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Original subtitles

- Ti sei fidanzato? - C'è una vita lì fuori.

Ma non posso condividerla con te, Peter.

Chi ti ha fatto questo? È stato Ragnarsson?

Ti troveremo un nuovo lavoro. Lui è Angelo.

- Cos'è? - Il mio libro di ricette.

Pensavo le facesse piacere averlo.

- Oscarshof? - CI sarà l'asta la settimana prossima.

Potremmo prenderlo a buon prezzo.

- Calle è il futuro. - So quando finisce la festa. Me ne vado!

Nina.

Nina!

Raccomando caldamente di non restare di nuovo incinta. Rischierebbe la vita.

Devo trovare mio fratello.

Chiedo scusa per Gustaf.

Non devi scusarti per lui. È lui che deve scusarsi.

Aspetta! Troveremo una soluzione! Mi rimetterò in sesto.

E non berrò più!

Ho perso tutto. Non so come fare.

Dovresti smettere di bere. C'è un posto dove possono aiutarti.

Un anno dopo 1957

In quattro mesi consecutivi si sono ridotte le entrate al club.

Sì, e da cosa dipende?

I clienti hanno vent'anni, non consumano niente.

Dobbiamo parlarne con Nina.

L'inverno dell'anima Suzanne Goldstein

Traduzione di Hanna Lise Northway Fansub

Il libro

Se devi fare una passeggiata con me, non devi camminare quattro passi avanti.

Scusa, mamma. Ma non sei contenta di essere venuta?

Non c'è niente di meglio di una camminata veloce.

Certo, ma non tipo marcia militare.

- Va sempre così veloce? - Sì, ora è difficile stare al passo con lui.

Beh... sei coraggiosa. Credo sia meglio tornare a casa.

- Continua tu, Gustaf. Noi andiamo a casa. - Tutto bene?

Sì, è che abbiamo le gambe stanche.

- Vengo con voi. - No, vai avanti. Andiamo da sole.

Sicura?

Allora vado avanti.

- Si prende cura di sé? - Molto.

Il medico raccomanda la routine. Cibo sano e aria fresca.

Speriamo che funzioni questa routine.

E sarò di nuovo nonna!

Ho vinto!

Che forte sei. Non posso batterti.

- È stato solo due volte. - Sei la nuova Sally Bauer.

Voglio battere il suo record e attraversare il Canale della Manica.

Sicuramente ce la farai. Ti alleni tutti i giorni?

Solo due volte a settimana. Papà vuole che vada a suonare il piano.

Dovresti fare più lezioni di nuoto. Posso parlare con lui.

Perché non posso restare qui con te?

Abiti con tuo padre.

Poi lì hai i tuoi amici e la scuola a Skåne.

Posso farmi nuovi amici qui.

Sì...

sicuramente.

Puoi chiederglielo?

Ce la fai di nuovo?

- Zio Gustaf! - Christina, ciao.

Ciao.

- Venite? - No, andiamo all'incontro dei proprietari.

Mi sembra ancora strano che tu non ci sia.

- Andiamo, mamma. - Sta congelando, siamo state a nuoto.

Ciao.

Tutti i 220 invitati hanno confermato,

domani l'inaugurazione del bar sarà un successo.

Ciao! Scusate il ritardo, non ci siamo rese conto dell'ora.

- Abbiamo fatto una gara a nuoto e ho vinto. - Ma complimenti! Vieni ad abbracciare la nonna.

Vai in cucina, forse ci troverai un uovo di Pasqua.

- Ciao, a dopo. - Ciao.

Com'è diventata grande. E grazie per ieri!

Molto interessante questa discussione, ma abbiamo molto da fare.

Possiamo tornare alla riunione?

Ester, dicevi qualcosa?

Per favore, arriva in tempo la prossima volta che organizzo una riunione.

Le finanze del DK sono andate bene l'anno scorso.

Questo anche per i contributi da parte dello Stato.

- Buone notizie, allora. - No, non tutte.

- C'è una parte che sta andando male. - Quale?

Il DK Club.

- Ma se è sempre pieno. - Sì, ma non registra introiti.

Non consumano niente. È nero su bianco sul libro.

Vediamo?

- Lo sapevi, Nina? - Sono a conoscenza dell'economia del club.

Ma le nuove imprese possono passare momenti "no".

Quanto durerà per il club questo momento "no"?

Quindi cosa consigli? Che smettiamo con i gruppi rock?

- Sì. - Torniamo al jazz. È più adatto.

Organizzo ancora serate jazz. Ma dobbiamo seguire i tempi.

- Dobbiamo occuparci dei clienti giovani. - Lo Stato si occupa di loro.

D'ora in poi, tutte le bande rock suoneranno da loro.

Decido io chi suona al DK Club.

Ma ora abbiamo deciso così.

Davvero? Mamma, "avete" deciso così?

Li hai visti i conti. Bisogna fare qualcosa.

Cerca i grandi musicisti jazz. Tienili in considerazione.

Quindi la band che ho prenotato per l'inaugurazione è adeguata?

- Certo. - Lo sapevo.

- Qualcos'altro? - Da parte mia, no.

Grazie, allora.

- Quante volte hai passato la carne macinata? - Tre volte, chef.

Bene.

Condiscila con pepe nero, sale e zenzero.

- Il brodo di pesce è stato filtrato? - Sì, e ho aggiunto altre verdure.

- Calle, vieni. Chiediglielo, dai. - No, smettila.

- Che c'è di tanto divertente? - Dai! Rut deve farti una domanda.

Se non glielo chiedi tu, lo faccio io. Rut vorrebbe le firmassi il libro.

- Va bene. Hai una penna? - Certo.

- È per mia madre. - Come si chiama?

Märta.

Smettila...

Grazie, chef.

Per Märta. Ma senza sua figlia Rut non l'avrei mai fatto.

Che dice Peter di salsicce e pane per l'inaugurazione?

Non si dice salsicce e pane, ma, "hot dogs". A Peter piacerà qualcosa di americano.

America... America... si parla solo di questo oggigiorno?

Dopo l'apertura del bar, Ethel, non mi sentirai parlare americano.

Anzi... voglio provare l'italiano.

- È bello quando splende così. - Sì, hanno fatto un bel lavoro.

- Ciao, mamma. - Ciao, Gustaf.

Ma è stupido piazzare qui il bar. Le persone devono passare in sala da pranzo da qui?

Io scorto le persone al bar.

- E se sei altrove? - Dovranno aspettare.

- Dove vuole questi? - Da questa parte.

Il bar è nella mia zona.

Abbiamo i bicchieri di whisky lì sopra, e i bicchieri da cocktail a lato.

- Emozionato per l'inaugurazione? - Sì.

- Un po' nervoso? - Nervoso?

Ho resistito nei momenti più neri, figurati se non riesco ad aprire un bar.

- Io sono nervoso. - Beh... ma sicuramente andrà tutto bene.

Angelo.

Angelo, devi preoccuparti di meno e lavorare di più. Servono altri bicchieri.

Naturalmente.

Ci sono questi nel menù? Dovevamo seguire il tema americano.

Questi sono americani, solo un po' diversi.

Potevi parlarmene.

Gli invitati aspettano i tuoi piatti classici. Adorano il tuo cibo.

Certamente, ma era anche bello...

Puoi sperimentare in un altro momento. Torna al menù che avevamo concordato.

- Ma... - Ma?

- Come vuole il direttore. - Sarà un gran successo.

E una buona pubblicità per il tuo libro.

Buono!

Non fare quella faccia. Peter e gli invitati amano i tuoi piatti.

Forse mi sono preso troppe libertà dal menù.

Allora seguiamo questo menù. E poi potrai sperimentare con l'italiano.

- Hai le liste? - Sì, hanno confermato tutti gli invitati.

Sembra il bar non sia stata una scelta stupida. Nina aveva avuto una buona idea.

Non sempre le sue idee sono redditizie. Grazie per il tuo sostegno per il club.

Ci mancherebbe, dobbiamo fare tutti qualcosa per il DK, compresa Nina.

- Non dovresti essere tanto duro con lei. - Non lo sono.

Vale anche per tuo fratello.

- Lo sai cosa penso. - Si sta comportando egregiamente. Non credi?

Sì, ma dargli la responsabilità del bar...

Più responsabilità ha Gustaf, meglio è.

- Se beve un goccio d'alcol, se ne va. - Non berrà nulla.

- Ciao, Maggan. - Ciao, Angelo. Tutto bene?

- Tutto bene, e tu? - Tutto bene.

- Non ti ho più vista, sei malata? - No, sono stata libera. Altri impegni.

- Mi fa piacere rivederti. - Anche a me.

Vorrei scambiare due parole con voi.

- Margareta, vuoi chiedermi di cambiare turno? - Sì, mi serve il cambio per domani.

Margareta, non è una cosa facile. Sai com'è difficile pianificare?

È per il sindacato? Consiglio direttivo in qualche associazione?

No, è un esame di scienze politiche al corso per lavoratori.

Ok, Hilda può sostituirti.

Ma non avvisarmi di nuovo con così poco margine.

Ci proverò. Grazie!

Margareta. Stai considerando un'altra carriera per il futuro?

- Che vuol dire con questo, maitre? - Niente.

Presto lavorerai più fuori che qui dentro.

Allora informo Hilda.

Non essere così duro. Maggan sta aiutando a costruire un paese migliore.

Sì, capisco. Ma mi serve qualcuno che aiuti a servire in sala da pranzo.

Mentre Margareta costruisce le case per il popolo, Ethel potrebbe prendere il suo posto.

Me lo immagino!

Abituati.

Scendiamo!

- Ciao. Dov'è Christina? - Sta scendendo.

- Vorrebbe fare più nuoto. - La piscina più vicina è a Helsingborg.

Non posso andarci tutti i giorni. Ciao, tesoro!

- Salta su, siamo in ritardo. - Atterraggio!

- Ciao, Calle. - Ciao, piccola.

- Ciao, mamma. - Ciao, tesoro. Ci vediamo presto.

- Hai parlato con papà? - No, ancora no. Lo farò poi.

- Entra. - Sali su, arrivo subito.

Stai bene così? Attenta.

C'è un'altra cosa. Pensi potremmo parlare della situazione di Christina?

Ok. Di che situazione parli?

Ha detto che vorrebbe venire a vivere con me.

Forse non è una cattiva idea, considerando il nuoto e...

- È assolutamente impossibile. - Iniziamo a legare di più.

Vi vedete diverse volte all'anno. Io mi occupo di lei tutti i giorni.

Lo so, Erik.

Per un paio di settimane puoi trovarlo divertente.

Poi succede qualcosa al club, e la rimandi indietro.

- Questo è davvero ingiusto. - Forse. Ma non voglio rischiare.

- Possiamo almeno parlarne? - No.

Christina si mette in testa idee strane dopo che sta da te. Non si discute proprio.

Bene. Qui c'è una lista di prodotti italiani. Puoi occupartene?

"Salame, salvia, prezzemolo, basilico, olio."

- Di oliva. Deve essere olio di oliva. - Nessun problema, ci penso io.

È tutto pronto per stasera.

- La band arriverà in tempo. - Bene.

Devo dirle un'altra cosa. Devo cancellare Honeymooners e Rock-Eva.

Sono già stati cancellati.

- No. - Sì.

Qualcuno li ha chiamati e li ha prenotati per l'Hofvet.

- Quando è successo? - Sinceramente non ricordo.

Qualche giorno fa, credo... come si chiamava...?

- Ester. - Esatto. Si chiamava Ester.

- Che stai facendo? - Do il benvenuto agli invitati.

Sai a cosa mi riferisco. Perché hai prenotato le mie band?

Le tue band? Che intendi?

- Mi occupo io delle prenotazioni. - Cerco solo di aiutarti.

Se vuoi aiutarmi, lascia in pace il DK.

Come tesoriere, quando le cose vanno male, non posso fare diversamente.

Potrei avere la vostra attenzione?

Non sarà un discorso lungo, ma è sempre un bene dire qualcosa.

"Un vero ristorante ha bisogno di un bar."

Una donna saggia disse queste parole un anno fa.

Non potrei essere più d'accordo.

Vorrei esprimere la mia gratitudine verso mia moglie.

Grazie ad Ester siamo riusciti a completare il progetto.

- Perciò benvenuti, e salute! - Salute!

Grazie Peter. E grazie, Ester. Che faremmo senza di te?

Ma ti sei scordato un dettaglio importante.

Ora sicuramente diventerai nervoso perché dirò qualcosa di imbarazzante.

Ma non ti preoccupare. Conserviamo l'imbarazzo per la fine della festa.

Ma hai dimenticato di presentare una persona importante che ci ha resi felici.

Vale a dire, il nostro egregio direttore del bar: Gustaf Löwander!

Grazie, Nina. Un caloroso benvenuto a tutti. I nostri camerieri serviranno ora da bere.

E per stanotte il nostro ristorante è aperto a tutti i drink. Il bar è aperto!

Signorina Nilsson, ci spieghi il principio di Montesquieu sulla divisione dei poteri.

- Ha studiato Montesquieu? - Sì, sì.

Ne "Lo Spirito delle Leggi" Montesquieu parla di tre concetti di potere.

Sì, sì. L'esecutivo, il legislativo e il giudiziario.

Giusto.

In cosa differisce il principio di condivisione del potere con quello della sovranità popolare?

Continui, signorina Nilsson.

Eh...

Signorina Nilsson, deve studiare di più se vuole passare l'esame.

Senza teoria e storia non si capiscono le basi della politica.

- No. Prometto di leggere di più. Grazie. - Arrivederci.

Signorina Nilsson! Che ci fai qui?

- Studio scienze politiche. E lei? - Svante ha tenuto una conferenza.

- Ma ora vado al DK. - Sì, c'è l'inaugurazione. Buon divertimento.

- Non lavori stasera? - No, non stasera.

Allora non sarà molto divertente.

- Vado a casa da mio figlio. - Allora non ti trattengo, ma...

sarebbe carino se ci vedessimo ogni tanto per parlare.

Magari a pranzo? Dopodomani?

Sì, con molto piacere. Va bene!

- Alle 12:30 al Café Valand? - Sì, d'accordo.

- Ci vediamo, allora. Buona serata. - Buona serata.

Spero sia una bambina. I nostri due figli sono adulti, ormai.

Che bello.

Angelo.

- Stanno finendo i bicchieri. - Sì, "direttora".

Direttore, non "direttora".

Ciao. Mi spiace se ti ha disturbata.

- Angelo? No, è tanto carino. - E parla troppo.

È gentile. Lavorerà al bar?

No, no, lavora qui solo stasera.

Sei stanca? Dico a Bellan di chiamarti un taxi.

- Non ti stancare stasera, ok? - Sì, tranquilla.

- Nina! - Todd. Ciao!

- Ti gusti il cibo di Calle come sempre? - Credo di aver assaggiato tutto.

- Ma non ho notato nuove ricette. - Fa quello che gli viene detto.

Come va con l'editoria?

Non posso dire molto, ma abbiamo trovato una scrittrice fantastica.

- Un altro libro di cucina? - No, no.

È uno dei miei libri più importanti. Il libro di cui si parla di più in Europa.

Tutti gli editori hanno cercato di acquistarne i diritti, ma ho vinto io.

- Ma pensa. Congratulazioni. - Grazie.

È la storia commovente di una donna che deve lottare per sopravvivere

in uno dei campi di sterminio di Hitler.

E c'è anche un riferimento alla Svezia. È venuta qui con gli autobus bianchi nel 1945...

e pensava che tutta la famiglia fosse stata sterminata.

Ma suo marito era sopravvissuto e l'ha trovata qui a Stoccolma.

- Non ti preoccupare, è analcolico. - Ti sembro preoccupato?

- Che vuoi? - Sei tu l'esperto di drink, non io.

Tom Collins.

Non è difficile consigliare drink se non li hai mai bevuti?

Ho già bevuto la mia parte di Tom Collins. Ora mi diverto con gli analcolici.

Ottimo.

- Hai lasciato Lotten a casa con la piccola? - Sì.

- Lei non può venire alla festa. - Non è tipa da feste.

Peter! Riprendiamo il discorso dopo.

Ho appena saputo una cosa interessante da Todd Wallenstam.

Uscirà un altro libro di Calle?

- No. Ha trovato un'altra autrice. - E chi è?

Suzanne Goldstein. Torna a Stoccolma.

Ecco qui.

Che bella! Non tutte possono indossare quel vestito.

Potrei metterlo stasera.

- Mads e Betty. - Vengono a cena, sì.

- Ti sei dimenticato? - Già.

Metti quel bel vestito quando Mads e Betty verranno a cena stasera...

- Alle 8. - Alle 8.

Salve.

È stato davvero un successo. Pieno di gente.

Non si può dire altrettanto del lavoro di Angelo.

- Prego? - Beh, vedi...

non è accettabile che tu parli con gli invitati.

Un cameriere deve lavorare senza farsi notare. Non te l'ha insegnato Roos?

Ho solo parlato con sua moglie.

Vuoi dare la colpa a noi adesso?

No, direttore. Non parlerò più con gli ospiti.

Bene. E santo cielo, vestiti!

- Sai dov'è la bottiglia di liquore? - No, non lo so.

- Ralf. sai dov'è il liquore? - No, mi spiace, non l'ho visto.

- Ralf, sai che è grave se sparisse? - Sì, chef.

- Sì?. - Mi serve un'altra bottiglia di liquore.

- Dov'è l'autorizzazione? - Non ce l'ho, lo sai.

- Ci vuole l'autorizzazione del direttore. - Come?

Entra.

- Non mi danno il liquore. - È per sicurezza.

C'è troppo spreco. Qualche centilitro di qua e di là, alla fine sono soldi che se ne vanno.

- Ma devo poter usare il liquore in cucina. - Certamente. Ma devi prima passare da me.

- Non succedeva con Backe. - Ci sono regole nuove.

Il direttore può autorizzarmi una bottiglia?

Assolutamente.

Questa non deve sparire. Chiaro?

Dunque, ora abbiamo tutto.

- Avevo chiesto olio di oliva. - Avevamo solo questo.

Mancano diverse cose.

- Se non le vuoi, le riporto indietro. - Sì, non vanno bene.

Angelo!

Sai dove posso trovare un buon olio di oliva?

Olio?

- Certo! Sandro! Ha tutto quello che le serve. - Vero olio di oliva?

"Olio extravergine di oliva di prima qualità."

Fantastico!

- Sandro sarebbe quello che faceva il lavapiatti? - Sì, sì, lo chef si ricorda di lui.

- Dopo il lavoro posso portarla da lui. - Perfetto.

- È sparito dalla cucina. - Può averlo preso chiunque.

- Sai bene chi è stato. - Gustaf non lo farebbe mai.

- Non è sicuro. - No, ma io ne sono convinta.

Non rischierebbe mai adesso.

Soprattutto per Astrid e il bene dei bambini.

- Chiederò a Roos. - Meglio evitare.

Roos e Gustaf sono amici.

- A tuo padre piaceva bere. - A papà?

Ma a quei tempi non eri un vero uomo se non bevevi.

Gustaf lo aiutò a salire le scale un paio di volte.

Tutte le persone meritano una seconda opportunità.

- Roos, meno male che sei qui. - Che posso fare per lei?

Roos, volevo solo sapere come ti va. Il bar non è troppo faticoso?

No, va tutto bene. Il bar è in mani sicure.

- Sei contento che Gustaf sia tornato? - Oh, sì, è di grande aiuto.

Mi fa piacere.

- Roos, non hai notato niente di strano? - No, neanche un po'.

Non deve preoccuparsi. L'unica cosa forte che beve il barman è...

caffè nero.

Grazie, Roos... perché possiamo parlarne.

- Naturalmente. - Grazie.

Djurgårdskällaren.

Nonostante sia passato un decennio dalla pace,

i molti anni di guerra si ricordano come fosse passato un giorno.

Gran parte dell'Europa è stata ricostruita.

Ma ricostruire le persone richiede più tempo.

Questa sera ascolteremo una donna coraggiosa e meravigliosa...

che ci leggerà il suo libro: "L'inverno dell'anima".

È un grande onore per me presentarvi Suzanne Goldstein.

Benvenuta.

Grazie per essere venuti, e grazie di ascoltarmi.

La Svezia e Stoccolma hanno un posto speciale nel mio cuore...

...perché ho vissuto qui per un po' di tempo dopo la guerra.

Dai, giochiamo!

- Ciao, amico. - Salve.

Ehi... mangia, eh?

- Sandro. - Angelo! Che ci fai qui?

- Ti ricordi Calle? - Sì, sì.

Fa... faceva il capocuoco al ristorante,

e voleva imparare i segreti della cucina italiana.

E che problema c'è? Gli amici di Angelo sono miei amici. Vieni!

- Ragazzi, vi presento Calle, un mio amico. - Ciao, Calle.

Calle, dimmi, cosa cerchi?

Tutto, formaggi, olio, spezie, salumi.

Sei venuto al posto giusto.

Ragazzi, fategli assaggiare qualcosa. Il formaggio ti piace?

Parmigiano, pecorino... ci sta tutto.

- Buono, eh? - Buonissimo.

Calle! Pancetta.

Carbonara. Spaghetti carbonara.

Non abbiamo brindato. Brindiamo pure...

al ristorante più importante di Stoccolma che celebra la bella Italia!

Salute!

- Ciao, Peter. - Ciao.

- Che sorpresa vederti qui. - Pensavo di farmi sentire, ma...

Volevo sapere se parli di me nel libro.

No, non col tuo nome.

Meno male.

Ti è andata bene. Sarà un successo.

- Come stai? - Sto bene. Sono sposato, ho due bambini.

- E tu? - È stato un lungo viaggio, ma...

Ora sto molto meglio.

E con Philippe?

No, non ha funzionato. Ora vive in Israele.

- Per quanto tempo resterai qui? - Un po', ma...

Girerò nei dintorni. L'editore mi ha prenotato tutte le sere.

Peter? Non sapevo vi conosceste.

- Sì, siamo vecchi amici. - Sì.

Ma pensa che coincidenza.

Suzanne, dobbiamo continuare.

Non ti va di venire a cena, Löwander? Sarebbe interessante.

- Certo, vieni. - No, non posso.

Un'altra volta. Andiamo? Buona serata.

- Sono contenta tu sia venuto. - Grazie.

Suzanne.

- Possiamo vederci domani? - Sarò ad Uppsala.

- Un altro giorno? - Non credo sia una buona idea per entrambi.

No, hai ragione.

Senza di te non sarei mai sopravvissuta. Baci, Suzanne.

- Peter? - Ciao.

Ciao. Scusa, ho fatto tardi. Mi hanno intrattenuto.

- Scusa. - Dove sei stato?

Al lavoro.

- Ho chiamato al DK. Non c'eri. - Sono passato anche all'Hofvet.

È stato difficile trovare un taxi. Scusa.

Sono molto dispiaciuto.

Ciao, benvenuti.

Margareta. Ciao. Ti sei truccata.

In primavera è bello mettersi qualcosa di colorato.

- Ti sta bene. - Grazie.

- Prego. - Grazie.

- Come va con le scienze politiche? - C'è molto da leggere, ma è di ispirazione.

Ti ammiro, Margareta. Gestire tutto, lavoro, studio, un figlio.

Il tuo impegno per gli altri è ammirevole.

Non riesco a non lottare.

Cosa vuoi? Bene... l'aringa ha un bell'aspetto.

Il consigliere Helge Beckerman andrà in pensione e...

mi hanno offerto il posto.

- Ma è meraviglioso. Congratulazioni! - Grazie, sono molto emozionata.

Ora posso davvero dare una svolta politicamente. Ma non da sola.

Se io e i miei membri avremo la possibilità di sostenerti, conta su di noi.

Grazie. Uno dei privilegi del posto è che puoi assumere il tuo personale.

E il posto più importante è quello di segretaria del consigliere.

Io?

Ma non so niente di politica.

- Ma fai politica. - Politica per lavoratori. È un'altra cosa.

Voglio gente giovane al Comune. Gente che si impegna come me.

Come te.

- Non so che dire. - Non devi rispondere ora. Pensaci su.

E se ti interessa, vorrei un tuo parere su questa inchiesta.

Puoi dormire da me nei fine settimana e durante le vacanze.

Allora ha detto di no?

- Gli piace molto stare con te. - E a te anche?

Sì! Tesoro... mi piace più di ogni altra cosa al mondo.

Sei la cosa più bella per me.

E anche papà lo pensa, per questo vuole che vivi con lui.

- Almeno adesso nuoto di più. - Davvero?

Sì, mi porta in piscina tutti i giorni.

Bene, allora puoi battere tutti i record mondiali.

Ciao, mamma.

Che c'è? È successo qualcosa?

- Cos'è questo? - Sembra una tazza di caffè.

- Con cognac. - Forse, ma non è mio.

Sai bene quali sarebbero le conseguenze.

Mi spiace che non mi credi, mamma. Ora devo continuare a lavorare.

- È tua? - Sì, è mia.

- E di chi è questo? - Anche questo è mio.

- E Gustaf l'ha provato? - No, assolutamente.

Roos, se vuoi prendere un cognac nel tuo tempo libero, fai pure.

Ma se lo berrai nel caffè al ristorante, ti manderò via.

- Mi dispiace. Non ricapiterà. - Grazie.

- Vuole? - No, grazie.

- Tutto bene? - Prego?

Scusa, Angelo, è che...

Capisco.

Brutta giornata.

Giornata brutta. Settimana brutta. Vita brutta.

Non capisco nemmeno perché ci provo.

La vita è dura, ma è anche bella. Bisogna trovare il giusto equilibrio.

Sì, ma non sempre riesci a tenere ben in equilibrio il piatto della bilancia.

Un grammo in più, e ti ritrovi di nuovo sul fondo.

Sul fondo?

Comunque mi comporti, finisco sempre per pagare.

Tutta questa storia della fiducia...

Che senso ha?

La mia famiglia non si fida di me, allora perché sforzarsi?

- Perché non dovrebbe? - Angelo, non conosci la mia famiglia.

Andrà tutto bene. Direttore, ha...

un...

Sì.

- Adesso? - Tolto. No, no, lo tenga.

- Helga. Le serve qualcosa? - Devo sapere una cosa, Calle.

La bottiglia di liquore che era sparita. Chi l'ha presa?

- Quale bottiglia? - Calle, l'hai detto a Peter.

Ah, quella! Non era mai sparita.

Il ragazzo nuovo l'aveva messa nel posto sbagliato.

- E non manca niente, allora? - No, almeno finora. Perché?

Per nessuna ragione in particolare. È brutto se spariscono le cose.

Vero?

- Mangi solo quello? - Sì. Devo perdere qualche chilo.

- Ne ho già persi due. - Certo, non mangi niente.

Anche lei non sta mangiando niente.

- Anche tu sei a dieta? - No, macché.

Noi andiamo a Maiorca in estate, e vorrei indossare un due pezzi.

Due pezzi? Ti riferisci a quel coso, il "bikiniki"?

- Ethel... - Il bikini.

Basta mettersi in mutande.

- Tutti vorrebbero indossare un bikini. Tu no? - No, mi piace il mio costume da bagno.

Qualcuno esce a fumare?

Allora...

- Ho pranzato con Britt Gahn oggi. - Britt Gahn, ma che bello.

Sarà il nuovo consigliere al Comune e mi ha chiesto se voglio farle da segretaria.

- Vai a lavorare al Comune? - Non ho ancora accettato.

- Mi ha chiesto di pensarci. - Ma non devi pensarci affatto!

Una che viene dal basso che lavora al Comune... è grandioso!

- Non è sicuro che andrà bene. - Ma certo che andrà bene!

Non te l'avrebbe chiesto!

- Supponendo che accetterai. - Non lo so.

Non ho nemmeno finito scienze politiche.

Beh...

Devi iniziare a credere in te. Britt Gahn crede in te. Io credo in te.

Bene! È ora di rimboccarsi le maniche.

Tiro fuori io le aringhe.

Grazie per stasera.

Il bar è chiuso.

- È stato stupido da parte mia accusarti. - Sto facendo il meglio che posso.

Lo so. Gustaf, scusami.

Domani vieni a prendermi per la solita passeggiata?

- Sì, ci vediamo alle 9. - Bene!

- Buonanotte. - Buonanotte.

Astrid.

Astrid.

- Devo essermi addormentata. - È tardi. Come stai?

Stanca. Ha dato calci tutta la sera.

Si sarà addormentato. Com'è andata la giornata?

Bene. È andata bene.

Vai in camera. Ci penso io qui.

- Buonanotte. - Notte.

Avanti.

- C'è una persona per il direttore. - Sono occupato.

Scusa, ma mi sa che devi seguirmi.

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