Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Voglio mamma!
Voglio mamma!
[voce pensiero] Signore, liberami dalla paura dinnanzi alla colpa
di cui devo affrontare le conseguenze.
Signore, liberami dalla paura dinnanzi alla colpa
di cui devo affrontare le conseguenze.
Signore, liberami dalla paura dinnanzi alla colpa
di cui devo affrontare le conseguenze.
Signore, liberami dalla paura dinnanzi alla colpa
di cui devo affrontare le conseguenze.
Ti ho fatto la colazione.
Se domani ti ordinassi di uccidere il mio peggior nemico
e quello tenesse in braccio una bambina, tu che faresti?
Rispondi.
Si...
A lui gli sparo in fronte,
la piccola la prendo al volo e la metto in salvo come in "Die Hard".
Il film, quello con Bruce Willis.
Vabbè, magari non proprio così, una via di mezzo.
Tu vedi troppi film, Davide.
Ma sei preoccupato per qualche cosa?
Lettura di un'espressione emotiva sul volto di qualcuno.
Capisci tutto quello che c'è scritto?
Tutto quello che c'è scritto è un parolone, forse questa frase capisco.
Tu sei preoccupato per qualcosa.
Sì.
Vieni con me.
[dialogo non udibile]
[Saverio] Un castello ai confini del mondo gestito dalla Polizia di Stato
per prefetti e questori in pensione, età media 80 anni.
Ciao.
[Saverio] Sveglia alle sette, cena alle 18.
Lontano da Palermo, lontano dalle indagini,
anni luce da Bernardo Provenzano, Pietro Aglieri e Vito Vitale.
Per restare vivo ero finito in un posto dove si aspettava soltanto la morte.
Un posto dove finalmente passare un po' di tempo con mia figlia.
Ciao, cosa mangi?
Amore, polpettina!
- Ciao, come stai? - Lasciami!
Come lasciami? Perché? Perché lasciami?
- Va bene, va bene. - Piano, papà, piano.
- Ma perché fa così? - È normale, vi vedete pochissimo.
- Fa i capricci, si deve solo abituare. - Sarà.
Come va?
Bene, bene, dai.
- Tu come stai? - E come sto?
Qua è tutto fermo, lento.
Però mi pare che si mangi bene.
Non ti credere.
Scusa eh, poi io sono tignoso, lo sai.
Tesoro, sono io, sono papà. Non sei contenta di rivedermi?
Non avere fretta.
Va bene, vado a fare una telefonata, sto tornando.
Quindi con questa Heather le amanti di Vitale sono quattro in tutto.
Almeno secondo quello che dice Renda.
Sì, ma la ballerina è il punto.
Se Vitale non la richiama non abbiamo in mano niente.
[squilli di cellulare]
Sì, pronto, Saverio?
Romano, passami Navarra.
Scusa è per questo che mi hai lasciato questo telefono?
Paola, dai.
[Navarra] Sì, eccomi.
Allora?
[Saverio] Allora pessime notizie.
[Saverio] Le informazioni con cui Renda si era guadagnato la nostra protezione
si erano già sgonfiate.
Ci aveva fatto trovare solo una piccola parte dell'arsenale di Vito
Infatti lì non c'era traccia dell'RPG con il quale voleva farmi saltare.
[clacson]
[Saverio] Niente nemmeno da Giusy Vitale,
che avevamo scoperto essere un vero e proprio vicecapo-mandamento,
protetto da un complesso sistema di sentinelle.
Impossibile tenerla d'occhio passando inosservati nel cuore di Partinico.
Ci restava solo il numero del cellulare di Vito.
Che però era già andato.
[Saverio] Come previsto da Renda, dopo aver funzionato solo per 48 ore,
agganciando celle sempre diverse,
aveva chiamato più volte soltanto un numero
e a quel numero noi eravamo aggrappati.
[musica dance]
[squilli di telefono]
Pronto?
Heather, è per te.
Sì?
Ma com'è che non ci sei mai?
Stai calmo, non li decido io i turni. Che vuoi?
Quando ci vediamo?
[Vitale] Quando?
Non ci vediamo.
[Vitale] Ma che dici? Ma sei pazza?
Stasera preparati che ti faccio venire a prendere.
Ma dici davvero? Scompari per giorni e pensi che va tutto bene?
Forse va bene a quell'altra stronza.
Sei un pezzo di merda, forse è meglio chiuderla qui.
Certo che sono sparito, sono stati giorni difficili.
Heather, non farmi incazzare pure tu.
E poi qua il capo dice che non è più tranquillo, sente puzza di sbirri.
[Vitale] Pezzi di merda.
Buono, almeno ti tengono lontano da me, addio.
Ora chi cazzo glielo dice a Barone?
No, ma questa fa la dura ma non resiste, te lo dico io.
Tutto a posto?
Allora, per quelle armi che dobbiamo fare?
Vattene a Romitello, lì c'è un magazzino, neanche Renda ne sapeva niente.
Ci trovi bombe, C4, Kalashnikov.
Prendete tutto quello che vi serve.
Va bene, arsenale e soldi che io gestisco con chi?
Vito, se devo sistemare i tuoi affari,
tu mi devi dire di chi mi posso fidare e di chi no.
Io ho chiamato tutti, ma non tutti hanno risposto.
E tu fa' una cosa.
Fai un altro giro di telefonate, tutti quelli che non ci stanno li ammazzi.
Sì, vabbè.
Sai perché tutti si ricordano di Giovanni Brusca?
- Perché è un pentito. - No.
Perché per ammazzare un magistrato fece saltare in aria un'autostrada.
Ma se io ne ammazzo uno nella procura, è ancora meglio, il botto è più forte.
Vito, vedi che Barone è scomparso da quando fece l'incidente.
Secondo me quel finocchio dorme in procura e tu puoi entrarci.
Sì, con il lanciamissili chiedo: "Signora, mi scusi, sa dov'è Barone?"
Ma finiscila.
No, no, con tuo cugino.
Tuo cugino, che cos'è che fa?
Il cancelliere, no?
Sta sempre in procura e tu sei incensurato.
Chiedigli se ti fa fare un giro, così tu guardi, vedi, controlli.
Vito, ma stai scherzando?
Quello un conta niente, è solo un assistente.
Galea, io scherzo solo quando non do ordini.
Parla con tuo cugino.
E prendi questa, portala alla solita fontana, voglio vedere Elisa.
O lo devo fare pure io questo?
Mano male.
Vola, vola, vola, vola, vola, vola, vola, vola, vola!
Vola, vola, vola...
Ma perché non mangi? Il pollo con le patate è il tuo preferito.
Questa signorina ormai cambia gusti molto spesso, vero?
Dai, ci provo io.
Mangia da sola.
Come ti ho insegnato io.
Vado a fare una telefonata.
Romano, sono ore che chiamo Francesca, dov'è finita?
[Paola] Non saprei, io oggi non ci sono stata proprio in procura.
Però stammi a sentire perché purtroppo un aggiornamento c'è.
Il night è bruciato.
Vitale ha chiamato e la ballerina gli ha detto che c'è puzza di sbirri.
- Quindi siamo di nuovo a zero. - No.
Secondo me non è una tragedia, sento che la ballerina non resiste.
Chiamalo intuito femminile, ma nella voce qualcosa tremula.
Barone, ci sei?
- Barone? - Sì.
Fammi chiamare da Francesca quando la vedi.
Va bene, ciao.
Persino quello gli sta più simpatico di me.
Ma come ti viene in testa di portarmi una puttana?
È sicura e fidata, starà muta.
Se proprio devi fottere...
Io fotto con chi dico io e quando dico io.
Non ho bisogno di infilarlo da ogni buco.
Voglio solo evitare che ti muovi di qua e fai saltare tutto per queste stronze.
Guarda che qua sta già saltando tutto.
E proprio ora che è il mio turno.
Intanto io da qua mi sbatto, penso agli affari, penso ai soldi,
penso a quel cornuto di magistrato.
E se per stare meglio io devo vedere le mie femmine io lo faccio, capito?
Io ne ho bisogno, ma perché sono loro che hanno bisogno di me.
Ma tu che ne sai di femmine? Mi hai ammazzato sempre a legnate.
Tutte le volte che sparavo male,
che guardavo un ragazzo, che mi truccavo gli occhi.
Mi hai cresciuto come un maschio per guardarti le spalle.
- Io t'ho cresciuto per comandare. - No.
Tu vuoi comandare, no io.
CI rompi la minchia da quando hai 15 anni per essere il capo.
Lo vuoi il potere? E avanti, prenditelo.
Guarda che io non prendo il tuo posto se finisci in carcere.
Non rinuncio ai miei figli, o a mio marito,
a quel poco che mi resta dopo che ti ho fatto da schiava per tutta la vita.
E tira fuori i coglioni!
Ma che minchia fai?
Dimostra che puoi resistere qua dentro
e che non hai bisogno di scoparti qualsiasi stronza
che poi magari domani ti vende agli sbirri.
Rinuncia a tutto, come hanno fatto quelli prima di te.
Portati via la puttana.
[musica dall'autoradio]
Lina!
- Butta l'asso che vinci. - Davide!
Ora tua figlia si incazza.
Che devo fare? Me lo dici tu che devo fare per parlare con lei?
Bello mio, dov'eri finito?
Scusa, aspetta...
Vabbè. Ciao, Lina!
- Aspetta, due parole! - No.
- Me le fai dire due parole? - Neanche una, esci.
- Pietro Aglieri si chiama. - Non mi interessa.
Lui è diverso perché non spara, Soniuccia, non spara.
Mi ha detto che era una minchiata portarmi la pistola, per questo mi fa studiare.
Lo sai come lo chiamavano? "Il signorino".
Perché una volta si è rifiutato di ammazzare uno.
Ora è diventato potente, ha vinto, anch'io posso vincere un giorno.
Ma da quando, Davide? Da quando esistono queste favole?
Ti dice queste minchiate e tu ci credi perché hai bisogno di credere a tutto.
- Io qua sto nella merda. - Lo so.
Lo vedi? Lo sai da una vita.
Qua se non lavoro io non campo e se non campo io mia madre muore.
Non ho bisogno di uno che prima o poi finisce in carcere. Ti saluto.
Aspetta, non chiudere.
Soniuccia!
Io non finisco in carcere.
Soniuccia, io non finisco in carcere. [campanello]
Apri.
- Vuoi qualche cosa? - No, grazie.
[Davide] Apri la porta!
Non finisco in carcere, Soniuccia!
[rintocchi di campana]
Dimmi, fratello. In cosa hai peccato?
Io non ho peccato.
E Dio è sopra ogni cosa.
Pietro, che fai qui?
Sarei venuto io.
Ascoltami, Padre.
Mi è stato ordinato di trovare Vito Vitale
e di ucciderlo.
Io non posso ascoltare queste cose, era nei patti, nessun omicidio.
Io non ho niente da nascondere a Dio,
ma ho bisogno di capire.
Se tu sei un suo intermediario tu mi devi aiutare.
Perché?
Perché mi è stato richiesto di infrangere un giuramento che gli ho fatto?
Non lo so, Pietro.
No, tu mi devi rispondere.
Forse Abramo si fece la stessa domanda
quando Dio gli chiese in sacrificio suo figlio Isacco.
Ma io non ho figli da sacrificare, Padre.
Ma sei Abramo, per fede.
Dio fermò la mano di Abramo perché aveva avuto fede.
Paolo Apostolo lo smitizza
e dice che Abramo impugnò il coltello
solo perché era convinto che Dio avrebbe resuscitato suo figlio dal mondo dei morti
e io dubito che farà lo stesso con Vitale.
Polpettina? Guarda che ho qui.
Un bel lupetto. Il lupino, eh?
Ok, ciao, ciao.
Hai qualcuno, vero?
Dai, sorridi... dimmelo.
Saverio, non fare lo sbirro con me.
Però sono bravo a fare lo sbirro e quel braccialetto te l'ha regalato qualcuno.
[sospira]
Ok.
Sì, mi vedo con una persona.
Non so ancora se diventerà quel qualcuno come dici tu,
però dopo un anno può succedere, no?
Certo, scherzi? E come si chiama? Che fa?
- Per il momento, su, dai... - Come si chiama, cosa fa?
Almeno questo puoi dirmelo.
Mamma?
Per questo dicevo.
Allora, patatina, che stai facendo qua?
- Li ho messi sdraiati. - Sdraiati?
E come fa a bere sdraiato? Facciamolo sedere.
- Non ci riesce. - Allora togliamo il ciuccetto.
Polpettina.
Allora mi riconosci.
Io sono quello che ti faceva addormentare mentre nessuno ci riusciva.
E ti ho anche fatto camminare. Uno, due...
uno, due...
Ti ricordi?
È che io adesso...
Questo periodo è...
Io non so.
Io non posso.
Andiamo a cena?
Sì, certo. Vai da mamma.
Papà, questa è casa nostra?
No, amore, noi ce ne dobbiamo andare.
Continua a mangiare che torno, eh.
[colpi alla porta]
- Saverio? - Sì?
Tutto ok? Oh!
Sì.
Apri?
Dammi un attimo, dammi un attimo solo.
[squilli di cellulare]
Pronto?
[Saverio] Andrea, chiama il ministro dell'Interno, convincilo.
Inventati quello che ti pare ma io devo tornare ora.
Saverio, avevamo detto di aver pazienza, che è la cosa più giusta da fare.
Stare qui mi fa peggio, va bene?
Le cose non si muovono a Palermo senza di me e questo lo sai pure tu.
E poi così non funziona, Andrea, non funziona.
Ho preso anche quelle pillole di merda. Io vado fuori di testa, lo capisci?
Calmati, pensa alla tua famiglia.
Quale famiglia? La famiglia...
Giada ha un altro, lo sai?
E Carlotta...
Io con Carlotta non so nemmeno da che parte cominciare.
Ci ho provato, te lo giuro, ma non ci riesco.
Continuo a pensare che l'unica cosa che so fare è lavorare.
Quindi ti prego, fammi tornare e ti impacchetto Vitale in una settimana,
te lo prometto.
Ascoltami, provo a convincere il nostro ministro,
gli dirò che siamo vicini all'arresto e che la tua presenza qui è necessaria.
Saverio, mi raccomando, rischiamo tutti molto grosso,
quindi spero che tu abbia un piano preciso.
Tiriamo un'altra riga su quell'agenda, te lo prometto, ma tu tirami fuori di qui.
[Giada] No, non è solo lavoro, ti conosco.
Guarda che a me puoi dirlo, cosa è successo?
Devo liberarmi di lui, di questa minaccia,
altrimenti non riesco a occuparmi di voi.
Di lei. Mi capisci, vero?
Anche Carlotta lo capisce.
Hai visto com'è diventata? Ormai ragiona da sola.
- Sì. - Capta tutto.
- Sta dormendo? - Sì.
Però dovresti andare a salutarla.
Certo, lo so.
Tesoro...
Ciao.
Papà deve andare via.
- Subito? - Sì.
Perché deve sgridare uno cattivo, cattivo, cattivo, cattivo.
- E appena ci riesce... - Torna.
Sì.
Torna con un topino.
E perché vuoi un topino?
Perché fa paura.
Dormi, amore.
Salve, ragazzi. Grazie mille.
- Che significa questa cosa? - Da oggi è così, dottore.
Leonardo, perché sei vestito così?
Indossi questo, anche se lo so che non è nel suo stile.
Non esiste, scordatelo.
E tu ti cambi, non torni a Palermo vestito come me.
Non renda tutto più difficile, dottore.
Come responsabile della sua sicurezza ho deciso questa procedura.
Io al suo posto nella blindata e lei qui dentro.
M qui dentro questa minchia!
Trova un'altra soluzione perché questa non la sopporto.
E poi Leonardo, tu stai per sposarti, Cristo santo.
Saverio,
a volte tu mi dici che non c'è un altro modo di fare quello che dobbiamo fare.
- Sì. - E io lo accetto perché ti credo.
Però adesso lo devi fare tu. Mi devi credere.
Per favore.
Va bene, accetto.
Mannaggia.
Però domani a Palermo non puoi farmi scendere da un furgone della lavanderia.
- No? - No.
E perché? Che dobbiamo fare?
Andiamo a divertirci un po'.
[musica dance]
Levati dalla minchia.
Avanti, continua.
Lo sai cosa rende tutto più complicato?
Che il tuo fidanzato sta cercando di uccidermi.
Quindi io non me ne andrò dopo averti fatto qualche domanda,
io non me ne vado finché tu non mi hai dato qualche cosa.
Non è il mio fidanzato.
Non so dov'è, non so il suo numero e neanche mi interessa.
Ascoltami bene, ragazzina.
Non ti interessa andartene via per sempre da questo posto di merda?
Oppure preferisci essere accusata e andare a processo per un mafioso senza speranze?
E tu così tratti le ragazze?
Pensi che mi fai paura perché fai quello duro?
Siete tutti uguali
e io non ti dico niente perché non so niente.
E soprattutto perché non me ne fotte niente né di voi e né di lui.
Vito?
Vaffanculo!
Oh, Vito, calmati.
che ti ha detto?
Al Paradiso è da giorni ci tengo due picciotti.
Dicono che Barone arrivò con la scorta armata e con i blindati.
Quello entra a casa mia,
allora io me ne vado a casa sua.
Ci hai parlato con tuo cugino?
- Ho provato a chiederglielo ma... - Ma che minchia sei? Timido?
Andiamo, ti aiuto io a chiederglielo.
Portami un bicchiere.
Come fanno gli assassini nei film?
Tic, tac...
Tic, tac...
tic...
tac.
Cancelliere, che cosa facciamo?
Ti fai un aperitivo con questi
oppure fai entrare tuo cugino nel palazzo dei cornuti?
Guarda che appena hai finito di mangiare tu,
cominciano a mangiare tua moglie e tua figlia.
Che dici? Le andiamo a svegliare?
[grida] Cancelliere!
Va bene, va bene.
Va bene, va bene.
Tac.
E allora come ti trovi rispetto a Napoli?
Certo, visto con chi sei capitata, non è stato un inizio proprio fortunato.
Barone è uno che tira dritto però adesso sto lavorando anche su Vitale
e con lui lontano ho un po' più di libertà movimento,
sto cominciando a farmi le mie idee sull'indagine.
- Ma quando è tornato? - Saverio, che succede? Tutto bene?
Tutto bene e voi?
Visto che sei tornato, hai novità?
No.
E allora ascolta un po' di più la Romano,
che magari le sue idee su Vitale ti potrebbero servire.
Stavamo giusto per aggiornarci, è vero, Paola?
Guarda che non sei costretta a stare con lui, se vuoi passare con noi,
ne andiamo a parlare con Elia, non penso ci siano problemi.
Saverio, ma quando sei tornato? Non sapevo niente.
Parli con i miei colleghi delle mie indagini.
Io? No.
Allora sentiamo, quali idee straordinarie dovrei sentire su Vitale?
Le stesse che condividi con Russo e Minnella? Con Minnella, porca puttana!
Guarda che c'è stato un fraintendimento, non c'è nessuna idea.
Cioè, io ho delle idee ma non ne ho certo parlato con loro.
Tu non devi parlare delle mie indagini, non ti devi interessare alle mie indagini
e soprattutto non devi fare indagini sulle mie indagini.
Ma perché? Tu hai bisogno di aiuto? E io ho bisogno di avere il mio spazio.
Ma tu non hai capito che non c'è nessuno spazio per te qua dentro.
Non l'hai capito?
Qua se dici la parola sbagliata alla persona sbagliata la gente muore
e non c'è paparino a pararti il culo, signorina.
Che ci azzecca mio padre ora?
Parlate tutti dell'unica persona che ha fatto qualsiasi cosa per non farmi venire.
Non è che ti ha fatto il culo in qualche udienza?
Mai avuto il piacere di testare le sue tecniche preistoriche
e i suoi metodi da parassita.
- Certo. - Di Romano me ne basta una, fidati.
Vaffanculo.
Scusami.
Lascia stare.
Ti ho detto di lasciare stare, lascia stare, forza.
Saverio, ascoltami su Heather, per favore.
Dai, forza, basta, vattene.
- Per favore. - Andiamo.
- Ho delle idee su come farla crollare. - Per cortesia.
- Ma perché? - Esci?
Perché è già crollata.
Elisa Barazza, è lei la preferita di Vito, la pasticcera grassa e stronza.
Brava. E dov'è che lavora?
[Saverio] Elisa Barazza, 45 anni.
Dolce, materna, un sorriso solare e un lavoro da pasticcera
che la fa sentire libera.
Libera di godersi i suoi appuntamenti con l'amore.
E un marito in carcere che la fa sentire troppo sola.
Dipendente dall'umore degli astri
e dai consigli a pagamento di convincenti cartomanti.
- Sicura sei? - [donna] Certo.
Lui mi scrive, mi cerca, mi vuole vedere, ma che devo fare?
Amica mia, le carte parlano chiaro,
mi è uscita l'amante e la signora bionda rovesciata.
Vero? E che significa?
Che vede altre donne. Che te ne fai di uno così?
[Elena] No, no.
[Cartomante] Meglio perderlo che trovarlo.
[Elisa] Però lui mi ama, mi scrive cose troppo belle.
Guarda che la signora bionda rovesciata parla chiaro.
No, no, no, è sincero, me lo sento troppo.
Allora tu fallo rosicare, aspetta ancora qualche giorno
che le stelle dicono che non è periodo, così si abbrustolisce di più.
E va bene, aspetto.
Brava.
[Elena] Aspettiamo.
Ti pareva!
Saverio, stai tranquillo, prima o poi ci va.
Prima o poi, Fra. Questo è il problema: prima o poi.
Mi sono giocato il jolly con Elia e pure lui.
Comunque abbiamo cimici ambientali, telefoni sotto controllo
e una squadra fissa su di lei, non disperiamo.
Un GPS sull'auto?
Purtroppo su quell'auto posso montare solo un H21,
che dopo sette ore si scarica e va sostituito.
Dovrei portarmela in officina per fare qualcosa di meglio.
Fanculo!
Fanculo la signora bionda rovesciata.
Beh, non sarò bionda,
però ho una notizia che credo ti tirerà su.
Scusa, che fai? Te ne vai?
Sì, io le novità di Francesca già le conosco,
invece mia moglie è bionda e magari ha già cambiato le chiavi di casa.
Tranquillo, se succede ti ospito io qui, sul divano.
Allora c'è da sperarlo.
Vi prego, ditemi che è qualcosa che mi leva dai coglioni questo Vitale.
No.
Perché quello per me rappresenta il passato,
mentre la cosa che devo farti vedere riguarda il futuro.
È un mese che vado al processo dell'assassino di Iacono.
Fra, perdi tempo.
Matranga si è accollato la colpa
con la scusa che Iacono aveva una relazione con sua sorella.
- Non parlerà mai di... - Di Aglieri e di Provenzano?
- Eh. - Ne parla, invece. Eccome.
Non in aula.
Ne parla in carcere.
A modo suo.
[dialogo non udibile]
Lo stronzo si vanta con gli altri detenuti
di avere un contatto diretto con Aglieri e Provenzano.
A volte lo chiama il Biondo, a volte il Cinque.
Dice che parlare con lui dalla galera non è un problema.
Il Cinque.
Minchia, abbiamo un soprannome: il Cinque è il Biondo!
Ma come fa? Come riesce a parlare con questi qua?
Questo ancora non lo sappiamo,
però sembra proprio che i detenuti lo usino come centralina di informazioni.
E tu gli hai messo le cimici anche nel buco del culo.
Niente di illegale, ho qualche amico in carcere.
E la Penitenziaria parla solo con noi,
quindi possiamo osservare, ascoltare
e prima o poi la buona notizia arriva.
Questa è una grande cosa, Fra, una grande cosa.
Una bella pista che ne unisce due.
Giustizia e vendetta.
E allora batti il cinque.
Bene, signori, se dovevo reggere il moccolo era meglio mia moglie.
Buon proseguimento.
Era il sogno di Iacono portarci da Aglieri e Provenzano.
In qualche modo ce l'ha fatta.
Il Biondo.
- Fanculo! - Ma che fai? Che fai?
Ho chiamato la ruspa per domattina, cosi ti fai male.
- Mi sto sfogando. - Ti stai sfogando?
- Sì. - Ah. E funziona?
Vuoi provare?
Mettila via.
Però se tu mi dici di leggere, Davidino si mette a leggere,
se mi dici di pregare io prego,
per una volta la fai una cosa che ti dico io?
Fidati, è liberatorio.
Vai.
Vai Pietro, vai, spaccalo!
Vai!
Non è liberatorio?
Vai, Pietro, vai!
Però non è che così abbiamo risolto i nostri problemi.
Lo so.
Però una cosa la voglio sistemare.
Questa ragazza che ti piace tanto, questa Sonia Marino,
secondo me è inutile che continui a presentarti tutte le mattine da lei
- in via del Sacro Cuore. - Pure la via sappiamo!
Secondo me dovresti tornarci soltanto quando potrai fare qualcosa di importante.
E non per continuare a chiederle di uscire insieme, capisci che intendo?
Così così?
Questa ragazza sono anni che fa richiesta di invalidità per la mamma,
ma non l'ha mai ottenuta.
Tu fai una cosa, adesso ti fai una bella doccia
e vai a parlare a nome mio a una persona che ti indico io.
Magari fra qualche mese potrai consegnare tu stesso quel pezzo di carta in mano.
Minchia, grazie! Grazie!
Non è niente.
Per me mai nessuno ha fatto questo, neppure mio papà.
I genitori non si scelgono.
Io però, se me lo potevo scegliere, un papà come te volevo.
È grande quello che fai per me, veramente. Come ti ripago io?
L'hai appena fatto.
Ascoltami bene.
[Aglieri] Ora ti cambi, ti metti presentabile e vai a Palermo.
Devi andare all'ospedale, quello grande che sta poco fuori dal centro,
il San Giovanni.
Sali tranquillo fino al terzo piano e vai al reparto di chirurgia.
Quando sei lì devi cercare un medico, il primario.
[Davide] Aspetta, come faccio a capire chi è? E se sbaglio?
[Aglieri] Non ti preoccupare, lo conosci bene.
Avanti.
[Aglieri] È il tuo motociclista preferito.
[Davide] Minchia, ma chi? Il Biondo?
[Aglieri] Sì, è proprio lui.
Sono entrata nell'ufficio di Barone e ho fatto delle fotocopie.
Ho le prove che sta lavorando a un'indagine segreta
sui due latitanti più ricercati d'Italia,
indagine che vorrebbe fregare ai colleghi.
Cioè hai rubato nel suo ufficio? Sei pazza?
Lisa, non hai capito, qua ci sta di tutto.
Patti, ricatti,
scazzi tra Ros e Polizia, la politica, i servizi segreti.
Se queste carte uscissero fuori, Barone finirebbe nella merda vera.
Ma che stai dicendo?
Paola, è pericoloso, sei sicura che non ti abbia visto nessuno?
Devi buttare via tutto.
Roba da sputtanarlo a vita.
Così lui impara un poco di rispetto e io mi prendo il mio spazio.
Sì, oppure ti fai ammazzare.
Paola, tu non hai bisogno di queste cose per farti strada.
Ti prego, non ti mettere nei guai, ce la puoi fare con le tue forze.
Tu continua con le tue indagini come hai sempre fatto.
Io le indagini le ho sempre chiuse grazie a papà.
Ora voglio farcela da sola.
Aspetta, Pietro, ma io perché devo cambiare stanza?
Consideralo come un regalo.
Non lo sapevo che qua si poteva dormire.
- L'hai messo tu il materasso? - Mmh.
Ti piace?
Resterai qui per un po'.
Mi raccomando, leggi la Bibbia e non smettere mai di pregare.
Mai.
Buonanotte.
Buonanotte.
[motore di automobile]
Minchia, è già qua?
Vito!
Entra, muoviti.
Lo so che non sei contento di vedermi,
ma ti faccio cambiare idea subito, scommetti?
Vieni qua.
È tutto a posto, Vito.
Lunedì mio cugino mi fa fare la visita guidata al Palazzo di Giustizia.
Mi sento strano e tu sai pure perché.
Con la scusa vado a ritirare i documenti del divorzio.
Mia moglie mi ha ringraziato, ti immagini?
È strana questa cosa.
No, finalmente avrà gli alimenti.
No, no, no, no, è che è una cosa tipo...
fai bene che ti porta bene.
Ma che minchia dici? A me il bene Elisa me lo fa.
- È stasera l'appuntamento? - Mmh.
- Vito? - Eh.
Senti...
Ti sei sfogato con me su tua sorella che ci scassa la minchia
e io non sono Renda,
se ti devo dire una cosa, la dico a te.
Fai bene che ti porta bene.
Ora però mi sono rotto ma minchia.
Vito, ci siamo quasi, ci manca tanto così.
Magari vedi quella e ti porta sfiga.
Forse ha ragione Giusy, bisogna fare sacrifici.
Ma da quando la figa porta sfiga? Ma vattene, esaltato!
Anzi, no, fa' una cosa.
Da domani, oltre che di Barone,
occupati pure di quella sua collega.
Lei è senza scorta.
Va bene.
[Elisa canticchia]
[scroscio della doccia]
Sta finendo la doccia.
E canta stonata da tre ore. Ma non è che si sta preparando?
No, se la fa sempre a quest'ora e poi va a dormire.
- Shh. - Oggi nemmeno ha chiamato la maga.
Però di solito non canta.
[Elisa] Ma che mi metto?
- "Che cosa mi metto?" - Cosa?
L'ha detto due volte, si sta preparando.
Cazzo, lo sapevo, lo sapevo! Avviso la squadra e li raggiungo.
- Vengo con te. - No, già io sono di troppo.
Ci coordiniamo da qui, vi avviso io appena... appena lo prendo.
Amore mio, come disegni male! Non si capisce niente.
[squilli di cellulare]
- Pronto? - [Vitale] Elisa, sono io.
[Elisa] Amore mio, ciao.
- [Vitale] Voglio che mi ascolti bene. - Dimmi.
Stasera non venire.
- Hai capito? - Ho capito.
C'è qualche cosa che non va?
No, no, no, no, tutto a posto.
Solo che stasera è no, però presto diventa sì.
Però tu fino a quel momento non muoverti, non fare niente.
Va bene.
Mi devo soltanto liberare di una mosca inutile
e poi diventa sì.
Diventa sì, Elisa.
Va bene, ho capito.
Sì, grazie.
Niente, dalla centrale dicono che non è possibile rintracciare la chiamata,
appena hanno messo giù il numero è diventato inattivo,
ora è intestato a un certo Ndiai Mamadou.
Ndiai Mamadou!
Ndiai Mamadou.
Un nome inventato, avevi dubbi?
Era un tentativo, Saverio, per fare qualcosa.
Qualcosa che non va, Fra, qualcosa che non va mai, mai!
Ma dico, è lui il latitante o no, Cristo?
Eppure va in giro, ammazza la gente, consegna lettere d'amore.
- Saverio. - Saverio la minchia!
Io invece sto chiuso qui dentro a mangiare scarti di mozzarella attaccati al cartone
con Zaza sempre appiccicato al culo
e quella raccomandata della Romano come assistente.
Costretto qui dentro perché ho paura a salire in macchina.
E sono ancora a zero, perché?
Perché lui all'improvviso decide di non scopare
e noi qui a sentire quella che canta da tre ore, pure stonata.
Scopiamo noi allora.
Come?
Hai detto quando vuoi.
E tu vuoi adesso.
- Che c'è? - Aspetta.
- Che c'è? - Aspetta.
Che c'è?
Cosa non c'è...
Cosa non c'è.
Vabbè, dai.
Non fa niente.
È normale.
Non è normale, non è normale per niente.
Ma sì che è normale.
Una cattura appena sfumata, qui dentro,
dove ci dormi, ci mangiamo, ci lavoriamo.
Lavoriamo...
Lavoriamo.
Porca puttana.
Noi lavoriamo e basta, Saverio.
Pensi che sono rilassata? Che la mia vita è meglio?
Con un figlio che mi fa da padre,
con le immagini di Iacono ammazzato nel fosso.
Io me lo sogno la notte che tenta di parlarmi senza la lingua.
Ma che succede, Fra?
Cos'è che non va?
Che non va mai.
Questo qualcosa che manca, che manca sempre.
Dov'è che sto sbagliando, Francesca?
Dove?
Dottore, ecco tutti i documenti fotocopiati alla Mobile.
- Grazie mille. - Ha bisogno d'altro?
- Sì, un caffè, dal bar. - Va bene, glielo porto in ufficio.
No, no, sotto.
Mi scusi, ma non è meglio in ufficio? Un po' d'aria, un po' di luce.
C'è meno concentrazione, ho scoperto cosa non funziona.
La concentrazione, Leonardo, dev'essere totale.
Sta salendo?
No, scendo.
E va bene, allora aspettiamo.
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.