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Pensavo ci fossi solo io.
Ci sono tre milioni di persone in questa città.
Difficile essere "solo io".
Ma tu perché ti ostini a fare solo il turno di notte?
- Fatti sostituire. II turno di giorno. - No, il turno di notte mi sta benissimo.
- Voglio capire il motivo. - Ne parliamo domani, ok?
Ti offro un caffè e facciamo che domani diventa oggi, ok?
Due caffè, per favore.
- Ci metto un minuto. - Hai detto così pure prima.
Oh.
Non vuole smettere.
Questa mettila via, Arianna.
Comunque io sono Emilia.
- Napoleone. - Ma veramente?
Scusa.
- Secondo te è un poliziotto? - Non lo so cos'è.
Tu sei qui per i miei stessi motivi?
Spero di no.
Cioè, lo spero per te.
Ecco i caffè.
Grazie.
Non ti voltare.
Volete un po' di musica?
Con la pioggia ci sta bene il jazz.
Vi piace il Jazz?
lo amo il jazz.
# L is for the way you look at me
# O is for the only che I see
# V is very very
# Extraordinary
# E is even more than anyone that you adore can
# Love is all that I can give to you #
Dalle una mano.
Faccio da sola.
Venite.
Le stanze sono al secondo piano, dentro troverete tutto ciò che vi occorre.
Ci vediamo domattina alle 9 in sala colazioni.
Buonanotte.
- Non ho acqua nella mia stanza. - Neanche io.
Qualcuno di voi ci sta capendo qualcosa?
Con voi ha fatto qualcosa di strano?
A parte tirarmi fuori dalla macchina mentre mi tiravo un colpo, direi di no.
Buongiorno.
- Questa è la sala colazioni? - Esatto.
lo non vedo niente da mangiare.
Non potete né mangiare né bere, nessuno di voi può.
Non dipende da me, è un fatto, mi dispiace.
- Non c'è acqua nei bagni. - Esatto.
- Non ci possiamo lavare? - Non vi serve.
- Fare la pipì? - Neanche.
Siamo morti?
- Né morti né vivi. - Cioè?
- leri non facevi tutte queste domande. - leri ero sconvolta.
- Oggi voglio delle risposte. - Daniele!
- Immaginate di essere sospesi nel tempo. - Che vuol dire "sospesi nel tempo"?
Mi avete dato una settimana.
Sono passate poche ore, un po' di pazienza.
Daniele! È tardi.
SBADIGLIO
Ho fame.
Beh, non si saluta?
Ciao.
Forza, andiamo che è tardi.
Tutti fuori, primo stop.
Sei tu?
Sì.
Mi spiace.
E perché? È esattamente quello che volevo.
Puoi avvicinarti, se vuoi. Non possono vederti.
No, per me possiamo andare.
Quando avete finito, vi aspetto in macchina.
E quindi non ci possono vedere?
No, nessuno vi può vedere.
E a te? Ti possono vedere?
Quando serve. Quando serve, mi possono vedere.
Vi immaginate una station wagon senza nessuno alla guida?
È di Emilia Fiore il corpo ritrovato questa mattina
davanti al Grand Hotel.
L'ex campionessa di ginnastica artistica
si sarebbe buttata dalla terrazza dell'albergo.
Ricordiamo che la Fiore è stata medaglia d'argento ai mondiali del 2015.
Argento anche alle Olimpiadi di Rio del 2016.
- lo non voglio entrare. - Nessuno ti può vedere.
Sono io che non voglio vedere loro.
II primo giorno è il più difficile, poi andrà meglio. Fidati.
Li conosci?
Sì, questo è...
era il nostro bar.
Veniamo sempre qui a bere finito il turno.
Di solito I'atmosFera è un po' più allegra.
Livia, Luciano...
e quello è Max.
Facevamo coppia fissa.
Poveraccio.
Era con me ieri sera.
Scusate, volevo dire due parole.
Arianna è la persona migliore che abbia mai incontrato.
Mi chiamava Braveheart.
Ma il mio non era coraggio, semmai era incoscienza.
Quella coraggiosa era lei.
Non si è mai tirata indietro, ma non ha mai fatto cazzate.
"Ci pagano per rischiare la vita", diceva. "Non per buttarla via."
E se sono ancora qui è anche grazie a lei.
Per questo...
rimarrà sempre accanto a me.
Per difendermi dalla mia incoscienza.
Sì, Arianna, sarai sempre tu ad accendere la sirena.
E a chiamare la Centrale con quel filo di voce che non si sentiva niente.
"Devi urlare", le dicevo. Macché.
Era educata pure quando chiamava i rinforzi.
Avrei voluto chiederle di uscire.
Ma non ci sono mai riuscito.
Tutte le sere quando smontavamo ero Iì Iì per farlo e poi invece...
per timidezza...
Forse se I'avessi fatto, se avessimo parlato,
se I'avessi convinta a confidarsi un po'...
No, no, non sarebbe cambiato nulla. No, Max, non ti angosciare.
Chissà.
- Ad Arianna. - Ad Arianna.
- Ad Arianna. - Ad Arianna.
Strana giornata.
Ma siamo così tanti?
Neanche troppi.
Quattro in una notte, nella stessa notte. Beh, tanti.
Secondo te il tipo arriva se lo stai per fare o basta che ci pensi?
- Se lo stai per fare. - Dici?
- Altrimenti sarebbe un lavoraccio. - Poi a te è andata peggio di tutti.
Almeno il mio corpo era chiuso in qualche cella frigorifera.
II tuo sul fiume alla luce del sole.
Beh, però tu hai attirato molta più gente di me.
Sì, una bella folla. Televisioni, giornalisti.
- Come ai bei tempi. - Non fai ridere.
Me ne offri una?
Una sportiva che fuma.
Ti ricordo che sono morta e paralitica. O paralitica e morta, decidi tu.
Secondo te lui chi è?
Uno che vorrebbe farci cambiare prospettiva.
lo già I'ho cambiata la mia prospettiva.
Ora è di 50 centimetri più bassa e mi fa schifo.
Beh, hai ragione, non è un granché.
Però è I'unica che hai.
Oltre a questa.
Ferma, che fai?
- Secondo te possiamo morire due volte? - Anche più di due.
Ciao.
- Dormono? - Spero proprio di sì.
- Com'è andata ieri? - Quattro.
Cavolo. Non me ne capitano quattro insieme da una vita.
- C'è anche un bambino. - Sì.
- Cosa hai fatto? - Per cominciare siamo andati al fiume.
Stavano ripescando il corpo di uno di loro.
- Con un bambino? - Mmh.
Avrei evitato.
Ho dovuto farlo.
Ce n'è uno molto scettico, volevo dare subito una scossa.
- Forse era meglio un funerale. - Magari più avanti.
- A te come va? - Ne ho tre. Domani è I'ultimo giorno.
Sono molto stanca, oggi ho provato a scavare nei loro desideri,
ma credo che gli abbia fatto più male che bene.
Sai cosa faccio io con i desideri di solito? Comincio subito.
L'ultimo giorno può essere pericoloso.
Sì, ma sono ottimista, secondo me ce la fanno tutti e tre.
Mi presti la macchina? La mia fa un rumore strano.
Ci credo, ha un milione di chilometri.
Devo andare fuori Roma, non voglio rischiare.
- Le chiavi sono sulla scrivania. - Te la lascio giù in garage.
- Metti la benzina. - Ovvio.
Stai bevendo un caffè?
Immagino di berlo.
È la cosa che mi manca di più.
Anche a me.
Forse è questo che ci salverà la vita, tornare a bere un buon caffè.
Buongiorno.
Non è un caso.
Tu lo sapevi che io avevo una figlia.
Era un campo da pallacanestro molto simile a questo.
Andavo spesso a vederla giocare, facevo il tifo.
Erano in vantaggio.
Lei si è fermata in mezzo al campo, ha passato la palla
e tutta la squadra è avanzata verso il canestro.
Olivia, invece, è rimasta ferma.
Aveva come uno stupore negli occhi,
mi ha guardato e poi si è accasciata a terra.
Sindrome di Brugada.
Che vuol dire?
Vuol dire che il suo cuore aveva una scadenza, come il latte.
Sono malattie asintomatiche, non ti avvertono.
Può succederti dovunque, a letto, a scuola,
o in un campo da pallacanestro come questo.
Quanti anni aveva Olivia?
16 anni.
Non è giusto.
È vero, non è giusto.
Ma io non sono una che si piange addosso.
Anzi, ho sempre visto il bicchiere mezzo pieno.
Fino a che Dio non ha deciso di pisciarci dentro.
- Non sono morto. - No, non ancora.
Non sono riuscito neanche a morire, sfigato fino alla fine.
40 ciambelle non sono bastate.
Tu hai tentato di suicidarti con 40 ciambelle?
Sono diabetico, pensavo bastassero.
Mamma.
Ci sono novità?
No, non rilevanti. La situazione è critica, ma stabile.
Scusate, ma come avete permesso che mangiasse tutte quelle ciambelle?
Lui è uno youtuber, fa questi video dove mangia grandi quantitativi di cibo.
È famoso per questo.
- Ha un milione di follower. - 900 mila.
Per lui è normale mangiare così.
Ma non lo è per un diabetico. Non può assumere tutto quel glucosio.
- Sì, ma fa I'insulina. - L'ho saltata.
No, non questa volta.
- Ma ne è sicuro? - Certo.
- Mah, a me pare strano, dottore. - Poteva morire.
Su questo lui è sempre stato responsabile, non ha mai saltato una puntura.
Ma non avete capito.
Scusate, una domanda... insomma, un po' delicata.
Dai, vai avanti.
Non potrebbe aver smesso di proposito?
- Non è possibile. - Sì che è possibile.
- Daniele era un bambino felice. - Ma non è vero.
Fai vedere al dottore uno dei video di Daniele.
Perché i miei non hanno capito?
- Non potevano pensarlo. - Però il dottore ci ha pensato.
Chi vuole darmi una possibilità?
Tranquilli, non vi dirò che andrà tutto bene, anzi...
vi dirò che Ià fuori è un disastro
e che ognuno di noi deve rimettere insieme i pezzi di qualcosa.
Vi dirò anche che ce la possiamo fare.
E ce la possiamo fare, se cominciamo a farlo ora tutti insieme.
Allora?
Chi me la dà questa possibilità?
Beh, siamo un po' pochi.
Avanti, io mi fido di voi, chi si fida di me?
- Come ti chiami? - Nicolas.
Nicolas.
Alzati.
Se Nicolas è qui, è perché soffre.
Però forse è qui anche perché sta cercando qualcosa.
E allora facciamo un patto, Nicolas.
Tu mi dici cosa cerchi e io ti aiuto a cambiare prospettiva.
- Ok. - Ma lo sai perché?
Lo sapete perché?
Perché io non permetterò che nessuno di voi si perda, neanche uno.
Che cosa ami, Nicolas?
- Cantare. - Ti va di cantare qui per tutti?
- Non riesco. - Sì che ci riesci.
Prova. Una strofa, una soltanto.
- Di cosa? - Scegli tu.
# I heard there was a secret chord #
Continua.
# David played and it pleased the Lord
# But you don't really care For music, do ya? #
Più forte. Falla sentire a tutti.
# It goes like this the Fourth the fifth
# The minor fall the major lift
# The baffled king composing HalleluJah
# Hallelujah
# Hallelujah
# Hallelujah
# Hallelujah #
Grazie.
Grazie.
Anche noi oggi ripartiremo da questa parola.
Grazie, Napoleone.
Una tragica fatalità ce I'ha portato via.
Ma le sue idee e le sue parole, la sua energia è ancora qui tra noi.
Quindi tu eri uno di quelli "la vita è bella e va vissuta".
"Credi in te stesso" e cazzate del genere?
Sì, cazzate del genere.
La sua opera ci farà da guida.
E ora, come faceva lui,
vi voglio dimostrare che la felicità è nelle nostre mani.
Basta saper cambiare prospettiva.
Chi mi vuole dare una possibilità?
Avanti, chi si fida di me?
Sono cazzate.
Sono tutte cazzate.
Perché non dici quello che è successo veramente?
Perché non dici che Napoleone si è suicidato?
Capisco che tu sia sconvolta, lo siamo tutti.
Napoleone ci ha detto un sacco di cazzate
e io sono stata così ingenua da credergli e pure voi.
Idioti.
Quanto avete pagato per stare qui? Cinquecento? Mille euro? Quanto?
In fondo non tanto per una felicità a portar via.
Ma veramente troppo per farsi prendere per il culo.
Volete essere felici? Alzatevi e uscite.
Forse Ià fuori troverete la Felicità sul serio.
Andatevene, non potete credergli veramente se si è buttato da un ponte, cazzo.
Questa scenata è preparata?
- No. - Dai, è preparata.
- No, non è preparata. - E tu che ne sai?
È mia moglie.
Uno, due, tre, quattro.
Ricomincia.
Uno, due, tre, quattro,
cinque, sei, sette, otto, nove, dieci...
Che state facendo?
- Saltiamo. - Voglio dimagrire. Ma è troppo difficile.
Ci vuole tempo, mica puoi pretendere di dimagrire in un'ora.
Te lo dice una che passava giornate intere in palestra.
Basta.
Scusa, ma non lo sentite questo rumore?
È vero, sai?
Si allenava fino a 12 ore al giorno.
Guarda qui quanto era brava.
- Ma sei tu? - Sì. Avevo 18 anni.
Finali di Stoccarda.
Ma dove I'hai preso questo video? La trave.
Questa è la mia specialità.
E Iì dov'eri? - Campionati del mondo a Rotterdam, nel 2010.
Gli europei.
"Ammazza" che chiappe sode.
Ma hai vinto?
- Seconda. - Wow.
Un'altra medaglia.
Londra, di nuovo seconda.
No.
Lì avevo sei anni. Ero insopportabile, non stavo un attimo ferma.
Ma come hai fatto ad avere questi video?
No, quella non sono io. Nemmeno quella.
Fa ridere.
Beh? Che volevi dimostrare? Che tutte cadiamo? Che è normale?
Peccato che le altre si sono rialzate.
Mentre io sono finita su questa cazzo di sedia.
II problema non è nelle gambe.
Ma tu chi cazzo sei? Che vuoi?
Che ne sai qual è il problema?
Ora mi vieni a dire che è tutto nella mia testa?
Che magari il tempo porterà via il dolore?
Non è così.
Perché il tempo a noi non serve, hai capito?
Uomo che non sappiamo manco come ti chiami, il tempo a noi non serve.
E invece sì.
II tempo porta via il dolore.
Purtroppo.
Un giorno ti insegnerò a farli.
Da quanto tempo sei sposato con Greta?
È stato doloroso vederla, se è questo che vuoi sapere.
Molto.
Ma non cambia le cose.
Lo so, vedere la vita senza di noi è doloroso sempre.
E non perché è bella o brutta, ma perché va avanti comunque.
E spesso lo fa in modo inaspettato.
- Nulla di inaspettato nel mio caso. - Ah, no?
Quello sul palco era Zeno.
È il mio socio e da sempre innamorato di lei.
Si deve trasferire a Milano, le chiederà di accompagnarlo.
Lei accetterà.
E una nuova città aiuterà Greta a dimenticare.
Tutto previsto.
E se ti sbagliassi?
Buonanotte.
Scusa.
Mi dispiace di aver riso prima.
Ma no, non potevi saperlo.
Le cadute fanno sempre ridere.
Tranne quando sei tu a cadere con milioni di persone che guardano.
Stavo pure per vincere.
- Ehi, che fate svegli? - Guardavamo un po' di TV.
Senti, ma questa cosa dello youtuber è stata un'idea tua?
No, di papà.
- Ma tu hai sempre mangiato così tanto? - Sì.
Poi un giorno papà ha detto: "Dai, facciamo un video."
E mi ha ripreso mentre finivo quattro polli in sei minuti.
- L'ho visto quel video. - L'hanno visto tutti.
In un attimo c'era solo un mucchietto d'ossa nel piatto.
È diventato subito virale, centinaia di migliaia di visualizzazioni.
Abbiamo iniziato così.
Lui ha scelto il nome, diceva che queste cose le fanno gli americani.
- E che Johnny BigBoy avrebbe funzionato. - E i tuoi amici che dicevano?
Non avevo amici.
Ma andava bene, nessuno mi notava a scuola.
Ero...
invisibile, tipo adesso.
Poi quello stupido video mi ha tolto I'invisibilità.
E tutti hanno cominciato a prendermi in giro.
Alcuni in rete dicevano pure di ammazzarmi.
Per questo mi piace stare qui.
Qui mi sento protetto.
Non credo che stare qui sia un'opzione.
Non ti mancano i tuoi genitori?
A loro manchi sicuramente.
Oggi non vi dirò che va tutto bene. Oggi vi dirò che Ià fuori è un disastro.
Molto divertente.
In fondo facciamo quasi lo stesso lavoro.
Sì, ma tu sei più approssimativo di me.
Caffè.
- Ciambelle. - Cornetti caldi.
Hamburger, patatine fritte.
Se puoi spostarti, ci fai un piacere.
- Dove andiamo? - A trovare qualcuno.
- Chi? - Qualcuno.
- Allora facciamo un gioco? - Mh-mh.
"Indovina chi".
Da piccola nei viaggi lunghi ci giocavo sempre. - Va bene.
- Comincio io. Maschio o femmina? - Maschio.
- È famoso? - No.
- Sotto o sopra i 50? - Sotto.
- È italiano o straniero? - Italiano.
- Qualcuno di noi lo conosce? - No.
Vivo o morto?
Proprio qua dovevamo venire?
In fondo per noi è un po' come cercare casa.
Scusa, ma chi è?
Simone.
Ma come si fa a rifiutare una proposta come la mia?
Invece di stare Ià ora potevi stare qua, non era meglio?
Doveva essere uno di noi.
Come mai lui non I'hai convinto?
Beh, a volte succede.
Peccato, ha un'aria simpatica.
E poi si è perso un sacco di cose.
Voi quattro.
Si è perso voi quattro.
- Dove vai? - Al cinema.
Voi cominciate ad entrare, io torno subito.
- Dove va? - A pisciare.
- Questo posto mi mette ansia. - Invece quegli altri no?
Eccomi qua. Sono appena fatti.
Ecco.
- Sono caldi. - Odorano di burro.
- Ma li possiamo mangiare? - I pop-corn?
- Sì. - No.
Allora che ce li hai portati a fare?
Possiamo vedere un film senza sentire I'odore di pop-corn appena fatti?
Sedetevi.
- Che vediamo? - Persone.
Persone cosa?
Ci sono molte persone nel vostro futuro che vi aspettano.
Voi non le conoscete ancora, ma loro sono Iì.
Più o meno lontane nel tempo, ma sono Iì.
Vi va di conoscerne qualcuna?
Sì o no?
Bene.
Fuoco!
Piano.
- Non li hai mangiati tutti? - No, ancora nessuno.
- È tutto qui? - Tutto qui.
- E che cosa significa? - Non lo so.
Sono alcune delle persone che faranno parte della tua vita in caso...
Adesso tocca a Emilia.
Dolly. Dolly, vieni qua.
Emilia?
Emilia?
Dolly.
Vieni, vieni. Bello, vieni qua.
Beh?
Adesso Daniele.
Tutta quella gente aspetta me?
- Lo posso rivedere? - Shh, zitto, ce n'è un altro ancora.
Vediamo I'ultimo.
Queste sono le persone che ci renderanno felici?
- Quelle più importanti. - Quindi che ci renderanno felici.
Quelle importanti sono quelle importanti. Non è detto che ci renderanno felici.
Chi era il ragazzo nel video?
Non lo so.
- Dai, almeno questo ce lo potresti dire. - Davvero non lo so, non li faccio io.
Ah, no? E chi li fa?
Eh?
Possibile che nel mio futuro la cosa più importante sarà un cane?
C'era anche un uomo.
- Sfuocato. - Però c'era.
Comunque I'Oscar per il miglior film I'ha vinto Daniele.
Vorrei rivederlo, era montato troppo veloce.
Non vi lamentate, vi ho portato nel futuro.
Comunque a me è piaciuto. Soprattutto la parte con le ciambelle.
Che modo meraviglioso di farla finita.
Sono la cosa che mi piace di più al mondo.
Non si era capito.
E bastava non farmi I'insulina. Tu hai subito pensato al ponte?
II ponte è un grande classico. Non sono stato originale come te.
Per me non è stato facile scegliere.
Con i fumi della macchina hai troppo tempo per ripensarci.
Con le buste di plastica è impossibile suicidarsi.
Sono leggere, si rompono subito.
Anche a me sarebbe piaciuto il ponte. Ma con la sedia a rotelle è complicato.
È il problema dell'accessibilità.
- Oggi sei quasi simpatico. - Tra un po' passa.
Comunque vi vorrei ricordare che questo ragazzino qui,
dopo aver tentato di suicidarsi con 40 ciambelle,
la prima cosa che ha detto la mattina dopo è stata: "Ho fame."
Attenzione, treno in arrivo. Allontanarsi dalla linea gialla.
allontanarsi dalla linea gialla.
leri sera sembrava tutto così normale.
Sì.
Quattro "walking dead" che discutono sul modo migliore di farla finita?
Che vuol dire "purtroppo"?
Hai detto che il tempo porta via il dolore, ma perché "purtroppo"?
Perché ho paura che il dolore se ne vada.
Mi ha tenuto compagnia per tanto tempo, mi teneva sveglia fino all'alba.
E poi...
una notte ho dormito.
Quando mi sono svegliata ho pensato che il dolore se ne sarebbe andato.
Ho perso mia figlia, non voglio perdere nient'altro di lei.
- Dov'è? - Che succede? - Lui dov'è?
Dove sta?
Sono qua.
- Voglio smettere adesso. - Mi avete dato una settimana.
- Ci ho ripensato, non voglio aspettare. - Mi dispiace, non puoi.
Lo sai perché ho accettato. Sai benissimo dov'è il trucco.
- Non c'è nessun trucco. - Sì che c'è il trucco.
Quante persone vedendoti volteggiare come un piccione ti hanno detto di no?
Eh? Quante?
Chi ti dà diritto di entrare nella vita della gente in un momento come quello?
Sai quanto ci vuole per arrivare fino a Iì?
Lo sai?
- Sì, lo so. - No.
Non lo sai.
Magari qualcuno non vuole essere salvato. Magari qualcuno lo devi lasciare stare.
- Ma che cazzo succede? - Ci ha riprovato.
Non ti era mai successo, eh?
Ma come, ci hai riprovato?
Sì, ci ho riprovato, ma come vedete sono ancora qui.
Perché ci hai riprovato? Non ci hai pensato a noi?
"Noi"? Noi chi? Noi cosa? Cosa noi?
Ma che pensi di stare agli Alcolisti Anonimi?
"Ciao, sono Emilia, sono tre giorni che non tento di ammazzarmi."
lo non c'entro niente con te.
Non c'entro niente con nessuno di voi, è chiaro? È chiaro a tutti?
- No. Stiamo male come te. - Ma che ne sai tu di come sto male io?
Che ne sapete tutti?
Ogni mattina mi sveglio come se avessi perso un figlio.
Come se fossi su una sedia a rotelle
o come se ai miei genitori non importasse niente di me.
Ogni mattina.
E invece non mi è successo niente.
Sto male e non so perché.
Non lo so il perché.
Beati voi.
Tu lo lasci andare?
Oh, "coso", mi rispondi?
Oggi è giornata libera.
Napoleone.
Napoleone, fermati.
Ti vuoi fermare?
Ma chi cazzo ti credi di essere? Oh!
- Fai perdere la speranza anche a noi. - Non mi interessa.
Aveva ragione tua moglie, sei un truffatore di merda.
Fermati.
Fermati.
Fermati!
Fermati! Fermati!
lo truffo la gente, invece tu che fai?
Ma sei pazzo? Mi stavi per ammazzare.
Non I'hai sentito? Non siamo neanche liberi di morire.
- Perché? - Perché basta.
- Basta cosa? - Basta tutto.
- Tutto cosa? - Lottare.
- Perché? - Perché non so vincere.
- Ce la stavi per fare. - Sì, ma sono caduta.
- E allora? - La vedi quella cazzo di carrozzina?
È I'unico posto dove mi sento in pace.
Non mi pare, volevi ammazzarti.
- Che alternative avevo? - Continuare.
Perché?
Perché forse ne vale la pena.
Se ti serve ancora, sta qua.
Motivatore del cazzo.
Sì, sono un motivatore del cazzo.
- Mi vedi? - Sì.
- E mi senti? - Sì.
- Pensi che sono matta? - No.
Beh, oddio... magari solo un po'.
Quando io sto male così, faccio sempre lo stesso gioco.
Mi guardo intorno, guardo le persone,
penso che fra 80, massimo 100 anni, non ci saranno più.
Quel poliziotto.
Pure quel bambino con il palloncino a forma di drago.
Non ci sarà più nessuno di noi.
E saremo tutti sostituiti da altrettante persone
con le stesse angosce, gli stessi affanni, le stesse paure nostre.
E poi dopo altri 100 anni altre persone ancora.
Quindi forse su questa stessa panchina capiterà di nuovo che si trovino
una ragazza disperata e uno come me che dice un sacco di scemenze.
Pensa quanto siamo sostituibili.
Però siamo anche un po' unici.
Perché la nostra vita non sarà mai uguale a quella di nessuno.
- Tu sei un angelo? - No.
Tu sei un angelo.
- Ha detto come un piccione. - Cosa?
Napoleone ha detto: "Volteggiare come un piccione."
- Quindi lui vola. - Vola? Cosa stai dicendo? Non capisco.
Tu la capivi sempre tua figlia?
Beh... Qualche volta sì, qualche volta no.
Perché i miei non si sono accorti di nulla?
Hanno detto che ero felice, ma com'è possibile?
Beh...
A volte i genitori vanno aiutati. Bisogna cercare un modo per farsi capire.
Gli avevo scritto una lettera.
Allora non I'hanno trovata, altrimenti avrebbero capito.
- Tu credi? - Certo, certo.
Dai.
Allora, cos'ha quest'uomo di così speciale?
Mi mette in difficoltà.
Accetta il fatto che capiterà anche a te un giorno di perderne uno.
Lo so, è capitato a tutti, capiterà anche a me.
- Ma non lui? - Perché non lui?
Perché dentro di lui c'è qualcosa di me.
Dentro ognuno di loro c'è qualcosa di noi, o non saremmo qui.
- Prego. - È per te.
Grazie.
Oggi per la prima volta mi ha fatto venire dei dubbi.
Lasciaglielo fare.
Lasciaglielo fare.
- Ma non si può. - Volendo si potrebbe.
Ma io non voglio.
Tanto il problema non si pone, se n'è andato.
- Tornerà. - Non credo.
Ecco i miei. È il loro primo giorno.
Sono così fragili all'inizio.
- Con cosa cominci oggi? - Autolavaggio.
Un classico.
Non mangiare troppo, ti fa male.
Quello che facevo faceva davvero schifo.
Mi alzavo con I'angoscia di andare in ufficio,
sempre alla stessa ora a fare le stesse cose.
Una mattina sono uscito dalla metro, sempre la solita Fermata.
E sul marciapiede, proprio accostato al muro...
ho visto un barbone che faceva gli addominali.
Gli addominali.
Ora mi spieghi tu perché un barbone fa gli addominali?
E niente, sono andato al lavoro con questo pensiero in testa.
Senza accorgermene sono andato dal direttore e mi sono licenziato.
- E perché? - Boh. Non lo so.
Mi ricordo che pensavo soltanto
che mi volevo fare un buon pranzetto a casa.
Erano dieci anni che non mangiavo a casa. E poi un bel pisolino.
E da quel giorno la parola che preferisco in assoluto è relativizzare.
Relativizzare?
- Suona bene, mi piace. - Comunque...
- Tommaso. - Emilia.
Giovedì è il mio compleanno.
- Auguri. - Grazie.
Faccio un aperitivo in un posto qua vicino, La piccola vineria.
Se ti va, puoi venire.
Ok, ho capito, ci pensi.
Sì.
- Ciao. - Ciao.
Daniele?
Daniele?
Dov'è il papà di Olivia?
Se n'è andato quando aveva due anni.
Sai chi è quel signore che hai visto nel tuo video?
Non è un signore, era un ragazzo.
Comunque sono io.
Hai capito? Quel ragazzo nel tuo video sono io.
- Che ne sai tu? - Era il giardino di casa mia.
Che musica piaceva a tua figlia?
La smetti di toccare tutto? Si rompe. Lascia.
Esci da questa stanza, su.
Non è che se ti faccio venire a casa mia, puoi fare come ti pare.
Non ti hanno insegnato neanche I'educazione i tuoi.
Devo la vita a Napoleone.
E come me centinaia di persone.
Tu ci hai aiutato a comprendere il senso delle cose.
Anche se questa volta ci sembra tutto incomprensibile.
È un po' come sposarsi di nuovo, no?
Stesso posto.
Stessi invitati, solo un po' più vecchi.
E io morto.
Tre.
Ottimo inizio.
II numero di volte che Napoleone mi ha chiesto di uscire prima che accettassi.
È vero.
Perché ci ho messo tanto?
Perché dalla prima volta che I'ho visto
ho pensato che ci fosse in lui qualcosa di incomprensibile.
Qualcosa di bellissimo...
mescolato a qualcosa di scuro.
Napoleone sapeva salvare le persone.
Dispensava energia,
mentre nascondeva abilmente il malessere della sua vita.
Più salvava la gente, più lui moriva dentro.
Consumato dagli stessi demoni
che era così bravo a combattere, ma solo negli altri.
Mi dispiace non essermi accorta che stavi scivolando via dalla mia vita.
Continuo a chiedermi se c'è qualcosa che avrei potuto fare.
No.
Sì.
C'era qualcosa.
Ma ormai è tardi.
Ora alziamoci e preghiamo insieme.
Chi sei?
- Ah! - Ora sei libero di fare quello che vuoi.
- Avevi detto che nessuno poteva vederci. - Ho fatto un'eccezione.
E perché?
Libero arbitrio. Ce I'abbiamo anche noi, no?
- Magari non volevo essere vista. - Ma certo che volevi essere vista.
- Gli altri? - Tornati.
Tutti?
Quasi.
Ho sonno, mamma.
Stai coperto, fa freddo.
Scusa.
Per prima.
No, non importa.
Ero arrabbiata, ma con me, non con te.
Hip hop.
La musica preFerita di mia figlia era I'hip hop.
Grazie.
Dormi.
# I heard there was a secret chord
# That David played and it pleased the Lord
# But you don't really care For music, do ya?
# It goes like this the Fourth the fifth
# The minor fall the major lift
# The baffled king composing HalleluJah
# Hallelujah
# Hallelujah
# Hallelujah
# Hallelujah
# Your faith was strong but you needed proof
# You saw her bathing on the roof
# Her beauty and the moonlight overthrew ya #
Dovevi insegnarmi.
È semplice.
Tu fai una bella boccata,
ma non butti tutto il fumo nei polmoni, lo tieni in gola.
Poi metti le labbra come se stessi pronunciando una "U".
E fai uscire il fumo con dei piccoli colpetti di tosse.
Così.
Non pensavo che saresti tornato.
Beh, che facevo qua fuori?
Non posso bere, mangiare, non posso neanche ammazzarmi.
Adesso puoi. Come mai hai cambiato idea?
- Perché tu hai bisogno di me. - Ah.
- lo ho bisogno di te? - Sì, altrimenti li perdi tutti.
- Presuntuoso. - Beh, anche tu.
- Sono tornati? - Ti preoccupi per loro?
No, solo curiosità.
O ti è tornata la voglia di salvare le persone?
- Che gli fai fare domani? - Tu che gli faresti fare?
Una giornata normale.
Assolutamente normale.
Grazie.
# La valigia sul letto quella di un lungo viaggio
# E tu senza dirmi niente hai trovato il coraggio
# Con I'orgoglio ferito di chi poi si ribella
# Ma quando ti arrabbi sei ancora più bella
# E così su due piedi io sarei liquidato
# Ma vittima, sai, di un bilancio sbagliato
# Se un uomo tradisce, tradisce a metà
# Per cinque minuti e non eri più qua
# Se mi lasci non vale, se mi lasci non vale #
Grazie.
Possiamo?
Potete.
- Niente trucchi? - No, niente trucchi.
Buoni.
Vi devo delle scuse per ieri.
Ci hai abbandonato, le scuse mi sembrano un po' poco.
- Laverò i piatti. - No, non basta.
Allora potete chiedermi tutto quello che volete.
- Che vuol dire? - Esattamente quello che ho detto.
Ditemi un desiderio e io lo esaudirò.
- Qualunque cosa? - Niente richieste bizzarre.
- Chiedere di volare è bizzarro? - Molto bizzarro.
- Andare a trovare i miei genitori? - Questo va bene.
- E vorrei che trovassero la mia lettera. - Va bene.
- È nella tasca destra del giaccone. - Lo so.
Emilia?
Un vestito nuovo. Rosso.
Lo troverai stasera in camera.
Arianna?
Lo sai cosa voglio.
Sì, però me lo devi chiedere.
- Quando siamo io e te da soli. - Va bene.
- lo non voglio nulla. - Non hai desideri?
- No. - Sicuro?
Sicuro.
A parte buttarti sotto la metro?
Come hai fatto a capire che Emilia poteva camminare?
La sua ombra. Nel video con il cane era I'ombra di una persona in piedi.
- Chissà se se n'è accorta. - Tu non glielo dire.
Ci deve arrivare da sola.
Perché vuoi un vestito rosso?
- Da quant'è che non ti fai una storia? - Le storie non fanno più per me.
Tu hai I'aria di una
che "non fanno più per te" pure prima di finire in sedia a rotelle.
- Mmh? - Infatti.
Finivo sempre con persone sbagliate. Uomini sposati, ragazzi fidanzati.
Era il mio destino essere seconda, sempre, in tutto.
Sai che non ho mai vinto un oro?
Sempre argento, argento, argento.
Per me il secondo posto era un incubo, ci sono anche andata dalla psicologa.
C'è proprio una sindrome, "I'eterna seconda".
Dice che era perché avevo paura di vincere.
Cazzate. Per me era che non ero abbastanza brava.
Però lo sai che alla fine essere seconda non è poi così male.
Prendi me, per esempio, io ero sposata, mio marito aveva un'altra e non lo sapevo.
Alla fine, dopo che è nata Olivia, mi ha mollata per I'amante.
Quindi alla fine ha vinto la seconda.
Daniele!
Daniele! Ma che ti spogli?
Ma guarda che fa.
Guarda che non devi fare il bagno!
L'acqua è freddissima, hai appena mangiato, ti prende un colpo!
Ma sono già morto!
È calda!
Cioè... proprio calda. Tipo quella della vasca da bagno.
Venite anche voi!
Che figata, casa nostra dove sta?
- Cioè, casa tua. - Più o meno da quella parte.
Qualcuno di voi ha già deciso?
lo oggi sono stato bene.
Cioè, mezzo felice.
Mi sono anche un po' divertito.
Secondo voi quante sono le persone felici in questo momento?
Cioè, in questo preciso istante, di tutti quelli che abitano questa città,
secondo voi quanti sono quelli realmente felici?
Guardate.
Ora accendiamo la luce per ogni persona Felice.
Uno, due, tre,
quattro, cinque.
Sono passati appena cinque secondi e già il numero delle luci è cambiato.
Non posso garantirvi che sarete felici.
Un giorno sarete una lucina accesa, un giorno quella spenta.
L'unica cosa che conta è che abbiate nostalgia della Felicità.
Forse così vi verrà voglia di cercarla.
Ciao, Arianna.
Dov'è mia figlia?
È morta, Arianna.
Quindi? Dov'è?
lo ho scelto di rimanere solo per lei.
Dimmi almeno se è da qualche parte.
Se esiste ancora in...
qualche forma, qualche modo.
Sì.
Esiste ancora.
Dove?
Per favore.
Qui c'è casa mia.
E Iì abitava Mattia Carboni. Te lo ricordi? Andavano a scuola insieme.
Olivia era pazza di lui.
Beh, che è quella faccia?
Non lo sapevi?
E quel lampione? Quello di fronte alla tua finestra.
Quante notti ti ha tenuto compagnia mentre aspettavi che tornasse.
E quello è lo scivolo da cui si è lanciata e ha preso 12 punti di sutura sul mento.
Ecco, vedi?
- Hai sorriso. - No.
Tu non te ne sei accorta, ma hai sorriso.
Olivia sta Iì.
Proprio Iì.
Magari non te ne accorgerai, ma questo sorriso lo farai ancora.
E sarà grazie a lei.
Ecco, vedi? L'hai fatto ancora.
Tienila con te, Arianna.
Non ti preoccupare, non lo cancellerai il dolore, magari gli darai un senso.
Non mi basta.
Mi dispiace, ma non mi basta.
Ciao, mamma. Ciao, papà. Giusy era I'unica mia amica.
e diceva che ero diventato doppio.
importava di essere carini,
mi chiamavano "ciccione di merda".
e poi tutti gli altri.
mi rubavano le cose,
mi hanno pure pisciato sulla merenda.
che tanto la mangiavo lo stesso.
non volevo diventare Johnny BigBoy.
che quei soldi ci servivano,
che era un'opportunità, e io ho detto va bene.
andava bene per me.
tutti mi insultavano.
"Una volta Colucci ha detto che gli faccio pena."
"Pure io mi faccio un po' pena."
"Anzi, tanta."
"E allora, mamma, ho deciso, non mi svegliate."
"Lasciatemi dormire."
Non è colpa nostra.
Hai capito? Non potevamo accorgerci.
- Mi senti o no? - Non le parlare così.
Comunque, appena si sveglia dobbiamo parlare con lui.
Hai capito, amore? Noi dobbiamo parlare.
Possiamo mandarlo da uno psicologo.
Tanti bambini famosi ci vanno, non è una vergogna.
Non voglio più essere famoso.
L'hai letto, lui non li vuole più fare i video.
E non glieli facciamo più fare, ok?
Hai sentito? Non li devi più fare i video.
Fare lo youtuber è stato solo I'inizio.
- Possiamo provare con il cinema. - Allora non hai capito niente.
E per quei bulli magari possiamo pensare di cambiare scuola.
Mamma, ce ne sarebbero altri ancora.
Ancora con questa scuola?
Basta.
- Lui la odia. - Ma non è vero.
- Deve studiare. - E va bene, studierà a casa.
Prenderemo un professore che verrà a fare le lezioni a casa.
Ho fame, andiamo al bar.
Comunque voglio fargli io da manager.
Basta con questi imbroglioni che gli fregano solo i soldi.
Hai sentito? Ci pensa a tutto papà adesso.
Pensa solo a svegliarti.
E in fretta, che stiamo perdendo un sacco di follower.
Dai, Johnny BigBoy, è finita.
Adesso puoi dormire.
Ciao, Arianna.
Ciao, mamma.
Ciao, Olivia.
- Mi dispiace. - Perché cavolo mi ci hai fatto andare?
- Ora sai come difenderti. - Difendermi? Dai miei genitori?
Da piccoli cresciamo con I'idea che I'amore dei genitori è buono.
È buono e basta. Ma non è sempre così.
A volte, per mille motivi diversi...
anche i nostri genitori possono farci del male.
Anche se sono le persone più importanti della nostra vita?
Anche se sono le persone più importanti della nostra vita.
- Posso continuare a essere invisibile? - No, questo non è possibile.
- Posso restare con te? - No, con me non puoi restare.
Ma ci saranno tante altre persone al posto mio.
Quelle che mi hai fatto vedere al cinema?
- E altre ancora. - E mi vorranno bene?
Alcune sì.
Prossima fermata, Termini.
Fermati.
Dammi la mano.
Lo sapevo che potevi volare.
Sì, ma non lo dire a nessuno.
- Che c'è? - È fidanzato.
- No, non lo è. - Ma guarda quella. - È un'amica.
- Vorrebbe essere una fidanzata. - Ma non lo è.
- Lo sarà. - E tu prova a prendertelo.
- Tanto si metterà con lei. - No, se adesso scendi. - No.
- Andiamo. - Emilia...
Ti prego, andiamo.
Scusa.
Scusa il ritardo.
Questo Greta non se lo merita.
Lei non poteva fare nulla per me, deve saperlo.
Allora un desiderio ce I'hai.
- Le devo parlare. - Non è possibile.
- Ci sarà un modo per comunicare. - Purtroppo no.
- E allora me ne vado. - Aspetta.
Hai scelto?
- Non ho fame, grazie. - Qualcosa devi mangiare.
Vorrei dell'altro vino.
Greta, non voglio metterti fretta, ma ci hai pensato?
Un cambio radicale è quello che ti serve. Vieni con me a Milano.
Digli di no.
- Non mi ci vedo a Milano. - Brava.
Ma è diventata una città bellissima.
- Allora vacci tu. - Perché non vuoi venire?
Napoleone amava questa città.
Sì.
Amo questa città.
Un motivo in più per venir via almeno per un po'.
- Non posso. - Perché non puoi?
Non insistere.
Greta...
Sono incinta.
Come sei incinta?
Sì.
- Dimmi che non è vero. - Sì.
Perché non me I'hai detto?
- Perché non gliel'hai detto? - Temevo che non lo volesse.
Perché siamo grandi e... Non lo so, aspettavo il momento giusto.
Ed ero confusa. Non lo so.
Forse se glielo avessi detto...
Non puoi saperlo, non lo pensare neanche.
II ragazzo nel video è mio figlio.
Greta.
Va tutto bene, Greta.
No, non va tutto bene.
CANZONE "NOD" DI JULIANNA BARWICK
Dai, andiamo.
Posso fare un'ultima domanda?
Ma dopo...
noi ci ricorderemo di noi?
Ci ricorderemo tutto di tutti.
Ma tu perché ti ostini a fare solo il turno di notte?
- Voglio capire il motivo. - Ne parliamo domani, ok?
Ti offro un caffè e facciamo che domani diventa oggi, ok?
Ciao, amore, sono un po' in ritardo.
per favore. Ci vediamo dopo, ciao.
Campione di papà, vai a fare un altro video? - Sì.
Vai, BigBoy, che dobbiamo arrivare a un milione e mezzo di follower. Vai.
SPARO
Ma che hai fatto?
- Si può sapere che ti succede? - Niente.
- Mi è partito un colpo. - Hai bucato il lunotto...
- Max, andiamo, dai. - Dove?
Intanto parti.
Daniele.
Oddio. Daniele, quante ne hai mangiate? Rispondi.
Le ciambelle, quante ne hai mangiate?
Oddio. Dov'è I'insulina? Dove I'hai messa? Dov'è?
- Cazzo, dov'è I'insulina? - È qua.
- Dai. - Ma non ne ho bisogno.
- Quante ciambelle hai mangiato? - Le ho buttate.
- Dove? - Dalla finestra, giù, nel giardino.
Oddio...
Allora sei rimasta.
Dai, prendi le tue cose. Prendi la giacca, andiamo.
- Dove? - Shh, zitto.
Cosa devo fare?
Le mie parole non hanno funzionato, proviamo con le tue, dimmi cosa devo fare.
Intanto dovresti chiamarmi per nome.
Va bene. Napoleone.
Poi dovresti avvicinarti, guardarmi negli occhi
e cercare di capire perché lo sto facendo.
lo lo so perché lo stai facendo.
Perché tutto nella vita ci spinge a farla finita.
II mondo è un luogo estenuante, sei stanco solo perché ci vivi.
Questa dovrebbe essere la fine naturale di una persona.
La lettera dovrebbe scriverla chi resta, non chi la fa finita.
- Loro dovrebbero dare spiegazioni. - Avrai un figlio, non ti cambia niente?
C'eri quasi riuscito a farmi dubitare.
Ma se lo vedessi nascere, non avrei il coraggio di farlo.
Te I'ho detto, quelli come me li devi lasciar perdere.
Sono proprio le persone come te che non posso lasciar perdere.
Anch'io mi svegliavo come se mi fossero successe
le cose più brutte del mondo e invece non mi era successo niente.
E neanche io ho dato retta a un uomo che ce I'aveva messa tutta per salvarmi.
E adesso quel pezzo di vita che non ho vissuto mi manca.
E darei qualsiasi cosa per riavere indietro quei sette giorni
e poter scegliere di nuovo.
Anch'io avevo scelto un ponte, sai?
È un classico.
Te I'ho detto, io e te siamo simili.
Non siamo simili, siamo uguali.
Andiamo via, non è venuto.
Sarà di sicuro a casa.
Dai, su.
È alto, eh.
Tu chi sei?
Can't find what you're looking for?
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