All language subtitles for Il.Comissario.Montalbano

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Original subtitles

- Ma che cazzo ! - Ehi !

Ehi !

- Minchia ! - Che state facendo ?

Fermi ! Carabinieri !

Fermo ! Dammi quel coltello.

Ecco qua.

- Ora ci seguite in caserma. - Io li stavo solo dividendo.

(in siciliano) Mi ha dato un calcio sulla costola

e quasi mi spaccava tutto. - A me in faccia.

No, dobbiamo chiarire le cose.

Vuole fare il furbo ? Adesso viene con noi in caserma.

Mani in vista o la ammanettiamo.

Sono il commissario Montalbano. Abito qua !

- Ora viene con noi così ci spiega chi è.- No.

- Mi stia a sentire. - Appuntato, che succede qui ?

- Nulla, Tenente. Una rissa. - Una rissa.

- Commissario Montalbano ! - Buongiorno.- Che è successo ?

- Ora le racconto. - Portate via questi due.

Stavo prendendo il mio caffè come al solito.

Ho visto questi due sulla spiaggia.

Le offro un caffè ? Venga con me e le spiego meglio.

- Buongiorno, Catarella ! - Buongiorno, Dottore !

Dottore ! La vostra cameriera vuole parlare con voi subito.

Adelina ? Pronto ?

Mi sono presa uno spavento.

Non si può stare tranquilli neanche da lei- Che è successo ?

Un'ora fa mentre ero in cucina ho sentito dei rumori.

Madonna santa !

Ho visto un uomo. Un tipo grande e grosso.

Stava sulla terrazza e ho pensato che fosse un ladro.

Non ti muovere, non fare niente. Sto arrivando.

- Ma che è stamattina ? - Giovedì.

- Giovedì che ? - Stamattina è giovedì.

No, io dicevo che...

Lasciamo stare. Lasciamo stare.

Eccomi, eccomi !

Versi di dolore

Stia tranquillo !

Sono il commissario Montalbano !

- Aiuto ! - Sono il commissario Montalbano !

(urlando) Aiuto ! Aiuto !

Prendi la poltrona e mettila qui in mezzo.

Ecco fatto. Eccoci !

Mi sente ? Ora la libero, a patto che lei non urli.

Va bene ? Okay.

Ecco fatto.

Ahia...

Si è trattato di un enorme equivoco.

Le spiego. Stamattina sono uscito lasciando la portafinestra aperta.

Un ladro si è introdotto.

Mentre vagava per casa lei è apparso sulla veranda.

Il ladro deve averla colpita in testa con qualcosa di pesante.

Lei è svenuto e lui l'ha legato nello stanzino.

Per fortuna è arrivata Adelina, la signora che tiene in ordine casa.

Il ladro è scappato e Adelina l'ha trovata in questo stanzino.

Mi ha chiamato immediatamente e io sono corso. Mi crede ?

- Certo che le credo, ma potrei presentarmi ?- Prego !

Mi scusi, mi dica.

- Mi chiamo Alfredo Virduzzo. - Sì.

Ero venuto in commissariato perché le dovevo parlare.

Il centralinista, un tipo strano, si è messo a parlare, a parlare...

ma non ho capito proprio niente.

Ho capito solo che lei non era ancora arrivato.

Siccome so dove abita, sono venuto a cercarla a casa.

Ha capito ? Ahh ! Che male alla testa !

- Si sente bene ?- La testa mi esplode !- Il telefono !

- Non si muova. - Sto morendo, mamma mia.

- Signora... - Sono Montalbano.

C'è Fazio ? No, Galluzzo.

Digli di venire a casa mia in macchina. Di corsa !

Di corsa ! Bravo.

Mimì, Fazio ? Venite nel mio ufficio.

Salvo, aspettavo proprio te.

Guarda quante pratiche da firmare.

Leva quel sorrisetto sulle labbra che oggi non è giornata.

Novità ?

Per quanto mi riguarda è soltanto un furto di auto.

Io invece avrei una storia curiosa da raccontare.

Raccontamela.

Ieri sera sul tardi è venuto qui un certo Agostino Smerca.

Voleva denunciare un fatto capitato a sua figlia Manuela

una ragazza trentenne abbastanza attraente

che vive con il padre vedovo in una villetta fuori mano.

Lei lavora al Banco Siculo.

Alle 18:30 prende la corriera, fa dieci minuti a piedi e va a casa.

Questo tutti i santi giorni.

Il resto ce lo racconti la prossima puntata ?

Adesso lo racconto.

Cinque giorni fa è scesa dalla corriera

e ha notato una macchina ferma con il baule aperto

con un signore che ci guardava dentro. Non se ne cura e procede.

Superata la macchina, sente un revolver sulla schiena

e poi le mettono un tampone con del cloroformio su naso e bocca.

La "picciotta" sviene.

Un'ora dopo si risveglia in campagna, sola e libera.

Il signor Smerca denuncia il fatto dopo cinque giorni ?

Forse Manuela non voleva che si sparlasse di lei nel paese.

- Il rapitore l'ha violentata ? - No.

- La picchiata ? - No.

- L'ha derubata ? - No.

- Che minchia le ha fatto ? - Niente.

Assolutamente niente.

Si è svegliata con la borsetta e non mancava nulla.

Appena si è ripresa ha chiamato la sorella.

Questo è quanto.

- Hai parlato con questa Manuela ? - Sì.

Appena me lo hanno detto sono andato a casa loro.

- Che ti ha detto ? - Che non poteva riconoscerlo

perché aveva un cappello e degli occhiali da sole.

Non saprebbe dire chi è.

Non sa se era un uomo o un "picciotto" ?

Secondo lei non era giovanissimo.

Chiamala e falla venire qui che ci voglio parlare.

- Non è possibile.- Perché ? - E' partita stamattina.

Galluzzo, che ci fai qua ?

Volevo avvertirla che sono stato al Pronto Soccorso.

Hanno riscontrato solo una forte contusione.

Gli hanno dato un antidolorifico e l'ho portato a casa.

- Mi ha detto che alle 16 passa in commissariato.- Va bene.

- Grazie, puoi andare. - Arrivederci, commissario.

Vai piano, animale !

- Buongiorno ! - Dottore !

- Enzo, tutto a posto ? - Buongiorno, commissario.

- E' successo qualcosa ? - Sì.

Me ne vuoi parlare ?

Se mi dedicate 15 minuti, vi spiego tutto.

- Sì, dimmi subito.- No. - Perché ?- Prima deve mangiare.

- "La minchia non vuole pensieri." - Allora portami da mangiare.

- Era tutto buono ? - Sì, siediti e racconta.

Questa storia è di sei giorni fa. La sera dell'ultimo di agosto.

Mio fratello Giovanni me l'ha detto solo ieri.

Giovanni aveva una figlia, Rosalia. Una "picciotta" a posto.

Lavora come cassiera alla banca di credito.

E' stata rapita e rilasciata senza che le fosse fatto nulla ?

- Sì, come lo sapeva ? - Un caso simile il giorno dopo.

Voglio parlare con tua nipote.

E' qui. L'ho chiamata quando mi ha detto che poteva parlarmi.

- Falla venire qui, però ci voglio parlare da solo.- Non mi dispiace.

- Commissario... - Prego, accomodati.

E' stata una brutta esperienza. Te la senti di raccontarmela ?

Stavo tornando a casa. Ero stata al cinema con un'amica.

Ero in macchina da sola.

Mi sono risvegliata due ore dopo poco fuori Montelusa.

Non avevo subito violenze. Nemmeno un livido o un graffio.

Non mi era stato rubato nulla.

L'hai visto in faccia ?

Sì, ma aveva un cappello, una sciarpa degli occhiali scuri.

Non saprei descriverlo.

Secondo te che età aveva ?

Era maturo. Ne sono certa. Non si muoveva come un giovane.

Hai avuto modo di capire se era eccitato sessualmente ?

Non lo era per nulla. Credo che avesse paura.

- Paura di che ? - Di quello che stava facendo.

- Chi ne vuole ancora ? - Io. E' buonissima.

- Anche io. - Vai.

Scusami, Salvo...

Se non c'eravamo noi due, questa pasta la mangiavi da solo ?

- C'è qualcosa di male ? - No, per carità.

Tornando a noi...

C'è una cosa che mi ha detto Rosalia che mi ha fatto pensare.

Secondo lei il sequestratore era spaventato per quello che faceva.

- Spiegati meglio. - Significa due cose.

La prima è che il sequestratore è un novellino.

La seconda è che c'è qualcosa che lo spinge a farlo.

Vale a dire che potrebbe agire per conto terzi obbligato a farlo ?

Esatto. C'è qualcosa che lo obbliga a fare questi sequestri lampo.

Questi sequestri potrebbero essere dei depistaggi.

- Esatto. - Noi come ci comportiamo ?

Non lo so, però abbiamo un grande vantaggio.

I giornalisti non sanno niente e in paese non se ne parla.

Perché è un vantaggio ?

Secondo me, il sequestratore voleva fare tanto rumore con i rapimenti.

Il silenzio potrebbe spingerlo a fare qualcosa di grande rumore.

- Un altro sequestro. - Per esempio.

A differenza degli altri due, questa volta durerà qualche giorno

così la famiglia ci chiederà aiuto. - Esatto.

Speriamo che faccia qualche passo falso.

Signori... Alla pasta "incaciata" di Adelina.

E' un vero capolavoro.

Un po' di anni fa è successa una cosa simile qui a Genova.

Io andavo ancora al liceo.

- Raccontami. Non mi ricordo molto.

Era un maniaco impotente.

Anche lui storidiva le donne.

Si eccitava quando perdevano i sensi e lui poteva odorarle le mutandine.

Che c'è ? - Non sembra il nostro caso, sai ?

Perché ? - Non lo so... Così.

Che significa ? - Così, a istinto.

Tu le indagini le fai "a istinto" ?

Fatti, prove, verifiche... Queste cose hanno un senso per te ?

Ma che c'entra ? Certo che hanno senso.

Solo che l'istinto... Mi fai innervosire.

Adesso devo andare. Ci sentiamo domani.

Ma vedi tu...

Squillo del telefono

- Chiedimi scusa. Scusa.

Certo che con l'età diventi permaloso.

- Ognuno ha i suoi difetti. Con l'età sei peggiorato.

- Devo riattaccare ? Buonanotte, Salvo.

Buonanotte, amore.

- Buongiorno. - Buongiorno, commissario !

- Novità ? - No... Ah, quasi mi dimenticavo !

Ho fatto accomodare il signor Pitruzzo nel suo ufficio.

Hai fatto bene. Non si chiama "Pitruzzo", ma "Virduzzo".

- Pitruzzo. - Virduzzo.- Pitruzzo.

Non importa. Catarì... Virduzzo.

- Pitruzzo. - Vaffanculo.

Signor Virduzzo, buongiorno.

- Buongiorno, commissario. - Stia comodo.

- Come va la testa ? - Meglio, molto meglio.

Grazie, commissario. Mi scusi per ieri.

Ho preferito restare a casa per riposare un po'.

- Penso di aver fatto bene. - Ha fatto benissimo.

- Mi dica. - Io le volevo dire...

Squillo del telefono Scusi un attimo.

- Pronto ?Sono in Via dei Fiori in un negozio di antiquariato.

C'è stato un incendio doloso. Forse è meglio che venga.

Non te la puoi cavare da solo ? Ho da fare.

Sarebbe meglio che venisse anche lei.

- Ci sono complicazioni ? Se viene, le spiego.

Va bene. Arrivo.

- Mi scusi, un'emergenza. - Ci mancherebbe.

- Vuole ripassare nel pomeriggio ? - Va bene per le 18 ?

- Perfetto.- Grazie. - Venga, faccio strada.

- Commissario. - Fazio, perché mi hai chiamato ?

Non l'avrei chiamata se non fosse qualcosa di serio.

Andiamo di sopra così le spiego.

Le faccio strada.

- Vive in questo appartamento sopra il negozio ?- Sì.

- Come si chiama ? - Marcello Di Carlo.

- Anche il negozio è suo ? - Sì.

Lui non c'è ?

No, il commesso del negozio dice che non si vede da tre giorni.

- Quanti anni ha ? - Una quarantina.

- Maritato ? - No, non ha parenti stretti.

- E' figlio unico. - Ti ha detto altro ?

Mi ha detto che è un bel tipo, un gran "femminaro".

Ha passato agosto a Lanzarote con la sua ultima fiamma.

Una settimana fa, il 31 agosto, è tornato qui.

- Come si chiama ? - Chi ?- Il commesso.

- Filippo Caruana. - E' qua ?- Certo.

- Ci voglio parlare. - Va bene.

- Il signor Caruana. - Buongiorno.- Buongiorno.

Sono il commissario Montalbano. Quando avete riaperto il negozio ?

Il primo settembre. Marcello era tornato il giorno prima dalle ferie.

Ha notato qualcosa di strano ?

- Era più allegro del solito. - Perché ? Di solito come è ?

Prima... era sempre nervoso e preoccupato.

Qui le cose non andavano proprio bene.

Si spieghi meglio.

Negli ultimi mesi il negozio ha avuto un calo di vendite.

E poi... Mi disse che la mafia gli aveva raddoppiato il pizzo.

Per quello che sa, Di Carlo pagò ?

No.

Prima di partire per le Canarie mi disse che non avrebbe pagato.

Aveva già ricevuto minacce telefoniche.

Lei mi ha detto che tornò contento e felice...

Marcello è tornato... come si può dire ?

Euforico.

Il motivo me lo disse lui stesso.

Era innamoratissimo di una ragazza.

Mi disse che con questa ragazza la storia era molto seria.

- L'aveva conosciuta in vacanza ? - No, me ne parlò già a giugno.

Si sono conosciuti qui a Vigata.

Lei aveva prenotato luglio e agosto a Tenerife

mentre lui solo agosto a Lanzarote.

- Si sono riuniti. - Sono tornati insieme ?

- Non lo so per certo, ma penso di sì.- Perché ?

Marcello ha cambiato abitudini. Il negozio chiude alle 20.

Da quando è tornato, va via alle 18:30. Alla chiusura bado io.

- Lei pensa che dedichi il tempo alla ragazza ?- Sì.

Lei conosce il nome della ragazza o l'indirizzo ?

No, so solo quello che le ho detto.

- Conosce qualche suo amico ? - Uno solo... Giorgio Bonfiglio.

Viene sempre qui a trovare Marcello.

Che io sappia, è il suo migliore amico.

Giorgio Bonfiglio. Di Carlo possiede un'automobile ?

Una Porsche Cayenne. La tiene in un garage a due isolati da qui.

- Hai controllato ? - Sì, ma la macchina non c'è.

Tre giorni fa l'ha presa ed è sparito. Ho la targa.

Grazie mille, signor Caruana.

- Se ha notizie, ci faccia sapere. - Certo, arrivederci.

- Che ne pensa ?- Può darsi che sia a spasso con la "picciotta".

Se non è così, lei si farà viva con noi per avere notizie.

- I pompieri che dicono ? - Che l'incendio è doloso.

Hanno sparso benzina e hanno appiccato il fuoco.

- Hanno forzato la porta ? - No, era già aperta.

- Dentro però non c'era nessuno. - I casi sono due.

O non c'è rapporto fra incendio e sparizione...

oppure il rapporto c'è ed è strettissimo.

- Chi ha appiccato il fuoco può aver rapito Marcello.- Sì.

- Non potrebbe essere stato lui stesso ?- Cioè ?

Le cose vanno male, dà fuoco al locale, incassa i soldi

e dà la colpa alla mafia. - Può essere.

Non sappiamo niente di lui. Dobbiamo saperne il più possibile.

In commissariato rintracci Bonfiglio e lo fai venire per le 16.

- Sì. - Va bene.

Bussano alla porta Avanti !

- Disturbo ? - Mimì, vieni.

- Novità ? - Sì.

Una macchina bruciata stanotte.

Siccome mi era stato denunciato un furto, sono andato a controllare.

La macchina era una Mitsubishi con un grande bagagliaio.

Io di questa macchina rubata me ne STRACATAFOTTO.

In questo caso sbagli.

Perché ?

La macchina bruciata era quella rubata.

Però chi gli ha dato fuoco ha lasciato intatto il bagagliaio

dove ho trovato qualcosa di curioso.

Cioè ?

Un cerchietto di metallo per capelli ricoperto di stoffa.

Ho pensato una cosa...

Ma se il rapitore di "picciotte" avesse utilizzato quella macchina ?

Tu che hai fatto ?

Ho chiamato la scientifica, li ho aspettati e sono tornato a casa.

Oggi pomeriggio mi fanno sapere.

Mimì, tu sai quanto mi costa dirti quello che ti sto per dire.

Cionondimeno, io ti devo dire...

bravo, sei stato bravo.

No, Salvo. Ti prego, fermati qua e non ti sforzare.

Non sia mai ti venisse un'ernia.

Ecco.

- Commissario, il dottor Bonfiglio. - Fallo entrare.

- Buongiorno. - Grazie di essere venuto.

Si accomodi.

Senta, come è nata la sua amicizia con Di Carlo ?

Ci siamo incontrati dieci anni fa a una cena di amici comuni.

Malgrado la differenza di età, siamo diventati amici.

- Lei è sposato ? - No, commissario.

Sono quello che si usa chiamare "uno scapolo impenitente".

- Di Carlo si confida con lei. - Certo.

Forse per la mia età sono diventato un po' il suo confessore.

Il suo consigliere.

Gli ha detto che la mafia gli ha raddoppiato il pizzo ?

- Sì. - Che consiglio gli ha dato ?

Pagare senza discutere. A quanto pare non mi ha ascoltato.

Perché gli ha dato questo consiglio ?

Senza voler offendere nessuno...

In primo luogo perché mi sembra che sia voi che i Carabinieri

siate impotenti di fronte al pizzo.

In secondo luogo ?

Non si trattava di un raddoppio, ma di un leggero aumento.

Marcello diceva che valeva come un raddoppio.

Secondo lei incendio e sparizione sono legati alla mafia ?

Mi sembra una deduzione del tutto logica.

Dopo la sparizione di Marcello, gli altri commercianti

si metteranno al sicuro sottostando alle loro richieste.

Quando l'ha visto l'ultima volta ?

Due giorni prima che partisse per le vacanze.

Il 29 luglio.

Mi disse che sarebbe rientrato il 31 agosto.

Quando è tornato non vi siete visti ?

No, sono rientrato l'altro ieri da Palermo.

- Affari ? - No, mia sorella è molto malata.

- Sono andato ad assisterla. - Vi siete sentiti per telefono ?

Sì, due o tre volte, mi pare.

- Le disse che era innamorato ? - Eccome.

Mi chiamò apposta da Lanzarote per dirmelo.

Me lo ha ripetuto pure nell'ultima telefonata.

Diceva che si trattava di una cosa seria.

- Lo trova divertente ? - Sì, commissario.

Da quando lo conosco, sarà la quarta volta che lo dice.

Ogni volta ci crede davvero. Parla di matrimonio, di figli...

Gli viene la febbre. Poi un bel giorno passa e guarisce.

Le disse il nome della ragazza ?

No, non me lo disse.

Le altre volte mi diceva tutto. Nome, cognome, indirizzo, qualità...

- Questa volta niente. - Non le sembra strano ?

Sì, gli chiesi il motivo della sua reticenza

e lui mi disse che me lo avrebbe detto al rientro.

Sarebbe stata una sorpresa.

Forse perché lei conosce già la ragazza.

E' possibile.

Effettivamente negli ultimi anni ho frequentato diverse ragazze.

Che lavoro fa ?

Sono rappresentante esclusivo di gioiellerie famose nel mondo.

Io mi sono fatto l'idea

che Di Carlo conduca una vita superiore alle sue possibilità.

Non si sbaglia. E' alquanto indebitato.

Con le banche ?

Non solo purtroppo. Anche con qualche strozzino.

- Le ha mai chiesto soldi ? - Sì, glieli ho dati.

Somme considerevoli ?

Preferirei non rispondere, se posso.

- Glieli ha restituiti ? - Sì, in parte.

Ho capito. Per il momento è tutto.

Se Di Carlo si dovesse far vivo, ce lo faccia sapere.

Certo.

- Grazie mille. - Arrivederla, commissario.

Questo caso è più difficile di quello che sembra.

- Salvo. - Mimì.

La scientifica nel bagagliaio oltre al cerchietto per i capelli

ha trovato un anello.

Questo cerchietto dovrebbe essere di Manuela.

- Questo anello dovrebbe appartenere alla nipote di Enzo.- Come lo sai ?

Me l'ha detto Enzo quando sono andato a mangiare.

Ti do un compito che dovrebbe piacerti.

Fai vedere questi sacchetti alle due ragazze.

Se riconoscono gli oggetti, la macchina è del rapitore.

- Vado. - Aspetta, Mimì.

Prima ti devo chiedere una cosa.

- Nel tuo passato di puttaniere... - Mai frequentato "bottane".

Nel tuo passato di "femminaro", va meglio ?

- Sì.- Hai mai incontrato un tale Bonfiglio ?

- Giorgio Bonfiglio ? - Sì.- Sì, certo.

- E' affidabile ? - Nel lavoro che fa è inappuntabile.

Nella vita dice molte furfanterie. E' un grande giocatore di poker.

Gli piace molto bluffare.

- Vado ? - Vai.

Andiamo.

Mi scusi, perché ha chiesto informazioni su Bonfiglio ?

Caruana disse che Di Carlo gli parlò di questa ragazza prima di giugno.

Sì, invece Bonfiglio ci disse che seppe di lei

da una telefonata che Di Carlo gli fece in agosto.

Ti sembra normale che Di Carlo parli di questa "picciotta" con il commesso

e non con "l'amico del cuore" ?

- E' strano. - Questo ci porta a due spiegazioni.

Di Carlo parlò effettivamente a Bonfiglio della "picciotta"

però Bonfiglio non vuole farcelo sapere.

La seconda è che Di Carlo non gliene parlò.

Sì, ma perché ?

Temeva una reazione di Bonfiglio ? Perché ?

Squillo del telefono

- Pronto, Catarella ?Dottore, ha telefonato il signor "Pitruzzo".

Non può venire alle 18.

- Ha mal di testa. - Ah.

Va bene, grazie.

Squillo del telefono Dimmi, Catarella.

C'è uno al telefono che chiede aiuto, ma non lo capisco.

Chiede aiuto ? Va bene, passamelo. Uno che chiede aiuto.

(telefono) Aiuto, aiutatemi !

Sono il commissario Montalbano. Mi dica.

- Che succede ? Sono confuso.

Come si chiama ?

- Maugeri. - Maugeri.

- Dove abita ? - Ficarra. Contrada Ficarra.

Signor Maugeri ?

(in siciliano) Signor Maugeri, siamo qui.

Aiuto ! - Signor Maugeri !

Sono qui, aiuto !

- Sfondiamo la porta. - Faccio io.

Signor Maugeri, stiamo arrivando !

Aiuto !

Mia figlia Luigia finisce di lavorare alle 16:30.

Durante la giornata, bada a me una cameriera di nome Grazia.

Dove lavora sua figlia ?

E' impiegata alla Banca Cooperativa di Vigata.

Oggi mi ha chiamato alle 16:35 per dirmi di lasciare libera Grazia.

Mi disse che stava arrivando, ma mi ha lasciato da solo !

Non poteva chiamarla al telefonino ?

Sì, alle 17:30, ma non rispondeva. Era "muto".

Ho telefonato due o tre volte, ma niente... Mi sono preoccupato.

Mi sono seduto sul letto per salire sulla carrozzina, ma sono caduto.

Per fortuna ho salvato il telefonino.

Sua figlia usa l'automobile per gli spostamenti ?

Sì, ha una Polo bianca.

Una Polo bianca.

Le chiavi sono nel quadro.

Ecco qua.

Cellulare spento.

Portafogli pieno.

Mazzo di chiavi.

Siamo di fronte al terzo rapimento.

- Posso ? - Vieni, vieni.

Rosalia ha riconosciuto l'anello come il suo.

La Mitsubishi è stata utilizzata per il rapimento.

Ho capito, ma il rapitore ha cambiato macchina.

Ho saputo la notizia. Mi sono informato.

Non ci sono state altre denunce di auto rubate.

Può darsi che il proprietario non si sia accorto.

Non riesco a darmi pace per questo terzo sequestro.

- Non è colpa tua. - No.

Però nei primi due i dettagli sono stati identici.

Forse avrei dovuto fare un appello e avvisare le donne sole al volante.

Secondo me è stato un bene che non l'hai fatto.

Si sarebbe diffuso il panico.

Avrebbero linciato chiunque si fosse fermato con la macchina guasta.

Comunque il TG della mezzanotte farà l'appello.

Ti faccio una proposta.

Dato che faremo nottata aspettando le telefonate

adesso torno a casa e ti do il cambio alle 3.

Proposta accettata.

Catarella, vieni un attimo da me.

- Ci vediamo dopo, Salvo. - Va bene.

Sto entrando, dottore.

Che facciamo, passo io o passi tu ?

Non mi permetterei mai. Passo io.

Grazie.

-Comandi. -Catarella, rimango qui fino alle 3.

- Tu a che ora vai via ? - Non vado via.

- Rimango qui finché rimane lei. - Va bene.

Manda qualcuno a prendere panini e birre. Come li vuoi i panini ?

- Uno con il salame e l'altro pure. - Magari anche io. Prendi i soldi.

E' un grande piacere mangiare pane e salame con voi.

Salvo.

- Stavi dormendo ? - Quando mai.

- Sono già le 3 ? - Sì.

- Ci sono state telefonate interessanti ?- No.

Io me ne vado a dormire.

Squillo del telefono

Ci vediamo domani mattina. Rispondo io o rispondi tu ?

Tu, ma metti il vivavoce.

- Pronto ? (telefono) Mi chiamo Roscitano.

Voglio parlare con il responsabile del commissariato.

Montalbano. - Può dire a me.

Sono il vice commissario Mimì Augello.

Sono sceso in garage per prendere l'auto.

Una donna nuda piena di lividi si lamentava davanti alla saracinesca.

Non parla, si lamenta soltanto. Mia moglie l'ha portata in casa.

Signor Roscitano, dove abita ?

Sulla provinciale per Montereale. E' un villa con una torretta.

Buonasera. Sono Roscitano. Venite, lei è su con mia moglie.

Venga, venga.

E' Luigia Maugeri. Chiama la mobile e digli di portare un medico.

Va bene.

Mi dici che ti passa per la testa ?

Quello che mi disse la nipote di Enzo.

"Il sequestratore ha paura delle sue azioni."

Non ho capito.

Per me il sequestratore voleva strangolare la "picciotta".

Gli è mancato il coraggio e si è limitato a prenderla a botte.

- Questo dove ci porta ? - Alla categoria più pericolosa.

Quelle persone che di natura non sono portate a fare del male

ma quando lo fanno sono capaci di tutto per nasconderlo.

Perché ?

Non reggerebbero alla vergogna di essere scoperti.

Andiamo.

Salve, sono il commissario Montalbano.

- Come si sente ? - Un po' meglio.

Le dispiace, se parliamo dell'accaduto ?

Le faccio risparmiare le energie. Le racconto io la prima parte.

Lei mi ferma solo se dico delle stupidaggini.

La seconda parte la racconta lei. Va bene ?

Tornando a casa vede una macchina ferma in mezzo alla strada.

Il cofano è aperto e una persona chiede aiuto.- Sì.

Scende e quando gli dà le spalle, si ritrova cloroformizzata.

- E' così ? - Sì.- Ora tocca a lei.

Mi sono svegliata.

Non so quando, era buio. Ero nuda e avevo male dappertutto.

Non sapevo dove ero e ho cominciato a camminare.

Ho camminato finché ho potuto. Poi sono crollata davanti alla casa.

E' riuscita a vedere in faccia l'aggressore ?

Si fa per dire...

Aveva un cappello sugli occhi e gli occhiali con le lenti scure.

Non parlava.

- Dava ordini a cenni. - Ah.

E' riuscita a capire se si trattava di un uomo giovane o maturo ?

Era un uomo maturo.

- Ha riconosciuto l'auto del sequestratore ?- No.

Mi era totalmente sconosciuta.

Qualcuno le ha detto che questo è il terzo sequestro ?

Hanno sequestrato altre due persone ?

Altre due ragazze, ma su di loro non è stata usata violenza.

Una coincidenza forse, ma anche loro lavorano in banca.

Non so cosa dire. Mi scusi, sono molto stanca.

Ha ragione. Tolgo subito il disturbo.

- Arrivederla. - Arrivederci.

- Salvo. - Mimì, che fai lì ?

- Hai un po' di caffè anche per me ? - Sali, sali.

Non hai dormito stanotte ?

Meno di niente. Ieri sera ho portato a cena una ragazza.

- Abbiamo fatto tardi.- Non voglio sapere delle tue storie amorose.

- E' un rapporto di servizio. - Allora parla e non sbadigliare.

La "picciotta" si chiama Anna Bonifacio.

Abbiamo avuto una storia, ma sei mesi fa.

Figurati... Che ti ha detto ?

Lavora nella stessa banca di Luigia Maugeri.

Ecco perché ci sono uscito.

- Che cosa ha detto ? - Due cose importanti.

La prima è che il primo maggio Anna si trovava a Taormina

e vide una coppia che si baciava dentro a una macchina lussuosa.

La seconda è che quando sono usciti lei ha riconosciuto Luigia Maugeri.

Ha riconosciuto anche l'uomo, perché è un cliente della banca.

- Indovina chi è... - Marcello Di Carlo.

Lo sai già ? Allora starò zitto !

Non fare il bambino ! Non lo sapevo. Sono andato così... a naso.

Quindi Luigia è l'ultima storia di Di Carlo prima di Lanzarote.

- Permesso ? - Prego.- Grazie.

- Come sta oggi ? - Molto meglio, grazie.- Bene.

- Le presento l'ispettore Fazio. - Buongiorno.

Luigia, le devo fare una premessa.

Il nostro colloquio di oggi è riservato e tale deve rimanere.

- Va bene. - Mi sono spiegato ? Bene.

Fra aprile e i primi di giugno ebbe una relazione con Marcello Di Carlo ?

Non c'è nulla di cui vergognarsi. La prego, risponda.

Sì.

Di Carlo le chiese un prestito in denaro ?

Di quanto ?

- Cinquantamila euro. - Lei acconsentì ?

Mi supplicò con le lacrime agli occhi... Sì.

Quando la informò del fatto che voleva lasciarla ?

Il 3 giugno. Non mi posso scordare quella data.

Disse che si era innamorato di un'altra donna.

- Le fece il nome della ragazza ? - No.

Tuttora non lo conosco e non me ne importa.

Come reagì allora ?

- Reagii male. Sono stata gretta e meschina.- Cosa fece ?

Mi vergogno troppo.

Chiese di restituire il prestito ?

- E lui ? - Mi disse che non poteva.

E lei gli fece bloccare il conto in banca.

Mi rivolsi a un giudice amico.

Giorni dopo mi arrivò un bonifico di 50.000 euro dal Credito Marittimo

e il conto fu sbloccato.

Passiamo al sequestro.

Quando vide la macchina ferma il giorno del sequestro

riconobbe la Porsche di Di Carlo ?

- Sì. - E perché si fermò ?

Non pensavo a una reazione violenta di Marcello.

Era passato del tempo.

Non lo credevo e onestamente non lo credo capace di cose simili.

- Ha detto che l'aggressore era un uomo maturo.- Infatti.

- Capì subito che non poteva essere Di Carlo ?- Certamente.

Un'altra cosa. Di Carlo era solito prestare la sua auto ?

No, ne era gelosissimo.

Faceva eccezione solo per Giorgio Bonfiglio.

Lei conosceva Bonfiglio ?

- Purtroppo sì, non mi è simpatico. - Come mai ?

Il pomeriggio del 3 giugno avevo un appuntamento con Marcello.

Andai da Marcello, ma non c'era. C'era Bonfiglio.

Bonfiglio mi mise le mani addosso. Ci provò con me.

Poi arrivò Marcello e mi disse che la nostra storia era finita.

- Capii che erano d'accordo. - Perché ?

Se il piano andava bene, Marcello mi avrebbe trovata con Bonfiglio

e mi avrebbe fatto una scenata.

Avrebbe approfittato per ritardare la restituzione del prestito.

- Aveva già incontrato Bonfiglio ? - Sempre con Marcello.

Spesso andavamo a cena insieme.

Bonfiglio veniva con una ragazza carina della mia età. Silvana.

- Conosce il cognome ? - No.

La presentò come la sua fidanzata.

Alle ultime due cene Silvana non venne.

Domandai notizie, ma Bonfiglio mi rispose evasivamente.

Puoi dirmi altro di questa ragazza ?

Ha i capelli lunghi e scuri e lavora da un commercialista.

Ho capito. Ho un'ultima domanda, anche questa forse un po' strana.

Alla luce di quanto mi ha detto

ha avuto un sospetto su chi fosse questa persona matura ?

Ha avuto un sospetto su chi fosse l'aggressore ?

Il nome che lei vorrebbe sentirmi dire, non lo farò.

- Perché ? - Non ne ho la certezza assoluta.

A che cosa è dovuta questa incertezza ?

Commissario, quell'uomo per mettermi il tampone in bocca

ha dovuto stringermi da dietro.

Ha fatto solo i movimenti indispensabili.

Bonfiglio non si sarebbe mai comportato così correttamente.

Io sono convinta...

che avrebbe approfittato di me una volta priva di sensi.

Grazie.

Dottore, mi scusi. Come sta il signor Virduzzo ?

Ho preso la padella più pesante !

Non preoccuparti, quando l'ho visto stava bene.

- Sicuro ? - Sì.

- Non ha danni cerebrali ? - Ma che ! Stai tranquilla.

Squillo del telefono

- Catarella, dimmi. Dottore, la disturbo ?

- No, giocavo a ping pong. Mi spiace disturbare la partita.

- Tranquillo, giocavo da solo. Maria, quant'è bravo !

Come fa ? - Eh, come faccio...

Corro intorno al tavolo con la pallina a mezz'aria. Che c'è ?

Mi stavo dimenticando, mi perdoni.

Hanno trovato un morto. Fazio è andato in loco.

Chiamalo e digli che sto arrivando.

Commissario, l'avvocato Rizzo.

- Buongiorno.- Piacere. - Ha trovato lui il cadavere.

- Abita qui ? - No, in paese. In Corso Matteotti.

Come mai era qui di prima mattina ?

Ecco... Una spiegazione c'è.

- Ieri ero a Palermo. Tornando... - Da Palermo non si passa di qua.

Lo so che non è questa la strada.

Tornando da Palermo ho telefonato a un'amica mia.

Giusto per parlare. Lei abita da queste parti.

Il marito l'aveva lasciata e aveva bisogno di conforto.

Sono andato a trovarla. Che facevo ? Non andavo ?

Poi una parola tira l'altra...

Ho detto a mia moglie che sarei arrivato oggi.

Ho capito.

Devo chiederle una cortesia. Sono l'avvocato Rizzo e sono noto.

Ho una posizione in paese.

Si potrebbe evitare che il mio nome...

Vedremo quello che possiamo fare. Come mai è entrato lì dentro ?

Giusto. Allora...

Praticamente ieri mi sono accorto di aver dimenticato di mettere...

Mi sembra brutto... Ho dimenticato di mettere le mutande.

- Le mutande ? - Non potevo tornare a casa così.

Magari arrivo, mi spoglio e cosa racconto a mia moglie ?

- Certo. - Ne ho preso un paio in macchina.

Sono entrato lì dentro per metterle ed è lì che ho visto la mummia.

- La mummia ? - Sì, ora le faccio vedere.

Può andare. Venga in commissariato domani per il verbale.

- Mi raccomando. - Non si preoccupi.

- Mi pare strano per un omicidio di mafia.- Anche a me.

Se fosse omicidio di mafia, il corpo potrebbe essere di De Carlo.

- Ragionevole. - Fai una cosa. Chiama Bonfiglio

e sposta l'appuntamento. - Sì.

Montalbano !

No, Jacomuzzi ! Cosa ci fai qua ?

- Non ti avevo mandato via ? - Ben ritrovato anche a te.

Non sai che festeggiamenti abbiamo fatto quando sei andato via.

- Spumante, caviale... - Siamo precisi.

Fui selezionato per merito dall'Interpol.

- Non so se mi spiego. - Come no ?

Com'è che sei tornato ? Hai fatto casino ?

Come tutti i provinciali, hai un complesso di inferiorità

verso chi come me è cittadino del mondo.

- Cosa sei ? - Cittadino del mondo !

Jacomu', ma fammi il piacere !

Un'esperienza internazionale ti aprirebbe la mente.

Se la tua mente non è troppo aperta, cosa mi dici di quello che sta là ?

Molto ben confezionato, il corpo ha un bel foro sotto la gola.

E' il foro d'uscita di un proiettile.

- Gli hanno sparato sulla nuca. - Bravo !

Vuol dire una cosa sola. E' una "ammazzatina" firmata mafia.

Dici ? Non ho mai visto la mafia incartare il corpo di chi ammazza.

Cosa ne sai ? Non essere ottuso !

Può darsi che a questi mafiosi sia venuto lo sghiribizzo

di incartare il morto. - Per metterlo sotto il braccio

e portarselo a qualche cena ? Jacomu' !

- Sei sempre lo stesso, eh ? - Cos'altro mi dici ?

Il cadavere non è qua da più di quattro giorni.

- Come lo sai ?- Sotto al corpo c'era un giornale con quella data.

- Salvo. - Mimì, dove sei stato ?

A bere un caffè con Anna Bonifacio, la collega della Maugeri

per ringraziarla del piacere che mi ha fatto.- Quale piacere ?

Mi ha detto da dove è venuto il bonifico

che ha sanato il debito di Di Carlo con la Maugeri.

Non vuoi provare a "inzertare" stavolta ?

- La ragazza di Lanzarote ? - No.- Allora dimmelo tu.

- Giorgio Bonfiglio. - Giorgio Bonfiglio ?

Bussano alla porta Avanti.

Ha chiamato Fazio. Un contadino ha visto una macchina in fiamme.

- Galluzzo ? - Commissario.- Allora ?

Il contadino è arrivato tardi e non ha visto niente.

Era una Porsche Cayenne.

Molto probabilmente era l'auto di Di Carlo.

Al novanta percento. Hai novità ?

La Scientifica ha voluto scartare il cadavere.

Volevano il cellophane per le impronte.

L'assassino avrà usato i guanti. Mi ci gioco i "cabbasisi".

Lo penso anche io. Però ho potuto vedere il cadavere da vicino.

Il viso è deformato, perché la morte non è recente.

Si vede però una cicatrice a forma di "Z" sulla scapola sinistra.

Può tornare utile per identificarla.

- Di Carlo non ha parenti stretti. - Proviamo con Bonfiglio.

No, teniamolo fuori per ora.

E' una carta da giocare all'interrogatorio.

Resta solo Luigia Maugeri.

Ho capito, grazie.

La Maugeri dice che Di Carlo aveva una cicatrice identica.

- Ero sicuro fosse lui. - Ha chiesto perché lo chiedevi ?

Sì, le ho detto la verità. Si è messa a piangere.

Nessun altro deve sapere che abbiamo identificato il corpo.

Voglio vedere come reagisce Bonfiglio.

Se Di Carlo è stato ucciso appena rientrato da Lanzarote

non può aver organizzato lui il sequestro della Maugeri.

Il problema ora è capire chi ha ammazzato Di Carlo e perché.

Ti sei fatto un'idea

sul perché lo abbiano incartato nel cellophane ?

Non so. Magari volevano tenerlo in casa

e con il cellophane il corpo non rilasciava odori.

Ti pare che l'assassino lo tiene sotto al letto ? Vuole liberarsene !

Se avessi le risposte a tutto, avremmo risolto il caso, no ?

Andatevi a prendere il caffè.

E' nervoso. Mamma mia !

"Egregio commissario, sono Mario Costantino"

"e abito a Catania."

"Conosco Marcello Di Carlo da tempo per motivi di lavoro."

"Ho saputo dell'incendio al negozio e della sua scomparsa."

"Ho ricordato un episodio del 31 agosto scorso."

"Mi trovavo all'aeroporto di Catania"

"e poco distante da me c'era Di Carlo."

"Era in compagnia di una donna mora più giovane. Stavano discutendo."

"Ritirammo i trolley e scambiammo qualche parola."

"Poi rividi Di Carlo nel parcheggio dell'aeroporto."

E' arrivato !

- Come ha fatto a sapere che arrivavamo oggi ? - Non lo so !

Gli hai detto qualcosa al telefono e ha capito tutto !

Te lo giuro. L'ho chiamato solo io, una sola volta.

Allora come minchia sa che siamo qua ?

Non lo so ! Glielo avrà detto qualcuno.

Cosa vorrà da noi ?

- Dov'è adesso ? - E' là.

Dài, stai calma.

Andiamo.

- La ragazza di Lanzarote. - Il tassello mancante.

Pensavamo fosse complice di Di Carlo

visto che non è mai venuta a denunciarne la scomparsa.

- Invece probabilmente ha fatto la stessa fine.- Già.

- Buongiorno, Jacomu'. - Mica vorrai andare da Pasquano !

- Certo. Cos'è successo ? - Non provarci nemmeno.

Poco fa gli hanno telefonato

dicendo che il suo circolo di poker chiude per un mese.

Non l'ho mai visto così incazzato.

Era chiusa anche la pasticceria che fa i cannoli buoni.

- Come lo addolcisco ? - Chiedi a me.

- Mi ha parlato del cadavere. - Posso approfittare ?

- Certo. - Per lui quand'è morto ?

- Circa sei, otto giorni fa. - Sei, otto giorni fa.

- Conferma che gli hanno sparato in testa ?- Sì.

Il colpo è uscito dal gargarozzo. Era dall'alto verso il basso.

- L'hanno fatto inginocchiare. - Bravo, l'ho pensato subito.

Rientra nell'ipotesi dell'esecuzione mafiosa.

Dici ?

- L'arma è di piccolo calibro, però. - Eh !

Pasquano ha detto che sul corpo hanno trovato dei capelli.

- Di femmina ? - Sì, lunghi e mori.

- Almeno non ha passato l'ultima notte da solo.- Altro ?

Tra le dita del piede sinistro c'era un filo di cotone.

- Un filo di cotone ? - Di un lenzuolo.

Signor Bonfiglio, devo darle una cattiva notizia.

Il suo amico Marcello Di Carlo è stato ucciso

con un colpo di pistola alla nuca. - Oh mio Dio !

Mio Dio !

Non ci domanda chi è stato ?

Sarebbe una domanda inutile. La mafia.

Gli dicevo di pagare il pizzo, ma non mi voleva ascoltare.

Abbiamo buoni motivi per ritenere che non sia stata la mafia.

Perché ? Dov'è stato ammazzato ?

- A casa della fidanzata. Li avranno sorpresi nel sonno.- E Silvana ?

- Silvana ? - Silvana, sì.

Luigia Maugeri ha detto che Silvana era la sua fidanzata.

Sì... la mia fidanzata.

Ah. Lei era al corrente che aveva una relazione con Di Carlo ?

- Sì. - Quando l'ha scoperto ?

I primi di luglio Silvana è partita per Tenerife.

Ci siamo sentiti quasi ogni giorno tanto a luglio quanto ad agosto.

Scusi, la interrompo. Come mai non è andato con lei ?

Per la malattia di mia sorella. Non volevo assentarmi.

Continui.

Marcello mi aveva confidato

di essere innamorato di una ragazza senza dirne il nome

ma all'inizio non ero insospettito.

Silvana non mostrava alcun cambiamento nei miei riguardi.

Dopo una sua telefonata da Lanzarote ebbi come un lampo.

Strana coincidenza che entrambi fossero alle Canarie.

- Infatti poi ne ebbi la certezza. - Come ?

Silvana non aveva calcolato

che io sapevo in quale albergo di Tenerife sarebbe scesa.

Telefonai e mi dissero che lei era partita.

L'ultimo giorno di luglio.

Commissario, le confesso che non la presi bene. Anzi.

La presi molto male.

Un doppio tradimento è difficile da accettare e di più da perdonare.

- Non ha perdonato, a quanto pare. - Che intende dire, commissario ?

- Ci ha mentito più volte. - Io ? E quando ?

Continuare a negare non le conviene. Lo dico per il suo interesse.

Dice di non aver incontrato Di Carlo al suo ritorno dalle vacanze.

- Ho detto questo ? - Conferma sì o no ?- No.

Ecco. E allora ?

L'ho visto il giorno del suo rientro con Silvana all'aeroporto.

- Che successe all'aeroporto ? - Io ero furibondo.

Lei aveva continuato a telefonarmi e mandarmi messaggini amorosi.

Si rende conto ? E se la spassava con il mio migliore amico.

Chissà quanto avranno riso di me. Non ci posso pensare !

Si calmi e vada avanti.

Ero pazzo di rabbia e insultai Marcello.

Sapeva benissimo che Silvana per me era indispensabile, come l'aria.

- Lo minacciò ? - No.

Anzi, a un certo punto, per paura di perdere il controllo

tornai in macchina e me ne andai. - Perché non ce l'ha detto ?

Il negozio di Marcello era stato incendiato, lui era sparito.

Temevo avreste potuto pensare... Mi capisce, commissario ?

Capisco, ma non le nego che si trova in una situazione difficile.

- Che cosa ha fatto dopo l'incontro ? - Sono tornato a Vigata.

Per due giorni mi sono chiuso in casa, non volevo vedere nessuno.

Volevo solo trovare il modo per vendicarmi.

E poi ?

La notte del secondo giorno sono andato sotto casa di Silvana.

La Porsche di Marcello era lì fuori.

Avevo riempito una tanica di benzina.

Volevo versarla sulle ruote della macchina e dargli fuoco.

Quando mi sono trovato davanti alla macchina...

ho pensato fosse un gesto inutile.

Io volevo vederli insieme.

Avevo le chiavi e sono entrato, senza fare rumore.

Sono arrivato davanti alla porta della camera da letto. Era aperta.

Non sono entrato, perché ho capito che non c'era nessuno.

Il silenzio era totale.

Se dentro ci fosse stato qualcuno che dormiva

avrei sentito almeno il respiro. Invece, niente.

C'era come uno strano odore, dolciastro.

Inquietante. Me ne sono andato, commissario.

So che è difficile da credere, ma è andata proprio così.

- Voleva bruciarli vivi ? - Per carità, commissario !

Una cosa è bruciare un'auto, ma due esseri umani...

- Cosa voleva fare ? - Volevo solo spaventarli.

Comparirgli davanti con la tanica e l'accendino.

Io volevo che mi supplicassero

che si umiliassero davanti a me.

Lei ha un'arma ?

Sì, ho una Beretta 7,65 regolarmente registrata.

La porto solo quando ho il campionario.

Di Carlo era geloso della sua auto e la prestava solo a lei. E' vero ?

Qualche volta gliel'ho chiesta perché faceva effetto sulle ragazze.

- Quanti conti correnti ha ? - Tre.

Quello personale presso il Credito Marittimo

e gli altri due in cui deposito le quote della vendita dei gioielli

presso il Banco Siculo e il Banco di Credito.

Tre ragazze che lavorano in queste banche sono state rapite di recente.

- Una è Luigia Maugeri. La conosce ? - Sì, come amica di Marcello

e non come funzionaria di banca.

- Manuela Smerca e Rosalia Racco. Le conosce ?- Sì.

Una lavora al Banco Siculo e l'altra alla Banca di Credito.

Qualche volta ho parlato con loro. E con questo ?

Due di loro non escludono che a rapirle possa essere stato lei.

Anche io gioco a carte scoperte.

Perché dovrei sequestrare le ragazze ?

Una precisazione.

Quando lei si è chiuso in casa dopo l'incontro con Di Carlo

ha ricevuto visite ? - No, non volevo vedere nessuno.

- Però i vicini l'avranno vista. - Non credo.

- Avrà acceso la luce. - Ho preferito stare a luce spenta.

- Ha fatto o ricevuto telefonate ? - No.

Anzi, una dal mio commercialista.

- Poi ho staccato la spina e spento il cellulare.- Siamo messi male.

Lei non ha un alibi.

Parliamo di Silvana. Qual è il cognome ?

Romano. Silvana Romano.

- Dove abita ? - In Via Fratelli Rosselli 2.

Via Fratelli Rosselli 2. Vogliamo andarci ?

Io non entro. Non mi sento bene.

- Resti tu con lui ? - Certo.

Qui c'è il foro del proiettile.

E qui c'è la biancheria della "picciotta".

Sul letto non ci sono né fori, né sangue.

Andiamo.

La sua posizione è molto grave.

Lei è sospettato per l'omicidio di Marcello Di Carlo e Silvana Romano.

Commissario, io non c'entro. Anche se le circostanze...

- Lo giuro, commissario. - Devo metterla in stato di fermo.

Si procuri un avvocato. Mimì, accompagnalo.

Signor Bonfiglio, prego.

Chiama "il circo equestre". Voglio rientrare da solo.

-Hai chiamato Tommaseo e gli altri ? -Sì, Tommaseo è in ferie.

Viene Iacono.

Si capisce qualcosa ?

Marcello e Silvana hanno passato una serata tranquilla.

Hanno mangiato qui e poi sono andati a coricarsi.

Una volta addormentati

l'assassino che aveva le chiavi di casa è entrato e li ha sorpresi.

No ! No !

Quindi secondo voi Silvana è stata ammazzata a mani nude ?

L'assassino voleva ucciderla con le proprie mani.

Voleva sentirla morire.

Io sono convinto che il problema non sia Di Carlo.

Lui doveva essere tolto di mezzo per arrivare a Silvana.

- Dottore, posso fare una domanda ? - Sì.- Che c'era sotto al letto ?

- Niente. - Poi ?- Una busta.

- A chi era indirizzata ? - A Giorgio Bonfiglio.- Minchia !

- Perché non l'ha presa ? - Al 99% non serve.- Perché ?

Bonfiglio aveva le chiavi di casa, quindi andava e veniva quando voleva.

- Poteva avere perso la busta in qualunque momento.- Giusto.

- L'1% che dà valore alla lettera ? - Se la lettera fosse arrivata

i primi di settembre prova che Bonfiglio è stato in camera da letto

quando Di Carlo e Silvana erano già tornati da Lanzarote.

- Controllo la data ?- No. - Perché ?- Non facciamo tutto noi.

Arriva la Scientifica che fa il reperto e te la fai dare.

E' su carta intestata di una gioielleria di Milano.

E' un invito a una mostra di gioielli datato 29 agosto.

L'assenza del corpo della ragazza limita le indagini.

L'unico elemento che abbiamo è la lettera.

Bonfiglio sosterrà di averla ricevuta il 31 agosto

di essere venuto qui per un motivo qualunque.

- Che cosa propone ? - Di interrogarlo subito.- Va bene.

So che Bonfiglio ha aperto con le sue chiavi. Le ha sequestrate ?

Certo, dottore. Eccole.

- Arrivederci. - Arrivederci.

Per la prima volta il tuo "già fatto" non mi ha innervosito.

- Dài la lettera ai ragazzi. - Mario ?

Questa storia della lettera non mi convince.

Ammettiamo che Bonfiglio l'abbia persa.

Lui è molto lucido e preciso

quando se ne è accorto poteva tornare a riprenderla.

Se l'ha persa la notte in cui li ha ammazzati, non avrebbe potuto

perché sarebbe stato pericoloso.

Però non è da lui.

Squillo del telefono

- Pronto, Catarella ? Dottore, in linea c'è un signore

che dice che si è salvato. Vuole dirglielo di persona.

- Si è salvato ? Da che cosa ? - Non lo so. Glielo passo ?- Sì.

- Pronto ? - Dottore Montalbano ?

Sono Salbato. Il responsabile della discarica di Piano del Leone.

Buongiorno. Mi dica.

Poco fa lavoravo con la pala meccanica nella discarica

poi si è rotto un sacchetto dal quale è uscito un cadavere.

Buongiorno.

- Signor Salbato ? - Sì.

- Commissario Montalbano, l'ispettore Fazio.- Piacere.- Allora ?

- Il corpo è lì. - Come lo ha trovato ?

Stavo usando la pala e si è rotta una busta

dalla quale sono usciti dei capelli scuri e un mezzo busto.

Ho fermato la pala e ho chiamato lei.

Squittio

- E' un topo.- Che cosa ? - Un topo.- Ce ne sono tanti.

- Sì. - Lei si è abituato.

Ci abituiamo alla vita, alla morte, all'odore della merda e ai topi.

- Possono...- Non si preoccupi. Io controllo la ragazza.

- Ora accendo il motore e il rumore tiene lontano i topi.- Bravo.

Chiama tutti e aspetta che arrivino.

- Poi vieni al commissariato. - Va bene.

Grazie. Arrivederci.

Squillo del telefono

- Pronto ? Sono Iacono.

- Iacono, ha visto la ragazza ? Sì, è orribile.

Bonfiglio ha scelto l'avvocato La Spina.

L'interrogatorio è domani alle 9,30.

Sarebbe meglio che lo conducesse lei.- Va bene.

E' meglio non dire del ritrovamento del corpo prima dell'interrogatorio.

Sono d'accordo. A domani. - A domani.

Prego.

- Buongiorno. - Buongiorno, avvocato La Spina.

Montalbano, il dottor Iacono, l'ispettore Fazio.

Nonostante la febbre il mio cliente non ha voluto rimandare l'incontro.

Spero che la sua disponibilità venga tenuta in considerazione.

- Accomodatevi. - Grazie.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Vorrei che lei ci dicesse ciò che è successo all'aeroporto

tra lei, Di Carlo e la Romano.

- L'ho già detto. - Vorrei che lei lo dicesse di nuovo

con tutti i particolari.

L'auto di Marcello era al parcheggio e ho aspettato lì.

Mi avete fatto una bella sorpresa !

- Giorgio, non volevamo ferirti. - Non intrometterti.

- Giorgio, comportiamoci da persone civili. - Che stai dicendo ?

Tu sei un poveraccio, non sei un uomo.

Non hai avuto neanche il coraggio di dirmelo. Sei una schifezza.

Sei una carogna senza dignità. Saresti una persona civile ?

Vado via prima di romperti la faccia. Non mi sporco le mani.

- Ha parlato anche con Silvana ? - No, commissario.

Per non agire contro Marcello, sono andato via con l'automobile.

Lei ha detto che è tornato a Vigata e si è chiuso in casa.

- Sì.- Ha anche detto che ha ricevuto una sola telefonata.

- Può chiarire ?- Non c'è nulla da chiarire. Era il mio commercialista

che si è scusato perché aveva sbagliato numero. Può controllare

anche se non so che importanza abbia.

- Come si chiama il commercialista ? - Virduzzo. Alfredo Virduzzo.

Lei ha incontrato Silvana da Virduzzo.

E' bene informato, commissario.

All'inizio dell'anno il commercialista De Luca è morto

e qualcuno mi ha consigliato Virduzzo.

Sono andato a trovarlo e lì ho conosciuto Silvana.

- Che mansioni aveva Silvana ? - Ufficialmente era un'impiegata.

- Perché "ufficialmente" ? Era la sua amante ?- No.

Era una parente che a 15 anni aveva perso i genitori.

Lui era sempre stato un uomo solitario

ma inaspettatamente la prese in casa.

Le fece finire gli studi e la trattò come una figlia.

Poi i rapporti subirono un brusco cambiamento.

- Perché ?- Quando Silvana ha cominciato ad avere i primi amori

Virduzzo temeva che qualcuno potesse portarla via.

Silvana era già andata via da casa sua.

Lui le ha affittato l'appartamento dopo la laurea.

Silvana era molto orgogliosa.

Signor Bonfiglio...

sa che noi abbiamo trovato il cadavere di Silvana ?

No ! No !

L'assassino l'ha massacrata con calci e pugni

e poi ha gettato il cadavere in una discarica.

- Mi pento, mi pento. - Di che cosa si pente ?

Di avere fatto quella...

Di averle augurato tutto il male possibile.

Bonfiglio, sa quando c'è il raduno dei rappresentanti a Milano

della ditta Ricoeur ?

Di solito è alla fine di settembre.

Non ho ancora ricevuto la lettera. Perché me lo chiede ?

Il commissario Montalbano ha ritrovato la lettera.

Sotto il letto in cui Di Carlo e la Romano sono stati assassinati.

Sì ? Me la mostri.

- Non posso, ce l'ha la Scientifica. - Mente. Perché volete rovinarmi ?

Io non ho mai visto quella lettera.

Oddio !

L'interrogatorio finisce qui.

Il mio cliente non è più in grado di andare avanti.

Andate via.

Commissario ?

Ha visto ? La cassetta è rotta.

Significa che la lettera della Ricoeur può averla presa chiunque.

Sì, d'accordo.

Va bene, d'accordo.

- Allora ?- La Scientifica dice che sulla busta e sulla lettera

ci sono troppe impronte. - Un'altra bella notizia.

- Che facciamo ?- Quando Bonfiglio guarisce, finiamo l'interrogatorio.

- Va bene. - Arrivederci.- Arrivederci.

A te sembra che Bonfiglio giochi d'azzardo ?

- No. - Neanche a me.

Poi c'è una cosa...

Lui ha detto: "Io mi pento di avere fatto quella..."

L'ho notato anche io.

Poi ha detto: "Mi pento di averle augurato tutto il male possibile."

- Che cosa voleva dire ? - Non lo so.

Però continuo a pensarci. Andiamo.

Squillo del telefono Pronto ?

Dottore, c'è una signora che... - Puoi passarmela.- Subito.

- Pronto ? Dottor Montalbano ? - Sono io.

Sono Rita Cutaia.

Rosa mi ha detto che Silvana è stata...

- Signora, si faccia forza. - Io sono la sua collega e amica.

Sono giorni che la chiamo, ma nessuno mi dice nulla.

Virduzzo non le ha detto che era una parente rimasta orfana

e che lui aveva adottato ? - No, ce lo ha detto Silvana.

- Come è possibile ? - Lei non conosce il dottore.

In tanti anni mi ha detto cose riguardanti solo il lavoro.

E' un uomo chiuso, freddo e di poche parole.

Però si era affezionato a Silvana.

Sì, a modo suo.

Il dottore la trattava come una figlia

ma più che un padre era un padrone.

Silvana era una cosa sua.

Era molto possessivo.

A un certo punto lei si è ribellata.

- Come ?- Ha scelto di andare a vivere da sola.

Poi ha assunto un comportamento di sfida.

Non lo ha mai confessato

ma so che si è messa con un cliente. Un certo Bonfiglio.

Silvana sperava che il dottore lo scoprisse

per farlo soffrire.

-Le ha parlato di Di Carlo ?- Sì, Bonfiglio li ha fatti conoscere.

Loro si sono innamorati

e hanno saputo nascondere la loro storia.

Silvana viveva un conflitto.

Da una parte Virduzzo e dall'altra Bonfiglio.

Così ha pensato di fare un viaggio per stare un mese con il suo amore.

- Silvana ha organizzato il viaggio a Tenerife ?- Sì.

Si è fatta dare i soldi dal dottore

allo scopo di allontanarsi da un corteggiatore anziano.

Il dottore fu felice di darglieli.

Virduzzo ha saputo della relazione con Bonfiglio ?

Io ero lì e lui ha ricevuto una telefonata da un cliente

che gli disse che aveva incontrato Silvana con Bonfiglio.

Lui era diventato pallido come un morto.

Campanello

- Chi è ? Sono il commissario Montalbano.

Ho bisogno di parlare con lei senza testimoni.

Prego. Si accomodi.

Mi sono sbagliato.

- Su che cosa ? - Su di lei.

- Cioè ? - Pensavo che fosse colpevole.

- Ora non più ? - No.

E' successo qualcosa di nuovo ?

No, niente di nuovo.

Mi sono ricordato una frase che ha detto questa mattina.

- Io ho sempre detto la verità. - Sì, è vero.

Anche quando ha detto che è pentito per il male augurato a Silvana

ha detto la verità ?- Pensa che il mio pentimento non sia vero ?

No, ma c'è verità e verità.

Il suo vero pentimento per il male augurato a Silvana è funzionale

perché nasconde il vero pentimento per il male fatto a Silvana.

Ha appena detto che mi ritiene innocente.

Io non ho detto "innocente", ma non colpevole per il duplice omicidio.

- Che differenza fa ? - Enorme. Lei lo sa.

Non la seguo, commissario.

Non "bluffi", non siamo a un tavolo di poker.

Lei non ha via di uscita.

Verrà incriminato per favoreggiamento o istigazione all'omicidio.

Perché ? Non capisco. Che sta dicendo ?

Lei mi delude.

Non collabora e chiederò al PM Iacono i suoi tabulati telefonici.

Con permesso.

Commissario, aspetti.

Ha telefonato lei a Virduzzo ?

Sì.

Il giorno in cui ha scoperto che i due amanti erano a Lanzarote.

Il 20 o il 21 agosto, non ricordo.

Ho chiamato da qui. Non l'avessi mai fatto.

Perché lo ha fatto ?

Ero furibondo perché sono stato tradito.

Volevo sfogarmi con qualcuno.

Volevo che Virduzzo punisse Silvana licenziandola.

- Come ha reagito Virduzzo ? - Non ha detto nulla.

Infatti ho pensato che fosse caduta la linea.

Poi ha detto: "Grazie dell'informazione."

Commissario, mi creda. Non pensavo che la telefonata potesse...

Da giorni non riesco a chiudere occhio.

Sono il commissario Montalbano. Il dottor Virduzzo ?

(al telefono) Buonasera. Aspettavo la sua chiamata.

Volevo avere notizie sul ritrovamento di Silvana.

- Ha visto il servizio di TeleLibera in Tv ?- No.

La mia cameriera mi ha detto

che quel farabutto l'ha gettata in un immondezzaio.

Le dirò tutto in commissariato domani mattina. Alle 10,30.

Così approfitto per sporgere denuncia di duplice omicidio

contro Giorgio Bonfiglio.

- Ha delle prove ?- No, ma lei sa che Silvana lo aveva lasciato.

Si era innamorata di Di Carlo

con cui è stata il mese di agosto a Lanzarote.- Allora ?

Bonfiglio mi ha telefonato per informarmi

e disse che li avrebbe uccisi con le sue mani.

Perché queste cose non me le ha dette prima ?

Ha dimenticato che i nostri appuntamenti sono andati a vuoto ?

Volevo parlarle di questo.

Se ci fossi riuscito, Silvana sarebbe ancora viva.

Va bene. Ci vediamo domani mattina in commissariato. Arrivederci.

Bussano alla porta

Avanti.

- Commissario, il signor Virduzzo. - Prego.

Grazie per avermi ricevuto, signor commissario.

- Le mie più sentite condoglianze. - Grazie.

Mi sarei aspettato una telefonata prima che ne parlasse la Tv.

- Scusi, ma non abbiamo avuto tempo. Prego.- Grazie.

Buongiorno.

Signor Virduzzo, vuole denunciare Giorgio Bonfiglio

per l'omicidio di sua...

- Come posso chiamarla ?- Figlia. L'avevo adottata come tale.

Riguardo alla denuncia contro Bonfiglio, non ho cambiato idea

anzi...

Silvana le ha parlato della sua relazione con Di Carlo ?

Sì, Silvana mi raccontava tutto.

Anche se non è andata così.

No ? Come è andata ?

Credo che fosse il mese di aprile

e sono venuto a sapere della relazione con Bonfiglio.

Un noto donnaiolo e quasi mio coetaneo.

Può capirmi, commissario.

Io le ho manifestato tutta la mia disapprovazione

tramite discussioni molto accese.

Poi tra la fine di maggio e i primi di giugno

Silvana mi ha detto che aveva interrotto la relazione

e voleva prendere un lungo periodo di riposo.

Che soddisfazione ! Io ero felice.

Ero proprio felice !

Le ho proposto un bel regalo.

Due mesi di vacanza a mie spese.

I primi di luglio Silvana è partita per Tenerife.

Per un mese non l'ho sentita.

Il 2 agosto mi ha telefonato per dirmi che era a Lanzarote

che aveva conosciuto un bel ragazzo che era proprio di Vigata.

Disse che era un bravo ragazzo e mi sarebbe piaciuto.

Lei mi ha detto il suo nome.

E' stata la prima volta che l'ho sentita felice.

- Quando è tornata dalla vacanze, l'ha incontrata ?- No.

Mi ha telefonato la sera stessa

per dirmi che voleva prolungare la vacanza di qualche giorno

prima di rientrare a Vigata con il nuovo fidanzato.

La sua cameriera le ha detto che un sorvegliante della discarica

ha visto l'assassino quando è andato a disfarsi del corpo di sua figlia ?

Allora ha riconosciuto Bonfiglio.

No, non ha riconosciuto Bonfiglio.

Quindi siamo daccapo.

Stiamo mostrando al sorvegliante persone che conoscevano Silvana...

Anzi dato che ci siamo... Fazio.

Signor Cammarata, ci scusi per questo ulteriore fastidio.

Virduzzo, si alzi in piedi.

Ora guardi il signor Cammarata.

- No, non era lui. - Sicuro ?

- Sì. - Grazie. Può andare.

Mi scusi, ma era necessario.

- Ci mancherebbe, commissario. - Grazie.

- Mi tolga una curiosità. - Mi dica.

La cameriera le ha detto che in Tv hanno specificato

come è stata uccisa sua figlia ? - Sì.

A mani nude, a calci e pugni.

Ora che cosa c'entra ?

E' una mia curiosità.

Ora possiamo fare la denuncia contro Bonfiglio.

Possiamo farla

però noi siamo sicuri che Bonfiglio non è stato l'assassino di Silvana.

Perché ?

Chi ha ucciso Marcello e Silvana non ha agito di impulso

ma ha pianificato tutto tramite strani sequestri

e poi con l'incendio del negozio.

Il colpo in testa sparato in modo che sembrasse una faccenda di mafia.

Faceva parte di una colossale operazione di depistaggio

che doveva gettarci fumo negli occhi

e poi portarci da Giorgio Bonfiglio.

L'assassino ha usato cappello e occhiali come quelli di Bonfiglio.

Che cosa dice ? A me sembrano delle fantasie.

Se non è stato Bonfiglio, chi li ha uccisi ?

E' stato lei, dottor Virduzzo.

- Come ? - Li ha uccisi lei.- Perché ?

Il guardiano ha detto che...

Il guardiamo è un agente.

Volevo metterla in uno stato di agitazione e ho avuto la conferma.

Lei non ha nulla contro di me.

Non ha una sola prova. Me ne mostri una.

L'ha fornita lei, dicendo di sapere come è stata uccisa Silvana.

L'ho già detto.

La cameriera mi ha detto che l'ha sentito al telegiornale.

No, è impossibile.

Il giornalista non può averlo detto perché non lo sapeva.

- L'ho letto su qualche quotidiano. - No, non l'ha letto

perché non abbiamo divulgato la notizia. Lo sa...

perché l'assassino è lei !

Ora basta, commissario. Basta !

(urlando) Io vi ammazzo tutti.

- Metta giù la pistola. - Silvana era mia.

Mia ! Sparo

Mia !

- Meritava...- Portatelo via. - Meritava di essere ammazzata.

- Portatelo via ! - Era un troia.

Silvana era una troia !

Troia !

Portatelo via.

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