle guerre puniche...

Che te sei inventato stavolta?

Una panzana...

Che sto a un comizio a Terracina.

- E lei? - Ha imboccato co' tutti i calzari!

Senato'.

Ma che � passata mezza clessidra?

No, � arrivato Faxus da Roma con un messaggio urgente.

Riservata personale da parte del Senatore Cinico.

Ma che succede?

Dovemo torn� a Roma, c'� 'na votazione urgente.

De domenica?

Che le rotture de cojoni fanno er fine settimana? 'Namo, movite!

Senatori, vi rendete conto che cos'� diventata Roma?

Un caotico parcheggio,

pieno zeppo di stranieri.

Ai vecchi tempi al Foro o ai giardini dell'Aventino,

potevi incontrare Tizio, Caio, Sempronio,

veri, onesti, nobili cittadini romani.

lnvece oggi...

chi puoi incontrare?

Niente altro che negri, fenici, galli, cimbri,

un'accozzaglia di zozzoni, morti di fame

che ci rubano il pane, il lavoro!

E noi, 'sti zozzoni vogliamo farli diventare cittadini romani?

(Tutti) No! No! Mai!

Certo, mica siamo impazziti.

Vogliamo forse dargli una casa, gli ospedali, la scuola,

pure il diritto al voto?

Vogliamo dargli pure le nostre figlie vergini da sposare?

(Verso di dolore)

Largo! Fate largo!

Largo al Senatore Atticus, levatevi!

Via, levatevi!

Perch� t'ho dato retta? Dovevo prende la Pontina, no l'Appia.

Lo sai che de domenica � un casino!

Ma perch� non stanno a casa, 'sti burini, eh? - Attento!

Mannaggia...

Giusto da Mediolanum poteva ven� 'sto stronzo. - Prego?

Non ho capito l'ultima parola.

E certo, sei un polentone!

Senta, terruncello, io ho segnalato con il braccio, alla regola.

Ma che regola, te lo stacco er braccio!

Minaccia? Lei non sa chi sono io!

S�, lo so. Sei un sorcio milanese! E falla finita!

Sono il giudice Antonio Servilio. - Problemi Senatore?

Hai sentito? Senatore Cesare Atticus, te basta?

Fermo, dove va? Sar� anche Senatore ma ha fatto er bozzo,

adesso tira fuori i dan�! - A coso 'o sai che c'�...

pijame la targa e famme causa. Andiamo!

Senatori, i nostri avi si stanno rivoltando nelle loro tombe,

ci stanno maledicendo.

Se questa legge sull'immigrazione, appoggiata...

dai progressisti, passasse,

ci ritroveremmo quei cimiciosi della Bitinia,

che verranno alle Terme, nei nostri bagni, a sciacquarsi le palle!

E gli scimmioni della Numidia,

ci riempiranno i bordelli di voraci piattole.

Capito?

E tutto questo in nome di che cosa?

Del progresso?

Della democrazia?

Se questa, signori, � la democrazia,

allora io la democrazia non la voglio!

lo preferisco passare alla storia,

come il Senatore Cinico,

colui che prefer� l'esilio, alle ascelle puzzolenti

e ai fetentissimi piedi dei barbari immigrati.

(Applausi)

E ora passiamo alle votazioni.

Chi � a favore della legge sulle immigrazioni, alzi la mano.

(Disappunto)

A favore, Senatori 48.

Alzi la mano chi � contrario.

(Disappunto)

Contrari, Senatori 48.

No! Ma che stai a di'?

Non sai conta'? Sono 49... so' contrario pur'io.

La legge � bocciata.

Meglio tardi che mai...

Scusa ma non sai che c'era sull'Appia. Pareva ferragosto!

Ma come ti va?

Non capisco, ti fai 12 ore di biga solo per una scopata.

Dimmelo a me, so' 2 mesi che m'ha messo in croce,

voleva vede' i faraglioni...

Beato me che sono singulus, cos� nessuna rompe

e a nessuna je vie' voglia de anda' a Capri.

Ma tu non scopi mai?

Certo, una servotta di tanto in tanto.

Dopo per� le faccio strappare la lingua.

Che birba!

Ma tu come l'hai saputo che io stavo a Capri?

lo so tutto di tutti. Tutto! E mi ricordo di tutto.

A questo cervelletto qui non sfugge niente.

Ad esempio ricordo di quella tangente di Appio Ulivetus,

per ottenere la sua licenza sull'acquedotto, l'hai incassata...

Scusami ma non c'ho avuto proprio tempo...

Lo so, lo so che non hai avuto tempo,

sei troppo occupato a fare il mandrillo. Andiamo!

Ciao, Cinico. (Verso di dolore)

Aspetta... Ecco...

Chi � questo qua? - Tu!

Quattro, cinque, sei e sette. Lo sapevo, me lo sentivo!

Vede che ho ragione io?

Senta signor... - Sola, Lucio Sola.

Ecco, signor Sola.

Voi dell'agenzia mi avevate giurato

che l'appartamento era di 300 piedi quadri.

- Eh! - lnvece sono 180!

Mi consenta, ma lei non considera la cantina e il terrazzo.

Ma perch� questo qui sarebbe il terrazzo? - Eccolo!

Sul vostro annuncio c'era scritto ''terrazzatissimo,

con super vista''.

Quella, signor Sola, me la chiama super vista?

E va be', quella �... che vogliamo...

Ma dai Livia, mucchela, no. Siamo in pieno centro storico.

E va, va, va...

Qui se respira l'aria vera de Roma...

La sera poi, t'accarezza il ponentino.

Attento ar piscio!

Ma cosa fai, prima scarichi e poi avverti?

Eh, sta' a bada' ar capello.

E sta' a bada' ar capello s�.

Ci rivediamo alla prima riunione di condominio.

- Presto, un asciugamano. - lo me lo sentivo.

E se te lo sentivi, potevi dirlo. Che puzza! Senti che roba.

Deve aver mangiato gli asparagi. Prova a sentire te. Madonna...

- Senta giudice, scusi... - Senta anche lei.

lo dovrei andare, se si ricorda i 3 mesi d'affitto anticipati.

Sono un inquilino modello, io. Bene, avevamo detto 9000 sesterzi.

Benissimo, tira fuori i dan�. Eccoli... 9000 sesterzi, li conti.

No, mi fido di lei. Questo � il contratto, arrivederci.

Oh, dove va, un momento. E la ricevuta?

Ma quale ricevuta, non se ne parla.

Ma voi prendete il denaro in nero, sono giudice, vi denuncio.

Bene, questi sono i suoi soldi, non ci conosciamo.

Si ricarica il suo Transitus e si cerca un altro appartamento.

- A Sola, questo � un ricatto. - Ma che ricatto,

sono gli ordini del proprietario. - E chi �?

- ll Senatore Atticus. - Chi?

Cesare Atticus!

Atticus, sar� mica quello che c'� venuto addosso sull'Appia,

quello che c'ha fatto il bozzo sulla biga? - Gi�.

Hai visto pap�, com'� piccolo il mondo.

Zitta! Vai a preparare il tuo zainettus, domani a scuola!

Via! Raus! Snaps!

Allora che fa, resta?

- Cosa facciamo, restiamo? - Fosse per me, gambe levate.

E va be'... Prima s�, dopo no, dopo s�, eh?

Restiamo!

Ma con dolore... Restiamo! - Ecco! Ci vediamo, giudice.

Si stava tanto bene a Mediolanum...

La nostra bella, vegia casetta, in riva al Naviglio...

La nebbia, la polenta,

i vicini che non ti pisciano in testa...

Livia, stasera poche balle, cotoletta alla milanese,

agli asparagi. - Che schifo.

44, 45, 46, 47,

48, 49, 50. Forza, su, in piedi.

Forza, in piedi!

Via! 1 , 2, 3...

Oh, a Conan, io non te reggo pi�! Basta, m'arrendo.

Forza sfaticata, lo vuoi o no, culo di marmo?

lo lo vorrei s�! Ma te, pi� che de marmo, me lo stai a fa' nero!

Devi stare in forma, che Cesare stasera ti porta a cena fuori.

Bello sforzo.

Signuri', signuri'...

� arrivato 'sto messaggio da parte der sor Cesare.

Ottavia, perdonami, ma stasera non posso portarti a cena fuori.

Ho un impegno di lavoro e far� tardi.

Ci sentiamo domani. Ariscusami. Cesare, il tuo topolone.

Ah s�... un impegno di lavoro? E quanno ce casco!

(Brusio)

lo manco me volevo sposa',

stavo tanto bene a casetta co' mamma, servito e riverito.

So' 16 anni che semo sposati, in verit� manco me ne so' accorta.

E certo, 16 anni � stata sempre a magn�, pesava 40 chili de meno.

Sto' a scherza'... Una burla.

E che voi, me la so' goduta e se l'� goduta pure lui,

perch� c'avr� quarche chilo in pi�, ma ar momento bono... piaccio!

Dolce, dijelo tu che dopo 16 anni, famo ancora li botti.

- A Corne', e tiette. - Je damo gi� come du' pischelli.

Guardate Cesare che m'ha regalato pe' l'anniversario.

Non potevo pi� subire... - Ammazza...

- Pare un cocomero. - Hai visto che sveja,

3 milioni di sesterzi. Alla faccia de chi ce vo' male.

Se siete tutti, possiamo ordinare.

- Con piacere. - S�, ordiniamo.

Stasera c'ho delle spuntature de maiale, so' 'na favola.

Mie!

- Cor pesce come stamo messi? - Alla grande.

C'ho certe anguille der Tevere, pareno vive!

- Bone, mie pure quelle. - Ma non t'� bastato er brillocco?

A Corne', non c'hai fondo!

Che poi manco le digerisci, dopo te lamenti e non me fai dormi'.

Prendite un merluzzetto bollito. - S�, dolce, me lo pijo.

E tu, pijate questo...

A Otta', ma che te sei impazzita? E vattene, va'.

- A Ce', ma chi era quella? - Niente, era 'na matta.

Je pijano 'sti raptus, sempre contro politici,

Senatori, Tribuni.

La chiameno ''Cavalla Pazza''. So' desolato.

Grazie, sei un amico. A buon rendere.

M'� scaduta la licenza del locale, me servirebbe er rinnovo...

Rinnovato ''ad aeternum''.

- � 'na pazza. - 'Na pazza.

Roma � 'na citt� difficile, ma bisogna farci l'abitudine.

lo sono 10 anni che sono venuto qua, da Ercolano,

ma devo dire che mi trovo bene,

una citt� festosa, la gente � allegra.

L'unica cosa che mi manca un poco, � la pizza.

- Senta, cancelliere. - Mi chiami Publio.

- Come? - Publio.

Publio?

Senta caro Publio,

ma...

ma il mio predecessore, il giudice Flacco, che tipo era?

Quello era ''flacco'' di nome e di fatto.

Non teneva proprio fantasia di lavorare.

Che grande maestro � stato per me, un guru...

- Un? - Un guru!

Che bella filosofia.

Vede caro Publio, io invece tengo n'ata filosofia.

Che � un po' pi� nordica.

Gliela riassumo in 3 parole, lavur�, lavur�, lavur�!

A voi veramente vi piace di faticare?

No, a me piace fare il giudice! Vede, quando ero bambino,

non giocavo a ''Guardie e ladri'', ma a ''Giudice e imputato''.

- lmputato, alzatevi! - Buongiorno, Procuratore Capo.

- Caro Antonio, benvenuto tra noi. - Grazie, grazie.

Mi scusi per la mano spugnata...

sa... l'emozione.

Spero di non deluderla, d'altra parte se mi mette alla prova,

Mi dia un caso, ce l'ha un caso? - Calma, calma, calma.

Mi rallegro per il suo entusiasmo ma... Roma non � Mediolanum.

Questa � una citt� molto pi� tosta!

S�, ma non mi spaventa, pur'io sono tosto!

Me lo dia un caso, ce l'ha un caso...

- Procuratore, un'emergenza. - Che � successo?

Una banda di rapinatori ha assaltato il banco di Roma.

ll direttore ha dato l'allarme

e ora la banca � circondata dalle centurie speciali.

l banditi hanno preso degli ostaggi e vogliono trattare con un giudice,

se no, minacciano di fare una carneficina.

E chi ci mando?

Ci vuole un giudice con le palle.

lo, ne ho quattro!

Voi avete 4 palle?

E se mi girano, anche 8... 16, 24, 32... secondo il caso.

Me lo dia... Me lo vuole dare? Me lo dia... Per piacere, dai...

Sono il giudice Antonio Servilio,

siete circondati, non avete scampo.

Uscite con le mani alzate!

Dai, moves! Disgrassia' di disgrassia'.

Vogliamo due bighe davanti al portone!

Toglietevi di mezzo o ammazziamo tutti gli ostaggi.

Signore, capisco la linea dura,

ma cerchiamo di non mettere in pericolo gli ostaggi.

Non accetto trattative, liberate i prigionieri!

Avete un quarto di clessidra per poterlo fare,

dopo di che far� irruzione con le forze dell'ordine!

Mettetevi in testa che sono un mastino, sono una bestia!

Signore, hanno mollato, hanno liberato gli ostaggi.

- Grande! - Grazie signor giudice. - Bravissimo. - � un fenomeno.

Deponete le armi e poi parlamentiamo.

Beh... Ah, fanno i duri, bene...

Han trovato pane per i loro denti. Adesso andiamo a prenderli.

Andiamo! Vai!

Uno... due... tre.

Non fate gesti inconsulti, arrendetevi!

Ma... voi chi siete?

Sono il direttore della banca!

E allora quelli che sono usciti?

Erano i ladri, se so' portati via tutto.

Ma li mortacci loro!

No, no. Li mortacci tua! Erano 2 milioni de sesterzi.

Hai fatto proprio un bel capolavoro! Mannaggia a te!

- Giudice Antonio Servilio! - Cosa c'�?

Lei � un cretino, un inetto, Un deficiente!

Lo so, ho toppato, ho toppato,

ma se lei mi rid� un altro caso...

Ma si rende conto del casino che ha combinato?

Mi dia un caso, mi dia un altro caso...

sa cosa le dovrei dare? - Dica.

Un calcio nel culo!

S�, bravo.

E gliene dia uno forte anche da parte mia.

- Livia, ma cosa fai qua? - Cosa ci faccio?

Aprivo il nuovo conto, ci hanno rubato 10 anni di risparmi.

E chi se ne frega...

10 anni di risparmi? - lo me lo sentivo, sai?

- Eh, ma che sfiga! - Antonio, levati le mani di l�!

- E dove le metto, le metto qua? - Noo! Eh!

Eccellenza, mi dia un caso... almeno un altro caso.

(Applausi)

A Ce', lo vedi quello, me piace un frego.

Vojo quello l�, quello co' le fibbie. Me piace, lo pijo.

Che collezione meravigliosa.

S�, la fine der mondo, da sturbo!

Ce', Ce', guarda chi ce sta', ''Cavalla Pazza''.

Per carit�, me dovesse pija' a sassate.

Bravo!

(Applausi) Bravo, bravo!

Miticus!

� una collezione che mi � costata molta fatica.

A Valerius, sei magico e c'hai le mani d'oro.

ln effetti mi sono ispirato a una donna moderna,

sbarazzina e molto, molto femminile. lnsomma, tipo te.

E certo.

lnfatti so precisi per me, ne vojo pija' 6.

Flaminia!

Ci vogliamo occupare della signora Atticus?

Certamente, signora. Venga pure con me.

C'ho l'imbarazzo della scelta.

Ne ho visto uno sgambato che me manda ai pazzi.

Su de me sar� uno schianto.

A Valerio, me raccomando i prezzi. Mica ne pijamo 1 , ne pijamo 6!

No, dodici!

Perch� il Senatore Atticus ne regala sei pure a me,

che fra l'altro me stanno anche mejo, vero?

- � vero? - � vero?

Metti sul conto pure 'sti altri 6.

Benissimo. Se vuole andare anche lei a sceglierli.

No, grazie. Passo domani con calma al negozio.

Adesso in giro ce stanno troppe cafone.

- Ciao dolce. - Ciao core...

Ma chi �?

Lascia perde, quella me sta a ammazza'.

Non l'avessi presa come amante. La devo scarica',

me ne devo trov� un'altra!

A Vale', me sa che gi� l'ho trovata.

Se chiama lside, � arrivata da poco dall'Egitto.

A Roma non la conosce nessuno.

Fammela conosce a me, basta 'na parolina tua...

lo ce la posso pure mette,

per� tu la devi mette co' quelli del comune de Sabaudia,

so' 6 mesi che ho fatto domanda pe' costrui' una piscina, ma niente.

Tranquillo, gi� stai a nuota'.

lside! lside, amore.

Ti voglio presentare un mio amico molto importante,

il Senatore Cesare Atticus.

E andiamo...

(Cori calcistici)

Ehi, ferma, ferma!

Guardate, c'� Antonio!

Antonio!

Silvio!

Ma cosa ci fai qua a Roma?

Faccia da pirla!

Come stai?

Siam venuti in trasferta. All'Olimpicus c'� Roma-Mediolanum.

Semifinale di coppa della Repubblica.

- Lo so! - Vieni anche te, no?

Non posso, stavo andando al mare con la famiglia e degli amici.

Livia, ti ricordi Silvio? - Eh!

Una cosa che mi piaceva di Roma � che non c'era il Silvio!

Sempre simpatica.

Ma � venuto a vedere la partita.

Ma va, credevo fosse venuto a vedere i musei.

Dai, mollalo un attimo, sei sempre l�, col fiato sul collo...

� una semifinale di coppa... Una classica...

Ma s�, lasciatelo andare...

Anche Publio, quando gioca il Napoli, non lo regge pi� nessuno.

Alle signore ci pensiamo noi.

E va be', cosa vuoi che ti dica. Vai, vai, vai!

Per� mi raccomando,

mi raccomando, stai calmo, non ti mettere nei casini e non esaltarti.

Signora Livia, le pare, una persona seria come lui,

giudice, che va allo stadio per far casino. Ma per piacere, dai.

(Cori da stadio)

(lngiurie reiterate)

(Sfott� )

Ma non � possibile! Un calcio di rigore

al 90.mo spicchio di clessidra! - Abitro cornuto!

(Tutti) Cornuto, Cornuto...

(Esultanza)

(Tutti) Serie B! Serie B!

Ma quale serie B, c'avete rubato la partita!

Ladri!

(Tutti) Ladri, Ladri...

Serie B, Serie B...

Ladri, ladri...

Er sorcio milanese!

ll teppista di via Appia! ll mio padrone di casa!

- Andiamoli a massacrare! - Andiamo!

- Te stacco l'orecchie! - Vigliacco!

Antonio, scappa! l celerini!

- l celerini! Questa me la paghi!

Celerini, inseguiteli!

Pista! Sono un giudice!

l celerini! Via!

Fermati, delinquente!

T�! Venite a prendermi...

Buono.

Ti prego, miciona, stai buona.

Sar� mica su ''Scherzi a parte''?

Buona, buona, buona.

lndifferenza...

E ora me ne vado...

Tiro su la grata.

Stai l�! Stai l�, buona, stai buona.

Aiuto, sono un giudice, salvatemi...

ln nome della legge, vi prego, aiuto.

Devi morire!

(ln coro) Devi morire, devi morire...

Aiuto, lupacchiotti. Fermate la tigre.

Buona, buona!

Cosa fai? lo dovevo andare al mare.

Giudice Antonio Servilio! Ma che ci fa l�?

Procuratore Capo, mi salvi.

Gladiatori, venite!

- Da brava, Moira! - Sta' bona!

Sia lodato Giove! Sia lodato Giove!

Lei � un pazzo squilibrato!

No, ma le posso spiegare, le posso spiegare.

Ma si rende conto?

Un giudice della Repubblica vestito da ultr�

e che fa pure invasione di campo!

Ma... Ma l'arbitro s'era venduto la partita, volevo fare giustizia.

Qui, c'� puzza di calcio scommesse!

E anche di qualcos'altro...

Mi sa che mi son cagato addosso!

(Musica da discoteca)

Senatore, ma che fa?

Famme tocca' 'sto marmo de Carrara.

Senti che obelisco egizio...

- S�, lo sento, porcellone. - Modestamente.

Andiamo a bere qualcosa a casa tua?

Non posso, sono ospite da 2 amiche.

- Mejo! Famo er mucchio selvaggio! - Ma � impazzito?

Sto' a scherza'. Ma che me dai ancora del lei?

� che sono timida.

- Timida? Co' 'sta faccia da zoccola? - Come zoccola?

Una burla...

Senti che gioco d'anca e bacino...

Ma che fai?

M'infratto. Vie' qua, che me fai mori'.

Dai, ci pu� vedere la scorta.

E che te frega? Mica parlano. So' discreti, se fanno i cazzi loro.

Ehi, un momento, non sono mica una di quelle da una botta e via.

Ci siamo appena conosciuti. Poi tu sei sposato.

Sposato? Per l'anagrafe...

lo e mia moglie non abbiamo pi� rapporti,

quando l'ho sposata c'aveva un culetto cos�, m� che fai?

Camere separate. Ho gi� fatto le pratiche del divorzio.

Adesso devo pensare a rifarmi una vita, sono tanto solo, tanto!

C'ho bisogno d'affetto, di una voce amica,

di una compagna per la vita. lside...

- Eh? - Famme 'na pompa!

Ma io non l'ho mai fatto su una biga.

E sii bona. Stanotte t'adatti, poi domani te trovo casa.

Se fosse un attico, sarebbe meglio.

Eccola l�, te pareva. Aggiudicato l'attico.

Ma che succede?

C'� un ordine de sfratto esecutivo.

Ma pe' chi?

Pe' lei. Entro un'ora deve lascia' la casa.

- Ma che stai a scherza'? - No, non sta scherzando.

Sta dicendo sul serio.

E tu chi sei?

La nuova inquilina.

ll terrazzo c'�? - Ma de che t'impicci!

A cocco, guarda che te sbagli, ma chi l'ha firmato 'sto sfratto?

Er senatore Cesare Atticus.

Je pijasse un colpo.

Ma chi me l'ha fatto fare di andare allo stadio.

Dovevo venire con te al mare. - E non credo mica.

Ho preso un'ubriacatura di sole terrificante,

ho la schiena come un peperone. - Ciao, Publio.

Mannaggia all'anima di chi ti � muorto!

Scusi, il giudice Antonio Servilio?

Sono io.

Sono venuta a sporgere denuncia contro il Senatore Cesare Atticus.

Cesare Atticus?

Caro Publio, questa volta ci siamo.

Bene, vogliamo andare in ufficio? Andiamo in ufficio.

La denunciante dichiara inoltre che il Senatore Cesare Atticus,

ha trasferito all'estero, per suo tramite, ingenti capitali.

Hai capito. Articolo 324: da uno a tre anni per evasione fiscale.

Dunque...

Ma questi denari dove sono depositati?

- A Smirne. - A Smirne, il paradiso fiscale.

Come godo, come godo. Lo incastro.

E ne vuole sapere un'altra?

Dica, c'ho le orecchie come un leprotto.

ll Senatore, alla mia schiava,

so' 3 anni che non je paga i contributi.

Pure!

Articolo 638, comma bis:

altri due anni per violazione dello statuto dei lavoratori.

� musica, � musica. Altro da aggiungere?

S�, che � un gran fijo de 'na mignotta!

Va be', va be'.

Allora faccia firmare pure la denuncia alla denunciante.

Mi raccomando, leggibile, chiaro.

Adesso scatta il blitz.

ll che?

ll blitz, � una parola milanese. Si dice sempre al cane.

Blitz, ven chi. Blitz! Blitz! Blitz!

- Come l'amico Fritz. - Esatto.

Dai, Claudia, tocca a te.

(Tutti) S�. S�, dai.

Bacio, bacio...

(Tutti) Bacio, bacio...

No! Cos� non vale. Sulla bocca!

Flavietta, piantala!

E dai, tutte 'ste moine...

Ma se non vede l'ora... � innamorato fracico di Claudia.

Guarda che te gonfio, eh!

Ma che state a fa'?

Mamma, pap�, Alessio ha baciato la sua innamorata...

sulla bocca, con la lingua... Che schifo!

Pap�, te prego, portala via che c'ha stufati.

� molto carina...

Che te guardi coll'occhi da pesce fracico! - E zitta!

Lei � Claudia, una mia compagna di scuola.

Non ti ho mai vista.

- Sono appena arrivata da Mediolanum. - Straniera.

Bravo, Ale', te piacciono le nordiche.

Va be'... noi andiamo...

Ma me raccomando con le lingue, non me fate diventa' nonno!

Dai, continuamo a gioca'...

La pasticceria, l'ha mandata la torta?

- Ancora no. - E lo sapevo!

Ce vado io a pijalla... Mi faccio accompagna' dar bighista.

- Aurelio! - Senatore...

C'� un signore per lei. - E chi �?

lo.

Sono Antonio Servilio, procuratore della Repubblica Romana.

Si ricorda di me?

Brutto sorcio milanese, che stai a fa a casa mia?

Guarda che te faccio arresta'! - No, lo faccio io... Tenga!

- Che me dai? - � un avviso di garanzia, legga!

Eh, c'� su un po' di tutto...

Evasioni fiscali, impicci, imbrogli...

Ma chi te le racconta 'ste fregnacce? - Una sua amica...

Una... certa... Ottavia.

ll tribunale di Roma, crederebbe alle parole di un mignottone?

Ma c'ho creduto io!

Ci vediamo in tribunale. Arrivederci...

- Ma che fai? 'Ndo vai? - Non mi tocchi! Mi dia del lei!

- Scusi, non volevo mancarle di rispetto. - Bene!

- Volevo solo chiarire. - Ma cosa?

lo sono una persona seria, un Senatore stimato.

Mica un cazzabubbolo qualunque.

Si accomodi... - Non tocchi...

lo la ascolto, ma lei non mi tocchi!

lo lo so...

Lo so, perch� lei ce l'ha con me.

Per l'incidentuccio sull'Appia.

Mi dica quanto le devo e non se ne parla pi�!

No, non � l'incidentuccio sulla via Appia,

anche se � rimasto il bozzo. Non � per quello.

Per il rigore... Ha ragione lei, un furto scandaloso!

Furto, eh? Va be', furto pi�, furto meno...

No, non � n� per il rigore...

n� per l'affitto che le pago in nero. - Ma quale affitto?

Eh, dove abito. Via dei Fori 34. Ha presente?

L'attichetto mansardato. Non ci credo, l'ha preso lei?

S�! - Ma glielo regalo, a me non serve!

E certo, certo. Lei ha il villone, gli schiavi,

le opere d'arte... Chiss� quanto costano.

Je piace er testone? � tuo, a me me d� l'angoscia.

No, non ha capito...

E invece t'ho capito. Preferisci il contante...

- Non mi tocchi! - Spara, quanto?

- Ma quanto che? - Esagera, esagera.

Allora esagero, esagero.

Se lei insiste, la denuncio per tentata corruzione.

- No, tentata corruzione, no. - E invece s�.

Largo, pista!

Flavia, non vedi che pap� sta lavorando.

Stiamo facendo il torneo di acchiapparella...

Pap�!

Claudia, ma cosa fai qua?

� il compleanno di Alessio, mio figlio, un bravissimo ragazzo.

Tenga presente, che tra i nostri pargoli c'� del tenero...

Cosa c'� tra i nostri pargoli?

- Del tenero. - Tra i nostri pargoli?

- S�. - Del?

- Tenero. - Ma mi faccia il piacere!

Andiamo via, Claudia! - No pap�, perch�?

Te lo dico a casa, perch�.

Gente disonesta!

Pap�, chi sarebbe la gente disonesta?

Noi! Svejate!

Per aver tutta 'sta roba, qualche impiccio tocca fallo. Vero pap�?

Ma che dici, sta' zitta. Antipatica come sua madre.

Alessio, bello de mamma, la torta!

E basta co' 'ste torte... pensate sempre a magna', poi vomiti!

Ma che � scemo?

(Verso di dolore)

Non pu�, sei un Senatore, hai l'immunit�!

Cinico, tu 'sto milanese non lo conosci, � uno tosto!

Le ho provate tutte, pure i soldi,

'n altro po' me ingabbia per corruzione!

Ti stai cagando sotto, di' la verit�?

Fatte 'n'altra risata.

C'� poco da ride...

Se quello incastra me, salta fuori tutto e ce vai de mezzo pure tu!

lo?

Non c'� niente su di me, neanche un pettegolezzo.

lo non frequento mignotte, che raccontano i fatti miei!

lo sono pulito, candido come un giglio.

Non voglio essere coinvolto nei tuoi casini, chiaro?

Sono cazzi tuoi!

Te prego Cinico, aiutame, non so pi� dove sbatte la testa.

Dammi retta,

se l'ho inquadrato, si tratta di un provincialotto, un ingenuo.

Secondo te,

cosa sogna un provinciale la prima volta che mette piede a Roma?

- Di fa' carriera come giudice. - Dalla cintola in su!

Ma dalla cintola in gi�, vuole quello che vogliono tutti.

Sogna delle tette enormi, sode, belle... Ah!

Queste, Senatour, sono le perle della mia casa.

E sono tutte alla sua disposition.

Bravo, monsieur Claude, � 'na scuderia da applauso.

ln che cosa posso servirla, Senatour?

Un'orgia, giochi particolari, amore saffico...

Esatto, er massimo della lussuria.

Sia tranquillo, non la deluderemo, buongustaio!

Ma che hai capito? Mica � per me.

� un regalo per un giudice amico mio.

Je dovete fa' perde la testa.

Tu come ti chiami?

Sono Poppea!

- Nome d'arte? - S�. Di mio faccio Pomponia.

� tutta un programma...

� la nostra testa di serie numero uno!

Brava, co' 'sti cocomeri lo mandamo ar manicomio.

- Cos'�, fredda? - Ciao Alessio.

- Sei sola? - No, sto con i miei.

- C'� anche tuo padre? - S�, eccolo l�!

Cerca d'imparare a nuotare.

Attento che adesso la mollo, attenzione...

Che schifo! Basta, annego, � salata!

Mi sa tanto che non � nato sotto il segno dei Pesci...

Ce lo facciamo un gelato?

Dai, che non se ne accorge.

U�, jamme, venite che � pronto. E muovetevi che si raffredda.

- Che c'� da mangiare, Appia? - Pizza con le cozze, vi piace?

Me fa pazzia'.

U�, u�.

Ma cosa ti � successo?

Dolore! Oh, che dolore alla gola.

lo me lo sentivo che tu non dovevi fare il bagno.

Va, va, va, va, smettila che mi fa male la gola, brucia tutto.

Signor giudice, approfittate della cabina.

Abbiamo anche la doccia. - Andate,

vi date una sciacquata, cos� vi pulite tutto.

Mi devo pulire tutto, grazie. La tenga, che � buona.

E sciacquati bene, che mi sento che prendi un'infezione.

E togliti le mani di l�.

Va bene, va bene, ho capito.

Urca!

Ma cosa ci fa nella mia cabina?

Ma...

veramente questa � la cabina del mio amico Publio Cutolo.

Guardi, � la numero 8.

Oh, mi scusi, devo aver sbagliato numero, vado via subito.

No, no, no, rimanga pure, non mi scandalizzo.

Giuro che non volevo metterla in imbarazzo.

No, no, ci mancherebbe altro, non mi ha messo in imbarazzo, anzi.

Le dispiace passarmi il telo?

Questo qua?

S�, per�...

Per� solo se proprio insiste.

lnsisto.

Non ce lo do. lnsiste?

S�.

Non guardo, eh. Ecco, non guardo, non guardo. Ce l'ha?

S�, s�.

Beh, adesso io vado, signor?

Antonio Servilio. Sono il giudice Antonio Servilio.

Un giudice, lei? Ma non sembra proprio un giudice.

Ah no? E che cosa le sembro?

Un birichino.

Un birichino? Eh, il mi' babbo me lo diceva sempre,

tu sei un birichino, birichino, infatti un poco lo sono.

lo mi chiamo Poppea. Sa...

Poppea!

Che piacere. Poppea, Antonio Servilio.

- Arrivederci, signor giudice. - Arrivederci.

Poppea!

Poppea, Poppea, Poppea, Poppea...

(Canta) E c'ha le puppe a pera, puppe a pera, pera, pera, pera...

Tu, vai in fretta da Egione, il nostro parente

e raccontagli tutta la storia com'� andata.

Era molto legato a noi e ci voleva bene.

Giusto, non c'� nessun altro che si interessi a noi.

Svelto, chiamalo, che non si faccia aspettare al momento del bisogno.

(Applausi)

Ehi, sveglia, che � finito il primo atto.

Per�, certo che Terenzio, � sempre Terenzio.

Ma che autore, che versi meravigliosi, che psicologia.

Che rottura di balle!

Zitto, ma cosa dici! Almeno fingi, no?

A me questi mattoni intellettuali che piacciono tanto ai critici,

non li digerisco. A me piace ridere, piace divertirmi.

Sar� un pirla, per� a me piacciono quelle commedie di Plauto,

quelle di Pippo Plauto. - Smettila, ci guardano.

Prendimi una spremuta d'uva. - S�, vado, va.

Cos� mi sgranchisco un po' le gambe e anche le balle.

Una spremuta d'uva.

Giudice Antonio, ma che bella sorpresa!

Puppe a pera!

- Come dice? - No... Poppea.

Ma le piace la commedia?

Moltissimo. C'� da buttarsi in terra, moltissimo.

lo mi sto annoiando da morire, invece.

Beh, anch'io. Per� sa, un giudice non deve mai giudicare.

Ma com'� simpatico!

Sta qui da solo?

Eh?

Solissimo! E lei?

Solissima...

Sa, purtroppo ho perso mio marito un anno fa, sono vedova.

- � vedova? Anch'io. - Antonio!

- Cosa gh�? - Sbrigati, che ricomincia.

� mia sorella.

� vedova anche lei.

Ah guardi, siamo una famiglia sfigatissima.

Antonio, la spremuta!

Aspetta un momento che sto parlando!

Devo andare, mi scusi.

Senta, se una sera di queste non esce con sua sorella,

perch� non viene a cena da me? Abito sull'Aventino.

Ho una casa enorme e mi sento cos� sola...

Se p� fa', se p� fa'. Nun se preoccupi.

Ma con chi stavi parlando?

Eh, stavo parlando con un...

Con chi?

Un'abbonata, un'abbonata. Mi aveva scambiato per un attore.

Un attore, te? Senz'altro, ma figurati.

Beh, cosa c'�? Un attore. Profilo greco, voce impostata.

� colpa mia se piaccio? - Ma figurati.

Buonasera, suo marito � pronto?

Arriva subito, si accomodi.

Ciao, Claudia. Che stai studiando?

Storia moderna. La battaglia di Zama.

Eccomi pronto!

Cosa ti sei fatto, la doccia col profumo?

Ah, s�. Ho messo due gocce di quella colonia nuova della Gallia.

Egoiste, egoiste, egoiste!

Pap�, ma dove vai cos� elegante?

Vado alla riunione sindacato giudici.

Scusa, ma ci vai con la tunica di quando ci siamo sposati?

� una riunione ad alto livello.

Mi sento che non sono tranquilla.

� gelosa, � gelosa!

Ma come signora, � gelosa?

No, non sono gelosa.

Comunque il signorino, lo sa che se sgarra...

mi parte la manina!

Vogliamo andare? Andiamo!

Ah Livia, scusa, non aspettarmi perch� queste riunioni sono lunghe

e faremo tardi.

- Tardissimo! - Tardissimo!

- Antonio? - S�?

Quella manina l� mettila cos�, almeno dormi meglio.

Ciao, baci, baci, baci...

Publio, grazie di tutto. Mi raccomando per�, acqua in bocca.

Non si preoccupi, sar� una tomba. Ci vediamo domani.

Domani. Ciao! Vai, vai, vai.

Taxi!

� libero? - S�.

Via Aventino 19.

Dai, dai, su!

Buonasera!

Buonasera, signor giudice. La stavamo aspettando.

Grazie, permesso.

- Prego, si sieda. - Grazie, molto gentile.

Mi siedo? - S�.

Grazie.

Un momento, vado ad avvertire la signora.

Vada, vada.

Signorina? Buss...

Chi � che bussa?

- Salve. - Salve.

C'� poco movimento stasera, eh?

Meglio, cos� almeno non si fa la fila.

lo vengo apposta da Prato, � due mesi che non trombo.

Stasera faccio delle fiammate!

- Fai delle fiammate? - Te chi stai aspettando?

lo aspetto la signora Poppea.

Bel nome da maiala! Poi casomai dopo mi racconti.

Buonasera, signor Antonio...

Maremma maiala, che passerona!

Antonio, ma chi � questo signore, un tuo amico?

Chi, il vulcano vivente? Ma chi lo conosce...

Come? Oh, a me mi manda Cencius da Fiesole!

Cencius da Fiesole... No, guardi ci dev'essere un errore. Vada!

Ma che errore, signorina!

Questa � via Aventino 13? Allora non c'� errore!

- Oh! Oh, oooh! Sono un magistrato! - E allora?

- Allora che? - Allora sappia che la legge � uguale per tutti!

Se tromba lei, voglio trombare anch'io, che l'� 2 mesi...

Fuori dalle balle! Bischero, hai capito, m'hai rotto i coglioni!

Hai capito! L'� 2 mesi... che tu mi hai rotto i coglioni!

Oh! Basta! Hai capito, bischero!

Finalmente... - Grazie!

Certo che ci sono certi tipi in giro...

S�, per fortuna che c'era la legge!

A proposito...

Ecco, un pensierino...

Ma sono bellissimi.

Come lei.

Ma dammi del tu!

Come tu.

Vieni, la cena � pronta.

Ragazze, salutate il giudice Servilio.

(Tutte) Buonasera signor giudice. - Buonasera... Bona...

Bona... sera. Bona... Bona... Bona... sera...

- S'accomodi. - E m'accomodo s�, che m'accomodo.

Chi �?

Ma cosa fa, la manicure?

Ah, ho capito, certo che tu il problema domestiche, l'hai risolto.

- Alla grandissima. - Alla grandissima...

- Un po' di vino rosso? - No, non bevo mai vino, io!

Perch� il vino... mi prende un'angoscia qui...

- Ma su bevi, che fa sangue. - Fa sangue?

L'avete pigiato voi, coi vostri piedini? Allora metti gi�...

Che profumo, che buono.

Un po' di abbacchio?

No, perch� l'abbacchio... mi prende l'angoscia qui...

Mangia, mangia, che ti fa sangue.

Mi fa sangue l'abbacchio? Se lo dici tu me lo mangio, grazie!

Oh, si � tutto unto...

Ma eri tutto unto...

Mi sono unto anche qui!

Bestia che roba! Che libidine pazzesca!

Scusa Poppea, io quando bevo divento un po'...

Birichino... L'avevo capito subito.

Comunque non c'� problema. - S�.

Fai tutto quello che vuoi, a casa mia l'ospite � sacro.

Tutto, tutto?

Tutto!

Allora questo non mi piace, t�!

Un po' d'uva?

- Fa sangue? - S�.

- Un po' d'anguria? - Anguria, s�!

- Un po' di focaccia?

Ma vada via il cu!

Antonio, che sesso che mi fai!

Buonasera, Senatour Atticus.

Claude, ti presento il Procuratore Capo Tarqunio Druso.

� un onore averlo nella mia casa. Seguitemi, vi faccio strada.

Lo vedr� coi suoi occhi, chi � il giudice che getta fango su di me.

(Canta) E a noi ce piace,

de magn� e beve...

e a noi ce piace pure de tromba'!

Noi semo quelli che trombamo in coro.

- Giudice Servilio! - Chi �?

- Ma che fa? - Si fa le fiammate, si tromba!

Zozzone, non te vergogni? Che fai co' 'ste mignotte?

Non avete cuore, signori, sono tutte vedove!

S�, stanno in lutto stretto.

- Si rende conto che lei � un magistrato? - No!

lo sono il dio Bacco! Perbacco! Bacone! - Silenzio!

Lei � un irresponsabile, uno squilibrato! - Un porco!

Si ritenga esonerato da ogni incarico. Guardie, portatelo via!

(Canta) Tu c'ha le puppe a pera, pera, pera...

Pensa un po' chi me voleva rovina'!

Senatore, la prego di accettare le mie scuse.

Non mi sembrerebbe il caso di divulgare la notizia,

perch� getterebbe discredito su tutta la magistratura.

Procuratore caro e chi fiata,

spero solo che le accuse su di me vengano archiviate.

- Non dubiti. - E soprattutto, levatemelo dalle palle!

Provveder� io stesso a farlo trasferire... molto lontano.

Ecco, bravo.

(Brusio)

- Baciamo le mani, signor giudice. - (Tutti) Salve, signor giudice.

- Ma come parlano questi qua? - Ssh!

Governatore Varrone.

Ossequi alla signora e ossequi alla picciotta.

Grazie. Arrivederci.

Buona passeggiata, signor giudice. (Tutti) Buona passeggiata.

Brava gente, questa.

Poi il governatore, una faccia onesta, sguardo pulito...

Lui, cornuto?

Lui? Che c'entra lui. Lei, la moglie.

Lui fu trovato in un'orgia con cinquanta bottane.

Per questo � stato trasferito qui.

Minchia! E la mugliera niente ci disse?

Lei, meschina, niente sape. O fa finta di non sapere.

� gente settentrionale, discendente dai barbari.

Ho una fame... Livia, oggi dacci dentro.

Ci son solo i fichi d'lndia.

Falli impanati. Adesso tolgo l'antifurto.

Signor giudice, posta. Arriv� da Roma.

- Dammi qua, dammi. - No, questa qui � per sua figlia.

Che bello, � una lettera di Alessio. Me lo sentivo.

ll figlio di Atticus! Dammi qua.

Ma no, � una cosa privata.

Ma che cosa privata. Sono io il Pater Familias.

E poi me vojo impiccia'. lo me vojo impiccia'.

E tu cosa vuoi?

Vorrei impicciarmi un pochettino anch'io.

La testa... La testa.

''Cara Claudia, sono 10 giorni che sei partita,

e a me sembra un secolo''. ll solito esagerato romano.

- � un romano col cuore in man. - S�, va be'.

''lo mi sono buttato sullo studio.

Se non mi bocciano, pap� ha promesso che quest'estate

mi manda in vacanza alle Eolie.

Lui non sa che stai l�.

Mi raccomando, anche tu non dire niente a tuo padre,

cos� li freghiamo tutti e due. Ti amo, Alessio''.

Ho fatto bene a leggerla. � un imbroglione, come suo padre.

Pap�!

Zitta tu! Avanti, rientra in casa, muta!

- Antonio, dai. - Pure tu, muta.

Esigo rispetto, � chiaro?

Sono io il capobastone, da oggi ''Don Antonio'' mi dovete chiamare!

Mizzica! Don Antonio. Mizzica!

Parla, sto in ansia.

Le interiora so' gravide

de segni premonitori, nobile Cesare.

Davero? E che dicono dei miei nemici?

Che so' lontani.

E so' lontani s�.

L'ho fatto sbattere su un isolotto tra le pecore.

Che me dici de sesso e amore?

A Corne'... Stamo a indaga' su questioni serie.

E sesso e amore non so' serie? Sono il sale della vita.

So' il sale? Ma noi siamo gi� sposati...

So' curiosa. Allora?

Sento...

un groviglio de sesso.

- Un groviglio? - Ma va'?

Daje, spiegate mejo.

Sento...

una femmina... focosa,

formosa,

bellissima...

Un'extra-comunitaria, che vie' dalle piramidi.

Dalle piramidi? E m� chi � questa?

E io che ne so? So solo che la sento.

A Ce', de chi sta a parla', 'sto gufo?

Che ne so?

Ah, non lo sai? E vediamo se te torna in mente co' 'sta sveja.

Non me diventa' materiale!

Se me metti le corna, te rovino!

Dolce, ma che stai a di'?

Ma te pare che co' tutta 'sta roba, guardo le altre?

Nun scherza' cor foco. Ricordati che � tutta roba mia.

Ce metto cazzi a buttatte in un vicolo.

Te faccio usc� come sei entrato: co' la tunica e i calzari.

- Siamo in comunione di beni. - l beni sono miei.

Sar� pure pacioccona, ma se m'accorgo de quarche cosa,

te faccio vede' i sorci verdi. Te, porta via le rigaglie de pollo.

Ma te nun te poi fa' i cazzi tuoi?

lo fo' il mago.

Allora lo vedi 'sto presagio? Te sta a arriva' un calcio in culo!

Sono il giudice Antonio Servilio.

Sono qui per il censimento.

C'� nessuno in casa?

Venite fuori.

Sono il giudice Servilio.

Sono qua per una firma.

Non mangiare l'erba, asino, che non � tua.

(Minacce e grida)

Accuss� 'mpari a un pagari u pizzu.

Viri ca ti cumbeni, picchi sta arrivando a stagione sicca

e macari a to casa pigghia focu. U capisti!

Amoninni, va!

(Lamenti)

Sono il giudice Antonio Servilio, chi erano quei due?

- A mia picchiando? Ma quando mai? - Deve aver visto male.

Parla, chi erano?

- lo niente saccio. - E ti pareva.

Noi ci facimmo i fatti nostri, signor giudice.

Signor giudice, io li conosco!

Zitto, Leoluca! Non ti immischiare!

- Ma quale muto e muto, io parlo. - Parla!

Non ne posso pi� di questi soprusi.

C'hanno dissanguato, giudice!

Quei fetusi, erano i picciotti di Don Varrone.

- Don Varrone? ll Governatore? - S�, esso!

Prende ordine dai pezzi da novanta, dalla ''Cupola''.

Quale cupola?

Quelli che stanno in alto, quelli che stanno a Roma!

A Roma?

A Roma?

Un milioncino di sesterzi e vi do la licenza.

Ammazza, ce vai leggero.

E se dovemo da' 'sti soldi a te, quanno guadagniamo?

Perdonami Curzio Regolo,

volete costrui' all'Olgiata, su terreni agricoli,

ve li faccio diventa' edificabili e non volete paga'?

Regolo, non mi pare regolare.

Va be', famo 500.000, dai!

No, famo che all'Olgiata ce lasciamo i campi de cicoria.

Ve pare che uno come me, se sporca le mani pe' du' spiccioli?

Eh s� e anche per molto meno.

Ancora...

Si dice che lei, a Filicudi, accetti tutto,

tonni, capre, cavoli, qualche fico d'lndia e qualche fiasco d'olio.

Lei � un miserabile, un poveraccio. - Che ci fai qui?

Sono venuto a darle questo!

Senatore Cesare Atticus,

in nome del Senato Romano, le notifico

quest'atto di accusa per violazione degli articoli 2, 9, 18,

32, 44, 66 del codice penale. - Che ho fatto tombola?

S�, hai fatto tombola, s�! E sai qual � il premio?

Dai 30 ai 50 anni... ma di galera!

Ho un supertestimone che ha cantato. Pa ra pa p�...

ll Governatore Varrone! - No! Varrone, no!

Varrone no! Varrone...

Ti ho incastrato, stavolta. Ti ho incastrato.

Ci vediamo in tribunale.

Brava Rosa, brava Augusta. Che poesia, pura poesia.

Avete le mani d'oro. Cosa farei senza di voi?

Ti�, assaggia 'sta frittatina alla viterbese.

Vedrai, te se scioje in bocca.

Magnifica! Cesare, dai mangia, favorisci.

- Nun c'ho fame. - Non sai quello che perdi.

Cinico, ma non lo capisci che Varrone ha parlato

e quel giudice ci rovina tutti.

Tutti? Usa il singolare, il nome sul mandato � il tuo!

ll tuo, non il mio. E adesso fammi mangiare in santa pace.

Ma quale singolare,

io le tangenti in Sicilia, le ho prese per il partito.

E il capo del partito chi �? Sei tu!

Esatto, io sono il capo.

E il capo non viene mai immischiato in queste cose.

Mannaggia...

Ma no, su dai, Cesare, andiamo...

Non fare il ragazzino. - lo in galera non ci voglio anda'.

- Ma tu mica ci vai. - S�, beato te, quello me odia.

Possino ammazzallo.

L'hai detto! Lo possino ammazzallo!

Che voi di'?

Che se more ammazzato,

le sue accuse verranno sepolte con lui

e tu da sopra, gli puoi pisciare in testa. Parola di Cinico.

Gli piscio in testa?

Si, ma... dove lo trovo uno che lo ammazza?

Ma che sei pazzo? Non vorrai mettere in mezzo qualcun altro.

Che possa anche ricattarti, dopo. lmpara da me, niente testimoni.

Amico mio, ricordati che nella vita,

uno pu� fidarsi solo di se stesso.

Non ce la faccio, non ce la faccio. Oggi non ce la faccio.

Cesare, ma che cos'hai?

Pensieri... Tanti pensieri.

Oh, io ti avverto,

se pensi di scaricarmi, l'appartamento io non lo mollo!

Ma che c'entri tu?

C'ho altri tipi di pensieri.

Pensieri molto seri!

Pesanti, definitivi...

Non sarai mica malato?

Peggio!

Ah, ho capito, sei rimasto senza un sesterzo.

Se � cos�, dimmelo che mi organizzo e mi cerco un altro amante.

Bambina innamorata, ma va a mori' ammazzata!

Ma che pretendi? Non hai intenzione di sposarmi,

non mi porti mai a cena fuori, mai in vacanza.

Per� te mantengo.

Capirai.

Ma se adesso non hai pi� soldi, che devo fare, mi ammazzo?

No, so io che devo ammazza' uno.

Come?

Appunto, ''come''? lo non sono capace.

Solo all'idea, me tremano le mani.

E chi �?

� un giudice che mi vuole rovinare.

E se rovina me, rovina pure te! Finisce la pacchia!

Vieni, ti faccio vedere una cosa.

(Sibilare di serpenti)

Che schifo, ma che fai? C'hai er vaso co' le serpi?

Nel mio paese li usiamo contro i nostri nemici.

Quelli che ci vogliono rovinare. - Bona.

Sono rapidi, silenziosi...

e non possono raccontare chi li ha mandati.

(Farfuglia)

Porca miseria! - Ma guarda te!

(Bisbiglia)

Eccolo qua! - Ma li morta'...

Mo te faccio vede' io...

Chi �?

Sono Alessio, il figlio del Senatore Atticus.

Avanti, avanti.

Oh, santi numi.

Mi scusi, volevo avere notizie di Claudia.

Claudia... sta bene.

Lei ce l'ha con mio padre, ma io che c'entro?

''Talis pater, talis filius'', lo dice anche il proverbio.

Ma guardi che mio padre non � come dice lei.

Lo so, sembra un po' arrogante, ma in realt� � un pezzo di pane.

Ah, un pezzo di pane... Un pezzo di pane.

Alessio, le serpi!

Vieni su! Vieni su!

A pap�, ma che ce fai qui?

Ma che ne so, devo esse' impazzito.

'Ste serpi erano pe' lui.

Per me? Delinquente, voleva ammazzarmi.

Articolo 314, tentato omicidio, questo lo aggiungo subito.

Ma perch�?

Perch�... Perch� so' 'no stronzo!

Oh, per una volta siamo proprio d'accordo.

Mi perdoni, signor giudice,

Ma sono un uomo disperato, � tutto vero.

Ho evaso il fisco, impicci, imbrogli, ma mi creda,

l'ho fatto senza rendermi conto.

Senza rendersene conto? Uno ruba milioni senza rendersene conto.

Milioni! - Milioni?

A pap�, ma che c'hai fatto co' tutti 'sti sesterzi?

C'ho fatto vive bene te!

Tu' sorella e quella sanguisuga de tu' madre.

Signor giudice, lei non pu� capire, casa mia.

Una legione di schiavi, cuochi, giardinieri, bighe...

E poi er villone a Capri, le vacanze, i fine settimana.

Per mantenerli, me so' dovuto venne l'anima al diavolo!

E chi sarebbe il diavolo?

Lucio Cinico, il capo del mio partito.

ln questi anni � stato lui che m'ha manovrato,

io intascavo 100: 10 a me e 90 al partito, cio� a lui!

Ma lei ha le prove di quello che dice?

Magari. Gliel'ho detto che � diabolico.

Manda sempre avanti gli altri, cos� non compare mai.

� impossibile incastrarlo.

Niente � impossibile.

Senatore, io le propongo...

un patto.

Se lei mi aiuta a trovare le prove della colpevolezza di Cinico,

io le prometto un condono giudiziario.

Non mi manda pi� in galera?

Avr� gli arresti domiciliari, ha tante case, vada dove vuole.

Nella villa di Capri, la Cerasella.

Lei dice che Cinico � un uomo prudente, sospettoso...

eppure sono sicuro che un documento che lo compromette, esiste.

Forse a casa sua...

ma � impossibile entrarci. � una fortezza, inaccessibile.

Anche Troia era inaccessibile, poi Ulisse ha inventato il cavallo.

ll cavallo...

Quale cavallo? - A somaro! Poi so' io l'ignorante.

Sta' zitto! Mettete a sede', non risponde' a pap� che lo confondi.

Non pensi che non conosco l'equino, ho avuto un lapis di memoria.

Ma che ha fatto col cavallo?

Ma fa sul serio, oppure...

Oh, Signor!

(Brusio)

- � tenera l'insalata? - Tutta roba di giornata.

Ah!

(Grida di spavento)

Signo', vi siete fatte male?

No! C'hai sfonnato! La gamba!

Non � colpa mia, stavano in mezzo alla strada.

Chiama due lettighe, ci vuole l'ospedale.

ll giudice Antonio Servilio sta in fondo al Tevere.

A quest'ora se lo saranno mangiato le anguille.

- Meglio per te. - Meglio per tutti.

Cinico, ma che c'hai? - Niente, ho un nervo per capello.

- S'� spaccata la coalizione? - No, Rosa e Augusta.

Ma chi, le tue cuoche?

Stanno tutte e due all'ospedale.

Una vera tragedia. Adesso chi ci metto in cucina?

Forse te posso aiuta'.

M'ha detto il mio giardiniere,

che so' tornate a Roma due sue zie: Nella e Lella.

Hanno fatto le cuoche nelle ambasciate, Rodi, Atene.

Se so' ancora libere te le mando. - Sono fidate?

- Ci metto la mano sul fuoco. - Bene, mandamele domani.

(Verso di dolore)

Ferme!

Chi siete?

lo so' Nella.

E io so' Lella. C'avemo appuntamento col sor Cinico.

Va be', aspettate qua.

Grazie, tesoro.

Che te guardi?

Te piacerebbe daje 'na strizzatina.

- A racchia, ma chi te pensa. - Chi te pensa a te, imbecille.

Lella e... Nella.

Quanto avete detto che volete, al mese?

Mille sesterzi al mese...

pi� i contributi, de legge.

Non se ne parla, ve ne posso dare 800. E niente contributi.

Che dici, Nella? Se p� fa' 'sto sforzo, senza contributi?

Se p� fa',

per� il gioved� ce dai libera uscita perch� ce piace balla'.

A me non me ne frega un cazzo, per� a lei ce piace.

La tua faccia non mi � nuova.

Sei sicura che non ci siamo gi� conosciuti?

Non � possibile, cocchino. Ti confonderai.

So' ita via da Roma che ero una pupa.

Strano.

Comunque ragazze, patti chiari, non mi portate uomini in casa.

Ma n'te preoccupa'. A noi gli uomini ce fanno schifo.

Che te credi, siamo ancora signorine. Come mamma c'ha fatte.

Bene. Brave.

E... andiamo al sodo, cosa sapete cucinare?

Tu dicce quello che te piace e noi... e noi te lo famo.

Abbacchio alla scottadito?

Abbacchio scottadito, siamo campionesse del mondo.

Merluzzo alla palestinese?

- Da leccasse i peli... dei baffi. - Bene, brave.

Allora per cena, voglio pollo coi peperoni

e che sia buono, altrimenti vi caccio su due piedi, chiaro?

Ora che facciamo? Non so neanche fare un uovo.

Manco io, per� so legge, ti�. So' le ricette der ''Matricianus''.

- E chi � 'sto Matricianus? - Er mejo cuoco de Roma!

Sulla guida Michelinus, c'ha 4 forchette de critica

e 4 palle de pubblico. - Me cojoni!

Poi ho incassato i 100.000 sesterzi, per la tangente

sulla casa de riposo a Palestrina.

Finalmente hanno pagato... 100.000 sesterzi, Palestrina.

C'� dell'altro?

No Senatore, per oggi � tutto.

Tu stai dietro alla fabbrica di giavellotti,

ne ho fatti ordinare 20.000...

per le legioni della Gallia e finora non ho visto un sesterzo.

Digli che se non pagano li faccio chiudere!

Sar� fatto.

(Brusio)

Eccolo l�, lo vedi?

Bene, entra prima tu.

- Ecco il suo sonnifero, signo'. - Grazie, medicamentarius.

Ma � sicuro che � efficace?

No, perch� mi' sorella, da quanno � in menopausa,

non me dorme pi�. Je vengono du' occhi cos�, come du' bracieri.

Stia tranquilla, chi pija 'sto sonnifero va in catalessi.

- Buongiorno. - Buongiorno, arrivederci.

- Ancora, ancora, � poco. - S�, mejo abbundare quam deficere.

Mannaggia... Ragazze, me so' dimenticata er vino.

Noi no, ecco, ti� cocca, portalo al sor Cinico.

- Spicciate. - Cori, cori...

Fa 'na corsa, va'.

Ragazze, che mangiata.

E che bevuta, eh?

Micio, micio, te sei scolato tutto er vino.

M'� venuto sonno, � che mi fate mangiare troppo, voi.

Tutta salute. Quando semo arrivate eri cos� sciupato, figlio bello.

A Cinico, e vatte a fa' 'na pennica, va'.

Vatte a riposa', su.

Quasi quasi. Ma svegliatemi tra un'ora, devo andare al Senato.

Ciao.

Anvedi chi c'�!

Ciao Rosa, ciao Augusta, ma che siete gi� guarite?

No, c'hanno detto che hanno assunto due nuove cuoche

e queste ce vonno frega' er posto.

Cos�, abbiamo firmato e c'hanno dimesso.

Avete fatto bene.

- Ssssh. - Non svegliamo il cocco.

Piano.

- Ci tiro su il melone. - No, alzagli la testa.

Piano, piano.

Lella, Nella, cosa ci fate qui?

Eravamo venute a vede' se riposavi bene. Come riposavi, bene?

A passerotto, fai la ninna bella.

Perch� non vi fate un riposino con me?

Che fa?

U�! Molla l'osso, guarda che t'ammasso mi.

Su, dai bella tettona, non fare la verginella.

E sta' bono co' le mano! Guarda che te le cionco, sa'!

- Andiamo, andiamo! - Scappa, scappa!

Scappiamo tutte e due!

Da qui non esce pi� nessuno!

E ora fatemi giocare un po' con tutta 'sta latteria!

Ma sei un uomo!

No, due!

Tu, quoque Cesare.

Brutto figlio di puttana!

Ma vattene affanculo, 'sto bavoso.

Gli hai spaccato la testa! Articolo 25 codice penale, 3 anni.

Andiamo, andiamo.

Nello studio, presto!

Giunone addolorata.

Cinico, che t'hanno fatto?

Che t'� successo... porello.

Presto, presto.

Guardie, correte, presto!

Al ladro! Al ladro!

- Fermateve, a infamoni! - A bujaccara!

ll libro mastro, fermatevi!

- Su l�, su l�. - Ti�, pijate il libro.

� un'emergenza, deve partorire!

E ora di corsa, in procura!

Eccoli, fermi, brutti ladri.

Ben-Hur, Ben-Hur!

- Agli ordini Senatore Cinico. - Forza, dobbiamo riprenderli!

Cesare, ce l'abbiamo fatta!

Mollate subito quel libro o ve ne pentirete.

(lncitano i cavalli)

Dosso.

Covone.

So' allergico al fieno, porta te, dai che � mejo.

- Pure te? - No, io no.

- Dai che ci stanno raggiungendo, affonda! - Sono a manetta!

Forza, dai, dai!

- Molla il libro! - E vattene!

Ma che sei matto?

Fuori uno!

Ma questo non � leale!

Chi se ne frega, non siamo alle Olimpiadi.

- Brutto cornutaccio. - lo sono singulus.

- Ti�! - No, i peperoncini no.

M'� venuta un'idea.

- Ma cosa fai? - Je metto la supposta, ti�!

- Non li controllo pi�! - Attento al muro!

Oddio, oddio!

(Urlano)

Poppea! Procuratore Capo!

- Giudice Servilio! - Proprio lei stavamo cercando.

Ma cosa ci fa qui, in mezzo alle poppe a pera?

Sono qui... per un'indagine...

molto segreta. - S�, ho capito, ''Casini puliti''.

Le interessano i casini? Allora legga questo.

Legga, legga!

Allora...

Ci vuole raccontare, come sono andati i fatti?

Ero io, l'incaricato a riscuotere tangenti per il partito!

S�, ma... Chi le aveva dato questo incarico?

ll Senatore Lucio Cinico!

(Coro di protesta)

Quindi, lei accusa il Senatore di aver intascato le tangenti?

S�! Meno il 10% che restava a me! Ecco, l'ho detto.

Ma io, sono pronto a restituire alla Repubblica,

tutte le propriet�, ottenute grazie alle tangenti.

Ma sei matto? Siamo in comunione dei beni.

Eh no, Senatori, le ville so' tutte mie e non se toccano!

Cornelia, non dire panzane. Tutto voglio dire, tutto voglio dare!

Eh no. L'attico che mi hai regalato, no!

Cesare, ma chi � questa?

Boh, non la conosco!

Non mi conosci?

Sono l' amante, quella con cui va a letto, perch� tu gli fai schifo,

brutta panzona. - Ma come te permetti, a mignotta.

Confermo!

Brutta zozza, ce sei venuta da fori a fregamme er marito.

- Fuori dall'aula! - S�, allontanatele!

Allontanatele! Via, via, mandatele fuori!

Cesare, non te ripresenta' a casa che te cambio i connotati.

Non m'interessa, tutto voglio dire.

Ammazza che sputtanamento.

Bene, a questo punto, ha da aggiungere altro, Senatore?

S�, che abbiamo fatto bene a vota' la legge sul divorzio.

(Tutti ridono)

Grazie, si accomodi.

Posso, signor giudice? Grazie ''patri conscritti'', vado!

No, questa � la parete... Tutto voglio dire, tutto voglio dare.

Dai, su, muoversi! Grazie, vai al posto, Publio.

A conferma di quanto dichiarato dal Senatore Atticus,

porto come prova, questo libro mastro.

Qua, il Senatore Cinico, ha trascritto di proprio pugno,

tutte le tangenti incassate negli ultimi dieci anni.

Sapete quante sono?

Sono ben e dico ben...

275 milioni di sesterzi!

(Verso di stupore)

Per cui chiedo, che il Senato della Repubblica condanni,

il Senatore Lucio Cinico, alla radiazione dai sui incarichi,

alla confisca di tutti i suoi beni

e all'esilio a vita!

(Coro di approvazione)

Mentre per il Senatore Atticus, reo confesso ma pentito,

chiedo il perdono,

dopo che avr� restituito

tutto quello che ha sgraffi... tutto quello...

tutti i suoi averi.

(Tutti) Oooooh...

Bravo!

Complimenti! Siete stato un vero mastino napoletano!

E ora la parola alla difesa.

Senatore, ha gi� nominato il suo avvocato?

No, non ho bisogno di nessun avvocato.

Vostro Onore, mi difender� da solo.

(Brusio)

Colleghi Senatori,

io sono... veramente scandalizzato.

Un magistrato, un polentone, un mezzo barbaro,

accusa un Senatore romano, un discendente di Romolo e Remo,

di aver tradito i principi della nostra Repubblica.

Ma s�...

Certo, per far star bene tutti, bisognava pur pagarlo, un prezzo.

Questo prezzo, l'onorevole Antonio Servilio,

le chiama tangenti.

lo, invece preferisco chiamarli contributi al benessere generale.

Oggi, grazie a quelle tangenti,

voi romani potete vivere nel lusso pi� sfrenato e sapete perch�?

Perch� con questo sistema, circolano i sesterzi.

S�, ci mangiano sopra i politici, ma anche gli avvocati,

i commercianti, gli artigiani. l loro figli,

i loro cavalli, i loro gatti e i loro cani.

� un vero magna magna generale, credetemi,

� una catena che trascina tutto... E ora,

questi due imbecilli, questi due matti, vogliono spezzarla!

Questi due galantuomini vi vogliono rovinare

e trasformare Roma, la culla della civilt�,

in una citt� di morti di fame!

No...

Senatori, questo non � un processo, questa � una cospirazione,

un complotto contro voi, la Repubblica e la pagnotta!

(Acclamazione)

Senatori, romani,

possano gli dei e i nostri avi, assistervi nella vostra decisione.

Mi hanno chiamato ''traditore''

e ora voi fategli sapere chi sono i ''veri'' traditori.

(Acclamazione)

(Verso di dolore)

Che trombone.

Aoh, ma li senti?

Si � portato dietro la claque.

Ma noi ce ne sbattiamo le balle, la giustizia � una dea bendata,

non guarda in faccia nessuno.

Speriamo che oltre ad essere bendata, sia pure sorda!

Che trombone.

ln piedi! Rientra la corte.

ll Senato, ha emesso la sua sentenza, all'unanimit�.

Assolve...

Lucio Cinico con formula piena,

per non aver commesso reati contro la Repubblica.

Condanna Antonio Servilio e Cesare Atticus,

a 20 anni di lavori forzati, nelle cave di Capua,

per aver complottato contro la stabilit� e i fondamenti

del popolo romano!

- Antonio? - Se ghe?

Guarda, io non t'ho detto niente, ma me lo sentivo!

Ma va a dar via il ciapp!

lo ho sbagliato tutto. Te possino ammazza'!

Ma come ho fatto a darti retta?

Vedrai che in appello vinceremo.

Perch� la giustizia... trionfer�!

Basta! Non me parla' de giustizia.

Spartacus, ma che stai a fa'?

- Mi libero dalle catene! - Ma che mi dici?

Aaaah!

T'ammazzo!

A morte i romani!

(Urla di rivolta)

Che succede?

Libero!

- Compagni! - (Tutti) S�!

Finalmente � arrivato il momento della vendetta!

(Tutti) S�!

Marceremo, tutti insieme, su Roma ladrona!

(Tutti) S�!

Perch� noi non abbiamo paura!

(Tutti) S�!

- Perch� noi, ce l'abbiamo duro! - (Tutti) S�, ce l'abbiamo duro!

Compagni, sapete cosa significa SPQR?

- Senatus popolusque romanus... - Ma che stai a di'.

Da domani si volta pagina,

SPQR significa: ''Sono Porci Questi Romani''!

(Tutti) S�!

E adesso cantate con me tutti insieme, che marciamo su Roma,

- se veniamo noi l�, - (Tutti) se veniamo noi l�,

- se passate di qui, - (Tutti) se passate di qui,

(Tutti) vi facciamo un bucio di culo cos�!

(Tutti) Oooh, ...

(Voce Narrante) ln realt�, il ''culo cos�'' lo fecero i romani a loro.

Spartacus fu sconfitto e ucciso,

i suoi seguaci, allo sbando, furono catturati e riportati a Roma,

per subire una punizione esemplare.

Maledetto te e quel matto de Spartacus.

Guarda come me so' ridotto.

Crocefisso sull' Appia, come un morto de fame.

Ah, questa � la via Appia! E qui che ci siamo conosciuti, ricordi?

Chi se lo scorda.

� da quel giorno che so' incominciati tutti i guai miei.

Se potessi torna' indietro...

Se io tornassi indietro, rifarei tutto quello che ho fatto.

Pure fini' sulla croce?

S�, perch� almeno cos� verremo ricordati

e le nostre vite serviranno da esempio

per costruire un paese migliore.

Un paese, dove non ci saranno pi� corrotti!

Dove trionfer� la giustizia!

Dove i cittadini italici si ameranno

e si rispetteranno come fratelli!

(Musica da discoteca)

Spostate!

Ma sta' attento!

Ma li mortacci tua!

E de tu' nonno!

Dovevo prenne la Pontina, no 'sta via Appia maledetta!

A Cesare, ma de domenica � un casino dappertutto!

Ma perch� non stanno a casa, 'sti burini?

Attento!

Giusto da Milano poteva veni' 'sto stronzo!

- Non ho capito l'ultima parola. - Lo credo, parli ostrogoto.

No, io parlo bene perch� parlo italiano, te invece parli terrone!

- Ma falla finita! - U� stai buono, lo vedi questo?

- Non � un pugno, � un tram! - Che fai me tocchi?

Ti gonfio come un canotto!

Comincia a grida' aiuto!

Oh signur... Antonio!

- A sorcio milanese! - Burino romano!

- A barbaro! - Caciottaro!

- A fracicone! - Fracicone, te!

- Fracicone rabbioso! - A imbecille!

Non me fa' diventa' materiale...

lo quanno pijo d'aceto, divento materiale!

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