Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Wow.
Oh, wow.
Ti scrivero'.
Tutti i giorni.
Ok.
Va bene, Junior.
Ci vediamo presto.
Andra' tutto bene.
Andra' tutto bene, William.
- Credo sia una pessima idea. E... - Beth...
{an8}Dottor Martin Lee Psichiatria
No, deve saperlo, Randall. E' per questo che siamo venuti qui, no?
Dottor Lee?
- Credo sarebbe utile... - Una settimana fa,
hai avuto un esaurimento.
Avevi la pressione alle stelle,
la vista andava e veniva,
poi la paralisi. Per non dimenticare i tremori.
E' stato spaventoso.
E sei uscito dall'ospedale solo da cinque giorni.
- E ora vuole portare suo padre, che... - Beth...
Non ho ancora finito. Suo padre,
che ha dolori dovuti ha un cancro al quarto stadio, per giunta,
- in un viaggio attraverso il paese. - A Memphis, non lontano.
- Non e' cosi'. - Oh, beh. Memphis non e' dietro l'angolo.
- Hai finito? - Ho finito.
Ok.
- Mi sono scaldata un po'. - Ti scaldi sempre un pochino.
- Non essere carino. - Ok.
Beh siete proprio adorabili, voi due.
- Lo so. - Lo sappiamo.
Senta, dottor Lee...
mi sento molto meglio, come ben sa.
Ho preso una pausa dal lavoro, parlo con lei,
i miei esami sotto sforzo sono a posto.
A mio padre non rimane molto tempo.
E gli piacerebbe molto mostrarmi la sua citta' natale.
Forse mi presentera' anche a qualche membro della famiglia,
che per me sarebbe una cosa importante, sa?
Ora, mia moglie e' naturalmente...
e adorabilmente preoccupata.
Vorremmo avere la sua opinione.
Andiamo.
Vi ho visti.
Ehi.
Ci siamo svegliati presto.
Ok.
Continua ad allenarti con gli scacchi mentre saro' via, ok?
- Ok. - Ok, allora.
Torna a dormire.
Prenditi cura di lui.
Certo.
Prenditi cura anche di te.
Ti spedisco una cartolina.
- Ti amo. - Ti amo anch'io.
Va bene. Non andare troppo veloce, ok?
Ma dai...
Lo faremo alla vecchia maniera, signore.
Dal New Jersey a Memphis, niente navigatore ne' Google Maps.
Ho comprato queste mappe su internet.
William, tu mi farai da navigatore.
Mi serve solo che me lo dica in anticipo.
Se dobbiamo girare, me lo devi dire prima.
- Se dobbiamo entrare in autostrada, devi... - Posso vederle?
Certo, tieni.
- Ehi! - Ehi, guida e basta, figliolo.
Ci arriveremo lo stesso.
Guida e basta.
This Is Us 1x16 "Memphis"
Traduttori Anonimi (www.traduttorianonimi.it)
Traduzione: Lisbeth_, Maeveen, flhope, whitecloud_
Traduzione: Marceline, ShakiLove, Mad_Vengeance_Marty
Revisione: Queen Steisi
Ultima chiamata per Pittsburgh, binario due.
- Non mi piace che tu te ne debba andare. - La nonna non sta bene.
Quindi devi mollare tutto per andare da lei?
Certo, William,
devo farlo. E' quello che fa la famiglia.
- Pittsburgh non e' cosi' lontana. - E' molto lontana, in realta'.
Oh, e' maledettamente lontana, vero?
Sta' attento.
Comportati bene.
- Vuoi che venga con te? - No, no.
Sei rimasto da solo con me fin troppo,
e' ora che spieghi le ali. Concentrati sulla tua arte,
la tua musica.
Hai un dono, tesoro.
Di fronte a te hai un futuro meraviglioso,
vedi di renderlo meraviglioso anche a me, ok?
Certo.
E assicurati che tuo cugino ascolti te e non faccia di testa sua.
Va bene.
Sei la cosa migliore che mi sia capitata.
- Mamma... - Ok, non piangero', non...
piangero'.
- Ok, ciao, tesoro. - Ciao, mamma.
Ciao.
Oh, cavolo.
Spero ci siano ancora le anatre al Peabody.
Mia zio lavorava li' come facchino all'epoca della segregazione
e mi faceva entrare di nascosto.
Mi piacerebbe tanto vedessi quelle anatre.
Vuoi una banana
- o altro da mettere sotto i denti? - No, sono a posto.
Caspita, ci ha messo un supermercato intero qua dentro.
Ha messo addirittura le istruzioni.
Si preoccupa per te.
Puoi dirlo forte.
Puoi dirlo forte.
Sai, all'inizio non le credevo quando mi ha parlato del tuo esaurimento.
E' giusto dire "esaurimento"?
Si puo' chiamare in diversi modi:
attacco di panico,
stress psicologico, crollo nervoso,
disturbo post traumatico da stress...
A te la scelta.
Mi ha sconvolto vederti cosi' vulnerabile...
la sera in cui Kevin ti ha portato a casa.
Insomma,
e' difficile da capire.
Sembrava avessi tutto sotto controllo.
Avevo troppe cose da tenere sotto controllo. Sono sempre stato cosi',
fin da bambino mi sentivo sotto pressione.
Mio padre...
mi aiutava a calmarmi.
Quando mi agitavo troppo,
mi teneva il viso tra le mani
e mi diceva...
Bravo, cosi', respira insieme a me.
E rimanevamo li' a respirare insieme e basta...
finche' non mi passava.
Wow.
Com'era...
tuo padre?
Uno fuori dal comune,
direi.
Aveva una risata davvero spettacolare.
Ogni volta che rideva era come...
se ne fosse sorpreso, era come...
Come fosse sorpreso di poter ridere in maniera cosi' spensierata.
Dov'e' sepolto?
E' stato cremato,
le ceneri le ha Kate,
ma ne abbiamo sparse un po' accanto ad una albero nel suo parco preferito, una sorta
di sepolcro ufficiale.
Possiamo andarci?
Vorrei rendergli omaggio.
Bella idea, davvero.
Ma non oggi,
- non si trova per strada. - Randall...
abbassa il finestrino, accendi la musica...
e portami a conoscere tuo padre.
Aspettami un attimo.
Certo,
va bene.
Grazie...
per aver fatto cio' che io non potevo,
per averlo reso l'uomo che e' oggi.
Mi spiace non essere riuscito a conoscerti, fratello,
mi sarebbe piaciuto sentire la tua risata.
Mi sarebbe piaciuto conoscere il padre di mio figlio.
Gia'.
Ottimo.
Mi e' simpatico.
Rendigli i tuoi omaggi e rimettiamoci in viaggio.
"Caro William,
ho ricevuto la tua bellissima poesia, mi ha dato conforto.
Ti prego, smettila di prendertela con te stesso per non essere venuto al funerale,
tua nonna non avrebbe voluto che facessi cosi' tanta strada.
Rimarro' qui un altro po' per occuparmi delle sue cose."
"Caro William,
sai, ho trovato un lavoro in biblioteca,
lo stipendio e' buono e sono attorniata dai libri tutto il giorno.
Lo so che non era nei piani che rimanessi, ma i soldi fanno comodo..."
"Caro William,
e' stato bello parlarti la settimana scorsa.
Sono felice che con il gruppo vada bene e che tuo cugino resti concentrato.
Non c'e' nulla di male nel suonare delle cover, William, ricordatelo.
Mi manchi, tesoro.
Tornero' presto per vederti suonare."
Forza, amico.
Allora le ho detto: "Senti, tesoro, una come te si incontra una volta sola nella vita.
Ma tu vuoi passare con me tutta la tua vita.
E per quanto mi piaccia il filetto di qualita', non sono pronto
ad abbandonare quello scaffale pieno di costolette." No?
Le preferisco umide, non secche. Dico bene o no?
Ehi, William!
Vedi? Mio cugino e' un santarellino.
Adesso lasciatelo stare.
Se fossimo tutti come mio cugino, Memphis sarebbe una citta' piu' sicura.
Forse piu' noiosa, ma decisamente piu' sicura. Giusto?
Ecco a te.
Ehi.
Ehi, senti mi dispiace
di averti preso in giro prima. Sai...
mi lascio un po' andare, quando...
- Sai, no? - Gia'.
Ho scritto una canzone e penso possa essere buona.
Dai.
Vediamo un po'.
Beh...
- Cavolo, era ora! - Cosa?
Ho aspettato tanto che il tuo talento ci portasse al successo. Ragazzi?
Ha scritto qualcosa, forza.
- Adesso? - Si', adesso. Mollate quei bicchieri, dai.
Ok.
Ho aspettato due anni, per avere qualcosa da te.
- Non mi lascio scappare l'occasione ora. - D'accordo, dammi un SOL.
Hai finalmente messo fine ai nostri giorni da cover band.
Ora un FA.
Non provarci.
- Ehi. - Ehi, allora?
Ehi, ti va di uscire con noi stasera?
No, me ne vado a letto.
Sai che tutto questo e' merito tuo, vero?
Dovresti cercare di divertirti di piu'.
- Dai, William. - Lo so.
Le signorine sono pronte?
Su, so gia' dove andare.
- E' piacevole... - William,
c'e' tua madre al telefono.
Ciao, mamma.
Va bene.
Perche' rifai il letto?
Perche' mi piace rifare il letto.
- Ma questo e' un albergo. - E' un motel...
e questo invece e' un letto.
E a me piace rifarlo.
Dico solo che dovrebbe rifarlo qualcun altro.
Beh, allora sara' una cosa in meno da fare per qualcun altro.
Aspetta.
Piano, piano.
Sei pronto a tornare a Memphis?
Beh, siamo arrivati.
Si', siamo arrivati.
Oh, guarda, quello e' Soulsville, dove sono cresciuto.
Avevo una fidanzata che viveva li'.
Vedi? La carne era cosi' fresca che potevi scegliere il pollo tu stesso.
L'avrebbe ucciso.
- Cosa? - L'avrebbe spennato,
- pulito e impacchettato per te. - Ne sarei rimasto traumatizzato.
E' cosi' che compravamo il pollo, a quei tempi.
- William, sai dove vuoi andare prima? - Si'.
- Devo accendere il navigatore o... - Non c'e' bisogno di accendere nulla,
- gira soltanto qui a sinistra. - Va bene.
Questa e' la casa in cui vivevo con mia madre.
- Solo tu e lei? - Siamo sempre stati solo io e lei.
Sembra diversa.
Beh, d'altronde sono passati piu' di 40 anni.
A cosa stai pensando?
Non riesco a smettere di guardare la porta.
Una volta erano due ed ora una e' stata murata.
Non e' una cosa strana su cui soffermarsi? Sono passati anni
ed e' una porta che mi stupisce.
Una volta avevo i capelli alla afro.
- No. - Invece si'.
Avevo trent'anni.
Ma poi mi sono trovato una compagna e ha iniziato ad essere tutto piu' serio.
E il mio aspetto doveva stare al passo.
Tess aveva tre anni all'epoca.
E quando tornai a casa dal barbiere, quel sabato,
completamente rasato e sbarbato,
lei mi guardo' un istante ed inizio' a piangere disperatamente.
Stava quasi per andare in iperventilazione, quella povera bambina.
E non perche' non mi avesse riconosciuto,
le ci e' soltanto voluto un po' per vedere oltre la sua porta murata.
Penso di voler entrare.
Ok. Beh...
- ci vivra' qualcuno li'. - Vediamo se il mio tesoro e' ancora li'.
Il tuo cosa? Ehi.
- Salve. - Salve.
Non ci conosce.
Ma mio padre e' cresciuto in questa casa.
E ci stavamo chiedendo se potesse dare un'occhiata in giro.
Significa molto per lui. Lo apprezziamo.
Non si preoccupi, siamo felici di aiutarvi.
- Che sta facendo? - Non lo so.
Non ne ho idea. Ehi, William, forse non dovresti distruggere...
Il mio tesoro.
Si'?
Che cos'e'?
Qualche giocattolo...
e tre quarti di dollaro.
- Si', questo lo vedo. Intendo... - Li misi qui tanto tempo fa.
E dopo tutti questi anni...
sono ancora qui.
Non e' qualcosa di straordinario?
Non e' assurdo come il mondo...
si muova e resti allo stesso tempo fermo?
Ok. Dunque...
ecco il suo mattone.
Non mi aspettavo una cosa del genere, ma grazie, signori.
Dio vi benedica. Vi ringrazio.
Ora parliamo di mangiare, figliolo. So cosa ordinero'.
Sto cercando di non mangiare troppa carne di maiale.
- Dio la benedica. - Bon appetit.
E' sempre lo stesso.
Lascia che glielo dica. Gli piace da matti.
Ne stanno facendo altri.
Ricordo la prima volta che mio padre mi porto' dal barbiere.
Me lo ricordo anch'io. Il mio barbiere si chiamava Cliff.
- Cliff. - Me lo ricordero' per sempre perche'
minacciava di tagliarmi le orecchie.
Invece di un taglio Gumby, i miei capelli formavano una specie di rampa verso l'alto.
Di sicuro non era un taglio alla Jheri.
Avevo il meglio, ragazzi.
Si', signore.
Questa. E' questa qui.
Questa e' la fontanella originale.
E l'hanno tenuta qui per il suo valore storico. Questa era per i bianchi
- e questa per i neri. - Sai che c'e'?
- Ho vissuto con i bianchi a lungo. - Oh, mio Dio.
Ora sarai nei guai, figliolo.
- Credo dovresti berne un po'. - Si'. Per i bei vecchi tempi.
Perche' no? Tanto...
- gia' che sei qui, fallo. Si'. - Lo faccio.
Willy.
Si', lo so che il tempismo e' pessimo,
- con i nostri spettacoli in corso. - Ehi, tua mamma ha bisogno di te.
Va bene? Non ti scusare mai per prenderti cura della tua famiglia.
Si', beh, non staro' via a lungo.
- La mamma e' una forza. - Gia', e' una vera lottatrice.
- Tornero' con 60 nuove canzoni. - 60?
D'accordo, allora conto su di te, cugi.
- Tieni. - No, non posso.
No, dai. Prendili, prendili, prendili.
- Te li ridaro' tutti, davvero. - Mi ripagherai portandomi
un quaderno pieno di canzoni da dischi di platino. Ecco come mi ripagherai. Ok?
Tu hai...
hai davvero un dono. Lo sai questo, cugi?
- Oh, no. No, io... - Ehi, ehi, ehi, ehi, ehi.
Non fare piu' cosi', va bene?
Non distogliere lo sguardo.
Cavolo, se vedi qualcosa che vuoi, non distogli lo sguardo,
te la vai a prendere.
- Hai capito, cugi? - Si'.
Si'.
Va bene.
Va bene, vieni qui, forza.
Facciamolo.
Ti voglio bene, cugi.
Ti voglio bene anch'io.
Ehi, Ricky.
- Sono io, William. - So chi sei.
Sparisci dal mio locale.
Sto morendo, Ricky.
Per me sei morto molto tempo fa, Willy.
- Dovevo andare ad occuparmi di lei. - Oh, andiamo.
Credi che non lo sappia, cugi?
- Lo so. - Scusate, "cugi"? Nel senso di "cugino"?
E' tuo cugino?
Si'.
Lui e' mio figlio, Randall.
Si', ti somiglia proprio.
Davvero?
Perche' me l'hanno detto in molti, ma non riesco proprio a vedere la...
Vi lascio parlare.
- Volevo tornare. - Ah, si'?
Perche' ti ho aspettato.
Ho aspettato anni sperando di risentirti.
Avevamo delle cose in ballo, cavolo.
Scusate. So che vi state aggiornando, ma quindi cosa saresti per me?
Un cugino di secondo grado? Oppure cugino di primo alla lonta... Ok.
Che cavolo ti e' successo, cugi?
Ciao, mamma.
Ti avevo detto di non venire.
Ma certo che sono venuto.
Sono piu' malata di quel che do a vedere, tesoro.
Tranquilla.
Ti rimetterai.
Non ci mettero' molto, almeno.
Non voglio che tu rimanga bloccato qui. La tua vita e' a Memphis.
- Non ti tratterro'... - Mamma, io...
Adesso voglio sentire di tutti questi locali
dove fai il tutto esaurito.
Ma sei arrivato nell'ora del riposino, quindi perche'
non esci a girare un po' per la citta'?
C'e' una fermata dell'autobus proprio sotto. E so quanto ti piacciano gli autobus.
Portami del pollo e ti cucino qualcosa di speciale per cena, ok?
- Ok. Si'. - Ok?
- Va bene. - Starai bene, mamma?
- Si'. Forza, muoviti e vai via da qui. - Ok.
- Ciao. - Ciao.
E' occupato questo posto?
William.
Laurel.
- Oh, no, William. Non riesco, non riesco. - Dai, mamma.
- Col cucchiaio pieno non riesco, tesoro. - Ok, mamma.
Adoravo svegliarti la mattina
quando eri piccolino.
Alzavi lo sguardo verso di me...
con quei grandi
e bellissimi occhioni.
E ora...
sono io ad essere stesa qui...
mentre tu mi guardi da lassu'.
Recitami la poesia.
- Quella che mi piace. - Ok.
"Splendidi nella notte...
i fari,
traccianti di archi...
e rossi bagliori come piccole esplosioni.
- Riempiono gli occhi e la mente". - Cosi' bella.
- Ecco la tua poesia, mamma. - Adoro la mia poesia.
Mi vergognavo di cio' che ero diventato.
E va bene, sono consapevole di aver rovinato tutto.
Ma ora sto morendo.
E avevo bisogno di dirti che mi dispiace.
Sei stato buono con me, cugi.
Te lo dovevo.
E ti dovevo questi.
Ora andiamo.
Ehi, William.
Sei...
troppo malato per suonare?
Non saro' mai troppo malato per suonare.
Aspettate, ho capito chi sei tu
e chi sei tu.
Quindi questo ti rende...
Cugino di secondo grado di William
- tuo cugino di terzo grado. - Oh, quindi tu hai un cugino,
tu hai un cugino.
Tutti hanno un cugino!
Scusate, sono stato cresciuto da persone bianche. Non so come funziona.
E' mia moglie. Scusate.
Tesoro, non ci crederai.
Ho conosciuto 12 cugini di grado diverso.
Le foto sono fantastiche.
Sta davvero suonando su un palco?
Si', proprio cosi'.
Fantastico.
Vorrei che fossi qui.
- Invece no. - Invece si'.
Tutto e' meglio con una piccola aggiunta di Beth.
Sei come la salsa al cioccolato sul gelato, tesoro.
Sei ubriaco?
Si', forse sono un pochino ubriaco.
Ma questo non vuol dire che cio' che dico non sia vero.
Sembri felice.
Sono felice.
Beth, ho un'intera famiglia quaggiu'. Devi vederla.
Fa' tanti video.
Lo faro'.
Ti amo, Beth.
Ti amo.
Cugini!
Va bene, vecchio mio.
Ti lascio dormire perche' abbiamo fatto le ore piccole, ma quelle anatre
non aspetteranno tutto il giorno.
Beh, probabilmente loro lo farebbero, ma io no.
Percio', ecco cosa pensavo.
Potremmo...
William.
Ehi, va tutto bene.
Va tutto bene, ti porto in ospedale, ok?
Va tutto bene.
Ospedale di Memphis
Quando gli organi non funzionano piu', inizia un processo
per cui si creano falle in ogni struttura, per intenderci, troppe per poterle gestire.
Ma non capisco, ieri sera stava alla grande.
- Ha suonato il piano. - Lo so.
- Stava bene. - Mi dispiace, non c'e' proprio tempo
per dare un senso a tutto, ormai.
E' gia' un miracolo che sia riuscito a fare questo viaggio.
Ma non abbiamo finito questo viaggio. Non abbiamo neanche visto le anatre, cavolo.
Ok.
Ok.
Posso farcela.
Ho detto che ce l'avrei fatta e lo faro'.
Ho detto che ce l'avrei fatta e lo faro', percio'...
Devo portarlo a casa, dove sara' a suo agio.
Quindi sia schietto, puo' volare?
Perche' posso ottenere un servizio di trasporto...
Signor Pearson, mi dispiace,
ma gli rimangono solo poche ore, un giorno al massimo.
No, ha ancora qualche mese, forse anche di piu'.
- Aspettiamo l'approvazione dell'FDA per... - Gli organi stanno smettendo di funzionare.
- Il cuore e' seriamente compromesso. - Ha parlato col dottore a New York?
- L'ho fatto. Signor Pearson... - Perche' sono sicuro che e' molto bravo...
Mi dispiace tanto, ma mi ha chiesto di essere schietto, per cui lo saro'.
Suo padre non lascera' questo ospedale.
Ora, deve confermare che e' lei il responsabile per le decisioni mediche.
Per quanto riguarda la terapia, la procedura prevede comfort e assistenza.
Gli daremo molti antidolorifici.
Niente intubazioni, niente rianimazioni.
No, no, no, no. Dormi.
Ho parlato col dottore.
Sapevi che non saresti tornato a casa.
Che fai? Non puoi...
Ho una cosa per te.
Nella mia borsa, prendila.
Stavo aspettando il momento giusto.
"POESIE PER MIO FIGLIO" DI WILLIAM HILL
Chiamo Beth.
Faro' in modo che le ragazze possano abbracciarti.
No, no, no, no, no, no, no.
Le ho salutate mentre erano ancora a letto.
Vorrei mi ricordassero mentre alzavano lo sguardo verso di me, non il contrario.
Mentre lo alzavano.
Amico, hai fatto proprio un brutto affare quando sei venuto a bussare alla mia porta.
Andiamo, amico.
Abbassa tutti i finestrini, Randall.
Alza il volume...
e tira fuori il tuo essere afro.
Lascia che sia qualcun altro a rifarti il letto.
Mi piace rifarmi il letto da solo, vecchio.
E allora, rifallo.
Te lo meriti.
Ti meriti questa meravigliosa vita che ti sei creato.
Ti meriti tutto, Randall.
Il mio meraviglioso ragazzo.
Mio figlio.
Non ho avuto una vita felice.
Ho avuto dei brutti momenti...
ed ho preso delle scelte sbagliate.
Ho avuto una vita fatta di "se" e di "ma".
Qualcuno direbbe che e' stata triste, ma non per me.
Perche' due delle cose migliori della mia vita...
sono state la persona...
che c'e' stata in principio...
e la persona che c'e' stata alla fine.
Credo sia una delle cose migliori che si possano dire, in fin dei conti.
Lo credo anch'io.
Ho un po' paura.
E' tutto a posto, papa'.
Va tutto bene.
Respira.
Forza, respira insieme a me.
Bene cosi'.
Bene cosi'.
"POESIE PER MIO FIGLIO" DI WILLIAM HILL
{an8}William, you will be missed.
Perennemente Commossi Anonimi (www.traduttorianonimi.it)
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.