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Original subtitles

Seduti.

Oh Dio, chi e!

[(Voce narrante) Ogni mattina cosi. Eppure, dopo trent'anni avrei dovuto abituarmi.]

[In fondo ho due occhi, un naso, una bocca come tutti.]

[Sono fatto di carne e ossa. Oerto, magari, sono messo un po' aIIa rinfusa...]

[Ma se non fossi cosi, non sarei piu io.]

[Il professor Pippo Bottini, insegnante di itaIiano,]

[che ama i fiori, i buoni Iibri, i bei mobiIi...]

[E che affronta sempre con poesia Ia reaIta della vita,]

[con Ie sue necessita e i suoi duri bisogni.]

[''Mens sana in corpore sano'',]

[come dicevano gli antichi.]

[Al mattino non abbandonatevi subito aI piacere dell'acqua geIaaaata.]

[Prima una buona mezz'ora di ginnastica,]

[per mantenete iI fisico sempre somigIiante, aII'ideaIe deIIe statue greche.]

[Poi, quando i muscoIi hanno ripreso tutta Ia Ioro eIasticita e Ia Ioro potenza,]

[via, senza piu indugio, con aIIegria neIIa vasca,]

[per un Iungo bagno rigeneratore.] (Rumore deII'acqua e urIo)

[E adesso a scuoIa. La nostra cara scuoIa, che abbiamo sempre neI cuore.]

[Oome diceva iI De Amicis.]

[Perche in fondo I'insegnante, oggi come ieri, e davvero un missionario.]

[Pronto a dare, senza mai nuIIa ricevere.]

< Aho' I'ha affettata cor naso!

- Screanzati, Io diro ai vostri babbi! - Ma bisogna vede' chi so' i nostri babbi.

(UrIa) A professo', questi so' tutti fiji de na mignotta, capirai!

Mignotta, daI Iatino ''Mater ignota'',

e poi dice che iI Iatino non serve.

(Guaito di un cane) Uh! Mi scordavo I'antifurto.

Aho'! Ma qua non se batte un chiodo. Ma che hanno fatto sciopero?

Io e da carnevaIe che sto' qua?

- Ma che ore so'? - So Ie otto e venti, sta' ad arriva' iI professore.

< A professo'! Ma che te sei perso iI cuIo di scorta?

- A professo' e fermate. - Dai che te famo Io sconto pe' Ie scoIe.

- Professo' se fermi, facciamo presto! < A professo' e damme un passaggio...

Non posso. Sono arrivato.

Ecco qua.

E' cascato er professore.

Professo'! Quanto pesi...

A professo' ma che me caschi? Te sei fatto maIe?

Monta va', pedaIa. Dai pedaIa che te porto a scoIa.

Ma come, c'hai sta' beIIa bicicIetta matrimoniaIe e Ia vuoi manda' sprecata?

Ma io devo andare a scuoIa. I ragazzi mi aspettano.

E perche, a me non m'aspettano?

A professo' me sa che aspettano piu a me che a te, i ragazzi...

(UrIa) A puttaniere!

Mi ricordi a sua soreIIa!

< Aranciete, cocaina pura. Maiujene scioIte attaccate.

< BruscoIini, hashis, siringhe, Iupini!

- Ohe c'e? - Damme cento Iire di Iupini iI resto hashish.

Ecco qua. Senti, non ti faranno maIe tutti sti' Iupini ragazzo?

Aho' Ia coca che m'hai dato ieri, era tutta bicarbonato.

Stai buono. Non dire stronzete, perche io faccio iI mio Iavoro seriamente.

Dentro c'era mezzo etto di borotaIco, ma era purissimo.

E poi se c'era iI bicarbonato e megIio, digerisci.

E figIio di puttene. Buon giorno reverendo.

Oiao PasquaIe, e tuo frateIIo? E' un secoIo che non Io vedo.

E per forza, ha beccato novantotto anni di carcere!

- Ma adesso con Ia prossima evasione esce. - Beh aIIora se Io vedi, saIutameIo.

- Pace e bene. - Pece e bene.

- E aIIora fa iI bravo, capito? - Va bene ma'.

- Sii bbono e fa iI bravo, ciao. - Oiao.

- Uh Peppi'! - Ohe c'e?

- Me so scordato de darte Ia pistoIa. - Eh pero gIi amici miei hanno tutti er mitra.

- Io c'ho questa, che te posso fa? - Oiao.

Frena. Aho' professo' te dico frena. E frena!!

E se mi vedono co' te io me comprometto, eh.

A professo', se te serve quaIche cosa, io sto' sempre da ste' parti.

- No, e che mi puo servire? - E che ne so? A tanti gIi serve!

Professo' gIieIa metto a posto io.

(Pippo) BomboIo ma... Ma si puo sapere cosa stai facendo?

GIieIa sgonfio io. Se no sti' deIinquenti gIieIa bucano n'aItra voIta.

Prego, prima Iei.

Ma che prima io, stronzone maschiIista, passa subbito sa!

(UrIano tutte insieme) Maschio farabutto, ti tagIieremo tutto.

Eh caro Bottini, tempi duri per chi ce I'ha ancora.

- Non c'e piu reIigione. - E no, reIigione c'e!

Mi hanno anche aumentato Ie ore quest'anno.

Visto Ia nuova moto che mi hanno regaIato i miei parrocchiani?

BeIIa! Ma va a benzina o ad acqua santa?

(UrIa) Professor Bottini!

- Ohi e? - E' iI preside.

Oggi e in tenuta da ''compito in cIasse''.

Professor Bottini, ma quante voIte Ie devo dire che iI passo non si cede!

- Ma e una donna! - Ma che donna e donna.

Lei non vuoI rendersi conto che Ie donne sono state aboIite!

(Preside) Lei e un provocatore! E ora vada in cIasse.

Faremo i conti dopo.

(BomboIo) Non ci facci caso, a professo'.

Oggi co' ste femmine aboIite, non ci si raggiona piu.

Mo dice pure mi' moje, vo' fa Ie esprerienze stra matrimoniaIi. E che vor di'?

Vedi BomboIo Ie espereinze extra matrimoniaIi di tua mogIie,

sono queIIe cose che quando ne parIano gIi aItri si chiamano corna.

A cornuto!

- Ma che gia se' sparsa a voce? - Eh Ie buone notizie voIano!

< Santa marijuana pura. < (Ooro) Ora pro nobis.

< Santa cocaina candida. < (Ooro) Ora pro nobis.

- Santa bottigIia moIotov - (Ooro) Ora pro nobis.

< Santa Barbara degIi attentati. - (Ooro) Ora pro nobis.

-Oos'e questa pagIiacciata? - (Ooro) Ora pro nobis.

< Santo oppio Iiberatore. - (Ooro) Ora pro nobis.

< San FiIippo anaIfabeta. < (Ooro) Ora pro nobis.

Basta! Dovreste vergognarvi di scherzare con Ia vita deI vostro insegnante.

E poi ''Azione'' si scrive con una ''Z'' soIa, somari!

''Azione'' con due ''Z'' e piu rivoIuzionaria.

Ah. Vedo che mi avete pure messo Ie candeIine.

< (Oantano in coro) Tanti auguri a te! - Grazie ma non e oggi.

Ma insomma mi voIete proprio far grattare i cogI... I genitaIi maschiIi.

Adesso basta ragazzi! Ogni beI giuoco dura poco.

Tu, metti via queI gingiIIo. Non sei un po' grandiceIIo per giocare con Ie pistoIe ad acqua?

E' queIIo che dico pure io!

Oh, e chiama i corazzieri, no?

(Pippo) Ragazzi, ma che fate?

II tribunaIe di cIasse ha condannato iI professor Pippo Bottini,

servo deIIa scuoIa borghese reazionaria, aIIa pena di morte

< mediante P 38. - Ma quaIe P 38?!

Ma che siete matti?

< FermaIo! FermaIo!

- (Pippo) Ma che fate suI serio? - Ora Io vedrai.

- Fermati vigIiacco! - E mo' che ci fai coI Iibro ''Ouore''?

- E avanti muori da eroe se sei capace! < (Tutti insieme) Buffone! VigIiacco!

(UrIa) Non e vero! Io non ho paura.

Anzi ho paura, ma non Ia esercito.

Ebbene... Se devo morire...

- Mirate aI petto! - No, aIIa faccia!

- Ma che acqua e? < Acqua de piseIIi, professo'!

Zozzoni! Oon quattro ''Z''!

Oaro professore, capisco Ie sue ragioni,

ma qua bisogna che ognuno di noi, come si dice, si adegui ai tempi.

Per quanto mi riguarda, come vede, sono gia a buon punto.

Le distanze con gIi studenti oggi si tengono in modo diverso.

- (Preside) Prenda esempio da me. - Ma Iei sta fermo Ia.

La sua e una posizione strategica, Ie manca soIo Ia torretta con Ia mitragIiatrice.

Ma io passo da una cIasse aII'aItra, sono a diretto contatto con iI nemi.. studente.

Mi ci vorrebbe un carro armato. Me Io passa iI Ministero? No.

Ma quaIe carro armato professore. Lei parta aII'attacco. Lei offende.

Io? Ma se io sono gentiIe e cavaIiere con tutti, scusi.

Lo vede? Reo confesso.

Ma come Ie puo saItare in mente

di cedere iI passo aIIa professoressa di appIicazioni tecniche.

(Preside) Non Io sa che per una femminista,

queIIa e un'offesa piu grave che se Ie avesse dato un cazzotto in bocca?

Ma veramente iI cazzotto Io ha dato Iei a me.

Legittima difesa ideoIogica.

Professore, se Io Iasci dire da me,

in una scuoIa come Ia nostra, ormai aII'avanguardia,

- ci sta come i cavoIi a merenda. - Io?

Ma se ho anche ceduto un'ora di itaIiano a don Luca, per iI suo seminario di rock&roII.

Va bene professo' torniamo a bomba (Rumore di un'espIosione)

Ma che e gia I'attentato di mezzogiorno?

Ma quaIe attentato! Sono gIi esperimenti neII'auIa di fisica.

Per esempio, quei ragazzi che Iei tanto disprezza, stanno costruendo per hobby,

- una piccoIa bomba atomica. - Mi pare giusto.

- Manca soIo I'uranio. - Per ora!

(Preside) Ma iI congegno e perfetto. Sono ingegnosi sa?

- Dei piccoIi Fermi! - Ma quaIi Fermi, non stanno fermi mai preside.

Ma Iei, diciamo Ia verita, Ii provoca professore!

Io? Ma se mi hanno anche fuciIato aI piscio, ehm aII'urina.

Si va bene, ma Iei Ii aggredisce, Ii vioIenta!

(Preside) Oon queIIa sua anacronistica retorica da Iibro ''Ouore''.

Via professore... Faccia un po' di autocritica.

Ma scusi questa scuoIa non si chiama anche ''Edmondo De Amicis''?

E beh, che vuoI dire?

Edmondo De Amicis, Edmondo Bernacca... II tempo cambia si sa, oItre ogni previsione.

Questo De Amicis, in confidenza,

- io non I'ho mai Ietto. E Iei? - Letto? Io I'ho imparato a memoria!

E ha fatto maIe, maIissimo!

II De Amicis, neI contesto odierno, e un pornografo!

II Iibro ''Ouore'' corrompe Ie tenere coscienze dei giovani!

Lei professore e un aIfiere deIIa cuItura forviante!

- E che vuoI dire? - E che ne so.

Insomma per dirIa in termini pedagogici moderni, Iei e uno stronzo. Vada.

Vado.

- SaIve professo' - SaIve, che beIIe rose!

So' de pIastica, Ie sto Iavando. Anzi mo' Ie asciugo pure.

(Pippo) Fidarsi e bene, non fidarsi e megIio.

Stia attento professo' che oggi i Iadri vanno in giro con i pedaIi faIsi!

- Ohe so' de pIastica pure queIIi professo'? - No questi sono ancora veri.

Li ho comprati a una Iiquidazione.

< (In coro) Ohi e? - Sono io, FiIippo.

< (In coro) Oh FiIippo! Ohe beIIa sorpresa.

Ma quaIe sorpresa. Sono vent'anni che vengo sempre Io stesso giorno.

(Ooro) I fiori! Ohe pensiero gentiIe. Entra FiIippo, vieni caro vieni.

- Accomodati, vieni caro. - Mi accomodo.

Sempre suIIo stesso divano, naturaImente.

Magari una voIta ogni vent'anni si potrebbe cambiare Ia tappezzeria, no?

- Sei venuto in bicicIetta? - Si zia Marta.

Sempre iI soIito scavezzacoIIo. Ma Io sai che Ia bicicIetta e pericoIosa?

- Perche non hai preso una carrozza? - Zia Maria Ie carrozze non ci sono piu.

L'uItima I'hanno portata aI museo I'anno scorso.

Oh senti che bugiardo Maria. Ora non ci sono piu Ie carrozze!

FiIippo FiIippo, ma Io sai che se dici Ie bugie ti si aIIunga iI naso?

- Eh ancora? - Oome no!

E come va Ia scuoIa? Ti vogIiono bene i bambini?

- Scommetto che ti ammazzi di fatica. - Piu che aItro mi ammazzano Ioro.

- (Ooro) Oome? - Oioe vogIio dire

che mi inondano deI Ioro affetto

- fino quasi a soffocarmi, ecco. - (Ooro) Ah!

E iI preside, e contento di te?

E come no, per me ha sempre una paroIa buona. Sempre Ia stessa magari...

Ecco iI tuo cacao, FiIippo.

Ma Io sai che queI tuo preside, Io abbiamo avuto a scuoIa da noi?

- Vero Marta? - Oerto.

EccoIo. E' qua dentro anche Iui neII'aIbum di famigIia.

Oinquant'anni di scuoIa.

Ora te Io facciamo vedere.

- (Zia Maria) Ecco, questo e iI preside. - Era un ragazzo cosi chiuso!

Anche adesso e moIto chiuso. Anzi, trincerato.

Aspetta, eh!

(Zia Maria) Ecco, e questo sei tu. Non sei cambiato affatto.

E certo, Ia foto e di sei mesi fa.

(Zia Marta) E questa e I'AdaIgisa. Una cosi beIIa ragazza.

- E tu te Ia sei Iasciata scappare. - E sai, a voIte, Ia sfortuna!

FiIippo, ma non ti pare che sia I'ora di sposarti?

Hai conosciuto quaIche signorina in questo periodo?

Si, stamattina ho accompagnato a Iavoro una ragazza.

- Brava? - Eh dicono di si.

Adesso basta. FinisciIa con queste tue domande.

Anzi facciamo un po' di musica. Basta, prendi iI casco deIIo zio VirgiIio, eh?!

- Ma no... - Bene!

Ma sono vent'anni che prendiamo iI casco deIIo zio VirgiIio.

(Zia Marta) Oome ti sta bene! Sembri un soIdato d'oItremare.

E va bene. Riconquistiamo Ia Libia.

(Pippo) E pensare che Ii sotto era pieno di petroIio.

(Pippo) SoIo noi cercavamo I'acqua.

(Oantano ''TripoIi beI suoI d'amor'')

TripoIi, beI suoI d'amore, ti giunga doIce questa mia canzon!

SventoIi iI tricoIore suIIe tue sponde aI rombo deI cannon!

Naviga, o corazzata: benigno e iI vento e doIce Ia stagion.

TripoIi, terra incantata, sarai itaIiana aI rombo deI cannon!

(Ooro) AI rombo deI cannon AI rombo deI cannon

(Ooro) AI rombo deI cannon AI rombo deI cannon

Aho! Oo' sto' rombo deI cannon ci avete rotto Ii cojon!

Mannaggia aho'. Oe mancava pure questa. E mo' come faccio?

- Aho' che ce vogIiamo fa sta partita a scopa? - Ma fatte un soIitario, va'!

(Pippo) Scusi non vorrei offenderIa, ma posso esserIe utiIe?

E me puoi esse' utiIe si. Oramai ho fatto tardi. Tanto pe' fa na cosa nova.

- Daje va', annamo co' sto' catorcio. - Prego.

Eh no, caro maschietto, guido io se non I'hai capito.

Oome vuoIe.

Ohe te sei offeso pe' I'aItro ggiorno?

No anzi, Ie voIevo mandare un mazzo di fiori...

Oioe di carciofi, per chiederIe scusa.

< Anvedi! Er professore ha rimorchiato! - Fatte sposa'!

- Ohe so amiche tue? - Ma cosa dice?

- Embe' che ci sarebbe di maIe? Sei sposato? - No.

- Sei accompagnato. - Insomma...

- Da una donna o da un omo? - Ma cosa dice!

Embe che ci sarebbe de maIe? In fondo pure I'omini so' donne come tutti Ii aItri, no?!

< Oiao Luca.

Oiao LaIIa. Ancora un po' che dimagrisco e divento come te!

(In faIsetto) ''Ancora un po' che dimagrisco e divento come te!''

DaI VangeIo secondo Matteo, Ia moItipIicazione dei pani e dei pesci.

And one, and two, and one two three, sia Iodato Gesu Oris!

- Pane. - (Ooro) Bread.

- Pesce. - (Ooro) Fish.

(Ooro) Pane pesce, bread and fish.

(Ooro) II miracoIo tu fai I speak engIish

quanti pesci che ti fai per migIiaia che tu sai

Sette pani sette pesci sono .tutti... Se ci riesci.

AIIeIuia, aIIeIuia, pane e pesci ognuno da.

Oh che gioia, che gioia iI miracoIo si fa.

- Pane pesce - (Ooro) Pane pesce, bread and fish.

(Ooro) AIIeIuia aIIeIuia I speak engIish.

(Musica rock)

- Pane. - (Ooro) Bread.

- Pesce. - (Ooro) Fish.

Pane e pesce, bread and fish.

(Ooro) AIIeIuia aIIeIuia

- Sette pani! - (Ooro) Seven bread

- Sette pesci! - (Ooro) Seven fish

La pagnotta c'e per tutti ed iI pesce mai finisce.

(Ooro) AIIeIuia aIIeIuja

Ogni bocca pane avra oh che gioia, che gioia che gioia!

(Ooro) Mangeremo a sazieta.

- Pane! Pesce! - (Ooro) Pane pesce.

(Ooro) AIIeIuia aIIeIuia E Gesu vincera.

- Pane! - (Ooro) Bread.

- Pesce. - (Ooro) Fish.

(Ooro) Pesce pane, bread and fish.

(Ooro) AIIeIuia aIIeIuia

- Fatti sotto! - (Ooro) Se ti va!

- Prendi e mangia! - (Ooro) Ma nessuno mangera, pane e pesce, pesce pi.

(Ooro) AIIeIuia.

Orate.

(Oantano) AIIeIuia, aIIeIuia. AIIeIuia, aIIeIuia... Yeah!

Professo' se deve pija iI cappuccino e megIio che se Io prende subbito.

Ohe mo escono sti' seIvaggi, vedono iI cabare e sai che succede? Peggio deIIa guerra di Troia.

- Buono, sa di pesce. - Embe? Oggi e venerdi.

Ohe voIevi che sapeva de poIIo arrosto? (Rumore deIIa campaneIIa)

Oddio, mo' arrivano. Scappa professo'!

(Pippo) Fermi, ma che fate? Sono iI vostro professore, un po' di rispetto!

- Si e fatto maIe professore? - Eh? No, io Io prendo sempre cosi.

II cappuccino. Ristretto.

(BomboIo) Boni, boni, boni! Ohe i cornetti ci so' pe' tutti!

(BomboIo) Boni, boni! State bboni.

Un cornetto.

A Iadro! Duecento cinquanta Iire per un cornetto!

E iI servizio corazzato non ce Io metti?

Io qua sto' in zona de guerra, che te credi?!

- (UrIa) Affamatore deI popoIo! - (UrIa) SpecuIatore schifoso!

Damme du' cornetti, i sordi te Ii porto domani.

No, no, metti che domani non fate neanche uno scippo a me chi me paga?

- Zozzo! - Du' cornetti.

- Questo nun so' bbone. - Oome nun so' bone, Ie ha fatte mi' madre!

- Aridamme i cornetti! - (UrIa) FatteIi rida' da tu' moje!

(BomboIo) DiIinquenti!

(UrIano)

(BomboIo) Assassini.

(UrIano)

- Ti bruciano gIi occhi? - No no. Me rode proprio er cuIo.

Vedi, i ragazzi so' come gIi uomini, so' bambini.

E tu Ii devi impegna' suI concreto.

Sin da piccoIi devono capire che iI poIitico e iI privato so' tutt'uno.

e che Ia ruoIizzazzione deI maschiIe e deI femminiIe va canceIIata.

Tu, per esempio, tua madre I'hai vista sempre in cucina davanti ai forneIIi, no?

Eh, faceva uno spezzatino con Ie oIive!

Ecco, tu c'hai iI compIesso deIIo spezzatino di tua madre.

Insomma, Io spezzatino de mamma t'e rimasto qua!

Va rimosso Io spezzatino.

Se no resterai sempre maschiIista, maschiocratico e mascarzone!

- E come si rimuove Io spezzatino? - A marteIIate!

Prego... Prima io, eh?

(LaIIa) EccoIo iI rimosso, Ia donna che recupera sin da piccoIa, iI vissuto ancestraIe maschiIe.

Donna faber insomma.

Ecco, qui Io puoi vedere praticamente.

La donna che si riappropria degIi antichi mestieri, simboIogici deI potere.

- Posso aiutare? - A che IiveIIo?

Annamo va', se no mi sa che rimedi una chiave ingIese in bocca.

(UrIa) In fondo e vero, Ia donna quaIunque Iavoro faccia, non perde Ia sua femminiIita.

- Oome? < (Pippo) Non perde Ia sua femminiIita!

- (UrIa) Ma non dire stronzate! - (UrIa) Oome?

- (UrIa) Non dire stronzate! - Ah, avevo capito bene.

Donna faber?

Niente niente sta' donna faber e parente de Donna Summer?

Lassa perde, queIIa e n'aItra cantante Iatina.

Ma I'homo faber dov'e? La sua non e una cIasse mista?

- Oerto. Sta qui I'ometto faber. - Prima io, vero?

Prima due diritti, poi un rovescio. A sto' punto, fijo beIIo, dovevi caIa'!

Ma qui c'e scritto che bisogna caIa' dopo tre. Io non ce sto a capi' piu niente.

Fa un po' come te pare.

Tie' scusa, maregge er pupo, che devo fini' da' stira'.

Senti un po'.

< Oom'e de saIe?

De saIe non Io so, de foco va benissimo.

- Ma questo ragazzino di chi e? - (Tutti insieme) E' nostro!

- E' nostro? - Oome non Io sai?

A scoIa ci abbiamo due ragazzi padri. E come aI soIito Ie madri non si sa chi sono.

PovereIIi, sedotti e abbandonati.

E certo che un beI maschione come te, oggi deve sta' attento, eh?!

- Non mi guardi cosi. < (BomboIo) A professo'!

GIi studenti Ia vojono subbito subbito in cIasse sua.

Mi vogIiono?

E' Ia prima voIta in dieci anni.

- Posso? - Oori cori, te dovessero scappa'.

- Pissi, pissi, pissi, come te chiami? - (Vocione) Margherita.

DaI Iibro ''Ouore'' di De Amicis, Ia maestrina daIIa penna rossa.

Ma ce ne un'aItra che mi piace pure. La maestrina deIIa prima inferiore.

QueIIa giovane che ha due beIIe pozzette suIIe guance

e porta una gran penna rossa suI cappeIIino.

Traduzione. Ma ce ne un'aItra che me Ia farei subbito.

La proff deIIa prima media.

QueIIa super bona che c'ha due beIIe chiappe a mandoIino

e porta iI cappeIIo aIIa paracuIa.

Quando gIi scoIari escono, corre come una bimba

dietro aII'uno e aII'aItro, per metterIi in fiIa

< e a questo tira su iI bavero, a queII'aItro abbottona iI cappotto

< perche non infreddino. - Traduzione.

Quando i miIitari escono, core come un'assatanata

< appressa aII'uno e aII'aItro, non sapendo piu a chi dare i resti.

E a questo sIaccia i caIzoni, e a queII'aItro tira su' Ie mutanne,

perche non si rinfreddi iI caIimero.

- ZeIIetta vergognati! - Ma si vergogni Iei!

Questo e I'ora deI coIIettivo di cIasse, Iei qui e un ospite. O zitto o fuori!

- (Ooro) Fuori! Fuori! Fuori! - SiIenzio! Ma quaIe coIIettivo!

Voi state profanando questo Iibro meravigIioso.

- Questo Iibro e una cagata! - (Ooro) Abbasso Ouore!

(Pippo) Fermi, che fate? Sono iI vostro professore. Indietro!

(Ooro) Scemo! Scemo! Scemo!

Attento prof!

(Ooro) Scemo! Scemo! Scemo!

Racconto mensiIe. ''La piccoIa vedetta Iombarda''.

In una beIIa mattinata deI mese di giugno,

< pochi giorni dopo Ia battagIia di SoIferino e di San Martino,

< un piccoIo drappeIIo di cavaIIeggeri di SaIuzzo, andava pe' Iento passo in un sentiero soIitario.

< EspIorando attentamente Ia campagna.

< Guidava iI drappeIIo un ufficiaIe, e tutti guardavano Iontano davanti a se,

< con occhio fisso. Muti.

< Arrivarono cosi ad una casetta rustica,

< davanti aIIa quaIe se stava tutto soIo un ragazzo di una dozzina d'anni.

< Era un beI ragazzo daI viso ardito,

< con gIi occhi grandi e ceIesti, coi capeIIi Iunghi e biondi.

< Appena visti i cavaIIeggeri iI ragazzo corse Ioro incontro.

- Hai visto passare degIi austriaci, ragazzo? - Eh?! No, da tre giorni.

- Hai buona vista tu moneIIo? - Eh! Io vedo un passero Iontano un migIio.

Saresti capace di saIire in cima a questo aIbero?

Eh. In mezzo minuto ci saIgo.

E aIIora saIi, va su dunque.

- SveIto! - Eh. Un momento che mi Ievi Ie scarpe.

< II ragazzo ando su come un gatto.

Oh Dio, che e?

(Pippo) Piano eh!

< In pochi momenti saIi agiIe suIIa cima deII'aIbero,

< avviticchiato aI fusto con Ie gambe fra Ie fogIie,

ma coI busto scoperto e iI soIe che gIi batteva suI capo biondo che pareva d'oro.

- Ohe cosa vedi ragazzo? - Eh. Niente.

(Oapitano) Guarda megIio.

- Ah ecco, adesso vedo. < (Oapitano) Ohe vedi?

Un par de' cojo... Un battagIione de cacciatori!

Saranno tiroIesi. Scendi ragazzo!

Aho' ma che m'avete preso pe' un faggiano? Bboni!

Scendi ragazzo, ti han visto!

< (Oapitano) Ti ho detto scendi! - Aho' io scenderei, ma iI cuIo me rimane qua!

Scendi!

A Ii morte' ce I'hanno proprio co' me!

Scendi, maIedizione!

(UrIa) Abbasso Ia caccia! Evviva I'ItaIia!

Povero ragazzo. Povero bravo ragazzo.

La maestrina... La maestrina daIIa penna rossa.

OavaIIeggeri! UfficiaIe! Maestrina!!

(Pippo) Ma che posto e questo? Forse non sono morto.

(Pippo) Magari sono soItanto prigioniero.

Ah te sei svejato eh! Ammazzo che crocca che hai preso!

L'aIbero era aIto.

Ma che aIbero, sei diventato scemo? Vorrai dire Ia Iavagna.

Ah Ia Iavagna. La scuoIa.

- Ma dove mi trovo? - A casa mia.

L'unico ospedaIe che funziona a Roma. Tie' bevi questa, va'.

- Ohe e? < E' na bevanda indiana contro er maI de testa.

L'ho presa a OaIcutta. La fanno con Ie feci deIIe vacche sacre.

Porca vacca! Bbono.

LaIIa! LaIIa che me Ie presti un paio di mutande?

- Te posso da' queste ma quanno t'entrano? - Uh! Me so tanto dimagrito Ii.

- Ma chi e? < (LaIIa) E' Atos, un femminista argentino.

Abita neIIa stanza accanto.

- E dove va? - NeIIa stanza accanto, ci abita!

- E' Ia mogIie di Atos? - Ma che stai a di', Atos e Iesbica!

Oaro Bottini! Abbiamo preso una beIIa botta domani?

- Oi vediamo ieri. - Oggi e megIio Iassa' perdere.

- Pampuri ma che ce fai qui? - Oome che faccio? Abito neIIa stanza accanto.

Ma che neIIa stanza accanto c'e iI Grand HoteI?

Ma statte zitto, questa e na' comune.

Noi c'avemo in comune tutto. II bagno, i vestiti, Ia cucina, Ia robba da magna'.

E mo' io e te, c'avemo in comune iI Ietto.

- Ma che fa si corica qui? - E che vuoi che dormo pe' terra?

- Ma pe' terra ce posso dormire io. - Eh gia e io poi faccio I'amore da soIa.

- Ma aIIora Iei... Noi... Maestrina! - Ma statte zitto.

Dunque, come si fa un'inchiesta sessuoIogica suI cosiddetto amore mercenario.

Occorrente. Un questionario e una cosiddetta passeggiatrice.

II questionario Io metto io, Ia passeggiatrice ci provvedete voi,

perche iI Ministero, certi sussidiari scoIastici ancora non Ii fornisce.

- Posso porta' mia soreIIa? - Passeggia?

- No Iavora a casa. - AIIora niente.

La terremo presente quando faremo I'inchiesta suIIe famigIie squiIIo.

Ora passiamo aIIa formuIazione deI questionario.

Prima domanda, prendete appunti.

Dove che viene iI rapporto.

Scrivete. Letto.

SediIe d'automobiIe. Fratta.

In cespugIio o contro deI muro?

OanceIIare con un frego Ie risposte che non vi interessano.

Io conosco una ragazza che Io fa neI sacco a peIo.

Ah brava! AIIora tu ci aggiungi sotto, PeIo a sacco, e ci sfregi dove vuoi.

Ora, passiamo aIIa seconda domanda.

Quanto guadagni Ia sera?

Fai regoIare fattura?

La paghi Ia IVA?

Quanto trattiene per se, in percentuaIe, iI coIIaboratore stradaIe, vuIgo pappone?

A professo' ma non sarebbe giusto che pure Ie prostitute c'avrebbero Ia mutua?

E non e giusto no. Ohe Iei vuoi far uscire da un casino e farIe entrare in un aItro?

Lo studente ZeIIetta, e desiderato aI teIefono.

E scusami tanto prof, deve essere iI mio avvocato.

- Dunque eravamo rimasti aI casino. - Ah ci arisemo?

Ah statti zitto ignorante!

Questa e una Iezione di sessuoIogia, che fa parte deI mio corso di scienze.

Penza un po', oggi pe' anda' pe' zoccoIe, bisogna ezzere no' scienziato.

Oornuto.

< QuaI'e iI suo onorario per una prestazione sempIice?

< Quante ore Iavorative effettua? - QuaI'e iI suo reddito medio giornaIiero?

Aho' e carma, che e sto reddito? Io caso mai chiedo iI mio equo canone.

Ohe poi c'erte voIte manco me Io danno, e me fregano pure Ia borzetta.

Breva, breva! Questo deve sapere I'opinione pubbIica itaIiena.

Ohe noi commercianti onesti deIIa zona, siamo continuamente tagIieggieti.

- Ma insomma, quanto rimedi aI giorno? - E a te che te frega?

Tanto pe' non essere vorgare.

Beh, ma mo' dico io, che mettemo in piazza er biIancio deIIa ditta? Non e vero Marsico'?

La domanda nun e pertinente.

Noi ci siamo sottoposti di buon grado,

per venire incontro ai desiderati deIIa circoscrizione,

a un indagine di tipo sessuoIogico, e no fiscaIe.

Quanto guadambiamo, pe' non esse' vorgare,

- sono cazzi nostri. - Brevo!

II signor Masticone ha pienamente ragione. anche noi teniamo iI segreto professionaIe.

Lei come coIIaboratore stradaIe, ha rapporti anche con aItre coIIaboratrici deI sesso?

Si, magaari ce prova. L'abbotto de cazzotti...

Veda un coIIaboratore stradaIe serio, ha Ia prerogativa deIIa fedeIta.

Anche perche, modestamente, iI suo Iavoro non gIi Iascia tempo per aItre distrazioni.

Di che tendenze poIitiche sono in genere i suoi cIienti?

E che ne so io? Mica sotto Ie mutande c'hanno iI distintivo deI partito, eh!

Non e vero Marsico'?

Oomunque noi escIudiamo rigorosamente gIi opposti estremismi.

< Sei iscritta aI coIIocamento? < Oe I'hai Ie marchette?

< A che eta andate in pensione? < (Pippo) Ohe succede?

E' Ia ricerca di testimonianze per iI seminario suI sesso.

< (Pippo) E queIIa e Ia testimone? < (BomboIo) Ma quaIe... QueIIa e na zoccoIa!

< QuaI'e Ia sua posizione suIIa societa permissiva dei paesi tardo capitaIisti?

(Prostituta) Uffa! Ma che e un interrogatorio?

Io gia c'ho maI de testa, poi come faccio a Iavora'?

- QuaI'e Ia sua opinione suIIe femministe? - Ohe ne so? Ohe devo dire amore?

Secondo noi, Ie femministe sono tutte Iesbiche. Di cui e un articoIo che non trattiamo.

A chiavicone, ma non te vergogni? Sto' sfruttatore zozzo.

Signorina moderi i termini. Qui siamo in un seminario scientifico.

Prima ce chiamano e poi ce insuItano. E poi a te che te frega?

''II grano e mio e Io gestisco io!''

Breva. E facciamoIa finita con queste femministe.

Ohe fanno I'amore a gratis. Questa e concorrenza sIeaIe.

Oome si permette di oItraggiare cosi Ia signora. Si ritenga schiaffeggiato.

Aho' ma chi e sto' mongoIoide?

Ma avevo detto a Iui, mica a me.

(LaIIa) Mo' te sistemo. Tie'! Beccate questo.

< Daje che oggi se fuma gratis!

- (LaIIa) Tie'! Oh Dio, te sei fatto maIe? - (Pippo) Ed io che c'entro?

< Non I'acciaccare che e tutta robba bona!

Mo ce penso io.

(Spacciatore) Disgraziati, in gaIera vi mando. Tie'!

Manda.

E te pare che non c'era pure Io sciopero deII'acqua.

< Aho' squagIia, che arriva Ia madama!

< Namo che arriva Ia puIa!

- (Prostituta) Io faccio finta di niente. - (Spacciatore) Fa finta di niente, nascondi...

Aho' non ho fatto niente io.

(Prostituta) E mo' che c'entro io? Io stavo a insegna'!

II copricapo. Ma... Lasciatemi! Lasciate stare Ia signora.

Ecco perche Ia scuoIa e in crisi. Voi state arrestando un corpo insegnate!

Dai forza. Dai, che c'hai paura? Dai che ti aiuto io, dai.

(LaIIa) E cammina!

(LaIIa) Non corriamo rischi vero?

(Pippo) Vai tranquiIIa, e una settimana che prendo Ia piIIoIa.

(DaI grammofono) Torna piccina mia, torna daI tuo papa.

(DaI grammofono) EgIi ti aspetta sempre... (Bussano aIIa porta)

(Zia Marta) Sono Ioro Maria! Vai ad aprire.

Subito!

Ecco! Ecco.

(Zia Maria) Oh che beIIa sorpresa. Avanti accomodatevi.

- (Pippo) Oiao zia. - Vieni FiIippo, vieni.

Oh grazie. E questa e LaIIa? Ohe beIIa ragazza.

Marta! Marta! Vieni a vedere LaIIa quanto e beIIa.

Oh quanto e beIIa LaIIa.

- LaIIa, zia. - Buongiorno signora.

- Oh i fiori, grazie. - TogIiti iI cappotto, fatti vedere.

Ma no zia siamo di passaggio, ci fermiamo soIo un atti... mo.

Oome sei beIIa! Sembra Ia regina Margherita da giovane.

No, ma che regina Margherita, LaIIa e una ragazza moderna.

FiIippo! Una donna non si percuote neanche con un fiore.

ScusaIe sai, sono un po' antiquate Ie zie.

Ma che antiquate, sono cosi carucce... Sei tu che sei antiquato.

Vieni cara, vogIio farti vedere una cosa.

(Sottovoce) Speriamo bene!

(Zia Marta) Guarda, questo e iI nostro corredo. - Lo abbiamo ricamato con Ie nostre mani.

- Quanti anni... - E poi non ci e servito a niente.

Siamo rimaste signorine.

Scusa zia, ma a LaIIa queste cose non interessano, Iei e di un'aItra generazione.

Tu statte zitto. Ohe ne sai deIIe cose di noi donne!

- Oome di noi donne? - Anvedi che beIIa robba.

Ammazza che forza! Questa su un paio de jeans e iI massimo.

- Guarda un po', che gIi voi di'? - PrendiIa cara, e tua.

E quando vi sposerete sara tutta roba tua.

Ma che sposerete zia, mica ci dobbiamo sposare.

(In coro) Oome? Non Ia sposi?

E vorresti Iasciare una cosi brava ragazza dopo averIa compromessa?

- Seduttore! - Libertino!

Giusto, mascarzone!

Oome mascaIzone? Ma a che gioco giochiamo?

Ma scusa io come devo essere, maschiIista o femminista?

(Pippo) E tu sei femmina... O sei omina?

Vedi tu come tutti gIi uomini, capisci poco.

(LaIIa) Una donna, anche se femminista, conserva sempre iI piacere per certe cose,

per esempio un vestito. Una donna oggetto se Io mette per far piacere aI maschio.

Una donna emancipata se Io mette per piacere a se stessa.

E poi anche io ho diritto ai miei momenti di perversione femminiIe, no?

Gia, ma io come me devo comporta'?

Ohe ne so quando sei maschietto, o quando sei femminuccia?

O io pe' starti appresso me so' ammazzato de modernita.

Me so imparato a parIa' romanesco, so' pure stato a Iezioni private de paroIacce!

Aho' io prima non dicevo neppure... ''Fesso''. Senti un po' mo'.

Oazzo minchia fica cuIo, non me rompe Ii cojoni, cacca merda piscia.

- Bravo! O'hai stoffa. - Tie', guarda qua.

Ho provato pure a metterme i bIue jeans.

So' cosi stretti che come tiro su Ia chiusara Iampo, er mejo me rimane de fori!

Ma queIIi che portano sti' carzoni, ma ndo' se Io mettono, in saccoccia?

E se vede che non sei fatto pe' I'unisex.

Ah gia, I'unisex.

Ti confesso che non ho ancora capito

Ia sottiIe differenza che passa tra I'unisex e iI frocio.

- Adios! - Ma va fan cuIos.

- Ma che tiene? - Eh, oggi tiene Ie sue cose.

(UrIano in coro) Scemo!

Grazie. Desidero sempIicemente ringraziarvi

per Ia caIda accogIienza tributatami. Do subito Ia paroIa aIIo studente Franco ZeIIetta.

Bisogna anzitutto fare chiarezza

suIIe effettive cause deIIe azioni vioIente,

che quasi ogni giorno si verificano in questo pacifico istituto.

(Tutti insieme) Bravo.

Vi Ieggo Ie uItime statistiche.

Studenti iscritti aI De Amicis, trecento settantotto.

OspedaIizzati duecento due.

Feriti Ieggeri centoventotto. IIIesi, qui presenti, quarantotto.

Quarantotto fino a sto' momento.

- Ohiedo Ia paroIa! - II signore, ha chiesto Ia paroIa.

- E chi se ne frega. - E chi se ne frega!

La paroIa invece Ia diamo ad uno dei protagonisti abituaIi deIIa vioIenza neIIe scuoIe.

- II professor Pippo Bottini. (UrIa di scherno e fischi)

Oome rappresentante dei feriti Ieggeri, io chiedo

- cosa dobbiamo fare per sottrarci aIIa vioIenza? - Annattene!

- Taja che e megIio. - Saro breve.

Noi dobbiamo rifarci aIIa toIIeranza, aIIa generosita, agIi ideaIi deI Iibro ''Ouore''...

(UrIa di scherno e fischi)

AItrimenti iI sangue chiama sangue, Ie pistoIe chiamano pistoIe,

- i bastoni... - Ohiamano coppe!

- Ecco, io ho finito. - No, hai proprio chiuso!

< Vuoto a rendere! (Ridono)

Disgraziato! Ecco che fine fanno Ie bottije de pommodoro mie.

Quanno vieni a casa te do' Ia bonanotte a carci in bocca!

Ecco Ia vioIenza da dove nasce. Dai genitori oppressivi! DaIIa famigIia borghese!

Ma quaIe borghese, mi' marito fa' er mondezzaro.

Ha ragione iI professor Bottini! La scuoIa e venuta meno aI suo dovere.

Iasciando che questa marmagIia distruggesse i sacri ideaIi!

(UrIa di scherno e fischi)

Ohi e Iei che osa insuItare cosi Ia popoIazione scoIastica?

E' mi' padre. E presta pure i sordi a strozzo.

Strozzino a tu' padre? Io Ii sordi che guadagno Ii spendo pe' comprarte Ia peIIiccia.

E chi Ia voIe Ia peIIiccia tua, tie'! AripijateIa!!

< Brava Patrizia! < Faje vede' chi ssei!

- Signori! (UrIa di scherno e fischi)

- Oompagni! (UrIa di scherno e fischi)

- FrateIIi! (UrIa di scherno e fischi)

(UrIa) A fiji de na mignotta!

Oh. AIIa fine siamo tutti itaIiani. Dunque.

L'unico sistema per porre fine agIi episodi di vioIenza neIIa nostra scuoIa,

e che tutti si impegnino a non portare in cIasse piu di una pistoIa a testa.

- Ossia, Ia Iimitazione degIi armamenti. (UrIa di scherno e fischi)

Bboni! Ohe i cerotti non abbastano pe' tutti.

Io dico che a scuoIa si deve venire per studiare.

Bravo. Ma con che studiamo? In cIasse mia iI professore, e Iatitante da tre anni.

Noi avemo cambiato sei professori in tre settimane.

L'uItimo pe' faIIo rimane' I'avemo dovuto Iega' aIIa cattedra.

Noi c'avemo i quadrupIi turni.

AIIa cIasse mia ce tocca da mezzanotte e mezzo aIIe sei deI mattino.

Non si puo negare che ci sono taIune circostanze obiettive,

che esasperano gIi animi spingendoIi aIIa vioIenza.

- Ragazzi, noi vi comprendiamo. - No, no. voi c'avete proprio rotto Ii cojoni.

Ohe schifo un topo!

Ma quaIe topo, queIIo e iI mio compagno di banco.

In cIasse nostra i topi so' gIi unici che passano sempre.

Me prendo Ia paroIa.

Dunque, da un punto di vista sessuo-poIitico, Ia vioIenza, come dice iI Reich,

trae origine daII repressione sessuaIe. Infatti, a ben guardare,

iI termine ''cazzotto'' deriva da ''cazzum'', Iatino.

Ma stia zitto Iei, pederasta! Ohe ieri e stato sorpreso aI bagno con due ragazzini.

Beh... Era per un sondaggio.

La finisca Iei! Ohe ha una casa squiIIo neI mio stesso paIazzo.

Oasa squiIIo io? Ma casa squiIIo sua mogIie!

- Ma come si permette? - (Preside) Fermi! Torni indietro, indietro!

Mo' ce penso io.

(Musica rock)

(Ooro) Oazzotti e pistoIa, sganassoni e punching baII.

(Ooro) Tutti a scuoIa, tutti a scuoIa tutti in pista e rock & roII.

(Ripetuto) Pam pum Pam pam pum

(Ooro) PistoIa e cazzotti

(Ooro) Occhi neri e nasi rotti noi baIIiamo iI rock

(Ripetuto) Pam pum Pam pam pum

Le sirene per Ia via e Ia voIante voIa

ambuIanze e poIizia tutti a scuoIa tutti a scuoIa.

Addio pugIiIato, addio karate' cazzotti a mozzafiato cinque punti e porto tre.

(Ripetuto) Pam pum Pam pam pum (Rumore di un mitra)

Giubbotti made in usa aIIo sbando andiamo andiam

OaIci in bocca aIIa rinfusa Masticando chewing gum.

(Ripetuto) Pam pum Pam pam pum

Dai Giusi che ci vedi, dai cosi di che ti va

SoIo chi rimane in piedi passa aII'universita.

(Ripetuto) Pam pum Pam pam pum

Le sirene neIIa via, e Ia voIante voIa. AmbuIanze e poIizia, tutti a scuoIa tutti a scuoIa.

Addio pugIiIato, addio karate' cazzotti a mozzafiato cinque punti e porto tre.

(Ripetuto) Pam pum Pam pam pum

Tutti a scuoIa tutti a scuoIa con iI pesto e iI rock & roII.

Pum Pum! (Rumore di un'espIosione)

< Professore omaggi!

Oerto che ci avete dato una beIIa Iezione a quei chiaviconi di studenti!

- Oi avete Iasciato pure iI segno. < (Risata faIsa)

Oi rideviamo. Dopo due Iunghi mesi.

Ohe voIete?

Te voIemio parIa', occhi de fata.

Pensa che semo appena sboccati de gaIera.

E Ia prima visita Io sai pe' chi e stata?

- No. - Pe' te!

Non vi sentite commosso professore?

Non mi fate mica paura, sapete? Andate via o chiamo Ia poIizia!

- Gia ma non ho iI teIefono...

E poi ormai Ia poIizia sta tutta a scuoIa!

Ma insomma, che voIete da me?

Te voIemio parIa' d'affari.

II nostro comune amico qui presente,

ha intrapreso un'attivita di morto curturaIe e paradidattica.

- Fai vedere I'articoIo professore. - Dunque professore,

- voi ci avete presente iI Iibro ''Ouore''? - Eh!

E noi giustappunto di questo dobbiamo parIare.

Inzomma di poche paroIe, una vendita editoriaIe.

Vendere iI Iibro cuore? Ma se non Io Iegge piu nessuno!

E quante copie pensate di venderne?

- Assai! - Assai.

Ne voIemio vende proprio tante, e tu ce devi da' una mano.

- Io non capisco. - Mo' te faccio capi' io.

Vedi, questa e un'edizione speciaIe! Nu me ra ta.

Finemente ariIegata e con un contenuto diciamo... Prezioso.

Droga?!

Ohe simpatico che e. Ohe ci voIevi trovare, Ia piccoIa vedetta IombardoIa?

Mi scusi ma... Ma Ia droga non Ia vendeva gia bene Iei, con queI piccoIo spaccio ambuIante?

La vendevo! Fino a poco tempo fa.

Ma poi con tutto iI casino che avete combinato voi vicino aIIa scuoIa,

Ia poIizia che prima chiudeva un occhio, adesso Ii ha spaIancati tutti e quattro.

Sapete com'e in ItaIia. Prima tutto aIIargativo e poi tutto stringitivo.

Giusto era ora che si stringessero i freni! O no?!

- Poi scusi, io che c'entro? - O'entri, c'entri.

- Oe devi entra' pe' forza. - Pe' forza... O per amore.

- Ohe e amore? - Vedi questo Iibro finemente ariIegato,

contiene pure un'iIIustrazione di morto preggio.

UaIa!

< (Pippo) LaIIa? < (Protettore) LaIIa e iI suo amatissimo bambino.

- LaIIa un figIio? - E che non Io sapevate? Oe I'ha in campagna!

- E chi e iI padre? - Lei dice che I'ha fatto soIo Iei.

- Ma di soIito bisogna essere in due. - (Pippo) Guarda quanto e carino!

Eccerto sarebbe un peccato se non si conservasse cosi bbene in saIute.

Ma per fortuna ci siamo noi, che Io teniamo sotto controIIo.

AiriuaIa'!

(Spacciatore) Qui sta veramente beIIino. Pare un agneIIino.

Prima de pasqua.

Abbiate pieta. Vi prego! Ohe devo fare?

Oh Io vedi cominci ad usa' er cerveIIo? E mo' devi comincia' ad usa' iI cuore.

A voi.

- Qua c'e robba pe' tre mijoni. - Tre miIioni? E dove Ii trovo?

E perche io prima dove Ii trovavo professore?

NeIIe scuoIe. Ohe ci vuoIe. AIunni, docenti, bideIIi.

Questa e un'edizione scoIastica che sembra fatta apposta pe' te.

Se vedemo fra una settimana. Oor grano.

Professore dimenticavo una cosa moIto importante.

E' inutiIe dirvi che di questo nostro incontro voi non dovete parIare con nessuno.

(Spacciatore) E meno di meno di tutti con Ia vostra cara amica LeIIa.

Mosca.

Bei bei.

E aricordate, eh?!

E aricordate, eh?!

Stupefacente.

(Rumore deIIa campaneIIa)

(Pippo) Fermi! Ma... Insomma!!

Oh! Oaro Bottini. BeII'assembIea ieri sera.

Bravo! Ti sei battuto come una pecora.

Abbiamo avuto ben ventisette feriti. O'e nuIIa suI giornaIe?

Ah! Ah... O'hai sempre iI cuore, eh?

- Guarda mica te ne vergognerai. - No, ma che vergogna.

E che c'e suI giornaIe? Non I'ho ancora Ietto.

- Sto guardando. Trentacinque attentati, diciotto morti, settantacinque arrestati...

Niente, iI nostro ventisette non e uscito.

Beh forse se ci impegniamo di piu... Magari iI prossimo sabato.

Oh! Senti questa! La poIizia a Fiumicino adopera i gatti anti-droga.

Un feIino scopre venti chiIi di eroina, nascosti in una forma di parmigiano.

Oh, Ie pensano tutte eh?! Oiao Bottini.

- II giornaIe Pampuri. - Per carita, tienteIo pure se ti fa comodo.

(BisbigIia) Adesso pure i gatti.

Oh Dio Ia poIizia!

Pussa via sbirro!

< Preso!

L'ho preso. E' una settimana che gIi sto' a da' Ia caccia.

Me se magnava tutte Ie pizzette!

< (Pippo) BomboIo! - Ohe c'e?

- Vieni qua, devo farti una domanda. - Basta che non me domanda i sordi.

Secondo te... Ohi potrebbe essere interessato in questa scuoIa,

- aII'acquisto di droga? - No, no, io Ia spia nun Ia faccio.

Na vorta a un padre gIi ho detto che er fijo se drogava,

m'hanno menato in due, er fijo e er padre.

Ma se tu dovessi vendere un Iibro come questo, dove Ii troveresti i drogati?

A professo' ma che sta a da' i nummeri?

Do i nummeri si, stai a fa' un casino! Ricominciamo.

Io sono iI professore e tu I'aIunno. Interrogazione.

Oome si vende Ia droga? Ohi Ia compra?

Dunque Ia droga si vende, ar cesso, in paIestra, pe' Ie scaIe, in cortiIe,

in bibIioteca, in ascensore e sopratutto in cIasse.

- E chi Ia vende? - Tutti.

- E chi Ia compra? - Tutti.

- AIIora e un mercato Iibero! - E' Iibbero si.

- Fino a quando nun te carcerano. - Tie'!

Ohe voi te? Ancora non hai scoperto niente.

(BisbigIia) Spione! Gatto deIIa Digos.

- Fumi? - No, in saIita mi fa maIe.

- Marijuana? - Si?

Mah.

- Ti interessa questo Iibro? - Io c'ho I'edizione de Iusso!

(Pippo bisbigIia) Pure Ia concorrenza.

(Bussa aIIa porta) < Momento!

- Fuma? - Fuma' proprio no, pero bbrucia.

(Rumore deIIa campaneIIa)

Aho' ma che sto' ragazzino me Io moIIate a me?

Tra un po' arriva iI padre!

PoreIIo, qui tra padri che scompaiono e madri che non si sa chi so'...

- Guarda chi si rivede! - Oiao.

Ma 'ndo' sei stato? E' una settimana che sei sparito.

Ho avuto una visita di certi parenti. Sai come sono i parenti,

magari stanno in campagna e poi... Improvvisamente saItano fuori.

E no? BeIIo! Guarda quanto e bbono.

- Potrebbe anche essere tuo figIio. - E potrebbe si, a me non me manca niente, eh.

< EmiIiano! EmiIiano, vie' beIIo. Vie' co' papa.

Scusa iI ritardo LaIIa.

- Ma che queIIo e iI padre? - E che deve esse, Ia madre?

Ma che Ieggi?

- Uh co' sto' ''Ouore'', ma che hai ricominciato? - RidammeIo!

- E mica te Io magno! - No, e che... Non e mio.

Anzi Io devo... Vendere. Anzi dovrei, anzi... Oiao.

(Sottovoce) Aho'. Ma fosse davvero uno stronzo?

- (Borbotta) No, no... Scusi! - Guarda che incontro fortuito!

- Te stavo giusto aspetta', da mezz'ora. - Ma che fa qui, ci possono vedere...

- E' pericoIoso. - E' pericoIoso pe' te, a me che me frega.

Io sono qui pe' controIIa' iI commercio. Fai conto che sono un ispettore aIIe vendite.

Fa vede.

Ah vedo che non abbiamo venduto ancora manco una paggina, eh?!

Eh... Io sono in trattative con una squadra di caIcio, cioe sono stato maIe, anzi...

- Aspetto una teIefonata ecco. < (BomboIo) Professor Bottini!

- Professor Bottini, Io vogIiono aI teIefono! - Lo vede se dico bugie?

Sono Ioro. Oi vediamo...

Oi vediamo si, stasera. E ricordati... Tre capoccioni. Oontanti.

Oontanti. Oon_tanti... Ossequi.

Pronto? Ah sei tu zia Marta.

- FiIippo! Eravamo preoccupate. - Preoccupatissime!

- Perche non sei venuto da noi giovedi? - Ti abbiamo aspettato tutto iI giorno!

Ho ricevuto una visita di parenti, di amici... Sono stato maIe!

- Oon iI ''Ouore''. - Oon iI cuore?!

- (BisbigIia) Ha avuto maI di cuore. - Oh, povero FiIippo!

- FiIippo, ti serve niente? - Possiamo far quaIcosa per te?

No grazie. Anzi, forse potete fare quaIcosa per me.

Vengo stasera. Oioe, vengo subito! Oon iI cuore non si scherza! Vengo, eh?!

Per iI cuore e queIIo che ci vuoIe. Ecco questo ti fara certamente bene.

- Ma no, io sto benissimo. E' stato un momento. - Bevi, bevi su!

- Un goccino. - Ma e Ia quarta tazza. Non mi ci entra piu.

Questa notte dormirai qui. Si, qui da noi.

Ma quaIe dormire, e una settimana che non dormo!

(In coro) Ma FiIippo!

II mio maIe non sta in questo cuore. Ma in questo.

(In coro) Oh! II piccoIo farmacista!

Si, un piccoIo farmacista che costa tre miIioni.

E io non c'ho manco i soIdi per comprarmi un cachet.

(Zia Marta) Oento, duecento, trecento, quattrocento, cinquecento, seicento

(Zia Marta) settecento, ottocento, novecento...

(Zia Marta) Due miIioni novecentonovanta novemiIa duecento.

(Zia Marta) Due miIioni novecentonovanta novemiIa trecento.

(Zia Marta) Due miIioni novecentonovanta novemiIa quattrocento.

(Zia Marta) Due miIioni novecentonovanta novemiIa cinquecento.

(Zia Marta) Due miIioni novecentonovanta novemiIa seicento.

Due miIioni novecentonovanta novemiIa settecento.

Due miIioni novecentonovanta novemiIa ottocento.

Due miIioni novecentonovanta novemiIa novecento.

Tre miIioni.

- Avanzano cento cinquanta Iire. - Tre miIioni?

- Si, tre miIioni tutti per te. - Ma io ero rimasto a tremiIa Iire!

- Ma chi avete scippato? - Sono i notri risparmi.

Oinquant'anni di saIvadanaio.

Ma come faccio a restituirveIi? Oi vorranno aItri cinquant'anni.

- Non ti preoccupare FiIippo. - Possiamo aspettare, sai?

(Oanticchia)

< SaIve! (singhiozzo) Ti stavamo aspettando (singhiozzo)

(Protettore) Sei in ritardo. Stavo a diventa' nervoso.

Aho!

A non I'hai pijato!

Mi fai proprio ridere!

(UrIa) Ah! Mi fai proprio piangere!

I miei omaggi professore. Avete portato I'importo?

Ecco qua. Oontanti.

OontanteIi.

- (Protettore) Vedemo un po'. - (Spacciatore) Piano, piano.

A professo' ma che t'hanno pagato co' Ia cassette deIIe eIemosine?

Ohe forza! Urra, urra urra...

A professo' me sta a fa diventa' scema co' tutti sti' schiaffi.

Ragazzi come si fa a contare tutta questa roba? Sembra iI serpentone monetario.

Io me fido. Oramai iI professore e dei nostri.

Ma quaIe dei vostri? Io ho fatto soIo queIIo che mi avete costretto a fare.

E adesso basta. Oon me avete chiuso!

(Spacciatore) Ma quaIe chiuso! Qui avemo appena cominciato, hai capito?

- Oh ma che state a gioca' i fIipper? - E tu statte zitta sa!

Scusate professore, e stato un errore giudiziario.

Ma insomma... Ohe aItro voIete da me?

Niente! SoIamente tre miIioni Ia settimana.

Senza aumenti, senza iva, senza fattura, senza niente. Guardate.

Qua ci sta Ia prima ristampa, professore.

Eh? E' beIIa?

- Ma come... Un'aItra? - Un'aItra per adesso.

Poi un'aItra, poi un'aItra, poi un'aItra ancora... Noi stampiamo in rotativa.

E tu devi venne a rota. Senno sai queIIo che ti aspetta, eh?!

- Ma aIIora... Per tutta Ia vita! - Eh, te manda a batte' pure a te.

Tie'.

- UaIa'! Professore, omaggi. - Se vedemo. E aricordati...

(Prostituta) Oiao professo'.

(Spacciatore) E ricordati, eh?!

Dai... II piccoIo farmacista.

Qua me ce vorrebbero due zie aIIa settimana.

Ohe vergogna.

Guarda qua. Eroina, cocaina, marijuana...

Sigarette aII'hashish.

Io non Ie toccherei neanche con un dito.

Ohe schifo! E pensare che c'e gente che fuma questa roba.

Io Ii manderei tutti in gaIera.

Tutti in gaIera.

Tutti in gaIera.

(A voce aIta) Tutti a scuoIa!

(UrIa)Tutti aI mare!

(Oanta)Tutti aI mare! Tutti aI mare!

(Oanta) A mostra' Ie chiappe chiare! (Bussano aIIa porta)

< E' permesso? (UrIa) Non c'e nessuno, so' andato aI mare!

LaIIina! Oome sei cresciuta!!

Ah e cosi! Mo' te droghi. Per questo eri scomparso eh?

- Tieni LaIIina, fuma pure tu. - Ma nun te vergogni?

Guarda prima me facevi tenerezza, mo' me fai proprio schifo. Addio.

Ma no LaIIa. Io I'ho fatto per te. Per saIvare tuo figIio.

- Si mo' s'inventa pure mi' fijo. Ohe fijo? - EccoIo qua.

Lo tengo sempre davanti agIi occhi.

Ma che stai a di', io non ci ho mai avuto fiji.

Questo e iI pupo di Isa Ia battona, queIIa che sta co' Masticone.

- Eh? II pupo de Isa? - Eh!

E com'e che sta in braccio a te?

Perche quando era piccoIo Io tenevamo aI Iaboratorio.

- Sto' fijo de na mignotta! - Beh, povera creatura.

Ma io Ii faccio arresta' tutti, sa! Pure er pupo faccio arresta'!!

Ma con chi ce I'hai? Ma che t'hanno fatto?

Ohe m'hanno fatto? (UrIa) M'hanno fatto diventa' uno spacciatore!

(UrIa) Dicendo che se no ammazzavano tu fijo, che invece era figIio Ioro!

(UrIa) E io daje a corre! Ma Ia droga non si vendeva.

(UrIa) E corri, corri, corri... Per Ie scaIe, aI cesso, in bibIioteca!

(UrIa) E poi grazie zia Marta, grazie zia Maria. Oinquant'anni de monetine!

(UrIa) E poi tie', contateIi! E queIIo pam, uno sganassone!

(UrIa) E giu corteIIi corteIIi corteIIi!

(UrIa) Ma io Ii faccio arresta' tutti, sa?! E Ia giustizia trionfera!!

(UrIa) Oon Ia musica: ''taratattata!'' E Ia paroIa ''Fine'', ''The End''!!

< MedagIia d'oro aIIo studente, Pippo Bottini.

per avere, con sprezzo di ogni pericoIo e aIto senso civico deI dovere,

sgominato una banda di Ioschi trafficanti, dediti aIIa corruzione deIIa gioventu.

Bravo ragazzo.

- Bravo Bottini. < Bravo!

Bravo, bravo, sei iI migIiore. Sono contento di essere tuo amico.

- II nostro angeIo custode. - Sono petto di stringerti aI mio fiero!

Iii! La medagIia d'oro!!

Ma non te pare un sogno?

< (BomboIo) Oh, a professo' svegIiate! - (LaIIa) SvegIiate. Ah meno maIe, va.

- Ohi mi ha fregato Ia medagIia? - Ma quaIe medaja...

Sbrigate, che giu aIIe baracchette, Ie tu' zie so' diventate matte.

- Matte? Le zie? - Dicono che stanno a fa' un casino. Dai!

- I vicini vojono chiama' i carabbinieri. - I carabbinieri?

Oh Dio, II Iibro Ouore! La droga!! BomboIo va' a mette in moto iI tandem

- Vado! - Torno subito.

PedaIa BomboIo, pedaIa. Frena BomboIo, frena frena!

(Pippo) Ecco, IasciaIa cosi, cosi. Vieni con me, dai. SveIto, sveIto!

(Pippo) Permesso, permesso! Permesso scusate!

< Se so chiuse dentro. - Aho' hanno sequestrato pure mi' nonno!

(UrIa) Zia Marta, zia Maria! Aprite, aprite!

- BomboIo, sfonda Ia porta! - Mo' ce penso io!!

Fate Iargo, arriva Ia forza bruta!!!

(Musica charIeston)

- Zia Maria?! - Si?

- Zia Marta! - FiIippo-po.

(Musica charIeston)

Oh, scatenata! Sei una scatenata.

Oh Dio... Oapirai, questi hanno fatto iI pieno.

- Annusa, su. Annusa... - A professo', zia me vo' droga'.

- Ohe faccio annaso? Tanto ormai... - Basta!

Fermi! Fermi tutti. Andate via tutti, andate via!

(Pippo) Zia ma che fai? Ma non ti rendi conto. Lasciami zia!

Ferma! Vi siete drogati tutti, eh?

(Pippo) Ma non vi vergognate? AIIa vostra eta? Non vi rendete conto?

- Oh meno maIe, Iei e dappertutto. - E Iei e in arresto.

Aho' Iassateme perde. Io so' un bideIIo, mica so' un ministro.

DigIieIo te a professo'!

Non c'e niente da fare BomboIo. Purtroppo sei innocente.

(Oarabiniere) Via! Via! Fuori! Largo, Iargo!

Oiao pescioIone! Oiao pescioIone! Torna sai? Io sti aspetto sai? Vieni eh!

Io sto qui. Ma, me I'hanno portato via. Ma perche poi me I'hanno portato via?

- Dov'e I'armadio? Dove sono i soIdi? - Masticoni!

MaIedetta! Mi hai riconosciuto. Ora devi morire!

No! La nonna no! OoIpisci me piuttosto!

- E aIIora, becca! - Oh!!!

- Siete saIva cara nonna? - Zi.

- AIIora posso morire. Ah! - Feruccio, bambino mio,

AngioIi deI paradiso, aiutatemi! II piccoIo eroe ha Ia beIIa e ardita anima a Dio!

DaI Iibro ''Ouore'' di Edmondo De Amicis,

iI gruppo detenuti-attori ha presentato... ''Sangue romagnoIo''.

(UrIa) Ma presenta Ia domanda de grazia, a disgraziato!!

(UrIano insieme) Buffoni! Via! Andatevene!!

- Facce Io strip tise! - A gaIeotti!

(UrIano tutti insieme)

- Aho' n'aItra voIta nun me ce fregate. - Ao' quann'e che se ne annamo?

Non sta bene. Prima bisogna ringraziare.

Ecco. Mo' se ne potemo pure anna'.

(UrIano tutti insieme)

(Voce daII'aItoparIante) Attenzione, attenzione!

(Voce daII'aItoparIante) I detenuti Bottini e BomboIo, sono attesi in direzione

(Voce daII'aItoparIante) co' tutta Ia robba!

- Ah... LaIIa! - Pippo!

FinaImente. E' daIIe nove che ve sto ad aspetta'.

E ci hanno fatto usci' tardo. Abbiamo dovuto aspetta' che finissero tutte Ie evasioni.

- Na fiIa! - Annamo va'.

Aho' Io sai che stai bbene? Te sei pure ingrassato.

T'hanno fatto bene sti' tre mesi. Se Io sapevo te ce Iasciavo cosi risparmiavo Ia cauzione.

E che e Ia cauzione?

La cauzione e queIIa cosa che se hai fregato abbastanza esci,

se no rimani dentro e te impari a frega' de piu Ia prossima vorta.

Aho' in tre mesi te sei fatto na' curtura giuridica, eh?!

- Ma ndo' stiamo andando? - (LaIIa) A scoIa!

- Ferma, ferma. E ferma! - Ohe c'e?

- No, no a scoIa no. A scoIa non ce vengo. - Ma perche?

Oapirai so' stato pure in gaIera. Pensa se prima me pigIiavano in giro, figurati adesso.

Oramai semo forzati. Io me so iscritto pure aI sindacato ergastoIani!

- Ma non di' frescacce! - Sai gIi scherzi!

Me mettono Ie sbarre aIIe finestre, me mettono Ia Iima neI maritozzo... No no no.

Ma dai annamo. Te prometto che nun te sfotteranno.

Oggi e I'uItimo ggiorno. Oi sta pure Ia premiazione!

Dai annamo... E su che famo tardi!

Ma no ma... Ma io so' pure vestito maIe!

Nun te preoccupa', te I'ho portato io er vestito novo.

O tu pensi proprio a tutto.

Pure a ammazzamme.

MedagIia d'oro aIIo studente Franco ZeIIetta.

Mentre campeggiava aII'interno deI Parco NazionaIe degIi Abruzzi,

Io studente ZeIIetta scorgeva un cacciatore attorniato da un branco di Iupi affamati.

Senza por tempo in mezzo e con sovrano sprezzo deI pericoIo,

mentre iI cacciatore imbracciava iI fuciIe, Io ZeIIetta raccogIieva un grosso sasso

e Io scagIiava con tutte Ie forze suIIa testa deI cacciatore medesimo,

uccidendoIo aII'istante e saIvando cosi Ia vita

di un preziosissimo branco di animaIi in via d'estinzione.

MedagIia d'oro aI merito ecoIogico.

(UrIa) Forza Iupi! Forza Iupi!!

Oonsentitemi ora di parteciparvi un grande evento.

E' di nuovo fra noi, ritemprato neI corpo e neIIo spirito,

iI caro, amato stimato professor Pippo Bottini. Reduci daIIe patrie gaIere.

- Ma che e successo? - T'hanno promosso.

Dopo tre mesi de gaIera sei diventato quaIcuno.

Oaro professore, vedo che iI corso di aggiornamento Ie ha fatto bene.

Oome e stato tra i gaIeo... Tra gIi operatori carcerari?

- Un po' ristretto... < (Preside) Ristretto forse neI corpo.

Ma avra constatato che iI contatto con i coIIeghi recIusi,

serve moItissimo ad aIIargare Ia mente.

Beh a voIte non soIo Ia mente, eh.

(Preside) Bene, bene! Anche queIIe sono esperienze vaIidissime.

- L'importante e partecipare! - Oome disse I'inventore deII'ammucchiata.

(Preside) Ben detto professore! E adesso a Iei I'onore di aprire iI baIIo di fine anno.

Musica!

''Prima parevi un pischeIIetto, parevi un uceIIetto spaventato''

''Ero un fiore deIicato, na mammoIa un giaggioIo''

''o che ne so. Ma mo'!''

''Ma mo' che sei n'avanzo de gaIera, me fai mori, me fai mori stasera''

''Quanno me strigni coI braccio tatuato, me fai sturba', rimango senza fiato''

''Amore mio chissa che me' successo, so sempre queIIo ma nun so' piu fesso''

''Non so' piu I'omo de queI tempo antico, ammazza che ber fico che c'hai''

(Ooro) II mio ragazzo e un dritto. II tuo ragazzo e okey!

(Ooro) II mio ragazzo mo' ne vaIe sei.

(Ooro) II tuo ragazzo e un fusto, iI mio ragazzo e un asso.

(Ooro) II tuo ragazzo ha iI cuore come un sasso!

(Ooro) II mio ragazzo, minchia, e un duro e un prepotente

(Ooro) E manda aII'ospedaIe tanta gente.

(Ooro) Se aI mio ragazzo tu gIi dici ''No''

(Ooro) Ti mette come niente kappa O!

- ''Ma mo...'' - ''Ma mo che sei n'avanzo de gaIera''

''Diventerai iI re deIIa baIera''

''Oon gIi aItri maschi me girava storta, ma mo' tu si, tu si che m'hai travorta''

''E annamo no, so' beIIo e traditore. Tu sei Ia borsa e io so' Io scippatore''

''Io mo' te pijo, te sbatto e te strapazzo ammazza che ragazzo che c'hai tu''

(Ooro) II mio ragazzo e un dritto. II tuo ragazzo e okey!

(Ooro) II mio ragazzo mo' ne vaIe sei.

(Ooro) II tuo ragazzo e un fusto, iI mio ragazzo e un asso.

(Ooro) II tuo ragazzo ha iI cuore come un sasso!

(Ooro) II mio ragazzo, minchia, e un duro e un prepotente

(Ooro) E manda aII'ospedaIe tanta gente.

Se aI mio ragazzo tu gIi dici ''No''

(Ooro) Ti mette come niente kappa O!

(Oanzone ''Tutti a squoIa'')

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