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Original subtitles

Ti penso sempre.

Sei arrivato tardi a casa perché avevi una riunione.

- Beh, secondo lui non c'è stata. - Ester, per favore.

Britt Gahn sarà la nuova Consigliera del Comune. Mi vuole come segretaria.

Abbiamo un'idea per un programma TV, vorremmo parlarne con tuo marito.

- Mio marito? - Ci possiamo mettere d'accordo?

- Come si dice: hai dei begli occhi? - "Ha gli occhi belli".

Questo desiderio... non riesco a liberarmene.

Sto cercando di resistere, ma non riesco a controllarlo.

Dobbiamo andare da un medico. Esistono dei metodi.

- Puoi curarti, Gustaf. - Forse dovrei lasciare tutto.

Ce ne andiamo a Parigi. Mia cara.

- Cosa hai fatto ieri? - Lo sai.

No, non lo so.

Senza di te non sarei sopravvissuta. Baci, Suzanne.

Mi sono visto con Suzanne, è vero.

È in Svezia per il suo libro. Sono stato alla conferenza e me l'ha dato.

- E vi siete rivisti? - No, non ci siamo rivisti.

- Ma perché non me l'hai detto? - Sapevo come avresti reagito.

- Come? - Esagerando.

Ti incontri con una donna con cui sei stato fidanzato, alle mie spalle...

credo di avere tutto il diritto di reagire.

Assolutamente, dovevo dirtelo. Ma Suzanne è stata una parte importante della mia vita,

per questo ci siamo visti.

- Ora però la smetti. - Non sai cosa dici.

Anni fa lei ti ha distrutto la vita. Quando ti ho conosciuto eri depresso.

- Dammi il libro. - No.

- Non voglio che la vedi. - Sì, ho capito. Dammi il libro.

Dillo, allora.

- Dammi il libro. - Dillo. Dillo, dillo!

- Perché state gridando? - Ciao piccole. Non stiamo gridando.

Pensavate questo? Parlavamo un po' ad alta voce.

Andiamo di sopra a giocare? Chi arriva primo?

Traduzione di Hanna Lise

EPISODIO 17 La domanda da diecimila corone

Sì, io... sento degli impulsi, facendo...

come se non fossi io ad avere veramente il controllo.

- Sente delle voci? - No, non è così, ma...

si tratta di desiderare gli uomini.

- Ha messo in atto questi desideri? - Sì.

- E come si sente al riguardo? - Mi sento colpevole, provo vergogna.

Verso mia moglie che ha un marito pervertito.

So che Gustaf non è così.

C'è una cosa chiamata schizofrenia, per cui uno manifesta più personalità.

Sì, ma è diversa da quello che mi sta descrivendo lei.

- Cosa può aiutare mio marito? - Terapia di conversazione.

Anche i medicinali possono ottenere qualche effetto. Sarà necessario un grande sforzo.

Mi serve aiuto adesso. Non posso più vivere in questo stato.

Si sente molto depresso?

Molto.

Ha mai desiderato di togliersi la vita?

Sì, nei momenti più bui.

Allora il trattamento elettroconvulsivo potrebbe essere un tentativo.

- Elettroconvulsivo? - Normalmente si chiama elettrochoc.

- È troppo rischioso. - È un buon rimedio contro la depressione.

Il fratello di Alicia Karlund l'ha fatto ed ora è rinchiuso a vita.

Non riesce a mangiare da solo.

- Non stava male prima? - Sì, ma ora sembra l'ombra di sé stesso.

Potresti non essere più te stesso.

Non vorresti conoscere il nostro bambino?

Tentiamo prima con la terapia e le medicine.

Qui c'è il resoconto di Bella Italia. Sfortunatamente, siamo in perdita.

All'inaugurazione abbiamo registrato il tutto esaurito.

Ma la settimana è andata male.

Ma cosa è andato male?

- I costi sono troppo alti. - Prodotti più cari e maggiore spreco.

- Le materie prime le indichi come spreco? - Sì, se non vengono utilizzate nel menù.

Mi sembra forzato. Questa settimana proporremo la pasta e nuovi contorni.

- Allora l'ha cambiato adesso. - Avresti dovuto chiedere a Calle prima.

- Certo, ora deve rigirare la frittata. - Ma è vero!

- Vuoi farci scontare i giorni andati male? - Non servono resoconti per questo.

Hai invitato una persona che abusa di sostanze.

Parla di Borchert. Borchert non abusa più di sostanze.

Sì, invece.

Comunque, agli invitati Bella Italia è piaciuta.

Ci siamo fatti pubblicità gratuita sui giornali.

Non possiamo assolutamente considerarlo una perdita.

Abbiamo registrato una per... Nina disse che non avremmo speso tanto.

Basta! Nina gestisce il club nel modo che ritiene più adeguato.

Oscarshof deve smetterla di fare concorrenza. Dovrete usarlo per qualche altra cosa, va bene?

- Perché non hai detto niente? - Che dovevo dire?

Nina mi ha accusato di aver falsificato il resoconto.

- Potevi dire qualcosa. - Sì, certo, ma potevi chiedere prima a Calle.

Potevi dirmelo stamattina quando l'hai letto!

- Non l'hai letto. - Non nei dettagli.

Tu... non riesco a crederci!

E accetti questa cosa di cambiare il tipo di locale con l'Hofvet. Ma perché?

Ne parliamo stasera.

- Sì. Terreno con casa, 2.500 corone. - Christina, tocca a te.

- Norrmalmstorg! La migliore strada. - Vuoi comprarla?

- Quanto costa? - 8.000. Oh, ce li hai.

- Potrò gestire il club come voglio. - Bene.

Tutto questo grazie probabilmente a Bella Italia.

- Non starai imbrogliando adesso? - Ma no!

- Come mai non lavori stasera? - Ho preso la serata libera... per stare con te.

- Vediamo"Lascia o raddoppia"? - Non è possibile. Non abbiamo la TV.

Perché non avete la TV?

Non la guardiamo.

Mi manca "Lascia o raddoppia".

So dove possiamo vedere la TV.

- Sono felice del nuovo lavoro. - Ti pagano di più?

Non abbiamo parlato di stipendio. Non lo so.

- Dovresti guadagnare di più. - Eh, sì... chiederò a Britt Gahn.

Allora puoi prendermi una bicicletta nuova?

Un produttore di Radiotjänst voleva proporci qualcosa.

- Un programma in radio? - No, in TV.

Un nuovo programma di cucina. Verrà in settimana e ci spiegherà.

- Non voglio andare in TV. - Sì, per favore!

- Per favore! - Vedremo.

Una competizione di tutti contro tutti, con Lennart Hyland a far parte della giuria.

C'è tanta gente!

Aspetta, dammi il tuo ombrello.

Ma pensa, Margareta. Guarda un po' dove ci incontriamo.

A Christina piace tanto "Lascia o raddoppia".

- Chi è il tuo preferito? - Ulf "Hajen" Hannerz.

- Quello che sa tutto sui pesci? - I pesci d'acquario.

- Sta cominciando! - Vedi bene?

Che faresti se vincessi 10.000 corone?

Forse comprerei un televisore.

Per l'ultima volta sono lieto di presentarvi Ann- Marie, la nostra padrona di casa,

e l'unico giudice, Mats Rehnberg.

Gustaf! È da un po' di giorni che non ti vedo.

Sono stato a casa con l'influenza.

- Ah. Ti sei ripreso? - Sì, sto bene.

Bella Italia ha avuto un grande successo.

E il nostro Angelo è diventato un vero cameriere, in appena una settimana!

Ne avevo il sentore, anche se ero un po' scettico. Stavo pensando...

Zitto. Puoi stare zitto?

Tre O.P.

Ho capito, non c'è bisogno che aspetti.

"Scusi."

- Ci penso io, vai. - Scusi. Voglio dare una mano...

Non hai capito? Vattene.

Sia gentile, lo raccolga lei.

- Cosa sa Ester? - Non tutto.

Forse è meglio. Presto tornerò a casa.

Posso venire?

Non per molto tempo, una settimana o due.

Vuoi lasciarla?

Non lo so.

Penso di sì.

Credi andrebbe bene tra noi, se lasciassi la tua famiglia?

Pensa a tutto quello che abbiamo passato. Tutto quello che ci siamo fatti.

- Tutto quello che ti ho fatto. - Eppure siamo qui.

Deve pur significare qualcosa.

Lasciami venire a Parigi, vediamo come va.

Eh?

Lasciami venire a Parigi. Mi porti a Parigi?

E va bene! Vieni a Parigi!

In ogni programma seguiamo il lavoro di uno chef

mentre prepara un piatto, come ad esempio, la sogliola gallese.

- Quanto dura il programma? - Mezz'ora.

Poco.

La sogliola deve stare molto tempo in forno.

Disponiamo di piatti cucinati in diversi stadi.

Metti il piatto nel forno, ma in realtà ce l'abbiamo già pronto.

- Sarà molto costoso. - Non si useranno prodotti costosi.

- È con l'aragosta. - Non devi preoccuparti.

- Non posso avere gente che traffica qui. - Non succederà.

E non ho nemmeno il tempo.

Non si farà nella tua cucina.

Abbiamo una cucina in uno studio televisivo.

Ti concederanno il tempo per farlo. Peter capirà che è un modo per fare pubblicità.

Ci penserò. Ora torno al lavoro.

- Gli parlerò io, andrà bene. - Mi fido di te.

Oh, meno male che sei qui. Styrbjörn Hansen di Radiotjänst.

- Helga Löwander. - Buongiorno, signora Lowander...

- Avete un ristorante fantastico! - Grazie.

- Ci sentiamo presto. - Certo.

Radiotjänst vuole Calle per un programma di cucina in televisione.

Dovrai comprare un televisore.

No, sono bruttissimi e non saprei dove metterlo.

Mamma, vivi sola in 250 metri quadri. Penso troveresti un posto dove metterlo.

- Perché? - Non mi piace.

- Non ti piace? - No.

- Angelo, non riesco a crederci. - È vero.

Ho visto tanti camerieri nella mia carriera.

Angelo, hai un talento naturale per questa professione.

- Ti rendi conto di quello che stai dicendo? - Voglio comunque smettere.

Ma caro...

È come se Mozart dicesse:

"Voglio smettere di comporre. Sono stufo di comporre capolavori immortali".

- Voglio ricominciare a fare il lavapiatti. - Questo discorso non lo voglio sentire.

- Cercherò un altro lavoro. - Ma perché? È successo qualcosa?

- Qualche ospite ha detto qualcosa? - No, me ne vado e basta.

Hai sentito qualche ospite parlare male di Angelo?

No.

Vuole licenziarsi come cameriere. È convinto. Ma è bravo, però.

- Forse non ha voglia di lavorare. - Se sei capace, ti viene anche voglia di lavorare.

Angelo è adulto. Deve poter decidere per se stesso.

Comunque l'ho convinto di prendersi una settimana libera.

Ethel... ho accettato il lavoro di segretaria per la consigliera.

Congratulazioni! Segretaria per il Consiglio!

- Oh, segretaria per il Consiglio... - Sì.

- Sono venuta per le dimissioni. - Sì.

Beh? È tutto quello che hai da dire a Maggan che ha lavorato qui per...

13 anni.

- Che dovrei dire? - Che ne so... tipo... congratulazioni.

- Quando inizi? - Immediatamente.

Ethel, sarai felice di perdere personale.

Come si dice... l'unica vera gioia è godere della sfortuna degli altri.

Ethel, ce la faresti, qualche volta, a non pensare solo a te stessa?

Giusto per vedere come ci si sente.

Che cosa ordini? Facciamo un aperitivo?

- Ne dividiamo uno, magari? - Non so...

- Buonasera. - Buonasera, cara collega.

- È l'ultima volta che ci servi, vero? - Sì. Ho appena dato le dimissioni.

Non è stato facile.

- Dimettersi? Non dirmi che ti stai pentendo. - No, ma sono un po' nervosa.

Sarà un bel cambiamento.

Britt è molto felice, sappilo.

Vieni a vedere l'ufficio domenica. In genere sono sola.

- Ti faccio fare qualche giro. - Con piacere. Ci vedremo lì.

Allora rimaniamo così. Però basta con queste formalità.

Ha scelto cosa ordinare?

Ciao. Che fai?

Sto controllando alcune fatture.

- Andiamo a casa? - No, devo finire qui.

Stavo pensando all'Hofvet.

Non credo dovremmo rinunciare così facilmente.

No...

La tipologia del locale ci è costata tempo e denaro.

Ora bisogna licenziare band e personale.

Ci riuniremo di nuovo con Helga e la convinceremo di quanto sia stupido farlo.

- Non dovremmo, Ester. - Sì.

Sì?

Scusa... scusi direttore, ma un ospite chiede di lei.

- Chi? - Åke Hörnberg.

Cos'è questo?

Un momento.

- Che ci devi fare? - Ester.

Sei un figlio di puttana. Volevi sparire senza dire niente!

- Non mi interessa niente se mi sentono! - Calmati!

Devono sapere tutti che razza di porco sei!

- Prenditi i biglietti e vattene dove vuoi! - Smettila.

Lo sanno che vuoi fare? Vuole lasciare me e le mie figlie!

Lasciami!

- Calmati adesso. - Sono calma.

- Vuoi lasciarmi? - Ne parliamo più tardi a casa.

- No. - Sì.

No, dobbiamo parlarne adesso. Vuoi lasciami?

- Ne parliamo dopo. - No.

- Vuoi lascia... - Sì, voglio lasciarti! Adesso lo sai!

Per favore, puoi andare a casa ora?

No, non voglio.

Non puoi.

- Ti porterò via le bambine. - No, non puoi farlo.

- Sì, lo farò. - No.

Per favore, pensaci...

- Vai a casa. - No.

- Vai a casa. - No.

Lasciami e vattene!

Mi porterò via le bambine e le salverò dalla tua famiglia pazza.

- Per favore, vattene. - Avete sentito?

Puoi andartene?!

Sì, me ne vado.

In cosa consiste, in pratica?

Riposerà in una camera dell'ospedale, poi le daremo un calmante.

Metteremo degli elettrodi alle tempie.

Avrà una protezione in bocca per non danneggiare denti o ferirsi la lingua.

E perché?

La corrente provoca una crisi epilettica.

Dopo riposerà e il giorno dopo tornerà a casa.

Potrebbero esserci effetti secondari?

Una temporanea perdita di memoria.

Mal di testa. Ma passeranno presto.

Ho saputo di persone che hanno riportato danni permanenti.

Sono stati fatti dei danni in passato, ma la tecnica è migliorata tanto.

E funziona contro... la perversione?

Non ho mai trattato omosessuali con l'elettrochoc.

Ma il suo disturbo causa depressione, disadattamento sociale ed eccessiva libido.

Quindi è molto probabile sortirà qualche effetto in quel senso.

Quando iniziamo?

Ciao, Margareta. È stato facile venire? Entra.

Dovrai rifornirti di carta, penne. Il custode ne ha tante.

Fanne richiesta in tempo, sono molto lenti.

Ecco il tuo ufficio.

- Che te ne pare? - È bello.

Ecco il ciclostile. Sai usarlo?

No, non questo apparecchio.

Quando hai bisogno di fare presto è meglio pensarci da soli.

- Grazie. - Ferma questo qui. Alza qui.

- Tiri dietro la leva, carichi la carta. - Così?

Rimetti a posto la leva, chiudi il coperchio.

Basta girare la manovella.

Facile, eh? Il tuo primo documento da segretaria del Consiglio.

Non ho ancora iniziato.

Qui sto io.

Bello. Si vede che è lei che comanda.

- Come devi chiamarmi? - Consigliera sociale.

No, devi darmi del tu. Qui tutti ci diamo del tu.

No, ferma, aspetta. Non puoi andare in giro con le dita blu.

La gente penserà che ti hanno picchiata.

- In genere picchi il personale? - In genere sì, ma meglio non dirlo.

Con quale frequenza? Una volta alla settimana?

- Hai sentito parlare della mia ex-segretaria? - No.

Bene.

Non so come sei come capo. Potresti essere un mostro.

No, non sono un mostro.

Permesso?

Ciao, Arne. Margareta comincerà a lavorare per noi.

- Ah, sì, benvenuta. - Scusa, ho le dita blu.

Britt ti ha mostrato il ciclostile. Non verrà via facilmente.

- L'ultima volta siamo stati davvero bene. - Sì, il cibo era ottimo.

E della bella gente.

- Svante è stato molto bravo a cucinare. - Sì, è un vero chef.

L'insalata di patate francesi era...

Gustaf, è uno scandalo! Peter e Ester. Non puoi capire!

Ester gli ha tirato in faccia dei biglietti del treno, così!

Un biglietto del treno in faccia a Peter. Il direttore se ne va a Parigi?

Io non so niente.

- Vuole lasciarla. - Cosa? Tranquillo. Calmati.

Parlo io con Peter.

La prossima settimana sarò assente giovedì e venerdì.

- Adesso? - Giovedì e venerdì. Calmati.

Ciao. Volevo solo scusarmi per il mio comportamento al bar.

Nessun problema.

- Riguardo quello che è successo prima... - Non è successo niente.

Sì, sì! È stata colpa dell'alcol. Mi farò curare, così non accadrà più.

- Angelo, Roos dice che vuoi dimetterti. - Sì.

Angelo, sei bravo. Scrupoloso, veloce, piaci agli ospiti.

Sarebbe un peccato se rinunciassi.

Puoi spostare la sedia?

Sì, puoi metterla sul davanzale.

No, è troppo grande.

Proviamo qui.

- È così brutta. - Vuoi coprirla col telo?

Devo nasconderla in qualche modo. Perché la scatola deve essere così grande?

Possiamo provare con i fiori.

Oh, grazie, Inger. Ora va meglio, grazie.

- Mamma, starò via qualche settimana. - Qualche settimana? E dove andrai?

Al continente.

Ester ed io dobbiamo separarci per un po'.

Sì, ho sentito della litigata che avete avuto al ristorante.

Sembravate fatti l'uno per l'altra.

Sì, mamma, ma forse non è proprio così.

E chi si occuperà di tutto mentre sei via?

- Ti va di farlo? - Sì. Ma devo dire che sono sorpresa.

In passato, sembrava che tu ed Ester voleste sbarazzarvi di me.

Cosa farai?

Vado a Parigi, con Suzanne.

- Suzanne Goldstein? - Sì, abbiamo ricominciato a frequentarci.

- Quindi lascerai Ester per Suzanne? - Non lo so, non c'è niente di sicuro.

Mah...

non avrei mai pensato di dirlo, ma mi dispiace per Ester.

Suzanne è il mio grande amore. L'unico.

Lo so.

- Ma non è sicuro che sarai felice. - No, ma devo provarci.

Di qui. Buongiorno.

- Eccoci arrivati. Lui è... - Per Sjöstedt, direttore di programmazione.

- Carl Svensson. - Nina Löwander.

Beh, visto quanto ci è costato, vediamo di farne qualcosa di buono.

Sì, assolutamente. Andiamo a dare un'occhiata?

Questa è solo una prova?

Sì, la prima puntata andrà in onda la settimana prossima.

Svensson, ti posizionerai qui e guarderai in quella telecamera.

- La luce è forte. - È un po' come stare a teatro.

Però di fronte a migliaia di persone in tutto il paese.

- Beh, Astrid... - Sì?

Giovedì e venerdì sarò fuori città.

Ah, sì?

Per conto del ristorante.

Devo fare alcune commissioni a Malmö e a Copenhagen.

- Non ti preoccupare, non ci saranno festini. - Non è per quello.

Ma ultimamente non sei stato tanto bene. Sei sicuro di voler lavorare?

Astrid, sto bene.

Prego, inizia pure!

Oggi faremo una bistecca alla marinara.

- Scusate, possiamo ripetere? - Taglia.

- Ho avuto un blocco. - Nessun problema!

Guarda direttamente in telecamera. Calle, non guardare i prodotti.

Prego, iniziamo!

Oggi prepareremo una bistecca alla marinara, un classico della cucina.

Per questo serviranno carne,

cipolle, patate e spezie. E ce li abbiamo tutti.

Iniziamo dunque affettando le patate.

Grazie, andiamo avanti.

- Cosa? - Prosegui.

- Con cosa? - Con la bistecca alla marinara.

- Scusate, possiamo... - Taglia!

- Sta andando male, no? - No. Devi solo tranquillizzarti.

- Forse devo cercare qualcun altro. - Peccato. Il ragazzo sembra in gamba.

- Ci speravo per Svensson. - Fammi sapere quando avrai un altro nome.

- Pensa di parlare con me. - Con te?

Siamo in cucina a casa e io sono una frana in cucina.

Non è difficile, in effetti.

Puoi offrirci una bistecca alla marinara per un bell'evento?

Sì, penso di sì.

In questo caso non dovresti avere marinai più raffinati? Un ufficiale o un capitano?

No, il buon cibo si apprezza tanto in un castello quanto in galera.

Come potete vedere, mio marito non è solo uno chef...

- Sigurd Nilsson del Continental per il programma. - Ce l'abbiamo il programma.

- Quei due insieme fanno il programma. - La quantità è giusta?

- Pensavi a qualcosa di speciale? - Forse.

Scusate, stavamo solo chiacchierando. Devo...?

Abbiamo visto abbastanza.

- Ciao. - Ciao.

- Pensavo non tornassi a casa. - Sono passato a prendere qualcosa.

Peter, possiamo parlare con calma?

- Scusa. - Non è necessario.

Ieri mi sono comportata in maniera pessima.

Mi...

mi sono comportato da vile.

Scusa.

Ti avrei parlato di Parigi una volta arrivati i biglietti,

ma li hai visti prima.

- Non puoi lasciarmi. - Ester...

Non posso vivere senza di te.

Risolveremo tutto. Ce la faremo, possiamo...

Ester, per favore.

Siamo noi due.

Posso migliorare. Diventerò una moglie migliore.

So che posso essere ostinata.

So che posso essere ostinata e vendicativa.

Siamo fatti l'uno per l'altra.

- Smettila. - Io e te.

No... scusa.

Buongiorno.

Devo andare. Ma tornerò stanotte.

Poi andiamo insieme alla stazione, va bene?

Buongiorno. 1 a 0 per me.

Oh, è tardi, devo andare!

No, rimani qui!

Mia cara...

- Löwander. - Pronto, sono io.

- Ciao. Sei qui? - No, ad Alvesta. Il treno si è fermato.

È successo qualcosa? Farai tardi?

Non lo so. Cosa fai oggi?

Mi vedo con Caroline alla Croce Rossa. Dobbiamo organizzare il mercatino d'autunno.

È successo qualcosa, Gustaf? Non ti senti bene?

- Non lo so... - Amore, dimmelo.

Volevo solo sentire la tua voce. Lo sai che ti amo.

Dove sei? Torna qui, non mi convinci.

Parliamo più tardi, ora devo andare.

Gustaf?

- Roos, sai dov'è andato Gustaf? - So solo che doveva partire due giorni.

- Ha detto dove andava? - No, ma credo dovesse fare delle commissioni.

- Ospedale Rosersberg. - Buongiorno. È lì Gustaf Löwander?

- Chi parla? - Sua moglie, Astrid Lowander.

Un momento.

Signor Löwander, questi sono dei calmanti.

Il signor Löwander fa il trattamento oggi, sì.

- Che tipo di trattamento? - Non posso dirglielo.

- Dovete interrompere il trattamento. - Per telefono è impossibile.

Voglio parlare con von Essen.

- Signor Löwander. Come sta? - Bene.

Per favore, si avvicini al letto.

Dottore, ha un minuto? È importante.

- No, deve aspettare. - Sì, dottore.

Il dottore è occupato. Vuole lasciarmi un messaggio?

Gustaf! Gustaf!

Gustaf.

Che avete fatto?

Niente, signora Löwander. Gli abbiamo dato un calmante.

- Signora Löwander... - Smettete subito!

Signora, suo marito vuole guarire.

Conosco Gustaf meglio di voi. Lo voglio così com'è.

Come vuole lei.

Gustaf, tesoro!

7, 6, 5, 4...

3, 2, 1.

- Benvenuti a "Mio marito, lo chef"... - Guardali, eccoli!

Chef di uno dei ristoranti più conosciuti di Stoccolma.

- Benvenuto. - Grazie mille.

Carl è anche mio marito, il programma non poteva avere titolo più appropriato.

Sì, immagino di sì.

Che divertenti che sono!

Cosa ci insegna oggi, chef?

Beh, è autunno, quindi potrei consigliare un piatto di salmone in salamoia.

Sì? Salmone in salamoia? Ottimo!

Vi mostrerò come pulire e preparare il salmone.

Ma a Nina non piace il salmone in salamoia.

- Non compri filetti già tagliati? - Non è necessario.

Il salmone è facile da tagliare. Nessuna massaia ha bisogno di comprarlo già tagliato.

- Oh, non ci avrei mai pensato. - Non ha mai tagliato il pesce in vita sua!

- Iniziamo a tagliare qui... - Attento alle dita. Ne hai solo dieci.

Sembra più stupida di quello che è. Perché non si comporta normalmente?

Grazie, grazie. Buona serata.

Sembrano felici.

Hanno lasciato 5 corone e 40 ore per un drink!

- Ti penti adesso di continuare a lavorare? - No.

- Roos, me ne vado a casa. - Bene.

- È stata la mia ultima serata qui, perciò... - Sì, e quindi?

Beh, vorrei ringraziarti, Roos, per tutti gli anni passati insieme in sala.

Grazie a te.

Mi hai insegnato tutti i segreti del servire. Sei stato buono e giusto.

Sì, sì. Margareta, prima che te ne vai, devi portare delle tovaglie.

Puoi portarle al salone delle feste, così sono pronte per domani.

- Sì, va bene. - Grazie.

Pensavi di andartene a casa così?

- Come avete fatto a tenerlo segreto? - Non ci saremmo riusciti senza Roos.

Che imbroglione!

Margareta, come piccolo ricordo dei nostri tempi passati insieme,

voglio consegnarti questo.

È un opuscolo che Margareta distribuì qui nel 1946

per invitare il personale ad iscriversi al sindacato.

Grazie alla tua dedizione siamo riusciti a diventare un ristorante migliore.

- Grazie mille. - Grazie, direttore.

- A Margareta! - A Margareta!

- Quando inizi al Comune? - Giovedì della settimana prossima.

- Verrai a trovarci qualche volta? - Sì.

Non sembri sicura.

- Già sei stufa del nostro cibo? - Smettila. Lo sai.

È difficile farti servire dai tuoi ex-colleghi.

- Ah, Bellan. - Bellan che serve me? Non potrei mai.

Lo sai che devi venire. Mi mancherai.

- Uff, avevo deciso di non... - Ma Ethel...

Anche io sentirò la tua mancanza.

- Con chi parlerò adesso? - Verrò spesso qui e parleremo.

- Promesso? - Sì.

E hai tutti gli altri.

Ma tu sei speciale.

- Dobbiamo dire qualcosa al personale? - No, questa è la serata di Maggan.

Domani riunisco il personale e lo dirò.

- Ciao. - Ciao.

- Posso sapere il tuo indirizzo? - Sì. Chiamerò da Parigi.

Ma te la caverai benissimo.

Questo è per papà.

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