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UNO DOVRÀ MORIRE
Tranquilla. Calmati. Ti slego subito.
- Dove siamo? - Cos'è questo posto?
- Lupe? Lupe? Amore mio. - Mamma.
- Tesoro. - Mamma.
- Mamma! Stai bene? - Sì e tu? - Sì.
Aiutami. Stammi vicina, ok? Stammi vicina.
Stiamo vicini. Stiamo tutti vicini.
- Che è successo? - Dove siamo?
Allontanati, chi sei?
- Che vuoi stronzo? - Tranquillo, tranquillo.
Lascia che ti sleghi.
Aiuta lei.
- Come ti senti? - Sono frastornata.
Tranquilla, amore.
Stai calma, tranquilla. Lascia che ti aiuti. D'accordo?
- Dove siamo? - Non lo so.
Stia calmo, signore. Si riprenderà.
Andrà tutto bene. Tutto bene.
Hanno stretto forte.
Porca puttana.
- Siamo chiusi dentro. - Come?
Siamo chiusi dentro.
Fa freddo qui, non trovate?
Stai calma.
Respira profondamente. Tranquilla.
Se fossi in te io non berrei. Potrebbe essere avvelenata.
- Non credo. - E come lo sai?
Se volevano ucciderci saremmo già morti. No?
- Io comunque non berrei. - Io sì.
Me ne dai un po', per favore?
Grazie.
Chi si ricorda... come è arrivato qui? Eh?
L'ultima cosa che ricordo...
è che stavo uscendo dall'albergo per andare all'aeroporto di Guadalajara.
Saranno state... le sette e mezza.
Poi mi sono svegliata legata nel bagagliaio di una macchina.
Ci hanno sicuramente sequestrato per chiedere un riscatto.
È possibile.
Dobbiamo aspettare che ci dicano quanto vogliono.
Io mi trovavo a un congresso medico a Puerto Vallarta.
Sono entrati in camera mia due persone, però...
non li ho visti in faccia.
E poi non ricordo altro.
Mi hanno addormentato.
- Voi invece cosa ricordate? - A Città del Messico.
Hanno addormentato anche noi. Ci siamo svegliati qui.
Ci uccideranno, vero? Ci uccideranno tutti.
Calmati amore mio. Calmati. Vogliono solamente dei soldi.
No.
Non vogliono soldi.
Quello che vogliono è vederci soffrire.
Mi hanno torturato per ore...
e non hanno chiesto nulla.
Aspetta, lascia che ti visiti. Scusa, scusami.
Gli hanno strappato le unghie.
Quest'uomo ha ragione...
non si tratta di soldi.
Che cosa ci facciamo qui?
Forse c'è qualcosa che ci accomuna tutti?
Che ne pensate?
Non so se abbiamo qualcosa in comune, però...
potremmo iniziare col presentarci.
Io sono il tenente Simon Acosta Cruz.
Sono della polizia di Città del Messico.
Sono Esteban Fernandez Ávila... imprenditore.
- Loro sono mia moglie e mia figlia. - Lupe. Guadalupe.
Io sono un avvocato specializzata... in diritti umani e ambientali.
Martha Carrillo Sepúlveda.
Aggiungo che mio marito, è un imprenditore... molto importante.
Siamo i proprietari del gruppo Suma.
Io sono un medico chirurgo.
Armando Grimoldi Páez.
Io sono Teresa Torres.
Faccio la hostess.
José, ormai mi sono...
ritirato.
Benvenuti.
Voi tutti siete qui per partecipare a un gioco.
Ci sono solo tre regole molto semplici.
Regola numero uno. Dovete scegliere quello fra di voi che dovrà morire.
Regola numero due... il prescelto o la prescelta
dovrà essere d'accordo e non potrà opporsi.
Regola numero tre.
Nessuno può offrirsi volontario.
Se non vorrete giocare...
sarete uccisi tutti.
Avete un'ora per decidere chi deve morire.
Ci uccideranno, lo avevo detto che ci avrebbero uccisi, mamma.
- No, no, non voglio. - Tesoro, stai tranquilla.
È solo una messinscena. Si sistemerà tutto.
Fatemi uscire da qui! Fatemi uscire!
- Aprite! Aprite! - Aprite! Aprite! Fateci uscire!
Lo avevo detto che ci avrebbero uccisi. Ci uccideranno!
Calmati, amore. Tranquilla.
- Siamo qui noi con te. - Non morirà nessuno.
Calma. Vedrai che troveremo un modo per uscirne sani e salvi.
- Esteban... fa qualcosa, ti prego.
- Per favore! - Aprite!
Adesso basta. Calmatevi voi due. Basta!
Per favore, non assecondiamo il gioco di questi bastardi psicopatici.
- Non diamogli questa soddisfazione. - State tranquilli.
La storia del gioco serve a terrorizzarci per ottenere più soldi.
Fa parte della trattativa, non serve ad altro.
È cosi. Noi abbiamo molti amici influenti,
alcuni di loro fanno parte del governo, capite?
Sono sicura che in questo momento ci stanno cercando.
E allora che proponi?
Che rimaniamo qui con le mani in mano, aspettando?
- O qualche altra cazzata? - Io non propongo niente.
L'unica cosa che dico è che forse riuscirai a salvare la pelle
- grazie a noi. - Aspetta. Ascolta bene.
Io non vorrei partecipare a questo gioco.
Ma hai visto cosa hanno fatto a quell'uomo?
Quindi non ci resta che giocare.
Perché se non lo facciamo, ci uccideranno tutti.
Mentre... se giochiamo forse c'è la possibilità che sopravvivremo...
o sopravvivranno.
Va bene, scegliamo e dopo?
Chi ci assicura che gli altri sopravvivranno?
Io sono convinta che noi donne non dovremmo partecipare.
Ah sì?
Io invece che noi uomini non dovremmo partecipare.
- Che si sacrifichi il poliziotto. - Prego?
Tu devi proteggere i cittadini, no? Allora proteggici.
Una cosa è proteggervi, altra cosa è sacrificarmi per voi. Non scherziamo.
Scegliete me!
Sono il più vecchio di tutti.
Beh, ha ragione.
- Direi di sì. - No.
È la verità.
No, quello... quello che state dicendo è terribile.
Effettivamente... suona terrificante perché lo è.
Ma è la cosa giusta. In ospedale funziona così.
Se c'è un respiratore e due pazienti, si controlla l'età.
Non me ne frega niente! Questo non è un ospedale.
- Quanti anni hai? - Settant'anni.
Sei sposato? Hai figli?
Sono solo.
Mia moglie è incinta.
Come facciamo a sapere che non stai mentendo?
Non possiamo scegliere José solo perché è il più vecchio di tutti.
La sua vita vale come la nostra.
E cosa proponi? Vuoi prendere il suo posto? Fallo!
Lupe, per favore, non farla più difficile di quanto già non sia.
- Tiriamo a sorte. - No, no. Non se ne parla.
Non scherziamo! Io non sono d'accordo. Fatelo.
Ma io non partecipo, non mi potete obbligare.
Anch'io non ci sto.
L'età di José non può essere l'unico criterio da adottare
per questa decisione.
E allora come criterio scegliamo la meritocrazia?
Io faccio il medico chirurgo e salvo la vita a cinque persone al mese.
60 all'anno. Quindi sicuramente la mia vita vale più di tutte le vostre.
Molto bene.
La nostra azienda ha più di ottantamila dipendenti.
Queste famiglie vivono grazie al lavoro che gli diamo.
Quindi fatevi i conti.
Martha... tuo marito è solo un codardo.
- Come? - E tu Esteban... sei un vigliacco.
- Vigliacco? - Perché se avessi le palle
ti saresti già offerto per salvare tua moglie e tua figlia.
Io non farò il tuo gioco.
Sei un povero dottoruncolo di merda.
- Come vuoi. Ma tu resti un codardo. - Basta.
Smettetela di discutere...
e decidete che uccidano me.
No. Io non lo sceglierò.
Si è offerto lui. Non l'hai sentito? Lui è d'accordo.
Signore...
lei è davvero coraggioso... e molto generoso. La ringraziamo.
Signor José... mille grazie.
- Lei è un vero eroe. - Per favore non si lasci manipolare.
Lupe.
Non si preoccupi, signorina.
Io... non ho più nulla da fare.
La mia vita è stata molto difficile.
Sì, ma perché deve finire così?
Mi creda... è la cosa migliore.
Perché dice così?
Nella vita ho fatto cose...
di cui non vado orgoglioso.
Cosa ha fatto?
Non è il caso di parlarne.
Ha vissuto fino ad oggi sentendosi in colpa, vero?
Abbassatevi! State giù!
Il partecipante ha violato la regola numero tre.
Vi ripeto le tre semplicissime regole che è obbligatorio rispettare.
Regola numero uno...
tra di voi dovete scegliere uno che dovrà morire.
Regola numero due...
il prescelto o la prescelta...
dovrà essere d'accordo con questa decisione.
Regola numero tre...
è assolutamente vietato offrirsi volontari.
Tu sei un figlio di una gran puttana.
Vi consiglio di mettervi d'accordo rapidamente o morirete tutti.
Il gioco non si può fermare.
Esteban, fa qualcosa. Per favore. Per favore.
Quanto volete? Cinque milioni? Dieci milioni?
Mi serve solo un telefono!
Posso farvi avere tutto quello che volete!
Sta zitto Esteban! Non ti rendi conto
che i tuoi cazzo di soldi non servono a niente qui dentro?
Sta zitto, imbecille.
Io ve l'avevo detto che dobbiamo continuare con questo gioco di merda.
E adesso abbiamo un'opzione in meno.
Tranquilla.
- Sta tranquilla, amore. - Calmati.
Il tempo scorre e gioca contro di voi.
Prima di proseguire il gioco dovrete risolvere il seguente acrostico.
Ci sono dei riferimenti.
E se non volessimo giocare?
Arriva quello con i capelli bianchi, la sua fidanzata
e ci ammazzano tutti, imbecille. Eh? Che cosa credi?
Venite.
Iniziamo. Leggi. Ti aiuto con le lettere. Avanti.
Uno.
Cognome del prestanome... di Fernanzed Avila.
Non ho nessun prestanome.
E io sono un norvegese con gli occhi azzurri. No?
Su, dillo!
Pereira.
Ma... più che altro è un socio.
Due.
Teresa è dipendente da...?
- Come? - Da cosa sei dipendente?
Dieci lettere.
Anfetamine? Ho indovinato?
Tremori...
sudorazione, stanchezza, bocca secca.
Sei in astinenza? O mi sbaglio?
Tre.
Lupe ha falsificato il suo titolo di...?
Quello della maturità.
Bene bene.
La bambina non ha neppure finito il liceo.
Come cazzo fanno a sapere queste cose?
Mio Dio, questo è peggio di un incubo.
Quelli della commissione mi odiavano, non mi avrebbero promossa.
- Ci stavo cent'anni. -Non ce ne frega niente
della tua vita. Va avanti.
Quattro. Il collega che Simon ha tradito.
Lorenzo. E non l'ho tradito. L'ho denunciato per corruzione.
Cinque. La sorella di Martha si chiamava...?
No, mia madre non ha sorelle, è figlia unica.
Come si chiamava? Diccelo, cazzo!
- Ma se ho detto che è figlia unica! - Ofelia.
Come?
Ofelia? Ho una zia che si chiama Ofelia?
Perché non lo sapevo, perché non mi avete...
Non ho mai voluto dirtelo... è morta molto giovane.
- Quando? - Molti anni prima che tu nascessi.
- Perché me lo avete nascosto? - Se non disturbo vado avanti.
Sei. José è un...?
- Un anziano? - Un morto?
- No! - Sono otto lettere.
Ritirato. Ha detto che si era ritirato.
Avanti, scrivi ritirato, ha otto lettere.
Sette.
Soprannome dello spacciatore di Teresa?
Elfo.
Otto.
Malattia sessuale da cui è affetto Armando.
Che gran figli di puttana,
come fanno a sapere queste cose questi psicopatici di merda?
Forza, avanti dillo. Dillo subito!
Gonorrea.
Scrivi gonorrea.
Nove. La seconda amante di Esteban si chiamava?
Alejandra.
- Chi è Alejandra? - Una segretaria di tuo padre.
- Non mi ricordo di lei. - È durata poco.
Scusami, non sono orgoglioso di questo.
Santo cielo, finiamola con questo gioco.
Basta! Per favore!
Pablo... Jega?
Conoscete qualcuno che si chiama Pablo Jega?
- No. - Jega? No.
È Pablo Vega.
- Chi è? - Un assassino
che si crede un giustiziere. Un sadico.
E... perché lo conosci?
Ho cercato di arrestarlo... ma era come un fantasma.
È sempre riuscito a scappare.
Ha ucciso molte persone.
Giudici, politici, avvocati.
Tutti corrotti.
Organizzava un gioco macabro.
Quello che ha fatto...
con il giudice Echegaray è stato...
orribile.
Lo ha torturato...
gli ha aperto lo stomaco... con un coltello e lo ha eviscerato.
Ha obbligato i suoi familiari a giocare all'impiccato con...
Hanno dovuto scrivere sul muro con il sangue
preso dalla stomaco del giudice.
Non lo avete mai catturato?
Mai. Non l'ho mai visto in faccia.
I vari testimoni...
lo hanno descritto in modo differente.
Un giorno una telefonata anonima
lo segnalava in un motel alle porte di Cuernavaca.
Era piena notte.
Sfondammo la porta... c'era una figura.
Avevo... avevo paura, l'adrenalina a mille...
e...
pensai fosse Pablo.
Ha mosso...
ha mosso la mano verso la cintura,
io ho pensato che prendesse una pistola per spararmi allora...
ho sparato subito. Ma...
non era lui...
- era sua moglie. - E...
- Pablo? - Dopo un po' di tempo...
abbiamo scoperto che se ne era andato poco prima del nostro arrivo.
Da allora vivo col senso di colpa.
È stato Pablo a rinchiuderci qui.
Mamma... che cos'hai?
Pablo!
Non ho potuto fare nulla!
È arrivata in ospedale quasi morta.
Ti giuro che ho fatto il possibile per salvarla.
Parliamone, per favore! Per favore! Pablo parliamone.
Pablo! Pablo! Parliamone, Pablo.
Di che parli?
Patricia Vega.
La madre di Pablo mi è morta sotto i ferri.
Come è morta?
L'ha investita un'auto...
e chi guidava è scappato.
- Non ho potuto fare nulla. - No, questa è una bugia.
Quello che stai dicendo è una menzogna.
E tu che cosa ne sai?
L'ho investita io con la macchina...
ma era ancora viva.
Aveva delle fratture ma era viva. Non l'avevo uccisa.
Quando è arrivata... era già in coma.
No, era cosciente! Era viva!
So che ho sbagliato... che non sarei dovuta scappare.
Ma mi sono pentita!
Pentita subito e sono tornata, e l'ho cercata, ma non c'era più.
Così sono andata all'ospedale più vicino a dove c'era stato l'incidente
e l'ho trovata. Li mi hanno detto il suo nome e che aveva...
solo una frattura alla gamba, che l'avrebbero operata
e che sarebbe guarita. No, non l'ho uccisa!
Voto por Teresa.
No, no, no. Che cazzo stai dicendo? No!
- Dico quello che penso sia giusto. - Ah, sì?
Prima fai il bravo medico che voleva aiutarmi e ora vuoi uccidermi?
- Sei una merda! Stronzo! - Giù le mani!
Stai bene?
Toccala di nuovo e ti spacco la faccia, coglione.
Facciamola finita con questo gioco di merda.
Una tossica che si prende un secchio di anfetamine...
che guida e investe una donna per strada...
merita di morire più di chiunque di noi.
Ma se tu sei innocente... allora per quale cazzo di motivo sei qui?
Perché non l'ho salvata.
Testimonianza dell'infermiera Paloma López.
La paziente aveva entrambe le gambe fratturate,
bisognava intervenire e sistemare le fratture.
Ha avuto un'aritmia e il dottore l'ha intubata con un tubo endotracheale.
È il procedimento di routine. Il procedimento normale.
Ma il dottore lo ha inserito male.
Sia io che l'assistente lo abbiamo avvertito
che lo stava inserendo male, ma il dottore non ci ha ascoltati.
Sta zitta! Taci! Bugiarda! Taci!
Le ha perforato l'esofago...
e la signora è morta.
Perdonami Pablo.
È stato un errore.
L'unico errore della vita.
L'avevo detto.
Tu l'hai uccisa. E Pablo lo sa.
Io ho dedicato la mia vita a salvare gli altri.
- Come lui. - Ora è diventato tuo amico?
Sei proprio uno stronzo.
Simon rischia tutti i giorni per salvare la vita a persone che neanche
conosce, come faccio io.
Prendi una decisione sbagliata e ti muore un paziente sotto i ferri.
O in un'irruzione uccidi la persona sbagliata, non è così Simon?
Sono i rischi che ci si assume quando si lavora per gli altri,
ma tu che ne sai di questo?
- Tu te ne sbatti! - Tu sei un pezzo di merda.
Io voto per il dottore! Eh?
L'ha ammazzata lui. L'ha ammesso lui stesso.
Chi è d'accordo con me? Dobbiamo votare.
Vedete? Non le interessa la vita di nessuno! Come fanno tutti i tossici.
Se è capace di salire su un aereo, strafatta di anfetamine...
- di sicuro guida piena di droga. - Ma non ve ne rendete conto?
È quello che vuole questo psicopatico,
che ci tiriamo la merda addosso. Smettetela.
Basta. Siamo realistici.
Siamo sei persone.
Nessuno di noi voterà per uccidere qualcuno di noi tre,
perché siamo una famiglia. Non rimanete che voi tre.
Quindi o il dottore... o Teresa o Simon.
Non so.
Non ne sarei così sicuro.
Magari tua moglie vota per te.
Tu sei matto. Non lo voterei mai. Mio marito è l'amore della mia vita.
Però ti ha messo le corna.
Tesoro... ci vuole ben altro per distruggere il nostro amore.
E tu?
Non gli abbiamo provocato un dolore come quello che gli provocato tu.
No. No, no, no.
Qui non ci sono innocenti. Qui siamo tutti colpevoli.
Lo abbiamo ferito tutti in qualche maniera.
Noi abbiamo raccontato perché siamo qui, ma voi invece?
Voi cosa cazzo avete fatto a Pablo?
Perché mi piacerebbe tanto saperlo.
Anche a me piacerebbe tanto saperlo.
- E a me. - Noi abbiamo semplicemente...
Patricia Vega, la madre di Pablo...
ha lavorato come domestica a casa nostra.
Poi è rimasta incinta e se ne è andata.
Non l'avrai messa incinta tu?
- Ma che dici. - Come?
Mi sembra la cosa più ovvia.
Voi ci state nascondendo qualcosa.
Sicuramente.
A me la storia della gravidanza...
adesso mi sembra chiara.
Forse... Pablo potrebbe essere suo figlio.
Questa è una supposizione di merda.
- È la verità? - Ma che cosa ti viene in mente?
Ha detto la prima stupidaggine che le è venuta in mente.
Dovete cercare la verità.
La verità si nasconde nei dettagli.
Cercateli.
I miei primi passi.
Il mio compleanno dei tre anni.
Le vacanze con la mamma.
- E se viene fuori tutto? - Stai tranquilla.
Questi avvoltoi si caveranno gli occhi tra di loro.
È possibile. Promettimi che se dovrai scegliere lascerai morire me.
- Ma che dici? - Promettimelo.
Se sarà necessario, amore mio...
Con la mamma alla mia laurea.
Mateo.
Mateo?
Ho un figlio.
Non merita una madre come me.
- Perché dici così? - Non è evidente?
- Per questo vive con suo padre. - Lo vedi spesso?
Vivono a Ecatepec che non è vicino.
Dice che da grande vuole fare l'ingegnere navale.
La hostess... possiamo comprarla.
Figlio di una gran puttana.
Guardate questa foto.
Ora si spiega tutto... è chiaro.
La mamma con lo zio Esteban e Martha a Parigi.
Come?
Questi... siete voi?
Voi siete gli zii di Pablo?
Pablo Vega è mio cugino?
E lei... mamma guardami!
Lei è Ofelia? Tua sorella?
Tua zia Ofelia aveva moltissimi problemi.
È una storia estremamente triste.
- Ci piacerebbe ascoltarla. - Sì.
Tu non impicciarti, coglione.
Dettagli. Hanno detto di concentrarci sui dettagli.
Guardate questo quadro.
Qui sono nato io... in un manicomio.
Un manicomio.
Mia zia ha partorito in un manicomio?
- Non è il momento, amore mio. - Esteban... basta.
Facciamola finita. Diciamoglielo.
Ofelia era la mia sorella maggiore.
È sempre stata una bambina molto problematica, sempre depressa.
Ha tentato di suicidarsi parecchie volte...
finché mio padre non la fece ricoverare.
All'inizio la terapia ha dato dei risultati...
i medici dicevano che migliorava a vista d'occhio.
Poi qualcuno abusò di lei.
Abbiamo provato a convincerla, ma non ha voluto abortire.
È nato con una voglia sul braccio ed era molto debole.
Lo tenga lei.
Io non potevo farmene carico.
E così decidemmo di lasciarlo all'ostetrica.
Sembrava una brava donna...
e si era comportata benissimo con Ofelia.
E di sicuro sapeva di cosa aveva bisogno un bambino.
- Hai dato via tuo nipote. - Non l'ho dato via.
L'ho dato in adozione, non è la stessa cosa.
Io non potevo occuparmi di lui.
- Era sangue del tuo sangue. - Abbiamo fatto la cosa
migliore che potevamo fare in quel momento.
Hai abbandonato tua sorella in un manicomio...
e hai dato via il bambino.
E la persona cattiva, quella sarei io?
Vi rendete conto...
che se quel bambino si è trasformato in uno spietato assassino...
e ci ha chiuso qui dentro, la colpa è vostra.
Voi non immaginate cosa voglia dire vivere con una squilibrata come lei.
Mia sorella mi ha rovinato la gioventù con la sua pazzia.
Sta finendo il tempo.
E quindi cosa cazzo facciamo? Eh?
Vediamo... voi due accetterete di morire?
- Che cazzo di domanda fai, coglione? - Rifletti bene adesso...
non hanno importanza i peccati che abbiamo commesso
o altre schifezze che usciranno fuori.
Simon... c'è qualcosa che può farti accettare di morire oggi?
Sii onesto, cazzo.
- Certo che no. - Teresa.
- No. - Beh, io nemmeno.
Nessuno di noi tre accetterà di morire.
- Di conseguenza moriremo tutti. - Che cosa vuoi dire con questo?
Che per me è lo stesso morire da solo o con voi.
Però per voi no, coglione.
Voi vedrete morire vostra figlia.
Pensaci, se morisse prima di voi...
ve ne andreste disperati perché vostra figlia è morta
davanti ai vostri occhi.
- Sei un gran figlio di puttana. -Peggio, sei una vera merda.
È per vendicarsi di voi che Pablo ha portato qui Lupe.
O per mettervi alla prova. Per vedere se siete pronti
a dare la vita per Lupe.
Niente di personale.
Anch'io voglio solo sopravvivere come tutti noi qui dentro.
Teresa...
anche tu hai un figlio, non è così?
Quanto guadagna suo padre all'anno?
- Quanto? 120.000 pesos? - Che cosa te ne importa?
E immagino che frequenterà la scuola pubblica lì dove vive, no?
E sarà difficile, vero?
Voglio dire, anche se è un bambino intelligente... che studia...
quando si parte da così in basso è difficile...
- Non coinvolgere mio figlio. - Noi possiamo regalargli un futuro.
Un milione di dollari se accetti di morire.
Cosa? No, no, no.
- Non esiste una cosa del genere. - Perché no?
Non c'è regola che impedisce di comprare qualcuno.
- Esattamente. - Teresa...
non ascoltarli, il denaro non arriverebbe mai a tuo figlio.
Non puoi fidarti di loro.
Voi ci obblighereste a mantenere la parola data.
Pensaci... un percorso scolastico
nelle università più importanti del Messico.
Non gli mancherà mai nulla.
Puoi tornare a casa tua sana e salva.
Tuo figlio sarà contento di rivedere la sua mamma.
Ma dopo che cosa accadrà? Che futuro lo aspetta? Eh?
Fare il cameriere? Se ha fortuna farà l'operaio.
Di sicuro metterà incinta la sua fidanzatina.
Il suo sogno di diventare...
ingegnere navale...
finirà nella merda.
Deciditi, il tempo sta finendo.
Sai quante maniglie tocco ogni giorno? Nessuna.
C'è sempre qualcuno che mi apre la porta.
Un autista... un impiegato, una segretaria...
È così che funziona il mondo, Teresa.
C'è chi apre le porte
e chi come noi, le persone importanti,
che tutte le porte se le trovano spalancate.
Quale destino vuoi per tuo figlio? Devi scegliere.
È così, avete ragione.
È vero mio figlio avrebbe una vita molto diversa con quei soldi.
Ma di certo diventerebbe una merda di persona come te e tua moglie.
Quindi preferisco rimanere come sono piuttosto che aiutarvi.
O morite... o vedete morire quella merda di vostra figlia.
Puttana.
- Voto per Esteban. - Cosa?
- Voto per Esteban. - No.
Anch'io.
E io anche.
Se mi votate accetterò di morire.
- No! No, no, no. - No! No. Non potete farlo. No.
Ne abbiamo parlato. Ne abbiamo parlato e me lo hai promesso.
- Lo hai promesso. Sì... sì. - No, no. Non te l'ho promesso.
Ascoltatemi bene voi, non lo permetterò.
Mi sentite? Non lo permetterò. Per favore.
Sono io l'unica colpevole. Io sono l'unica responsabile.
Io ho lasciato mia sorella nel manicomio.
- Mio marito non c'entra nulla. - Mamma basta, mamma smettila.
- Per favore. - Basta.
Non riuscirei a vivere senza di te amore mio.
- Tesoro, sei la cosa più bella... - No, no, mamma.
che mi è capitata nella vita, ma devo fare le cose nel modo giusto.
Per favore, non farmi questo. Per favore, mamma no.
Se preferite così... per me è lo stesso.
Cambio il mio voto... voto per Martha.
Martha.
Voto anche io per Martha.
Smettila. Adesso, basta, ho detto.
Pablo.
Pablo hanno scelto me.
Hanno scelto, mi hanno votata e io accetto di morire.
Mamma per favore, ti prego, non farlo, mamma! No, no.
Pablo, ascolta, scusami... lo so, ho sbagliato con te e con mia sorella.
Facciamola finita con questo gioco.
Quando mi avrai uccisa libera mia figlia.
Liberala e falla andare via con suo padre.
Ti supplico, davvero, ti supplico.
L'orologio si è fermato. Mamma, si è fermato.
Sedetevi... e godetevela.
Dovresti prenderla Teresa.
L'astinenza ti ucciderà.
No.
No.
Mi ha distrutto la vita.
Passami il vino, Simon.
Questo vino è buonissimo.
Vuoi favorire, Esteban?
Vaffanculo, lurido pezzo di merda.
Non sai che ti perdi.
In questo momento non dovremmo stare a dieta.
Lo dico come medico. Mangiamo... mangiamo.
Non so dove trovi il coraggio di mangiare.
Armando ha ragione.
Se ci uccideranno...
preferisco morire con la pancia piena.
Beh, sì.
Se non ci hanno ucciso è perché ci hanno perdonato, no?
Forse potrebbero averci perdonato tutti?
Dopo aver ascoltato le nostre confessioni.
Certo.
Sicuramente.
Pablo prima ci ha rapiti, portati nella sua villa...
ucciso un uomo davanti ai nostri occhi e davanti a un poliziotto.
E ora ci perdona... ci offre un vero e proprio banchetto...
di riconciliazione e ci lascia andare a casa.
Peccato che José non ce l'abbia fatta.
Povero uomo.
Perché lo avranno torturato così?
Ritirato.
Abbiamo scritto "ritirato"... giusto?
Otto lettere.
Ma in realtà doveva iniziare con la V...
perché il cognome fosse esatto.
"V", per violento.
Certo.
Sicuramente fu lui...
a violentare Ofelia nel manicomio.
Per questo gli hanno strappato le unghie. È ovvio.
- Dio mio. - Figlio di puttana.
A saperlo lo avrei ammazzato.
Che ironia, vero, Lupe?
Ricorda che lo hai difeso.
Lo stupratore della tua zietta.
- Porca troia. - Che è successo?
- Mi sono tagliato. - Stai bene?
Sì.
Fallo tu stesso.
- Dammi quel coltello. - Neanche morto, sta indietro!
- Allontaniamoci. Presto. - Ve l'avevo detto.
Lascia quel coltello!
Ve l'avevo detto imbecilli, che non era finita.
- Rimettilo sul tavolo. - Eravamo rimasti che saresti morta,
e avevi anche accettato. Adesso non ci rimane che farlo.
- Posa quel coltello, cazzo. - Vuoi farlo tu?
- O Teresa? - Dammelo.
Se incidiamo la carotide ti giuro che non soffrirai.
Scusami, ma devo tornare dalla mia famiglia.
Mi hai ammazzato, coglione.
Figlio di una gran puttana.
Come posso aiutarti?
- Dimmi cosa faccio. - No, no.
- Cosa posso fare? - Non c'è più niente che puoi fare.
Quel testa di cazzo... quel coglione mi ha ammazzato.
- Ma io come posso aiutarti? - No, no... non c'è niente da fare.
Armando.
Armando... portaci fuori di qui.
Per favore.
Tu ci puoi far liberare tutti.
Il tempo ormai sta finendo. Per favore.
Ci puoi far liberare.
Per favore.
Aiutami a rivedere mio figlio.
Io, io voto per Armando.
Voto per Armando.
Per favore.
Andate a prendervela nel culo tutti quanti.
Ma sì...
accetto di morire.
Però adesso dovete finirmi perché non c'è più tempo.
Esteban... avvicinati.
Prendi il coltello.
Perforami l'esofago e dritto fino al cuore.
Ma guardami negli occhi. Guardami.
Aspetta un attimo.
Aspetta, aspetta.
Adesso. Su, fallo.
Infila il coltello nello sterno dritto fino al cuore.
Tira fuori le palle!
Basta... basta.
Adesso è finita... è morto. Basta.
Mi dispiace Armando... mi dispiace molto.
Ci avrebbero ammazzati tutti.
Non possiamo rimanere qui.
Dobbiamo cercare di sopravvivere. Andiamo, forza.
Andiamo!
Cos'è questo posto?
Siamo in un fottuto labirinto.
È meglio separarci. Venite.
No. No, no. C'è qualcosa di sbagliato.
- Perché? - Dobbiamo tornare indietro...
se fosse un trucco?
Per favore, dobbiamo tornare indietro. Venite.
Ehi... gli altri si sono persi.
Non ha importanza. Andiamo.
- Cazzo. Scappiamo. - Scappa, presto!
È uno sparo? È stato uno sparo.
- Teresa. Aspettami. Teresa. - Corri, non ti fermare.
A sinistra, a sinistra!
Teresa. Teresa... porca troia!
No...
Proviamo di qua.
Sei tu... Pablo.
Pablo Vega sei tu.
Benvenuti. Voi tutti siete qui per partecipare a un gioco.
Mi sono tagliato.
Non l'ho mai visto in faccia. I testimoni lo descrivevano
in modo differente. Qui sono nato io... in un manicomio.
Vacanza con mia mamma. Sei solo uno psicopatico...
un assassino.
Fammi andare da mio figlio.
Per favore.
Perdonami... non vendicarti anche su di lui.
Per favore... Pablo.
Aiutami.
Forza. Martha, vieni.
Andiamo. Presto.
Aspettate! Fermi. Aspettatemi! Arrivo.
Fermo, papà aspettiamolo.
Esteban, aspetta. Esteban, fermati.
- Aspettiamolo. - No!
- Lascerai che lo ammazzino? - Mi dispiace.
- No, no. Basta! - Che fai?
Non possiamo abbandonarlo.
- Come stai? - Bene, bene. Grazie.
Aiutami con l'ancora. Vai, sbrigati.
No.
- Sei tu. - Sì, sono io.
Cari zii...
volevo fare le presentazioni in modo diverso, però...
però è andata così.
La verità alla fine esce sempre fuori.
Vieni stronzo. Cammina... forza.
Piano. E adesso siediti lì.
Tu... anche tu, sbrigati. Forza.
Molto bene.
Dovete avere molte domande, giusto?
Ma ormai il tempo è scaduto... e voglio fare un ultimo gioco.
È un classico. E i classici non muoiono mai.
Anche se in effetti oggi di morti ce ne sono stati parecchi.
E il gioco è la roulette russa.
Qui c'è una pistola e un solo proiettile.
Ognuno di voi sparerà contro l'altro.
Se provate a spararmi... ammazzo vostra figlia.
No. No.
Se provate a suicidarvi o cazzate simili... le sparo in testa.
Allora? Chi inizia?
C'è un volontario? Nessuno?
Quand'è così... precedenza alle donne.
Avanti.
Mira e spara. Mira e spara, ho detto.
Avanti! Forza!
No, no, no, no. no! Lì no!
In alto. Alla testa, così! Qui! Alza quell'arma.
Alla testa, ho detto, cazzo!
Così... brava! Su... spara!
Spara!
Spara cazzo! Che aspetti?
Non posso. Non ci riesco!
Voglio aiutarti. Darti l'ispirazione.
Alejandra... per esempio.
Che ovviamente non era una sua segretaria, neanche un po'.
Ma che era una tua compagna di scuola.
Tesoro non ascoltarlo... sta dicendo solo cose a vanvera.
Veramente? E tutte le altre... che hanno detto che hai abusato di loro?
È un complotto, coglione? Stai mentendo!
Dimentichi Carolina, un'altra compagna di Lupe
e molte altre, stronzo! Eh?
E vediamo se ne indovini un'altra? Prova.
Vuoi un nome... un suggerimento? Sì, sì, sì. Allora?
- Lupe! - No! No...
No, questa è una menzogna.
Lupe, sto mentendo? Sì o no?
Lupe? sto mentendo sì o no?
No. No!
Vedi? Convinta? Avanti, spara.
E spara cazzo!
Questo stronzo è la tua fottuta ossessione, vero?
È il tuo turno, stronzo. Avanti... prendi la pistola.
Puntagliela. Puntagliela dritta alla testa, coglione.
Avanti, forza. Sbrigati.
Perdonami, amore mio.
Molto bene! Molto bene!
Tu non mi deludi mai!
Questo stronzo ti ha sparato...
e non si è scomposto nemmeno di una virgola.
E tu invece no.
Sai perché lui invece sì?
Perché è uno psicopatico. Perché non prova sentimenti.
Perché sa solo mentire.
Digli che tornino a casa... che è tutto sotto controllo.
Tesoro, che significa?
Avevo un'angoscia che non sapevo definire.
Che era senza nome.
Non conoscevo le cause di questo malessere.
Di questo vuoto che mi riempiva il petto e non mi abbandonava mai.
Ho provato con la droga.
Ma niente, il vuoto era sempre lì.
Mi sentivo come... se fossi fuori posto,
come se non fossi nella mia pelle.
Poi ho conosciuto Pablo...
che mi ha aperto gli occhi.
Lui... lui non l'ha stuprata...
- erano relazioni consensuali. - Consensuali?
- Sì. - Ripeti le cazzate
che ti diceva questo stronzo? Ero una bambina mamma!
A quell'età non ci può essere niente di consensuale.
Quando Pablo mi ha raccontato tutto...
allora mi sono ricordata.
Ho ricordato come mi guardavi.
Con che occhi mi osservavi quando mi spogliavo.
Ricordata come mi toccavi.
Come un padre non dovrebbe mai toccare sua figlia!
Tu hai abusato di me!
- Io non ti ho mai... - Tu non hai mai...?
Mai cosa?
Vuoi continuare a mentire anche ora?
Non hai neanche adesso le palle per dire alla mamma la verità?
Confessale cosa mi facevi quando ero piccola?
Ma non ce n'è bisogno, vero?
Perché tu lo sapevi.
Lo hai sempre saputo e non hai fatto nulla.
Avanti, facciamola finita.
Avanti andiamo. Fermo. Indietro, stronzo.
Torna indietro.
Ti ho detto di tornare indietro!
Ora basta, facciamola finita. Sparagli!
Allora?
E che cazzo!
Basta. Era necessario! Ora è veramente finita.
Sai cosa avrebbe cambiato Il finale di questo gioco, zia?
Un po' di amore.
Solo questo.
Ma da oggi ti aiuteremo.
UNO DOVRÀ MORIRE
IN MEMORIA DI FERNANDO BECERRIL - 1945-2023
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