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Original subtitles

(PARLANO IN CINESE)

(INNO ALLA GIOIA DI BEETHOVEN IN CINESE)

(LA SVEGLIA SUONA)

FORTUNATA: Barbara!

Forza, che è tardi!

(PARLA IN TEDESCO)

(IN TEDESCO) Mamma...

FORTUNATA: Barbara? Andiamo?

Forza mamma, dobbiamo andare a firmare gli autografi.

Barbara, scendi.

Fortunata! Ma quando vieni?

Io ho fretta, devo andare via.

- E certo, la aspettano al Quirinale... ROSA: Ma stai zitta...

Ora vengo, Rosa, porto la bambina e vengo!

Dai, Barbara! Dai!

Aspettami!

FORTUNATA: Devang, mi dai un bicchiere d'acqua?

TELEVISIONE: "Una, non è reato e non è peccato.

E allora cosa dobbiamo fare?

Dobbiamo mettere in gioco dei numeri sostanziosi, per vincere,

tentare di vincere qualcosa di buono..."

FORTUNATA: Segna, eh!

Tieni, andiamo.

- Mamma, così mi strozzi! - Devo strozzarti, se no muori!

FORTUNATA: Ciao, eh!

Barbara! Raccogli!

Non le voglio.

Perché fai così? Eh?

Mi spieghi cos'hai?

sai che mamma corre sempre, non ho tempo nemmeno di andare in bagno.

Hai visto la sera quando torno che pipì che faccio?

Ma sto buona mamma, te lo giuro!

Ma non posso presentarmi da una cliente con una bambina.

- La gente è stronza. SUORA: Fortunata!

Io devo chiudere il cancello, ci sono le regole.

Sì, sì, arriviamo sorella, arriviamo.

E poi a settembre, quando mamma apre il negozio, starai tutto il tempo con me!

Mi passi le spazzole, mi aiuti a fare lo shatush, eh?

Sono tutti maschi!

Ma no guarda, ci sono anche due femmine.

- Cinesi. - E vabbè.

(FILASTROCCA IN CINESE)

E allora?

I cinesi sono i padroni del mondo. Bisogna imparare da loro, hai capito?

Vai!

(FILASTROCCA IN CINESE)

DONNA: "Chi è?" - Sono la parrucchiera!

(SUONO DI CITOFONO)

UOMO: "Chi è?" FORTUNATA: La parrucchiera!

UOMO: "E che cerca?" FORTUNATA: Ma non è via Cambridge 1014?

UOMO: "No, questa è via Salamanca,

via Cambridge sta dall'altra parte del raccordo."

- Ma porca ladra... UOMO: "Oh!"

Eh?

UOMO: "Ma i massaggi li fai?" - Ma vaffanculo!

CHICANO: Lì due postazioni lavaggio,

quattro taglio, qui ci vanno le unghie, lì c'è la cassa, no?

Dove mi metto a fare tatuaggi?

Intanto qui e non di là, che c'è una tintoria.

CHICANO: Certo, è perfetto qui.

Così se una cliente va in bagno mi passa davanti.

- Cosa ti cambia? CHICANO: Cambia perché non capisci.

- Qui ci vuole una parete d'acqua. BARBARA: Una che?

Una parete d'acqua. Non toglie luce, non toglie spazio...

e crea l'ambiente, no?

FORTUNATA: Tieni...

Tanto per ora i tatuaggi qui non si fanno.

Come non si fanno?

Partiamo dal tradizionale, shampoo, taglio e messa in piega.

Mai una gioia...

Non posso riempire il negozio di matti che stanno qui tutto il giorno.

Dobbiamo lavorare come pazzi! Anche il lunedì!

FORTUNATA: Hai finito Barbara? - No, signora.

FORTUNATA: Pure...

- Quando te lo finisco questo tatuaggio? FORTUNATA: Ora vediamo...

Che ti hanno detto in banca?

Tua madre come sta?

Ho una voglia di bruciare qualcuno...

FORTUNATA: Oh!

Che facciamo, ricominciamo con la messa nera?

No, eh! Oh! Come siamo noi?

Come siamo noi?

Il miglior dito nel culo... (BARBARA RIDE)

Non ti ho sentito.

(GRIDA) Il miglior dito al culo, Fortunata!

(RISATINE INDISTINTE)

Questo è matto...

(CON VOCE FEMMINILE) Buongiorno, avrei bisogno di una ceretta.

- Al pube? - Ma chi gliele insegna certe cose a lei?

CHICANO: Eh signora, noi ci teniamo tanto al pube... vero?

Mi scusi, è lei la titolare?

Sì signora, sono io, mi dica...

Lavora qui il famoso Chicano? Che vorrei tatuarmi una fatina...

Il famoso Chicano purtroppo è assente.

- È a Los Angeles? - Non proprio, signora... Rebibbia.

Oh, mio Dio! Perché?

Perché gli è caduta una parete d'acqua su una cliente e l'ha affogata sul colpo.

Ecco l'affogato, dobbiamo giocarci l'affogato! Fortunata!

(SUONANO AL CITOFONO)

Che cazzo...

FRANCO: "Tenuto conto delle difficoltà psicologiche manifestate dalla minore

in conseguenza della complessa separazione dei genitori,

si consiglia di attivare per la bambina un percorso di psicoterapia,

al fine di sostenerla in un momento estremamente destabilizzante."

FORTUNATA: Mi sta mettendo in croce perché vuole andare al mare.

Vuoi che non lo sappia? Io gliel'ho detto, cosa credi.

Gli ho detto: "Signor giudice...

io e la madre siamo due bravissime persone,

anche se siamo separati vogliamo il bene, non il male, della bambina."

Gliel'ho detto... è una donna, il giudice.

FORTUNATA: A maggior ragione dovrebbe capire.

Ma cosa deve capire... le donne capiscono solo una cosa.

Franco, però se dici che passi a prenderla, poi Barbara ti aspetta.

Domenica è rimasta tutto il giorno alla finestra.

Pure oggi, al colloquio con lo psicologo, potevi venire.

Dovevo sostituire un amico che sta in ferie, te l'ho detto... un collega.

- Pure io lavoro tanto, ma se serve... - Che serve?

Il dentista serve. Le scarpe servono.

Non lo psicologo. I soldi servono.

FRANCO: Ieri sei passata in banca, no? A chiedere cosa?

I soldi.

- Non c'è il Fernet? - No.

FRANCO: Figurati... se non lo compravo io, quando lo facevi tu?

Ora ti fai saltare addosso solo dagli astemi?

Guarda sotto il lavello.

È questa?

Se a un ospite devi offrire una bottiglia del genere, tanto vale buttarla no?

(FRANCO ROMPE LA BOTTIGLIA)

Dico bene, Fortunata?

- Dico bene? - Franco, non cominciamo, eh.

Cominciare cosa? Tanto è questo che sono diventato qui dentro, no?

- Un ospite, dentro casa mia. - Piano che Barbara dorme.

Dorme? E vorrei vedere che non dorme a quest'ora.

Me l'hai fatta diventare da neuro!

Hai letto che ha scritto quella troia del giudice?

- Adesso devi andartene. - Adesso devo andare?

Questo lo dici ai tuoi amici, hai capito?

Io non la firmo la consensuale, io ti faccio cagare i sassi, hai capito?

Io non la destabilizzo mia figlia

nelle mani di una che durante il giorno non si sa da chi sta,

- a fare chissà cosa. - La bambina dorme.

- E allora? Questo è un ricatto! - Devi andartene.

Io devo andarmene? Io sto qui!

Tu non sei nessuno, non conti un cazzo, non decidi un cazzo, hai capito?

Io sono il padre, Barbara è sangue mio, è un mio cazzo di diritto.

È un mio cazzo di diritto o no?

FORTUNATA: Shh... FRANCO: "Shh" che?

Che "shh"? Eh? Che "shh"?

Doveva venire anche il padre, poi all'ultimo momento

ha avuto un contrattempo e non ha potuto.

- Come ti chiami? FORTUNATA: Barbara.

- E come stai Barbara? - Sta bene.

- E quanti anni hai? FORTUNATA: Otto anni.

La bambina sta come stanno tutti i figli di separati...

Una mia amica mi ha raccontato che suo figlio si vergogna a scuola

perché è l'unico che ha ancora i genitori sposati.

Certo, sputa, ma tutti i ragazzini sputano,

pure io sputavo, poi è passata.

Quello che importa è l'amore, no?

FORTUNATA: Vero, Barbara?

E comunque i miei problemi non si risolvono attorno a una scrivania.

Ma è che è una negra quella?

Sì.

PATRIZIO: Guardi...

Mi dispiace per i suoi problemi, però...

in genere non funziona così.

E come funziona? Me lo dice lei?

(SOSPIRA)

Si fanno una serie di incontri orientativi...

Si cerca di comprendere l'origine... insomma, del disagio,

e poi, se necessario, si stabilisce una terapia.

Così capiamo cos'è tutta questa voglia di sputare.

No, no, io non posso.

Io lavoro 24 ore al giorno, sto aprendo un negozio.

Io ho un mare di spese, di debiti, non posso...

Poi a settembre mi metto in pace, ci mettiamo in pace. Eh?

Ma scusi, a lei lo Stato non la paga per aiutare la gente?

Ci proviamo, sì.

Ecco, siamo venute con tanta buona volontà,

se lei potesse farmi un certificato per il giudice

dove scrive che la bambina è venuta, è tutto a posto,

per noi sarebbe davvero importante.

Ma lei va sempre così di corsa?

Devo pettinare una sposa.

FORTUNATA: Ma che fiori le hai montato?

Crisantemi.

DEMETRA: Questo sta fuori di testa...

Nel mondo anglosassone il crisantemo porta fortuna, incompetente.

Ti sembra il mondo anglosassone questo?

Chicano, sei un artista incompreso...

- Dammi un numero, dai... - Tieni, il numero della ASL.

CHICANO: 13... 13...

Giada, non piangere che ora rimonto tutto, dai!

Ma non piango per i capelli, piango per me!

- E perché? - Ma non lo so.

Ho corso tanto, dieci km al giorno!

Lui mi ha detto: "Se dimagrisci, ti sposo".

E adesso sei dimagrita! Non sei contenta? Ti sposi!

Tanto contenta... (PIANGE)

E allora perché piangi?

- E domani? - Domani che?

- Domani! TUTTE: Domani che?

- E domani? - Domani ricominci a mangiare!

(GIADA PIANGE)

- Guarda, quanto sei bella! - Grazie! Vi voglio bene!

(GRIDA DI GIOIA)

Guarda quanto sei bella! Guarda quanto sei bella!

Mamma, ma che devo disegnare?

Non lo so, il dottore ha detto quello che ti senti.

Io non mi sento niente, dimmelo tu.

Se te lo dico io non vale.

(RIDE)

Ammazza, ti sei sprecata!

- Grazie. - Prego.

Ciao mamma!

Mi racconti un pò della tua stanza?

BARBARA: Io dormo con mamma, nel lettone.

- Anche quando papà stava con voi? - No, papà non voleva.

E siete contente adesso di dormire insieme?

Io sì, pure mamma.

Però dice che la riempio di calci mentre dormo.

Ti sei ricordata il sogno che hai fatto stanotte?

BARBARA: Quasi.

Poi mamma mi ha svegliato perché parlava forte.

- E con chi parlava? - Da sola.

- Mentre dormiva? - Con nonno.

Ah... cioè il nonno vive con voi.

No, nonno è morto da quel dì.

- Tu l'hai conosciuto? - In fotografia.

Cosa si dicono la mamma e il nonno?

(SUSSURRA) Che faccio, papà?

Che faccio, papà?

Che faccio?

Dice mamma. E poi fa la lotta.

La lotta?

BARBARA: Sì, e poi canta.

FORTUNATA: Basta con questo telefonino...

Mamma!

Che ti dice nonno?

Nonno?

La notte, quando ci parli.

Ma chi ci parla?

BARBARA: Quando sogni!

Lo voleva sapere il dottore.

Che voleva sapere?

Che canzone canti la notte.

Io non me li ricordo i sogni.

- E tu che gli hai detto al dottore? - Che sei stonata.

FORTUNATA: Ti ho detto di smettere.

Brava, Barbara.

Un altro pesciolino.

Così ci si fa una bella frittura, dottore.

(PREGHIERA CANTATA IN ARABO)

LUCIANA: Certe volte...

Io vedo il mio angelo custode che fa sì con la testa.

- Anche in Cina avete gli angeli? LUCIANA: Certo!

Il mio è Shennong.

Protettore di commercio e di erbe medicinali.

Quest'angelo presta anche i soldi?

Che ti hanno detto in banca?

Eh, che mi hanno detto...

M'ha chiesto il modello unico. Ma chi ce l'ha il modello unico?

Tu, l'unica garanzia che puoi dare è il lavoro porta a porta?

Se non basta il lavoro, che altro basta?

C'è solo una strada.

Finanziaria privata.

Paghi un pò più di interessi, ma almeno oggi chiedi, oggi ricevi!

- I soldi a strozzo no. - Io posso aiutare.

No Luciana, io ho una figlia, la notte voglio dormire, lascia perdere.

Tanto dormiamo tutti male ormai!

(LUCIANA RIDE)

ERNESTO: Io esco, mamma!

- Ma dove vai? ERNESTO: Afare un attentato!

Ascolta...

mettiamo che tu stai correndo

e a un certo punto davanti a te c'è un muro,

ma grande eh, che non riesci a superarlo.

Questa cosa ti fa arrabbiare, giusto?

Se tu gli sputi, il muro si sposta?

Tu devi trovare la forza...

e il modo di superare ogni ostacolo.

E se gli tiro una sassata?

Se gli tiri una sassata... si sposta, il muro?

Tu lo sai cos'è la forza interiore?

È una forza che hai dentro di te. Ce l'hai qua.

E anche qui.

Che non ha bisogno né di sputi, né di sassate.

Tu devi essere più forte di quel muro lì.

Allora cosa fai?

Magari cerchi una scala, ti arrampichi...

e guardi cosa c'è dall'altra parte.

così vedi se vale la pena di saltare.

BARBARA: Mamma...

quante teste hai fatto oggi?

FORTUNATA: Sette.

- Sono tante o poche? - Poche.

Dice la suora che sputi ancora.

FORTUNATA: Ma che si sputa? Le selvagge sputano.

I cinesi sputano.

Sei proprio una delinquente.

Buonanotte.

Mamma, io voglio fare l'hostess.

ROSA: Liliana, ma fatti un carré, no?

VALERIA: Non le sta bene...

LILIANA: Ma che carré, sembro un supplì...

Guarda un pò queste extensions, mezze bionde e mezze rosse?

- Sono tipo queste? DEMETRA: Sono carine!

- Ma chi è questa? - Fortunata, ma dove vivi?

Liliana...

Ti decidi che devo andare a prendere la bambina?

ROSA: Dai Liliana, che facciamo notte!

Dai, Fortunata.

Il cambiamento va agguantato! (ESULTANO)

VALERIA: Ragazze, oggi sono l'assistente di Fortunata!

Vieni qua, se lo sa Chicano...

LILIANA: Ma la sentite questa energia strana?

- La sto sentendo... - Non è che abbiamo tutte il ciclo?

DEMETRA: Oh, facciamoci un selfie, al volo!

- Un selfie! ROSA: Che cazzara...

CHICANO: Devang, scendi due Campari... e due Solero per le bambine, dai.

Allora, adesso ci giochiamo...

Numero fisso: 1. Sul primo estratto di Napoli

con relativo vertibile e ci aggiungiamo tre numeri fissi:

23...

42... 73.

Su che ruota me li gioco amore mio?

Cazzo ne so?

Poi ci andiamo gentilmente a ricercare... sì, sì, tieni...

i numeri ritardatari.

Lo sai che c'è?

Che io ci credo a questi numeri ritardatari.

Io pure.

Alla fine siamo un pò tutti numeri ritardatari, se ci pensi...

Voglio dire, alla fine... alla fine dovremo uscire.

Tutti quanti alla fine dovremo uscire o no? Lo dovremo vedere il sole o no?

Che siamo noi? Che siamo?

DEVANG: Il miglior dito in culo! - Ecco, hai vinto altri due Campari!

E poi posso dirti una cosa?

Per la mia esperienza personale, te lo posso dire...

ti puoi inventare tutte le formule che vuoi

solo che poi, alla fine, devi giocare d'intuito!

D'intuito, devi giocare.

Cioè devi giocare con il cuore. Con... con...

(BACIO) Con il cuore, devi giocare!

Perché è lì che abita la vera intelligenza, hai capito?

CHICANO: Devi fare una strategia basata sull'amore!

Bello.

Hai capito, Fortunata?

Vero.

FORTUNATA: Quanto sei intelligente!

Dov'è Barbara?

Barbara!

ERNESTO: Fortunata!

Fortunata!

Barbara se l'è presa Franco!

Dov'è?

Sto lavorando.

Barbara dov'è?

- Dimmelo tu dov'è mia figlia. - Non sta qui con te?

Hai lasciato Barbara incustodita in mezzo alla strada con gli arabi?

Aiutami Franco, lo sai benissimo che non era incustodita!

- Dov'è? - Stavi giocando alla lotteria.

Mi dici dov'è?

È da mia madre, va bene? Stanno facendo i wurstel alla brace con i cugini, perché?

Ma è giovedì, ha la terapia!

La terapia? Per una volta la salta!

- Non la può saltare! È importante! - Oh!

- È importante!

- È importante pure che stia col padre

- e con la famiglia del padre, capito? - Non mi toccare!

O non ho diritti io? Eh?

O non ho diritti?

Ma tu la parola diritti non sai neanche come si scrive.

- Pezzo di merda... - Non te lo danno il finanziamento, vero?

Imprenditrice!

- Buongiorno. - Buongiorno.

Sono venuta per dirle che Barbara oggi non viene.

- Ha una festa con i cuginetti. - Bastava una telefonata.

Mi dispiaceva perdere il turno.

- Come sta? - Bene, come vuole che stia?

Nessuno conosce Barbara come me.

No, no, no... come sta lei.

Io?

Ad agosto una bambina dovrebbe stare al mare. Ma come si fa?

Poi a settembre cambia tutto, faccio il divorzio, apro il negozio...

Vuole raccontarmi cos'è successo?

Ma niente, cos'è successo?

Fa caldo e camminando si suda.

Ma pensa che mi siedo qui a raccontarle i fatti miei?

- Solo se vuole. - Non voglio.

E allora perché si è seduta?

Per vedere perché piace tanto a mia figlia.

PATRIZIO: Lei pensa di avere sempre fretta.

Cos'è la pazienza per lei?

- Quando non hai niente da fare. - O forse è ascoltare.

- E per ascoltare serve tempo. - Servono i soldi.

- È così importante per lei il denaro? FORTUNATA: Per lei no?

Se avessi i soldi non mi agiterei così.

Mi sarei presa un avvocato con i contro...

- Invece mi devo difendere da sola. - E da chi si deve difendere?

Quando Barbara è nata, la prima cosa che ho cercato sono stati i piedi.

Avevo paura che fosse nata senza i piedi.

Poi non sono riuscita ad attaccarla al capezzolo,

era pigra, dovevo sempre pizzicarla per tenerla sveglia...

Era diventata magra magra,

mi sembrava una vecchietta.

Mentre la guardavo, mi veniva l'ansia.

Sembrava...

Delusa?

È brutto?

È umano.

Ero giovane, non lo so.

Poi, con i figli, ti scattano certe cose che neanche sai di avere dentro.

Si è sentita impreparata.

Ma no, il primo anno di matrimonio con mio marito, tutto bene...

Pensi che una sera mi ha portato...

un orso, ma le dico, sarà stato alto quanto lei.

Ero una ragazzina quando l'ho conosciuto.

Chissà che film mi ero fatta...

Lei dice il tempo... ma il tempo per me è sempre di corsa.

Pensi che al mio matrimonio, mi sono pettinata da sola.

I suoi genitori?

Erano felici del matrimonio?

Mamma non l'ho neanche conosciuta, sono cresciuta con nonna.

A 16 anni avevo già il phon in mano.

E suo padre?

È morto a 27 anni.

Fa impressione avere un padre che ha sempre 27 anni eh?

Certo.

Com'è successo?

Il problema degli orfani è che ci lasciamo indietro troppe versioni della verità.

È orfano anche lei?

Mio padre si drogava.

(VOCI NON UDIBILI)

È brava a disegnare, eh?

L'ho aiutata, come per i compiti.

PATRIZIO: Immagina che questo qua in fondo sia il mare.

Mica posso farci i tuffi.

PATRIZIO: I tuffi no, però con la sabbia puoi fare quello che vuoi. Vieni qua.

Puoi metterci dentro tutti i personaggi, tutte le forme che vuoi, va bene?

Cos'è, una specie di gioco?

È un modo di... sognare con le mani.

Tante volte non abbiamo le parole.

Il gioco è il linguaggio, i pupazzetti sono le parole.

PATRIZIO: Lei non gioca mai?

FORTUNATA: Al lotto.

(RIDONO)

PATRIZIO: Eh beh, se non gioca lei con questo nome...

Fortunata.

Mamma, io devo fare pipì, mi accompagni?

Vai, vai da sola.

La mandi in giro così?

L'ho trovata scalza che camminava qua fuori, con i piedi sporchi.

Capace che si prenda una siringa, con tutti i disperati che ci sono qui fuori.

Salve, Franco Dominici, il papà della ragazzina e il marito della signora.

- Buongiorno, Patrizio Malaguti. - Ex marito.

Ex.

Dice ex, ma finché il giudice non firma, resto sempre il marito, no?

Bella di papà, stai giocando con la sabbia?

Ah, ma vi siete messi tutti comodi.

- Vuole provare anche lei? - Io? No, se...

Mi levo questi, vi stendo tutti.

PATRIZIO: Ha fatto bene a venire.

A te invece non fa piacere? Mh?

Mi hai messo in croce per settimane, fai pace col cervello...

Non si capisce mai cosa voglia mia moglie, dottore.

Ma chi è, il pesce mignotta?

Perché ci tiene tanto a ribadire che è sua moglie?

Perché è vero.

È la verità.

Io vivo di verità.

E qual è per lei la verità?

La verità è che io sono dovuto tornare a vivere a casa di mia madre...

e intanto continuo a pagare l'affitto anche a casa mia.

Ma se non paghi da tre mesi.

- Ma neanche ci vivo. - Tua figlia sì, però.

A me fa venire una rabbia quando fa così...

come quando... hai presente quando hai un bicchiere in mano

che scivola, scivola, scivola e non riesci a riprenderlo, no?

- E poi, quasi... - Il bicchiere continua a scivolare.

(COLPO SUL TAVOLO) E poi alla fine si rompe, capito?

Vuoi aspettare fuori, Barbara?

No Barbara, stà qui, amore di papà. Stà qui.

Perché deve andare di là?

Siamo qui per lei, no?

Questa donna qui, quest'angioletto,

mi ha tolto tutto, ha preso anche il sonno, perché la notte non dormo.

Lei invece vuole tutto.

Vuole la bambina, il negozio...

brucia i soldi al lotto, lavora in nero...

Questo che c'entra?

C'entra che lavori in nero, perché le tasse le pago io, anche per te.

FRANCO: Mi ha ridotto a un pezzo di bollito.

Ci manca poco che mi sparo un colpo in testa.

Non lo faccio solo per rispetto alla bambina.

Perché se no... (BATTE SULLA PISTOLA)

- Sai che ci metto? - Ma stà zitto.

"Stà zitto"...

Ecco vedi, poi... cambia all'improvviso...

E diventa una pecorella.

E ti chiede solo quello.

Che ti chiedo io?

Siamo qui a parlare di sesso, no?

La psicanalisi non è tutta una questione di sesso, dico bene?

Il problema nostro... è proprio questo.

Che quando mi si inginocchia davanti...

ci ritroviamo subito.

Mi spiego?

CHICANO: È che tu sei una grande masochista, amore mio.

FORTUNATA: Sono una madre, sono masochista per forza.

CHICANO: Quante volte te l'ho detto? "Andiamocene!"

Che se fossi in America, sarei già entrato dentro a un supermercato,

avrei preso una pistola e gli avrei sparato.

(LOTTE CANTICCHIA)

CHICANO: Ho una voglia di sparare a qualcuno...

Tanto che ci rimetto? Anzi... vado a fare i tatuaggi ai carcerati.

Hai una pelle che sembra viva, sembra che scappi sotto all'ago.

FORTUNATA: Magari potessi scappare...

E il dottor 'sto cazzo, che dice?

È una brava persona.

Perché, esistono ancora le brave persone?

FORTUNATA: Basta, mi sono stufata. - Aspetta...

(LOTTE CONTINUAA CANTICCHIARE)

Basta mamma, ti fa male tutto questo sole, forza.

- Dominici? - Noi.

- Buongiorno, signora. - Buongiorno.

Tu sei Barbara, eh? Io so tutto di te.

Signora, il dottor Malaguti ha mandato un referto

a lei, a suo marito e al tribunale dei minori.

La terapia è sospesa, non serve più.

Sei contenta, Barbara? Così vai al mare!

Guarda che disegni belli che fai!

Brava brava, arrivederci.

Ciao.

DOTTORESSA: Vivian, ci devi mettere i soldi, se no non funziona!

Tu te lo metteresti il burqa?

Ehi!

Ehi, dove vai!

Apri! Apri!

Mi aprite la porta, porca ladra?

Apri! Aprite!

(INUDIBILE)

Tu non paghi le tasse.

FORTUNATA: Ma che dici?

Tu lavori a nero.

FORTUNATA: Cammina!

A te non importa se papà si ammazza!

Pensi solo a te! Al negozio!

Io voglio andare da papà, da nonna che mi fa i supplì.

- Non ci voglio più stare con te. FORTUNATA: Ma che stai dicendo?

Era il mio dottore, e tu ti sei messa in mezzo!

Sputo! Sputo!

Sputo! Io ti sputo!

BARBARA: Stronza!

FORTUNATA: Che significa che mia figlia sta bene?

Non sta bene! Non sta bene!

È peggiorata, ha ricominciato a sputare come una pazza!

Ma tanto cosa frega a voi?

La forza interiore... viene da sputare anche a me, guarda un pò!

"È una cosa ben triste, questo nostro... scriverci..."

Fortunata!

Gianluca, rientra in stanza!

Fortunata!

PATRIZIO: Fortunata, aspetti! Aspetti!

Ma lei si rende conto?

Ma come si permette?

Ma come si permette di entrare così all'improvviso senza appuntamento,

senza bussare, mentre sono con un paziente...

ma ha perso la testa o cosa? Ma si rende conto?

Ma si vuole calmare?

Se fa così lei si dimostra stupida!

Lei è stupida!

Ma lei si rende conto di che lavoro faccio io?

Del mio ruolo? Ma lei non può interferire,

lei... lei non può mettere le mani nella sabbiera della sand therapy

e cambiare la rappresentazione

che sua figlia ha fatto della sua realtà interiore...

tuo marito non può così entrare all'improvviso e parlare di...

Di pompini! E tu non puoi trafugare le miniature!

Che ho trafugato io?

Tu non sai la merda che ingoio ogni giorno con il sorriso in bocca!

Io la sera mi sento un fegato così! Io non posso più vederti, lo capisci?

- Io non posso più vedere tua figlia! - Dove va?

(PATRIZIO URLA) Io non posso perché...

perché c'è un codice deontologico!

Porca bagascia!

- Non posso, non posso, non posso! - Ehi, matto! Buono!

Gianluca! Vaffanculo!

(MUSICA RAP E GRIDA ENTUSIASTE)

- Come si dice Fortunata in inglese? - "Lucky", come Lucky Luciano.

Guarda!

(RIDE) CHICANO: Mortacci!

(RIDONO)

La tengo accesa tutta la notte! Lucky!

Siamo una cosa sola, Chicano!

Noi siamo "Lucky"!

Ora basta salire le scale, sono gli altri che devono scendere.

Ne abbiamo fatte poche, di battaglie...

Non ti ricordi là... il negozio del cocainomane?

Mortacci...

400 euro per stare dieci ore con il phon in mano!

Ci tornerei quasi quasi, glielo distruggo quel negozio!

Al posto delle mani ho due svastiche di ferro!

Poi però diventano due gnocchi...

Ma perché?

Comincio a sudare, sento i ragni sulle braccia, un morso in mezzo al petto...

Ho paura, ho paura Fortunata.

Ehi.

- Ho paura. - Di che?

Ehi! Andiamo!

Non devi avere paura di niente tu!

Invece devi respirare, devi aprire il petto... impara a godere!

CHICANO: Di che devo godere? - Di cosa devi godere?

Di queste luci!

Di questa città di merda!

O del fatto che potevamo essere morti ieri in motorino, invece siamo vivi!

E soprattutto...

della mia presenza luminosa,

che illumina anche te!

Prendimi in collo!

(RIDONO)

Non ce la fai, eh?

Molla, dai.

Tieni.

Giocati questi 100 euro.

CHICANO: Hai chiesto i soldi a strozzo alla cinese?

Quella ti chiede il doppio!

I soldi sono carta straccia, Chicano!

Quello che conta è la forza interiore!

Giocati la paura, vedrai che sta volta vinci!

Siamo arrivati! (CANTA L'INNO FRANCESE)

(CHICANO RIDE)

FORTUNATA: Guarda Barbara, il dottor Patrizio.

PATRIZIO: Ciao!

- Che bella sorpresa. - Buonasera a tutti.

- Lui è Gianluca. TUTTI: Buonasera.

- Prendi una sedia. - Sì.

LILIANA: Ammazza che manzo... PATRIZIO: Siediti, Gianluca.

Posso sedermi qui?

Auguri, signora!

LILIANA: Non lo so, mi sa che prendo il manzo in salsa chili, sai?

VALERIA: Bello piccante!

E questo è per te.

Mi è dispiaciuto che non ci siamo più visti, mi sei mancata.

Non pensavo ti piacesse il cinese. Ti piace?

Mangiare sì.

VALERIA: Io mi prendo un involtino primavera grosso così!

Ehi, di' grazie al dottore.

FORTUNATA: Forza!

L'ha detto grazie.

ROSA: Chicano, come li fanno gli involtini qui, belli dotati?

(RIDONO)

Zoccole.

- Patrizio, lui è Chicano. PATRIZIO: Ah, ciao!

Non ti conosco, però ti conosco.

Guarda che è venuto per te, eh? Cosa credi?

- Bugiarda. - Ma fidati.

Questo è un genio. È stato in Africa, ha curato i malati di mente africani.

È importante, loro sono diventati matti per la fame, non per le cazzate...

E certo...

LOTTE: Sauro...

- Chi è Sauro? - Mio padre, un figlio di mignotta.

Anche il mio lo fu.

VALERIA: Dottore che vuoi farci, siamo messi tutti così!

ROSA: Abbiamo subito tanta violenza dottore, tanta...

Ma tanta l'abbiamo fatta anche subire, eh.

Però ho l'arma segreta qui!

ROSA: Ti sei ossigenata le ascelle?

Ma che hai fatto? Ma sei proprio una burina...

- Sono la regina! ROSA: Ma di che?

Vabbé, sono sceme...

Creonte concesse

solo onor di sepoltura

a uno dei nostri fratelli!

- Non conosco.

CHICANO: È Antigone.

Mia madre è stata una grande attrice di teatro...

Ah, teatro. È importante, il teatro.

La fregna di più.

(RIDONO SGUAlATAMENTE)

LOTTE: Un bacio... un bacio...

- Va tutto bene. - No, non va bene.

Mamma, lascialo...

PATRIZIO: Va tutto bene. CHICANO: No, non va bene.

Guardami, non ci sono baci, vieni qui. Mamma...

LILIANA: Non ci sta con la testa... Bevi che ti disidrati.

Guarda me, bevi, forza.

Devi bere ti ho detto. Te la devi bere.

CORO: # Perché è una brava ragazza Perché è una brava ragazza #

# Perché è una brava ragazza #

# Nessuno lo può negar! #

(GRIDA ESULTANTI E APPLAUSI)

PATRIZIO: Come funziona?

Puoi giocare cinque numeri tra uno e 90...

o sulla ruota nazionale, o sulla ruota di una città, tipo...

- Genova, Venezia... - Io sono di Genova.

C'è una mandria di tossici a Genova, vero?

CHICANO: Sei blu o rosso? - Genoa, per sempre.

Ma allo stadio ci andavo solo per menare.

- Perché, sai menare tu? - Sì.

Mi fai vedere cosa prendi?

Questa qua è roba per cavalli.

Ti ammazza. Prima ti rincoglionisce, poi ti ammazza.

Mollala. Scala fino a smettere.

Poi ti prendi queste qua, otto gocce.

Dieci al massimo, tre volte al giorno. E basta.

Ti fai, tu?

Molla tutto.

Perché con queste qua ci vai malissimo...

Lo sai perché mi piace quando ho la schedina in tasca?

Perché posso sognare...

...di guardare questi poveracci e penso: "Io sono ricco".

Mi sento già i soldi in tasca.

Però non ce li hai.

Chi ha detto che non li ho?

Gioca solo quello che puoi permetterti di perdere.

Lei è innocente, lo sai?

# Ti verrò a prendere con le mie mani #

# E sarò quello che non ti aspettavi #

# Sarò quel vento che ti porti dentro #

# Sarò il destino che nessuno Ha mai scelto, e poi #

# L'amore è una cosa semplice #

# E adesso, adesso, adesso Te lo dimostrerò! #

(SUONA RIPETUTAMENTE IL CAMPANELLO)

Apri?

Apri! (BUSSA)

(SUONA RIPETUTAMENTE IL CAMPANELLO)

(SUONA IL CAMPANELLO, BUSSA)

Apri!

(BUSSAVIOLENTEMENTE)

(SUONA RIPETUTAMENTE IL CAMPANELLO)

CHICANO: Oh, la fai finita?

La devi finire!

Fammi capire, che fai se non la faccio finita?

Quella è mia moglie, hai capito, tremarella?

Quindi stai a cuccia...

non toccare mia figlia...

perché quelli come te le rovinano, le creature.

Và a fare lo strudel a tua madre, dai.

Non ti confondere, eh? Allora, questa senza alici è di Barbara.

- Senti, con chi dorme? - Con me.

Come stai?

Benissimo.

Barbara! Vieni a mangiare la pizza con zio, che si fredda.

No! Mamma, voglio venire con te!

- Tua madre deve andare a lavoro, dai. - Voglio venire con te!

No, devo andare a pettinare una processione ad Anguillara,

te l'avevo detto... torno dopodomani, su.

- No! - Dai, ti porto un regalo!

- Perché non posso venire con te? Perché? - Buona, buona Barbara...

- Con chi vai? - Portala dentro.

(URLANDO) No!

No! No!

(MUSICA)

La mia piccola Antigone...

(PATRIZIO SPAVENTA FORTUNATA)

Hai avuto paura, eh? (RIDONO)

C'è un ragazzo africano che cammina nel deserto...

è stremato, disidratato... a un certo punto, nella sabbia,

vede la lampada di Aladino.

La prende, la strofina,

e dalla lampada esce il genio

che gli dice: "Io esaudirò per te tre desideri."

Allora dice: "Genio, io... voglio essere bianco..."

"...voglio tanta acqua... e voglio tanta fica."

E il genio lo trasforma...

in un bidet.

In un bidet. Bianco, tanta acqua, tanta fica, lo trasforma in un bidet!

- Io sono cresciuto lì. - Al porto?

C'erano gli uffici della famiglia di mio nonno.

Era uno spedizioniere.

Alla fine ce la siamo fatta questa frittura, eh?

Era anche buona.

Un giorno, mio padre...

è partito con un carico...

e non è più tornato.

Ha mollato me, mia madre, i miei fratelli...

Se n'è andato in Costa d'Avorio.

Tre, quattro anni fa, stavo lavorando in Ruanda...

ho preso un aereo e sono andato a cercarlo.

Aveva aperto una bisca clandestina su una spiaggia piena di scimmie.

Aveva le alette scure sugli occhiali da vista,

sembrava un ex-criminale di guerra scappato.

Beveva, parlava francese... "mon fils, mon fils"...

non si ricordava nemmeno come mi chiamavo.

Quando stavo per andarmene gli ho detto:

"Papà, ma cosa ti manca di Genova?"

Gli si sono gonfiati gli occhi, ho pensato "adesso piange"...

"adesso crolla"...

La farinata, mi ha detto.

PATRIZIO: Neanche a fanculo l'ho mandato.

E a te piacerebbe partire?

Certo, a chi non piacerebbe?

Sei mai stata al casinò?

No, sono stata al Bingo.

Al Bingo?

(RIDONO)

- E chi è questo bel ragazzo?

- È vietato!

- E dai! Gliela mandiamo a Chicano... - C'è la privacy... è vietato.

Cosa gioco, la serie o gli orfanelli?

Che sono gli orfanelli? No, gli orfanelli no.

PATRIZIO: Gioca la serie per favore. CROUPIER: Serie a piazzare.

- Fate il vostro gioco. - Non ci capisco niente.

Guarda là.

CROUPIER (IN FRANCESE): I giochi sono fatti, niente è più valido, grazie.

(ESULTANO) Sì!

Allora non sei una fregatura.

("LET'S TWIST AGAlN" - CHUBBY CHECKER)

BARBARA: Ma chi questa Antigone?

CHICANO: È una bella ragazza, tipo greca,

a cui non hanno fatto seppellire il fratello dentro le mura.

E lei si ribella a questa legge brutta e disumana.

E una notte si sveglia...

prende il fratello...

e gli dà degna sepoltura.

- A lei però questa cosa non va bene. - Perché?

Perché è gretto.

Non riconosce l'altezza del gesto,

non riconosce le ragioni di Stato, queste cazzate dei poteri forti.

Questo bastardo la rinchiude nella grotta.

Antigone...

ha questo foulard bello, lungo, di Hermès...

Prende e si impicca.

Poveraccia.

CHICANO: No...

i poveracci sono quelli che restano.

È una tragedia.

Ti piacciono le tragedie?

Quando torna mamma?

(VERSI DI PIACERE)

FRANCO: È arrivata la stilista.

Dove cazzo stavi?

Dove cazzo stavi? Eh?

Adesso vieni a cercare tua figlia? Ora è tardi.

Hai lasciato mia figlia

nelle mani di un mezzo finocchio impasticcato!

CHICANO: Amore, non c'entro niente!

FRANCO: T'ho detto che dovevi andartene, sei ancora qui?

S'è fatta i cazzi suoi, la signora, s'è andata a fare i cazzi suoi.

FRANCO: Ma tanto riparliamo di tutto, della consensuale...

riparliamo di tutto, Fortunata, capito?

Io te la levo se sopravvive, capito? E lavati le mani...

FORTUNATA: Amore mio...

(PIANGENDO) Perché non mi parli? Eh?

Amore di mamma...

Adesso sono sempre con te, lo sai.

Dormo qui con te...

dormo qui con te...

FRANCO: Lavati quelle mani sporche. - Aspetti...

INFERMIERE: Calmati! Calmati! - Un attimo...

INFERMIERE: Stai calmo! FRANCO: Si va a fare i cazzi suoi...

Sai perché è viva? Un angelo le ha messo una mano in testa, hai capito?

Ringraziamo Dio che è viva!

- Commozione cerebrale! - Chiamo la polizia se continua...

Te la faccio venire io la commozione cerebrale...

INFERMIERE: Si allontani, per favore.

FRANCO: L'hai rovinata.

Hai rovinato sempre tutto!

La bambina ha rischiato la vita, i referti parlano chiaro.

Ha rischiato la vita.

Perché la madre l'ha lasciata contro la sua volontà in custodia

presso un ragazzo bipolare, sotto psicofarmaci, drogato.

E presso la madre di quest'ultimo malata di Alzheimer.

Lui mi aveva garantito che la bambina avrebbe passato il fine settimana con lui.

E poi all'ultimo non si è presentato, come fa sempre.

Sa quante volte la bambina è stata appesa alla finestra aspettando e lui non arriva?

FRANCO: Ma stai zitta. - Per favore.

E poi io ho tantissime spese, quindi il lavoro mi serve.

Ora si chiama lavoro?

GIUDICE: È vero?

Ma sì, sono una parrucchiera, c'era un evento ed ho pettinato un sacco di gente.

E a questo evento era presente anche il dottor Patrizio Malaguti?

Pensavi che non lo sapessi?

Posso?

BARBARA: "Le pinne me le ha regalate lui

e mi ha detto che davanti a un ostacolo non devo mai fermarmi.

Per questo sono salita sulla scala".

FRANCO: "Lui chi?"

"Patrizio, il mio dottore.

Mi aveva promesso che un giorno saremmo andati tutti e tre insieme al mare.

Ma poi li ho visti al ristorante cinese che si baciavano".

FRANCO: "Che facevano?" BARBARA: "Si baciavano".

Signor giudice, a lei sembra normale che una madre

si fa la tresca con lo psichiatra della figlia

e poi la lascia incustodita per andarsi a fare un fine settimana romantico?

Signora, lei era con il dottor Malaguti il 19 di Agosto?

Signora, lei ha lasciato sua figlia

per andare con il dottor Malaguti il 19 di Agosto?

È altresì vero che la bambina ha chiesto espressamente

di essere affidata alle cure del padre e della nonna?

Ha detto che la odia.

GIUDICE: Signora?

Signora?

Alza la faccia Barbara, stammi a sentire.

Tu non ti devi pentire, non ti devi vergognare.

Non ti devi preoccupare di fare un dispiacere a me.

Ti devi sentire libera.

Se una è libera sta meglio, ricordatelo.

E poi, se ti stanchi...

mi chiami, e mamma ti viene a prendere.

Se no, vuol dire che stai bene.

E se stai bene tu, sta bene anche mamma.

Perché mamma sente quello che senti tu.

Ricordatelo. (PIANGE)

(URLANDO) Ricordatelo!

(PIANGE)

(IN CINESE)

Mi serve il litio, è scaduta la ricetta.

Fà ciao ciao con la mano a questo sogno.

Giochiamoci i numeri delle disgrazie.

Io me ne vado.

CHICANO: Comincio io, undici.

Gli anni che avevo il giorno che ho perso l'innocenza.

Non me ne frega più niente di queste storie, roba vecchia.

E che giorno era?

Quando hai affogato tuo padre?

- Ma che stai dicendo? CHICANO: Me lo hai detto tu.

Era il nostro segreto.

Il nostro segreto.

Ma che stai dicendo?

Ma quale segreto?

Ma è una cazzata.

Noi due siamo capaci a dire solo cazzate.

(GLI DÀ UNO SCHIAFFO) Questo scemo!

Vai a morire ammazzato.

Mia madre non mi riconosce più.

FORTUNATA: Mi sono stufata, non posso farti da madre.

Non sono capace nemmeno per mia figlia!

(VERSI DI PIACERE)

Chicano sta male, mi devi fare una ricetta.

PATRIZIO: Zitta...

LOTTE: "Solo tu puoi" diceva il regista,

"Solo tu puoi, Lotte!

Le altre non hanno il profumo,

le altre non hanno spirito tragico, tu sì!

Tu sei collegata!

Tu sei Antigone!"

Stronzo Creonte!

Stronzo Creonte, Creonte stronzo!

Però dove stiamo andando, agente?

- A Rebibbia, signora. LOTTE: A Rebibbia?

Non sto male quando non ricordo.

Sto male quando ricordo.

Senti che bel vento, mamma?

ERNESTO: Fortunata!

- Chicano ha affogato la madre nel Tevere. - Ma che stai dicendo?

Te lo giuro. Ha calato la tedesca sotto al ponte del gas. Pluff.

Ma che stai dicendo?

Ma che stai dicendo? Eh?

Che stai dicendo! Che stai dicendo!

FORTUNATA: Chicano! Dov'è? - Fermati! Fortunata!

- Calmati. FORTUNATA: Dov'è?

CARABINIERE: Chi state cercando? - Chicano.

CARABINIERE 2: Il matricida. FORTUNATA: Ma quale matricida!

Quale matricida, che state dicendo?

- Lo hanno portato di là, signora. FORTUNATA: Ma dove!

Lo devo vedere, mi faccia parlare, commissario!

- Ti devi calmare! - Lasciami perdere!

Lei si deve calmare signora, va bene?

FORTUNATA: Ehi! Giù le mani voi!

CARABINIERE: Che cosa vuole dire? FORTUNATA: Che è stato l'amore.

- Il troppo amore!

- È stato omicidio, signora.

Ma quale omicidio! È disperazione!

- La smetti? Ma la smetti? CARABINIERE: L'alcool, puzzava,

puzzava di alcool, ha bevuto!

FORTUNATA: Io non mi muovo di qui finché non me lo fate vedere, avete capito?

Ma lei si può sapere chi è? La moglie, la fidanzata, la sorella?

Io? Ma io lo conosco da quando ero piccola.

Da quando andava in giro col secchio, quando pioveva...

Per prendere i rospi altrimenti le macchine li schiacciavano.

Quello è il ragazzo più buono della terra.

Smettila.

Come si dice quando il morto è d'accordo?

La signora vuole dire che si tratta di eutanasia

che il figlio ha assecondato il desiderio della madre.

Questa cosa non dovete dirla a me. Mi dispiace ma la vita è sacra.

La vostra forse, la nostra non se la incula nessuno!

- Smettila! CHICANO: Fortunata!

FORTUNATA (URLANDO): Chicano! Chicano!

Amore mio!

(FORTUNATA PIANGE) CARABINIERE: Signora...

PATRIZIO: Fortunata, smettila.

CARABINIERE: Signora... - Chicano, amore mio...

- Calmati, calmati! CHICANO: Mi serve una penna.

Dategli una penna!

Mi manca un numero solo Fortunata! Uno solo!

FORTUNATA: È colpa mia! Non aveva le medicine, non è colpa sua...

PATRIZIO: Smettila! CHICANO: Sto bene!

Sto bene, amore mio!

FORTUNATA: Dove lo portate?

Devi giocarti i numeri, Fortunata!

Devi giocarti il numero nostro, l'affogato!

Ti prendo il miglior avvocato di Roma!

Io non ti lascio da solo...

CARABINIERE: Chiamate la volante, cazzo! - Non ti lascio solo!

PATRIZIO: Basta! Sono un medico! Il ragazzo è bipolare,

ci sono delle medicine che deve prendere assolutamente,

dieci gocce gliele dia subito!

Ti devi giocare l'affogato!

- Ti devi giocare l'affogato! PATRIZIO: Sì, prendi le medicine!

- Stai tranquillo! CARABINIERE: E stai buono!

FORTUNATA: Amore mio, amore mio... PATRIZIO: Sì, prendi le medicine!

FORTUNATA: Non ti lascio solo, Chicano!

L'avete ripescata mamma?

Ritrovala, Fortunata!

Dalle degna sepoltura!

Va bene avvocato, le faccio un referto:

dissociazione della personalità, infermità mentale e i farmaci.

Ma che dici? Che state dicendo? Lo stanno portando via!

Non capisco! Sto cercando di capire.

Non c'è niente da capire, Chicano non può star dentro...

Puoi stare in silenzio un attimo, per favore! Mi scusi, avvocato.

- Questi non ragionano così, lo capisci? - Questi chi?

Chi cazzo sono, che ne sanno loro?

Tu non puoi vivere così, sei sempre in guerra con tutto!

Ci sono le istituzioni, le regole, magari non ci piacciono, però questa società

- è tenuta insieme da regole morali. - Ma quali regole? Le vostre!

Le vostre di chi? Di che stai parlando?

Scrivete le ricette, i verbali e poi non ve ne frega un cazzo!

Non ve ne frega? A me non frega?

Io sono qua, in questo cazzo di manicomio, con te!

E perché non gli hai fatto la ricetta, allora?

- Perché? - Ma cosa stai dicendo?

Cosa stai dicendo, che la responsabilità è mia?

Ti rendi conto di quanto è grave ciò che stai dicendo?

Io sono iscritto ad un albo professionale! Dov'è l'uscita?

Qui siamo all'aperto però.

Non ci sono le scrivanie, i pupazzetti, la sabbia e tutte queste cazzate.

Non è una cazzata questa! Ha ammazzato la madre!

Ma che ne sai tu, lei non lo amava!

Tu hai una mentalità criminale!

Tu mi fai paura, sono spaventato da te. Io faccio un passo indietro!

Dove cazzo è l'uscita!

Ma tu le regole le hai rispettate quando mi sei saltato addosso?

Io non ti sono saltato addosso, non vado in giro a saltare addosso alla gente.

- Non è mia abitudine. - Mi sono giocata tutto.

PATRIZIO: Non mi toccare! - Ho perso tutto! E tu invece?

Ha ammazzato la madre, lo vuoi capire?

Non ha sbagliato una permanente, cretina!

FORTUNATA: Non l'ha ammazzata...

Non l'ha ammazzata. Non l'ha ammazzata!

Non l'ho ammazzato!

No!

FORTUNATA: L'ho lasciato morire.

Ho affogato papà.

Diceva...

"Andiamo al mare. Andiamo a giocare".

Andava a drogarsi, al mare.

E mi nascondeva la roba sotto i vestiti.

Io avevo una paura... avevo una paura...

FORTUNATA: L'ho visto cadere

a faccia sotto.

Quante volte l'ho visto cadere?

Gli è entrata tutta l'acqua nel naso...

nella bocca...

L'ho lasciato affogare.

Avevo paura.

Avevo... ho ricominciato a giocare.

E nemmeno piangevo. Nemmeno piangevo.

Avevo colpa?

Ha colpa, una bambina di otto anni?

Per te, ha colpa?

(ROMBO DI TUONO)

("HAVE YOU EVER SEEN THE RAIN?" - CREDENCE CLEARWATER REVIVAL)

DONNA: Chi cerca?

(IN CINESE) Pronto?

(PARLA IN CINESE)

SIGNORA: Per te chi è questo? SIGNORA 2: A me sembra un poliziotto!

ERNESTO: Devang, dammi un gelato. Affogato al caffè.

TV: "88, 89, quindi la famiglia..."

(VOCE DALLA TV)

TV: "...si giocano numeri esatti,

si giocano delle previsioni, quindi il risultato,

questo ingrediente davvero fondamentale

per cercare la fortuna. E tentare la fortuna non è peccato. Non è reato."

(VOCE DALLA TV)

(SUONO RIPETUTO DEL CAMPANELLO)

FORTUNATA: Accomodati.

Che vuoi, che mi inginocchi?

Non mi provocare, Fortunata.

Non mi provocare perché tanto lo sai che ho ragione io.

- La ragione è al campo santo. FRANCO: Io ti butto di sotto.

Dai, dai!

FRANCO: Ti butto di sotto così ti ci mando io da quello psicologo!

Dai, dammi una mano! Dai, monta! Intanto ti sistemo la casa. Fammi liberare...

- Dove vai? FORTUNATA: Ti faccio un favore.

FRANCO: Vieni qui!

FORTUNATA: Guarda, la robaccia mia.

Ma hai visto che bella giornata, Franco Dominici?

Ti fa felice il sole, no? Che cazzo...

Ma io ti voglio ringraziare! Di tutto!

Di Barbara, delle botte che mi hai dato...

pure di questa merda di pupazzo, tieni.

È stata la mia vita, e io ho rispetto della vita...

FRANCO: Quando ti parlo devi stare ferma!

Sì, vabbè. Guarda, ti ho pensato. Oh!

Per te! È casa tua! Serviti, no?

Tanto dove vado io? Che sempre Fortunata devo portarmi dietro.

Che cazzo ci devo fare con questo corpo?

Sparami. Sparami.

FORTUNATA: Che c'è Franco, non hai il coraggio?

Ti si è ammosciato?

Ti aiuto io.

Ti ho sempre aiutato e non ti aiuto ora?

Sai chi mi ha insegnato a sputare? Mia figlia!

Ora t'ammazzo...

Fortunata...

Barbara non ci vuole stare con me.

Vuole stare con te.

Ma ora è tardi.

FRANCO: Dove vai?

Dove vai?

Grazie per tutto quello che hai fatto per Chicano.

PATRIZIO: È una buona struttura.

Si troverà bene, vedrai.

Lo sai cosa mi diceva sempre mio padre?

"Fortunata, chi lo dice che questa vita sia meglio di quell'altra?"

Però questa è l'unica che conosciamo.

FORTUNATA: Magari ti vengo a cercare in Africa.

Come un ex-criminale di guerra.

L'hai più giocata quella schedina?

Peccato!

Hai visto mai ti portavo fortuna?

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