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Stai già registrando?
Riprendimi di lato. Voglio che si veda il mio profilo greco.
Eccoci qua,
nell'ufficio del direttore generale dei Pumas.
È il momento in cui prendiamo il bonus. Ti gettano i soldi in faccia.
Quando usciamo, compriamo una Ferrari.
Rossa fiammante.
- Potro. Come stai? - Come va?
- Non puoi registrare. Come sono entrati? - Sono stato io.
Facciamo un documentario su Potro Romani.
- Ottimo. - Guardatelo. È così dolce.
L'abbiamo quasi venduto alla ESPN.
Dobbiamo discutere di questioni private.
Non ho nulla da nascondere ai miei fan.
Gli ho promesso l'accesso alla mia vita. E tu fai parte della mia vita.
- Beh, se è quello che vuoi. - Andiamo, amico.
Dammi quei soldi, non vedo l'ora di andare a divertirmi.
Dammi quel denaro.
Sei fuori dalla squadra.
Sembra che stia facendo pratica.
Questa sarà una grande papera.
Sei il migliore.
Puoi uscire un attimo? Devo parlare col presidente.
Tra un po' andiamo a prendere la Ferrari e la riempiamo di ragazze.
È tutto a posto.
È solo un malinteso. Tranquilli.
Ho un contratto di un anno.
Non costringermi a farvi causa.
È stato il peggior investimento nella storia dei Pumas.
Ho giocato benissimo tutte le partite. Non rompere le palle.
Ti sei anche lasciato dietro pozze di sangue.
Dammi una lettera di referenze. Devo giocare a calcio.
No, Potro.
È assolutamente antisportivo.
Ho informato della tua situazione tutti i direttori tecnici della lega.
Sono Potro Romani, lo stallone argentino. Cosa stai dicendo?
Ti hanno sparato a una gamba. Scordatelo!
Pensi di essere il presidente del mondo?
- Non farmi chiamare la sicurezza. - Li prendo a calci in culo.
Gli farà male a quei nani quando cadranno.
Soprattutto a te. Hai un esercito di nani.
Che problema hai con i nani?
Non capisco.
E non m'importa.
Se odi i nani, sono affari tuoi. Ma sei fuori!
- Fai qualcos'altro. Scatta foto... - Succhiami le palle, figlio di puttana!
Quindi, niente bonus?
Dammi la metà e ti do una percentuale, chiudiamo l'affare.
No, coglione.
- Ti sbatto dentro per 10 anni. - Tu mi sbatti dentro?
- Non posso darti un bonus. - Il 15 percento.
- Dammi dei soldi. - Non posso darti un bonus.
Pati, puoi dare a Potro i suoi documenti, per favore?
- Buona fortuna... - Vaffanculo.
- Potro. - Sì, piccola.
Avevo un appuntamento per vedere quella Ferrari.
Ma mi è piaciuta di più la McLaren.
Mi spiace. Sai che sono dalla tua parte.
Figlio di puttana!
Bastardo!
Figlio di puttana!
Ragazzi, cancelliamo tutto.
Mandiamo tutto al diavolo.
- Ecco fatto. - È fantastico, Potro!
- Fantastico, figlio di puttana? - Narrativamente parlando.
Quel bastardo mi ha appena cacciato dalla squadra. Sei idiota?
Possiamo mostrare alla gente com'è l'abisso nel calcio.
Che gliene importa? Vogliono vedere donne, feste.
Sono al verde, coglione.
UN ORIGINALE NETFLIX
Pensa ai soldi, Potro.
Cosa c'entrano i soldi?
Rafforzerà il tuo marchio.
Immagina una linea di deodoranti per lo sport.
"Acqua di Potro."
Come sta il trucco?
- Sei sicuro che funzionerà? - Certo.
Non rendetemi ridicolo.
Filma mentre esco, tipo Fast and Furious.
Cos'è la vita senza il calcio?
Un mucchio di corpi putrefatti che camminano per il campo, come zombie.
Il calcio era tutto per me.
Mi sento violentato.
Penetrato.
Non sono niente senza il calcio.
Cosa sono io?
Un contabile senza calcolatrice. Uno chef senza lingua.
Amore! Ehi, tesoro!
- Che stai facendo? - Che stai facendo tu, tesoro?
Stai ancora facendo questa cosa?
Lavoriamo su una promozione commerciale per rafforzare il marchio Potro.
Non rompere le palle. Ho avuto una giornata difficile.
Perdonami, tesoro, va bene?
Perdonami tu.
- Sono stato cacciato. - Cosa?
Sono stato cacciato dalla squadra.
Sapevamo che sarebbe potuto succedere.
- Che vuoi dire? - Certo.
Tu aspettavi che succedesse.
No.
Finalmente possiamo mettere su
quel posto per la ceretta brasiliana che abbiamo sempre sognato.
Non è il mio sogno. Quante volte te lo devo dire?
È il tuo sogno, non il mio. Non voglio fare la ceretta.
- Dico sul serio. - Non ti sei mai fidata di me.
- Ecco il problema. - Che dici?
- Stai dicendo sul serio? - Calmati.
No, non mi calmo!
Se fai questa cosa, tanto vale dire a tutti
chi mantiene questa famiglia con sesso orale, doppie sforbiciate, eh?
Anale estremo tre volte al giorno, perché lui possa vivere come un re.
Ma guardatelo.
Fottetevi! Tutti quanti! Fottetevi!
Vai a farti fottere da un autobus pieno di somali.
È il mio lavoro. L'attrice porno!
- Come se non lo sapessi. - Bene. E ora?
Sono stufa di te! Brutto stronzo!
Yuli...
Taglia, taglia.
La carriera dell'attaccante argentino Potro Romani si è conclusa tragicamente
quando si è scoperto che nascondeva una ferita da proiettile.
Romani aveva esordito con i Cuervos, portandoli a una finale.
È sposato con l'attrice di film per adulti, Yuli...
Che stai facendo? Puoi... Ti togli di mezzo, cazzo?
Sei davanti alla TV.
...droga ed evasione fiscale...
Non vedi cosa stai facendo?
Mi dici che non posso giocare. Sono stato cacciato dalla squadra!
Mia moglie mi ha lasciato! Ora mi tagliano internet.
Non mi daranno neanche due mesi!
Mio fratello si sposa. Il mio fratellino si sposa!
Fabricio Romani è tuo fratello?
Certo che è mio fratello.
Da dove pensi che venga tutto questo talento?
È stampato nei nostri geni con il seme di Dio, amico.
Proprio qui. C'è il latte nelle mie vene.
Ascolta.
Salve, sono Fabri.
Se è per lavoro, parlate col mio manager.
Se siete del Barça, lasciate un messaggio. Vi richiamo.
Chimichurri! Ti sposi!
Non ho ricevuto l'invito!
Sarà colpa delle poste di merda. Non mi arriva mai niente.
Congratulazioni, amico!
Chiamami. Ho bisogno di te, ti prego, chiamami.
Andiamo in Argentina.
Vieni con me, con tutti questi stronzi.
Davvero?
Saremo là come una famiglia.
Capisci? Anche se non hai mai lasciato questa città?
Sai come sono le ragazze là? Il panorama?
È bellissimo, amico.
Potrei stare a casa di mio padre per un po'.
Ad aspettare che questa cosa passi.
Laggiù, piaccio molto alla gente. Mi coccolano.
Guarda qui.
La comodità prima di tutto.
Guarda che vestito ho comprato!
Color vino. In Argentina lo chiamiamo bordeaux.
Bordeaux. Più francese. Siamo più europei.
Non come voi cazzoni. Branco di indiani.
Guarda. Passaporto argentino
e passaporto messicano. Ho due nazionalità.
Indovina quale vale di più?
Siamo pronti, amico.
Andiamo in Argentina!
Mi piace molto viaggiare.
Dicono che blocca l'invecchiamento perché ti muovi ad alta velocità.
Vedi come accelera. Andiamo a 900, forse 1800?
Ma lo ferma perché la gente sotto va a una velocità diversa. Mi capisci?
È una questione di relatività.
Dicono anche
che volare troppo spesso può farti ritrarre un testicolo.
Un mio amico ha i testicoli retrattili.
Devi mettere acqua fredda, ghiaccio sulle palle.
Il buco del culo si stringe. È terribile.
Vado a farmi una sega in bagno. Aspetta.
Benvenuti all'aeroporto di Santiago del Cile.
Sono stato convocato dalla nazionale argentina
più di una volta.
Volevano che mi tagliassi i capelli. Non lo farò mai.
Mio fratello è un gran giocatore. Siamo uguali. Siamo entrambi bravi.
È molto concentrato sul calcio.
Ci spende molto tempo, energia. Io amo altre cose.
Mi piace godermi la vita, sai?
UN GOAL NEL VENTO
Parla di un giocatore di calcio, un attaccante,
che è traumatizzato perché non riesce più a segnare.
E il fantasma di un allenatore lo aiuta a superare il trauma.
Il ragazzo torna a essere un attaccante. L'ha scritto il mio vecchio. Darío Romani.
Lo Shakespeare dei racconti di calcio argentini.
Guarda, amico, pelle d'oca.
Non torno da cinque anni. Ovviamente sono emozionato.
Stiamo arrivando!
Mi viene a prendere il mio mentore, il grande Pitín Belarri.
Ha scoperto Messi.
La mafia del calcio si è presa il merito.
Come va, Riquitiki?
Potrino!
- Come va, figlio di puttana? - Bene.
Andiamo. Non posso stare troppo all'aeroporto
Perché? Che c'è?
Niente... Ho un debito con il governo
e non posso viaggiare, ma va bene. Tutto a posto.
Come mai la videocamera? Quella videocamera.
Sto facendo un documentario sulla mia vita. Per la ESPN.
La Lamborghini è a riparare?
Che vuoi dire? Ho perso tutto per mia moglie. L'auto,
ho perso la casa, gran parte della mia dignità,
il patentino di allenatore, tutto. Quindi, ragazzi,
non scommette con le carte di credito.
E state lontano dagli oppiacei.
Scusa per il disordine.
La donna viene domani.
- Hai un po' di tutto. - Sì. Sai che c'è?
L'unica cosa che quella troia non è riuscita a prendersi
sono quei missili che ho scoperto.
- Ci so ancora fare. - Ah, sì?
- Ho firmato un biennale. - Ottimo.
Goya!
Cachun cachun, ra ra!
Contando i ragazzi qui, siamo...
Siamo tre, ma se vuoi...
Mi inviti al matrimonio di Fabricio Romani?
È un grande onore. No, aspetta.
Ho un incontro degli alcolisti anonimi,
- ma posso rimandare. - Aspetta, cazzone.
- Posso andare un altro giorno. - Bevi molto?
No. Ascolta. Cerca là dietro. Credo di avere uno smoking o roba simile.
Cos'è questo, amico?
- Hai dei figli o cosa? - No.
Sono pannoloni per adulti.
Pensi che voglia cagare fuori alle quattro di mattina d'inverno?
Mi si stringe il culo.
È fantastico stare in Argentina. Il miglior paese del mondo!
Abbiamo le ragazze più belle.
Abbiamo Maradona! Il Papa! Paradiso e inferno, amico!
Sai quanti fan ho qui?
- Lo vedono e impazziscono. - Non posso uscire.
Ehi, guarda.
- Che c'è? - Guarda chi c'è qui.
Che combini?
- Chi è? - Il Potro.
Che Potro? Il cantante?
Potro Romani. Non ti piace il calcio?
No, amico.
Non so proprio chi cazzo sia. Chi lo conosce?
Continua pure. Andiamo.
- Ne registreremo un altro. - Ok.
Dov'è il posto? Dove si sposano?
Non lo so. Non riesco a trovare l'invito.
Hai perso l'invito? Cazzo.
Aspetta, ce l'ho.
È allo Yatch Club di Nordelta.
Bene. I Romani di sicuro sono chic.
Ci sono stato una volta, ma non mi hanno fatto entrare.
Ma con lo smoking, siamo a posto.
È bello lo smoking? Non farci sfigurare.
No, con la fascia verde e il papillon...
Ti piacerà.
Usciamo da quest'auto di merda. Sembra...
No, ma è vintage.
Ha 25 anni. È come indossare dei jeans strappati.
Figlio di puttana. Hai scoreggiato là dentro.
Che ti aspettavi? Ci sto tutto il giorno.
- Fermi. - Che stai facendo?
- Non toccarmi. - I lavapiatti entrano dal retro.
- Lavapiatti? - Il personale...
- Sai chi sono io, ragazzo? - No, non lo so.
- Un lavapiatti vanitoso? - Gli spacco la faccia.
- È l'attaccante dei Pumas. - Chi cazzo sono i Pumas?
La migliore squadra del Messico. Non hai la TV a casa?
Senti, Beckham dei poveri, ti rispetterei di più se...
Ti ammazzo! Ti spacco la faccia!
- Se ti prendo a calci, te ne pentirai. - Ragazzi.
- Ehi, come va? - Bene.
- Siete qui per l'evento? - Sì.
Sei... un'amica della sposa?
Il mio ragazzo è il testimone dello sposo.
- Cos'è questa storia? - È un documentario sulla mia vita.
Sulla tua vita. Perché?
Sono famoso. Potro Romani.
Quindi sei famoso, eh? Fantastico.
Vuoi una foto?
No. Vi va di entrare?
Entriamo insieme?
- Vi porto io. - Ok.
- Vai pure, entra. - Grazie.
...e il padre.
E si ricordò di quell'autunno in cui il dittatore era salito al potere.
Un contropiede improvviso...
Mio padre. Ascoltate.
...gli fece cenno.
E lui tirò. Finalmente segnò un goal.
È un frammento del mio libro, Un goal nel vento, ovviamente.
Potete comprarlo in libreria.
Soprattutto, voglio dedicarlo alla mia più grande creazione.
Mio figlio, Fabricio.
- Un tesoro nazionale. - Grazie mille.
La mia famiglia! Andiamo! Dai!
È Potro!
Come va, mamma?
Come va, tesoro?
La mamma è bellissima!
Come va, ragazzo?
Come stai? Ti sposi!
Basta. Calma. Ti sta importunando?
- Chi sei tu? - Il testimone. E tu?
- Non spingermi. - D'accordo, basta.
Ma guardati, sei bellissima! Gira.
Sei fortunato, Julián.
Come mai le videocamere?
Stiamo facendo un documentario per la ESPN sulla mia vita.
- Noi ne abbiamo fatto uno per Fox Sports. - Scambiamoci le riprese, no?
Il mio è per il mondo.
Sandro, la ESPN può filmare?
Troveremo un accordo e vi manderemo il protocollo.
- Possiamo o no? - Ascolta. Andiamo.
- Ho fame. Dove andiamo? - C'è del cibo qui. Vieni.
Lasciate qui le videocamere.
- Lasciatele. - Non vengo qui da anni.
- Vieni. - Che c'è?
Ti stai per sposare!
- Basta! - Dai, è bellissimo!
- Basta! - Che ti prende?
- Non sei felice di vedermi? - Non sei stato invitato.
Smettila. Che vuoi dire?
Te lo devo spiegare?
Dai, amico. Smettila di scherzare.
È una cerimonia intima.
Tu lo sapevi?
Digli la verità. Sei un disastro. Non volevamo la tua sfortuna.
- Non parlargli così! - È la verità!
Smettila di difenderlo!
Non volevamo negatività nella sua vita. È così. Deve ascoltare.
Non ci credo. Porto sfortuna? Ti ho creato io, coglione!
Ti ho insegnato io a giocare a calcio.
Davvero? A Natale, cinque anni fa.
No!
- Lascialo parlare. - Natale, cinque anni fa.
Avevo vinto il Pallone d'Oro. Ero così felice.
Veniamo per Natale. E casualmente sparisce.
- Non sono stato io! - Allora chi è stato?
Che ne so? La domestica.
È sparita un sacco di roba. Ma dai.
Chi è quell'uomo?
Come? È il fratello di Fabri.
Che vuoi dire? Non mi ha mai detto di avere un fratello.
Potro Romani.
- Non mi è mai piaciuta questa famiglia. - Piantala con questa storia!
Non sono cattolici, Renata. Non sono credenti.
Sto per sposarmi! Ne abbiamo parlato.
Volevo venire qui e godermi questo momento con te.
Sono orgoglioso di te. Ti ammiro, fratello.
- Andiamo, è tardi. - Mi dispiace. Perdonami.
- Pensi non ti voglia al mio matrimonio? - E allora?
Riprenditi! Prendi in mano la tua vita! Metti la testa a posto!
- Oh, tesoro. - Tu lo sapevi?
Non mi hanno permesso di dirtelo.
Ho litigato per mesi con tuo padre. Non ci scopavo.
- E sai quanto ci piace scopare. - Piace anche a me, mamma.
Anche a me piace scopare. Era una punizione?
- Sì. - Ti arrabbi e non mi tocchi?
- Ti pare giusto? - Sì.
Sono venuto dal Messico. Digli qualcosa. Fai qualcosa.
- Scopate in bagno. Convincilo. - No, no.
Mi sono masturbato abbastanza. Andiamo.
- Andiamo. - Ti voglio bene.
Stiamo insieme da due anni e non hai mai parlato di un fratello?
Forse questo non è il momento migliore per parlarne.
Sì che è il momento migliore per parlarne.
Sto per sposare un bugiardo.
E poi?
Farai coming out durante la luna di miele?
Ma dai, su.
Mi dirai che hai dei figli quando sono incinta?
- Calmati. - Vuoi che mi calmi?
Sì.
Vai a cercare tuo fratello o non mi sposo.
No.
- Non funzionerà. - Tra noi non funzionerà.
Vado a cercarlo.
Ma non rispondo delle sue azioni. D'accordo?
Potro, non te la prendere. È finita.
Forse il vecchio ha ragione e porto sfortuna alla famiglia.
Non sono un idiota, sapete?
Ero un disastro, ma sono cresciuto! Ho 35 anni ora.
Sono un adulto.
Ora che sono qui, non vuole farmi stare con la famiglia.
Probabilmente ha convinto Fabricio a non invitarmi.
In Guatemala gli eventi durano poco o non vi hanno fatto entrare?
- Vuoi fare a botte? - Che succede?
- Basta. Tutto a posto? - Ti spacco la faccia!
Ho capito. Non sono il benvenuto qui.
Va bene. Ma io ci tengo a te.
- Ti auguro una vita felice. - Potro.
Resta.
Dai. Hai fatto tutta questa strada.
Non mi devi implorare, Julián! Va bene. Meglio che resti.
Entriamo. Sono assetato.
- Aspetta. - Beviamo qualcosa.
Puoi fare un passo indietro? Stabiliamo le regole. Più indietro.
Non puoi bere alcolici. Niente droga.
Non avvicinarti o parlare con mio suocero.
- Non puoi fare a botte. - Un selfie?
Non è il momento, ma va bene.
Non mi ha preso. Taggami. RealPotroRomani.
E, ti supplico, non mostrare mai il pene.
Non posso promettere niente.
- Promettimelo. - Andiamo a bere!
- Promettilo! - Beviamo una tequila!
Promettimelo!
Siamo dentro.
Questo è un miracolo.
Vivo in un'auto. Immaginate cosa significa per me avere l'acqua corrente.
È fantastico.
Potro ha cominciato nei pulcini. Aveva delle doti promettenti.
Fabricio disse subito: "Voglio giocare anch'io".
Suo padre lo convinse
ad allenarsi in una squadra giovanile della Juventus.
Che cosa fece? Smise di pagare per Potro.
Ripose tutte le sue speranze su Fabricio perché aveva visto un potenziale maggiore.
Potro perse la testa.
Prima accusò il padre di averlo violentato.
Poi gli spaccò l'auto con una spranga. Una bella auto.
Quindi, delirando, diede fuoco alla casa.
INCENDIA CASA DEI GENITORI
Un casino. Poi fu mandato in riformatorio.
Quando uscì, voleva tornare a casa,
ma era stato cacciato. Una vera tragedia. Terribile.
- Hai scoperto tu il Potro, vero? - Sì, è vero.
Qualche tempo dopo. Lo trovai che giocava per strada in un campo arido.
Vedevi una nube di polvere e i ragazzi che giocavano.
Potro si distingueva.
Era come una calamita. Non riuscivo a smettere di guardarlo.
Era diverso.
Non riuscivo a piazzarlo in nessuna squadra da queste parti
perché avevano letto di lui sui giornali.
Ma avevo un amico che allenava la prima squadra dei Cuervos in Messico.
Lo mandai là e conoscete la storia. Si è ritirato su.
Nessuno ha mai regalato niente a Potro.
Questo si chiama avere le palle.
Belle grosse.
Ciao, ragazzi.
Vi presento Diego.
Sarà uno dei testimoni, come abbiamo detto.
Siate gentili.
Ciao, mamma. Ci vediamo giù.
- Non lo stai facendo bene. - Si fa così.
- Spostati, ci penso io. - Calmati.
- So come si fa. - Calmati.
Tienilo lontano, va bene? Tienilo molto lontano.
- Non farlo avvicinare. - Ok.
Tranquillo. Lo terremo calmo tutta la sera.
Come sul campo. Non voglio nessuno vicino.
È difficile. Ci sono quasi.
È la decima volta che ci provi.
Ma guardatevi tutti.
Si sta per sposare. Avrai una grande festa.
Questo ragazzo era un gran playboy. Ora si sposa!
- Si è sposato. L'abbiamo perso. - Sì, beh...
In Messico, snifferemmo così tanta coca che sembrerebbero strisce pedonali.
Ci tufferemmo così con una cannuccia.
No. Niente droga. Voglio che tu stia calmo.
- Non ci riesci. - Sì, si fa così.
Sta facendo un ottimo lavoro. Cosa dici?
Portate via la videocamera. Non la voglio qui.
Ehi, senti un po'.
La prima notte, farai meglio a scoparla bene.
L'obiettivo poi è la cosa più importante, va bene?
Potrebbe non sembrare, ma le credenti adorano prenderlo nel culo.
- No, le piace. - Vai via.
Meglio che senta dolore e domani non riesca a camminare.
Dammi retta.
Potete sedervi.
Al sorgere del sole, ogni mattina nei cieli di Dio,
la bellezza virtuosa della moglie risplende su tutti noi.
- Che cerimonia, eh, amico? - Lasciami stare.
La Terra è piena della benevolenza di Dio.
Smetti di piangere.
Non posso. È un momento meraviglioso.
È il mio matrimonio. Solo io posso piangere.
Promettete di restare insieme nella salute e nella malattia,
finché morte non vi separi?
Taggami nelle foto. Fanno tutti le foto.
Mettile su Instagram.
Taggami. Hai un milione di follower. Io non ne ho così tanti.
- Fammi un favore. - Dopo.
Le fedi nuziali.
- Lo prometto. - Lo prometto.
Con questo anello, prometto di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita.
Ti amo, Tigre.
Tu sei il più bel goal che abbia mai segnato.
Per noi brasiliani, quello col Cile è stato stupendo.
Fantastico.
Il secondo più bel goal che abbia mai segnato.
Dille della miglior partita che hai giocato.
Hai capito la metafora? Stai indietro.
Scusa. Mi dispiace.
- Un goal? - E ora.
Vi dichiaro crack e moglie.
Puoi baciare la sposa.
Vogliono usare la lingua. Occhio alla mano, amico.
Grazie.
Bravo!
Adesso salutiamoli con una ola.
Una ola! Per il loro matrimonio. Su.
Va bene, ragazzi.
Bene.
Ora che la parte noiosa è finita, possiamo bere.
Date i soldi a mio padre.
Dopo, bevete, vi drogate e vi dimenticate.
Non fate i taccagni, dateli ora.
Puoi chiudere il becco, per favore?
Adesso è ora di divertirsi e di bere!
Andiamo!
Zia!
Zia Rita, sei bellissima!
Cos'è quello? Botox?
E anche le tette!
Stai benissimo.
Benvenuti a tutti.
Ho notato che noi argentini parliamo molto con le mani. Ci baciamo.
Tra uomini. Non significa che siamo froci. Credetemi.
Sembri messicano, figlio di puttana.
- Come va? Stai bene? - Come stai? Sei tornato?
Cerchiamo qualche squadra qui.
- Cose simili. - Ho una proposta d'affari.
Lavoro su un frullato proteico. Ti voglio come ambasciatore.
- La tua immagine. - Riparliamone.
- Bene. - A te sta bene?
Chi sono?
Nonno!
Sono io, Potri. Come stai?
Nonno ha l'Alzheimer?
Porca puttana. Che malattia di merda.
Non ha l'Alzheimer. Mi sa che non lo conosci.
Bella.
Va tutto alla grande.
Questo è il nostro posto.
Sono il fratello.
- Sei fregato. - Il mio bicchiere va qui.
- I posti sono numerati. - Non è la serata giusta per litigare.
- No, certo. - Siediti qui, andiamo.
- Perché litighi per il posto? - Questo stronzo mi fa impazzire.
Stronzo, una sega. Grazie mille.
È un amico di tuo fratello. Devi trattarlo bene.
- Capito? - Ascoltami.
- Dimmi il contrario. - La serata è lunga
e dobbiamo andare d'accordo. È una festa.
Ciao!
Questa è un po' sottile, eh? Ma grazie!
Grazie per il regalo.
- Non sai cos'è successo in Messico. - Divertiti. E fammi un favore.
Di' alla ragazza del tuo amico di vestirsi. È nuda.
- No. - I genitori di Renata sono dell'Opus Dei.
Abbi rispetto. È proprio lì. Sono sposati da più di 20 anni.
Questo è il tuo tavolo.
- No, io... - No, vieni.
- Devo stare con la famiglia. - Vieni.
Questa è la tua famiglia. Occupati di loro. Chiaro?
- Dovrò prendere un taxi per venire là. - Abbiamo i taxi. Siediti.
Questo è il tavolo migliore. È accanto la cucina.
Saremo i primi a mangiare.
Smettila di prenderti in giro. È il tavolo dei rimpiazzi.
Cameriere! Ascolta. Vieni qui.
Porta una tequila per il signore, per la signora
e, non saprei, un daiquiri alla fragola.
- Per i ragazzi. - Non abbiamo tequila.
Abbiamo vino, champagne, whisky, Fernet, Campari.
Come, non c'è tequila? Dici sul serio?
Non c'è tequila.
Compra tutta la tequila che puoi.
- Hai un po' di Rivotril per me? - Certo.
Ne ho abbastanza da stendere uno zoo.
Ammazziamo qualche neurone!
Ehi, aspetta! Eccoli!
Forza, un bell'applauso!
Olé!
Fabri! Reni!
Olé! Guarda lì! È bellissimo.
Chi pensi che gli abbia insegnato quella mossa? Papino!
Chi lo vuole?
Ecco qua!
Offro io, va bene?
Forza. Divertiamoci.
Sono stufa di tuo padre. Il padre di Renata ha pagato la festa.
Ora che siamo qui, non c'è niente da bere.
Lo sai com'è papà. Cosa ti aspettavi?
Sì, beh...
Per fortuna questo duo è di nuovo insieme. Eccoci!
Potro Romani e Belén Romani.
Potro fa un passaggio lungo.
Belén riceve la palla! Evita il portiere. Sì!
Goal di Belén Romani! Devo dirti una cosa.
- Non sai... - Narcotrafficanti?
Non guardare i trafficati in TV.
E poi vengono a cercarci.
- Con i mitra... - Hai preso le medicine?
No. A tuo padre non piace che vada dallo psichiatra.
Le medicine erano costose.
Se me lo chiedi, te li do io i soldi.
- Te li mando. - Valzer di famiglia. Subito.
Andiamo.
Beh, salute, ragazzi.
Se ti va di ballare, perché non porti lei?
- A te sta bene? - Certo.
- Sono duemila. - Duemila?
Va bene.
Non ho pesos argentini, solo messicani.
- Ha un cambio migliore col dollaro. - Come ti pare.
Dai, andiamo. La gente qui è scontrosa.
In Messico, le puttane sono felici.
Potro. Ehi.
Non hai niente per coprirla? Magari un soprabito?
Un vestito? Qualcosa?
- Qual è il problema? - Ci sta mettendo a disagio.
Abbi più rispetto per la signora qui.
I migliori abbracci e i migliori consigli vengono dalle puttane.
Allora fatti abbracciare in bagno.
Fabricio!
Fabricio!
Ti adoro. Sei...
Ti ammiro.
Sei il più grande...
- Va bene, basta. - Andiamo!
Non è armato. È venuto per fare una foto.
- Sì, non sono armato. - Basta.
Potro, calmati.
- Va tutto bene. - Vieni con me.
Piano.
- Calmati. Basta. - Sei un grande. È un onore.
- Qualcuno può farmi una foto? - Potro, facci una foto.
- Una volta mi hanno quasi... - È così nervoso, poverino.
Mi hanno quasi ucciso...
- Guardate. - ...cercando di vedere Messi.
- Ecco la tua foto. - Un'altra?
- Fattene una con me. - No, grazie.
Come? Fattene una con me.
Ehi, vacci piano.
Dai, allora.
- Sei anche mio fan? - Ecco qui.
- Ecco qui. Caricala su Instagram, eh? - Sì.
È fatta. Bene.
Ti stai facendo dei selfie?
- Grazie. - Cazzo!
Oddio, grazie.
Portatelo fuori.
È tutto per voi.
Ripeto al mio spacciatore di farmi la fattura per la coca, ma niente.
La bianca va in nero.
Non mi piacciono i matrimoni. Preferisco cose...
più simboliche. Cose che ti ricordi per sempre.
Potro.
- È tutto pronto. È perfetto. - Ci siamo?
Concentrati su di me. Andiamo.
No! Stai scherzando!
Un flash mob!
- Come te lo sei ricordato? - Non sono stato io.
Guarda che spettacolo ha messo su questo coglione.
Ehi! Cos'è successo? Mi stavo divertendo.
Tristan ha preparato un bel discorso.
Stai scherzando?
No, ci lavora da mesi. Tristan?
Grazie. I flash mob sono una delle mie cose preferite.
- Ti è piaciuto? - Sì.
Grazie a tutti!
Vorrei brindare alla nostra amicizia.
Per me, Fabricio è davvero...
...molto più del mio migliore amico. È come un fratello.
Più di un fratello, perché può capitarti uno sfigato per fratello.
È importantissimo. Abbiamo un legame forte.
Siamo fianco a fianco su ogni campo di battaglia.
Ti ricordi quella volta che siamo andati alla Coppa America?
- Sì. - Giocammo contro il Messico.
Non abbiamo mai vinto più facilmente.
- Cinque goal. - Sono come i giocatori del biliardino.
Questo stronzo mi mette sempre in cattiva luce.
Era come se la nazionale giocasse contro una casa di riposo.
No, non fare scenate. Per favore, ti prego.
- Non andare. - Pitín, lasciami.
- Siediti. - Siediti tu o ti stendo io.
- Calmati. - Fai parlare tuo fratello.
- Non è colpa mia. - Quando eravamo piccoli, mio padre
ci portava in gradinata a vedere il Rosario Central.
- Quello è il vero calcio. - Esatto!
Il calcio era nostro. Era ciò che ci univa.
Era il nostro codice.
E ora ti stai rendendo ridicolo.
Un applauso per mio padre.
- Grazie mille. - Lo scrittore Darío Romani.
Grazie.
Grazie, davvero.
Guarda quanto ti vuole bene.
Anch'io te ne volevo.
Finché un giorno...
Un giorno hai distrutto il mio sogno.
Non mi hai lasciato niente per dare tutto a mio fratello.
Guardami. Sai quanto fa male avere un padre che non crede in te?
Avere un fratello che non ti difende mai?
Questo apparteneva a tutti e tre.
Sono stato escluso.
Hai finito?
Hai detto tutto? Ti sei levato questo peso?
- Possiamo continuare la festa? - Puoi stare tranquillo.
Perché mi hanno sparato a una gamba con una .45.
- Non giocherò più. - Sono stati i trafficanti!
No, mamma. È stato Tony. Un amico dei Cuervos.
Ma è finita lì. L'ho perdonato.
Questo è per te.
Per avermi rovinato la vita.
Deve essere sempre al centro dell'attenzione.
Quanti anni hai?
Perché non me l'hai detto?
- Perché farlo? - Come? Perché sono tuo padre.
Non ti è mai importato di me.
Che dici? Perché non dovrebbe importarmi?
Dobbiamo guardare al futuro.
Hai idea di quante cose puoi fare?
- Tipo cosa? - Che vuoi dire?
Smettila di piangere. Ti sei visto allo specchio?
Lo sai che aspetto hai? Fai pena.
Sei in salute, a parte la ferita.
Sai com'eri da piccolo? Eri un fenomeno!
- Ma cosa... - Va a cagare.
Era solo un'idea. Non prenderla così.
Abbiamo fatto degli errori entrambi.
Dobbiamo guardare al futuro. Ricominciare da capo. È finita!
Sai quante volte ho cercato di avvicinarmi?
A te?
Sì. Perché non resti qui per un po'? Con me e mamma?
- Dici davvero? - Vieni qui.
Vieni qui, stupido.
Vieni qui. Hai idea di cosa possiamo fare insieme?
Possiamo andare alla partita. Possiamo andare a pescare,
a mangiare sushi. Farò preparare un contratto.
- Champagne, balli, ci divertiamo! - Un contratto per cosa?
Per cosa?
Per i diritti per il mio nuovo libro!
La tua vita è straordinaria. Che ironia!
"Goal di piombo."
"Goal di piombo" in grigio. Copertina rossa.
Sarà un successo.
Un attaccante viene ferito in una pericolosa squadra del terzo mondo.
- Sarà un successo... - Perché non vai a farti fottere?
- Che vuoi dire? - Non sei cambiato per niente.
- Capisco perché me ne sono andato. - Diego...
Sei un pessimo scrittore.
- Non hai talento. - Cosa?
Hai pubblicato il libro perché l'ha finanziato Fabricio.
Sei un fallito. Non ti picchio perché sei mio padre.
Dai, vattene.
Avvicinati, così possiamo vedere le lacrime.
Dai, vattene. Non essere così morboso.
Sono stufo del documentario.
Eccolo qui, porca puttana. Vieni.
Dov'eri? Che stai facendo? Perché te ne sei andato?
Perché sei finito qui?
Avrei dovuto starti vicino. Quello che ti è successo è terribile.
Così all'improvviso. Non sapevo della situazione.
- Non volevo deluderti. - Come avresti potuto? Sei impazzito?
Quello che ti è successo è assurdo.
Smettere di giocare è dura, ma quando succede all'improvviso...
- Ho gli incubi tutte le notti, amico. - Certo che sì.
Dovrai imparare a giocare la più difficile di tutte le partite.
Devi imparare a mollare.
Sarà dura. Difficile.
Doversi allontanare dalle luci della ribalta... È terribile.
Non puoi fartene carico. Non è colpa tua.
Che ne sappiamo del destino che Dio ha in serbo per noi?
Vai avanti. Sei giovane. Dai, eh?
Dammi quel bazooka.
Fumi il bazooka? Quella roba ti uccide.
- Gli dai questa roba? - Sì.
- Come fai a fumarlo, Ricky? - Tieni.
Fatti un tiro.
Dai.
Volevo solo vedere la mia famiglia.
Mio padre non mi ha mai amato. Mio fratello è un viziato.
Pensa di essere Messi.
- Almeno tua madre ti ama. - Non mi ama. Mia madre è pazza.
Mostra segni di schizofrenia. Sono un orfano.
No. Ma a volte i legami di sangue non valgono niente.
Perché la famiglia sono le persone con cui scegli di stare.
Non so cosa fare se resto. Mi sento uno straniero.
Questa non è casa mia.
Che c'entra la casa con questo? La casa è un concetto astratto.
In teoria, io vivo nella mia auto. È la mia casa.
La casa è il posto in cui uno si sente accolto.
Sì, guarda qui.
Guarda i piani che ho in Messico. Festa a Xochimilco con belle ragazze.
Tanga party a casa di lei.
Guarda le ragazze. Guarda che chiappe.
Ritiro a Tulum con Chava Iglesias.
Questi sono i miei amici. Non questa gente di merda.
Siamo qui ora. Manda tutto al diavolo.
Ex mogli, tossici.
- Fanculo mio padre. - Sì.
Sei tu mio padre.
Tu sei mio padre. E i miei fratelli? Sono questi cazzo di indiani.
Andiamo a divertirci.
Andiamo a divertirci!
Già che ci siamo, dammene un altro po'.
Cambiamo la musica.
La gente si sta addormentando. Metti questa.
Andiamo.
Forza, coglioni!
Diamoci da fare!
Ehi, fermo.
Dai, basta.
Baciala! Forza!
Lunga vita agli sposi!
Non ho mai visto i miei genitori così.
Non so se li ho mai visti toccarsi. Te lo giuro.
È il potere del reggaeton.
- Non sono stato io. - Grazie.
Non pensavo che il mio matrimonio sarebbe stato così fantastico.
Toccalo. È una roccia.
Te lo dico. Tuo figlio potrebbe essere un grande spogliarellista.
Va bene.
Metti via il volatile, ok?
Andiamo.
- Non balli? - Sono stanco.
Vieni con me.
- Sto bene qui. - Voglio l'estasi.
- Dai. - Non mi va. Vai tu.
Vai a divertirti.
- Com'è? È bella? - È bella.
- La conosci? - No.
- Devi venire a trovarmi. - Dimmi quando.
Quando ti pare.
- Sei su Potro ora. - Sì? Ti piace quando ti colpisco?
Che stai facendo?
- È esattamente quello che vedi. - No.
- Perché non ascolti mai? - Lascialo!
- Sei un bruto! - Ehi!
Pezzo di merda! Potro, ti ammazzo!
- Cosa? Ti ammazzo. - Fermo!
Questo è un bel casino.
Prendetelo!
Idiota! La ragazza mi cercava. Non è colpa mia.
Forza, Potro!
- Basta, finocchi! - Basta!
Forza, fallo sanguinare!
Potro, forza!
Ho promesso a Fabri di non fare a botte. Calmati.
Guarda cosa sta facendo.
Visto? Mi ha fatto fare la figura dell'idiota.
Smettila. Che stai dicendo?
Ti scopi tutte le tue fan.
Voglio divertirmi anch'io.
Avevamo un legame speciale. Non era solo sesso.
- Smettila, cazzone con le gambe. - E la canzone?
- Che legame? Che canzone? - Ehi! No, tu...
Ehi!
- Che fai? - È stato un incidente. Stai bene?
Senti, amico. Calmati.
- Renata. - Che succede?
È colpa tua!
- Fermo. - Cos'hai fatto?
- Fermo. - Darío, cos'hai fatto?
Tu non sei il vero Potro.
Sei un disastro. Non sei stanco di mandare tutto a puttane?
- Ancora e ancora. - Perché lo sgridi?
Basta, papà!
Non è colpa mia. Questo vuole picchiarmi.
Perché vuole picchiarti?
No, che ci fai qui?
Vattene via di qui, cazzo!
- Vengo in pace. - Vattene!
- Fuori. - Dammi una possibilità.
- Esci. - Ti pulisco il vestito.
Dammi un secondo. Sono un esperto di macchie di sangue.
Dammi un secondo. Verrà via con questo.
È uguale. Tutto quello che fai è inutile!
Questa cosa mi sta facendo diventare matta!
Ho sbagliato, Reni.
- Scusa! - Tu e tuo fratello!
Lui non ha fatto niente.
Non hai fatto troppi danni.
Lui non ha fatto niente. Sono stato io.
Non dovevo sventolare i panni sporchi su mio padre.
Sapevo di non essere invitato. Che potevo fare? Non potevo non venire.
È normale. È tuo fratello.
- Devo parlare con lui. - Aspetta!
Sì! Perché è un bugiardo. Ti ha tenuto nascosto.
- Dovevamo conoscerci prima! - È un ragazzo fantastico!
Se devo creare una famiglia con lui, voglio che sia pulita, non piena di merda.
Ma non litigare ora! Non per me.
- Siamo molto diversi, sai? - Sì.
Gli ho fatto delle cattiverie.
Una volta ho scambiato i campioni di urina.
Facevo la dieta di Maradona.
- Cos'è? - Beh...
Questa.
Sniffavo ogni quattro ore.
La pipì usciva frizzante.
- Davvero? - Lo sospesero per un anno.
Per colpa mia.
Ma, nonostante tutto, eccoti qui. Questo va a tuo favore.
Ecco fatto.
- È venuto via! - È venuto via!
Fai tutto bene!
Sei un pazzo.
È bello averti conosciuto e che tu sia venuto.
Sono contenta che tu sia qui.
E che ti sia scopato la ragazza di Tristan.
Forse aiuterà a sgonfiare l'ego di quel coglione.
Testa di cazzo.
- Grazie. - A te.
Ammazzo tuo fratello.
Basta. Calmati. Non picchierai mio fratello.
- Se l'è scopata! - Hai colpito mia moglie.
È stato un incidente.
- Se l'è scopata al tuo matrimonio! - Impara a badare a lei!
Chiedile cos'è successo. Non tocchi nessuno.
Va bene, basta. È finita.
Ti prego, perdonami. Io vi perdono.
E cosa devo perdonare a te? Ti amo. La mia casa non è qui.
La mia casa è in Messico.
La famiglia mi aspetta.
Con chilaquiles e una festa. È tutto a posto.
Siete tutti invitati a casa mia. Laggiù, nella terra degli Aztechi.
Dove la gente è accogliente. E più gentile.
E le donne sono più aperte rispetto all'anale.
Vi amo tutti.
Potro, aspetta.
Mi dispiace che la cosa del calcio non abbia funzionato.
Ho visto tutte le tue partite.
- Non dire cazzate. - Non me ne sono persa una!
Senti. Cuervos contro Santos. I Cuervos perdono 2-1.
Tre minuti prima della fine, Potro prende la palla.
Mio fratello. Il portiere non è in posizione. L'ha notato.
Si accovaccia, sistema la palla, si alza... Senza esitare. Bum!
La palla va in rete e il portiere deve raccoglierla.
- L'hai vista. - Sì. Tutte.
Non sono l'unico crack della famiglia.
Non mi raggiungerai mai. Ma sai cosa fare con la palla.
- Vieni a trovarmi, sì? - Ti voglio bene.
- Ehi, Potro. - Cosa?
- Seguimi su Instagram. - Sì. Taggami questo.
Sono contento che ti sei unito alla rissa.
Mi stavano sfondando.
Ti sbattevano come una pallina da ping pong.
Se non fossi arrivato, ti avrebbero messo la testa nel culo.
Sul serio. Devo badare a te.
- È vero. - Non vuoi restare a casa?
- C'è spazio nell'auto. - A casa tua?
Scherzi. Vieni con me.
Sai che razza di feste facciamo a casa?
Puttane, droga. Riempiamo il posto di ragazze.
Non so come potrei vivere con così tanto inquinamento.
Non devi indossare una maschera? Qual è il tuo piano?
Ho speso tutto per questo viaggio.
Posso ricominciare da zero, fare l'assistente.
Magari il cameriere nel quartiere alla moda. Grazie, amico.
Grazie a te.
Ti ho scoperto. Continuerò a badare a te fino alla morte.
- Fammi un favore. - Cosa?
Smettila di fumare crack.
Trovati un lavoro.
Esci da quella casa. Trovati un appartamento.
Quando inizio a lavorare, ti mando i soldi. Ok?
Te ne mando un po'.
Ascoltami. Ci vediamo presto, va bene?
- Ti voglio bene. - Anch'io.
Andiamo. Facciamo tardi.
- Come va, bionda? - Salve.
Dove si sta recando?
- Messico. - Il passaporto, per favore.
Sì.
Ecco.
- Lei non sembra messicano. - Penso che sia un po' razzista.
Senta. Vorrei rinunciare alla nazionalità argentina.
La prego, lo consegni al governo.
Questo passaporto è già stato cancellato. Lo tenga. Potrebbe servirle.
Allora lo butti via.
- Cosa stai facendo? - Che problema hai?
È come tradire la patria.
Non conosci il Messico.
- Ci sei mai stato? - Ci vado ora.
Sono messicano.
Infatti, senti questa. Andrò a vivere a Cancún.
Quando morirò,
voglio che gli amici mescolino ceneri e coca e la sniffino sulla spiaggia
suonando la ballata del Potro.
- Ecco. - È contento?
Molto. Sa perché? Perché oggi comincio una nuova vita.
Faccia attenzione con il peperoncino, i mariachi...
- ...e le piazzette. - Faccia attenzione con la menopausa.
È vicina. Se non è già arrivata.
Da dove cazzo veniamo? Dove diavolo stiamo andando?
Vediamo. Alla fine, siamo tutti vagabondi che si muovono per il mondo.
Ripensandoci, chi cazzo se ne frega se la gamba funziona?
Quello che conta è che mi diventi ancora duro.
L'Argentina non è più la mia casa.
Il Messico, cazzo, mi ha accolto calorosamente.
La gente mi adora.
Probabilmente ho figli sparsi ovunque.
Forse non saprò mai dove mi trovo.
Ma una cosa la so.
Dopotutto, sono io, Potro.
Sottotitoli: Silverio Lensi
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